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Decisione

36.2023.3

RIPAM 2022. Figlia maggiorenne agli studi. Prima formazione contestata per il proseguimento, dopo un Bachelor, con un master in ambito non uguale. Esame del terma della prima formazione. Ricorso respinto

14 dicembre 2023Italiano83 min

dell’assicurata e la trasmissione di copia di giustificativi di eventuali redditi

Source ti.ch

Raccomandata

Incarto

n.

36.2023.3

IR/sc

Lugano

14 dicembre 2023

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto

dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 20 febbraio 2023 di

RI 1

contro

la decisione su reclamo del 25 gennaio 2023 emanata da

Cassa cantonale di compensazione - Ufficio delle

prestazioni, 6501 Bellinzona

in materia di assicurazione sociale contro le malattie

ritenuto in fatto

1.1. RI 1, nata il __________ 1996,

nubile, senza prole, domiciliata ad __________, studentessa assicurata per le

cure medico sanitarie obbligatorie presso la __________, ha domandato la

riduzione del premio dell’assicurazione contro le malattie (RIPAM qui di

seguito) per l’anno 2022 mediante formulario trasmesso alla Cassa cantonale di

compensazione (Cassa qui di seguito) il 28 dicembre 2021 (doc. 1).

Nel modulo trasmesso

all’amministrazione RI 1 ha precisato che: “a partire dal mio 25° compleanno

Fatti

i miei genitori mi hanno comunicato che cessa il loro obbligo di mantenimento

(CCS). A partire dal mese successivo qualsiasi versamento a mio favore è da

considerarsi un prestito da rimborsare; oppure fare capo a prestiti esterni

(studio, banche, etc.)”. Al formulario sono annessi la decisione di

tassazione 30 settembre 2020 relativa all’anno 2019 dell’Ufficio di tassazione

di __________ (UT qui di seguito) che indica un reddito da attività accessoria

di CHF 7'723 oltre ad una sostanza di CHF 10'403 (doc. 1/1), la decisione di

tassazione 2020 (del 12 maggio 2021), che indica un reddito accessorio di CHF

2'247 ed una sostanza di CHF 9'725. Gli atti contemplano poi, tra altri, lo

scritto 21 marzo 2022 con cui la Cassa ha domandato a RI 1 informazioni

relative al calcolo dell’imponibile in base alla tassazione 2019 dei genitori

dell’assicurata e la trasmissione di copia di giustificativi di eventuali redditi

conseguiti successivamente al 1° settembre 2021 sino a marzo 2022. RI 1 ha

prodotto le attestazioni relative a movimenti finanziari (doc. 1/3 e 1/4,

stampe da una schermata di cellulare o di computer) ed il contratto d’ingaggio

in qualità di __________ ad __________ (doc. 1/5) che prevede un impegno, su 9

giorni (ad esclusione di 3 ora a luglio 2021 dette di formazione), per poco più

di 75 ore di lavoro e una remunerazione di CHF 2'092 (circa CHF 27,70 all’ora

di lavoro).

Senza una specifica numerazione

la Cassa ha prodotto, con il plico di documenti relativo alla domanda di RIPAM

in discussione (doc. 1), i seguenti scritti:

·

lettera 16 marzo 2022 di RI 1 alla Cassa con cui chiede

l’emanazione della decisione in merito alla sua richiesta di sussidio e dove

ribadisce che i genitori ritengono di avere concluso gli obblighi di

mantenimento nei confronti della figlia ritenuto il conseguimento da parte

della qui ricorrente del Bachelor;

·

modulo per la richiesta di RIPAM 2022 a nome del padre della

ricorrente, __________, lasciato in bianco;

·

ulteriore copia del modulo RIPAM 2022 a nome di __________

lasciato in bianco

·

lettera della Cassa all’assicurata in cui sono riportate in

esteso le norme applicabili (d’avviso della Cassa), ossia l’art. 27 LCAMal,

l’art. 11 RLCAMal, l’art. 2 RLAPS con il rilievo che siccome “lei risulta di

età non superiore a 30 anni, non coniugata, senza figli a carico, con il totale

dei redditi registrato nella tassazione determinante inferiore a fr. 17'739.- e

in prima formazione (nessuna interruzione del percorso formativo superiore a 24

mesi e frequenta un Master dopo il completamento di un Bachelor), va inclusa

nell’unità di riferimento dei suoi genitori dal momento che … è da considerarsi

quale figlia maggiorenne da essi economicamente dipendente”

·

lettera 17 febbraio 2022 dell’assicurata che specifica il termine

della sua formazione all’Università di __________ (Bachelor in storia dell’arte

con indirizzo giurisprudenza) e la scelta di iniziare un Master presso

l’Università di __________ in economia, la necessità di far capo a prestiti di

studio, crediti bancari e prestiti da parte di terzi, senza esclusione della

possibilità di provvedere mediante lo svolgimento di attività lucrative part

time per il proprio sostentamento. In questo scritto l’assicurata precisa che

l’obbligo di mantenimento genitoriale è decaduto alla conclusione della

formazione a __________ (Bachelor) e chiede l’emanazione di una decisione

ritenuto che il modulo di richiesta di una RIPAM a nome dei genitori non è

riempito siccome “i miei genitori non hanno formulato nessuna richiesta di

riduzione … e non mi consentono di avere accesso ai loro dati, in particolare

fiscali, a tutela della loro privacy”.

·

gli atti del blocco doc. 1 contemplano inoltre un resoconto di

una telefonata tra il funzionario della Cassa incaricato della trattazione

della procedura il 4 febbraio 2022 in cui indica di essere stato “contattato

dal padre, la ragazza ha fatto: scuole medie, liceo, bachelor che ha concluso

giugno 2020, master che concluderà (si presume) nel 2023.

·

fotocopia del B A (Bachelor of arts) in storia dell’arte “und

in Rechtswissenschaft” con il predicato insigni cum laude.

·

attestazione (conferma) di immatricolazione all’Università di __________

con indicata la “initial matriculation Autumn Semester 2020 (01.08.2020)”.

1.2. Con atto del 31 maggio 2022 la

Cassa cantonale di compensazione ha deciso di “non entrare in materia” (doc.

2) della richiesta dell’assicurata e questo siccome, “... malgrado l’ultimo

richiamo scritto, mediante il quale l’abbiamo avvertita delle conseguenze

giuridiche che sarebbero derivate dalla sua mancata collaborazione, … non è

stata prodotta in modo completo la documentazione richiesta, indispensabile per

definire la situazione finanziaria” e questo con specifico riferimento ai

genitori dell’assicurata (__________ e __________).

Con atto del 27 giugno 2022 (doc.

3) RI 1 ha inoltrato reclamo contro il provvedimento dell’amministrazione. Essa

contesta che sia mancata la collaborazione da parte sua, siccome avrebbe sempre

evaso le richieste della Cassa. L’amministrazione non avrebbe indicato, nella

decisione formale, quale documento sarebbe stato omesso. L’assicurata osserva

poi che i genitori non hanno voluto inoltrare una richiesta di RIPAM, il loro

coinvolgimento non sarebbe pertinente. I genitori avrebbero esercitato il loro

diritto alla riservatezza dei dati che li riguardano.

1.3. Mediante scritto 23 agosto 2022 la

Cassa ha dato avvio all’istruttoria relativa al reclamo dell’assicurata,

spiegando alla signora RI 1 che:

"

… dalle informazioni in nostro possesso lei risulta in prima formazione

ai sensi della Laps. Pertanto, stando agli articoli 27 LCAMal è 11 RLCAMal,

fino al termine della sua formazione, per la determinazione del diritto alla

riduzione dei premi dell'assicurazione malattia (RIPAM), lei è inclusa

nell'unità di riferimento dei suoi genitori.

Considerato quanto precede, per determinare il diritto alla RIPAM

e per dar seguito al suo reclamo, la invitiamo nuovamente a volerci fornire

entro 30 giorni dalla presente le informazioni a noi necessarie, compilando il

formulario in allegato con i dati riguardanti tutti i componenti dell'unità di

riferimento (indicando quindi le generalità dei suoi genitori ai punti 1 e 2 e

le sue generalità al punto nr. 4 del formulario).

Come indicato nella nostra decisione del 31.05.2022 non è infatti

al nostro Servizio possibile accertare d'ufficio tali informazioni (in

particolar modo la categoria professionale e l’assicurazione malattie dei suoi

genitori) necessarie per l'evasione della sua richiesta RIPAM 2022.” (doc. 4)

Con lettera del 20 settembre 2022

(doc. 5) RI 1 ha confermato la precedente posizione, ha contestato di essere

ancora in formazione siccome titolare di un Bachelor, di avere – per sua scelta

– deciso di intraprendere un Master in economia presso l’Università di __________.

RI 1 specifica poi di avere iniziato la redazione della sua tesi (recte:

Masterarbeit o memoria di Master) e di essere iscritta con l’obbligo di

pagamento di una tassa universitaria ridotta.

Mediante scritto 11 ottobre 2022

l’amministrazione ha chiesto, riferendosi al colloquio telefonico a sua tempo

intervenuto tra la funzionaria incaricata e il padre dell’assicurata (4

febbraio 2022), di fornire specifiche relative al percorso formativo (doc. 6).

Il successivo 31 ottobre 2022 l’assicurata ha evaso la richiesta con lo scritto

doc. 7, non scevro da una inopportuna vena polemica. Si ha così che, senza

soluzione di continuità, salvo il periodo estivo in cui non sono impartiti corsi

universitari, RI 1, successivamente al termine del liceo (giugno 2016) si è

iscritta all’Università di __________ (settembre 2016) conseguendo il Bachelor

a luglio 2020 e ad agosto 2020 si è iscritta all’Università di __________ per

conseguire il Master, con lo studio in corso.

1.4. Con decisione su reclamo del 25

gennaio 2023 la Cassa ha respinto la contestazione dell’assicurata richiamando gli

art. 27 LCAMal e 11 RLCAmal, considerando la reclamante in formazione, non

economicamente indipendente e dovendo fare riferimento all’UR composta dalla

stessa e dai suoi genitori. L’amministrazione osserva di avere, alla luce di

queste considerazioni, chiesto alla signora RI 1 di trasmettere (il 7 febbraio,

21 marzo e 3 maggio 2022) la documentazione necessaria (con riferimento alla

domanda di RIPAM riferita ai genitori, rispettivamente le informazioni

economiche ed assicurative relative ai genitori per valutare la richiesta di

RIPAM nell’ottica di una unità di riferimento [UR qui di seguito] composta

dall’assicurata e dai suoi genitori). La qui ricorrente è stata avvisata,

ricorda la decisione impugnata, delle conseguenze in caso di mancata collaborazione.

Il provvedimento impugnato rileva

che l’assicurata “chiede che il diritto alla RIPAM venga calcolato senza

considerare eventuali redditi dei genitori”. L’amministrazione rileva che “per

verificare se un richiedente ha diritto o meno alla RIPAM è essenziale

conoscere la situazione personale ed economica dei membri della sua unità di

riferimento. Nella concreta fattispecie, la mancata produzione della necessaria

documentazione è dovuta alla contestazione dell'unità di riferimento ritenuta,

così come al fatto che i genitori si rifiuterebbero in ogni caso di fornire

informazioni sul loro conto”. In merito a queste censure la Cassa evidenzia

le specifiche regole della LCAMal e del RLCAMal (art. 27 rispettivamente 11)

nonché del RLAPS. L’amministrazione evidenzia comunque che, anche in base alle

norme del CCS (art. 277 cpv. 2, 276 cpv. 3 e 328), “la signora RI 1 non

risulta in grado di mantenersi completamente; cosicché, nuovamente, ella va

compresa nell'unità di riferimento dei genitori”. Con richiamo all’art. 8

RLCAMal l’amministrazione osserva poi che “l'istanza volta all'ottenimento

della RIPAM deve essere presentata alla Cassa da un membro maggiorenne

dell'unità di riferimento mediante modulo ufficiale. Chiaramente, dato che

l'unità di riferimento determina la cerchia di assicurati da considerare per il

calcolo della RIPAM (art. 26 cpv. 1 LCAMal), per ogni unità di riferimento deve

essere presentata un'unica istanza. Di conseguenza, e come richiesto a partire

da febbraio 2022, per calcolare la prestazione sono necessari "I dati riguardanti tutti i componenti della (...)

famiglia"; ciò che è ascrivibile al dovere di collaborare con

l'amministrazione, senza riguardo se tutti i membri ritengano esservi un

(proprio) diritto alla prestazione oppure potranno beneficiarne (pensiamo ad

es. agli artt. 33 cpv. 2 LCAMal e 17 RLCAMal) oppure ancora se poi uno o più di

essi abbiano intenzione dì rinunciarvi od altro”.

La decisione rammenta quindi che

per determinare il diritto alla RIPAM dell’assicurata la Cassa “necessita di

avere accesso anche alle informazioni personali e finanziarie dei genitori, le

quali però non le sono state fornite nonostante i vari solleciti e la diffida

del maggio u. s., dapprima perché la reclamante ha sostenuto che i genitori non

"consentono di avere accesso ai loro

dati” (lettera datata 17 febbraio 2022) ed in seguito perché ha

contestato la necessità di doverle fornire, sostenendo che i famigliari non

hanno avanzato richieste di RIPAM rispettivamente non fanno parte della sua

unità di riferimento”.

Richiamando i limiti del

principio dell’accertamento d’ufficio e l’obbligo di collaborare che spetta

all’assicurato, la Cassa ritiene di non “poter emanare una decisione di

merito decidendo solo sulla base degli atti”.

1.5. Con ricorso 20 febbraio 2022 (doc.

I) l’assicurata impugna la decisione su reclamo della Cassa evidenziando come,

erroneamente a suo avviso, la Cassa l’abbia considerata persona in prima

formazione (con la conseguenza di far capo all’UR famigliare) e non invece

persona che si è già formata (Bachelor) e che, per sua scelta, ha deciso di

svolgere altri studi in ambito diverso da quello della prima formazione. Il B A

conseguito le permetterebbe poi di “iniziare un’attività lavorativa e fa

decadere qualsiasi obbligo contributivo di diritto civile dei suoi genitori”.

Nelle sue conclusioni l’assicurata postula l’annullamento del provvedimento

impugnato e che sia fatto obbligo alla Cassa di entrare nel merito della sua

richiesta di RIPAM.

Il ricorso è stato notificato

alla Cassa cantonale di compensazione il 21 febbraio 2023 (doc. II) con

l’assegnazione del termine fissato dalla legge per la presentazione della

risposta di causa e la produzione degli atti completi.

Con risposta dell’8 marzo 2023

l’amministrazione si limita a confermare il proprio provvedimento e postula la

reiezione del ricorso (doc. III).

1.6. Alle parti è stata concessa la

possibilità di ulteriormente esprimersi e di domandare l’acquisizione di nuove

prove (doc. IV del 9 marzo 2023). In assenza di reazione, il 23 maggio 2023, il

giudice delegato ha indetto un’udienza di discussione inizialmente fissata per

il 18 luglio 2023 e, successivamente, posticipata al 25 luglio 2023 (doc. V e

VI). L’assicurata, come per tutti gli atti della procedura, ha delegato il

padre __________ a rappresentarla anche all’udienza (doc. VII). Mediante

scritto del 17 luglio 2023 (doc. VIII) il giudice delegato ha comunicato alla

giovane ricorrente come la sua partecipazione all’udienza fosse “di rilievo”

per gli accertamenti del Tribunale. Prima dell’udienza il Tribunale cantonale

delle assicurazioni ha acquisito informazioni presso il __________, Ufficio del

controllo abitanti, relativi ai periodi di domiciliazione della ricorrente nel

comune (doc. IX). La collaboratrice dell’Ufficio interessato ha risposto a

stretto giro di posta il 19 luglio 2023 (doc. X) comunicando quanto segue:

" Come da

vostra richiesta ecco la situazione abitativa della Signora RI 1, __________.1996:

· La Signora è

domiciliata ad __________ dal 01.01.2002

· Nel settembre 2017 ci

aveva richiesto un'autorizzazione di

soggiorno a __________ per motivi di studio.

· Al 05 settembre 2022 ci

ha contattati per richiedere una nuova

autorizzazione di soggiorno presso il

comune di __________ a partire dal 01.09.2022 per motivi di lavoro.

· L'autorizzazione di

soggiorno da noi rilasciata scadrebbe al

31.08.2023 e fino ad ora non ce ne ha richiesta una nuova.

Per quanto ci risulta il domicilio è sempre stato ad __________”

(doc. X)

In occasione dell’udienza,

nonostante l’invito a comparire personalmente (e la scelta del periodo al di

fuori dei corsi e degli esami universitari), RI 1 non si è presentata ma è

stata rappresentata dal padre. In quella sede è stato verbalizzato quanto, per

completezza, occorre riportare qui di seguito:

" In questa

sede il Giudice mette in evidenzia che l’eventuale riconoscimento di una

riduzione dei premi potrebbe avere quale correlato il mancato riconoscimento

per la deduzione dei figli agli studi a livello fiscale. Il rappr. della ricorrente

rileva come tale deduzione sia effettivamente ammessa fino ai 28 anni ma se

compiuti nel corso dell’anno la deduzione non è più riconosciuta dall’UT

competente.

La ricorrente tramite il rappr. ricorda come la sua formazione

abbia avuto quale punto focale la storia dell’arte cui l’università imponeva di

affiancare altre materie per il raggiungimento del n. dei punti necessari al

conseguimento del bachelor (180). RI 1 ha deciso su consiglio del padre di

seguire dei corsi di diritto …

(…)

È prodotto agli atti un estratto delle note allo stato delle

stesse del 3.4.23 da cui si deduce che il Master che la ricorrente intende

conseguire all’UNI di __________ è il Master of Arts in Management,

Organisation und Kultur.

RI 1 ha quindi seguito i suoi corsi sino alla consegna della sua

tesi per la quale è in attesa di avere l’esito.

… il rappr. della ricorrente tende a ribadire che nel caso

concreto il punto nodale della questione è quello relativo all’interpretazione

del concetto di prima formazione dell’art. 11 del regolamento ritenendo la

ricorrente che non si sia più confrontati con una prima formazione per il

cambio di ambito di studio intervenuto e perché con il conseguimento di un BA

la persona ha ottenuto un diploma di fine formazione sufficiente ed adeguato per

lo svolgimento di un’attività lavorativa. Il Master costituisce un titolo di

fascia superiore non necessario quale un dottorato.

Viene acquisito agli atti il sistema delle alte scuole svizzere

reperito sul sito www.swissuniversities.ch.” (doc. XI)

Va rilevato qui, a proposito

della deduzione fiscale per figli agli studi nella partita fiscale dei genitori

della ricorrente, come RI 1 sia nata nel 1996 e compirà 28 anni soltanto nel

2024, e non certo nel 2022 anno del richiesto sussidio, con la conseguenza che

la deduzione è ammissibile per l’anno 2022 a livello fiscale come indicato

nelle considerazioni di diritto.

Per completare l’istruttoria il

27 luglio 2023 il giudice delegato si è rivolto alla Conferenza svizzera delle

scuole universitarie, Divisione della Segreteria di Stato per la formazione, la

ricerca e l’innovazione (SEFRI qui di seguito), con un lungo scritto nel quale,

dopo avere contestualizzato la ragione della richiesta di informazioni, ha

rilevato in particolare come:

" (…) Il

Tribunale deve accertare se, per una giovane donna che ha frequentato

l’Università di __________, conseguendo il Bachelor of Arts (BA) in storia

dell’arte e legge (Kunstgeschichte und in Rechtswissenschaft), e che abbia poi

continuato, senza interruzione, i suoi studi all’Università di __________,

seguendo i corsi per ottenere un Master of Arts in Management, Organisation und

Kultur, si possa ritenere che, con l’ottenimento del BA, abbia concluso la sua

prima formazione.

(…)

La Dichiarazione di Bologna prevede il sistema duale

(Bachelor/Master, fatto salvo il dottorato di ricerca) recepito nell’Ordinanza

del Consiglio delle scuole universitarie sul coordinamento dell’insegnamento

nelle scuole universitarie svizzere del 29 novembre 2019 che precisa come l’ammissione

allo studio di master presupponga il conseguimento di un diploma di bachelor di

una scuola universitaria o di un altro istituto accademico oppure un diploma di

bachelor di una scuola universitaria estera equivalente, riconosciuta o

accreditata nel Paese d’origine (art. 4 Ordinanza), fatte salve le restrizioni

all’ammissione valide per tutti i candidati agli studi rispettivamente quelle

dell’art. 9 Ordinanza. La Conferenza svizzera dei rettori delle scuole

universitarie, come rammenta l’art. 8 dell’Ordinanza citata, elabora e pubblica

la lista degli indirizzi di studio delle università cantonali e dei politecnici

federali in cui sono definiti i cicli di studio di bachelor e i corrispondenti

cicli di studio di master consecutivi. Per l’art. 9 Ordinanza i titolari di un

diploma di bachelor di una scuola universitaria o di un altro istituto

accademico sono ammessi allo studio di master di un altro tipo di scuola

universitaria in un indirizzo affine secondo la lista di concordanza,

anche in questo caso reperibile nel sito delle swissuniversities.

(…)

La materia è ora retta dai principi espressi in https://www.swissuniversities.ch/themen/zulassung/durchlaessigkeit-zwischen-hochschultypen

e comunque lasciata per grossa parte alla valutazione delle Università

interessate sulla base di 11 principi di base.

Alla luce di quanto precede Le chiedo cortesemente di volermi

indicare, visto che il sistema universitario svizzero permette di conseguire un

Bachelor in una materia e seguire poi corsi per il conseguimento di un Master

in un’altra con il vincolo dell’affinità delle materie (espresso dall’art. 9

cpv. 1 Ordinanza), se siano imposti dal Vostro Ufficio, in applicazione

dell’Ordinanza citata, criteri minimi per stabilire l’affinità …” (doc. XII)

All’autorità interpellata sono

stati posti ulteriori quesiti (che, dove necessario, saranno ripresi in corso

di motivazione). Al segretariato degli studi universitari dell’Università di __________

(doc. XIII del 27 luglio 2023 e doc. XIV in lingua tedesca di medesimo tenore)

sono pure state poste domande relative all’affinità degli studi di Bachelor e

di Master, in particolare:

" … chiedo cortesemente di indicarmi se, conformemente alla Verordnung

des Hochschulrates über die Koordination der Lehre an den Schweizer Hochschulen

vom 29. November 2019 (art. 9 abs. 1: “I titolari di un diploma di

bachelor di una scuola universitaria o di un altro istituto accademico sono

ammessi allo studio di master di un altro tipo di scuola universitaria in un

indirizzo affine secondo la lista di concordanza”), tra il Bachelor

conseguito a __________ dalla signora RI 1 e il Master che la stessa sta

ottenendo presso l'Uni __________ vi sia affinità o meno e le ragioni per le

quali questa affinità è stata riconosciuta. (…)” (doc. XIII)

Le risposte dell’Università di __________

(doc. XVII è giunta il 5 settembre 2023 mentre quella della Segreteria di Stato

per la formazione, la ricerca e l’innovazione SEFRI è pervenuta il successivo

19 settembre 2023 (doc. XIX).

Le parti sono state invitate a

formulare le loro osservazioni in merito (doc. XVIII e XXI) ed il 6 ottobre

2023 la ricorrente si è espressa in merito, specie con riferimento al concetto

espresso da SEFRI secondo cui “per quanto riguarda le università

l’ottenimento del Master è considerato come prima formazione”, asserzione

che la ricorrente ritiene priva di sostrato giuridico. D’altra parte, d’avviso

della ricorrente è di rilievo che, dopo il conseguimento di un BA (come

indicato dai rappresentanti della Cassa), se un assicurato segue un altro corso

di Bachelor non è più considerato nell’ambito della famiglia.

Da qui la ricorrente deduce che

il suo BA le permetteva di essere considerata quale persona sola avendo anche

lavorato durante gli studi di Master presso la __________. RI 1 contesta poi il

dire della vice direttrice del SEFRI per cui solo chi è in possesso del diploma

di Master possa accedere al mondo del lavoro.

Con riferimento invece alle

risposte dell’Uni __________ la signora RI 1 (sempre per mano del padre)

ritiene che se essa è stata ammessa a quei corsi universitari perché ottemperava

le condizioni necessarie.

L’atto è stato trasmesso alla

Cassa (doc. XXIII del 28 novembre 2023) per eventuali osservazioni.

considerato in diritto

in ordine

2.1. A norma dell’art. 76 cpv. 1 e 2

della Legge cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito),

contro le decisioni dell’amministrazione emanate in applicazione della medesima

legge è possibile il reclamo all’organo che ha pronunciato il provvedimento,

ciò nel termine di 30 giorni dalla notificazione. Nel medesimo termine sono

impugnabili al Tribunale cantonale delle assicurazioni le decisioni emanate su

reclamo da parte dell’autorità amministrativa preposta. Il Tribunale cantonale

delle assicurazioni è quindi competente a esaminare i ricorsi in materia di

riduzione dei premi dell’assicurazione contro le malattie (materia di

competenza cantonale siccome retrocessa dal legislatore federale, come rammenta

la dottrina; sul tema della riduzione dei premi si veda: Ivano Ranzanici, La riduzione dei premi

dell’assicurazione malattia; tesi pubblicata nella collana AISUF [n. 364],

edita da Schulthess Verlag Zurigo, 2016). Affinché il ricorso sia ricevibile la

decisione deve essere resa dall’amministrazione interessata (la Cassa cantonale

di compensazione AVS AI IPG Ufficio delle prestazioni) a seguito del reclamo

dell’assicurato. In altri termini non è la decisione formale resa

dall’amministrazione che può fare l’oggetto di un diretto ricorso al Tribunale cantonale

delle assicurazioni, ma unicamente la decisione che segue il reclamo

dell’assicurato.

2.2. Alla procedura non sono applicabili

le norme della Legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni

sociali (LPGA) per quanto impone l’art. 1 cpv. 2 lett. c LAMal secondo cui “le

disposizioni della legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte genera-le del

diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) … non sono applicabili ai seguenti

settori: c) riduzioni di premi accordate ai sensi degli articoli 65, 65a e 66a

e sussidi della Confederazione ai Cantoni conformemente all’articolo 66”.

nel

merito

2.3. Oggetto del contendere è il diritto

dell’assicurata qui ricorrente di ottenere la RIPAM 2022 che la Cassa le ha

negato considerandola membro dell’unità di riferimento (UR qui di seguito)

della sua famiglia d’origine siccome in prima formazione. Più specificatamente

è la correttezza della decisione della Cassa che ha ritenuto non ammissibile la

domanda di RIPAM 2022 di RI 1 per la carenza di produzione della documentazione

relativa agli altri membri dell’UR, e quindi per una mancata collaborazione

all’accertamento dei fatti.

2.4. Come ricordato in recenti giudizi

relativi alla riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure

medico sanitarie (si vedano le STCA 36.2023.25 del 27 novembre 2023, 36.2022.21

del 13 giugno 2022, 36.2021.14 del 19 aprile 2021, 36.2021.8 del 22 marzo 2021 e

36.2023.25 del 27 novembre 2023 di cui si riportano - qui di seguito - i

passaggi rilevanti per la comprensione della materia) vale la pena di evocare,

seppure brevemente, alcuni capisaldi della materia che, con il 2012 prima, e

nel 2015 poi, ha subito un’importante modifica, rispetto ai precedenti

paradigmi, ad opera del legislatore cantonale.

Il

legislatore ha, infatti, stabilito un sistema di attribuzione dei sussidi,

conformemente al dettato degli art. 65 e seg. LAMal, al fine di rendere più

efficace l’aiuto sociale. La precedente normativa aveva infatti mostrato talune

lacune e, soprattutto, la novella ha voluto ottemperare gli obiettivi di

politica sociale cantonale voluti con l’adozione della Legge

sull’armonizzazione delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (in questo

senso il Messaggio 15 settembre 2009 del Consiglio di Stato accompagnante il

disegno di legge di modifica della LCAMal, a pagina 7, ed il relativo Rapporto

della Commissione della gestione e delle finanze del l’8 giugno 2010 a pagina

1, per maggiori dettagli si veda: Ranzanici,

tesi citata, capitolo 14, p. 357 e ss.). In particolare il Consiglio di Stato,

con il disegno di legge, e il Parlamento, promulgando le norme, hanno previsto

di rendere il sistema della RIPAM affine ai criteri scelti dalla Laps e quindi

distanziarsi dal reddito imponibile cantonale quale base per la determinazione del

diritto al sussidio per approdare al criterio del reddito disponibile,

maggiormente indipendente da scelte di politica fiscale. D’altro canto

l’esecutivo prima ed il Parlamento poi hanno voluto maggiormente considerare il

contesto famigliare in cui l’assicurato vive passando da una valutazione

riferita alle persone sole ed alle famiglie (definite in maniera restrittiva,

si veda in merito l’art. 25 v. LCAMal) all’unità di riferimento definita nel

nuovo art. 26 LCAMal.

Le

norme più recenti tendono a conseguire una migliore aderenza del sistema di

concessione delle RIPAM alla realtà sociale e vogliono, come detto, considerare

maggiormente la diversa capacità, in specie delle famiglie, di finanziare i

premi in funzione delle loro dimensioni. Il nuovo sistema adottato non tende

però solo ad evitare “gli effetti indesiderati” del precedente ma anche a

“tenere conto della reale situazione dell’offerta assicurativa … nell’ambito

dell’assicurazione di base … con l’introduzione del premio medio di

riferimento” che sostituisce la nozione di media cantonale ponderata

precedentemente ritenuta.

Il

Cantone gode, nella concretizzazione di quanto in materia di RIPAM prevede la

LAMal, di ampio margine di valutazione ed apprezzamento (Ranzanici, op. cit., capitoli 6.1.2.4.

[p. 156] e 8 [p. 195 e ss.], in particolare capitolo 8.4.5. [p. 207 e ss.]) ed

è vincolato in particolare da quanto impone l’art. 65 cpv. 1bis LAMal secondo

cui, per i redditi medi e bassi, i Cantoni riducono di almeno il 50 per cento i

premi dei minorenni e dei giovani adulti in periodo di formazione (oltre

all’obbligo d’informazione della popolazione in merito al diritto di ottenere

la riduzione dei premi e lo scambio di dati tra Cantoni ed assicuratori).

Spetta, infatti, ai Cantoni definire quali siano i potenziali beneficiari della

RIPAM, e quindi definire gli assicurati di condizione economica modesta. Il

diritto cantonale è un diritto autonomo come rammenta il Tribunale Federale

nella sua costante giurisprudenza (DTF 122 I 343, 125 V 185,134 I 313 e 145 I

26 c. 3.2. e 3.3.) e compete al Cantone non solo fissare le procedure ma

decidere il modello da applicare per pervenire alla riduzione dei premi.

Con

le norme introdotte nel 2012 uno degli intenti del legislatore è stato quello

di conseguire “una maggiore equità orizzontale nell’accesso al sistema di

riduzione dei premi, in modo da rispecchiare maggiormente la capacità diversa

delle famiglie, in funzione della loro dimensione, di finanziare i premi”,

nonché quello di eliminare gli effetti indesiderati presenti nel previgente

sistema (i cosiddetti effetti soglia) e da ultimo quello di “avvicinarsi

maggiormente alla reale situazione dell’offerta assicurativa … con

l’introduzione del premio medio di riferimento … (con) … miglioramento anche

nella trasparenza del sistema cantonale … che evidenzierà meglio la differenza

fra il premio che dovrebbe pagare l’assicurato e il premio realmente pagato”

(Rapporto, loc. cit.). Importante è ancora rilevare che, nel suo Messaggio di

accompagnamento del disegno di legge, l’esecutivo cantonale ha posto l’accento

sulla volontà di modificare in parte la cerchia dei beneficiari potenziali

della RIPAM e l’entità dell’aiuto sociale per certe fasce di assicurati.

2.5. Tra

i criteri necessari per determinare il diritto alla RIPAM vi è il reddito. Il

parametro da porre alla base del calcolo della RIPAM dell’UR (unità di

riferimento) è il RDS (Reddito disponibile fissato in maniera semplificata

partendo dai dati fiscali) che si stabilisce partendo dal reddito lordo

riportato dalla decisione di tassazione per l’imposta cantonale del periodo di

tassazione determinato dal Consiglio di Stato, aumentato della quota parte

della sostanza computabile, dedotti i valori che la legge ammette in deduzione.

L’amministrazione

si basa quindi integralmente sui dati fiscali (da qui l’espressa base legale

che consente accessibilità alla Cassa ai dati fiscali necessari

all’elaborazione del calcolo, art. 25 LCAMal) e ciò senza che sia, di principio,

necessario all’amministrazione acquisire altre informazioni dall’assicurato

medesimo o tramite terzi (v. Ranzanici,

op. cit., capitolo 14.8. p. 387 e ss.).

Il

RDS è stato fissato considerando i concetti cardine del reddito disponibile in

ambito Laps (sia per quanto attiene i redditi computabili sia per quel che

riguarda le spese ammesse in deduzione) partendo però dai dati fiscali per una

semplificazione nelle operazioni amministrative alla luce del numero dei

beneficiari della RIPAM. Nella volontà del legislatore il RDS costituisce

dunque un “reddito disponibile di tipo operativo che precisa la reale

capacità economica degli assicurati”, ed è costituito dalla somma di ogni

reddito, indipendentemente dalla sua fonte, ritenuto nella tassazione fissata

dall’esecutivo cantonale annualmente, cui va aggiunta una quota della sostanza

(1/15 della sostanza netta secondo la LT, senza imputazione di franchigia

alcuna).

Dai

lavori preparatori discende che il Giudice delle assicurazioni sociali (e prima

ancora l’amministrazione) farà capo alla decisione di tassazione del periodo

determinato dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAMal) per fissare il RDS

(si veda Ranzanici, op. cit., n.

826, p. 433, capitolo 14.8.6). Come rammentato nelle STCA 36.2023.25 del 27

novembre 2023, 36.2016.130-131 del 15 marzo 2017; 36.2015.78 del 2 febbraio

2015; 36.2011.31 del 9 settembre 2011, 36.2011.32 del 14 luglio 2011,

36.2011.19 del 16 giugno 2011, 36.2008.163 del 4 febbraio 2009; 36.2008.94 del

10 settembre 2008, fra le ultime in ordine di tempo e STCA 36.1999.28 del 2

giugno 1999 e 36.2003.91 del 29 marzo 2004 fra le prime come: "per

costante giurisprudenza di codesto TCA, ogni tassazione fiscale è presunta

conforme alla realtà. L'amministrazione è vincolata dalle comunicazioni delle

autorità di tassazione. È possibile scostarsi da una tassazione fiscale

cresciuta in giudicato solo se la stessa contiene errori manifesti e

debitamente comprovati. … l'assicurato deve innanzitutto difendere i suoi

diritti nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle

assicurazioni sociali".

L’amministrazione

prescinde (così come il Giudice) dai dati fi-scali in casi eccezionali, che le

norme del regolamento riservano (art. 14 RegLCAMal del 29 maggio 2012, in

maniera più estesa nel previgente regolamento del 13 novembre 2007 all’art. 31

RegLCAMal). In tali costellazioni è eseguito un nuovo calcolo autonomo

indipendente dalla decisione di tassazione. Sia l’amministrazione sia il

Tribunale cantonale delle assicurazioni, se non dati gli estremi del

regolamento (art. 14), debbono attenersi alla decisione di tassazione fissata

dal Consiglio di Stato ed ai valori in questa contenuti.

Dall’importo

del reddito complessivo lordo vanno dedotte, esclusivamente, le spese

specificatamente riconosciute dall’art. 31 LCAMal. La legge ha fissato in

maniera esaustiva e completa sia quali deduzioni siano possibili e, laddove lo

abbia fatto, gli importi ammessi in deduzione (in questo senso il Rapporto

della Commissione della Gestione e delle Finanze, pag. 3 punto 3.1. in fine che

riprende il Rapporto DSS citato pag. 17). Il criterio discriminante sembra

essere stato quello della necessità della spesa e del suo vincolo. La legge

annovera il premio di riferimento medio dell’assicurazione obbligatoria contro

le malattie determinato annualmente dal Consiglio di Stato (PMR qui di seguito,

in merito si veda l’art. 29 LCAMal), i contributi sociali secondo la LT (ossia:

AVS, AI, IPG, AD, LAINF e LPP), le pensioni alimentari versate, le spese

professionali (secondo la LT e fino ad un massimo di CHF 4'000) nonché le spese

per interessi passivi privati e aziendali (secondo la LT e sino ad un importo

massimo di CHF 3'000). Altre spese quali l’affitto, altri premi assicurativi

(ad esempio per le coperture complementari, la RC privata o auto), imposte e

tasse, spese mediche (anche per franchigie e partecipazioni nell’ambito della

LAMal) o ancora per l’invalidità (per una critica si veda Ranzanici, op. cit., p. 423 nota 803 e

p. 437 e ss. note 833 e ss.), rispettivamente spese di gestione e manutenzione

immobili o le deduzioni ammesse fiscalmente per figli a carico od ancora per

doppia economia non possono essere considerate. Secondo le norme vigenti la

spesa per interessi passivi è – come detto – ammessa se effettiva e dimostrata

dai dati fiscali ma entro il limite massimo di CHF 3'000. L’accento è posto

sulla natura della spesa ritenuta vincolata per l’economia domestica e

riferibile, nella quasi totalità dei casi, ai debiti ipotecari. La

deducibilità, per il Messaggio, sarebbe necessaria per “garantire una certa

parità di trattamento tra proprietari e inquilini ed evitare di penalizzare i

proprietari di case … gravati da un’ipoteca sulla casa primaria” (pag. 18).

La giustificazione della limitazione dell’importo sarebbe poi da ricondurre al

favore che la LT fa ai proprietari di case rispetto agli inquilini siccome il

valore locativo dell’immobile non risponde in realtà mai sino in fondo a quello

reale di mercato. Quindi secondo il Messaggio (pag. 18 ad 6.3.7) a fronte del

riconoscimento tra i redditi del valore locativo occorre – ma sino a CHF

3'000.00 al massimo – ammettere una deduzione in caso di oneri ipotecari (si veda

anche: Ranzanici, op. cit., n. 790

e 800 e 801, p. 388 e 421 e seguente, nota a piè pagina 1211).

2.6. Per

completezza va rammentato ancora che, per fissare l’importo della riduzione del

premio da riconoscere agli assicurati “di condizione economica modesta”

(art. 65 cpv. 1 LAMal), l’importo normativo della RIPAM accertato in base alle

norme va ulteriormente moltiplicato per il coefficiente cantonale di

finanziamento (Ranzanici, op.

cit., capitolo 14.10. p. 448 e ss.). L’art. 37 LCAMal prevede che il coefficiente

cantonale di finanziamento, ossia quanto il Cantone deve finanziare

dell’importo normativo del premio, determina di converso la quota, basata sul

premio medio di riferimento, che rimane a carico dell’assicurato o dell’UR

interessata.

2.7. Come

anticipato nelle considerazioni precedenti la Cassa prescinde dal rifarsi ai

dati previsti nella tassazione di riferimento quando gli stessi non siano

attuali in seguito a eventi specificatamente previsti dal regolamento di

applicazione della LCAMal. In particolare (come evocato nella STCA 36.2019.52

del 26 agosto 2019) in situazione di vedovanza.

L’art.

14 RLCAMal prevede, al suo capoverso 1, l’obbligo (per l’imposizione voluta

dall’esecutivo cantonale con l’espressione: “Il reddito di riferimento è determinato

sulla scorta della situazione finanziaria e familiare più recente nei seguenti

casi”) per l’amministrazione di procedere alla determinazione del diritto

alla riduzione dei premi senza far capo ai valori ritenuti nella tassazione, in

caso di

" a) persone

soggette all’imposta alla fonte e persone soggette

all’obbligo d’assicurazione svizzero

in forza dell’Accordo CH/CE sulla libera circolazione delle persone o

dell’Accordo di emendamento della Convenzione istitutiva dell’AELS, non tassate

in Svizzera;

b) persone domiciliate che, al momento

dell’istanza, non dispongono di alcuna tassazione fiscale e per le quali non

sarà emessa una tassazione relativa al periodo fiscale determinante;

c) persone sole conformemente all’art.

11 capoverso 1 che hanno iniziato un’attività lucrativa dopo avere terminato la

prima formazione;

d) decesso del coniuge o del partner registrato;

e) divorzio o separazione per sentenza

giudiziaria o di fatto, scioglimento dell’unione domestica registrata;

f) cessazione totale dell’attività

lucrativa a seguito di disoccupazione, pensionamento, infortunio, malattia,

maternità o paternità, riqualificazione o perfezionamento professionale.”

Il

regolamento (art. 14 cpv. 2) prevede poi altre ipotesi in cui, a richiesta dell’assicurato

o dell’UR, il reddito di riferimento è determinato sulla scorta della

situazione finanziaria e familiare più recente. Le ipotesi sono le seguenti:

"

2La Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG

accerta, su richiesta, i dati necessari per il calcolo del reddito di

riferimento al di fuori o in assenza della tassazione fiscale determinante in

caso di:

a) cessazione parziale dell’attività

lucrativa nelle situazioni di cui alle lett. e), f) e g) del capoverso 1;

b) diminuzione delle prestazioni, in

forma di rendite e indennità giornaliere delle assicurazioni sociali o private,

o delle pensioni alimentari, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione

fiscale determinante;

c) diminuzione del reddito da lavoro

(da attività dipendente o indipendente) per altri fattori oltre a quelli

indicati alla lett. a), rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione

fiscale determinante;

d) diminuzione degli affitti

percepiti, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione fiscale

determinante;

e) diminuzione importante dei valori

di sostanza desunti dalla tassazione fiscale determinante, se l’utilizzo della

sostanza è comprovato e giustificato per necessità primarie proprie.”

La

norma prevede ulteriormente che:

"

(…)

3Nelle

evenienze di cui ai capoversi 1 e 2, in caso di esistenza di sostanza e reddito

della sostanza (immobiliare e mobiliare), i dati necessari sono desunti

dall’ultima tassazione fiscale cresciuta in giudicato al momento dell’istanza.

4I dati

necessari nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2 sono accertati mediante uno

specifico modulo ufficiale che è recapitato dalla Cassa cantonale di

compensazione AVS/AI/IPG.

5Per le

persone non residenti in Svizzera, assicurate obbligatoriamente in Svizzera in

ragione degli Accordi bilaterali CH/CE o della Convenzione istitutiva

dell’AELS, di cui alla lett. a) del capoverso 1, si richiamano le disposizioni

federali specifiche relative al calcolo del reddito determinante.”

In

particolare, dunque, nell’ipotesi della diminuzione del reddito conseguito

comunicato all’amministrazione la Cassa procede alla determinazione del diritto

alla riduzione del premio al di fuori dei parametri fiscali, accertando il

reddito da ultimo conseguito dai membri che compongono l’unità di riferimento.

2.8. Va

ancora evidenziato come, a norma dell’art. 40 LCAMal, annualmente il Consiglio

di Stato stabilisce il periodo fiscale determinante per l’acquisizione dei dati

di base; i premi medi di riferimento; la costante applicabile alle unità di

riferimento con figli e alle unità di riferimento senza figli (ritenuto quanto

indicato all’art. 32a cpv. 2 a 4 LCAMal) e il coefficiente cantonale di

finanziamento (ritenuto tuttavia il parametro di cui all’art. 37 LCAMal).

Per

il 2022 l’Esecutivo cantonale ha stabilito come segue le basi di calcolo per le

riduzioni di premio nell’assicurazione malattie che ha definito come segue: il

periodo fiscale per l’accertamento del reddito disponibile di riferimento è

quello relativo all’imposta cantonale per l’anno 2019; il premio medio di

riferimento, per gli adulti, è di CHF 6'000, per i giovani adulti CHF 4'594,

per i minorenni CHF 1'379. La costante per il calcolo del reddito disponibile

massimo è stata stabilita, per le unità di riferimento senza figli, nel 3.8 e per

le unità di riferimento con figli nel 4.7.

2.9. Per verificare il diritto di RI 1

di beneficiare della riduzione dei premi, occorre accertare se

l’amministrazione ha, correttamente, o meno, considerato la composizione

dell’UR nel caso concreto facendo riferimento al nucleo famigliare del padre (e

rappresentante) e della madre della ricorrente. Nel caso concreto la Cassa ha

escluso che la ricorrente possa essere ritenuta quale persona sola.

2.10. L’UR è concetto descritto nelle

considerazioni che precedono, l’art. 26 cpv. 2 LCAMal prevede che di regola “è

costituita dall’unità riconosciuta ai sensi del diritto fiscale”. Dal canto

suo l’art. 27 LCAMal specifica invece il caso particolare, anche se frequente,

delle persone sole economicamente dipendenti.

Per l’art. 27 LCAMal “le

persone sole maggiorenni senza figli, di età non superiore a 30 anni, il cui

totale dei redditi registrati nella tassazione applicabile è inferiore al

limite di fabbisogno esistenziale definito ai sensi della legge sull’armonizzazione

e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), del 5 giugno 2000, sono

incluse nell’unità di riferimento da cui dipendono economicamente”, a

questo proposito la dottrina (Ranzanici,

tesi citata, n. 709, p. 373) precisa che la “differenza, … , risiede nel

considerare quali componenti l’UR non solo i coniugi (con gli eventuali figli

sino al compimento del diciottesimo anno d’età) ma anche, laddove ve ne siano,

i figli maggiorenni se a carico della famiglia siccome in formazione. L’UR è

quindi un concetto più ampio rispetto alla famiglia del precedente diritto”,

lo stesso autore ricorda poi (n. 713 p. 375) che “nell’unità anche i figli

maggiorenni in formazione o comunque con introiti limitati, ma solo sino

all’età di 30 anni. Con questa norma viene realizzata la volontà politica di

favorire le famiglie comprendendo nelle stesse i figli maggiorenni, ed oggi

sono la maggior parte, che seguono formazioni professionali che si protraggono

nel tempo”, questa integrazione tende a considerare l’onere che i figli in

formazione causano alla famiglia (comportando il loro mantenimento generalmente

degli oneri).

La

fissazione da parte del legislatore di un’età certamente avanzata (30 anni) e

francamente scollegata da altri limiti d’età che fondano riconoscimento di

prestazioni o deduzioni fiscali (nella nota 1170 a p. 376, alla marginale 715, Ranzanici evidenzia come: “I 30 anni

costituiscono un’età disarmonica rispetto al diritto fiscale per cui la

possibilità di dedurre il mantenimento in favore di un figlio in formazione può

avvenire sino al compimento dei 28 anni (art. 34 cpv. 1 lett. a LT). La LAVS

prevede poi il pagamento del contributo minimo di legge per gli studenti sino

al compimento dei 25 anni (art. 10 cpv. 2 lett. a LAVS), od ancora l’art. 25

cpv. 5 LAVS riconosce il diritto alla rendita per orfani ai figli ancora in

formazione, il diritto alla rendita dura fino al termine della stessa, ma al

più tardi fino a 25 anni compiuti”) è attenuata da una serie di condizioni

d’esclusione rigorose, come detto, da un lato, l’età del / della giovane in

formazione (i 30 anni) e il fatto che il / la giovane sia una persona sola (e

non abbia un proprio nucleo famigliare), in terzo luogo il / la giovane deve

dipendere in maniera effettiva economicamente dalla famiglia. In queste

costellazioni la persona interessata può certamente conseguire dei redditi

(assurda sarebbe l’imposizione del contrario) ma gli stessi devono essere

limitati, si deve trattare di importi inferiori al “limite di fabbisogno

esistenziale definito” dalla Laps. Come rammenta la dottrina citata “Questo

importo, nel Messaggio di accompagnamento, è definito quale reddito limite per

sopperire al fabbisogno esistenziale ai sensi della Laps e costituisce un

parametro riconosciuto di minimo vitale, al di sotto del quale sussiste il

diritto ad un intervento sociale di complemento” (Ranzanici, p. 376, alla marginale 715).

Gli

importi del fabbisogno esistenziale definito ai sensi della legge

sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps)

assommavano, nel 2022, a CHF 17'739 (come si desume anche dalle istruzioni per

la richiesta della RIPAM 2022 (https://www4.ti.ch/fileadmin/DSS/IAS/pdf/opuscoli/Istruzioni_per_la_richiesta_di_riduzione_individuale_del_premio_2022.pdf).

2.11. La ricorrente, per il tramite del

padre, sostiene di dovere essere considerata quale persona sola e non membro

dell’UR composta dalla sua famiglia, siccome avrebbe completato la sua

formazione universitaria mediante il conseguimento del Bachelor presso l’Università

di __________. I suoi studi, senza soluzione di continuità, presso l’Università

di __________, in materia di economia con attinenza alla storia dell’arte

oggetto del BA conseguito, costituirebbero altra formazione. RI 1 si ritiene

indipendente economicamente nella misura in cui lavorava parzialmente durante

gli studi universitari e per il resto farebbe capo, come sostenuto dal padre in

sede di udienza (doc. XI) a prestiti di danaro dei genitori (di cui non è

comunque stata provata la dazione nonostante l’invito a produrre prove a più

riprese formulato in corso d’istruttoria, specie si veda il doc. IV). Agli atti

non è stata consegnata alcuna girata bancaria, alcuna ricevuta, alcun accredito

d’altro tipo, nessun contratto di mutuo in cui siano previste somme, interessi

e modalità di restituzione del debito.

2.12. Come indicato occorre

stabilire, in concreto, se la ricorrente debba essere considerata una persona

sola economicamente indipendente a norma dell’art. 27 LCAMal. L’art. 27 cpv. 2

LCAMal rinvia al regolamento per la disciplina dei particolari. A norma

dell’art. 11 RegLCAMal:

" 1Una

persona è economicamente dipendente se cumulativamente:

a) non supera i 30 anni;

b) non è coniugata;

c) non ha figli a carico;

d) il totale dei redditi registrati nella tassazione fiscale

determinante è inferiore al limite di fabbisogno esistenziale definito ai sensi

della Laps.

2La persona di cui al capoverso 1 è inclusa nell’unità

di riferimento se, al momento della presentazione dell’istanza di riduzione

di premio, è in prima formazione secondo quanto previsto dalla Laps.

3 ….” (sottolineatura del redattore)

Il rinvio alle

norme della Laps impone esame di tali norme e della prassi sviluppata da questa

Corte in quel contesto.

2.13. Per compiutamente inquadrare il tema

giuridico qui all’esame occorre approfondire gli sviluppi della giurisprudenza

di questa Corte nell’ambito dei campi giuridici in cui sono applicabili le

norme della LAPS, ossia gli art. 4a LAPS e 2 RLAPS, cui le norme della LCAMal e

del relativo regolamento citate in precedenza rinviano.

Le norme citate hanno il seguente

testo:

"

Art. 4 L’unità di riferimento è costituita:

a) dal titolare del diritto;

b) dal coniuge o dal partner registrato;

c) dal partner convivente, se la convivenza è considerata stabile;]

d) dai figli minorenni di cui essi hanno l’autorità parentale;

e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente

indipendenti.”

Dal canto suo l’art. 2 RLAPS così

definisce le persone economicamente dipendenti:

" Art. 2 Una

persona maggiorenne non è economicamente indipendente se, cumulativamente:

a) ha meno di 30 anni;

b) non è sposata, legalmente divorziata, separata o vedova, non è

o non è stata vincolata da un’unione domestica registrata;

c) non ha figli;

d) è in prima formazione.

2Vi

è prima formazione ai sensi del cpv. 1 lett. d) quando, senza interruzione del

percorso formativo superiore ai 24 mesi, una persona maggiorenne frequenta una

formazione del livello seguente:

a) primario, secondario 1, oppure secondario 2 di tipo

propedeutico;

b) secondario 2 di tipo professionale o terziario non

universitario, se non possiede già un titolo dello stesso livello o di livello

superiore;

c) terziario di tipo universitario professionale e accademico

compresa la frequenza del biennio che completa la laurea breve o del master che

completa il bachelor, se non possiede già un titolo di livello terziario;

d)perfezionamento linguistico dopo una formazione di livello

secondario 2.”

Questa Corte, in una sentenza di

principio datata 25 agosto 2011 emessa nell’ambito di una vertenza avente per

oggetto prestazioni sociali rette dalla LAS (STCA 42.2011.4 pubblicata in RtiD

I-2012 N. 9 pag. 28), ha esaminato la questione relativa all’assunzione dei

costi di una seconda formazione da parte dell’assistenza sociale ricordando in

particolare, dopo avere evocato i principi relativi alle prestazioni in caso di

prima e di seconda formazione previste dalle direttive COSAS, che, di principio

le seconde formazioni non sono prese a carico. In quel caso il Tribunale

cantonale delle assicurazioni aveva osservato come:

"

(…) In concreto, anche qualora il

ricorrente non potesse reperire un’attività lavorativa in virtù del Master –

Baccellierato in teologia che gli consenta di ottenere un guadagno che copra il

suo fabbisogno, i presupposti per riconoscere la copertura di una seconda

formazione da parte dell’assistenza sociale (cfr. consid. 2.4.) non sono adempiuti.

In primo luogo, l’ulteriore percorso formativo che il

ricorrente ha intrapreso dopo aver ottenuto il Master in Teologia non è

evidentemente di breve durata. In effetti il master in diritto comparato delle

religioni si svolge su due anni (cfr. consid. 2.5.).

Il Tribunale

cantonale delle assicurazioni ha escluso quindi che un secondo Master

universitario potesse rientrare in un concetto di prima formazione.

Con

giudizio 42.2011.3 del 17 ottobre 2011 il TCA, richiamato il principio della sussidiarietà,

ha confermato il diniego del diritto alle prestazioni assistenziali deciso

dall’USSI nel caso di una persona - nata nel 1981 - che aveva conseguito il

certificato di capacità nel settore della vendita e che in un secondo tempo

aveva iniziato un Bachelor in conservazione e restauro. Questa Corte ha, in

effetti, ritenuto che la prima formazione della ricorrente permettesse

l’accesso a molteplici occupazioni atte a conseguire un reddito sufficiente per

vivere.

Con

decisione del 13 marzo 2014 (STCA 42.2013.22) una giovane donna, che aveva

conseguito una licenza universitaria in diritto (equiparata ad un Master),

domandava l’aiuto sociale per eseguire il praticantato ed ottenere, dopo il

superamento degli esami, la patente di avvocato del Cantone Ticino. In quel

giudizio il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha fatto ampio rinvio alla

STCA 42.2011.4 (citata in precedenza) ed ha richiamato la più autorevole

dottrina in materia (C. Hänzi, Die

Richtlinien der schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe, Helbin &

Lichtenhahn, Basilea 2011 rispettivamente F.

Wolfers: Fondements du droit de l’aide sociale, ed. Paul Haupt,

Berna-Stoocarda-Vienna, 1995). La decisione conclude per l’eccezionalità di una

presa a carico, da parte dell’assistenza sociale, di una seconda formazione e

del mancato adempimento in concreto dei presupposti per assecondare la

richiesta. Il TCA ha negato infatti che il conseguimento della patente

d’avvocato costituisse il prosieguo di una prima formazione poiché, con il

titolo di MLaw, il mercato offre molteplici possibilità di sbocchi lavorativi

(consid. 2.8.). In quel giudizio questa Corte ha ritenuto che “la formazione

completa in diritto come quella conseguita dall’insorgente (Bachelor + Master)

apre una vasta gamma di possibilità” di lavoro.

Sempre

con riferimento alla formazione giuridica la STCA 42.2013.22 (sempre al consid.

2.8.) richiama due sentenze dell’Alta Corte (in tema di aiuto sociale), la STF

8C_787/2011 del 28 febbraio 2012 con cui il TF ha rinviato gli atti alla Corte

cantonale per il caso di un titolare di master in diritto che stava svolgendo

una pratica legale dopo un’interruzione della pratica stessa per un certo

periodo. Con sentenza 8C_633/2013 del 30 dicembre 2013 l’Alta Corte ha

confermato di nuovo il diniego delle prestazioni assistenziali pronunciato

dall’amministrazione dopo avere preso conoscenza delle ricerche di lavoro

intraprese dall’insorgente (imposte a seguito della STF 8C_787/2011).

Nella STCA 42.214.9 dell’8

ottobre 2014 si trattava di una persona, che aveva postulato prestazioni

assistenziali, che si era iscritto ad un Master all’Università dopo avere

conseguito però una prima formazione universitaria ed avere accumulato

un’esperienza lavorativa a livello internazionale di una decina d’anni. In

questo caso il ricorso è stato respinto con riferimento, tra altro, alla

sentenza di principio (citata in precedenza) 42.2011.4 del 25 agosto 2011.

Relativamente

alla nozione di prima formazione, nella STCA 42.2015.4 del 5 novembre 2015,

pubblicata in RtiD II-2016 N. 4 pag. 23 segg. questo Tribunale ha stabilito che

l’unità di riferimento di una richiedente prestazioni assistenziali ordinarie

dall’ottobre 2014, contrariamente a quanto deciso dall’USSI, era composta anche

del figlio, in quanto quest’ultimo doveva essere considerato economicamente non

indipendente. In effetti il figlio maggiorenne di meno di 30 anni, non sposato,

né legalmente divorziato, separato o vedovo, non vincolato da un’unione

registrata e senza figli era ancora in prima formazione. La prima formazione

non era stata interrotta per più di 24 mesi, siccome tra l’agosto 2011, quando,

conseguendo l’attestato federale di capacità quale impiegato di commercio con profilo

esteso E, aveva concluso una formazione di livello secondario 2 corrispondente

a prima formazione ex art. 2 cpv. 2 lett. b Reg. Laps, e il settembre 2013,

allorché aveva iniziato il corso di maturità professionale commerciale, poi

ottenuta a fine giugno 2014, anch’essa facente parte della formazione

secondaria 2, aveva svolto due corsi linguistici all’estero della durata di 12

o più settimane di 25, rispettivamente 30 ore alla settimana che costituiscono

un perfezionamento linguistico dopo una formazione di livello 2 previsto

dall’art. 2 cpv. 2 lett. d Reg. Laps quale prima formazione. Inoltre, anche

dopo l’ottenimento nel giugno 2014 della maturità professionale, il figlio,

frequentando un ulteriore corso linguistico intensivo all’estero della durata

di circa 8 mesi con 25 lezioni alla settimana, aveva effettuato un

perfezionamento linguistico ai sensi dell’art. 2 cpv. 2 lett. d Reg. Laps.

In

quel giudizio (considerandi 2.2. e 2.3.) questa Corte aveva ripercorso i lavori

preparatori rilevando come:

" Relativamente

al concetto di figli maggiorenni non economicamente indipendenti, di cui

all’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps, l’art. 2 Reg.Laps enuncia:

1Una persona maggiorenne non è economicamente

indipendente se, cumulativamente:

a) ha meno di 30 anni;

b) non è sposata, legalmente

divorziata, separata o vedova, non è o non è stata vincolata da un’unione

domestica registrata;

c) non ha figli;

d) è in prima formazione.

2Vi è prima formazione ai sensi del cpv. 1

lett. d) quando, senza interruzione del percorso formativo superiore ai 24

mesi, una persona maggiorenne frequenta una formazione del livello seguente:

a) primario, secondario 1, oppure secondario 2

di tipo propedeutico;

b) secondario 2 di tipo

professionale o terziario non universitario, se non possiede già un titolo

dello stesso livello o di livello superiore;

c) terziario di tipo

universitario professionale e accademico compresa la frequenza del biennio che

completa la laurea breve o del master che completa il bachelor, se non possiede

già un titolo di livello terziario;

d) perfezionamento

linguistico dopo una formazione di livello secondario 2.

3…”

Come appena visto, per gli art. 4 Laps e 2 Reg.Laps,

l’unità di riferimento del titolare del diritto alla prestazione è composta

anche dei figli maggiorenni, se questi non sono economicamente indipendenti,

ossia se hanno meno di 30 anni, non sono sposati, legalmente divorziati,

separati o vedovi, non sono o non sono stati vincolati da un’unione domestica

registrata, non hanno figli e sono in prima formazione.

Nel

Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova

legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali al p.to

7.1. in relazione alla definizione dell’unità economica di riferimento il

Consiglio di Stato ha indicato che:

"

(…) Sono attribuiti alla medesima unità economica di

riferimento pure i figli maggiorenni economicamente dipendenti, in modo da

avvicinarsi il più possibile al reale rapporto di dipendenza economica anche

se, sia legalmente che fiscalmente, i soggetti sono già considerati autonomi e

indipendenti dai genitori.

Non appartengono invece alla medesima unità economica

di riferimento il partner senza figli in comune (che non ha dunque obblighi di

mantenimento) e i figli maggiorenni economicamente indipendenti. Si intendono i

figli maggiorenni che non sono in formazione e che esercitano un’attività

lavorativa oppure i figli maggiorenni che, pur non esercitando un’attività

lavorativa, l’hanno svolta per un periodo di almeno due anni.

(…)”

(cfr.www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/4773.htm)

Dal

Rapporto del 4 aprile 2000 (della) Commissione della gestione e delle finanze

sul citato Messaggio, p.ti 6 e 8.1.2, si evince quanto segue:

"

L’unità economica di

riferimento è la cerchia di persone da considerare per il calcolo delle

prestazioni.

Ogni individuo fa parte di una sola unità economica di

riferimento.

Ogni membro maggiorenne di un'unità economica di

riferimento (economicamente indipendente o dipendente) può essere titolare di

una o più prestazioni.

(…)

Va sottolineato che i figli sono economicamente

indipendenti se:

a) non sono in formazione ed

esercitano un’attività lucrativa con un reddito minimo da definire, oppure

l’hanno svolta per due anni;

b) hanno più di 35 anni. Il criterio

dei 35 anni è stato ripreso dall’art. 53 del Regolamento di applicazione alla

LCAMal (RU 6.4.6.1.1). Viene oggi applicato per esentare il richiedente del

sussidio assicurazione malattia dall’obbligo di indicare il nucleo di

riferimento;

c) sono coniugati e uno dei coniugi

ha un reddito minimo o più di 35 anni;

d) hanno figli.

(…)

Nel regolamento di applicazione la precisazione del

concetto di persona economicamente indipendente dovrà essere fatta con criteri

il più possibile oggettivi che permettano di qualificare il grado di autonomia

di un titolare di una prestazione rispetto alla sua famiglia (genitori).

Oltre a criteri d'indipendenza legati al fatto che una

persona svolge un’attività economica, bisognerà tenere in considerazione

situazioni dove vi è un’autonomia di fatto (ad es. persone con figli o persone

che abbiano avuto un’attività lavorativa durante un periodo di due anni

ritenendo che in questo caso non sussista più un legame di dipendenza economica

dalla famiglia).

Sono così da considerare economicamente indipendenti

coloro che:

- non sono in formazione e esercitano un’attività

lucrativa che permette loro di conseguire un reddito minimo (indipendenza

economica);

- hanno esercitato un’attività lucrativa per almeno

due anni (indipendenza di fatto);

- hanno compiuto 35 anni e conducono un'esistenza

autonoma (indipendenza di fatto);

- hanno figli (indipendenza di fatto);

- sono coniugati, se il loro coniuge adempie ad uno

dei due requisiti indicati sopra (indipendenza economica e di fatto).

(…)”

(www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/rapporti/4773-4773a-r.htm)

Durante la seduta del Gran Consiglio del 5 giugno

2000, dopo la discussione di entrata in materia, messi ai voti senza

discussione, i singoli articoli della Legge di armonizzazione e coordinamento

delle prestazioni sociali e il complesso del disegno di legge sono stati

accolti con un’astensione (cfr. Raccolta dei verbali del Gran Consiglio, anno

parlamentare 2000-2001, volume 1, pag. 453).

Nel

Messaggio n. 5221 del 13 marzo 2002 relativo alla modifica della legge

sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali il Consiglio

di Stato, ai punti 2 e 3, ha precisato che:

"

(…) Accertare l’unità economica di riferimento presuppone

di stabilire chi ne fa parte, a partire dalla definizione legale che ne danno

l’art. 4 Laps e il Regolamento per quanto riguarda i criteri che definiscono

l’indipendenza o la dipendenza economica dei figli dai genitori.

(…)

Un’altra modifica dell’art. 4 scaturisce dalla

necessità di poter stabilire delle unità di riferimento che rispondano alla

realtà di fatto (sociologica, economica) dei modi di vita attuali e, quindi, di

poter definire in modo appropriato il concetto di figlio maggiorenne

“economicamente indipendente” o “non indipendente”, ai sensi della Laps.

Il legislatore ha demandato al Regolamento il compito

di definire quel concetto.

Secondo le opportune indicazioni del Rapporto della

Commissione della gestione, deve trattarsi di un concetto di indipendenza “di

fatto” dai genitori, quando non è ragionevole ritenere che figli maggiorenni e

genitori facciano parte della medesima unità di riferimento. Infatti, occorre

tenere presente che quando i figli maggiorenni vi facessero parte, il loro

diritto alle prestazioni Laps, e quello dei loro genitori, dipenderebbe dalla

situazione finanziaria di genitori e figli assieme.

La dipendenza o meno dai genitori è una condizione che

va anche definita con chiarezza, semplicità e pertinenza dal punto di vista

dell’applicazione operativa della legge. (…)

(…), un figlio maggiorenne è indipendente dai

genitori, ai sensi della Laps, se: (…) ha già concluso la “prima formazione”,

poiché in questa situazione i genitori non sono più obbligati al suo

mantenimento secondo l’art. 277 del Codice Civile Svizzero.

La soluzione proposta risponde alle esigenze di

aderenza alla realtà sociale, come pure alle esigenze pratiche dei cittadini e

dell’amministrazione che devono allestire e valutare le domande di prestazioni

Laps con un dispendio di tempo e di risorse ragionevole:

-la situazione d’indipendenza o dipendenza dai

genitori definita nel Regolamento è immediatamente rilevabile al momento

dell'allestimento di una domanda di prestazioni Laps: è sufficiente chiedere al

richiedente semplici dati anagrafici e se si trova in “prima formazione” (concetto

definito nel Regolamento e precisato in una direttiva che ne permette la

traduzione in un algoritmo del programma informatico);

-qualora una persona di meno di trent’anni, non

sposata, senza figli, frequentasse ancora una formazione considerata “prima

formazione”, della sua unità di riferimento farebbero parte i genitori, ciò che

è coerente con l'art. 277 CCS;

-se invece quella persona non fosse più in prima

formazione, sarebbe considerata indipendente dai genitori, anche se priva di

reddito sufficiente (sia che lavori, sia che si trovi in disoccupazione, o

benefici di rendite, o altro), ciò che è pure conforme all’art. 277 CCS che

istituisce l’obbligo di mantenimento dei genitori nei confronti dei figli fino

alla maggiore età, mentre oltre la maggiore età l’obbligo sussiste solo in

relazione alla normale conclusione di una prima formazione che fosse ancora in

corso.

Si potrebbe obiettare al diritto di prestazioni Laps

per un figlio di meno di trent’anni che ha concluso la prima formazione e

appartiene ad una famiglia benestante (tenuta all’obbligo di assistenza secondo

l’art. 328 CCS). In pratica, si può però ipotizzare che, per i pochi

richiedenti di prestazioni Laps che hanno genitori benestanti, sussistano

motivi delicati in virtù dei quali non possono contare sull'appoggio della

famiglia e che una legge sociale non può forzare. Del resto, persino

nell’applicazione delle leggi sull’assistenza, la Conferenza svizzera

dell’azione sociale auspica che l'eventuale applicazione dell'art. 328 non sia

imposta, ma sia oggetto di negoziazione fra le parti. Restano comunque sempre

riservate le disposizioni sul regresso nei confronti dei genitori previste

dalle singole leggi speciali (si veda a questo proposito anche il messaggio

Laps del 1. luglio 1998).

(…)”

(www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/word/5221m.doc)

Infine,

dal Rapporto dell’11 giugno 2002 emesso dalla Commissione della gestione e

delle finanze sul Messaggio 13 marzo 2002, p.to 6.1, emerge che:

"

(…) L’art. 4 cpv. 2 introduce il concetto di

“economicamente indipendente”.

La Commissione della gestione nel suo rapporto del 4

aprile 2000 affermava: “Nel regolamento di applicazione la precisazione del

concetto di persona economicamente indipendente dovrà essere fatta con criteri

il più possibile oggettivi che permettano di qualificare il grado di autonomia

di un titolare di una prestazione rispetto alla sua famiglia (genitori)”.

Il regolamento codificherà che un figlio maggiorenne è

economicamente indipendente se ha più di trent’anni, oppure è sposato, oppure

ha figli.

Viceversa un figlio maggiorenne non è economicamente

indipendente se cumulativamente: ha meno di 30 anni, non è sposato, non ha

figli ed è in prima formazione. (…)”

(www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/rapporti/word/5221r.doc)

La Laps è

entrata in vigore, dopo l’approvazione della relativa modifica da parte del

Gran Consiglio il 26 giugno 2002, il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 2003 pag. 13 e

28; Verbale del Gran Consiglio del 26 giugno 2002 relativo alla Modifica della

legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali - Laps).”

Ripercorrendo i lavori

preparatori, questa Corte ha voluto porre in evidenza i criteri che il

legislatore ha ritenuto per stabilire il concetto di prima formazione e che

sono poi stati concretizzati nel capoverso 2 dell’art. 2 RLAPS il cui testo è

il seguente:

" Vi è

prima formazione ai sensi del cpv. 1 lett. d) quando, senza interruzione del

percorso formativo superiore ai 24 mesi, una persona maggiorenne frequenta una

formazione del livello seguente:

a) primario, secondario 1, oppure secondario 2 di tipo

propedeutico;

b) secondario 2 di tipo professionale o terziario non

universitario, se non possiede già un titolo dello stesso livello o di livello

superiore;

c)terziario di tipo universitario professionale e accademico

compresa la frequenza del biennio che completa la laurea breve o del master che

completa il bachelor, se non possiede già un titolo di livello terziario;

d)perfezionamento linguistico dopo una formazione di livello

secondario 2.”

Aspetti, questi, oggetto di

ulteriori approfondimenti nelle considerazioni seguenti.

Sempre con riferimento alla

prassi del TCA in merito all’assistenza sociale in presenza di una prima

formazione (o meno) va citato il giudizio del 16 agosto 2021

(STCA 42.2021.24) in cui i concetti esposti sono stati nella loro sostanza

ribaditi.

2.14. Anche nell’ambito

degli assegni di famiglia questa Corte si è più volte chinata sul tema della

prima formazione e delle norme Laps che ne stanno alla base. In quest’ambito va

citata in particolare la STCA 39.2011.6 del 21 maggio 2012, pubblicata

in RtiD I-2013 N. 9 pag. 25 segg. In quel caso il TCA ha deciso che per valutare se un figlio maggiorenne con meno di 30 anni non sposato,

legalmente divorziato, separato o vedovo, non vincolato da un’unione domestica

registrata, senza figli e in prima formazione (art. 2 cpv. 1 lett. a, b, c, d

Reg.Laps) dovesse essere, o meno, considerato nell’unità di riferimento dei

genitori non si potesse prescindere dall’esame della sua situazione economica.

Il TCA ha, in primo luogo, rilevato come,

dai lavori preparatori delle norme, si evinca che per definire il figlio

maggiorenne non economicamente indipendente di cui all’art. 4 cpv. 1 lett. e

Laps l’art. 2 Reg.Laps ci si debba riferire all’art. 277 CC, ossia al concetto

di figli maggiorenni che stanno ancora seguendo una formazione appropriata (cpv.

2) che fa riferimento alla situazione finanziaria che costituisce un elemento

essenziale per stabilire se si possa pretendere o meno dai genitori il suo

mantenimento.

In secondo luogo, questo Tribunale ha

osservato che non procedendo a una verifica dello stato finanziario del figlio

maggiorenne, nell’eventualità in cui questi abbia risorse proprie (reddito da

lavoro, rendite, patrimonio) sufficienti per il proprio mantenimento, il regime

introdotto dall’art. 2 Reg.Laps per definire il figlio maggiorenne non

economicamente indipendente che va considerato nell’unità di riferimento dei

genitori non sarebbe, dunque, conforme all’art. 277 cpv. 2 CC, in relazione

all’art. 276 cpv. 3 CC che contempla l’esenzione dei genitori dall’obbligo di

mantenimento dei figli maggiorenni ancora in formazione allorché questi possono

con le proprie risorse far fronte al proprio sostentamento. In tale ipotesi

l’art. 2 Reg.Laps si rivelerebbe pure contrario all’art. 328 CC. Infatti,

qualora le sue entrate fossero anche lievemente superiori al suo fabbisogno

minimo, si imporrebbe al figlio maggiorenne minore di 30 anni in prima

formazione di aiutare i genitori ed eventuali fratelli nel loro rispettivo

mantenimento. Tuttavia l’art. 328 CC comporta, in primo luogo, che il soccorso

avvenga unicamente tra parenti in linea ascendente e discendente (non tra

fratelli e sorelle), in secondo luogo, che il parente sia sì tenuto a intaccare

il suo patrimonio, ma soltanto se questo non deve rimanere intatto per

garantire a lungo termine il suo sostentamento, in particolare con riferimento

alla vecchiaia.

Questa Corte ha, pertanto, stabilito

che l’art. 2 cpv. 1 Reg.Laps deve essere interpretato conformemente agli art.

277 cpv. 2, 276 cpv. 3 e 328 CC, al fine di non violare il principio della

forza derogatoria del diritto federale codificato all’art. 49 cpv. 1 Cost.

Sempre nell’ambito

di una procedura avente per oggetto assegni famigliari (STCA 39.2023.3 del 21

agosto 2023) questo Tribunale ha, al consid. 2.8., evidenziato come:

" In

relazione alla prima formazione, va osservato che per formazione di livello

secondario 2 secondo l’art. 2 cpv. 2 lett. b Reg.Laps (cfr. consid. 2.3.) si

intende la formazione professionale di base che interviene al termine del ciclo

della scolarità obbligatoria successivo alle scuole elementari e alle scuole

medie (livello secondario 1; cfr. www.sbfi.admin.ch/diploma;

STCA 42.2015.4 del 5 novembre 2015 consid. 2.7., pubblicata in RtiD II 2016 n°

4 pag. 23 seg. e menzionata al consid. 2.3.).

Il livello secondario 2 si snoda su due grandi assi. Da un

lato, la formazione professionale di base che sfocia nel conseguimento di un

attestato federale di capacità (AFC) o su un certificato federale di formazione

pratica (CFP). Dall’altro, le formazioni generali che riuniscono i programmi

che portano alla maturità (liceale, professionale e specializzata) come anche

una formazione di cultura generale. Le formazioni transitorie e complementari

completano l’offerta del livello secondario 2 (cfr.

(…)

La direttiva “Comunicazione Laps 01/2023” relativa alla prima

formazione emessa dall’Istituto delle assicurazioni sociali (IAS) prevede che

non si tratti di prima formazione quando la formazione dura da un numero di

anni superiore a quanto previsto legalmente aumentato di due anni.

A titolo di paragone è utile rilevare che l’art. 49bis cpv. 1

OAVS, che regolamenta il diritto alla rendita per orfano (art. 25 LAVS) o alla

rendita completiva per figlio (art. 35 LAI) per i figli che intraprendono una

formazione, disciplina che un figlio è ritenuto in formazione se segue un ciclo

di formazione regolare e riconosciuto giuridicamente o perlomeno di fatto e,

sistematicamente e per la maggior parte del suo tempo, si prepara a un diploma

professionale o acquisisce una formazione generale che funge da base per

diverse professioni.

In una sentenza 9C_647/2014 del 15 gennaio 2015 consid. 4.2. il

Tribunale federale, nell’ambito del diritto a una rendita completiva per figlio

in formazione, ha sviluppato le seguenti considerazioni:

“(…) A défaut de

disposition légale particulière sur la notion de formation, il convient de se

référer à la jurisprudence en la matière. Constitue une formation, au sens de

la jurisprudence, toute activité qui a pour but de préparer de manière

systématique à une future activité lucrative, comme par exemple la maturité

professionnelle (cf. ATF

108 V 54 consid. 1c

p. 56). Pour admettre l'existence d'une préparation systématique à une future

activité, il ne suffit pas que l'intéressé suive d'une manière purement

formelle les écoles et cours pratiques prescrits à cet effet. La préparation

systématique au sens de la jurisprudence suppose, bien plutôt, que la personne

concernée suive la formation avec tout le zèle que l'on peut objectivement

attendre d'elle, afin de l'achever avec succès dans des délais normaux. Si

l'intéressé a besoin d'une période de formation bien plus longue que la moyenne

ou s'il subit un échec, on ne saurait inférer de ces seules circonstances

qu'il n'a pas fait preuve du zèle nécessaire pour accomplir sa formation. Un

échec et une longue période de formation peuvent en effet aussi être dus à des

aptitudes insuffisantes, ce qui n'exclut alors pas d'emblée un investissement

suffisant de la part de la personne concernée. Ces circonstances constituent

cependant des indices de l'engagement de l'intéressé, qui doivent être pris en

considération et faire l'objet d'une appréciation globale, avec l'ensemble des

autres éléments de fait (ATF

104 V 64 consid. 3 p. 67 s.; cf. arrêt 9C_674/2008 du 18 juin 2009

consid. 2.2).”

In concreto la questione di sapere se il tirocinio del convivente

della ricorrente sia ancora da considerare, nonostante l’inusuale durata dello

stesso, quale prima formazione non merita di ulteriori approfondimenti.

Il medesimo, infatti, non è comunque in prima formazione, ritenuto

che è incontestato che il medesimo nel corso del 2022 ha interrotto l’attività

lavorativa (cfr. consid. 2.6.) e che non risulta averla ripresa.

Pertanto in casu il computo del reddito ipotetico ex art. 52 cpv.

2 Laf non può essere escluso in virtù dell’art. 22 Reg.Laf.”

2.15. Nell’ambito

della riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie

questa Corte si è chinata sul tema qui all’esame con la STCA 36.2018.2, in

particolare nelle considerazioni del punto 2.8 e 2.9. è stata analizzata la

situazione di un giovane che, dopo il conseguimento della maturità, aveva

interrotto la sua formazione per svolgere il servizio militare prolungato,

iniziando poi gli studi universitari. L’interruzione è stata considerata dalla

Cassa tale da fare decadere la prima formazione in applicazione del capoverso 2

dell’art. 2 RLAPS. In quella costellazione il Tribunale, richiamando i principi

dedotti dall’applicazione delle norme dell’AVS, dalla LAFam e la relativa

giurisprudenza (consid. 2.10), ha considerato come la scelta dell’esecutivo con

l’adozione dell’art. 2 cpv. 2 RLAPS (con riferimento all’interruzione degli

studi) vada “pienamente rispettata siccome non è contraria al senso e alla

portata delle norme della LCAMal e appare consono allo scopo dell’art. 65

LAMal”. In quel caso, correttamente, la Cassa aveva ritenuto il ricorrente

(che seguiva i corsi di Master in diritto all’Università, consid. 1.3. in fine)

ancora in prima formazione ma aveva considerato interrotto per un lasso

superiore al limite dell’art. 2 cpv. 2 RLAPS (2 anni) la sua formazione. In

quel caso la persona interessata doveva essere considerata persona sola.

Nella

STCA 36.2018.76 del 18 marzo 2019 l’amministrazione aveva considerato le figlie

della ricorrente come membri dell’UR formata dalla stessa e dalle ragazze,

quand’anche la maggiore avesse quasi terminato il suo master in lettere e

nonostante lo svolgimento di attività (nel corso degli studi) di insegnamento

(supplenze). Il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha confermato tale

scelta.

2.16. Prima di analizzare gli aspetti

fiscali e civili del tema posto dalla formazione dei figli maggiorenni, occorre

evidenziare che il Servizio centrale delle prestazioni sociali dell’Istituto

delle Assicurazioni sociali ha emanato, nel gennaio 2023, una comunicazione

Laps (no. 01/2023, che sostituisce la Direttiva PALS 7/2004) in cui, dopo avere

esposto il tenore dell’art. 2 cpv. 2 RLAPS, elenca la descrizione dei livelli

di formazione ritenuti, con alcuni esempi. Per completezza va riportata la

tabella allestita dall’IAS e ricordata nei lavori parlamentari ripresi in

precedenza, che si fonda sull’elenco comprendente formazioni e scuole seguente:

" (…)

Tipo

formazione

Codice

tipo

Scuola

elementare

Livello

primario: altre formazioni

0

0

Scuola

media

Livello

secondario 1: altre formazioni

1

1

Liceo

Liceo

artistico

Scuola

cantonale diploma (ex magistrale)

CFP

formazione di due anni

Livello

secondario 2, tipo 1: altre formazioni

2.1

2.1

2.1

2.1

2.1

SCOS-scuola

cant. operatori sociali: assistente di cura

SCOS-scuola

cant. operatori sociali: operatore socioassistenziale

Scuola

cantonale di commercio

Tirocinio

in azienda e centro scol. industrie artistiche CSIA

Tirocinio

in azienda e istituto agrario Mezzana

Tirocinio

in azienda e scuola media tecnica (SMT)

Tirocinio

in azienda e scuola prof. artigianale industriale (SPAI)

Tirocinio

in azienda e scuola prof. commerciale (SPC)

Tirocinio

in scuola arti e mesteri Bellinzona (SAMB)

Tirocinio

in scuola arti e mesteri sartoria Biasca

Tirocinio

in scuola arti e mesteri sartoria Viganello

Tirocinio

in scuola d’arte applicata CSIA

Tirocinio

in scuola media di commercio (SMC)

Livello

secondario 2, tipo 2: altre formazioni

2.2

2.2

2.2

2.2

2.2

2.2

2.2

2.2

2.2

2.2

2.2

2.2

2.2

2.2

Maturità

professionale

Livello

secondario 2, tipo 3: altre formazioni

2.3

2.3

Scuola

cantonale in cure infermieristiche

Scuola

cantonale medico tecnica (SMT) grado diploma

Scuola dei

tecnici (ST)

Scuola dei

tecnici dell’abbigliamento (STA)

Scuola dei

tecnici dell’edilizia (STE)

Scuola

superiore alberghiera e del turismo (SSAT)

Scuola

superiore d’informatica di gestione (SSIG)

Livello

terziario, tipo 1: altre formazioni

3.1

3.1

3.1

3.1

3.1

3.1

3.1

3.1

Alta

scuola pedagogica (ASP)

Conservatorio

della Svizzera italiana

Scuola

magistrale cantonale

Scuola

universitaria professionale (SUP)

Livello

terziario, tipo 2: altre formazioni

3.2

3.2

3.2

3.2

3.2

Scuola

politecnica: diploma

Scuola

politecnica: laurea

Università:

laurea

Università:

licenza

Livello

terziario, tipo 3: altre formazioni

3.3.

3.3

3.3

3.3

3.3

Scuola

politecnica: bachelor

Scuola

politecnica: laurea breve

Università:

bachelor

Università:

laurea breve

Livello

terziario, tipo 4: altre formazioni

3.4.

3.4

3.4

3.4

3.4

Scuola

politecnica: biennio dopo la laurea breve (laurea lunga)

Scuola

politecnica: master dopo il bachelor

Università:

biennio dopo la laurea breve (laurea lunga)

Università:

master dopo il bachelor

Livello

terziario, tipo 5: altre formazioni

3.5

3.5

3.5

3.5

3.5

Perfezionamento

linguistico

4

Formazioni

post-terziarie (dottorato dopo licenza, PHD, altre)

5

Perfezionamento

professionale

Riqualifica

professionale

6.1

6.2

(…)”

Per valutare, quindi, se la

persona maggiorenne, che cumulativamente ha meno di 30 anni, non è sposata,

separata legalmente divorziata o vedova, è in prima formazione

l’amministrazione ricorre al “seguente algoritmo che presuppone la risposta

a 4 domande in sequenza”:

" D1 È

attualmente in formazione?

D2 Sono

trascorsi più di 24 mesi fra la conclusione o l’interruzione dell’ultima

formazione e l’inizio dell’attuale oppure sta seguendo una formazione da un

numero di anni superiore alla durata legale + 2?

D3 Di che tipo è la formazione

attualmente in corso?

D4 Di che

tipo era l’ultima formazione (esclusi eventuali perfezionamenti linguistici)

conclusa con successo?

La risposta a queste

domande va inquadrata nella tabella qui di seguito riportata sempre dalla

medesima Direttiva:

D1

D2

D3

D4

È

in prima formazione?

NO

NO

SI

SI

NO

SI

NO

0

SI

SI

NO

1

SI

SI

NO

2.1

SI

SI

NO

5

NO

SI

NO

6.1

NO

SI

NO

6.2

NO

SI

NO

2.2

0,

1, 2.1

SI

SI

NO

2.2

non

0, 1, 2.1

NO

SI

NO

2.3

0,

1, 2.1, 2.2

SI

SI

NO

2.3

non

0, 1, 2.1, 2.2

NO

SI

NO

3.1

0,

1. 2.1, 2.2, 2.3

SI

SI

NO

3.1

non

0, 1, 2.1, 2.2, 2.3

NO

SI

NO

3.2

0,

1, 2.1, 2.2, 2.3

SI

SI

NO

3.2

non

0, 1, 2.1, 2.2, 2.3

NO

SI

NO

3.3

0,

1, 2.1, 2.2, 2.3

SI

SI

NO

3.3

non

0, 1, 2.1, 2.2, 2.3

NO

SI

NO

3.4

0,

1, 2.1, 2.2, 2.3

SI

SI

NO

3.4

non

0, 1, 2.1, 2.2, 2.3

NO

SI

NO

3.5

0,

1, 2.1, 2.2, 2.3, 3.4

SI

SI

NO

3.5

non

0, 1, 2.1, 2.2, 2.3, 3.4

NO

SI

NO

4

0,

1, 2.1, 2.2, 2.3

SI

SI

NO

4

non

0, 1, 2.1, 2.2, 2.3

NO

(…)”

Si annoti qui, sin d’ora, come,

per il caso della ricorrente (studi di master che fanno seguito al

conseguimento del bachelor in materie connessa a norma dell’art. 9

dell’Ordinanza del 29 novembre 2019 del Consiglio delle scuole universitarie

sul coordinamento dell’insegnamento delle scuole universitarie svizzere), senza

interruzione temporale, ci troviamo nella costellazione di un livello terziario

definito con il numero 3.5 di tipo 5 [formazione accademica, secondo ciclo del

nuovo modello, esempi: master (biennio dopo il bachelor)”], con in precedenza

svolgimento del bachelor BA (numero 3.4). La tabella ritiene (per la risposta “si”

alla domanda “È in prima formazione?”) il sussistere di una prima

formazione in questa costellazione appunto.

D’altro canto le risposte SEFRI

(doc. XIX) appaiono chiare ed illuminanti in merito: il numero di studenti che,

conseguito il bachelor, proseguono senza interruzione con gli studi di master è

dell’88% poiché una parte di studenti prende un periodo sabbatico prima di

iniziare il master (ca. 10%). Il conseguimento del master in seguito al

bachelor è scelta che caratterizza il 99% degli studenti in materie tecniche ed

il 97% in quelle giuridiche (cui economia può essere, per questi aspetti,

apparentata).

2.17. Con riferimento agli

aspetti fiscali del tema relativo alla prima formazione occorre qui riferirsi

alla recente sentenza della Camera di diritto tributario (CDT) 80.2023.163 del 4

dicembre 2023. In base agli articoli 35 cpv. 1 lett. a LIFD e 34 cpv. 1

lett. a LT, dal reddito netto del contribuente sono dedotti, per ogni

figlio minorenne, a tirocinio o agli studi (per l’IC: fino al 28.mo anno di

età), al cui sostentamento egli provvede, CHF 6'500 per l’imposta federale

diretta (IFD) e CHF 11'100 per l’imposta cantonale. Il diritto civile

impone ai genitori l’obbligo di mantenimento che dura fino alla maggiore età

del figlio (art. 277 cpv. 1 CC). Se, raggiunta la maggiore età, il figlio non

ha ancora una formazione appropriata, i genitori, per quanto si possa

ragionevolmente pretendere da loro dato l’insieme delle circostanze, devono

continuare a provvedere al suo mantenimento fino al momento in cui una simile

formazione possa normalmente concludersi (art. 277 cpv. 2 CC). I genitori sono

nondimeno liberati dall’obbligo di mantenimento nella misura in cui si possa

ragionevolmente pretendere che il figlio vi provveda da sé con il provento del

suo lavoro o con altri mezzi (art. 276 cpv. 3 CC). Occorre considerare che, per

l’educazione di un figlio minorenne, i genitori possono impiegare non solo i

redditi prodotti dalla sostanza del figlio (art. 319 cpv. 1 CC), ma anche – laddove

ne ricorra la necessità – la sostanza medesima (art. 320 cpv. 1 CC). Ciò vale a

maggior ragione per un maggiorenne, dal quale si può pretendere che, prima di

chiedere ai genitori il sostegno finanziario per fronteggiare gli studi, faccia

capo al proprio patrimonio (cfr. sentenza ICCA n. 11.2013.63 del 30 settembre

2015, consid. 6b; RtiD I-2008 p. 1028 n. 28c, consid. 10b).

Con

sentenza del 2 giugno 2016 (DTF 142 V 226, consid. 7.1.), il Tribunale federale

ha del resto ribadito che, in ambito civile, il sostegno finanziario da parte

dei genitori nei confronti di un figlio maggiorenne si giustifica unicamente

laddove il figlio non disponga di sue risorse necessarie per far fronte al

proprio fabbisogno corrente e alle spese generate dalla sua formazione,

richiamando in particolare l’art. 277 cpv. 2 CC in relazione con l’art. 276

cpv. 3 CC e con riferimento alla STF 5C.150/2005, consid. 4.4 datata 11 ottobre

2005 (FamPra.ch 2006, p. 480). In quella decisione, l’Alta Corte aveva in

particolare stabilito che la responsabilità personale del figlio – specie se

maggiorenne – prevale sull’obbligo di mantenimento dei genitori (cfr. art. 276

cpv. 3 CC) e sussiste indipendentemente dalla loro situazione finanziaria (cfr.

anche Breitschmid in: Basler

Kommentar, ZGB I, 5ª ediz., n. 31 ad art. 276 CC). La capacità economica

del figlio va dunque considerata anche se i genitori hanno mezzi finanziari

sufficienti: quest’ultimo deve perciò provvedere alla sua formazione facendo

capo in primo luogo ai propri elementi di reddito e di sostanza (cfr. RtiD

I-2008 p. 1028 n. 28c, consid. 10a).

Si

annoti ancora, in ottica fiscale, come, in base alla prassi del Tribunale

federale, la deduzione per figli a carico secondo l’art. 35 cpv. 1 lett. a

LIFD non è esclusa per il solo fatto che un figlio maggiorenne in formazione

percepisca un reddito proprio e che i genitori sostengano meno del 50% delle

spese per il mantenimento e la formazione del figlio. Tuttavia, si richiede che

i genitori versino contributi almeno pari all’importo della deduzione sociale e

che il figlio maggiorenne dipenda dal contributo di mantenimento. Quest'ultima

condizione non si verifica se il figlio maggiorenne è in grado di mantenersi

con il reddito del proprio lavoro o con altri mezzi nonostante sia in

formazione (sentenza 2C_516/2013 e 2C_517/2013 del 4 febbraio 2014 consid. 2.1

e giurisprudenza citata). In tale contesto occorre prendere in considerazione

anche la sostanza del figlio, nella misura in cui la realizzazione della stessa

possa essere ragionevolmente richiesta per finanziare il suo mantenimento (Jaques, in Noël/Aubry Girardin [a cura

di], CR LIFD, 2ª ediz., Basilea 2017, n. 21 ad

art. 35 LIFD; RF 2014 p.

302, consid. 2.1; decisione TF n. 2C_357/2010 del 14 giugno 2011 citata in RF

2011 p. 676, consid. 2.1.).

2.18. Come specificato in precedenza l’art.

Considerandi

2.

cpv. 2 RLAPS per gli aspetti qui d’interesse non può prescindere dal

riferirsi alle norme civile degli art. (276, 277 e 328 CC) come rammenta la STCA

39.2011.6

del 21 maggio 2012, pubblicata in RtiD I-2013 N. 9 pag. 25 segg.

Per gli aspetti civili relativi

all’obbligo di mantenimento dei figli da parte dei genitori quando i figli sono

in formazione, occorre fare riferimento alla giurisprudenza federale.

In una sentenza del 25 gennaio 2016 (5A_664/2015)

il TF così si è espresso sul tema:

" Le devoir d'entretien des père et mère de

l'enfant majeur est destiné à permettre au créancier d'acquérir une formation

professionnelle, à savoir les connaissances qui lui permettront de gagner sa

vie dans un domaine correspondant à ses goûts et à ses aptitudes. La formation

tend donc à l'acquisition de ce qui est nécessaire pour que l'enfant puisse

faire face par ses propres ressources aux besoins matériels de la vie (ATF 117 II 372 consid. 5b). Elle doit être achevée

dans des délais normaux, ce qui implique que l'enfant doit s'y consacrer avec

zèle ou en tout cas avec bonne volonté, sans toutefois faire preuve de

dispositions exceptionnelles. La loi n'impose pas l'assistance à un étudiant

qui perd son temps; il y a lieu d'accorder une importance décisive à l'intérêt,

à l'engagement et à l'assiduité que manifeste un enfant à l'égard d'une

formation déterminée dont on peut légitimement admettre qu'elle correspond à

ses aptitudes. Le retard entraîné par un échec occasionnel de même qu'une brève

période infructueuse ne prolongent pas nécessairement d'une manière anormale

les délais de formation. Il incombe toutefois à l'enfant qui a commencé des

études depuis un certain temps et réclame une pension de faire la preuve qu'il

a déjà obtenu des succès, notamment qu'il a présenté les travaux requis et

réussi les examens organisés dans le cours normal des études (ATF 117 II 127 consid.

3b et la jurisprudence citée; arrêts 5A_563/2008 du 4 décembre 2008 consid.

4.1; 5C.40/2004 du 5 mai 2004 consid. 4.1). Cette disposition peut également

trouver application si l'enfant qui n'a pas reçu de formation professionnelle

adéquate et a gagné sa vie pendant un certain temps abandonne momentanément son

activité lucrative pour entreprendre des études appropriées, susceptibles

d'être achevées dans des délais normaux (ATF 118 II 97 consid.

4a; 107 II 406 consid.

2a). Il n'y a cependant de droit à l'entretien après la majorité que si le plan

de formation est déjà fixé avant la majorité au moins dans ses grandes lignes (ATF 127 I 202 consid.

3e; 118 II 97 consid.

4a); on ne saurait prendre en considération des goûts et des aptitudes qui se

sont développés exclusivement après la majorité (ATF 115 II 123 consid.

4d). En outre, l'obligation d'entretien n'existe que pour une seule formation

professionnelle. Une seconde formation, un perfectionnement ou une formation

complémentaire ne sont en principe pas couverts, même s'ils peuvent paraître

utiles (ATF 118 II 97 consid.

4a). L'obligation d'entretien peut subsister au-delà de la formation de base,

pour une formation complémentaire ou une seconde formation fondée sur la

première, si ces compléments ont été envisagés avant la majorité de l'enfant (ATF 107 II 465 consid.

6c).”

Nella

STF 5A_476/2022 c. 3 l’Alta Corte ha in particolare sottolineato che:

" L'obligation de subvenir à l'entretien de

l'enfant qui n'a pas de formation appropriée à sa majorité doit constituer une

solution d'équité entre ce qu'on peut raisonnablement exiger des parents, en

fonction de l'ensemble des circonstances, et ce qu'on peut raisonnablement

attendre de l'enfant, en ce sens qu'il pourvoie à ses besoins par le produit de

son propre travail ou par d'autres moyens (arrêts 5A_246/2019 du 9 juin

2020.

consid. 6.1.1; 5A_185/2019 du 26 septembre 2019 consid. 5.1; 5A_97/2017

du 23 août 2017 consid. 9.1; 5A_442/2016 du 7 février 2017 consid. 4.1;

5C.150/2005 du 11 octobre 2005 consid. 4.1). Le juge dispose d'un large pouvoir

d'appréciation à cet égard (art. 4 CC; ATF 113 II 374 consid.

2; arrêts 5A_679/2019

du 5 juillet 2021 consid. 11.1; 5A_129/2019 du

10.

mai 2019 consid. 2.2).”

La formazione appropriata

ritenuta dal legislatore all’art. 277 cpv. 2 CC è diritto che spetta al figlio

maggiorenne. L’art. 302 cpv. 2 CC precisa che i genitori devono dare al figlio

“un’appropriata istruzione generale e professionale, conforme quanto

possibile alle sue attitudini e inclinazioni”. Il concetto di formazione

appropriata è interpretato da dottrina e giurisprudenza, in particolare la

giurisprudenza ritiene che sia appropriata la formazione che consente al figlio

di rendersi indipendente e di guadagnarsi la vita in un ambito che corrisponda

ai suoi gusti ed alle sue attitudini (STF 5A_563/2008 consid. 4.1, tra altre).

La formazione professionale di base deve permettere al figlio l’uso delle sue

capacità al fine di ottenere l’indipendenza finanziaria. Per i giovani che si

avviano agli studi superiori la formazione universitaria deve essere considerata

quale una formazione professionale. Nel recente passato il compimento degli

studi universitari avveniva con il conseguimento della licenza universitaria

(in questo senso la DTF 117 II 372 consid. 5b ove l’alta Corte cita: J. Grob, Die familienrechtlichen

Unterhalts- und Unterstützungsansprüche des Studenten, tesi Berna 1975, p. 63; R. Reusser, Unterhaltspflicht,

Unterstützungspflicht, Kindesvermögen, in Das neue Kindesrecht, Berna 1978, p.

64; B. Schneider, L'obligation

d'entretien des père et mère, Fiche juridique suisse 333, p. 6; si veda anche Francesca Ranzanici: L’entretien de

l’enfant majeur, Ed. Weblaw, Berna 2011 capitolo 3.1.1.2.). Quest’ultima

autrice evoca come, con la riforma degli studi universitari (mediante la

riforma di Bologna, sottoscritta dalla Svizzera), nasca il problema a sapere se

gli studi siano completati dal conseguimento del Bachelor o del Master

universitario. Il sistema prevede oggi un sistema di studi universitari fondato

su tre cicli e meglio: il Bacellierato (Bachelor), la maestria (o Master) ed il

dottorato (o dottorato di ricerca, PhD). Il Bachelor serve al conseguimento di

nozioni dette basilari, generali, riferite alla materia che si è scelta con gli

studi. Il Master è un approfondimento delle competenze nell’ambito degli studi

scelto. Come rammentano Martin Stettler e Philippe Meier in Droit de la

filiation, Tome II: Effets de la filiation (art. 270 à 327 CC), 3a edizione,

Shulthess, 2006, pag. 342

" Une formation universitaire a généralement été considérée comme

achevée par l'obtention de la licence choisie à l'origine des études; tel ne

sera dorénavant le cas qu'au jour de l'obtention de la maîtrise

("master"). Il convient par ailleurs de prêter attention à la

combinaison de plus en plus fréquente de deux ou de plusieurs filières d'études

liée aux exigences de l'interdisciplinarité, option qui peut éventuellement

entraîner un allongement légitime de la durée de la formation.”

Con la

precisazione alla nota 1237 che

" Même si la délivrance du baccalauréat ("bachelor")

correspond à l'achèvement d'un cycle de formation, il ne s'agit, dans la

majorité des cas, que d'une étape intermédiaire du parcours universitaire

supérieur.”

In una sentenza del 2009 (5A_613/2008

del 15 luglio 2009) il TF sembra ammettere indirettamente il diritto al

finanziamento di un master. Come rammenta Francesca

Ranzanici, op. cit. loc. cit. e nota 29 in quella circostanza:

" la prétention contestée concerne l’entretien du fils issu d’une

relation adultère entre le père, débiteur de l’entretien, et la mère de

l’enfant concerné. Les deux étudiantes, cités dans le texte, sont les deux

filles issues du mariage du débiteur. Le Tribunal fédéral a admis, lorsqu’il a

calculé l’entretien pour le fils né hors mariage, que le père devait entretenir

ses deux filles pendant le master sans toutefois donner aucune information

supplémentaire concernant le bachelor obtenu par les jeunes ou la profession

qu’elles souhaitaient entreprendre”

La medesima autrice ricorda i valori

statistici del proseguimento degli studi successivamente al Bachelor con un Master

uguali a quelli ricordati dalla comunicazione SEFRI riportata in precedenza,

valori dedotti dai dati pubblicati dall’Ufficio federale di statistica con la

conclusione che:

" Dans la très grande majorité des cas donc, le bachelor n’est qu’une

étape intermédiaire sur la voie de la formation appropriée. A notre avis, la

prétention au financement d’un master doit donc toujours être admise après

l’obtention d’un bachelor sauf dans les cas où les parents parviennent à

démontrer que pour l’exercice de la profession souhaitée, le master est

superflu” (op. cit. loc. cit.)

Philippe Meier:

Entretien de l’enfant majeur - Un état des lieux, in JdT 2019 II p. 4 e ss. N.

18.

e ss., ribadisce che :

" S’agissant des études supérieures, la

maturité «classique» ne constitue pas l’aboutissement de la formation, puisque

ce titre est destiné à conduire à une formation ultérieure, notamment de niveau

universitaire ou HES. La fin de la formation sera atteinte par l’obtention d’un

titre dans la haute école en question, qui permet à son détenteur d’exercer une

activité professionnelle satisfaisant à ses besoins matériels. De même, une

maturité professionnelle constitue aujourd’hui uniquement la base nécessaire

pour accomplir une formation plus complète. L’obtention d’une maturité commerciale

ne marque donc pas la fin de la formation. Celle-ci sera achevée au terme de la

formation qui suit.

(…)

Dans le système de Bologne, tel ne sera

souvent le cas qu’au moment de l’obtention de la maîtrise (« Master »): même si

la délivrance du baccalauréat universitaire (« Bachelor ») correspond à

l’achèvement d’un cycle de formation, il ne s’agit, dans la majorité des cas

(par ex. dans les filières juridiques), que d’une étape intermédiaire du

parcours universitaire supérieur. Il existe cependant certaines filières où le

Bachelor universitaire ou le Bachelor HES constituent bien une clé d’entrée

suffisante sur le marché du travail. Un examen différencié s’impose par

conséquent. Il convient par ailleurs de prêter attention à la combinaison de

plus en plus fréquente de deux ou de plusieurs filières d’études, liée aux

exigences de l’interdisciplinarité, option qui peut éventuellement entraîner un

allongement légitime de la durée de la formation.

(…)

En revanche, un diplôme complémentaire (LLM, 3e Cycle)

ou un doctorat ne sont pas couverts, même en présence d’une situation

financière aisée. Il en va de même selon moi d’une formation professionnelle

postuniversitaire (stage de notaire, stage d’avocat). Malgré son importance en

pratique, elle ne saurait étendre encore l’obligation parentale au-delà des

cinq ou six ans nécessaires à l’accomplissement d’un Bachelor et d’un Master en

droit. Le Master permet par

ailleurs de trouver aujourd’hui une place de travail - malgré les mauvaises

habitudes des employeurs qui continuent de privilégier dans les offres d’emploi

les titulaires d’une patente officielle. Si l’on voulait obliger les père et

mère à s’impliquer financièrement également dans une telle formation, il serait

concevable, de lege ferenda, de leur imposer non pas d’entretenir l’enfant,

mais de lui concéder un prêt gratuit ou à un taux préférentiel, remboursable au

moment où celui-ci gagne sa vie (sur le modèle du système des bourses

d’études). Encore faudrait-il déterminer quel type de formation professionnelle

ultérieure donne lieu à une telle prétention.”

Con il rilievo qui che,

d’avviso della dottrina, un meccanismo di mutuo tra genitori e figli è

concepibile unicamente per studi del terzo livello rispettivamente per il conseguimento

di un dottorato di ricerca e non certo per un master.

2.19

Per

tornare al caso di specie, alla luce delle considerazioni che precedono, appare

manifesto come, nel caso di RI 1, gli studi di economia con punto focale in

Management, Organisation und Kultur, siano in stretta connessione con il BA

conseguito presso l’Università di __________. In difetto di che non sarebbero peraltro

rispettati i precetti dell’Ordinanza del 29 novembre 2019 del Consiglio delle

scuole universitarie sul coordinamento dell’insegnamento nelle scuole

universitarie svizzere che impongono, per l’iscrizione ad un Master, il

conseguimento di un Bachelor di un’università in una materia affine. Ciò è il

caso in concreto siccome a RI 1 l’Università di __________ non ha imposto nessun

esame integrativo, nessun recupero di materie, nessun conseguimento di altro

bachelor rispetto a quello ottenuto a __________ (che rimanda agli aspetti

giuridici).

Non

solo. Il Master, sia in ottica assicurativo sociale (si rimanda a quanto

esposto a proposito delle norme Laps qui d’interesse), sia fiscale, sia civile,

è da ritenere oggi quale titolo che consente, in genere, l’acquisizione di una

formazione professionale compiuta, salvo eccezioni. La comunicazione SEFRI

indica bene come negli anni il 98% degli studenti che conseguono un bachelor

continuano (con o senza beneficiare di un anno sabatico) gli studi con un

master.

In

concreto RI 1 ha compiuto di filato i suoi studi, decisamente con ottimo

profitto dimostrandosi non solo dotata ma anche applicata nei suoi studi. Essa

ha svolto attività collaterali agli studi per conseguire qualche guadagno

(decisamente insufficiente al sostentamento), che però non equivale

all’esercizio di un’attività professionale svolta a mano del conseguito bachelor.

Solo con il suo master la ricorrente potrà dire di avere compiuto la sua

formazione tesa al reperimento di adeguata soluzione professionale.

Agli

atti della procedura non è consegnata nessuna prova di prestiti avvenuti tra i

genitori e la figlia per il sostentamento della stessa, circostanza che non

avrebbe mutato la decisione di questa Corte, ma che smentisce le allegazioni

del ricorso. D’altro canto i redditi conseguiti con lo svolgimento di attività

collaterali agli studi, come indicato, non appaiono sufficienti, per come dimostrati

in corso d’istruttoria, per fronteggiare le spese necessaire al compimento

degli studi di Master.

I

genitori di RI 1 hanno (di principio) un obbligo, fondato sul diritto civile,

di provvedere al mantenimento della figlia sino a compimento degli studi di

master che consentono alla stessa il reperimento di un lavoro e di possedere

una formazione professionale come indicato in precedenza. In assenza di loro

prestazione l’assicurata qui ricorrente sa che può avviare un’azione civile

dinanzi al competente tribunale nei confronti di papà e mamma affinché siano

obbligati non a mutuarle del danaro ma a pagarle gli studi conformemente ai

precetti del diritto civile evocati.

2.20

Questa

Corte deve quindi qui respingere il ricorso. Va confermata la decisione della

Cassa che ha considerato l’unità di riferimento della ricorrente composta dalla

sua famiglia, dal padre dalla madre e da altri eventuali membri della stessa,

facendo richiesta alla qui ricorrente di cooperare e di produrre i documenti

necessari alla determinazione del diritto alla RIPAM.

La

qui ricorrente aveva l’obbligo di collaborare all’accertamento die fatti. Alla

procedura davanti all’autorità amministrativa (Cassa cantonale di

compensazione) è infatti applicabile la Legge di procedura per le cause

amministrative (LPAmm del 24 settembre 2013 il cui art. 26 cpv. 1 prevede

specificatamente che le parti sono tenute a cooperare all’accertamento dei

fatti nelle procedure da esse proposte (come in casu) rispettivamente negli

altri procedimenti, se propongono domande indipendenti ed ancora in quanto

un’altra legge speciale imponga loro obblighi più estesi di informazione o di

rivelazione. Per il capoverso 2 della norma l’obbligo di cooperazione non

comprende la consegna di oggetti e documenti inerenti ai contratti tra una

parte e il suo avvocato autorizzato a esercitare la rappresentanza in giudizio

in Svizzera secondo la legge federale del 23 giugno 2000 sugli avvocati. In

base alla procedura amministrativa applicabile la Cassa può dichiarare “inammissibili

le domande formulate nei procedimenti … qualora le parti neghino la

cooperazione necessaria e ragionevolmente esigibile”.

Come rileva il messaggio di

accompagnamento della nuova Legge di procedura amministrativa (LPAmm),

Messaggio 6645 del 23 maggio 2012 relativo alla Revisione totale della legge di

procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966, l’art. 26 prevede quindi

un obbligo di collaborazione (definito di cooperazione). La norma riprende

l’art. 13 PA e sancisce il principio della cooperazione delle parti

all’accertamento dei fatti, che ha portata generale e che si estende

all’insieme dell’istruttoria e pertanto a tutti i mezzi di prova previsti dalla

legge. Come evoca il Messaggio citato (pag. 16): “le parti sono tenute in

tal modo a produrre documenti, a dare informazioni, a partecipare a

sopralluoghi e a collaborare nell’allestimento di perizie (art. 28). L’art. 26

menziona tre casi specifici dove la cooperazione delle parti è imposta dalla

legge. Il primo caso (cpv. 1 lett. a) riguarda le procedure di ricorso e quelle

non contenziose che sono avviate su richiesta delle parti e che sono volte ad

esempio al rilascio di un’autorizzazione o di una concessione o all’ottenimento

di una prestazione (…). Al di là dei casi esplicitamente previsti dalla legge,

la cooperazione delle parti può peraltro essere fondata anche sul principio di

buona fede (art. 5 cpv. 3 Cost.), specie quando i fatti rilevanti appaiono

difficilmente accessibili e le parti ne hanno una migliore e più immediata

cognizione (…). La collaborazione delle parti all’accertamento dei fatti è

peraltro limitata, in virtù del principio di proporzionalità (art. 5 cpv. 2

Cost.), a ciò che è necessario e ragionevolmente esigibile” (su questi temi

si vedano: Clémence Grisel,

L’obligation de collaborer des parties en procédure administrative, tesi

Università di Friburgo, Shulthess Ed. 2008 e Christoph

Auer/Markus Müller/Benjamin Schindler [editori], Kommentar zum

Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren, Zurigo-San Gallo 2008).

2.21

In

concreto, correttamente la Cassa ha ritenuto che, da porre alla base della

decisione relativa alla RIPAM 2022 postulata da RI 1, fossero i dati economici dell’UR

composta dalla sua famiglia (comprensiva dei genitori astretti all’obbligo di

mantenimento in base alle norme giuridiche analizzate in precedenza) siccome la

ricorrente in prima formazione. La produzione della documentazione relativa

alle coperture assicurative di base di tutti i membri dell’UR e della

documentazione fiscale, rispettivamente delle modifiche a norma dell’art. 14

RLCAMal intervenute in seno all’UR, è da ritenersi un rifiuto reiterato ed

immotivato. Si è trattato di un’opposizione di principio (considerato che il

padre della ricorrente è pure comparso in udienza in rappresentanza della figlia)

ed è stato ribadito quando a due riprese almeno l’amministrazione ha trasmesso

alla ricorrente il modulo per la richiesta della RIPAM con invito a volere

indicare i dati relativi a tutti i membri dell’UR interessata.

Vista

la mancata collaborazione nonostante i numerosi solleciti a provvedere

all’inoltro della documentazione necessaria, correttamente la Cassa ha ritenuto

irricevibile la richiesta ed ha altrettanto correttamente respinto il reclamo

formulato dall’assicurata.

Alla

luce di quanto precede il ricorso va respinto, senza carico di

spese alla parte ricorrente, pur in assenza di esito favorevole. La procedura,

cui non sono applicabili le norme della Legge sulla parte generale del diritto

delle assicurazioni sociali (LPGA) per quanto impone l’art. 1 cpv. 2 lett. c

LAMal secondo cui “Le disposizioni della legge federale del 6 ottobre 2000

sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) … non sono

applicabili ai seguenti settori: c) riduzioni di premi accordate ai sensi degli

articoli 65, 65a e 66a e sussidi della Confederazione ai Cantoni conformemente

all’articolo 66”, è gratuita (art. 29 cpv. 1 Lptca) e non sono percepite,

conseguentemente, tasse e spese giudiziarie.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione agli interessati i

quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto

pubblico al Tribunale federale,

Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta

invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma

del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la

decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario di Camera

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti