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36.2019.52

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

26 agosto 2019Italiano42 min

Source ti.ch

Fatti

i minorenni e i giovani adulti in formazione la riduzione deve essere del 50%

almeno del premio. In sostanza dunque il diritto cantonale è un diritto

autonomo, come rammenta il Tribunale Federale nella sua costante giurisprudenza

(DTF 122 I 343, 125 V 185, 134 I 313 e 145 I 26), compete al Cantone non solo

fissare la procedura ma decidere il modello da applicare per pervenire alla

riduzione dei premi, ma, come indicato, la libertà cantonale non è illimitata.

2.4. Il Cantone accorda le

riduzioni dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie

(art. 23 LCAMal) a fronte della presentazione di un’istanza scritta

accompagnata dalla necessaria documentazione (art. 25 LCAMal) da parte degli

assicurati, fatto salvo il caso dei beneficiari di prestazioni complementari

all’AVS ed all’AI nonché di prestazioni Laps (art. 42 e 43 LCAMal, su questi

aspetti si veda: Ranzanici, tesi

citata, p. 343 e ss., n. 658 e ss., capitolo 13.3.4.). Per gli assicurati

tassati in via ordinaria l’istanza deve essere di principio inoltrata entro la

fine dell’anno che precede l’anno per il quale il sussidio è richiesto. Se la

data è rispettata e se i presupposti dati, l’aiuto sociale è versato dal 1°

gennaio dell’anno di competenza (ed in costanza delle condizioni per l’aiuto

sociale lo stesso è versato per tutto l’anno). Se la domanda è tardiva e

formulata dopo il termine del 31 dicembre dell’anno che precede quello di

competenza, il diritto alla riduzione per gli assicurati in via ordinaria è

dato solo a partire dal mese seguente quello della presentazione della

richiesta.

Il premio medio di

riferimento, necessario alla determinazione del diritto alla RIPAM, è

costituito dalla media ponderata dei premi riconosciuti come appena descritto e

del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore,

ripartiti per le regioni di premio ammesse (art. 61 cpv. 2 LAMal). Il Consiglio

di Stato stabilisce annualmente il premio medio di rifermento per ogni singola

categoria di assicurati prevista dalla LAMal. Alla base del diritto alla

riduzione del premio è stato posto il reddito disponibile che è dedotto dai

dati accertati fiscali riferiti al periodo di tassazione determinato per ogni

singolo anno di sussidio dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAM). La legge

rinvia invece al regolamento la determinazione dei casi e le modalità di

accertamento del reddito di riferimento al di fuori od in assenza dei dati relativi

al periodo fiscale determinante. Analogamente al reddito la sostanza è fissata

sulla base della tassazione indicata dal Consiglio di Stato nel suo annuale

decreto, con la precisazione però che va reintegrata la sostanza donata o

ceduta in usufrutto che deve essere computata nel calcolo (art. 30 a LCAMal).

Per questa ultima ipotesi occorre riferirsi alla situazione che emerge

dall’ultima tassazione che precede la donazione o cessione in usufrutto. Il

regolamento di applicazione della legge (RLCAM) 29 maggio 2012 all’art. 16,

prevede che, in queste ipotesi (sia che la cessione avvenga prima o durante il

periodo fiscale determinante), nel calcolo del reddito di riferimento siano

considerati i valori di sostanza antecedenti la rinuncia. I dati registrati

nella tassazione fiscale prima della donazione o della cessione in usufrutto

sono riportati anche sui periodi fiscali successivi e il rispettivo ammontare è

ridotto annualmente di CHF 10'000.00.

L’art. 31 LCAMal definisce

il reddito disponibile. Lo stesso è determinato dalla somma di tutti i redditi

dell’unità di riferimento secondo la LT, cui va aggiunto un quindicesimo della

sostanza netta ritenuta nella tassazione dalla quale, contrariamente al diritto

previgente, non è più dedotta alcuna franchigia. Dall’importo così calcolato

sono ammesse specifiche deduzioni.

2.5. A partire dalla RIPAM 2015 il

legislatore ha introdotto il nuovo concetto di reddito disponibile massimo (Ranzanici, tesi citata, capitolo 15.2.

p. 474 e ss., in particolare 15.2.2. p. 476). Per tale norma la riduzione dei

premi è accordata sino al raggiungimento di un reddito disponibile massimo che,

per le UR senza figli, è definito con la formula di calcolo (ermetica)

seguente:

RDM = costante del 3,4 x 50% del limite di

fabbisogno Laps senza computo della pigione

Se dell'UR fanno parte dei

figli la formula diviene ancor più complessa per cui:

RDM = [costante del 3,9 + 1 – (n° dei figli) / 10] x

50 % del limite di fabbisogno Laps senza computo della pigione.

Le due formule adottate

dal legislatore appaiono complesse. Esse fanno riferimento ai valori ritenuti

all’art. 10 Laps (considerato per il suo 50%), e ritengono due valori costanti

del 3.4 e del 3,9.

Nel corso dei lavori

preparatori (Messaggio 6982 del 10

settembre 2014 relativo alla modifica della Legge cantonale di applicazione

della LAMal del 26 giugno 1997), l’esecutivo cantonale ha voluto inserire nella

legge un “limite esplicito … (che) non dipende dai PMR … L’introduzione di

questo nuovo parametro consente … di non far aumentare o quantomeno contenere

l’aumento del numero dei beneficiari, nei redditi alti, a dipendenza

dell’aumento dei premi di cassa malati. Il RDM interessa ovviamente le fasce

alte di reddito, di modo che la sua introduzione equivale a prevedere dei

criteri di esclusione … per queste situazioni reddituali” (Messaggio

citato, p. 13).

Posto il principio di

fissare un reddito disponibile massimo il Messaggio ha indicato la volontà di

sostenere maggiormente le persone con figli a carico: “Dopo vari

approfondimenti d’impatto sulle differenti tipologie di UR, si ritiene di dover

considerare maggiormente le UR con figli a carico, perciò le famiglie

monoparentali e biparentali, piuttosto che le persone sole o le coppie senza figli”

(Messaggio citato, p. 13).

Da queste considerazioni è

nata la scelta di proporre due formule di calcolo diverse e due diversi

parametri per determinare il RDM, a dipendenza della presenza di figli. Sono

quindi state proposte una costante del 3.4 per le persone sole e le coppie

senza figli computabili, e del 3.9 in caso di presenza di figli, ritenuto

comunque che l’esecutivo può cambiare tali costanti nel suo annuale decreto di

fissazione dei parametri l’attribuzione della RIPAM. Sempre nel suo messaggio

(p. 13) il Consiglio di Stato ha considerato che la riduzione dei premi: “è

una prestazione coordinata ai sensi della Laps …, il RDM è calcolato come un

multiplo del 50% del limite di RD Laps; per le UR con figli il multiplo aumenta

in funzione del numero di figli”.

Per stabilire la costante

l’esecutivo ha presentato nel Messaggio (p. 14 e 15) specifiche tabelle di

verifica dell’impatto del calcolo ed ha considerato come il “valore delle

costanti … influenza l’importo del RDM: tanto minore è il valore della

costante, (quanto) minore è … l’importo del RDM e, di conseguenza, diminuisce

anche il numero dei beneficiari con redditi alti”. La Tabella 2 (fonte IAS)

illustra i limiti di reddito massimo disponibile per tipologia di unità di

riferimento secondo la modifica di legge proposta (e poi accettata il 3

novembre 2014) e il sistema precedente, con una chiara diminuzione dei redditi

massimi, più elevata per le coppie e le famiglie monoparentali.

In sostanza le costanti

scelte dal Parlamento, e che il Consiglio di Stato (va ripetuto) è abilitato a

determinare per ogni anno di sussidio a norma dell’art. 40 lett. c LCAMal, sono

il frutto di una valutazione operata dal legislatore e che ha considerato

redditi e composizione dell’UR, per determinare importi massimi al di sopra dei

quali la riduzione del premio è esclusa, compatibili (anche se inferiori)

rispetto al passato e conformi al dettato dell’art. 65 LAMal che vuole un aiuto

sociale non solo a chi è nel bisogno ma anche alle fasce medie.

2.6. Come anticipato per

determinare il parametro da porre alla base del calcolo della RIPAM dell’UR si

deve stabilire il RDS (Reddito disponibile fissato in maniera semplificata

partendo dai dati fiscali) che si determina partendo dal reddito lordo

riportato dalla decisione di tassazione per l’imposta cantonale del periodo di

tassazione determinato dal Consiglio di Stato, aumentato della quota parte

della sostanza computabile, dedotti i valori che la legge ammette in deduzione.

L’amministrazione si basa quindi integralmente sui dati fiscali (da qui

l’espressa base legale che consente accessibilità alla Cassa ai dati fiscali

necessari all’elaborazione del calcolo, art. 25 LCAMal) e ciò senza che sia, di

principio, necessario all’amministrazione acquisire altre informazioni

dall’assicurato medesimo o tramite terzi (v. Ranzanici,

tesi citata, capitolo 14.8. p. 387 e ss.)

Il RDS è stato fissato

considerando i concetti cardine del reddito disponibile in ambito Laps (sia per

quanto attiene i redditi computabili che per quel che riguarda le spese ammesse

in deduzione) partendo però dai dati fiscali per una semplificazione nelle

operazioni amministrative alla luce del numero dei beneficiari della RIPAM.

Nella volontà del legislatore il RDS costituisce dunque un “reddito disponibile

di tipo operativo che precisa la reale capacità economica degli assicurati”,

ed è costituito dalla somma di ogni reddito, indipendentemente dalla sua fonte,

ritenuto nella tassazione fissata dall’esecutivo cantonale annualmente, cui va

aggiunta una quota della sostanza (1/15 della sostanza netta secondo la LT,

senza imputazione di franchigia alcuna).

L’amministrazione è tenuta

a considerare il reddito da attività, principale rispettivamente accessoria,

che sia svolta in maniera dipendente e/o indipendente, quello della sostanza

(mobiliare od immobiliare), comprensivo quindi del reddito locativo proprio,

dei canoni di locazione (oggi non più distinguibili a livello di decisione di

tassazione), degli interessi su titoli od azioni, ed ogni altro simile che la

Legge Tributaria comprenda tra quelli imponibili. Si tratta inoltre delle

indennità e rendite delle assicurazioni sociali o private (rendite AVS o AI

rispettivamente LAINF o versate da un assicuratore malattia, ed ancora i

versamenti di assicuratori privati), nonché dei redditi di altra fonte

considerati dall’autorità fiscale. Non fanno parte della determinazione del

reddito, secondo il Messaggio di accompagnamento della novella legislativa,

redditi di complemento del fabbisogno vitale che sono esenti fiscalmente:

assegni integrativi e di prima infanzia, borse di studio, prestazioni

complementari all’AVS ed all’AI, prestazioni assistenziali ed assegni di grande

invalido, e ciò alla luce della particolare natura di questi redditi. Si tratta

infatti di trasferimenti che coprono spese supplementari rispettivamente

prestazioni Laps successive nell’ordine di priorità dei versamenti alla

riduzione dei premi ed ancora di trasferimenti (le PC) a favore di persone che

non sono toccate dalla riforma del sistema di determinazione e quantificazione

della riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico

sanitarie (Messaggio, op. cit.,

pag. 16 in initio).

Dai lavori preparatori

discende che il Giudice delle assicurazioni sociali (e prima ancora

l’amministrazione) farà capo alla decisione di tassazione del periodo

determinato dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAMal) per fissare il RDS

(si veda Ranzanici, tesi citata,

n. 826, p. 433, capitolo 14.8.6). Va sin d’ora osservato (come rammentato nelle

STCA 36.2016.130-131 del 15 marzo 2017; 36.2015.78 del 2 febbraio 2015;

36.2011.31 del 9 settembre 2011, 36.2011.32 del 14 luglio 2011, 36.2011.19 del

16 giugno 2011, 36.2008.163 del 4 febbraio 2009; 36.2008.94 del 10 settembre

2008, fra le ultime in ordine di tempo e STCA 36.1999.28 del 2 giugno 1999 e

36.2003.91 del 29 marzo 2004 fra le prime) che: "per costante

giurisprudenza di codesto TCA, ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla

realtà. L'amministrazione è vincolata dalle comunicazioni delle autorità di

tassazione. È possibile scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in

giudicato solo se la stessa contiene errori manifesti e debitamente comprovati.

… l'assicurato deve innanzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento

fiscale anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni

sociali". Salvo casi eccezionali, che ancora le norme del regolamento

riservano (art. 14 RegLCAMal del 29 maggio 2012, in maniera più estesa nel

previgente regolamento del 13 novembre 2007 all’art. 31 RegLCAMal) ove è

eseguito un nuovo calcolo autonomo indipendente dalla decisione di tassazione,

sia l’amministrazione che il Tribunale cantonale delle Assicurazioni debbono

attenersi alla decisione di tassazione fissata dal Consiglio di Stato ed ai

valori in questa contenuti.

L’art. 14 RLCAMal prevede,

al suo capoverso 1, l’obbligo (per l’imposizione voluta dall’esecutivo

cantonale con l’espressione: “Il reddito di riferimento è determinato sulla

scorta della situazione finanziaria e familiare più recente nei seguenti casi”)

per l’amministrazione di procedere alla determinazione del diritto alla

riduzione dei premi senza far capo ai valori ritenuti nella tassazione, in caso

di

“ a) persone soggette

all’imposta alla fonte e persone soggette all’obbligo d’assicurazione svizzero

in forza dell’Accordo CH/CE sulla libera circolazione delle persone o

dell’Accordo di emendamento della Convenzione istitutiva dell’AELS, non tassate

in Svizzera;

b) persone domiciliate che, al momento

dell’istanza, non dispongono di alcuna tassazione fiscale e per le quali non

sarà emessa una tassazione relativa al periodo fiscale determinante;

c) persone sole conformemente all’art.

11 capoverso 1 che hanno iniziato un’attività lucrativa dopo avere terminato la

prima formazione;

d)decesso del coniuge o del partner

registrato;

e) divorzio o separazione per sentenza

giudiziaria o di fatto, scioglimento dell’unione domestica registrata;

f) cessazione totale dell’attività

lucrativa a seguito di disoccupazione, pensionamento, infortunio, malattia,

maternità o paternità, riqualificazione o perfezionamento professionale.”

Il regolamento (art. 14

cpv. 2) prevede poi altre ipotesi in cui, a richiesta dell’assicurato o

dell’UR, il reddito di riferimento è determinato sulla scorta della situazione

finanziaria e familiare più recente. Le ipotesi sono le seguenti:

" 2La

Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG accerta, su richiesta, i dati necessari

per il calcolo del reddito di riferimento al di fuori o in assenza della

tassazione fiscale determinante in caso di:

a) cessazione

parziale dell’attività lucrativa nelle situazioni di cui alle lett. e), f) e g)

del capoverso 1;

b) diminuzione

delle prestazioni, in forma di rendite e indennità giornaliere delle

assicurazioni sociali o private, o delle pensioni alimentari, rispetto al

relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;

c) diminuzione

del reddito da lavoro (da attività dipendente o indipendente) per altri fattori

oltre a quelli indicati alla lett. a), rispetto al relativo dato desunto dalla

tassazione fiscale determinante;

d) diminuzione

degli affitti percepiti, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione

fiscale determinante;

e) diminuzione

importante dei valori di sostanza desunti dalla tassazione fiscale

determinante, se l’utilizzo della sostanza è comprovato e giustificato per

necessità primarie proprie.

La norma prevede ulteriormente che:

3Nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2, in caso

di esistenza di sostanza e reddito della sostanza (immobiliare e mobiliare), i

dati necessari sono desunti dall’ultima tassazione fiscale cresciuta in

giudicato al momento dell’istanza.

4I dati necessari nelle evenienze di cui ai

capoversi 1 e 2 sono accertati mediante uno specifico modulo ufficiale che è

recapitato dalla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG.

5Per le persone non residenti in Svizzera,

assicurate obbligatoriamente in Svizzera in ragione degli Accordi bilaterali

CH/CE o della Convenzione istitutiva dell’AELS, di cui alla lett. a) del

capoverso 1, si richiamano le disposizioni federali specifiche relative al

calcolo del reddito determinante.”

In particolare, dunque,

nell’ipotesi della diminuzione del reddito conseguito comunicato

all’amministrazione la Cassa procede alla determinazione del diritto alla

riduzione del premio al di fuori dei parametri fiscali, accertando il reddito

da ultimo conseguito dai membri che compongono l’unità di riferimento.

2.7. Dall’importo del reddito

complessivo lordo sono dedotte, esclusivamente, le spese specificatamente

riconosciute dall’art. 31 LCAMal. La legge ha fissato in maniera esaustiva e

completa sia quali deduzioni siano possibili e, laddove lo abbia fatto, gli

importi ammessi in deduzione (in questo senso il Rapporto della Commissione

della Gestione e delle Finanze, pag. 3 punto 3.1. in fine che riprende il

Rapporto DSS citato pag. 17). Il criterio discriminante sembra essere stato

quello della necessità della spesa e del suo vincolo. La legge annovera il

premio di riferimento medio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie

determinato annualmente dal Consiglio di Stato (PMR qui di seguito, in merito

si veda l’art. 29 LCAMal), i contributi sociali secondo la LT (ossia: AVS, AI,

IPG, AD, LAINF e LPP), le pensioni alimentari versate, le spese professionali

(secondo la LT e fino ad un massimo di CHF 4'000.00) nonché le spese per

interessi passivi privati e aziendali (secondo la LT e sino ad un importo

massimo di CHF 3'000.00) . Altre spese quali l’affitto, altri premi

assicurativi (ad esempio per le coperture complementari, la RC privata o auto),

imposte e tasse, spese mediche (anche per franchigie e partecipazioni

nell’ambito della LAMal) o ancora per l’invalidità (per una critica si veda Ranzanici, tesi citata, p. 423 nota 803

e p. 437 e ss. note 833 e ss.), rispettivamente spese di gestione e

manutenzione immobili o le deduzioni ammesse fiscalmente per figli a carico od

ancora per doppia economia non possono essere considerate.

Secondo le nuove norme la

spesa per interessi passivi è – come detto – ammessa se effettiva e dimostrata

dai dati fiscali ma entro il limite massimo di CHF 3'000.00. L’accento è posto

sulla natura della spesa ritenuta vincolata per l’economia domestica e

riferibile, nella quasi totalità dei casi, ai debiti ipotecari. La

deducibilità, per il Messaggio, sarebbe necessaria per “garantire una certa

parità di trattamento tra proprietari e inquilini ed evitare di penalizzare i

proprietari di case … gravati da un’ipoteca sulla casa primaria” (pag. 18).

La giustificazione della limitazione dell’importo sarebbe poi da ricondurre al

favore che la LT fa ai proprietari di case rispetto agli inquilini siccome il

valore locativo dell’immobile non risponde in realtà mai sino in fondo a quello

reale di mercato. Quindi secondo il Messaggio (pag. 18 ad 6.3.7) a fronte del

riconoscimento tra i redditi del valore locativo occorre – ma sino a CHF

3'000.00 al massimo – ammettere una deduzione in caso di oneri ipotecari (si

veda anche: Ranzanici, tesi

citata, n. 790 e 800 e 801, p. 388 e 421 e seguente, nota a piè pagina 1211).

La deduzione, così come

espressa all’art. 31 cpv. 1 LCAMal, non è però limitata ai debiti ipotecari.

Per evitare ai funzionari che applicano la LCAMal difficoltà amministrative per

accertare la natura degli interessi passivi versati (remunerazione di debiti

ipotecari o di debiti privati rispettivamente aziendali, od ancora di prestiti

al consumo) il legislatore ammette in deduzione, sino al limite citato, gli

interessi passivi che sono riconosciuti a livello fiscale. Una differenziazione

non è infatti precisata e deducibile dai dati cui la Cassa cantonale ha accesso

all’interno dei dati fiscali (art. 25 a LCAMal e 8 a RegLCAMal). La proposta

del disegno di legge non ha fatto oggetto di approfondimento da parte della

Commissione della gestione e delle finanze nel suo Rapporto con implicita

condivisone delle valutazioni dell’esecutivo. Di rilievo per ammettere la deduzione

dell’importo di CHF 3'000.-- è il riconoscimento degli interessi in deduzione a

livello fiscale, su quest’aspetto la volontà del legislatore appare chiara.

2.8. Va indicato che per l’anno 2019,

l’esecutivo cantonale ha fissato le basi di calcolo nel Decreto esecutivo per

l’applicazione delle riduzioni di premio LAMal del 19 dicembre 2018 secondo cui

il periodo fiscale per l’accertamento del reddito disponibile di riferimento è

la classificazione dell’imposta cantonale per l’anno 2016. Il premio medio di

riferimento per gli adulti assomma a CHF 5'766 mentre per i giovani adulti è di

CHF 4'594. La costante per il calcolo del reddito disponibile massimo per

un’unità senza figli è del 3.6 e per un’unità con figli è del 4.5. Per i

proprietari o usufruttuari di sostanza immobiliare, ai fini del calcolo del

reddito disponibile di riferimento ai sensi dell’art. 30 LCAMal, il valore

della sostanza immobiliare registrato nella tassazione di riferimento di ciascun

membro dell’unità di riferimento è maggiorato con la percentuale di adeguamento

prevista dall’Ufficio cantonale di stima.

2.9. Prima di verificare la

correttezza del calcolo operato dalla Cassa cantonale di compensazione occorre

accertare se l’amministra-zione ha, correttamente o meno, considerato la

composizione dell’UR nel caso concreto.

L’UR è concetto descritto

nelle considerazioni che precedono, l’art. 26 cpv. 2 LCAMal prevede che di

regola “è costituita dall’unità riconosciuta ai sensi del diritto fiscale”.

Ora, nel caso in esame, l’UR ritenuta dall’amministrazione è composta dalla

ricorrente che è madre di un figlio maggiorenne in prima formazione, nato nel

1995 (e quindi ventiquattrenne). Occorre allora verificare se l’agire della

Cassa è corretto.

Per l’art. 27 LCAMal “le

persone sole maggiorenni senza figli, di età non superiore a 30 anni, il cui

totale dei redditi registrati nella tassazione applicabile è inferiore al

limite di fabbisogno esistenziale definito ai sensi della legge sull’armonizzazione

e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), del 5 giugno 2000, sono

incluse nell’unità di riferimento da cui dipendono economicamente”, a

questo proposito la dottrina (Ranzanici,

tesi citata, n. 709, p. 373) precisa che la “differenza, … , risiede nel

considerare quali componenti l’UR non solo i coniugi (con gli eventuali figli

sino al compimento del diciottesimo anno d’età) ma anche, laddove ve ne siano,

i figli maggiorenni se a carico della famiglia siccome in formazione. L’UR è

quindi un concetto più ampio rispetto alla famiglia del precedente diritto”,

lo stesso autore ricorda poi (n. 713 p. 375) che sono compresi “nell’unità

anche i figli maggiorenni in formazione o comunque con introiti limitati, ma

solo sino all’età di 30 anni. Con questa norma viene realizzata la volontà

politica di favorire le famiglie comprendendo nelle stesse i figli maggiorenni,

ed oggi sono la maggior parte, che seguono formazioni professionali che si

protraggono nel tempo”, questa integrazione tende a considerare l’onere che

i figli in formazione causano alla famiglia (comportando il loro mantenimento

generalmente degli oneri).

La fissazione da parte del

legislatore di un’età certamente avanzata (30 anni) e francamente scollegata da

altri limiti d’età che fondano riconoscimento di prestazioni o deduzioni

fiscali (nella nota 1170 a p. 376, alla marginale 715, Ranzanici evidenzia come: “I 30 anni costituiscono un’età

disarmonica rispetto al diritto fiscale per cui la possibilità di dedurre il

mantenimento in favore di un figlio in formazione può avvenire sino al

compimento dei 28 anni (art. 34 cpv. 1 lett. a LT). La LAVS prevede poi il

pagamento del contributo minimo di legge per gli studenti sino al compimento

dei 25 anni (art. 10 cpv. 2 lett. a LAVS), od ancora l’art. 25 cpv. 5 LAVS

riconosce il diritto alla rendita per orfani ai figli ancora in formazione, il

diritto alla rendita dura fino al termine della stessa, ma al più tardi fino a

25 anni compiuti”) è attenuata da una serie di condizioni d’esclusioni

rigorose, come detto da un lato l’età del giovane in formazione (30 anni), il

fatto che il giovane sia una persona sola (e non abbia un proprio nucleo

famigliare) e in terzo luogo il giovane deve dipendere in maniera effettiva

economicamente dalla famiglia. Il giovane può certamente conseguire dei redditi

(assurda sarebbe l’imposizione del contrario) ma gli stessi devono essere

limitati; devono essere inferiori al “limite di fabbisogno esistenziale

definito” dalla Laps. Come rammenta la dottrina citata “Questo importo,

nel Messaggio di accompagnamento, è definito quale reddito limite per sopperire

al fabbisogno esistenziale ai sensi della Laps e costituisce un parametro

riconosciuto di minimo vitale, al di sotto del quale sussiste il diritto ad un

intervento sociale di complemento” (Ranzanici,

p. 376, alla marginale 715).

2.10. Nel caso in esame il figlio

della signora RI 1 sta completando i suoi studi universitari in __________

all’Università di __________. Dalla sua tassazione di riferimento emerge una

sostanza, che deve essere computata per la determinazione del diritto al

sussidio, e un reddito. Come indicato dalla Cassa cantonale di compensazione

nelle sue osservazioni al ricorso, il limite di reddito per le persone sole

maggiorenni senza figli d’età inferiore ai 30 anni per essere ricomprese nella

UR di riferimento è di CHF 17'441 (si veda anche la STCA 36.2018.76 del 18

marzo 2019i in re A.), somma qui non raggiunta. La ricorrente non contesta che

il figlio debba essere integrato nell’UR unitamente a lei. Ciò, correttamente,

sulla scorta dei rilievi della Cassa (doc. III pagina 2 in fine)

2.11. Per la determinazione del

diritto alla riduzione del premio l’amministrazione ha applicato (come ribadito

dalla stessa nelle osservazioni, doc. III pag. 5 punto 4) l’art. 30 cpv. 2

LCAMal e l’art. 14 Reg.LCAMal. Va rilevato come, per l’art. 30 cpv. 1 LCAMal, di

principio, il reddito di riferimento è determinato a partire dai dati accertati

nel periodo fiscale stabilito dal Consiglio di Stato. Al regolamento è

demandata la fissazione delle “norme e le modalità di accertamento del

reddito di riferimento al di fuori, o in assenza, dei dati relativi al periodo

fiscale determinante”. Il regolamento, al suo articolo 14 cpv. 1 (riportato

in esteso nelle considerazioni precedenti), prevede che l’amministrazione

determini il reddito di riferimento al di fuori della tassazione (stabilendolo

in base ai dati più recenti) quando (tra altre ipotesi qui non d’interesse)

intervenga, in periodo successivo alla tassazione di riferimento, la cessazione

totale dell’attività lucrativa a seguito di disoccupazione, pensionamento,

infortunio, malattia, maternità o paternità, riqualificazione o perfezionamento

professionale.

Per il capoverso 2 della

medesima norma del regolamento, anch’essa riportata per intero nelle

considerazione precedenti, a richiesta dell’UR o del suo rappresentante, il reddito

di riferimento è determinato in base alla situazione finanziaria e familiare

più recente nelle ipotesi di riduzione parziale del reddito da lavoro (in

conseguenza a disoccupazione, pensionamento, infortunio malattia, o

genitorialità, rispettivamente riqualifica professionale); nell’ipotesi di una

diminuzione (o anche un aumento) di rendite, IPG o pensioni alimentari, ed

ancora se diminuiti gli affitti percepiti (rispetto al valore desunto dalla

tassazione di riferimento); rispettivamente ancora in presenza di una modifica

(significativa: almeno CHF 10'000) del valore della sostanza.

I

dati necessari per stabilire il RD nelle evenienze citate sono accertati

mediante uno specifico modulo ufficiale che è recapitato dalla Cassa cantonale

di compensazione AVS/AI/IPG, la sostanza è invece desunta dall’ultima

tassazione disponibile.

2.12. Nel caso in esame la signora RI

1 ha formulato reclamo contro la decisione formale del 19 novembre 2018 con

cui, senza motivazione specifica (se non l’indicazione che “il reddito

disponibile di riferimento, determinato in applicazione dell’art. 31 LCAMal …,

non consente la concessione del diritto alla RIPAM”; si noti che

all’assicurata non è stato indicato in quella sede a quanto assommi il reddito

in questione e come lo stesso sia stato calcolato rispettivamente determinato),

la Cassa ha respinto la richiesta di sussidio. La ricorrente ha semplicemente

fatto leva sull’onere di mantenimento del figlio e sugli oneri a suo carico.

L’assicurata ha

evidenziato l’impegno finanziario per un figlio agli studi, l’onere delle

franchigie elevate (CHF 2'500), le spese in costante aumento (doc. 5). La

signora RI 1 non ha invece formulato alcuna richiesta fondata sull’art. 14 cpv.

Considerandi

2.

RegLCAMal. Le verifiche avviate d’ufficio da parte della Cassa cantonale di

compensazione AVS AI IPG hanno condotto l’amministrazione a stabilire un

aumento, nel 2019, dei redditi della signora RI 1 rispetto all’anno precedente (2018)

e ciò per il reperimento, dal gennaio 2019, di una nuova attività lavorativa

fuori cantone con l’implicazione di spese per doppia economia domestica, doppio

alloggio per la stessa signora RI 1, oltre che per il figlio. Tali spese

erodono in maniera importante il reddito conseguito.

Dagli atti prodotti e

acquisiti dalla Cassa emerge che (come emerge dalla decisione su reclamo) l’amministrazione

ha fissato il reddito di RI 1, facendo astrazione dai dati fiscali applicabili

del 2016, come segue:

Ÿ reddito percepito dal 1 gennaio 2019 pari a CHF 69'216,

Ÿ reddito da sostanza CHF 24'248,

Ÿ quota parte sostanza (1/15 del

valore considerato nella tassazione 2017 cifrata in CHF 49’822) pari a CHF 3'321.

Per il figlio RI 2 i

valori ritenuti sono stati i seguenti:

Ÿ reddito da sostanza CHF 273,

Ÿ quota parte sostanza (rilevato

dalla tassazione 2017) CHF 6'372 (1/15 di CHF 95'577).

Per la sostanza la Cassa

ha ritenuto i dati della tassazione 2017 di entrambe i componenti l’UR, e ciò

sulla base dell’art. 14 cpv. 3 RegLCAMal.

2.13

In questa sede occorre

verificare se l’agire dell’amministrazione sia corretto. La scelta operata va

analizzata nell’ottica dell’applicazione dell’art. 14 RegLCAMal, va cioè

esaminato se in concreto erano dati i presupposti dell’art. 14 (capoverso 1 o

2) RegLCAMal affinché la Cassa si distanziasse dall’applicazione della

tassazione applicabile.

Successivamente alla decisione

di tassazione 2016 la signora RI 1 ha continuato l’esercizio di un’attività

lavorativa, percependo redditi contenuti (come era il caso nel corso dell’anno

2016), ella ha beneficiato (sempre come avvenuto nel 2016) di indennità come la

documentazione prodotta dalla Cassa e consegnata alla stessa da parte

dell’assicurata dimostra. Se è vero che l’assicurata ha beneficiato di

prestazioni LADI parziali nel 2018 è altrettanto vero, come i documenti

prodotti dimostrano, che ella ha svolto in ogni modo attività lavorative

parziali (docente di __________, attività presso la __________, insegnante __________)

e non ha cessato totalmente l’attività lucrativa.

In concreto non sono quindi

dati gli estremi dell’art. 14 cpv. 1 lett. f) RegLCAMal, ossia la cessazione totale

dell’attività lavorativa per disoccupazione malattia infortunio maternità o riqualificazione

o perfezionamento professionale. Manifestamente anche le altre ipotesi

dell’art. 14 cpv. 1 lettere a - e RegLCAMal non sono date in concreto. Ne

discende che la Cassa non poteva applicare detta norma (art. 14 cpv. 1 lett. f)

RegLCAMal) nel caso concreto e non poteva, di conseguenza, procedere d’ufficio

all’accertamento del reddito determinante per stabilire il diritto alla RIPAM

dell’UR qui ricorrente al di fuori della tassazione applicabile. Ciò a maggior

ragione se si pensa che già nel corso del 2018 la signora RI 1 lavorava presso __________

come ha continuato a fare nel corso del 2019.

Dalla tassazione 2016

emerge, per la signora RI 1, un reddito da lavoro (CHF 35'533), da rendite AVS

(CHF 7'400), da indennità (CHF 9'547), da titoli (CHF 41) e da valore locativo (CHF

24'192) di complessivi CHF 76'515. Per quest’anno (2019) il solo reddito da

lavoro preso __________ è cifrato dalla Cassa cantonale di compensazione in CHF

69'216.

Il reddito di riferimento

complessivo dell’UR per il 2019 è stato cifrato dalla Cassa in complessivi CHF 93'737,

cifra non contestata da RI 1. L’importo è stato poi maggiorato dalla Cassa

della quota parte della sostanza pari a CHF 9'639. Il reddito di riferimento determinato

in base alla tassazione 2016 deve essere determinato in base ai redditi della

ricorrente per CHF 76'515, quelli del figlio per CHF 7'027 cui va aggiunta la

quota parte di sostanza (ritenuto come la sostanza, secondo la tassazione 2016,

fosse negativa per un importo di CHF 50'773 per la signora RI 1 e cifrata in

CHF 79'957 per il figlio, si ha una sostanza computabile di CHF 29'184

computabile per 1/15 ossia: CHF 1'945,60), come vi vedrà ancora oltre. Questi

dati emergono dagli accertamenti eseguiti dall’amministrazione autonomamente,

senza che l’assicurata abbia postulato la determinazione del diritto dell’UR

alla RIPAM al di fuori della tassazione di riferimento. Ne segue che, in

assenza di una richiesta in tal senso, la Cassa non poteva applicare l’art. 14

cpv. 2 RegLCAMal d’ufficio come in effetti ha fatto.

In altri termini la Cassa

ha ritenuto i nuovi e più recenti redditi, maggiori rispetto a quelli

conseguiti nell’anno di computo 2016, d’ufficio, ciò che non poteva fare in

assenza dei presupposti dell’art. 14 cpv. 1 RegLCAMal. Per applicare il cpv. 2

della medesima norma occorre invece una chiara e consapevole richiesta

dell’assicurato formulata all’indirizzo della Cassa. L’accertamento del reddito

al di fuori della tassazione di riferimento non poteva essere eseguito in

concreto in assenza dei presupposti della norma applicabile.

Come ricorda la dottrina (Ivano Ranzanici, op. cit., cap.

14.8.2.2

e capitolo 14.8.5.1. numero 815, che richiama la STCA 36.2012.33 del

3.

settembre 2012 in re M. al consid. 2.12.):

“… il TCA ha ribadito

che «l’accertamento del reddito al di fuori della tassazione deve

costituire una eccezione al principio, deve essere motivata da ben precise

ragioni, e ciò per evitare il rischio che l’amministrazione sia confrontata con

molteplici e differenziate ipotesi per cui essere costretta a svincolarsi dalla

tassazione di riferimento per ogni minima variazione dei valori da ritenere»

evidenziando anche il rischio di un onere amministrativo eccessivo, ma ha anche

considerato, «per il doveroso rispetto dell’art. 65 cpv. 3 LAMal»

che anche altre ipotesi di riduzione del reddito oltre alla cessazione

dell’attività lucrativa dovessero essere ritenute, in particolare l’interruzione

(per cessazione volontaria) di una attività accessoria indipendente (non

prevista nel regolamento del 2011).”

La medesima

dottrina ricorda che ciò:

“che caratterizza le

possibilità previste all’art. 14 cpv. 2 RLCAMal di chiedere l’accertamento del

RD al di fuori della tassazione è la contrazione delle entrate (se si eccettua

la diminuzione della sostanza per consumo proprio). Il Consiglio di Stato ha

invece escluso i casi in cui intervenga un aumento della spesa, in questo coerentemente

con le norme in vigore precedentemente (ossia il regolamento del 13 novembre

2007).”

Ricapitolando dunque, al

di fuori di una precisa richiesta da parte dell’assicurato membro della UR, di

determinare il RD al di fuori della tassazione applicabile (art. 14 cpv. 2

RegLCAMal), la Cassa può procedervi d’ufficio solo se dati i presupposti del

cpv. 1 (v. Ranzanici, op.cit., p.

429).

2.14

Da quanto precede discende che

la Cassa non poteva, in assenza di specifica richiesta dell’assicurata in tal

senso e in assenza dei presupposti dell’art. 14 cpv. 1 Reg LCAMal, procedere

all’accertamento dei redditi dei signori ___________ al di fuori della

tassazione applicabile e riferendosi al più recente reddito conseguito. La

decisione impugnata si rivela quindi non corretta e deve essere annullata con

il conseguente rinvio degli atti all’amministrazione affinché determini il

diritto dell’UR qui ricorrente alla RIPAM per il 2019.

Le ulteriori richieste

della signora RI 1 in tema di deduzione dal reddito delle spese effettive

sopportate nel corso del 2019, in specie spese di doppia economia domestica,

per la locazione di un alloggio nella Svizzera interna e le altre connesse

all’attività svolta per __________ non possono essere recepite. La signora RI 1

non può infatti essere seguita quando contesta l’ammontare delle spese

professionali da riconoscere in deduzione dal reddito siccome particolarmente elevate.

La giurisprudenza è costante in merito al fatto che si tratti di importi

forfettari cui il giudice è vincolato. La dottrina precisa, al proposito, che:

“Per definire il

reddito disponibile il legislatore ha affrontato il difficile e delicato

compito di fissare quali spese ammettere in deduzione dai redditi lordi. Ciò ha

imposto la determinazione di precisi criteri ed in taluni casi di massimali di

deduzione. … Diciamo subito che la Corte cantonale ha ritenuto, sulla scorta

dei lavori parlamentari, che la lista delle spese deducibili inserita all’art.

31.

cpv. 1 lettere c) – g) LCAMal, è esaustiva e non può essere completata per

via interpretativa da parte del giudice. (…)

I lavori preparatori

hanno permesso di individuare il criterio di scelta delle spese deducibili

nell’obbligatorietà e nel vincolo delle stesse. In altri termini il legislatore

ha indicato come deducibili le spese imposte da obblighi legali, aggiungendone

poi altre, generalmente riconoscibili come necessarie ma non derivanti da un

obbligo di legge, limitandone però il massimale detraibile.

Oltre ai contributi e

premi obbligatori il legislatore permette la detraibilità di importi pagati

dagli assicurati a titolo di pensioni alimentari (art. 31 lett. e LCAMal),

spese professionali (se riconosciute nella tassazione di riferimento, ma solo

fino ad un massimale di CHF 4’000.00; art. 31 lett. f LCAMal) nonché le spese

per interessi passivi privati e aziendali (se riconosciute nella tassazione di

riferimento e sino ad un importo massimo di CHF 3’000.00; art. 31 lett. g

LCAMal).

Il legislatore nella

LCAMal ha voluto permettere la deduzione delle spese professionali se

riconosciute a livello fiscale, e ciò non sino a concorrenza dell’importo

fiscalmente ammesso ma unicamente sino ad un massimale di CHF 4’000.– (art. 31

litt f. LCAMal). La norma della legge e l’art. 15 RLCAMal prevedono che tale

riduzione debba essere riconosciuta all’UR in quanto tale e non singolarmente

ai membri che la compongono qualora ognuno possa vantare una simile deduzione a

livello fiscale. La prassi del Tribunale cantonale delle assicurazioni non ha

ritenuto questa norma contraria all’uguaglianza giuridica dell’art. 8 cpv. 1

Cost. fed. richiamando i lavori preparatori e la volontà del legislatore, da un

lato, nonché la praticabilità della procedura dall’altro. Il diritto fiscale

cantonale (come quello federale) ammette la deducibilità delle spese

professionali in maniera più ampia rispetto alla LCAMal. La scelta del

legislatore cantonale di computare l’importo massimo di CHF 4’000.– per

l’insieme dei componenti l’UR e non singolarmente, discrimina le UR composte da

più persone attive professionalmente ed è insoddisfacente. Si pensi all’ipotesi

di due coniugi che lavorano assumendosi importanti spese professionali:

entrambe potranno dedurre solo la metà dell’importo massimo consentito al singolo.

Il tenore dell’art. 15 RLCAMal non rispetta poi il contenuto dell’art. 31 lett.

f) LCAMal aumentando ulteriormente confusione ed incertezza in materia siccome

ammette la deducibilità di “un importo annuo forfetario massimo di” CHF 4’000.–

per l’UR, mentre la deduzione non è riconosciuta forfetariamente ma secondo il

valore effettivo della spesa, ritenuto però un tetto di spesa di CHF 4’000.–.

Il TCA ha, su questo tema, espresso, a nostro avviso, un giudizio non

condivisibile siccome troppo proteso alla praticabilità del sistema.

Per quanto desumibile

dai lavori preparatori la deduzione di queste spese è ammessa dalla LCAMal per

la loro necessità e per il loro vincolo con il conseguimento del reddito. Spese

professionali e reddito sono strettamente connessi. Non considerare spese di

questa natura equivarrebbe a trattare in maniera uguale situazioni decisamente

diverse, in effetti chi non svolge attività salariata (ad esempio chi beneficia

del versamento di rendite o vitalizi), o chi svolge attività senza dovere

affrontare spese, consegue materialmente un risparmio di cui il legislatore ha

voluto tenere (almeno parzialmente) conto.

Pure in questo caso la

scelta della LCAMal non è pienamente soddisfacente siccome le spese

professionali, che l’art. 31 cpv. 1 LCAMal ammette solo “per (i) salariati”,

sono composite (comprendono cioè spese di diversa natura) ed il diritto fiscale

permette, a tratti e per ragioni di semplificazione amministrativa, deduzioni

forfettarie o sino a precisi massimali ciò che non rende l’effettività degli

esborsi sopportati ed in fondo altera almeno in parte la percezione della

capacità economica degli assicurati” (Ivano

Ranzanici, op. cit., p. 415 e seguenti)

Nonostante le critiche al

sistema mosse dalla dottrina la giurisprudenza (si faccia riferimento in

particolare alla STCA 36.2015.52 dell’8 settembre 2015, consid. 2.10.)

stabilisce la detraibilità di un massimale senza ritenere tale fissazione del

massimo deducibile discriminatoria e lesiva del diritto alla parità di

trattamento dei cittadini.

La deduzione di CHF 4'000,

indicata in precedenza e riconosciuta in sede fiscale nella tassazione 2016

della signora RI 1, deve essere quindi confermata e non può essere aumentata.

Analogamente sono dedotti interessi passivi (riconosciuti dalla Cassa) per CHF

3'000.

2.15

Da quanto precede il ricorso

deve essere accolto, la decisione impugnata annullata e gli atti rinviati

all’amministrazione per la determinazione del diritto alla RIPAM 2019 sulla

base della tassazione applicabile considerato come la sostanza negativa della

signora RI 1 e quella positiva del figlio si compenseranno per l’importo della

sostanza della signora. Non si prelevano tasse e spese e non si attribuiscono

alla parte vincente in causa, siccome non patrocinata, ripetibili.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso 20 giugno 2019

formulato da RI 1 e da RI 2, __________, contro la decisione emanata su reclamo

dalla Cassa cantonale di compensazione, Ufficio delle prestazioni, Bellinzona, è

accolto, di conseguenza:

1.1. La

decisione emessa su reclamo il 22 maggio 2015 impugnata è annullata.

1.2. Gli

atti sono rinviati alla Cassa cantonale di compensazione, Ufficio delle

prestazioni, affinché stabilisca il diritto alla riduzione dei premi in favore

dei ricorrenti per l’anno 2019 in base alle tassazioni 2016 dei membri

componenti l’UR in causa.

2. Non si prelevano tasse e

spese e non si attribuiscono ripetibili.

3. Comunicazione agli interessati

i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di

diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti