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Decisione

38.2004.41

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

18 ottobre 2004Italiano47 min

Source ti.ch

Fatti

I doc.

VII e VIII sono stati notificati all'assicurato per conoscenza (cfr. doc. IX).

in

diritto

In

ordine

2.1. La presente

vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante

importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione

delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico

ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e

penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al

Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I

707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio

2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H

220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002

pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26

ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

Nel

merito

2.2. Il 1° luglio

2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI, accettata dal popolo il

24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg.; RU N. 24 del

24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

Poiché

nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento

legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente

rilevante (cfr. DTF 129 V 1, consid. 1.2, pag. 4; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV

Nr. 3; DTF 127 V 466, consid. 1, pag. 467; DTF 126 V 163, consid. 4b, pag. 166; DTF 125 V 42, consid. 2b, pag. 44; DTF 123 V 70,

consid. 2, pag. 71; DTF 122 V 34, consid. 1, pag. 36

con riferimenti; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2; STFA del 20 gennaio

2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01 e STFA del 23 gennaio 2002 nella causa

L., H 114/01), visto che la presente fattispecie si riferisce a un periodo

posteriore all'entrata in vigore delle nuove disposizioni (decisione impugnata

del 29 aprile 2004 che conferma il rifiuto della domanda d'indennità presentata

dall'assicurato il 18 febbraio 2004), si applicano le norme valide dal 1°

luglio 2003.

2.3. L’art. 9

cpv. 1 LADI stabilisce che per la riscossione della prestazione e per il

periodo di contribuzione vigono i termini quadro biennali, sempre che la

presente legge non disponga altrimenti.

In virtù

del cpv. 2 il termine quadro per la riscossione decorre dal primo giorno nel

quale sono adempiuti tutti i presupposti per il diritto alla prestazione.

Il

termine quadro per il periodo di contribuzione decorre due anni prima di tale

giorno (cfr. art. 9 cpv. 3 LADI).

Secondo

il cpv. 4 se il termine quadro per la riscossione è scaduto e l'assicurato

pretende di nuovo l'indennità di disoccupazione, termini quadri biennali sono

nuovamente applicabili alla riscossione e al periodo di contribuzione sono

nuovamente applicabili termini quadri biennali sempre che la legge non disponga

altrimenti.

2.4. In una

decisione pubblicata in DTF 126 V 368 = DLA 2001 pag. 220, il Tribunale

federale delle assicurazioni (TFA) ha stabilito che se un assicurato percepisce

l'indennità di disoccupazione sulla base dell'art. 29 cpv. 1 LADI, la successiva

realizzazione, completa o parziale, delle pretese di salario o di risarcimento,

la cui esistenza o il cui soddisfacimento erano dubbi, non comporta mai un

differimento dell'inizio del termine quadro.

Sul

carattere definitivo dei termini quadro una volta stabiliti la nostra Massima

Istanza ha, in particolare, osservato che:

"

(…)

b) (…) Die Rahmenfrist für den Leistungsbezug

begrenzt die Anspruchberechtigung in zeitlicher Hinsicht und legt die für die

Dauer und Höhe der Leistungen massgebende Zeitspanne ein für alle Mal fest

(Nussbaumer, a.a.O., Rz 89; vgl auch Gerhards, a.a.O., N. 6 und 19 zu Art. 9).

Vorbehalten bleiben Sachverhalte, wo sich die Zusprechung und Ausrichtung von

Arbeitslosenentschädigung nachträglich zufolge Fehlens einer oder mehrerer Anspruchs-voraussetzungen

als unrichtigt im wiedererwägungsrechtlichtlichen oder prozessual

revisionsrechtlichen Sinne erweist (vgl 122 V 21 Erw. 3a und 368 f Erw. 3 mit

Hinweis sowie Art. 95 Abs. 1 AVIG)."

In un'altra decisione pubblicata in DTF 127 V 475, il TFA ha

confermato la propria giurisprudenza ed ha precisato che l'inizio del termine

quadro per la riscossione della prestazione inizialmente fissato fa stato salvo

laddove risulti in seguito, dal profilo del riesame o della revisione

processuale, che le indennità di disoccupazione erano state riconosciute e

versate indebitamente in quanto uno o più presupposti del diritto non erano

adempiuti. Ciò vale ad esempio per l'idoneità al collocamento (pure in

applicazione dell'art. 15 cpv. 3 OADI), ma

non, invece, per quanto attiene al riconoscimento di indennità di

disoccupazione giusta l'art. 29 cpv. 1 LADI

(cfr. DTF 123 V 368).

In tale

contesto l'Alta Corte ha, tra l'altro, osservato che:

"

(…)

a) Die Rahmenfrist für den Leistungsbezug

begrenzt die Anspruchsberechtigung in zeitlicher Hinsicht und legt die für die

Dauer und Höhe der Leistungen massgebende Zeitspanne fest (THOMAS NUSSBAUMER,

Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR],

Soziale Sicherheit, Rz 89; vgl. auch GERHARDS, Kommentar zum

Arbeitslosenversicherungsgesetz, Bd. I, N 6 zu Art. 9).

Nach der gesetzlichen Konzeption bleibt eine einmal

laufende Rahmenfrist grundsätzlich bestehen und kann eine neue frühestens nach

deren Ablauf eröffnet werden. Weder eine die Arbeitslosenentschädigung

ausschliessende Tätigkeit noch der Wegfall der Anspruchsberechtigung als solche

(beispielsweise bei nicht mehr gegebener Vermittlungsfähigkeit) beendigen die

Rahmenfrist (NUSSBAUMER, a.a.O., Rz 96, sowie GERHARDS, a.a.O., N 19 zu Art. 9;

vgl. auch Art. 37 Abs. 4 AVIV). Ebenfalls kann

die Rahmenfrist nicht durch den Verzicht auf Leistungen verkürzt werden (Urteil

S. vom 24. Juli 2000 [C 151/99]).

(…)." (cfr. DTF 127 V 475, consid. 2a, pag.

477)

In

particolare, riguardo alla validità della direttiva ML/AD 98/4 foglio 4 secondo

la quale dopo il primo pagamento di indennità giornaliere i termini quadro non

possono, salvo eccezioni, essere spostati, la nostra Massima Istanza ha

puntualizzato che:

"

(…)

dd) AM/ALV-Praxis 98/4, Blatt 4, schliesst das

Verschieben der Rahmenfristen nach der erstmaligen Auszahlung von Taggeldern in

allen Fällen (auch jenen nach Art. 29 AVIG)

schlechterdings aus, ohne die Fälle des wiedererwägungsweisen Zurückkommens und

der prozessualen Revision vorzubehalten. Insofern wäre die Weisung, allein von

ihrem Wortlaut her betrachtet, gesetzwidrig. Richtig, d.h. in gesetzeskonformer

Auslegung (vgl. - zu den Rechtsverordnungen - statt vieler BGE 125 V 4 Erw. 3b)

verstanden, kann sie allerdings nur dahin gehend ausgelegt werden, dass im

Falle des Zurückkommens kraft Wiedererwägung oder prozessualer Revision eine

Verschiebung der Rahmenfristen möglich sein muss.

(…)." (cfr. DTF 127 V 475, consid. 2b)dd),

pag. 478)

In una sentenza del 16 ottobre 2003 nella causa S. (C 147/03) la

nostra Massima Istanza è stata chiamata a decidere nel caso in cui ad un

assicurato è stata chiesta la restituzione della differenza tra le indennità

versategli durante il periodo dal 4 marzo 1998 fino al 31 agosto 1999 rispetto

a quelle dovutegli nel termine quadro per la riscossione dall'11 febbraio 1997

al 10 febbraio 1999, dopo che il Tribunale cantonale, con decisione del 25

giugno 1999, lo aveva ritenuto idoneo al collocamento a contare dall'11

febbraio 1997.

Il TFA

ha, in particolare, sviluppato le seguenti osservazioni:

"

(…)

3.1 Es ist im Grundsatz unbestritten, dass die

Arbeitslosenkasse auf die Eröffnung einer Bezugsrahmenfrist am 4. März 1998 und

die Ausrichtung von Taggeldern ab diesem Zeitpunkt zurückkommen durfte. Welcher

Rückkommenstitel (Wiedererwägung, prozessuale Revision) gegeben ist, braucht

nicht abschliessend geprüft zu werden. Insbesondere kann offen bleiben, ob der

Entscheid vom 25. Juni 1999, mit welchem die Vorinstanz in Aufhebung der

Verfügung des Kantonalen Amtes für Industrie, Gewerbe und Arbeit (KIGA) vom 2.

Dezember 1997 die Vermittlungsfähigkeit ab 11. Februar bis 18. Juli 1997

bejahte, einen prozessualen Revisionsgrund darstellt. Wesentlich ist, dass

aufgrund dieses Erkenntnisses am 11. Februar 1997 sämtliche Anspruchsvoraussetzungen

erfüllt waren. In jenem Zeitpunkt begann somit von Gesetzes wegen eine

Rahmenfrist für den Leistungsbezug zu laufen (Art. 9 Abs. 2 AVIG). Vor deren

Ablauf am 10. Februar 1999 konnte nach der gesetzlichen Konzeption keine (neue)

Frist eröffnet werden (BGE 127 V 477 Erw. 2a).

Entgegen den Vorbringen in der

Verwaltungsgerichtsbeschwerde bedurfte es nicht einer separaten Verfügung, um

die Eröffnung einer Bezugsrahmenfrist am 4. März 1998 und die formlose

Zusprechung und Ausrichtung von Arbeitslosenentschädigung ab diesem Zeitpunkt

aufzuheben. Die Unrichtigkeit dieser Anordnungen unter wiedererwägungs- oder

prozessual revisionsrechtlichem Gesichtswinkel stellt einen Teilaspekt des mit

der Rückforderungsverfügung festgelegten Rechtsverhältnisses dar (vgl. BGE 125

V 415 f. Erw. 2a und b).

Die Höhe der Rückforderung von Fr. 8294.65,

bemessen nach dem Entschädigungsanspruch für die Bezugsrahmenfrist vom 11.

Februar 1997 bis 10. Februar 1999, wird nicht beanstandet. Es besteht kein

Anlass zu einer näheren Prüfung der Berechnung dieses Betrages (BGE 125 V 415

Erw. 1b und 417 oben).

(…)." (cfr. STFA del 16 ottobre 2003 nella

causa S., C 147/03)

In

un'altra sentenza del 26 maggio 2003 nella causa F., C 265/02 - trattandosi di

un assicurato al quale è stata rifiutata l'indennità per insolvenza per i mesi

da giugno a agosto 2001 e aperto un termine quadro per la riscossione dal 6

luglio 2001 - l'Alta Corte ha rilevato:

"

(…)

2. Streitig ist der Beginn der Rahmenfrist für

den Leistungsbezug. Nicht Streitgegenstand ist dagegen der Anspruch auf

Insolvenzentschädigung; dieser ist mit Entscheid des Versicherungsgerichts des

Kantons St. Gallen vom 5. Februar 2002 rechtskräftig verneint worden.

2.1 Die Vorinstanz geht davon aus, dass die

Rahmenfrist ab dem Tag der Anmeldung - dem 6. Juli 2001 - zu laufen beginne,

während der Beschwerdeführer demgegenüber der Ansicht ist, dass er während der

hier interessierenden Zeitspanne vom 1. Juni bis zum 5. Juli 2001 versichert

gewesen sei und deshalb entweder Insolvenz- oder Arbeitslosenentschädigung

zugute habe. Im Weiteren habe er durch die selbst vorgenommene Arbeitssuche

seit seiner Freistellung alles Sinnvolle zur Schadensvermeidung vorgenommen;

die Erfüllung der Kontrollpflichten habe in dieser Hinsicht keinerlei Bedeutung,

da ihm das Regionale Arbeitsvermittlungszentrum bis jetzt keine Arbeit habe

verschaffen können. Schliesslich weist der Versicherte darauf hin, dass er sich

einzig aus gesundem Menschenverstand nicht früher bei der

Arbeitslosenversicherung gemeldet habe, da er - vor dem Konkurs der

Arbeitgeberfirma - ja noch einen durchsetzbaren Lohnanspruch gehabt habe.

2.2 Die Rahmenfrist für den Leistungsbezug

beginnt nach Art. 9 Abs. 2 AVIG am Tag, an dem alle Anspruchsvoraussetzungen

gemäss Art. 8 AVIG erfüllt sind, wozu auch die formelle Voraussetzung der

Anmeldung gehört (Art. 17 Abs. 2 AVIG). Entgegen der Auffassung des kantonalen

Gerichts hat sich der Versicherte nicht erst am 6. Juli 2001, sondern bereits

am 3. Juli 2001 zur Arbeitsvermittlung angemeldet, sodass die Rahmenfrist

(frühestens) an diesem Tag zu laufen beginnt. Bei erfüllten restlichen

Voraussetzungen führt dies wiederum - trotz des damals noch vorliegenden

Arbeitsvertrages (vgl. Art. 10 AVIG) - zu einem Anspruch auf

Arbeitslosenentschädigung, weil durch die Nichtleistung von

Insolvenzentschädigung während der Zeit der Freistellung (Urteil A. vom 28.

Januar 2002, C 164/01) andernfalls eine Lücke im Versicherungsschutz vorläge

und der Versicherte zwischen Tisch und Bank fiele, indem ihm die Insolvenzentschädigung

wegen der Vermittelbarkeit während der Dauer der Freistellung verwehrt ist und

die Arbeitslosenentschädigung infolge Vorliegens eines Arbeitsvertrages und

somit fehlender Arbeitslosigkeit abgelehnt wird; aus diesem Grund ist bei der

Beendigung des Arbeitsverhältnisses denn auch eine faktische Betrachtungsweise

vorzunehmen (vgl. ARV 1989 Nr. 4 und 5 S. 82 f. Erw. 4). Vorliegend kann im

Übrigen offen bleiben, ob die Anmeldung zum Bezug von (schliesslich wegen der

erfolgten Freistellung verneinten) Insolvenzentschädigung in eine Anmeldung zur

Arbeitsvermittlung umzudeuten ist, da dieser Antrag erst am 4. Juli 2001 - und

demnach später als die am 3. Juli 2001 erfolgte Anmeldung zur

Arbeitsvermittlung - gestellt worden ist.

Für die Zeit vor der am 3. Juli 2001 erfolgten

Anmeldung kann der Mangel eines früher erfolgten Antrages nicht dadurch geheilt

werden, dass eine frühere Anmeldung bei der Arbeitslosenversicherung - wegen

des nach wie vor bestehenden Lohnanspruchs gegenüber der zu diesem Zeitpunkt

vermeintlich noch liquiden Arbeitgeberfirma - nicht naheliegend gewesen ist,

denn das Verfahren auf Ausrichtung von Arbeitslosenentschädigung wird nur auf

Antrag hin eröffnet (vgl. Art. 20 AVIG). Es bleibt dem Versicherten allein der

Lohnanspruch gegen die in Konkurs gefallene Arbeitgeberfirma (vgl. immerhin

Art. 219 Abs. 4 SchKG); das die Gerichte bindende Gesetz (Art. 191 BV) sieht

keinerlei Spielraum für eine andere Lösung vor.

2.3 Damit beginnt die Rahmenfrist am 3. Juli 2001

zu laufen; die Arbeitslosenkasse der Gewerkschaft Bau & Industrie GBI wird

abzuklären haben, ob die restlichen Anspruchsvoraussetzungen gemäss Art. 8 AVIG

vorliegen und ein Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung bereits ab diesem

Datum gegeben ist.

(…)." (cfr. STFA del 26 maggio 2003 nella

causa F., C 265/02)

In una

sentenza del 1° marzo 2004 nella causa C. (C 224/03) l'Alta Corte è stata

chiamata ad esaminare il caso di un assicurato che nel luglio del 2002 si è

iscritto per il collocamento a partire dal 1° agosto 2002 e che ha conseguito

un guadagno intermedio, esercitando un'attività temporanea nel periodo dal 22

luglio al 27 settembre 2002. L'assicurato durante il mese di settembre 2002 si

è disiscritto dalla disoccupazione e si è nuovamente annunciato alla fine di

quel mese.

Il TFA ha

stabilito che il termine quadro per il periodo di riscossione andava aperto il

1° agosto 2003 e che di conseguenza il guadagno assicurato ammontava a fr.

5'047.-- come preteso dall'assicurato, e non a fr. 4'715.-- come stabilito

dall'amministrazione.

Al

riguardo l'Alta Corte ha precisato:

"

(…)

2.

Streitig ist die Höhe der Taggelder und in diesem

Zusammenhang die Höhe des versicherten Verdienstes.

Die Vorinstanz geht davon aus, dass sich der

Beginn der Rahmenfrist für den Leistungsbezug vom 1. August auf den 1. Oktober

2002 verschoben habe, da der Beschwerdegegner wegen des Zwischenverdienstes im

August 2002 keinen Anspruch auf Taggelder gehabt und sich per 1. September 2002

von der Arbeitsvermittlung abgemeldet habe. Weiter ist das kantonale Gericht

der Auffassung, die von Juli bis September 2002 ausgeübte Tätigkeit als

Temporärmitarbeiter sei als im Rahmen der Schadenminderungspflicht aufgenommene

Ersatzarbeit anzusehen, da damit gegenüber einer Festanstellung deutlich

ungünstigere Konditionen (Lohnhöhe, Kündigungsfrist, Risiko fehlender

Arbeitseinsätze) verbunden gewesen seien; in Anwendung der Rechtsprechung

gemäss BGE 127 V 348 und 122 V 226 Erw. 2c sei deshalb auf den letzten

ordentlichen Verdienst abzustellen, der innerhalb der Rahmenfrist für die

Beitragszeit während mindestens eines Monats erzielt worden sei.

Auch die Beschwerde führende Arbeitslosenkasse

geht davon aus, dass sich die Rahmenfrist für den Leistungsbezug verschoben

habe. In Anwendung des Art. 37 AVIV habe sie in der Folge die Löhne der Monate

August und September 2002 berücksichtigen müssen, da sie in die Zeitspanne der

Rahmenfrist für die Beitragszeit gefallen seien. Nicht zu folgen sei der

Auffassung im kantonalen Entscheid, wonach der Beschwerdegegner mit der Temporärarbeit

die Arbeitslosigkeit bis zu einer Festanstellung habe überbrücken wollen, sei

dieser doch auch heute noch arbeitslos.

3.

Gestützt auf die Anmeldung des Beschwerdegegners

vom 4. Juli 2002 hat die Arbeitslosenkasse den Beginn der Rahmenfrist für den Leistungsbezug

zu Recht auf den 1. August 2002 festgesetzt, da der Versicherte zu diesem

Zeitpunkt sämtliche Anspruchsvoraussetzungen gemäss Art. 8 AVIG erfüllt hat. In

dieser Hinsicht ist zu beachten, dass die Tätigkeit des Beschwerdegegners als

Temporärarbeiter als Zwischenverdienst im Sinne des Art. 24 AVIG zu

qualifizieren ist, da eine bloss zweitägige Kündigungsfrist bestanden hat und

somit keine zumutbare Arbeit im Sinne des Art. 16 Abs. 2 lit. a AVIG vorlag,

auch wenn der bezogene Lohn höher als die Arbeitslosenentschädigung gewesen ist

(vgl. SVR 1995 ALV Nr. 47 S. 139 Erw. 3b sowie Thomas Faesi,

Arbeitslosenentschädigung und Zwischenverdienst - Ursachen und Wirkungen der

zweiten Teilrevision des AVIG, Dissertation Zürich 1999, S. 244 und S. 363 f. N

274 f.). Damit ist der Beschwerdegegner aber immer noch arbeitslos gewesen

(vgl. Faesi, a.a.O., S. 277 oben, S. 278 oben sowie S. 369) und hat die

Voraussetzung des Art. 10 AVIG erfüllt. Im Weiteren hat der Versicherte auch

einen Verdienstausfall nach Art. 11 AVIG erlitten, da der erzielte Bruttolohn

niedriger als die während der Umschulung erzielten Bruttotaggelder der

Invalidenversicherung (aber höher als die Taggelder der

Arbeitslosenversicherung) gewesen sind. Damit hat der Beschwerdegegner die

Anspruchsvoraussetzungen für den Bezug von Taggeldern bereits im August 2002

erfüllt, auch wenn infolge des die Taggeldhöhe übersteigenden Lohnes aus dem

Zwischenverdienst keine Geldleistungen der Arbeitslosenversicherung ausbezahlt

worden sind (vgl. auch Art. 24 Abs. 5 AVIG e contrario). Entgegen Vorinstanz

und Arbeitslosenkasse hat sich der Beginn der Rahmenfrist deshalb nicht auf den

1. Oktober 2002 verschoben.

Eine einmal - hier auf den 1. August 2002 -

eröffnete Rahmenfrist bleibt jedoch bestehen (Thomas Nussbaumer,

Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR],

Soziale Sicherheit, Rz 96 mit Hinweis), d.h. sie läuft weiter. Daran ändert

nichts, dass sich der Versicherte per September 2002 von der Arbeitsvermittlung

abgemeldet und sich am Ende dieses Monates wieder angemeldet hat; denn die

Rahmenfrist wird durch die Abmeldung und die damit verbundene Auflösung des

Rechtsverhältnisses mit der Arbeitslosenversicherung nicht beendet, sie läuft

auch bei mehrmaliger Arbeitslosigkeit innerhalb der Rahmenfrist weiter (so

explizit Nussbaumer, a.a.O.). Diese Auffassung wird durch die Regelung des Art.

6a Abs. 1 AVIV bestätigt, wonach die allgemeine Wartezeit gemäss Art. 18 Abs. 1

AVIG in der Rahmenfrist für den Leistungsbezug nur einmal zu bestehen ist.

Würde die Rahmenfrist bereits mit der Abmeldung eines Versicherten beendet,

stünde dies im Weiteren mit der Vorschrift des Art. 13 Abs. 1 AVIG in der bis

30. Juni 2003 geltenden Fassung in Widerspruch, wonach zur Erfüllung der

Beitragszeit innert der Rahmenfrist mindestens sechs Monate einer

beitragspflichtigen Beschäftigung notwendig sind, während bei einer erneuten

Arbeitslosigkeit innert dreier Jahre nach Ablauf der Rahmenfrist eine

Mindestbeitragszeit von zwölf Monaten verlangt ist. Wäre die Rahmenfrist

tatsächlich mit der Abmeldung beendet, würde dies hier bedeuten, dass der

Beschwerdegegner infolge seiner einen Monat dauernden Abmeldung im Monat

September 2002 nach nur einem Monat Arbeitslosigkeit im August 2002 plötzlich

zwölf statt nur sechs Monate Mindestbeitragszeit aufweisen müsste.

Da die Rahmenfrist für den Leistungsbezug am 1.

August 2002 begonnen hat, endet die Rahmenfrist für die Beitragszeit gemäss

Art. 9 Abs. 3 AVIG am 31. Juli 2002, so dass der Verdienst der Monate August

und September 2002 für die Berechnung des versicherten Verdienstes nicht zu

berücksichtigen ist. Damit ist der Standpunkt der Vorinstanz im Ergebnis

begründet, was zur Abweisung der Verwaltungsgerichtsbeschwerde führt.

(…)." (cfr. STFA del 1° marzo 2004 nella causa

C., C 224/03)

Considerandi

2.5

L'assicurato

ha diritto all'indennità di disoccupazione, tra l’altro, se ha compiuto o è

liberato dall'obbligo di compiere il periodo di contribuzione (cfr. art. 8 cpv.

1.

lett. e LADI).

Secondo

l'art. 13 cpv. 1 LADI, ha adempiuto il periodo di contribuzione colui che,

entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3), ha svolto durante almeno 12 mesi

un'occupazione soggetta a contribuzione.

L'art. 2

cpv. 1 lett. a LADI stabilisce che é tenuto a pagare i contributi

all'assicurazione contro la disoccupazione (assicurazione) il salariato (art.

10.

LPGA) che è assicurato obbligatoriamente ed è tenuto a pagare contributi per

il reddito di un'attività dipendente giusta la legge federale del 20 dicembre

1946.

sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS).

L'obbligo

di adempiere al periodo di contribuzione é dunque ossequiato quando

l'assicurato, quale dipendente, prova di aver svolto, nel pertinente termine

quadro, un'occupazione soggetta a contribuzione e di aver percepito durante

almeno dodici mesi un salario determinate ai sensi dell'art. 5 cpv. 2 LAVS

(cfr. DTF 122 V 249, consid. 2b, pag. 250-251 e la giurisprudenza ivi citata).

2.6

L'art. 14

LADI, che regola l'esenzione dall'adempimento del periodo di contribuzione,

prevede, tra l'altro, che sono esonerate dall’adempimento del periodo di

contribuzione le persone che, entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3), durante

oltre dodici mesi complessivamente, non sono state vincolate da un rapporto di

lavoro a seguito di una formazione scolastica, a condizione che durante almeno

10.

anni siano state domiciliate in Svizzera, e non hanno quindi potuto

soddisfare i relativi obblighi (cfr. art. 14 cpv. 1 lett. a LADI).

Chiamato

a pronunciarsi circa l'esonero dall'adempimento del periodo di contribuzione ai

sensi dell'art. 14 cpv. 1 lett. a LADI nel caso di un assicurato che, dopo aver

interrotto alla fine del primo anno scolastico una formazione in

"Betriebsökonomie", si è sottoposto a dei test dai quali è emersa la

sua idoneità ad una formazione quale insegnante, il TFA ha, in particolare,

sviluppato le seguenti considerazioni.

"

(…)

2.2

Nach Art. 14 Abs. 1 lit. a AVIG ist von der

Erfüllung der Beitragszeit befreit, wer innerhalb der Rahmenfrist (Art. 9 Abs.

3.

AVIG) während insgesamt mehr als zwölf Monaten wegen Schulausbildung,

Umschulung oder Weiterbildung nicht in einem Arbeitsverhältnis stand und

deshalb die Beitragszeit nicht erfüllen konnte. Nach der Rechtsprechung gilt

als Ausbildung im Sinne von Art. 14 Abs. 1 lit. a AVIG jede systematische, auf

der Grundlage eines ordnungsgemässen, rechtlich oder zumindest faktisch

anerkannten (üblichen) Lehrganges beruhende Vorbereitung auf eine künftige

erwerbliche Tätigkeit (SVR 1995 ALV Nr. 46 S. 135 Erw. 2a; ARV 1991 Nr. 8 S. 85

Erw. 3a mit Hinweis). Als Abschluss der Ausbildung gilt jener Zeitpunkt, in

welchem der Student oder die Studentin davon Kenntnis erhält, dass er die

Schlussprüfung mit Erfolg bestanden hat (SVR 1995 ALV Nr. 46 S. 135 Erw. 3b;

ARV 1977 Nr. 5 S. 26). Nachbesserungen von Diplomarbeiten oder Wiederholungen

von Prüfungen zählen grundsätzlich ebenfalls zur Ausbildungsdauer.

Vorausgesetzt ist, dass die entsprechenden Vorbereitungen und Arbeiten zeitlich

intensiv sind und die versicherte Person von der Erfüllung der Kontrollvorschriften

abhalten sowie dass diese zusätzliche Zeit - wie die Ausbildung selbst -

genügend überprüfbar ist (ARV 2000 Nr. 28 S. 147 mit Hinweisen).

Es ist davon auszugehen, dass der Lehrgang an der

Schule A.________ die erwähnten Anforderungen erfüllt, wobei offen bleiben

kann, ob es sich dabei um eine Aus- oder einer Weiterbildung handelt. Das

Schuljahr, welches vom 22. Oktober 2001 bis Ende September 2002 dauerte,

hinderte jedoch für sich allein genommen den Beschwerdeführer nicht, wie es

Art. 14 Abs. 1 lit. a AVIG verlangt, während mehr als zwölf Monaten daran, ein

Arbeitsverhältnis einzugehen und die Beitragszeit zu erfüllen. Ob die

anschliessende Phase der Information über berufliche Möglichkeiten allenfalls

unter bestimmten Voraussetzungen einer Aus- oder Weiterbildung gleichzusetzen

oder als Bestandteil einer solchen anzusehen wäre, muss vorliegend nicht

geprüft werden. Vorauszusetzen wäre in jedem Fall - entsprechend der zitierten

Praxis zu Nachbesserungen von Arbeiten und Wiederholungen von Prüfungen - eine

hinreichend überprüfbare zeitliche Beanspruchung, deren Ausmass einer Erfüllung

der Kontrollvorschriften (Art. 17 AVIG) entgegen steht. Der mit der

Verwaltungsgerichtsbeschwerde aufgelegten Karte des aufgesuchten Berufs- und

Laufbahnberaters ist aber lediglich zu entnehmen, dass am 29. Oktober 2002 von

14.00

bis ca. 17.30 Uhr Tests durchgeführt wurden und am 5. November 2002 ab

15.30

Uhr deren Auswertung (wohl im Rahmen einer Besprechung) stattfand. Eine

zeitlich intensive Tätigkeit, welche den Beschwerdeführer von der Erfüllung der

Kontrollvorschriften abgehalten hätte, liegt unter diesen Umständen nicht vor.

Verwaltung und Vorinstanz sind daher mit Recht zum Ergebnis gelangt, die

Voraussetzungen einer Befreiung von der Erfüllung der Beitragszeit seien nicht

erfüllt, und haben deshalb einen Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung

verneint.

(…)." (cfr. STFA del 2 settembre 2003 nella

causa K., C 157/03)

Per

quanto attiene alla nozione di formazione ai sensi dell'art. 14 cpv. 1 lett. a

LADI, in particolare nell'ambito di uno stage, in una sentenza dell'8 luglio

2004.

nella causa SECO contro Service de l'emploi du canton de Vaud (C 311/02),

il TFA ha osservato che:

"

(…)

Est réputée formation au sens de l'art. 14 al. 1

let. a LACI toute préparation à une activité lucrative future fondée sur un

cycle de formation (usuel) réglementaire, reconnu juridiquement ou, à tout le

moins, de fait (ATF 122 V 44 consid. 3c/aa; DTA 2000 no

28.

p. 146 consid. 1b; SVR 1995 ALV no 46 p. 135 consid. 3b). Cette définition

correspond à celle de la formation en tant que condition de la prolongation,

au-delà de l'accomplissement du 18ème anniversaire, du droit à la rente

d'orphelin de l'AVS, au sens de l'art. 25 al. 5 LAVS, en vigueur depuis le 1er

janvier 1997 et qui reprend en substance la teneur de l'art. 25 al. 2 aLAVS

(arrêts non publiés J. du 29 octobre 1996, H 211/96, et F. du 14 avril 1986, C

148/85).

(…).

3.

3.1

La juridiction cantonale a jugé que le stage

de six mois accompli au à l'étranger constituait une période de formation au

sens de l'art. 14 al. 1 let. a LACI. Elle a considéré que ce stage effectué

dans le domaine de l'éducation sanitaire et environnementale, supervisé par une

psychologue, ne constituait pas un premier emploi, dès lors que l'intéressée,

bien que nourrie et logée, n'avait pas perçu de rémunération. Selon les

premiers juges, cette activité avait permis de compléter les connaissances

théoriques acquises à l'université par une expérience pratique en rapport avec

la matière apprise, effectuée dans le cadre d'une institution soutenue par

diverses organisations internationales et de nature à valoriser directement un

titre universitaire. Aussi, cette activité était-elle comparable à un stage

dans un institut de recherche aux Etats-Unis, financé par le Fonds national de

la recherche scientifique, dont le Tribunal administratif du canton de Vaud

avait reconnu le caractère de formation complémentaire, voire de

perfectionnement professionnel au sens de l'art. 14 al. 1 let. a LACI

3.2

En l'occurrence, il y a lieu de se ranger à

l'avis des premiers juges selon lequel le stage accompli au à l'étranger a

permis à l'intéressée de compléter les connaissances théoriques acquises à

l'université par une expérience pratique en rapport avec la matière apprise.

Dans la mesure où la notion de formation au sens de l'art. 14 al. 1 let. a LACI

correspond à celle de l'art. 25 al. 5 LAVS, il ne paraît pas indiqué de poser

une exigence supplémentaire en ce sens que le stage doit constituer un

complément nécessaire à la formation acquise, comme le soutient le recourant.

Un tel critère est certes déterminant en ce qui concerne le droit à des

prestations au titre des mesures destinées à prévenir et à combattre le chômage

au sens des art. 59 ss LACI (cf. ATF 111 V 276; DTA 1991 n° 13 p. 111 consid.

1b/bb). En ce qui concerne la libération des conditions relatives à la période

de cotisation, en revanche, la loi n'a pas pour but d'en faire bénéficier

seulement les assurés qui accomplissent une formation minimale. Au contraire,

l'assurance-chômage a intérêt à ce que soient libérés temporairement des

conditions relatives à la période de cotisation les assurés désireux d'accéder

au marché de l'emploi qui suivent une formation au-delà du niveau minimum

requis actuellement.

(…)."

Nella medesima

sentenza l'Alta Corte ha inoltre sviluppato le seguenti considerazioni riguardo

al momento in cui si era conclusa la precedente formazione universitaria

dell'assicurata:

"

Par sa décision du 2 mars 2001, la caisse a

dénié à l'assurée le droit de se prévaloir d'un motif de libération des

conditions relatives à la période de cotisation, motif pris qu'elle avait suivi

une formation universitaire durant 9 mois et 22 jours seulement pendant le

délai-cadre applicable (du 10 janvier 1999 au 9 janvier 2001). Elle a considéré

que l'intéressée avait terminé sa formation universitaire le 1er novembre 1999.

Toutefois, sur le vu de l'attestation d'obtention de la licence en psychologie

délivrée par l'Université X.________ le 1er novembre 1999, l'assurée ne s'est pas

présentée à l'examen de techniques projectives. C'est seulement le 21 février

2000.

qu'elle a réussi l'examen dans cette branche, après avoir suivi les cours

correspondants durant le semestre d'hiver 1999-2000. Du moment que cet examen

fait partie intégrante de la licence, force est de considérer que la formation

universitaire n'a pris fin que le 21 février 2000, conformément à la

jurisprudence selon laquelle la correction de travaux de diplôme ou la

répétition d'examen est assimilée à la période de formation (DTA 2000 n°28 p.

144). Vu ce qui précède, l'assurée a suivi une formation universitaire pendant

plus de 12 mois durant le délai-cadre applicable, de sorte qu'elle était

libérée des conditions relatives à la période de cotisation (cf. art. 14 al. 1

LACI). Le recours se révèle ainsi mal fondé."

Infine

l'Alta Corte ha pure rilevato che:

"

(…)

Selon la jurisprudence constante, il doit exister

un lien de causalité entre les motifs de libération énumérés à l'art. 14 al. 1

LACI et l'absence d'une durée minimale de cotisation (ATF 121 V 342 consid. 5b

et la référence; SVR 1999 ALV no 7 p. 19 consid. 2a; DTA 1998 no 19 p. 96 s.

consid. 3). La preuve stricte de la causalité, dans une acception scientifique,

ne doit pas être exigée; l'existence d'un lien de causalité doit déjà être

admise lorsqu'il apparaît crédible et concevable que l'une des circonstances

énumérées à l'art. 14 al. 1 LACI a empêché l'intéressé d'exercer une activité

soumise à cotisation (cf. ATF 121 V 344 consid. 5c/bb, 119 V 55 consid. 3b).

(…)." (cfr. STFA dell'8 luglio 2004 nella

causa SECO contro Service de l'emploi du canton de Vaud, C 311/02)

Circa la

necessità di un nesso causale tra l'inadempimento del periodo di contribuzione

e il motivo d'esonero, in un'altra decisione del 17 novembre 2003 nelle causa

E. e G., C 234/02 e 235/02, nel caso di due assicurati che, visti gli impegni

di studio ("medizinische-therapeutische Grundausbildung" presso una

ditta e "zusätzlichen Weiterbildungen"), chiedevano di essere

esonerati dal periodo di contribuzione, la nostra Massima Istanza ha, tra

l'altro, sviluppato le seguenti considerazioni:

"

(…)

4.3

Aus den Stundenplänen der Beschwerdeführer

geht hervor, dass sie morgens am Montag und Samstag jeweils um 09.00 Uhr und an

den übrigen Tagen jeweils um 10.00 Uhr zu lernen begannen. Am Nachmittag

lernten sie nach einer zweistündigen Mittagspause (12.00 bis 14.00 Uhr) jeweils

bis 17.00 Uhr (Ausnahmen: Schulbesuch montags von 13.00 bis 22.30 Uhr und

jeweils dienstags von 11.30 bis 13.30 Uhr und 17.00 bis 19.00 Uhr). Der Sonntag

war ihr freier Tag. Aus diesen Stundenplänen ergibt sich, dass sie im ersten

Semester im Durchschnitt je ca. 36,5 Wochenstunden für den Schulbesuch, den

Sprachkurs und das Lernen aufwendeten. Im zweiten Semester (Beginn am 27.

August 2001) kam die Vorlesung mit zwei Wochenstunden hinzu, was einen

Wochenaufwand von 38,5 Stunden ergibt.

Im Vergleich mit der betriebsüblichen

wöchentlichen Arbeitszeit von 41,7 Stunden im Jahre 2001 (Die Volkswirtschaft,

Heft 10/2003, S. 98 Tabelle B9.2) hatten die Beschwerdeführer mithin pro Woche

eine disponible Zeit von fünf Stunden im ersten und von drei Stunden im zweiten

Semester, um einer beitragspflichtigen Arbeit nachzugehen. Zudem hätten sie die

Möglichkeit gehabt, anstatt der Kurse, die sie regelmässig zwei bis drei

Stunden pro Woche offenbar als Selbstständigerwerbende erteilten (ansonsten

wären sie als Beitragszeit anzurechnen), eine beitragspflichtige Beschäftigung

auszuüben. Um nötigenfalls einen zusammenhängenden mehrstündigen Freiraum für

eine solche Arbeit zu schaffen, wäre es den Beschwerdeführern angesichts der

relativ kurzen und überblickbaren Dauer der Ausbildung möglich und zumutbar

gewesen, die Lernzeiten auch auf die Abende und den Sonntag zu verschieben. Nach

dem Gesagten fehlt es an der erforderlichen Kausalität zwischen der

Nichterfüllung der Beitragszeit und der Ausbildung, da eine Arbeit von wenigen

Stunden pro Woche eine genügende Beitragszeit bildet (SVR 1999 ALV Nr. 7 S.

20.

Erw. 2c).

(…)." (cfr. STFA del 17 novembre 2003 nelle

cause E. e C., C 234/02 e C 235/02; la sottolineatura è del redattore)

2.7

In merito al

rapporto tra l'art. 13 e l'art. 14 LADI, in una sentenza del 13 aprile 2004

nella causa G., C 106/03, il TFA ha ribadito la sussidiarietà delle regole

circa l'esenzione dall'adempimento del periodo di contribuzione secondo l'art.

14.

LADI rispetto al periodo minimo di contribuzione secondo l'art. 13 LADI.

L'Alta

Corte ha sviluppato le seguenti considerazioni:

"

(…)

3.2

Der Gesetzgeber geht deswegen von einem

überjährigen Befreiungstatbestand nach Art. 14 AVIG - im Extremfall: von 12

Monaten und 1 Tag - aus, weil der Versicherte bei kürzerer (12monatiger oder

unterjähriger) Dauer des Befreiungstatbestandes die Möglichkeit hat, sich durch

bezahlte unselbstständige Erwerbstätigkeit das Mindestbeitragsjahr nach Art. 13

Abs. 1 AVIG zu sichern. Entgegen der Auffassung des kantonalen Gerichts hat

diese Überlegung nach wie vor Gültigkeit, weil bei unterjährigen

Befreiungstatbeständen auch unter der Herrschaft des seit 1. Januar 1998

geltenden zweiten Satzes von Art. 13 Abs. 1 AVIG in der zweijährigen

Rahmenfrist Raum für den geforderten Beitragsnachweis verbleibt. Wie das seco

in seiner Vernehmlassung zutreffend bemerkt, hat der Gesetzgeber anlässlich der

Neufassung von Art. 13 Abs. 1 AVIG auf den 1. Juli 2003 am bisherigen Konzept

(Trennung von Art. 13 und Art. 14 AVIG) festgehalten, und dies obgleich er die

12monatige Mindestbeitragszeit nun zum allgemeinen (nicht erst bei einer

zweiten Rahmenfrist) zu beachtenden Anspruchserfordernis gemacht hat. Wenn aber

der Gesetzgeber im Rahmen einer Revision, in Kenntnis einer zur alten Regelung

ergangenen Rechtsprechung, an einer bestimmten Konzeption festhält - hier der

Subsidiarität der Befreiungstatbestandsregelung nach Art. 14 AVIG im Vergleich

zur Mindestbeitragszeit nach Art. 13 AVIG -, geht es nicht an, unter dem alten

Recht (hier die bis 30. Juni 2003 gültig gewesenen Normen) eine neue Praxis zu

begründen, welche der bestätigten legislatorischen Regelungsabsicht

zuwiderliefe (vgl. BGE 126 V 466 f. Erw. 3a-c zum erneuten Bestehen der

Karenzzeit als Voraussetzung für den Anspruch auf Ergänzungsleistungen). Die

Verfügung der Arbeitslosenkasse vom 3. Dezember 2002 ist nach dem Gesagten

rechtens.

(…)." (cfr. STFA del 13 aprile 2004 nella causa

G., C 106/03)

Contestualmente

il TFA ha pure confermato che non è possibile cumulare periodi di contribuzione

con periodi di esonero:

"

(…)

Ebenfalls zutreffend ist, dass eine Kumulation

von Beitragszeiten mit Befreiungszeiten nicht zulässig ist (BGE 121 V 342 unten

f.; ARV 1995 Nr. 29 S. 167 Erw. 3b/aa).

(…)." (cfr. STFA del 13 aprile 2004 nella

causa G., C 106/03)

2.8

Nell'evenienza

concreta dagli atti di causa risulta che l'assicurato si è iscritto al

collocamento l'11 gennaio 2002 rivendicando il diritto alle indennità di

disoccupazione (cfr. doc. 1/A e 2/B).

All'assicurato

è quindi stato aperto un termine quadro per la riscossione dall'11 gennaio 2002

al 10 gennaio 2004 e lo stesso ha controllato la disoccupazione durante tutto

quel periodo (cfr. doc. 5/E e 6/F1-6/F25 formulari "Indicazioni della

persona assicurata per il mese di" FAUT da gennaio 2002 a gennaio 2004).

Con

lettera del 10 febbraio 2004 la Cassa ha scritto all'assicurato quanto segue:

"

(…)

Con la presente le comunichiamo che lei non ha

più diritto alle indennità disoccupazione perché il suo periodo quadro è

terminato il 10 gennaio 2004.

Risulta che lei ha lavorato dall'1.11.02 fino al

31.5.03

(quindi per 7 mesi) e quindi per poter riaprire un nuovo periodo quadro

mancano ancora 5 mesi.

(…)." (cfr. doc. 17/Q)

Riferendosi

allo scritto appena riprodotto, con lettera del 12 febbraio 2004, l'assicurato

ha, in particolare, comunicato alla Cassa che:

"

(…)

Con la mia presentazione nel vostro ufficio

pretendevo di ottenere un riconoscimento, rispettivamente un prolungamento per

sette mesi nei quali ho lavorato per la __________. Il conteggio indica il

diritto massimo di 520 giorni, di cui ho utilizzato 427,3 resta il diritto

rimanente di 92,7 giorni che corrispondono ai sette mesi di lavoro. In parole

più semplici:

10.1.2004

+ 7 mesi = 10.8.2004

(…)." (cfr. doc. 18/R)

Chiamato

ora a pronunciarsi il TCA ricorda innanzitutto che la LADI prevede dei termini

quadro biennali per la riscossione della prestazione e per il periodo di contribuzione

(cfr. art. 9 LADI e consid. 2.3).

Di regola

i termini quadro una volta stabiliti sono definitivi e non possono essere

modificati (cfr. consid. 2.4).

L'art. 27

cpv. 3 LADI prevede tuttavia che il Consiglio federale può aumentare di 120

unità al massimo il numero di indennità giornaliere e prolungare di due anni al

massimo il termine quadro per la riscossione per gli assicurati divenuti

disoccupati durante gli ultimi quattro anni precedenti il raggiungimento

dell’età che dà diritto alla rendita AVS e il cui collocamento risulta

generalmente impossibile o molto difficile per motivi inerenti al mercato del

lavoro.

La LADI

non prevede invece la possibilità di prolungare il termine quadro per la

riscossione anche per il motivo che, durante lo stesso, un assicurato non ha

esaurito il numero massimo di indennità giornaliere cui egli avrebbe diritto.

Alla luce

delle disposizioni legali appena citate questo Tribunale deve dunque

innanzitutto concludere che, nel caso concreto, il termine quadro per la

riscossione non può essere prolungato per il motivo che durante lo stesso

l'assicurato non ha percepito tutte le 520 indennità che gli sarebbero spettate

(cfr. il conteggio del mese di gennaio 2004 prodotto sub doc. A8 dal quale

risulta un "Diritto massimo" di 520 indennità e un "Diritto

rimanente" di 92,7 indennità).

Si tratta

dunque di stabilire se egli adempie le condizioni per beneficiare del diritto

alle prestazioni nel nuovo termine quadro.

2.9

La Cassa ha

respinto la domanda di indennità di disoccupazione inoltrata dall'assicurato il

18.

febbraio 2002 in quanto ha ritenuto che egli non ha adempiuto e nemmeno

poteva essere esonerato dall'obbligo del periodo di contribuzione (cfr. doc.

7/G e 20/T).

Il TCA

deve confermare le conclusioni a cui è giunta la Cassa per le seguenti ragioni.

Ritenuto

che, come appena visto (cfr. consid. 2.8), non è possibile prolungare il

termine quadro per la riscossione dopo il 10 gennaio 2004, per poter aprire un

nuovo termine quadro per la riscossione dopo questa data l'assicurato deve, tra

l'altro, aver adempiuto o essere esonerato dall'obbligo dell'adempimento del

periodo di contribuzione (cfr. consid. 2.5).

Ora, nel

termine quadro per il periodo di contribuzione (che va dall'11 gennaio 2002 al

10.

gennaio 2004), l'assicurato ha lavorato per la __________ - __________ nella

misura del 50% in base a un contratto di durata determinata dal 1° novembre

2002.

al 31 maggio 2003 (cfr. doc. 12/L, 13/M e 14/N).

Egli non

ha dunque svolto durante almeno 12 mesi (il contratto di lavoro è durato 7

mesi) un'occupazione soggetta a contribuzione e non ha pertanto adempiuto al

presupposto di cui all'art. 8 cpv. 1 lett. e LADI.

L'assicurato

non può poi neppure essere esonerato dall'obbligo dell'adempimento del periodo

di contribuzione in base all'art. 14 cpv. 1 lett. a LADI.

Infatti,

i corsi frequentati durante gli anni scolastici 2001/2002 e 2002/2003, che lo

hanno portato al conseguimento del titolo "__________" (__________)

(cfr. doc. 9/I, 11/K, 15/O e 16/P), non hanno impedito all'assicurato di

svolgere un'attività lucrativa.

Come

appena visto egli, durante gli studi, ha infatti lavorato a tempo parziale

(50%) dal 1° novembre 2002 al 31 maggio 2003 per la __________.

Del

resto, come si legge nella lettera del 20 settembre 2001 della __________ con

la quale all'assicurato è stato comunicato che la sua domanda di iscrizione al

Corso __________ è stata accettata, "(…) Le lezioni si svolgeranno lunedì,

mercoledì e giovedì dalle 18.00 alle 21.15, venerdì pomeriggio dalle 14.00 alle

17.15

e sabato mattino dalle 8.45 alle 12.00. (…)." (cfr. doc. 9/I).

Dunque,

anche ammettendo che lo studio postdiploma presso la __________ configura una

formazione ai sensi dell'art. 14 cpv. 1 lett. a LADI, l'assicurato avrebbe

potuto e dovuto adempiere al periodo di contribuzione lavorando a tempo

parziale.

Pertanto,

non essendoci un nesso causale tra l'inadempimento del periodo di contribuzione

e la formazione, l'assicurato non può fare valere un motivo d'esonero a questo

titolo (cfr. consid. 2.6).

In simili

circostanze, visto che l'assicurato non ha adempiuto e neppure poteva essere

esonerato dall'adempimento del periodo di contribuzione, a ragione la Cassa gli

ha negato il diritto alle indennità di disoccupazione in quanto non è dato il

presupposto di cui all'art. 8 cpv. 1 lett. e LADI.

Questa

soluzione si impone vista anche la giurisprudenza federale secondo la quale non

è possibile cumulare periodi di contribuzione con periodi di esonero (cfr.

consid. 2.7).

La

decisione impugnata va dunque confermata.

Circa le

osservazioni dell'assicurato sulla LADI (cfr. ad esempio consid. 1.3: "La

legge prevede una dichiarazione intermedia del guadagno, deve anche prendere in

considerazione la variazione del calendario di quadro, altrimenti la legge è

non equa.") il TCA ricorda che il giudice è vincolato alla volontà del

legislatore e deve applicare la legge.

Infatti,

secondo l'art. 191 Cost. fed., le leggi federali e il diritto internazionale

sono determinanti per il Tribunale federale e per le altre autorità incaricate

dell'applicazione del diritto (cfr. STFA del 24 aprile 2003 nella causa G., C

29/02, consid. 3.6; STFA del 9 maggio 2001 nella causa Z., P 36/00; Pratique

VSI 2003 pag. 82, consid. 7, pag. 96 e DTF 128 V 199, consid. 7 pag. 215).

Nel caso

concreto vanno dunque applicati segnatamente gli art. 8, 9, 13 e 14 LADI che

regolano chiaramente i presupposti del diritto alle indennità di

disoccupazione, i termini quadro, il periodo di contribuzione e l'esonero dal

suo adempimento.

In

assenza dei presupposti legali, pur interpretati alla luce della Costituzione

federale (cfr. DTF 130 V 235), il diritto alle indennità di disoccupazione nel

presente caso non è dunque dato.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso

é respinto.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale federale

delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna,

entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al

ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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