Lexipedia

Decisione

36.2014.93

Ripam 2014. Inizio attività lucrativa. Calcolo del diritto alla Ripam al di fuori dei dati della tassazione. Rifiuto

9 marzo 2015Italiano62 min

Source ti.ch

Fatti

i parametri fissati dal Consiglio di Stato per la RIPAM 2014 (p. 18 – 20) per

giungere finalmente ad analizzare la tematica in discussione da un profilo

storico (p. 21 e 22), e finalmente ad analizzare il “caso di specie”

ricordando che "a partire dall'anno 2012, … il legislatore cantonale ha

volutamente mantenuto il principio precedentemente in vigore, modificando in

sostanza unicamente il criterio di identificazione degli assicurati che dopo

avere concluso la formazione hanno iniziato un'attività lavorativa (fino al

2011 il reddito imponibile nullo o il totale dei redditi inferiore a fr.

6'000.- secondo la tassazione applicabile, dal 2012 il totale dei redditi

desunto dalla tassazione applicabile inferiore al limite di fabbisogno ai sensi

della Laps valido per le persone sole, che per l'anno 2013 è pari a fr.

17'368.-). La scelta di mantenere in vigore il principio in oggetto è stata

effettuata con lo scopo di evitare situazione di concessione della RIPAM sulla

base della tassazione decisa dal Consiglio di Stato per le persone sole che,

rispetto a quanto riportato nella tassazione applicabile, hanno nel frattempo

terminato la propria formazione ed hanno iniziato a lavorare, percependo magari

un reddito elevato, e che potrebbero dunque farsi carico del premio LAMal senza

la necessità di un aiuto da parte dello Stato, permettendo così allo stesso di

orientare i propri aiuti verso le persone maggiormente bisognose. La situazione

dell'insorgente rientra proprio tra quelle precedentemente indicate. Infatti

secondo la sua tassazione IC 2011 il totale dei redditi ammonta a fr. 14'153.-

ed è dunque inferiore al limite di fr. 17'368.- previsto agli artt. 14 cpv. 1

lett. h e 11 cpv. 1 lett. d Reg. LCAMal, egli ha terminato la propria

formazione ed ha iniziato a svolgere un'attività lavorativa a partire dal mese

di agosto 2012, percependo al momento della richiesta di RIPAM 2014 un salario

netto mensile che supera l'importo di fr. 4'000.- (cfr. conteggi di stipendio

del mese di giugno 2013 allegati al doc. 1). Nel caso di specie, in applicazione

dell'art. 30 cpv. 2 LCAMal e di quanto previsto all'art. 14 cpv. 1 lett. h Reg.

LCAMal, il diritto alla RIPAM deve dunque essere stabilito sulla base della

situazione economica esistente al momento della richiesta di RIPAM per l'anno

2014 ed il reddito disponibile del ricorrente non consente la concessione della

RIPAM (…) parte convenuta evidenzia come secondo quanto previsto dalla LAMal,

in particolare all'art. 65 cpv. 3 prima frase, i Cantoni provvedono affinché

nell'esame delle condizioni d'ottenimento vengano considerate, su richiesta

particolare dell'assicurato, le circostanze economiche e familiari più recenti.

Il Parlamento cantonale e l'esecutivo ticinese hanno concretizzato la citata

norma federale attraverso i già citati art. 30 cpv. 2 LCAMal e 14 Reg. LCAMal.

L'art. 14 Reg. LCAMal è stato oggetto di una recente modifica, pubblicata sul

BU 62/2012 del 21 dicembre 2012." (doc. V, pagg. 22-23).

L’amministrazione ritiene che il suo agire, rispettivamente le scelte del

legislatore cantonale non contrastino con i principi costituzionali invocati

dal ricorrente.

Al ricorrente è stata

offerta la possibilità di esprimersi sulla risposta di causa e di chiedere l’acquisizione

di specifiche prove. Con lettera del 4 dicembre 2014 il giudice delegato ha

ricordato alla Cassa che la risposta di causa deve essere redatta secondo i

criteri dell'art. 5 cpv. 2 LPTCA e quindi presentare una “concisa

esposizione dei fatti (aggiungerei: rilevanti ai fini di causa), … una breve

motivazione e presentare precise conclusioni”, presupposti non dati in

concreto dalle 27 pagine di risposta di causa poiché: "La risposta di

causa, in questo caso, non risponde ai requisiti di procedura, la motivazione

non è breve e l'esposizione dei fatti è svolta mediante richiamo di

documenti." (doc. VII). Il giudice delegato ha rinunciato ad imporre

alla Cassa di rettificare la sua risposta di causa ed ha convocato le parti ad

una discussione di causa avvenuta il successivo 13 gennaio 2015.

Considerandi

In ordine

2.1

A norma dell’art. 76 cpv. 1 e

2.

della Legge cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito),

contro le decisioni dell’amministrazione emanate in applicazione della medesima

legge è possibile il reclamo all’organo che ha pronunciato il provvedimento,

ciò nel termine di 30 giorni dalla notificazione. Nel medesimo termine sono

impugnabili al Tribunale cantonale delle Assicurazioni le decisioni emanate su

reclamo da parte dell’autorità amministrativa preposta. Il Tribunale cantonale

delle Assicurazioni è quindi competente ad esaminarlo nel merito.

2.2

Il ricorso é adeguatamente

motivato e preciso nelle sue contestazioni e conclusioni, nonché nelle

richieste. Lo stesso è quindi ricevibile in ordine siccome rispettoso del termine

di 30 giorni dall’intimazione della decisione impugnata.

Nel merito

2.3

In concreto questo Tribunale

cantonale delle assicurazioni deve verificare se correttamente la Cassa ha

negato all’assicurato il riconoscimento di una RIPAM per il 2014 fondandosi sui

redditi da ultimo conseguiti e non invece sulla tassazione 2011, od eventualmente

la tassazione 2012.

2.4

Con effetto dall’inizio del

2012.

le norme della Legge Cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di

seguito), che reggono la riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria

delle cure medico sanitarie (RIPAM l’acronimo è utilizzato sia nei lavori

preparatori che dall’amministrazione nei suoi allegati), hanno subito una

modifica sostanziale. Il titolo IV della legge è radicalmente cambiato a

seguito dell’approvazione della Legge 24 giugno 2010 (Bollettino Ufficiale

2010, 297). Il legislatore ha provveduto a porre mano ad un nuovo sistema di

distribuzione dei sussidi decisi dal Cantone, conformemente al dettato degli

art. 65 e seg. LAMal, al fine di rendere più efficace l’aiuto sociale, la

precedente normativa aveva mostrato talune lacune e, soprattutto, per

ottemperare gli obiettivi di politica sociale cantonale scelti con l’adozione

della Legge sull’armonizzazione delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (in

questo senso il Messaggio 15

settembre 2009 del Consiglio di Stato accompagnante il disegno di legge di

modifica della LCAM, a pagina 7, ed il relativo Rapporto

della Commissione della gestione e delle finanze del l’8 giugno 2010 a pagina 1). In particolare il Consiglio di Stato, con il disegno di legge, ed il Parlamento

promulgando le norme, hanno voluto rendere il sistema della RIPAM affine ai

criteri scelti dalla Lasp e quindi distanziarsi dal reddito imponibile

cantonale quale base per la determinazione del diritto al sussidio per

approdare al criterio del reddito disponibile, maggiormente indipendente da

scelte di politica fiscale. D’altro canto l’esecutivo prima ed il Parlamento

poi hanno voluto maggiormente considerare il contesto famigliare in cui

l’assicurato vive passando da una valutazione riferita alle persone sole ed

alle famiglie (definite in maniera restrittiva, si veda in merito l’art. 25 v.

LCAMal) all’unità di riferimento definita nel nuovo art. 26 LCAMal.

Le nuove norme tendono a

conseguire una migliore aderenza del sistema di concessione delle RIPAM alla

realtà sociale e vogliono, come detto, considerare maggiormente la diversa

capacità, in specie delle famiglie, di finanziare i premi in funzione delle

loro dimensioni. Il nuovo sistema adottato non tende però solo ad evitare “gli

effetti indesiderati” del precedente sistema ma anche a “tenere conto

della reale situazione dell’offerta assicurativa … nell’ambito

dell’assicurazione di base … con l’introduzione del premio medio di

riferimento” che sostituisce la nozione di media cantonale ponderata

precedentemente ritenuta.

Il Cantone gode, nella

concretizzazione di quanto in materia di RIPAM impone la LAMal, di ampio

margine di valutazione ed apprezzamento ed é vincolato unicamente da quanto

impone l’art. 65 cpv. 1 bis LAMal secondo cui, per i redditi medi e bassi, i

Cantoni riducono di almeno il 50 per cento i premi dei minorenni e dei giovani

adulti in periodo di formazione (oltre all’obbligo di informazione della

popolazione in merito al diritto di ottenere la riduzione dei premi e lo

scambio di dati tra Cantoni ed assicuratori). Spetta infatti ai Cantoni definire

quali siano i potenziali beneficiari della RIPAM, e quindi definire gli

assicurati di condizione economica modesta. Il diritto cantonale è un diritto

autonomo come rammenta il Tribunale Federale nella sua costante giurisprudenza

(DTF 122 I 343, 125 V 185 e 134 I 313) e compete al Cantone non solo fissare la

procedure ma decidere il modello da applicare per pervenire alla riduzione dei

premi. Il Ticino, con le abrogate norme, aveva optato per un modello scalare (“Stufenmodell”)

che differenziava diverse classi di reddito in base alla composizione

famigliare, alle quali era attribuito un importo fisso quale riduzione del

premio. La determinazione dell’importo da riconoscere era in relazione al

reddito imponibile fissato dalle autorità fiscali.

2.5

Le nuove norme, come detto,

tendono ad ossequiare uno degli obiettivi di politica sociale cantonale dettato

dalla Laps. Al momento dell’adozione di questo corpo normativo infatti era

apparso che “la riduzione dei premi apparteneva al nucleo centrale delle

prestazioni sociali cantonali che la legge [Laps, n.d.r.] mirava a coordinare”

(Rapporto cit., pag. 2), operazione che non era stata però stato possibile

condurre a termine in occasione dell’adozione di quella legge per l’elevato

numero dei beneficiari della riduzione dei premi dell’assicurazione malattia e

delle conseguenze di tale numero sul lavoro dell’amministrazio-ne in caso di

applicazione stretta dei parametri della Laps. Non era stato cioè possibile

introdurre nella LCAMal il sistema del cosiddetto reddito disponibile, uno dei

pilastri della Laps, ossia lo strumento essenziale per determinare una

situazione economica delle famiglie postulanti prestazioni sociali in modo “più

aderente alla realtà” (Rapporto, op. cit., loc. cit.). L’adozione del

reddito disponibile avrebbe imposto un calcolo, complesso ed articolato,

soggetto a minuziosa verifica, per ogni singolo richiedente il sussidio, con un

incremento prevedibilmente impressionante dell’onere amministrativo. Per tale

motivo è stata riconosciuta l’esigenza di procedere ad adattamento successivo

della LCAMal e, nell’ambito dei lavori preparatori alla presentazione del

disegno di legge, è emersa la necessità di procedere mediante l’accertamento

del reddito disponibile in maniera comunque semplificata, ciò per permettere un

onere amministrativo sopportabile e, comunque, pervenire ad un sistema di RIPAM

il più possibile conforme all’impostazione della Laps.

Uno degli intenti del

legislatore era il conseguimento di “una maggiore equità orizzontale

nell’accesso al sistema di riduzione dei premi, in modo da rispecchiare

maggiormente la capacità diversa delle famiglie, in funzione della loro

dimensione, di finanziare i premi”, nonché quello di eliminare gli effetti

indesiderati presenti nel previgente sistema (i cosiddetti effetti soglia)

e da ultimo quello di “avvicinarsi maggiormente alla reale situazione

dell’offerta assicurativa … con l’introduzione del premio medio di riferimento

… (con) … miglioramento anche nella trasparenza del sistema cantonale … che evidenzierà

meglio la differenza fra il premio che dovrebbe pagare l’assicurato e il premio

realmente pagato” (Rapporto, loc. cit.).

Importante è qui

sottolineare che, nel suo messaggio di accompagnamento del disegno di legge,

l’esecutivo cantonale ha posto l’accento sulla volontà di modificare in parte

la cerchia dei beneficiari potenziali della RIPAM e l’entità dell’aiuto sociale

per certe fasce di assicurati.

2.6

Va detto che il Cantone

Ticino accorda le riduzioni dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle

cure medico sanitarie (art. 23 LCAMal) a fronte della presentazione di

un’istanza scritta accompagnata dalla necessaria documentazione (art. 25

LCAMal) da parte degli assicurati, fatto salvo il caso dei beneficiari di

prestazioni complementari all’AVS ed all’AI nonché di prestazioni Laps (art. 42

e 43 LCAMal). Per gli assicurati tassati in via ordinaria l’istanza deve essere

di principio inoltrata entro la fine dell’anno che precede l’anno per il quale

il sussidio è richiesto. Se la data è rispettata e se dati i presupposti

l’aiuto sociale è versato dal 1 gennaio dell’anno di competenza (ed in costanza

delle condizioni per l’aiuto sociale lo stesso è versato per tutto l’anno). Se

la domanda è tardiva e formulata dopo il termine del 31 dicembre dell’anno che

precede quello di competenza, il diritto alla riduzione per gli assicurati in

via ordinaria è dato solo a partire dal mese seguente quello della

presentazione della richiesta.

La legge (dal 2012) ha

introdotto, per la determinazione della cerchia di assicurati da considerare

per il calcolo della riduzione del premio, il concetto di unità di riferimento.

La stessa è, di regola, costituita dall’unità riconosciuta a livello fiscale

(art. 26 cpv. 2 LCAMal). I coniugi separati senza figli minorenni conviventi

sono ritenuti persone sole mentre i partners conviventi, se data una convivenza

stabile, costituiscono un’unica unità di riferimento (UR qui di seguito). Per

l’art. 27 LCAMal fanno parte dell’UR anche le persone maggiorenni, purché senza

figli e di età non superiore a 30 anni, il cui totale dei redditi registrati

nella tassazione applicabile non sia superiore ai limiti del fabbisogno

esistenziale definito dalla Laps.

Il premio medio di

riferimento, necessario alla determinazione del diritto alla RIPAM, è

costituito dalla media ponderata dei premi riconosciuti come appena descritto e

del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore,

ripartiti per le regioni di premio ammesse (art. 61 cpv. 2 LAMal). Il Consiglio

di Stato determina annualmente il premio medio di rifermento per ogni singola

categoria di assicurati prevista dalla LAMal.

Alla base del diritto alla

riduzione del premio è stato posto il reddito di riferimento che è dedotto dai

dati accertati fiscali riferiti al periodo di tassazione determinato per ogni

singolo anno di sussidio dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAM). La legge

rinvia invece al regolamento la determinazione dei casi e le modalità di

accertamento del reddito di riferimento al di fuori od in assenza dei dati

relativi al periodo fiscale determinante. Analogamente al reddito la sostanza

viene fissata sulla base della tassazione indicata dal Consiglio di Stato nel

suo annuale decreto, con la precisazione però che va reintegrata la sostanza

donata o ceduta in usufrutto che deve essere computata nel calcolo (art. 30 a LCAMal). Per questa ultima ipotesi occorre fare riferimento alla situazione che emerge

dall’ultima tassazione che precede la donazione o cessione in usufrutto. Il

regolamento di applicazione della legge (RLCAM) 29 maggio 2012 all’art. 16,

prevede che, in queste ipotesi (sia che la cessione avvenga prima o durante il

periodo fiscale determinante), nel calcolo del reddito di riferimento vengano

considerati i valori di sostanza antecedenti la rinuncia. I dati registrati

nella tassazione fiscale prima della donazione o della cessione in usufrutto

sono riportati anche sui periodi fiscali successivi e il rispettivo ammontare è

ridotto annualmente di CHF 10'000.00.

L’art. 31 LCAMal definisce

il reddito disponibile. Lo stesso è frutto di un calcolo che parte dal reddito

lordo, ovvero la somma di tutti i redditi dell’unità di riferimento secondo la

LT, cui va aggiunto un quindicesimo della sostanza netta ritenuta nella

tassazione. Contrariamente al diritto previgente non viene più ritenuta

franchigia per la sostanza. Dall’importo così calcolato sono ammesse specifiche

deduzioni.

Il nuovo sistema prevede

la determinazione di limiti di reddito al di sotto dei quali è accordato

l’importo massimo della prestazione sociale, limiti che dipendono dall’UR ciò

che “garantisce l’equità di trattamento orizzontale, perché tiene conto

della reale situazione di reddito della famiglia, che dipende in primo luogo

dal numero dei suoi componenti” (Rapporto DSS pag. 31). Questo

contrariamente al previgente sistema che conosceva tre sole tipologie di

differenziazione per l’importo massimo della prestazione. La parte del reddito

che supera i limiti superiori per l’ottenimento del massimo della prestazione

sociale deve, per volontà esplicita del legislatore, essere messa a

contribuzione del pagamento dei premi. In questo caso occorre procedere

mediante un calcolo articolato. In questa costellazione (superamento del limite

di reddito per l’ottenimento del massimo della prestazione sociale) l’importo

della RIPAM diminuisce in maniera graduale e proporzionata a dipendenza

dell’incremento del reddito da computare. In altri termini la riduzione del

premio si contrae man mano che il surplus di reddito aumenta. La diminuzione é “pari

a una percentuale del reddito che supera il limite che da diritto all’importo

massimo” e “determina la velocità di riduzione della prestazione”

(Rapporto DSS pag. 31). Le percentuali della riduzione variano a seconda della

tipologia dell’unità di riferimento. L’art. 36a LCAMal fissa le seguenti

percentuali: 8% (persone sole con figli), 13% (persone coniugate con figli),

20% (persone sole senza figli) e 22% persone coniugate con figli.

2.7

Come anticipato per

determinare il parametro da porre alla base del calcolo della RIPAM dell’UR si

deve stabilire il RDS (Reddito disponibile semplificato) che si accerta

partendo dal reddito lordo riportato dalla decisione di tassazione per

l’imposta cantonale del periodo di tassazione determinato dal Consiglio di

Stato, maggiorato della quota parte della sostanza computabile, dedotti i

valori riconosciuti dalla legge in deduzione. L’amministrazione si basa quindi

integralmente sui dati fiscali (da qui l’espressa base legale che consente

accessibilità alla Cassa ai dati fiscali necessari all’elaborazione del

calcolo, art. 25 LCAMal) e ciò senza che sia, di principio, necessario

all’amministrazione acquisire ulteriori informazioni dall’assicurato medesimo o

tramite terzi.

Il RDS è stato fissato

considerando i concetti cardine del reddito disponibile in ambito Laps (sia per

quanto attiene i redditi computabili che per quel che riguarda le spese ammesse

in deduzione) partendo però dai dati fiscali per una semplificazione nelle

operazioni amministrative alla luce del numero dei beneficiari della RIPAM.

Nella volontà del legislatore il RDS costituisce dunque un “reddito

disponibile di tipo operativo che precisa la reale capacità economica degli

assicurati”, ed è costituito dalla somma di ogni reddito, indipendentemente

dalla sua fonte, ritenuto nella tassazione fissata dall’esecutivo cantonale

annualmente, cui va aggiunta una quota della sostanza (1/15 della sostanza

netta secondo la LT, senza imputazione di franchigia alcuna).

L’amministrazione è tenuta

a considerare il reddito da attività, principale rispettivamente accessoria,

che sia svolta in maniera dipendente e/o indipendente, quello della sostanza

(mobiliare od immobiliare), comprensivo quindi del reddito locativo proprio,

dei canoni di locazione (oggi non più distinguibili a livello di decisione di

tassazione), degli interessi su titoli od azioni, ed ogni altro simile che la

Legge Tributaria comprenda tra quelli imponibili. Si tratta inoltre delle

indennità e rendite delle assicurazioni sociali o private (rendite AVS o AI

rispettivamente LAINF o versate da un assicuratore malattia, ed ancora i

versamenti di assicuratori privati), nonché dei redditi di altra fonte

considerati dall’autorità fiscale. Non fanno parte della determinazione del

reddito, secondo il Messaggio di accompagnamento della novella legislativa,

redditi di complemento del fabbisogno vitale che sono esenti fiscalmente:

assegni integrativi e di prima infanzia, borse di studio, prestazioni

complementari all’AVS ed all’AI, prestazioni assistenziali ed assegni di grande

invalido, e ciò alla luce della particolare natura di questi redditi. Si tratta

infatti di trasferimenti che coprono spese supplementari rispettivamente

prestazioni Laps successive nell’ordine di priorità dei versamenti alla riduzione

dei premi ed ancora di trasferimenti (le PC) a favore di persone che non sono

toccate dalla riforma del sistema di determinazione e quantificazione della

riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie

(Messaggio, op. cit., pag. 16 in initio).

Dai lavori preparatori

discende che il Giudice delle assicurazioni sociali (e prima ancora

l’amministrazione) farà capo alla decisione di tassazione del periodo

determinato dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAMal) per fissare il RDS.

Va sin d’ora osservato che, come rammentato ancora nella STCA del 9 settembre

2011.

36.2011.31, STCA 14 luglio 2011 inc. 36.2011.32, STCA del 16 giugno 2011

36.2011

, STCA 4 febbraio 2009, 36.2008.163; STCA del 10 settembre 2008,

36.2008.94

fra le ultime in ordine di tempo e STCA 2 giugno 1999, 36.1999.28;

29.

marzo 2004 36.03.91 fra le prime: "per costante giurisprudenza di

codesto TCA, ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà.

L'amministrazione è vincolata dalle comunicazioni delle autorità di tassazione.

E' possibile scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato solo se

la stessa contiene errori manifesti e debitamente comprovati. … l'assicurato

deve innanzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per

quanto concerne i contributi delle assicurazioni sociali". Salvo casi

eccezionali, che ancora le norme del regolamento riservano e che saranno

verificate nei prossimi considerandi (art. 14 RegLCAMal del 29 maggio 2012, in maniera più estesa nel previgente regolamento del 13 novembre 2007 all’art. 31 RegLCAMal)

ove viene eseguito un nuovo calcolo autonomo indipendente dalla decisione di

tassazione, sia l’amministrazione che il Tribunale cantonale delle

Assicurazioni debbono attenersi alla decisione di tassazione fissata dal

Consiglio di Stato ed ai valori in questa contenuti.

2.8

Dall’importo del reddito

complessivo lordo vanno dedotte, esclusivamente, le spese specificatamente

riconosciute dall’art. 31 cpv. 2 LCAMal. La legge ha fissato in maniera esaustiva

e completa sia quali deduzioni siano possibili e, laddove lo abbia fatto, gli

importi ammessi in deduzione (in questo senso il Rapporto della Commissione

della Gestione e delle Finanze, pag. 3 punto 3.1. in fine che riprende il

Rapporto DSS citato pag. 17). Ci si può domandare quali criteri abbiano

condotto il legislatore ad ammettere determinate spese ed imposizioni per

ometterne altre. Il criterio discriminante sembra essere stato quello della

necessità della spesa e del suo vincolo. La legge annovera il premio di

riferimento medio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie

determinato annualmente dal Consiglio di Stato (PRM qui di seguito, in merito

si veda l’art. 29 LCAMal), i contributi sociali secondo la LT (ossia: AVS, AI,

IPG, AD, AINP e LPP), le pensioni alimentari versate, le spese professionali

(secondo la LT e fino ad un massimo di CHF 4'000.00) nonché le spese per

interessi passivi privati e aziendali (secondo la LT e sino ad un importo

massimo di CHF 3'000.00) . Altre spese quali l’affitto (come postula la

ricorrente in concreto), altri premi assicurativi (ad esempio per le coperture

complementari, la RC privata o auto), imposte e tasse, spese mediche (anche per

franchigie e partecipazioni nell’ambito della LAMal) od ancora per l’invalidità,

rispettivamente spese di gestione e manutenzione immobili o le deduzioni

ammesse fiscalmente per figli a carico od ancora per doppia economia non

possono essere considerate.

Gli interessi passivi,

riconosciuti fiscalmente e deducibili al massimo sino a CHF 3'000.00, erano già

ammessi in deduzione dalla prassi dedotta dalla previgente legge.

Secondo le nuove norme la

spesa per interessi passivi è – come detto – ammessa se effettiva e dimostrata

dai dati fiscali ma entro il limite massimo di CHF 3'000.00. L’accento è posto

sulla natura della spesa ritenuta vincolata per l’economia domestica e

riferibile, nella quasi totalità dei casi, ai debiti ipotecari. La

deducibilità, per il Messaggio, sarebbe necessaria per “garantire una certa

parità di trattamento tra proprietari e inquilini ed evitare di penalizzare i

proprietari di case … gravati da un’ipoteca sulla casa primaria” (pag. 18).

La giustificazione della limitazione dell’importo sarebbe poi da ricondurre al

favore che la LT fa ai proprietari di case rispetto agli inquilini siccome il

valore locativo dell’immobile non risponde in realtà mai sino in fondo a quello

reale di mercato. Quindi secondo il Messaggio (pag. 18 ad 6.3.7) a fronte del

riconoscimento tra i redditi del valore locativo occorre – ma sino a CHF

3'000.00 al massimo – ammettere una deduzione in caso di oneri ipotecari.

La deduzione, così come

espressa all’art. 31 cpv. 1 LCAMal, non è però limitata ai debiti ipotecari,

ciò che potrebbe renderla più discutibile in determinate situazioni. Per

evitare all’amministrazione la difficoltà amministrative per accertare la

natura degli interessi passivi versati (remunerazione di debiti ipotecari o di

debiti privati rispettivamente aziendali, od ancora di prestiti al consumo) il

legislatore riconosce in deduzione, sino al limite citato, gli interessi

passivi che sono riconosciuti a livello fiscale. Una differenziazione non è

infatti precisata e deducibile dai dati cui la Cassa Cantonale ha accesso

all’interno dei dati fiscali (art. 25 a LCAMal e 8 a RegLCAMal). La proposta del disegno di legge non ha fatto oggetto di approfondimento da parte

della Commissione della Gestione e delle finanze nel suo Rapporto con implicita

condivisone delle valutazioni dell’esecutivo. Di rilievo per ammettere la

deduzione dell’importo di CHF 3'000.-- è il riconoscimento degli interessi in

deduzione a livello fiscale, su questo aspetto la volontà del legislatore

appare chiara.

2.9

Determinato il RDS riferito

all’UR istante, e quindi dopo avere dedotto dal reddito lordo le spese

vincolate riconosciute, l’importo va raffrontato ad un limite determinato dalla

legge mediante richiamo dei principi contenuti nella Laps, cifra variabile a

dipendenza della dimensione dell’UR. Se il RDS é inferiore al valore limite

l’UR beneficia dell’importo massimo del sussidio. Se invece è superiore a questo

limite (come rammenta il Rapporto 6264 dell’8 giugno 2010 pag. 4) “una

percentuale fissa del reddito che eccede tale soglia dovrà essere destinata al

finanziamento dei premi, mentre il resto costituirà la prestazione del Cantone.

Man mano che il reddito aumenta la prestazione cantonale si riduce, fino ad

arrivare a zero. Il limite di reddito fino al quale è riconosciuto il diritto

ad una prestazione massima è stato definito nella legge alla metà del

fabbisogno minimo in base alla Laps, ciò senza il computo della pigione.”,

ciò per la RIPAM riferita all’anno 2012.

Il valore limite per il

riconoscimento della massima RIPAM era pari al fabbisogno determinato secondo

l’art. 10 Laps. Dal 2013 è invece unicamente del 50% di detto valore. Per l’anno

2013.

il Consiglio di Stato aveva introdotto la novità a livello del regolamento

(art. 48 RLCAMal) senza però averne le competenze in assenza di una valida

delega legislativa (art. 84 LCAMal, che l’art. 48 RLCAMal cita espressamente,

rispettivamente all’art. 40 LCAMal). Il valore è stato finalmente modificato

con un ritocco dell’art. 35 cpv. 2 LCAMal (su questi aspetti si veda la STCA 36.2013.28

in re M.V. del 5 dicembre 2013). Il limite di reddito disponibile di

riferimento, valido a partire dal 1 gennaio 2013, per la determinazione

dell'importo normativo massimo di riduzione dei premi LAMal si estende quindi

fino al limite di fabbisogno, senza computo della pigione. Nelle decisioni di

questo Tribunale cantonale delle Assicurazioni riferite al sussidio 2012 (STCA 36.2014.8

in re M. del 16 aprile 2014; 36.2012.71 in re M. del 21 gennaio 2013;

36.2012.20

in re M. del 13 agosto 2012 nonché 36.2012.14 in re F del 3

settembre 2012. pubblicata in RTiD 2013 I pag. 44 e segg. no. 11) questa Corte

ha evidenziato che l’art. 10 Laps fissa nel seguente modo la soglia di

intervento:

a) per il titolare

del diritto:

importo

corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni

complementari all’AVS/AI per la persona sola

b)

per la prima persona supplementare dell’unità di riferimento:

importo

corrispondente alla metà del limite minimo previsto dalla legislazione sulle

prestazioni complementari all’AVS/AI per la persona sola

c)

per la seconda e la terza persona supplementare dell’unità di riferimento:

importo

corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni

complementari all’AVS/AI per il primo figlio

d)

per la quarta e quinta persona supplementare dell’unità di riferimento:

importo

corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni

complementari all’AVS/AI per il terzo figlio

e)

per la sesta e ogni ulteriore persona supplementare dell’unità di

riferimento:

importo

corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni

complementari all’AVS/AI per il quinto figlio.

Per limiti minimi secondo la

legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI si intende:

a) fr. 16’540.-- con

riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. a);

b) fr.

8’270.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. b);

c) fr.

8’680.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. c);

d) fr.

5’787.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. d);

e) fr.

2’893.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. e).

I limiti dell’art. 10 cpv. 2 vengono

adeguati contemporaneamente ai limiti della legislazione sulle prestazioni

complementari all’AVS/AI e nella misura dell’incremento deciso dall’autorità

federale per le prestazioni complementari all’AVS/AI.

Il legislatore ha –

tramite la Laps – accostato i valori di calcolo della LCAMal a quelli della

legislazione in materia di prestazioni complementari, non senza dimenticare

infatti che una fetta importante dei beneficiari della riduzione del premio

dell’assicurazione obbligatoria delle cure è parallelamente beneficiario di PC

(e gode di trattamento di favore per le modalità di ottenimento della

riduzione).

2.10

Come indicato dunque per

l’anno 2012 il superamento del valore pieno del fabbisogno costituiva il limite

oltre il quale il reddito doveva iniziare ad essere messo a contribuzione per

il pagamento del premio, per gli anni 2013 e 2014 vi sono state le modifiche

citate per cui un RDS inferiore o uguale al 50% della somma desunta dall’art.

10.

Laps comporta il versamento della riduzione massima possibile. In altri

termini il limite di reddito oltre il quale l’assicurato o la UR debbono

iniziare a contribuire per il pagamento del premio è stato diminuito. Per

completezza si ricorda che, in virtù dell’art. 36 LCAMal il reddito, superiore

ai limiti che consentono il versamento della RIPAM massima, che deve

contribuire al pagamento del premio è determinato secondo l’applicazione delle

seguente percentuali:

a) le

persone sole e senza figli debbono destinare il 20% del reddito disponibile

(semplificato) che supera il limite calcolato come all’art. 35 LCAMal al

pagamento dei premi;

b) le persone sole con

figli l’8%;

c) le persone coniugate

senza figli il 21% mentre le

d) persone coniugate con

figli il 13%.

2.11

L’importo del premio normativo

teoricamente da riconoscere in favore dell'UR va successivamente moltiplicato

per il coefficiente cantonale di finanziamento. L’art. 37 LCAMal prevede che il

coefficiente cantonale di finanziamento, ossia quanto il Cantone deve

finanziare dell’importo normativo del premio, determina l'importo che rimane a

carico dell’assicurato o dell’UR interessata. Il coefficiente unico per il 2012

del 73,5% è stato modificato con effetto al 1 gennaio 2013. Con la modifica il

coefficiente del 73,5% è rimasto applicabile per “le unità di

riferimento con un reddito disponibile inferiore o uguale alla metà del limite

di fabbisogno, senza computo della pigione, ai sensi della legge

sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) del 5

giugno 2000“ mentre un coefficiente del 70% è stato

previsto negli altri casi.

La somma che risulta

dall’applicazione di questa percentuale al premio normativo calcolato alla luce

della situazione dell’assicurato o meglio dell’UR interessata, costituisce la

cifra della RIPAM che viene comunicata dall’amministrazione direttamente agli

istanti, contrariamente a quanto avveniva in precedenza dove l’importo del

sussidio veniva comunicato all’assicuratore malattia e da questi, mediante la

nuova polizza, all’istante.

2.12

Con il Decreto esecutivo 21

maggio 2014 (entrato in vigore retroattivamente) concernente le basi di calcolo

per l’applicazione delle riduzioni di premio LAMal per l’anno 2014 il Consiglio

di Stato ha fissato i seguenti parametri:

" a) periodo

fiscale per l’accertamento del reddito disponibile di

riferimento: classificazioni dell’imposta cantonale per l’anno

2011.

b) premio medio di riferimento:

- adulti: CHF 4’965.00

- giovani adulti di età tra 18 e 25 anni: CHF 4’594.00

- minorenni: CHF 1’156.00

c) percentuali

relative alla parte di reddito supplementare da destinare al finanziamento dei

premi: come da art. 36 LCAMal.”

2.13

Per potere verificare la

correttezza o meno dell’agire dell’amministrazione occorre verificare se, come

ritiene il ricorrente, l’art. 14 RLCAMal sia effettivamente conforme alla Cost.

fed. in particolare al suo articolo 8. Va infatti rammentato che, per l’art. 73

cpv. 2 Cost. TI i giudici non possono applicare norme del diritto cantonale che

si rilevino in contrasto con il diritto federale o con la costituzione

cantonale.

Va ricordato che la LCAMal

nella sua versione in vigore a partire dal 1 gennaio 2012 regola, non

diversamente dalle norme precedentemente in vigore, con rinvio per i dettagli

al Regolamento promulgato dal Consiglio di Stato, il principio

dell’accertamento al di fuori della tassazione di riferimento in casi che

vengono lasciati alla definizione del regolamento (art. 30 cpv. 2 LCAMal).

Per quanto attiene il

Regolamento va osservato che nel tempo si sono seguiti 3 testi: il regolamento

del 13 novembre 2007 applicato vigente le norme della RIPAM in vigore sino alla

fine del 2011; il regolamento del 5 aprile 2011 che ha avuto vigenza tra il 1

gennaio 2102 ed il successivo 29 maggio 2012 quando è entrato in forze il

regolamento che il Consiglio di Stato ha promulgato, appunto, il 29 maggio

2012, ed entrato in vigore (art. 51) “immediatamente, tranne gli art. 21 e

48.

che entreranno in vigore il 1 gennaio 2013”. All’art. 50 invece il regolamento riserva ancora l’applicazione di una serie precisa di norme del precedente

regolamento 5 aprile 2011.

Il regolamento 29 maggio

2012.

prevedeva, nel tenore alla sua promulgazione, all’art. 14 (come all’art.

14.

del regolamento vigente dal 1 gennaio 2012 al 29 maggio 2012),

l’accertamento del reddito da parte della Cassa cantonale di compensazione

AVS/AI/IPG al di fuori od in assenza di una tassazione come segue:

" 1La

Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG accerta i dati necessari per il

calcolo del reddito di riferimento al di fuori o in assenza della tassazione

fiscale determinante, nei seguenti casi:

a) persone

soggette all’imposta alla fonte e persone soggette all’obbligo d’assicurazione

svizzero in forza dell’Accordo CH/CE sulla libera circolazione delle persone o

dell’Accordo di emendamento della Convenzione istitutiva dell’AELS, non tassate

in Svizzera;

b) persone domiciliate

che, al momento dell’istanza, non dispongono di alcuna tassazione fiscale e per

le quali non sarà emessa una tassazione relativa al periodo fiscale

determinante;

c) decesso del coniuge o del partner registrato;

d) divorzio o

separazione per sentenza giudiziaria o di fatto, scioglimento dell’unione domestica

registrata;

e) cessazione

totale dell’attività lucrativa a seguito di pensionamento, infortunio e/o malattia,

maternità/paternità;

f) cessazione

totale dell’attività lucrativa a seguito di riqualificazione o perfezionamento

professionale;

g) cessazione

totale dell’attività lucrativa a seguito di disoccupazione;

h) persone sole

conformemente all’art. 11 cpv. 1 del presente regolamento che hanno iniziato un’attività

lucrativa dopo avere terminato la prima formazione.

2.

La Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG

accerta, su richiesta, i dati necessari per il calcolo del reddito di

riferimento al di fuori o in assenza della tassazione fiscale determinante in

caso di:

a) cessazione

parziale dell’attività lucrativa nelle situazioni di cui alle lett. e), f) e g)

del capoverso 1;

b) in caso di

diminuzione delle prestazioni, in forma di rendite e indennità giornaliere delle

assicurazioni sociali o private, o delle pensioni alimentari, rispetto al

relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante.

3.

Nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2, in caso di esistenza di sostanza e reddito della sostanza (immobiliare e mobiliare), i dati

necessari sono desunti dall’ultima tassazione fiscale cresciuta in giudicato al

momento dell’istanza.

4.

I dati necessari nelle evenienze di cui ai capoversi

1.

e 2 sono accertati mediante uno specifico modulo ufficiale che è recapitato

dalla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG. (…)"

Il testo è stato modificato

successivamente, con effetto a partire dal 1° gennaio 2013, anche in

conseguenza alla sentenza di questo Tribunale cantonale delle assicurazioni

36.2012.33

del 3 settembre 2012. Il nuovo tenore del capoverso 2 è attualmente

il seguente:

" 2La

Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG accerta, su richiesta, i dati

necessari per il calcolo del reddito di riferimento al di fuori o in assenza

della tassazione fiscale determinante in caso di:

a) cessazione

parziale dell’attività lucrativa nelle situazioni di cui alle lett. e), f) e g)

del capoverso 1;

b) diminuzione

delle prestazioni, in forma di rendite e indennità giornaliere delle

assicurazioni sociali o private, o delle pensioni alimentari, rispetto al

relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;1

c) diminuzione

del reddito da lavoro (da attività dipendente o indipendente) per altri fattori

oltre a quelli indicati alla lett. a), rispetto al relativo dato desunto dalla

tassazione fiscale determinante;

d) diminuzione

degli affitti percepiti, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione

fiscale determinante;3

e) diminuzione

importante dei valori di sostanza desunti dalla tassazione fiscale

determinante, se l’utilizzo della sostanza è comprovato e giustificato per

necessità primarie proprie."

Il regolamento del 13

novembre 2007, dal canto suo, regolava la materia all’art. 31 come segue:

" L’Istituto

delle assicurazioni sociali procede autonomamente all’accertamento del reddito

determinante al di fuori, o in assenza, della tassazione fiscale applicabile,

in particolare, nei seguenti casi:

a) persone soggette all’imposta alla fonte;

b) decesso del coniuge o del partner registrato;

c) matrimonio,

divorzio o separazione per sentenza giudiziaria o di fatto, scioglimento

dell’unione domestica registrata, nel caso di assenza di tassazione

applicabile;

d) persone sole

che esercitano un’attività lucrativa o conducono esistenza autonoma, con

reddito imponibile nullo o totale dei redditi registrati nella tassazione

applicabile inferiore a fr. 6’000.--, secondo il periodo fiscale determinante;

e) persone

domiciliate che al momento dell’istanza non dispongono di alcuna tassazione

fiscale e per le quali non sarà emessa una tassazione relativa al periodo

fiscale determinante;

f) persone al

beneficio di misure ai sensi della legge sull’assicurazione contro la

disoccupazione, dopo almeno sei mesi di inattività lucrativa;

g) persone al

beneficio di prestazioni ai sensi della legge sull’assistenza sociale, d’intesa

con il competente Ufficio;

h) cessazione

definitiva dell’attività lucrativa a causa di pensionamento o di invalidità;

i) cessazione

temporanea di attività lucrativa per riqualificazione o perfezionamento

professionale;

l) cessazione dell’attività lucrativa a seguito di maternità;

m) diminuzione

importante del reddito netto da attività dipendente o indipendente, oppure del

reddito da pensioni, rendite e assegni, rispetto al medesimo dato desumibile

dai parametri fiscali applicabili;

n) persone

soggette all’obbligo d’assicurazione svizzero in forza dell’Accordo CH/CE sulla

libera circolazione delle persone o dell’Accordo di emendamento della

Convenzione istitutiva dell’AELS, non tassate in Svizzera o tassate alla fonte.

o) diminuzione

importante dei valori di sostanza desunti dalla tassazione applicabile, nel

caso in cui sia comprovato, e giustificato, l’utilizzo della sostanza per

necessità primarie proprie. In questo caso la riduzione di premio è decisa in

considerazione dei parametri di sostanza riportati nell’ultima tassazione

cresciuta in giudicato al momento dell’istanza."

Va ancora ricordato che,

per l’art. 65 cpv. 3 LAMal:

" I

Cantoni provvedono affinché nell’esame delle condizioni d’ottenimento vengano

considerate, su richiesta particolare dell’assicurato, le circostanze

economiche e familiari più recenti."

Ciò che non impedisce che

i cantoni possano invece prevedere di procedere mediante una verifica

d’ufficio, e non necessariamente se le condizioni economiche peggiorino ma

anche nell’ipotesi contraria come dimostra l’esempio del cantone di Basilea

Città e la sua Verordnung über die Harmonisierung und Koordination von

Bedarfsabhängigen Sozialleistungen ai §15 (e 1 lett. d della relativa legge),

che lo stesso ricorrente ricorda nella sua impugnativa.

2.14

In merito all’applicazione

dell’art. 14 RLCAMal del 2012 il Tribunale cantonale delle Assicurazioni si è

espresso in una sola circostanza con la sentenza del 3 settembre 2012 citata.

In quel caso erano state ritenute le seguenti considerazioni generali che, per

completezza, occorre riprendere in questa sede:

" L’art.

14.

RLCAMal deve essere interpretato nel senso che l’accertamento del reddito al

di fuori della tassazione deve costituire una eccezione al principio, deve

essere motivata da ben precise ragioni, e ciò per evitare il rischio che

l’amministrazione sia confrontata con molteplici e differenziate ipotesi per

cui essere costretta a svincolarsi dalla tassazione di riferimento per ogni

minima variazione dei valori da ritenere. In queste situazioni la Cassa si

vedrebbe confrontata con un rischio di onere amministrativo eccessivo. In

concreto però l’interpretazione dell’art. 14 citato deve condurre, per il

doveroso rispetto dell’art. 65 cpv. 3 LAMal, a ritenere che la cessazione

dell’attività lavorativa accessoria indipendente del ricorrente, e di

conseguenza il mancato incasso di onorari negli anni successivi a quello della

tassazione di riferimento, costituisce sostanzialmente un pensionamento, ossia

l’effettivo e completo ritiro dalla vita attiva. (…) Già solo per questo fatto

il gravame va accolto e la decisione annullata con rinvio degli atti

all’amministrazione affinché provveda a verificare, alla luce degli elementi

che accerterà come imposto dall’art. 14 cpv. 4 RLCAM ed a mano della decisione

di tassazione … riferita al …, l’eventuale diritto alla RIPAM da parte del

ricorrente."

In merito invece all’applicazione

del regolamento del 2007, con riferimento al tema delle persone con un reddito

imponibile nullo od un reddito registrato nella tassazione inferiore a CHF

6'000 che avevano iniziato un’attività lucrativa dopo la conclusione degli

studi, e quindi non più economicamente a carico dei genitori, la giurisprudenza

del Tribunale cantonale delle Assicurazioni prevedeva che il diritto alla RIPAM

doveva essere verificato a mano del reddito conseguito nel periodo più prossimo

all’anno da sussidiare. Come ricorda la Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI

IPG nelle sue osservazioni al ricorso (p. 21 e 22) il TCA si è in particolare

chinato su questi aspetti nelle sentenze 36.2010.32 del 24 marzo 2010 e

36.2007.41

del 7 maggio 2007. Nella prima sentenza in discussione era il caso

di una giovane donna che, terminata la sua formazione, aveva postulato la RIPAM

fondandosi sulla tassazione di riferimento che prevedeva però dei redditi:

" per

CHF 186.00, un reddito imponibile di CHF 100.00 ed una sostanza di CHF 40'000.00.

I redditi riportati nella tassazione sono inferiori ai CHF

6'000.00. La ricorrente è persona sola a sensi dell’art. 26 LCAMal. Occorre

allora rifarsi all’art. 31 litt. c LCAMal ed agli art. 17 e 31 RegLCAMlal. In

virtù di tali norme, nei casi come quello qui in discussione, la persona interessata

deve specificare il reddito del nucleo primario di riferimento, ossia quello

delle persone dalle quali l’assicurato dipende economicamente. La norma è stata

particolarmente prevista per i giovani in formazione, maggiorenni ed oggetto di

tassazione propria ma che dipendono economicamente dai genitori che, nei loro

confronti, hanno un obbligo di sostentamento. Una volta cessata la formazione,

come nel caso in discussione, ed iniziata un’attività economica, la persona interessata

non può vedersi accertare il diritto al sussidio sulla scorta della tassazione

emessa quando era ancora studente e dipendente economicamente dai genitori.

L’art. 17 RegLCAMal prevede allora che le persone sole con reddito imponibile

nullo o totale dei redditi registrati nella tassazione applicabile inferiore a

fr. 6’000.--, sono esentate dallo specificare il nucleo primario di riferimento

se al momento dell’istanza hanno un’entrata lorda propria non inferiore al

limite massimo per persone sole ai sensi della legge federale sulle prestazioni

complementari AVS/AI, su base mensile. Il diritto alla riduzione di premio e

l’importo della stessa sono definiti tramite la trasformazione delle entrate

lorde in reddito determinante a partire dalle tabelle ufficiali di conversione.

L’Ordinanza 09 del sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI

del 26 settembre 2008 prevede un importo di CHF 18’720.00 annui.

Nel caso concreto detta somma è superata, come desumibile dagli

atti prodotti dalla stessa ricorrente, ed a giusta ragione l’Ufficio

dell'Assicurazione Malattia ha proceduto alla determinazione autonoma del

reddito conseguito dalla signora, per la sua successiva conversione a mano

delle tabelle. Su queste tematiche si vedano le recenti sentenze di questo TCA

del 17 febbraio 2010, inc. 36.2009.199 e 36.2010.1 del 19 febbraio 2010 nonché

la giurisprudenza precisamente e puntualmente citata dall’amministrazione nelle

osservazioni consegnate agli atti."

Nel giudizio 36.2007.41 il

Tribunale cantonale delle Assicurazioni si è così espresso:

" Nel

caso in esame l’assicurato disponeva di un reddito nullo per il periodo di

tassazione determinante fissato dall’esecutivo cantonale. Come rammenta l’art.

52.

RegLCAMal:

"

Le

persone sole con reddito imponibile nullo o reddito lordo annuo inferiore a fr.

6’000.-, secondo il biennio fiscale determinante, sono esentate dallo

specificare il nucleo primario di riferimento se al momento dell’istanza hanno

un’entrata lorda propria non inferiore al limite massimo per persone sole ai

sensi della legge federale sulle prestazioni complementari AVS/AI, su base

mensile." (al riguardo cfr. RDAT II-2001 pag. 115 seg.)

Secondo l’Ordinanza 07

sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI del 22 settembre 2006

il limite massimo per persone sole ai sensi della LPC è di CHF 18'140.— In

altri termini se, al momento dell’inoltro della domanda di sussidio,

l’assicurato aveva un’imposizione nulla o riferita ad un reddito lordo

inferiore ai CHF 6'000.-, l’amministrazione deve verificare l’esistenza di un

reddito proprio (per l’esenzione dallo specificare il reddito determinante del

nucleo primario) non inferiore ai CHF 18’140.— annui, pari a CHF 1'511,65

mensili. L'obiettivo del legislatore è quello di non intervenire a sostegno

in particolare dei figli in formazione poiché tale obbligo incombe ai genitori

(in questo senso la citata TCA 36.2005.6 del 7 marzo 2005 e TCA 36.2004.149 in

re DP del 15 marzo 2005) rispettivamente di non intervenire in favore di

coloro che, successivamente al periodo della tassazione di riferimento

(indicante inesistenza di reddito imponibile od insufficienza di reddito)

inizino un’attività lavorativa che permetta loro entrate adeguate e sufficienti

a fronteggiare l’onere causato dal pagamento del premio dell’assicurazione

malattia. Sarebbe infatti urtante, da un lato a fronte dell’obbligo di

sostentamento da parte dei genitori per i figli in formazione e dall’altro a

fronte di sufficienti entrate conseguite dalla persona interessata, che lo

Stato utilizzasse risorse della collettività a fronte della capacità

finanziaria per fronteggiare la spesa dei premi dell’assicurazione di base. Se

il giovane dispone di una tassazione indicnate un reddito inferiore ai CHF

6'000.— annui l’amministrazione deve in sostanza verificare gli introiti al

fine di determinare se l’ammontare massimo per persona sola fissato

dall’Ordinanza sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI sia

superato o meno. Se tale ammontare non è superato si deve fare capo al reddito

imponibile del genitore della persona assicurata (sentenza TCA 36.2004.149 del

15.

marzo 2003 si vedano ancora le decisioni 36.2006.6 in re B. del 19 aprile

2006, 36.2006.210 in re Z. del 2 maggio 2007 e 17 aprile 2007 in re G. inc. 36.2007.25)." (sottolineatura del redattore)

Ciò dimostra la costante

volontà del legislatore non solo di non limitare l’accertamento manuale al di

fuori della tassazione ai casi in cui sia l’assicurato a chiederlo,

rispettivamente quando questo gli sia favorevole, ma anche prevedendo l’ipotesi

in cui l’inizio di un’attività lavorativa permetta all’assicurato di far fronte

al premio senza rientrare tra le persone meritevoli dell’aiuto sociale.

2.15

In merito al tema delle persone

che hanno iniziato un’attività lucrativa dopo avere terminato la prima

formazione occorre ricordare come i cantoni beneficino di un’ampia autonomia

nella promulgazione delle loro norme.

Il Tribunale Federale ha

rilevato infatti come i cantoni beneficino di una libertà nella regolamentazione

della materia che non è però assoluta. Nella sentenza pubblicata in DTF 136 I

220.

e segg. l’Alta Corte ha ritenuto che il diritto glaronese in materia di

RIPAM violasse, come ritenuto dal Tribunale amministrativo di quel cantone, il

diritto federale nella misura in cui imponeva l’eventuale compensazione tra

imposte e RIPAM in caso di arretrati. Più specificatamente per il TF, in virtù

dell’art. 49 cpv. 1 Cost. Fed., il diritto federale prevale su quello cantonale

contrario. Le norme cantonali debbono quindi rispettare “Sinn und Zweck”

(ossia senso e scopo) delle norme federali. In altri termini le regole

cantonali in un ambito quale quello qui in discussione non debbono urtare

rispettivamente pregiudicare o ridurre la portata delle norme federali (in

questo senso anche G. Eugster:

Krankenversicherung, in Soziale Sicherheit, SBVR, 2007 pag. 764).

Quindi il Cantone, nella

fissazione delle norme che regolano la materia della riduzione dei premi, gode

di un ampio potere d’apprezzamento ed il diritto cantonale é diritto autonomo.

Il giudice può intervenire in tale ambito unicamente se i cantoni, tramite le

loro normative, non permettono il conseguimento degli scopi e degli obiettivi

che il legislatore federale si è prefissato rispettivamente se è data una

violazione del principio di parità di trattamento (DTF 136 I 220 e segg).

D’altro canto, il diritto

cantonale deve sempre rispettare i diritti fondamentali dei cittadini previsti

dal diritto internazionale, dalla CEDU in particolare, e dalla Cost. fed. oltre

che dalla Cost. cantoanle.

2.16

In concreto RI 1 sostiene che

l’art. 14 in relazione con l’art. 11 RLCAMal, nella misura in cui prevedano un

obbligo d’accertamento manuale al di fuori della tassazione per la sola ipotesi

delle persone che hanno iniziato un’attività lucrativa dopo avere terminato la

prima formazione, violerebbe l’art. 8 cpv. 1 e 2 Cost. fed.

L’art. 8

cpv. 1 Cost. fed. fissa l’uguaglianza giuridica: tutti sono uguali davanti alla

legge. Dal canto suo il cpv. 2 prevede invece, non diversamente da quanto fa

l’art. 14 CEDU, che nessuno può essere discriminato, in

particolare a causa dell’origine, della razza, del sesso, dell’età, della

lingua, della posizione sociale, del modo di vita, delle convinzioni religiose,

filosofiche o politiche, e di menomazioni fisiche, mentali o psichiche.

Rammentiamo che l’art. 14 CEDU prevede che

" Il godimento dei diritti e delle libertà riconosciuti nella presente

Convenzione deve essere assicurato senza nessuna discriminazione, in

particolare quelle fondate sul sesso, la razza, il colore, la lingua, la

religione, le opinioni politiche o quelle di altro genere, l’origine nazionale

o sociale, l’appartenenza a una minoranza nazionale, la ricchezza, la nascita

od ogni altra condizione."

La più

recente dottrina in tema (Pascal Mahon:

Droit constitutionnel. Droits fondamentaux. 3 ed. Helbing & Lichtenhahn,

2014, capitolo 9 p. 234 e ss.), ci ricorda che l’art. 8 Cost. fed. materializza

nell’ordine giuridico l’idea filosofica che tutti gli esseri umani hanno valore

uguale e pari attitudini per cui non debbono essere trattati diversamente. Si

tratta di una “pierre angulaire” dell’ordinamento che trae la sua

origine nell’art. 4 Cost. fed. 1874. La giurisprudenza ci ricorda che una

decisione viola il principio dell’uguaglianza di trattamento quando stabilisca

distinzioni giuridicamente non giustificate o quando ingiustificatamente tratti

nella medesima maniera situazioni diverse (DTF 118 Ia 1 e 124 I 297). Il prof.

Mahon ci rammenta in particolare che:

" L'égalité de traitement - qui constitue à la fois un principe

général de l'activité étatique et un droit fondamental individuel - oblige

l'Etat à traiter toutes les personnes sur la base des mêmes critères,

d'utiliser la même mesure pour tous.

Le principe d'égalité n'interdit donc pas toutes

les différences de traitement, mais il permet - et exige même - un traitement

différent

de deux situations quand ces situations

présentent des différences

objectives, qui justifient un traitement

différent. Deux personnes

doivent donc être traitées de la même manière si

elles se trouvent

dans des situations identiques, et elles doivent

être traitées de façon

distincte lorsque les situations de fait dans

lesquelles elles se trouvent sont différentes. Dans ce sens, l'art. 8 interdit

a la fois les

distinctions et les assimilations insoutenables : le principe d

égalité

donne donc, parfois, un droit à être traité de

façon identique et,

parfois, un droit à être traité de façon

différente."

Gli esempi

giurisprudenziali sono molteplici e significativi. Il TF ha considerato

differenziazioni ammissibili quelle fondate sull’età massima per la

remunerazione di un intervento chirurgico (DTF 136 I 121) in tema di

remunerazione per un analogo lavoro (DTF 129 I 161), le differenze in tema d’imposizione

del valore locativo (DTF 132 I 157). D’altro canto ha ritenuto inammissibili

invece il divieto fatto ai funzionari della città di Berna domiciliati fuori

comune di rendersi al lavoro con i mezzi privati (DTF 120 Ia 203), o la legge

ticinese che impediva agli ecclesiastici di ricoprire la carica di deputato al

Gran Consiglio (DTF 114 Ia 395) e le imposte regressive del canton Obvaldo (DTF

133.

I 206). Va ancora ricordato che l’uguaglianza davanti alla legge è anche

uguaglianza nella legge (DTF 116 Ia 359).

L’uguaglianza

poi non deve condurre alla rivendicazione della parità di trattamento

nell’illegalità, una decisione illegale non deve condurre, in una situazione

simile, all’emanazione di ulteriore decisione illegale (DTF 127 I 2), salvo che

si tratti di una pratica costantemente ammessa ed accettata senza intenzione

dell’autorità di modificarla (DTF 127 II 113).

Con

riferimento invece al cpv. 2 dell’art. 8 Cost. fed. relativo al divieto di discriminazione

occorre richiamare ancora la definizione del prof. Mahon:

" … la notion de discrimination doit être comprise d'une autre

manière, plus étroite: comme quelque chose de plus, ou même de différent de la simple inégalité: un traitement qui

comporte un élément de dépréciation, d'avilissement (Aussonderung,

Ausgrenzung, Herabwürdigung, Erniedrigung), et

qui est réservé à une personne en raison de certains aspects de sa personnalité

ou de son appartenance à un groupe déterminé. L'art. 8 al. 2 en donne des

exemples: en général, il s'agit de «minorités» sociales qui, dans l'histoire ou

actuellement, ont fait ou font l'objet de discriminations. Cette interprétation

réduit le champ d'application de la disposition, mais elle en renforce en même

temps la portée: d'une part, seuls sont visés les traitements ayant un

caractère dépréciatif. Dans cette conception, les membres de la « majorité » ne

peuvent ainsi pas se prévaloir de cette disposition (les hommes, les membres

des religions dominantes, par exemple) et ils doivent se contenter de l'interdiction

des inégalités de l'alinéa premier (si la distinction se base sur des motifs

pertinents, elle est alors admissible). On peut donc parler, dans ce cas, d'une

conception « asymétrique » de la disposition. D'autre part, dans ce sens

restreint, l'interdiction de la discrimination est plus forte, des motifs

pertinents ne suffisent plus pour justifier un traitement différent;

l'interdiction est absolue: il n existe aucun motif, aucune raison qui justifie

une exception. Elle constitue ainsi, en quelque sorte, le noyau dur du principe

d'égalité.

Seule est alors possible la preuve que la mesure

incriminée ne contient pas d'élément de dépréciation, donc qu'il n'y a pas

discrimination, mais une

différence légitime, justifiée, précisément

par les intérêts mêmes du groupe menacé, et non

motivée par un

préjugé à son encontre."

ed ancora:

" Une troisième voie … s'est dessinée dans la doctrine dominante et

dans la jurisprudence : la discrimination est conçue comme un traitement inégal

comportant un élément de dépréciation, appliqué à une personne en raison de son

appartenance à un groupe déterminé, défavorisé.

(…)

C'est la voie qu'ont empruntée le Tribunal

fédéral des assurances, d'abord, puis le Tribunal fédéral, à la suite de la

doctrine dominante (ATF 126 V 70, 73-73, IV-Stelle Schwyz g. I. und

Verwaltungsgericht schwyz, du 22 mai 2000, et 126 II 377, 392-394, F.A. und. A.A. g. Regierungsrat sowie Verwaltungsgericht Zürich, du 11 septembre

2000, …"

2.17

In concreto la

violazione pretesa dall’assicurato non è data. Da un lato tutte le persone che

adempiono i requisiti del regolamento e sono quindi al beneficio di una

tassazione che preveda il totale dei redditi registrati nella tassazione

fiscale determinante è inferiore al limite di fabbisogno esistenziale definito

ai sensi della Laps, che non abbiano ancora compiuto i 30 anni e che non siano

coniugati o con figli carico (condizioni cumulative) sono ritenute persone

economicamente dipendenti da terzi. Si tratta di criteri che non comportano una

diseguaglianza di trattamento, sono coerenti e non conducono a discriminazione

alcuna. Se una persona ha meno di 30 anni con basso reddito e non ha obblighi

familiari può essere ritenuta come inclusa in una UR famigliare. Si tratta di

una scelta del legislatore applicabile a tutte le persone in maniera uguale, lo

si ribadisce. Il semplice fatto che il legislatore, come in materia di voto,

per il conseguimento della licenza di condurre ed altre ipotesi che qui non

occorre evocare, prevede un’età, un certo reddito ed una determinata condizione

famigliare per svolgere l’accertamento del diritto al di fuori della

tassazione è assolutamente corretto. Si tratta di elementi (quelli riferiti

all'età, al reddito ed alla condizione famigliare) che inducono a ritenere, con

altissima verosimiglianza, che la persona interessata sia dipendente da terzi

(art. 11 RLCAMal). Per tale motivo è presunta la sua inclusione nell’UR della

famiglia da cui dipende.

Per l’art. 14 RLCAMal se

la persona che adempie le condizioni dell’art. 11 cpv. 1 RLCAMal ha iniziato la

sua attività lavorativa, ecco che il suo diritto alla RIPAM dovrà essere

verificato alla luce non più dei guadagni di un terzo obbligato al mantenimento

(obbligo che con la fine della formazione viene meno) ma alla luce dei redditi

stessi dell’assicurato. Contrariamente a quanto ritiene il ricorrente questa

soluzione di legge non è stata adottata per una volontà di risparmio sui

sussidi da parte dello Stato, ma per un desiderio di equità, giustizia,

correttezza ed adeguatezza nella RIPAM. In effetti non necessariamente l’inizio

di una attività lavorativa, quale stagista ad esempio o quale osservatore prima

che collaboratore, comporta redditi piuttosto esigui che non permettono di far

fronte al premio LAMal. In queste costellazioni, frequenti in se, la verifica

imposta dall’art. 14 RLCAMal permette il versamento di RIPAM a volte neppure

concesse all’UR o concesse in misura inferiore rispetto a quella accertata in

seguito all’applicazione della norma. In altri termini la norma non vuole

essere tesa al negare un aiuto sociale ma è tesa a verificare il corretto diritto

all’ottenimento dell'aiuto sociale (ossia se il richiedente è effettivamente

persona di “condizione economica modesta”, art. 65 cpv. 1 LAMal)

rispettivamente tende alla quantificazione del diritto in maniera mirata sulla

persona e sulle sue novelle condizioni economico finanziarie.

Il fatto che il

legislatore abbia fissato condizioni finanziarie o d’età per determinare

l’accertamento manuale del diritto alla RIPAM al di fuori della tassazione è

una necessità frequente nelle norme di legge che deve porre parametri per

determinare l’ampiezza degli accertamenti e delle verifiche da compiere. Non si

tratta di inserire graduazioni discriminanti come ritiene il ricorrente. Il

fatto di adempiere, o meno, queste condizioni non crea una discriminazione e

tanto meno una disparità di trattamento. Le condizioni poste, come detto, non

sono arbitrarie ed anzi rientrano in quei criteri usualmente ritenuti dal

legislatore cantonale (se veda ad esempio la deducibilità per figli agli studi

a livello fiscale, fissata ai 28 anni del figlio che non ha ancora terminato la

formazione).

2.18

Da quanto precede discende che

l’art. 11 cpv. 1 in relazione con l’art. 14 cpv. 1 lett. h RLCAMal non violano

l’art. 8 Cost. fed. pur fissando condizioni economiche e di età determinate.

Non vanno a colpire un gruppo sociale con proprie specifiche caratterizzazioni.

Si tratta di norma che, contrariamente a quanto ritiene il ricorrente, non è

riferita necessariamente agli studenti ma anche agli apprendisti

rispettivamente a coloro che seguono formazioni empiriche, ossia quelle persone

che dopo la formazione passano all’esercizio di una attività professionale.

Come rilevato in precedenza nella sua precedente prassi questo Tribunale

cantonale delle Assicurazioni ha evidenziato che sarebbe scioccante che una

persona, una volta terminata la sua formazione ed iniziasse a guadagnare in

maniera adeguata la sua vita, percepisse la RIPAM non dovuta siccome carente la

condizione legale (federale) di persona di condizione economica modesta,

fondandosi su dati economici non più attuali.

2.19

Il ricorrente si lamenta del

fatto che, se avesse guadagnato nel 2011 CHF 3'215 in più egli non si sarebbe visto determinare il diritto alla RIPAM in base all’art. 14 RLCAMal

ma avrebbe beneficiato dell’aiuto sociale pieno. Non è però RI 1 che “subisce

un doppio svantaggio dal’aver guadagnato troppo poco” siccome il

ricorrente, se avesse conseguito nel 2013/2014 redditi inferiori al salario

lordo di CHF 4'500 mensili comprovati, che ne escludono l’appartenenza alla

categoria delle persone di condizione economica modesta, si sarebbe visto riconoscere

il diritto alla RIPAM. L’importo di CHF 17'368 non è una soglia di intervento

finanziario, bensì la soglia di intervento della verifica dei presupposti da

accertare manualmente, che costituisce pur sempre, come evocato, un’eccezione

al principio. Ci si potrebbe domandare se il parametro determinato dal

Consiglio di Stato non sia effettivamente basso. Questo valore trova il suo

fondamento nel limite del fabbisogno Laps e questo Tribunale non ha

assolutamente nessun motivo per scostarsene.

2.20

Detto della conformità ai

diritti fondamentali delle citate norme del RLCAMal, va aggiunto che neppure la

critica per cui il legislatore ha conferito all’esecutivo, con l’art. 30 cpv. 2

LCAMal, un potere ampio e non precisamente contornato, regge all’esame. Questa

Corte ha infatti analizzato, sotto la vigenza del precedente diritto, analoghe

lamentele escludendole (si vedano per tutte la citata STCA 36.2010.32 del 24

marzo 2010 e la STCA 36.2001.71 del 6 febbraio 2002 in parte pubblicata in RTiD 2002 II 28). In quest’ultima sentenza in particolare questo TCA ha

considerato:

" Occorre

domandarsi se, alla luce del tenore dell’art. 31 litt. c) LCAMal che prevede

l’accertamento del reddito determinante “in altri casi particolari” la delega

del legislativo all’esecutivo non sia stata eccessivamente limitata con

l’adozione dell’art. 67 RCAMal. Va subito rilevato come la delega del

legislativo al Consiglio di Stato sia decisamente ampia e, soprattutto, priva

di contorni specificatamente indicati nella legge. La norma in questione

prevede infatti unicamente e genericamente l’accertamento per “altri casi

particolari”. Il Consiglio di Stato ha emanato l’art. 67 Reg. LCAMal in cui ha

previsto, quali casi specifici tali da giustificare l’accertamento del reddito

da parte dell’Istituto delle Assicurazioni sociali, il decesso del coniuge,

matrimonio, divorzio o separazione per sentenza giudiziaria o di fatto (se

assente la tassazione applicabile), la cessazione dell’attività lavorativa per

pensionamento od invalidità, la cessazione temporanea dell’attività per

riqualificazione, o per maternità, od ancora quando la persona interessata sia

stata posta al beneficio di misure LADI "dopo almeno sei mesi di

inattività lucrativa". L’esecutivo ha così ritenuto elementi che incidono

direttamente nelle entrate finanziarie delle persone interessate (ossia la

cessazione di una attività lucrativa per motivi specifici), ha considerato le

persone a beneficio di prestazioni LADI rispettivamente “al beneficio di

prestazioni della Legge sull’assistenza sociale” ed ha considerato motivi

d’ordine familiare che hanno incidenza finanziaria, in questo senso il matrimonio,

separazione, divorzio. La nascita di un figlio manca precisamente in questo

contesto. Tale assenza non può essere ritenuta comunque una lacuna del testo

legale del regolamento in discussione.

Il Consiglio di Stato ha considerato nell’elencazione situazioni

giuridiche che – normalmente – incidono direttamente nel reddito conseguito

dalle persone interessate e che, in genere, conducono all'emanazione di

tassazioni intermedie e non, invece, fattori che cagionano una spesa. Va

considerato come la nascita di un figlio, pur comportando un aumento delle

spese per il mantenimento non incide nel reddito della persona interessata od

incide semmai positivamente per l’erogazione dell’assegno per i figli in virtù

della LAF. Non si può quindi ritenere che il Consiglio di Stato abbia

regolamentato differentemente fattispecie giuridiche che andavano trattate in

maniera simile. Si deve quindi concludere che una applicazione per analogia

dell’art. 67 Reg. LCAMal al caso della nascita di un figlio all’assicurato che

postula la concessione del sussidio, non appare giustificata."

Ora il ragionamento calza

anche al nuovo diritto. La delega conferita dal Parlamento al Consiglio di

Stato appare decisamente priva di contorni e molto ampia, i limiti consistono

però nella norma federale stessa, prevista dall’art. 65 LAMal, e dalle norme

espresse dal legislatore nella LCAMal. Entro questi parametri, che appaiono

decisamente rispettati, le norme dell’esecutivo cantonale vanno ritenute ed applicate.

2.21

Va quindi ritenuta la correttezza

dell’agire della Cassa che ha rettamente applicato norme valide, cogenti e

dalle quali non ci si deve scostare. Dati i presupposti degli art. 11 e 14

RLCAMal l’amministrazione doveva accertare manualmente i presupposti per il

diritto alla RIPAM del ricorrente. Non poteva, infatti, riferirsi ad altra

tassazione. Anche qui occorre richiamare la giurisprudenza sviluppata da questo

Tribunale cantonale delle assicurazioni sotto l’egida del previgente diritto,

pienamente applicabile in concreto, secondo cui

" Va

qui evocato come unicamente una tassazione ordinaria o intermedia riferita al

periodo fissato dal Consiglio di Stato nel suo decreto esecutivo possa essere

utilizzata per una domanda di sussidio o di revisione come chiaramente

desumibile dal tenore dell'art. 58 Reg. LCAMal (nello stesso senso gli art. 51

e 59 Reg. LCAMal v. inoltre quanto evocato nella sentenza 3 settembre 2004 inc.

36.2004

).

In altri termini una decisione di tassazione relativa al periodo

fiscale 2003 (ossia la tassazione 2003B) con fissazione di importi inferiori ai

parametri rammentati sub. 2.2. non può essere utilizzata trattandosi di una

tassazione ordinaria riferita a periodo fiscale diverso da quello determinato

dall'esecutivo cantonale (per il quale una tassazione esiste) per delega del

legislativo (art. 49 LCAMal). Va evocato come le recenti novelle legislative

hanno modificato la determinazione del reddito imponibile in particolare

aumentando la possibilità di deduzioni. Tale motivo è verosimilmente alla base

della decisione del Consiglio di Stato di non modificare i parametri di cui al

DE citato del 12 novembre 2003 ma di rinviare comunque alla tassazione

2001-2002."

Non è quindi applicabile

altra tassazione rispetto a quella determinata dal Consiglio di stato nell’annuale

decreto esecutivo fondato sull’art. 40 LCAMal.

2.22

Alla luce di quanto precede,

il procedere della Cassa risulta corretto ed il suo calcolo non è stato, a

ragione, contestato dall’assicurato. Infatti l’amministrazione ha determinato

un reddito disponibile di CHF 45'519 desunto dal foglio paga fornito

dall’assicurato medesimo, ha considerato il premio medio di riferimento

determinato dal Consiglio di Stato in CHF 4965 ed il limite di reddito per la

RIPAM massima di CHF 17'368. Ne viene che il calcolo è il seguente:

" {4'965 - [(45'519 – 50% 17'368) x 20%]} x 70% = fr. – 1'681.40"

Come correttamente

ritenuto dalla Cassa, RI 1 non ha diritto, per l’anno 2014, ad alcuna riduzione

del premio. Il suo ricorso va respinto senza carico di tassa di giustizia e

spese.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso 30 ottobre 2014

formulato da RI 1 è respinto.

2. Non si

prelevano tasse e spese e non si attribuiscono ripetibili.

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti