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Decisione

36.2012.18

Decisioni della Cassa in materia di premi non oggetto di opposizione. Ricorso al TCA irricevibile

9 maggio 2012Italiano23 min

Source ti.ch

Fatti

i ricorsi per ritardata giustizia che per denegata giustizia (Kieser, ATSG-Kommentar,

Zurigo-Basilea-Ginevra 2003, art. 56 nota 10 pag. 560). Per costante

giurisprudenza del Tribunale Federale, vi è diniego di giustizia qualora

un'autorità giudiziaria od amministrativa non si occupi di una domanda, per la

cui risoluzione essa é competente (DTF 114 V 147 cons. 3a e riferimenti ivi

menzionati; Kieser, op. cit, art. 56 nota 10 pag. 560). Sempre secondo la

giurisprudenza vi è diniego di giustizia nel caso in cui l'autorità competente

si dimostri certo pronta ad emanare una decisione, ma ciò non avviene entro un

termine che appare adeguato, tenuto conto della natura dell'affare nonché

dell'insieme delle altre circostanze (DTF 107 Ib 164 cons. 3b e riferimenti).

Irrilevanti sono le ragioni che hanno determinato il diniego di giustizia.

Decisivo per l'interessato è unicamente il fatto che l'autorità non abbia

agito, rispettivamente, non abbia agito in maniera tempestiva (DTF 108 V 20

cons. 4c, 103 V 195 cons. 3c). Nel giudicare l'esistenza di una ritardata

giustizia, si deve procedere ad una valutazione delle circostanze oggettive. Vi

è, quindi, ritardata giustizia quando le circostanze che hanno condotto ad un

prolungamento della procedura non appaiono oggettivamente giustificate (DTF 103

V 195 cons. 3c in fine). Criteri rilevanti sono, segnatamente, la natura della

procedura, la difficoltà della materia ed il comportamento dell'interessato

(DTF 125 V 188; VPB 1983 n. 150 p. 527 e EuGRZ 1983 p. 483). Il principio

secondo cui la procedura innanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni

deve essere semplice e spedita (art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA) è espressione di

un principio generale del diritto delle assicurazioni sociali e vale, perciò,

anche nell'ambito della procedura amministrativa (DTF 110 V 61 consid. 4; cfr. pure Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung,

Zurigo 1999, p. 243 n. 509).

4. Nel giudizio 36.2011.70 del 29 novembre 2011 è ricordato che

dottrina e giurisprudenza hanno stabilito che una ritardata giustizia può

essere ammessa soltanto allorquando la competente autorità protrae più del

dovuto la trattazione di un affare. Ciò non è il caso se essa prende dei

provvedimenti positivi, ad esempio dei provvedimenti probatori supplementari.

Se l'autorità si sia occupata di una vertenza senza notevole ritardo, una

violazione della Costituzione può essere ammessa soltanto se determinati provvedimenti

sono stati presi abusivamente (Meyer,

Das Rechts-verzögerungsverbot nach Art. 4 BV, tesi Berna 1985, p. 78 e riferimenti

giurisprudenziali). In una sentenza del 25 giugno 2003 nella causa Q., I

841/02, pubblicata in DTF 129 V pag. 411 e seg., il TFA ha ammesso l'esistenza

di un ritardo ingiustificato a carico dell'Ufficio AI e della Commissione

federale di ricorso in materia di AVS/AI, trattandosi di una procedura durata

globalmente più di 10 anni (dal momento in cui è stata presentata la domanda di

prestazioni a quello in cui è stata resa la sentenza impugnata). Nella DTF 125

V 188ss., il TFA ha invece negato l'esistenza di un ritardo ingiustificato,

trattandosi di un assicuratore malattie che, trascorsi meno di 4 mesi dal

momento in cui l'assicurato ha interposto opposizione, non aveva ancora proceduto

ad emanare la decisione di sua competenza. In RAMI 1997 U 286, p. 339s., la

Corte federale ha riconosciuto una ritardata giustizia a carico di un tribunale

cantonale che era rimasto completamente inattivo nei riguardi di una causa

pendente da 42 mesi e suscettibile di essere giudicata da 27 mesi (ossia a partire

dall'evasione di un atto di ricusa).

5. Nella

sentenza del 20 settembre 1995, causa A.L. del Tribunale TC Argovia, è stata

riconosciuta una ritardata giustizia, poiché un'autorità aveva atteso più di 9

mesi prima di procedere ad ordinare un'ulteriore perizia (Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der

AHV und IV in: Schaffhauser/Schlauri, Verfahrensfragen in der Sozialversicherung,

San Gallo 1996, p. 92s.). Nel caso giudicato il 22 giugno 1998 dal TC Nidwaldo

l'amministrazione è stata (soltanto) biasimata per aver lasciato trascorrere

più di un anno senza prendere alcuna decisione dopo ricezione di una perizia (Plädoyer 6/1998, p. 67). Il TFA ha

stabilito, in una sentenza pubblicata in SVR 2001 KV 38, p. 109 s., che

l'oggetto di un ricorso per denegata o ritardata giustizia é soltanto la

verifica del preteso diniego o del preteso ritardo: il tribunale non può,

quindi, decidere in merito alle prestazioni. Le prestazioni assicurative

materiali, in effetti, non costituiscono l'oggetto litigioso di questa

procedura. Questa giurisprudenza è da considerare valida anche sotto l’imperio

dell’art. 56 cpv. 2 LPGA (Kieser,

op. cit., art. 56 nota 12 pag. 56). Il TF ha ripreso gli stessi principi in un

recente giudizio in materia di assicurazione infortuni (DTF 22 febbraio 2010

inc.8C_613/2009) dove ha ricordato la necessità di ossequio del precetto di

celerità in particolare per le decisioni di prima istanza, si veda anche la

sentenza cantonale di Ginevra pubblicata in SJ 2010 PAG. 297 in particolare cons. 3.1. pag. 301 secondo cui:

" … l'autorité qui ne traite pas un grief

relevant de sa compétence, motivé de façon suffisante et pertinente pour

l'issue du litige commet un déni de justice formel proscrit par l'art. 29 al. 1 Cst. (ATF 134 I 229 c. 2.3 p. 232; ATF 117 Ia

116 c. 3a p. 117 et les références). …déduit du droit d'être entendu de l'art.

29 al. 2 Cst. l'obligation pour l'autorité de motiver sa décision, afin que

l'intéressé puisse se rendre compte de la portée de celle-ci et l'attaquer en

connaissance de cause. La motivation d'une décision est suffisante lorsque

l'autorité mentionne, au moins brièvement, les motifs qui l'ont guidée et sur

lesquels elle a fondé son raisonnement. L'autorité ne doit toutefois pas se

prononcer sur tous les moyens des parties; elle peut se limiter aux questions

décisives (ATF 130 II 530 c. 4.3 p. 540 et les arrêts cités)."

6. Nella sentenza pubblicata in DTF 130 I 312 richiamata nelle motivazioni

appena riprodotte, il TF ha, più esplicitamente, specificato che:

" Selon l'art. 29 al. 1 Cst., toute personne a droit,

dans une procédure judiciaire ou administrative, à ce que sa cause soit traitée

équitablement et jugée dans un délai raisonnable. Le caractère raisonnable ou

adéquat du délai s'apprécie au regard de la nature de l'affaire et de

l'ensemble des circonstances, selon un principe déjà fixé sous l'empire de

l'art. 4 al. 1 aCst.

(ATF 125 V 188 consid. 2a p. 191/192; ATF 117 Ia 193 consid. 1c p. 197; ATF 107

Ib 160 consid. 3b p. 164/165).

A l'instar de l'art. 6 par. 1 CEDH - qui n'offre, à

cet égard, pas une protection plus étendue que les garanties constitutionnelles

nationales (ATF 114 Ia 179 ss; Hottelier, op. cit., p. 810 ch. 5 in fine) - l'art. 29 al. 1 Cst. consacre le principe de la célérité en ce sens qu'il prohibe le

retard injustifié à statuer. L'autorité viole cette garantie constitutionnelle

lorsqu'elle ne rend pas la décision qu'il lui incombe de prendre dans le délai

prescrit par la loi ou dans un délai que la nature de l'affaire, ainsi que

toutes les autres circonstances, font apparaître comme raisonnable (ATF 119 Ib

311 consid. 5 p. 323

ss; JÖRG PAUL MÜLLER, Grundrechte in der Schweiz, 3e éd., p. 505 ss; HAEFLIGER/SCHÜRMANN,

op. cit., p. 200 ss; HOTTELIER, op. cit., p. 810/ 811).

Considerandi

5.2

Le caractère raisonnable de la durée de la

procédure s'apprécie en fonction des circonstances particulières de la cause,

lesquelles commandent généralement une évaluation globale. Entre autres critères

sont notamment déterminants le degré de complexité de l'affaire, l'enjeu que

revêt le litige pour l'intéressé ainsi que le comportement de ce dernier et

celui des autorités compétentes (ATF 124 I 139 consid. 2c p 142; ATF 119 Ib 311

consid. 5b p. 325 et les références indiquées). A cet égard, il appartient au

justiciable d'entreprendre ce qui est en son pouvoir pour que l'autorité fasse

diligence, que ce soit en l'invitant à accélérer la procédure ou en recourant,

le cas échéant, pour retard injustifié (ATF 107 Ib 155 consid. 2b et c p. 158

s.). Le comportement du justiciable s'apprécie toutefois avec moins de rigueur

en procédure pénale et administrative que dans un procès civil, où les parties

doivent faire preuve d'une diligence normale pour activer la procédure

(HAEFLIGER/ Schürmann, op. cit., p. 203/204; AUER/MALINVERNI/HOTTELIER, op.

cit., n. 1243 p. 594). On ne saurait par ailleurs reprocher à une autorité

quelques "temps morts"; ceux-ci sont inévitables dans une procédure

(cf. ATF 124 I 139 consid. 2c p. 142). Une organisation déficiente ou une surcharge

structurelle ne peuvent cependant justifier la lenteur excessive d'une

procédure (ATF 122 IV 103 consid. I.4 p. 111; ATF 107 Ib 160 consid. 3c p.

165); il appartient en effet à l'Etat d'organiser ses juridictions de manière à

garantir aux citoyens une administration de la justice conforme aux règles (ATF

119.

III 1 consid. 3 p. 3; JÖRG PAUL MÜLLER, op. cit., p. 506 s.;

HAEFLIGER/SCHÜRMANN, op. cit., p. 204 s.; AUER/MALINVERNI/ HOTTELIER, op. cit.,

n. 1244 et 1245, p. 594/595; HOTTELIER, op. cit., p. 811 ch. 7).

5.3

La sanction du dépassement du délai

raisonnable ou adéquat consiste d'abord dans la constatation de la violation du

principe de célérité, qui constitue une forme de réparation pour celui qui

en est la victime. Cette constatation peut également jouer un rôle sur la répartition

des frais et dépens dans l'optique d'une réparation morale (ATF 129 V 411

consid. 1.3 p. 417 et les références). Dans certaines circonstances, si les

conditions de la responsabilité civile de la Confédération ou des cantons pour

acte illicite sont réalisées, le paiement de dommages-intérêts pour le retard à

statuer peut être envisagé. Faute de compétence ratione materiae, il

n'appartient pas au Tribunal fédéral, saisi d'un recours de droit

administratif, de se prononcer sur cette question, d'autant que les recourantes

n'ont pas formulé de conclusions dans ce sens (ATF 129 V 411 consid. 1.4 p. 417/418 et les références)."

(sottolineatura del redattore)

7.

Va

qui ribadito come, in caso di accoglimento di un ricorso per ritardata o denegata

giustizia, il Tribunale ordina all’assicuratore sociale di concludere entro un

termine ragionevole la procedura, rispettivamente di dar seguito alla chiesta

misura (Kieser, Verwaltungsverfahren,

cit., nota 507 pag. 240; cfr. anche SVR 2001 KV 38 consid. 2b pag. 110), il

giudice non può sostituire l’indagine che compete all’assicurato-re con propri

atti di verifica e di istruttoria e non deve neppure, conseguentemente, analizzare

il merito della fattispecie. Il giudizio si limita all’accertamento, o meno, di

una denegata giustizia od un ritardo ingiustificato da parte della Cassa, e,

laddove l’amministrazione abbia dato seguito alle domande dei ricorrenti nelle

more della procedura, occorre verificare, per determinare l’eventuale diritto a

ripetibili stante il patrocinio o il carico di spese, se il ricorso era necessario

e se un ritardo nella reazione della Cassa è sussistito. Questi principi sono

stati recentemente ripresi dal Tribunale cantonale delle Assicurazioni in una

sentenza emanata nella composizione completa (TCA 14 novembre 2011, inc.

36.2011.72

in re P.I.).

8.

Nel

caso in esame l'amministrazione interessata ha emanato due formali decisioni

come riportato nelle considerazioni di fatto al punto D. Il ricorrente non

sostiene di essersi formalmente opposto alle due decisioni e non sostiene che CO

1.

abbia emanato un provvedimento sull’opposizione o che postulato la continuazione

dell'esecuzione nonostante una opposizione tempestivamente interposta. Se ne

deduce che, in concreto, non è stata correttamente emanata alcuna decisione

resa su opposizione impugnabile al Tribunale cantonale delle assicurazioni.

Su

questo aspetto il ricorso è irricevibile. Questo Tribunale non può esaminare

quindi la correttezza delle decisioni emesse dall’assicuratore anche se appare

qui utile, evidenziare (senza comunque potere sanzionare detto comportamento)

che CO 1, in maniera che può serenamente essere definita scandalosa, ha escusso

l’assicurato per 4 premi dei mesi da gennaio ad aprile di CHF 1,60 e quindi CHF

6,40 (nella risposta di causa si fa riferimento ad un importo di CHF 5,90) cui

ha aggiunto spese per CHF 92.00, decisamente eccessive e sproporzionate anche

se inizialmente il premio era al lordo del sussidio. Le lamentele

dell’assicurato, che – lo si ripete – per ragioni formali non possono essere

analizzate nel merito, avrebbero avuto qualche possibilità di esito favorevole

su questi aspetti. In altri termini l’assicuratore cui non sia ancora

comunicata la riduzione del premio, ha il diritto di incassare il premio dovuto

e di escutere l’assicurato, quando percepisce però il sussidio e l’importo del

suo credito si riduce a somma irrisoria, escutere un debitore diventa esagerato

(anche se legalmente ammissibile), ma caricargli spese complessive di 15 volte

il valore del credito appare fuori luogo. Ragionamento analogo può essere fatto

per i premi di gennaio e febbraio 2011 dove CO 1, in maniera certamente non

contraria al diritto ma francamente poco ragionevole alla luce di quanto

avvenuto negli anni precedenti, dove per premi complessivi ammontanti a CHF 718,05

sono state caricate spese amministrative del 10% del valore del credito, salvo

poi ricevere il sussidio. Comprensibile quindi l’amarezza e la delusione

dell’assicurato a fronte della situazione che si è venuta a creare. Come detto CO

1.

ha agito nel rispetto delle norme siccome i premi vanno pagati

anticipatamente e sono pieni sino a che la riduzione non sia concessa da parte

del preposto dipartimento.

9.

Il

gravame non può neppure costituire ricorso per denegata o ritardata giustizia. CO

1.

ha operato, conformemente a legge, per l'incasso dei premi a lei dovuti al

signor RI 1. L’assicurato lamenta addirittura un eccesso di velocità

nell’escuterlo, la decisione è avvenuto in tempi contenuti e, come rilevato,

nessuna opposizione è stata formulata.

L'assicurazione,

fino alla comunicazione del DSS, non può sapere se un sussidio verrà

riconosciuto ed eventualmente per quale importo. Come rilevato in precedenza essa

ha pertanto il diritto di incassare il premio legale dovuto a fronte della

franchigia scelta. RI 1 lamenta implicitamente il ritardo nella comunicazione

da parte del DSS a CO 1 della concessione dell’aiuto sociale. In questa sede la

lamentela è irricevibile, il rimprovero essendo mosso non all’assicuratore ma a

terzi (DSS). Si osserva qui che per l'art. 65 cpv. 3 2° periodo LAMal stabilita

la cerchia dei beneficiari i Cantoni vegliano affinché il versamento delle riduzioni

di premio avvenga in modo che i beneficiari non debbano adempiere i loro

obblighi di pagamento del premio in anticipo.

Si

tratta comunque di un postulato la cui violazione non comporta sanzione.

D'altro canto l'ufficio cantonale preposto, che riceve le istanze validamente

sino al 31 dicembre, deve analizzare un numero notevole di richieste (i

beneficiari del sussidio in Ticino sono oltre 100'000) che inevitabilmente

vengono comunicate nel corso dell'anno di sussidio.

Come

evidenziato la CO 1 non ha agito senza un sostrato legale, ha emesso le sue

decisioni formali cresciute in giudicato, non ha postulato la prosecuzione

dell’esecuzione nei confronti del ricorrente in assenza di una valida

decisione. Dal profilo formale ha agito conformemente a legge, nei fatti – come

evidenziato – un altro approccio amministrativo avrebbe certamente evitato l’escussione

di un debitore per 4 premi da CHF 1,60 l’uno e di 2 premi per poco più di CHF

700.00

e verosimilmente oggetto di riduzione per la richiesta di sussidio, a CO

1.

è noto che le decisioni in materia di riduzioni dei premi pervengono ad

inizio anno (cfr. risposta di causa pag. 2 in fine). Da quanto precede si deduce l'irricevibilità del gravame. Non si fa carico di tassa di giustizia e spese.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il

ricorso è irricevibile.

2. Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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