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Decisione

36.2016.26

Riduzione del premio dell'assicurazione malattie. Convivenza

4 maggio 2016Italiano71 min

Source ti.ch

Fatti

i redditi conseguiti nel corso degli anni di computo, confermando i calcoli eseguiti

nelle decisioni formali. Nella sostanza la Cassa ha ribadito che RI 1

unitamente ai figli (sino al termine della formazione da parte di __________)

ed a __________ formano un’unica UR.

1.7. Con ricorso unico del 24

febbraio 2016 (doc. I), RI 1 contesta i provvedimenti della Cassa. Essa ammette

l’esistenza di una convivenza stabile tra lei e __________, (“da anni”)

ma rileva che con lei abitano pure i suoi figli, nati da una precedente

relazione matrimoniale terminata. Osserva che lei e __________ sono

comproprietari della casa di Via __________ a __________, in ragione di ½

ciascuno. L’assicurata ritiene errato l’agire della Cassa che considera membri

dell’UR RI 1/__________ anche i figli della ricorrente e rileva che:

" (…)

La giurisprudenza del TF, riassunta dal TCA nella sentenza 24

aprile 2013, inc. 42.2012.2, consid. 2.9 segg. (relativa alla Laps), ha

avuto modo di sancire come in casi di convivenza “occorre prendere in

considerazione i redditi alla fortuna dei due partner se la loro convivenza può

essere definita stabile” (STF 2P_218/2003) e che “stabile” una

convivenza lo è quando dura almeno da “molti mesi” e quando esista, al

di là di un reciproco obbligo di mantenimento ex lege, “la disponibilità di

fatto a sostenersi reciprocamente” (STF 8C_356/2011).

Nel caso di specie è indubbio e ammesso dalla ricorrente che il

rapporto di convivenza tra lei e il signor __________ può pacificamente essere

considerato “stabile” ai sensi di legge e giurisprudenza.

(…)

Dall’altro lato la legge prevede in modo chiaro ed esplicito anche

che figli minorenni o maggiorenni ancora non indipendenti (come quelli della

ricorrente nei periodi cui le decisioni impugnate si riferiscono) di un

assicurato entrano a far parte dell’UR della madre.

(…)

Ciò che invece, a mente della ricorrente, non è conforme a

legge e giurisprudenza e soprattutto ai principi, agli intendimenti e agli

scopi delle norme della LAMal, e quindi della LCAMal (nonché della Laps), è che

nel suo caso siano applicati entrambi i principi sopra citati. (…)”

(Doc. I, pag. 6-7)

Evidenziando ancora che:

" … a mente

della ricorrente non è invece stato previsto è il caso in cui i due

partner conviventi inseriti nella stessa UR convivano con i figli di uno

solo di essi.

Su tale aspetto non fanno luce neppure le delucidazioni 12/19

gennaio 2015 dell’IAS, nè le impugnate decisioni su reclamo, e nemmeno la

giurisprudenza citata e a cui le stesse si rifanno.

(…)

Se è vero infatti, come sancito dal Tribunale federale, che due

partners non coniugati conviventi devono essere “per equità” considerati

nello stesso modo in cui vengono considerati due coniugi [e ciò in virtù della

stabilità della loro unione e della loro disponibilità di fatto a sostenersi

reciprocamente “benché non sussiste un obbligo di mantenimento reciproco ex

lege” (cfr. sentenze TF già citate)] e se è vero anche che i

genitori hanno nei confronti dei figli tali obblighi di mantenimento, ben

diversa è la situazione in presenza di figli di uno solo dei partner

conviventi.

L’inserire i due partners conviventi e i figli di uno solo di essi

nella stessa UR, allorché il partner non genitore (in casu __________) ha un

redito tale da portare a una considerevolissima riduzione, rispettivamente ad

un totale azzeramento delle RIPAM per l’altro partner (in casu RI 1) e per i di

lei figli (in casu __________ e __________), comporta conseguenze

inaccettabili e non eque.

Concretamente, se alla signora RI 1 viene negata la RIPAM, in

ossequio alla testé citata giurisprudenza del TF spetterà al signor __________

farsi carico dell’onere di pagare da un lato il rimborso delle RIPAM

“indebitamente” ottenute (le rispettive casse malati hanno già inviato, senza

nemmeno attendere la crescita in giudicato delle decisioni IAS, la relativa

fattura di rimborso) e dall’altro, in tutto in parte, quello dei premi di

assicurazione malattia della partner convivente.

E così sia, in ossequio alla “disponibilità di fatto a

sostenersi reciprocamente” assunta dal TF a fondamento della sua citata

giurisprudenza.

Nel caso poi in cui due partner conviventi, così come due persone

coniugate, hanno figli comuni facenti parte della stessa UR, spetterà

nuovamente al padre farsi poi carico anche dell’onere di versare i rimborsi o

di pagare i premi di cassa malati anche dei figli comuni, e ciò in ossequio ai

suoi obblighi di assistenza e di mantenimento quale genitore.

Nel caso invece in cui l’UR sia formata da due partner

conviventi e dei figli di uno solo di essi, come ritenuto dall’IAS nelle

decisioni impugnate, non vi è ragione alcuna che la legge o la

giurisprudenza possano sostenere, neppure per “equità”, per porre di

fatto a carico del partner non genitore (in casu __________) l’onere di

accollarsi, direttamente od indirettamente, i costi di assicurazione malattia

di figli non suoi, nei confronti dei quali, riservato un atto di

benevolenza morale, non ha obblighi, nemmeno un dovere di assistenza, che

invece “fra parenti (artt. 328 segg. CC) può essere invocato, nei confronti

di parenti di condizione economica agiata, per i loro parenti, in linea

ascendente e discendente, che cadrebbero nel bisogno” di cui, ad esempio,

al p.to 2.2.6 (“Studenti”) del Messaggio n. 5723 del 25 ottobre 2005 sulla

Modifica della Laps.

E se il partner “non genitore” dovesse a sua volta contribuire al

mantenimento di figli da precedente unione non con lui conviventi, a chi dare

la precedenza?

(…)

Ne consegue, a mente della ricorrente, che le tre decisioni su

reclamo in oggetto non potevano, in tale particolare situazione, “sic et

simpliciter” basarsi, come fatto, su una UR comprendente sia i partners

conviventi RI 1 e __________ che i figli della sola signora RI 1, __________ e __________.

(…)” (Doc. I, pag. 8-10)

1.8. Il 26 febbraio 2016 il

ricorso è stato intimato all’amministrazione (doc. II) per la formulazione

della risposta di causa e per la produzione dell’intero incarto. La risposta

(doc. III) 16 marzo 2016 è pervenuta al Tribunale cantonale delle assicurazioni

il giorno successivo ed è stata immediatamente intimata alla ricorrente con la

possibilità di domandare l’acquisizione di specifiche prove e la possibilità di

ulteriormente esprimersi in merito (doc. IV del 17 marzo 2016). Con lettera del

medesimo giorno il giudice delegato ha chiesto all’Ufficio di Tassazione di __________

di trasmettere copia delle decisioni di tassazione 2010, 2011 e 2012, cresciute

in giudicato, di tutte e 4 le persone interessate, ossia la ricorrente ed i

suoi figli, ed il convivente __________.

L’UT __________ ha fatto

pervenire quanto richiesto il 22 marzo 2016 (doc. VI con produzione dei

documenti 1 a 10), e le parti sono state convocate per un’udienza di

discussione il 13 aprile 2016. Nel corso dell’udienza le parti si sono

confermate nelle loro conclusioni (come appare dal verbale doc. VIII). Il

Tribunale cantonale delle assicurazioni non ha acquisito ulteriori prove.

Considerandi

In ordine

2.1

A norma dell’art. 76 cpv. 1 e

2.

della Legge cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito),

contro le decisioni dell’amministrazione emanate in applicazione della medesima

legge è possibile il reclamo all’organo che ha pronunciato il provvedimento,

ciò nel termine di 30 giorni dalla notificazione. Nel medesimo termine sono

impugnabili al Tribunale cantonale delle assicurazioni le decisioni emanate su

reclamo da parte dell’autorità amministrativa preposta. Il Tribunale cantonale

delle assicurazioni è quindi competente ad esaminarlo nel merito.

2.2

Il ricorso formulato da RI 1

contro le tre distinte decisioni rese su reclamo, è dettagliatamente

argomentato, specifico e preciso nelle contestazioni e conclusioni. L’atto è

formalmente ricevibile. Lo stesso è tempestivo siccome formulato nel termine di

30.

giorni dall’intimazione delle decisioni su reclamo.

2.3

Il testo unico del ricorso contesta

tre distinte decisioni su reclamo che pongono alla loro base i medesimi principi

giuridici fondati sullo stesso complesso fattuale, salvo l’ultima decisione che

contempla un’UR della quale non fa più parte __________. Le medesime

argomentazioni ricorsuali sono quindi utilizzate dalla ricorrente per

contestare le tre distinte decisioni rese dall’amministrazione.

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

ha provveduto alla registrazione di tre distinti incarti, alla luce del fatto

che, come indicato, i provvedimenti impugnati sono tre, sono distinti, sono

riferiti a diversi anni di RIPAM.

Nonostante i differenti

anni di sussidio oggetto delle decisioni, si giustifica la congiunzione delle

procedure, per evaderle mediante un unico giudizio, ciò siccome, nonostante le

diversità che presentano le norme specifiche relative ai tre anni di RIPAM in

discussione (2013, 2014 e 2015) su aspetti che (comunque) non servono di

fondamento per il giudizio, le motivazioni alla base dei gravami sono qui identiche

e prevalenti. Le contestazioni sono le medesime per le tre fattispecie. Questi

aspetti prevalgono quindi e giustificano di conseguenza la congiunzione delle

procedure che sono evase con il presente giudizio.

Nel merito

2.4

In concreto le decisioni

contestate hanno per oggetto, per quanto attiene le riduzioni di premio per gli

anni 2013 e 2014, il riesame, da parte dell’amministrazione, delle decisioni

con cui, come descritto nelle considerazioni di fatto, a RI 1 e ai suoi figli sono

stati concessi i sussidi secondo la LAMal. Come per altre procedure esaminate

dal Tribunale cantonale delle assicurazioni nel recente passato (STCA

36.2015.85

in re M. del 22 febbraio 2016, STCA 36.2015.29 in re D. del 13

agosto 2015 e la STCA 36.2014.78 in re D.V. del 2 febbraio 2015) va in primis esaminato

se l’amministrazione poteva procedere, come ha fatto, al riesame del diritto

alla RIPAM per gli anni in discussione e se l'esame svolto sia stato

tempestivo.

2.5

2.5.1

Per l’art. 49 cpv. 1 LCAMal,

nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2012 (simile all’art. 59 cpv. 1 LCAMal nel

tenore in vigore fino al 31 dicembre 2011), le riduzioni dei premi

indebitamente percepite devono essere restituite dal beneficiario

all’assicuratore presso il quale egli è affiliato, oppure all’amministrazione

cantonale nel caso di pagamenti diretti all’assicurato, o nei casi di perdita

della PC AVS/AI. L’art. 49 cpv. 2 LCAMal (il cui tenore è simile all’art. 59

cpv. 2 LCAMal in vigore precedentemente), prevede che alla restituzione ed al

condono dell’obbligo di restituzione è applicabile per analogia la legge sulla

parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), del 6 ottobre

2000.

2.5.2

Per l’art. 25 LPGA le

prestazioni indebitamente riscosse devono essere restituite. La restituzione

non deve essere chiesta se l’interessato era in buona fede e verrebbe a trovarsi

in gravi difficoltà (cpv. 1; cfr. art. 4 OPGA).

In virtù dell’art. 25 cpv.

2.

LPGA il diritto di esigere la restituzione si estingue dopo un anno a

decorrere dal momento in cui l’istituto d’assicurazione ha avuto conoscenza del

fatto, ma al più tardi cinque anni dopo il versamento della prestazione. Se il

credito deriva da un atto punibile per il quale il diritto penale prevede un

termine di prescrizione più lungo, quest’ultimo è determinante. I principi

applicabili alla restituzione secondo la LPGA sono dedotti dalla legislazione e

dalla giurisprudenza anteriore che conserva pertanto la sua validità (DTF 130 V

318).

La restituzione delle

prestazioni presuppone, di regola, che siano adempiute le condizioni di una

riconsiderazione o di una revisione processuale della decisione con la quale le

prestazioni litigiose sono state versate (DTF 129 V 110, 126 V 42 consid. 2b;

STF 9C_429/2012 del 19 settembre 2012,9C_795/2009 del 21 giugno 2010

pubblicata in SVR 11/2010 EL Nr. 12; STF U 408/06 del 25 giugno 2007, K 147/03

del 12 marzo 2004). Ciò non è il caso – e la restituzione non presuppone un

motivo e quindi una decisione di riconsiderazione – quando l’assicurato ha

beneficiato di una prestazione alla quale, da un profilo oggettivo, non aveva

diritto (STF 9C_233/2007 del 28 giugno 2007, consid. 2.3.2 con riferimenti;

STCA 32.2011.285 del 14 giugno 2012).

Analogamente alla

revisione delle sentenze delle autorità giudiziarie, l'amministrazione deve

procedere alla revisione processuale di una decisione cresciuta in giudicato

quando sono scoperti nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti ad indurre ad

una conclusione giuridica differente (art. 53 cpv. 1 LPGA; cfr. STF U 409/06

del 25 giugno 2007, C 128/06 del 10 maggio 2007; SVR 2004 ALV N° 14; DTF 127 V

466.

consid. 2c pag. 469 e riferimenti).

L’amministrazione può

riconsiderare una decisione cresciuta in giudicato formale, che non è stata

oggetto di un controllo giudiziario, se essa è senza dubbio errata e la

correzione ha un’importanza rilevante (art. 53 cpv. 2 LPGA; cfr. anche la STF U

409/06 del 25 giugno 2007). Questi principi si applicano anche quando delle

prestazioni siano state accordate senza una decisione formale e che il loro

versamento ha comunque acquisito forza di cosa giudicata (STF C 128/06 del 10

maggio 2007; DTF 129 V 110 consid. 1.1.

Con le STCA 36.2013.21 in

re T. del 26 luglio 2013 e 36.2014.92 del 24 dicembre 2014, questo Tribunale

ha, in presenza di un fatto nuovo non segnalato dai ricorrenti nella loro

iniziale richiesta di prestazioni, e meglio in un caso una donazione avvenuta

pochi mesi prima della domanda di RIPAM e nell’altro la caducità di prestazioni

PC, proceduto alla revisione delle decisioni (formali ed informali) con le

quali l’amministrazione, nel corso degli anni, ha riconosciuto il sussidio per

il pagamento dei premi dell’assicurazione delle cure medico-sanitarie in

qualità di beneficiari di prestazioni complementari (limitatamente a questo

aiuto statale) ed ha chiesto la restituzione degli importi indebitamente percepiti.

In quell’occasione la Cassa aveva correttamente agito nel termine di 1 anno

(art. 25 cpv. 2 LPGA).

2.5.3

In concreto la Cassa cantonale

di compensazione AVS AI IPG non era al corrente della convivenza stabile (art.

26.

cpv. 4 LCAMal e 4 Lasp) fra RI 1 e __________ al momento in cui ha emanato

le decisioni in tema di RIPAM per gli anni 2013 e 2014. L’amministrazione ha

così riconosciuto un sussidio, in maniera che ha successivamente ritenuto

errata, teso alla riduzione del premio dell’assicurazione malattia per gli anni

2013.

e 2014. La Cassa ha avuto notizia della convivenza nell’ambito della procedura

riferita alla domanda di sussidio 2015. Come rilevano gli atti prodotti

dall’amministrazione nel corso dell’esame della richiesta RIPAM 2015 la persona

preposta all’esame ha contattato telefonicamente, il 10 ottobre 2014,

l’assicurata personalmente ricevendo la conferma di una convivenza in essere

tra la stessa e il signor __________, una convivenza che (stando

all’annotazione relativa alla telefonata) risalirebbe al 2008.

All'amministrazione non

era possibile, in base ai dati fiscali cui ha accesso per le verifiche

necessarie al diritto alla riduzione dei premi e quindi per evadere le sue

procedure risalire alla convivenza, ed alla durata della stessa, tra la signora

RI 1 ed il signor __________. Da un lato la Cassa accede a cifre fiscali e alla

loro natura, ma non alle causali di versamenti ed introiti e comunque

l'emergenza della convivenza non era ravvisabile in assenza di precisa e

specifica comunicazione. Proprio per tale motivo i formulari di richiesta della

riduzione dei premi, chiedono esplicitamente di indicare i "Dati

personali dell'unità di riferimento" specificando anche se si tratti

di "Persone sole / Coniugi / Conviventi / Partner registrati / Figli

minorenni conviventi". La ricorrente non ha specificato la convivenza

nelle istanze degli anni di riduzione dei premi in discussione, ciò che i doc.

A1, B1 e C1 dimostrano.

Le decisioni formali che

riesaminano le RIPAM 2013 e 2014 sono state emanate nel giro di pochi giorni,

ossia alla fine di ottobre 2014, dall’accertamento dell’esistenza della

convivenza. I provvedimenti sono non solo tempestivi ma certamente

giustificati. La Cassa ritiene di avere erroneamente erogato l'importo della RIPAM

per gli anni 2013 e 2014 a RI 1, quando essa avrebbe avuto diritto a una

riduzione del premio limitatatamente ai 2 figli per il 2013 e per il solo

figlio __________ per il 2014. In sostanza nel 2013 la Cassa ha riconosciuto il

diritto a sussidi per complessivi CHF 871,20 e per il 2014 ha cifrato in CHF

2'074,80 il diritto dell’UR. Le decisioni precedenti attribuivano all’UR, nel

2013, sussidi per oltre CHF 7'000 e nel 2014 per oltre CHF 7'570.-- (si faccia

riferimento, per i dettagli, agli importi dettagliatamente esposti nelle

considerazioni di fatto 1.1.). Si tratta di valori di indubbia rilevanza. La

procedura adottata dall’amministrazione è, da un lato, come indicato,

tempestiva e, dall'altro, sorretta da sufficiente motivazione. Il Tribunale

cantonale delle assicurazioni deve ora verificare la correttezza dell’agire

dell’amministrazione quo alla nuova determinazione del diritto alla RIPAM per i

medesimi anni in discussione.

2.6

Dal 2012 le norme della Legge

cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito), che reggono la

riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie

(RIPAM l’acronimo è utilizzato sia nei lavori preparatori che

dall’amministrazione nei suoi allegati), hanno subito una modifica sostanziale.

Il titolo IV della legge è radicalmente cambiato a seguito dell’approvazione

della Legge 24 giugno 2010 (Bollettino

Ufficiale 2010, 297). Il legislatore ha provveduto a porre mano ad un

nuovo sistema di distribuzione dei sussidi decisi dal Cantone, conformemente al

dettato degli art. 65 e seg. LAMal, al fine di rendere più efficace l’aiuto

sociale, la precedente normativa aveva mostrato talune lacune e, soprattutto,

per ottemperare gli obiettivi di politica sociale cantonale valuti con

l’adozione della Legge sull’armonizzazione delle prestazioni sociali del 5

giugno 2000 (in questo senso il Messaggio

15.

settembre 2009 del Consiglio di Stato accompagnante il disegno di legge di

modifica della LCAMal, a pagina 7, ed il relativo Rapporto della Commissione della gestione e delle finanze

del l’8 giugno 2010 a pagina 1). In particolare il Consiglio di Stato, con il

disegno di legge, ed il Parlamento promulgando le norme, hanno voluto rendere

il sistema della RIPAM affine ai criteri scelti dalla Lasp e quindi distanziarsi

dal reddito imponibile cantonale quale base per la determinazione del diritto

al sussidio per approdare al criterio del reddito disponibile, maggiormente

indipendente da scelte di politica fiscale. D’altro canto l’esecutivo prima ed

il Parlamento poi hanno voluto maggiormente considerare il contesto famigliare

in cui l’assicurato vive passando da una valutazione riferita alle persone sole

ed alle famiglie (definite in maniera restrittiva, si veda in merito l’art. 25

v. LCAMal) all’unità di riferimento definita nel nuovo art. 26 LCAMal.

Le nuove norme tendono a

conseguire una migliore aderenza del sistema di concessione delle RIPAM alla

realtà sociale e vogliono, come detto, considerare maggiormente la diversa

capacità, in specie delle famiglie, di finanziare i premi in funzione delle

loro dimensioni. Il nuovo sistema adottato non tende però solo a evitare “gli

effetti indesiderati” del precedente ma anche a “tenere conto della

reale situazione dell’offerta assicurativa … nell’ambito dell’assicurazione di

base … con l’introduzione del premio medio di riferimento” che sostituisce

la nozione di media cantonale ponderata precedentemente ritenuta.

Il Cantone gode, nella

concretizzazione di quanto in materia di RIPAM prevede la LAMal, di ampio

margine di valutazione ed apprezzamento ed è vincolato in particolare da quanto

impone l’art. 65 cpv. 1 bis LAMal secondo cui, per i redditi medi e bassi, i

Cantoni riducono di almeno il 50 per cento i premi dei minorenni e dei giovani

adulti in periodo di formazione (oltre all’obbligo di informazione della

popolazione in merito al diritto di ottenere la riduzione dei premi e lo

scambio di dati tra Cantoni ed assicuratori). Spetta infatti ai Cantoni

definire quali siano i potenziali beneficiari della RIPAM, e quindi definire

gli assicurati di condizione economica modesta. Il diritto cantonale è un

diritto autonomo come rammenta il Tribunale Federale nella sua costante

giurisprudenza (DTF 122 I 343, 125 V 185 e 134 I 313) e compete al Cantone non

solo fissare la procedure ma decidere il modello da applicare per pervenire

alla riduzione dei premi.

2.7

Con le norme di recente

adozione uno degli intenti del legislatore è stato quello di conseguire “una

maggiore equità orizzontale nell’accesso al sistema di riduzione dei premi, in

modo da rispecchiare maggiormente la capacità diversa delle famiglie, in

funzione della loro dimensione, di finanziare i premi”, nonché quello di

eliminare gli effetti indesiderati presenti nel previgente sistema (i

cosiddetti effetti soglia) e da ultimo quello di “avvicinarsi

maggiormente alla reale situazione dell’offerta assicurativa … con

l’introduzione del premio medio di riferimento … (con) … miglioramento anche

nella trasparenza del sistema cantonale … che evidenzierà meglio la differenza

fra il premio che dovrebbe pagare l’assicurato e il premio realmente pagato”

(Rapporto, loc. cit.).

Va evidenziato che, nel

suo Messaggio di accompagnamento del disegno di legge, l’esecutivo cantonale ha

posto l’accento sulla volontà di modificare in parte la cerchia dei beneficiari

potenziali della RIPAM e l’entità dell’aiuto sociale per certe fasce di

assicurati.

2.8

Il Cantone accorda le

riduzioni dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie

(art. 23 LCAMal) a fronte della presentazione di un’istanza scritta

accompagnata dalla necessaria documentazione (art. 25 LCAMal) da parte degli

assicurati, fatto salvo il caso dei beneficiari di prestazioni complementari

all’AVS ed all’AI nonché di prestazioni Laps (art. 42 e 43 LCAMal). Per gli

assicurati tassati in via ordinaria l’istanza deve essere di principio

inoltrata entro la fine dell’anno che precede l’anno per il quale il sussidio è

richiesto. Se la data è rispettata e se dati i presupposti l’aiuto sociale è

versato dal 1 gennaio dell’anno di competenza (ed in costanza delle condizioni

per l’aiuto sociale lo stesso è versato per tutto l’anno). Se la domanda è

tardiva e formulata dopo il termine del 31 dicembre dell’anno che precede

quello di competenza, il diritto alla riduzione per gli assicurati in via

ordinaria è dato solo a partire dal mese seguente quello della presentazione

della richiesta.

Per la determinazione

della cerchia di assicurati da considerare per il calcolo della

riduzione del premio, la legge fissa il concetto di unità di riferimento.

L'unità di riferimento è, di regola, costituita dall’unità riconosciuta a

livello fiscale (art. 26 cpv. 2 LCAMal). I coniugi separati senza figli

minorenni conviventi sono ritenuti persone sole mentre i partners conviventi, se

data una convivenza stabile, costituiscono un’unica unità di riferimento (UR

qui di seguito). Per l’art. 27 LCAMal fanno parte dell’UR anche le persone

maggiorenni, purché senza figli e di età non superiore a 30 anni, il cui totale

dei redditi registrati nella tassazione applicabile non sia superiore ai limiti

del fabbisogno esistenziale definito dalla Laps.

Sul tema dell’UR e della

sua composizione si tornerà in corso di motivazione alla luce delle specifiche

contestazioni mosse dalla ricorrente.

Il premio medio di

riferimento, necessario alla determinazione del diritto alla RIPAM, è

costituito dalla media ponderata dei premi riconosciuti come appena descritto e

del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore,

ripartiti per le regioni di premio ammesse (art. 61 cpv. 2 LAMal). Il Consiglio

di Stato determina annualmente il premio medio di rifermento per ogni singola

categoria di assicurati prevista dalla LAMal.

Alla base del diritto alla

riduzione del premio è stato posto il reddito di riferimento che è

dedotto dai dati accertati fiscali riferiti al periodo di tassazione

determinato per ogni singolo anno di sussidio dal Consiglio di Stato (art. 30

cpv. 1 LCAM). La legge rinvia invece al regolamento la determinazione dei casi

e le modalità di accertamento del reddito di riferimento al di fuori od in

assenza dei dati relativi al periodo fiscale determinante. Analogamente al

reddito la sostanza viene fissata sulla base della tassazione indicata dal

Consiglio di Stato nel suo annuale decreto, con la precisazione però che va

reintegrata la sostanza donata o ceduta in usufrutto che deve essere computata

nel calcolo (art. 30 a LCAMal). Per questa ultima ipotesi occorre fare

riferimento alla situazione che emerge dall’ultima tassazione che precede la

donazione o cessione in usufrutto. Il regolamento di applicazione della legge

(RLCAM) 29 maggio 2012 all’art. 16, prevede che, in queste ipotesi (sia che la

cessione avvenga prima o durante il periodo fiscale determinante), nel calcolo

del reddito di riferimento vengano considerati i valori di sostanza antecedenti

la rinuncia. I dati registrati nella tassazione fiscale prima della donazione o

della cessione in usufrutto sono riportati anche sui periodi fiscali successivi

e il rispettivo ammontare è ridotto annualmente di CHF 10'000.00.

L’art. 31 LCAMal definisce

il reddito disponibile. Lo stesso è determinato dalla somma di tutti i

redditi dell’unità di riferimento secondo la LT, cui va aggiunto un

quindicesimo della sostanza netta ritenuta nella tassazione dalla quale,

contrariamente al diritto previgente, non viene più dedotta alcuna franchigia.

Dall’importo così calcolato sono ammesse specifiche deduzioni.

Il nuovo sistema prevede

la determinazione di limiti di reddito al di sotto dei quali è accordato

l’importo (normativo) massimo della prestazione sociale (art. 34 LCAMal),

limiti che dipendono dall’UR ciò che “garantisce l’equità di trattamento

orizzontale, perché tiene conto della reale situazione di reddito della

famiglia, che dipende in primo luogo dal numero dei suoi componenti”

(Rapporto DSS pag. 31). Questo contrariamente al previgente sistema che

conosceva tre sole tipologie di differenziazione per l’importo massimo della

prestazione.

Secondo le norme della

LCAMal in vigore sino a fine 2014 la parte del reddito che supera i limiti

superiori per l’ottenimento del massimo della prestazione sociale deve, per

volontà esplicita del legislatore, essere messa a contribuzione del pagamento

dei premi. In questa costellazione (superamento del limite di reddito per

l’ottenimento del massimo della prestazione sociale) l’importo della RIPAM

diminuisce in maniera graduale e proporzionata a dipendenza dell’incremento del

reddito da computare. In altri termini la riduzione del premio si contrae man

mano che il surplus di reddito aumenta. Le norme in vigore dal 2012 al 2014

compreso prevedevano percentuali di riduzione che variavano a seconda della

tipologia dell’unità di riferimento. L’art. 36a LCAMal fissava le seguenti

percentuali: 8% (persone sole con figli), 13% (persone coniugate con figli),

20% (persone sole senza figli) e 22% persone coniugate con figli.

Con le modifiche aventi

effetto a partire dalla RIPAM 2015 il legislatore ha introdotto il nuovo

concetto di reddito disponibile massimo. Per tale norma la riduzione dei premi

è accordata sino al raggiungimento di un reddito disponibile massimo che, per

le UR senza figli, è definito con la formula di calcolo (ermetica) seguente:

RDM = costante del 3,4 x 50% del limite di

fabbisogno Laps senza computo della pigione

Se dell'UR fanno parte dei

figli la formula diviene ancor più complessa per cui:

RDM = [costante del 3,9 + 1 – (n° dei figli) / 10] x

50.

% del limite di fabbisogno Lpas senza computo della pigione.

Le due formule adottate

dal legislatore appaiono ermetiche. Esse fanno riferimento ai valori ritenuti

all’art. 10 Laps (considerato per il suo 50%), e ritengono due valori costanti

del 3.4 e del 3,9.

Nel corso dei lavori

preparatori (Messaggio 6982 del 10

settembre 2014 relativo alla modifica della Legge cantonale di applicazione

della LAMal del 26 giugno 1997) l’esecutivo cantonale ha voluto inserire nella

legge un “limite esplicito … (che) non dipende dai PMR … L’introduzione di

questo nuovo parametro consente … di non far aumentare o quantomeno contenere

l’aumento del numero dei beneficiari, nei redditi alti, a dipendenza

dell’aumento dei premi di cassa malati. Il RDM interessa ovviamente le fasce

alte di reddito, di modo che la sua introduzione equivale a prevedere dei criteri

di esclusione … per queste situazioni reddituali” (Messaggio citato, p. 13).

Posto il principio di fissare

un reddito disponibile massimo il Messaggio ha indicato la volontà di sostenere

maggiormente le persone con figli a carico: “Dopo vari approfondimenti

d’impatto sulle differenti tipologie di UR, si ritiene di dover considerare

maggiormente le UR con figli a carico, perciò le famiglie monoparentali e

biparentali, piuttosto che le persone sole o le coppie senza figli” (Messaggio citato, p. 13).

Da queste considerazioni è nata

la scelta di proporre due formule di calcolo diverse e due diversi parametri

per determinare il RDM, a dipendenza della presenza di figli. Sono quindi state

proposte una costante del 3.4 per le persone sole e le coppie senza figli

computabili, e del 3.9 per in caso di presenza di figli. Sempre nel suo

messaggio (p. 13) il Consiglio di Stato ha considerato che la riduzione dei

premi: “è una prestazione coordinata ai sensi della Laps …, il RDM è

calcolato come un multiplo del 50% del limite di RDLaps; per le UR con figli il

multiplo aumenta in funzione del numero di figli”.

Per la determinazione della

costante l’esecutivo ha presentato nel Messaggio

(p. 14 e 15) specifiche tabelle di verifica dell’impatto del calcolo ed ha

considerato come il “valore delle costanti … influenza l’importo del RDM:

tanto minore è il valore della costante, (quanto) minore è … l’importo del RDM

e, di conseguenza, diminuisce anche il numero dei beneficiari con redditi

alti”. La Tabella 2 (fonte IAS) illustra i limiti di reddito massimo

disponibile per tipologia di unità di riferimento secondo la modifica di legge

proposta (e poi accettata il 3 novembre 2014) ed il sistema precedente, con una

chiara diminuzione dei redditi massimi, più elevata per le coppie e le famiglie

monoparentali.

In sostanza le costanti scelte

dal Parlamento, e che il Consiglio di Stato è abilitato a determinare per ogni

anno di sussidio a norma dell’art. 40 lett. c LCAMal, sono il frutto di una

valutazione operata dal legislatore e che ha considerato redditi e composizione

dell’UR, per determinare importi massimi al di sopra dei quali la riduzione del

premio è esclusa, compatibili (anche se inferiori) rispetto al passato e

conformi al dettato dell’art. 65 LAMal che vuole un aiuto sociale non solo a

chi è nel bisogno ma anche alle fasce medie.

2.9

Come anticipato per

determinare il parametro da porre alla base del calcolo della RIPAM dell’UR si

deve stabilire il RDS (Reddito disponibile fissato in maniera semplificata a

partire dai dati fiscali) che si determina partendo dal reddito lordo riportato

dalla decisione di tassazione per l’imposta cantonale del periodo di tassazione

determinato dal Consiglio di Stato, maggiorato della quota parte della sostanza

computabile, dedotti i valori che la legge ammette in deduzione.

L’amministrazione si basa quindi integralmente sui dati fiscali (da qui

l’espressa base legale che consente accessibilità alla Cassa ai dati fiscali

necessari all’elaborazione del calcolo, art. 25 LCAMal) e ciò senza che sia, di

principio, necessario all’amministrazione acquisire ulteriori informazioni

dall’assicurato medesimo o tramite terzi.

Il RDS è stato fissato

considerando i concetti cardine del reddito disponibile in ambito Laps (sia per

quanto attiene i redditi computabili che per quel che riguarda le spese ammesse

in deduzione) partendo però dai dati fiscali per una semplificazione nelle

operazioni amministrative alla luce del numero dei beneficiari della RIPAM.

Nella volontà del legislatore il RDS costituisce dunque un “reddito

disponibile di tipo operativo che precisa la reale capacità economica degli

assicurati”, ed è costituito dalla somma di ogni reddito, indipendentemente

dalla sua fonte, ritenuto nella tassazione fissata dall’esecutivo cantonale

annualmente, cui va aggiunta una quota della sostanza (1/15 della sostanza

netta secondo la LT, senza imputazione di franchigia alcuna).

L’amministrazione è tenuta

a considerare il reddito da attività, principale rispettivamente accessoria,

che sia svolta in maniera dipendente e/o indipendente, quello della sostanza

(mobiliare od immobiliare), comprensivo quindi del reddito locativo proprio,

dei canoni di locazione (oggi non più distinguibili a livello di decisione di

tassazione), degli interessi su titoli od azioni, ed ogni altro simile che la

Legge Tributaria comprenda tra quelli imponibili. Si tratta inoltre delle

indennità e rendite delle assicurazioni sociali o private (rendite AVS o AI

rispettivamente LAINF o versate da un assicuratore malattia, ed ancora i

versamenti di assicuratori privati), nonché dei redditi di altra fonte

considerati dall’autorità fiscale. Non fanno parte della determinazione del

reddito, secondo il Messaggio di accompagnamento della novella legislativa,

redditi di complemento del fabbisogno vitale che sono esenti fiscalmente:

assegni integrativi e di prima infanzia, borse di studio, prestazioni

complementari all’AVS ed all’AI, prestazioni assistenziali ed assegni di grande

invalido, e ciò alla luce della particolare natura di questi redditi. Si tratta

infatti di trasferimenti che coprono spese supplementari rispettivamente

prestazioni Laps successive nell’ordine di priorità dei versamenti alla

riduzione dei premi ed ancora di trasferimenti (le PC) a favore di persone che

non sono toccate dalla riforma del sistema di determinazione e quantificazione

della riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico

sanitarie (Messaggio, op. cit.,

pag. 16 in initio).

Dai lavori preparatori

discende che il Giudice delle assicurazioni sociali (e prima ancora

l’amministrazione) farà capo alla decisione di tassazione del periodo

determinato dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAMal) per fissare il RDS.

Va sin d’ora osservato che, come rammentato nelle STCA 36.2015.78 del 2 febbraio

2015; 36.2011.31 del 9 settembre 2011, 36.2011.32 del 14 luglio 2011,

36.2011.19

del 16 giugno 2011, 36.2008.163 del 4 febbraio 2009; 36.2008.94 del

10.

settembre 2008, fra le ultime in ordine di tempo e STCA 36.1999.28 del 2

giugno 1999 e 36.2003.91 del 29 marzo 2004 fra le prime come: "per

costante giurisprudenza di codesto TCA, ogni tassazione fiscale è presunta

conforme alla realtà. L'amministrazione è vincolata dalle comunicazioni delle

autorità di tassazione. E' possibile scostarsi da una tassazione fiscale

cresciuta in giudicato solo se la stessa contiene errori manifesti e

debitamente comprovati. … l'assicurato deve innanzitutto difendere i suoi

diritti nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle

assicurazioni sociali". Salvo casi eccezionali, che ancora le norme

del regolamento riservano (art. 14 RegLCAMal del 29 maggio 2012, in maniera più

estesa nel previgente regolamento del 13 novembre 2007 all’art. 31 RegLCAMal)

ove viene eseguito un nuovo calcolo autonomo indipendente dalla decisione di

tassazione, sia l’amministrazione che il Tribunale cantonale delle

Assicurazioni debbono attenersi alla decisione di tassazione fissata dal

Consiglio di Stato ed ai valori in questa contenuti.

2.10

Dall’importo del reddito complessivo

lordo vanno dedotte, esclusivamente, le spese specificatamente riconosciute

dall’art. 31 LCAMal. La legge ha fissato in maniera esaustiva e completa sia

quali deduzioni siano possibili e, laddove lo abbia fatto, gli importi ammessi

in deduzione (in questo senso il Rapporto

della Commissione della Gestione e delle Finanze, pag. 3 punto 3.1. in fine che

riprende il Rapporto DSS citato pag. 17). Il criterio discriminante sembra

essere stato quello della necessità della spesa e del suo vincolo. La legge annovera

il premio di riferimento medio dell’assicurazione obbligatoria contro le

malattie determinato annualmente dal Consiglio di Stato (PMR qui di seguito, in

merito si veda l’art. 29 LCAMal), i contributi sociali secondo la LT (ossia:

AVS, AI, IPG, AD, LAINF e LPP), le pensioni alimentari versate, le spese

professionali (secondo la LT e fino ad un massimo di CHF 4'000.00) nonché le

spese per interessi passivi privati e aziendali (secondo la LT e sino ad un

importo massimo di CHF 3'000.00) . Altre spese quali l’affitto, altri premi

assicurativi (ad esempio per le coperture complementari, la RC privata o auto),

imposte e tasse, spese mediche (anche per franchigie e partecipazioni

nell’ambito della LAMal) od ancora per l’invalidità, rispettivamente spese di

gestione e manutenzione immobili o le deduzioni ammesse fiscalmente per figli a

carico od ancora per doppia economia non possono essere considerate.

Secondo le nuove norme la

spesa per interessi passivi è – come detto – ammessa se effettiva e dimostrata

dai dati fiscali ma entro il limite massimo di CHF 3'000.00. L’accento è posto

sulla natura della spesa ritenuta vincolata per l’economia domestica e

riferibile, nella quasi totalità dei casi, ai debiti ipotecari. La

deducibilità, per il Messaggio,

sarebbe necessaria per “garantire una certa parità di trattamento tra

proprietari e inquilini ed evitare di penalizzare i proprietari di case …

gravati da un’ipoteca sulla casa primaria” (pag. 18). La giustificazione

della limitazione dell’importo sarebbe poi da ricondurre al favore che la LT fa

ai proprietari di case rispetto agli inquilini siccome il valore locativo

dell’immobile non risponde in realtà mai sino in fondo a quello reale di

mercato. Quindi secondo il Messaggio

(pag. 18 ad 6.3.7) a fronte del riconoscimento tra i redditi del valore

locativo occorre – ma sino a CHF 3'000.00 al massimo – ammettere una deduzione

in caso di oneri ipotecari.

La deduzione, così come

espressa all’art. 31 cpv. 1 LCAMal, non è però limitata ai debiti ipotecari.

Per evitare ai funzionari che applicano la LCAMal difficoltà amministrative per

accertare la natura degli interessi passivi versati (remunerazione di debiti

ipotecari o di debiti privati rispettivamente aziendali, od ancora di prestiti

al consumo) il legislatore ammette in deduzione, sino al limite citato, gli

interessi passivi che sono riconosciuti a livello fiscale. Una differenziazione

non è infatti precisata e deducibile dai dati cui la Cassa cantonale ha accesso

all’interno dei dati fiscali (art. 25 a LCAMal e 8 a RegLCAMal). La proposta

del disegno di legge non ha fatto oggetto di approfondimento da parte della

Commissione della gestione e delle finanze nel suo Rapporto con implicita

condivisone delle valutazioni dell’esecutivo. Di rilievo per ammettere la deduzione

dell’importo di CHF 3'000.-- è il riconoscimento degli interessi in deduzione a

livello fiscale, su questo aspetto la volontà del legislatore appare chiara.

2.11

Come indicato in precedenza,

per le norme vigenti dal 2012 al 2014, determinato il RDS riferito all’UR

istante, e quindi dopo avere dedotto dal reddito lordo le spese vincolate

riconosciute, l’importo va raffrontato ad un limite determinato dalla legge

mediante richiamo dei principi contenuti nella Laps, cifra variabile a

dipendenza della dimensione dell’UR. Se il RDS sarà inferiore al valore limite

l’UR beneficerà dell’importo massimo del sussidio. Se invece è superiore a

questo limite (come rammenta il Rapporto 6264 dell’8 giugno 2010 pag. 4) “una

percentuale fissa del reddito che eccede tale soglia dovrà essere destinata al

finanziamento dei premi, mentre il resto costituirà la prestazione del Cantone.

Man mano che il reddito aumenta la prestazione cantonale si riduce, fino ad

arrivare a zero. Il limite di reddito fino al quale è riconosciuto il diritto

ad una prestazione massima è stato definito nella legge alla metà del

fabbisogno minimo in base alla Laps, ciò senza il computo della pigione”.

Il valore limite per il

riconoscimento della massima RIPAM era pari al fabbisogno determinato secondo

l’art. 10 Laps. Dal 2013 è invece unicamente del 50% di detto valore. Per

l’anno 2013 il Consiglio di Stato aveva introdotto la novità a livello del

regolamento (art. 48 RLCAMal) senza però averne le competenze in assenza di una

valida delega legislativa (art. 84 LCAMal, che l’art. 48 RLCAMal cita

espressamente, rispettivamente all’art. 40 LCAMal). Il valore è stato

finalmente modificato con un ritocco dell’art. 35 cpv. 2 LCAMal previgente (su

questi aspetti si veda la STCA 36.2013.28 in re M.V. del 5 dicembre 2013). Il

limite di reddito disponibile di riferimento, valido a partire dal 1 gennaio

2013, per la determinazione dell'importo normativo massimo di riduzione dei

premi LAMal si estende quindi fino al limite di fabbisogno, senza computo della

pigione. Nelle decisioni di questo Tribunale cantonale delle Assicurazioni

riferite ai sussidi precedenti la RIPAM 2015 (STCA 36.2014.8 del 16 aprile

2014; 36.2012.71 del 21 gennaio 2013; 36.2012.20 del 13 agosto 2012 nonché

36.2012.14

del 3 settembre 2012. pubblicata in RtiD 2013 - I pag. 44 e segg. No.

11) questa Corte ha evidenziato che l’art. 10 Laps fissa nel seguente modo la

soglia di intervento:

a)

per il titolare del diritto:

importo

corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni

complementari all’AVS/AI per la persona sola

b)

per la prima persona supplementare dell’unità di riferimento:

importo

corrispondente alla metà del limite minimo previsto dalla legislazione sulle

prestazioni complementari all’AVS/AI per la persona sola

c)

per la seconda e la terza persona supplementare dell’unità di riferimento:

importo

corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni

complementari all’AVS/AI per il primo figlio

d)

per la quarta e quinta persona supplementare dell’unità di riferimento:

importo

corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni

complementari all’AVS/AI per il terzo figlio

e)

per la sesta e ogni ulteriore persona supplementare dell’unità di

riferimento:

importo

corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni

complementari all’AVS/AI per il quinto figlio.

2Per limiti minimi secondo

la legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI si intende:

a) fr. 16’540.-- con

riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. a);

b) fr.

8’270.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. b);

c) fr.

8’680.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. c);

d) fr.

5’787.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. d);

e) fr.

2’893.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. e).

3I limiti dell’art. 10 cpv.

2.

vengono adeguati contemporaneamente ai limiti della legislazione sulle

prestazioni complementari all’AVS/AI e nella misura dell’incremento deciso

dall’autorità federale per le prestazioni complementari all’AVS/AI.

Il legislatore ha –

tramite la Laps – accostato i valori di calcolo della LCAMal a quelli della

legislazione in materia di prestazioni complementari, non senza dimenticare

infatti che una fetta importante dei beneficiari della riduzione del premio

dell’assicurazione obbligatoria delle cure è parallelamente beneficiario di PC

(e gode di trattamento di favore per le modalità di ottenimento della

riduzione).

Dal 2012 il superamento

del valore pieno del fabbisogno costituiva il limite oltre il quale il reddito

doveva iniziare ad essere messo a contribuzione per il pagamento del premio,

per gli anni 2013 e 2014 vi sono state le modifiche citate per cui un RDS

inferiore o uguale al 50% della somma desunta dall’art. 10 Laps comporta il

versamento della riduzione massima possibile. In altri termini il limite di

reddito oltre il quale l’assicurato o la UR debbono iniziare a contribuire per

il pagamento del premio è stato diminuito. Come vedremo in corso di motivazione

questo aspetto non ha incidenza comunque sui calcoli relativi al diritto dei

ricorrenti per gli anni in causa, per il manifesto superamento dei limiti di

reddito disponibile che consentono il versamento di un sussidio.

2.12

Con le modifiche della legge

apportate il 3 novembre 2014 dal Parlamento ed entrate in vigore il 1° gennaio

2015.

il calcolo dell'importo normativo della RIPAM 2015 (oggetto delle

contestazioni formanti l'inc. 36.2015.31) è determinato mediante una nuova

formula che considera il reddito disponibile massimo dell’art. 32a LCAMal (si

veda quanto esposto nelle considerazioni sub. 2.9. in fine).

L'art. 34 LCAMal ribadisce

che l'importo massimo normativo dei premi corrisponde alla somma dei premi medi

di riferimento per categoria d'assicurato, dell'UR. L'importo normativo della

RIPAM, dal 2015 è quindi determinato dalla seguente formulata:

[PMR – (PMR x RD2)]

RDM2

e dipende

dal reddito disponibile massimo (RDM) definito all'art. 32 a LCAMal cui si è

accennato nelle considerazioni del punto 2.9. in fine. Le modifiche apportare

alle norme a contare dal 2015 hanno reso il sistema molto meno trasparente

visto l’uso di formule matematiche complesse.

2.13

Per

completezza va rammentato ancora che per fissare l’importo della riduzione del

premio da riconoscere agli assicurati “di condizione economica modesta”

(art. 65 cpv. 1 LAMal) l’importo normativo della RIPAM va ulteriormente

moltiplicato per il coefficiente cantonale di finanziamento. L’art. 37 LCAMal

prevede che il coefficiente cantonale di finanziamento, ossia quanto il Cantone

deve finanziare dell’importo normativo del premio, determina di converso la

quota, basata sul premio medio di riferimento, che rimane a carico

dell’assicurato o dell’UR interessata.

Il coefficiente unico per

il 2012 del 73,5% è stato cambiato con effetto al 1 gennaio 2013. Con la

modifica il coefficiente del 73,5% è rimasto applicabile per “le

unità di riferimento con un reddito disponibile inferiore o uguale alla metà

del limite di fabbisogno, senza computo della pigione, ai sensi della legge

sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) del 5

giugno 2000“ mentre un coefficiente del 70% è stato

previsto negli altri casi.

A contare

dal 2015 il legislatore, in uno con le modifiche cui si è accennato, ha voluto

portare un'ulteriore modifica all’art. 37 LCAMal fissando il coefficiente

cantonale di finanziamento definitivamente al 73,5% dell'importo normativo

della RIPAM.

2.14

L’importo che risulta quindi

dall’applicazione di questa percentuale di partecipazione finanziaria del

cantone al premio normativo calcolato alla luce della situazione

dell’assicurato o meglio dell’UR interessata, costituisce l’importo della RIPAM

che viene comunicata dall’amministrazione direttamente agli istanti,

contrariamente a quanto avveniva in precedenza dove l’importo del sussidio

veniva comunicato all’assicuratore malattia e da questi, mediante la nuova

polizza, alla parte richiedente l’aiuto sociale.

2.15

Occorre ora indicare quali

fossero i parametri applicabili alla determinazione della riduzione dei premi

negli anni qui in esame. Con il Decreto esecutivo concernente le basi di

calcolo per l’applicazione delle riduzioni di premio LAMal per l’anno 2013,

le stesse sono state definite come segue:

" a) periodo

fiscale per l’accertamento del reddito disponibile di riferimento:

classificazioni dell’imposta cantonale per l’anno 2010.

b) premio medio di riferimento:

- adulti: CHF 4’908.--

- giovani adulti di età tra 18 e 25 anni: CHF 4’526.--

- minorenni: CHF 1’141.--

c) percentuali

relative alla parte di reddito supplementare da destinare al finanziamento dei

premi: come da art. 36 LCAMal."

Con Decreto esecutivo 21

maggio 2014 (entrato in vigore retroattivamente) concernente le basi di calcolo

per l’applicazione delle riduzioni di premio LAMal per l’anno 2014 il

Consiglio di Stato ha fissato i seguenti parametri:

a) periodo fiscale per l’accertamento del reddito disponibile di

riferimento: classificazioni dell’imposta cantonale per

l’anno 2011.

b) premio medio di riferimento:

- adulti: CHF 4’965.00

- giovani adulti di età tra 18 e 25 anni: CHF 4’594.00

- minorenni: CHF 1’156.00

c) percentuali

relative alla parte di reddito supplementare da destinare al finanziamento dei

premi: come da art. 36 LCAMal.”

Per l'anno 2015

l'esecutivo cantonale ha fissato i parametri della RIPAM mediante DE dell'11

febbraio 2015, nel seguente modo:

a) periodo

fiscale per l’accertamento del reddito disponibile di riferimento: classificazioni

dell’imposta cantonale per l’anno 2012.

b) premio medio di riferimento:

- adulti: CHF 4’875.–

- giovani adulti di età tra 18 e 25 anni: CHF 4’504.–

- minorenni: CHF 1’066.–

c) costante per il calcolo del reddito disponibile massimo:

- unità di riferimento senza figli: 3.4

- unità di riferimento con figli: 3.9

2.16

Come questo Tribunale

cantonale delle Assicurazioni ha fatto nella decisione STCA 36.2015.29 del 13

agosto 2015, prima di esaminare i calcoli eseguiti dall’amministrazione al fine

di accertarne l’esattezza, occorre verificare la correttezza del presupposto

dal quale la Cassa è partita, comunque non contestato nella sostanza dalla

ricorrente, ossia il sussistere di una convivenza stabile. Più avanti occorrerà

verificare, una volta ammessa la convivenza stabile tra la ricorrente e il

signor ___________, quali effetti questa convivenza abbia sulla composizione

dell’UR, in altri termini se, come sostiene la signora RI 1, l’UR debba essere

composta unicamente da lei e il convivente, oppure se nella stessa debbano

essere compresi i figli minorenni rispettivamente maggiorenni in formazione.

2.17

L’art. 26 cpv. 4 LCAMal

prevede che i partner conviventi, in caso di convivenza stabile, compongano un’UR.

Nell’ambito dell’esame della procedura 36.2015.29, questo Tribunale cantonale

delle assicurazioni ha dovuto esaminare la possibilità per il legislatore di

legiferare in materia di convivenza e meglio la possibilità di ritenere una

convivenza fondante un’unità di riferimento con implicazioni sul diritto alla

riduzione dei premi. In quella fattispecie la ricorrente riteneva

implicitamente contrario al principio di uguaglianza giuridica dell’art. 8 cpv.

2.

Cost. fed., trattare in maniera uguale situazioni diverse quali rapporto

coniugale e convivenza e ciò particolarmente in ambito di RIPAM.

2.18

Nel suo giudizio 13 agosto

2015.

(ripreso ancora nella STCA 36.2015.85 del 22 febbraio 2016) questo

Tribunale cantonale delle assicurazioni ha evidenziato come, prima ancora della

vigenza della nuova legge ticinese e della sua norma di regolamento per cui in

caso di convivenza stabile i redditi dei conviventi sono cumulati siccome i

conviventi compongono un’UR (art. 26 cpv. 4 LCAMal e 10a RLCAMal), la

giurisprudenza federale si era già occupata (come evocato anche nella STCA

36.2014.78

del 2 febbraio 2015), in una fattispecie relativa alla riduzione dei

premi nel cantone di Vaud, di un caso di convivenza tra due persone in cui un

giovane, stagista avvocato, aveva chiesto la riduzione dei premi dell’assicurazione

malattie obbligatorie invocando gli scarsi redditi conseguiti. Il TF ha

indicato, nel suo giudizio pubblicato nelle DTF 134 I 313 (consid. 4.2.), che:

" L'art. 18 al. 1 du règlement du Conseil d'Etat du 18 septembre 1996

concernant la loi du 25 juin 1996 d'application vaudoise de la loi fédérale sur

l'assurance-maladie (RLVLAMal/VD; RSV 832.01.1) précise que par couple on

entend les conjoints et les personnes qui vivent durablement en ménage commun;

sont assimilés aux couples, les célibataires, veuves, veufs, divorcées,

divorcés, qui ont un ou plusieurs enfants mineurs, en apprentissage ou aux

études et dont ils assument l'entretien complet. … L'art. 23 al. 1 RLVLAMal/VD

précise que, conformément à l'art. 12 de la loi, l'OCC procède au cumul des

revenus lorsque le subside est requis par une personne vivant durablement en

ménage commun. (…)

Dans le domaine des contributions publiques ou des

restrictions des libertés, les exigences d'une base légale sont en général très

strictes (ATF 133 I 27 consid. 3.1 p. 28; ATF 133 V 402 consid. 3.2 p. 404 s.; ATF 132 I 117 consid. 4.2 p. 121; ATF 132 II 371 consid. 2.1 p. 374; ATF 130 I 65 consid. 3.1 p. 67). En matière de fourniture de prestations (ou

administration des prestations), les exigences requises sont moins sévères. Le

rang de la norme et son degré de précision dépendent du genre de la décision.

Pour les prestations sociales régulières et renouvelables et pour certaines

subventions, où le respect du principe de la légalité doit garantir l'égalité de

traitement et l'objectivité des critères d'attribution, il est en tout cas

nécessaire, au risque de violer le principe de la séparation des pouvoirs, de

définir dans la loi les lignes fondamentales de l'intervention de l'Etat. Il en

va ainsi du cercle des bénéficiaires, de la manière de fixer la prestation et

des conditions de son octroi. En revanche, les modalités concrètes des

prestations peuvent figurer dans une ordonnance (ATF 118 Ia 46 consid. 5b p. 61; ANDREAS AUER/GIORGIO MALINVERNI/MICHEL HOTTELIER,

Droit constitutionnel suisse, vol. I, L'Etat, 2e éd., Berne 2006, p.

611.

n. 1728 et p. 634 n. 1797 ss; ANDRÉ GRISEL, Traité de droit administratif,

Neuchâtel 1984, p. 321; cf. également ATF 131 II 361 consid. 7.4 p. 385). Il n'existe entre les

concubins aucun devoir légal d'entretien et d'assistance (ATF

129.

I 1 consid. 3.2.4 p. 6; voir aussi ATF 106 II 1 consid. 2 p. 4). En matière civile,

la jurisprudence développée sous l'empire de l'ancien droit du divorce a

considéré, sous certaines conditions, que le concubinage constituait une

communauté assimilable au mariage pouvant entraîner la perte du droit à la

rente du conjoint divorcé. Le Tribunal fédéral a toutefois posé la présomption

(réfragable) qu'un concubinage était stable lorsqu'il durait depuis cinq ans au

moment de l'ouverture de l'action en modification du jugement de divorce

("concubinage qualifié"; ATF 118 II 235 consid. 3a p. 237; ATF

114.

II 295 consid. 1a p. 297; voir également URS

FASEL/DANIELA WEISS, Auswirkungen des Konkubinats auf (nach-)eheliche

Unterhaltsansprüche, in PJA 2007 p. 13 ss). En matière

d'aide sociale, il existe dans les cantons une tendance de plus en plus marquée

d'assimiler à des couples mariés des concubins qui vivent dans une relation

durable. A ce propos, si la personne assistée vit dans une relation de

concubinage stable, la jurisprudence admet qu'il n'est pas … arbitraire de tenir compte de cette circonstance dans l'évaluation des

besoins d'assistance, quand bien même il n'existe pas un devoir légal et

réciproque d'entretien entre les partenaires. Dans cette optique, il est

admissible de tenir compte du fait que ces derniers sont prêts à s'assurer

mutuellement assistance (arrêts du Tribunal fédéral 2P.242/2003 du 12 janvier

2004, consid. 2, publ. in FamPra.ch 2004 p. 434;2P.230/2005 du 10 juillet

2006, consid. 3.3;2P.218/2003 du 12 janvier 2004, consid. 3.2;2P.386/1997 du 24 août 1998; THOMAS GÄCHTER/MYRIAM SCHWENDENER,

Nichteheliche Lebensgemeinschaften im Sozialversicherungsrecht, Ein Beitrag zum

Verhältnis von Familien- und Sozialversicherungsrecht, in FamPra.ch 2005 p. 857

s.; FELIX WOLFFERS, Grundriss des Sozialhilferechts, 2e éd., Berne

1999, p. 162; PETER STADLER, Unterstützung von Konkubinatspartnern, in

Zeitschrift für Sozialhilfe [ZeSo] 1999 p. 29 ss). A ce

propos, les directives de la Conférence suisse des institutions d'action

sociale (CSIAS) prévoient que si les partenaires vivent en concubinage stable

et si une seule personne est bénéficiaire de l'aide sociale, le revenu et la

fortune du partenaire non bénéficiaire peuvent être pris en compte de manière

appropriée. Elles précisent qu'un concubinage est considéré comme stable,

notamment, s'il dure depuis deux ans au moins ou si les partenaires vivent

ensemble avec un enfant commun (norme CSIAS 12/07 F.5 - 2). Dans ce même ordre

d'idées, le Tribunal fédéral a jugé, s'agissant de l'avance de pensions alimentaires,

qu'une disposition cantonale selon laquelle les revenus du concubin du parent

ayant droit sont pris en compte, et l'avance alimentaire accordée seulement si

le revenu total des deux concubins ne dépasse pas la limite fixée, n'était pas

arbitraire (ATF 129 I 1).

Les considérations qui sont à la base de cette

jurisprudence, en particulier dans le domaine des prestations de l'aide

sociale, peuvent être transposées en matière de subsides d'assurance-maladie,

vu l'évidente analogie entre ces deux types de prestations. Dans un cas comme

dans l'autre, leur octroi est soumis à conditions de ressources. Dans les deux

domaines, les prestations sont régies, il est vrai à des degrés divers, par le

principe de la subsidiarité par rapport à d'autres sources de revenus.

La LVLAMal/VD définit les bénéficiaires de subsides

comme étant les assurés de condition économiquement modeste, dont le revenu est

égal ou inférieur au revenu déterminant. La diversité des situations à

considérer (personnes seules, couples mariés, partenaires

enregistrés, personnes seules avec enfants dont elles assument ou non

l'entretien, assurés vivant en domicile commun avec leurs parents et autres

situations) implique la nécessité de réserver à l'autorité exécutive une marge

de manoeuvre suffisante afin de cerner au mieux au plan réglementaire le cercle

des bénéficiaires et de permettre une utilisation des subsides conformes à leur

but, c'est-à-dire en fonction des besoins économiques réels des intéressés.

Dans cette optique, la prise en compte du revenu et de la fortune du partenaire

non bénéficiaire ne doit pas impérativement figurer dans une loi cantonale au

sens formel. Il s'agit, en définitive, de la concrétisation de la notion légale

d'assuré de condition modeste et du principe de la subsidiarité de la

prestation en regard de la jurisprudence qui permet, en matière de devoir

d'assistance et sous certaines conditions, d'assimiler le concubinage à l'union

matrimoniale."

Considerare, in caso di concubinato, il reddito conseguito

cumulativamente dai concubini per valutare il diritto alla riduzione dei premi

è circostanza quindi ampiamente ammessa dalla giurisprudenza federale. Il TF

non ha ritenuto il cumulo dei redditi in queste circostanze in contrasto con

senso e scopo dell’art. 65 cpv. 1 LAMal.

2.19

In Ticino i concubini

costituiscono un'unità di riferimento se la convivenza è ritenuta stabile. La

definizione di convivenza stabile di partners è data dalla legislazione

cantonale in materia di armonizzazione e coordinamento delle prestazioni

sociali, la legge del 5 giugno 2000 (Laps) è generica su questo aspetto come lo

è la LCAMal al suo art. 26 cpv. 4, ma il concetto è esplicitato dal regolamento

di applicazione della Laps del 17 dicembre 2002 all’art. 2a. In particolare la

convivenza è considerata stabile se, alternativamente: a) vi sono figli in

comune; b) la convivenza procura gli stessi vantaggi di un matrimonio;

c) la convivenza è durata almeno 6 mesi. Basta quindi il realizzarsi di

una sola di queste condizioni per ammettere una stabilità nella convivenza.

Con pubblicazione sul

Bollettino ufficiale delle leggi del 23 gennaio 2015 (ma con entrata in vigore

retroattiva al 1° gennaio 2015) il Consiglio di Stato ha modificato il RLCAMal

inserendo un nuovo art. 10a secondo cui:

" La

convivenza è considerata stabile se, alternativamente:

a) vi sono figli in comune;

b) la convivenza procura gli stessi vantaggi di un matrimonio;

c) la convivenza dura da almeno 6 mesi."

con ripresa dei

concetti già contenuti nel RLaps.

2.20

Nel caso in esame la

ricorrente e il signor RI 1 convivono da ben più di 6 mesi, senza figli in

comune tra loro ma condividendo l’alloggio (immobile che appartiene in ragione

di ½ ciascuno ai conviventi) con i figli di primo letto della ricorrente.

In sede di udienza, così

come già in sede di ricorso, RI 1 ha riconosciuto, tramite il suo

rappresentante, la sua convivenza stabile con il signor RI 1, fondata su un

sentimento profondo e intenso. I conviventi sono attivi professionalmente e concorrono

a fronteggiare le spese, essi sono proprietari in ragione di ½ della casa in

cui vivono.

2.21

In una sentenza 42.2012.2 del

24.

marzo 2013, emanata nella sua composizione completa, il Tribunale cantonale

delle assicurazioni, a questo proposito, ha osservato come:

" … per gli

art. 4 cpv. 1 lett. c Laps e 2a Reg.Laps, validi dal 1° ottobre 2006, l’unità

di riferimento del titolare del diritto alla prestazione è costituita, fra

l’altro, dal partner convivente se vi sono figli in comune o se,

indipendentemente da figli in comune, la convivenza è durata almeno 6 mesi, a

differenza di quanto contemplato dall’art. 4 lett. c) Laps in vigore fino al 30

settembre 2006, e meglio che l’unità di riferimento era costituita dal partner

convivente soltanto se vi erano figli in comune.

Riguardo al cambiamento del tenore dell’art. 4 lett. c) Laps dal

Messaggio n. 5723 del 25 ottobre 2005 relativo alla Modifica della legge

sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno

2000.

(Laps) p.to 2.2. si evince quanto segue:

" 2. Unità di riferimento (art. 4 Laps)

2.2.1

Partner convivente

L’attuale art. 4 cpv 1 lett. c) Laps prevede che fa parte dell'unità di

riferimento il partner convivente, se vi sono figli in comune.

Questa regola era stata definita per garantire la parità di

trattamento, considerando alla stessa stregua delle coppie sposate anche le

unioni libere, a condizione che queste siano obiettivamente fondate da una

convivenza e dall’esistenza di figli in comune; solo in questo caso, il partner

è perciò assimilato a un ‘coniuge’, indipendentemente dallo stato civile dei membri

della coppia.

Non appartengono invece alla medesima unità economica di riferimento i

partner senza figli in comune: i partner senza obblighi di mantenimento

reciproci (coppie non sposate senza figli in comune) sono considerati unità

economiche indipendenti a tutti gli effetti.

Dall’entrata in vigore della Laps la giurisprudenza in materia di

conviventi ha subito un’evoluzione significativa. Ad esempio la sentenza del TF

(DTF 1P.184/2003) in materia di anticipo alimenti (ma applicabile a tutte le

prestazioni sociali), conferma e precisa la DTF 129 I 1, affermando che non è

di per sé contrario al principio di uguaglianza tener conto per il calcolo di

prestazioni sociali anche del reddito di un convivente se la convivenza ha una

certa stabilità (per non creare disparità con i nuovi coniugi).

Viola però tale principio il tener conto della convivenza sin dal primo

giorno della stessa e l'imporre alla richiedente la prova che la convivenza non

ha una stabilità simile ad un matrimonio.

Nella sentenza del 12.01.2004, causa 2P.218/2003, il TF precisa che

occorre prendere in considerazione i redditi e la fortuna dei due partner se la

loro convivenza può essere definita "stabile". Tale sarà in

particolare il caso quando i partner fanno famiglia comune da molti mesi o

quando educano insieme un bambino comune. Se la convivenza può essere definita

"stabile" tenuto conto di tutte le circostanze del caso particolare,

occorrerà dunque stabilire un bilancio unico per i due concubini.

Per definire se la convivenza può essere definita stabile,

relativamente alla durata minima dell’unione, il TF lascia un certo margine di

apprezzamento ai Cantoni. Se in precedenti sentenze il TF prevedeva un minimo

di 5 anni di convivenza, attualmente la prassi prevede un concetto di molti mesi.

Visto quanto sopra, si propone di modificare l’art. 4 cpv. 1 lett. c)

Laps, prevedendo che l’unità di riferimento è costituita dal titolare del

diritto e dal partner convivente se la convivenza è stabile. Il regolamento di

applicazione dovrà quindi definire a quali condizioni la convivenza è stabile,

sia se vi sono figli in comune oppure no."

Ed ancora nel medesimo

giudizio, viene posto in evidenza il Rapporto parziale 2 del 28 marzo 2006 sul

Messaggio n. 5723 della Commissione della gestione e delle finanze che ritiene

quanto segue:

" Con

l’adozione della revisione, l’unità di riferimento sarà quindi costituita dal

titolare del diritto e dal suo partner convivente, se la convivenza è stabile.

Il regolamento di applicazione, che come i

relatori hanno avuto modo di verificare, correttamente è già stato elaborato,

provvede a definire a quali condizioni la convivenza è stabile.

Tale potrà d’ora in poi essere, anche se non vi

sono figli comuni, nel caso in cui la convivenza denoti appunto stabilità

definita ad esempio nel caso vi sia coabitazione da sei mesi.

L’accertamento della coabitazione avverrà

concretamente tramite i Comuni, con i quali la collaborazione si è andata

positivamente consolidando nel corso di questi anni."

Con le ulteriori seguenti

osservazioni:

" È,

altresì, utile sottolineare che secondo la giurisprudenza federale in materia

di assistenza sociale quando si è confrontati con un concubinato stabile è

ammissibile e non arbitrario tenere conto nel calcolo della prestazione

assistenziale del richiedente anche dei redditi e delle spese della persona

convivente, benché non sussista un obbligo di mantenimento reciproco ex lege

fra i due partner. A tal fine va, infatti, piuttosto considerata la

disponibilità di fatto a sostenersi reciprocamente (cfr. STF 8C_356/2011 del 17

agosto 2011 consid. 2.2.).

Va, d’altronde, rilevato che ai sensi della giurisprudenza

federale ai fini della determinazione di una convivenza rispetto a una semplice

economia domestica comune è irrilevante la forma della vita in comune. E’,

invece, determinante che i partner siano pronti a prestarsi assistenza e

sostegno reciproci (cfr. DTF 134 V 369 consid. 7.1.; DTF 137 V 82 consid. 5.5.

= RtiD II-2011 N. 56 pag. 272 segg.; STF 8C_356/2011 del 17 agosto 2011 consid.

2.2

)."

Questi rilievi sono già

stati condivisi da questo Tribunale cantonale delle assicurazioni nell’ambito

della riduzione dei premi dell’assicurazione malattie, nelle STCA 36.2014.78

del 2 febbraio 2015, consid. 2.20, 36.2015.29 del 13 agosto 2015 e nella STCA

36.2015.85

del 22 febbraio 2016, e sono assolutamente attuali per cui devono

essere confermati. I concetti della Laps vanno applicati per il rinvio

dell’art. 26 LCAMal, per l’identità dei testi ritenuti (art. 26 LCAMal e 4 Laps

e per l'art. 2a Laps) e per lo scopo stesso cui tende la legge

sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali. Sarebbe

scioccante applicare, all’ambito della riduzione dei premi dell’assicurazione

malattie coordinata dalla Laps, un concetto di convivenza stabile diverso.

Condividere la propria

esistenza, gli affetti, in una relazione intensa rapportabile a quella

coniugale, impone, a livello di RIPAM, come per l’applicazione della Laps, di

considerare l’unità di riferimento composta dai conviventi stabili. In concreto

la ricorrente e il signor ____________ non negano di condividere la loro

esistenza da anni, di aiutarsi, sostenersi e di collaborare tra loro. Questa

convivenza, duratura, profonda e radicata, adempie pienamente i requisiti

dell’art. 26 cpv. 4 LCAMal e dell’art. 10a lett. c) RLCAMal.

La condizione legale della

convivenza è comprovata ed è conforme alla giurisprudenza federale.

2.22

Va ancora aggiunto che, a

livello di RIPAM i conviventi non sono trattati come avviene invece a livello del

diritto fiscale, non traendo la coppia – in questo ambito – i vantaggi della

coppia coniugata quo a deduzioni ed aliquote. I redditi, in ottica RIPAM, sono infatti

cumulati mentre in ottica fiscale ciò non avviene, ma non vengono neppure ritenute

specifiche deduzioni per determinare l'imponibile così come non è applicata

l'aliquota per coniugi.

Come giudicato nella STCA

36.2014.78

del 2 febbraio 2015, consid. 2.21, quest’obiezione non può essere

ritenuta. La diversa valutazione della convivenza stabile in ambito RIPAM ed in

quello fiscale è frutto di una deliberata scelta del legislatore, chiaramente

espressa nei lavori parlamentari citati nelle considerazioni che precedono. Due

conviventi, a livello fiscale (dove la legislazione cantonale è condizionata da

quella federale), sono considerati persone con partita fiscale distinta, i

coniugi invece sono considerati in una unica partita fiscale. Questa

circostanza però non basta per ritenere il diritto cantonale in ambito di

RIPAM, in cui il cantone gode di grande autonomia (come rilevato in precedenza),

non conforme al diritto federale in generale rispettivamente al dettato

dell’art. 65 LAMal, al cui senso e spirito le norme ticinesi devono attenersi,

rispettivamente all'art. 8 Cost. fed.

L’autonomia cantonale in

materia va salvaguardata, gli ambiti specifici della Legge Tributaria del

Cantone Ticino e della LCAMal sono diversi e tendono al conseguimento di

risultati radicalmente differenti. Ciò permette al legislatore cantonale di

considerare diversamente, nei due settori, la convivenza stabile senza che

possa essere ritenuta una disparità di trattamento ai sensi dell’art. 8 Cost.

fed. Su questi aspetti si veda Pascal

Mahon, Droit constitutionnel. Droits fondamentaux. 3 ed. Helbing &

Lichtenhahn e Faculté de droit Université de Nauchâtel, 2014 n. 143 e 144, p.

237.

e seg.

Ne

discende che, per la determinazione del diritto alla RIPAM della ricorrente, e

dei suoi figli, vanno ritenuti i redditi conseguiti dalla coppia. In altri

termini i due conviventi vanno considerati appartenenti ad un’unica UR.

2.23

La ricorrente, in particolare

in sede di ricorso e nel corso dell’udienza, ha rilevato come, considerando in

concreto – come fa la Cassa - un’unica UR composta da lei stessa, dai suoi

figli e dal suo convivente, induce sostanzialmente a computare i figli (suoi)

nell’ambito economico del suo convivente signor __________, che non è padre di __________

e __________, e non ha nei loro confronti obblighi alimentari di sorta.

In altre parole RI 1

lamenta il fatto che le norme applicate dalla Cassa cantonale impongono al

signor __________ implicitamente di pagare il premio anche di __________ e __________

imponendogli così un obbligo di mantenimento non previsto dal diritto civile.

L'argomento, già

affrontato e evaso da questo Tribunale nelle STCA 36.2015.29 e 36.2015.85 più

volte citate in precedenza, non è di pregio. Il mantenimento di __________ (sin

a quando era in formazione) e di __________ incombe ai loro genitori, ossia al

padre e alla madre e non certo al convivente di quest'ultima __________.

Le norme della LCAMal, in

tema di RIPAM, e specificatamente riferite alla composizione dell’UR, non

creano certamente obblighi alimentari di natura civile al convivente. Come

rilevato nelle considerazioni precedenti, l’unità di riferimento è composta

dalla cerchia di assicurati da considerare per il calcolo della riduzione dei

premi e, di regola, essa è costituita dall’unità riconosciuta ai sensi del

diritto fiscale. Per il diritto fiscale, espressamente richiamato dall’art. 26

cpv. 2 LCAMal, la ricorrente e i suoi figli, che con lei convivono e a lei sono

stati affidati (sino al momento in cui sono personalmente imponibili),

costituiscono un’unità riconosciuta anche a livello fiscale. Non solo: la mamma

(__________) detrae dai suoi redditi, per i figli a suo carico, le deduzioni

sociali riconosciute dal diritto fiscale (a titolo di esempio si veda il doc.

VI/4), e dichiara gli alimenti ricevuti per loro. Va poi aggiunto che, quando

un figlio è in formazione (e non ha più di 30 anni, non è coniugato, non ha

figli suoi a carico e non ha redditi superiori al limite del fabbisogno), torna

applicabile l’art. 27 LCAMal, precisato dall’art. 11 RLCAMal, che, in

situazioni come quella in discussione, include il figlio nell’unità di

riferimento da cui dipende economicamente (qui la madre che riceve gli alimenti

e opera le deduzioni sociali per i figli e provvede al loro sostentamento).

Nel caso in esame

quest’unità di riferimento, come mostrano in particolare i doc. A1 e B1, è

stata richiedente esplicita della riduzione dei premi per tutti gli anni in

discussione (2013 – 2015), non solo la signora RI 1 quindi ma lei e i suoi

figli insieme (la rappresentanza dell’UR avviene tramite un membro maggiorenne

della stessa; art. 8 cpv. 1 RLCAMal) hanno postulato la RIPAM per gli anni qui

in discussione.

In questa UR, composta per gli

anni 2013 e 2014 dalla ricorrente e entrambe i figli mentre per il 2015 dalla

ricorrente e il figlio __________, deve essere inserito anche il convivente

della ricorrente signor __________ per l’applicazione dell’art. 26 cpv. 4

LCAMal secondo cui, come visto in precedenza, i partners conviventi, se la

convivenza è ritenuta stabile, sono considerati come componenti della medesima

unità di riferimento.

L’unica possibile

interpretazione di questa norma (art. 26 LCAMal) è quella della somma dei

membri che vanno a formare l’UR in caso di esistenza di più situazioni

contemplate nel suo disciplinamento. In altri termini all’UR composta dai

membri contemplati dal diritto fiscale nella medesima tassazione, vanno

aggiunti (se presenti) i membri maggiorenni in formazione così come prevede

l’art. 27 LCAMal (questi giovani, se adempiute le condizioni poste dalla norma

ed elencate in precedenza, sono inclusi nell’unità di riferimento da cui

dipendono economicamente) ed ancora i partners conviventi se date le condizioni

di una convivenza stabile.

Queste norme, considerando

gli effetti della convivenza duratura e stabile che fonda una solidarietà tra i

conviventi, tendono ad evitare che lo Stato debba erogare aiuti sociali ad

assicurati viventi in condizioni sostanzialmente agiate, pur con mezzi propri

limitati, grazie alla convivenza. Nell'ambito di una convivenza stabile, come

quella in discussione, ai fini della RIPAM vanno quindi computati i redditi di

un convivente che decida di condividere la propria vita con altra persona

avente a carico dei figli. La solidarietà derivante dalla convivenza stabile impone,

all’interno della coppia, reciproco aiuto ed assistenza.

Vero è che tale sforzo si

riverbera, almeno in parte, anche in favore dei figli di primo letto della o

del concubina/o.

In concreto ciò significa

che la solidarietà tra i conviventi RI 1 e __________, l’aiuto reciproco che

deriva dalla loro unione stabile, permette alla ricorrente di porre in atto gli

sforzi necessari (in uno con il padre di __________ e __________) per onorare i

premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie dei giovani.

Da quanto precede discende che la Cassa ha operato correttamente considerando,

in concreto, l’UR composta da RI 1, __________, __________ (per gli anni 2013 e

2014) e __________.

2.24

Alla luce di quanto precede

occorre procedere ora alla verifica del calcolo della RIPAM operato dalla

Cassa. Per definire il diritto alla RIPAM della ricorrente bisogna fissare il

reddito determinante in maniera semplificata, partendo dai dati contenuti nelle

decisioni fiscali.

A questo

reddito va aggiunto quello conseguito dal convivente e vanno dedotte le spese

riconosciute.

La

ricorrente non ha posto in dubbio i calcoli svolti dalla Cassa cantonale di

compensazione AVS AI IPG che sono corretti. Come già evidenziato nella STCA

36.2015.29

in re D. del 13 agosto 2015 gli importi del fabbisogno, fissati in

base all’art. 10 Laps, vanno rivalutati secondo il dettato dell’art. 10 cpv. 3

Laps, con attenzione al fatto che l’Ordinanza 09 del Consiglio Federale

datata 26 settembre 2008 sugli adeguamenti all’evoluzione dei prezzi e dei

salari nell’AVS/AI/IPG prevedeva un incremento del 3,2% rispetto ai valori del

biennio precedente mentre l’incremento dell’Ordinanza 11 è stato dell’1.8%

(art. 3 cpv. 2). Queste percentuali non sono altro che l’arrotondamento del

tasso percentuale tecnico calcolato del 3.1674% e dell’1,7543%. La giurisprudenza

ha chiarito, alla luce della comunicazione acquisita presso l’UFAS (lettera 24

luglio 2012 destinata alla Cassa cantonale di compensazione AVS AI IPG,

Bellinzona), che “l’aumento percentuale reale delle rendite non corrisponde

al tasso indicato dal CF che non viene quindi letteralmente applicato

dall’amministrazione. Gli importi delle rendite subiscono infatti un

arrotondamento. Nell’ambito della RIPAM la Cassa ha applicato il tasso

percentuale tecnicamente calcolato dal raffronto degli importi” delle

rendite vecchiaia singole minime (STCA 36.2012.33 del 4 settembre 2012

riassunta in RTiD 2013 I pag. 63 e 64 no. 12 e STCA 36.2012.71 del 21 gennaio

2013.

consid. 2.7.).

Con

Ordinanza 13 del 21 settembre 2012 sugli adeguamenti all’evoluzione dei prezzi

e dei salari nell’AVS/AI/IPG il Consiglio Federale ha previsto un incremento

(arrotondato) dello 0,9%, che in realtà assomma allo 0,86209, mentre con

l’Ordinanza 15 sugli adeguamenti all'evoluzione dei prezzi e dei salari

nell'AVS/AI/IPG del 15 ottobre 2014 l’adeguamento è dello 0,4%. Anche in questo

caso si tratta di percentuale arrotondata, il calcolo effettivo

dell’adeguamento è dello 0,42735%.

La Cassa deve rifarsi, in

applicazione dell’art. 18 RLCAMal, al limite di fabbisogno minimo ai sensi della

Laps corrispondente a quello valido per l’anno precedente all’anno di

competenza. Nel caso concreto al 2013 per il sussidio del 2014

rispettivamente al 2012 per il sussidio del 2013.

L’importo considerato

dall’amministrazione per l’UR è aggiornato ai valori del biennio 2011 e 2012,

ma non ai valori del 2013 e 2014 in applicazione dell’Ordinanza 13 citata. L’amministrazione

ha operato correttamente fissando il valore del fabbisogno applicando le norme

transitorie della Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle

prestazioni sociali che, all’art. 37, prevede, in “deroga all’art. 10, per

gli anni 2013 e 2014… i limiti previsti dalla legge per gli anni 2011 e 2012”.

La norma in questione è stata approvata dal Parlamento mediante legge del 20

dicembre 2012 in vigore dal 15 febbraio 2013 (BU 2013 p. 94).

2.25

Nel caso in

esame, per gli anni 2013 e 2014, la Cassa cantonale di compensazione AVS

AI IPG ha cifrato correttamente il fabbisogno dell’UR in causa, composta dalla

signora RI 1, dal convivente __________ e dai figli della stessa, __________ __________

(durante il periodo della formazione), in complessivi CHF 44’276.--, importo

aggiornato che, come indicato, non è stato contestato dalla ricorrente.

Vanno ora verificati i calcoli eseguiti

dall’amministrazione.

Per l'anno 2013,

dalla tassazione 2010 della ricorrente e da quella del convivente emergono

redditi lordi per complessivi CHF 177'929 cui sommare la quota parte di

sostanza (CHF 5'638) e dedurre i PMR per complessivi CHF 18'868 (2 premi per

adulti 4908 cui si sommano 2 premi per giovani adulti 4'526 secondo il DE

ricordato nelle considerazioni del punto 2.16 precedente), le spese

professionali e quelle per interessi passivi (in totale CHF 7'000) per un RD di

CHF 157'699. La quota di finanziamento è del 13% (in costanza di prole) e il

coefficiente di finanziamento per quell’anno era fissato al 70%

Applicando

la formula di calcolo valida per l'anno 2013 ne viene il seguente diritto alla

RIPAM:

{18’868 - [(157’699

– 44'276) x 13%] x 70%}

= 871,50

2.

Questo risultato, suddiviso tra

i due giovani adulti beneficiari del sussidio (in conformità all’art. 65 cpv. 1bis

LAMal), conduce ad un sussidio di CHF 435,75 (la Cassa, per via di

arrotondamenti eseguito ha calcolato l’importo di CHF 435,60, la differenza non

permette comunque una maggiore RIPAM mensile agli interessati siccome la

differenza è di 1,25 centesimi di franco per ogni mese).

Per quanto attiene invece

l’anno 2014 il reddito disponibile calcolato in maniera semplificata è

dedotto dalla tassazione del 2011. Il reddito complessivo conseguito è di CHF 170'960

da cui vanno dedotti i PMR (19'489; vedi consid. 2.16.), interessi passivi e

spese professionali (CHF 7'000 in totale) e dopo avere sommato la quota parte

di sostanza (CHF 4'780) ne viene un reddito disponibile di CHF 149’251. Il

calcolo per l’anno 2014, ritenuto il coefficiente del 70%, è il seguente:

{19’489

– [(149’251 – 44’276/2) x 13%] x 70%} = 2’075

L’importo, anche qui, è di

pochi centesimi superiore a quello calcolato dall’amministrazione (per via

degli arrotondamenti) e non consente comunque (per la differenza di 1,66

centesimi al mese) di riconoscere all’UR una maggiore RIPAM.

2.26

Il calcolo per l’anno 2015

è diverso per più motivi, da un lato per le modifiche legislative subentrate e

descritte nelle considerazioni precedenti cui si rinvia e dall’altro siccome __________

ha terminato la sua formazione ed è stata considerata, correttamente, quale

persona sola. I redditi complessivi dell’UR ritenuti dall’amministrazione, e

non contestati dalla ricorrente, assommano a CHF 185’263 cui si deve aggiungere

una quota di 1/15 della sostanza per CHF 4'808. Da questo importo vanno dedotti

i premi medi di riferimento per i 3 componenti l’UR (CHF 14’254), le spese

riconosciute (ancora fissate a CHF 7’000) per un reddito disponibile di

riferimento cifrato in CHF 168’817.

In applicazione dell’art.

32a LCAMal la Cassa cantonale di compensazione AVS AI IPG ha correttamente

cifrato il limite massimo del reddito disponibile che consente di riconoscere

la riduzione dell’UR rappresentata dalla ricorrente, dal suo convivente e da __________

nel seguente modo:

RDM = {3.9 + [1 – (1/10)]} x 50% del limite Laps senza pigione di

CHF 35’164

RDM

= 84'393.60

Questo importo è nettamente

inferiore al RDS calcolato in precedenza ciò che ha per conseguenza che la

Cassa ha correttamente rifiutato di riconoscere il diritto alla RIPAM 2015.

2.27

Da quanto precede si desume

che la Cassa cantonale di compensazione AVS AI IPG ha agito correttamente, le

decisioni impugnate vanno conseguentemente confermate e l’impugnativa riferita

ad ogni anno contestato (RIPAM 2013, 2014 e 2015) respinta. Non si percepiscono

tasse e spese e non si attribuiscono ripetibili.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. I ricorsi 24 febbraio 2016

formulati da RI 1, __________, contro le tre decisioni emanate su reclamo il 20

gennaio 2016 dalla Cassa cantonale di compensazione AVS AI IPG in materia di

RIPAM per gli anni 2013, 2014 e 2015 sono respinti.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. Non vengono

attribuite ripetibili.

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti