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Decisione

36.2023.38

Richiesta di assunzione dei costi per un intervento di blefaroplastica delle palpebre superiori. La domanda è stata respinta poiché la blefarocalasi sintomatica nel preciso caso di specie non ha valore di malattia

18 marzo 2024Italiano38 min

V 210 consid. 6c con riferimenti).

Source ti.ch

Incarto

n.

36.2023.38

cs

Lugano

18 marzo 2024

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto

dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattore:

Christian Steffen, cancelliere

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 18 dicembre 2023 di

RI 1

contro

la decisione su opposizione del 28 novembre 2023 emanata

da

CO 1

in materia di assicurazione sociale contro le malattie

ritenuto in fatto

1.1. RI 1, nato nel 1967, è affiliato

presso CO 1 (in seguito: CO 1) per l’assicurazione obbligatoria delle cure

medico-sanitarie.

1.2. Con scritto del 3 ottobre 2022

indirizzato al medico fiduciario dell’assicuratore, il Prof. dr. med. __________,

primario presso il servizio multisito di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed

Estetica __________, posta la diagnosi di blefarocalasi sintomatica delle

palpebre superiori, ha proposto un intervento alfine di migliorare la

sintomatologia dell’assicurato (doc. 8). La richiesta è stata reiterata il 21

ottobre 2022, dopo che CO 1 ha rifiutato di assumersi i costi del trattamento

(doc. 7). Lo specialista ha ribadito che si tratta di una blefarocalasi

sintomatica e che RI 1 ha un campo visivo ridotto, soprattutto nei quadranti

cranio-laterali. Secondo il dr. med. __________, la sintomatologia è confermata

tramite un esame del campo visivo che mostra una sua riduzione (doc. 7).

1.3. Il 31 ottobre 2022, dopo aver

acquisito il parere del proprio medico fiduciario e riferendosi ad una domanda

simile inoltrata in passato, nel 2014, CO 1 ha stabilito che non vi sono i

presupposti medici per mettere a carico della LAMal i costi dell’intervento,

poiché il disturbo “non è marcato e quindi non paragonabile ad una malattia”

(plico doc. 7). Il 17 maggio 2023 l’assicuratore ha ribadito la reiezione della

richiesta in seguito alla presa di posizione di un medito fiduciario

specializzato in casi oftalmologici (plico doc. 6).

1.4. Con decisione del 27 luglio 2023

(doc. 4), confermata dalla decisione su opposizione del 28 novembre 2023 (doc.

2), CO 1 ha respinto la richiesta di assunzione dei costi per un intervento di

blefaroplastica delle palpebre superiori. L’assicuratore, con riferimento ad

una sentenza KV.2014.19 del 29 giugno 2015 del Tribunale cantonale delle assicurazioni

del Canton Zurigo sostiene che in caso di blefarocalasi l’esecuzione di una

misurazione oftalmologica del campo visivo è considerata un metodo adeguato per

determinare la rilevanza patologica e per verificare o meno l’esistenza di un

danno alla salute. Riferendosi alla presa di posizione del medico fiduciario, CO

1 afferma che non vi sono significative restrizioni del campo visivo con

rilevanza patologica e l’intervento non può essere rimborsato dalla LAMal. Il

fatto che un intervento apporti dei miglioramenti non è sufficiente per

ammettere una presa a carico, così come la percezione di disagio

dell’assicurato. Dai referti medici non risulta alcuna irritazione o

lacrimazione cronica.

1.5. RI 1 è insorto al TCA contro la

predetta decisione su opposizione (doc. I), chiedendo, nel “petitum”, oltre al

rimborso delle prestazioni per l’intervento di blefaroplastica delle palpebre

superiori, quanto segue:

- se il tempo di risposta

dall’opposizione alla decisione formale possa essere considerato congruo al

caso;

- che il Tribunale riceva copia

completa in possesso dell’assicuratore della richiesta iniziale corredata da

motivazioni e esami tecnici, così da potersi esprimere con contezza di tutti

gli elementi riguardo a questo caso;

- “L’intimazione a CO 1 di

specificare nelle proprie decisioni formali che le stesse non sono una

decisione di ultima istanza ma alla quale si può ricorrere ed a chi e in quali

termini. Non tutti gli assicurati conoscono tale diritto. In tutte le decisioni

viene sempre indicato il rimedio giuridico, anche in questo ambito dovrebbe

essere specificato. (Lo sarà specificato solo dopo che recatomi presso il

vostro Tribunale mi ha richiesto la decisione formale, in quest’ultima vengono

indicati i rimedi. Ma nella prima comunicazione non era stata indicata la

possibilità di richiedere una decisione formale e tantomeno i rimedi giuridici.”

Nel merito l’insorgente contesta

il contenuto della decisione formale, poiché l’assicuratore si è limitato a

sostenere che il disturbo di cui è affetto non è marcato e quindi non è paragonabile

ad una patologia.

Il ricorrente censura poi la

presa di posizione del medico fiduciario, dr. med. __________, che non lo ha

visitato e che si è opposto a conclusioni espresse da un medico qualificato, il

Prof. dr. med. __________, che ha compiuto una valutazione puntuale e

suffragata da esami obiettivi. La medicina non è una scienza esatta e quello

che può essere sopportabile per una persona potrebbe non esserlo per un’altra.

Per cui sarebbe necessaria un’approfondita anamnesi, esami che confermano la

patologia e visite approfondite. Non sarebbe inoltre chiaro cosa significhi

l’espressione “non paragonabile a una patologia”.

L’assicurato evidenzia di essere

stato richiesto telefonicamente dall’assicuratore di organizzare una telefonata

e fornire il numero al Prof. dr. med. __________ per un approfondimento con il

medico fiduciario. Quest’ultimo, tuttavia, che ha conseguito la

specializzazione di oftalmologia l’11 dicembre 1989 e l’abilitazione quale

medico di fiducia nel 2022, non ha effettuato alcuna visita, non ha approfondito

la patologia di cui è affetto e non ha neppure esaminato il caso attraverso un

confronto scientifico con il Prof. dr. med. __________, primario. L’insorgente

non comprende come il medico fiduciario abbia potuto valutare aspetti che

devono essere osservati tramite consultazione diretta del paziente.

Il ricorrente rileva di essersi

sottoposto ad un esame che accerta l’oggettiva riduzione del campo visivo, che

concerne una delle patologie che ha indotto ad inoltrare la richiesta per

l’intervento di blefaroplastica, ossia un intervento necessario per correggere

problemi funzionali o di salute legati alle palpebre.

Secondo l’insorgente le

valutazioni del Prof. dr. med. __________ comprovano che le condizioni di cui

agli art. 25-31 LAMal per una presa a carico dell’intervento sono perfettamente

adempiute.

Egli evidenzia di avere una

copertura completa e di pagare il massimo, ossia, comprese le assicurazioni

complementari, fr. 844.55 al mese, mentre l’intervento ha un costo indicativo

tra fr. 3'000 e fr. 3'500, sottolinea che nell’allegato 1 dell’OPre non

esistono criteri oggettivi utilizzabili per la patologia di cui viene chiesto

il rimborso ed afferma che per questioni di economicità si potrebbe utilizzare

la medesima sala operatoria necessaria per l’intervento di rimozione di una

ciste, oggetto di altra procedura. Egli asserisce che “pagando il massimo

grado di copertura ritengo che il caso debba essere anche valutato riguardo

all’insieme dei rischi coperti che non si limitano a quelli previsti dalla

assicurazione di base e alla mia percezione di malattia, in termini di disagio

psicologico, fisico (come da finalità medicali che indicano come patologia

l’insieme dei sintomi che richiedono l’intervento”.

Nonostante tale ultima

indicazione non è stato sostenuto che il signor RI 1 abbia postulato

dall’assicuratore complementare LAMal (__________, doc. B1 e B2) pretese in

relazione al programmato intervento.

1.6. Con risposta del 16 gennaio 2024

l’assicuratore ha proposto la reiezione del ricorso con argomentazioni che,

laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. III). Alle

parti è stata offerta la possibilità di ulteriormente esprimersi e di chiedere

l’acquisizione di specifiche prove (doc. IV del18 gennaio 2024).

Per completare gli atti il

giudice delegato ha interpellato l’assicurato chiedendogli in particolare di

produrre la polizza assicurativa con l’assicuratore CO 1 (doc. V del 27

febbraio 2024), richiesta evasa dal signor RI 1 il successivo 1 marzo 2024

(doc. VI).

in diritto

in ordine

2.1. Il ricorrente contesta il contenuto

della decisione formale del 27 luglio 2023, sostenendo che non ci sono

motivazioni puntuali e precise laddove figura che “il disturbo non è marcato

e quindi non paragonabile ad una patologia”.

Nella misura in cui l’assicurato

ne chiede la modifica, il ricorso è irricevibile. Infatti, la decisione su

opposizione sostituisce la prima decisione e diventa, in caso di ricorso,

oggetto del litigio (STF 9C_663/2021 del 6 novembre 2022, consid. 2, non

pubblicato in DTF 149 V 2, con rinvio alla STF 9C_777/2013 del 13 febbraio

2014, consid. 5.2.1; cfr. anche STF 8C_273/2022 dell’8 febbraio 2023, consid.

3.1 in fine con rinvio alla DTF 142 V 337, consid. 3.2.1. in fine).

2.2. Come indicato sub. 1.5. il ricorrente

accenna alla presenza di assicurazioni complementari alla LAMal ed afferma che

“pagando il massimo grado di copertura ritengo che il caso debba essere

anche valutato riguardo all’insieme dei rischi coperti che non si limitano a

quelli previsti dalla assicurazione di base e alla mia percezione di malattia,

in termini di disagio psicologico, fisico (come da finalità medicali che

indicano come patologia l’insieme dei sintomi che richiedono l’intervento”.

Nella misura in cui l’assicurato

chiede il rimborso di prestazioni fondate sulle assicurazioni complementari

alla LAMal, il ricorso si rivela irricevibile, giacché tali controversie sono

rette da un’altra procedura (cfr. art. 7 CPC, art. 243 e seguenti CPC).

2.3. L’insorgente si lamenta del tempo

trascorso tra la decisione formale del 27 luglio 2023 e la decisione su

opposizione del 28 novembre 2023, emessa in seguito all’opposizione del 14

agosto 2023.

Nel caso di specie l’assicuratore

ha emesso la propria decisione su opposizione tre mesi e mezzo dopo l’inoltro

dell’opposizione, ossia un termine che rientra ancora in un periodo ragionevole.

Il Tribunale federale ha infatti già

stabilito che un lasso di tempo di inattività di 5 mesi e mezzo non costituisce

una denegata giustizia (STF 8C_162/2022 del 9 agosto 2022, consid. 5.4: “S'agissant de la

période d'inactivité de l'intimée entre l'arrêt cantonal du 3 décembre 2020 et

le 18 mai 2021, il importe peu de savoir si elle constitue un simple

"temps mort" ou si elle est due à une surcharge de travail de

l'intimée - les deux hypothèses ne s'excluant d'ailleurs pas -, au vu

de sa brièveté, qui est insuffisante pour retenir un déni de justice”,

sottolineatura del redattore).

Del resto,

ritenuto che in concreto non ci si trova a dover giudicare un ricorso per

denegata/ritardata giustizia poiché la Cassa nel frattempo ha emesso la

decisione su opposizione qui contestata, la questione non deve essere

approfondita.

2.4. L’insorgente si lamenta della

circostanza che l’assicuratore nei primi due scritti di rifiuto della

prestazione non ha indicato i mezzi di diritto. Solo dopo aver raccolto

informazioni presso questo Tribunale l’assicurato sarebbe venuto a conoscenza

della possibilità di chiedere l’emissione di una decisione formale. Egli chiede

che venga intimato a CO 1 l’obbligo di precisare la possibilità di impugnare le

proprie decisioni, indicandone l’istanza competente.

Per

l’art. 49 cpv. 1 LPGA nei casi di ragguardevole entità o quando vi è disaccordo

con l’interessato l’assicuratore deve emanare per scritto le decisioni in

materia di prestazioni, crediti e ingiunzioni.

Ai

sensi dell’art. 52 cpv. 1 LPGA le decisioni possono essere impugnate entro

trenta giorni facendo opposizione presso il servizio che le ha notificate;

fanno eccezione le decisioni processuali e pregiudiziali.

Secondo

l’art. 52 cpv. 2 LPGA le decisioni su opposizione vanno pronunciate entro un

termine adeguato. Sono motivate e contengono un avvertimento relativo ai rimedi

giuridici.

In concreto, il Prof. dr. med. __________,

per conto dell’insorgente, il 3 ottobre 2022 ha chiesto a CO 1 di esaminare

l’assunzione dei costi di un intervento di blefaroplastica delle palpebre

superiori. Con scritto del 31 ottobre 2022 l’assicuratore ha respinto la

richiesta, sostenendo che non erano dati i presupposti previsti dalla LAMal.

Il 17 maggio 2023 CO 1 ha

ribadito la reiezione della richiesta con uno scritto indirizzato al Prof. dr.

med. __________, indicando che se “Lei e/o il nostro assicurato non è

d’accordo con la nostra presa di posizione, ha facoltà di richiedere una

decisione formale” (allegato doc. 6).

Il 10 luglio 2023 l’insorgente ha

chiesto l’emissione di una decisione formale (doc. 5), che è stata emanata il

27 luglio 2023 con l’indicazione della possibilità di inoltrare opposizione

all’assicuratore malattie, di cui è stato fornito l’indirizzo completo, entro

30 giorni dalla notifica (doc. 4).

Nella decisione su opposizione

del 23 novembre 2023, qui impugnata, in calce, figura la possibilità di

impugnarla al Tribunale delle assicurazioni del Cantone di domicilio

dell’assicurato entro 30 giorni dall’intimazione.

In data 18 dicembre 2023

l’assicurato è tempestivamente insorto a questo Tribunale.

Ora, a prescindere dalla

ricevibilità della domanda, questo Tribunale deve costatare che l’assicuratore

ha agito correttamente.

Infatti, dopo aver dapprima

negato l’assunzione dei costi tramite semplice lettera (doc. 7 e 8), in seguito

ad un nuovo esame della fattispecie, CO 1 ha indicato la possibilità di domandare

l’emissione di una decisione formale (plico doc. 6), che ha poi in breve tempo emanato

dopo aver ricevuto una richiesta in tal senso dell’insorgente (doc. 4 e 5).

Inoltre, sia nella decisione

formale che nella decisione su opposizione, la convenuta ha indicato i mezzi di

impugnazione.

Le contestazioni del

ricorrente vanno respinte.

nel merito

2.5. Per l’art. 3 cpv. 1 LPGA è considerata malattia qualsiasi danno alla salute fisica, mentale o

psichica che non sia la conseguenza di un infortunio e che richieda un esame o

una cura medica oppure provochi un’incapacità al lavoro.

Ai sensi dell’art. 24 cpv. 1

LAMal l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi

delle prestazioni definite negli articoli 25-31, secondo le condizioni di cui

agli articoli 32-34. Per l’art. 24 cpv. 2 LAMal le prestazioni assunte sono

collegate alla data o al periodo di trattamento.

L’art. 25 cpv. 1 LAMal prevede

che l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi

delle prestazioni atte a diagnosticare o a curare una malattia e i relativi

postumi.

Secondo l’art. 25 cpv. 2 LAMal

queste prestazioni comprendono (lett. a) gli esami e le terapie ambulatoriali,

in ospedale o in una casa di cura, nonché le cure in ospedale dispensate (cifra

1) dal medico, (cifra 2) dal chiropratico, (cifra 3) da persone che effettuano

prestazioni previa prescrizione o indicazione di un medico o di un

chiropratico; (lett. b) le analisi, i medicamenti, i mezzi e gli apparecchi

diagnostici e terapeutici prescritti dal medico o, nei limiti stabili dal

Consiglio federale, dal chiropratico; (lett. c) un contributo alle spese di

cure balneari prescritte dal medico; (lett. d) i provvedimenti di

riabilitazione medica, eseguiti o prescritti dal medico; (lett. e) la degenza

in ospedale secondo lo standard del reparto comune; (lett. f bis) la degenza in

caso di parto in una casa per partorienti (art. 29); (lett. g) un contributo

alle spese di trasporto necessarie dal profilo medico e alle spese di

salvataggio; (lett. h) la prestazione effettuata dal farmacista al momento di

fornire i medicamenti prescritti dal medico secondo la lettera b.

Secondo l’art. 32 cpv. 1 LAMal le

prestazioni di cui agli articoli 25–31 devono essere efficaci, appropriate ed

economiche. L’efficacia deve essere comprovata secondo metodi scientifici.

L’efficacia, l’appropriatezza e l’economicità delle prestazioni sono

riesaminate periodicamente (art. 33 cpv. 2 LAMal).

Il Consiglio

federale può designare le prestazioni fornite da un medico o chiropratico i cui

costi non sono assunti dall’assicurazione obbligatoria delle cure

medico-sanitarie o lo sono soltanto a determinate condizioni (art. 33 cpv. 1

LAMal), definisce le prestazioni di cui all’articolo 25 capoverso 2 non

effettuate da un medico o chiropratico e le prestazioni di cui agli articoli

26, 29 capoverso 2 lettere a e c e 31 capoverso 1 (art. 33 cpv. 2 LAMal),

determina in quale misura l’assicurazione obbligatoria delle cure

medico-sanitarie assume i costi d’una prestazione, nuova o contestata, la cui

efficacia, idoneità o economicità sono ancora in fase di valutazione (art. 33

cpv. 3 LAMal), nomina commissioni che consulta ai fini della designazione delle

prestazioni. Provvede al coordinamento dei lavori di queste commissioni (art.

33 cpv. 4 LAMal), può delegare al Dipartimento o all’Ufficio federale le competenze

di cui ai capoversi 1–3 (art. 33 cpv. 5 LAMal).

Questa disposizione si fonda

sulla presunzione che medici e chiropratici applichino trattamenti e misure

conformi all'art. 32 cpv. 1 LAMal.

È pertanto compito del Consiglio

federale stilare una lista negativa di prestazioni che non rispettano questi

criteri o che li rispettano solo parzialmente o a determinate condizioni (RAMI

2000 no. KV 113 pag. 130 consid. 4a; DTF 125 V 28 consid. 5b).

Le citate competenze sono state

delegate al Dipartimento federale dell'interno (DFI) che, in data 29 settembre 1995,

ha promulgato l'Ordinanza sulle prestazioni dell'assicurazione obbligatoria

delle cure medico-sanitarie (Ordinanza sulle prestazioni, OPre).

2.6. La questione dell’assunzione dei

costi di interventi di correzione chirurgica da parte della LAMal è stata

oggetto di un’abbondante giurisprudenza federale (cfr. sentenza K 132/04 del 2

febbraio 2006, consid. 2.2). In questo contesto il Tribunale federale ha in

particolare delimitato i casi che concernono la chirurgia estetica, dove lo

scopo principale dell’intervento è quello di rendere una parte del corpo più

bella o maggiormente conforme ai canoni di bellezza ideali da quelli che, anche

se l’aspetto estetico non è totalmente assente, devono essere considerati come

aventi valore di malattia ai sensi della legge e, di conseguenza, sono coperti

dall’assicurazione malattie.

In una sentenza

9C_365/2010 del 28 febbraio 2011, al consid. 2, il TF ha ricordato che un

difetto estetico non configura di per sé un rischio (di malattia) assicurato

dalla LAMal (cfr. anche DTF 111 V 231, consid. 1a). Nondimeno, se un simile

difetto provoca disturbi di valore patologico, il trattamento medico - e con

esso la rimozione del difetto estetico quale causa della malattia – messo in

atto per la cura di queste conseguenze patologiche costituisce una prestazione

obbligatoria (RAMI 1992 n° KV 903 pag. 231 consid. 2c, 1991 n° KV 876 pag. 247

consid. 2b, sentenza K 87/02 del 24 dicembre 2002 consid. 1.2). Similmente

l’assicuratore malattie è chiamato ad assumersi, a determinate condizioni, i

costi di un intervento chirurgico eseguito per il trattamento di un difetto

estetico secondario, dovuto a una malattia o a un infortunio (DTF 121 V 119

consid. 1 pag. 121; cfr. anche sentenza 9C_126/2008 del 30 ottobre 2008 consid.

4.1).

In una sentenza

9C_319/2015 del 9 maggio 2016, pubblicata in SVR 2016, KV n. 16, pag. 80, il

Tribunale federale ha giudicato il caso di una donna che ha subito due

operazioni di riduzione dello stomaco, rimborsate dall’assicuratore malattie,

con successiva riduzione del peso che aveva provocato una dermatocalasi con

eccessi di pelle cascante nella regione del petto e della coscia, come pure un

cosiddetto grembiule di grasso a livello della pancia. L’Alta Corte ha

stabilito che il relativo rassodamento chirurgico non costituisce una

prestazione obbligatoriamente a carico della LAMal poiché, in base a criteri

oggettivi, non si tratta di una vera deturpazione dell’aspetto esteriore:

" (…)

3.2. Gerade im Zusammenhang mit Mammaptose,

Bauchfettschürzen und Hauterschlaffung an den Oberschenkeln nach

Gewichtsabnahme hat das Bundesgericht klargestellt, dass sich grundsätzlich

nach objektiven Kriterien beurteilt, ob ein ästhetischer Mangel als entstellend

zu bezeichnen ist. Dazu gehört die gesellschaftliche Anschauung. Ebenfalls von

Bedeutung ist, inwiefern sich der von der Norm abweichende Zustand aus

ästhetischen Gründen negativ auf das Erwerbsleben auswirkt. Mit Blick auf das

Gebot der Gleichbehandlung der Versicherten (Art. 13 Abs. 2 lit. a

KVG und Art. 8 Abs. 1 BV) ist von einem engen Begriffsverständnis von

«entstellend» auszugehen. Subjektive Faktoren, insbesondere die persönliche

Anschauung, haben ausser Acht zu bleiben. Ihnen wird bei der Frage Rechnung

getragen, ob der ästhetische Mangel körperliche oder psychische Beschwerden mit

Krankheitswert verursacht, welche mit der Behebung des zugrundeliegenden

Mangels beseitigt werden können (zu Letzterem vgl. E. 2 hievor; Urteile

9C_560/2014 vom 3. November 2014 E. 4.3 und 9C_126/2008 vom 30. Oktober 2008 E.

4.3.2 und 4.3.3; Urteil K 15/04 vom 26. August 2004 E. 3.2.2; Andreas Traub,

Krankheitswert und Behandlungsbedürftigkeit: Rechtsprechungsübersicht, in:

Rechtsfragen zum Krankheitsbegriff, Gächter/Schwendener [Hrsg.], 2009, S. 47

ff., 65).

3.3. Im Lichte dieser Grundsätze hat das

Bundesgericht verschiedentlich erkannt, dass Mammaptosen, Fettschürzen und

Hauterschlaffungen an den Oberschenkeln in aller Regel nicht als entstellend

bezeichnet werden können (RKUV 2006 Nr. KV 358 S. 55, K 135/04 E. 2.3 in fine;

1985 Nr. K 638 S. 197, K 94/84 E. 2b; Urteile 9C_560/2014 vom 3. November 2014 E.

4.2 und 4.3 sowie 9C_126/2008 vom 30. Oktober 2008 E. 4.3.3; Urteile K 50/05

vom 22. Juni 2005 E. 3.2 in fine und K 15/04 vom 26. August 2004 E. 3.2.2).

Auch im vorliegend zu beurteilenden Fall kann die Dermatochalasis an den drei

erwähnten Körperstellen aufgrund der medizinischen Akten und der von der

Abteilung für Hand- und Plastische Chirurgie am Spital B.________ aufgenommenen

Fotos bei objektiver Betrachtungsweise nicht als geradezu entstellende

Verunstaltung des äusseren Erscheinungsbildes bezeichnet werden. Die

Beschwerdeführerin macht denn auch nicht geltend, dass sich die

Hauterschlaffung im Sinne der dargelegten Rechtsprechung (E. 3.2 hievor) aus

ästhetischen Gründen negativ auf ihr Erwerbsleben auswirkt. An dieser

Betrachtungsweise ändert nichts, dass sich die (im Zeitpunkt des ablehnenden

Verwaltungsentscheids) 56-jährige Versicherte mit Bezug auf die Hautsituation

als "massiv vorgealtert" empfindet (so auch Bericht des Spitals

B.________ vom 11. Februar 2014). Eine Leistungspflicht des Krankenversicherers

für die ins Auge gefassten Hautkorrekturoperationen entfällt demnach auch unter

rein ästhetischem Blickwinkel.”

In una sentenza 9C_552/2018 del 21 dicembre 2018 il TF, al consid. 3.2,

ha rammentato:

" (…) On

ajoutera que les défauts esthétiques en tant que conséquence d'une maladie ou

d'un accident n'ont pas valeur de maladie. La jurisprudence reconnaît cependant

que l'assurance obligatoire des soins est tenue de prendre en charge un

traitement chirurgical lorsque, servant à l'élimination d'une atteinte

secondaire due à la maladie ou à un accident, il permet de corriger des

altérations externes de certaines parties du corps - en particulier le visage -

visibles et spécialement sensibles sur le plan esthétique; aussi longtemps que

subsiste une imperfection de ce genre due à la maladie ou à un accident, ayant

une certaine ampleur et à laquelle une opération de chirurgie esthétique peut

remédier, l'assurance doit assumer les frais de cette intervention, à condition

qu'elle eût à répondre également des suites immédiates de l'accident ou de la

maladie. Il faut également réserver les situations où l'altération, sans être

visible ou particulièrement sensible ou même sans être grave, provoque des

douleurs ou des limitations fonctionnelles qui ont clairement valeur de

maladie. Il en est ainsi des cicatrices qui provoquent d'importantes douleurs

ou qui limitent sensiblement la mobilité (ATF 138 V 131 consid. 5.1 p.

134; 111 V 229 consid. 1c p. 232; arrêts 9C_255/2016 du 17 février 2017

consid. 3.2, 9C_319/2015 du

9 mai 2016 consid. 3.1 et 3.2 et les références).”

Con sentenza

9C_592/2019 del 25 maggio 2020, pubblicata in SVR 2020, KV n. 27, pag. 132, il

Tribunale federale ha stabilito che una perdita di peso superiore alla metà del

proprio peso corporeo (da 140 a 65 chilogrammi per un’altezza di 175

centimetri) a seguito di un bypass gastrico, costituisce di per sé un’anomalia

che adempie il concetto di malattia (consid. 4.2.1). Nel caso in cui i

rilevanti eccessi di pelle localizzati alle cosce comportino dolori e

impedimenti, come pure una sollevabilità della pelle di circa 15 centimetri per

gamba, essi rappresentano – quale conseguenza della cura della malattia

(adipositas per magna) – uno stato patologico, la cui correzione chirurgica

deve essere assunta dall’assicurazione delle cure medico-sanitarie a titolo di

prestazione obbligatoria (consid. 4.2-4.2.2).

In una sentenza

9C_222/2023 del 18 dicembre 2023 il Tribunale federale ha dovuto giudicare il

caso di un assicurato, nato nel 2000, che, in seguito a cicatrici ipertrofiche,

resistenti alle terapie, sulla guancia destra, sulla parasternale sinistra e

sulla spalla sinistra, per il tramite di una dr.ssa specialista in chirurgia

plastica, ricostruttiva ed estetica, ha chiesto il rimborso dei costi per

un’asportazione con successiva irradiazione delle parti del corpo interessate.

L’assicuratore

aveva deciso di rimborsare i costi dell’intervento alla guancia ma non alle

altre parti del corpo.

Il Tribunale

federale ha respinto il ricorso dell’assicurato.

L’Alta Corte ha

rammentato che un difetto esclusivamente estetico non rientra di norma tra i

rischi assicurati dalla LAMal. Gli interventi per correggere le differenze in

relazione all’aspetto ideale o ritenuto normale non sono di principio finalizzati

a curare, ridurre o prevenire le patologie o a mantenere lo stato di salute.

Disturbi comunemente ritenuti quali difetti estetici che si sviluppano

naturalmente, come un naso vistoso, orecchie sporgenti, un fisico

sovradimensionato, nei di natura benigna, rughe sul viso, palpebre cadenti,

borse sotto gli occhi, perdita di capelli o seni che non corrispondono al

presunto ideale di bellezza, non hanno carattere di malattia, a condizione che non siano collegati a disturbi funzionali o che i disturbi funzionali

siano concretamente prevedibili (STF K 132/04

del 2 febbraio 2006 consid. 2.2, STF K 1 /05 del 16 agosto 2005 consid. 1.2 e

3; cfr. Gebhard Eugster, SBVR, 3a edizione 2016, pag. 497 Nr. 303).

Tuttavia,

il valore di malattia non può essere negato a priori nel caso di un difetto

estetico che si scosta molto dalla norma (STF K 4/04 del 17 agosto 2005 consid.

5.1, pubblicata in: SVR 2006 KV Nr. 13 pag. 41, STF K 50/99 dell'8 agosto 2000,

pubblicata in: RAMI 2000 KV Nr. 113 pag. 126).

La

LAMal deve rimborsare i costi degli interventi se il disturbo estetico è

associato a un danno fisico o psichico con valore di malattia (STF K 1/05 del

16 agosto 2005 consid. 1.2; STF 9C_465/2010 del 20 settembre 2010 consid. 6.2, pubblicata

in: SVR 2011 KV No. 11 p. 44; Eugster, op. cit., pag. 497 n. 304). Questi difetti

estetici, soprattutto in parti del corpo visibili ed esteticamente

particolarmente sensibili come il viso, possono essere considerati malattie se

si scostano notevolmente dal concetto ideale o normale e sono quindi percepiti

come deturpanti (STF 9C_572/2015 del 22 giugno 2016 consid. 2, pubblicata in: SVR

2016 KV Nr. 15 pag. 77; STF 9C_246/2020 del 4 marzo 2021 consid. 5.1,

pubblicata in: SVR 2021 KV Nr. 16 pag. 86). Quando un difetto estetico

possa essere definito deturpante viene stabilito tramite criteri

oggettivi. Occorre tenere in considerazione la visione globale della

società. Altrettanto importante è fino a che punto il difetto estetico si

ripercuote negativamente sulla vita lavorativa. In relazione alla parità di

trattamento tra gli assicurati si deve partire da un'interpretazione restrittiva

del termine deturpante. I fattori soggettivi, soprattutto le opinioni

personali, devono essere ignorati. Essi sono presi in considerazione quando

occorre valutare se il difetto estetico causa disturbi fisici o psichici con

valore di malattia, che possono essere eliminati correggendo il difetto (STF

9C_319/2015 del 9 maggio 2016 consid. 3.2, pubblicata in: SVR 2016 KV Nr. 16

pag. 80). Anche piccoli difetti estetici possono portare ad un trattamento

se causano disturbi o perdita di funzionalità con grande valore di malattia. Ciò

vale, ad esempio, per cicatrici che causano dolori importanti o limitano

significativamente la mobilità (STF 9C_572/2015 del 22 giugno 2016 consid. 4.2,

pubblicata in: SVR 2016 KV Nr. 15 pag. 77, STF K 135/04 del 17 gennaio, 2006 consid.

1, pubblicata in: RAMI 2006 KV Nr. 358 pag. 55 e STF K 50/05 del 22 giugno 2005

consid. 2.2).

2.7. In concreto, dalle

tavole processuali emerge che il 7 maggio 2014 la dr.ssa med. __________, FMH

oftalmologia e oftalmochirurgia, ha inoltrato a CO 1 uno scritto con

l’indicazione che l’insorgente soffre di una dermatocalasi bilaterale che

limita il suo campo visivo superiore ed ha chiesto se fosse possibile la presa

a carico dei costi per un intervento di blefaroplastica (doc. 9). Il 20 maggio

2014 il medico fiduciario ha negato il valore di malattia al disturbo di cui è

affetto l’insorgente ed ha proposto di respingere la richiesta (allegato doc.

9).

Il 3 ottobre 2022

il Prof. dr. med. __________, primario presso il servizio multisito di

Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica __________, posta la diagnosi di

blefarocalasi sintomatica delle palpebre superiori, ha affermato:

" (…) Paziente che ha notato un progressivo cedimento delle palpebre

superiori che gli danno fastidio, anche perché ha una costante impressione di

avere un campo visivo ridotto. Paziente riferisce che questa sensazione è recentemente

aumentata, visto che ha perso notevolmente peso.

Paziente sano, non assume

farmaci. Non fuma.

Esame obiettivo

Eccesso cutaneo delle

palpebre superiori con clinicamente riduzione del campo visivo.

Obiettivazione: vedi referto

del campo visivo allegato.

Valutazione e procedere

In virtù della

sintomatologia, propongo di procedere con una blefaroplastica delle palpebre

superiori in modo da migliorare la sintomatologia del paziente. Questo

intervento può evidentemente essere eseguito secondo la tariffa Tarmed in

ambulatoriale con anestesia locale eseguita dal chirurgo. Conseguentemente Le

chiedo gentilmente di valutare la presa a carico.” (doc. 8)

Al referto è stato

allegato l’esame del campo visivo del 30 agosto 2022 ed alcune fotografie.

Il 31 ottobre 2022

la dr.ssa med. __________, medica fiduciaria dell’assicuratore, ha proposto di

negare l’assunzione dei costi dell’intervento, non essendo dato il valore di

malattia al disturbo accusato dall’insorgente (“Es besteht hier keine

erhebliche körperliche Beeinträchtigung und damit auch keine Leistungspflicht

der OKP bezüglich der vorgeschlagenen Operation”).

Il 21 ottobre 2022

il Prof. dr. med. __________, ha scritto alla fiduciaria dell’assicuratore,

affermando:

" (…) Ribadisco che si tratta di una blefarocalasi sintomatica. Il

paziente spiega chiaramente che ha un campo visivo ridotto, soprattutto nei

quadranti cranio-laterali. Questa sintomatologia viene confermata tramite un

esame del campo visivo che, secondo me, mostra comunque una determinata

riduzione del campo visivo, questo in modo obiettivo.

Conseguentemente, le chiedo

di rivalutare la situazione e rispettivamente spiegare soprattutto al paziente

come mai rifiutate questa presa a carico.” (doc. 7)

Il 31 ottobre 2022 la

dr.ssa med. __________ ha ribadito che non vi è alcun elemento per mettere a

carico della LAMal i costi dell’intervento (allegato doc. 7).

In data 17 maggio

2023 anche il medico fiduciario dr. med. __________, “Facharzt für

Ophtalmologie, speziell Ophtalmochirurgie” ha esaminato la documentazione,

ritenendo che i presupposti per un rimborso della prestazione non sono dati.

Lo specialista ha

ritenuto che frontalmente vi è unicamente un leggero restringimento delle

fessure palpebrali in entrambi i lati. Oltre ad un incipiente cedimento

dell’area sopraccigliare, è presente una moderata dermatocalasi con piega

cutanea continua e leggera sovrapposizione cutanea laterale. I bordi delle

palpebre sono chiaramente sopra le pupille, che non sono nemmeno parzialmente

nascoste nelle immagini laterali o semi-oblique.

Il medico

fiduciario rileva inoltre che non sono stati eseguiti esami cinetici delle

pupille e delle palpebre e che l’esame statico Octopus eseguito non è adatto

alla verifica dei limiti temporali esterni. Quest’ultimo non sarebbe inoltre

plausibile poiché la copertura dell’iride da parte della palpebra è

rappresentata in maniera irregolare. Lo specialista ribadisce che dalla

documentazione le pupille risultano completamente libere e il bordo palpebrale

si situa ben al di sopra della pupilla. In base al triangolo temporale sclerale

la pupilla è chiaramente riconoscibile. Non vi sono pertanto significative

restrizioni del campo visivo con rilevanza patologica e l’intervento non va a

carico della LAMal (“Frontal ist lediglich eine leichte Lidspaltenverengung

bds zu sehen. Neben einer beginnenden Senkung der

Brauenpartie besteht eine mässigradige Dermatochalase der OL bds mit

durchgehender Hautfalte und leichter Hautüberlappung seitlich. Die Lidkanten

verlaufen bds deutlich oberhalb der Pupillen, diese werden weder auf den

seitlichen, noch auf den halbschrägen Aufnahmen nur ansatzweise verdeckt.

Leider wurden keine kinetischen GF gemacht. Die statischen Octopus GF sind für

eine Beurteilung der temporalen Aussengrenzen gänzlich ungeeignet. Ebenso ist

die Darstellung mit unregelmässigen Ausfällen nach oben unplausibel. Aufgrund

der Lidspaltenkonfiguration mit bds vollständig freier Pupille und einem

Lidkantenverlauf weit oberhalb der Pupillen sowie einem deutlich erkennbaren

Skleradreieck temporal sind keine wesentliche GF-Einschränkungen, welche Krankheitsrelevanz

erlangen, zu erwarten”).

Non è stata prodotta ulteriore documentazione medica.

2.8. Per costante giurisprudenza, in

un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo

l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che

precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il

diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA U 259/02

dell'8 luglio 2003 consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die

Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.).

Nella DTF 125 V 351 seg. (=

SVR 2000 UV Nr. 10 p. 33 ss. e RAMI 1999 U 356 p. 572), la nostra Corte

federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di

un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione

che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé

scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che

facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico

consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non

permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità.

Devono

piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere

come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

In

una sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465

consid. 4.4 e consid. 4.7, il Tribunale federale ha precisato che il giudice

delle assicurazioni sociali può fondare la propria sentenza su rapporti

allestiti da medici che si trovano alle dipendenze dell’amministrazione, a

condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno il più lieve, a proposito

della correttezza delle conclusioni contenute in tali rapporti. Sempre secondo

l’Alta Corte, dal principio della parità delle armi che la Corte europea dei

diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli

assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei

medici interni all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra

questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le

certificazioni dei medici curanti.

Trattandosi

invece di perizie affidate dagli assicuratori sociali a medici esterni

all’amministrazione o a servizi specializzati indipendenti in ossequio alla

procedura di cui all’art. 44 LPGA, esse godono di piena forza probatoria, a

condizione che non esistano indizi concreti che ne mettano in dubbio

l’affidabilità (cfr. STF 8C_839/2016 del 12 aprile 2017 consid. 3.2 e

8C_862/2014 del 2 aprile 2015 consid. 3.2 e riferimenti ivi citati).

Per

quel che concerne il valore probante di un rapporto medico, determinante è che

esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi,

che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato

redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione

del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. SVR

2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U

252, p. 191ss.; DTF 122 V 160 ss., consid. 1c e riferimenti).

L'elemento

rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo

di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma

semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

È

infine utile osservare che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il

giudice non può evadere la vertenza senza valutare l’intero materiale e

indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un

altro. Al riguardo va, tuttavia, precisato che non si può pretendere dal

giudice che raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente

da un punto di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si

evidenziano delle carenze e qual è l’opinione più adeguata (cfr. STFA I 811/03

del 31 gennaio 2005, consid. 5 in fine; STFA I 673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR

2000 UV Nr. 10 p. 35 consid. 4b).

2.9.

Va ancora rammentato

che

per l’art. 57 cpv. 1 LAMal gli assicuratori o le rispettive federazioni

designano, d’intesa con le società mediche cantonali, i medici di fiducia.

Questi devono soddisfare le condizioni d’autorizzazione ai sensi dell’articolo

36 e avere, inoltre durante almeno cinque anni, esercitato presso uno studio

medico o rivestito una funzione medica direttiva in ospedale.

Secondo l’art. 57 cpv.

4 LAMal il medico di fiducia consiglia l’assicuratore su questioni d’ordine

medico come pure su problemi relativi alla rimunerazione e all’applicazione

delle tariffe. Esamina in particolare se sono adempite le condizioni

d’assunzione d’una prestazione da parte dell’assicuratore.

L’art. 57 cpv. 5 LAMal

prevede che il medico di fiducia decide autonomamente. Né l’assicuratore né il

fornitore di prestazioni e le rispettive federazioni possono impartirgli

istruzioni.

Ai sensi dell’art. 57

cpv. 6 LAMal i fornitori di prestazioni devono trasmettere ai medici di fiducia

le informazioni necessarie per l’adempimento dei compiti ai sensi del capoverso

4. Se non è possibile ottenerle altrimenti, il medico di fiducia può esaminare

personalmente l’assicurato; ne deve prima informare il medico curante e

comunicargli il risultato dell’esame. Tuttavia, in casi debitamente motivati,

l’assicurato può esigere che l’esame di controllo sia effettuato da un altro

medico. Se l’assicurato non si accorda in merito con l’assicuratore, la

decisione spetta, in deroga all’articolo 58 capoverso 1 LPGA, al tribunale

arbitrale ai sensi dell’articolo 89.

Per l’art. 57 cpv. 7

LAMal i medici di fiducia trasmettono agli organi competenti degli assicuratori

unicamente le indicazioni necessarie per decidere l’assunzione delle

prestazioni, stabilire la rimunerazione, calcolare la compensazione dei rischi

o motivare una decisione. Ciò facendo salvaguardano i diritti della personalità

degli assicurati.

2.10. In concreto, questo Tribunale,

chiamato a verificare se lo stato di salute del ricorrente è stato

accuratamente vagliato dall’amministrazione, dopo attento esame della

documentazione medica agli atti, non ha alcun motivo per scostarsi dalle

conclusioni dell’assicuratore convenuto.

Nel caso di specie non sono

infatti date le condizioni per ritenere che il disturbo di cui è affetto il

ricorrente abbia valore di malattia.

Dalla documentazione medica agli

atti non risulta che la blefarocalasi sintomatica delle palpebre superiori

necessiti un intervento per correggere disturbi funzionali o di salute legati

alle palpebre o ad altri organi o per curare, ridurre o prevenire

delle patologie o a mantenere lo stato di salute.

L’esame puntuale ed approfondito

dei referti oftalmologici e delle fotografie prodotte dall’insorgente nelle

more amministrative, ad opera del medico fiduciario dr. med. Urech, specialista

in oftalmologia, permette di concludere che l’interessato non ha alcuna restrizione

significativa del campo visivo con rilevanza patologica e pertanto che

l’intervento non va posto a carico della LAMal.

Il medico fiduciario ha esaminato

accuratamente l’intera documentazione messa a sua disposizione ed ha valutato

il valore patologico del disturbo di cui è affetto l’insorgente sulla base di

una valutazione complessiva della fattispecie. Lo specialista ha stabilito che frontalmente vi è unicamente un leggero restringimento delle fessure

palpebrali in entrambi i lati ed oltre ad un incipiente cedimento dell’area

sopraccigliare, è presente una moderata dermatocalasi con piega cutanea

continua e leggera sovrapposizione cutanea laterale. I bordi delle palpebre

sono chiaramente sopra le pupille, che non sono nemmeno parzialmente nascoste

nelle immagini laterali o semi-oblique. In base al triangolo temporale sclerale

la pupilla è chiaramente riconoscibile (“Frontal ist lediglich eine leichte

Lidspaltenverengung bds zu sehen. Neben einer

beginnenden Senkung der Brauenpartie besteht eine mässigradige Dermatochalase

der OL bds mit durchgehender Hautfalte und leichter Hautüberlappung seitlich.

Die Lidkanten verlaufen bds deutlich oberhalb der Pupillen, diese werden weder

auf den seitlichen, noch auf den halbschrägen Aufnahmen nur ansatzweise

verdeckt

[…] Aufgrund der Lidspaltenkofiguration

mit bds vollständig freier Pupille und einem Lidkantenverlauf weit oberhalb der

Pupillen sowie einem deutlich erkennbaren Skleradreieck temporal sind keine

wesentliche GF-Einschränkungen, welche Krankheitsrelevanz erlangen, zu erwarten”).

In concreto, non sussiste alcun dubbio, neppure il più lieve, a

proposito della correttezza delle conclusioni contenute nel referto del dr.

med. __________.

Non vi è pertanto

alcuno spazio per mettere l’intervento di blefaroplastica delle palpebre

superiori a carico della LAMal.

Nulla cambia al valore probatorio

della presa di posizione del dr. med. __________ la circostanza che

l’assicuratore, in un primo tempo, salvo poi rinunciarvi, avrebbe chiesto

all’insorgente di organizzare una telefonata tra il medico curante, Prof. dr.

med. __________ ed il medico fiduciario, e che quest’ultimo non ha esaminato

personalmente l’assicurato.

Infatti, una valutazione sulla base dei soli atti medici (“Aktengutachten”)

senza visitare l’assicurato, esplica validamente i suoi effetti se, come

nel caso di specie, si dispone di sufficienti elementi risultanti da altri

accertamenti personali e se si tratta di valutare la fattispecie sulla base di

dati medici oggettivi già accertati, di modo che la valutazione medica diretta

della persona assicurata viene messa in secondo piano (cfr. sentenza

9C_524/2017 del 21 marzo 2018, consid. 5.1; sentenza 8C_184/2013 del 7 giugno

2013 consid. 2.5; sentenza 9C_839/2008 del 29 ottobre 2009 consid. 5.4).

Per

quanto concerne la circostanza sollevata dall’insorgente secondo cui il

Prof. dr. med. __________ è primario presso il servizio multisito di chirurgia

plastica, ricostruttiva ed estetica dell’__________, ed è uno dei massimi

specialisti in ambito di chirurgia plastica, va rilevato che alla luce del

disturbo di cui è affetto il ricorrente (blefarocalasi sintomatica delle

palpebre superiori), spetta semmai ad uno specialista in oftalmologia, come è

il dr. med. __________, stabilire se il disturbo che affligge l’insorgente ha

valore di malattia impedendo o meno la visione (periferica) dell’interessato.

Ciò che, sulla base della documentazione medica agli atti, lo specialista ha

potuto negare.

Il ricorrente non ha prodotto

ulteriore refertazione medica secondo la quale presenterebbe disturbi

fisici o psichici (o psicosomatici) in relazione con la blefarocalasi

sintomatica delle palpebre superiori, limitandosi a sostenere genericamente che

occorre prendere in considerazione la sua percezione di malattia in termini di

disagio psicologico e fisico.

Tuttavia, se un difetto estetico possa essere definito deturpante viene stabilito in base a

criteri oggettivi. I fattori soggettivi, soprattutto le opinioni personali,

devono essere ignorati (cfr. da ultimo la STF 9C_222/2023

del 18 dicembre 2023, consid. 2.2).

Ora,

agli atti non vi è alcuna descrizione di uno stato patologico o

comunque uno stato che avrebbe potuto sfociare in una malattia psichica nel

caso in cui non si intervenisse con una blefaroplastica

delle palpebre superiori.

Né l’assicurato, né

il suo curante sostengono che il ricorrente ha sofferto di complessi

psicologici importanti alteranti in maniera significativa il suo comportamento

sociale, ad esempio nell’ambito delle attività sociali o lavorative. Neppure si

rileva che l’interessato soffre a causa della sua apparenza fisica, né che il

suo sviluppo psichico sia stato, in passato, in qualche modo perturbato (cfr. sentenza

K 132/04 del 2 febbraio 2006, consid. 4).

Un sentimento di

disagio non è sufficiente per riconoscere il carattere di malattia. Considerare

un sentimento di disagio come un disturbo alla salute psichica avente valore di

malattia porterebbe infatti a riconoscere un diritto a prestazioni dell’assicurazione

malattie in tutti i casi in cui, indipendentemente dalla presenza di una

malattia, esiste un difetto estetico. Il fatto di non sentirsi a proprio agio,

pur se comprensibile, non è sufficiente per ritenere la presenza di una

patologia psichica (cfr. anche DTF 121 V 119, consid. 3b).

Del resto, dagli atti

non risulta che l’interessato fosse in cura da altri medici, né sostiene di

aver fatto capo ad altri specialisti.

Va a questo

proposito ricordato che se, da una parte, la procedura davanti al TCA è retta dal principio inquisitorio, secondo

cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal

giudice, dall’altra questo principio non è assoluto, atteso che la sua portata

è limitata dal dovere delle parti di collaborare (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121

Fatti

V 210 consid. 6c con riferimenti).

Il dovere processuale di collaborazione comprende

in particolare l'obbligo delle parti di apportare – ove ciò fosse

ragionevolmente esigibile – le prove necessarie, avuto riguardo alla natura

della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di dover

sopportare le conseguenze della carenza di prove (DTF 117 V 264 consid. 3b con

riferimenti).

Inoltre, dalle foto

(plico doc. 8), questo Tribunale non rileva alcun effetto deturpante.

In concreto, una

patologia (fisica e/o psichica) in nesso causale con la blefarocalasi

sintomatica delle palpebre superiori non è stata rilevata dal

medico fiduciario, né dagli atti risulta che tale disturbo sia particolarmente

deturpante ai sensi della giurisprudenza (cfr. sentenza K 4/04 del 17 agosto

2005, consid. 3.2).

Ne segue che il

ricorso va respinto, mentre la decisione impugnata merita conferma.

2.11. Il

ricorrente ha chiesto che il Tribunale “riceva copia completa della

Considerandi

richiesta iniziale corredata da motivazioni e esami tecnici, così da poter

esprimersi con contezza di tutti gli elementi riguardo questo caso in possesso

di CO 1” (doc. I).

Con la

risposta di causa (cfr. doc. III), l’assicuratore ha prodotto la documentazione

richiamata dall’insorgente, allegando sia la domanda del 7 maggio 2014 della

dr.ssa med. __________, unitamente agli esami effettuati (doc. 9) sia le

domande del 3 e del 21 ottobre 2022 del Prof. dr. med. __________ con gli atti

medici e le fotografie (doc. 7).

La

richiesta è stata soddisfatta.

2.12

Secondo

l’art. 61 lett. fbis LPGA in caso di controversie relative a

prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo

prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese

processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

Trattandosi di prestazioni LAMal

non è stato previsto di prelevare le spese.

Sul tema cfr. anche STF

9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2 giugno 2022; SVR 2022

KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022); STF 9C_394/2021 del 3 gennaio

2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo cfr. Ares Bernasconi, Actualités du TF,

8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les tribunaux cantonaux

des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin 2019, in SZS/RSAS 2/2022

pag. 107).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso, nella misura in cui è

ricevibile, è respinto.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione agli interessati i

quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto

pubblico al Tribunale federale,

Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la

busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario di Camera

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti