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Decisione

36.2015.52

Ripam 2015. Reddito disponibile dedotto dalla tassazione applicabile per l'UR, supera i limiti. Motivi per accertare il RD al di fuori della tassazione. Nuovamente il RD supera il limite. Nessun sussi

8 settembre 2015Italiano46 min

Source ti.ch

Fatti

I coniugi __________ hanno

ulteriormente prodotto alla Cassa cantonale di compensazione AVS AI IPG la

decisione di tassazione 2013 (da cui emergono redditi complessivi per CHF

34'404) e le attestazioni dei saldi (al 31 dicembre 2014) delle loro relazioni

bancarie (complessivamente CHF 16'550 ca.).

Dopo avere eseguito nuovi

calcoli (doc. 9) l’amministrazione ha emanato una decisione su reclamo il 16

giugno 2015 (doc. 10) in cui ha ritenuto un reddito complessivo di CHF 59'870

composto dal salario medio del signor __________, per complessivi CHF 43'324 al

netto dei contributi sociali, ed un salario medio, su base annua, percepito

dalla signora RI 2 di CHF 16'546, nessuna quota della sostanza è stata

considerata in base alla tassazione applicabile. Da questi redditi sono stati

dedotti i premi medi di riferimento e le spese professionali per salariati per

un reddito disponibile totale di CHF 46'120.

L’amministrazione ha

determinato il reddito massimo che consente l’attribuzione di una riduzione del

premio in CHF 44'288,40 inferiore al reddito disponibile computabile ai signori

__________ ed ha quindi confermato il rifiuto della riduzione del premio.

1.3. Con ricorsi dell’11 luglio

2015 aventi il medesimo tenore RI 1 e RI 2 contestano la decisione su reclamo.

Essi ribadiscono il cambiamento di situazione economica dell’unità di

riferimento, per la malattia che ha colpito la signora RI 2 dal luglio 2014, e

concordano con la necessità di accertare il loro diritto alla riduzione dei

premi al di fuori della tassazione applicabile (in casu quella del 2012). I

ricorrenti lamentano però il fatto che l’amministrazione non abbia preso in

considerazione “i dati forniti al momento della contestazione della prima

decisione, ossia quando la situazione economica della famiglia era ormai

mutata, ragion per la quale è stato infatti presentato formale ricorso (e

accettata dunque una rivalutazione della decisione). Inoltre, il RD indicato

(pari a fr. 46'120.-) appare risultato da un calcolo che considera come totale

dei redditi dell’unità di riferimento una somma pari a fr. 59'870.- (v. punto

a)). Quest’ultima cifra non rispecchia la situazione economica reale (e

comprovata) attuale!”.

Con il ricorso è lamentato

che il salario su base annua accertato dall’amministrazione sia errato e non

corrispondente a quanto “realmente / attualmente percepito dalla signora RI

2”. Il rapporto di collaborazione della signora RI 2 con la __________

(collaborazione a ore con salario variabile) è stato disdetto. Sempre con il

gravame gli assicurati evidenziano che “attualmente la signora RI 2 continua

ad essere parzialmente inabile al lavoro per motivi di salute” comprovando tale

assunto mediante la produzione di documentazione medica.

L’atto è stato trasmesso

all’amministrazione per la formulazione della risposta di causa (del 16 luglio

2015, doc. IV) prodotta, con gli atti completi, il 31 luglio 2015 (doc. V). Nell’allegato

di risposta l’amministrazione precisa quanto, per completezza, occorre

riportare in esteso:

" (…)

Il figlio maggiorenne __________ (01.08.1987) non è incluso

nell'UR dei genitori dal momento che lo stesso non è considerato quale persona

sola economicamente dipendente ai sensi degli artt. 27 LCAMal e 11 Reg. LCAMal.

Nel caso specifico, il totale dei redditi registrato nella notifica di

tassazione 2012 del figlio __________ ammonta a fr. 17484.- (valore riportato

al punto 9 della notifica di tassazione applicabile) ed è superiore al limite

di fabbisogno esistenziale definito ai sensi della legge sull'armonizzazione e

il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), che attualmente ammonta a

fr. 17'368.-.

(…)

Secondo gli accertamenti effettuati dalla Cassa (cfr. doc. 7-9) e,

soprattutto, tenuto conto della nuova documentazione allegata al ricorso …

risulta infatti possibile definire il diritto alla RIPAM secondo quanto

previsto dal cpv. 2 del citato art. 30 LCAMal, che prevede la possibilità di

accertare il diritto alla RIPAM al di fuori, o in assenza, dei dati relativi al

periodo fiscale determinante, dal momento che durante l'anno 2015 si sono

manifestate le seguenti situazioni previste all'art. 14 Reg. LCAMal:

a) periodo gennaio - aprile 2015: diminuzione del reddito

da lavoro della signora RI 2 rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione

fiscale determinante, nel caso concreto quella relativa all'anno 2012, a

seguito di malattia;

b) periodo maggio - dicembre 2015: ulteriore diminuzione

del reddito da lavoro della signora RI 2 rispetto al relativo dato desunto

dalla tassazione fiscale determinante (sempre quella relativa all'anno 2012), a

seguito della disdetta del rapporto di lavoro da parte del datore __________.

(…)

a) periodo gennaio – aprile 2015 (cfr. doc. 13)

a) Totale dei redditi dell’unità di riferimento1 fr. 59’994.-

b) Quota parte della sostanza2 fr.

0.-

c) Premi medi di riferimento dell’UR3 fr. -

9'750.-

d) Contributi sociali obbligatori4 fr.

- 0.-

e) Pensioni alimentari pagate (per figli ed ex-

coniuge) fr.

- 0.-

f) Spese professionali per salariati5 fr. -

4'000.-

g) Spese per interessi passivi6 fr.

- 0.-

Reddito disponibile di riferimento (RD)7 fr. 46'244.-

(…)

b) periodo maggio - dicembre 2015 (cfr. doc. 14)

a) Totale dei redditi dell’unità di riferimento1 fr. 58’065.-

b) Quota parte della sostanza2 fr.

0.-

c) Premi medi di riferimento dell’UR3 fr. -

9'750.-

d) Contributi sociali obbligatori4 fr.

- 0.-

e) Pensioni alimentari pagate (per figli ed ex-

coniuge) fr.

- 0.-

f) Spese professionali per salariati5 fr. -

4'000.-

g) Spese per interessi passivi6 fr.

- 0.-

Reddito disponibile di riferimento (RD)7 fr. 44’315.-

(…)

Dal momento che in applicazione del nuovo art. 32a LCAMal in

vigore dal 10 gennaio 2015, l'RD dell'UR supera il limite di reddito

disponibile massimo (RDM) per una famiglia senza figli (fr. 44'288.40) sia per

il periodo gennaio-aprile 2015 (RD = fr. 46244.-) sia per il periodo

maggio-dicembre 2015 (RD = fr. 44315.-), non è dunque dato diritto alla RIPAM

per l'anno 2015 (per il calcolo del RDM e relative basi legali cfr. pagg. 5-6,

p.to 4, della decisione su reclamo del 16.06.2015 - doc. 10). (…)”

Ai ricorrenti è stata offerta

la possibilità di chiedere l’assunzione di ulteriori prove e di esprimersi sui

fatti di causa il 3 agosto 2015 (doc. VI) cui non è stato dato seguito.

Considerandi

In ordine

2.1

A norma dell’art. 76 cpv. 1 e

2.

della Legge cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito),

contro le decisioni dell’amministrazione emanate in applicazione della medesima

legge è possibile il reclamo all’organo che ha pronunciato il provvedimento,

ciò nel termine di 30 giorni dalla notificazione. Nel medesimo termine sono

impugnabili al Tribunale cantonale delle Assicurazioni le decisioni emanate su

reclamo da parte dell’autorità amministrativa preposta. Il Tribunale cantonale

delle Assicurazioni è quindi competente ad esaminarlo nel merito.

2.2

I ricorsi introdotti dai

coniugi __________ sono tempestivi, siccome formulati nel termine di 30 giorni

dall’intimazione della decisione su reclamo. Le impugnative del medesimo tenore

presentano una ricapitolazione dei fatti completa, motivazioni compiute e conclusioni

chiare, ponendo in discussione il reddito disponibile calcolato

dall’amministrazione e domandando esplicitamente il riconoscimento dell’aiuto

sociale postulato. I ricorsi sono pertanto ricevibili in ordine.

Nel merito

2.3

Con l'inizio del 2012 sono

entrate in vigore in Ticino le nuove norme relative al modello di riduzione dei

premi dell’assicurazione contro le malattie. Il legislatore ha infatti voluto

modificare la legge di applicazione della LAMal del 26 giugno 1997 passando dal

precedente sistema di concessione dei sussidi, basato su un modello scalare che

faceva riferimento all’imponibile cantonale, ad un sistema che pone alla base

il reddito complessivo contenuto nella decisione applicabile secondo l’annuale

decreto del Consiglio di Stato (art. 40 LCAMal), per definire un reddito

disponibile calcolato in maniera semplificata per la successiva determinazione

del diritto alla riduzione del premio (RIPAM qui di seguito). Le nuove norme

tendono a conseguire una migliore aderenza del sistema di concessione delle

RIPAM alla realtà sociale e vogliono considerare maggiormente la diversa

capacità, in specie delle famiglie, di finanziare i premi in funzione delle

loro dimensioni. Il sistema adottato non vuole però solo ad evitare “gli

effetti indesiderati” del precedente ma anche a “tenere conto della

reale situazione dell’offerta assicurativa … nell’ambito dell’assicurazione di

base … con l’introduzione del premio medio di riferimento” (PMR qui di

seguito) che sostituisce la nozione di media cantonale ponderata

precedentemente ritenuta.

Le nuove regole tendono

all’adempimento degli obiettivi di politica sociale cantonale dettati dalla

Laps (legge sull’armonizzazione ed il coordinamento delle prestazioni sociali

del 5 giugno 2000) e fanno riferimento specifico a tale legge per la fissazione

del fabbisogno minimo che serve a determinare l’entità dell’aiuto sociale.

Va ribadito che è il

Cantone che accorda le riduzioni dei premi dell’assicurazione obbligatoria

delle cure medico sanitarie (art. 23 LCAMal) e che le nuove norme mantengono il

principio di concedere la RIPAM, tranne per le particolari situazioni dei

beneficiari di prestazioni complementari AVS ed AI nonché di prestazioni Laps

(art. 42 e 43 LCAMal), a fronte della presentazione di un’istanza scritta (art.

25.

LCAMal) accompagnata dalla necessaria documentazione. Per gli assicurati

tassati in via ordinaria l’istanza deve essere di principio inoltrata entro la

fine dell’anno che precede l’anno per il quale il sussidio è richiesto.

Per la determinazione

della cerchia di assicurati da considerare per il calcolo della riduzione del

premio si deve far capo al concetto di unità di riferimento (UR qui di seguito).

La stessa è, di regola, costituita dall’unità riconosciuta a livello fiscale

(art. 26 cpv. 2 LCAMal). I coniugi separati senza figli minorenni conviventi

sono ritenuti persone sole mentre i partners conviventi, se data una convivenza

stabile, costituiscono un’unica unità di riferimento (UR qui di seguito). Per

l’art. 27 LCAMal fanno parte dell’UR anche le persone maggiorenni, purché non

coniugate, senza figli e di età non superiore a 30 anni, il cui totale dei

redditi registrati nella tassazione applicabile non sia superiore ai limiti del

fabbisogno esistenziale definito dalla Laps.

Per quanto attiene al

premio riconosciuto l’art. 28 LCAMal ritiene un premio per ogni assicuratore,

premio che è determinato per ogni possibile categoria di assicurati a norma

dall’art. 61 cpv. 3 LAMal secondo cui per gli assicurati che non hanno ancora compiuto

i 18 anni (minorenni), l’assicuratore deve fissare un premio più basso rispetto

a quello degli assicurati d’età superiore (adulti) ed è legittimato a fare

altrettanto nel caso di assicurati che non hanno ancora compiuto i 25 anni

(giovani adulti). Il PMR è calcolato a partire dalla media ponderata dei premi

approvati dal Dipartimento federale dell'interno (DFI) considerando una

franchigia ordinaria (e quindi minima di legge) e comprensivo del rischio

infortunio ed è costituito dalla media ponderata dei premi riconosciuti e del

numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore, ripartiti

per le regioni di premio ammesse (art. 61 cpv. 2 LAMal). Il PMR è determinato

annualmente dal Consiglio di Stato per ogni singola categoria di assicurati

prevista dalla LAMal (art. 40 LCAMal).

Alla base del diritto alla

riduzione del premio è stato posto il reddito di riferimento che è dedotto dai

dati fiscali riferiti al periodo di tassazione determinato per ogni singolo

anno di sussidio dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAMal). La legge

rinvia invece al regolamento la determinazione dei casi e le modalità di

accertamento del reddito di riferimento al di fuori od in assenza dei dati

relativi al periodo fiscale determinante. Analogamente al reddito la sostanza viene

fissata sulla base della tassazione indicata dal Consiglio di Stato nel suo

annuale decreto. Per questa ultima ipotesi occorre fare riferimento alla

situazione che emerge dall’ultima tassazione che precede la donazione o

cessione in usufrutto. Il regolamento di applicazione della legge (RLCAMal del

29.

maggio 2012, pubblicato sul BU il

1.

giugno successivo,

regolamento che ha sostituito il precedente del 5 aprile 2011 entrato in vigore

il 1 gennaio 2012 che a sua volta aveva abrogato il previgente regolamento del

13.

novembre 2007 tranne eccezioni che qui non giova evocare), all’art. 16,

prevede che, in queste ipotesi (sia che la cessione avvenga prima o durante il

periodo fiscale determinante), nel calcolo del reddito di riferimento vengano

considerati i valori di sostanza antecedenti la rinuncia. I dati registrati

nella tassazione fiscale prima della donazione o della cessione in usufrutto

sono riportati anche sui periodi fiscali successivi e il rispettivo ammontare è

ridotto annualmente di CHF 10'000.00.

L’art. 31 LCAMal definisce

il reddito disponibile. Lo stesso è frutto di un calcolo che parte dal reddito

lordo, ovvero la somma di tutti i redditi dell’unità di riferimento secondo la

LT, cui va aggiunto un quindicesimo della sostanza netta ritenuta nella

tassazione. Contrariamente al diritto previgente non viene più ritenuta

franchigia per la sostanza. Dall’importo così calcolato sono ammesse le precise

e specifiche deduzioni che vedremo nelle considerazioni successive per giungere

al reddito disponibile semplificato (RDS qui di seguito).

Per determinare quindi il

parametro da porre alla base del calcolo della RIPAM dell’UR si deve stabilire

il RDS che si fissa partendo dal reddito lordo riportato dalla decisione di

tassazione per l’imposta cantonale del periodo di tassazione determinato dal

Consiglio di Stato, maggiorato della quota parte della sostanza computabile,

dedotti i valori riconosciuti dalla legge in deduzione. L’amministrazione si

basa quindi integralmente sui dati fiscali (da qui l’espressa base legale che

consente accessibilità alla Cassa ai dati fiscali necessari all’elaborazione

del calcolo, art. 25 LCAMal) e ciò senza che sia, di principio, necessario

acquisire ulteriori informazioni dall’assicurato medesimo o tramite terzi.

Dall’importo del reddito

complessivo lordo vanno dedotte, esclusivamente, le spese specificatamente

riconosciute dall’art. 31 cpv. 2 LCAMal. La legge ha fissato in maniera

esaustiva e completa sia quali deduzioni siano possibili e, laddove lo abbia

fatto, gli importi ammessi in deduzione (in questo senso il Rapporto della

Commissione della Gestione e delle Finanze, pag. 3 punto 3.1. in fine che

riprende il Rapporto 15 settembre 2009 DSS pag. 17). Il legislatore ha ammesso

specifiche spese in deduzione dal reddito omettendone altre seguendo

sostanzialmente il criterio della necessità della spesa e del suo vincolo.

La legge annovera in

deduzione il premio di riferimento medio dell’assicurazione obbligatoria contro

le malattie determinato annualmente dal Consiglio di Stato (PMR, in merito si

veda l’art. 29 LCAMal), i contributi sociali secondo la LT (ossia: AVS, AI,

IPG, AD, AINP e LPP), le pensioni alimentari versate, le spese professionali

(secondo la LT ma fino ad un massimo di CHF 4'000.00) nonché le spese per

interessi passivi privati e aziendali (secondo la LT ma sino ad un importo

massimo di CHF 3'000.00) . Altre spese quali l’affitto, altri premi

assicurativi (ad esempio per le coperture complementari, la RC privata o auto),

imposte e tasse, spese mediche (anche per franchigie e partecipazioni

nell’ambito della LAMal), rispettivamente spese di gestione e manutenzione

immobili o le deduzioni ammesse fiscalmente per figli a carico od ancora per

doppia economia non sono considerate nel testo legale.

2.4

Determinato quindi il RDS

riferito all’unità di riferimento (UR qui di seguito) istante, e quindi dopo

avere dedotto dal reddito lordo le spese vincolate riconosciute, l’importo va

raffrontato ad un limite determinato dalla legge mediante richiamo dei principi

contenuti nella Laps, cifra variabile a dipendenza della dimensione dell’UR, e

dipendente dalla conformazione stessa dell’unità di riferimento. Dal 2015 è

entrata in vigore infatti una modifica delle norme della legge per cui

l’amministrazione deve determinare il reddito disponibile massimo che consente

una riduzione del premio dell’assicurazione contro le malattie. Questo reddito

disponibile massimo (RDM qui di seguito), per le unità di riferimento senza

figli a carico, come quella del ricorrente, è definito come segue:

RDM = costante del 3.4 x

50% del limite di fabbisogno, senza computo della pigione, ai sensi della legge

sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) del 5

giugno 2000 applicabile all’unità di riferimento.

Per le unità di riferimento che

hanno figli a carico la formula prevede una costante maggiore (3,9) sulla quale

ha comunque incidenza il numero dei figli, sempre moltiplicata per il 50% del

reddito limite del fabbisogno esclusa la pigione. La formula è così espressa

nella legge:

Le

due formule adottate dal legislatore appaiono ermetiche. Esse fanno riferimento

ai valori ritenuti all’art. 10 Laps (considerato per il suo 50%), e ritengono

due valori costanti del 3.4 e del 3,9.

Nel corso dei lavori

preparatori (Messaggio 6982 del 10 settembre 2014 relativo alla modifica della

Legge cantonale di applicazione della LAMal del 26 giugno 1997) l’esecutivo

cantonale ha voluto inserire nella legge un “limite esplicito … (che) non

dipende dai PMR … L’introduzione di questo nuovo parametro consente … di non

far aumentare o quantomeno contenere l’aumento del numero dei beneficiari, nei

redditi alti, a dipendenza dell’aumento dei premi di cassa malati. Il RDM

interessa ovviamente le fasce alte di reddito, di modo che la sua introduzione

equivale a prevedere dei criteri di esclusione … per queste situazioni

reddituali”.

(Messaggio citato, p. 13).

Posto il principio di fissare

un reddito disponibile massimo il Messaggio ha indicato la volontà di sostenere

maggiormente le persone con figli a carico: “Dopo vari approfondimenti

d’impatto sulle differenti tipologie di UR, si ritiene di dover considerare

maggiormente le UR con figli a carico, perciò le famiglie monoparentali e

biparentali, piuttosto che le persone sole o le coppie senza figli”.

(Messaggio citato, p. 13).

Da queste considerazioni è nata

la scelta di proporre due formule di calcolo diverse e due diversi parametri

per determinare il RDM, a dipendenza della presenza di figli. Sono quindi state

proposte una costante del 3.4 per le persone sole e le coppie senza figli

computabili, e del 3.9 in caso di presenza di figli. Sempre nel suo messaggio

(p. 13) il Consiglio di Stato ha considerato che la riduzione dei premi: “è

una prestazione coordinata ai sensi della Laps …, il RDM è calcolato come un

multiplo del 50% del limite di RDLaps; per le UR con figli il multiplo aumenta

in funzione del numero di figli”.

Per la determinazione della

costante l’esecutivo ha presentato nel Messaggio (p. 14 e 15) specifiche

tabelle di verifica dell’impatto del calcolo ed ha considerato come il “valore

delle costanti … influenza l’importo del RDM: tanto minore è il valore della

costante, (quanto) minore è … l’importo del RDM e, di conseguenza, diminuisce

anche il numero dei beneficiari con redditi alti”. La Tabella 2 (fonte IAS)

illustra i limiti di reddito massimo disponibile per tipologia di unità di

riferimento secondo la modifica di legge proposta (e poi accettata il 3

novembre 2014) ed il sistema precedente, con una chiara diminuzione dei redditi

massimi, più elevata per le coppie e le famiglie monoparentali.

In sostanza le costanti scelte

dal Parlamento, e che il Consiglio di Stato è abilitato a modificare per ogni

anno di sussidio a norma dell’art. 40 lett. c LCAMal, sono il frutto di una

valutazione operata dal legislatore e che ha considerato redditi e composizione

dell’UR, per determinare importi massimi al di sopra dei quali la riduzione del

premio è esclusa, compatibili (anche se inferiori) rispetto al passato e

conformi al dettato dell’art. 65 LAMal che vuole un aiuto sociale non solo a

chi è nel bisogno ma anche alle fasce medie.

Se dal raffronto tra il reddito

disponibile calcolato come indicato nelle considerazioni precedenti, ed il RDM,

quest’ultimo è superiore al valore del primo l’unità di riferimento non ha

diritto alla riduzione del premio. Se, al contrario, ne è inferiore, allora

sarà necessario all’amministrazione calcolare la riduzione determinandone

dapprima il valore normativo (teorico) mediante l’applicazione della seguente

formula:

[PMR - ( PMR/RDM2 x RD2)]

Dove l’acronimo

PMR sta per premio medio di riferimento, e RD sta ad indicare il reddito

disponibile. Calcolato il valore della riduzione con questo calcolo

l’amministrazione dovrà determinare l’importo effettivo della riduzione

applicando al valore normativo determinato il coefficiente di finanziamento

cantonale cifrato nel 73,5%.

2.5

Per l’art. 32a LCAMal la

riduzione dei premi è accordata fino al raggiungimento di un reddito disponibile

massimo (RDM) che è, come detto, calcolato, per le unità di riferimento formate

da coppie senza figli, nel seguente modo:

"costante del 3.4 x 50% del limite di fabbisogno, senza

computo della pigione, ai sensi della legge sull’armonizzazione e il coordinamento

delle prestazioni sociali (Laps) del 5 giugno 2000 applicabile all’unità di

riferimento”

Per accertare l’importo del RDM

è quindi necessario definire il fabbisogno, ciò che avviene attraverso l’art.

10.

Laps e dipende dalla composizione dell’UR. Si vedano in merito le STCA

36.2012.71

in re V. del 21 gennaio 2013 e 36.2012.20 in re M. del 13 agosto

2012; la STCA 36.2012.14 del 3 settembre 2012 in re F. pubblicata in RtiD 2013

I pag. 44 e segg. no. 11, la STCA 36.2014.6 in re N. del 15 maggio 2014 e la

STCA 36.2014.78 del 2 febbraio 2015 in re D.V. ed A., consid. 2.12, dove questa

Corte ha ritenuto quanto segue:

“l’art.

10.

Laps fissa nel seguente modo la soglia di intervento:

a) per il titolare del diritto: importo

corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni

complementari all’AVS/AI per la persona sola

b) per la prima persona supplementare dell’unità di

riferimento: importo corrispondente alla metà del limite minimo previsto dalla

legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI per la persona sola

c) per la seconda e la terza persona supplementare

dell’unità di riferimento: importo corrispondente al limite minimo previsto

dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI per il primo

figlio

d) per la quarta e quinta persona supplementare

dell’unità di riferimento: importo corrispondente al limite minimo previsto

dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI per il terzo

figlio

e) per la sesta e ogni ulteriore persona

supplementare dell’unità di riferimento: importo corrispondente al limite

minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI

per il quinto figlio.

Per

limiti minimi secondo la legislazione sulle prestazioni complementari

all’AVS/AI si intende:

a)

fr. 16’540.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. a);

b)

fr. 8’270.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. b);

c)

fr. 8’680.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. c);

d)

fr. 5’787.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. d);

e)

fr. 2’893.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. e).

I

limiti dell’art. 10 cpv. 2 vengono adeguati contemporaneamente ai limiti della

legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI e nella misura

dell’incremento deciso dall’autorità federale per le prestazioni complementari

all’AVS/AI.”

La prassi del Tribunale

cantonale delle Assicurazioni (STCA 36.2014.78 del 2 febbraio 2015 in re D.V.

ed A., consid. 2.12) ricorda che il legislatore ha – tramite la Laps –

accostato i valori di calcolo della LCAMal a quelli della legislazione in

materia di prestazioni complementari, non senza dimenticare che una fetta

importante dei beneficiari della riduzione del premio dell’assicurazione

obbligatoria delle cure è parallelamente beneficiario di PC (e gode di

trattamento di favore per le modalità di ottenimento della riduzione).

Con riferimento al cpv. 3

dell'art. 10 Laps, che impone l’aggiornamento dei valori del fabbisogno, va

ricordato che l’Ordinanza 09 del Consiglio Federale datata 26 settembre 2008

sugli adeguamenti all’evoluzione dei prezzi e dei salari nell’AVS/AI/IPG

prevedeva un incremento del 3,2% rispetto all’anno precedente mentre

l’incremento dell’Ordinanza 11 è dell’1.8% (art. 3 cpv. 2). Queste percentuali

non sono altro che l’arrotondamento del tasso percentuale tecnico calcolato del

3.

% e del 1,7543%. La giurisprudenza ha chiarito, “alla luce della

comunicazione acquisita presso l’UFAS (lettera 24 luglio 2012 destinata alla

Cassa cantonale di compensazione AVS AI IPG, Bellinzona) che l’aumento

percentuale reale delle rendite non corrisponde al tasso indicato dal CF che

non viene quindi letteralmente applicato dall’amministrazione. Gli importi

delle rendite subiscono infatti un arrotondamento. Nell’ambito della RIPAM la

Cassa ha applicato il tasso percentuale tecnicamente calcolato dal raffronto

degli importi” delle rendite vecchiaia singole minime (STCA 36.2012.33 del 4

settembre 2012 riassunta in RtiD 2013 I pag. 63 e 64 no. 12 e STCA 36.2012.71

del 21 gennaio 2013 consid. 2.7.).

Con Ordinanza 13 del 21

settembre 2012 sugli adeguamenti all’evoluzione dei prezzi e dei salari

nell’AVS/AI/IPG il Consiglio Federale ha previsto un incremento (arrotondato)

dello 0,9% ma che in realtà assomma allo 0,86209, mentre con Ordinanza 15 sugli

adeguamenti all'evoluzione dei prezzi e dei salari nell'AVS/AI/IPG del 15

ottobre 2014 l’adeguamento è dello 0,4%. Anche in questo caso si tratta di

percentuale arrotondata, il calcolo effettivo dell’adeguamento è dello

0,42735%.

La Cassa deve rifarsi, in applicazione

dell’art. 18 RLCAMal, al limite di fabbisogno minimo ai sensi della Laps

corrispondente a quello valido per l’anno precedente all’anno di competenza.

Nel caso concreto al 2014 trattandosi del sussidio riferito al 2015.

L’importo considerato dall’amministrazione

per l’UR composta dai ricorrenti, è aggiornato ai valori del biennio 2011 e

2012, ma non ai valori del 2013 e 2014 in applicazione dell’Ordinanza 13

citata. L’amministrazione ha correttamente determinato il valore del fabbisogno

in applicazione delle norme transitorie della Legge sull’armonizzazione e il

coordinamento delle prestazioni sociali che, all’art. 37 cpv. 5, prevede come,

in “deroga all’art. 10, per gli anni 2013 e 2014, fanno stato i limiti

previsti dalla legge per gli anni 2011 e 2012”. La norma in questione è

stata approvata dal Parlamento mediante legge del 20 dicembre 2012 in vigore

dal 15 febbraio 2013 (BU 2013 p. 94).

In concreto dunque la Cassa cantonale

di compensazione AVS AI IPG ha cifrato correttamente il fabbisogno. I valori

limite della prima persona supplementare e del titolare del diritto (per

riprendere i termini dell’art. 10 cpv. 1 Laps) aggiornati al 2011/2012

assommano a CHF 26'052 complessivamente. Ne deriva che il reddito determinante

massimo in concreto è il seguente:

RDM

= 3.4 x reddito limite Laps senza computo della pigione/2

e quindi:

RDM

= 3.4 x 26’052/2 = 44'288,40

2.6

Dai lavori preparatori tesi

all’adozione delle norme poi divenute effettive il 1° gennaio 2012, discende

che il Giudice delle assicurazioni sociali (e prima ancora l’amministrazione)

farà capo alla decisione di tassazione del periodo determinato dal Consiglio di

Stato (art. 30 cpv. 1 LCAMal) per fissare il RDS. Va sin d’ora osservato che,

come rammentato nelle STCA 36.2015.78 del 2 febbraio 2015; 36.2011.31 del 9

settembre 2011, 36.2011.32 del 14 luglio 2011, 36.2011.19 del 16 giugno 2011,

36.2008.163

del 4 febbraio 2009; 36.2008.94 del 10 settembre 2008, fra le

ultime in ordine di tempo e STCA 36.1999.28 del 2 giugno 1999 e 36.03.91 del 29

marzo 2004 fra le prime come: "per costante giurisprudenza di codesto

TCA, ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà. L'amministrazione

è vincolata dalle comunicazioni delle autorità di tassazione. E' possibile

scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato solo se la stessa

contiene errori manifesti e debitamente comprovati. … l'assicurato deve

innanzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto

concerne i contributi delle assicurazioni sociali". Salvo casi

eccezionali, che ancora le norme del regolamento riservano (art. 14 RegLCAMal

del 29 maggio 2012, in maniera più estesa nel previgente regolamento del 13

novembre 2007 all’art. 31 RegLCAMal) ove viene eseguito un nuovo calcolo

autonomo indipendente dalla decisione di tassazione, sia l’amministrazione che

il Tribunale cantonale delle Assicurazioni debbono attenersi alla decisione di

tassazione fissata dal Consiglio di Stato ed ai valori in questa contenuti.

Costante prassi di questo

Tribunale cantonale delle Assicurazioni, già adottata sotto l’egida della

normativa in vigore sino a fine 2011, vuole che l’amministrazione sia tenuta ad

applicare la tassazione decisa dall’esecutivo e, quando ciò non sia possibile,

per il difetto dell’attualità dei dati, l’amministrazione deve accertare i dati

relativi alla capacità economica dell’assicurato o degli assicurati formanti

l’unità di riferimento (UR qui di seguito), manualmente e non può – salvo che

per l’accertamento della sostanza (art. 14 cpv. 3 RLCAMal) – far capo a una

tassazione diversa, ance se successiva.

In altri termini, come

rammenta il tenore dell’art. 14 cpv. 1 RLCAMal, la Cassa deve procedere

all’accertamento manuale del reddito quando sia adempiuta una delle condizioni

seguenti:

a) persone

soggette all’imposta alla fonte e persone soggette all’obbligo d’assicurazione

svizzero in forza dell’Accordo CH/CE sulla libera circolazione delle persone o

dell’Accordo di emendamento della Convenzione istitutiva dell’AELS, non tassate

in Svizzera;

b) persone

domiciliate che, al momento dell’istanza, non dispongono di alcuna tassazione

fiscale e per le quali non sarà emessa una tassazione relativa al periodo

fiscale determinante;

c)

decesso del coniuge o del partner registrato;

d) divorzio

o separazione per sentenza giudiziaria o di fatto, scioglimento dell’unione

domestica registrata;

e) cessazione

totale dell’attività lucrativa a seguito di pensionamento, infortunio e/o

malattia, maternità/paternità;

f) cessazione

totale dell’attività lucrativa a seguito di riqualificazione o perfezionamento

professionale;

g) cessazione

totale dell’attività lucrativa a seguito di disoccupazione;

h) persone

sole conformemente all’art. 11 cpv. 1 del presente regolamento che hanno

iniziato un’attività lucrativa dopo avere terminato la prima formazione.

La Cassa procede invece

mediante l’accertamento manuale del diritto alla RIPAM, e quindi stabilisce

manualmente i parametri economici al di fuori dei dati accertati a livello

fiscale, quando ne sia richiesta dall’assicurato nelle seguenti circostanze:

a) cessazione

parziale dell’attività lucrativa nelle situazioni di cui alle lett. e), f) e g)

del capoverso 1;

b) diminuzione

delle prestazioni, in forma di rendite e indennità giornaliere delle

assicurazioni sociali o private, o delle pensioni alimentari, rispetto al

relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;

c) diminuzione

del reddito da lavoro (da attività dipendente o indipendente) per altri fattori

oltre a quelli indicati alla lett. a), rispetto al relativo dato desunto dalla

tassazione fiscale determinante;

d) diminuzione

degli affitti percepiti, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione

fiscale determinante;

e) diminuzione

importante dei valori di sostanza desunti dalla tassazione fiscale

determinante, se l’utilizzo della sostanza è comprovato e giustificato per

necessità primarie proprie.

In queste due

costellazioni comunque la Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI IPG, in caso

di esistenza di sostanza e reddito della sostanza (immobiliare e mobiliare), ne

accerta i valori tramite l’ultima tassazione fiscale cresciuta in giudicato al

momento dell’istanza.

In generale poi va ribadito

che, se non sono dati gli elementi per la determinazione manuale del reddito

disponibile, il giudice, e l’amministrazione, sono vincolati alla tassazione

applicabile. Già sotto l’egida delle norme in vigore sino alla fine del 2011 il

Tribunale cantonale delle Assicurazioni aveva imposto questa prassi mutuata dalla

giurisprudenza federale in tema di determinazione dei contributi in

applicazione della LAVS. Nelle STCA 36.96.79 del 22 maggio 1997; 36.1999.28 del

2.

giugno 1999 in re M., 36.2004.91 del 29 marzo 2004 in re S. e nella STCA 36.2004.112 in re E. consid. 2.4., questa Corte ha ritenuto:

" Per prassi

di questo TCA ogni tassazione è presunta conforme a realtà e l'amministrazione

ne è vincolata …. In ambito di fissazione dei contributi AVS, per costante

giurisprudenza del TFA si è sempre ritenuto che:

"Le casse di compensazione

sono vincolate dalle comunicazioni delle

autorità

di tassazione e il giudice delle assicurazioni sociali esamina di principio la

decisione della Cassa unicamente dal profilo della legalità. L'autorità

giudicante non può scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato a

meno che essa contenga errori manifesti e debitamente comprovati, immediatamente

emendabili, oppure quando si debbano apprezzare fatti irrilevanti dal profilo

fiscale, ma decisivi in tema di assicurazioni sociali. Semplici dubbi

sull'esattezza di una tassazione fiscale non bastano; infatti la determinazione

del reddito spetta alle autorità fiscali e il giudice delle assicurazioni

sociali non deve intervenire adottando particolari provvedimenti di tassazione.

L'assicurato esercitante un'attività indipendente deve anzitutto difendere i

suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi

delle assicurazioni sociali (Pratique VSI 1997 pag. 26 consid. 2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag.

35, RCC 1988 pag. 321 consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45

consid. 4, DTF 110 V 371 consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V

130.

consid. 1, DTF 102 V 30 consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid. 3a). Il Tribunale federale delle assicurazioni ha

comunque precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione

e per il giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla

determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione

giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993,

p. 242ss)."

Non è possibile quindi non

applicare una tassazione emanata per il periodo di riferimento scelto dal

Consiglio di Stato ed applicarne altra, anche se più favorevole all’assicurato.

Se in periodo successivo alla tassazione di riferimento le condizioni

economiche dell’assicurato o dell’UR peggiorano ed è realizzata una delle

ipotesi dell’art. 14 cpv. 1 o 2 RLCAMal l’amministrazione non applica la

tassazione ma accerta d’ufficio manualmente i redditi conseguiti dall’UR. In

difetto di tale costellazione, come detto, la tassazione deve essere applicata.

2.7

Come evidenziato l’art. 14

cpv. 3 RLCAMal permette invece all’amministrazione di fare capo ai dati fiscali

dell’ultima tassazione divenuta definitiva e successiva all’anno di computo,

esclusivamente per l’accertamento dell’entità della sostanza e del reddito

prodotto dalla stessa e ciò salvo eccezioni che qui non sussistono. Non così

però per i redditi e gli altri dati in genere per i quali è necessario

l’allestimento di un modulo che va trasmesso alla persona interessata al fine

di permettere l’accertamento della situazione più prossima all’anno per il

quale il sussidio è richiesto. L’allestimento di un modulo da parte della persona

o dell’UR interessata ha quale scopo non solo un accertamento più preciso e

puntuale ma anche quello di permettere all’UR interessata di esercitare il suo

diritto di essere sentita (DTF 9C_961/2009 del 17 gennaio 2011 e STCA

36.2012.73

in re E.S. del 5 novembre 2012).

Per quanto riguarda invece il

periodo temporale per il quale deve avvenire l’accertamento dei redditi

conseguiti per l’accertamento manuale, deve essere qui fatto riferimento alla

giurisprudenza di questo Tribunale cantonale delle Assicurazioni, che

scaturisce dall’interpretazione dell’art. 65 cpv. 3 LAMal secondo cui

“I Cantoni provvedono

affinché nell’esame delle condizioni d’ottenimento vengano considerate, su

richiesta particolare dell’assicurato, le circostanze economiche e familiari

più recenti”, già formulata sotto l’egida delle norme ticinesi vigenti sino

a fine 2011. Il TCA ha emanato diverse sentenze sull'accertamento autonomo del

reddito (STCA 11 marzo 2011 inc. 36.2011.1; 19 luglio 2010 inc. 36.2010.66; 27

novembre 2003, inc. 36.2003.84; 26 gennaio 2004, inc. 36.2003.99/112 e inc.

36.2003

; 24 giugno 2005, inc. 36.2004.132; 3 settembre 2004, inc.

36.2004

; e 15 febbraio 2006, inc. 36.2006.7) in cui ha sempre confermato

che:

" Per

l'accertamento autonomo del reddito l'Ufficio dell'Assicurazione Malattia deve

partire dal reddito lordo conseguito dall’assicurato nel corso del periodo più

prossimo al periodo per il quale il sussidio è richiesto. Infatti il reddito

lordo cui ci si deve riferire è possibilmente quello più recente e percepito

nel corso dell'anno per il quale il sussidio viene richiesto. In questo senso

anche il Messaggio 3 gennaio 1996 del Consiglio di Stato al Gran Consiglio

concernente l'adozione della nuova LCAMal (M 4474 DOS) a pag. 53 secondo cui

" Trattandosi di una sovvenzione di carattere

eminentemente sociale, il sussidio nell'assicurazione contro le malattie, pur

basandosi sui dati fiscali dell'istante, deve comunque tenere conto della

situazione economica più vicina al momento in cui l'assicurato richiede il

sussidio soggettivo."

Nell'ottica di tale volontà del legislatore i dati da

considerare per la verifica del reddito sono, se possibile, i dati dell'anno

per il quale il sussidio è chiesto…”.

(STCA 36.2011.1

del 16 marzo 2011 in re F.B., consid. 8)

2.8

Detto delle norme che

regolano la materia occorre ora verificare se la Cassa cantonale di compensazione

AVS AI IPG abbia correttamente ritenuto i parametri sia per l’accertamento del

reddito disponibile al di fuori della tassazione applicabile (dell’anno di

computo 2012) e se abbia di seguito correttamente determinato il RDS ritenendo

una cifra superiore al reddito disponibile massimo che consente la riduzione

del premio.

2.9

In concreto è senz’altro

corretta la decisione della Cassa di procedere all’accertamento del reddito al

di fuori dei parametri contenuti nella tassazione 2012. La signora RI 2 ha

dapprima visto diminuire il suo reddito da lavoro a seguito del versamento d’indennità

per perdita di guadagno limitate all’80% del salario conseguito, e, di seguito,

essa ha perso l’attività lavorativa. Sono date manifestamente le condizioni del

regolamento che imponevano all’amministrazione di procedere all’accertamento

autonomo del reddito al di fuori della tassazione per la verifica del diritto

alla riduzione del premio.

Ne discende che vanno

ritenuti i redditi conseguiti dai coniugi __________ nel 2015, riportandoli su

base annua, come correttamente ha fatto l’amministrazione, e considerando i due

momenti ritenuti dalla Cassa cantonale di compensazione AVS AI IPG ossia quello

della diminuzione dei redditi in seguito al versamento d’indennità per perdita

di salario e quello successivo alla perdita del lavoro.

Con il loro ricorso i signori __________

hanno prodotto ulteriore documentazione utile alle verifiche. Da un lato gli

attestati di salario del signor RI 1 per i mesi di aprile, maggio e giugno

2015.

Da questi documenti emerge che l’assicurato percepisce un salario lordo

di CHF 3'800 e mensilmente è pure versata la quota della tredicesima mensilità

(CHF 316,65 lordi, tranne che per aprile: CHF 295,50). Emerge inoltre che per

il mese di aprile 2015 (durante 16 giorni) egli ha conseguito un reddito

inferiore al salario effettivo (- 12%) a seguito di malattia. Gli atti

comprovano un salario netto nel primo semestre 2015 del signor RI 1 di CHF

21'340,75. Su base annua il salario di RI 1 percepito nel primo quadrimestre

del 2015 assomma a CHF 42'438 come determinato dalla Cassa. Il salario

conseguito invece nei mesi di maggio e giugno 2015 riportato su base annua è di

CHF 43'660.

RI 2 ha invece percepito dal

maggio 2015 un salario che, riportato su base annua, è di CHF 14'405

comprensivo delle indennità. Questi importi sono inferiori rispetto a quelli

del primo quadrimestre dove l’assicurata aveva conseguito un reddito

complessivo che riportato su base annua è di CHF 17'556.

L’amministrazione (doc. V,

risposta di causa del 31 luglio 2015) ricorda che dai redditi cumulativamente

conseguiti dai ricorrenti nei due diversi periodi: CHF59’994 nel primo quadrimestre

2015.

e CHF 58'065 nel successivo bimestre del 2015, possono essere unicamente

dedotti gli importi del premio medio di riferimento (CHF 9'750, ossia CHF 9'750

il premio medio di riferimento per gli adulti di CHF 4’875 per ogni membro

adulto dell’unità di riferimento, art. 1 lett. b DE concernente le basi di

calcolo della riduzione dei premi 2015 dell’11 febbraio 2015 pubblicato nella

raccolta delle leggi cantonali RL 6.4.6.1.6.). Oltre a questo importo la Cassa

ha dedotto, per l’UR composta dai due coniugi attivi professionalmente e con

spese professionali non indifferenti, CHF 4'000, un’unica volta per determinare

il reddito disponibile del primo quadrimestre 2015 (su base annua) in CHF

46'244 e per il successivo bimestre (sempre su base annua) in CHF 44'315.

2.10

A fronte delle contestazioni dei

ricorrenti bisogna domandarsi se sia corretto, e quindi rispettoso del

principio dell’uguaglianza giuridica sancito all’art. 8 cpv. 1 e 2 Cost. fed.,

il procedere dell’amministrazione. Più specificatamente occorre verificare se

sia corretto dedurre un’unica volta l’importo delle spese professionali

(limitato a CHF 4'000) dal reddito complessivo conseguito dall’UR a fronte di

spese professionali sopportate (in maniera necessaria) per conseguire due distinti

redditi, dal marito e dalla moglie in concreto. In altri termini occorre

domandarsi se la deduzione unica di CHF 4'000 indipendentemente dal numero di

persone che compongono l’UR che lavorano e sopportano spese professionali è

conforme all’art. 8 Cost. fed..

L’uguaglianza giuridica è

l’obbligo fatto dal costituente al legislatore, nella promulgazione delle

norme, all’amministrazione ed al giudice che applicano la legge, di trattare in

maniera uguale situazioni assimilabili e diversamente quelle che non possono

essere invece accomunate. Il trattamento diverso di due situazioni deve avvenire

sulla scorta di una differenza oggettiva tra esse, e sufficiente da giustificarla.

Secondo la formula stabilita dal TF nella sua giurisprudenza promulgata in base

alla previgente costituzione, una decisione o una norma viola il principio

dell’uguaglianza di trattamento quando vengono stabilite delle distinzioni

giuridiche che non si giustificano per alcun motivo ragionevole in rapporto ad

una situazione di fatto da regolamentare, o che omettono di fare quelle

distinzioni che si impongono alla luce delle circostanze (DTF 118 Ia 1; 124 I

297; si veda per un caso ticinese la DTF 114 Ia 395). In sostanza dunque non è

ammissibile trattare in maniera identica ciò che è dissimile e in maniera

differente ciò che invece è simile. Il rispetto della parità di trattamento (uguaglianza

giuridica) impone al legislatore, al giudice e all’amministrazione di comparare

tra loro le situazioni di fatto in causa e di analizzare le differenze che ne

scaturiscono al fine di determinare se le stesse siano tali da giustificare (od

imporre) un trattamento diverso o se invece non siano sufficienti a ciò (in

questo senso: Pascal Mahon: Droit

constitutionnel. Droits fondamentaux. Helbing Lichtenhahn editore, 2015, 3a.

edizione p. 237 e 238).

Dottrina e giurisprudenza

distinguono allora 3 casi di figura, ossia quello dei criteri distintivi non

pertinenti, quando cioè non sussistano motivi per un trattamento differenziato

di situazioni del tutto simili; quello dei criteri imperativi di

differenziazione nel trattamento, tali cioè da imporre un trattamento diverso

di due situazioni (il contrario conducendo ad una assimilazione insostenibile)

e il criterio intermedio della pertinenza, quando cioè (tra le due situazioni

estreme illustrate) il criterio di differenziazione sia solo pertinente e non

imperativo. In altri termini quando ci si trova confrontati con situazioni

sufficientemente differenti perché una distinzione di trattamento giuridico sia

possibile, ma non s’imponga necessariamente. In quest’ultima costellazione sia

la differenziazione sia l’assimilazione sono possibili. In queste situazioni

all’autorità cui compete la decisione o la promulgazione della norma deve

essere riconosciuta una latitudine di valutazione (Pascal Mahon, ibidem).

La giurisprudenza si è chinata

ad esempio, nella sentenza 9C_383/2013 del 6 dicembre 2013 pubblicata in DTF

140.

I 77, sulla discriminazione provocata dal tetto massimo delle rendite

dell’AVS tra conviventi (concubini) e coniugati o coppie registrate. Il TF

ricorda in particolare che lo svantaggio non deve essere analizzato in maniera

isolata, poiché esistono motivi materiali a giustificazione dello stesso.

L’Alta Corte rammenta ancora come pure la CEDU non vieti agli Stati membri un

trattamento diverso di gruppi di persone per l’eliminazione di disparità di

fatto lasciando un ampio margine di apprezzamento, con il rilievo che, in un’analisi

giuridica complessiva, in tema di assicurazioni sociali, la legge favorisce i

matrimoni e le unioni domestiche registrate (consid. 6 – 9). La Corte ne ha

concluso che neppure alla luce della giurisprudenza della Corte europea dei

diritti dell’uomo l’istituzione di un tetto massimo delle rendite causa una

discriminazione inammissibile.

In una precedente sentenza del

6.

novembre 2002 pubblicata in DTF 129 I 1 e relativa al cantone di San Gallo,

il Tribunale federale ha considerato, nell’ambito del controllo astratto delle

norme relative all’anticipo degli alimenti che impone di considerare la

situazione finanziaria dei concubini, che la norma cantonale per la quale il

reddito del concubino (o della concubina) del genitore che ha in custodia il

figlio deve essere computato per la determinazione dell’anticipo degli alimenti

da parte della mano pubblica, e tale aiuto concesso unicamente quando il

reddito totale dei concubini non ecceda il limite fissato dal diritto

cantonale, non arbitraria (consid. 3.1.) e non tale da violare l’art. 8 cpv. 1

Cost. fed. Infatti, nella misura in cui è posta in discussione la parità di

trattamento tra patrigno (rispettivamente matrigna) e concubini la norma può

essere interpretata in maniera conforme alla costituzione, non violando in

questo modo l’uguaglianza giuridica (consid. 3.2.).

Nella DTF 131 V 256 (consid. 6)

il Tribunale Federale ha ritenuto che la determinazione di un importo

forfetario per le spese di riscaldamento nell’ambito delle prestazioni

complementari all’AVS/AI non è contrario alla costituzione. In particolare ha

ritenuto, a fronte delle contestazioni dei ricorrenti così riassunte:

" Zum

Rechtsgleichheitsgebot machen die Beschwerdeführer geltend, die Pauschalierung

falle offensichtlich viel zu tief aus und werde dem konkreten Einzelfall einer

Selbstbeheizung in keiner Weise gerecht. Das zeige sich

bereits aus der Art, wie die Pauschale fixiert worden sei. Diese betrage die

Hälfte der Nebenkostenpauschale gemäss Art. 16a ELV, welche die

Nebenkostenabdeckung bei selbstgehörenden Liegenschaften betreffe. Es werde

somit ein Quervergleich zu einer Kategorie - dem selbstgenutzten Wohneigentum -

gezogen, welcher offensichtlich sachlich unhaltbar sei. Dies deshalb, weil es

sich bei Mietwohnungen, welche noch selbst beheizt werden müssten,

augenscheinlich um Altbauten handle, die äusserst schlecht isoliert seien und

einen entsprechenden Energiebedarf aufwiesen, wie es der vorliegende Fall im

Übrigen mit fast nicht zu übertreffender Klarheit belege. Dies im Gegensatz zum

selbstgenutzten Wohneigentum, welches notorischerweise baulich gut unterhalten

sei. Die Anwendung des hälftigen Ansatzes für selbstbeheizte Mietwohnungen sei

demnach nicht nachvollziehbar. Dies gelte umso mehr, als bei Altbauten ausser

den Heizund Wasserkosten keine Nebenkosten anfallen würden. (…)”

come la Cost. fed. non gli

permetta di analizzare la conformità del diritto federale alla costituzione

medesima, potendo invece controllare la conformità di norme dell’Ordinanza alla

costituzione (consid. 5.4.). Nelle conclusioni di merito l’Alta Corte ha

considerato:

" Die vom

Bundesrat verordnete Regelung verstösst allerdings dann

gegen das in Art. 9 BV verankerte Willkürverbot, wenn sie sich

nicht auf ernsthafte Gründe stützen lässt resp. sinn- oder

zwecklos

ist. Gegen das in Art. 8 Abs. 1 BV

festgeschriebene Gebot der

rechtsgleichen Behandlung verstösst sie, wenn sie

rechtliche Unterscheidungen trifft, für die sich ein vernünftiger Grund nicht

finden lässt, oder Unterscheidungen unterlässt, die richtigerweise

hätten berücksichtigt werden sollen (BGE 129 V

330.

Erw. 4.1 mit

Hinweisen; zu Art. 4 Abs. 1 aBV ergangene

Rechtsprechung, welche

gemäss BGE 126 V 52 Erw. 3b unter der Herrschaft

der neuen

Bundesverfassung weiterhin Geltung beansprucht:

BGE 128 I 312

Erw. 7b mit Hinweis, 125 V 30 Erw. 6a, 124 II 245

Erw. 3, 583

Erw. 2a, 124 V 15 Erw. 2a, 194 Erw. 5a, je mit

Hinweisen). (…)

5.5

Wie das Bundesamt für Sozialversicherung (BSV) in seiner

Vernehmlassung zutreffend ausführt, liegt es

zunächst in der Natur

einer Pauschale, dass diese nicht genau den

effektiven Ausgaben

im Einzelfall entspricht, werden doch bei einer

Pauschale zu

Gunsten der Praktikabilität absichtlich keine

Unterscheidungen

nach Region, Grösse oder Zustand der Wohnung

getroffen. Die

Durchbrechung des Bedarfsprinzips zu Gunsten der

Praktikabilität

findet sich im Übrigen innerhalb der

Ergänzungsleistungsregelung

auch an anderer Stelle, wie bereits mit Blick auf

die Höchstgrenzen

beim Lebensbedarf ausgeführt (…)”

Dopo avere esaminato i costi

medi delle spese di riscaldamento delle abitazioni, il TF ha concluso che:

" Im

Weiteren lässt sich die Festsetzung der Heizkostenpauschale in

sachlicher Hinsicht nicht beanstanden. (…)

Eine unsachliche Regelung, welche ein Abgehen von

der durch den Bundesrat festgesetzten Pauschale

rechtfertigt, liegt

deshalb nicht vor.”

Nel suo messaggio del 15 settembre

2009.

al Parlamento concernente Modifica della Legge di applicazione della Legge

federale sull’assicurazione malattie (LCAMal) del 26 giugno 1997 (Messaggio

6264) nelle considerazioni formulate al punto 6.3.6. p.17, il Consiglio di

Stato ha osservato in particolare come:

" Oltre alle

spese vincolate dal profilo giuridico, per la determinazione del reddito

disponibile semplificato sono da considerare le spese professionali legate

all’esercizio di un’attività lavorativa. A causa delle odierne elevate esigenze

di mobilità sul mercato del lavoro, queste spese tendono ad assumere sempre più

importanza e riducono il reddito netto proveniente da un’attività lavorativa

dipendente.

Il riconoscimento delle spese professionali ai salariati

garantisce una parità di trattamento con i lavoratori indipendenti: il reddito

proveniente da un’attività indipendente è infatti definito sempre al netto –

oltre che dei contributi sociali per loro obbligatori – anche delle spese

necessarie al suo conseguimento.

Il riconoscimento delle spese professionali permette di garantire

parità di trattamento anche fra chi esercita un'attività lavorativa e chi non

la può esercitare o non la esercita per altri motivi (p. es. attività educative

e di cura dei familiari, pensionamento, invalidità).

Nel calcolo del reddito disponibile semplificato le spese

professionali sono riconosciute solo per le attività salariate esercitate a

titolo principale.

Per semplificare l’accertamento delle spese professionali, sia nel

trattamento automatico dei dati fiscali, sia nell’eventuale trattamento manuale

da parte dei servizi preposti delle richieste di prestazione, è riconosciuto un

importo annuo forfettario massimo di 4000 franchi alle economie domestiche

nelle quali almeno un membro esercita un’attività salariata a titolo

principale.”

La Commissione della gestione e

delle finanze, nel rapporto al Messaggio datato 8 giugno 2010, si esprime

genericamente (p. 3), senza approfondire il tema.

La deduzione delle spese

professionali (così come degli interessi passivi sui debiti), per volontà del

Consiglio di Stato, è da ritenere riferita all’unità di riferimento nel suo

insieme e non invece a ogni singolo membro della stessa che svolga un’attività

lavorativa e sopporti delle spese professionali. In altri termini, se

all’interno dell’UR più persone assicurate esercitano un’attività lavorativa, i

loro redditi sono sommati, ma il computo delle spese professionali è defalcato

una sola volta.

Il caso dei ricorrenti è

sintomatico. Essi lavorano, conseguono redditi che la Cassa cantonale di compensazione

AVS AI IPG ha sommato e si vedono dedurre, pur sopportando entrambe, spese

professionali importanti (come indizia la tassazione 2012), una sola volta (e

non due volte siccome riferite a 2 lavoratori che le sopportano) le spese

professionali.

Il regolamento di applicazione

della LCAMal del 29 maggio 2012, all’art. 15, prevede letteralmente che:

" 1. Le

spese professionali sono riconosciute per un importo annuo forfetario massimo

di fr. 4’000.- alle unità di riferimento nelle quali almeno un membro esercita

un’attività salariata a titolo principale.

2.

Se la somma dei redditi netti conseguiti con l’attività

salariata a titolo principale è inferiore al forfait di cui al capoverso 1, le

spese professionali sono riconosciute unicamente fino all’ammontare di tale

reddito”

Il legislatore ha quindi voluto

considerare unicamente una sola volta (al massimo dell’importo di CHF 4'000) le

spese professionali dell’assicurato o degli assicurati formanti un’UR purché

tale spesa sia (complessivamente) sopportata e riconosciuta fiscalmente. Poco

importa se il reddito professionale provenga da attività principale o meno, o

se derivi dall’attività di uno solo dei membri dell’UR o da più persone.

Il legislatore ha

sostanzialmente voluto considerare un reddito unico complessivo e un’unica,

complessiva, massima possibile deduzione di natura forfetaria massima, senza dovere

accertare se questo reddito sia conseguito in via principale da uno o più

membri dell’UR. Questa soluzione, indotta anche dalla praticabilità alla luce

di un’amministrazione di massa, è valida nei confronti di tutti gli assicurati,

sia nell’ipotesi di un accertamento manuale del reddito disponibile che nei

casi di sua determinazione in base alla decisione di tassazione.

In questo non può essere

ritenuta una disparità di trattamento poiché ogni UR è trattata nella medesima

maniera. L’assenza di una distinzione nel trattamento comune delle UR a dipendenza

della loro composizione, non assurge a criterio imperativo di differenziazione,

ma l’assimilazione delle diverse UR indipendentemente dalla loro composizione,

è ancora sostenibile e rientra nella latitudine di valutazione del legislatore.

La scelta d’importi forfetari

tesi anche alla semplificazione delle procedure ed alla praticabilità del

sistema, è ammissibile. La scelta del legislatore ticinese può ancora essere

ritenuta conforme all’art. 8 cpv. 1 Cost. fed.

2.11

Come rilevato nelle

considerazioni che precedono l’operato della Cassa è corretto e va confermato

in questa sede. Alla fine del considerando 2.9. sono stati evidenziati i

redditi disponibili dei ricorrenti nel primo quadrimestre del 2015 e nel 5o

e 6o mese dell’anno. In entrambe i casi gli importi ritenuti sono

superiori al reddito disponibile massimo calcolato come ricordato nel

considerando 2.5. e determinato in CHF 44'288,40. I redditi disponibili

ammontano in effetti, nelle due ipotesi considerate, a CHF 46'244 (periodo

gennaio – aprile 2015, su base annua) e CHF 44'315 (maggio e giugno 2015, su

base annua).

Gli importi considerati non

consentono di concedere ai ricorrenti la riduzione del premio postulata.

Il ricorso va conseguentemente

respinto, senza carico di tasse e spese e senza attribuzione di ripetibili.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti