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Decisione

36.2013.76

Denegata e ritardata giustizia. La promozione di una causa civile da parte dell'assicurato contro la cassa malati per la copertura obbligatoria equivale palesemente a richiesta di emanazione di una de

17 gennaio 2014Italiano25 min

Source ti.ch

Fatti

i ricorsi per ritardata giustizia che per denegata giustizia (Kieser,

ATSG-Kommentar, Zurigo-Basilea-Ginevra 2003, art. 56 nota 10 pag. 560). Per

costante giurisprudenza del Tribunale Federale, vi è diniego di giustizia

qualora un'autorità giudiziaria od amministrativa non si occupi di una domanda,

per la cui risoluzione essa é competente (DTF 114 V 147 cons. 3a e riferimenti

ivi menzionati; Kieser, op. cit, art. 56 nota 10 pag. 560). Sempre secondo la

giurisprudenza vi è diniego di giustizia nel caso in cui l'autorità competente

si dimostri certo pronta ad emanare una decisione, ma ciò non avviene entro un

termine che appare adeguato, tenuto conto della natura dell'affare nonché

dell'insieme delle altre circostanze (DTF 107 Ib 164 cons. 3b e riferimenti).

Irrilevanti sono le ragioni che hanno determinato il diniego di giustizia.

Decisivo per l'interessato è unicamente il fatto che l'autorità non abbia

agito, rispettivamente, non abbia agito in maniera tempestiva (DTF 108 V 20

cons. 4c, 103 V 195 cons. 3c). Nel giudicare l'esistenza di una ritardata

giustizia, si deve procedere ad una valutazione delle circostanze oggettive. Vi

è, quindi, ritardata giustizia quando le circostanze che hanno condotto ad un

prolungamento della procedura non appaiono oggettivamente giustificate (DTF 103

V 195 cons. 3c in fine). Criteri rilevanti sono, segnatamente, la natura della

procedura, la difficoltà della materia ed il comportamento dell'interessato

(DTF 125 V 188; VPB 1983 n. 150 p. 527 e EuGRZ 1983 p. 483). Il principio

secondo cui la procedura innanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni

deve essere semplice e spedita (art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA) è espressione di

un principio generale del diritto delle assicurazioni sociali e vale, perciò,

anche nell'ambito della procedura amministrativa (DTF 110 V 61 consid. 4; cfr. pure Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung,

Zurigo 1999, p. 243 n. 509);

· che, come

evocato nel giudizio citato e nel giudizio 29 novembre 2011 inc. 36.2011.70,

dottrina e giurisprudenza hanno stabilito che una ritardata giustizia può

essere ammessa soltanto allorquando la competente autorità protrae più del

dovuto la trattazione di un affare. Ciò non è il caso se essa prende dei provvedimenti

positivi, ad esempio dei provvedimenti probatori supplementari. Se l'autorità

si sia occupata di una vertenza senza notevole ritardo, una violazione della

Costituzione può essere ammessa soltanto se determinati provvedimenti sono

stati presi abusivamente (Meyer, Das Rechtsverzögerungsverbot nach Art. 4 BV,

tesi Berna 1985, p. 78 e riferimenti giurisprudenziali). In una sentenza del 25

giugno 2003 nella causa Q., I 841/02, pubblicata in DTF 129 V pag. 411 e seg.,

il TFA ha ammesso l'esistenza di un ritardo ingiustificato a carico dell'Ufficio

AI e della Commissione federale di ricorso in materia di AVS/AI, trattandosi di

una procedura durata globalmente più di 10 anni (dal momento in cui è stata

presentata la domanda di prestazioni a quello in cui è stata resa la sentenza

impugnata). Nella DTF 125 V 188ss., il TFA ha invece negato l'esistenza di un

ritardo ingiustificato, trattandosi di un assicuratore malattie che, trascorsi

meno di 4 mesi dal momento in cui l'assicurato ha interposto opposizione, non

aveva ancora proceduto ad emanare la decisione di sua competenza. In RAMI 1997

U 286, p. 339s., la Corte federale ha riconosciuto una ritardata giustizia a

carico di un tribunale cantonale che era rimasto completamente inattivo nei

riguardi di una causa pendente da 42 mesi e suscettibile di essere giudicata da

27 mesi (ossia a partire dall'evasione di un atto di ricusa);

· che nella

sentenza del 20 settembre 1995, causa A.L. del Tribunale del Canton Argovia, è

stata riconosciuta una ritardata giustizia, poiché un'autorità aveva atteso più

di 9 mesi prima di procedere ad ordinare un'ulteriore perizia (Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der

AHV und IV in: Schaffhauser/Schlauri, Verfahrensfragen in der

Sozialversicherung, San Gallo 1996, p. 92s.). Nel caso giudicato il 22 giugno

1998 dal TC Nidwaldo l'amministrazione è stata (soltanto) biasimata per aver

lasciato trascorrere più di un anno senza prendere alcuna decisione dopo ricezione

di una perizia (Plädoyer 6/1998, p. 67). Il TFA ha stabilito, in una sentenza

pubblicata in SVR 2001 KV 38, p. 109 s., che l'oggetto di un ricorso per

denegata o ritardata giustizia é soltanto la verifica del preteso diniego o del

preteso ritardo: il tribunale non può, quindi, decidere in merito alle

prestazioni. Le prestazioni assicurative materiali, in effetti, non

costituiscono l'oggetto litigioso di questa procedura. Questa giurisprudenza è

da considerare valida anche sotto l’imperio dell’art. 56 cpv. 2 LPGA (Kieser,

op. cit., art. 56 nota 12 pag. 56). Il TF ha ripreso gli stessi principi in un

recente giudizio in materia di assicurazione infortuni (DTF 22 febbraio 2010

inc.8C_613/2009) dove ha ricordato la necessità di ossequio del precetto di

celerità in particolare per le decisioni di prima istanza, si veda anche la

sentenza cantonale di Ginevra pubblicata in SJ 2010 PAG. 297 in particolare cons. 3.1. pag. 301 secondo cui:

" Selon la jurisprudence, l'autorité qui ne traite

pas un grief relevant de sa compétence, motivé de façon suffisante et

pertinente pour l'issue du litige commet un déni de justice formel proscrit par

l'art. 29 al. 1 Cst. (ATF 134 I 229 c. 2.3 p.

232; ATF 117 Ia 116 c. 3a p.

117 et les

références). De même, la jurisprudence a déduit du droit d'être entendu de l'art. 29 al. 2 Cst. l'obligation pour l'autorité de motiver sa

décision, afin que l'intéressé puisse se rendre compte de la portée de celle-ci

et l'attaquer en connaissance de cause. La motivation d'une décision est

suffisante lorsque l'autorité mentionne, au moins brièvement, les motifs qui

l'ont guidée et sur lesquels elle a fondé son raisonnement. L'autorité ne doit

toutefois pas se prononcer sur tous les moyens des parties; elle peut se

limiter aux questions décisives (ATF 130 II 530 c. 4.3 p.

540 et les

arrêts cités)."

· che in DTF

130 I 312 e segg. richiamata nelle motivazioni appena riprodotte, il TF ha, più

esplicitamente, specificato che:

" Selon l'art. 29 al. 1 Cst., toute personne a droit, dans une

procédure judiciaire ou administrative, à ce que sa cause soit traitée équitablement

et jugée dans un délai raisonnable. Le caractère raisonnable ou adéquat du

délai s'apprécie au regard de la nature de l'affaire et de l'ensemble des

circonstances, selon un principe déjà fixé sous l'empire de l'art. 4 al. 1 aCst. (ATF 125 V 188 consid. 2a p. 191/192;

ATF 117 Ia 193 consid. 1c p. 197; ATF 107 Ib 160 consid. 3b p. 164/165).

A l'instar de l'art. 6 par. 1 CEDH - qui n'offre, à cet égard, pas une

protection plus étendue que les garanties constitutionnelles nationales (ATF

Considerandi

114.

Ia 179 ss; Hottelier, op. cit., p. 810 ch. 5 in fine) - l'art. 29 al.

1.

Cst. consacre

le principe de la célérité en ce sens qu'il prohibe le retard injustifié à

statuer. L'autorité viole cette garantie constitutionnelle lorsqu'elle ne rend

pas la décision qu'il lui incombe de prendre dans le délai prescrit par la loi

ou dans un délai que la nature de l'affaire, ainsi que toutes les autres

circonstances, font apparaître comme raisonnable (ATF 119 Ib 311 consid. 5 p. 323 ss; JÖRG PAUL MÜLLER, Grundrechte

in der Schweiz, 3e éd., p. 505 ss; HAEFLIGER/SCHÜRMANN, op. cit., p. 200 ss;

HOTTELIER, op. cit., p. 810/ 811).

5.2

Le caractère raisonnable de la durée de la

procédure s'apprécie en fonction des circonstances particulières de la cause,

lesquelles commandent généralement une évaluation globale. Entre autres critères

sont notamment déterminants le degré de complexité de l'affaire, l'enjeu que

revêt le litige pour l'intéressé ainsi que le comportement de ce dernier et

celui des autorités compétentes (ATF 124 I 139 consid. 2c p 142; ATF 119 Ib 311

consid. 5b p. 325 et les références indiquées). A cet égard, il appartient au

justiciable d'entreprendre ce qui est en son pouvoir pour que l'autorité fasse

diligence, que ce soit en l'invitant à accélérer la procédure ou en recourant,

le cas échéant, pour retard injustifié (ATF 107 Ib 155 consid. 2b et c p. 158

s.). Le comportement du justiciable s'apprécie toutefois avec moins de rigueur

en procédure pénale et administrative que dans un procès civil, où les parties

doivent faire preuve d'une diligence normale pour activer la procédure (HAEFLIGER/

Schürmann, op. cit., p. 203/204; AUER/MALINVERNI/HOTTELIER, op. cit., n. 1243

p. 594). On ne saurait par ailleurs reprocher à une autorité quelques

"temps morts"; ceux-ci sont inévitables dans une procédure (cf. ATF

124.

I 139 consid. 2c p. 142). Une organisation déficiente ou une surcharge

structurelle ne peuvent cependant justifier la lenteur excessive d'une

procédure (ATF 122 IV 103 consid. I.4 p. 111; ATF 107 Ib 160 consid. 3c p.

165); il appartient en effet à l'Etat d'organiser ses juridictions de manière à

garantir aux citoyens une administration de la justice conforme aux règles (ATF

119.

III 1 consid. 3 p. 3; JÖRG PAUL MÜLLER, op. cit., p. 506 s.; HAEFLIGER/

SCHÜRMANN, op. cit., p. 204 s.; AUER/MALINVERNI/HOTTELIER, op. cit., n. 1244 et

1245, p. 594/595; HOTTELIER, op. cit., p. 811 ch. 7).

5.3

La sanction du dépassement du délai

raisonnable ou adéquat consiste d'abord dans la constatation de la violation du

principe de célérité,

qui constitue une forme de réparation pour celui qui en est la victime. Cette

constatation peut également jouer un rôle sur la répartition des frais et

dépens dans l'optique d'une réparation morale (ATF 129 V 411 consid. 1.3 p.

417.

et les références). Dans certaines circonstances, si les conditions de la

responsabilité civile de la Confédération ou des cantons pour acte illicite

sont réalisées, le paiement de dommages-intérêts pour le retard à statuer peut

être envisagé. Faute de compétence ratione materiae, il n'appartient pas au Tribunal

fédéral, saisi d'un recours de droit administratif, de se prononcer sur cette

question, d'autant que les recourantes n'ont pas formulé de conclusions dans ce

sens (ATF 129 V 411 consid. 1.4 p. 417/418 et les références)." (sottolineatura del redattore)

· che va qui

ribadito come, in caso di accoglimento di un ricorso per ritardata o denegata

giustizia, il Tribunale ordina all’assicura-tore sociale di concludere entro un

termine ragionevole la procedura, rispettivamente di dar seguito alla chiesta misura

(Kieser, Verwaltungsverfahren, cit., nota 507 pag. 240; cfr. anche SVR 2001 KV

38.

consid. 2b pag. 110), il giudice non può sostituire l’indagine che compete

all’assicuratore con propri atti di verifica e di istruttoria e non deve

neppure, conseguentemente, analizzare il merito della fattispecie. Il giudizio

si limita all’accertamento, o meno, di una denegata giustizia od un ritardo

ingiustificato da parte della Cassa, e, laddove l’amministrazione abbia dato seguito

alle domande dei ricorrenti nelle more della procedura, occorre verificare, per

determinare l’eventuale diritto a ripetibili stante il patrocinio o il carico

di spese, se il ricorso era necessario e se un ritardo nella reazione della

Cassa è sussistito;

· che nel caso

in esame il signor RI 1 contesta, dopo comunque avere operato il pagamento

delle somme, di dovere alla Cassa Malati quanto da essa preteso e ciò, in

particolare, per un suo contatto con il medico dott. __________;

· che la

contestazione del ricorrente è chiara da tempo, egli lamenta da molti mesi,

certamente con forme inadatte e presso istituzioni non competenti, la sua

contrarietà al pagamento di una somma oggetto di incasso forzato;

· che a torto

la cassa ritiene che una decisione non debba essere resa alla luce dello stadio

della procedura o perché l’assicurato non si sarebbe opposto al PE o per la natura

della procedura;

· che infatti

Ueli Kieser: ATSG Kommentar 2. Auflage, Schulthess 2009, ad art. 49 n. 18 pag.

614.

ricorda il dovere dell’assicuratore di rendere una decisione formale nei

casi "in denendas fehlende Einverständnis der versicherte Person

vonvornherein feststeht";

· che in

concreto sin dall’inizio era palese all’assicuratore che il signor RI 1 non è esperto

nell’ambito in discussione, che si è rivolto alle autorità incompetenti per

risolvere il suo problema e l’assicuratore avrebbe sin dall’inizio dovuto

emanare una decisione formale che ricapitolava i fatti, che spiegava i motivi

del conteggio, che precisava eventuali accertamenti svolti presso il dott. __________

per verificare la fattura, sua revoca o meno, per poi verificare il buon

diritto alla pretesa non restituzione dell’importo richiesto ed incassato da CO

1;

· che ciò non è

stato fatto malgrado che la volontà di contestare quel credito da parte di RI 1

era palese ed allo stesso andava offerta la possibilità di farlo nelle dovute

forme presso le istituzioni preposte, in casu si tratta di prestazioni della

copertura obbligatoria e l’importo, anche se non rilevante, è stato insistentemente

richiesto in restituzione da parte dell’assicurato;

· che ICO 1 non

solo non ha adeguatamente informato l’assicurato nelle more della procedura ma

non gli ha recapitato una formale decisione neppure dopo avere ricevuto

l’istanza del Giudice di pace, dopo avere formulato le osservazioni allo stesso

magistrato sollevando la sua incompetenza, non lo ha fatto nemmeno in conseguenza

allo stralcio della procedura da parte del magistrato civile, nemmeno quando

gli atti sono giunti al Tribunale cantonale delle Assicurazioni e sono stati

accompagnati da una lettera (doc. V) 21 novembre 2013 del Giudice delegato che

faceva esplicito riferimento all’ipotesi di una denegata giustizia;

· che il

ritardo è ingiustificabile, che le richieste sono state molteplici da parte

dell’assicurato, anche se non formalmente correttamente espresse,

l’assicuratore aveva tutti gli elementi per potere emanare il suo provvedimento

in tempi brevi e comunque tutto il tempo per eseguire una verifica in

particolare presso la contabilità del dott. __________;

· che in

concreto è quindi data una ritardata giustizia e all’assicu-ratore va imposto

di emanare il provvedimento che le incombe entro i più brevi tempi;

· che alla luce

di quanto precede il ricorso va accolto. Il signor RI 1, non rappresentato non

ha diritto a ripetibili ma deve vedersi riconoscere il rimborso delle spese

assunte (invii per raccomandata, redazioni …) che un tempestivo intervento

della cassa non avrebbe imposto, queste spese vanno fissate complessivamente in

CHF 50.00.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il

ricorso è accolto.

2. Non si prelevano tasse di giustizia e spese e non si attribuiscono

ripetibili siccome il ricorrente non patrocinato. A RI 1 CO 1 verserà comunque,

a titolo di rifusione delle spese vive sopportate, la somma di CHF 50.00.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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