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Decisione

36.2018.20

Assicurato affetto da grave patologia psichiatrica che si reca regolarmente presso una clinica specializzata. Assicuratore vuole applicare la tariffa ambulatoriale e non quella stazionaria. Rinvio deg

28 maggio 2018Italiano63 min

Source ti.ch

Fatti

i medicamenti prescritti dal medico secondo la lettera b.

Per l’art. 25a cpv. 1

LAMal l’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie presta un

contributo alle cure dispensate ambulatorialmente in base a una prescrizione medica

e a un comprovato bisogno terapeutico, anche in istituzioni con strutture

diurne o notturne o in una casa di cura.

Secondo l’art. 25a cpv. 2

LAMal i costi delle cure acute e transitorie che si rivelano necessarie in

seguito a un soggiorno ospedaliero e sono dispensate in base a una prescrizione

medica non rimunerati dall’assicurazione obbligatoria delle cure medico

sanitarie e dal Cantone di domicilio dell’assicurato per due settimane al

massimo secondo le disposizioni sul finanziamento ospedaliero (art. 49a

Remunerazione delle prestazioni ospedaliere). Assicuratori e fornitori di

prestazioni convengono importi forfetari.

Ai sensi dell’art. 25a

cpv. 3 LAMal il Consiglio federale designa le cure e disciplina la procedura di

accertamento del bisogno.

L’art. 25a cpv. 4 LAMal

prevede che il Consiglio federale fissa i contributi in franchi

differenziandoli a seconda del bisogno terapeutico. È determinante il costo

calcolato secondo il bisogno in cure della qualità necessaria, dispensate in

modo efficiente ed economico. Le cure sono sottoposte a un controllo di

qualità. Il Consiglio federale determina le modalità.

Per l’art. 25a cpv. 5

LAMal i costi delle cure non coperti dalle assicurazioni sociali possono essere

addossati all’assicurato solo per un importo massimo corrispondente al 20 per

cento del contributo alle cure massimo fissato dal Consiglio federale. I

Cantoni disciplinano il finanziamento residuo.

Ai sensi dell’art. 32 cpv.

1 LAMal le prestazioni di cui agli articoli 25-31 devono essere efficaci,

appropriate ed economiche. L’efficacia deve essere comprovata secondo metodi

scientifici.

Per l’art. 32 cpv. 2 LAMal

l’efficacia, l’appropriatezza e l’economicità delle prestazioni sono

riesaminate periodicamente.

Gli art. da 35 a 40 LAMal

indicano i fornitori di prestazioni autorizzati ad esercitare a carico della

LAMal.

Circa le cure stazionarie,

l’art. 39 cpv. 1 LAMal elenca i criteri affinché gli stabilimenti e i

rispettivi reparti adibiti alla cura ospedaliera di malattie acute o

all’attuazione ospedaliera di provvedimenti medici di riabilitazione (ospedali)

possono ottenere l’autorizzazione

Secondo l’art. 49 cpv. 4

LAMal, in caso di degenza ospedaliera, la remunerazione è effettuata secondo la

tariffa ospedaliera ai sensi del capoverso 1 finché il paziente, secondo

l’indicazione medica, necessita di cure e assistenza o di riabilitazione medica

in ospedale. Se questa condizione non è più soddisfatta, per la degenza

ospedaliera è applicabile la tariffa secondo l’articolo 50.

Quest’ultimo disposto

prevede che per la degenza in casa di cura (art. 39 cpv. 3), l’assicuratore

assume le stesse prestazioni previste in caso di cura ambulatoriale secondo

l’articolo 25a. I capoversi 7 e 8 dell’articolo 49 sono applicabili per analogia.

Un soggiorno ospedaliero

non implica, dunque, di per sé l'obbligo contributivo delle Casse: presupposto

indispensabile alla nascita del diritto alle prestazioni per cura ospedaliera è

la necessità di misure terapeutiche o, almeno, diagnostiche che possono essere

applicate soltanto in uno stabilimento ospedaliero (DTF 126 V 326; sentenza

9C_67/2014 del 5 febbraio 2015; sentenza 9C_143/2014 del 22 luglio 2014;

sentenza 9C_413/2012 del 14 febbraio 2013, sentenza 9C_276/2011 del 3 gennaio

2012; sentenza 9C_107/2011 del 28 febbraio 2011; sentenza 9C_447/2010 del 18

agosto 2010; cfr. anche SVR 2001 KV 15 pag. 39; SVR 2000 KV 40 c. 2, pag. 124,

DTF 120 V 206 consid. 6; RAMI 1969 pag. 32 e seg.; 1977 pag. 167 e seg.; 1989

pag. 154 e seg.).

Il diritto alle

prestazioni per cure ospedaliere presuppone, in applicazione dell’art. 56

LAMal, che la degenza ospedaliera sia richiesta dall’interesse dell’assicurato

e dallo scopo del trattamento. Non deve, cioè, essere possibile fare a meno

dell’ospedalizzazione, senza compromettere il buon esito del trattamento. Il

fornitore di prestazioni deve limitare le prestazioni a quanto esige

l’interesse dell’assicurato e lo scopo della cura.

Tuttavia, l'intensità del trattamento terapeutico, richiesto

dalla malattia, non costituisce l'unico

criterio per decidere se lo stato di salute giustifichi un’ospedalizzazione,

soprattutto quando un assicurato anziano che vive solo si trova nell'impossibilità di ricevere a domicilio la

sorveglianza e le cure richieste dal suo stato morboso. Come più volte

ricordato dall'allora TFA (dal

1° gennaio 2007: Tribunale federale), la Cassa è tenuta a

finanziare il soggiorno ospedaliero anche se lo stato di salute dell'assicurato non lo rende indispensabile, ma il

ricovero si impone per la particolare situazione personale e la cura medica non

può essere realizzata al di fuori di una tale struttura (DTF 126 V 326 consid.

2b con riferimenti).

In concreto non deve, cioè,

essere possibile fare a meno dell'ospedalizzazione senza compromettere il buon

esito del trattamento, ledendo, così, il diritto dell'assicurato ad essere

curato in modo adeguato.

2.2. In una sentenza 9C_447/2010

del 18 agosto 2010, il TF ha dovuto giudicare un caso di un assicurato, nato

nel 1966, degente presso una clinica i cui medici dello “Psychiatriezentrum”

hanno chiesto un prolungamento della garanzia per una degenza stazionaria.

L’assicuratore ha concesso la garanzia per un tempo limitato ed ha informato i

medici che per il periodo successivo avrebbe applicato la tariffa in caso di

cura ambulatoriale (“Pflegetaxe”). L’assicurato ha ricorso al TF

chiedendo l’applicazione della tariffa in caso di cura acuta.

L’Alta Corte al consid. 2.1 ha rammentato che l’obbligo prestativo

per una cura stazionaria presuppone la presenza di una patologia che rende

necessaria una cura acuta o una riabilitazione medica in un ambiente

ospedaliero (DTF 126 V 323). La necessità di ospedalizzazione

("Spitalbedürftigkeit") in tal senso si realizza, da un lato

se i provvedimenti diagnostici e terapeutici necessari possono essere praticati

in modo appropriato unicamente in un ospedale, e dall'altro se si sono esaurite

le possibilità di una cura ambulatoriale e solo una terapia in ambito

ospedaliero presenti delle possibilità di successo. L'obbligo di fornire delle

prestazioni per soggiorno ospedaliero può giustificarsi anche se lo stato di

salute dell'assicurato non lo rende indispensabile, ma il ricovero si impone

per la particolare situazione personale e la cura medica non può essere

realizzata al di fuori di una tale struttura (DTF 126 V 326 consid. 2b con

riferimenti).

Il bisogno di una cura

acuta è generalmente dato laddove un danno alla salute sorge improvvisamente,

all’ultimo momento ed in maniera violenta, ciò che necessita un’assistenza

medica od una cura immediata ed intensa.

La LAMal non prevede un

termine temporale a partire dal quale una malattia durevole ha superato la fase

acuta; un termine generale non esiste. La fase acuta dura in ogni caso fino a

quando dalla cura ci si aspetta un miglioramento considerevole dello stato di

salute. In queste condizioni anche una cura stazionaria di lunga durata in una

Clinica psichiatrica può continuare ad avere il carattere di cura acuta.

Al consid. 2.2 il TF ha

rammentato che di norma in presenza di un danno alla salute cronico con uno

sviluppo lento della malattia il bisogno di cura è riconosciuto. Si tratta di

una sofferenza permanente dove in primo piano non vi è il trattamento medico ma

la cura. Un trattamento medico necessario è tutt’al più eseguibile ambulatorialmente,

mentre la cura non è più parte del trattamento medico vero e proprio ma serve ad

equilibrare le conseguenze dell’assenza di possibilità di miglioramento dello

stato di salute. La LAMal non conosce il concetto di malato cronico, ma prevede

delle norme per la cura dei pazienti lungodegenti e per i pazienti che

necessitano cure acute (cfr. art. 39 cpv. 3 LAMal). Persone con patologie

psichiche o somatiche di lunga durata devono essere trattate alla stessa

maniera.

Il TF al consid. 2.3, con

riferimento alla DTF 125 V 177 ed alla sentenza K 158/04 del 21 marzo 2006, ha

poi rammentato che per pazienti lungodegenti in una Clinica psichiatrica la

tariffa delle prestazioni applicabile va valutata in applicazione dell’art. 50

LAMal come prevista per gli assicurati in casa di cura. Decisivo per la

delimitazione con le prestazioni stazionarie è la questione di sapere se è

possibile assistere medicalmente, adeguatamente e sufficientemente la persona

assicurata in un’istituzione per pazienti lungodegenti.

Nel caso concreto il TF ha

respinto il ricorso dell’assicurato. I medici curanti non hanno saputo motivare

le ragioni di una necessità di una cura acuta stazionaria. Neppure la necessità

di un’assistenza intensiva e continuata tramite personale specializzato fonda,

da solo, un bisogno di cura in ospedale, poiché anche le case di cura

dispongono di personale qualificato che può intervenire per aiutare le persone

malate psichicamente nel caso in cui la persona assicurata sia particolarmente

aggressiva o in caso di pericolo di autolesioni.

Un possibile miglioramento

o uno sviluppo favorevole dello stato di salute in forma moderata non è

sufficiente a fondare la necessità di cura in ambito ospedaliero, poiché le

probabilità di miglioramento devono essere concrete e di una certa importanza.

Nella citata sentenza K

158/04 del 21 marzo 2006 il TF, che ha dovuto giudicare il caso di

un’assicurata ammalata di Alzheimer, degente presso un ospedale psichiatrico, e

in cui l’assicuratore l’11 luglio 2003 ha informato l’interessata che dal 1°

agosto 2003 (poi prolungato al 1° gennaio 2004) il soggiorno sarebbe stato rimborsato

fino a concorrenza dell’importo forfetario applicato nelle case per anziani, ha

affermato al consid. 4:

" (…)

3.

La recourante allègue que divers

établissements médico-sociaux n'ont pas été en mesure de l'accueillir (Home

Y.________, Foyer Z.________, EMS W.________), eu égard à la gravité de son

mal. Dès lors, il avait fallu l'hospitaliser à nouveau à l'Hôpital X.________

et un retour auprès du Home médicalisé S.________ était exclu.

Par ailleurs, la recourante soutient que la

condition du besoin d'hospitalisation est réalisée en ce qui la concerne, car

elle est dans l'impossibilité de recevoir à domicile la surveillance et les

soins requis par son état, l'intensité desdits soins n'étant pas seule

déterminante pour décider si une hospitalisation est ou non indiquée.

4.

Ces moyens sont dénués de pertinence. Dans

un arrêt ATF 125 V 177, où le point de vue du mandataire de la

recourante a été discuté, le Tribunal fédéral des assurances a considéré que la

jurisprudence rendue à propos du principe d'économie du traitement prescrit à

l'art. 23 LAMA (cf. message concernant la révision de l'assurance-maladie du 6

novembre 1991, FF 1992 I 168) et ses incidences sur le droit aux prestations en

cas de séjour dans un établissement a gardé toute sa valeur sous l'empire du

nouveau droit (ATF 125 V 179 consid. 1b et les références). En

particulier, d'après cette jurisprudence, l'assuré dont l'état nécessite une

hospitalisation doit choisir l'établissement hospitalier ou la division qui

correspond à la catégorie de malades à laquelle il appartient.

Par ailleurs, une caisse n'a pas à prendre

en charge un séjour dans un établissement hospitalier lorsqu'un assuré, dont

l'état ne nécessite plus une hospitalisation, continue de séjourner dans un tel

établissement parce que, par exemple, il n'y a pas de place dans un

établissement médico-social adapté à ses besoins et que l'hospitalisation ne

repose finalement que sur des motifs d'ordre social. La Cour de céans a

récemment confirmé ces principes dans un arrêt A. du 14 avril 2005, K 157/04,

consid. 2.2, s'agissant d'une assurée souffrant de la maladie

d'Alzheimer.

Dans l'arrêt ATF 125 V 177, le Tribunal fédéral des assurances a

considéré que la condition du droit à la rémunération conformément au tarif

applicable à l'hôpital (servant au traitement hospitalier de maladies aiguës,

au sens de l'art. 39 al. 1 LAMal) en vertu de l'art. 49 al. 1 et 2 LAMal (art.

49 al. 3, première phrase LAMal) est réalisée lorsque l'on peut attendre d'un

traitement qu'il améliore notablement l'état de santé (ATF 125 V 181 consid. 2c; cf. Gebhard Eugster, Krankenversicherung in :

Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 304 ad ch. 139). Si tel n'est pas le cas, la rémunération

s'effectue conformément à la réglementation prévue à l'art. 50 LAMal en cas de

séjour dans un établissement médico-social (art. 49 al. 3, seconde phrase

LAMal).

La Cour de céans n'a pas de raison de

revenir sur cette jurisprudence. Au demeurant, il n'appartient pas au Tribunal

fédéral des assurances de se prononcer sur les solutions apportées par le

législateur à la question de l'hospitalisation de longue durée des personnes

âgées et des malades chroniques.

5.

En l'espèce, il est constant que l'état de

santé de la recourante est stationnaire et qu'aucun traitement hospitalier

n'est nécessaire pour le maintenir. Les besoins de la recourante résident

essentiellement en une surveillance en raison de sa tendance à la déambulation.

Ce genre de prestation n'incombe pas à un établissement hospitalier mais à un

EMS.”

Nella

sentenza 9C_276/2011 del 3 gennaio 2012 al consid. 3.1 il TF ha rammentato che

le nozioni di trattamento ambulatoriale, semistazionario e stazionario non sono

state modificate dal nuovo tenore dell’art. 41 LAMal in vigore dal 1° gennaio

2009 e la giurisprudenza resa precedentemente continua ad essere applicabile

(cfr. anche la sentenza 9C_67/2014 del 5 febbraio 2015, consid. 2.1 e seguenti

dove vengono ripresi i concetti di cui alla sentenza 9C_447/2010 del 18 agosto

2010 ai consid. 2.1 e seguenti).

2.3. In concreto dagli atti emerge

quanto segue.

In data 23 febbraio 2017,

in seguito al 72esimo ricovero, nel caso di specie, presso la Clinica __________

di __________ (di seguito: __________; cfr. doc. 5), l’assicuratore ha

informato l’insorgente che dalla valutazione dei rapporti medici è emerso che

le ospedalizzazioni non sono una conseguenza di una malattia acuta che deve

essere trattata in regime stazionario e di conseguenza eventuali futuri

ricoveri sarebbero stati rimborsati unicamente a livello ambulatoriale,

riservato il caso in cui l’ammissione in clinica non rientri nella predetta

fattispecie (doc. 6).

Il 22 marzo 2017 il dr.

med. __________, medico caposervizio presso la __________, specialista in

psichiatria e psicoterapia FMH, preso atto dello scritto del 23 febbraio 2017,

ha affermato:

" (…) È

quindi per me necessario puntualizzare alcuni aspetti della condizione del

vostro assicurato che, da un punto di vista clinico, rendono sconveniente la

vostra scelta.

Il signor RI 1 è affetto sin dalla prima età adulta da un grave

disturbo psicotico di natura cronica più correttamente inquadrabile come

disturbo schizoaffettivo. Le fasi di acuzie sono caratterizzate da episodi

affettivi estremamente intensi con caratteristiche ora francamente maniacali

ora più decisamente disforiche con presenza di tachipsichismo, sintomatologia

psicotica nel senso di una ideazione delirante megalomanica e persecutoria,

agitazione psicomotoria, pervasive alterazioni comportamentali con condotte

disorganizzate.

Le fasi intercritiche sono comunque delineate da un funzionamento

cronicamente patologico. Le difese psichiche – per lo più maniacali – sono

estremizzate e coprono una grave sofferenza depressiva cui egli non riesce ad

accedere. La modalità di relazione con i curanti sono deformate dalla patologia

e si manifestano sia attraverso una attitudine persecutoria e accusatoria verso

i servizi sia con una ambivalente richiesta di sostegno e accudimento pressoché

costante. Il rischio suicidale rimane sempre presente come sfondo di una

condizione esistenziale per lui intollerabile. Non ha mai messo in atto

condotte parasuicidarie dal carattere dimostrativo o appellativo bensì un

importante mancato suicidio (si gettò sotto un treno circa 4 anni fa) di cui

porta tuttora conseguenze somatiche ortopediche. Non raramente si è colto negli

anni, soprattutto nei momenti di maggiore consapevolezza ma anche nelle fasi di

maggiore irritabilità, un preoccupante incremento del rischio suicidario che,

nel suo caso, si esprimerebbe certamente con una gestualità estrema.

Nei decenni egli ha subito numerosissimi trattamenti stazionari

presso diverse cliniche cantonali; la durata delle degenze è stata di frequente

anche lunga per la difficoltà a trovare con tutti gli strumenti ipotizzabili

(farmacologici, psicoterapici, riabilitativi, sociali, familiari educativi) uno

stabile compenso.

Al momento egli risiede sul territorio presso una pensione del __________.

Riceve un trattamento con paliperidone depot (Trevicta, nuova formulazione con

somministrazione trimestrale), antipsicotici tipici e BDZ. La presa a carico

sul territorio è particolarmente intensa: egli è seguito giornalmente dalla

nostra équipe dei Progetti Complessi che si occupa di pazienti particolarmente

gravi per patologia e articolazione del progetto. La stessa clinica

psichiatrica nella figura dello scrivente e dell’équipe dei reparti Adorna 2 e

Adorna 4 (oltreché del medico di guardia che egli contatta) è giornalmente

coinvolta direttamente dal paziente vuoi telefonicamente vuoi ambulatorialmente

per una forma di contenimento praticamente continuativo della angoscia

psicotica. Nel corso degli ultimi anni sono stati raggiunti importanti

risultati nella cura del paziente che certamente non potrà verosimilmente

trovare mai una condizione di stabilità ma la cui qualità di vita può

certamente essere mantenuta a livelli accettabili di sofferenza soggettiva e di

decoro umano. Nessuna delle figure terapeutiche coinvolte immagina di trovare

una soluzione differente (farmacologica o di altra natura). La presa a carico

deve continuare ad essere estremamente intensa, giornaliera e territoriale

(l’ipotesi di un inserimento in comunità sinora non è stata mai praticabile).

Le degenze dell’ultimo periodo sono state di relativamente breve durata perché

informate ai principi di un trattamento moderno e prospettico della sua

patologia ma – al di là di ciò – sono state tutte assolutamente necessarie

perché estremamente protettive a fronte di una situazione di scompenso grave e

pervasivo.

In questo senso rimane assolutamente indicata la possibilità che

egli venga trattato anche in forma stazionaria quando le condizioni affettive e

il rischio di suicidio sono elevati e senza possibilità di contenere

ambulatorialmente tale sintomatologia.” (doc. 7)

Il 30 marzo 2017 il dr.

med. __________, medicina interna FMH, medico di fiducia dell’assicuratore, ha

risposto al dr. med. Bolla, rilevando che, dopo aver letto le sue motivazioni

ed aver valutato l’intero incarto, compresi i rapporti d’uscita delle ultime

degenze “dissento dal fatto che, come da lei indicato, i ricoveri sono stati

tutti assolutamente necessari a fronte di una situazione di scompenso grave.

Dai rapporti in nostro possesso emerge che lo status all’ammissione è sempre

pressoché identico ovvero in assenza di sintomi psicotici in fase attiva, non

ideazione suicidaria, vigile, orientato e senza segni di ideazione

auto-eterolesiva. Concordo peraltro con la sua affermazione che venga trattato

in forma stazionaria quando e solo in questo caso, le condizioni affettive e il

rischio di suicidio sono elevati e presenta sintomi psicotici” (doc. 8).

Il 14 aprile 2017 la

dr.ssa med. __________, medico assistente presso il __________ ha affermato:

" (…) Dal

21.03.2017 e sino al 06.04.2017 il signor RI 1 è stato ricoverato in modalità

volontaria presso la Clinica __________ di __________.

Il paziente al momento del ricovero si trovava in uno stato di

scompenso affettivo, episodio misto. Si presentava sarcastico con eloquio

logorroico, concitato, iperfonico, con tono dell’umore disforico, affettività

non modulabile, con insight di malattia parziale e insonnia globale. Le

tematiche, di carattere deliroide erano incentrate su prospettive grandiose e

persecutorietà. La richiesta di accudimento e contenimento ambientale e

farmacologico erano implicite. Presentava importante angoscia di morte.

La degenza ha permesso un contenimento dell’angoscia e un

sufficiente ristabilizzarsi del tono umorale. Il contenuto, implicito ed

esplicito, del trattamento non era operabile in ambito ambulatoriale. È stato

dimesso per proseguire le cure ambulatoriali e con la nostra équipe dei

Progetti Complessi. Prosegue la sua terapia depot con Trevicta.” (doc. 9)

Dopo aver chiesto ed

ottenuto copia della cartella medica ed infermieristica informatizzata relativa

al citato ricovero (doc. 12), il medico fiduciario ha negato la necessità della

degenza.

Dalla documentazione

emerge che l’insorgente si è presentato spontaneamente presso la __________

alle ore 8:00 per una richiesta “di ricovero volontario per sintomatologia

ansiosa”. Dal test “global of Suicide Risk” del 21 marzo 2017 è

risultato un punteggio di 2 su 16, ciò che significa un rischio molto lieve, in

una scala che prevede: da 0 a 5 rischio molto lieve, da 6 a 8 rischio lieve, da

9 a 11 rischio medio, da 12 in poi rischio alto. Dallo status psichiatrico

all’entrata emerge che “il paziente giunge in Clinica riferendo malessere,

insonnia da giorni, ansia e umore eccessivamente euforico. Chiedeva quindi un

ricovero protettivo che si accordava (…) Paziente vigile, lucido ed orientato,

non presenta grossolani deficit mnesici. Eloquio spontaneo, concitato,

logorroico ma arginabile, espresso con toni aumentati. Si presenta sarcastico.

Pensiero libero da errore. Umore rivolto al polo positivo, con affettività

consona non modulabile. Non emergono idee di morte o suicidali. Nega

aggressività auto ed eterodiretta. Nega consumo di sostanze. Riferisce insonnia

globale. Insight di malattia parziale (…)”.

Dal decorso e dai colloqui

con lo psichiatra emerge che il 21 marzo 2017 “nel mio studio mi parla della

favola del Leone Morente. Contenuto dal ricovero”, il 22 marzo 2017 “umore

tendenzialmente euforico. Notte riposata”, il 23 marzo 2017 “ieri

disturbante in reparto. Umore euforico”, il 24 marzo 2017 “in congedo in

giornata in università Dormito con riserve ma sonno a tratti disturbato”,

il 27 marzo 2017 “notte riposata. Leggermente disforico”, il 28 marzo

2017 “notte riposata. Ieri in congedo tutto il giorno”, il 29 marzo 2017

“notte riposata. Non richiesta di riserve. Riduzione delle quote di ansia

libera”, il 30 marzo 2017 “Notte riposata”, il 31 marzo 2017 “oggi

in congedo in università”, il 3 aprile 2017 “adeguato in reparto. Umore

in asse. Uscito con progetti complessi andato bene”, il 4 aprile 2017 “adeguato

e gestibile in reparto. Notte riposata”, il 5 aprile 2017 “condizioni

soddisfacenti”, il 6 aprile 2017 “il paziente annuncia l’intenzione di

dimettersi e rientrare in pensione. Ieri è stato a __________. Oggi si reca a __________

(senza concordare con equipe ma tenendoci costantemente informati

telefonicamente) (…) prosegue ambulatorialmente le cure con i casi complessi e

rientra in pensione oggi. Dimissioni in condizioni soddisfacenti”.

Dal rapporto di dimissione

del 7 aprile 2017 della dr.ssa med. __________, medico assistente, emerge che:

" (…)

Modalità di invio

Ricovero volontario su autosegnalazione. Il paziente giungeva in __________

a piedi, chiedendo un ricovero.

Motivo del ricovero – Problema attuale

Paziente noto per pregressi ricoveri nell’ambito di una Sindrome

schizoaffettiva, attualmente in terapia con Paliperidone long acting

trimestrale. Il paziente, che da qualche settimana alloggiava presso una

pensione di __________, è seguito dall’équipe Progetti complessi.

Il paziente giungeva in Clinica riferendo malessere, insonnia da

giorni, ansia e umore eccessivamente euforico. Chiedeva quindi un ricovero

protettivo che si accordava.

Status all’ammissione

Paziente vigile, lucido ed orientato, non presentava grossolani

deficit mnesici. Eloquio spontaneo, concitato, logorroico ma arginabile,

espresso con toni aumentati. Si presentava sarcastico. Pensiero libero da

errore. Umore rivolto al polo positivo, con affettività consona non modulabile.

Non emergevano idee di morte o suicidali. Negava aggressività auto ed

eterodiretta. Negava consumo di sostanze. Riferiva insonnia globale. Insight di

malattia parziale.

(…).

Decorso clinico

Nel corso della degenza il paziente si è mostrato adeguato e

sempre collaborante nei confronti dell’équipe medico-infermieristica.

Nei primi giorni di ricovero il paziente presentava uno scompenso

affettivo, con episodio misto, si presentava sarcastico con eloquio logorroico,

concitato, iperfonico, con tono dell’umore disforico, con affettività consona

non modulabile, con insight di malattia parziale e insonnia globale.

Ha giovato della vicinanza dell’équipe medico-infermieristica.

Durante la degenza si riscontrava infezione delle vie urinarie

sintomatica, che veniva trattata con terapia antibiotica, con risoluzione della

sintomatologia.

Il paziente si è allontanato il 06.04.2017, pur mantenendo i

contatti con l’équipe curante, rendendola informata sia rispetto al proprio

stato di salute, sia rispetto ai propri spostamenti.

Visto lo stato psicopatologico caratterizzato da eutimia,

l’assenza di pensieri negativi o autolesivi, piuttosto che di tensione

endopsichica, si dimetteva il paziente. Egli faceva così rientro presso la

Pensione dove soggiorna.

Prosegue la presa in carico medico-infermieristica con l’équipe

progetti complessi.”

Dal 27 aprile 2017 al 4

maggio 2017 l’insorgente è stato nuovamente ricoverato presso la __________.

Dal rapporto di dimissione dell’11 maggio 2017 della dr.ssa med. __________, medico

assistente, emerge:

“(…)

Modalità di invio

Ricovero volontario su autosegnalazione. Il paziente giungeva in __________

a piedi, chiedendo un ricovero.

Motivo del ricovero – Problema attuale

Paziente noto per pregressi ricoveri nell’ambito di una Sindrome

schizoaffettiva, attualmente in terapia con Paliperidone long acting

trimestrale. Il paziente, che da qualche settimana alloggia presso una pensione

di __________, è seguito dall’équipe Progetti complessi.

Il paziente giungeva in Clinica riferendo malessere, insonnia da

giorni, ansia e umore eccessivamente euforico. Chiedeva quindi un ricovero

protettivo che si accordava. Avrebbe litigato con la gerente della pensione

rinunciando alla camera.

Status all’ammissione

Paziente vigile, lucido ed orientato, non presenta grossolani

deficit mnesici. Eloquio spontaneo, concitato, logorroico ma arginabile,

espresso con toni aumentati. Si presenta sarcastico. Pensiero libero da errore.

Umore rivolto al polo positivo, con affettività consona. Non emergono idee di

morte o suicidali. Nega aggressività auto o eterodiretta. Nega consumo di

sostanze. Insight di malattia parziale.

(…).

Decorso clinico

All’ingresso in clinica il paziente si presentava sarcastico con

eloquio logorroico, concitato, iperfonico, con tono dell’umore disforico,

affettività consona non modulabile, insight di malattia parziale e insonnia

globale. Nel corso della degenza il paziente ha giovato della vicinanza

dell’équipe infermieristica ed ha potuto inoltre beneficiare di terapia

sedativa (Flurazepam e Diazepam).

Il paziente si è allontanato nei giorni successivi l’ammissione,

pur mantenendo i contatti con l’équipe curante, informandola sui propri

spostamenti e rispetto al proprio stato di salute.

Dopo discussione del caso con i curanti dei progetti complessi e

con il curatore signor RA 1, dato il sufficiente stato di benessere

psicopatologico, si dimetteva il paziente.

Egli faceva così rientro presso una pensione di __________ come

stabilito con l’équipe curante.

Proseguirà la presa in carico medico infermieristica con l’équipe

Progetti complessi.” (doc. 13)

Il 19 maggio 2017

l’assicuratore ha rifiutato l’assunzione dei costi (doc. 15).

Dal 10 maggio 2017 al 20

maggio 2017 l’insorgente è stato nuovamente ricoverato presso la __________.

Dal rapporto di dimissione del 24 maggio 2017 della dr.ssa med. __________, medico

assistente, emerge:

" (…)

Modalità di invio

Ricovero volontario su autosegnalazione. Il paziente giungeva in __________

con mezzi propri.

Motivo del ricovero – Problema attuale

Il paziente, noto per numerose precedenti ospedalizzazioni

nell’ambito di una Sdr schizoaffettiva, attualmente seguito dall’èquipe

Progetti complessi chiedeva un ricovero dopo aver preso contatti con gli

infermieri di reparto lamentando insonnia, aumento della tensione emotiva e

vissuti di solitudine.

Status all’ammissione

Paziente trascurato nell’aspetto e nell’igiene personale. Lucido,

orientato S-T e sul sé. Eloquio logorroico, scarsamente arginabile con nessi

associativi mantenuti.

Umore disforico con affettività sintona ai contenuti idetici

espressi. Nel pensiero tematiche deliroidi megalomaniche, persecutorie con

rivendicatività nei confronti delle istituzioni e dei familiari. Non ideazione

auto-eterolesiva. Progettualità futura irrealistica. Atteggiamento relazionale

provocatorio ma sfuggente. Clamoroso sul piano comportamentale. Non abuso di

alcool o sostanze stupefacenti. Pur con la consueta ambivalenza, paziente

rassicurato dal ricovero.

(…).

Decorso clinico

All’ingresso in clinica il paziente si presentava inadeguato dal

punto di vista comportamentale con eloquio logorroico, concitato, iperfonico.

Si notava tono dell’umore disforico, affettività consona non modulabile, insight

di malattia parziale e insonnia globale. Nel corso della degenza il paziente ha

giovato della vicinanza dell’equipe infermieristica ed ha potuto inoltre

beneficiare di terapia sedativa (Flurazepam e Diasepam).

Il paziente si è poi allontanato nei giorni successivi

l’ammissione, pur mantenendo i contatti con l’equipe curante, informandola sui

propri spostamenti e rispetto al proprio stato di salute.

Dopo discussione del caso con i curanti dei progetti complessi e

con il curatore signor RA 1, in virtù del quadro clinico compensato pur in

presenza della nota cronicità psichiatrica, il paziente è stato dimesso presso

una pensione a __________.

Proseguirà la presa in carico medico infermieristica con l’équipe

Progetti complessi.” (doc. 16)

Dal 21 maggio 2017 al 23

luglio 2017 l’insorgente è stato nuovamente ricoverato presso la __________. Nel

rapporto di dimissione del 25 luglio 2017 della dr.ssa med. __________, medico

assistente, si rileva che:

" (…)

Modalità di invio

Ricovero volontario su autosegnalazione. Il paziente giungeva in __________

con mezzi propri.

Motivo del ricovero – Problema attuale

Il paziente, noto per numerose precedenti ospedalizzazioni

nell’ambito di una Sindrome schizoaffettiva, attualmente seguito dall’équipe

Progetti complessi, si recava in clinica lamentando insonnia, aumento della

tensione emotiva e vissuti di solitudine.

Si accoglieva il paziente in __________. Si contattavano i

progetti complessi.

Status all’ammissione

Paziente trascurato nell’aspetto e nell’igiene personale. Lucido,

orientato nei classici domini. Eloquio logorroico, scarsamente arginabile con

nessi associativi mantenuti.

Umore disforico con affettività sintona ai contenuti idetici

espressi. Nel pensiero tematiche deliroidi megalomaniche, persecutorie con rivendicatività

nei confronti delle istituzioni e dei familiari. Non ideazione

auto-eterolesiva. Inadeguato sul piano comportamentale. Non abuso di alcool o

sostanze stupefacenti.

(…).

Decorso clinico

All’ingresso in clinica il paziente presentava umore disforico,

con ideazioni a stampo deliroidi megalomaniche, persecutorie con

rivendicatività nei confronti delle istituzioni e dei familiari.

Nel corso della degenza il paziente ha giovato della vicinanza

dell’équipe infermieristica ed ha potuto inoltre beneficiare di terapia

sedativa (diazepam e clotiapina).

In accordo con l’equipe dei progetti complessi si sostituiva la

terapia depot trimestrale di paliperidone (Trevicta 525 mg 1 fl ogni 90 gg,)

con quella mensile (Xeplion 150 mg ogni 28 gg, la prossima somministrazione è

prevista per il 14.08.2017) per poter meglio monitorare il paziente.

Il paziente si trovava in una fase di espansione maniacale con

caratteristiche disforiche e degrado sociale. Si riteneva utile intervenire

farmacologicamente con terapia neurolettica aggiuntiva a lunga azione (clopixol

acutard), diazepam I.M e monitoraggio in reparto.

Il paziente si allontanava nei giorni successive all’intervento

pur mantenendo i contatti con l’équipe curante, informandola sui propri

spostamenti e rispetto al proprio stato di salute.

Si invitava il paziente tramite l’equipe dei casi complessi a

ritornare in clinica per un’ulteriore valutazione, ma il paziente rifiutava di

far ritorno presso la __________.

Dopo la discussione del caso con i curanti dei progetti complessi

e con il curatore signor RA 1, dato il sufficiente stato di benessere

psicopatologico, si dimetteva il paziente.

Proseguirà la presa in carico medico infermieristica con l’equipe

Progetti complessi.” (doc. 19)

Dal 20 agosto 2017 al 22

settembre 2017 l’insorgente è stato nuovamente ricoverato presso la __________.

Dal rapporto di dimissione del 22 settembre 2017 della dr.ssa med. __________, medico

assistente, emerge:

" (…)

Modalità di invio

Ricovero volontario su autosegnalazione. Il paziente

giungeva in __________ con mezzi propri.

Motivo del ricovero – Problema attuale

Paziente, noto per numerose precedenti

ospedalizzazioni di cui l’ultimi conclusa nel mese di Luglio 2017, nell’ambito

di una Sindrome schizoaffettiva. Due giorni prima del ricovero il paziente

avrebbe ricevuto una diffida da parte del rettore dell’università di Lugano,

tale notizia avrebbe determinato una deflessione dell’umore; negli ultimi

giorni il paziente effettuava numerose chiamate alla clinica, mostrando forte

risentimento nei confronti della decisione. Il giorno dell’ammissione il

paziente si presentava autonomamente chiedendo un ricovero. Si accoglieva

quindi il paziente in __________ e venivano avvisati i referenti dell’equipe

progetti complessi e il curatore signor RA 1.

Status all’ammissione

Il paziente veniva accolto in clinica dall’equipe

infermieristica, in attesa del medico. All’arrivo del medico il paziente

dormiva profondamente per cui non era stato possibile effettuare uno status

psichico all’ammissione.

(…).

Decorso clinico

Nei primi giorni di ricovero il paziente appariva

scarsamente curato nell’aspetto e nell’igiene personale, presentava eloquio

logorroico iperfonico ma arginabile, mimica e gestica iperespresse, umore

Considerandi

disforico.

Accettava la somministrazione della terapia depot con

Xeplion 150 mg (somministrato in data 22.08.2017).

Dato il quadro disforico e la segnalazione di anomalie

comportamentali si impostava una terapia orale con clotiapina 80 mg/die e

diazepam 20 mg/die, che assumeva in maniera discontinua, per i continui

allontanamenti, pertanto si rendeva necessaria la somministrazione intramuscolo

di zuclopentixolo acutard 150 mg, una fiala di prometazina e di diazepam 10 mg.

Riscontrando un quadro di compenso psichico si

sospendeva la terapia orale con Cotiapina e diazepam.

Si organizzavano incontro con l’equipe dei casi

complessi nell’ottica di rivalutare il progetto territoriale, ossia

l’individuazione di una struttura residenziale e di un’occupazione del tempo.

Infatti, recentemente il paziente è stato diffidato e allontanato dall’__________

di __________, ciò è stato una causa di frustrazione e ha dato luogo a dei

sentimenti di abbandono e di sconfitta.

Durante la degenza si allontanava dalla clinica a più

riprese facendovi sempre ritorno accompagnato dall’equipe dei casi complessi o

spontaneamente.

Infine il paziente si è allontanato definitivamente

dalla Clinica. È stato ricoverato presso l’ospedale di __________. Veniamo

contattati dalla clinica e veniva organizzato e pianificato il trasporto con

presenza dei nostri Operatori (Coordinatore __________ ed altri operatori dei __________)

dell’__________ anche per meglio coordinare il rientro del paziente presso la

nostra clinica.

All’arrivo degli operatori dei __________ presso __________

di __________ per il previsto trasporto presso la nostra clinica (che il

paziente rifiutava), il paziente si allontanava ed i colleghi del __________ di

__________ non ritenevano e non rilevavano condizione clinica o psicopatologica

tale da motivare una coazione medica per trattenere il paziente in __________.

Alla luce del ricovero effettuato presso altra

struttura in Italia (che motivava chiusura cartella clinica), si chiude la

cartella clinica” (doc. 20)

Dal 19 ottobre 2017 all’8

novembre 2017 l’insorgente è stato nuovamente ricoverato presso la __________.

Dal rapporto di dimissione del 10 novembre 2017 della dr.ssa med. __________,

medico assistente, emerge:

" (…)

Modalità di invio

Ricovero volontario su autosegnalazione.

Il paziente giungeva in __________ accompagnato dagli

operatori dei __________.

Motivo del ricovero – Problema attuale

Paziente noto per precedenti ricoveri in ambito

psichiatrico (ultimo ricovero in __________ conclusosi nello scorso mese di

settembre) nell’ambito di una Sindrome schizoaffettiva. Il paziente contattava

il medico di picchetto della Clinica, chiedendo un ricovero volontario, e

riferendo uno stato di tensione endopsichica e di malessere soggettivo.

Indicava, inoltre, di essere stato allontanato da una pensione ove avrebbe risieduto

negli ultimi tempi. Venivano, quindi avvisati i __________ e il paziente veniva

in seguito ammesso in __________ accompagnato dalle infermiere dell’équipe.

Status all’ammissione

Al colloquio medico-infermieristico di ammissione il

paziente appariva inizialmente collaborante, vigile ed orientato, parzialmente

curato in igiene e abbigliamento. Eloquio accelerato, iperfonico, informativo.

Umore disforico. Non disturbi afferenti alla sfera psicotica, non

dispercezioni. Non discontrollo, non impulsività, non agitazione, non

aggressività auto-eterodiretta, non suicidalità attiva.

(…).

Decorso clinico

Nei primi giorni di ricovero il paziente presentava

eloquio accelerato, iperfonico, informativo, umore disforico.

In considerazione dello stato di acuzie psicopatologica

ed in accordo con il paziente, si somministrava terapia intramuscolare con

zuclopentixolo Acutard 150 mg, prometazina 1 fiala diazepam 10 mg.

Veniva eseguita la terapia depot con paliperidone 150

mg ogni 28 giorni (ultima somministrazione il 20.10.2017). Durante la degenza

nei momenti di maggior tensione ed insonnia assumeva di propria volontà

clotiapina prescritta in riserva.

Si riscontrava una condizione di buon compenso

psichico, di adeguatezza e collaborazione nei confronti dell’equipe curante,

pertanto si dimetteva il paziente per una pensione, con l’aiuto dell’équipe dei

__________.” (doc. 23)

Con rapporto del 28

gennaio 2017 (recte: 2018), il dr. med. __________, FMH psichiatria e

psicoterapia, incaricato dall’assicuratore, ha esaminato l’intera fattispecie

sulla base della documentazione messa a sua disposizione, ossia i rapporti

d’uscita sopra citati (doc. 26). Lo specialista, circa i ricoveri contestati,

ha affermato:

" (…)

Primo ricovero: degenza dal 21 marzo al 06 aprile 2017

(…)

3) C’era la necessità di ricovero oppure poteva essere

trattato ambulatorialmente?

La modalità dell’invio (Il paziente giunge a piedi in clinica

chiedendo il ricovero), il motivo del ricovero (il paziente riferiva malessere,

ansia, insonnia), lo status (emerge un eloquio concitato ma arginabile, l’umore

rivolto al polo positivo, ma non francamente euforico, assenti disturbi del

pensiero e assente ideazione di morte e/o suicidale; non vi era aggressività

auto/eterodiretta) il decorso clinico (con congedo già in terza giornata e

ripetuto ancora il 27, il 31 marzo, le auto dimissioni avvenute in data 6

aprile), depongono per la non urgenza del ricovero e per una modalità di

gestione non acuta.

Dai dati in nostro possesso non si ravvisano dunque motivi sufficientemente

chiari che giustifichino la necessità di una gestione stazionaria mediante

ricovero, rispetto ad una gestione territoriale/ambulatoriale dal 21 marzo al 6

aprile.

4) Il ricovero è avvenuto in fase di acuzie?

Dagli atti clinici in nostro possesso non si evincono dati

oggettivi che indichino motivi chiari di una fase di acuzie.

Secondo ricovero: degenza dal 27 aprile al 02 maggio 2017

(…).

3) C’era la necessità di ricovero oppure poteva essere

trattato ambulatorialmente?

La modalità dell’invio (Il paziente giunge a piedi in clinica

chiedendo il ricovero), il motivo del ricovero (il pz. chiedeva un ricovero di

tipo protettivo non avendo più la camera nel pensionato), lo status (eloquio

spontaneo, logorroico ma arginabile, umore rivolto al polo positivo ma con

affettività consona, nessun disturbo del pensiero, assenti idee di morte,

assenti aggressività auto/eterodiretta), il decorso e la modalità di dimissione

(il paziente si è allontanato nei giorni successivi l’ammissione, tenendo

informata l’equipe sul proprio stato di salute; dopo discussione con i curanti

esterni e con il curatore, dato il sufficiente stato di benessere

psicopatologico, si dimetteva il paziente) depongono per la non urgenza del

ricovero e per una modalità di gestione non acuta.

Dai dati in nostro possesso non si ravvisano motivi

sufficientemente chiari che giustifichino la necessità di una gestione

stazionaria mediante ricovero, rispetto ad una gestione

territoriale/ambulatoriale, dal 27 aprile al 02 maggio.

4) Il ricovero è avvenuto in fase di acuzie?

Dagli atti clinici in nostro possesso non si evincono dati

oggettivi che indichino motivi chiari di una fase di acuzie.

Terzo ricovero: dal 10 al 17 maggio 2017

(…).

3) C’era la necessità di ricovero oppure poteva essere trattato

ambulatorialmente?

La modalità dell’invio (ricovero volontario, il paziente giungeva

in clinica con mezzi propri), il motivo del ricovero (il paziente lamentava

insonnia, tensione emotiva e vissuti di solitudine), lo status (eloquio

logorroico ma con nessi associativi mantenuti, umore disforico con affettività

sintona ai contenuti idetici, assenza di ideazione auto/eterolesiva), e il

decorso con dimissioni per allontanamento volontario dopo qualche giorno di

ricovero (si è allontanato nei giorni successivi l’ammissione, mantendo

informata l’equipe sul proprio stato di salute; dopo discussione con i curanti

esterni e con il curatore, in virtù del quadro clinico compensato, pur in

presenza della nota cronicità psichiatrica, il paziente veniva dimesso) depongono

per la non urgenza del ricovero e per una modalità di gestione non acuta.

Dai dati in nostro possesso non si ravvisano dunque motivi

sufficientemente chiari che giustifichino la necessità di una gestione

stazionaria mediante ricovero, rispetto ad una gestione

territoriale/ambulatoriale, dal 10 al 17 maggio.

4) Il ricovero è avvenuto in fase di acuzie?

Dagli atti clinici in nostro possesso non si evincono dati

oggettivi che indichino motivi chiari di una fase di acuzie.

Quarto ricovero: dal 21 maggio al 23 luglio 2017

(…).

3) C’era la necessità di ricovero oppure poteva essere

trattato ambulatorialmente?

La modalità dell’invio (ricovero volontario, il paziente giungeva

in clinica con mezzi propri), il motivo del ricovero (il paziente lamenta insonnia,

tensione emotiva e vissuti di solitudine), lo status (eloquio logorroico ma con

nessi associativi mantenuti, umore disforico con affettività sintona ai

contenuti idetici, assenza di ideazione auto/eterolesiva), non mostrano dati

oggettivi che giustifichino il ricovero acuto.

Nel decorso si evince che si è resa necessaria una rivalutazione

della terapia neurolettica (anche se è stata sostituita solo la settimana prima

della dimissione).

La degenza, di nuovo, come negli altri 3 ricoveri precedenti analizzati,

viene interrotta volontariamente dal paziente che si allontana dalla clinica

(il paziente si allontana nei giorni successivi all’intervento, mantenendo i

contatti con l’equipe curante, informandola sui propri spostamenti e sul

proprio stato di salute; dato il sufficiente stato di benessere psicopatologico

il paziente veniva dimesso).

Anche in questo ricovero dei dati clinici in nostro possesso non

si ravvisano dunque motivi certi ed inequivocabili che giustifichino la

necessità di una gestione stazionaria mediante ricovero, rispetto ad una

gestione territoriale/ambulatoriale dal 21 maggio al 23 luglio 2017.

4) Il ricovero è avvenuto in fase di acuzie?

Dagli atti clinici in nostro possesso non si evincono dati

oggettivi certi ed inequivocabili che indichino motivi chiari di una fase di

acuzie.

Quinto ricovero: dal 20 agosto al 22 settembre 2017

(…).

3) C’era la necessità di ricovero oppure poteva essere

trattato ambulatorialmente?

La modalità dell’invio (ricovero volontario, il paziente giungeva

in clinica con mezzi propri), il motivo del ricovero (il paziente avrebbe

ricevuto una diffida da parte del rettore dell’__________ di __________, motivo

per cui avrebbe una deflessione dell’umore e risentimenti; non vengono indicati

altri motivi psicopatologici), lo status psichico non registrato all’ammissione

(il paziente dormiva all’arrivo del medico), né al suo risveglio, il decorso

(al paziente viene somministrata la terapia depot prevista per il 14 agosto,

dunque già in ritardo di una settimana, solo dopo due giorni dall’ammissione;

come negli altri ricoveri la dimissione avveniva per allontanamento spontaneo

del paziente e susseguente dimissione), depongono per la non urgenza del

ricovero e per una modalità di gestione non acuta.

Dai dati in nostro possesso non si ravvisano dunque motivi chiari

che giustifichino la necessità di una gestione stazionaria mediante ricovero,

rispetto ad una gestione territoriale/ambulatoriale dal 20 agosto al 22

settembre.

4) Il ricovero è avvenuto in fase di acuzie?

Dagli atti clinici in nostro possesso non si evincono dati

oggettivi certi ed inequivocabili che indichino motivi chiari di una fase di

acuzie.

Sesto ricovero: dal 19 ottobre al 08 novembre 2017

(…).

3) C’era la necessità di ricovero oppure poteva essere trattato

ambulatorialmente?

La modalità dell’invio (ricovero volontario su autosegnalazione),

il motivo del ricovero (tensione endopsichica e malessere soggettivo; di nuovo

era stato allontanato dalla pensione dove alloggiava), lo status psichico

(collaborante, vigile, orientato; eloquio accelerato ma informativo, non

disturbi della sfera psicotica né dispercezioni, non discontrollo, non

impulsività, non agitazione, non aggressività auto/eterodiretta, non

suicidalità) ed il decorso, depongono per la non urgenza del ricovero e per una

modalità di gestione non acuta.

Dai dati in nostro possesso non si ravvisano dunque motivi chiari

che giustifichino la necessità di una gestione stazionaria mediante ricovero,

rispetto ad una gestione territoriale/ambulatoriale dal 19 ottobre al 08

novembre.

4) Il ricovero è avvenuto in fase di acuzie?

Dagli atti clinici in nostro possesso non si evincono dati

oggettivi certi ed inequivocabili che indichino motivi chiari di una fase di

acuzie.

Sintesi e conclusioni

Trattasi di un paziente 51 enne, affetto da una patologia

schizoaffettiva, con andamento cronico.

Dall’analisi degli atti si evince una difficoltà di gestione della

“cronicità psichiatrica”, così come espresso alla dimissione del terzo

ricovero.

In effetti i problemi che determinano la richiesta, sempre

volontaria, di un ricovero, sono spesso legati a problemi ambientali (vedi

motivi dei ricoveri e modalità di invio) e non in senso stretto a problematiche

psicopatologiche acute (vedi status psichico all’ammissione).

Non si ravvisa praticamente mai, nonostante la presa a carico

costante sul territorio, una richiesta di ricovero da parte di un operatore

sanitario, né tanto meno di un medico.

Inoltre pare che durante il ricovero il paziente usufruisca in

senso positivo della “vicinanza dell’équipe infermieristica”, più che di

strategie terapeutiche specifiche.

Il decorso della degenza si caratterizza regolarmente per

frequenti e ripetuti allontanamenti/congedi, spesso dopo soli alcuni giorni dal

ricovero; anche le dimissioni sono quasi sempre decise dal paziente, che si

allontana e telefona all’équipe informandola sul proprio stato di salute.

In conclusione, dagli atti clinici in nostro possesso, non si

evincono dati oggettivi certi ed inequivocabili che indichino motivi chiari

della necessità e dell’utilità di trattare le problematiche del Signor RI 1 in

regime stazionario rispetto a strategie terapeutiche

territoriali/ambulatoriali.” (doc. 26)

2.4

Quanto alla valenza probante

di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano

stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami

completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia

stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione

del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben

motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di

prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio

quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del

25.

aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352

consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

A

proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura

amministrativa, il TF ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite

da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono

a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti

approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle

inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1

pag. 2).

Nell’ambito

del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito che

l’assicuratore e il giudice delle assicurazioni sociali fondino la loro

decisione esclusivamente su basi di giudizio interne dell’istituto

assicuratore, il quale è parte solo dopo l’instaurazione della controversia

giudiziale, mentre nella fase che precede la decisione è un organo

amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. DTF 136 V 376

consid. 4 pag. 377 segg.). Per quanto riguarda l’imparzialità e l’attendibilità

di simili prove, devono tuttavia essere poste esigenze severe (DTF 122 V 157).

Per la giurisprudenza del Tribunale federale, nel caso in cui sussista anche il

minimo dubbio sull’affidabilità e sulla concludenza dei pareri medici interni

dell’assicurazione, occorrerà sottoporre l’assicurato a perizia medica esterna

(DTF 135 V 465 consid. 4.4 pag. 469 seg.). Giova altresì ricordare che di

principio deve essere considerato con la necessaria prudenza l’avviso dei

medici curanti a causa dei particolari legami che essi hanno con il paziente

(cfr. DTF 125 V 351 consid. 3b/cc pag. 353), per cui, secondo esperienza

comune, il medico curante tende generalmente, in caso di dubbio, a pronunciarsi

a favore del proprio paziente in ragione del rapporto di fiducia che lo unisce

a quest’ultimo (sentenza 8C_85/2017 del 20 aprile 2018).

Va

poi rammentato che per l’art. 57 cpv. 1 LAMal gli assicuratori o le rispettive

federazioni designano, d’intesa con le società mediche cantonali, i medici di

fiducia. Questi devono soddisfare le condizioni d’autorizzazione ai sensi

dell’articolo 36 e avere inoltre, durante almeno cinque anni, esercitato presso

uno studio medico o rivestito una funzione medica direttiva in un ospedale.

Secondo

l’art. 57 cpv. 2 LAMal i medici di fiducia abilitati ad esercitare in tutta la

Svizzera devono essere designati d’intesa con la società medica del Cantone in

cui si trova la sede principale dell’assicuratore o la sede della federazione

degli assicuratori.

Ai

sensi dell’art. 57 cpv. 3 LAMal una società medica cantonale può ricusare per

gravi motivi un medico di fiducia; in tal caso statuisce in merito il tribunale

arbitrale giusta l’articolo 89.

L’art.

57.

cpv. 4 LAMal prevede che il medico di fiducia consiglia l’assicuratore su

questioni d’ordine medico come pure su problemi relativi alla rimunerazione e

all’applicazione delle tariffe. Esamina in particolare se sono adempite le

condizioni d’assunzione d’una prestazione da parte dell’assicuratore.

Per

l’art. 57 cpv. 5 LAMal il medico di fiducia decide autonomamente. Né

l’assicuratore né il fornitore di prestazioni e le rispettive federazioni

possono impartirgli istruzioni.

Secondo

l’art. 57 cpv. 6 LAMal i fornitori di prestazioni devono trasmettere ai medici

di fiducia le informazioni necessarie per l’adempimento dei compiti ai sensi

del capoverso 4. Se non è possibile ottenerle altrimenti, il medico di fiducia

può esaminare personalmente l’assicurato; ne deve prima informare il medico

curante e comunicargli il risultato dell’esame. Tuttavia, in casi debitamente

motivati, l’assicurato può esigere che l’esame di controllo sia effettuato da

un altro medico. Se l’assicurato non si accorda in merito con l’assicuratore,

la decisione spetta, in deroga all’articolo 58 capoverso 1 LPGA, al tribunale

arbitrale ai sensi dell’articolo 89.

Ai

sensi dell’art. 57 cpv. 7 LAMal i medici di fiducia trasmettono agli organi

competenti degli assicuratori unicamente le indicazioni necessarie per decidere

l’assunzione delle prestazioni, stabilire la rimunerazione, calcolare la

compensazione dei rischi o motivare una decisione. Ciò facendo salvaguardano i

diritti della personalità degli assicurati.

L’art.

57.

cpv. 8 LAMal prevede che le associazioni centrali svizzere dei medici e

degli assicuratori disciplinano la trasmissione delle indicazioni ai sensi del

capoverso 7, come pure la formazione permanente e lo statuto dei medici di

fiducia. Se non giungono ad un accordo, il Consiglio federale emana le

necessarie disposizioni.

La LAMal attribuisce

quindi un ruolo importante al medico fiduciario che è divenuto un organo di

applicazione dell'assicurazione malattia sociale e si occupa di valutare

l'adeguatezza allo scopo e l'economicità di un trattamento. Il suo ruolo

consiste in particolare nell'evitare agli assicuratori malattia la presa a

carico di misure inutili e nell'offrire all'assicurato una certa protezione

contro un eventuale rifiuto ingiustificato dell'assicuratore di versare

prestazioni (DTF 127 V 48 = sentenza del 21 marzo 2001 K 87/00, p. 4 consid. 2d).

2.5

L’insorgente contesta in

primo luogo la trasmissione del medico di fiducia dell’assicuratore al dr. med.

Passoni dei rapporti d’uscita delle degenze in questione per l’allestimento di

un referto medico e ravvede una violazione dell’art. 321 CP e dell’art. 33

della legge (cantonale) sulla protezione dei dati.

A torto.

In DTF 131 II 413 il TF ha

stabilito che la trasmissione a uno specialista dell’incarto medico

dell’assicurato da parte del medico di fiducia dell’assicuratore è permessa

dall’art. 84 LAMal. Salvo eccezioni non realizzate nel caso giudicato dal TF,

essa non presuppone il consenso dell’assicurato né la sua preventiva

informazione (cfr. anche, a questo proposito, Eugster, in: Bundesgesetz über

die Krankenversicherung, 2010, n. 11 ad art. 57; cfr. anche DTF 133 V 359; cfr.

in un caso relativo ad un tribunale arbitrale, la sentenza 9C_812/2016 del 30

dicembre 2016).

Il TF ha rammentato che

per il controllo del carattere economico delle prestazioni è a volte necessario

far capo a specialisti esterni. La base legale che permette la trasmissione dei

dati agli specialisti si trova all’art. 84 LAMal che prevede che gli organi

incaricati di eseguire la LAMal possono trattare o far trattare dati personali,

compresi dati degni di particolare protezione. Ciò comprende la trasmissione di

dati personali nell’ambito di una perizia.

L’Alta Corte ha pure

evidenziato che l’assicuratore malattie ha la qualità di organo federale ai

sensi dell’art. 2 cpv. 1 lett. b della legge federale sulla protezione dei dati

(LPD), così come il medico fiduciario. La trasmissione dei dati si fonda sulla

LPD e sulla LAMal. La LPGA non regola questa fattispecie, con l’eccezione

dell’art. 33 che prevede l’obbligo del segreto per le persone che partecipano

all’esecuzione e al controllo o alla sorveglianza delle leggi d’assicurazione.

Per l’art. 3 lett. e LPD

qualsiasi operazione relativa a dati, ossia il fatto di rendere accessibili i

dati, ad esempio l’autorizzazione della consultazione, la trasmissione o la

diffusione (lett. f), costituisce un trattamento ai sensi degli art. 16 e

seguenti LPD. Tale trattamento necessita una base legale (art. 17 cpv. 1 LPD).

Un dossier medico contenente informazioni sulla salute del paziente contiene

dati sensibili ai sensi dell’art. 3 lett. c cifra 3 LPD, ciò che rende

necessaria la presenza di una base legale. Le eccezioni sono elencate all’art.

19.

cpv. 1 lett. da a a d LPD. Gli art. 84 e 84a LAMal, nel frattempo aggiornati

tramite modifiche successive, costituiscono la base legale formale esatta

dall’art. 17 cpv. 2 LPD.

L’art. 84 LAMal (nel

tenore in vigore dal 1° gennaio 2016) prevede che gli organi incaricati di

eseguire, controllare o sorvegliare la LAMal o la LVAMal possono trattare o far

trattare dati personali, compresi dati degni di particolare protezione e

profili della personalità, di cui necessitano per adempiere i compiti conferiti

loro dalla LAMal o dalla LVAMal segnatamente per (lett. c) stabilire il diritto

alle prestazioni, nonché calcolarle, versarle e coordinarle con quelle di altre

assicurazioni sociali.

L’art. 84a LAMal prevede,

nel suo tenore in vigore dal 1° gennaio 2017, che purché nessun interesse privato

preponderante vi si opponga, gli organi incaricati di applicare la LAMal o di

controllarne o sorvegliarne l’esecuzione possono comunicare i dati, in deroga

all’articolo 33 LPGA. Lo statuto dei medici fiduciari è definito all’art. 57

LAMal; si tratta di medici incaricati di consigliare l’assicuratore su questioni d’ordine medico come

pure su problemi relativi alla rimunerazione e all’applicazione delle tariffe.

Esaminano in particolare se sono adempite le condizioni d’assunzione d’una

prestazione da parte dell’assicuratore (cpv. 4). Il medico di fiducia decide

autonomamente. Né l’assicuratore né il fornitore di prestazioni e le rispettive

federazioni possono impartirgli istruzioni (cpv. 5). L’Alta Corte ha rammentato

che l’istituto del medico di fiducia ha quale scopo di garantire i diritti

della personalità degli assicurati nei confronti degli assicuratori. La legge

regola restrittivamente la trasmissione dei dati dal medico fiduciario

all’assicuratore (art. 42 cpv. 5 LAMal e 57 cpv. 7 LAMal). La legge permette

invece al medico di fiducia di trasmettere dati a medici terzi: la protezione

dei dati è assicurata, in questo caso, da una parte dal segreto professionale

al quale è soggetto il medico che riceve le informazioni e dall’altra dalla

circostanza che il medico fiduciario è responsabile lui stesso dei dati che fa

trattare (art. 16 cpv. 1 LPD e 22 OLPD).

Per l’art. 57 cpv. 5 LAMal il medico di fiducia decide autonomamente. La decisione di far capo a referti di

specialisti appartiene solo a lui, è libero di scegliere il consulente che

ritiene necessario. Deve potergli trasmettere tutti i dati necessari alla

risoluzione delle domande poste, senza che l’assicuratore e il fornitore di

prestazioni e neppure l’assicurato debbano dare il loro assenso. Nella

sistematica dell’art. 17 LPD il consenso della persona assicurata non è

necessaria se esiste una base legale formale per il trattamento dei dati

sensibili. Il medico di fiducia è tuttavia tenuto, in applicazione del

principio della proporzionalità, a trasmettere unicamente i dati necessari allo

scopo perseguito, nel rispetto dei diritti della personalità della persona assicurata

(art. 84a cpv. 6 LAMal e per analogia art. 57 cpv. 7 in fine LAMal).

Alla

luce di quanto sopra, nel caso di specie, il medico di fiducia

dell’assicuratore poteva attribuire l’incarico al dr. med. __________,

specialista FMH in psichiatria e psicoterapia, e sottoporgli i rapporti

d’uscita della __________ affinché quest’ultimo potesse redigere un parere

medico circa la necessità dei ricoveri.

2.6

Va

ora esaminato se le degenze dal 21 marzo al 6 aprile 2017, dal 27 aprile

al 4 maggio 2017, dal 10 al 20 maggio 2017, dal 21 maggio al 23 luglio 2017,

dal 20 agosto al 22 settembre 2017 e dal 19 ottobre all’8 novembre 2017 presso

la Clinica __________ di __________ vanno assunte secondo la tariffa per cure

stazionarie oppure secondo la tariffa per cure ambulatoriali.

Alla

luce della giurisprudenza del TF (cfr. consid. 2.2.), i costi vanno fatturati

secondo le tariffe per ricovero acuto se i provvedimenti

diagnostici e terapeutici necessari possono essere praticati in modo appropriato

unicamente in un ospedale o se si sono esaurite le possibilità di una cura

ambulatoriale e solo una terapia in ambito ospedaliero presenta delle

possibilità di successo (sentenza 9C_447/2010 del 18 agosto 2010;

sentenza K 158/04 del 21 marzo 2006; cfr. anche la sentenza 9C_67/2014 del 5

febbraio 2015, consid. 2.1). È necessario che dal trattamento ospedaliero ci si

possa attendere un notevole miglioramento dello stato di salute (sentenza K

158/04 del 21 marzo 2006).

L'obbligo di

fornire delle prestazioni per soggiorno ospedaliero può giustificarsi anche se

lo stato di salute dell'assicurato non lo rende indispensabile, ma il ricovero

si impone per la particolare situazione personale e la cura medica non può

essere realizzata al di fuori di una tale struttura (DTF 126 V 326 consid. 2b

con riferimenti).

Se nessuna di queste

ipotesi è adempiuta, l’assicuratore assume le stesse prestazioni previste in

caso di cura ambulatoriale secondo l’articolo 25a LAMal (cfr. art. 49 cpv. 4

LAMal e art. 50 LAMal).

In

concreto, attentamente esaminata la documentazione medica presente all’inserto

e sopra esposta, nonché richiamata la giurisprudenza in materia di valore

probatorio di rapporti medici, questo Tribunale non può confermare l’operato

dell’assicuratore.

Il

referto del dr. med. __________, FMH in psichiatria e psicoterapia non può

essere considerato completo, ciò per diversi motivi.

Allo

specialista non è stata trasmessa tutta la documentazione medica agli atti. Il

dr. med __________ ha avuto a disposizione solo i 6 rapporti d’uscita allestiti

dalla Clinica __________ (cfr. doc. 26) e non gli è stata sottoposta né la

cartella medica già agli atti, inerente il primo ricovero (doc. 12), né le

successive cartelle mediche, malgrado il dr. med. __________, medico

caposervizio della __________, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia,

il 28 luglio 2017 (doc. F) ed il 24 ottobre 2017 (doc. G), avesse insistito

presso l’assicuratore sia per far visionare sul posto tutta la documentazione

raccolta dalla __________, sia per far esaminare personalmente l’assicurato.

All’esperto non sono neppure stati trasmessi i referti del 22 marzo 2017 del

dr. med. __________ (doc. 7), lo scritto del 14 aprile 2017 dei dr. med. __________

e della dr.ssa med. __________ (doc. 9) e i rapporti d’uscita, agli atti,

dell’8 novembre 2016 (doc. 3), del 5 dicembre 2016 (doc. 4) e del 12 gennaio

2017.

(doc. 5), che avrebbero permesso al medico di rilevare eventuali differenze

rispetto ai ricoveri in esame.

Il

dr. med. __________ ha redatto il suo referto senza mai aver visitato

l’insorgente, malgrado la grave malattia di cui è affetto l’assicurato sin

dalla prima età adulta (sindrome schizoaffettiva, tipo misto, ICD-10; F25.2;

cfr. doc. 7).

È

vero che di norma una perizia basata sui soli atti (“Aktengutachten”),

senza visitare l’assicurato, esplica validamente i suoi effetti se si dispone

di sufficienti elementi risultanti da altri accertamenti personali e se si

tratta di valutare la fattispecie sulla base di dati medici oggettivi già

accertati, di modo che la valutazione medica diretta della persona assicurata

viene messa in secondo piano (cfr. sentenza 9C_524/2017 del 21 marzo 2018,

consid. 5.1; sentenza 8C_184/2013 del 7 giugno 2013 consid. 2.5; sentenza

9C_839/2008 del 29 ottobre 2009 consid. 5.4).

Tuttavia,

nel preciso caso di specie, in presenza di un assicurato affetto da una grave

patologia psichica, seguito da un’équipe di specialisti sull’intero territorio

cantonale, già ricoverato 72 volte in una struttura psichiatrica, che si reca

regolarmente e spontaneamente presso la Clinica __________ di __________ dove

viene preso a carico da personale specializzato, lo specialista non poteva

prescindere da un’accurata visita del ricorrente, che prendesse in conto tutte

le sofferenze da lui lamentate e che esaminasse nel dettaglio le conseguenze di

un’eventuale mancata presa a carico stazionaria.

Va

infatti ribadito che l'obbligo di fornire delle prestazioni per

soggiorno ospedaliero può giustificarsi anche se lo stato di salute

dell'assicurato non lo rende indispensabile, ma il ricovero si impone per la

particolare situazione personale e la cura medica non può essere realizzata al

di fuori di una tale struttura.

Come

emerge dalla giurisprudenza (consid. 2.4) per stabilire la valenza probante di

un rapporto medico è determinante che i punti litigiosi importanti siano stati

oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi,

che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato

approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del

contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate.

In

concreto, oltre all’assenza dell’anamnesi, al carente esame di della

documentazione (medica) agli atti poiché incompleta e, nel caso di specie, alla

mancata visita del ricorrente, non sono sufficienti neppure le domande formulate

dall’assicuratore.

Al

dr. med. __________ sono stati posti solo 4 quesiti per ogni singolo ricovero ([1]

quali patologie psichiatriche vengono riscontrate?; [2] si tratta di patologie

croniche?; [3] c’era la necessità di ricovero oppure poteva essere trattato

ambulatorialmente?; [4] i ricoveri sono avvenuti in fase di acuzie?) che non

sono sufficienti per stabilire se vi è un obbligo, per l’assicuratore, di

assumersi i costi dei ricoveri secondo la tariffa per casi stazionari (cfr. anche

sentenza 36.2008.16 del 16 giugno 2008 e sentenza 36.2011.29 del 12 dicembre

2011).

Sarebbe

infatti stato necessario chiedere allo specialista (cfr. consid. 2.2 e

giurisprudenza citata) se i provvedimenti diagnostici e terapeutici necessari

potevano essere praticati in modo appropriato unicamente in ambito stazionario (in

tal caso, per quale motivo); se i trattamenti potevano essere effettuati

ambulatorialmente (eventualmente in una casa di cura o in un day hospital; in

tal caso per quale motivo); se i medesimi obbiettivi terapeutici potevano

essere conseguiti con una cura ambulatoriale (eventualmente in una casa di cura

o in un day hospital; in caso di risposta negativa per quale motivo non sarebbe

stato possibile); se i ricoveri si sono resi necessari a causa della

particolare situazione personale di RI 1 (quale situazione personale) e la cura medica non poteva essere realizzata al di fuori di una tale struttura

e se queste degenze hanno portato benefici (quali, per quanto tempo e in

che misura i ricoveri sono stati necessari per raggiungere questi benefici).

Infine, se fosse risultato che i ricoveri erano necessari, si sarebbe dovuto

chiarire anche il lasso di tempo di queste degenze (cfr. anche sentenze

36.2008.16

del 16 giugno 2008 e 36.2011.29 del 12 dicembre 2011).

Alla

luce di quanto sopra, in assenza di un esame approfondito e conforme alla

giurisprudenza, non è possibile concludere con la necessaria tranquillità se i

ricoveri in esame devono essere rimborsati secondo la tariffa stazionaria

oppure ambulatoriale, come sostenuto dall’assicuratore. Ragione per cui

s’impone un approfondimento peritale.

2.7

Nella

DTF 137 V 210, in ambito AI, il TF ha precisato in quali casi il Tribunale

cantonale deve allestire direttamente una perizia giudiziaria e in quali può

invece rinviare gli atti all'assicuratore per un complemento istruttorio. Lo

scrivente Tribunale, in precedenti vertenze, ha già avuto modo di

rinviare l’incarto o perché ha ritenuto che vi erano accertamenti

peritali svolti dall’amministrazione che necessitavano di un complemento (“Ergänzung von gutachtlichen Ausführungen”; cfr STCA

32.2015.82

del 6 giugno 2016) o perché vi erano delle

carenze negli accertamenti svolti dall’amministrazione (“Eine Rückweisung an

die IV-Stelle bleibt hingegen möglich, wenn sie allein in der notwendigen

Erhebung einer bisher vollständig ungeklärten Frage begründet ist. Ausserdem bleibt es dem kantonalen Gericht (unter dem Aspekt der

Verfahrensgarantien) unbenommen, eine Sache zurückzuweisen, wenn lediglich eine

Klarstellung, Präzisierung oder Ergänzung von gutachtlichen Ausführungen

erforderlich ist”; cfr. STCA 32.2015.82 del 6

giugno 2016).

Nel

caso di specie, rilevato come ci troviamo di fronte ad un accertamento dei

fatti lacunoso, ribadita la necessità dell’allestimento di una perizia, si giustifica il rinvio degli atti all’assicuratore affinché

metta in atto gli accertamenti necessari. Ciò rende priva di oggetto la

richiesta di assunzione di ulteriori prove del ricorrente (produzione cartella

clinica __________, testimonianza dr. med. __________, eventuale perizia; doc.

I).

2.8

L’insorgente è rappresentato

dal suo curatore.

Per l’art. 61 lett. g LPGA

il ricorrente che vince la causa ha diritto al rimborso delle ripetibili

secondo quanto stabilito dal tribunale delle assicurazioni. L’importo è

determinato senza tener conto del valore litigioso, ma secondo l’importanza

della lite e la complessità del procedimento.

Per

quanto concerne l'indennità per ripetibili, essa può venire assegnata, di

regola, solo al ricorrente vittorioso patrocinato in causa (vedasi per la

regola e le eccezioni: DTF 129 II 297 consid. 5, DTF 119 Ib 412, DTF

112.

V 86 consid. 4, DTF 110 V 81 consid. 7, DTF 105 V

89.

consid. 4, DTF 105 Ia 122, DTF 99 Ia 580 consid. 4; Susanne

Leuzinger-Naef, "Bundesrechtliche Verfahrensanforderungen betreffend

Verfahrenskosten, Parteientschädigung und unentgeltliche Rechtsbeistand im

Sozialversicherungsrecht", in SZS 1991 pag. 180 ss) ed è concessa non soltanto se l’assicurato è patrocinato

da un avvocato, ma anche quando il patrocinio è assunto da una persona

particolarmente qualificata per la questione giuridica considerata, purché non

si debba ritenere che il patrocinatore abbia agito a titolo gratuito (DTF 118 V

140.

consid. 2= RCC 1992 p. 433 consid. 2a; RCC 1985 p. 411 consid. 4; DTF 108 V

271.

= RCC 1983 p. 329; cfr. la sentenza 30.2009.32 del 2 aprile 2010).

Inoltre,

l'Alta Corte federale riconosce eccezionalmente ad una parte vittoriosa non

rappresentata il diritto ad ottenere un'indennità per ripetibili per l'attività

da lei svolta solo se la causa è complessa, gli interessi in gioco sono

importanti, il lavoro svolto ha impedito notevolmente l'attività professionale

o ha comportato una perdita di guadagno e se gli sforzi profusi sono

ragionevolmente proporzionati ai risultati ottenuti (DTF

129.

II 297 consid. 5; DTF 119 Ib

412; DTF 113 Ib 356 consid. 6b, DTF 110 V 81 consid. 7,

DTF 110 V 133 consid. 4a).

Con sentenza K 63/06 del 5

settembre 2007 (cfr. anche sentenza K 123/06 del 6 dicembre 2007 e sentenza K

139/06 del 31 gennaio 2008, consid. 8), il TF, a proposito del riconoscimento

di ripetibili ad un’assicurata in quel caso rappresentata da un curatore, ha

affermato:

" La ricorrente contesta il diritto dell'assicurato a indennità di parte

per la procedura cantonale. Osserva che quest'ultimo ha agito per il tramite di

un curatore e quindi non con l'assistenza di una persona particolarmente qualificata

nello specifico settore del diritto delle assicurazioni sociali. In via

subordinata, contesta l'importo riconosciuto, ritenuto del tutto arbitrario.

5.

5.1

Giusta l'art. 61 lett. g LPGA, il ricorrente che

vince la causa ha diritto al rimborso delle ripetibili secondo quanto stabilito

dal tribunale delle assicurazioni. L'importo è determinato senza tener conto

del valore litigioso, ma secondo l'importanza della lite e la complessità del

procedimento.

Trattandosi di una questione di diritto federale,

questo Tribunale esamina liberamente l'interpretazione e l'applicazione della

prima frase dell'art. 61 lett. g LPGA, concernente il diritto in quanto tale a

ripetibili della parte vincente in causa (SVR 2004 AlV no. 8 pag. 21 consid. 2

[C 56/03]). In questa misura, l'art. 61 lett. g LPGA è escluso dall'ambito

applicativo delle disposizioni transitorie dell'art. 82 cpv. 2 LPGA e osta

all'applicazione di ogni eventuale norma (contraria) di diritto cantonale

(sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni K 121/03 del 10 agosto

2004, consid. 6.1.1; cfr. pure DTF 130 V 320 consid. 2.4 pag. 324).

5.2

Stabilire di conseguenza se e a quali condizioni

un'indennità possa essere accordata alla parte vincente in procedura cantonale

è una questione di diritto federale e dipende, da un lato, dall'esito della

lite, e, dall'altro, dalla persona avente diritto (cfr. DTF 129 V 113 consid.

2.2

pag. 115 e le sentenze ivi citate; quanto alla giurisprudenza sviluppata a

proposito del vecchio art. 87 lett. g LAMal, in vigore fino al 31 dicembre

2002, ma comunque tuttora attuale [sentenza citata K 121/03, consid. 6.2.1],

cfr. RAMI 1997 no. KV 15 pag. 320).

(…)

5.4

Quanto al giudizio sulla persona avente diritto

a ripetibili in sede cantonale, giova rammentare che questa Corte a più riprese

ha avuto modo di confrontarsi con la questione e di rilevare a tal proposito

l'opportunità di considerare anche la propria prassi in materia (art. 159 OG)

per risolvere il tema (DTF 126 V 11 consid. 1).

5.4.1

Essa ha in particolare già avuto modo di

riconoscere il diritto all'indennità di assicurati rappresentati segnatamente

dall'Associazio-ne svizzera degli invalidi (ora: Procap), dal servizio

giuridico della Federazione svizzera per l'integrazione delle persone

portatrici di handicap, dalla Pro infirmis, da un Sindacato, da un Patronato,

dalla Caritas, ecc. (v. DTF 126 V 11 seg. consid. 2).

5.4.2

Un diritto a ripetibili (ridotte), in

applicazione dell'art. 159 cpv. 1 OG, è pure stato riconosciuto a un'assicurata

patrocinata da un medico (consid. 7 non pubblicato in DTF 122 V 230): in quella

occasione il Tribunale federale (delle assicurazioni) ha evidenziato come il

mandatario - che tutte le circostanze facevano ritenere agisse dietro

rimunerazione - fosse particolarmente qualificato per rappresentare

l'interessata nello specifico processo (concernente la presa a carico, da parte

dell'assicurazione contro gli infortuni, delle conseguenze di una puntura di

zecca che aveva provocato l'insorgere di una borreliosi).

5.4.3

Il diritto a ripetibili è per contro stato

rifiutato - in applicazione del vecchio art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS, abrogato

in seguito all'entrata in vigore, il 1° gennaio 2003, della LPGA - a un

assicurato, che, pur vincendo in causa, era stato patrocinato da un ente incaricato

dell'assistenza pubblica. Questa Corte ha ritenuto non giustificarsi in simile

evenienza l'assegnazione di un'indennità di parte poiché il mandatario

assisteva l'interessato a titolo gratuito e quest'ultimo non aveva pertanto da

assumersi le spese per la tutela dei suoi interessi (DTF 126 V 11 consid. 5

pag. 13; giurisprudenza che è stata confermata anche sotto l'imperio della LPGA

dalla sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 245/04 del 14

aprile 2005).

5.4.4

Con particolare riferimento alla

rappresentanza da parte di un curatore o tutore, questo Tribunale ha proceduto

a distinguere due situazioni: quella in cui l'assicurato è patrocinato da un

"semplice" curatore/tutore e quella in cui il rappresentante è allo

stesso tempo avvocato o comunque giurista.

Richiamandosi alla giurisprudenza sviluppata in

relazione agli (abrogati) art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS e 87 lett. g LAMal,

questa Corte si è così, da un lato, pronunciata in favore del diritto

all'indennità per ripetibili di una persona assistita da un avvocato (o

comunque da un giurista), precedentemente designato curatore o tutore, che

aveva ottenuto successo in causa per conto del suo pupillo (DTF 124 V 338 consid. 4

pag. 345; in questo senso pure le sentenze inedite del Tribunale federale delle

assicurazioni I 178/88 del 29 luglio 1988, e H 199/80 del 26 febbraio 1982).

Dall'altro lato, essa ha per contro negato, in applicazione dell'art. 159 OG,

lo stesso diritto in relazione all'operato di un "semplice" curatore

intervenuto a prendere posizione su un ricorso di diritto amministrativo

dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (sentenza I 459/05 del 24

luglio 2006, consid. 4). In quest'ultima vertenza, il Tribunale federale (delle

assicurazioni) ha giudicato che la parte resistente (l'assicurato) non era

rappresentata da una persona (il curatore) particolarmente qualificata, motivo

per il quale non poteva vantare il diritto a ripetibili, e ciò nemmeno a

dipendenza di un dispendio lavorativo superiore al normale di quest'ultimo

(sentenza citata, ibidem; v. inoltre pure sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007,

consid. 9).

5.5

Dagli atti di causa non risulta che la curatrice

dell'assicurato sia giurista o comunque in possesso di una specifica formazione

nella materia in causa. Conformemente alla suesposta giurisprudenza il suo

intervento non poteva di conseguenza giustificare l'assegnazione di

un'indennità per ripetibili, come per contro ha giudicato il primo giudice. Né

la Corte cantonale ha per il resto ravvisato un comportamento temerario della

qui ricorrente; comportamento che, datene le condizioni, avrebbe eventualmente

pure potuto legittimare l'assegnazione di simili indennità (cfr. per analogia DTF 127 V 205, 110 V 132

consid. 4d pag. 134). Ne discende che il ricorso dell'assicuratore ricorrente

merita di essere accolto.”

Anche nel

caso di specie, dagli atti di causa non emerge che il curatore dell’insorgente

sia giurista o comunque in possesso di una specifica formazione nella materia

in causa. Né si può ravvisare un agire temerario da parte dell’assicuratore.

Ne segue che

non vanno assegnate ripetibili.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.Il ricorso è accolto

ai sensi dei considerandi.

§ La

decisione impugnata è annullata e l’incarto rinviato all’assicuratore per

l’allestimento di una perizia.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. Non si assegnano

ripetibili.

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti