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Decisione

36.2014.82

Affiliazione retroattiva alla LAMal di uno svizzero, al beneficio di una pensione di vecchiaia svizzera, domiciliato in un Paese UE che aveva sottoscritto un'assicurazione complementare con una riserv

4 marzo 2015Italiano52 min

Source ti.ch

Fatti

E. Imhof, "Anhang zur Vertiefung von art. 27 ATSG über Aufklärung,

Beratung und Kenntnisgabe" in SZS 2002 pag. 315 seg. (315-318);

R. Spira, "Du droit d'être renseigné et conseillé par les assureurs et les

organes d'exécution des assurances sociales art. 27 LPGA" in SZS 2001 pag.

524 seg. (527); U. Kieser, "ATSG - Kommentar",

2. ed., Zurigo-Basilea-Ginevra 2009, ad art. 27 pag. 400 e pag. 402-407).

Il capoverso 1 dell’art.

27 LPGA prevede un obbligo di informazione generale e permanente nei confronti

di una cerchia indeterminata di persone, che non deve avvenire unicamente su

richiesta degli interessati, bensì regolarmente e d’ufficio, e a cui viene

fatto fronte ad esempio tramite la consegna di opuscoli informativi, direttive,

inserzioni, internet, ecc. (cfr. STFA C 241/04 del 9 maggio 2006

consid. 6; DTF 131 V 476 consid. 4.1.=SVR 2006 ALV Nr. 9 pag. 31; DLA 2002 pag.

194).

Per quanto attiene al

diritto alla consulenza enunciato all'art. 27 cpv. 2 LPGA, va segnalato che

ogni assicurato può esigere che il proprio assicuratore gli fornisca,

gratuitamente, consulenza in merito ai suoi diritti e obblighi (cfr. DLA 2007

pag. 193 segg.). Quest'obbligo concerne soltanto l'ambito di competenza

dell'assicuratore in questione e le informazioni possono esse fornite anche da

non giuristi, come del resto prima dell'entrata in vigore della LPGA.

Contrariamente alle informazioni di carattere generale, la consulenza deve

riferirsi al caso specifico (cfr. FF 1999 IV 3953).

Inoltre tale diritto non è

limitato alle persone assicurate, tuttavia deve esistere uno stretto rapporto

con l'assicurazione interpellata, nel senso che la consulenza deve riferirsi a

diritti e doveri che già esistono o che possono sorgere tra la persona che ha

richiesto le informazioni e l'assicurazione interessata (cfr. U. Kieser, op.

cit., ad art. 27 n. 29 pag. 405).

2.8. Nel caso di specie, ritenuto

che l’insorgente in seguito alla decisione di affiliarlo alla LAMal, ha

ottenuto il rimborso completo di tutte le prestazioni da lui usufruite dal 1°

maggio 2009 al 31 dicembre 2012, nell’ambito delle assicurazioni sociali

non ha subito alcun pregiudizio e pertanto non può prevalersi del principio

della buona fede.

Allo stesso modo, non

avendo subito alcun danno, giacché l’assicuratore lo ha affiliato alla LAMal e

lo ha rimborsato secondo le norme vigenti nell’ambito dell’assicurazione delle

cure medico-sanitarie, non può neppure prevalersi dell’art. 78 LPGA il cui cpv.

1 prevede che gli enti di diritto pubblico, gli organismi fondatori privati e

gli assicuratori rispondono, in qualità di garanti dell'attività degli organi

d'esecuzione delle assicurazioni sociali, per i danni causati illecitamente a

un assicurato o a terzi da parte degli organi d'esecuzione o dei loro

funzionari.

2.9. Resta da esaminare se

l’assicuratore può compensare l’importo di fr. 27'562.70 con quello che

sostiene essere dovuto dal ricorrente a CO 1, soggetto di diritto privato.

Va in primo luogo

rammentato che per l’art. 120 CO quando due persone sono debitrici l’una verso

l’altra di somme di denaro o di altre prestazioni della stessa specie, ciascuna

di esse, purché i crediti siano scaduti, può compensare il proprio debito con

il proprio credito. Il debitore può opporre la compensazione sebbene il suo

credito sia contestato.

In concreto CO 1 ha ceduto

a CO 1 parte della propria pretesa di restituzione nei confronti dell’insorgente

e meglio per l’importo della pretesa LAMal di quest’ultimo nei confronti di CO

1 (doc. 18a). L’ammontare dell’importo è stato quantificato, il 22 ottobre 2013, in fr. 17'065.20, “importo che potrà venir aggiornato di seguito in base all’esito

della procedura in corso” (doc. 18a).

La LPGA non

contiene norme generali sulla compensazione (cfr. tuttavia l’art. 20 cpv. 2

LPGA; cfr. DTF 138 V 402 consid. 4.2).

In una sentenza pubblicata

in DTF 130 V 505 il TF ha stabilito che la pretesa di restituzione

di una rendita d'invalidità comprendente le rendite completive (successivamente

rimpiazzata da una rendita di vecchiaia e dalle rendite completive) nei

confronti di uno dei coniugi può essere compensata con gli arretrati di una

rendita d'invalidità assegnata all'altro coniuge anche se debitore e creditore

dell'amministrazione non sono identici. La condizione dell'esistenza di una

stretta connessione, dal profilo della tecnica assicurativa o dal punto di

vista giuridico, tra i crediti posti in compensazione è in effetti adempiuta

(consid. 2.6 e 2.8). Le cifre marginali 10907 e 10908 delle Direttive sulle

rendite (DR) dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali sono conformi

alla legge (consid. 2.9).

Il TF ha

rammentato al consid. 2.4 che la compensazione non deve intaccare il minimo

vitale del debitore («la jurisprudence en matière d'assurances sociales

soumet la compensation à l'exigence que cette mesure ne mette pas en péril les

moyens d'existence du débiteur (voir par exemple ATF 115 V 343

consid. 2c, ATF 111 V 103

consid. 3b). Cette exigence est à rapprocher de l'art. 125 ch. 2 CO, aux termes

duquel ne peuvent être éteintes par compensation les créances dont la nature

spéciale exigent le paiement effectif entre les mains du créancier, telles que

des aliments ou le salaire absolument nécessaires à l'entretien du débiteur et

de sa famille (ATF 108 V 47

consid. 2).”).

In una sentenza pubblicata

in DTF 136 V 286 il TF ha affermato che la compensazione di

rendite arretrate dell'assicurazione per l'invalidità con pretese risarcitorie

ai sensi dell'art. 52 LAVS è disciplinata dall'art. 50 cpv. 2 LAI in relazione

con l'art. 20 cpv. 2 lett. a LAVS e non dalle disposizioni della LPGA. Essa è

ammissibile (consid. 4 e 5). Se l'autorità competente in materia di aiuto

sociale ha versato alla persona assicurata prestazioni anticipate per il

periodo corrispondente a quello delle rendite arretrate, il minimo vitale del

diritto esecutivo non costituisce un limite alla compensazione (consid. 7 e 8).

L’Alta Corte

al consid. 8.2 ha precisato che il divieto di intaccare il minimo vitale in

caso di compensazione nell’ambito delle assicurazioni sociali, è simile a

quello previsto dal diritto privato e figurante nell’art. 125 cpv. 2 CO. Questo

disposto prevede che non possono estinguersi mediante compensazione contro la

volontà del creditore le obbligazioni che per la particolare loro natura devono

essere effettivamente soddisfatte al creditore, come per esempio quelle per

alimenti e salari assolutamente necessari al mantenimento del creditore e della

sua famiglia. L’Alta Corte ha evidenziato che l’art. 125 cpv. 2 CO (e l’art. 93

cpv. 1 LEF) vogliono impedire che la persona interessata, a causa della

compensazione, cada nel bisogno. Ciò non è il caso

quando la compensazione retroattiva avviene nei confronti di una persona che

nel medesimo periodo ha beneficiato di prestazioni assistenziali (“Ähnlich

verhält es sich, wenn die versicherte Person in der Vergangenheit von der

Fürsorgebehörde während einer Zeitspanne unterstützt wurde, für welche später

Renten nachbezahlt werden, die Verrechnung jedoch nicht mit der Sozialbehörde,

sondern - wie hier - mit einem anderen Zweig der Sozialversicherung zur

Diskussion steht, dessen Anspruch jenem der Fürsorgebehörde vorgeht (vgl. auch

Urteil I 141/05 vom 20. September 2006 E. 5.3.2). Hinzu kommt, dass sich der

Schutz des Existenzminimums bei Verrechnungen auf dem Gebiet der

Sozialversicherung an Art. 125 Ziff. 2 OR anlehnt. Dieser sieht vor, dass

Verpflichtungen, deren besondere Natur die tatsächliche Erfüllung an den

Gläubiger verlangt, wie Unterhaltsansprüche und Lohnguthaben, die zum Unterhalt

des Gläubigers und seiner Familie unbedingt erforderlich sind, nicht durch

Verrechnung getilgt werden können (vgl. BGE 130 V 505 E. 2.4 S. 510). Art. 125

Ziff. 2 OR wie auch Art. 93 Abs. 1 SchKG wollen einzig vermeiden, dass jemand

durch die Verrechnung tatsächlich ins Elend gestossen würde, was nicht der Fall

ist, wenn es - wie im vorliegenden Fall - um eine nachträgliche Beurteilung für

einen Zeitraum geht, für welchen Sozialhilfe effektiv ausgerichtet worden ist

(vgl. zum Ganzen: SCHLAURI, a.a.O., S. 148 ff.).“).

Con

sentenza pubblicata in DTF 138 V 402 il TF ha affermato che nel

caso di pagamento retroattivo di rendite per periodi precedenti, la

salvaguardia del minimo esistenziale non dev'essere presa in considerazione

quale limite di compensazione laddove la rendita assegnata a titolo retroattivo

sostituisce semplicemente una rendita riconosciuta per un periodo precedente e

le due prestazioni si escludono vicendevolmente (consid. 4.5).

L’Alta Corte

al consid. 4.2 ha rammentato che la compensazione di prestazioni e contributi

può essere effettuata sia con rendite già versate, sia con rendite future, ma,

di principio, il minimo vitale della persona assicurata non può essere

intaccato. Si pone pertanto la questione di sapere se anche in caso di

compensazione con rendite già versate occorre esaminare se il minimo vitale

della persona interessata è salvaguardato, e questo nel lasso di tempo durante

il quale la rendita avrebbe dovuto essere versata. (“ (…)

Die zweigintern und zweigübergreifend zulässige Verrechnung von Leistungen und

Forderungen kann sich sowohl auf laufende Renten als auch auf

Rentennachzahlungen beziehen (BGE 136 V 286 E. 4.1 S. 288). Sie darf indessen

den nach betreibungsrechtlichen Regeln zu ermittelnden Notbedarf der

versicherten Person nicht beeinträchtigen (BGE 136 V 286 E. 6.1 S. 291; BGE 131

V 249 E. 1.2 S. 252). Dabei stellt sich nach der Rechtsprechung die Frage der

Zulässigkeit der Verrechnung unter dem Gesichtspunkt der Wahrung des

betreibungsrechtlichen Existenzminimums nicht nur bei einer laufenden,

monatlich ausgerichteten Rente, sondern auch bei Rentennachzahlungen, weil auch

diese zum Zweck haben, den Existenzbedarf der versicherten Person zu decken (Art. 34quater Abs.

Considerandi

2.

Satz 3 aBV; Art. 112 Abs. 2

lit. b BV), und zwar in jener Zeitspanne,

für welche sie nachbezahlt werden (BGE 136 V 286 E. 6.2 S. 291; Urteil des

Eidg. Versicherungsgerichts I 305/03 vom 15. Februar 2005 E. 4; vgl. auch

Urteil I 141/05 vom 20. September 2006 E. 5.3.1; kritisch dazu: FRANZ SCHLAURI,

Die zweigübergreifende Verrechnung und weitere Instrumente der

Vollstreckungskoordination des Sozialversicherungsrechts, in:

Sozialversicherungsrechtstagung 2004, S. 137 ff., 150 f.). (…)“).

Con

riferimento alle sentenze 9C_1015/2010 e DTF 136 V 286 il TF ha affermato che,

di regola, il divieto di compensazione non vale quando il minimo esistenziale,

nel periodo passato in cui avviene la compensazione, è stato garantito dal

versamento di prestazioni assistenziali (“Damit ergibt sich aus beiden

Urteilen, dass das Verrechnungsverbot dann nicht gilt, wenn das Existenzminimum

während der fraglichen Zeitspanne durch Leistungen der Sozialhilfe

gewährleistet war, und dass die Beachtung der Verrechnungsschranke bei

Nachzahlungen vor allem sicherstellen soll, dass es nicht zufolge zeitlicher

Verschiebungen von Zahlungen zu ungerechtfertigten Nachteilen für den

Versicherten kommt.”).

L’Alta Corte ha poi evidenziato che la compensazione (retroattiva) può

portare su contributi non ancora pagati o su prestazioni da restituire. La

questione del minimo esistenziale può concernere solo il primo caso, poiché nel

periodo determinante non sono state versate altre prestazioni. Quando invece la

persona assicurata ha beneficiato di rendite, che non erano dovute o erano

dovute in misura inferiore, la situazione è diversa. In tal caso, di principio,

la compensazione è possibile senza necessità di effettuare il calcolo del

minimo vitale, poiché il reddito e la sostanza della persona interessata, per

il passato, non subirebbero alcuna modifica (consid. 4.4;

cfr. consid. 4.5:” Die Verrechnung ist hier somit zulässig, ohne dass dem

die Einhaltung des betreibungsrechtlichen Existenzminimums entgegengehalten

werden kann. Dies entspricht auch dem oben in E. 4.2 dargelegten

grundsätzlichen Ziel, dass Rechtswirkungen nicht lediglich aus der zeitlichen

Verschiebung von Zahlungen resultieren sollen. Ebenso wenig wie die Beachtung

der Verrechnungsschranke bei Nachzahlungen sicherstellen soll, dass es nicht

zufolge zeitlicher Verschiebungen von Zahlungen zu ungerechtfertigten

Nachteilen für den Versicherten kommt, soll die zeitliche Verschiebung zu vom

Gesetz grundsätzlich ausgeschlossenen Leistungskumulationen führen.“).

Per quanto concerne la LAMal, con sentenza K 72/05 del 14 agosto 2006, ha affermato:

„In der Verwaltungsgerichtsbeschwerde wird ferner

beanstandet, die Beschwerdegegnerin habe trotz Kenntnis der Situation ohne

weitere Erklärungen und insbesondere ohne Berücksichtigung des behördlichen

Verzugs in der Auszahlung der Prämienverbilligungen die noch ausstehenden

Monatsprämien mit dem Beschwerdeführer zustehenden Rückvergütungsansprüchen

verrechnet.

5.1

Die Verrechenbarkeit sich gegenüberstehender

Forderungen stellt nach Lehre und Rechtsprechung einen allgemeinen

Rechtsgrundsatz dar, der für das Zivilrecht in Art. 120 ff. OR ausdrücklich

verankert ist, aber auch im Verwaltungsrecht zur Anwendung gelangt. Unter

Vorbehalt verwaltungsrechtlicher Sonderbestimmungen können im Prinzip

Forderungen und Gegenforderungen des Bürgers und des Gemeinwesens miteinander

verrechnet werden. Der Verrechnungsgrundsatz gilt insbesondere auch im

Bundessozialversicherungsrecht, und zwar selbst in jenen Zweigen, welche dies

nicht ausdrücklich vorsehen; allerdings kennen die meisten Gebiete der

Sozialversicherung eine ausdrückliche Regelung (BGE 110 V 185 Erw. 2 mit

Hinweisen; Erw. 6.1.1 [mit diversen Hinweisen] des noch nicht in der Amtlichen

Sammlung publizierten Urteils B. vom 28. Dezember 2005, B 41/04

[zusammengefasst wiedergegeben in HAVE 2006 S. 42]).

5.1.1

Das ATSG enthält keine allgemeine

Verrechnungsnorm (vgl. aber Art. 20 Abs. 2 ATSG; BGE 131 V 252 Erw. 1.2 mit

Hinweisen). Das Verrechnungsrecht ist sodann auch im Bereich der

obligatorischen Krankenpflegeversicherung nicht normiert. In Analogie zu

anderen Sozialversicherungszweigen (z.B. Art. 20 Abs. 2 AHVG) erlaubt jedoch

die Praxis den Krankenkassen, geschuldete Versicherungsleistungen mit

ausstehenden Prämienforderungen zu verrechnen (BGE 126 V 268 f. Erw. 4a, 110 V 185 f. Erw. 2 und 3; RKUV 2005 Nr. KV 343 S. 358 [Urteil L. vom 22.

Juli 2005, K 114/03]).

5.1.2

Wie im Privatrecht ist auch im Verwaltungs-

und namentlich im Sozialversicherungsrecht eine Verrechnung nur möglich, wenn

folgende grundsätzliche Voraussetzungen erfüllt sind: Forderung und

Gegenforderung, die verrechnet werden sollen, müssen zwischen den gleichen

Rechtsträgern bestehen und die zur Verrechnung gebrachte Forderung muss fällig

und rechtlich durchsetzbar sein. Ferner bedingt die Verrechnung die

Gleichartigkeit der sich gegenüberstehenden Forderungen (zum Ganzen: Erw.

6.4.3.1

des noch nicht in der Amtlichen Sammlung publizierten Urteils B. vom

28.

Dezember 2005, B 41/04 [zusammengefasst wiedergegeben in HAVE 2006 S. 42]).

Die Verrechnung durch den Versicherer darf jedoch im Verrechnungszeitpunkt das

betreibungsrechtliche Existenzminimum (Notbedarf) der versicherten Person nach

Art. 93 SchKG nicht gefährden (BGE 131 V 249, 115 V 343 Erw. 2c, je mit Hinweisen;

Urteil H. vom 19. Februar 2002, I 684/00, Erw. 2b; Eugster, a.a.O., S. 114 Rz

225).“

Va ancora evidenziato che con sentenza 9C_108/2009 del 26 gennaio 2009

il TF ha affermato:

„4.3 Eine Verrechnung, die sich mangels

spezialgesetzlicher Grundlage (im AHVG oder KVG) nach den allgemeinen Regeln

von Art. 120 OR beurteilt, tritt nach Art. 124 Abs. 1 OR nur insofern ein, als

der Schuldner dem Gläubiger zu erkennen gibt, dass er von seinem Rechte der

Verrechnung Gebrauch machen wolle. Weiter setzt Verrechnung im vorliegenden

Fall voraus, dass die Ausgleichskasse HOTELA ihre Beitragsforderung der HOTELA

Kranken- und Unfallkasse schriftlich (Art. 165 Abs. 1 OR) abgetreten hat. Eine

solche Abtretungserklärung findet sich in den Akten nicht. Indessen hat die

HOTELA bereits mit Verfügung vom 21. April 2004 ausstehende AHV-Beiträge mit

Krankentaggeldern verrechnet; diese Anordnung blieb unangefochten. Nachdem der

Beschwerdeführer das Fehlen einer Abtretungserklärung nie gerügt, sondern im

Zusammenhang mit der Verrechnung im vor- und im letztinstanzlichen Verfahren

einzig behauptet hat, nicht selbstständigerwerbend gewesen zu sein, erübrigen

sich weitere Abklärungen zur Abtretung der Beitragsforderung.

5.

Gemäss den vorstehenden Erwägungen ist die

Verrechnung somit zulässig. Nach den verbindlichen und im Übrigen unangefochten

gebliebenen Feststellungen der Vorinstanz beträgt die Verrechnungsforderung der

Beschwerdegegnerin aus unbezahlt gebliebenen Sozialversicherungsbeträgen über

Fr. 61'000.-. Dieser Forderung steht der Anspruch des Versicherten auf 50 % des

versicherten Taggelds für die Periode vom 1. November 1996 bis 7. Juni 1998

gegenüber, der sich laut Berechnungen des Verwaltungsgerichts auf Fr. 26'864.-

beläuft. Unabhängig vom genauen Resultat der vom Beschwerdeführer beanstandeten

Überversicherungsberechnung, deren Durchführung im angefochtenen Entscheid

nicht mit den gesetzlichen Grundlagen (Art. 78 Abs. 2 KVG; Art. 122 KVV; BGE

128.

V 149 E. 4a S. 156 mit Hinweisen) in Einklang stehen dürfte, ist bei der

ausgewiesenen Differenz zwischen den beiden Forderungen die Verweigerung

weiterer Taggeldzahlungen im Ergebnis richtig. Selbst wenn der Beschwerdeführer

ein wesentlich höheres als das von der HOTELA anerkannte Taggeldguthaben hätte,

würde sich nichts daran ändern, dass sein Anspruch verrechnungsweise getilgt

wäre.“

In concreto l’assicurato non fa valere di essere intaccato nel suo

minimo vitale, né contesta che quanto versato dalla LAMal non debba più esserlo

dalla LCA.

L’importo complessivo

a carico della LAMal e non più a carico dell’assicurazione __________ ammonta a

fr. 46'828.80 (gli importi di fr. 6'996.40 e di fr. 10’497.50 non erano

stati rimborsati dalla LCA) e dovrebbe essere restituito dall’insorgente

all’assicuratore nell’ambito dell’assicurazione privata. Ritenuto tuttavia che

nella parallela procedura LCA (inc. 36.2014.83) questo TCA ha stabilito che il

credito dell’assicurato in favore dell’assicuratore ammonta a fr. 10'965.80, la

cessione del credito ai sensi dell’art. 164 CO tra l’assicuratore privato e

l’assicuratore sociale può essere confermata solo per questo importo.

L’ammontare restante,

ossia fr. 16'596.90 (27'562.70 – 10'965.80), deve invece essere versato al

ricorrente.

2.10

L’assicurato

chiede che vengano sentiti i responsabili dell’istituzione comune LAMal di

Soletta.

Questo TCA

rinuncia all’assunzione di ulteriori prove ed in particolare a sentire i

responsabili dell’istituzione comune LAMal di Soletta poiché gli atti

dell’incarto sono già sufficienti per statuire nel merito della vertenza.

Conformemente

alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio

conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento

coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati

fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori

non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove

(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der

Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und

Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320;

Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11

gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223

consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale

modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito

desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF

124.

V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

2.11

Alla luce di

tutto quanto sopra esposto, la decisione impugnata va modificata, nel senso che

l’importo a favore dell’insorgente ammonta a fr. 27'562.70, di cui fr. 16'596.90

devono essere rimborsati all’assicurato.

Al

ricorrente, rappresentato da una persona cognita in materia, vanno assegnate congrue

ripetibili.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso é parzialmente

accolto ai sensi dei considerandi.

§ La

decisione impugnata deve essere modificata nel senso che della somma

complessiva di fr. 27'562.70 la compensazione porta su fr. 10'965.80,

mentre fr. 16'596.90 devono essere rimborsati all’assicurato.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. CO 1 verserà al

ricorrente fr. 2’000 (IVA inclusa se dovuta) a titolo di ripetibili.

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti