36.2019.52
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26 agosto 2019Italiano42 min
Source ti.ch
Raccomandata
Incarto
n.
36.2019.52-53
ir/gm
Lugano
26 agosto 2019
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 20 giugno 2019 di
1. RI
1
2. RI
2
2. rappr. da: RA 1
contro
la decisione su reclamo del 22 maggio 2019 emanata da
Cassa cantonale di compensazione - Ufficio delle
prestazioni, 6501 Bellinzona
in materia di assicurazione sociale contro le malattie
considerato, in fatto
1.1. Mediante formulario pervenuto
all’amministrazione il 15 giugno 2018 RI 1, __________ 1964, domiciliata a __________
(frazione di __________) ha chiesto, per l’unità di riferimento composta dalla
stessa richiedente e dal figlio maggiorenne RI 2 (1995), il rinnovo della
riduzione del premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie per
l’anno 2019. L’assicurata ha indicato di essere proprietaria dell’abitazione in
cui abita, di essere salariata, ha precisato che il figlio è studente e segnalato
una precaria situazione lavorativa, ossia di essere alla ricerca di qualcosa di
fisso.
Il
successivo 27 luglio 2018 l’amministrazione ha chiesto alcune precisazioni
all’assicurata trasmettendo alla stessa un modulo relativo alle scuole
frequentate dal figlio. L’assicurata ha precisato il curriculum di studi del
figlio (universitario alla facoltà di __________ dell’Università di __________)
il 7 agosto 2018.__________
1.2. Con decisione formale del 19
novembre 2018 la Cassa cantonale di compensazione, Ufficio prestazioni,
Servizio sussidi (Cassa cantonale di compensazione, qui di seguito) ha respinto
la richiesta (doc. 2), la decisione notificata non contiene nessuna motivazione
delle ragioni che hanno indotto la Cassa a rifiutare l’aiuto.
Mediante
e-mail dell’8 dicembre 2018 l’assicurata ha contestato il provvedimento,
segnalando la scelta di una franchigia di CHF 2'500 per contenere i premi e
l’onere derivato dal mantenimento del figlio. L’assicurata ha spedito
all’amministrazione la tassazione 2017 del figlio. La Cassa cantonale di
compensazione ha indicato alla reclamante di necessitare del reclamo in forma
scritta (doc. 4, e-mail del 14 dicembre 2019) e la reclamante ha provveduto.
Dalla tassazione 2017 della signora RI 1 emergono redditi lordi complessivi per
CHF 92'311 e una sostanza netta di CHF 49'822; da quella del figlio, membro dell’UR,
redditi per CHF 273 e una sostanza di CHF 95'577 netta.
Dopo
avere accusato ricevuta del reclamo (lettera 9 gennaio 2019, doc. 6),
l’amministrazione ha interpellato nuovamente l’assicurata il 25 gennaio 2019
domandandole di completare alcune informazioni (doc. 7). Con plico pervenuto
alla Cassa cantonale di compensazione il 26 febbraio 2019 l’assicurata ha
trasmesso all’amministrazione il foglio salario di dicembre 2018 della __________,
sua nuova datrice di lavoro, in cui è attestato uno stipendio lordo mensile di
CHF 5'936,50 (versato 13 volte), un conteggio della Cassa disoccupazione __________
del novembre 2018 (indennità disoccupazione per CHF 2'359.05 nette, pari a un
salario assicurato di CHF 3'821), una remunerazione di CHF 207.60 netti per un’attività
di docente di religione nel novembre 2018, un conteggio per attività svolta in
seno alla società __________ (CHF 669,65 netti) per novembre 2018, nonché
analoghi documenti riferiti ai mesi precedenti, ossia ottobre sino a luglio. Al
plico è pure annessa copia della decisione di tassazione 2016 da cui emergono
redditi lordi complessivi per CHF 76'515.
Successivamente
a contatto telefonico con l’assicurata del 23 aprile 2019 (doc. 11) agli atti
dell’amministrazione è stata acquisita ulteriore documentazione relativa ai
salari percepiti dall’assicurata presso __________ indicata quale unica sua
datrice di lavoro.
1.3. Con decisione emanata su
reclamo il 22 maggio 2019 la Cassa cantonale di compensazione ha respinto il
reclamo dell’assicurata fondandosi sul salario netto percepito dal 1 gennaio
2019, cifrato in CHF 69'216; considerando il reddito della sostanza CHF 24'240
e il reddito della sostanza del figlio RI 2 (CHF 273). L’amministrazione ha poi
calcolato, sulla base delle tassazioni 2017 ultime a disposizione, il valore
della sostanza al netto dei debiti, che ha ritenuto nella misura di 1/15 ossia
CHF 3'321 per l’assicurata qui ricorrente e CHF 6'372 per il figlio (CHF 9'693
cumulativamente). Dedotte le spese ammissibili il reddito disponibile è stato
determinato in CHF 86'070 superiore al limite di CHF 70'286,20 che conferisce
il diritto al sussidio.
RI
1 ha reagito alla decisione dapprima mediante mail con cui ha rilevato che la
Cassa cantonale di compensazione ha considerato i nuovi redditi ma non le spese
maggiori derivate dall’esercizio di un’attività fuori cantone. Essa ha
trasmesso all’amministrazione copia di documenti attestanti la sottoscrizione
di un contratto di locazione fuori cantone per le necessità di lavoro che ha
chiesto siano ritenute quali spese professionali.
La
Cassa ha informato l’assicurata della prassi in merito alle spese (doc. 15) e
l’assicurata ha confermato alla Cassa cantonale di compensazione il deposito di
un ricorso al Tribunale cantonale delle assicurazioni contro il provvedimento.
1.4. Con il suo gravame 20 giugno
2019 (doc. I, pervenuto al Tribunale cantonale delle assicurazioni il 24 giugno
2019 e consegnato alla posta dalla ricorrente il 21 giugno precedente), la
signora RI 1 ha ribadito che i nuovi redditi conseguiti da inizio anno 2019
presso il nuovo datore di lavoro vanno epurati delle importanti spese
(locazione in Svizzera interna) che essa deve sopportare. Essa chiede,
sostanzialmente, che il calcolo della Cassa sia verificato e che le sia
attribuito il sussidio per il 2019.
L’amministrazione,
invitata a prendere posizione in merito (doc. II del 24 giugno 2019), ha postulato
la reiezione dell’impugnativa con osservazioni dell’8 luglio 2019 (doc. III) in
cui ribadisce la correttezza del calcolo. Laddove necessario le argomentazioni
della Cassa saranno riprese in corso di motivazione.
Nelle
more della procedura il Giudice delegato ha acquisito, presso l’UT di __________,
la decisione di tassazione 2016 relativa a RI 2 (doc. V e VI dell’11 luglio
2019), da cui si desume un totale dei redditi di CHF 7'027.- e una sostanza
complessiva di CHF 79'957.-, atti messi a disposizione dei ricorrenti e
dell’amministrazione (doc. VII del 12 luglio 2019) per osservazioni.
in ordine
2.1. A norma dell’art. 76 cpv. 1 e
2 della Legge cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito),
contro le decisioni dell’amministrazione emanate in applicazione della medesima
legge è possibile il reclamo all’organo che ha pronunciato il provvedimento,
ciò nel termine di 30 giorni dalla notificazione. Nel medesimo termine sono
impugnabili al Tribunale cantonale delle assicurazioni le decisioni emanate su
reclamo da parte dell’autorità amministrativa preposta. Il Tribunale cantonale
delle assicurazioni è quindi competente a esaminare i ricorsi in materia. In
concreto il ricorso è ricevibile siccome tempestivo e motivato in maniera
comunque sufficiente.
nel merito
2.2. Dal 2012 le norme della Legge
cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito), che reggono la
riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie
(RIPAM l’acronimo è utilizzato sia nei lavori preparatori che
dall’amministrazione nei suoi allegati), hanno subito una modifica sostanziale.
Il titolo IV della legge è radicalmente cambiato a seguito dell’approvazione
della Legge 24 giugno 2010 (Bollettino Ufficiale 2010, 297). Il legislatore ha
previsto un nuovo sistema di attribuzione dei sussidi, conformemente al dettato
degli art. 65 e seg. LAMal, al fine di rendere più efficace l’aiuto sociale, la
precedente normativa aveva mostrato talune lacune e, soprattutto, per
ottemperare gli obiettivi di politica sociale cantonale valuti con l’adozione
della Legge sull’armonizzazione delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (in
questo senso il Messaggio 15
settembre 2009 del Consiglio di Stato accompagnante il disegno di legge di
modifica della LCAM, a pagina 7, ed il relativo Rapporto
della Commissione della gestione e delle finanze del l’8 giugno 2010 a pagina
1, per maggiori dettagli e specifiche si veda: Ivano
Ranzanici, La riduzione dei premi dell’assicurazione malattia; tesi
pubblicata nella collana AISUF [n. 364], edita da Schulthess Verlag Zurigo,
2016, in particolare il capitolo 14, p. 357 e ss.). Il Consiglio di Stato, con
il disegno di legge, e il Parlamento, promulgando le norme, hanno voluto
rendere il sistema della RIPAM affine ai criteri scelti dalla Laps e quindi
distanziarsi dal reddito imponibile cantonale quale base per la determinazione
del diritto al sussidio per approdare al criterio del reddito disponibile,
maggiormente indipendente da scelte di politica fiscale. D’altro canto
l’esecutivo prima ed il Parlamento poi hanno voluto maggiormente considerare il
contesto famigliare in cui l’assicurato vive passando da una valutazione
riferita alle persone sole ed alle famiglie (definite in maniera restrittiva,
si veda in merito l’art. 25 v. LCAMal) all’unità di riferimento definita nel
nuovo art. 26 LCAMal.
2.3. Le nuove norme tendono a
conseguire una migliore aderenza del sistema di concessione delle RIPAM alla
realtà sociale e vogliono, come detto, considerare maggiormente la diversa
capacità, in specie delle famiglie, di finanziare i premi in funzione delle
loro dimensioni. Il nuovo sistema adottato non tende però solo ad evitare “gli
effetti indesiderati” del precedente ma anche a “tenere conto della
reale situazione dell’offerta assicurativa … nell’ambito dell’assicurazione di
base … con l’introduzione del premio medio di riferimento” che sostituisce
la nozione di media cantonale ponderata precedentemente ritenuta.
Il Cantone gode, nella
concretizzazione di quanto in materia di RIPAM prevede la LAMal, di ampio
margine di valutazione ed apprezzamento (Ranzanici,
tesi citata, capitoli 6.1.2.4. [p. 156] e 8 [p. 195 e ss.], in particolare
capitolo 8.4.5. [p. 207 e ss.]) ancorché questa libertà non sia assoluta come
ricordano la recente giurisprudenza federale (STF 8C_228/2018 del 22 gennaio
2019 pubblicata in DTF 145 I 26, consid. 3.1.; si vedano anche le DTF 136 I 220
consid. 6.1., 134 I 313 consid. 3, 124 V 19; 122 I 343) e la dottrina (in
particolare: Gebhard Eugster, Krankenversicherung in: Soziale
Sicherheit, SBVR volume XIV, 3 edizione, 2016, pagine 818 e 819, n. 1392 e Ranzanici, tesi citata, p. 209 e 210, n.
396). Il legislatore cantonale è vincolato, in particolare, al rispetto dello
scopo e del senso della norma federale che non deve essere svuotata del suo
senso e della sua portata. Le norme cantonali non devono “gegen
Sinn und Geist des Bundesrechts verstossen und dessen Zweck … beeinträchtigen”,
come ricorda il TF in DTF 145 I 26 consid. 3.1.
Il diritto cantonale deve
inoltre rispettare quanto impone l’art. 65 cpv. 1bis LAMal secondo
cui, per i redditi medi e bassi, i Cantoni riducono di almeno il 50% i premi
dei minorenni e dei giovani adulti in periodo di formazione (oltre all’obbligo
d’informazione della popolazione in merito al diritto di ottenere la riduzione
dei premi e lo scambio di dati tra Cantoni ed assicuratori). Spetta, infatti,
ai Cantoni definire quali siano i potenziali beneficiari della RIPAM, e quindi
definire gli assicurati di condizione economica modesta fermo restando che, per
Fatti
i minorenni e i giovani adulti in formazione la riduzione deve essere del 50%
almeno del premio. In sostanza dunque il diritto cantonale è un diritto
autonomo, come rammenta il Tribunale Federale nella sua costante giurisprudenza
(DTF 122 I 343, 125 V 185, 134 I 313 e 145 I 26), compete al Cantone non solo
fissare la procedura ma decidere il modello da applicare per pervenire alla
riduzione dei premi, ma, come indicato, la libertà cantonale non è illimitata.
2.4. Il Cantone accorda le
riduzioni dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie
(art. 23 LCAMal) a fronte della presentazione di un’istanza scritta
accompagnata dalla necessaria documentazione (art. 25 LCAMal) da parte degli
assicurati, fatto salvo il caso dei beneficiari di prestazioni complementari
all’AVS ed all’AI nonché di prestazioni Laps (art. 42 e 43 LCAMal, su questi
aspetti si veda: Ranzanici, tesi
citata, p. 343 e ss., n. 658 e ss., capitolo 13.3.4.). Per gli assicurati
tassati in via ordinaria l’istanza deve essere di principio inoltrata entro la
fine dell’anno che precede l’anno per il quale il sussidio è richiesto. Se la
data è rispettata e se i presupposti dati, l’aiuto sociale è versato dal 1°
gennaio dell’anno di competenza (ed in costanza delle condizioni per l’aiuto
sociale lo stesso è versato per tutto l’anno). Se la domanda è tardiva e
formulata dopo il termine del 31 dicembre dell’anno che precede quello di
competenza, il diritto alla riduzione per gli assicurati in via ordinaria è
dato solo a partire dal mese seguente quello della presentazione della
richiesta.
Il premio medio di
riferimento, necessario alla determinazione del diritto alla RIPAM, è
costituito dalla media ponderata dei premi riconosciuti come appena descritto e
del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore,
ripartiti per le regioni di premio ammesse (art. 61 cpv. 2 LAMal). Il Consiglio
di Stato stabilisce annualmente il premio medio di rifermento per ogni singola
categoria di assicurati prevista dalla LAMal. Alla base del diritto alla
riduzione del premio è stato posto il reddito disponibile che è dedotto dai
dati accertati fiscali riferiti al periodo di tassazione determinato per ogni
singolo anno di sussidio dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAM). La legge
rinvia invece al regolamento la determinazione dei casi e le modalità di
accertamento del reddito di riferimento al di fuori od in assenza dei dati relativi
al periodo fiscale determinante. Analogamente al reddito la sostanza è fissata
sulla base della tassazione indicata dal Consiglio di Stato nel suo annuale
decreto, con la precisazione però che va reintegrata la sostanza donata o
ceduta in usufrutto che deve essere computata nel calcolo (art. 30 a LCAMal).
Per questa ultima ipotesi occorre riferirsi alla situazione che emerge
dall’ultima tassazione che precede la donazione o cessione in usufrutto. Il
regolamento di applicazione della legge (RLCAM) 29 maggio 2012 all’art. 16,
prevede che, in queste ipotesi (sia che la cessione avvenga prima o durante il
periodo fiscale determinante), nel calcolo del reddito di riferimento siano
considerati i valori di sostanza antecedenti la rinuncia. I dati registrati
nella tassazione fiscale prima della donazione o della cessione in usufrutto
sono riportati anche sui periodi fiscali successivi e il rispettivo ammontare è
ridotto annualmente di CHF 10'000.00.
L’art. 31 LCAMal definisce
il reddito disponibile. Lo stesso è determinato dalla somma di tutti i redditi
dell’unità di riferimento secondo la LT, cui va aggiunto un quindicesimo della
sostanza netta ritenuta nella tassazione dalla quale, contrariamente al diritto
previgente, non è più dedotta alcuna franchigia. Dall’importo così calcolato
sono ammesse specifiche deduzioni.
2.5. A partire dalla RIPAM 2015 il
legislatore ha introdotto il nuovo concetto di reddito disponibile massimo (Ranzanici, tesi citata, capitolo 15.2.
p. 474 e ss., in particolare 15.2.2. p. 476). Per tale norma la riduzione dei
premi è accordata sino al raggiungimento di un reddito disponibile massimo che,
per le UR senza figli, è definito con la formula di calcolo (ermetica)
seguente:
RDM = costante del 3,4 x 50% del limite di
fabbisogno Laps senza computo della pigione
Se dell'UR fanno parte dei
figli la formula diviene ancor più complessa per cui:
RDM = [costante del 3,9 + 1 – (n° dei figli) / 10] x
50 % del limite di fabbisogno Laps senza computo della pigione.
Le due formule adottate
dal legislatore appaiono complesse. Esse fanno riferimento ai valori ritenuti
all’art. 10 Laps (considerato per il suo 50%), e ritengono due valori costanti
del 3.4 e del 3,9.
Nel corso dei lavori
preparatori (Messaggio 6982 del 10
settembre 2014 relativo alla modifica della Legge cantonale di applicazione
della LAMal del 26 giugno 1997), l’esecutivo cantonale ha voluto inserire nella
legge un “limite esplicito … (che) non dipende dai PMR … L’introduzione di
questo nuovo parametro consente … di non far aumentare o quantomeno contenere
l’aumento del numero dei beneficiari, nei redditi alti, a dipendenza
dell’aumento dei premi di cassa malati. Il RDM interessa ovviamente le fasce
alte di reddito, di modo che la sua introduzione equivale a prevedere dei
criteri di esclusione … per queste situazioni reddituali” (Messaggio
citato, p. 13).
Posto il principio di
fissare un reddito disponibile massimo il Messaggio ha indicato la volontà di
sostenere maggiormente le persone con figli a carico: “Dopo vari
approfondimenti d’impatto sulle differenti tipologie di UR, si ritiene di dover
considerare maggiormente le UR con figli a carico, perciò le famiglie
monoparentali e biparentali, piuttosto che le persone sole o le coppie senza figli”
(Messaggio citato, p. 13).
Da queste considerazioni è
nata la scelta di proporre due formule di calcolo diverse e due diversi
parametri per determinare il RDM, a dipendenza della presenza di figli. Sono
quindi state proposte una costante del 3.4 per le persone sole e le coppie
senza figli computabili, e del 3.9 in caso di presenza di figli, ritenuto
comunque che l’esecutivo può cambiare tali costanti nel suo annuale decreto di
fissazione dei parametri l’attribuzione della RIPAM. Sempre nel suo messaggio
(p. 13) il Consiglio di Stato ha considerato che la riduzione dei premi: “è
una prestazione coordinata ai sensi della Laps …, il RDM è calcolato come un
multiplo del 50% del limite di RD Laps; per le UR con figli il multiplo aumenta
in funzione del numero di figli”.
Per stabilire la costante
l’esecutivo ha presentato nel Messaggio (p. 14 e 15) specifiche tabelle di
verifica dell’impatto del calcolo ed ha considerato come il “valore delle
costanti … influenza l’importo del RDM: tanto minore è il valore della
costante, (quanto) minore è … l’importo del RDM e, di conseguenza, diminuisce
anche il numero dei beneficiari con redditi alti”. La Tabella 2 (fonte IAS)
illustra i limiti di reddito massimo disponibile per tipologia di unità di
riferimento secondo la modifica di legge proposta (e poi accettata il 3
novembre 2014) e il sistema precedente, con una chiara diminuzione dei redditi
massimi, più elevata per le coppie e le famiglie monoparentali.
In sostanza le costanti
scelte dal Parlamento, e che il Consiglio di Stato (va ripetuto) è abilitato a
determinare per ogni anno di sussidio a norma dell’art. 40 lett. c LCAMal, sono
il frutto di una valutazione operata dal legislatore e che ha considerato
redditi e composizione dell’UR, per determinare importi massimi al di sopra dei
quali la riduzione del premio è esclusa, compatibili (anche se inferiori)
rispetto al passato e conformi al dettato dell’art. 65 LAMal che vuole un aiuto
sociale non solo a chi è nel bisogno ma anche alle fasce medie.
2.6. Come anticipato per
determinare il parametro da porre alla base del calcolo della RIPAM dell’UR si
deve stabilire il RDS (Reddito disponibile fissato in maniera semplificata
partendo dai dati fiscali) che si determina partendo dal reddito lordo
riportato dalla decisione di tassazione per l’imposta cantonale del periodo di
tassazione determinato dal Consiglio di Stato, aumentato della quota parte
della sostanza computabile, dedotti i valori che la legge ammette in deduzione.
L’amministrazione si basa quindi integralmente sui dati fiscali (da qui
l’espressa base legale che consente accessibilità alla Cassa ai dati fiscali
necessari all’elaborazione del calcolo, art. 25 LCAMal) e ciò senza che sia, di
principio, necessario all’amministrazione acquisire altre informazioni
dall’assicurato medesimo o tramite terzi (v. Ranzanici,
tesi citata, capitolo 14.8. p. 387 e ss.)
Il RDS è stato fissato
considerando i concetti cardine del reddito disponibile in ambito Laps (sia per
quanto attiene i redditi computabili che per quel che riguarda le spese ammesse
in deduzione) partendo però dai dati fiscali per una semplificazione nelle
operazioni amministrative alla luce del numero dei beneficiari della RIPAM.
Nella volontà del legislatore il RDS costituisce dunque un “reddito disponibile
di tipo operativo che precisa la reale capacità economica degli assicurati”,
ed è costituito dalla somma di ogni reddito, indipendentemente dalla sua fonte,
ritenuto nella tassazione fissata dall’esecutivo cantonale annualmente, cui va
aggiunta una quota della sostanza (1/15 della sostanza netta secondo la LT,
senza imputazione di franchigia alcuna).
L’amministrazione è tenuta
a considerare il reddito da attività, principale rispettivamente accessoria,
che sia svolta in maniera dipendente e/o indipendente, quello della sostanza
(mobiliare od immobiliare), comprensivo quindi del reddito locativo proprio,
dei canoni di locazione (oggi non più distinguibili a livello di decisione di
tassazione), degli interessi su titoli od azioni, ed ogni altro simile che la
Legge Tributaria comprenda tra quelli imponibili. Si tratta inoltre delle
indennità e rendite delle assicurazioni sociali o private (rendite AVS o AI
rispettivamente LAINF o versate da un assicuratore malattia, ed ancora i
versamenti di assicuratori privati), nonché dei redditi di altra fonte
considerati dall’autorità fiscale. Non fanno parte della determinazione del
reddito, secondo il Messaggio di accompagnamento della novella legislativa,
redditi di complemento del fabbisogno vitale che sono esenti fiscalmente:
assegni integrativi e di prima infanzia, borse di studio, prestazioni
complementari all’AVS ed all’AI, prestazioni assistenziali ed assegni di grande
invalido, e ciò alla luce della particolare natura di questi redditi. Si tratta
infatti di trasferimenti che coprono spese supplementari rispettivamente
prestazioni Laps successive nell’ordine di priorità dei versamenti alla
riduzione dei premi ed ancora di trasferimenti (le PC) a favore di persone che
non sono toccate dalla riforma del sistema di determinazione e quantificazione
della riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico
sanitarie (Messaggio, op. cit.,
pag. 16 in initio).
Dai lavori preparatori
discende che il Giudice delle assicurazioni sociali (e prima ancora
l’amministrazione) farà capo alla decisione di tassazione del periodo
determinato dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAMal) per fissare il RDS
(si veda Ranzanici, tesi citata,
n. 826, p. 433, capitolo 14.8.6). Va sin d’ora osservato (come rammentato nelle
STCA 36.2016.130-131 del 15 marzo 2017; 36.2015.78 del 2 febbraio 2015;
36.2011.31 del 9 settembre 2011, 36.2011.32 del 14 luglio 2011, 36.2011.19 del
16 giugno 2011, 36.2008.163 del 4 febbraio 2009; 36.2008.94 del 10 settembre
2008, fra le ultime in ordine di tempo e STCA 36.1999.28 del 2 giugno 1999 e
36.2003.91 del 29 marzo 2004 fra le prime) che: "per costante
giurisprudenza di codesto TCA, ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla
realtà. L'amministrazione è vincolata dalle comunicazioni delle autorità di
tassazione. È possibile scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in
giudicato solo se la stessa contiene errori manifesti e debitamente comprovati.
… l'assicurato deve innanzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento
fiscale anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni
sociali". Salvo casi eccezionali, che ancora le norme del regolamento
riservano (art. 14 RegLCAMal del 29 maggio 2012, in maniera più estesa nel
previgente regolamento del 13 novembre 2007 all’art. 31 RegLCAMal) ove è
eseguito un nuovo calcolo autonomo indipendente dalla decisione di tassazione,
sia l’amministrazione che il Tribunale cantonale delle Assicurazioni debbono
attenersi alla decisione di tassazione fissata dal Consiglio di Stato ed ai
valori in questa contenuti.
L’art. 14 RLCAMal prevede,
al suo capoverso 1, l’obbligo (per l’imposizione voluta dall’esecutivo
cantonale con l’espressione: “Il reddito di riferimento è determinato sulla
scorta della situazione finanziaria e familiare più recente nei seguenti casi”)
per l’amministrazione di procedere alla determinazione del diritto alla
riduzione dei premi senza far capo ai valori ritenuti nella tassazione, in caso
di
“ a) persone soggette
all’imposta alla fonte e persone soggette all’obbligo d’assicurazione svizzero
in forza dell’Accordo CH/CE sulla libera circolazione delle persone o
dell’Accordo di emendamento della Convenzione istitutiva dell’AELS, non tassate
in Svizzera;
b) persone domiciliate che, al momento
dell’istanza, non dispongono di alcuna tassazione fiscale e per le quali non
sarà emessa una tassazione relativa al periodo fiscale determinante;
c) persone sole conformemente all’art.
11 capoverso 1 che hanno iniziato un’attività lucrativa dopo avere terminato la
prima formazione;
d)decesso del coniuge o del partner
registrato;
e) divorzio o separazione per sentenza
giudiziaria o di fatto, scioglimento dell’unione domestica registrata;
f) cessazione totale dell’attività
lucrativa a seguito di disoccupazione, pensionamento, infortunio, malattia,
maternità o paternità, riqualificazione o perfezionamento professionale.”
Il regolamento (art. 14
cpv. 2) prevede poi altre ipotesi in cui, a richiesta dell’assicurato o
dell’UR, il reddito di riferimento è determinato sulla scorta della situazione
finanziaria e familiare più recente. Le ipotesi sono le seguenti:
" 2La
Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG accerta, su richiesta, i dati necessari
per il calcolo del reddito di riferimento al di fuori o in assenza della
tassazione fiscale determinante in caso di:
a) cessazione
parziale dell’attività lucrativa nelle situazioni di cui alle lett. e), f) e g)
del capoverso 1;
b) diminuzione
delle prestazioni, in forma di rendite e indennità giornaliere delle
assicurazioni sociali o private, o delle pensioni alimentari, rispetto al
relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;
c) diminuzione
del reddito da lavoro (da attività dipendente o indipendente) per altri fattori
oltre a quelli indicati alla lett. a), rispetto al relativo dato desunto dalla
tassazione fiscale determinante;
d) diminuzione
degli affitti percepiti, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione
fiscale determinante;
e) diminuzione
importante dei valori di sostanza desunti dalla tassazione fiscale
determinante, se l’utilizzo della sostanza è comprovato e giustificato per
necessità primarie proprie.
La norma prevede ulteriormente che:
3Nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2, in caso
di esistenza di sostanza e reddito della sostanza (immobiliare e mobiliare), i
dati necessari sono desunti dall’ultima tassazione fiscale cresciuta in
giudicato al momento dell’istanza.
4I dati necessari nelle evenienze di cui ai
capoversi 1 e 2 sono accertati mediante uno specifico modulo ufficiale che è
recapitato dalla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG.
5Per le persone non residenti in Svizzera,
assicurate obbligatoriamente in Svizzera in ragione degli Accordi bilaterali
CH/CE o della Convenzione istitutiva dell’AELS, di cui alla lett. a) del
capoverso 1, si richiamano le disposizioni federali specifiche relative al
calcolo del reddito determinante.”
In particolare, dunque,
nell’ipotesi della diminuzione del reddito conseguito comunicato
all’amministrazione la Cassa procede alla determinazione del diritto alla
riduzione del premio al di fuori dei parametri fiscali, accertando il reddito
da ultimo conseguito dai membri che compongono l’unità di riferimento.
2.7. Dall’importo del reddito
complessivo lordo sono dedotte, esclusivamente, le spese specificatamente
riconosciute dall’art. 31 LCAMal. La legge ha fissato in maniera esaustiva e
completa sia quali deduzioni siano possibili e, laddove lo abbia fatto, gli
importi ammessi in deduzione (in questo senso il Rapporto della Commissione
della Gestione e delle Finanze, pag. 3 punto 3.1. in fine che riprende il
Rapporto DSS citato pag. 17). Il criterio discriminante sembra essere stato
quello della necessità della spesa e del suo vincolo. La legge annovera il
premio di riferimento medio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie
determinato annualmente dal Consiglio di Stato (PMR qui di seguito, in merito
si veda l’art. 29 LCAMal), i contributi sociali secondo la LT (ossia: AVS, AI,
IPG, AD, LAINF e LPP), le pensioni alimentari versate, le spese professionali
(secondo la LT e fino ad un massimo di CHF 4'000.00) nonché le spese per
interessi passivi privati e aziendali (secondo la LT e sino ad un importo
massimo di CHF 3'000.00) . Altre spese quali l’affitto, altri premi
assicurativi (ad esempio per le coperture complementari, la RC privata o auto),
imposte e tasse, spese mediche (anche per franchigie e partecipazioni
nell’ambito della LAMal) o ancora per l’invalidità (per una critica si veda Ranzanici, tesi citata, p. 423 nota 803
e p. 437 e ss. note 833 e ss.), rispettivamente spese di gestione e
manutenzione immobili o le deduzioni ammesse fiscalmente per figli a carico od
ancora per doppia economia non possono essere considerate.
Secondo le nuove norme la
spesa per interessi passivi è – come detto – ammessa se effettiva e dimostrata
dai dati fiscali ma entro il limite massimo di CHF 3'000.00. L’accento è posto
sulla natura della spesa ritenuta vincolata per l’economia domestica e
riferibile, nella quasi totalità dei casi, ai debiti ipotecari. La
deducibilità, per il Messaggio, sarebbe necessaria per “garantire una certa
parità di trattamento tra proprietari e inquilini ed evitare di penalizzare i
proprietari di case … gravati da un’ipoteca sulla casa primaria” (pag. 18).
La giustificazione della limitazione dell’importo sarebbe poi da ricondurre al
favore che la LT fa ai proprietari di case rispetto agli inquilini siccome il
valore locativo dell’immobile non risponde in realtà mai sino in fondo a quello
reale di mercato. Quindi secondo il Messaggio (pag. 18 ad 6.3.7) a fronte del
riconoscimento tra i redditi del valore locativo occorre – ma sino a CHF
3'000.00 al massimo – ammettere una deduzione in caso di oneri ipotecari (si
veda anche: Ranzanici, tesi
citata, n. 790 e 800 e 801, p. 388 e 421 e seguente, nota a piè pagina 1211).
La deduzione, così come
espressa all’art. 31 cpv. 1 LCAMal, non è però limitata ai debiti ipotecari.
Per evitare ai funzionari che applicano la LCAMal difficoltà amministrative per
accertare la natura degli interessi passivi versati (remunerazione di debiti
ipotecari o di debiti privati rispettivamente aziendali, od ancora di prestiti
al consumo) il legislatore ammette in deduzione, sino al limite citato, gli
interessi passivi che sono riconosciuti a livello fiscale. Una differenziazione
non è infatti precisata e deducibile dai dati cui la Cassa cantonale ha accesso
all’interno dei dati fiscali (art. 25 a LCAMal e 8 a RegLCAMal). La proposta
del disegno di legge non ha fatto oggetto di approfondimento da parte della
Commissione della gestione e delle finanze nel suo Rapporto con implicita
condivisone delle valutazioni dell’esecutivo. Di rilievo per ammettere la deduzione
dell’importo di CHF 3'000.-- è il riconoscimento degli interessi in deduzione a
livello fiscale, su quest’aspetto la volontà del legislatore appare chiara.
2.8. Va indicato che per l’anno 2019,
l’esecutivo cantonale ha fissato le basi di calcolo nel Decreto esecutivo per
l’applicazione delle riduzioni di premio LAMal del 19 dicembre 2018 secondo cui
il periodo fiscale per l’accertamento del reddito disponibile di riferimento è
la classificazione dell’imposta cantonale per l’anno 2016. Il premio medio di
riferimento per gli adulti assomma a CHF 5'766 mentre per i giovani adulti è di
CHF 4'594. La costante per il calcolo del reddito disponibile massimo per
un’unità senza figli è del 3.6 e per un’unità con figli è del 4.5. Per i
proprietari o usufruttuari di sostanza immobiliare, ai fini del calcolo del
reddito disponibile di riferimento ai sensi dell’art. 30 LCAMal, il valore
della sostanza immobiliare registrato nella tassazione di riferimento di ciascun
membro dell’unità di riferimento è maggiorato con la percentuale di adeguamento
prevista dall’Ufficio cantonale di stima.
2.9. Prima di verificare la
correttezza del calcolo operato dalla Cassa cantonale di compensazione occorre
accertare se l’amministra-zione ha, correttamente o meno, considerato la
composizione dell’UR nel caso concreto.
L’UR è concetto descritto
nelle considerazioni che precedono, l’art. 26 cpv. 2 LCAMal prevede che di
regola “è costituita dall’unità riconosciuta ai sensi del diritto fiscale”.
Ora, nel caso in esame, l’UR ritenuta dall’amministrazione è composta dalla
ricorrente che è madre di un figlio maggiorenne in prima formazione, nato nel
1995 (e quindi ventiquattrenne). Occorre allora verificare se l’agire della
Cassa è corretto.
Per l’art. 27 LCAMal “le
persone sole maggiorenni senza figli, di età non superiore a 30 anni, il cui
totale dei redditi registrati nella tassazione applicabile è inferiore al
limite di fabbisogno esistenziale definito ai sensi della legge sull’armonizzazione
e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), del 5 giugno 2000, sono
incluse nell’unità di riferimento da cui dipendono economicamente”, a
questo proposito la dottrina (Ranzanici,
tesi citata, n. 709, p. 373) precisa che la “differenza, … , risiede nel
considerare quali componenti l’UR non solo i coniugi (con gli eventuali figli
sino al compimento del diciottesimo anno d’età) ma anche, laddove ve ne siano,
i figli maggiorenni se a carico della famiglia siccome in formazione. L’UR è
quindi un concetto più ampio rispetto alla famiglia del precedente diritto”,
lo stesso autore ricorda poi (n. 713 p. 375) che sono compresi “nell’unità
anche i figli maggiorenni in formazione o comunque con introiti limitati, ma
solo sino all’età di 30 anni. Con questa norma viene realizzata la volontà
politica di favorire le famiglie comprendendo nelle stesse i figli maggiorenni,
ed oggi sono la maggior parte, che seguono formazioni professionali che si
protraggono nel tempo”, questa integrazione tende a considerare l’onere che
i figli in formazione causano alla famiglia (comportando il loro mantenimento
generalmente degli oneri).
La fissazione da parte del
legislatore di un’età certamente avanzata (30 anni) e francamente scollegata da
altri limiti d’età che fondano riconoscimento di prestazioni o deduzioni
fiscali (nella nota 1170 a p. 376, alla marginale 715, Ranzanici evidenzia come: “I 30 anni costituiscono un’età
disarmonica rispetto al diritto fiscale per cui la possibilità di dedurre il
mantenimento in favore di un figlio in formazione può avvenire sino al
compimento dei 28 anni (art. 34 cpv. 1 lett. a LT). La LAVS prevede poi il
pagamento del contributo minimo di legge per gli studenti sino al compimento
dei 25 anni (art. 10 cpv. 2 lett. a LAVS), od ancora l’art. 25 cpv. 5 LAVS
riconosce il diritto alla rendita per orfani ai figli ancora in formazione, il
diritto alla rendita dura fino al termine della stessa, ma al più tardi fino a
25 anni compiuti”) è attenuata da una serie di condizioni d’esclusioni
rigorose, come detto da un lato l’età del giovane in formazione (30 anni), il
fatto che il giovane sia una persona sola (e non abbia un proprio nucleo
famigliare) e in terzo luogo il giovane deve dipendere in maniera effettiva
economicamente dalla famiglia. Il giovane può certamente conseguire dei redditi
(assurda sarebbe l’imposizione del contrario) ma gli stessi devono essere
limitati; devono essere inferiori al “limite di fabbisogno esistenziale
definito” dalla Laps. Come rammenta la dottrina citata “Questo importo,
nel Messaggio di accompagnamento, è definito quale reddito limite per sopperire
al fabbisogno esistenziale ai sensi della Laps e costituisce un parametro
riconosciuto di minimo vitale, al di sotto del quale sussiste il diritto ad un
intervento sociale di complemento” (Ranzanici,
p. 376, alla marginale 715).
2.10. Nel caso in esame il figlio
della signora RI 1 sta completando i suoi studi universitari in __________
all’Università di __________. Dalla sua tassazione di riferimento emerge una
sostanza, che deve essere computata per la determinazione del diritto al
sussidio, e un reddito. Come indicato dalla Cassa cantonale di compensazione
nelle sue osservazioni al ricorso, il limite di reddito per le persone sole
maggiorenni senza figli d’età inferiore ai 30 anni per essere ricomprese nella
UR di riferimento è di CHF 17'441 (si veda anche la STCA 36.2018.76 del 18
marzo 2019i in re A.), somma qui non raggiunta. La ricorrente non contesta che
il figlio debba essere integrato nell’UR unitamente a lei. Ciò, correttamente,
sulla scorta dei rilievi della Cassa (doc. III pagina 2 in fine)
2.11. Per la determinazione del
diritto alla riduzione del premio l’amministrazione ha applicato (come ribadito
dalla stessa nelle osservazioni, doc. III pag. 5 punto 4) l’art. 30 cpv. 2
LCAMal e l’art. 14 Reg.LCAMal. Va rilevato come, per l’art. 30 cpv. 1 LCAMal, di
principio, il reddito di riferimento è determinato a partire dai dati accertati
nel periodo fiscale stabilito dal Consiglio di Stato. Al regolamento è
demandata la fissazione delle “norme e le modalità di accertamento del
reddito di riferimento al di fuori, o in assenza, dei dati relativi al periodo
fiscale determinante”. Il regolamento, al suo articolo 14 cpv. 1 (riportato
in esteso nelle considerazioni precedenti), prevede che l’amministrazione
determini il reddito di riferimento al di fuori della tassazione (stabilendolo
in base ai dati più recenti) quando (tra altre ipotesi qui non d’interesse)
intervenga, in periodo successivo alla tassazione di riferimento, la cessazione
totale dell’attività lucrativa a seguito di disoccupazione, pensionamento,
infortunio, malattia, maternità o paternità, riqualificazione o perfezionamento
professionale.
Per il capoverso 2 della
medesima norma del regolamento, anch’essa riportata per intero nelle
considerazione precedenti, a richiesta dell’UR o del suo rappresentante, il reddito
di riferimento è determinato in base alla situazione finanziaria e familiare
più recente nelle ipotesi di riduzione parziale del reddito da lavoro (in
conseguenza a disoccupazione, pensionamento, infortunio malattia, o
genitorialità, rispettivamente riqualifica professionale); nell’ipotesi di una
diminuzione (o anche un aumento) di rendite, IPG o pensioni alimentari, ed
ancora se diminuiti gli affitti percepiti (rispetto al valore desunto dalla
tassazione di riferimento); rispettivamente ancora in presenza di una modifica
(significativa: almeno CHF 10'000) del valore della sostanza.
I
dati necessari per stabilire il RD nelle evenienze citate sono accertati
mediante uno specifico modulo ufficiale che è recapitato dalla Cassa cantonale
di compensazione AVS/AI/IPG, la sostanza è invece desunta dall’ultima
tassazione disponibile.
2.12. Nel caso in esame la signora RI
1 ha formulato reclamo contro la decisione formale del 19 novembre 2018 con
cui, senza motivazione specifica (se non l’indicazione che “il reddito
disponibile di riferimento, determinato in applicazione dell’art. 31 LCAMal …,
non consente la concessione del diritto alla RIPAM”; si noti che
all’assicurata non è stato indicato in quella sede a quanto assommi il reddito
in questione e come lo stesso sia stato calcolato rispettivamente determinato),
la Cassa ha respinto la richiesta di sussidio. La ricorrente ha semplicemente
fatto leva sull’onere di mantenimento del figlio e sugli oneri a suo carico.
L’assicurata ha
evidenziato l’impegno finanziario per un figlio agli studi, l’onere delle
franchigie elevate (CHF 2'500), le spese in costante aumento (doc. 5). La
signora RI 1 non ha invece formulato alcuna richiesta fondata sull’art. 14 cpv.
Considerandi
2.
RegLCAMal. Le verifiche avviate d’ufficio da parte della Cassa cantonale di
compensazione AVS AI IPG hanno condotto l’amministrazione a stabilire un
aumento, nel 2019, dei redditi della signora RI 1 rispetto all’anno precedente (2018)
e ciò per il reperimento, dal gennaio 2019, di una nuova attività lavorativa
fuori cantone con l’implicazione di spese per doppia economia domestica, doppio
alloggio per la stessa signora RI 1, oltre che per il figlio. Tali spese
erodono in maniera importante il reddito conseguito.
Dagli atti prodotti e
acquisiti dalla Cassa emerge che (come emerge dalla decisione su reclamo) l’amministrazione
ha fissato il reddito di RI 1, facendo astrazione dai dati fiscali applicabili
del 2016, come segue:
Ÿ reddito percepito dal 1 gennaio 2019 pari a CHF 69'216,
Ÿ reddito da sostanza CHF 24'248,
Ÿ quota parte sostanza (1/15 del
valore considerato nella tassazione 2017 cifrata in CHF 49’822) pari a CHF 3'321.
Per il figlio RI 2 i
valori ritenuti sono stati i seguenti:
Ÿ reddito da sostanza CHF 273,
Ÿ quota parte sostanza (rilevato
dalla tassazione 2017) CHF 6'372 (1/15 di CHF 95'577).
Per la sostanza la Cassa
ha ritenuto i dati della tassazione 2017 di entrambe i componenti l’UR, e ciò
sulla base dell’art. 14 cpv. 3 RegLCAMal.
2.13
In questa sede occorre
verificare se l’agire dell’amministrazione sia corretto. La scelta operata va
analizzata nell’ottica dell’applicazione dell’art. 14 RegLCAMal, va cioè
esaminato se in concreto erano dati i presupposti dell’art. 14 (capoverso 1 o
2) RegLCAMal affinché la Cassa si distanziasse dall’applicazione della
tassazione applicabile.
Successivamente alla decisione
di tassazione 2016 la signora RI 1 ha continuato l’esercizio di un’attività
lavorativa, percependo redditi contenuti (come era il caso nel corso dell’anno
2016), ella ha beneficiato (sempre come avvenuto nel 2016) di indennità come la
documentazione prodotta dalla Cassa e consegnata alla stessa da parte
dell’assicurata dimostra. Se è vero che l’assicurata ha beneficiato di
prestazioni LADI parziali nel 2018 è altrettanto vero, come i documenti
prodotti dimostrano, che ella ha svolto in ogni modo attività lavorative
parziali (docente di __________, attività presso la __________, insegnante __________)
e non ha cessato totalmente l’attività lucrativa.
In concreto non sono quindi
dati gli estremi dell’art. 14 cpv. 1 lett. f) RegLCAMal, ossia la cessazione totale
dell’attività lavorativa per disoccupazione malattia infortunio maternità o riqualificazione
o perfezionamento professionale. Manifestamente anche le altre ipotesi
dell’art. 14 cpv. 1 lettere a - e RegLCAMal non sono date in concreto. Ne
discende che la Cassa non poteva applicare detta norma (art. 14 cpv. 1 lett. f)
RegLCAMal) nel caso concreto e non poteva, di conseguenza, procedere d’ufficio
all’accertamento del reddito determinante per stabilire il diritto alla RIPAM
dell’UR qui ricorrente al di fuori della tassazione applicabile. Ciò a maggior
ragione se si pensa che già nel corso del 2018 la signora RI 1 lavorava presso __________
come ha continuato a fare nel corso del 2019.
Dalla tassazione 2016
emerge, per la signora RI 1, un reddito da lavoro (CHF 35'533), da rendite AVS
(CHF 7'400), da indennità (CHF 9'547), da titoli (CHF 41) e da valore locativo (CHF
24'192) di complessivi CHF 76'515. Per quest’anno (2019) il solo reddito da
lavoro preso __________ è cifrato dalla Cassa cantonale di compensazione in CHF
69'216.
Il reddito di riferimento
complessivo dell’UR per il 2019 è stato cifrato dalla Cassa in complessivi CHF 93'737,
cifra non contestata da RI 1. L’importo è stato poi maggiorato dalla Cassa
della quota parte della sostanza pari a CHF 9'639. Il reddito di riferimento determinato
in base alla tassazione 2016 deve essere determinato in base ai redditi della
ricorrente per CHF 76'515, quelli del figlio per CHF 7'027 cui va aggiunta la
quota parte di sostanza (ritenuto come la sostanza, secondo la tassazione 2016,
fosse negativa per un importo di CHF 50'773 per la signora RI 1 e cifrata in
CHF 79'957 per il figlio, si ha una sostanza computabile di CHF 29'184
computabile per 1/15 ossia: CHF 1'945,60), come vi vedrà ancora oltre. Questi
dati emergono dagli accertamenti eseguiti dall’amministrazione autonomamente,
senza che l’assicurata abbia postulato la determinazione del diritto dell’UR
alla RIPAM al di fuori della tassazione di riferimento. Ne segue che, in
assenza di una richiesta in tal senso, la Cassa non poteva applicare l’art. 14
cpv. 2 RegLCAMal d’ufficio come in effetti ha fatto.
In altri termini la Cassa
ha ritenuto i nuovi e più recenti redditi, maggiori rispetto a quelli
conseguiti nell’anno di computo 2016, d’ufficio, ciò che non poteva fare in
assenza dei presupposti dell’art. 14 cpv. 1 RegLCAMal. Per applicare il cpv. 2
della medesima norma occorre invece una chiara e consapevole richiesta
dell’assicurato formulata all’indirizzo della Cassa. L’accertamento del reddito
al di fuori della tassazione di riferimento non poteva essere eseguito in
concreto in assenza dei presupposti della norma applicabile.
Come ricorda la dottrina (Ivano Ranzanici, op. cit., cap.
14.8.2.2
e capitolo 14.8.5.1. numero 815, che richiama la STCA 36.2012.33 del
3.
settembre 2012 in re M. al consid. 2.12.):
“… il TCA ha ribadito
che «l’accertamento del reddito al di fuori della tassazione deve
costituire una eccezione al principio, deve essere motivata da ben precise
ragioni, e ciò per evitare il rischio che l’amministrazione sia confrontata con
molteplici e differenziate ipotesi per cui essere costretta a svincolarsi dalla
tassazione di riferimento per ogni minima variazione dei valori da ritenere»
evidenziando anche il rischio di un onere amministrativo eccessivo, ma ha anche
considerato, «per il doveroso rispetto dell’art. 65 cpv. 3 LAMal»
che anche altre ipotesi di riduzione del reddito oltre alla cessazione
dell’attività lucrativa dovessero essere ritenute, in particolare l’interruzione
(per cessazione volontaria) di una attività accessoria indipendente (non
prevista nel regolamento del 2011).”
La medesima
dottrina ricorda che ciò:
“che caratterizza le
possibilità previste all’art. 14 cpv. 2 RLCAMal di chiedere l’accertamento del
RD al di fuori della tassazione è la contrazione delle entrate (se si eccettua
la diminuzione della sostanza per consumo proprio). Il Consiglio di Stato ha
invece escluso i casi in cui intervenga un aumento della spesa, in questo coerentemente
con le norme in vigore precedentemente (ossia il regolamento del 13 novembre
2007).”
Ricapitolando dunque, al
di fuori di una precisa richiesta da parte dell’assicurato membro della UR, di
determinare il RD al di fuori della tassazione applicabile (art. 14 cpv. 2
RegLCAMal), la Cassa può procedervi d’ufficio solo se dati i presupposti del
cpv. 1 (v. Ranzanici, op.cit., p.
429).
2.14
Da quanto precede discende che
la Cassa non poteva, in assenza di specifica richiesta dell’assicurata in tal
senso e in assenza dei presupposti dell’art. 14 cpv. 1 Reg LCAMal, procedere
all’accertamento dei redditi dei signori ___________ al di fuori della
tassazione applicabile e riferendosi al più recente reddito conseguito. La
decisione impugnata si rivela quindi non corretta e deve essere annullata con
il conseguente rinvio degli atti all’amministrazione affinché determini il
diritto dell’UR qui ricorrente alla RIPAM per il 2019.
Le ulteriori richieste
della signora RI 1 in tema di deduzione dal reddito delle spese effettive
sopportate nel corso del 2019, in specie spese di doppia economia domestica,
per la locazione di un alloggio nella Svizzera interna e le altre connesse
all’attività svolta per __________ non possono essere recepite. La signora RI 1
non può infatti essere seguita quando contesta l’ammontare delle spese
professionali da riconoscere in deduzione dal reddito siccome particolarmente elevate.
La giurisprudenza è costante in merito al fatto che si tratti di importi
forfettari cui il giudice è vincolato. La dottrina precisa, al proposito, che:
“Per definire il
reddito disponibile il legislatore ha affrontato il difficile e delicato
compito di fissare quali spese ammettere in deduzione dai redditi lordi. Ciò ha
imposto la determinazione di precisi criteri ed in taluni casi di massimali di
deduzione. … Diciamo subito che la Corte cantonale ha ritenuto, sulla scorta
dei lavori parlamentari, che la lista delle spese deducibili inserita all’art.
31.
cpv. 1 lettere c) – g) LCAMal, è esaustiva e non può essere completata per
via interpretativa da parte del giudice. (…)
I lavori preparatori
hanno permesso di individuare il criterio di scelta delle spese deducibili
nell’obbligatorietà e nel vincolo delle stesse. In altri termini il legislatore
ha indicato come deducibili le spese imposte da obblighi legali, aggiungendone
poi altre, generalmente riconoscibili come necessarie ma non derivanti da un
obbligo di legge, limitandone però il massimale detraibile.
Oltre ai contributi e
premi obbligatori il legislatore permette la detraibilità di importi pagati
dagli assicurati a titolo di pensioni alimentari (art. 31 lett. e LCAMal),
spese professionali (se riconosciute nella tassazione di riferimento, ma solo
fino ad un massimale di CHF 4’000.00; art. 31 lett. f LCAMal) nonché le spese
per interessi passivi privati e aziendali (se riconosciute nella tassazione di
riferimento e sino ad un importo massimo di CHF 3’000.00; art. 31 lett. g
LCAMal).
Il legislatore nella
LCAMal ha voluto permettere la deduzione delle spese professionali se
riconosciute a livello fiscale, e ciò non sino a concorrenza dell’importo
fiscalmente ammesso ma unicamente sino ad un massimale di CHF 4’000.– (art. 31
litt f. LCAMal). La norma della legge e l’art. 15 RLCAMal prevedono che tale
riduzione debba essere riconosciuta all’UR in quanto tale e non singolarmente
ai membri che la compongono qualora ognuno possa vantare una simile deduzione a
livello fiscale. La prassi del Tribunale cantonale delle assicurazioni non ha
ritenuto questa norma contraria all’uguaglianza giuridica dell’art. 8 cpv. 1
Cost. fed. richiamando i lavori preparatori e la volontà del legislatore, da un
lato, nonché la praticabilità della procedura dall’altro. Il diritto fiscale
cantonale (come quello federale) ammette la deducibilità delle spese
professionali in maniera più ampia rispetto alla LCAMal. La scelta del
legislatore cantonale di computare l’importo massimo di CHF 4’000.– per
l’insieme dei componenti l’UR e non singolarmente, discrimina le UR composte da
più persone attive professionalmente ed è insoddisfacente. Si pensi all’ipotesi
di due coniugi che lavorano assumendosi importanti spese professionali:
entrambe potranno dedurre solo la metà dell’importo massimo consentito al singolo.
Il tenore dell’art. 15 RLCAMal non rispetta poi il contenuto dell’art. 31 lett.
f) LCAMal aumentando ulteriormente confusione ed incertezza in materia siccome
ammette la deducibilità di “un importo annuo forfetario massimo di” CHF 4’000.–
per l’UR, mentre la deduzione non è riconosciuta forfetariamente ma secondo il
valore effettivo della spesa, ritenuto però un tetto di spesa di CHF 4’000.–.
Il TCA ha, su questo tema, espresso, a nostro avviso, un giudizio non
condivisibile siccome troppo proteso alla praticabilità del sistema.
Per quanto desumibile
dai lavori preparatori la deduzione di queste spese è ammessa dalla LCAMal per
la loro necessità e per il loro vincolo con il conseguimento del reddito. Spese
professionali e reddito sono strettamente connessi. Non considerare spese di
questa natura equivarrebbe a trattare in maniera uguale situazioni decisamente
diverse, in effetti chi non svolge attività salariata (ad esempio chi beneficia
del versamento di rendite o vitalizi), o chi svolge attività senza dovere
affrontare spese, consegue materialmente un risparmio di cui il legislatore ha
voluto tenere (almeno parzialmente) conto.
Pure in questo caso la
scelta della LCAMal non è pienamente soddisfacente siccome le spese
professionali, che l’art. 31 cpv. 1 LCAMal ammette solo “per (i) salariati”,
sono composite (comprendono cioè spese di diversa natura) ed il diritto fiscale
permette, a tratti e per ragioni di semplificazione amministrativa, deduzioni
forfettarie o sino a precisi massimali ciò che non rende l’effettività degli
esborsi sopportati ed in fondo altera almeno in parte la percezione della
capacità economica degli assicurati” (Ivano
Ranzanici, op. cit., p. 415 e seguenti)
Nonostante le critiche al
sistema mosse dalla dottrina la giurisprudenza (si faccia riferimento in
particolare alla STCA 36.2015.52 dell’8 settembre 2015, consid. 2.10.)
stabilisce la detraibilità di un massimale senza ritenere tale fissazione del
massimo deducibile discriminatoria e lesiva del diritto alla parità di
trattamento dei cittadini.
La deduzione di CHF 4'000,
indicata in precedenza e riconosciuta in sede fiscale nella tassazione 2016
della signora RI 1, deve essere quindi confermata e non può essere aumentata.
Analogamente sono dedotti interessi passivi (riconosciuti dalla Cassa) per CHF
3'000.
2.15
Da quanto precede il ricorso
deve essere accolto, la decisione impugnata annullata e gli atti rinviati
all’amministrazione per la determinazione del diritto alla RIPAM 2019 sulla
base della tassazione applicabile considerato come la sostanza negativa della
signora RI 1 e quella positiva del figlio si compenseranno per l’importo della
sostanza della signora. Non si prelevano tasse e spese e non si attribuiscono
alla parte vincente in causa, siccome non patrocinata, ripetibili.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso 20 giugno 2019
formulato da RI 1 e da RI 2, __________, contro la decisione emanata su reclamo
dalla Cassa cantonale di compensazione, Ufficio delle prestazioni, Bellinzona, è
accolto, di conseguenza:
1.1. La
decisione emessa su reclamo il 22 maggio 2015 impugnata è annullata.
1.2. Gli
atti sono rinviati alla Cassa cantonale di compensazione, Ufficio delle
prestazioni, affinché stabilisca il diritto alla riduzione dei premi in favore
dei ricorrenti per l’anno 2019 in base alle tassazioni 2016 dei membri
componenti l’UR in causa.
2. Non si prelevano tasse e
spese e non si attribuiscono ripetibili.
3. Comunicazione agli interessati
i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di
diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Gianluca
Menghetti