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Decisione

36.2016.41

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11 luglio 2016Italiano21 min

Source ti.ch

Fatti

i loro rapporti contrattuali, sull’aspetto specifico delle spese di viaggio,

siano le condizioni prodotte agli atti dalla parte attrice.” (doc. VIII)

1.8. Il 13 giugno 2016 il TCA ha

chiesto all’assicuratore, sulla base delle risultanze dell’udienza, di

comunicare se ed in quali modalità sono riconosciute per il tramite della LAMal

o delle assicurazioni complementari, le spese di viaggio (doc. IX).

1.9. Con scritto del 20 giugno

2016 l’assicuratore ha affermato che non ritiene di dover rimborsare i costi

del viaggio né secondo le assicurazioni complementari, né secondo la LAMal (che

del resto non è oggetto della procedura), come inoltre deciso a suo tempo

dapprima dal TCA e poi dal TFA (doc. X).

1.10. Tramite osservazioni del 23

giugno 2016 l’attrice ha ribadito la sua richiesta di rimborso delle spese di

viaggio con l’aereo (doc. XII).

Considerandi

2.1

Oggetto del litigio è la richiesta

dell’attrice all’assicuratore, fatta valere mediante azione dell’11 aprile 2016,

di rimborso dell’importo di CHF 1'107.55 per le spese di viaggio dal domicilio __________

di __________, sopportate nel 2015 e nel 2016, e la garanzia delle spese future

per viaggi simili. AT 1 fonda la sua romanda sulla base dell’assicurazione

complementare __________ retta dal diritto privato (segnatamente dalla LCA).

2.2

L’attrice

ha sottoscritto presso la convenuta, valide per gli anni 2015 e 2016, le

seguenti Assicurazioni complementari secondo la LCA (cfr. art. __________

condizioni generali del contratto d’assicurazione): __________ (doc. C). Essa

chiede prestazioni derivanti dall’art. __________ dell’assicurazione __________.

Dalla

polizza d’assicurazione emerge che per l’assicurazione __________ sono

applicabili le condizioni complementari (di seguito: CC) edizione __________.

In sede di udienza l’assicuratore ha affermato che le “CC attualmente

applicata sono quelle del 2014, la clausola però ha lo stesso identico tenore

delle condizioni vigenti nel 1999 e non sono più restrittive. Per tale motivo

le parti concordano che, a reggere i loro rapporti contrattuali, sull’aspetto

specifico delle spese di viaggio, siano le condizioni prodotte agli atti da

parte attrice” (doc. VIII).

Ai

sensi dell’art. __________ CC le prestazioni dell’assicurazione __________

vengono corrisposte per provvedimenti diagnostici e terapeutici, medicamenti e

mezzi ausiliari efficaci, appropriati ed economici.

Le

prestazioni vengono corrisposte esclusivamente a complemento dell’assicurazione

obbligatoria delle cure medico-sanitarie. I costi coperti dall’assicurazione

obbligatoria delle cure medico-sanitarie e le partecipazioni personali

prescritte dall’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, non

sono compresi nell’assicurazione __________, a prescindere dal fatto che

l’assicurazione obbligatoria esista o meno. In ogni caso l’assicurazione

corrisponde al massimo i costi effettivi.

Non

è possibile escludere il rischio d’infortunio dalla copertura assicurativa.

L’art.

__________ CC elenca il catalogo delle prestazioni e prevede che “le

prestazioni corrisposte dall’assicurazione __________ vengono calcolate in base

alle spese di trattamento non coperte dall’assicurazione obbligatoria delle

cure medico-sanitarie. Vengono prima conteggiate le prestazioni corrisposte

dall’assicurazione obbligatoria. Le percentuali indicate nella tabella

sottostante si riferiscono alla parte restante delle spese del trattamento”.

Per quanto concerne i costi di trasporto e viaggio l’assicurazione __________

corrisponde per i costi di viaggio il 50% del costo per un importo massimo per

anno civile di fr. 2'000. Per l’art. __________ l’assicuratore “corrisponde

i contributi per i costi di viaggio quando il paziente deve sottoporsi ad una

serie di trattamenti speciali ambulatoriali che non possono essere attuati che

in un centro sanitario definito, lontano dal luogo di domicilio (ad esempio:

clinica universitaria). Si tratta in particolare di emodialisi, trattamenti

dovuti a paralisi e radioterapie per il trattamento di affezioni cancerogene.

Quale base di valutazione valgono i costi per il viaggio in 2a classe con mezzi

pubblici di trasporto oppure in ragione di CHF .-60 per km per l’impiego di

mezzi privati (tassì compreso)”.

2.3

Per costante giurisprudenza al contratto d’assicurazione si applicano i

principi generali dell’interpretazione dei contratti, tanto più che la legge

speciale non contiene disposizioni particolari in proposito: l’art. 100 cpv. 1

LCA rinvia infatti al diritto delle obbligazioni e, di riflesso, al Codice

civile (sentenza 5C.13/2006 del 9 ottobre 2006, consid. 3.2; DTF 118 II 342

consid. 1a pag. 344). Dovendosi determinare il contenuto di un contratto

d’assicurazione e delle condizioni generali che ne formano parte integrante, il

giudice deve, come per ogni altro contratto, ricorrere in primo luogo alla

cosiddetta interpretazione soggettiva, ovvero ricercare la “vera e concorde

volontà dei contraenti”, se del caso in modo empirico, basandosi su indizi

(art. 18 cpv. 1 CO; sentenza 5C.13/2006 del 9 ottobre 2006, consid. 3.2, cfr.

anche sentenza 4A_34/2007 del 26 luglio 2007, consid. 3.1). Se non gli è

possibile stabilire tale reale volontà, oppure se constata che uno dei

contraenti non ha compreso la reale volontà espressa dall’altro, il giudice

ricercherà il senso che le parti potevano e dovevano attribuire alle reciproche

manifestazioni di volontà (principio dell’affidamento: sentenza 4A_34/2007 del

26.

luglio 2007, consid. 3.1; sentenza 5C.13/2006 del 9 ottobre 2006, consid. 3.2, DTF 129 III 118 consid. 2.5; 126 III 119 consid. 2a; 122 III 118 consid.

2a). Punto di partenza di tale interpretazione è l’espressione letterale del

contratto; il giudice dovrà tuttavia tener conto delle circostanze che hanno

caratterizzato la conclusione del contratto (DTF 127 III 444 consid. 1b; 125

III 305 consid. 2b). Sarebbe infatti errato attribuire un’importanza decisiva

ai termini utilizzati dalle parti, seppur chiari; dall’art. 18 cpv. 1 CO

traspare che non si può erigere a principio l’assioma che in presenza di un

testo chiaro si debba escludere il ricorso ad altri mezzi d’interpretazione;

sebbene una clausola contrattuale possa apparire a prima vista chiara ed

indiscutibile, il fine perseguito dalle parti, ma anche altre circostanze

possono lasciar intendere che l’espressione verbale non restituisca pienamente

il senso dell’accordo concluso (sentenza 5C.13/2006 del 9 ottobre 2006, consid. 3.2, DTF 128 III 212 consid. 2b/bb, consid. 3c). Sussidiariamente,

all’interpretazione di clausole redatte esclusivamente dall’assicuratore ed

alle clausole generali prestampate trova applicazione il principio “in dubio

contra stipulatorem”, in virtù del quale esse vanno lette a sfavore di chi le

ha redatte, dunque dell’assicuratore (DTF 122 III 118 consid. 2a). L’art. 33

LCA ne è un’espressione (sentenza 5C.13/2006 del 9 ottobre 2006, consid. 3.2,

DTF 115 II 264 consid. 5a). Perché questa regola venga applicata non basta,

tuttavia, che le parti discordino sul significato da attribuire ad una dichiarazione;

questa deve effettivamente prestarsi a differenti interpretazioni, ed inoltre

deve essere impossibile, in assenza di altri mezzi d’interpretazione, dissipare

altrimenti il dubbio venutosi a creare (DTF 122 III 118 consid. 2d; 118 II

consid. 1a).

2.4

In concreto l’attrice si è

recata presso __________ di __________ dal 27 al 29 maggio 2015 (doc. E), dal 7

ottobre 2015 al 9 ottobre 2015 (doc. F) e dal 26 gennaio 2016 al 29 gennaio

2016.

(allegato al doc. I).

E’

pacifico, perché ammesso dalle parti, che i ricoveri in questione sono stati

necessari.

Infatti,

in sede di udienza l’assicuratore ha affermato che “non contesta la

necessità di un ricovero a __________ per le cure che l’assicurata ha subito”

(doc. VIII, pag. 2). Lo stesso medico di fiducia, dr. med. __________,

interpellato dalla convenuta, ha affermato che “dal punto di vista medico

venne esposto che, a causa del trapianto, gli esami ERCP con inserzione risp.

sostituzione delle protesi dovessero essere eseguiti nel centro di trapianto.

Venne altresì ampiamente motivata la necessità assoluta di eseguire questi

interventi in degenza stazionaria. Sotto il profilo della medicina assicurativa

dette affermazioni vanno accettate come motivate” (doc. VIII/1). Ciò emerge

pure dalla certificazione dell’11 dicembre 2015 dei dr. med. __________ e __________,

dell’__________ __________ (doc. H).

Ciò

non è tuttavia sufficiente per mettere i costi del viaggio in aereo a carico

dell’assicuratore. Infatti, l’assicurazione __________ riconosce il rimborso “quando

il paziente deve sottoporsi ad una serie di trattamenti speciali ambulatoriali”

(cfr. art. __________, sottolineatura del redattore) e le prestazioni vengono

corrisposte esclusivamente a complemento dell’assicurazione obbligatoria delle

cure medico-sanitarie (art. __________).

2.5

Circa

la nozione di trattamento ambulatoriale, in una sentenza di principio

pubblicata in DTF 103 V 74, vigente LAMI, l’allora TFA (dal 1° gennaio 2007:

TF), al consid. 1, ha rilevato che la legge non definisce secondo quali criteri

occorre differenziare tra una cura ambulatoriale ed una cura stazionaria.

Secondo la prassi, tuttavia, vi è una cura ambulatoriale anche quando

l’assicurato ottiene prestazioni diagnostiche o terapeutiche in ambiente

ospedaliero ma lascia il nosocomio il medesimo giorno. La cura è invece stazionaria

se l’assicurato occupa un letto d’ospedale, per delle cure, per più di un

giorno. La definizione è stata confermata nella DTF 116 V 123 al consid. 2c.

In

una sentenza pubblicata in DTF 127 V 409 l’Alta Corte ha stabilito al consid. 2

c) bb) che la LAMal ha ripreso i medesimi concetti vigente la LAMI.

Con

pronunzia K 30/06 del 7 maggio 2007, al consid. 4, il TF ha citato la

definizione di cura ospedaliera contenuta nell’art. 3 dell’Ordinanza

sul calcolo dei costi e la registrazione delle prestazioni da parte degli

ospedali, delle case per partorienti e delle case di cura nell'assicurazione

malattie (OCPre; RS 832.104), in vigore dal 1° gennaio 2003. Questo disposto

prevede che sono considerate cure ospedaliere ai sensi dell’art. 49 capoverso 1

della legge, le degenze relative a esami, terapie e cure in ospedale o in case

per partorienti di una durata di almeno 24 ore (lett. a), di una durata

inferiore a 24 ore, nel corso delle quali un letto viene occupato durante una

notte (lett. b), in ospedale in caso di trasferimento in un altro ospedale

(lett. c), in una casa per partorienti in caso di trasferimento in ospedale

(lett. d), in caso di decesso (lett. e). Il TF ha rammentato che un trattamento

è stazionario non solo quando la persona assicurata è degente in ospedale per

una durata di almeno 24 ore, ma anche quando vi rimane meno di 24 ore ma vi

passa la notte. L’Alta Corte ha evidenziato che questa distinzione valeva già

vigente LAMI, che la LAMal ha ripreso la medesima definizione e i medesimi

criteri per distinguere un trattamento ambulatoriale da un trattamento

stazionario e che la definizione di cura ospedaliera sgorgante dall’art. 3

OCPre è conforme alla definizione posta dalla giurisprudenza. Il TF ha quindi

stabilito che un soggiorno di una durata inferiore alle 24 ore in uno

stabilimento ospedaliero costituisce un trattamento stazionario se un letto è

occupato durante la notte e se sono stati dispensati esami, terapie o cure.

Con sentenza 9C_276/2011 del 3

gennaio 2012 il TF, al consid. 3, ha affermato che il nuovo tenore dell’art. 41

LAMal, in vigore dal 1° gennaio 2009, non ha modificato la distinzione tra

trattamento ambulatoriale, semistazionario e stazionario e che la precedente giurisprudenza

continua ad essere applicabile.

2.6

Questa giurisprudenza trova

applicazione anche nel caso di specie, ritenuto che l’assicurazione in esame

eroga prestazioni esclusivamente a complemento dell’assicurazione obbligatoria

delle cure medico-sanitarie (art. __________).

In concreto, l’attrice è stata

degente presso __________ dal 27 al 29 maggio 2015 (doc. E), dal 7

ottobre 2015 al 9 ottobre 2015 (doc. F) e dal 26 gennaio 2016 al 29 gennaio

2016.

(allegato al doc. I). A questo proposito i dr. med. __________ e __________,

dell’__________, l’11 dicembre 2015 hanno affermato che “dal momento che la

paziente ha sviluppato una litiasi della via biliare principale causata da un

stenosi dell’anastomosi __________ anni dopo il trapianto, appare chiaro e

giustificato che la presa a carico avvenga dagli stessi colleghi che l’hanno

trapiantata (…). Le ERCP con posa di stent comporta una ricovero di almeno due

notti dal momento che il paziente è molto fragile e soggetto alle infezioni e

deve essere svolta una profilassi antibiotica per via endovenosa e un controllo

per l’alto rischio di complicanze (…, doc. H)” ed hanno trasmesso le due

lettere di dimissione per i ricoveri dal 27 maggio al 29 maggio 2015 e dal 7

ottobre al 9 ottobre 2015 (doc. H). Il 3 novembre 2015 il dr. med. __________

ha precisato che l’interessata si deve recare a __________ ogni 3 mesi per

complicazioni biliari post trapianto epatico per almeno un anno dal 27 maggio

2015.

(doc. G; cfr. anche doc. O). Il 15 gennaio 2016 è poi stata chiesta la

garanzia per l’ospedalizzazione extracantonale secondo il tariffario

dell’ospedale curante ai sensi dell’art. 41 cpv. 3 LAMal dal 26 gennaio 2016 al

29.

gennaio 2016 (cfr. doc. P).

In

sede di udienza l’assicurata ha affermato che “le cure invece derivanti

dalla situazione attuale impongono l’arrivo in ospedale il giorno prima per la

necessaria preparazione ed il giorno successivo i trattamenti e il periodo

successivo agli stessi. In sostanza l’anestesia per l’intervento dura sulle 3

ore poi segue il momento post-operatorio. Le notti durante le quali è fissata

la permanenza sono 2, l’intervento avviene il giorno di mezzo” e “la

notte che precede l’intervento è breve perché dopo la preparazione, verso le 5

del mattino, l’assicurata preparata viene condotta in sala operatoria,

l’intervento avviene nel corso delle ore successive” (doc. VIII; cfr. anche doc. I: “Votre hospitalisation pour un bilan”

e “[…] en vue de votre hospitalisation”).

Alla luce di quanto

sopra e meglio della permanenza presso la struttura __________ per un periodo

di tempo superiore alle 24 ore (doc. E e F; cfr. anche doc P: garanzia di

pagamento per ospedalizzazioni extracantonali), questo Tribunale deve

concludere che il trattamento cui è (stata) sottoposta l’interessata è

stazionario e non ambulatoriale.

Di

conseguenza non può trovare applicazione la copertura __________ e nessuna

prestazione è dovuta all’assicurata. In queste condizioni la sentenza

36.1998.118

del 7 giugno 1999 non può esserle d’aiuto.

Del

resto, come emerge dalla parallela sentenza 36.1998.117 del 7 giugno 1999 in

ambito LAMal, in quel periodo, a differenza del caso in esame, l’attrice, con

l’aereo, andava a __________ e tornava in Ticino il medesimo giorno (cfr. pag.

9, presa di posizione del dr. med. __________: “[…] des trajets de deux fois cinq heures le même jour sont

contre-indiqués chez une patiente qui a bénéficié d’une transplantation

hépatique. Le temps nécessaire à la perfusion du plasma d’autre part serait

limité et amènerait à devoir garder la patiente pendant une nuit”, nonché

sentenza federale K87/99 del 10 dicembre 1999, pag. 6, consid. 3b: “[…]

Questa tesi è insostenibile. In effetti, il fatto di effettuare la trasferta

dal Ticino a __________ e ritorno in due giorni ovviamente non implicava che

l’interessata trascorresse la notte in ospedale”; verbale di udienza, doc.

VIII: “ […] L’assicurata precisa che in occasione delle sue trasferte

immediatamente successive al trapianto la natura delle cure era diversa nel

senso che si trattava di flebo (plasma ricco di anticorpi) e le cure duravano 6

ore circa […] ”).

Neppure

la richiesta di riconoscere le spese di viaggio future, giustificate dal

profilo medico, può essere accolta, ritenuto come l’obbligo prestativo della

Cassa va semmai esaminato di volta in volta in funzione del tipo di trattamento

da effettuare (ambulatoriale o stazionario) e delle CGA e CC semmai

applicabili.

In

queste condizioni, alla luce della documentazione prodotta dalle parti, delle

emergenze dell’udienza tenutasi il 31 maggio 2016 e della giurisprudenza

applicabile al caso di specie, l’azione va respinta senza che sia necessario

dar seguito alla generica richiesta di prove inoltrate con la petizione

(audizione testimoniale, richiamo documenti, perizie, ecc.).

Conformemente alla

costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca

l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle

prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata

predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il

risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle

prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no.

450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes,

2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi,

Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11

gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223

consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale

modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito

desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF

124.

V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

2.7

Come indicato l’azione va

respinta, senza percezione di tassa di giustizia e spese, che permangono a

carico dello Stato, e senza attribuzione di ripetibili (neppure richieste). Per

quanto concerne l’ammissibilità di un ricorso al TF in funzione del valore

litigioso della causa, con sentenza 4A_83/2013 del 20 giugno 2013 l’Alta Corte

ha affermato che:

" (…) Esso è

ammissibile a prescindere dal valore litigioso (di soli fr. 1'120.--) poiché,

come afferma correttamente la ricorrente, nel Cantone Ticino le controversie

tra assicurati e assicuratori concernenti le assicurazioni complementari

all’assicurazione contro le malattie sono di competenza del Tribunale cantonale

delle assicurazioni in prima e unica istanza (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF; art.

7.

CPC; art. 75 della legge ticinese di applicazione della LAMal del 26 giugno

1997.

[RL/TI 6.4.6.1]; DTF 138 III 799 consid. 1.1)”

Secondo l'art. 49 cpv. 2 LSA, i tribunali svizzeri devono trasmettere

gratuitamente all'autorità di sorveglianza una copia di tutte le sentenze

concernenti disposizioni del diritto in materia di contratto d'assicurazione;

s'impone perciò di notificare all'autorità di sorveglianza anche la presente

sentenza in forma elettronica e senza il nominativo dell’attrice.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. La petizione è respinta.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. Non si assegnano

ripetibili.

3. Comunicazione alle parti ed

alla FINMA, Berna.

Contro il presente

giudizio è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,

1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione. L'atto di ricorso,

in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella

impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o

del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata

e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti