36.2015.22
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8 luglio 2015Italiano21 min
Source ti.ch
Raccomandata
Incarto
n.
36.2015.22
TB
Lugano
8 luglio 2015
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il giudice delegato
del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Ivano Ranzanici
con redattrice:
Tanja Balmelli, vicecancelliera
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 17 aprile 2015 di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione su opposizione del 6 marzo 2015 emanata da
CO 1
in materia di assicurazione sociale contro le malattie
ritenuto in fatto
A. Nato
nel 1984 e assicurato presso CO 1 per l'assicurazione malattia di base LAMal
(doc. 2), il 29 maggio 2008 RI 1 ha subito l'escis-sione di un sinus
pilonidalis.
Nel referto del 19 dicembre 2013 (doc.
C) il medico curante, dr. med. __________, dopo avere visitato il 26 novembre 2013 l'assicurato per una sospetta recidiva e per un dolore inter-gluteale, ha proposto la
depilazione al laser vista l'importante ipertricosi con formazione gluteale che
favorisce il sinus.
Il 9 gennaio 2014 (doc. D) il
dermatologo dr. med. __________ ha anch'esso attestato che l'assicurato
necessita una terapia laser per depilazione subtotale definitiva a livello
cutaneo, così da evitare recidive della patologia pilonidale.
B. Il
17 gennaio 2014 (doc. 4) e il 28 gennaio 2014 (doc. 6) la Cassa malati ha informato
il medico curante rispettivamente lo specialista in dermatologia, che il
trattamento previsto non rientra nelle prestazioni in caso di malattia ex art.
25 LAMal.
C. Stanti
le prese di posizione contrarie dell'assicurato (docc. 7 e 9) per il tramite dell'avv.
RA 1, con decisione formale del 1° dicembre 2014 (doc. 12) CO 1 ha confermato
il rifiuto di assumersi i costi del trattamento laser, che ha ribadito con
decisione su opposizione del 6 marzo 2015 (doc. B) dopo avere interpellato il
medico fiduciario (doc. 15).
D. Con
ricorso del 17 aprile 2015 (doc. I) RI 1, sempre patrocinato dall'avv. RA 1, ha
chiesto in via principale che la Cassa malati gli rimborsi almeno Fr. 400.- per
ogni seduta di laser terapia; in via subordinata, il 75% a seduta.
Per il ricorrente, infatti, il sinus
pilonidalis è da considerarsi una malattia, giacché causa ascessi che
richiedono un'operazione medica, che a sua volta rende il paziente inabile al
lavoro.
Secondo i suoi medici curanti, che
citano studi scientifici, la terapia di depilazione laser sarebbe l'unica
misura adatta a risolvere definitivamente la sua patologia e questa soluzione
sarebbe efficace, appropriata ed economica, perciò non v'è dubbio che la Cassa
malati debba riconoscere l'assunzione dei costi di questo trattamento.
E. Con
risposta dell'11 maggio 2015 (doc. III) CO 1 ha proposto di respingere il ricorso,
rilevando che il medico fiduciario ha affermato che il trattamento consigliato
non ha valore di malattia, essendo stato prescritto a scopo preventivo e non
per curare una malattia. A tale proposito, la Cassa malati osserva che gli
stessi medici curanti non sostengono che l'assicurato soffra di una patologia, ma
si soffermano soltanto sulla possibilità importante di una recidiva del sinus
pilonidalis.
Inoltre, l'assunzione dei costi per
misure di medicina preventiva (art. 26 LAMal) è specificata all'art. 12 OPre, ma
questa norma non prevede la laser terapia per evitare una recidiva del sinus
pilonidalis i cui costi, quindi, non possono essere messi a carico della
Cassa malati.
F. Il
nuovo certificato medico del dermatologo prodotto al TCA (doc. G) è stato trasmesso
alla Cassa malati per osservazioni, la quale l'8 giugno 2015 (doc. VII) ha
ritenuto non apportare nuovi elementi e perciò ha ribadito l'assenza di basi
legali che giustifichino l'assunzione dei costi della laser terapia richiesta.
Il ricorrente non ha prodotto ulteriori
mezzi di prova (doc. VIII).
considerato in diritto
in ordine
1. La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell'istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione giudiziaria
(STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF
H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007).
nel merito
2. Oggetto
del contendere è la questione di sapere se la Cassa malati deve assumersi i
costi derivanti dalla terapia depilatoria con laser consigliata all'assicurato
dai suoi medici curanti per evitare recidive della patologia pilonidale, già
trattata con escissione il 29 maggio 2008.
3. Per
l'art. 3 cpv. 1 LPGA, è considerata malattia qualsiasi danno alla salute
fisica, mentale o psichica che non sia la conseguenza di un infortunio e che
richieda un esame o una cura medica oppure provochi un'incapacità al lavoro.
Conformemente all'art. 24 LAMal, l'assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi delle prestazioni definite
dagli artt. 25-31, giusta le condizioni di cui agli art. 32-34.
A norma dell'art. 25 cpv. 1 LAMal, l'assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi delle prestazioni atte
a diagnosticare o a curare una malattia e i relativi postumi.
Secondo quanto stabilito dal cpv. 2
dello stesso articolo, queste prestazioni comprendono, tra l'altro, gli esami e
le terapie ambulatoriali, in ospedale o in una casa di cura, nonché le cure in
ospedale dispensate dal medico, dal chiropratico, da persone che effettuano
prestazioni previa prescrizione o indicazione di un medico o di un chiropratico
(lett. a), le analisi, i medicamenti, i mezzi e gli apparecchi diagnostici e
terapeutici prescritti dal medico (lett. b), i provvedimenti di riabilitazione
medica, eseguiti o prescritti dal medico (lett. d), nonché la degenza in
ospedale secondo lo standard del reparto comune (lett. e).
4. In concreto, il ricorrente ha chiesto l'assunzione dei costi della
terapia depilatoria con laser (Fr. 400/500.- a seduta) per evitare recidive
della patologia pilonidale, già presente in passato e che ha dato luogo ad un'escissione,
nel 2008, per sinus pilonidalis.
La depilazione subtotale
definitiva a livello cutaneo della regione inter-gluteale dovrebbe aiutare in
maniera decisiva l'assicurato.
Occorre innanzitutto
esaminare se il tipo di trattamento per il quale l'insorgente chiede alla sua
Cassa malati l'assunzione dei relativi costi debba essere considerato quale
soluzione per curare una malattia, visto che l'assicurazione obbligatoria
delle cure medico-sanitarie assume i costi delle prestazioni atte a diagnosticare
o a curare una malattia e i relativi postumi.
5. La
nozione di malattia, nel senso del succitato art. 3 cpv. 1 LPGA, corrisponde a
quella che la giurisprudenza aveva sviluppato sotto l'egida della LAMI e che il
legislatore ha codificato. Il Tribunale federale delle assicurazioni aveva allora
considerato che non si poteva parlare di malattia, nel caso deciso nella STFA I
127/04 del 2 giugno 2004, se non esiste un danno dovuto a dei fenomeni patologici
(DTF 121 V 293 consid. 2b e 3; DTF 116 IV 128 consid. 2a; STFA K 59/05 del 31
maggio 2006 consid. 2; STFA K 132/04 del 2 febbraio 2006 consid. 2.1).
La presa a carico delle
conseguenze di una malattia presuppone ugualmente che queste ultime derivino da
un'alterazione della salute e possano così essere qualificate come malattia
(DTF 134 V 83 consid. 3.1; DTF 129 V 32 consid. 4.2.1).
Nella sentenza 9C_465/2010 del 6
dicembre 2010, l'Alta Corte ricorda al considerando 4.1 che la nozione di
malattia presuppone, da una parte, un danno alla salute fisica, mentale o
psichica nel senso di uno stato fisico, psichico o mentale che si scosta dalla
norma e, d'altra parte, la necessità di un esame o di un trattamento medico (Gebhard Eugster, Kranken-versicherung,
in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, 2a ed., pag.
477 n. 248).
In generale vale nel
diritto dell'assicurazione malattia che la nozione di malattia è un concetto
giuridico, che non si confonde necessariamente con la nozione di
malattia descritta dalla scienza medica (DTF 124 V 118 consid. 3b). È dunque
compito del TCA decidere sull'obbligo prestativo dell'assicuratore malattia
(STFA K 47/03 del 16 giugno 2004 consid. 3.1). Affinché un'alterazione
della salute o un mal funzionamento del corpo umano siano considerati come una
malattia nel senso giuridico, occorre che essi abbiano valore di malattia ("Krankheitswert")
o, in altri termini, raggiungano una certa ampiezza o intensità e rendano
necessarie delle cure mediche o provochino una incapacità di lavoro (su queste
nozioni, si veda Andreas Traub,
Krankheitswert und Behandlungsbedürftigkeit: Rechtsprechungs-übersicht, in:
Rechtsfragen zum Krankheitsbegriff, 2009, pag. 47 segg. e Myriam Schwendener, Krankheit und Recht,
tesi 2008, pag. 105 segg., in particolare pag. 110). Un trattamento o un esame
medico è necessario quando il danno alla salute limita a tal punto le funzioni
fisiche o mentali che il paziente ha bisogno di un sostegno medico o quando il
processo di guarigione non è più possibile senza un tale sostegno o almeno
senza avere delle reali possibilità di successo o ancora quando non si possa
esigere dal paziente che egli viva senza avere potuto provare almeno un tipo di
trattamento (STFA K 1/05 del 16 agosto 2005 consid. 1.2;
Eugster, Bundesgesetz über die
Kranken-versicherung [KVG], 2010, ad art. 1a LAMal, n. 15 pag. 10). Quanto al trattamento medico, esso non comprende unicamente le misure mediche
che servono alla guarigione della malattia, ma ingloba anche le terapie
solamente sintomatiche, così pure le misure che servono a eliminare dei danni
secondari dovuti alla malattia (DTF 121 V 302 consid. 5b).
6. Nel
suo referto del 19 dicembre 2013 (doc. C) il curante dr. med. __________, FMH
chirurgia generale e traumatologia, ha diagnosticato uno stato dopo escissione per
sinus pilonidalis avvenuto il 29 maggio 2008. Nel porre l'anamnesi, lo
specialista ha rilevato che da circa 3-4 settimane l'assicurato lamentava
dolori a livello della cicatrice dopo escissione del 2008 e che l'interessato
temeva trattarsi di una recidiva. Clinicamente il chirurgo ha trovato una piccola
deiscenza a livello della cicatrice, ma senza segni di un vero sinus
pilonidalis, senza tragitti né raccolte sottostanti. Egli ha però osservato
un'importante ipertricosi con formazione gluteale che favorisce questi problemi.
A suo dire, sarebbe quindi
indicata la depilazione con il laser.
Il dr. med. __________,
FMH dermatologia e malattie a trasmissione sessuale, andrologo, a cui il
collega ha inviato il paziente per un consulto, ha affermato il 9 gennaio 2014
(doc. D) che quest'ultimo necessita di una terapia laser per depilazione subtotale
definitiva a livello cutaneo dove c'è stata l'escissione per sinus pilonidalis.
Questo trattamento è stato ritenuto estremamente necessario visto l'irsutismo
della regione inter-gluteale, che fa sì che vi siano tutti i presupposti per
una futura recidiva di questa patologia. La depilazione totale definitiva loco
regionale viene eseguita con apposite misure di terapia laser che prevedono 3-5
sedute di applicazione di fonti specifiche depilatorie, del costo di Fr. 350.-/Fr.
400.- l'una, e che hanno un successo garantito.
Secondo il dermatologo, come
dimostrano i due studi scientifici prodotti, questo metodo aiuterebbe in
maniera decisiva il paziente a evitare recidive della patologia pilonidale.
Prima dell'emanazione
della decisione su opposizione, il medico fiduciario della Cassa malati, dr.
med. __________, si è espresso in merito ai due succitati certificati nel suo
referto del 26 gennaio 2015 (doc. 15), affermando:
" Constatations
/ remarques particulières
Sur la base des pièces
mises à ma disposition, le traitement au laser est effectué à but préventif
afin d'éviter une récidive.
Conclusion:
Après lecture des pièces
médicales remises, j'atteste que ce traitement n'a pas valeur de maladie et ne
sera pas pris en charge par l'assurance-maladie, selon l'article 25 de la Loi
fédérale sur l'assurance-maladie (LAMal).".
Nel successivo
certificato medico del 22 maggio 2015 (doc. G) allestito pendente causa, il dr.
med. __________, rifacendosi al suo primo referto, l'ha completato aggiungendo
che la situazione clinica del paziente è salvaguardabile unicamente se si
esercita costantemente una laserterapia per depilazione, fino all'ottenimento
di una depilazione subtotale definitiva, in quanto i peli, neri, forti, duri, incurvati
in differenti direzioni, tendono ad "incarnarsi" e a creare nuovi
focolari d'infetto e di infiammazione. Con la metodologia depilatoria in atto,
ha precisato l'esperto, "saremo certamente in grado di dare una
soluzione praticamente definitiva" all'assicurato, colpito da
questa infezione da sinus pilonidalis già operato nel 2008.
7. Dalla
documentazione medica agli atti risulta quindi che nel 2008 il ricorrente ha
subito un'escissione per sinus pilonidalis.
Non emerge, invece, se
quando la decisione su opposizione è stata emanata, momento determinante in cui
il giudice delle assicurazioni sociali si deve porre per potere giudicare la
fattispecie, l'assicurato presentasse ancora questa patologia. Il ricorrente
stesso non solleva questa circostanza, perciò non occorre indagare
ulteriormente tale questione.
È però certo che nel
novembre 2013, quando il dr. med. __________ ha visitato l'assicurato, egli ha
osservato che v'era "una piccola deiscenza a livello della cicatrice ma
senza segni di un vero sinus pilonidalis. Non vi sono tragitti né raccolte sottostanti."
(doc. C).
Il sinus pilonidalis è una
lesione cronica del tessuto cutaneo di forma rotondeggiante; si può formare
nella regione del sacro-coccige, poco sopra il solco intergluteo: per questo
motivo viene spesso chiamata anche cisti sacro-coccigea. Il nome latino deriva
da “pili nidus”, a richiamare il fatto che si tratta di raccolte di peli
circondate da una reazione infiammatoria del sottocute (http://www.medicitalia.it/minforma/chirurgia-generale/118-cisti-fistola-sacro-coccigea-ovvero-sinus-pilonidalis.html).
Per cisti pilonidale o sinus pilonidalis si intende dunque una
formazione cistica contenente spesso peli. Queste cisti si formano in regione sacrale
tra lo strato adiposo cutaneo e la fascia muscolare; nella quasi totalità dei
casi contengono peli formati. Questo fatto, così come la possibilità che il sinus
pilonidalis si riformi anche dopo essere stato completamente asportato
chirurgicamente, ha fatto ipotizzare che nel meccanismo patogenetico sia
determinante una azione di sfregamento delle natiche con conseguente
incarnamento dei peli. Queste cisti, sottoposte a microtraumi continui (come
nella posizione seduta), finiscono con l'andare incontro ad una infiammazione
cui può seguire la formazione di un ascesso. L'ascesso tende a svuotarsi del pus
percorrendo un tragitto neoformato detto fistola che parte dall'ascesso e sbuca
in un orifizio cutaneo posto in posizione mediana o laterale rispetto alla
linea interglutea. Abitualmente la malattia, che si manifesta in giovane età in
entrambi i sessi ma principalmente nei maschi, ha tendenza a periodi di
remissione alternati ad episodi di riacutizzazione (https://it.wikipedia.org/wiki/Cisti_pilonidale).
La terapia è esclusivamente chirurgica.
Fatti
I pazienti con apparato pilifero particolarmente sviluppato possono prevenire
il sinus pilonidalis utilizzando creme depilatorie, allo scopo di
evitare la caduta e il deposito dei peli nel solco intergluteo. Lo stesso consiglio
può essere utile a chi si è già sottoposto ad intervento chirurgico, al fine di
diminuire il pericolo di recidive. È inoltre molto importante curare l'igiene
locale e l'aerazione della regione. È infine buona norma prediligere l'utilizzo
di indumenti comodi, nonché evitare, per quanto possibile, lo sfregamento dei
tessuti e i microtraumi (http://www.medicitalia.it/minforma/chirurgia-generale/118-cisti-fistola-sacro-coccigea-ovvero-sinus-pilonidalis.html?
refresh_ce).
La controversia in esame
porta sulla presa a carico dei costi di una terapia depilatoria con laser che i
medici curanti hanno consigliato al ricorrente, "metodo che l'aiuta in
maniera decisiva ad evitare recidive della patologia pilonidale."
(doc. D).
Se da una parte non v'è
dubbio alcuno che il sinus pilonidalis, per il quale il ricorrente è
stato operato nel 2008, sia una malattia, d'altra parte la medesima conclusione
non è possibile però trarla anche per la terapia laser suggerita all'assicurato
dai suoi curanti.
D'avviso di questo
Tribunale, infatti, come lo stesso dr. med. __________ ha riconosciuto, la
terapia consigliata è una mera cura di carattere preventivo, atta "ad
evitare recidive della patologia pilonidale." (doc. D). Di ugual
parere è d'altronde anche il dr. med. __________ sentito dalla Cassa malati, il
quale ha chiaramente affermato che il trattamento al laser ha solo scopo preventivo
per evitare una recidiva (va al riguardo osservato che nella decisione su
opposizione la Cassa malati ha erroneamente interpretato il parere del suo
medico di fiducia, indicando che "la laserterapia è effettuata a scopo
estetico evitando una recidiva").
Ne discende che, in tali
circostanze, l'assicurato non presenta uno stato patologico che provoca dolori
e delle limitazioni funzionali che hanno chiaramente valore di malattia, né un danno
alla salute mentale avente valore di malattia. Pertanto, il ricorrente non
presenta un danno qualificato alla salute corrispondente alla nozione giuridica
di malattia. La terapia depilatoria al laser non deriva da un processo
patologico (STFA 9C_465/2010 del 6 dicembre 2010).
Non trattandosi dunque di
prestazioni atte a diagnosticare o a curare una malattia e i relativi
postumi, non sono dati i presupposti affinché la terapia
depilatoria al laser debba essere riconosciuta dall'assicurazione malattia e
quindi che i relativi costi debbano essere messi a carico della Cassa malati ex
art. 25 LAMal.
8. Resta
ora da esaminare se il trattamento richiesto possa essere assunto dall'assicurazione
malattia a titolo di misura preventiva.
In virtù dell'art. 26 LAMAl, l'assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi di determinati esami
destinati ad individuare precocemente le malattie nonché misure preventive in
favore di assicurati particolarmente in pericolo. Tali esami o misure preventive
sono effettuati o prescritti da un medico.
A norma dell'art. 33 cpv. 1 LAMal il Consiglio federale può designare le prestazioni fornite da un medico o
chiropratico i cui costi non sono assunti dall'assicurazione obbligatoria delle
cure medico-sanitarie o lo sono soltanto a determinate condizioni.
Per l'art. 33 cpv. 2
LAMal l'Esecutivo federale definisce le prestazioni di cui all'articolo 25
capoverso 2 non effettuate da un medico o chiropratico e le prestazioni di cui
agli articoli 26, 29 capoverso 2 lettere a e c e 31 capoverso 1.
Secondo l'art. 33 cpv. 3
LAMal il Consiglio federale determina in quale misura l'assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi d'una prestazione,
nuova o contestata, la cui efficacia, idoneità o economicità sono ancora in
fase di valutazione.
L'art. 33 cpv. 4 LAMal
prevede che il Consiglio federale nomina commissioni che consulta ai fini della
designazione delle prestazioni. Provvede al coordinamento dei lavori di queste
commissioni.
Infine, per l'art. 33
cpv. 5 LAMal l'Esecutivo federale può delegare al Dipartimento o all'Ufficio
federale le competenze di cui ai capoversi 1-3.
A questo proposito l'art.
33 lett. d OAMal prevede che, sentita la commissione competente, il
dipartimento designa le misure di prevenzione di cui all'articolo 26
della LAMal, le prestazioni di maternità di cui all'articolo 29 capoverso 2
lettere a e c della LAMal e le cure dentarie di cui all'articolo 31 capoverso 1
della LAMal.
Le citate competenze sono state
delegate al Dipartimento federale dell'interno (DFI) che, in data 29 settembre 1995, ha promulgato l'Ordinanza sulle prestazioni dell'assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie (Ordinanza sulle prestazioni, OPre).
Quanto alle misure di prevenzione,
l'art. 12 OPre dispone che l'assicurazione assume i costi delle misure di
medicina preventiva seguenti (art. 26 LAMal):
a. vaccinazioni profilattiche (art.
12a);
b. misure di profilassi di malattie
Considerandi
(art. 12b);
c. esami sullo stato di salute
generale (art. 12c);
d.
misure per l'individuazione precoce di malattie in determinati gruppi a
rischio (art. 12d);
e.
misure per l'individuazione precoce di malattie nella popolazione in
generale, incluse le misure destinate a tutte le persone di una determinata
classe d'età oppure a tutti gli uomini o donne (art. 12e).
9.
A
proposito del mancato riconoscimento da parte dalla Cassa malati dei costi (Fr.
514.
-) di un esame del sangue effettuato allo scopo di valutare una predisposizione
al cancro non essendo incluso nell'elenco dell'art. 12 OPre in vigore fino al
31.
dicembre 2003, il 28 ottobre 2004 (K 92/04) l'allora Tribunale federale (dal
1° gennaio 2007: Tribunale federale) si è chinato sulla censura sollevata dall'assicurato,
secondo cui questa omissione costituirebbe una lacuna che appartiene al giudice
colmare, respingendo il ricorso.
In quell'occasione l'Alta
Corte ha affermato:
" (…)
3.
3.1
L'analyse de sang (ponction veineuse, prise
de sang, examens de laboratoire) n'y figure pas. En particulier, un tel examen
n'est pas mentionné parmi les mesures liées au dépistage d'un cancer (telles,
par exemple, la côlonoscopie [art. 12 let. e OPAS]). Le recourant soutient
toutefois que cette omission constitue une lacune qu'il appartiendrait au juge
de combler.
Aux termes mêmes de la
loi, selon lesquels seuls «certains examens» («bestimmte Untersuchungen» dans
le texte allemand de l'art. 26 LAMal, «determinati esami» dans le texte
italien) destinés à détecter à temps les maladies sont pris en charge par l'assurance,
le catalogue des examens et mesures de nature préventive est restreint. L'examen
des travaux préparatoires révèle que le législateur n'a pas voulu admettre le
remboursement de toute mesure préventive quelle que soit la reconnaissance
scientifique qui a été apportée à son efficacité, mais cherché à limiter la
prise en charge de telles mesures. S'écartant du projet initial du Conseil
fédéral, lequel prévoyait que «L'assurance obligatoire de soins prend en charge
les coûts des mesures de prévention effectuées ou prescrites par un médecin
[...]» (Message du Conseil fédéral concernant la révision de
l'assurance-maladie du 6 novembre 1991, FF 1992 I 77 ss, ad art. 20, p. 135),
le Parlement a, avec la formulation de l'art. 26 LAMal,
adopté une version plus restrictive de la disposition en cause, en laissant
sciemment le soin au Conseil fédéral de décrire les prestations à charge de
l'assurance de base et ce, de manière limitative (cf. déclarations Brunner,
Seiler et Heberlein, BO N 1993, p. 1841; déclarations Huber, BO E 1993, p. 1056).
L'art. 26 LAMal n'exige ainsi pas que le Conseil
fédéral, ou pour lui le DFI, inclue tous les examens permettant de détecter à
temps les maladies dans la liste des prestations. Les
auteurs de l'ordonnance disposent d'un large pouvoir d'appréciation pour admettre
une mesure dans le catalogue de l'art. 12 OPAS, pour autant qu'elle soit
destinée à détecter à temps une maladie (Gebhard Eugster, Krankenversicherung,
in : Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n° 173, p. 86). Dès lors, on
ne saurait considérer le fait que le DFI n'a pas mentionné les analyses en
cause dans la liste des mesures médicales de prévention comme une lacune
authentique au sens défini par la jurisprudence, dont l'existence appellerait
l'intervention du juge (cf. ATF 124 V 348 consid. 3b/aa et les arrêts cités).
Le seul argument évoqué par le recourant, qui est de préserver ses
petites-filles alors que «le cancer chez les femmes a progressé d'une manière
exponentielle en Suisse comme dans les pays industrialisés, ces dernières
années», n'est pour le surplus pas pertinent.
La nécessité d'une mesure
préventive doit en effet être appréciée dans un cas concret, par rapport à
l'assuré considéré individuellement (voir aussi, Guy Longchamp, Conditions et
étendue du droit aux prestations de l'assurance-maladie sociale, thèse, Berne
2004, p. 132), si bien que l'intérêt des petites-filles du recourant n'entre
pas directement en considération ici. Au demeurant, des examens visant la
prévention du cancer chez les femmes font partie des prestations prévues à
l'art. 12 OPAS (voir let. c : examen gynécologique; let. o : mammographie). Le
moyen soulevé est par conséquent infondé.
3.2
Indépendamment du
comblement de lacunes, on ne voit pas que la solution retenue à l'art. 12 OPAS,
dans la mesure où cette disposition ne comprend pas les analyses en cause, soit
contraire à loi ou sorte du cadre de la délégation du législateur. L'art.
26.
LAMal n'a en effet pas été conçu par le législateur
comme une norme prévoyant une prise en charge, par l'assurance-maladie
obligatoire, de toutes les mesures susceptibles de prévenir les maladies, aussi
utiles et raisonnables soient-elles. Le fait que l'art. 12 OPAS ne contient
qu'un catalogue restreint de telles mesures est donc inhérent au système prévu
par le législateur. Du reste, lorsqu'il contrôle les
dispositions d'une ordonnance en ce domaine, sous l'angle de leur légalité et
de leur constitutionnalité, le Tribunal fédéral des assurances s'impose une
grande retenue (cf. ATF 125 V 30 consid. 6a et les arrêts
cités)." (le sottolineature sono della redattrice).
Nell'evenienza concreta, la
depilazione con il laser non figura nella lista enumerata all'art. 12 OPre. In
particolare, oltre a non essere menzionata fra il catalogo delle prestazioni elencate
agli artt. 12a, 12c, 12d e 12e OPre, una tale prestazione non rientra neppure fra
le misure di profilassi di malattie (art. 12b OPre).
In virtù della giurisprudenza esposta
va dunque concluso che la depilazione subtotale definitiva a livello cutaneo
richiesta dal ricorrente non deve essere riconosciuta dalla Cassa malati, non
trattandosi di una misura di prevenzione delle malattie ammessa dal
legislatore.
10.
In
conclusione, stanti le considerazioni esposte, non adempiendo né ai presupposti
di malattia né rientrando nel catalogo delle misure preventive, la terapia depilatoria
con laser, atta a evitare che nell'assicurato si ripresenti un sinus pilonidalis,
come tale non deve essere riconosciuta dall'assicurazione malattia. Di conseguenza,
la Cassa malati resistente non deve dunque assumersi i costi derivanti da un simile
trattamento.
Ne discende, dunque, che
il ricorso deve essere respinto e la decisione impugnata confermata.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il
ricorso è respinto.
2. Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.
L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata
e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Il giudice delegato Il
segretario
Ivano Ranzanici Gianluca
Menghetti