36.2021.14
RIPAM 2021. Composizione UR. Figlio in formazione che ha conseguito, nell'ultimo anno di computo, un reddito per lo svolgimento della SR. Reddito superiore al limite del fabbisogno. Non presenti gli estremi per stabilire il diritto alla RIPAM al di fuori della tassazione applicabile
19 aprile 2021Italiano34 min
sostanza ritenibile (dalla tassazione 2018 emerge una sostanza netta di CHF 1'606
Source ti.ch
Raccomandata
Incarto
n.
36.2021.14
IR/sc
Lugano
19 aprile 2021
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 8 marzo 2021 formulato da
RI 1
contro
la decisione su reclamo del 12 febbraio 2021 emanata da
Cassa cantonale di compensazione - Ufficio delle
prestazioni, 6501 Bellinzona
in materia di assicurazione sociale contro le malattie
ritenuto, in fatto
1.1. Mediante formulario pervenuto
all’amministrazione competente il 24 giugno 2020, RI 1 (1963, domiciliata a __________)
ha domandato, per sé e per il figlio __________ (1997) studente a __________,
la riduzione del premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie. Nel
modulo allestito l’assicurata ha indicato assenza di proprietà immobiliare e di
cessione di sostanza (doc. 1).
Con decisione del 13
novembre 2020 l’amministrazione ha respinto la domanda della signora RI 1
siccome ha ritenuto l’unità di riferimento composta dalla sola signora RI 1 e
non dalla stessa e dal figlio congiuntamente, ed ha considerato il superamento
del reddito massimo che consente il riconoscimento dell’aiuto statale (doc. 2).
Con scritto del 30
novembre 2020 la signora RI 1 ha formulato un reclamo contro il provvedimento
(doc. 3), specificando che il figlio __________ è “di nuovo” studente a __________
dal maggio 2019 e lei deve provvedere al mantenimento dello stesso mediante il
suo lavoro diminuito all’80% dal 1° gennaio 2019. Essa ha allegato la
tassazione 2019 al suo reclamo postulando l’aiuto sociale.
Con scritto 1° dicembre
2020 una collaboratrice della Cassa ha invitato la reclamante a prendere
contatto con l’ufficio entro 20 giorni (doc. 4) e gli atti dell’amministrazione
presentano una nota d’incarto allestita il 10 dicembre 2020 (sigla: sip) in cui
è indicato come il / la funzionaria che ha sentito la reclamante ha cercato di
“spiegare la differenza tra RIPAM 2020 e 2021. Seppur sulla NT 2019 il
totale dei redditi è maggiore a quello presente sulla NT 2018, insiste che il
suo stipendio è diminuito dal 01.01.2019. Comunicato che apro un’istruttoria”
(doc. 5).
Il 17 dicembre 2020
l’amministrazione ha trasmesso all’assicurata una richiesta di trasmissione di
specifici atti e documenti (doc. 6) cui RI 1 ha dato seguito il successivo 12
gennaio 2021 trasmettendo attestazioni di salario, il certificato di salario
2020, l’attestato del saldo del conto bancario e le attestazioni relative ai
debiti (doc. 7). Dopo verifica dei calcoli eseguita dall’amministrazione (doc.
8), la Cassa ha emanato una decisione su reclamo il 12 febbraio 2021 con cui ha
respinto, con argomenti che saranno ripresi in corso di argomentazione laddove
necessario, il reclamo dell’assicurata.
1.2. Con ricorso 8 marzo 2021
l’assicurata ha contestato il provvedimento della Cassa indicando un
cambiamento di situazione economica rispetto alla decisione di tassazione di
riferimento (2018), il divorzio intervenuto il 12 febbraio 2019 a seguito di
una separazione dal 2016, il mantenimento del figlio che, con la fine della
scuola reclute (SR) a luglio 2019, non consegue più un reddito ed è studente a
suo carico. Dopo avere richiamato gli atti del suo reclamo alla Cassa cantonale
di compensazione, l’assicurata ritiene che l’amministrazione non consideri,
erroneamente, la sua attuale situazione e il fatto che l’UR è composta da lei e
dal figlio e non solo da lei. Essa ha osservato che il reddito conseguito dal
figlio (nel corso della SR) non è più conseguito oggi siccome studente e
postula quindi il riconoscimento di una RIPAM anche per sé (doc. I).
L’atto è stato notificato
alla Cassa cantonale di compensazione il 9 marzo 2021 (doc. II) e
l’amministrazione ha prodotto al Tribunale cantonale delle assicurazioni
l’incarto completo unitamente alle proprie osservazioni il 26 marzo 2021. La Cassa
ha osservato come il figlio della ricorrente sia economicamente indipendente
avendo conseguito, come appare dalla tassazione applicabile, un reddito
superiore al fabbisogno esistenziale (CHF 17'598 per il 2021). Per tale ragione
__________ non può comporre con la madre un’unica unità di riferimento (UR).
L’amministrazione ha verificato se fossero dati i presupposti per una
determinazione del reddito al di fuori della tassazione, escludendo l’ipotesi.
Per tale ragione ha proposto la conferma del provvedimento impugnato (doc.
III).
All’assicurata è stata
offerta la possibilità di ulteriormente esprimersi e di chiedere l’assunzione
di ulteriori prove (doc. IV del 29 marzo 2021). Il 5 aprile 2021 la ricorrente
ha ribadito le sue richieste confermando i suoi argomenti (doc. V).
in diritto
in ordine
2.1. A norma dell’art. 76 cpv. 1 e
2 della Legge cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito),
contro le decisioni dell’amministrazione emanate in applicazione della medesima
legge è possibile il reclamo all’organo che ha pronunciato il provvedimento,
ciò nel termine di 30 giorni dalla notificazione. Nel medesimo termine sono
impugnabili al Tribunale cantonale delle assicurazioni le decisioni emanate su
reclamo da parte dell’autorità amministrativa preposta. Il Tribunale cantonale
delle assicurazioni è quindi competente a esaminare i ricorsi in materia di
riduzione dei premi dell’assicurazione contro le malattie (materia di
competenza cantonale come rammenta la dottrina). Affinché il ricorso sia
ricevibile la decisione deve essere resa dall’amministrazione interessata (la
Cassa cantonale di compensazione - Ufficio delle prestazioni) a seguito del
reclamo dell’assicurato.
In concreto il ricorso è
emanato contro la decisione emessa su reclamo il 12 febbraio 2021, è datato 8
marzo 2021, ed è stato consegnato alla posta il medesimo giorno, le
motivazioni, le argomentazioni e le conclusioni sono chiare. L’impugnativa
appare ricevibile in ordine e deve essere analizzata nel merito.
nel merito
2.2. Come evocato più volte da
questo Tribunale (v. da ultimo la STCA 36.2021.8 del 22 marzo 2021) il tema
della riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico
sanitarie (RIPAM l’acronimo è utilizzato sia nei lavori preparatori che
dall’amministrazione nei suoi allegati) è retto norme dalla Legge Cantonale di
applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito), complesso normativo che, con
vigenza dal 2012, ha subito modifiche sostanziali e rilevanti. In particolare
il titolo IV della legge è radicalmente cambiato a seguito dell’approvazione
della Legge 24 giugno 2010 (Bollettino Ufficiale 2010, 297) e ciò in
conseguenza alla presentazione del Messaggio 6264 del 15 settembre 2009 da
parte del Consiglio di Stato e dei lavori parlamentari che ne sono seguiti.
Il legislatore ha previsto
un nuovo sistema di attribuzione dei sussidi, conformemente al dettato degli
art. 65 e seg. LAMal, al fine di rendere più efficace l’aiuto sociale. La
precedente normativa aveva infatti mostrato talune lacune e, soprattutto, la
novella tende ad ottemperare gli obiettivi di politica sociale cantonale valuti
con l’adozione della Legge sull’armonizzazione delle prestazioni sociali del 5
giugno 2000 (in questo senso il Messaggio15 settembre 2009 del Consiglio di
Stato accompagnante il disegno di legge di modifica della LCAM, a pagina 7, ed
il relativo Rapporto della Commissione della gestione e delle finanze del l’8
giugno 2010 a pagina 1, per maggiori dettagli si veda: Ivano Ranzanici, La riduzione dei premi dell’assicurazione
malattia; tesi pubblicata nella collana AISUF [n. 364], edita da Schulthess
Verlag Zurigo, 2016, capitolo 14, p. 357 e ss.). In particolare il Consiglio di
Stato, con il disegno di legge, e il Parlamento, promulgando le norme, hanno voluto
rendere il sistema della RIPAM affine ai criteri scelti dalla Laps e quindi
distanziarsi dal reddito imponibile cantonale quale base per la determinazione
del diritto al sussidio per approdare al criterio del reddito disponibile,
maggiormente indipendente da scelte di politica fiscale. D’altro canto
l’esecutivo prima ed il Parlamento poi hanno voluto maggiormente considerare il
contesto famigliare in cui l’assicurato vive passando da una valutazione
riferita alle persone sole ed alle famiglie (definite in maniera restrittiva,
si veda in merito l’art. 25 v. LCAMal) all’unità di riferimento definita nel
nuovo art. 26 LCAMal.
Le nuove norme tendono a
conseguire una migliore aderenza del sistema di concessione delle RIPAM alla
realtà sociale e vogliono, come detto, considerare maggiormente la diversa
capacità, in specie delle famiglie, di finanziare i premi in funzione delle
loro dimensioni. Il nuovo sistema adottato non tende però solo ad evitare “gli
effetti indesiderati” del precedente ma anche a “tenere conto della
reale situazione dell’offerta assicurativa … nell’ambito dell’assicurazione di
base … con l’introduzione del premio medio di riferimento” che sostituisce
la nozione di media cantonale ponderata precedentemente ritenuta.
Il Cantone gode, nella
concretizzazione di quanto in materia di RIPAM prevede la LAMal, di ampio
margine di valutazione ed apprezzamento (Ranzanici,
op. cit., capitoli 6.1.2.4. [p. 156] e 8 [p. 195 e ss.], in particolare
capitolo 8.4.5. [p. 207 e ss.]) ed è vincolato in particolare da quanto impone
l’art. 65 cpv. 1 bis LAMal secondo cui, per i redditi medi e bassi, i Cantoni
riducono di almeno il 50 per cento i premi dei minorenni e dei giovani adulti
in periodo di formazione (oltre all’obbligo d’informazione della popolazione in
merito al diritto di ottenere la riduzione dei premi e lo scambio di dati tra
Cantoni ed assicuratori). Spetta, infatti, ai Cantoni definire quali siano i
potenziali beneficiari della RIPAM, e quindi definire gli assicurati di
condizione economica modesta. Il diritto cantonale è un diritto autonomo come
rammenta il Tribunale Federale nella sua costante giurisprudenza (DTF 122 I
343, 125 V 185 e 134 I 313) e compete al Cantone non solo fissare le procedure
ma decidere il modello da applicare per pervenire alla riduzione dei premi.
Con le norme introdotte
nel 2012 uno degli intenti del legislatore è stato quello di conseguire “una
maggiore equità orizzontale nell’accesso al sistema di riduzione dei premi, in
modo da rispecchiare maggiormente la capacità diversa delle famiglie, in
funzione della loro dimensione, di finanziare i premi”, nonché quello di
eliminare gli effetti indesiderati presenti nel previgente sistema (i
cosiddetti effetti soglia) e da ultimo quello di “avvicinarsi maggiormente
alla reale situazione dell’offerta assicurativa … con l’introduzione del premio
medio di riferimento … (con) … miglioramento anche nella trasparenza del
sistema cantonale … che evidenzierà meglio la differenza fra il premio che
dovrebbe pagare l’assicurato e il premio realmente pagato” (Rapporto, loc.
cit.).
Importante è qui rilevare
che, nel suo Messaggio di accompagnamento del disegno di legge, l’esecutivo
cantonale ha posto l’accento sulla volontà di modificare in parte la cerchia
dei beneficiari potenziali della RIPAM e l’entità dell’aiuto sociale per certe
fasce di assicurati.
2.3. Il Cantone accorda le
riduzioni dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie
(art. 23 LCAMal) a fronte della presentazione di un’istanza scritta accompagnata
dalla necessaria documentazione (art. 25 LCAMal) da parte degli assicurati,
fatto salvo il caso dei beneficiari di prestazioni complementari all’AVS ed
all’AI nonché di prestazioni Laps (art. 42 e 43 LCAMal). Per gli assicurati
tassati in via ordinaria l’istanza deve essere di principio inoltrata entro la
fine dell’anno che precede l’anno per il quale il sussidio è richiesto. Se la
data è rispettata e se dati i presupposti l’aiuto sociale è versato dal 1°
gennaio dell’anno di competenza (ed in costanza delle condizioni per l’aiuto
sociale lo stesso è versato per tutto l’anno). Se la domanda è tardiva e
formulata dopo il termine del 31 dicembre dell’anno che precede quello di
competenza, il diritto alla riduzione per gli assicurati in via ordinaria è
dato solo a partire dal mese seguente quello della presentazione della
richiesta.
Per la determinazione
della cerchia di assicurati da considerare per il calcolo della riduzione del
premio, la legge fissa il concetto di unità di riferimento. L'unità di riferimento
è, di regola, costituita dall’unità riconosciuta a livello fiscale (art. 26
cpv. 2 LCAMal). I coniugi separati senza figli minorenni conviventi sono
ritenuti persone sole mentre i partners conviventi, se data una convivenza
stabile, costituiscono un’unica unità di riferimento (UR qui di seguito). Per
l’art. 27 LCAMal fanno parte dell’UR anche le persone maggiorenni, purché senza
figli e di età non superiore a 30 anni, il cui totale dei redditi registrati
nella tassazione applicabile non sia superiore ai limiti del fabbisogno
esistenziale definito dalla Laps.
Il premio medio di
riferimento, necessario alla determinazione del diritto alla RIPAM, è
costituito dalla media ponderata dei premi riconosciuti come appena descritto e
del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore,
ripartiti per le regioni di premio ammesse (art. 61 cpv. 2 LAMal). Il Consiglio
di Stato determina annualmente il premio medio di rifermento per ogni singola
categoria di assicurati prevista dalla LAMal.
Alla base del diritto alla
riduzione del premio è stato posto il reddito di riferimento che è dedotto dai
dati accertati fiscali riferiti al periodo di tassazione determinato per ogni
singolo anno di sussidio dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAM). La legge
rinvia invece al regolamento la determinazione dei casi e le modalità di
accertamento del reddito di riferimento al di fuori od in assenza dei dati
relativi al periodo fiscale determinante. Analogamente al reddito la sostanza
viene fissata sulla base della tassazione indicata dal Consiglio di Stato nel
suo annuale decreto, con la precisazione però che va reintegrata la sostanza
donata o ceduta in usufrutto che deve essere computata nel calcolo (art. 30 a
LCAMal). Per questa ultima ipotesi occorre fare riferimento alla situazione che
emerge dall’ultima tassazione che precede la donazione o cessione in usufrutto.
Il regolamento di applicazione della legge (RLCAM) 29 maggio 2012 all’art. 16,
prevede che, in queste ipotesi (sia che la cessione avvenga prima o durante il
periodo fiscale determinante), nel calcolo del reddito di riferimento vengano
considerati i valori di sostanza antecedenti la rinuncia. I dati registrati
nella tassazione fiscale prima della donazione o della cessione in usufrutto
sono riportati anche sui periodi fiscali successivi e il rispettivo ammontare è
ridotto annualmente di CHF 10'000.--.
L’art. 31 LCAMal definisce
il reddito disponibile. Lo stesso è determinato dalla somma di tutti i redditi
dell’unità di riferimento secondo la LT, cui va aggiunto un quindicesimo della
sostanza netta ritenuta nella tassazione dalla quale, contrariamente al diritto
previgente, non viene più dedotta alcuna franchigia. Dall’importo così
calcolato sono ammesse specifiche deduzioni.
2.4. Il sistema da ultimo in
vigore prevede la determinazione di limiti di reddito al di sotto dei quali è
accordato l’importo (normativo) massimo della prestazione sociale (art. 34
LCAMal), limiti che dipendono dall’UR ciò che “garantisce l’equità di
trattamento orizzontale, perché tiene conto della reale situazione di reddito
della famiglia, che dipende in primo luogo dal numero dei suoi componenti”
(Rapporto DSS pag. 31; su questi aspetti si veda: Ranzanici, op.cit., capitolo 15, p. 476 e ss.). Questo
contrariamente al previgente sistema che conosceva tre sole tipologie di
differenziazione per l’importo massimo della prestazione.
Con le modifiche a partire
dalla RIPAM 2015 il legislatore ha quindi introdotto il nuovo concetto di
reddito disponibile massimo (Ranzanici,
op. cit., capitolo 15.2. p. 474 e ss., in particolare 15.2.2.p. 476). Per tale
norma la riduzione dei premi è accordata sino al raggiungimento di un reddito
disponibile massimo che, per le UR senza figli, è definito con la formula di
calcolo seguente:
RDM
= costante del 3,4 x 50% del limite di fabbisogno Laps senza computo della
pigione.
Se dell'UR fanno parte dei
figli la formula diviene ancor più complessa per cui:
RDM
= [costante del 3,9 + 1 – (n° dei figli) / 10] x 50 % del limite di fabbisogno
Laps senza computo della pigione.
Le due formule adottate
dal legislatore appaiono ermetiche. Esse fanno riferimento ai valori ritenuti
all’art. 10 Laps (considerato per il suo 50%), e ritengono due valori costanti
del 3,4 e del 3,9. Le costanti sono determinate annualmente dal Consiglio di
Stato (art. 40 lett. c LCAMal).
Nel corso dei lavori
preparatori (Messaggio 6982 del 10 settembre 2014 relativo alla modifica della
Legge cantonale di applicazione della LAMal del 26 giugno 1997), l’esecutivo
cantonale ha precisato di avere voluto inserire nella legge un “limite
esplicito … (che) non dipende dai PMR … L’introduzione di questo nuovo
parametro consente … di non far aumentare o quantomeno contenere l’aumento del
numero dei beneficiari, nei redditi alti, a dipendenza dell’aumento dei premi
di cassa malati.
Il RDM interessa
ovviamente le fasce alte di reddito, di modo che la sua introduzione equivale a
prevedere dei criteri di esclusione … per queste situazioni reddituali” (Messaggio
citato, p. 13).
Posto il principio di
fissare un reddito disponibile massimo il Messaggio ha indicato la volontà di
sostenere maggiormente le persone con figli a carico: “Dopo vari
approfondimenti d’impatto sulle differenti tipologie di UR, si ritiene di dover
considerare maggiormente le UR con figli a carico, perciò le famiglie
monoparentali e biparentali, piuttosto che le persone sole o le coppie senza
figli” (Messaggio citato, p. 13).
Da queste considerazioni è
nata la scelta di proporre due formule di calcolo diverse e due diversi
parametri per determinare il RDM, a dipendenza della presenza di figli. Sono
quindi state proposte una costante del 3.4 per le persone sole e le coppie
senza figli computabili, e del 3.9 in caso di presenza di figli. Sempre nel suo
messaggio (p. 13) il Consiglio di Stato ha considerato che la riduzione dei
premi: “è una prestazione coordinata ai sensi della Laps …, il RDM è
calcolato come un multiplo del 50% del limite di RDLaps; per le UR con figli il
multiplo aumenta in funzione del numero di figli”.
Per la determinazione
della costante l’esecutivo ha presentato nel Messaggio (p.14 e 15) specifiche
tabelle di verifica dell’impatto del calcolo ed ha considerato come il “valore
delle costanti … influenza l’importo del RDM: tanto minore è il valore della
costante, (quanto) minore è … l’importo del RDM e, di conseguenza, diminuisce
anche il numero dei beneficiari con redditi alti”. La Tabella 2 (fonte IAS)
illustra i limiti di reddito massimo disponibile per tipologia di unità di
riferimento secondo la modifica di legge proposta (e poi accettata il 3
novembre 2014) e il sistema precedente, con una chiara diminuzione dei redditi
massimi, più elevata per le coppie e le famiglie monoparentali.
In sostanza le costanti
scelte dal Parlamento, e che, come indicato, il Consiglio di Stato è abilitato
a determinare per ogni anno di sussidio a norma dell’art. 40 lett. c LCAMal,
sono il frutto di una valutazione operata dal legislatore e che ha considerato
redditi e composizione dell’UR, per determinare importi massimi al di sopra dei
quali la riduzione del premio è esclusa, compatibili (anche se inferiori)
rispetto al passato e conformi al dettato dell’art. 65 LAMal che vuole un aiuto
sociale non solo a chi è nel bisogno ma anche alle fasce medie.
2.5. Come anticipato, per
determinare il parametro da porre alla base del calcolo della RIPAM dell’UR si
deve stabilire il RDS (Reddito disponibile fissato in maniera semplificata
partendo dai dati fiscali) che si determina partendo dal reddito lordo riportato
dalla decisione di tassazione per l’imposta cantonale del periodo di tassazione
determinato dal Consiglio di Stato, aumentato della quota parte della sostanza
computabile, dedotti i valori che la legge ammette in deduzione.
L’amministrazione si basa quindi integralmente sui dati fiscali (da qui
l’espressa base legale che consente accessibilità alla Cassa ai dati fiscali
necessari all’elaborazione del calcolo, art. 25 LCAMal) e ciò senza che sia, di
principio, necessario all’amministrazione acquisire altre informazioni
dall’assicurato medesimo o tramite terzi (v. Ranzanici,
op. cit., capitolo 14.8. p. 387 e ss.)
Il RDS è stato fissato
considerando i concetti cardine del reddito disponibile in ambito Laps (sia per
quanto attiene i redditi computabili sia per quel che riguarda le spese ammesse
in deduzione) partendo però dai dati fiscali per una semplificazione nelle
operazioni amministrative alla luce del numero dei beneficiari della RIPAM.
Nella volontà del legislatore il RDS costituisce dunque un “reddito
disponibile di tipo operativo che precisa la reale capacità economica degli
assicurati”, ed è costituito dalla somma di ogni reddito, indipendentemente
dalla sua fonte, ritenuto nella tassazione fissata dall’esecutivo cantonale
annualmente, cui va aggiunta una quota della sostanza (1/15 della sostanza
netta secondo la LT, senza imputazione di franchigia alcuna).
Dai lavori preparatori
discende che il Giudice delle assicurazioni sociali (e prima ancora
l’amministrazione) farà capo alla decisione di tassazione del periodo
determinato dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAMal) per fissare il RDS
(si veda Ranzanici, op. cit., n.
826, p. 433, capitolo 14.8.6). Come rammentato nelle STCA 36.2016.130-131 del
15 marzo 2017; 36.2015.78 del 2 febbraio 2015; 36.2011.31 del 9 settembre 2011,
36.2011.32 del 14 luglio 2011, 36.2011.19 del 16 giugno 2011, 36.2008.163 del 4
febbraio 2009; 36.2008.94 del 10 settembre 2008, fra le ultime in ordine di
tempo e STCA 36.1999.28 del 2 giugno 1999 e 36.2003.91 del 29 marzo 2004 fra le
prime come: "per costante giurisprudenza di codesto TCA, ogni
tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà. L'amministrazione è
vincolata dalle comunicazioni delle autorità di tassazione. È possibile
scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato solo se la stessa
contiene errori manifesti e debitamente comprovati. … l'assicurato deve
innanzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto
concerne i contributi delle assicurazioni sociali". L’amministrazione
prescinde (così come il Giudice) dai dati fiscali in casi eccezionali, che
ancora le norme del regolamento riservano (art. 14 RegLCAMal del 29 maggio
2012, in maniera più estesa nel previgente regolamento del 13 novembre 2007
all’art. 31 RegLCAMal). In tali costellazioni è eseguito un nuovo calcolo
autonomo indipendente dalla decisione di tassazione. Sia l’amministrazione sia
il Tribunale cantonale delle assicurazioni se non dati gli estremi del
regolamento (art. 14) debbono attenersi alla decisione di tassazione fissata
dal Consiglio di Stato ed ai valori in questa contenuti.
Dall’importo del reddito
complessivo lordo vanno dedotte, esclusivamente, le spese specificatamente
riconosciute dall’art. 31 LCAMal. La legge ha fissato in maniera esaustiva e
completa sia quali deduzioni siano possibili e, laddove lo abbia fatto, gli importi
ammessi in deduzione (in questo senso il Rapporto della Commissione della
Gestione e delle Finanze, pag. 3 punto 3.1. in fine che riprende il Rapporto
DSS citato pag. 17). Il criterio discriminante sembra essere stato quello della
necessità della spesa e del suo vincolo. La legge annovera il premio di
riferimento medio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie
determinato annualmente dal Consiglio di Stato (PMR qui di seguito, in merito
si veda l’art. 29 LCAMal), i contributi sociali secondo la LT (ossia: AVS, AI,
IPG, AD, LAINF e LPP), le pensioni alimentari versate, le spese professionali
(secondo la LT e fino ad un massimo di CHF 4'000) nonché le spese per interessi
passivi privati e aziendali (secondo la LT e sino ad un importo massimo di CHF
3'000). Altre spese quali l’affitto, altri premi assicurativi (ad esempio per
le coperture complementari, la RC privata o auto), imposte e tasse, spese
mediche (anche per franchigie e partecipazioni nell’ambito della LAMal) o
ancora per l’invalidità (per una critica si veda Ranzanici, op. cit., p. 423 nota 803 e p. 437 e ss. note 833
e ss.), rispettivamente spese di gestione e manutenzione immobili o le
deduzioni ammesse fiscalmente per figli a carico od ancora per doppia economia
non possono essere considerate.
Secondo le norme vigenti
la spesa per interessi passivi è – come detto – ammessa se effettiva e
dimostrata dai dati fiscali ma entro il limite massimo di CHF 3'000. L’accento
è posto sulla natura della spesa ritenuta vincolata per l’economia domestica e
riferibile, nella quasi totalità dei casi, ai debiti ipotecari. La
deducibilità, per il Messaggio, sarebbe necessaria per “garantire una certa
parità di trattamento tra proprietari e inquilini ed evitare di penalizzare i
proprietari di case … gravati da un’ipoteca sulla casa primaria” (pag. 18).
La giustificazione della limitazione dell’importo sarebbe poi da ricondurre al
favore che la LT fa ai proprietari di case rispetto agli inquilini siccome il
valore locativo dell’immobile non risponde in realtà mai sino in fondo a quello
reale di mercato. Quindi secondo il Messaggio (pag. 18 ad 6.3.7) a fronte del
riconoscimento tra i redditi del valore locativo occorre – ma sino a CHF
3'000.00 al massimo – ammettere una deduzione in caso di oneri ipotecari (si
veda anche: Ranzanici, op. cit.,
n. 790 e 800 e 801, p. 388 e 421 e seguente, nota a piè pagina 1211).
2.6. Per completezza va rammentato
ancora che, per fissare l’importo della riduzione del premio da riconoscere
agli assicurati “di condizione economica modesta” (art. 65 cpv. 1
LAMal), l’importo normativo della RIPAM accertato in base alle norme va
ulteriormente moltiplicato per il coefficiente cantonale di finanziamento (Ranzanici, op. cit., capitolo 14.10. p.
448 e ss.). L’art. 37 LCAMal prevede che il coefficiente cantonale di
finanziamento, ossia quanto il Cantone deve finanziare dell’importo normativo
del premio, determina di converso la quota, basata sul premio medio di
riferimento, che rimane a carico dell’assicurato o dell’UR interessata.
2.7. Come indicato la Cassa
prescinde dal rifarsi ai dati previsti nella tassazione di riferimento quando
gli stessi non siano attuali in seguito a eventi specificatamente previsti dal
regolamento di applicazione della LCAMal. In particolare (come evocato nella
STCA 36.2019.52 del 26 agosto 2019) in situazione di vedovanza rispettivamente
divorzio, cessazione dell’attività lavorativa e modifica del reddito. Non
invece nell’ipotesi di un incremento delle spese (STCA 36.2020.20 del 1° giugno
2020).
L’art. 14 RLCAMal prevede,
al suo capoverso 1, l’obbligo (per l’imposizione voluta dall’esecutivo
cantonale con l’espressione: “Il reddito di riferimento è determinato sulla
scorta della situazione finanziaria e familiare più recente nei seguenti casi”)
per l’amministrazione di procedere alla determinazione del diritto alla
riduzione dei premi senza far capo ai valori ritenuti nella tassazione, in caso
di
" a) persone
soggette all’imposta alla fonte e persone soggette
all’obbligo d’assicurazione
svizzero in forza dell’Accordo CH/CE sulla libera circolazione delle persone o
dell’Accordo di emendamento della Convenzione istitutiva dell’AELS, non tassate
in Svizzera;
b) persone
domiciliate che, al momento dell’istanza, non dispongono di alcuna tassazione
fiscale e per le quali non sarà emessa una tassazione relativa al periodo
fiscale determinante;
c) persone
sole conformemente all’art. 11 capoverso 1 che hanno iniziato un’attività
lucrativa dopo avere terminato la prima formazione;
d) decesso del coniuge o del partner registrato;
e) divorzio o
separazione per sentenza giudiziaria o di fatto, scioglimento dell’unione
domestica registrata;
f) cessazione
totale dell’attività lucrativa a seguito di disoccupazione, pensionamento,
infortunio, malattia, maternità o paternità, riqualificazione o perfezionamento
professionale.”
Il regolamento (art. 14
cpv. 2) prevede poi altre ipotesi in cui, a richiesta dell’assicurato o
dell’UR, il reddito di riferimento è determinato sulla scorta della situazione
finanziaria e familiare più recente. Le ipotesi sono le seguenti:
" 2La
Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG accerta, su richiesta, i dati
necessari per il calcolo del reddito di riferimento al di fuori o in assenza
della tassazione fiscale determinante in caso di:
a) cessazione
parziale dell’attività lucrativa nelle situazioni di cui alle lett. e), f) e g)
del capoverso 1;
b) diminuzione
delle prestazioni, in forma di rendite e indennità giornaliere delle
assicurazioni sociali o private, o delle pensioni alimentari, rispetto al
relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;
c) diminuzione
del reddito da lavoro (da attività dipendente o indipendente) per altri fattori
oltre a quelli indicati alla lett. a), rispetto al relativo dato desunto dalla
tassazione fiscale determinante;
d) diminuzione
degli affitti percepiti, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione
fiscale determinante;
e) diminuzione
importante dei valori di sostanza desunti dalla tassazione fiscale
determinante, se l’utilizzo della sostanza è comprovato e giustificato per
necessità primarie proprie.”
La norma prevede
ulteriormente che:
" (…)
3Nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2, in caso
di esistenza di sostanza e reddito della sostanza (immobiliare e mobiliare), i
dati necessari sono desunti dall’ultima tassazione fiscale cresciuta in
giudicato al momento dell’istanza.
4I dati necessari nelle evenienze di cui ai
capoversi 1 e 2 sono accertati mediante uno specifico modulo ufficiale che è
recapitato dalla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG.
5Per le persone non residenti in Svizzera,
assicurate obbligatoriamente in Svizzera in ragione degli Accordi bilaterali
CH/CE o della Convenzione istitutiva dell’AELS, di cui alla lett. a) del
capoverso 1, si richiamano le disposizioni federali specifiche relative al
calcolo del reddito determinante.”
In particolare, dunque,
nell’ipotesi della diminuzione del reddito conseguito comunicato
all’amministrazione la Cassa procede alla determinazione del diritto alla riduzione
del premio al di fuori dei parametri fiscali, accertando il reddito da ultimo
conseguito dai membri che compongono l’unità di riferimento.
2.8. Va indicato che per l’anno 2021,
l’esecutivo cantonale ha fissato le basi di calcolo nel Decreto esecutivo per
l’applicazione delle riduzioni di premio LAMal del 14 ottobre 2020 secondo cui
il periodo fiscale per l’accertamento del reddito disponibile di riferimento è
la classificazione dell’imposta cantonale per l’anno 2018. Il premio medio di
riferimento per gli adulti assomma a CHF 6’019 mentre per i minorenni è di CHF 1’390.
La costante per il calcolo del reddito disponibile massimo per un’unità senza
figli è del 3.8 e per un’unità con figli è del 4.7.
2.9. Nel caso sottoposto a
giudizio è contestata dall’assicurata la composizione dell’unità di riferimento
così come ritenuta dall’amministrazione. La Cassa ha, infatti, ritenuto il
figlio della ricorrente, __________, quale persona sola e gli ha riconosciuto
il diritto alla riduzione dei premi sulla base degli elementi rilevati nella
tassazione applicabile e la cui applicazione è obbligatoria (art. 40 LCAMal).
D’avviso della ricorrente l’UR dovrebbe essere composta da lei stessa insieme
al figlio.
2.10. Come rammenta la dottrina (Ranzanici, op. cit. n. 693 p. 365) le
nuove norme vigenti in Ticino dal 2012 prevedono “una valutazione non più
individuale del diritto alla RIPAM ma orientata all’unità di riferimento, in
genere coincidente con la famiglia” (si veda anche il Messaggio, p. 11),
che consideri quindi non solo i figli minorenni a carico, ma anche quelli
maggiorenni in formazione, ciò che appare maggiormente consono al tenore
dell’art. 65 cpv. 1bis LAMal. In base alle norme oggi applicabili,
compongono l’UR anche “i figli maggiorenni se a carico della famiglia
siccome in formazione. L’UR è quindi un concetto più ampio rispetto alla
famiglia del precedente diritto” (Ranzanici,
op. cit., n. 709 p. 373).
Con l’art. 27 LCAmal, come
evoca la medesima dottrina (Ranzanici,
op. cit., n. 713 p. 375 e 376), “il legislatore ha introdotto una
sostanziale innovazione rispetto ai concetti del precedente diritto integrando
nell’UR anche le “persone sole economicamente dipendenti” (così la marginale),
comprendendo cioè nell’unità anche i figli maggiorenni in formazione o comunque
con introiti limitati, ma solo sino all’età di 30 anni. Con questa norma viene
realizzata la volontà politica di favorire le famiglie comprendendo nelle
stesse i figli maggiorenni, ed oggi sono la maggior parte, che seguono formazioni
professionali che si protraggono nel tempo. Non necessariamente si tratta di
studi universitari o post universitari ma le possibilità di formazione si sono
particolarmente moltiplicate negli ultimi due decenni per soddisfare le
esigenze sempre maggiori del mercato del lavoro ed i curricula formativi si
sono allungati.
L’integrazione nell’UR dei figli conviventi maggiorenni
in formazione tende a considerare adeguatamente gli oneri a carico della
famiglia che essi cagionano (anche con riferimento ai premi dell’assicurazione
malattie obbligatoria) e ciò malgrado le norme del diritto tributario prevedano
importanti sgravi in questa costellazione”. Le condizioni per integrare il
figlio maggiorenne in formazione nell’UR del o dei genitori che provvedono al suo
sostentamento sono tre: da un lato il giovane in formazione deve essere una
persona sola, ossia non coniugata e comunque senza figli a carico; deve poi
trattarsi di persona che ancora non ha compiuto i 30 anni e “deve trattarsi
di giovane che dipende in maniera effettiva, dal profilo economico, dalla
famiglia. La norma prevede che la persona interessata possa conseguire redditi,
ma quelli registrati nella tassazione applicabile (ossia quella determinata
annualmente dal Consiglio di Stato nel decreto esecutivo imposto dall’art. 40 LCAMal)
devono essere inferiori al “limite di fabbisogno esistenziale definito” dalla
Laps. Questo importo, nel Messaggio di accompagnamento,
è definito quale
reddito limite per sopperire al fabbisogno esistenziale ai sensi della Laps e
costituisce un parametro riconosciuto di minimo vitale, al di sotto del quale
sussiste il diritto ad un intervento sociale di complemento” (Ranzanici, op. cit., n. 715 p. 376).
Se una delle tre condizioni
cumulative non è data in un caso concreto il figlio in formazione non può
entrare a far parte dell’UR dei genitori (o del genitore) e deve essere
considerato quale persona sola.
2.11. In
concreto __________, figlio di RI 1, è nato nel 1997, ha quindi 24 anni ed è in
formazione, egli non ha una famiglia propria e non è a sua volta genitore. La
Cassa rileva comunque che il giovane studente, a seguito dello svolgimento del
servizio militare, ha conseguito nell’anno di computo, ossia nell’anno la cui
tassazione deve essere presa in considerazione per la valutazione del diritto
alla riduzione del premio, un reddito di una certa entità che risulta essere
superiore al limite del fabbisogno. Come correttamente evidenzia la Cassa il
limite del fabbisogno per il 2021 è di CHF 17'598 mentre nella tassazione di
riferimento è registrato un reddito di CHF 23’611 certamente superiore al
limite citato.
Fa
quindi palesemente difetto la terza condizione per potere riconoscere a __________
lo statuto di persona sola economicamente dipendente. L’agire della Cassa
appare quindi corretto. Il giovane è stato considerato quale persona sola non
dipendente economicamente dalla madre stante il limite di reddito superato. L’amministrazione
gli ha riconosciuto il diritto alla riduzione del premio e, parallelamente, non
lo ha contemplato nell’UR della madre, che è pure stata considerata persona
sola.
2.12. In
concreto la Cassa ha proceduto mediante l’applicazione del metodo ordinario per
l’accertamento del diritto alla RIPAM della signora RI 1, non considerando
soddisfatti gli estremi per applicare l’art. 14 RLCAMal che saranno analizzati
più oltre. La Cassa ha applicato quindi la tassazione 2018 che il Consiglio di
Stato ha fissato quale parametro per la determinazione del diritto alla RIPAM
2021 (come indicato nel precedente punto 2.8.).
Va
ribadito qui, come ritenuto nella recente STCA 36.2021.8 del 22 marzo 2021, che
“analogamente a quanto avviene nel sistema fiscale e proprio per
l’ancoraggio della RIPAM ai valori considerati annualmente dalle autorità
fiscali, che la procedura di riduzione dei premi è annuale e unica per ogni
anno. La Cassa deve apprezzare, per ogni specifico periodo di sussidio, gli
elementi che deduce dalle decisioni di tassazione applicabili di ogni periodo
fiscale, conformemente alla legge, e senza essere vincolata da sue eventuali
decisioni adottate precedentemente su questioni analoghe e riferito ad altri
anni di sussidio.
La Cassa non è quindi vincolata, per le decisioni in
materia di RIPAM relative agli anni successivi, a quanto da essa stessa
ritenuto in decisioni relative ad anni precedenti siccome il suo procedere
fondato su dati accertati dall’autorità fiscale annualmente nelle decisioni di
tassazione del periodo di riferimento (art. 40 LCAMal). Dal canto suo, per costante
prassi, (anche) l’autorità fiscale non è vincolata dalle decisioni adottate nei
periodi fiscali precedenti. In ambito fiscale la costante giurisprudenza del
Tribunale federale ha escluso che un ricorrente possa pretendere di ottenere un
trattamento più favorevole appellandosi al principio della buona fede (art. 9
Cost. fed.). Il diritto tributario è caratterizzato dal principio della
legalità, non meno di quanto avvenga per la materia qui in discussione. In
virtù di ciò l’autorità di tassazione è tenuta ad apprezzare gli elementi
imponibili di ogni periodo fiscale conformemente alla legge e senza essere
vincolata da sue eventuali decisioni adottate precedentemente su questioni
analoghe. Le decisioni di tassazione non implicano pertanto di principio alcuna
assicurazione per notifiche ulteriori (cfr. sentenza 2C_260/2008 del 6 agosto
2008, in RtiD I-2009 n. 20t, consid. 4.2; sentenza 2P.250/2004 del 13 giugno
2005, in RtiD II-2005 n. 10t, consid. 6.3; sentenza 2P.173/2002 del 7 febbraio
2003, in RDAT II-2003 n. 15t, consid. 5.3; sentenza 2A.62/1997 del 3 maggio
1999, in: ASA 69 p. 793, consid. 2)”.
Detto
altrimenti è certamente possibile, come rilevabile dagli atti, che per gli anni
precedenti il 2021, e in particolare per il 2020, la Cassa abbia considerato __________
componente un’UR unitamente alla madre siccome, in base alla tassazione
applicabile per quell’anno di RIPAM, la tassazione del giovane non comprendesse
alcun reddito o un reddito inferiore a quello ritenuto dall’art. 27 LCAMal
citato. È altrettanto verosimile che, se il giovane dovesse continuare i suoi
studi il prossimo anno, per il 2022, in assenza di redditi superiori ai limiti
fissati mediante rinvio dall’art. 27 LCAMal ritenuti nella tassazione che il
Consiglio di Stato indicherà come applicabile (art. 40 LCAMal), __________
possa ulteriormente essere ritenuto comporre, unitamente alla madre, un’unica
UR (se dati i presupposti dell’art. 27 LCAMal).
In
concreto i redditi ritenuti al giovane, come indicato, sono superiori ai limiti
del fabbisogno e non consentono di considerare lo studente quale persona sola
economicamente dipendente e facente quindi parte dell’UR composta da madre e
figlio per l’anno 2021 come ha correttamente considerato la Cassa.
2.13. L’amministrazione,
di fronte alle specifiche indicazioni della qui ricorrente, ha verificato se
non sussistessero nel caso concreto gli estremi per la determinazione del
diritto alla RIPAM al di fuori della tassazione applicabile per una possibile
diminuzione del reddito.
Come
rilevato in precedenza, se dati i presupposti dell’art. 14 RLCAMal, d’ufficio
(cpv. 1) rispettivamente a richiesta dell’assicurato interessato (cpv. 2),
l’amministrazione determina il diritto alla RIPAM al di fuori dei parametri
fiscali applicabili.
Come
ricordano le osservazioni al ricorso formulate dall’amministrazione, e non
contestate dall’assicurata, il reddito da lavoro della signora RI 1 assomma a
44'746,85. A questo importo si giunge sommando i redditi mensili
dell’assicurata (doc. 7/5, attestato di salario annuo 2020: CHF 47'505,45) da
cui dedurre gli assegni famigliari per CHF 3'000 percepiti dal figlio
maggiorenne non compreso nell’UR della mamma, e dedotti CHF 241,40 a titolo di
assicurazione per la perdita di guadagno che, non essendo assicurazione sociale
obbligatoria, non sono da ritenere. Questo importo è superiore, ancorché non di
molto, rispetto all’importo del reddito contemplato nella tassazione di
riferimento (2018) che ritiene la cifra di CHF 43'758 (doc. 7/2). In virtù di
quanto espresso in precedenza, anche se l’importo di 44'746,85 è inferiore alla
cifra conseguita nel 2019 (la tassazione di quell’anno ritiene redditi della
signora RI 1 per CHF 47'229), il parametro che l’amministrazione deve ritenere
è quello della tassazione 2018 per la verifica di una eventuale diminuzione del
reddito per il calcolo del diritto alla RIPAM al di fuori dei parametri fiscali
imposti secondo l’art. 40 LCAMal.
In questa costellazione
correttamente la Cassa cantonale di compensazione ha considerato non realizzati
Fatti
i presupposti dell’art. 14 cpv. 1 RLCAMal ed ha applicato i dati dedotti dalla
tassazione 2018 per accertare il diritto al sussidio della signora RI 1
singolarmente.
2.14. Occorre qui verificare se,
correttamente o meno, la Cassa ha determinato il diritto alla RIPAM 2021 della
signora RI 1 applicando i criteri indicati di reddito. Stante un reddito di CHF
43'758 dedotto dalla tassazione 2018, allo stesso va aggiunta la quota di
sostanza ritenibile (dalla tassazione 2018 emerge una sostanza netta di CHF 1'606
di cui occorre ritenere 1/15, ossia CHF 107). Da questo importo devono essere
dedotti il PMR di CHF 6'018 e le spese professionali per CHF 4'000 (in totale
CHF 10'018) per un RD di CHF 33'847. Considerata l’UR senza figli va applicata
la formula di calcolo indicata in precedenza ma con la costante (per il calcolo
del reddito disponibile massimo) del 3.8 come imposto dal Consiglio di Stato
(cfr. consid. 2.8.).
Ne
discende che il calcolo per determinare l’importo massimo sussidiabile è il
Considerandi
seguente:
3,8
x 50% (CHF 17'598) = CHF 33'436,20
Questo
importo è inferiore, purtroppo e solo per poche centinaia di franchi, al RD
della signora RI 1 (CHF 33'847). Ciò non consente di riconoscerle l’aiuto
sociale siccome il suo reddito disponibile leggermente superiore al reddito
massimo che consente, per legge, di riconoscere un sussidio.
2.15
Da quanto precede emerge che
la Cassa ha operato correttamente. La decisione emessa su reclamo va confermata
con il respingimento del ricorso.
La procedura, cui non sono
applicabili le norme della Legge sulla parte generale del diritto delle
assicurazioni sociali per quanto impone l’art. 1 cpv. 2 lett. c LAMal secondo
cui “Le disposizioni della legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte
generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) … non sono applicabili
ai seguenti settori: c) riduzioni di premi accordate ai sensi degli articoli
65, 65a e 66a e sussidi della Confederazione ai Cantoni conformemente
all’articolo 66”, è gratuita e non sono percepite, conseguentemente, tasse
e spese giudiziarie.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso formulato in
data 8 marzo 2021 da RI 1, __________, è respinto.
2. Non si percepiscono tasse e
spese e non sono attribuite ripetibili.
3. Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Il presidente Il
segretario di Camera
Daniele Cattaneo Gianluca
Menghetti