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Decisione

36.2014.32

Atto confuso di ricorso per denegata giustizia e petizione per prestazioni LCA. Denegata giustizia senza sostrato e pretese LCA immotivate e prive di conclusioni

9 aprile 2014Italiano24 min

Source ti.ch

Fatti

i. le decisioni devono essere

sottoposte a revisione se sono stati scoperti nuovi fatti o mezzi di prova

oppure se il giudizio è stato influenzato da un crimine o da un delitto."

· che, come

rilevato, il giudice accerta d’ufficio i fatti ed applica d’ufficio il diritto essendo

tenuto al principio inquisitorio, il Tribunale però non si può sostituire

all’assicurato nelle sue richieste e pretese che debbono essere formulate in

maniera chiara sin dall’inizio della presentazione del caso, non bastando a ciò

la trasmissione di un fascicolo o di documenti lasciando al giudice il compito

di dedurne fatti, diritti e pretese;

· che in tema

di ricorso per denegata giustizia, come ricordato ancora recentemente nella

sentenza emanata nella causa inc. 36.2013.76 in re M. del 17 gennaio 2014, va

ricordato che la decisione impugnata costituisce il presupposto ed il contenuto

della contestazione sottoposta all'esame giudiziale (cfr. SVR 2005 AHV N. 19;

DTF 130 V 388; DTF 122 V 36 cons. 2a, DTF 110 V 51 cons. 3b e giurisprudenza

ivi citata; SVR 1997 UV 81, p. 294). Se non è stata emessa nessuna decisione,

la contestazione non ha oggetto e non può dunque essere pronunciata una

sentenza nel merito (cfr. STF C 22/06 del 5 gennaio 2007; DTF 131 V 164 cons.

2.1; DTF 125 V 414 cons. 1A; DTF 119 Ib 36 cons. 1b);

· che per

l’art. 52 cpv. 1 LPGA le decisioni possono essere impugnate entro trenta giorni

facendo opposizione presso il servizio che le ha notificate; fanno eccezione le

decisioni processuali e pregiudiziali. A norma dell’art. 52 cpv. 2 LPGA le

decisioni su opposizione vanno pronunciate entro un termine adeguato (ciò che

vale anche per le decisioni formali richieste) in maniera motivata e con l’avvertimento

relativo ai rimedi giuridici. Per l’art. 56 cpv. 1 LPGA le decisioni su

opposizione e quelle contro cui un’opposizione è esclusa possono essere

impugnate mediante ricorso. Secondo l'art. 56 cpv. 2 LPGA il ricorso può essere

interposto anche se l'assicuratore, nonostante la domanda dell'assicurato, non

emana una decisione o una decisione su opposizione, la norma comprende sia i

ricorsi per ritardata giustizia che per denegata giustizia (Kieser,

ATSG-Kommentar, Zurigo-Basilea-Ginevra 2003, art. 56 nota 10 pag. 560). Per

costante giurisprudenza del Tribunale Federale, vi è diniego di giustizia

qualora un'autorità giudiziaria od amministrativa non si occupi di una domanda,

per la cui risoluzione essa é competente (DTF 114 V 147 cons. 3a e riferimenti

ivi menzionati; Kieser, op. cit, art. 56 nota 10 pag. 560). Sempre secondo la

giurisprudenza vi è diniego di giustizia nel caso in cui l'autorità competente

si dimostri certo pronta ad emanare una decisione, ma ciò non avviene entro un

termine che appare adeguato, tenuto conto della natura dell'affare nonché

dell'insieme delle altre circostanze (DTF 107 Ib 164 cons. 3b e riferimenti).

Irrilevanti sono le ragioni che hanno determinato il diniego di giustizia.

Decisivo per l'interessato è unicamente il fatto che l'autorità non abbia

agito, rispettivamente, non abbia agito in maniera tempestiva (DTF 108 V 20

cons. 4c, 103 V 195 cons. 3c). Nel giudicare l'esistenza di una ritardata

giustizia, si deve procedere ad una valutazione delle circostanze oggettive. Vi

è, quindi, ritardata giustizia quando le circostanze che hanno condotto ad un

prolungamento della procedura non appaiono oggettivamente giustificate (DTF 103

V 195 cons. 3c in fine). Criteri rilevanti sono, segnatamente, la natura della

procedura, la difficoltà della materia ed il comportamento dell'interessato

(DTF 125 V 188; VPB 1983 n. 150 p. 527 e EuGRZ 1983 p. 483). Il principio

secondo cui la procedura innanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni

deve essere semplice e spedita (art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA) è espressione di

un principio generale del diritto delle assicurazioni sociali e vale, perciò,

anche nell'ambito della procedura amministrativa (DTF 110 V 61 consid. 4; cfr. pure Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung,

Zurigo 1999, p. 243 n. 509);

· che, come

evocato nel giudizio citato e nel giudizio 29 novembre 2011 inc. 36.2011.70,

dottrina e giurisprudenza hanno stabilito che una ritardata giustizia può

essere ammessa soltanto allorquando la competente autorità protrae più del

dovuto la trattazione di un affare. Ciò non è il caso se essa prende dei provvedimenti

positivi, ad esempio dei provvedimenti probatori supplementari. Se l'autorità

si sia occupata di una vertenza senza notevole ritardo, una violazione della

Costituzione può essere ammessa soltanto se determinati provvedimenti sono

stati presi abusivamente (Meyer, Das Rechtsverzögerungsverbot nach Art. 4 BV,

tesi Berna 1985, p. 78 e riferimenti giurisprudenziali). In una sentenza del 25

giugno 2003 nella causa Q., I 841/02, pubblicata in DTF 129 V pag. 411 e seg.,

il TFA ha ammesso l'esistenza di un ritardo ingiustificato a carico

dell'Ufficio AI e della Commissione federale di ricorso in materia di AVS/AI,

trattandosi di una procedura durata globalmente più di 10 anni (dal momento in

cui è stata presentata la domanda di prestazioni a quello in cui è stata resa

la sentenza impugnata). Nella DTF 125 V 188ss., il TFA ha invece negato

l'esistenza di un ritardo ingiustificato, trattandosi di un assicuratore

malattie che, trascorsi meno di 4 mesi dal momento in cui l'assicurato ha

interposto opposizione, non aveva ancora proceduto ad emanare la decisione di

sua competenza. In RAMI 1997 U 286, p. 339s., la Corte federale ha riconosciuto

una ritardata giustizia a carico di un tribunale cantonale che era rimasto

completamente inattivo nei riguardi di una causa pendente da 42 mesi e

suscettibile di essere giudicata da 27 mesi (ossia a partire dall'evasione di

un atto di ricusa);

· che nella

sentenza del 20 settembre 1995, causa A.L. del Tribunale del Canton Argovia, è

stata riconosciuta una ritardata giustizia, poiché un'autorità aveva atteso più

di 9 mesi prima di procedere ad ordinare un'ulteriore perizia (Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der

AHV und IV in: Schaffhauser/Schlauri, Verfahrensfragen in der

Sozialversicherung, San Gallo 1996, p. 92s.). Nel caso giudicato il 22 giugno

1998 dal TC Nidwaldo l'amministrazione è stata (soltanto) biasimata per aver

lasciato trascorrere più di un anno senza prendere alcuna decisione dopo ricezione

di una perizia (Plädoyer 6/1998, p. 67). Il TFA ha stabilito, in una sentenza

pubblicata in SVR 2001 KV 38, p. 109 s., che l'oggetto di un ricorso per

denegata o ritardata giustizia é soltanto la verifica del preteso diniego o del

preteso ritardo: il tribunale non può, quindi, decidere in merito alle

prestazioni. Le prestazioni assicurative materiali, in effetti, non

costituiscono l'oggetto litigioso di questa procedura. Questa giurisprudenza è

da considerare valida anche sotto l’imperio dell’art. 56 cpv. 2 LPGA (Kieser,

op. cit., art. 56 nota 12 pag. 56). Il TF ha ripreso gli stessi principi in un

recente giudizio in materia di assicurazione infortuni (DTF 22 febbraio 2010

inc.8C_613/2009) dove ha ricordato la necessità di ossequio del precetto di

celerità in particolare per le decisioni di prima istanza, si veda anche la

sentenza cantonale di Ginevra pubblicata in SJ 2010 PAG. 297 in particolare cons. 3.1. pag. 301 secondo cui:

" Selon la jurisprudence, l'autorité qui ne traite

pas un grief relevant de sa compétence, motivé de façon suffisante et

pertinente pour l'issue du litige commet un déni de justice formel proscrit par

l'art. 29 al. 1 Cst. (ATF 134 I 229 c. 2.3 p.

232; ATF 117 Ia 116 c. 3a p.

117 et les

références). De même, la jurisprudence a déduit du droit d'être entendu de l'art. 29 al. 2 Cst. l'obligation pour l'autorité de motiver sa

décision, afin que l'intéressé puisse se rendre compte de la portée de celle-ci

et l'attaquer en connaissance de cause. La motivation d'une décision est

suffisante lorsque l'autorité mentionne, au moins brièvement, les motifs qui

l'ont guidée et sur lesquels elle a fondé son raisonnement. L'autorité ne doit

toutefois pas se prononcer sur tous les moyens des parties; elle peut se

limiter aux questions décisives (ATF 130 II 530 c. 4.3 p.

540 et les

arrêts cités)."

· che in DTF

130 I 312 e segg. richiamata nelle motivazioni appena riprodotte, il TF ha, più

esplicitamente, specificato che:

" Selon l'art. 29 al. 1 Cst., toute personne a droit, dans une

procédure judiciaire ou administrative, à ce que sa cause soit traitée équitablement

et jugée dans un délai raisonnable. Le caractère raisonnable ou adéquat du

délai s'apprécie au regard de la nature de l'affaire et de l'ensemble des

circonstances, selon un principe déjà fixé sous l'empire de l'art. 4 al. 1 aCst. (ATF 125 V 188 consid. 2a p. 191/192;

ATF 117 Ia 193 consid. 1c p. 197; ATF 107 Ib 160 consid. 3b p. 164/165).

A l'instar de l'art. 6 par. 1 CEDH - qui n'offre, à cet égard, pas une

protection plus étendue que les garanties constitutionnelles nationales (ATF

114 Ia 179 ss; Hottelier, op. cit., p. 810 ch. 5 in fine) - l'art. 29 al.

1 Cst. consacre

le principe de la célérité en ce sens qu'il prohibe le retard injustifié à

statuer. L'autorité viole cette garantie constitutionnelle lorsqu'elle ne rend

pas la décision qu'il lui incombe de prendre dans le délai prescrit par la loi

ou dans un délai que la nature de l'affaire, ainsi que toutes les autres

circonstances, font apparaître comme raisonnable (ATF 119 Ib 311 consid. 5 p. 323 ss; JÖRG PAUL MÜLLER, Grundrechte

in der Schweiz, 3e éd., p. 505 ss; HAEFLIGER/SCHÜRMANN, op. cit., p. 200 ss;

HOTTELIER, op. cit., p. 810/ 811).

5.2 Le caractère raisonnable de la durée de la

procédure s'apprécie en fonction des circonstances particulières de la cause,

lesquelles commandent généralement une évaluation globale. Entre autres critères

sont notamment déterminants le degré de complexité de l'affaire, l'enjeu que

revêt le litige pour l'intéressé ainsi que le comportement de ce dernier et

celui des autorités compétentes (ATF 124 I 139 consid. 2c p 142; ATF 119 Ib 311

consid. 5b p. 325 et les références indiquées). A cet égard, il appartient au

justiciable d'entreprendre ce qui est en son pouvoir pour que l'autorité fasse

diligence, que ce soit en l'invitant à accélérer la procédure ou en recourant,

le cas échéant, pour retard injustifié (ATF 107 Ib 155 consid. 2b et c p. 158

s.). Le comportement du justiciable s'apprécie toutefois avec moins de rigueur

en procédure pénale et administrative que dans un procès civil, où les parties

doivent faire preuve d'une diligence normale pour activer la procédure (HAEFLIGER/

Schürmann, op. cit., p. 203/204; AUER/MALINVERNI/HOTTELIER, op. cit., n. 1243

p. 594). On ne saurait par ailleurs reprocher à une autorité quelques

"temps morts"; ceux-ci sont inévitables dans une procédure (cf. ATF

124 I 139 consid. 2c p. 142). Une organisation déficiente ou une surcharge

structurelle ne peuvent cependant justifier la lenteur excessive d'une

procédure (ATF 122 IV 103 consid. I.4 p. 111; ATF 107 Ib 160 consid. 3c p.

165); il appartient en effet à l'Etat d'organiser ses juridictions de manière à

garantir aux citoyens une administration de la justice conforme aux règles (ATF

119 III 1 consid. 3 p. 3; JÖRG PAUL MÜLLER, op. cit., p. 506 s.; HAEFLIGER/

SCHÜRMANN, op. cit., p. 204 s.; AUER/MALINVERNI/HOTTELIER, op. cit., n. 1244 et

1245, p. 594/595; HOTTELIER, op. cit., p. 811 ch. 7).

5.3 La sanction du dépassement du délai

raisonnable ou adéquat consiste d'abord dans la constatation de la violation du

principe de célérité,

qui constitue une forme de réparation pour celui qui en est la victime. Cette

constatation peut également jouer un rôle sur la répartition des frais et

dépens dans l'optique d'une réparation morale (ATF 129 V 411 consid. 1.3 p.

417 et les références). Dans certaines circonstances, si les conditions de la

responsabilité civile de la Confédération ou des cantons pour acte illicite

sont réalisées, le paiement de dommages-intérêts pour le retard à statuer peut

être envisagé. Faute de compétence ratione materiae, il n'appartient pas au

Tribunal fédéral, saisi d'un recours de droit administratif, de se prononcer

sur cette question, d'autant que les recourantes n'ont pas formulé de

conclusions dans ce sens (ATF 129 V 411 consid. 1.4 p. 417/418 et les références)." (sottolineatura

del redattore)

· che va qui

ribadito come, in caso di accoglimento di un ricorso per ritardata o denegata

giustizia, il Tribunale ordina all’assicura-tore sociale di concludere entro un

termine ragionevole la procedura, rispettivamente di dar seguito alla chiesta misura

(Kieser, Verwaltungsverfahren, cit., nota 507 pag. 240; cfr. anche SVR 2001 KV

38 consid. 2b pag. 110), il giudice non può sostituire l’indagine che compete

all’assicuratore con propri atti di verifica e di istruttoria e non deve

neppure, conseguentemente, analizzare il merito della fattispecie. Il giudizio

si limita all’accertamento, o meno, di una denegata giustizia od un ritardo

ingiustificato da parte della Cassa, e, laddove l’amministrazione abbia dato seguito

alle domande dei ricorrenti nelle more della procedura, occorre verificare, per

determinare l’eventuale diritto a ripetibili stante il patrocinio o il carico

di spese, se il ricorso era necessario e se un ritardo nella reazione della

Cassa è sussistito;

· che, nel caso

sottoposto al giudizio del Tribunale cantonale delle Assicurazioni, i signori RI

Considerandi

2.

si limitano a porre al TCA una serie di “problemi” senza però minimamente

premurarsi di presentare le diverse situazioni di fatto poste alla base delle

loro richieste in maniera specifica e dettagliata. Essi non precisano poi minimamente

i motivi per i quali le risposte sin qui fornite dall’assicuratore non siano da

ritenere e quali siano le loro precise pretese. Essi sovrappongono poi pretese

derivanti dalle coperture obbligatorie a pretese fondate sulle coperture complementari

rette dalla legge sul contratto d’assicurazione per le quali essi possono

rivolgersi al Tribunale cantonale delle assicurazioni mediante azione diretta

contro l’assicuratore;

· che, più

specificatamente, appare dai corposi atti (che non basta trasmettere al Tribunale,

tra l’altro senza precisa elencazione ragionata, lasciando al giudice il compito

di leggerli, selezionarli ed evidenziarne l’eventuale rilievo non potendo il

giudice sostituire le valutazioni e le pretese che incombono agli assicurati)

come i signori RI 2 sono stati assistiti dalla Dott. Avv. __________ della loro

compagnia di assicurazione di protezione giuridica, quindi dall’avv. __________

di __________ e, successivamente, dall’avv. __________ (e più generalmente dal

suo studio legale), questi legali non appaiono invece nella procedura in discussione;

· che, sempre

dagli atti, emerge in particolare come i signori RI 2 si siano rivolti a CO 1

per vantare pretese e diritti e per ottenere informazioni relative agli stessi.

A fronte delle loro richieste CO 1 ha fornito risposte per le quali i signori RI

2.

non dicono in cosa siano insoddisfacenti od incomplete. Si rammenta qui che

il Tribunale cantonale delle Assicurazioni non ha un compito di consulenza ma

deve giudicare fattispecie chiaramente sottoposte al suo vaglio secondo

procedura;

· che già per

questi motivi non solo un ricorso per denegata giustizia non è ricevibile ma lo

stesso va comunque respinto nel merito non risultando un ingiustificato ritardo

da parte di ;

· che i

ricorrenti attori lamentano genericamente pretese non quantificate e neppure

specificate relative alle cure balneari 2013. In merito a tale tema vale qui la pena di evidenziare come l’avv. __________ (lettera 26 luglio

2013) sia intervenuto presso CO 1 per ottenere chiarimenti ed informazioni

relative a rimborsi giungendo alla conclusione che (a quel momento perlomeno) la

posizione dell’assicuratore fosse “corretta e vada accettata”. Il riferimento

dell’avv. __________ è fatto a scritto del 24 luglio precedente dell'assicuratore

concernente pretese di entrambe gli assicurati qui ricorrenti relative sia a

pretese fondate sull’obbligatoria che sulle complementari e relative a cure

balneari dal 29 aprile al 10 maggio 2013;

· che richieste

relative al numero di giorni di terapia balneare rimborsabili non possono

essere ammesse dal Tribunale cantonale delle Assicurazioni. I signori RI 2 possono

fare semmai valere pretese a fronte di un rifiuto di prestazione da parte

dell’assicuratore ma non possono sottoporre al Tribunale cantonale delle

Assicurazioni domande tendenti a sapere quali siano loro potenziali diritti futuri,

il TCA non è un ufficio di consulenza;

· che anche per

la pretesa di rimborso di spese di trasporto a __________ eseguite dalla

signora __________ e non rimborsate, l’indica-zione è generica. Una richiesta

in merito è stata eseguita dall’avv. __________ all’assicuratore (lettera 7

febbraio 2014) concernente l’importo di CHF 817,50. In merito agli atti risulta

già una presa di posizione in una lettera 21 gennaio 2014 dell’assicura-tore,

nello scritto 27 febbraio 2014 (pag. 2 in fondo) l’assicurato-re ha ribadito l’inesistenza ad un diritto al rimborso;

· che su questi

aspetti CO 1 ha dato seguito alle richieste di informazione. L’assicurato

interessato deve semmai valutare ora se, alla luce delle argomentazioni

sollevate dall’assicuratore, sussistano gli estremi per domandarne

specificatamente la condanna al pagamento. Richieste di esame delle

problematiche come quelle formulate appaiono manifestamente irricevibili;

· che analogo

discorso vale per la generica richiesta di informazioni relativa all’ammontare del

possibile rimborso di spese di viaggio in treno tra __________ e __________;

· che la

domanda formulata sub. E. non può certamente essere interpretata proceduralmente

né come una richiesta di condanna al pagamento di prestazioni e neppure una

richiesta di imporre all’assicuratore di emanare una decisione formale;

· che in due

distinti scritti del 14 e del 5 luglio 2013 i signori RI 2 chiedono

all’assicuratore l’emanazione di una formale decisione, ciò però con

riferimento ad una contestazione relativa al mancato riconoscimento di un

importo di CHF 60.-- relativa al conteggio 9BNQFMV1. Ebbene in merito la Cassa

ha ampiamente dato risposta (e correttamente i signori RI 2 non sembrano

ritornare specificatamente su questo aspetto nel gravame in discussione) nello

scritto 24 luglio 2013 destinato al patrocinatore dei signori RI 2 avv. __________:

una decisione non è possibile alla luce del fatto che le pretese si fondano

sulle coperture complementari;

· che alla luce

di quanto espresso nel ricorso/petizione, della modalità con cui lo stesso è

stato formulato, delle insanabili carenze formali – nonostante il pregresso patrocinio

di ben 3 legali: Avv. dott. __________, Avv. __________ e Avv. __________ – ,

il ricorso per denegata giustizia va respinto nella misura in cui appaia

ricevibile e le altre pretese fondate sulle coperture complementari appaiono irricevibili;

· che alla luce

della modalità di formulazione delle richieste non è possibile quantificare in

maniera precisa l’ammontare delle pretese di natura civile formulate dagli assicurati;

· che una copia

del presente giudizio viene trasmesso, come ad obbligo di legge, alla FINMA;

· che si

prescinde dal carico di tassa di giustizia e spese.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. I

ricorsi per denegata giustizia formulati da RI 1 (inc. 36.2014.32) e da RI

2 (inc. 36.2014.33) sono respinti nella misura in cui appaiano ricevibili.

2. Non

si percepiscono tasse e spese e non si attribuiscono ripetibili

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

4. Le

petizioni formulate da RI 1 (inc. 36.2014.34) e da RI 2 (inc. 36.2014.35) sono

irricevibili.

5. Non

si percepiscono tasse e spese e non si attribuiscono ripetibili.

6. Comunicazione

alle parti ed alla FINMA, Berna.

Contro la presente

sentenza è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna

14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF).

L'atto di ricorso, in

3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella

impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o

del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata

e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Nelle cause a

carattere pecuniario il ricorso è ammissibile se il valore litigioso ammonta a

Fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione ed

a Fr. 30'000.- negli altri casi.

Per valori inferiori

il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto

di importanza fondamentale o se una legge federale prescrive un'istanza

cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia ammissibile il ricorso in

materia civile è dato, entro lo stesso termine, ricorso sussidiario in materia

costituzionale (art. 113 e 117 LTF).

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Gianluca

Menghetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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