36.2018.4
Richiesta di esonero dall'obbligo assicurativo respinta non essendo adempiuti i presupposti previsti dagli art. 2 cpv. 7 OAMal e 2 cpv. 8 OAMal
7 maggio 2018Italiano23 min
Source ti.ch
Raccomandata
Incarto
n.
36.2018.4
cs
Lugano
7 maggio 2018
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Christian Steffen, vicecancelliere
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso dell’8 gennaio 2018 di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione su reclamo del 28 dicembre 2017 emanata da
CO 1
in materia di assicurazione sociale contro le malattie
ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione del 23 maggio
2017 (doc. 18), confermata dalla decisione su reclamo del 28 dicembre 2017, la
Cassa CO 1 ha respinto la richiesta di RI 1, cittadina germanica nata nel 1975 al
beneficio di un permesso “B” dal __________ maggio 2016 (doc. 38) ed
affetta da schizofrenia paranoide (doc. 16), di essere esonerata
dall’assicurazione delle cure medico-sanitarie in Svizzera (doc. 40).
1.2. RI 1 è insorta al TCA contro
la predetta decisione su reclamo con un ricorso redatto in tedesco (doc. I).
1.3. In seguito all’ingiunzione
del Giudice delegato del TCA di voler tradurre l’impugnativa in italiano (doc.
IV), l’interessata, dopo aver chiesto (doc. V) ed ottenuto (doc. VI), la
restituzione del termine, ha prodotto, tramite l’avv. RA 1, la traduzione
richiesta (doc. IX).
L’insorgente, che richiama
l’intero incarto dall’amministrazione, evidenzia di essersi assicurata dal suo
arrivo in Svizzera presso la __________, malgrado sia rimasta assicurata in Germania
con l’assicuratore “__________” e di essere gravemente ammalata, ciò che la
costringe ad assumere farmaci assai costosi. Appreso della possibilità di
chiedere l’esenzione dall.bbligo assicurativo, ne ha fatto richiesta,
domandando l’applicazione dell’art. 2 cpv. 8 OAMal.
La ricorrente, che chiede
la riforma della decisione impugnata, nel senso che venga concessa l’esenzione
dall’obbligo assicurativo ai sensi dell’art. 2 cpv. 7 OAMal dal 3 agosto 2016,
sostiene che la Cassa non ha esaminato la fattispecie alla luce, anche, di
quest’ultimo disposto perché ha verificato i fatti con l’ausilio del formulario
TI 12, necessario per raccogliere informazioni in merito all’esonero sulla base
dell’art. 2 cpv. 8 OAMal e non con il formulario TI 9.3, applicabile alla
richiesta di esonero in applicazione dell’art. 2 cpv. 7 OAMal, violando il
principio ”jura novit curia”.
L’insorgente sostiene che,
essendo l’assicurazione germanica equivalente a quella svizzera, i presupposti
per un esonero sono dati e che in ogni caso anche l’art. 2 cpv. 8 OAMal le
permette di rimanere assicurata esclusivamente in Germania.
L’assicurata fa infine
valere la violazione del principio della proporzionalità giacché la Cassa non avrebbe
tenuto conto degli interessi privati della ricorrente e meglio non avrebbe
operato un confronto con gli interessi pubblici. Essa beneficia di
un’assicurazione malattia privata germanica che offre una buona copertura dei
costi in relazione con la sua patologia. L’affiliazione in Svizzera la
obbligherebbe a disdire la copertura estera a causa della sua precaria
situazione finanziaria. Inoltre, qualora disdicesse il contratto assicurativo
tedesco e dovesse ritornare nel suo Paese, si troverebbe confrontata con un
enorme problema relativo alla sua copertura assicurativa. A causa della sua
malattia non potrebbe più concludere un’assicurazione equivalente a quella
attuale.
1.4. Con risposta del 7 marzo 2018,
alla quale ha allegato l’intero incarto, la Cassa propone la reiezione del
ricorso con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di
motivazione (doc. XI).
1.5. Dopo aver visionato gli atti
(doc. XIII), la ricorrente ha informato il Tribunale di non avere nuovi mezzi
di prova da produrre (doc. XIV).
2.1. Oggetto della vertenza è la
questione di sapere se la ricorrente può chiedere l’esenzione dall’obbligo
assicurativo in Svizzera.
2.2. L’insorgente, cittadina
germanica al beneficio di un permesso di domicilio di tipo “B”, in
Svizzera dal __________ maggio 2016, è priva di attività lucrativa. Essa è
assicurata in Germania presso la “__________” (di seguito: __________) ed in
Svizzera presso la __________.
L’insorgente non contesta
di essere tenuta, per principio, in applicazione dell’art. 3 cpv. 1 LAMal, ad
essere assicurata in Svizzera (cfr. sentenza 9C_858/2016 del 20 giugno 2017,
consid. 2.1 __________).
Essa invoca tuttavia gli
art. 2 cpv. 7 e 2 cpv. 8 OAMal, adottati in applicazione dell’art. 3 cpv. 2
LAMal per il quale il Consiglio federale può prevedere eccezioni all’obbligo
d’assicurazione, al fine di poter essere esonerata dall’assicurarsi in Svizzera.
Per l’art. 2 cpv. 7 OAMal
a domanda, sono esentate dall’obbligo d’assicurazione le persone che dispongono
di un permesso di dimora per persone senza attività lucrativa secondo l’Accordo
sulla libera circolazione delle persone o l’Accordo AELS, purché durante
l’intera validità dell’esenzione beneficino di una copertura assicurativa equivalente
per le cure in Svizzera. La domanda dev’essere corredata di un attestato
scritto dell’organo estero competente che dia tutte le informazioni necessarie.
L’interessato non può revocare l’esenzione o la rinuncia all’esenzione senza un
motivo particolare.
Secondo l’art. 2 cpv. 8
OAMal a domanda, sono esentate dall’obbligo d’assicurazione le persone a cui
l’assoggettamento all’assicurazione svizzera provoca un netto peggioramento
della protezione assicurativa o della copertura dei costi e che a causa della
loro età e/o del loro stato di salute non possono stipulare un’assicurazione
complementare equiparabile o lo possono fare solo a condizioni difficilmente
sostenibili. La domanda dev’essere corredata di un attestato scritto
dell’organo estero competente che dia tutte le informazioni necessarie.
L’interessato non può revocare l’esenzione o la rinuncia all’esenzione senza un
motivo particolare.
2.3. Con sentenza
del 4 febbraio 2004, inc. 36.2003.14, il TCA ha posto le seguenti condizioni
per poter beneficiare dell’esonero dall’obbligo d’assicurazione in applicazione
dell’art. 2 cpv. 8 OAMal, in vigore dal 1° giugno 2002:
" (…)
A proposito dell'interpretazione del citato disposto, dalla
sentenza dell'Alta Corte emerge innanzitutto che, prima di accordare un
eventuale esonero dall'assicurazione obbligatoria e dunque prima di esaminare
se i presupposti dell'art. 2 cpv. 8 OAMal sono dati (netto peggioramento della
protezione assicurativa o della copertura dei costi, impossibilità di stipulare
un'assicurazione complementare equiparabile a causa dello stato di salute e/o
età oppure possibilità ma solo a condizioni difficilmente sostenibili), occorre
innanzitutto accertare se l'assicurato può mantenere le coperture assicurative
estere non assicurabili in Svizzera e, nel contempo, assicurarsi nel nostro
Paese per le cure di base.
Se vi è una possibilità in tal senso, un esonero è escluso.
Infatti, l'art. 2 cpv. 8 OAMal, che prevede un'eccezione
all'obbligo assicurativo, e va dunque interpretato restrittivamente, va inteso
nel senso che un esonero assicurativo è possibile se, oltre alle condizioni
enumerate nella norma, l'assicurato non può mantenere l'assicurazione estera
più estesa per le prestazioni non coperte dall'assicurazione obbligatoria
Svizzera."
Per quanto concerne le
altre condizioni, il TCA ha poi affermato:
" (…)
Innanzitutto l'esonero dall'assicurazione obbligatoria può essere
concesso unicamente se all'estero i rischi assicurati sono coperti
qualitativamente e quantitativamente meglio che non in Svizzera. Occorre in
altre parole effettuare una valutazione complessiva e globale della situazione
e, solo se l'assicurazione estera permette una copertura nettamente più estesa
rispetto a quella prevista dalla LAMal, l'amministrazione potrà ritenere adempiuta
la prima condizione ("l'assoggettamento in Svizzera provoca un netto
peggioramento della protezione assicurativa o della copertura dei costi").
Infine, se anche questo requisito sarà adempiuto,
l'amministrazione dovrà esaminare l'ultima condizione, ossia stabilire se a
causa dell'età e/o dello stato di salute dell'interessato non è possibile
stipulare un'assicurazione complementare equiparabile a quella estera o è
possibile solo a condizioni estremamente difficili.
Solo se tutte le sopra citate condizioni sono adempiute
l'assicurato può beneficiare dell'esonero.
La possibilità di ottenere l'esenzione dall'assicurazione
obbligatoria appare di conseguenza assai limitata."
In una
sentenza K 109/06 del 5 dicembre 2007, pubblicata in DTF 134 V 34, a proposito di una richiesta di esonero dall’assicurazione obbligatoria, il TF ha rilevato:
" (…)
5.5. Questa Corte ha più volte avuto modo di
affermare che, malgrado l’art. 3 cpv. 2 LAMal conceda al Consiglio federale un
ampio potere di apprezzamento, in considerazione dello scopo perseguito dalla
legge, consistente nell’attuazione della solidarietà, eccezioni al principio
dell’assicurazione obbligatoria sono ammesse solo in maniera restrittiva.
(…).
7.
(…).
Per il resto si osserva che la Corte cantonale,
sulla base degli atti di causa e in particolare delle disposizioni contrattuali
fondate sul regolamento (… omissis …) ha accertato, in maniera sostenibile, che
Fatti
i coniugi (… omissis …) potrebbero mantenere le coperture assicurative estere
non assicurabili in Svizzera e, nel contempo, assicurarsi nel nostro Paese. Il
che osterebbe ugualmente all’invocazione dell’art. 2 cpv. 8 OAMal da parte del
ricorrente (sulle possibilità per un assicurato anziano di ottenere, se del
caso – a fronte delle difficoltà di concludere un’assicurazione complementare
in Svizzera-, la sospensione del contratto assicurativo estero oppure la sua
trasformazione [temporanea] in un’assicurazione complementare all’assicurazione
obbligatoria malattia svizzera cfr. inoltre RAMI 2000 no. KV 102 pag. 16
consid. 4d)."
Con sentenza 9C_921/2008
del 23 aprile 2009 (SVR 2009 KV n. 10 pag. 35) il TF ha evidenziato che:
" 4.3 Im Übrigen wären im Lichte der Rechtsprechung die
Befreiungsvoraussetzungen von Art. 2 Abs. 8 KVV selbst dann nicht erfüllt, wenn
auf die Noven abgestellt würde. Mit Blick auf die gesetzgeberisch gewollte
Solidarität zwischen Gesunden und Kranken sind die Ausnahmen von der
Versicherungspflicht generell eng zu halten und es ist der Befürchtung des
Gesetzgebers Rechnung zu tragen, dass sich das schweizerische Obligatorium
unterlaufen liesse, wenn beispielsweise der Nachweis einer ausländischen
freiwilligen privaten Versicherung allgemein als Befreiungsgrund akzeptiert
würde (BGE 132 V 310 E. 8.5.6 S. 317). Für die Anwendung von Art. 2 Abs. 8 KVV
sind daher strenge Massstäbe anzuwenden. Insbesondere darf diese Bestimmung
nicht dazu dienen, blosse Nachteile zu verhindern, die eine Person dadurch
erleidet, dass das schweizerische System den Versicherungsschutz, den sie
bisher unter dem ausländischen System genoss, überhaupt nicht oder nicht zu
gleich günstigen Bedingungen vorsieht. Vor diesem Hintergrund erfüllt der
Beschwerdegegner allein wegen seines Alters die restriktiv zu handhabenden
Befreiungsvoraussetzungen von Art. 2 Abs. 8 KVV nicht, zumal sich in den Akten
keinerlei Hinweise auf Krankheiten finden. Dass bereits ab einem Alter von 40
Jahren der Abschluss bestimmter Zusatzversicherungen nicht mehr problemlos
möglich ist, wie dies der Beschwerdeführer letztinstanzlich vorbringt (und mit
einem ablehnenden Bescheid einer Krankenkasse betreffend Aufnahme in die
Zusatzversicherung belegt), genügt nicht."
In
DTF 132 V 310 il TF ha affermato:
" 8.5.6 Der neue Art.
2 Abs. 8 KVV kommt nicht allen Personen zugute, für die eine Unterstellung unter
die schweizerische Versicherung eine klare Verschlechterung des bisherigen
Versicherungsschutzes oder der bisherigen Kostendeckung zur Folge hätte und die
sich nicht oder nur zu kaum tragbaren Bedingungen im bisherigen Umfang
zusatzversichern könnten, sondern nur jenen, bei denen Letzteres auf ihr Alter
und/oder ihren Gesundheitszustand zurückzuführen ist. Die Norm schützt somit
nicht allgemein Personen, für die der Wechsel zum schweizerischen System zwar
einen teureren und/oder weniger guten Versicherungsschutz bedeutet, die sich
aber immerhin - wenn auch möglicherweise nicht im bisherigen Umfang, aber doch
insoweit im bisherigen Umfang, als diesen Umfang garantierende Versicherungen
in der Schweiz überhaupt angeboten werden - über das gesetzliche Minimum
(obligatorische Krankenpflegeversicherung) hinaus zusatzversichern können
(privatrechtliche Versicherung nach dem Bundesgesetz über den
Versicherungsvertrag, VVG [vgl. Art. 12 Abs. 2 und 3 KVG]; z.B. eine Ferien-
und Reiseversicherung im Hinblick auf Geschäftsreisen, die auch den Schutz
ergänzen könnte, der bei Auslandaufenthalten schon aufgrund der in Art. 22 in Verbindung mit Art. 22b der Verordnung Nr. 1408/71 vorgesehenen Sachleistungsaushilfe besteht).
Sie kann nur von denjenigen Personen mit Erfolg angerufen werden, die sich - im
Considerandi
Rahmen des in der Schweiz nutzbaren Versicherungsangebots - nur deshalb nicht
oder nur zu kaum tragbaren Bedingungen im bisherigen Umfang zusatzversichern
können, weil sie wegen ihres Alters und/oder ihres Gesundheitszustandes
entsprechende Zusatzversicherungen entweder überhaupt nicht oder nur zu kaum
tragbaren Bedingungen abschliessen können. Art. 2 Abs. 8 KVV soll mit anderen
Worten nicht den Nachteil verhindern, den eine Person dadurch erleidet, dass
das schweizerische System den Versicherungsschutz, den sie bisher unter dem
ausländischen System genoss, überhaupt nicht oder nicht zu gleich günstigen
Bedingungen vorsieht. Er soll vielmehr den Nachteil vermeiden, der daraus
resultiert, dass eine Person bis zum Erreichen ihres bisherigen ausländischen
Versicherungsniveaus von in der Schweiz tatsächlich vorhandenen Angeboten wegen
ihres Alters und/oder Gesundheitszustandes nicht oder nur zu kaum tragbaren
Bedingungen Gebrauch machen kann.
Für diese unterschiedliche Behandlung von
Personen, bei denen solche Gründe des Alters und/oder Gesundheitszustandes
vorliegen, auf der einen und von Personen, bei denen solche Gründe fehlen, auf
der andern Seite gibt es einen vernünftigen Grund. Dieser liegt im Zweck des
Obligatoriums, der nicht nur darin besteht, zu verhindern, dass infolge Fehlens
einer Versicherung unter Umständen bei Risikoeintritt das Gemeinwesen für
höhere oder alle Kosten aufkommen muss, sondern auch darin, die Solidarität
zwischen Gesunden und Kranken zu gewährleisten (Erw. 8.3 hievor; Verwerfung des
Arguments, dass nicht die Solidarität, sondern das Bestehen eines
gleichwertigen Versicherungsschutzes ausschlaggebend sei, im nicht
veröffentlichten Urteil T. vom 29. Juni 2000, K 155/98). Diese Funktion des
Obligatoriums würde nämlich vereitelt, wenn sich so genannte gute Risiken
generell durch Abschluss einer vorteilhafteren privaten Versicherung von der
durch das Obligatorium bezweckten Solidargemeinschaft befreien könnten, was die
Kosten für die in dieser Gemeinschaft verbleibenden Personen in die Höhe
triebe. In Anbetracht dieser Überlegungen kann auch nicht gesagt werden, Art. 2
Abs. 8 KVV lasse sich nicht auf ernsthafte Gründe stützen oder sei sinn- und
zwecklos. Diese Bestimmung ist somit ebenso wenig verfassungswidrig wie die
vorangehenden Absätze des Art. 2 KVV.”
In DTF 134 V 39 l’Alta Corte ha ricordato che per la dottrina
sviluppata a proposito dell'art. 2 cpv. 2 OAMal l'equivalenza è data se
l'assicurazione estera copre sostanzialmente le spese integrali di trattamento ambulatoriale,
ospedaliero e semi-ospedaliero in caso di malattia, infortunio e maternità come
pure quelle legate alla degenza ospedaliera nel reparto comune di un ospedale
pubblico o di una struttura semi-ospedaliera in Svizzera. Va tenuto presente in
quest'ambito che, al di fuori del coordinamento internazionale delle
prestazioni, le persone assicurate contro le malattie all'estero non godono
della protezione tariffaria in Svizzera. La copertura dev'essere di conseguenza
di principio illimitata. In presenza di differenze corrispondenti all'importo
della partecipazione ai costi prevista per legge, l'equivalenza è comunque
considerata salvaguardata (Gebhard Eugster, Die obligatorische
Krankenpflegeversicherung, in: Ulrich Meyer, [editore], Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit [SBVR], 2a ed., no. 34
pag. 411).
Con sentenza
__________ (cfr. anche sentenza 9C_8/2017 del 20 giugno 2017 e sentenza
9C_858/2016 del 20 giugno 2017), al consid. __________ il TF ha rammentato che
alla luce delle condizioni restrittive poste dalla legge, di principio non vi è
un netto peggioramento della protezione assicurativa o della copertura
dei costi ai sensi dell’art. 2 cpv. 8 OAMal, laddove l’assicuratore estero non
copre i costi delle cure in modo che siano garantite perlomeno in maniera
simile (“zumindest annähernd”) le prestazioni ai sensi degli art. 25a
LAMal, 25 cpv. 2 lett. a LAMal e 7 OPre. Nella citata sentenza, che si
riferisce ad un assicurato straniero affiliato presso la “__________”
(cfr. consid. __________), il TF ha negato l’applicazione dell’art. 2 cpv. 8
OAMal.
Va ancora rammentato che
con lettera circolare del 13 dicembre 2017 l’UFSP, rivolgendosi, in francese ed
in tedesco, ai governi cantonali e ai servizi cantonali responsabili del
controllo del rispetto dell’obbligo di assicurarsi, a pag. 4, a proposito
dell’art. 2 cpv. 8 OAMal ha affermato:
" (…)
Dispositivo
Le Tribunal fédéral s’est prononcé sur ce motif
d’exemption en relation avec la couverture d’assurance pour les coûts des soins
dans deux arrêts du 20 juin 2017 (ATF 9C_858/2016 et 9C_8/2017). Ainsi, une
assurance privée dans laquelle un plafond annuel est assuré pour les coûts des
soins ne correspond pas à la couverture de l’AOS, telle qu’elle est prévue à
l’art. 25a et 25, al. 2, let. a, LAMal et à l’art. 7 de l’ordonnance sur
les prestations dans l’assurance obligatoire des soins en cas de maladie. Cela
constitue une grave lacune de l’assurance actuelle et il n’y a généralement pas
de nette dégradation de la couverture d’assurance actuelle ou de la couverture
des coûts actuelle, dans le sens de l’art. 2, al. 8, OAMal. Si l’assurance
privée offre des avantages (p. ex., libre choix du médecin et de l’hôpital,
chambre à deux lits et traitement par le médecin-chef ou un médecin agréé à
l’hôpital, couverture intégrale des coûts dans le monde entier, rapatriements
depuis l’étranger, traitements dentaires et contributions aux moyens
auxiliaires pour la vue même au cas où il serait impossible de les compenser),
la couverture insuffisante des prestations de soins pèse plus lourd dans la
balance et ce même si elle constitue le seul inconvénient de la solution
d’assurance actuelle. Le Tribunal fédéral a par conséquent dénié une exception
à l’obligation de s’assurer. Les cantons devront dorénavant s’en tenir à cette
jurisprudence suprême.”
2.4. In
concreto la Cassa ha più volte sollecitato la ricorrente a produrre una
dichiarazione del proprio assicuratore estero che si esprimesse circa le
prestazioni rimborsate e quelle non prese a carico dalla copertura assicurativa
per quel che concerne le cure medico-sanitarie in una casa per anziani o in un
istituto di cura, che precisasse se la copertura assicurativa prevede il
rimborso della riabilitazione anche se effettuata in Svizzera e se le cure
psichiatriche sono rimborsate al 100% quando sono eseguite nel nostro Paese,
che si tratti di un trattamento ambulatoriale, stazionario o a domicilio (indicando
eventuali limitazioni), che indicasse quali tariffe per le quali l’insorgente è
assicurata (__________) riconoscono il rimborso anche in Svizzera e per quali
invece il rimborso non è previsto ed infine che elencasse i disposti normativi
in cui è prevista l’impossibilità di ridurre le prestazioni già coperte da
un’assicurazione statale obbligatoria (doc. 24 [lettera del 5 luglio 2017];
doc. 27 [lettera del 21 luglio 2017]; doc. 28 [e-mail del 31 luglio 2017]; doc.
29 [lettera del 31 agosto 2017]; doc. 30 [lettera del 14 settembre 2017]; doc.
31 [e-mail del 30 ottobre 2017]).
Non avendo ottenuto una
risposta specifica dell’assicuratore estero, ma unicamente il formulario TI12
nuovamente sottoscritto dalla Cassa germanica, malgrado i numerosi solleciti, a
giusta ragione l’amministrazione si è fondata sulla documentazione prodotta
dall’assicurata, la quale neppure in sede ricorsuale ha trasmesso elementi di
novità (cfr. anche doc. XIV; cfr. __________).
Giova qui rammentare che la
procedura dinanzi al Tribunale delle assicurazioni sociali è retta dal principio
inquisitorio. Il Tribunale accerta d'ufficio, con la
collaborazione delle parti, i fatti rilevanti per il giudizio, assume le prove
necessarie e le apprezza liberamente ed il giudice delegato ha facoltà di ricorrere
a mezzi probatori non indicati dalle parti o di rinunciare all'assunzione di
mezzi probatori che le parti hanno notificato. È dunque compito del
giudice chiarire d'ufficio in modo corretto e completo i fatti giuridicamente
rilevanti.
Questo principio non è tuttavia incondizionato, ma trova il suo
correlato nell'obbligo delle parti di collaborare (DTF 125 V 195 consid.
2 con riferimenti). Questo obbligo comprende in particolare quello di motivare
le pretese di cui le parti si avvalgono e quello di apportare, nella misura in
cui può essere ragionevolmente richiesto da loro, le prove dettate dalla natura
della vertenza o dai fatti invocati: in difetto di ciò esse rischiano di dover
sopportare le conseguenze dell'assenza di prove.
L'obbligo di accertamento d'ufficio dei fatti,
correlato dal dovere di collaborazione delle parti, non rende comunque privo d'efficacia
il principio secondo cui l'onere della prova incombe alla parte che da
un fatto deriva un suo diritto e del conseguente fardello in caso di mancata
prova. L'art. 8 CC prevede infatti che, ove la legge non disponga
altrimenti, chi vuol dedurre il suo diritto da una circostanza di fatto da lui
asserita deve fornirne la prova.
Nel caso di specie, in
assenza di ulteriori prove (cfr. anche doc. XIV), la fattispecie va esaminata
sulla base della documentazione prodotta dalle parti.
Nel modulo ufficiale TI
12, pervenuto alla Cassa il 20 febbraio 2017 (allegato doc. 7), figura che “__________”
non riconosce alcuna copertura dei costi di malattie in caso di ricovero
permanente dell’assicurata in un istituto per persone anziane o per malattie
croniche, così come le prestazioni di maternità (risposte 5.3, pag. 1 e
risposta 1 pag. 3). In seguito, il 7 marzo 2017, l’assicuratore ha modificato
la propria presa di posizione (allegato doc. 11), evidenziando nel modulo TI12 di
riconoscere illimitatamente i costi delle malattie per ricovero permanente in
un istituto per persone anziane e i costi per malattie croniche, ma ha affermato:
" (…)
Wir haben die von Ihnen genannte Stelle in der Bescheinigung
abgeändert, verweisen jedoch darauf, dass in Rahmen der versicherten Tarife nur
für Krankheitskosten geleistet wird, die bei versicherungsmedizinischer
Notwendigkeit entstehen. Kosten für die Unterbringung in einem Alters- oder
Pflegeheim, sowie Pflegeleistungen sind nicht versichert in der Krankenversicherung”
(allegato doc. 11).
Ciò
dimostra che vengono rimborsati unicamente i costi di malattia necessari dal
profilo medico, ma non i servizi infermieristici. Questo aspetto (doc. 40, pag.
8, punto 15), non contestato dalla ricorrente (cfr. doc. I), conferma la
presenza di una lacuna importante nella copertura assicurativa germanica.
Dall’esame
delle condizioni d’assicurazione applicabili (§1 (5) __________; doc. 1f)
risulta che l’assicuratore estero, nel caso di trasferimento della residenza
abituale della persona assicurata in un altro Stato membro dell’UE o dell’AELS,
garantisce il rimborso delle prestazioni come se fossero state fruite in Germania
(“Verlegt eine versicherte Person ihren gewöhnlichen Aufenthalt in einen
anderen Mitgliedstaat der Europäischen Union oder in einen anderen
Vertragsstaat des Abkommens über den Europäischen Wirtschaftsraum, so setzt
sich das Versicherungsverhältnis mit der Massgabe fort, dass der Versicherer
höchstens zu denjenigen Leistungen verpflichtet bleibt, die er bei einem
Aufenthalt im Inland zu erbringen hätte”).
In
altre parole, contrariamente a quanto prevede la LAMal, non è prevista la
protezione tariffale assoluta della persona assicurata in Svizzera, allorché la
copertura illimitata costituisce una condizione necessaria già solo per
stabilire se vi è equivalenza tra assicurazione estera ed assicurazione
svizzera (cfr. DTF 134 V 39).
Circa l’assicurazione di
cura a lungo termine (“Pflegeversicherung”), le condizioni generali
d’assicurazione prevedono che il rapporto assicurativo è soggetto alla legge
tedesca e che la copertura assicurativa si estende solo alla cura nella
Repubblica federale di Germania (cfr. §1 (13; [(15) dal
1.1.2017]): __________ ”).
Per
le cure di lungo termine (cfr. art. 25 a cpv. 1 LAMal, 25 cpv. 2 lett. a LAMal
e 7 OPre), non vengono pertanto riconosciuti, in Svizzera, né i costi dei
trattamenti né le indennità giornaliere (cfr. il citato § 5 cpv. 1).
Per le cure a domicilio la
copertura prevede invece la possibilità di richiedere, anche in caso di
soggiorno in un Paese dell’UE, dell’AELS e in Svizzera (cfr. il citato § 5 cpv.
1), un assegno di assistenza a lungo termine in conformità al punto 2.1 della
tariffa __________.
L’importo è tuttavia
plafonato.
Dal 1.1.2017 è previsto un
contributo di Euro 316 al mese con il grado di cura 2, Euro 545 al mese con il
grado di cura 3, Euro 728 al mese con il grado di cura 4, Euro 901 al mese con
il grado di cura 5 (§ 4 cpv. 2 e 5 “__________”; cfr. per le condizioni dal
1.1.2017: https://www.__________).
Le prestazioni coperte
dall’assicurazione di cura a lungo termine sono pertanto nettamente inferiori
rispetto alla copertura fornita dalla LAMal.
Va qui rammentato che nella
__________ __________ a proposito dell’assegno di assistenza (“Pflegegeld”)
di __________ al mese __________ “__________”, ha affermato:
" (…)
__________
.”
Alla
luce di quanto sopra e della più recente giurisprudenza federale (__________; sentenza 9C_8/2017 del 20 giugno 2017 e sentenza 9C_858/2016 del 20
giugno 2017), accertato che l’assicuratore tedesco non rimborsa le prestazioni
secondo le tariffe svizzere, che non copre i servizi infermieristici in caso di
ricovero permanente in un Istituto per persone anziane o per malattie croniche
e che per trattamenti di assistenza a lungo termine è previsto unicamente un
indennizzo per le cure a domicilio, occorre concludere che le
prestazioni coperte dall’assicurazione germanica non sono quantitativamente e
qualitativamente migliori rispetto alla LAMal (art. 2 cpv. 8 OAMal) e che non
garantiscono neppure l’equivalenza con l’assicurazione delle cure
medico-sanitarie svizzera (art. 2 cpv. 7 OAMal).
L’assoggettamento alla
LAMal non comporta di conseguenza un netto peggioramento della protezione
assicurativa o della copertura dei costi attuali, ai sensi dell’art. 2 cpv. 8
OAMal e, in assenza di equivalenza, non sono neppure dati i presupposti per
ottenere l’esenzione sulla base dell’art. 2 cpv. 7 OAMal.
A proposito
dell’applicazione di quest’ultimo disposto, va ancora evidenziato che, contrariamente
a quanto sostiene la ricorrente, l’amministrazione, seppure in maniera
succinta, ha esaminato le condizioni d’applicazione della norma negando che
fossero in concreto adempiuti i presupposti per concedere l’esonero (doc. 40,
pag. 10, punto 21).
La circostanza che la
Cassa abbia proceduto all’esame sulla base del formulario TI 12 che serve a
raccogliere informazioni per stabilire se sono date le condizioni dell’art. 2
cpv. 8 OAMal e non del formulario TI 9.3 (recte: TI 9.2, cfr. doc. XI),
approntato specificatamente dalla CO 1 per stabilire se sono date le condizioni
di cui all’art. 2 cpv. 7 OAMal, non è d’aiuto alla ricorrente.
Infatti, come rammenta
l’amministrazione in sede di risposta, i formulari TI 4 e TI 12 e la
documentazione prodotta dall’insorgente in sede amministrativa, per i motivi
sopra esposti, hanno permesso di accertare che la copertura dell’assicuratore
germanico non è equivalente all’assicurazione delle cure medico-sanitarie
(LAMal), ciò che impedisce di riconoscere l’esonero sulla base dell’art. 2 cpv.
7 OAMal, indipendentemente dal formulario utilizzato per operare la verifica
dell’applicazione dell’invocato disposto.
Infine, l’insorgente fa
valere una violazione del principio della proporzionalità, poiché l’amministrazione
non avrebbe operato un raffronto tra gli interessi pubblici e gli interessi
privati, segnatamente la circostanza che la sua attuale assicurazione offre una
buona copertura dei costi per la sintomatologia di cui soffre e che si
troverebbe costretta a disdire, per motivi economici, l’assicurazione
germanica, ciò che la porrebbe di fronte ad un enorme problema se decidesse di
tornare in Germania in futuro poiché non potrebbe più ottenere la medesima
copertura.
Queste considerazioni non
sono atte a modificare l’esito della procedura, giacché determinante è la
questione di sapere se l’interessata adempie i presupposti per ottenere un
esonero, ciò che in concreto va negato (cfr. anche __________).
In caso di difficoltà
economiche l’interessata può del resto inoltrare una domanda tendente alla
richiesta di un sussidio per il pagamento dei premi dell’assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie che verrà esaminata sulla base della
legislazione applicabile.
Va infine evidenziato che l’insorgente
nella versione in lingua italiana del ricorso (doc. IX), l’unica che può essere
ritenuta da questo Tribunale (cfr. art. 8 Log e decreto del 17 gennaio 2018 del
giudice delegato del TCA), non domanda di essere posta al beneficio
dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio. L’eventuale richiesta in
tal senso, formulata apparentemente nella versione in lingua tedesca (cfr. doc.
I e traduzione in lingua italiana tramite “Google online” eseguita dalla
medesima assicurata), quando non era ancora rappresentata da un avvocato, è di
conseguenza priva di oggetto.
Ne segue che il ricorso va
respinto mentre la decisione impugnata va confermata.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Gianluca
Menghetti