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Decisione

36.2019.44

Cassa di compensazione Servizio sussidi NON è competente per decidere sul diritto alla riduzione dei premi LAMal di un beneficiario di PC,poiché è la Cassa di compensazione Servizio PC che stabilisce questo diritto sulla base dell'art. 10 cpv. 3 lett. d LPC. La decisione è quindi nulla

31 gennaio 2020Italiano30 min

sussidi assicurazione malattie della Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG

Source ti.ch

Raccomandata

Incarto

n.

36.2019.44-45

TB

Lugano

31 gennaio 2020

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattrice:

Tanja Balmelli, vicecancelliera

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 4 giugno 2019 di

RI 1

rappr. da: RA 1

contro

la decisione su reclamo del 3 maggio 2019 emanata da

Cassa cantonale di compensazione - Ufficio delle

prestazioni, 6501 Bellinzona

in materia di assicurazione sociale contro le malattie

ritenuto in fatto

1.1. L'8 agosto 2018 RI 1, 1978, beneficiario

di una rendita dell’AI, ha formulato alla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG

del Cantone Ticino una domanda di prestazioni complementari. Con decisione del

15 ottobre 2018 (doc. 11) relativa al medesimo anno, il Servizio prestazioni complementari

della Cassa cantonale di compensazione ha accolto la richiesta e riconosciuto il

diritto al versamento di un importo di PC, dal 1° settembre 2018, di Fr. 126.- mensili

oltre al “Premio forfettario assicurazione

malattie”, fissato in Fr. 499.- mensili nel 2018.

In sostanza il

Servizio PC della Cassa ha ritenuto, tra le entrate, unicamente l’importo delle

rendite (la rendita AI e quella della LPP) per complessivi Fr. 30'978.-; per le

uscite ha considerato i premi forfettari dell’assicurazione obbligatoria contro

le malattie cifrati annualmente in Fr. 5'988.- per il 2018, il contributo

minimo AVS di Fr. 489.-, il fabbisogno vitale di Fr. 19'290.- e la quota della

locazione cifrata in Fr. 13'200.-, per complessivi Fr. 38'967. Stanti maggiori

uscite per complessivi Fr. 7'989.-, la Cassa ha ammesso la domanda. Per

stabilire la cifra delle prestazioni da versare direttamente in mani

dell’assicurato, il Servizio PC ha, dalla somma citata di Fr. 7'989.-,

sottratto l’importo del contributo AVS (Fr. 489.-) direttamente versato e

quello dell’”accredito forfettario alla cassa

malati” per Fr. 5'988.-, fissando così il diritto alle prestazioni

complementari in Fr. 1'512.- annui (pari a un importo mensile di Fr. 126.-).

1.2. Mediante messaggio di posta

elettronica del 9 novembre 2018 (doc. 9) l’assicurato si è rivolto ad una

collaboratrice del Servizio sussidi assicurazione malattie della Cassa

cantonale di compensazione AVS/AI/IPG, facendo riferimento a un colloquio con

il caposervizio signor __________, segnalando come l’importo dei premi

forfettari dell’assicurazione malattie ritenuto dal Servizio PC della Cassa per

il 2018 (riferiti ai 4 mesi da settembre a dicembre) assommasse a Fr. 1'996.-,

mentre il pagamento effettivamente eseguito in mani del suo assicuratore

malattie (__________) sarebbe stato di soli Fr. 1'690,40. Analogamente, per

l’anno 2019, l’assicurato ha indicato premi forfettari ritenuti dal Servizio PC

per Fr. 6'204.- (determinanti per il calcolo della sua rendita complementare) e

premi effettivi dovuti alla sua Cassa malati per Fr. 5'391,60 (egli ha prodotto

le polizze assicurative degli anni 2018 e 2019). L’assicurato ha chiesto quindi

all’Ufficio delle prestazioni, Servizio sussidi assicurazione malattia, di

versargli le differenze tra gli importi forfettari ritenuti nelle decisioni

applicanti la LPC e gli importi effettivamente versati all’assicuratore

malattia, che ha quantificato in Fr. 305,60 per i quattro mesi del 2018 e in Fr.

812,40 per l'intero anno 2019.

1.3. Il 10 dicembre 2018 la responsabile

dell’Ufficio prestazioni (Avv. __________) ha convocato l’assicurato presso il

Direttore della Cassa Sergio Montorfani per il successivo 24 gennaio 2019 (doc.

8). Mediante lettera del 14 dicembre 2018 (doc. 5) destinata alla Cassa (e per

essa al signor __________) RI 1, con il patrocinio allora della __________, ha ribadito

la sua richiesta producendo una lista allestita dalla sua Cassa malati, da cui emerge

che quest'ultima non ha ricevuto l'importo stabilito di Fr. 499.- (premio

forfettario fissato nelle decisioni in materia di PC), ma solo Fr. 430.-

mensili. Secondo l’esponente tale agire avrebbe violato quanto previsto

dall’Opuscolo “Prestazioni complementari

all’AVS e all’AI 5.01” e quindi la LPC, “secondo il quale il forfait per l’assicurazione malattie obbligatoria

(premi di cassa malati) viene versato direttamente alla cassa malati”.

L'assicurato ha perciò chiesto al Servizio sussidi di versare al suo assicuratore

malattia la differenza di premio.

1.4. Il 17 dicembre 2018 (doc. 6) il

Servizio PC della Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG ha comunicato

all'assicurato che, dal 1° gennaio 2019, egli avrebbe percepito delle prestazioni

complementari mensili cifrate in Fr. 123.-, oltre al premio forfettario

dell'assicurazione malattia di Fr. 517.-.

1.5. Mediante mail del medesimo

giorno il legale operante in seno alla __________, avv. __________, ha

segnalato come il caso non imponesse un incontro con il Direttore dell’IAS e

che il tema fosse di natura giuridica oltre che la situazione chiara (doc. 7).

Dal canto suo la Cassa ha, il 21 dicembre successivo (sempre mediante messaggio

mail), annullato il previsto incontro e preannunciato una presa di posizione

sulla questione a gennaio 2019.

1.6. Il 25 gennaio 2019 (doc. 4) il

Servizio sussidi assicurazione malattia ha emanato una formale decisione a

fronte delle richieste di RI 1, direttamente intimata alla __________.

L’amministrazione ha richiamato la decisione del 15 ottobre 2018

del Servizio PC della Cassa cantonale di compensazione, con cui è stato

riconosciuto all’assicurato il diritto di beneficiare di prestazioni

complementari a decorrere dal 1° settembre 2018 e ha evocato le richieste (per

mail e in forma scritta oltre che telefoniche) di versamento della differenza “fra il premio forfettario di cui all’art. 3

dell’Ordinanza sui premi medi 2018 dell’assicurazione delle cure

medico-sanitarie per il calcolo delle prestazioni complementari (Fr. 499)

rispettivamente di cui all’art. 4 dell’Ordinanza sui premi medi 2019

dell’assicurazione delle cure medico-sanitarie per il calcolo delle prestazioni

complementari (Fr. 517) rispetto al premio effettivamente dovuto al suo

assicuratore malattie e che viene corrisposto dalla Cassa al medesimo a titolo

di Ripam PC (Fr. 430 mensili per il 2018, … Fr. 455,70 mensili per il 2019 …)”.

Il Servizio sussidi assicurazione malattie ha poi rammentato come

Fatti

i beneficiari di PC siano esentati dal presentare una richiesta di riduzione

del premio (art. 42 cpv. 1 LCAMal) e ha richiamato l’art. 42 cpv. 2 LCAMal, per

cui “se il premio effettivamente dovuto dal

beneficiario PC … è inferiore al premio forfettario per l’anno di riferimento,

l’importo di Ripam corrisponde al premio effettivamente dovuto”,

rilevando poi come “la legislazione cantonale

in materia tiene … conto dei reali bisogni dei beneficiari, evitando rimborsi

eccessivi”.

Nelle sue conclusioni il Servizio ha osservato come, nel caso

esaminato, i premi effettivi erano inferiori ai premi forfettari e ha deciso

che la riduzione del premio per gli ultimi 4 mesi del 2018 assommava a Fr.

1'720.- e per l'intero anno 2019 a Fr. 5'468,40.

Il 4 febbraio 2019 (doc. 3) rispettivamente il 27 febbraio 2019

(doc. 2) RI 1, patrocinato dall'avv. __________, ha formulato reclamo chiedendo

che, sulla base dell'art. 21a LPC e dell'art. 10 cpv. 3 lett. d LPC, la Cassa

di compensazione, Servizio sussidi assicurazione malattie, versi alla sua Cassa

malati l'importo forfettario per il premio LAMal, e meglio Fr. 499.- per ogni

mese del 2018 da settembre e Fr. 517.- al mese per tutto l'anno 2019. La

differenza tra il forfait e il premio effettivo dovrà poi essere riversata

all'assicurato in virtù dell'art. 106c OAMal. Il patrocinatore dell’interessato

ha segnalato come l'art. 42 cpv. 2 LCAMal sia illegale.

1.7. Il 3 maggio 2019 (doc. 1) il Servizio

sussidi assicurazione malattie della Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG

ha respinto il reclamo di RI 1, confermando il suo iniziale provvedimento.

L'amministrazione ha innanzitutto precisato che la parte delle PC

che copre i premi non può essere qualificata quale prestazione complementare

ordinaria, poiché in realtà corrisponde a una riduzione individuale dei premi.

D’altro canto il sussidio di Cassa malati va ritenuto di diritto cantonale,

benché si fondi sull’art. 65 LAMal.

La Cassa di compensazione ha ulteriormente evidenziato che ogni

elemento computato deve potere essere riconducibile alla realtà dei fatti e

quindi l'art. 42 LCAMal, così come l'art. 29 LaLPC, riconosce agli assicurati

le spese previste soltanto nella misura in cui sia comprovato l'effettivo onere

e ciò per evitare che gli assicurati si trovino indebitamente arricchiti. Per la

Cassa, nel caso di specie, il reclamante, pretendendo un rimborso superiore

rispetto alla spesa concreta, non si confronta con la reale necessità degli

importi supplementari richiesti.

L'amministrazione ha analizzato inoltre l'art. 106c OAMal,

richiamato dall'assicurato, secondo il quale la legge cantonale non può

contraddire il diritto superiore (federale) e quindi la decisione impugnata

sarebbe stata emessa in spregio del principio della legalità.

A mente della Cassa, anche ammettendo che le norme federali

evocate disciplinano sostanzialmente il tema della riduzione dei premi

dell'assicurazione malattia, il diritto federale non appare esaustivo e lascia

ancora possibilità di intervento al diritto cantonale. Infatti, come precisato

dalla giurisprudenza federale (DTF 141 V 455 consid. 6.1; DTF 140 I 218 consid.

5.1), nonostante la vasta legislazione federale che regola la materia, una

legge cantonale può comunque sussistere nel medesimo campo, in particolare se

essa persegue un differente scopo rispetto a quello ricercato dal diritto

federale.

Nel caso concreto l'amministrazione ha sostenuto che, a fronte

delle ragioni prettamente pratiche che hanno portato il legislatore federale a

ritenere un importo forfettario del premio in ottica di prestazioni

complementari, il Cantone Ticino ha voluto meglio concretizzare lo spirito che

accomuna le PC (reddito minimo e spese effettive) e le riduzioni dei premi in

ambito LAMal (aiuto in funzione delle condizioni economiche), perseguendo così

il carattere di una vera e propria prestazione a dipendenza del bisogno, oltre

che di contenimento dei costi della salute.

In conclusione, la Cassa di compensazione ha confermato

l'applicabilità delle norme cantonali e la correttezza della decisione

impugnata osservando come, nel progetto di revisione della LPC (art. 10 nLPC),

sia espressamente menzionata la possibilità per i Cantoni, che vogliono evitare

rimborsi eccessivi, di computare nel calcolo delle PC il premio effettivo se

inferiore all'importo forfettario.

1.8. Il 4 giugno 2019 (doc. I) RI

1, patrocinato dall'avv. RA 1, ha impugnato al Tribunale cantonale delle assicurazioni

la decisione emessa dall’amministrazione su reclamo, chiedendone l’annullamento

e che sia imposto all’IAS (Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG) di “riconoscere … l’importo forfettario per

l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie ai sensi dell’art. 10

cpv. 3 lett. d LPC e meglio Fr. 499 mensili da settembre a dicembre 2018 e Fr.

517 mensili per il 2019”.

Il ricorrente ha ravvisato nella decisione impugnata una

violazione del diritto federale, e meglio del diritto alla riduzione del premio

dell'assicurazione malattia obbligatoria per i beneficiari di prestazioni

complementari previsto dall'art. 10 cpv. 3 lett. d LPC.

A suo dire, l'importo versato all’assicuratore malattie in base all'art.

21a LPC è una prestazione complementare e non una riduzione individuale del

premio dell'assicurazione malattia, perciò il riferimento alla LCAMal sarebbe

errato.

Inoltre, l'art. 3 LaLPC, introdotto il 14 dicembre 2011, ricalca

la prassi esistente nel Cantone Ticino, ancorché la stessa sia divenuta

contraria alle disposizioni della LPC. Infatti, come ha precisato l'UFAS in

risposta a una sua richiesta (doc. D), questa norma cantonale avrebbe dovuto

rimanere in vigore per un periodo transitorio, ossia dal 1° gennaio 2012 al 31

dicembre 2013, dopodiché il Cantone Ticino avrebbe dovuto conformarsi a quanto

previsto dal diritto federale. Secondo il ricorrente, allo stato attuale non vi

sarebbe alcuna base legale che consente al Cantone di non considerare e quindi

di scostarsi dagli importi forfettari contemplati dalla legislazione in vigore in

materia di prestazioni complementari.

L'assicurato ha sostenuto che la LPC, che ritiene specifici importi

forfettari dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie, permette per

esempio al beneficiario di PC di utilizzare la differenza tra premio effettivo

e premio riconosciuto in ambito PC a suo favore, per ottenere coperture

assicurative accessorie che altrimenti gli sarebbero precluse.

Per RI 1, in base alla giurisprudenza federale i Cantoni sarebbero

liberi di fissare un importo massimo superiore a quello stabilito in

base alla LPC per le spese da rimborsare (DTF 138 I 225 consid. 3.3.1), perciò

non sarebbe corretto che i Cantoni possano concedere delle prestazioni inferiori

agli importi previsti dalla LPC, come dall'art. 10 cpv. 3 lett. d LPC.

L'insorgente ha dunque chiesto di essere trattato come tutti gli

altri beneficiari di PC in Svizzera e quindi che gli sia corrisposto quale

prestazione complementare il forfait del premio medio cantonale così come

previsto dall'art. 10 cpv. 3 lett. d LPC e non solo l'importo effettivo del suo

premio LAMal.

1.9. Con risposta del 26 giugno

2019 (doc. III) la Cassa cantonale di compensazione ha proposto di respingere

il ricorso confermando la possibilità di limitare a livello cantonale il

versamento, in favore delle persone beneficiarie della PC, dei premi LAMal effettivamente

pagati dagli assicurati, non essendo infatti possibile farsi carico di un costo

inesistente (il premio forfettario).

L'amministrazione ha ribadito che la natura della parte delle

prestazioni complementari destinata alla copertura della spesa dei premi

dell'assicurazione malattia ai sensi dell'art. 10 cpv. 3 lett. d LPC non può

essere ridotta a una PC ordinaria, ma corrisponde piuttosto a una riduzione

individuale di premio. Ciò emergerebbe dagli artt. 26 e 54a cpv. 1 OPC-AVS/AI,

dal fatto che spetta ai Cantoni finanziare autonomamente questo importo (art.

39 cpv. 4 OPC-AVS/AI) e dalla dottrina in materia.

D'altronde, come precisato dal Consiglio federale, prestazioni

complementari e riduzione del premio dell'assicurazione malattia sono compiti

comuni alla Confederazione e ai Cantoni. Ciò permetterebbe, secondo

l’amministrazione, ai Cantoni di meglio garantire un intervento mirato in

funzione del bisogno e una parità di trattamento con gli altri assicurati che beneficiano

della riduzione di premi dell'assicurazione malattia, ma non di prestazioni

complementari. Per la Cassa resistente, gli artt. 29 LaLPC e 42 LCAMal regolano

la questione.

La Cassa di compensazione ha contestato l'affermazione del

ricorrente secondo cui egli sarebbe vittima di una disparità di trattamento

rispetto agli altri assicurati beneficiari di PC in Svizzera. L’amministrazione

ha rilevato infatti come, in diversi Cantoni, sarebbe applicato il medesimo

sistema, e cioè agli assicurati al beneficio delle PC sarebbe versato il valore

del premio effettivo e non invece l’importo dei premi stabilito dalle norme in

ambito PC.

Infine, l'amministrazione ha ricordato come sia contraddittorio

considerare delle spese fittizie nel calcolo delle PC e che con il nuovo art.

10 cpv. 3 lett. d LPC saranno piuttosto tutti gli altri Cantoni ad adeguarsi

alla prassi ticinese (FF 2019 2263).

1.10. Il 26 settembre 2019 (doc. V)

il giudice delegato del TCA ha interpellato il Segretario generale del Gran

Consiglio segnalando l’apparente contraddittorietà dei testi di legge, rilevanti

per l’analisi del caso concreto, figuranti nella Raccolta ufficiale delle

leggi, laddove l'art. 42 LCAMal, modificato dal Parlamento il 14 dicembre 2011

e avente validità unicamente per due anni dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre

2013 (così come pubblicato nel Bollettino Ufficiale nel 2012 a pagina 55),

sarebbe ancora in vigore e applicabile, così come l’art. 3 LaLPC, modificato

anch'esso il 14 dicembre 2011.

Il giudice delegato ha quindi chiesto di specificare l'esatto

testo normativo in vigore, se la validità delle due norme sia durata solo sino al

31 dicembre 2013 e di chiarire le ragioni per le quali ancora oggi, nella

Raccolta delle leggi della Repubblica e Cantone del Ticino, figurino (nel sito

ufficiale online del Cantone) questi disposti di legge nonostante l'intervenuta

decadenza del periodo limitato della loro validità.

1.11. Il Segretario generale del

Gran Consiglio ha risposto tramite messaggio di posta elettronica il 30

settembre 2019 (doc. VII), affermando quanto segue:

" Con

riferimento alla sua richiesta di informazioni concernente gli artt. 42 LCAMal

e 3 LALPC, del 27 settembre scorso, le trasmetto alcuni stralci tratti dal Messaggio

CdS n. 6851 del 24 settembre 2013 (Modifica della legge di applicazione

della legge federale sull'assicurazione malattie del 26 giugno 1997 - LCAMal) e

dal Messaggio CdS n. 7121 del 29 settembre 2015 (Preventivo 2016), dai

quali si evince che le citate normative cantonali, contrariamente a quanto

indicato nel BU 4/2012 (v. pagg. 55 e 56 "… e ha validità fino al 31

dicembre 2013"), "non [erano] state abrogate (vedi messaggio

del CdS del 24 settembre 2013 n. 6851, capitolo 3 a pag. 16-17) e sono

tuttora in vigore, pur non essendo applicate in ragione del diritto federale".

Non entro nel merito di questa scelta, che dal profilo prettamente tecnico

fatico a condividere, certo che i competenti Servizi DSS/IAS sapranno comunque

fornirle ulteriori informazioni al riguardo.".

1.12. Alla luce di due messaggi di

posta elettronica datati 17 dicembre 2018 e 21 gennaio 2019 (doc. D) prodotti

dal ricorrente con il suo ricorso, contenenti prese di posizione dell’Ufficio

federale delle assicurazioni sociali, il primo a firma di __________ (giurista

presso il settore delle prestazioni PC) ed avente il seguente testo:

" (…) Artikel 21a ELG ist grundsätzlich am

1. Januar 2012 in Kraft getreten. Die Kantone durften

aufgrund der Übergangsbestimmung dazu den Artikel jedoch zwei Jahre später in Kraft setzen.

In Bezug auf diesen neuen Artikel 21a ELG ist im Jahr 2011 der zuständige

Regierungsrat des Kantons Tessin an

Bundesrat D. Burkhalter gelangt. Bundesrat Burkhalter hat mit Schreiben vom 25. August 2011 zugesichert, dass der

Kanton Tessin

während der

Übergangsfrist von zwei Jahren, das heisst von Januar 2012 bis Ende

Dezember 2013, seine bisherige Praxis beibehalten könne.

Am 14. Dezember 2011 hat der Grosse Rat

des Kantons Tessin eine Änderung von Artikel 3 des kantonalen

Gesetzes über die Ergänzungsleistungen beschlossen, der die bisherige Praxis zulässt.

Wichtig ist jedoch die Bestimmung im Beschluss, dass der neue Artikel 3 lediglich vom 1. Januar 2012 bis Ende

Dezember 2013 gültig ist. Bundesrat

A. Berset hat diese Änderung am 3. Februar 2012 genehmigt.

Die Äusserung von Frau __________ ist daher

lediglich für die Zeit von Januar 2012 bis Ende 2013 korrekt. Ab 1. Januar 2014

ist der Kanton Tessin aus unserer Sicht nicht mehr befugt, den

Krankenversicherern lediglich den Betrag der tatsächlichen Prämie auszuzahlen.”;

e il secondo di __________

(giurista dell’UFAS), del seguente tenore:

" Ich bestätige Ihnen, dass es sich beim Betrag, welcher die EL-Stelle

zur Vergütung der KV-Prämie an die Krankenkasse ausrichtet, um

Ergänzungsleistungen und nicht um individuelle Prämienverbilligung (IPV) handelt

(Art. 10 Abs. 3 Bst. d Bundesgesetz über Ergänzungsleistungen). Die KV-Prämie

von EL-Beziehenden wird zwar über die finanziellen Mittel der

Prämienverbilligung finanziert, es handelt sich dabei aber um

Ergänzungsleistungen. Die gilt für die ganze Schweiz.

Seit dem 1. 1. 2014 ist der Kanton Tessin nicht

mehr befugt, den Krankenversichern lediglich den Betrag der tatsächlichen

Prämie auszahlen. Sie müssen die Durchschnittsprämie auszahlen (Art. 10 Abs. 3

Bst. d Bundesgesetz über Ergänzungsleistungen) – ist die effektive Prämie

tiefer, muss die Differenz dem EL-Bezüger ausgerichtet werden.”;

il

7 ottobre 2019 (doc. VIII) il giudice delegato, con dettagliato scritto

contenente una serie di richieste di spiegazione, ha interpellato formalmente l'Ufficio

federale delle assicurazioni sociali, settore prestazioni complementari, per

conoscere la sua posizione in merito alla soluzione adottata dal Cantone Ticino

riguardo al riconoscimento della riduzione dei premi di Cassa malati ai

beneficiari di PC alla luce degli artt. 10 cpv. 3 lett. d e 21a LPC da una

parte e degli artt. 3 LaLPC e 42 LCAMal dall'altra.

Prima della risposta dell’autorità federale interpellata ha avuto luogo

il 23 ottobre 2019 (doc. IX) un’udienza di discussione, nel corso della quale le

parti si sono riconfermate nelle rispettive tesi. In quella sede esse hanno

ricevuto copia degli accertamenti che il Tribunale ha esperito presso il

Segretario generale del Gran Consiglio.

1.13. Il 25 ottobre 2019 (doc. X) la

Cassa di compensazione ha comunicato al Tribunale di non avere ulteriori quesiti

da sottoporre all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali e di attendere

la sua presa di posizione.

1.14. L'UFAS ha risposto al TCA il

28 ottobre 2019 (doc. XI), rilevando che il 3 febbraio 2012 il Consigliere

federale titolare del DFI ha approvato le disposizioni della LaLPC sul premio

medio cantonale, precisando che la pratica anteriore all'entrata in vigore

dell'art. 21a LPC era autorizzata limitatamente al periodo dal 1° gennaio 2012

al 31 dicembre 2013. Tuttavia, dopo tale data, il Cantone Ticino non ha più

sottoposto ad approvazione le modifiche che avrebbe dovuto apportare alla sua

legislazione riguardo all'art. 21a LPC. Ciò significa che dal 1° gennaio 2014 il

Cantone Ticino adotta una pratica non conforme al diritto federale e che se

altri Cantoni hanno scelto una pratica simile, ciò non legittima l'inazione

legislativa del Canton Ticino.

L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali ha ulteriormente precisato

che l'applicazione corretta delle disposizioni della LPC, per i casi che

rientrano nel campo di applicazione di questa norma, non ha nulla a che vedere

con la maniera con cui le norme cantonali regolano la riduzione dei premi LAMal

e il suo finanziamento.

In conclusione, l'UFAS ha evidenziato che se il Cantone Ticino non

modificherà la sua legislazione, questa situazione irregolare perdurerà fino

all'entrata in vigore della riforma della LPC prevista per il 1° gennaio 2021. Il

nuovo art. 10 cpv. 3 lett. d LPC prevede che, per tutte le persone al beneficio

di PC, sia riconosciuto, quale spesa, l'importo del premio dell'assicurazione

obbligatoria delle cure medico-sanitarie pari al premio medio cantonale o

regionale per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, ma al

massimo al premio effettivo, così da evitare i sovraindennizzi e le laboriose

procedure di restituzione fra assicuratori e assicurati, rendendo in tal modo più

trasparenti i flussi finanziari.

1.15. Il ricorrente ha rilevato, il

5 novembre 2019 (doc. XIV), come l'UFAS abbia confermato che la prassi adottata

dal Cantone Ticino non è conforme al diritto federale. RI 1 ha quindi ribadito

la sua pretesa, osservando che il pagamento di un importo forfettario permette

al beneficiario di PC di scegliere un modello assicurativo meno caro per poter

utilizzare la differenza a suo favore per altri scopi.

1.16. L'8 novembre 2019 (doc. XVI)

la Cassa di compensazione ha chiesto al TCA di andare oltre a

un'interpretazione letterale delle norme in esame, considerando invece altri

elementi di giudizio per stabilire se quella che è definita dall'UFAS come una

situazione irregolare nel nostro Cantone sia anche illecita rispettivamente se

questa pratica possa continuare ad esistere sino all'entrata in vigore della

modifica della norma della LPC, che ha proprio l'obiettivo di imporla come

regola a tutti i Cantoni (art. 10 cpv. 3 lett. d nLPC; FF 2019 2263).

Secondo la Cassa resistente, la conclusione più congruente e

logica è che i Cantoni già oggi hanno la possibilità di limitare la copertura

ai premi effettivamente corrisposti, evitando di pagare l'ingiustificato sovraindennizzo.

Ammettere che l'importo di cui all'art. 10 cpv. 3 lett. d LPC costituisca una

garanzia minima di rimborso al di sotto della quale non si può andare, d'avviso

della Cassa, implicherebbe l'impossibilità di prevedere un intervento

maggiormente mirato e in funzione del reale bisogno e che garantisca una parità

di trattamento con gli assicurati beneficiari della riduzione del premio LAMal,

ma non delle prestazioni complementari.

L'amministrazione ha pure sostenuto che, nell'ipotesi in cui la

definizione del contributo per i premi di Cassa malati non sia considerata un

compito comune alla Confederazione e ai Cantoni o se fosse esclusa una certa

autonomia cantonale per completare e precisare le norme federali come agli

artt. 3 LaLPC e 42 LCAMal, le concrete circostanze possono permettere, come in

altri ambiti, di considerare comunque legittima la pratica di quei Cantoni che

già attuavano ed attuano ancora quelle necessarie correzioni adottate con la riforma

delle PC. Infatti, il perdurare della situazione attuale sarebbe limitato al 31

dicembre 2020 e risponderebbe alle esigenze di una prestazione legata al

bisogno che non può e non deve quindi coprire un costo che non esiste.

In conclusione, la Cassa di compensazione si è domandata se il

ricorrente non avrebbe piuttosto dovuto contestare le decisioni PC anziché l'applicazione

dell'art. 42 cpv. 2 LCAMal e quindi le decisioni di riduzione dei premi di

Cassa malati. Infatti, la decisione emessa dal Servizio prestazioni

complementari il 17 dicembre 2018, valida dal 1° gennaio 2019 (doc. 6), si è

riferita implicitamente all'art. 3 cpv. 1 LaLPC, laddove ha chiaramente indicato

che se il premio effettivamente dovuto dal beneficiario di prestazioni

complementari al suo assicuratore malattia è inferiore al premio forfettario, è

riconosciuto il premio dovuto effettivamente. L’amministrazione ha rilevato che

tale decisione è cresciuta incontestata in giudicato.

1.17. L'assicurato non ha formulato

ulteriori osservazioni (doc. XVII), mentre la Cassa di compensazione,

esprimendosi sulle osservazioni del 5 novembre 2019 del ricorrente, ha

precisato che il risparmio di costi che il Cantone consegue con la pratica

adottata "non rappresenta certo il

motivo per cui, come già oggi avviene in Ticino, non saranno più

tollerati a livello nazionale quelli che secondo l'UFAS sono dei veri e propri

"sovra indennizzi" del

tutto incompatibili con una "prestazione legata al bisogno"

(cfr. lettera UFAS del 25 ottobre 2019)" (doc. XVIII).

Non sono state acquisite ulteriori prove da parte del Tribunale

cantonale delle assicurazioni.

considerato in diritto

2.1. Oggetto del contendere è stabilire

se correttamente il Servizio sussidi assicurazione malattie della Cassa cantonale

di compensazione ha fissato in Fr. 1'720.- (Fr. 430.- x 4 mesi) e in Fr.

5'468,40 (Fr. 455,70 x 12 mesi) gli importi di riduzione del premio

dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie cui ha avuto

diritto il ricorrente per i mesi da settembre a dicembre 2018 rispettivamente per

l'anno 2019.

In tal modo, il Servizio sussidi assicurazione malattie ha dunque

riconosciuto all'assicurato il pagamento del premio effettivo da esso dovuto,

rifiutando perciò di versare all’assicuratore malattia del ricorrente, come

richiesto da quest'ultimo, la differenza tra il premio LAMal effettivo dovuto (Fr.

430.- e 455,70 al mese) e il premio forfettario per l’assicurazione malattie

riconosciuto dal Servizio prestazioni complementare della Cassa cantonale di

compensazione nelle sue decisioni (docc. 6 e 11) con cui ha posto RI 1 al

beneficio delle PC (Fr. 499.- e Fr. 517.-).

2.2. Preliminarmente la scrivente Corte deve esaminare la competenza del

Servizio sussidi assicurazione malattie della Cassa cantonale di compensazione

di fissare il diritto del ricorrente alla riduzione del premio

dell'assicurazione malattia obbligatoria, ritenuto che, in caso negativo,

potrebbe realizzarsi un motivo di nullità della decisione impugnata, rilevabile

d'ufficio, che renderebbe superflua la verifica del merito (DTF 127

Considerandi

II 47; DTF 119 V 314 consid. 3b; DTF

114.

V 327 consid. 4b; STF C 94/04 del 9 marzo 2005 consid. 1; Häfelin/Müller, Allgemeines

Verwaltungsrecht, 4a ed., pag. 198 seg.).

2.3

Il ricorrente si è rivolto,

dapprima personalmente e poi con il patrocinio di giuristi, al Servizio sussidi

assicurazione malattie della Cassa cantonale di compensazione per rivendicare il

versamento della differenza tra i premi forfettari di sua spettanza indicati

nelle summenzionate decisioni/comunicazioni del Servizio prestazioni

complementari e quelli effettivamente pagati dal Cantone al suo assicuratore

malattia, corrispondenti al suo premio LAMal realmente dovuto.

In un primo messaggio di posta elettronica, il 9 novembre 2018 (doc.8)

RI 1 ha scritto alla signora __________ dell’Ufficio prestazioni della Cassa

cantonale di compensazione AVS/AI/ IPG. Questo messaggio ha suscitato subito

un’importante reazione, tanto che il Direttore della Cassa, per il tramite

della capoufficio dell’Ufficio delle prestazioni, lo ha convocato per discutere

il caso. Tale appuntamento è poi decaduto.

Successivamente l’assicurato, tramite __________, si è manifestato

ulteriormente e il Direttore dell’IAS, Sergio Montorfani, ha comunicato

(messaggio di posta elettrica del 21 dicembre 2018, doc. 7) che “la nostra Cassa di compensazione AVS/AI/IPG prenderà

posizione sulla questione a mezzo decisione formale” nel mese di

gennaio 2019.

Il Servizio sussidi assicurazione malattie della Cassa cantonale

di compensazione ha quindi emanato la decisione formale del 25 gennaio 2019

(doc. 4), con cui ha “concesso” a RI

1.

la “riduzione del premio dell’assicurazione

obbligatoria delle cure medico sanitarie”, cifrandola in Fr. 1'720.-

per quattro mesi del 2018 (da settembre a dicembre) e in Fr. 5'468,40 per tutto

l’anno2019.

Questa decisione è stata impugnata dall’assicurato.

Con decisione su reclamo del 3 maggio 2019 l’amministrazione ha indicato

di avere il “25 gennaio 2019 … concesso al

signor RI 1 il diritto alla riduzione del premio dell’assicurazione

obbligatoria delle cure medico-sanitarie per beneficiari di prestazioni

complementari … nella misura massima di fr. 430 mensili … dal settembre 2018 e

fr. 455,70 … dal gennaio 2019 in applicazione dell’art. 42 cpv. 2 LCAMal”.

La Cassa ha richiamato la STCA 33.2017.3 del 16 gennaio 2018 e ha

considerato che “la parte di PC che copre i

premi non può essere qualificata quale PC ordinaria in quanto corrisponde in

realtà ad una riduzione individuale dei premi, mentre dall’altro che questo

sussidio, pur avendo origine nell’art. 65 LAMal … va considerato diritto

cantonale autonomo …”, facendo leva poi sulla solidarietà sociale

deducibile dall’art. 10 LPC nel suo insieme.

La Cassa ha rilevato come RI 1 pretenda un rimborso superiore alla

spesa concreta e, richiamando uno spazio di autonomia per il diritto cantonale

nella regolamentazione della materia (decisione su reclamo pag. 4 e 5), rilevando

come “una legge cantonale può comunque

sussistere nel medesimo campo (del

diritto federale n.d.r.) in particolare se essa persegue un differente scopo

rispetto a quello ricercato dal diritto federale” e

accomunando infine premio forfettario da riconoscere per i beneficiari PC e riduzione

del premio di Cassa malati per gli altri assicurati, ha ritenuto di potere

applicare l’art. 42 cpv. 2 LCAMal al caso di specie e ha quindi respinto il

reclamo.

2.4

Dagli atti risulta che il

Servizio prestazioni complementari della Cassa cantonale di compensazione ha informato

l’assicurato, con decisione del 15 ottobre 2018 (doc. 11) e comunicazione del

17.

dicembre 2018 (doc. 6), del suo diritto al premio forfettario

dell'assicurazione malattia obbligatoria. Esso ne ha stabilito l’importo in

maniera corretta fondandosi sull'Ordinanza del Dipartimento federale

dell'interno, che fissa gli importi forfettari annui per l'assicurazione

obbligatoria delle cure medico-sanitarie secondo l'art. 10 cpv. 3 lett. d LPC

al più tardi alla fine di ottobre dell'anno corrente per l'anno successivo

(art. 54a cpv. 3 OPC-AVS/AI).

Per l'art. 19e RLCAMal, l'esecuzione delle decisioni della Cassa

cantonale di compensazione in ambito delle PC relative alla riduzione del

premio dei beneficiari di PC sono demandate al preposto Servizio competente per

la riduzione del premio LAMal.

Questa norma, valida dal 1° gennaio 2014, prevede infatti che:

" La Cassa

cantonale di compensazione AVS/AI/IPG tramite il Servizio competente per le

prestazioni PC AVS/AI comunica i dati anagrafici (cognome, nome, sesso, data di

nascita, domicilio) e il numero d’assicurato AVS degli assicurati beneficiari

di prestazioni complementari AVS/AI e i dati relativi all’assicuratore malattie

cui essi sono affiliati alla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG,

Servizio competente per la riduzione dei premi".

Per l’art. 27 RLCAMal, nelle procedure di versamento del premio

agli assicuratori di persone poste al beneficio delle PC, si applicano per

analogia le norme degli artt. 19 e da 22 a 25 del medesimo regolamento.

In sostanza, le decisioni del Servizio prestazioni complementari

della Cassa di compensazione sono eseguite, per la parte del premio forfettario

dell'assicurazione malattie, dalla Cassa medesima tramite il Servizio sussidi

assicurazione malattie.

In altri termini, il ruolo del Servizio sussidi assicurazione

malattie è unicamente quello, nei confronti dei beneficiari di prestazioni

complementari all'AVS/AI, di versare agli assicuratori malattia dei

beneficiari di PC, come prevede l'art. 21a LPC, gli importi forfettari dei

premi LAMal in luogo e vece del Servizio prestazioni complementari della Cassa

di compensazione, che ne ha fissato il diritto secondo l'art. 10 cpv. 3 lett. d

LPC.

Nel caso di specie, ciò si traduce in Fr. 499.- su base mensile

per l’anno 2018 e in Fr. 517.- su base mensile per il 2019, riferiti ai periodi

d’interesse, ossia 4 mesi per il 2018 (da settembre a dicembre 2018) e per

tutto il 2019.

Essendo il ricorrente beneficiario di prestazioni complementari

all'AI, il Servizio sussidi assicurazione malattie della Cassa cantonale di

compensazione non è quindi competente a statuire sul diritto alla

riduzione del premio dell'assicurazione malattia obbligatoria, siccome si

tratta di un diritto su cui, conformemente all'art. 10 cpv. 3 lett. d LPC, ha

già statuito il Servizio prestazioni complementari della Cassa cantonale di

compensazione, unica autorità legittimata a decidere su questo diritto.

In concreto, ciò è già avvenuto per i due periodi in esame (docc.

6.

e 11).

2.5

Per

prassi costante (ricordata nella STF

8C_383/2007 del 15 luglio 2008 consid. 6.3),

una decisione amministrativa viziata è, di regola, unicamente annullabile. Se,

quindi, non viene impugnata tempestivamente, essa diviene formalmente

definitiva e non può più venire contestata. Solo di rado una simile decisione è

nulla, cioè non esplica effetto alcuno (DTF 104

Ia 172 consid. 2c pag. 176 con rinvii; Grisel, Traité de droit

administratif, Neuchâtel 1984, volume I, pag. 421; Rhinow/ Krähenmann, Schweizerische

Verwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband, Basilea/Francoforte 1990, n. 40 B I,

pag. 118; Moor, Droit

administratif, vol. II, 2a ed., Berna 2002, pag. 310). Ciò è segnatamente il

caso se il vizio è particolarmente grave, è evidente o perlomeno facilmente

riconoscibile e, infine, l'accertamento della nullità non mette in serio

pericolo la sicurezza del diritto (sentenze 2A.18/2007 dell'8 agosto 2007,

consid. 2.4 e 2.5, e 5P.178/2003 del 2 giugno 2003, consid. 3.2; DTF 116 Ia 215 consid.

2c pag. 219; 104 Ia 172 consid. 2c pag. 176 con rinvii). Di norma, vengono

considerati vizi particolarmente gravi taluni errori di procedura, quali l'incompetenza dell'autorità giudicante. Gli errori riguardanti il contenuto

invece causano raramente la nullità dell'atto (DTF

104.

Ia 172 consid. 2c pag. 176 con rinvii),

e meglio solo se sono eccezionalmente gravi; ciò si verifica, ad esempio,

quando l'atto diviene, in pratica, privo di effetto e meglio impossibile da

eseguire, insensato, immorale (sentenza 5P.178/2003 succitata, consid. 3.2; Rhinow/Krähenmann, op. cit., n. 40 B V

e, pag. 121) oppure in contrasto con un divieto assoluto posto dalla

Costituzione (si veda in proposito Moor,

op. cit., pag. 321), ad esempio nel caso in cui una decisione non abbia alcuna

base legale (Knapp, Précis de

droit administratif, 4a ed., Basilea/ Francoforte 1991, n. 1219; si confronti

anche sentenza 2A.18/2007 succitata, consid. 2.4 e 2.5). Del resto se così non

fosse e meglio se ogni illegalità riguardante il merito provocasse la nullità

della decisione, l'organo esecutivo si sostituirebbe di fatto all'autorità

decisionale (sentenza 5P.178/2003 succitata; Imboden,

Der nichtige Staatsakt, Zurigo 1944, pag. 137).

Nel settore dell’assicurazione contro la disoccupazione, l'allora

Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale

federale) ha stabilito in più occasioni che una decisione è nulla in quanto

emanante da un'autorità incompetente per materia (DTF 129 V 488 consid. 2.3 con

riferimenti; STFA C 94/04 del 9 marzo 2005 consid. 4.1; STF C 23/04, C 26/04

del 26 agosto 2005).

Visto quanto precede, anche nel caso di specie si deve concludere

che il Servizio sussidi assicurazione malattie della Cassa cantonale di

compensazione, confrontato alle richieste di un beneficiario di prestazioni

complementari all'AVS/AI assoggettato alla LPC che postula prestazioni in

applicazione della LPC, non può essere ritenuto competente (per materia) per

emanare la decisione impugnata, che deve così essere ritenuta nulla (DTF 129 V

488.

consid. 2.3 con riferimenti; STFA C 94/04 del 9 marzo 2005 consid. 5).

Il Servizio sussidi assicurazione malattie avrebbe dovuto

ravvisare d'ufficio la sua incompetenza per materia. L'avere ugualmente emanato

la decisione formale prima e la decisione su reclamo poi, ha portato l'assicurato

ad adire le vie legali facendosi rappresentare da un legale, ciò che dà ora diritto

alla rifusione di ripetibili (art. 61 lett. g LPGA).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. È constatata la nullità della decisione emanata su reclamo il

3 maggio 2019 dalla Cassa cantonale di compensazione, Ufficio delle

prestazioni, Servizio sussidi assicurazione malattie, Bellinzona.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

La Cassa cantonale di compensazione verserà all’assicurato

l’importo di Fr. 1'800 a titolo di ripetibili (IVA inclusa, se dovuta).

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è

chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare

la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere

allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario di Camera

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti