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36.2013.65

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

20 febbraio 2014Italiano49 min

Source ti.ch

Fatti

I lavoratori autonomi, i titolari di aziende e i

loro familiari, purché non figurino nella contabilità salariale, sono

assicurati soltanto se sono indicati nominativamente nella polizza (art. 5.3

CGA).

Giusta l'art. 6.2 CGA, per i lavoratori autonomi,

i titolari di aziende e i loro familiari, purché questi ultimi non figurino nella

contabilità salariale, è assicurato al massimo il reddito da lavoro indicato

nella polizza.

L'indennità giornaliera viene corrisposta, in

caso d'incapacità al lavoro di almeno il 25%, in proporzione al grado

dell'incapacità al lavoro stessa (art. 12.1 CGA).

Per i lavoratori autonomi, i titolari di aziende

e i loro familiari, purché non figurino nella contabilità salariale, è determinante

un'incapacità lavorativa di almeno il 50% (art. 12.2 CGA).

A norma dell'art. 13.1 CGA, se il periodo

d'attesa è tra 0 e 10 giorni, il contraente deve comunicare l'incapacità

lavorativa all'assicuratore entro 15 giorni dall'inizio della stessa. In caso

di periodi d'attesa a partire da 11 giorni, la notifica deve pervenire

all'assicuratore entro 35 giorni dall'inizio dell'incapacità al lavoro. Entro

ulteriori 3 giorni dalla notifica della malattia, deve essere presentato un

certificato del medico attestante l'incapacità lavorativa. In caso di notifica

tardiva ingiustificata, il diritto alle prestazioni assicurate decorre al più

presto a partire dalla ricezione della notifica.

In virtù dell'art. 13.2 CGA, la persona

assicurata deve dimostrare la perdita di guadagno. Se non può dimostrare la

perdita di guadagno, non sussiste alcun diritto a prestazioni.

Per l'art. 13.3 CGA, le persone assicurate devono

intraprendere tutto ciò che è atto a favorire la guarigione ed evitare tutto

ciò che la ritardi. In particolare, devono attenersi alle prescrizioni del

medico e del personale sanitario.

A norma dell'art. 13.5 CGA, la persona assicurata

che nella sua professione abituale resta completamente o parzialmente inabile

al lavoro, prevedibilmente in modo duraturo, è tenuta ad impiegare la sua eventuale

capacità di guadagno residua anche se ciò esige un cambio della professione.

L'assicuratore esorta la persona assicurata al cambio di professione e la rende

attenta sulle sanzioni previste dal paragrafo 14.

La persona assicurata è tenuta a collaborare

all'esecuzione della presente assicurazione. Deve fornire all'assicuratore

segnatamente tutti i dati di cui l'assicuratore necessita per l'accertamento

del diritto a prestazione e per la determinazione dell'ammontare delle

prestazioni (art. 13.7 CGA).

Per l'art. 15.1 CGA, l'obbligo di prestazione

inizia dopo la decorrenza del periodo di attesa convenuto nella polizza. Il

periodo di attesa inizia a decorrere dal primo giorno dell'incapacità al lavoro

confermata dal medico, al più presto comunque tre giorni prima dell'inizio del

trattamento medico.

Il periodo di attesa convenuto è indicato nella

polizza e viene calcolato per ogni singolo caso di sinistro (art. 16 CGA).

Quanto alla durata delle prestazioni, secondo

l'art. 17.1 CGA l'assicuratore corrisponde l'indennità giornaliera per caso di

sinistro per la durata di fruizione delle prestazioni indicata nella polizza,

con deduzione del periodo di attesa convenuto. I giorni di incapacità

lavorativa parziale contano come giorni interi.

Per quanto riguarda la durata delle prestazioni e

il periodo di attesa, la ricomparsa di una malattia o delle conseguenze di un infortunio

vale quale nuovo caso di sinistro se prima della ricaduta la persona assicurata

non è stata inabile al lavoro a causa di tale malattia, o delle conseguenze

dello stesso infortunio, per almeno 365 giorni. In caso di ricaduta entro 365

giorni, il periodo di attesa già fruito viene meno e le prestazioni già

corrisposte vengono scalate dal calcolo della durata massima di fruizione delle

prestazioni (art. 17.2 CGA).

Giusta l'art. 17.3 CGA, dopo l'esaurimento della

durata massima di fruizione delle prestazioni per un caso di sinistro, la

persona assicurata è privata delle prestazioni per questo caso di sinistro.

Un'eventuale capacità al lavoro residua rimane assicurata.

Infine, l'indennità giornaliera si calcola

convertendo il salario assicurato in un anno intero e dividendo la somma annua

assicurata per 365 o per 366 negli anni bisestili (art. 21 CGA).

2.4. Va ancora evidenziato che l'assicurazione d'indennità giornaliere in caso di malattia può

essere stipulata nella forma di un'assicurazione di somme o di un'assicurazione

contro i danni (sentenza 4A_53/2007 del 26 settembre 2007, consid. 4.4.2).

L'assicurazione di somme garantisce una

prestazione che è stata definita al momento della conclusione del contratto e

non dipende dal verificarsi di un pregiudizio economico: essa è dovuta non

appena l'evento assicurato si sia verificato (sentenza 4A_53/2007 del 26

settembre 2007, consid. 4.4.2; cfr. anche, sulla nozione di assicurazione di

somme in relazione a un'assicurazione d'indennità giornaliere in caso di

malattie, la sentenza 4A_168/2007 del 16 luglio 2007, consid. 3.2.4 e 3.2.5,

pubblicata in DTF 133 III 527).

L'assicurazione contro i danni mira invece a

rimborsare il danno: in questo caso il versamento e la misura delle prestazioni

dipendono dalla misura del pregiudizio economico effettivamente patito

dall'assicurato (sentenza 4A_53/2007 del 26 settembre 2007, consid. 4.4.2)

La questione di sapere se si è in presenza

dell'una o dell'altra forma di assicurazione va decisa mediante l'interpretazione

del contratto di assicurazione e delle condizioni generali d'assicurazione che

lo accompagnano (CGA), secondo le regole usuali dell'interpretazione dei

contratti (sui criteri di distinzione fra queste due modalità di assicurazione,

cfr. anche sentenza 4C.83/1998 dell'11 giugno 1998, consid. 3c e 3d e sentenza 5C.243/2006 del 19 aprile 2007).

Nel caso concreto, le parti concordano di avere

concluso un'assicurazione contro i danni, perché, secondo contratto,

l'indennità giornaliera va calcolata sulla base del salario annuo assicurato

(art. 21 CGA).

2.5. Il Tribunale

deve dunque determinare se, a decorrere dal 7 maggio 2013 e fino al termine

dell'inabilità lavorativa, AT 1 abbia diritto al versamento di indennità

giornaliere per perdita di guadagno a dipendenza dell'inabilità lavorativa attestata

quello stesso giorno dalla psichiatra curante.

Nella fattispecie l'assicurato, attivo quale

muratore indipendente ed assicurato per la perdita di guadagno tramite

contratto collettivo d'indennità giornaliera presso CV 1, il 5 luglio 2013

(doc. G) ha notificato al suo assicuratore un'inabilità al lavoro del 100% per

malattia, indicando che tale impedimento esiste da "tanto tempo"

(doc. D).

Per questo motivo, parte attrice ritiene di

potere rivendicare il diritto alle indennità giornaliere previste dal contratto

assicurativo da quel giorno vista sia la sua malattia, certificata da un medico,

sia la copertura assicurativa, i cui premi sono stati pagati.

L'assicuratore malattia sostiene invece di nulla

dovere corrispondere alla persona assicurata per la sua incapacità lavorativa

del 100%, siccome l'annuncio della malattia è stato fatto tardivamente, il 5

luglio 2013 (doc. G), mentre questa incapacità è sorta il 2 marzo 2010; la

pretesa è perciò ampiamente prescritta.

2.6. Il 7 maggio

2013 (doc. D) la dr.ssa med. __________, FMH psichiatria e psicoterapia __________,

ha certificato che l'attore è "in mia cura specialistica, a seguito

della evoluzione clinica osservata, allo stato attuale e per tempo indeterminato

continua l'incapacità lavorativa al 100% nella attività abituale ed anche in

attività di tipo leggero.".

Parallelamente, la specialista ha compilato

l'apposito foglio per l'indennità giornaliera, indicando che dal 7 maggio 2013 il

paziente era inabile al lavoro al 100% per un tempo indeterminato.

In seguito, il 12 luglio 2013 (doc. K) la

psichiatra ha attestato che il giorno precedente ha avuto un colloquio con AT 1,

in sua cura specialistica.

Infine, l'attore ha prodotto un documento dal

quale si evince che l'Ufficio AI ha predisposto una perizia medica pluridisciplinare

atta ad accertare il diritto alle prestazioni di invalidità (doc. O).

2.7. Valutata

questa documentazione, il TCA ritiene che l'attuale inabilità lavorativa totale

dell'attore in qualsiasi attività, attestata dalla dr.ssa med. __________ il 7

maggio 2013 e comunicata all'assicuratore malattia il 24 giugno 2013, sia sorta

già il 1° marzo 2010 quale conseguenza dell'infortunio del 16 febbraio 2007 e

che da allora perduri.

Va al riguardo evidenziato che la psichiatra

curante ha affermato che "a seguito della evoluzione clinica osservata"

(doc. D), l'incapacità lavorativa del 100% "continua" (doc. D).

Ciò significa che visto che l'interessato, da anni, è in sua cura e sin da

allora è inabile al lavoro al 100% per la medesima patologia, la specialista ha

certificato che questo impedimento continua tuttora e lo sarà per un tempo

indeterminato.

Questo è quanto essa ha pure scritto

nell'apposito foglio per l'indennità giornaliera destinato all'assicuratore

(doc. H), laddove questo foglio attesta l'inabilità lavorativa dell'assicurato sin

dalla sua insorgenza, ossia dal 2 marzo 2010 e via via fino al 7 maggio 2013 ed

all'11 luglio 2013.

Questa circostanza conferma pure che l'attuale

incapacità lavorativa dell'attore non è iniziata il 7 maggio 2013, bensì è un impedimento

che è sorto, esiste e si protrae sin dal 1° marzo 2010.

D'altronde, perfino l'interessato stesso ha

indicato nella notifica di malattia (doc. G) che l'incapacità al lavoro del

100% esiste da "tanto tempo".

A tale proposito, come ha ben evidenziato

l'assicuratore malattia, questo Tribunale si è già chinato su questa

problematica con STCA 36.2009.174 del 17 febbraio 2011, cresciuta in giudicato

a seguito dell'inammissibilità del ricorso formulato dall'assicurato al

Tribunale federale decisa con sentenza 4A_251/2011 del 4 maggio 2011.

In quell'occasione, il TCA aveva stabilito che

"Nella fattispecie, l'episodio depressivo di grado medio diagnosticato

dai periti dell'Ufficio AI nel luglio 2010 con decorrenza dal 1° marzo 2010 deve

essere considerato come una conseguenza dell'infortunio del 16 febbraio 2007,

seppure la storia psichiatrica dell'attore avrebbe avuto inizio a fine 2009."

(cfr. consid. 2.25).

In seguito, dopo avere analizzato l'applicabilità

degli art. 17.1 e 17.2 CGA, questo Tribunale aveva concluso che "In

queste circostanze, va ricordato che l'attore è stato dichiarato inabile al lavoro

al 50% dal profilo psichiatrico per conseguenze derivanti dall'infortunio del

16 febbraio 2007 e quindi la depressione sorta dal 1° marzo 2010 può essere

definita, quale terzo evento, sia giuridicamente sia medicalmente, come una

ricaduta del primo.

Tuttavia, non rientrando l'insorgenza della

depressione in nessuna delle due situazioni contemplate dall'art. 17.2 CGA,

secondo il TCA, l'attore non ha quindi diritto ad alcuna prestazione derivante

dall'evento del 1° marzo 2010." (cfr. consid.

2.27).

In conclusione, "alla luce delle

considerazioni esposte, è a buon diritto che il convenuto non ha riconosciuto

il versamento di indennità giornaliere per l'infortunio del 16 febbraio 2007,

poiché il contratto assicurativo in essere fra le parti era a quel momento

sospeso in virtù degli artt. 20 e 21 LCA a causa del mancato pagamento dei

premi LCA da parte dell'attore." (cfr. consid. 2.28). Infine, "per

quanto concerne la problematica depressiva insorta pendente causa il 1° marzo

2010, anche in tale evenienza l'attore non ha diritto ad alcunché, trattandosi

di una conseguenza dell'infortunio del 16 febbraio 2007 ed anche

dell'intervento chirurgico del 22 luglio 2008 che ricade, però, sotto l'egida

dell'art. 17.2 CGA. Pertanto, sebbene dal 1° marzo 2010 l'attore sia inabile al lavoro al 50% per motivi psichiatrici (episodio depressivo di grado

medio) sia nell'attività precedente di muratore sia in altre adatte al suo

stato di salute e che da quel momento la sua incapacità di guadagno residua sia

stata stabilita nel 60%, egli non ha alcun diritto a percepire ulteriori

indennità giornaliere. In questo senso, la petizione deve essere integralmente

respinta" (cfr. consid. 2.28).

2.8. Indipendentemente

dalle circostanze che nel 2011 non hanno permesso al TCA di accogliere la

petizione dell'attore e quindi di concedergli delle indennità giornaliere a

dipendenza dell'inabilità lavorativa sorta il 1° marzo 2010 per motivi

psichiatrici, determinante nel caso concreto è innanzitutto verificare se la

richiesta di indennità giornaliere sia prescritta.

Lo stesso assicuratore malattia convenuto ha

infatti sollevato l'eccezione di prescrizione della pretesa dell'attore, visto che sarebbero passati più dei

due anni previsti dall'art. 46

LCA tra l'insorgenza dell'inabilità lavorativa e l'attuale rivendicazione delle prestazioni assicurative.

Dal canto suo, invece, l'attore non ha nemmeno

contestato questa presa di posizione avanzata dall'assicuratore, nel senso che

non si è pronunciato sulla prescrizione della sua richiesta.

Poiché le Condizioni Generali d'Assicurazione per

l'assicurazione collettiva d'indennità giornaliera __________ secondo la LCA (doc.

4) non prevedono norme particolari circa la prescrizione, in concreto trova

applicazione la LCA, come d'altronde

espressamente previsto dall'art.

2.5 CGA.

A questo proposito, l'art. 46 LCA stabilisce che:

" 1 I crediti derivanti dal contratto di

assicurazione si prescrivono in due anni dal fatto su cui è fondata

l'obbligazione. L'articolo 41 della legge federale del 25 giugno 1982 sulla

previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità è

riservato.

2 Sono nulli i patti che assoggettano il credito verso

l'assicuratore ad una prescrizione o ad un termine più breve. Rimane ferma la

disposizione dell'articolo 39 capoverso 2 numero 2 della presente legge.".

Questa norma è semi-imperativa (art. 98 cpv. 1

LCA) siccome non derogabile a danno dello stipulante o dell'avente diritto (Carré, in: Loi fédérale sur le contrat

d'assurance, Losanna 2000, pag. 319; Brulhart,

Droit des assurances privées, Stämpfli 2008, n. 870 pag. 387).

Chiamato dall'assicuratore malattia ad esaminare la questione

della prescrizione, questo Tribunale rileva che la petizione per ottenere le

indennità giornaliere per malattia è datata 18 ottobre 2013.

Per domandare al convenuto il versamento delle prestazioni di cui avrebbe

diritto contrattualmente, l'attore avrebbe dovuto inoltrare la petizione entro

due anni a decorrere dal "dies a quo", ossia dal fatto dal

quale nasce l'obbligazione.

Secondo la dottrina, il "dies a quo" non coincide

sempre e comunque con la sopravvenienza del rischio, ma deve essere esaminato

in relazione al tipo di copertura assicurativa. Per ogni tipo di copertura

vanno quindi analizzati i criteri fondanti il diritto del beneficiario o del

prenditore a far valere le sue pretese nei confronti dell'assicurazione (DTF 139

III 263 consid. 1.2; Brulhart,

op. cit., n. 871-874, pagg. 388 a 400; Jean-Benoît

Meuwli, La durée de la couverture d'assurance privée, tesi Friborgo

1994).

Con DTF 127 III 268, il Tribunale federale ha stabilito che nell'ambito

di indennità giornaliere derivanti da un'assicurazione privata per malattia, l'obbligo

di indennizzare scaturisce dall'incapacità lavorativa comprovata da un

attestato medico e dal decorso del termine di attesa convenzionale. Inoltre, le

indennità giornaliere richieste per la durata della malattia si prescrivono complessivamente

in due anni a partire da tale momento (cfr. consid. 2b).

È sulla base di questa giurisprudenza che CV 1 ha respinto la

richiesta di versamento di indennità giornaliere dal 7 maggio 2013, eccependo

che poiché il danno (l'incapacità di lavoro) è sorto il 1° marzo 2010, al 24

giugno 2013, ma ancor più il 5 luglio 2013 ed il 18 ottobre 2013, tale diritto

era prescritto.

Tuttavia, di recente il Tribunale federale ha modificato la sua giurisprudenza,

dapprima con DTF 139 III 263 in cui ha stabilito che ognuna delle rendite dovute in virtù di un contratto di assicurazione

contro l'incapacità di guadagno si prescrive in due anni conformemente al

termine previsto dall'art. 46 cpv. 1 LCA.

Poi con la successiva DTF 139 III 418, dove ha

chiaramente disposto che se un assicurato può pretendere la prestazione

di singole indennità giornaliere, queste si prescrivono, dopo che l'incapacità

lavorativa è stata attestata medicalmente e il termine di attesa decorso, non

complessivamente, ma una per una a partire dal giorno per il quale sono

state richieste (modifica della giurisprudenza; consid. 3 e 4).

Nella DTF 139 III 263 l'Alta Corte ha riassunto la giurisprudenza

antecedente esistente sull'art. 46 LCA (cfr. consid. 2.1), fino ad arrivare alla

citata DTF 127 III 268 (cfr. consid. 2.2) relativa al versamento di indennità

giornaliere.

Al riguardo, il TF ha affermato:

"

2.2 (…) L'ATF 127 III 268 se rapportait à une

assurance prévoyant le versement d'indemnités journalières à deux

conditions: d'une part, l'existence d'une incapacité de travail causée par une

maladie et attestée par un médecin; d'autre part, l'écoulement d'un délai

d'attente de 14 jours. Le Tribunal fédéral, en se référant à THALMANN (op.

cit., p. 169), a jugé que le moment où ces deux éléments constitutifs

étaient réalisés marquait le départ du délai de prescription biennal de l'art.

46 al. 1 LCA et ce, pour l'ensemble des indemnités journalières dues

pendant la période d'incapacité assurée. Sauf solution divergente découlant

clairement du contrat, il fallait considérer le système des indemnités

journalières comme un tout, soumis à un délai de prescription unique.

L'ATF 127 a été confirmé dans un arrêt de 2010

concernant également une assurance d'indemnités journalières en cas de maladie

(arrêt 4A_532/2009 du 5 mars 2010 consid. 2.4).

2.3 La solution retenue en matière d'indemnités journalières a été

critiquée en doctrine. D'aucuns soulignent que

THALMANN (op. cit., p. 169), auquel se réfère l'ATF 127 III 268, entendait

effectivement traiter les indemnités comme un tout, mais faisait débuter la

prescription à la fin de la période de couverture. Plusieurs auteurs font en

outre observer que les conditions contractuelles prévues pour le versement de

la première indemnité doivent aussi être réalisées pour les indemnités

suivantes, et que cet élément reste à vérifier quotidiennement. L'incapacité

est sujette à des variations; en outre, l'assuré peut mourir. Il serait

préférable de considérer que les indemnités journalières se prescrivent de

manière individuelle, chaque jour constituant un fait nouveau dont découle

l'obligation de l'assureur de verser l'indemnité prévue (MEUWLY, La

prescription des créances d'assurance privée [art. 46

al. 1 LCA] au regard de la dernière jurisprudence du Tribunal fédéral

[ci-après: Prescription], PJA 2003 p. 312 s.; SPIRO, Verjährung von Krankentaggeld-ansprüchen

[ci-après: Verjährung], REAS 2002 p. 121; VINCENT BRULHART, Justification de l'art.

46 LCA [...], PJA 2001 p. 1105; cf. aussi ROLAND BREHM, L'assurance privée

contre les accidents, 2001, p. 365 n. 840). Il est aussi relevé qu'en pratique,

la solution adoptée à l'ATF 127 III 268 revient à consacrer une prescription

de deux ans du rapport de base, ce qui est contradictoire avec les ATF 111

Considerandi

II 501 et 5C.168/2004 (CHRISTOPH K. GRABER, in Basler Kommentar,

Versicherungsvertragsgesetz, Nachführungsband, 2012, p. 163 s.; FUHRER,

Anmerkungen zu privatversicherungsrechtlichen Entscheiden des Bundesgerichts

[ci-après: Anmerkungen], REAS 2010 p. 262 s.).

S'agissant précisément de la prescription du rapport

de base, des auteurs admettent que cette question n'est pas réglée par la LCA

et qu'en vertu du renvoi de l'art. 100 al. 1 LCA, la règle générale de

l'art. 131 CO, assortie du délai de prescription décennal de l'art.

127.

CO, peut trouver application (FUHRER, Privatversicherungsrecht, op.

cit., p. 402 nos 15.37-15.39; SPIRO, Verjährung, op. cit., p. 122

[après avoir soutenu que le rapport de base se prescrivait par deux ans, in

Begrenzung, p. 802 note infrapaginale 17]; THALMANN, op. cit., p. 123 s. et p.

169.

[en matière de rentes uniquement, à l'exclusion des indemnités journalières

en cas d'incapacité temporaire]). Plusieurs commentateurs de l'art. 131 CO

évoquent la jurisprudence sans véritablement se prononcer, en faisant des interprétations

divergentes de l'ATF 111 II 501 (KILLIAS/WIGET, in Handkommentar zum Schweizer

Privatrecht, 2e éd. 2012, n° 5a ad art. 131 CO; PASCAL

PICHONNAZ, in Commentaire romand, Code des obligations, vol. I, 2e éd. 2012, n° 4 i.f. ad art. 131 CO; ROBERT

K. DÄPPEN, in Basler Kommentar, Obligationenrecht, vol. I, 5e

éd. 2011, n° 2 ad art. 131 CO; BERTI, op. cit., n° 18 ad art. 131 CO;

cf. aussi BREHM, op. cit., p. 364 n. 836). D'autres, non sans

appeler une réforme de la LCA, estiment qu'il est critiquable de réintroduire

le délai décennal de l'art. 127 CO en recourant à l'art. 100 LCA

(GRABER, op. cit., p. 163 s.; BRULHART, Droit des assurances privées, 2008, p.

399.

s.), ou que l'application de l'art. 131 CO conduit à des solutions

inadéquates (MEUWLY, Durée, op. cit., p. 414-416; le même, Prescription,

op. cit., p. 321 s.).".

Al considerando 2.4 il Tribunale federale ha osservato che nell'ambito

del progetto di revisione totale della LCA, il Consiglio federale ha proposto

dei nuovi termini di prescrizione.

Per quanto concerne più concretamente le rendite di incapacità di

guadagno, l'Alta Corte si è così espressa:

"

2.5

Dans le cas concret, sont en cause des

rentes versées en cas d'incapacité de gain après un délai

d'attente de 24 mois, et susceptibles de l'être jusqu'à ce que l'assuré ait

atteint l'âge de 65 ans et demi.

Il n'y a pas de motif de déroger à la jurisprudence

rendue dans des cas semblables, selon laquelle chaque rente découlant du

contrat d'assurance contre l'incapacité de gain se prescrit par deux ans (supra,

consid. 2.1). Ces rentes sont des prestations périodiques au sens de l'art.

128.

CO, qui prévoit une prescription individuelle pour chaque redevance.

En outre, l'incapacité de gain, qui fonde le droit à la rente, doit être

réalisée constamment; or, elle est susceptible de varier ou de disparaître (cf.

ATF 111 II 501 consid. 2 p. 503, qui fait une réflexion semblable à propos de

l'invalidité). Ainsi, le "fait d'où naît l'obligation" de

l'assureur se répète constamment. Ces considérations vont dans le même sens

que la doctrine récente.

En l'occurrence, le recourant prétend au paiement

d'une demi-rente complémentaire pour la période du 1er septembre

2002.

au 30 septembre 2006, puis d'une rente complète dès le 1er

octobre 2006, date à laquelle la compagnie d'assurance a interrompu tout

versement. L'action a été introduite le 6 août 2010.

Il n'est pas nécessaire d'examiner si le versement

d'une demi-rente entre 2002 et 2006 a éventuellement interrompu la prescription

à l'égard du solde de rente qui est réclamé pour cette même période - ce que

conteste l'intimée. De toute façon, les paiements ont cessé le 1er

octobre 2006. Il n'est pas établi qu'entre cette date et l'ouverture de l'action

le 6 août 2010, il y ait eu un acte interruptif pertinent. Il faut dès lors

conclure que le recourant peut tout au plus prétendre à une rente pour les

deux ans qui précèdent l'ouverture de l'action, ainsi que pour la période

postérieure. Le recourant a donc partiellement raison, en ce sens que ses

prétentions - pour autant qu'elles existent - n'étaient pas entièrement

prescrites quand l'action a été introduite.

Quant à la prescription du rapport de base, il

faut également s'en tenir au principe que si le mécanisme particulier de l'art.

131.

CO doit trouver application, on ne saurait lui appliquer le délai très

court de l'art. 46 al. 1 LCA, mais bien celui de l'art. 127 CO (cf. ATF 111 II 501 consid. 2). Dans l'ensemble, la doctrine ne

contredit pas ce point de vue. L'extinction du rapport de base est une

question particulière, qui ne découle pas ex lege de l'art. 127 CO

et a nécessité l'introduction d'une règle spéciale dans le CO; de la même manière,

il faut admettre que cette question n'est pas non plus traitée par l'art. 46

LCA, qui énonce une règle générale. Pour le surplus, il n'y a pas à

discuter plus avant la question de savoir si les rentes d'incapacité de gain, notamment

celle du cas concret, sont assimilables à des rentes viagères. Il apparaît en

effet que de toute façon, le délai de prescription de dix ans depuis le premier

arriéré n'était pas atteint lorsque l'action a été introduite. Cela étant, l'on

ne peut que rejoindre la doctrine lorsqu'elle appelle une clarification de la

question dans la loi." (le evidenziature sono della redattrice).

Con la successiva STF 4A_20/2013 del 15 luglio 2013, pubblicata

parzialmente in DTF 139 III 418, il Tribunale federale si è pronunciato sulla

prescrizione delle indennità giornaliere in caso di malattia secondo l'art. 46

LCA, ricordando l'evoluzione della giurisprudenza e della dottrina

dalla DTF 127 III 268 in poi (cfr. consid. 3 e 3.1). Evocando

pure la precedente DTF 139 III 263, l'Alta Corte ha affermato che le recenti

tesi dottrinali sulla prescrizione non sono state applicate, oltre che al caso

delle prestazioni sotto forma di rendita, alle indennità giornaliere, perciò

occorreva esaminare nel dettaglio questa fattispecie e quindi stabilire se le

indennità giornaliere debbano essere considerate come un tutt'uno e quando, in

tal caso, decorra la prescrizione (cfr. consid. 3.1).

Nello specifico, la nostra Massima istanza ha affermato che il

diritto alle singole prestazioni di indennità giornaliere dipende dall'incapacità

lavorativa e non solo dalla decorrenza del termine di attesa convenuto

contrattualmente. Il pagamento di queste indennità sostituisce le entrate correnti

dell'assicurato che, a causa dell'inabilità lavorativa, non può più ricevere.

Con la scadenza del termine di attesa sono date le condizioni iniziali affinché

l'assicuratore malattia sia tenuto a versare le indennità.

"

3.2

Dem Versicherten wird nach Ablauf der Wartefrist

nicht ein unbedingter Anspruch auf eine bestimmte Anzahl Taggelder eingeräumt.

Vielmehr hängen die einzelnen Leistungen von der Arbeitsunfähigkeit ab und

können demnach Änderungen erfahren (vgl. BGE 139 III

263.

E. 2.5). (…) Der Anspruch des Beschwerdeführers

aus der Taggeldversicherung geht nicht auf eine einheitliche Leistung, die

ihrer Natur nach über eine bestimmte Zeitspanne verteilt erbracht wird (vgl.

BRULHART, a.a.O., S. 1104 f., der BGE 127 III 268 diese Überlegung zu Grunde

legt). Die Taggeldzahlungen sollen vielmehr das laufende Einkommen des

Versicherten, das dieser zufolge seiner Arbeitsunfähigkeit nicht mehr erzielen

kann, ersetzen (vgl. SPIRO, a.a.O., S. 121). Mit Ablauf der Wartefrist sind

zwar die Anfangsvoraussetzungen der Zahlungspflicht gegeben, die auch für die

folgenden Taggeldansprüche gleich bleiben (vgl. BRULHART, a.a.O., S. 1104). Ob

und in welchem Umfang sich daraus eine Leistungspflicht der Versicherung

ergibt, ist aber offen, da noch nicht alle leistungsbegründenden

Tatsachenelemente feststehen, wie dies für den Beginn der Verjährung an sich

verlangt wird (vgl. BGE 127 III 268 E. 2b S. 271; MEUWLY, a.a.O., S. 313).

3.3

Auch aus der in BGE 127 III 268 zitierten Literatur und Rechtsprechung

lässt sich ein Beginn der Gesamtverjährung nach Ablauf der Wartefrist nicht

ableiten.".

La giurisprudenza stabilita dalla DTF 127 III 268 non è stata solo

criticata dalla dottrina, essa non ha nemmeno portato ad una certezza del

diritto, ma ha comportato che si dipingesse questa giurisprudenza come

fluttuante, visto che in effetti porta al riconoscimento di una prescrizione

del rapporto di base di due anni. Per la prescrizione del rapporto di base l'art.

46.

LCA non sarebbe però pertinente, ma sarebbe applicabile la prescrizione di

10.

anni. Pure le sentenze 4A_532/2009 del 5 marzo 2010 e 5C.42/2005 del 21 aprile 2005 hanno lasciato dei dubbi sull'interpretazione della prescrizione

dell'art. 46 LCA (cfr. consid. 3.4).

In queste circostanze non appare giustificato attenersi alla

prescrizione complessiva dalla decorrenza del termine di attesa (cfr. consid.

3.

).

Il considerando 4 tratta della prescrizione del rapporto di base

in contrapposizione alla prescrizione individuale di ogni singola indennità

giornaliera, la quale sostituisce il reddito corrente dell'assicurato e che

quindi può essere richiesta continuamente. Pertanto, le pretese di indennità

giornaliera non sottostanno di principio ad una prescrizione complessiva, ma si

prescrivono continuamente, e quindi ogni pretesa di indennità giornaliera si

prescrive in due anni secondo l'art. 46 LCA, sempreché l'assicurato, secondo il

contratto assicurativo, possa richiedere continuamente il versamento di ciascuna

indennità giornaliera, in altri termini dal giorno per il quale ognuna è

esigibile.

" 4.1

Die Taggeldzahlungen sollen nach ihrer Natur das

laufende Einkommen des Versicherten ersetzen und daher fortlaufend gefordert

und erbracht werden. Diesem Zweck entspricht, die Taggeldforderungen

grundsätzlich nicht einer Gesamtverjährung zu unterstellen, sondern fortlaufend

verjähren zu lassen (SPIRO, a.a.O., S. 121; MEUWLY, a.a.O., S. 312;

BRULHART, a.a.O., S. 1105; BREHM, a.a.O., S. 365 N. 840). Eine Unterscheidung

zwischen der Verjährung des Stammrechts (des grundsätzlichen Anspruchs auf

die Versicherungsleistung bei Schadenseintritt nach Ablauf der Wartefrist) und

der einzelnen Taggeldleistungen (die von weiteren Bedingungen wie der

anhaltenden Arbeitsunfähigkeit abhängen) ist zwar, entgegen der Ansicht

der Beschwerdegegnerin, ohne weiteres möglich. Sie erübrigt sich

indessen, soweit das Stammrecht infolge der zeitlichen Beschränkung

der Taggeldversicherungen gar nicht verjähren kann, bevor sämtliche Einzelansprüche

verjährt sind (vgl. zit. Urteil 4A_702/2012 E. 2.6). Da die einzelnen

Taggeldforderungen nach Art. 46 VVG in zwei Jahren verjähren,

besteht entgegen der Auffassung der Beschwerdegegnerin keine Gefahr, dass der

Versicherte noch nach Jahren Ansprüche geltend machen könnte und über eine weit

zurückliegende Arbeitsunfähigkeit Beweis geführt werden müsste.

4.2

Voraussetzung für eine fortlaufende Verjährung der einzelnen

Taggeldforderungen ist aber, dass der Versicherte nach dem Versicherungsvertrag (vgl. zu dessen Massgeblichkeit BGE 127 III 268 E. 2b S. 271 f.; THALMANN, a.a.O., S. 169; JAEGER/ROELLI, a.a.O., N. 86 zu Art. 87/88 VVG) fortlaufend die

Zahlung der einzelnen Taggelder verlangen kann. Daran fehlt es, wenn die

Leistungspflicht der Versicherung von zusätzlichen Bedingungen abhängig gemacht

wird oder wenn die Aufteilung in Taggelder lediglich der Berechnung des

Leistungsumfangs dient, während die Leistung selbst nur als Gesamtes (oder

jedenfalls für mehrere Taggelder zusammen) verlangt werden kann.

4.2.1

Steht es, wie dies gewisse AVB vorsehen, bei Ungewissheit über die

Leistungspflicht der staatlichen Versicherung im Belieben der

Taggeldversicherung, ob sie Vorleistungen erbringt, beginnt die Verjährung für

die aufgelaufenen Taggelder erst im Moment, in dem die Unsicherheit über die

Leistungspflicht des Dritten beseitigt ist. Erst in diesem Zeitpunkt stehen

sämtliche leistungsbegründenden Tatsachen fest, so dass die Verjährung für alle

bisher aufgelaufenen Taggelder nach Art. 46 VVG in diesem Moment

beginnt.

4.2.2

Ist dagegen, wie in den AVB der Beschwerdegegnerin (Art. B4 Abs. 2

AVB), bei Unsicherheiten über die Leistungspflicht einer staatlichen

Versicherung die Vorleistungspflicht des Taggeldversicherers vereinbart,

verjähren die Taggeldansprüche einzeln, da der Berechtigte diese trotz der

Ungewissheit über die Leistung der staatlichen Versicherung laufend einfordern

kann. Die Verjährung beginnt mit dem Tag, für den die einzelne Taggeldleistung

beansprucht werden kann, da bereits in diesem Zeitpunkt sämtliche

leistungsbegründenden Tatsachen feststehen.

4.3

Im zu beurteilenden Fall erbrachte die SUVA Leistungen bis zum 8.

Januar 2006. Für diesen Zeitraum macht der Beschwerdeführer keine Ansprüche

geltend. Für die Zeit danach konnte er aufgrund der vereinbarten

Vorleistungspflicht allfällige Taggeldleistungen laufend

einfordern, so dass die Ansprüche auf Taggeld einzeln jeweils binnen zwei

Jahren verjähren. Diese Frist war für nach dem 9. Januar 2006 geschuldete

Taggelder im Zeitpunkt der Verjährungsverzichts-erklärung vom 7. Januar 2008

noch nicht abgelaufen." (le sottolineature sono della redattrice)

Nella successiva STF 4A_184/2013 del 27 agosto 2013, l'Alta Corte ha ripreso la sua nuova giurisprudenza nei seguenti termini:

"

1.1

Mit dem zur Publikation bestimmten Urteil 4A_20/2013 vom 15. Juli

2013.

ist das Bundesgericht von der in BGE 127 III 268 begründeten

Rechtsprechung bezüglich der Verjährung von Krankentaggeldern, die in der Lehre

auf Kritik gestossen war (zur Publikation bestimmtes Urteil des Bundesgericht

4A_702/2012 vom 18. März 2013 E. 2.3 mit Hinweisen), abgekommen. Es erkannte, Taggeldforderungen

verjährten, wenn der Versicherte fortlaufend Leistung von Taggeldern verlangen

könne, mit der ärztlich bescheinigten Arbeitsunfähigkeit und dem Ablauf der

Wartefrist nicht gesamthaft, sondern einzeln ab dem Tag, für den sie

beansprucht würden (zit. Urteil 4A_20/2013 E. 4.1 und 4.2). Die Änderung

der Rechtsprechung gründet darin, dass mit der ärztlich bescheinigten

Arbeitsunfähigkeit und dem Ablauf der Wartefrist nur die Anfangsvoraussetzungen

der Zahlungspflicht gegeben sind. Ob und in welchem Umfang sich daraus eine

Leistungspflicht der Versicherung ergibt, ist aber noch offen, da noch nicht

alle leistungsbegründenden Tatsachenelemente (namentlich der zukünftige Umfang

der Arbeitsunfähigkeit) feststehen (zit. Urteil 4A_20/2013 E. 3.2). Die

laufende Verjährung der einzelnen Taggelder rechtfertigte das Bundesgericht

damit, dass diese nach ihrer Natur das laufende Einkommen des Versicherten

ersetzen und daher fortlaufend gefordert und erbracht werden sollen (zit.

Urteil 4A_20/2013 E. 4.1). Mit der Änderung der Rechtsprechung trug es der

Kritik der neueren Lehre Rechnung (vgl. zit. Urteil 4A_702/2012 E. 2.3). Für

eine Änderung sprach auch die Tatsache, dass die Lehre, auf die das

Bundesgericht die bisherige Rechtsprechung gestützt hatte, eine

Gesamtverjährung nicht ab Ablauf der Wartefrist, sondern erst ab dem Abschluss

der Heilperiode angenommen hatte, unter der zusätzlichen Voraussetzung, dass

die Forderung aus der Taggeldversicherung nach dem Vertrag erst in diesem

Zeitpunkt geltend gemacht werden kann (zit. Urteil 4A_20/2013 E. 3.3.1). Das

Bundesgericht rechtfertigte die Rechtsprechungsänderung sodann auch mit Blick

auf die Ungereimtheiten, die sich aus der alten Rechtsprechung in Bezug auf die

Verjährungsunterbrechung ergeben hatten (zit. Urteil 4A_20/2013 E. 3.4). Der

Einwand der Beschwerdegegnerin, es bestehe kein hinreichender Anlass für eine

Rechtsprechungsänderung, ist vor diesem Hintergrund nicht stichhaltig. Dass

Bundesgericht hat denn auch bereits im zit. Urteil 4A_702/2012 E. 2.6 in Frage gestellt, ob an der bisherigen Rechtsprechung festgehalten werden könne." (evidenziatura

della redattrice).

Anche nella STF 4A_280/2013 del 20 settembre 2013 il TF ha

riassunto la giurisprudenza relativa alla prescrizione di due anni contemplata dall'art.

46.

LCA, spiegando le ragioni per le quali la precedente prassi della

prescrizione complessiva delle indennità giornaliere non è più praticabile, perciò

ora esse si prescrivono una per una dal giorno per il quale ciascuna è

esigibile se l'incapacità lavorativa è stata attestata da un certificato medico

e dal momento in cui il termine d'attesa è decorso.

"

5.1

Nach Art. 46

Abs. 1 VVG verjähren die Forderungen aus dem Versicherungsvertrag in zwei

Jahren nach Eintritt der Tatsache, welche die Leistungspflicht begründet.

Während Lehre und Rechtsprechung hierfür ursprünglich den Eintritt des

Versicherungs-falles als massgeblich erachtet haben, wird nunmehr in der Praxis

je nach Versicherungsart und Leistungsanspruch auf unterschiedliche

fristauslösende Ereignisse abgestellt. Dabei lässt die Praxis die Verjährung in

der Regel im Zeitpunkt beginnen, in dem die leistungsbegründenden

Tatsachenelemente feststehen. Für Krankentaggelder wird die Leistungspflicht

des Versicherers ausgelöst durch die krankheitsbedingte, ärztlich bescheinigte

Arbeitsunfähigkeit und den Ablauf der vereinbarten Wartefrist. Das

Bundesgericht entschied, die für die Dauer der Krankheit geltend gemachten

Taggelder verjährten gesamthaft in zwei Jahren ab jenem Zeitpunkt (BGE 127 III 268 E.

2b). Von dieser Rechtsprechung der gesamthaften Verjährung ist das

Bundesgericht in einem kürzlich ergangenen Entscheid abgekommen. Es erkannte, Taggeld-forderungen

verjährten, wenn der Versicherte fortlaufend die Leistung von Taggeldern

verlangen könne, mit der ärztlich bescheinigten Arbeitsunfähigkeit und dem

Ablauf der Wartefrist nicht gesamthaft, sondern einzeln ab dem Tag, für den sie

beansprucht werden (Urteil 4A_20/2013 vom 15. Juli 2013 E. 3 und 4, zur

Publikation bestimmt; seither bestätigt in Urteil 4A_184/2013 vom 26. August

2013)."

(la sottolineatura è della redattrice).

Il TF ha poi proseguito il suo giudizio affermando che, di solito,

un certificato medico viene allestito durante il periodo di inabilità

lavorativa a causa di malattia, durante il quale possono essere richieste le

indennità giornaliere. In questo caso l'inizio della prescrizione non decorre

dalla data del certificato medico, ma da quella della incapacità lavorativa

attestata medicalmente, prolungata fino alla decorrenza del termine di attesa

convenuto contrattualmente.

Qualora, invece, come nel caso analizzato dall'Alta Corte, il

certificato medico attesti retroattivamente un'inabilità lavorativa ormai

trascorsa, non ci si deve porre al momento effettivo dell'inabilità lavorativa ed

alla scadenza del termine di attesa. Altrimenti sarebbe possibile che la

prescrizione sia già iniziata prima che l'assicurato possa fare valere le sue

pretese. Pertanto, in tal caso appare corretto che la prescrizione inizi nel

momento in cui viene allestito il certificato medico. Proprio in questo momento

tutti gli elementi fattuali sono realizzati per decidere su una domanda di

prestazioni, quindi non solo l'incapacità lavorativa per malattia, ma anche la

sua certificazione medica.

In concreto, sulla scorta delle CGA, il termine di attesa decorre

dal giorno in cui l'incapacità lavorativa è stata attestata da un medico e non

dalla data del certificato medico.

"

5.3

Die Taggeldzahlungen sollen nach ihrer Natur das

laufende Einkommen des Versicherten ersetzen und daher fortlaufend gefordert und erbracht werden (Urteil 4A_20/2013 vom 15. Juli 2013 E.

4.

, zur Publikation bestimmt). Entsprechend fällt normalerweise die ärztliche

Bescheinigung einer krankheitsbedingten Arbeitsunfähigkeit in den Zeitraum, für

den Taggelder gefordert werden können. Der Beginn der Verjährung ist in diesem

Fall nicht das Datum der ärztlichen Bescheinigung, sondern dasjenige der

ärztlich bescheinigten Arbeitsunfähigkeit, verlängert um den Ablauf der vertraglich

vereinbarten Wartefrist.

Vorliegend liegt der atypische Fall vor, dass die

ärztliche Bescheinigung rückwirkend für eine bereits abgelaufene Zeitdauer

eine krankheitsbedingte Arbeitsunfähigkeit attestiert. In einer solchen

Konstellation ist - entgegen der Ansicht der Beschwerdeführerin - nicht auf den

tatsächlichen Beginn der (bereits zurückliegenden und erst später ärztlich

bescheinigten) Arbeitsunfähigkeit oder auf deren Erkennbarkeit und den Ablauf

der vereinbarten Wartefrist abzustellen. Ansonsten wäre es möglich, dass die

Verjährung bereits eingetreten ist, bevor der Versicherte seine Ansprüche

überhaupt geltend machen konnte. Es erscheint daher richtig, die Verjährung in

einem solchen Fall im Zeitpunkt der ärztlichen Bescheinigung beginnen zu

lassen. Erst zu diesem Zeitpunkt sind sämtliche Tatbestands-elemente zur

Bejahung eines Leistungsanspruchs erfüllt, mithin nicht nur die

krankheitsbedingte Arbeitsunfähigkeit, sondern auch deren ärztliche

Bescheinigung. Dies erkannte die Vorinstanz zutreffend.

Der Vorinstanz kann aber nicht beigepflichtet

werden, wenn sie die vertraglich vereinbarte Wartefrist von 30 Tagen an das

Datum der ärztlichen Bescheinigung anfügte und demnach die zweijährige

Verjährungsfrist erst 30 Tage nach der Bescheinigung beginnen liess. Der Ablauf

der vertraglich vereinbarten Wartefrist ist zwar ein leistungsbegründendes

Tatsachenelement, indem Taggelder erst für den Zeitraum nach Ablauf der

Wartefrist gefordert werden können. Die Wartefrist beginnt aber am Tag, an dem

nach ärztlicher Feststellung die Arbeitsunfähigkeit einsetzt (so Art. B2 AVB

5.

). Entsprechend schliesst die Wartefrist an den tatsächlichen Beginn der

ärztlich festgestellten Arbeitsunfähigkeit an und nicht an das Datum der

ärztlichen Bescheinigung.

5.4

Nach dem

Dargelegten ist vorliegend auf das Datum des Z.________-Gutachtens vom 21.

November 2008 abzustellen und nicht auf den darin festgelegten Beginn der

Arbeitsunfähigkeit ab 25. Februar 2005. Zwar bestand die krankheitsbedingte

Arbeits-unfähigkeit bereits dann, jedoch war sie noch nicht ärztlich bestätigt.

Der Versicherte hätte mithin am 25. Februar 2005 (bzw. nach Ablauf der

vereinbarten Wartefrist) noch kein Taggeld fordern können, da es am

leistungsbegründenden Element der ärztlichen Bescheinigung fehlte. So knüpft

Art. B1 Abs. 1 AVB 5.2001 den Leistungsanspruch an die Voraussetzung, dass der

Versicherte nach ärztlicher Feststellung arbeitsunfähig ist. Die Voraussetzung

der ärztlichen Feststellung trat erst am 21. November 2008 ein. Dies ist das

Datum, ab welchem die zweijährige Verjährungsfrist zu laufen begann.".

2.9

Nell'evenienza

concreta, dalla STCA 36.2009.174 resa il 17 febbraio 2011 relativa ad una

precedente domanda di indennità giornaliere da parte dell'attore, emerge che il

16.

febbraio 2007 egli ha subìto un infortunio alla mano a seguito del quale ha

percepito delle prestazioni dall'assicuratore infortuni. Per contro, l'assicuratore

per perdita di guadagno, non avendo l'assicurato corrisposto tempestivamente i

premi assicurativi per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2006, in virtù degli artt. 20 e 21 LCA non gli ha versato alcuna indennità giornaliera per perdita di

guadagno, giacché al momento in cui si è realizzato l'evento assicurato il

contratto assicurativo era stato regolarmente sospeso per mora dell'attore. Quest'ultimo

ha subito pagato il 20 febbraio 2007 i premi arretrati dovuti, ma questo

versamento è avvenuto comunque troppo tardi, perciò gli obblighi prestativi dell'assicuratore

sono rinati solo da quel momento (ex nunc) e non retroattivamente (ex

tunc) dal giorno dell'infortunio (cfr. consid. 2.6-2.12).

Questo Tribunale non ha quindi accolto la petizione con cui

l'assicurato ha preteso il versamento di indennità giornaliere del 100% dal 16

febbraio 2007 al 14 maggio 2007 e del 50% dal 15 maggio 2007 al 31 marzo 2008.

Nel suo giudizio del 2011 il TCA si è inoltre chinato sulla richiesta

dell'assicurato di ottenere delle indennità giornaliere del 100% a causa dell'inabilità

lavorativa attestata dal 22 luglio 2008, ma notificata il 29 luglio seguente,

che l'assicuratore gli ha riconosciuto limitatamente al 50% fino al 7 gennaio

2010.

Sulla scorta dei certificati medici, il Tribunale ha concluso che tale

inabilità lavorativa sembrava essere la conseguenza dell'evento infortunistico

del febbraio 2007, ciò che avrebbe comportato che l'assicuratore convenuto non

avrebbe dovuto erogare prestazioni all'assicurato stante la sospensione

contrattuale per mora attuata già per l'evento del 16 febbraio 2007 (cfr.

consid. 2.13 pag. 22).

Questo Tribunale ha tuttavia lasciato aperta questa questione,

giacché dal calcolo economico delle conseguenze del danno alla salute subìto

dall'attore (dal profilo reumatologico è stata ritenuta un'incapacità

lavorativa del 50% dal 15 giugno 2007 nell'attività precedente di muratore

rispettivamente un'abilità lavorativa totale in altre attività consone ai

limiti funzionali riscontrati dal medico SMR dell'Ufficio AI. La problematica

psichiatrica emersa ha invece comportato un'inabilità lavorativa del 50% in

ogni attività dal 1° marzo 2010 (cfr. consid. 2.17 pag. 43)) è risultata un'incapacità

al guadagno del 10% se avesse svolto al 100% un'altra attività confacente al

suo stato di salute dal profilo reumatologico, e quindi la sua pretesa andava

comunque respinta per il periodo dal 6 ottobre 2009 al 7 gennaio 2010, ma anche

da questo momento in poi (cfr. consid. 2.23), data un'incapacità di guadagno inferiore

al grado del 50% previsto dalle Condizioni Generali di Assicurazione. Per

quanto concerne il lato psichiatrico, invece, la richiesta di percepire

indennità giornaliere vista l'inabilità lavorativa parziale del 50% sarebbe

stata accolta, stante un'incapacità di guadagno del 60% dal 1° marzo 2010 (cfr.

consid. 2.24).

Tuttavia, trattandosi di una conseguenza dell'infortunio del 16

febbraio 2007 ed anche dell'intervento chirurgico del 22 luglio 2008 che ricadeva,

però, sotto l'egida dell'art. 17.2 CGA (cfr. consid. 2.25-2.27), dalla

problematica depressiva insorta il 1° marzo 2010 l'attore non ha potuto trarre alcun diritto e quindi la petizione è stata integralmente respinta

(cfr. consid. 2.28).

Negli scorsi anni, questo Tribunale si è pure pronunciato sul

diritto dell'assicurato ad una rendita di invalidità per mezzo di diverse

sentenze, fra le quali la STCA 32.2010.287 del 7 febbraio 2011. L'assicurato l'ha impugnata al Tribunale federale, che il 10 settembre 2011 (9C_205/2011) ha

annullato il giudizio cantonale (assegnazione di una rendita AI di tre quarti

dal 1° marzo 2010) e la decisione dell'Ufficio AI (domanda di prestazioni

respinta) e ha rinviato la causa all'amministrazione per procedere

conformemente ai considerandi e per pronunciarsi di nuovo sul grado di

invalidità dell'assicurato, fermo restando il diritto di quest'ultimo ad un

quarto di rendita con effetto dal 1° marzo 2010.

2.10

La polizza assicurativa collettiva

d'indennità giornaliera in essere dal 1° gennaio 2012 (doc. 3) si basa sulle

Condizioni Generali d'Assicurazione, edizione 2006 (doc. 4).

L'art. 23.1 CGA contempla il sovraindennizzo e prevede che le

prestazioni di indennità giornaliera vengono corrisposte a complemento

delle prestazioni di assicurazioni sociali e delle assicurazioni secondo la

LPP. Di conseguenza, l'obbligo di prestazione dell'assicuratore si limita alla

differenza tra le prestazioni delle assicurazioni sociali e delle assicurazioni

secondo la LPP e il summenzionato limite di sovraindennizzo.

Per l'art. 23.2 CGA, l'assicuratore domanda il rimborso delle

prestazioni che corrisponde in vista di una rendita di invalidità direttamente

all'assicurazione federale per l'invalidità a partire dalla data dell'inizio

della rendita. L'importo della domanda di rimborso corrisponde all'ammontare

del sovraindennizzo.

Inoltre, l'assicuratore anticipa le prestazioni a

condizione che il contraente gli ceda i suoi diritti nei confronti dei terzi

tenuti a prestazione fino a concorrenza delle prestazioni corrisposte

dall'assicuratore (art. 24.1 CGA).

Avendo dunque le parti in causa pattuito che vi sia un obbligo di

anticipo delle prestazioni da parte dell'assicuratore per perdita di guadagno

sull'obbligo di prestazioni di un assicuratore statale, le pretese delle

indennità giornaliere si prescrivono singolarmente, potendo l'interessato esigerle

in continuazione.

Come per la fattispecie giudicata dal Tribunale federale in DTF

139.

III 418 consid. 4.2.2, nel caso concreto la prescrizione inizia dunque il

giorno in cui ogni prestazione di indennità giornaliera può essere rivendicata

singolarmente.

Più concretamente, va evidenziato che l'incapacità lavorativa

dell'attore certificata dalla dr.ssa med. __________ il 7 maggio 2013 è dovuta

a motivi psichici, mentre nulla è stato (più) rilevato dall'attore stesso in

merito ad un'inabilità lavorativa somatica (aspetto reumatologico) precedentemente

in essere legata alle notifiche di incapacità lavorativa del 19 febbraio 2007,

del 29 luglio 2008 e del 6 agosto 2008 (STCA 36.2009.174 consid. 1.6).

Sia questo Tribunale sia l'Alta Corte hanno al riguardo accertato

che dal 1° marzo 2010 l'assicurato era inabile al lavoro a causa di disturbi

psichiatrici - quale conseguenza dell'infortunio del 16 febbraio 2007 (STCA

36.2009.174

consid. 2.25 pag. 57) - e che da quella data egli ha (almeno)

diritto ad un quarto di rendita di invalidità (STF 9C_205/2011 consid. 8.4).

Per quanto concerne l'incapacità di lavoro dovuta all'infortunio

del 16 febbraio 2007, che ha dato luogo al versamento di prestazioni da parte

dell'assicuratore infortuni competente (STCA 36.2009.174 consid. 1.7 e 1.8), il

TCA rileva che sin da subito l'attore ha postulato nei confronti

dell'assicuratore per perdita di guadagno le relative indennità giornaliere

previste contrattualmente. Tuttavia, a causa del ritardo nel pagamento di

alcuni premi, saldati dopo l'infortunio, l'assicuratore convenuto non gli ha versato

alcuna prestazione.

È solo con il secondo annuncio di incapacità lavorativa per

infortunio del 29 luglio 2008 che CV 1 ha invece riconosciuto delle prestazioni

fino al 7 gennaio 2010 ma, come visto, questo Tribunale ha considerato come

giustificata, a causa di un grado di incapacità di guadagno insufficiente,

l'interruzione al 7 gennaio 2010 del versamento delle prestazioni erogate in

seguito all'incapacità lavorativa del 22 luglio 2008.

Considerato che l'art. 23.1 CGA prevede che le prestazioni di

indennità giornaliera sono corrisposte a complemento delle prestazioni di

assicurazioni sociali e che l'assicuratore anticipa le prestazioni ex art. 24.1

CGA, va ritenuto che già dal giorno seguente l'infortunio del 16 febbraio 2007 l'attore poteva - come ha in effetti fatto - postulare all'assicuratore convenuto il versamento

di indennità giornaliere per perdita di guadagno la cui pretesa, però, non era

esigibile a causa dell'evidenziata sospensione del contratto assicurativo per

mora.

Il successivo pagamento dei premi arretrati ha fatto sì rinascere

questo contratto e conseguentemente anche l'esigibilità delle prestazioni

assicurative, ma non il diritto dell'attore a prestazioni derivanti dall'evento

del 16 febbraio 2007.

Per quanto concerne l'inabilità lavorativa per motivi psichici accertata

nell'agosto 2010 (STCA 36.2009.174 consid. 2.16 pagg. 39 e 42) dai medici SMR

dell'Ufficio AI e fatta risalire al 1° marzo 2010 quale conseguenza del

predetto infortunio del 2007 e dell'intervento chirurgico del 22 luglio 2008

(STCA 36.2009.174 consid. 2.25 e 2.28), stante l'obbligo dell'assicuratore

convenuto di anticipare le prestazioni nei confronti dell'assicuratore sociale

e meglio dell'assicuratore invalidità (art. 23.2 CGA), trattandosi di

prestazioni continue (periodiche) l'attore era legittimato, da quel giorno e

per ogni giorno secondo quanto previsto dal contratto assicurativo, a fare

valere le sue pretese di indennità giornaliere per perdita di guadagno, essendo

esse esigibili una per una.

In tale evenienza, la prescrizione di due anni ex art. 46 LCA

decorre separatamente ogni giorno per ciascuna prestazione di indennità

giornaliera.

In concreto, le prestazioni di diritto spettanti all'attore (730

giorni) potevano essere esatte dal 1° marzo 2010 al 29 febbraio 2012.

L'attore ha inoltrato la propria petizione al TCA il 18 ottobre

2013.

pretendendo il versamento di indennità giornaliere dal 7 maggio 2013 a causa di un'inabilità lavorativa per motivi psichici attestata dalla psichiatra curante, che

però è la continuazione dell'incapacità di lavoro sorta il 1° marzo 2010 per i

medesimi motivi (cfr. consid. 2.7).

Applicando la prescrizione dell'art. 46 LCA, il diritto di far

valere delle indennità giornaliere per malattia va fatto quindi risalire fino al

massimo a due anni prima l'inoltro della petizione, e quindi fino al 18 ottobre

2011.

Di conseguenza, sono solo le prestazioni esigibili entro questo lasso di

tempo (dal 18 ottobre 2011 al 18 ottobre 2013) che potrebbero essere riconosciute

all'assicurato.

Tenuto conto di ciò e della durata del diritto alle prestazioni

per perdita di guadagno contrattualmente previsto, significa che solo le

indennità giornaliere esigibili dal 18 ottobre 2011 al 29 febbraio 2012 potrebbero

essere validamente postulate, mentre le indennità precedenti (ossia dal 1°

marzo 2010 al 17 ottobre 2011) sarebbero prescritte giusta l'art. 46 LCA.

Ad ogni buon conto, poiché tanto l'inabilità lavorativa sorta il 16

febbraio 2007 quanto quella iniziata il 1° marzo 2010 derivano dall'infortunio

del 16 febbraio 2007, in ragione della sospensione del contratto di

assicurazione causata dal mancato pagamento dei premi l'attore non avrebbe

comunque diritto al pagamento da parte dell'assicuratore di indennità

giornaliere per perdita di guadagno, indipendentemente dalla prescrizione di

tale diritto.

Quanto alla pretesa di vedersi riconosciute delle indennità

giornaliere dal 7 maggio 2013, l'attore non può esigere il pagamento di

qualsivoglia prestazione derivante da questa incapacità lavorativa.

Infatti, se da un lato le prestazioni pretese dal 7 maggio 2013 sono

teoricamente esigibili non essendo prescritte alla data dell'inoltro della

petizione, d'altro lato, però, si tratta di un periodo al di là di quello riconosciuto

contrattualmente di 730 giorni dalla realizzazione dell'evento che dà diritto

alle prestazioni pattuite che, come detto, si estendeva dal 1° marzo 2010 al 29

febbraio 2012.

Non va invero dimenticato che l'art. 17.3 CGA prevede che dopo

l'esaurimento della durata massima di fruizione delle prestazioni per un caso

di sinistro, la persona assicurata è privata delle prestazioni per questo caso

di sinistro.

In altre parole, l'assicurato può al massimo beneficiare di 730

indennità giornaliere per evento assicurato, ossia non può avere diritto ad

indennità giornaliere oltre il tempo concordato, neppure se l'incapacità di

lavoro perdura oltre tale periodo. Non sono dunque riconosciute indennità

giornaliere all'infinito, come lo sarebbe nel caso concreto se si accogliesse

la petizione.

Ritenuto pertanto che l'inabilità lavorativa dell'attore è

iniziata il 1° marzo 2010 per motivi psichici e che, come visto, il diritto

contrattualmente previsto di beneficiare di indennità giornaliere ha preso fine

al 29 febbraio 2012, oltre questo termine egli non ha più diritto di

beneficiare di indennità giornaliere, nemmeno se, in realtà, dal 18 ottobre

2011.

al 29 febbraio 2012 l'interessato non le ha ricevute a causa della

sospensione contrattuale per mora nel pagamento dei premi assicurativi.

Ad ogni modo, come evidenziato, al rifiuto del riconoscimento di

indennità giornaliere per l'inabilità lavorativa certificata dal 7 maggio 2013

si giunge pure se si considera che, per tutte le conseguenze dell'evento

infortunistico occorso il 16 febbraio 2007, e quindi anche per quelle in essere

dal 1° marzo 2010, l'assicurato non ha diritto di beneficiare di prestazioni

dall'assicurazione per perdita di guadagno, giacché a quel momento il contratto

era sospeso per mancato pagamento dei relativi premi LCA.

Da quanto precede risulta dunque che la petizione deve essere

integralmente respinta.

2.11

Il valore di

causa è rappresentato dalla somma risultante dalla pretesa dell'attore esposta

con la petizione di beneficiare di 720 indennità giornaliere dal 7 maggio 2013.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. La

petizione è respinta.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

alle parti ed alla FINMA, Berna.

Contro la presente sentenza è dato ricorso in

materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla

notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF).

L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare

quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione,

e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà

essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Nelle cause a carattere pecuniario il ricorso è

ammissibile se il valore litigioso ammonta a Fr. 15'000.- nelle vertenze in

materia di diritto del lavoro e di locazione ed a Fr. 30'000.- negli altri

casi.

Per valori inferiori il ricorso è ammissibile se

la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o

se una legge federale prescrive un'istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2

LTF). Qualora non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo

stesso termine, ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113 e 117

LTF).

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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