Lexipedia

Decisione

36.2017.42

RIPAM 2016 e 2017. Accertamento al di fuori dei parametri delle tassazioni applicabili. Per la sostanza (e il suo reddito) si deve fare capo all'ultima tassazione disponibile. In caso l'assicurato ne

27 settembre 2017Italiano44 min

Source ti.ch

Fatti

I documenti acquisiti sono

stati trasmessi alle parti con facoltà di esprimersi in merito in sede di

udienza (doc. IX inc. 36.2017.42 del 27 giugno 2017). L’assicurato ha reagito

con scritto 2 luglio 2017 (doc. X inc. 36.2017.42) trasmettendo la decisione di

tassazione 2014 concernente la figlia Irene e formulando considerazioni sulla

stessa e ciò in relazione alla sua tassazione. Lo scritto è stato spedito alla

Cassa per conoscenza il 5 luglio 2017 (doc. XI inc. 36.2017.42). In corso d’udienza

è stato verbalizzato quanto segue:

" Il sig. RI

1 precisa che, come ha scritto al Tribunale, la figlia ha reperito un’attività

lavorativa anche se il posto non è garantito per il futuro. Rileva che la

stessa è stata tassata anche per un importo di fr. 18'000.-- a valere quale

reddito di altra fonte, mentre la stessa era senza attività ed era aiutata dai

genitori, ossia dal ricorrente stesso.

La Cassa evidenzia che per il periodo qui in oggetto la figlia del

sig. RI 1 era da ritenere quale persona senza attività lavorativa e non poteva

rientrare nella UR della famiglia. Non essendo più in formazione non poteva

essere compresa nella famiglia ma ha beneficiato del sussidio proprio per il

2016. Il sig. RI 1 precisa che ha finito la __________ 3 anni fa.

La Cassa precisa che si è scostata dai dati fiscali avendo il sig.

RI 1 indicato in maniera adeguata una diminuzione dei redditi e la decisione

impugnata è nella sostanza la conseguenza del calcolo svolto sulla base delle

indicazioni del sig. RI 1 stesso.

Il sig. RI 1 precisa ci avere un’ipoteca sulla proprietà

immobiliare che ora è in esclusiva proprietà della moglie di fr. 380’000.--

presso la __________ di __________.

Il giudice gli chiede se la stessa è stata considerata a livello

di dichiarazione fiscale ritenuto che la sostanza netta ammonta fr. 244'000.--.

Il sig. RI 1 non è in grado di rispondere a questa domanda.

Il Giudice dà comunque atto che la tassazione applicabile in

concreto, per la sostanza, è l’ultima emanata dall’ufficio tassazione mentre in

concreto il calcolo del reddito è stato fatto manualmente e ciò sulla base

delle indicazioni stesse fornite dal ricorrente.

Si accerta che il valore della sostanza è costante nelle

tassazioni 2013-2014-2015.

Il sig. RI 1 ribadisce le sue difficoltà economiche, indica che vi

è del lavoro da svolgere che tramite la sua ditta esegue ma è estremamente

difficile ottenere il pagamento da parte dei debitori ciò che crea delle

situazioni di illiquidità. Si domanda e ribadisce ancora come possa una famiglia

riuscire a campare con un credito di fr. 3’000.-- mensili. (…)” (Doc. XII)

1.7. In data 12 luglio 2017

l’assicurato ha trasmesso al Tribunale cantonale delle assicurazioni

documentazione della Banca __________ indicante l’esistenza di una relazione

bancaria e l’addebito di interessi passivi a fronte di una ipoteca fissa (doc.

D2 inc. 36.2017.42). Interpellata in merito il 13 luglio 2017 (doc. XIV inc.

36.2017.42) la Cassa cantonale di compensazione ha postulato la reiezione del

ricorso ribadendo la necessità di far capo, per la determinazione della

sostanza, all’ultima tassazione emanata e come la stessa (relativa all’anno

2015) non indichi alcun debito ipotecario e nessun interesse passivo. Il 25

luglio 2017 il giudice delegato ha interpellato l’istituto bancario domandando

sostanzialmente conferma delle informazioni e attestazione di completezza delle

stesse (doc. XVII inc. 36.2017.42). Con scritto 10 agosto 2017 (doc. XX inc.

36.2017.42) la signora __________ ha spedito al Tribunale cantonale delle assicurazioni

una lettera 31 luglio 2017 a lei inviata dalla Banca in risposta alle richieste

del Tribunale. All’amministrazione è stata offerta la possibilità di esprimersi

in merito l’11 agosto 2017 (doc. XXI inc. 36.2017.42).

1.8. Mediante

richiesta presentata il 28 dicembre 2016 tramite formulario ufficiale, RI 1 ha

chiesto anche per il 2017 la riduzione dei premi dell’assicurazione

obbligatoria contro le malattie (doc. 1 inc. 36.2017.61). Anche per tale anno

la Cassa ha ritenuto applicabili gli estremi di un accertamento autonomo del

reddito disponibile per determinare il diritto alla riduzione postulato, a

fronte di una diminuzione dei redditi da lavoro del signor RI 1. Con decisione

formale del 31 maggio 2017 (doc. 2 inc. 36.2017.61) la Cassa ha respinto la

domanda di sussidio per il superamento dei limiti di reddito. Il successivo 18

giugno 2017 (doc. 3 inc. 36.2017.61) l’assicurato si è aggravato contro tale

provvedimento adducendo argomenti uguali a quelli sviluppati con il reclamo formulato

contro la decisione riferita alla RIPAM 2016 e ripresi nel ricorso 28 maggio

2017 (doc. I inc. 36.2017.42). Alla luce delle emergenze della procedura

riferita alla riduzione dei premi dell’anno precedente l’amministrazione ha

eseguito la verifica dei dati fiscali (doc. 5 inc. 36.2017.61) ha eseguito di

nuovo il calcolo imposto dalle norme legali applicabili (doc. 6 inc. 36.2017.61)

ed il 6 luglio 2017 ha emanato la sua decisione su reclamo (doc. 7 inc.

36.2017.61) respingendo le lamentele dell’assicurato. Successivamente

all’emanazione del provvedimento, il 12 luglio 2017 (doc. 8 inc. 36.2017.61),

l’assicurato ha prodotto alla Cassa documentazione bancaria della Banca __________

della __________ di __________ da cui emergono addebiti per interessi passivi e

debito nei confronti dell’istituto bancario da parte della signora __________.

1.9. Con

ricorso del 12 luglio 2017 (doc. I inc. 36.2017.61) __________ si è aggravato,

senza indicazione dei motivi e senza formulare una richiesta processuale,

contro la decisione emanata su reclamo da parte dell’amministrazione e relativa

alla riduzione dei premi per il 2017. Il 13 luglio 2017 (doc. II inc.

36.2017.61) il giudice delegato ha imposto all’assicurato di procedere al

completamento dell’esposto, come prevede la procedura applicabile, ciò che il

signor RI 1 ha fatto il 23 luglio successivo (doc. III inc. 36.2017.61)

mediante un atto che riprende il ricorso 28 maggio 2017 (doc. I inc.

36.2017.42) relativo alla RIPAM 2016, e in cui evidenzia l’onere derivante dal

debito ipotecario che l’amministrazione non ha preso in considerazione.

Invitata a prendere posizione in merito il successivo 25 luglio 2017 (doc. IV inc.

36.2017.61) la Cassa cantonale di compensazione ha proposto la reiezione

dell’impugnativa il 16 agosto 2017 (doc. V inc. 36.2017.61). La risposta di

causa è stata trasmessa all’assicurato il 17 agosto 2017 (doc. VI inc.

36.2017.61) con l’assegnazione del termine di procedura per formulare la

richieste di acquisizione di nuove prove rispettivamente per esercitare il suo diritto

di essere sentito. Con scritto del 27 agosto 2017 (doc. VII inc. 36.2017.61) RI

1 ha ribadito l’onere che gli cagiona l’aiuto alla figlia, formata ma con

difficoltà nel reperire un lavoro a tempo pieno, il debito ipotecario che gli

impone interessi passivi e l’assenza di attività lavorativa da parte della

moglie ciò che rende la sua condizione economica difficile. L’atto è stato

trasmesso alla Cassa cantonale di compensazione per conoscenza il successivo 6

settembre 2017 (doc. VIII inc. 36.2017.61). Nell’ambito della procedura inc.

36.2017.61 non sono state acquisite ulteriori prove.

Considerandi

in ordine

2.1

Le procedure formanti gli

incarti 36.2017.42 e 36.2017.61, ossia i ricorsi formulati da RI 1 contro le

decisioni in materia di riduzione dei premi degli anni 2016 e 2017 sono qui

congiunte e evase con un unico giudizio. In effetti, pur nella diversità degli

anni in discussione e quindi dei parametri applicabili imposti dal Consiglio di

Stato come prevede l’art. 40 LCAMal, le argomentazioni con cui l’assicurato

contesta il rifiuto di concedergli l’aiuto sociale e le motivazioni della

Cassa, sono del tutto simili per i due anni in discussione. Le condizioni

economiche in cui il ricorrente versava nel 2016 e nel 2017 sono uguali, la

diminuzione delle entrate si è ripetuta per i due anni in causa, e per entrambe

le decisioni, l’amministrazione ha fatto capo alla sostanza fissata nell’ultima

decisione di tassazione disponibile a norma dell’art. 14 cpv. 3 RLCAMal. Queste

ragioni impongono un esame congiunto dei ricorsi 28 maggio e 12 luglio 2017.

nel merito

2.2

Come evocato in numerosi

recenti giudizi (per tutti STCA 36.2015.80 del 15 febbraio 2016 in re P.) va

ricordato che, dal 2012, le norme della Legge Cantonale di applicazione della LAMal

(LCAMal qui di seguito), che reggono la riduzione dei premi dell’assicurazione

obbligatoria delle cure medico sanitarie (RIPAM, l’acronimo è utilizzato sia

nei lavori preparatori che dall’amministrazione nei suoi allegati), hanno

subito una modifica sostanziale. Il titolo IV della legge è radicalmente

cambiato a seguito dell’approvazione della Legge 24 giugno 2010 (Bollettino

Ufficiale 2010, 297). Il legislatore ha posto mano ad un nuovo sistema di

distribuzione dei sussidi decisi dal Cantone, conformemente al dettato degli

art. 65 e seg. LAMal, al fine di rendere più efficace l’aiuto sociale, la

precedente normativa aveva infatti mostrato lacune e, soprattutto, per

ottemperare gli obiettivi di politica sociale cantonale voluti con l’adozione

della Legge sull’armonizzazione delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (su

questi aspetti Ivano Ranzanici, La

riduzione dei premi dell’assicurazione malattia; tesi pubblicata nella collana

AISUF [n. 364], edita da Schulthess Verlag Zurigo, 2016, in particolare il

capitolo 15, si veda anche il Messaggio

15.

settembre 2009 del Consiglio di Stato accompagnante il disegno di legge di

modifica della LCAM, a pagina 7, ed il relativo Rapporto

della Commissione della gestione e delle finanze del l’8 giugno 2010 a pagina 1).

In particolare il Consiglio di Stato, con il disegno di legge, e il Parlamento

promulgando le norme, hanno voluto rendere il sistema della RIPAM affine ai

criteri scelti dalla Laps e quindi distanziarsi dal reddito imponibile

cantonale quale base per la determinazione del diritto al sussidio per

approdare al criterio del reddito disponibile, maggiormente indipendente da

scelte di politica fiscale. D’altro canto l’esecutivo, prima, e il Parlamento,

poi, hanno voluto maggiormente considerare il contesto famigliare in cui

l’assicurato vive passando da una valutazione riferita alle persone sole ed

alle famiglie (definite in maniera restrittiva, si veda in merito l’art. 25 v.

LCAMal) all’unità di riferimento definita nel nuovo art. 26 LCAMal.

Le nuove norme tendono a

conseguire una migliore aderenza del sistema alla realtà sociale e vogliono,

come detto, considerare maggiormente la diversa capacità, in specie delle

famiglie, di finanziare i premi in funzione delle loro dimensioni. Il nuovo

sistema adottato non tende però solo a evitare “gli effetti indesiderati”

del precedente ma anche a “tenere conto della reale situazione dell’offerta

assicurativa … nell’ambito dell’assicurazione di base … con l’introduzione del

premio medio di riferimento” che sostituisce la nozione di media cantonale

ponderata precedentemente ritenuta. Il Cantone gode, nella concretizzazione di

quanto in materia di RIPAM prevede la LAMal, di ampio margine di valutazione ed

apprezzamento (Ranzanici, op.cit.,

capitolo 6.1.43.4. n. 290 e capitolo 11.4.1. n. 499) ed è vincolato in

particolare da quanto impone l’art. 65 cpv. 1bis LAMal ( su questi

aspetti: Ranzanici, op.cit.,

capitolo 11.7.4. n. 562 e capitolo 11.9.4. n. 576 e ss.) secondo cui, per i

redditi medi e bassi, i Cantoni riducono di almeno il 50 per cento i premi dei

minorenni e dei giovani adulti in periodo di formazione (oltre all’obbligo di

informazione della popolazione in merito al diritto di ottenere la riduzione

dei premi e lo scambio di dati tra Cantoni ed assicuratori). Spetta infatti ai

Cantoni definire quali siano i potenziali beneficiari della RIPAM, e quindi

definire gli assicurati di condizione economica modesta. Il diritto cantonale è

un diritto autonomo come rammenta il Tribunale Federale nella sua costante

giurisprudenza (DTF 122 I 343, 125 V 185 e 134 I 313) e compete al Cantone non

solo fissare la procedure ma decidere il modello da applicare per pervenire

alla riduzione dei premi.

2.3

Con le recenti norme uno

degli intenti del legislatore è stato quello di conseguire “una maggiore

equità orizzontale nell’accesso al sistema di riduzione dei premi, in modo da

rispecchiare maggiormente la capacità diversa delle famiglie, in funzione della

loro dimensione, di finanziare i premi”, nonché quello di eliminare gli effetti

indesiderati presenti nel previgente sistema (i cosiddetti effetti soglia) e da

ultimo quello di “avvicinarsi maggiormente alla reale situazione dell’offerta

assicurativa … con l’introduzione del premio medio di riferimento … (con) …

miglioramento anche nella trasparenza del sistema cantonale … che evidenzierà

meglio la differenza fra il premio che dovrebbe pagare l’assicurato e il premio

realmente pagato” (Rapporto,

loc. cit.).

Importante è qui rilevare

che, nel suo Messaggio di accompagnamento del disegno di legge, l’esecutivo

cantonale ha posto l’accento sulla volontà di modificare in parte la cerchia

dei beneficiari potenziali della RIPAM e l’entità dell’aiuto sociale per certe

fasce di assicurati.

Il Cantone accorda le

riduzioni dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie

(art. 23 LCAMal) a fronte della presentazione di un’istanza scritta

accompagnata dalla necessaria documentazione (art. 25 LCAMal) da parte degli

assicurati, fatto salvo il caso dei beneficiari di prestazioni complementari

all’AVS ed all’AI nonché di prestazioni Laps (art. 42 e 43 LCAMal). Per gli

assicurati tassati in via ordinaria l’istanza deve essere di principio

inoltrata entro la fine dell’anno che precede l’anno per il quale il sussidio è

richiesto. Se la data è rispettata e se dati i presupposti l’aiuto sociale è

versato dal 1 gennaio dell’anno di competenza (ed in costanza delle condizioni

per l’aiuto sociale lo stesso è versato per tutto l’anno). Se la domanda è

tardiva e formulata dopo il termine del 31 dicembre dell’anno che precede

quello di competenza, il diritto alla riduzione per gli assicurati in via

ordinaria è dato solo a partire dal mese seguente quello della presentazione

della richiesta.

Per la determinazione

della cerchia di assicurati da considerare (Ranzanici,

op.cit., capitolo 14.5.2. n. 699 e ss.) per il calcolo della riduzione del

premio, la legge fissa il concetto di unità di riferimento. L'unità di

riferimento è, di regola, costituita dall’unità riconosciuta a livello fiscale

(art. 26 cpv. 2 LCAMal). I coniugi separati senza figli minorenni conviventi

sono ritenuti persone sole mentre i partners conviventi, se data una convivenza

stabile, costituiscono un’unica unità di riferimento (UR qui di seguito). Per

l’art. 27 LCAMal fanno parte dell’UR anche le persone maggiorenni, purché senza

figli e di età non superiore a 30 anni, il cui totale dei redditi registrati

nella tassazione applicabile non sia superiore ai limiti del fabbisogno

esistenziale definito dalla Laps.

Il premio medio di

riferimento (Ranzanici, op.cit.,

capitolo 14.7. n. 721 e ss.), necessario alla determinazione del diritto alla

RIPAM, è costituito dalla media ponderata dei premi riconosciuti come appena

descritto e del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo

assicuratore, ripartiti per le regioni di premio ammesse (art. 61 cpv. 2

LAMal). Il Consiglio di Stato determina annualmente il premio medio di

rifermento per ogni singola categoria di assicurati prevista dalla LAMal.

Alla base del diritto alla

riduzione del premio è stato posto il reddito di riferimento (cfr. Ranzanici, op.cit., capitolo 14.8 n. 733

e ss., in particolare capitolo 14.8.2. n. 737 e ss.) che è dedotto dai dati

accertati fiscali riferiti al periodo di tassazione determinato per ogni

singolo anno di sussidio dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAM). La legge

rinvia invece al regolamento la determinazione dei casi e le modalità di

accertamento del reddito di riferimento al di fuori od in assenza dei dati

relativi al periodo fiscale determinante. Analogamente al reddito la sostanza

viene fissata sulla base della tassazione indicata dal Consiglio di Stato nel

suo annuale decreto, con la precisazione però che va reintegrata la sostanza

donata o ceduta in usufrutto che deve essere computata nel calcolo (art. 30 a

LCAMal). Per quest’ultima ipotesi occorre fare riferimento alla situazione che

emerge dall’ultima tassazione che precede la donazione o cessione in usufrutto.

Il regolamento di applicazione della legge (RLCAM) 29 maggio 2012, all’art. 16,

prevede che, in queste ipotesi (sia che la cessione avvenga prima o durante il

periodo fiscale determinante), nel calcolo del reddito di riferimento vengano

considerati i valori di sostanza antecedenti la rinuncia. I dati registrati

nella tassazione fiscale prima della donazione o della cessione in usufrutto

sono riportati anche sui periodi fiscali successivi e il rispettivo ammontare è

ridotto annualmente di CHF 10'000.00 (su questi aspetti: Ranzanici, op.cit., capitolo 14.8.2.1.2.

n. 745).

L’art. 31 LCAMal definisce

il reddito disponibile. Lo stesso è determinato dalla somma di tutti i redditi

dell’unità di riferimento secondo la legge tributaria (LT qui di seguito), cui

è aggiunto un quindicesimo della sostanza netta ritenuta nella tassazione dalla

quale, contrariamente al diritto previgente, non è più dedotta alcuna

franchigia. Dall’importo così calcolato sono ammesse specifiche deduzioni.

Il nuovo sistema prevede

la determinazione di limiti di reddito sotto ai quali è accordato l’importo

(normativo) massimo della prestazione sociale (art. 34 LCAMal), limiti che

dipendono dall’UR ciò che “garantisce l’equità di trattamento orizzontale,

perché tiene conto della reale situazione di reddito della famiglia, che

dipende in primo luogo dal numero dei suoi componenti” (Rapporto DSS pag.

31). Questo contrariamente al previgente sistema che conosceva tre sole

tipologie di differenziazione per l’importo massimo della prestazione.

Secondo le norme della

LCAMal in vigore sino a fine 2014 la parte del reddito che supera i limiti

superiori per l’ottenimento del massimo della prestazione sociale deve, per

volontà esplicita del legislatore, essere messa a contribuzione del pagamento

dei premi. In questa costellazione (superamento del limite di reddito per

l’ottenimento del massimo della prestazione sociale) l’importo della RIPAM

diminuisce in maniera graduale e proporzionata a dipendenza dell’incremento del

reddito da computare. In altri termini la riduzione del premio si contrae man

mano che il surplus di reddito aumenta. Le norme in vigore dal 2012 al 2014

compreso prevedevano percentuali di riduzione che variavano a seconda della

tipologia dell’unità di riferimento. L’art. 36a LCAMal fissava le seguenti

percentuali: 8% (persone sole con figli), 13% (persone coniugate con figli),

20% (persone sole senza figli) e 22% persone coniugate con figli.

Con le modifiche aventi

effetti dalla RIPAM 2015 (Ranzanici,

op.cit., capitolo 15.2.2. n. 931 e ss.) il legislatore ha introdotto il nuovo

concetto di reddito disponibile massimo. Per tale norma la riduzione dei premi

è accordata sino al raggiungimento di un reddito disponibile massimo che, per

le UR senza figli, è definito con la formula di calcolo (ermetica) seguente:

RDM

= costante del 3,4 x 50% del limite di fabbisogno Laps senza computo della

pigione

Se dell'UR fanno parte dei

figli la formula diviene ancor più complessa per cui:

RDM = [costante del 3,9 + 1 – (n° dei figli) / 10] x

50.

% del limite di fabbisogno Lpas senza computo della pigione.

Le due formule adottate

dal legislatore appaiono ermetiche. Esse fanno riferimento ai valori ritenuti

all’art. 10 Laps (considerato per il suo 50%), e ritengono due valori costanti

del 3.4 e del 3,9.

Nel corso dei lavori

preparatori (Messaggio 6982 del 10

settembre 2014 relativo alla modifica della Legge cantonale di applicazione

della LAMal del 26 giugno 1997), l’esecutivo cantonale ha inserito nella legge

un “limite esplicito … (che) non dipende dai PMR … L’introduzione di questo

nuovo parametro consente … di non far aumentare o quantomeno contenere

l’aumento del numero dei beneficiari, nei redditi alti, a dipendenza

dell’aumento dei premi di cassa malati. Il RDM interessa ovviamente le fasce

alte di reddito, di modo che la sua introduzione equivale a prevedere dei

criteri di esclusione … per queste situazioni reddituali” (p. 13).

Posto il principio di

fissare un reddito disponibile massimo il Messaggio ha indicato la volontà di

sostenere maggiormente le persone con figli a carico: “Dopo vari approfondimenti

d’impatto sulle differenti tipologie di UR, si ritiene di dover considerare

maggiormente le UR con figli a carico, perciò le famiglie monoparentali e

biparentali, piuttosto che le persone sole o le coppie senza figli” (Messaggio citato, p. 13).

Da queste considerazioni è

nata la scelta di proporre due formule di calcolo diverse e due differenti

parametri per determinare il RDM, a dipendenza della presenza di figli. Sono

quindi state proposte una costante del 3.4 per le persone sole e le coppie senza

figli computabili, e del 3.9 per in caso di presenza di figli. Sempre nel suo

messaggio (p. 13) il Consiglio di Stato ha considerato che la riduzione dei

premi: “è una prestazione coordinata ai sensi della Laps …, il RDM è

calcolato come un multiplo del 50% del limite di RDLaps; per le UR con figli il

multiplo aumenta in funzione del numero di figli”.

Per la determinazione

della costante l’esecutivo ha presentato nel Messaggio (p. 14 e 15) specifiche

tabelle di verifica dell’impatto del calcolo ed ha considerato come il “valore

delle costanti … influenza l’importo del RDM: tanto minore è il valore della

costante, (quanto) minore è … l’importo del RDM e, di conseguenza, diminuisce

anche il numero dei beneficiari con redditi alti”. La Tabella 2 (fonte IAS)

illustra i limiti di reddito massimo disponibile per tipologia di unità di

riferimento secondo la modifica di legge proposta (e poi accettata il 3

novembre 2014) ed il sistema precedente, con una chiara diminuzione dei redditi

massimi, più elevata per le coppie e le famiglie monoparentali.

In sostanza le costanti

scelte dal Parlamento, e che il Consiglio di Stato è abilitato a determinare

per ogni anno di sussidio a norma dell’art. 40 lett. c LCAMal, sono il frutto

di una valutazione operata dal legislatore e che ha considerato redditi e

composizione dell’UR, per determinare importi massimi al di sopra dei quali la

riduzione del premio è esclusa, compatibili (anche se inferiori) rispetto al

passato e conformi al dettato dell’art. 65 LAMal che vuole un aiuto sociale non

solo a chi è nel bisogno ma anche alle fasce medie.

2.4

Come anticipato per stabilire

il parametro da porre alla base del calcolo della RIPAM dell’UR si deve

stabilire il RDS (Reddito disponibile fissato in maniera semplificata dai dati

fiscali) che si determina partendo dal reddito lordo riportato dalla decisione

di tassazione per l’imposta cantonale del periodo di tassazione determinato dal

Consiglio di Stato, aumentato della quota parte della sostanza computabile,

dedotti i valori che la legge ammette in deduzione. L’amministrazione si basa

quindi integralmente sui dati fiscali (da qui l’espressa base legale che

consente accessibilità alla Cassa ai dati fiscali necessari all’elaborazione

del calcolo, art. 25 LCAMal) e ciò senza che sia, di principio, necessario

all’amministrazione acquisire ulteriori informazioni dall’assicurato medesimo o

tramite terzi.

Il RDS è stato fissato

considerando i concetti cardine del reddito disponibile in ambito Laps (sia per

quanto attiene i redditi computabili che per quel che riguarda le spese ammesse

in deduzione) partendo però dai dati fiscali per una semplificazione nelle

operazioni amministrative alla luce del numero dei beneficiari della RIPAM.

Nella volontà del legislatore il RDS costituisce dunque un “reddito

disponibile di tipo operativo che precisa la reale capacità economica degli

assicurati”, ed è costituito dalla somma di ogni reddito, indipendentemente

dalla sua fonte, ritenuto nella tassazione fissata dall’esecutivo cantonale

annualmente, cui va aggiunta una quota della sostanza (1/15 della sostanza

netta secondo la LT, senza imputazione di franchigia alcuna; sugli aspetti

relativi alla sostanza si veda: Ranzanici,

op.cit., capitolo 14.8.3.3. n. 775 e ss.).

L’amministrazione è tenuta

a considerare il reddito da attività, principale rispettivamente accessoria,

che sia svolta in maniera dipendente e/o indipendente, quello della sostanza

(mobiliare od immobiliare), comprensivo quindi del reddito locativo proprio,

dei canoni di locazione (oggi non più distinguibili a livello di decisione di

tassazione), degli interessi su titoli od azioni, ed ogni altro simile che la

Legge Tributaria comprenda tra quelli imponibili. Si tratta inoltre delle

indennità e rendite delle assicurazioni sociali o private (rendite AVS o AI

rispettivamente LAINF o versate da un assicuratore malattia, ed ancora i

versamenti di assicuratori privati), nonché dei redditi di altra fonte

considerati dall’autorità fiscale. Non fanno parte della determinazione del

reddito, secondo il Messaggio di accompagnamento della novella legislativa,

redditi di complemento del fabbisogno vitale che sono esenti fiscalmente:

assegni integrativi e di prima infanzia, borse di studio, prestazioni

complementari all’AVS ed all’AI, prestazioni assistenziali ed assegni di grande

invalido, e ciò alla luce della particolare natura di questi redditi. Si

tratta, infatti, di trasferimenti che coprono spese supplementari

rispettivamente prestazioni Laps successive nell’ordine di priorità dei

versamenti alla riduzione dei premi ed ancora di trasferimenti (le PC) a favore

di persone che non sono toccate dalla riforma del sistema di determinazione e

quantificazione della riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle

cure medico sanitarie (Messaggio,

op. cit., pag. 16 in initio).

Dai lavori preparatori

discende che il Giudice delle assicurazioni sociali (e prima ancora

l’amministrazione) farà capo alla decisione di tassazione del periodo

determinato dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAMal) per fissare il RDS

(su questi aspetti si faccia riferimento a Ranzanici,

op.cit., capitolo 14.8.2.1. n. 738 e ss., in particolare il capitolo

14.8.2.1.2

n. 742 e ss.). Va sin d’ora osservato che, come rammentato nelle

STCA 36.2015.78 del 2 febbraio 2015; 36.2011.31 del 9 settembre 2011,

36.2011.32

del 14 luglio 2011, 36.2011.19 del 16 giugno 2011, 36.2008.163 del 4

febbraio 2009; 36.2008.94 del 10 settembre 2008, fra le ultime in ordine di

tempo e STCA 36.1999.28 del 2 giugno 1999 e 36.2003.91 del 29 marzo 2004 fra le

prime come: "per costante giurisprudenza di codesto TCA, ogni

tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà. L'amministrazione è

vincolata dalle comunicazioni delle autorità di tassazione. E' possibile

scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato solo se la stessa

contiene errori manifesti e debitamente comprovati. … l'assicurato deve

innanzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto

concerne i contributi delle assicurazioni sociali". Salvo casi eccezionali,

che ancora le norme del regolamento riservano (art. 14 RegLCAMal del 29 maggio

2012, in maniera più estesa nel previgente regolamento del 13 novembre 2007

all’art. 31 RegLCAMal) ove viene eseguito un nuovo calcolo autonomo

indipendente dalla decisione di tassazione, sia l’amministrazione che il

Tribunale cantonale delle Assicurazioni debbono attenersi alla decisione di

tassazione fissata dal Consiglio di Stato ed ai valori in questa contenuti.

2.5

Dall’importo del reddito

complessivo lordo vanno dedotte, esclusivamente, le spese specificatamente

riconosciute dall’art. 31 LCAMal. La legge ha fissato in maniera esaustiva e

completa sia quali deduzioni siano possibili (Ranzanici,

op.cit., capitolo 14.8.3.4. n. 786 e ss.) e, laddove lo abbia fatto, gli

importi ammessi in deduzione (in questo senso il Rapporto della Commissione

della Gestione e delle Finanze, pag. 3 punto 3.1. in fine che riprende il

Rapporto DSS citato pag. 17). Il criterio discriminante sembra essere stato

quello della necessità della spesa e del suo vincolo. La legge annovera il

premio di riferimento medio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie

determinato annualmente dal Consiglio di Stato (PMR qui di seguito, in merito

si veda l’art. 29 LCAMal), i contributi sociali secondo la LT (ossia: AVS, AI,

IPG, AD, AINP e LPP), le pensioni alimentari versate, le spese professionali

(secondo la LT e fino ad un massimo di CHF 4'000.00) nonché le spese per

interessi passivi privati e aziendali (secondo la LT e sino ad un importo massimo

di CHF 3'000.00) . Altre spese quali l’affitto, altri premi assicurativi (ad

esempio per le coperture complementari, la RC privata o auto), imposte e tasse,

spese mediche (anche per franchigie e partecipazioni nell’ambito della LAMal)

od ancora per l’invalidità, rispettivamente spese di gestione e manutenzione

immobili o le deduzioni ammesse fiscalmente per figli a carico od ancora per

doppia economia non possono essere considerate (per un complemento

dell’esposizione si veda la STCA 36.2015.80 citata, consid. 2.10, agli ultimi

due capoversi)

2.6

Come anticipato nelle

considerazioni del punto 2.3., con le modifiche della legge apportate il 3

novembre 2014 dal Parlamento ed entrate in vigore il 1° gennaio 2015, il

calcolo dell'importo normativo della RIPAM 2015 (oggetto delle contestazioni formulate

dall’assicurata D., oggetto dell’inc. 36.2015.31 ed evase con la STCA 13 agosto

2015.

cui si rimanda per maggiori specifiche) è determinato mediante una nuova

formula che considera il reddito disponibile massimo dell’art. 32a LCAMal.

L'art. 34 LCAMal ribadisce

che l'importo massimo normativo dei premi corrisponde alla somma dei premi medi

di riferimento per categoria d'assicurato, dell'UR. L'importo normativo della

RIPAM, dal 2015, è quindi determinato dalla seguente formulata:

[PMR

– (PMR x RD2)]

RDM2

e dipende

dal reddito disponibile massimo (RDM) definito all'art. 32a LCAMal cui si è

accennato nelle considerazioni precedenti. Le modifiche apportare alle norme a

contare dal 2015 hanno reso il sistema molto meno trasparente visto l’uso di

formule matematiche complesse.

Va

rammentato ancora che per fissare l’importo della riduzione del premio da

riconoscere agli assicurati “di condizione economica modesta” (art. 65

cpv. 1 LAMal) l’importo normativo della RIPAM va ulteriormente moltiplicato per

il coefficiente cantonale di finanziamento. L’art. 37 LCAMal prevede che il

coefficiente cantonale di finanziamento, ossia quanto il Cantone deve

finanziare dell’importo normativo del premio, determina di converso la quota,

basata sul premio medio di riferimento, che rimane a carico dell’assicurato o

dell’UR interessata (per maggiori specifiche si veda: Ranzanici, op.cit., capitolo 14.10.1. n. 864 e ss.).

Il coefficiente unico per

il 2012 del 73,5% è stato cambiato con effetto al 1 gennaio 2013. Con la

modifica il coefficiente del 73,5% è rimasto applicabile per “le

unità di riferimento con un reddito disponibile inferiore o uguale alla metà

del limite di fabbisogno, senza computo della pigione, ai sensi della legge

sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) del 5

giugno 2000“ mentre un coefficiente del 70% è stato

previsto negli altri casi.

A contare

dal 2015 il legislatore, in uno con i cambiamenti cui si è accennato, ha voluto

portare un'ulteriore modifica all’art. 37 LCAMal fissando il coefficiente

cantonale di finanziamento definitivamente al 73,5% dell'importo normativo

della RIPAM.

La somma che scaturisce

quindi dall’applicazione di questa percentuale di partecipazione finanziaria

del cantone alla riduzione del premio normativa calcolata alla luce della

situazione dell’assicurato o meglio dell’UR interessata, costituisce l’importo

della RIPAM che è comunicata dall’amministrazione direttamente agli istanti,

contrariamente a quanto avveniva in precedenza quando l’importo del sussidio era

comunicato all’assicuratore malattia e da questi, mediante la nuova polizza,

alla parte richiedente l’aiuto sociale.

2.7

Con il Decreto esecutivo

concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni di premio

LAMal per l’anno 2016, del 18 novembre 2015, il Consiglio di Stato ha

ritenuto le seguenti basi di calcolo: il periodo fiscale per l’accertamento del

reddito disponibile di riferimento è dato dalle classificazioni dell’imposta

cantonale per l’anno 2013, il premio medio di riferimento assomma a CHF

4’981.00 per gli adulti e la costante per il calcolo del reddito disponibile

massimo per l’unità di riferimento senza figli: 3.4., mentre per le UR con

figli è di 3.9.

Per l'anno 2017

l'esecutivo cantonale ha fissato invece i parametri della RIPAM con DE 15

novembre 2016 nel seguente modo:

a) periodo fiscale per l’accertamento

del reddito disponibile di riferimento: classificazioni dell’imposta cantonale

per l’anno 2014.

b) premio medio di riferimento:

- adulti: CHF 5’261.–

- giovani adulti di età tra 18 e 25 anni: CHF

4’826.–

- minorenni: CHF 1’134.–

c) costante per il calcolo del reddito disponibile

massimo:

- unità di riferimento senza figli: 3.4

- unità di riferimento con figli: 3.9

d) per i proprietari o usufruttuari di

sostanza immobiliare, ai fini del calcolo del reddito disponibile di

riferimento ai sensi dell’art. 30 LCAMal, il valore della sostanza immobiliare

registrato nella tassazione di riferimento di ciascun membro dell’unità di

riferimento è maggiorato con la percentuale di adeguamento prevista

dall’Ufficio cantonale di stima.

2.8

Va ora esaminato se la Cassa

ha accertato in maniera corretta il diritto alla RIPAM spettante all’unità di

riferimento. La formula applicata per accertare il reddito massimo che consente

la riduzione del premio è data dalla moltiplicazione della costante (nel caso

dell’unità di riferimento senza figli a carico minorenni o in formazione) di

3,4 per il 50% del limite Laps definito secondo le dimensioni dell’unità di

riferimento (qui il ricorrente e la moglie). Ne discende che in concreto tale

limite di reddito è di:

3,4

x 26’161 x 50% = 44'473,70

2.9

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

deve verificare se il reddito disponibile dell’UR sia effettivamente superiore

a tale limite come ritiene la Cassa.

Dalla tassazione rilevante

(v. consid. 2.7.) emergono redditi da attività lavorativa e per il valore

locativo che sono superiori alla cifra indicata in coda al considerando

precedente (CHF 44'473,70 valido sia per la RIPAM 2016 che per la RIPAM 2017).

In effetti, la tassazione 2013 come pure la tassazione 2014, ritengono un

reddito da lavoro di CHF 58'730. A questo reddito si deve sommare 1/15 della

sostanza netta mentre le deduzioni sono limitate alle spese di professionali

plafonate e ai valori dei PMR ricordati nei decreti riportati in esteso al

punto 2.7.

Questi importi, se applicabili,

non consentirebbero manifestamente di riconoscere all’UR la riduzione dei premi

postulata. In concreto però su implicita richiesta dell’assicurato, la Cassa si

è distanziata dai valori ritenuti nella tassazione applicabile.

2.10

Come rilevato nelle

considerazioni che precedono, infatti, la Cassa ha ritenuto una diminuzione del

reddito conseguito dal signor RI 1 dopo la tassazione di riferimento. In

applicazione degli art. 30 cpv. 2 LCAMal e 14 RLCAMal secondo gli accertamenti svolti

dall’amministrazione (doc. 7 a 17) il reddito da lavoro di RI 1 per conto della

Vari Art Sagl è diminuito rispetto al relativo dato ritenuto dalla tassazione

2013, e l’amministrazione lo ha determinato in CHF 36'000.-- sia per il 2016

sia per il 2017. In applicazione delle norme del regolamento d’applicazione

della LCAMal l’amministrazione ha quindi determinato in maniera autonoma il

reddito disponibile dell’UR interessata. Oltre al reddito da lavoro del signor RI

1.

la Cassa ha considerato il valore locativo dell’immobile di proprietà della

signora __________, vi ha aggiunto la quota parte della sostanza e questo sulla

base dell’ultima tassazione cresciuta in giudicato disponibile (art. 14 cpv. 3

RLCAMal). L’amministrazione ha stabilito, dedotti dal reddito gli importi

deducibili delle spese professionali e dei PMR, un RD di CHF 51'073 per l’anno

2016.

e di CHF 53'048 per il successivo 2017. La Cassa ha accertato che tali

importi sono superiori ai limiti determinati mediante la regola ricordata sub.

2.8

ed ha respinto le richieste di RIPAM 2016 e 2017.

2.11

Il ricorrente contesta la

quantificazione del reddito disponibile dell’UR. Nel corso dell’udienza ha evidenziato,

ciò che non emerge dalle decisioni di tassazione acquisite agli atti (doc.

VIII+1/3 e doc. 1 inc. 36.2017.42, ossia le tassazioni relative agli anni 2013,

2014.

e 2015), che la sostanza immobiliare inserita nella sua tassazione non è

corretta siccome gravata da un debito ipotecario.

L’assicurato non può,

salvo situazioni d’eccezione, rimettere in discussione la tassazione dinanzi al

giudice delle assicurazioni sociali o all’amministrazione che decide sulla

RIPAM. Come rilevato nel considerando 2.4. ultimo paragrafo, il giudice delle

assicurazioni sociali (come pure l’amministrazione) fa capo alla decisione di

tassazione applicabile, cresciuta in giudicato, da cui non si scosta salvo che

siano comprovati manifesti errori. Ciò poiché l’assicurato deve difendere i

suoi diritti nella procedura fiscale anche per gli aiuti sociali, da un lato,

e, dall’altro, siccome non incombe al giudice delle assicurazioni sociali

procedere con atti di tassazione.

Per quanto attiene

all’aspetto relativo al vincolo della decisione di tassazione la prassi del

Tribunale cantonale delle assicurazioni riprende quella relativa al vincolo

della tassazione per la determinazione dei contributi AVS per gli indipendenti

e per le persone senza attività lucrativa. In quell’ambito la Cassa deve fare

capo, come per la RIPAM qui in esame, alle decisioni di tassazione passate in

giudicato. La giurisprudenza del TF per quanto riguarda il vincolo delle

decisioni di tassazione per l’autorità amministrativa e il giudice delle

assicurazioni sociali, è costante, si veda la DTF 110 V 83, ed esprime i

seguenti principi:

" Le casse

di compensazione sono vincolate dalle comunicazioni delle autorità di

tassazione e il giudice delle assicurazioni sociali esamina di principio la

decisione della Cassa unicamente dal profilo della legalità. L'autorità

giudicante non può scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato a

meno che essa contenga errori manifesti e debitamente comprovati,

immediatamente emendabili, oppure quando si debbano apprezzare fatti

irrilevanti dal profilo fiscale, ma decisivi in tema di assicurazioni sociali.

Semplici dubbi sull'esattezza di una tassazione fiscale non bastano; infatti la

determinazione del reddito spetta alle autorità fiscali e il giudice delle

assicurazioni sociali non deve intervenire adottando particolari provvedimenti

di tassazione.

L'assicurato esercitante un'attività indipendente deve anzitutto

difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i

contributi delle assicurazioni sociali (Pratique VSI 1997 pag. 26 consid. 2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321

consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371

consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130 consid. 1, DTF 102 V

30.

consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid. 3a). Il Tribunale federale

delle assicurazioni ha comunque precisato che la comunicazione fiscale è

vincolante per l'amministrazione e per il giudice delle assicurazioni sociali

solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni

relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa

disposizione (Pratique VSI 1993, p. 242ss)."

Nello stesso senso DTF 134

V 250 consid. 3.3. e STF 9C_162/2014 del 31 luglio 2014 consid. 3.1.

Come specificato questa

prassi è stata ripresa dal Tribunale cantonale delle assicurazioni nell’ambito

delle procedure relative alla riduzione dei premi. In una delle prime decisioni

del Tribunale cantonale delle assicurazioni sul tema (STCA 36.1999.28 del 2

giugno 1999) questa Corte aveva ripreso il principio secondo cui:

" L'autorità

giusdicente non può scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato

a meno che essa contenga errori manifesti e debitamente comprovati,

immediatamente emendabili, oppure quando si debbano apprezzare fatti

irrilevanti dal profilo fiscale, ma decisivi in tema di assicurazioni sociali.

Semplici dubbi sull'esattezza di una tassazione fiscale non bastano; infatti la

determinazione del reddito spetta alle autorità fiscali e il giudice delle

assicurazioni sociali non deve intervenire adottando particolari provvedimenti

di tassazione. L'assicurato deve anzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento

fiscale anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni sociali

(Pratique VSI 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321

consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371

consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130 consid. 1, DTF 102 V

30.

consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid. 3a).”

Il Tribunale cantonale

delle assicurazioni ha ammesso in una sola occasione un errore manifesto

contenuto in una decisione di tassazione. In quel caso (STCA 36.2003.91 del 29

marzo 2004) l’Ufficio di tassazione aveva ricevuto una dichiarazione fiscale di

un assicurato che postulava precise deduzioni dai suoi redditi che, per una

manifesta svista dell’UT, non sono state ammesse siccome gli importi ritenuti

versati da un ente terzo. L’assicurato non aveva reagito alla decisione di

tassazione per ragioni di salute ma, dopo averlo rilevato e segnalato, egli

aveva beneficiato del condono. Il Tribunale cantonale delle assicurazioni, in

quel caso, aveva considerato:

" L'errore

dell'UT … palese ed evidente”

implicitamente ammesso

dall’UT stesso e comunque desumibile direttamente dagli atti di tassazione, non

dubbio e assolutamente chiaro.

In sunto dunque il Giudice e amministrazione

sono vincolati alla tassazione. L’assicurato deve difendere i suoi diritti,

anche in ottica di RIPAM, nell’ambito della procedura di tassazione e deve,

semmai, aggravarsi contro provvedimenti di tassazione che potrebbero essere

lesivi di suoi diritti in ambito di sussidi, dinanzi alle competenti autorità

fiscali. Così è possibile consentire all’esecutivo (e non in una legge formale)

determinare i parametri per la fissazione di sussidi ogni anno. In questa

costellazione l’assicurato contribuente ha facoltà di esercitare pienamente e

con cognizione di causa il suo diritto di essere sentito.

2.12

Nel caso in esame, come

indicato, i redditi conseguiti dall’UR sono determinati manualmente dalla Cassa

che deve però (art. 14 cpv. 3 RLCAMal) fare capo all’ultima decisione di

tassazione cresciuta in giudicato disponibile al fine di cifrare la sostanza e il

suo reddito. Ciò impone al Giudice di verificare se la tassazione 2015, ossia

la decisione di tassazione cui si deve fare capo per considerare la sostanza

dell’UR in causa, debba essere ritenuta manifestamente erronea come sembra sostiene

implicitamente il ricorrente, e, quindi, se ci si debba scostare dalla

tassazione e cifrare il valore della sostanza (e la sua resa) manualmente

considerando gli elementi apportati nel corso dell’istruttoria, ciò alla luce

della giurisprudenza esposta al punto precedente.

2.13

La conclusione sollecitata dal

ricorrente non può essere ritenuta dal Tribunale cantonale delle assicurazioni

all’esame degli atti acquisiti. In effetti, anche se RI 1 ha indicato

l’esistenza di un debito ipotecario gravante l’immobile di __________ di

proprietà della moglie e inserito nella decisione di tassazione, va rilevato

che il qui ricorrente, come ha evidenziato il funzionario dell’UT competente, “non

è stato molto diligente nella compilazione delle dichiarazioni fiscali” e

le dichiarazioni fiscali 2014 rispettivamente 2015 sono state emesse per

apprezzamento dell’UT stesso (doc. VIII). L’assicurato e la moglie (direttore rispettivamente

gerente della datrice di lavoro del signor RI 1, doc. V), entrambe con firma

individuale, non solo non hanno prodotto alcun certificato di salario

(nonostante l’obbligo legale e le specifiche della circolare

dell’Amministrazione federale delle contribuzioni reperibile reperibile nel

sito: https://www.estv.admin.ch) ma non hanno inserito, per gli anni

2014.

e 2015 (doc. VIII/1-3), alcun debito ipotecario nella loro dichiarazione

fiscale, non hanno evidenziato nessun interesse passivo versato sul medesimo

portandolo in deduzione dai loro redditi. Questa omissione ripetuta e la

necessità, per l’UT competente, di emanare una tassazione per apprezzamento

stanti le lacune dei contribuenti nei loro obblighi nei confronti del fisco,

non permettono di ritenere che in concreto, l’UT sia incorso in un errore

manifesto, palese, facilmente rilevabile ed emendabile.

2.14

Quando una decisione fiscale sia

emanata per apprezzamento dei valori, specificatamente quando il contribuente

abbia omesso di ossequiare i suoi obblighi di presentazione della dichiarazione

o non vi abbia provveduto in maniera completa, la decisione di tassazione non

può essere scartata dalla Cassa cantonale di compensazione rispettivamente dal

giudice delle assicurazioni sociali, alla luce dell’eccezione giurisprudenziale

ricordata, e ciò quand’anche il contribuente assicurato dimostri che la

decisione di tassazione non corrisponde, per taluni aspetti, ai suoi reali

cespiti d’entrata o alla sua effettiva sostanza. Infatti, in queste

costellazioni, l’apprezzamento dell’autorità fiscale non può essere rivisto da

un’autorità cui non compete un obbligo di tassazione, e non può essere

certamente ritenuto erroneo. Già a livello fiscale l’impugnazione della

tassazione emanata per apprezzamento comporta obblighi maggiori di motivazione

e prova da parte del contribuente. Per l’art. 132 cpv. 3 LIFD il contribuente

può impugnare la tassazione operata d'ufficio soltanto con il motivo che essa è

manifestamente inesatta. Il reclamo dev'essere motivato e indicare eventuali

mezzi di prova. Analogamente la materia è regolata nel diritto cantonale (art.

206.

cpv. 3 LT). Va ripetuto che il giudice delle assicurazioni sociali non deve

svolgere il ruolo del tassatore e non può riesaminare la decisione di

tassazione salvo l’eccezione dell’errore manifesto. Ciò vale a maggior ragione

quando la tassazione avviene per apprezzamento e non sono note le ragioni per

le quali l’UT determina gli importi di reddito e sostanza che ritiene.

L’assicurato doveva, in

altri termini, compilare la sua dichiarazione dei redditi in maniera completa e

salvaguardare in sede fiscale i suoi diritti anche considerando il riverbero

degli stessi in ottica di aiuto sociale. In concreto quindi non è possibile

scostarsi da una decisione di tassazione emessa per apprezzamento da parte

dell’UT competente alla luce dell’indicazione (anche se resa verosimile) da

parte dell’assicurato, dell’esistenza di un debito ipotecario.

Ne discende che,

correttamente, la Cassa cantonale di compensazione ha ritenuto la sostanza

evidenziata nella tassazione 2015 (ultima cresciuta in giudicato a disposizione

dell’amministrazione), ponendo il valore della sostanza a base della sua

decisione.

2.15

Da quanto precede discende

che, anche ritenendo la diminuzione del reddito dell’assicurato (indicato

mensilmente in una circostanza in CHF 3'500 e più tardi in CHF 3'000), così

come ha fatto la Cassa, in CHF 36'000 annui, a tale importo va aggiunto il

valore locativo dell’immobile e la quota parte della sostanza per un importo

del RD correttamente determinato in CHF 51'073 per l’anno 2016 e 53'048 per la

RIPAM 2017 una volta operata la deduzione dei PMR e delle spese professionali

deducibili.

In applicazione della

formula di calcolo dell’art. 32a LCAMal la riduzione del premio è accordata

sino al raggiungimento di un importo massimo che, per una UR composta da due

persone senza figli a carico, assomma a:

RDM = 3.4 (costante) x 50% del limite LAPS definito

dalla dimensione dell’UR

Ossia:

RDM = 3.4 x 50% di

26'161 = CHF 44'473,70

Questo importo è identico

sia per la RIPAM 2016 che per la RIPAM 2017. Se ne deduce che i RD dei due anni

qui in esame (CHF 51'073 e CHF 53'048) superano l’importo massimo che consente

di concedere la RIPAM. Le due decisioni dell’amministrazione qui avversate sono

corrette e i ricorsi 28 maggio 2017 e 12 luglio 2017 vanno respinti senza

carico di tasse e spese e senza riconoscimento di ripetibili in favore

dell’amministrazione.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Le procedure formanti gli

incarti 36.2017.42 e 36.2017.61 conseguenti ai ricorsi 28 maggio 2017 e 12

luglio 2017 di RI 1, __________, avverso le decisioni rese su reclamo in data 8

maggio 2017 e 6 luglio 2017 sono congiunte.

2. I ricorsi 28 maggio 2017 e

12 luglio 2017 di RI 1, __________, sono respinti.

3. Non si prelevano tasse e

spese e non si attribuiscono ripetibili.

4. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti