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Decisione

38.2004.50

nel calcolo del guadagno assicurato vanno considerate, in quanto non straordinarie, le ore che l'assicurato ha effettuato regolarmente sopra alle ore settimanali previste dal contratto. Ripetibili a s

1 marzo 2005Italiano38 min

Source ti.ch

Fatti

I doc.

XVIII e XIX sono stati notificati al rappresentante dell’assicurato (cfr. doc.

XX) che, con lettera del 2 febbraio 2005 al TCA, ha osservato quanto segue:

"

(…)

La Cassa Disoccupazione CO 1 con lo scritto di

data 27 gennaio 2005 indica che il guadagno assicurato del ricorrente, “se non

fossero considerate quali straordinarie le ore effettuate oltre le 42 ore

settimanali ammonterebbe a Fr. 4'413.--“.

Questa Organizzazione ha potuto accertare, sulla

scorta del Doc. H, l’esattezza dell’importo stabilito dalla Cassa.

Per quanto sopra, richiamato lo scritto del 13

settembre 2004, si chiede a codesto lodevole Tribunale di volere accogliere il

ricorso di data 16 giugno 2004 stabilendo che ad RI 1 debba essere corrisposta

un’indennità giornaliera sulla base del guadagno assicurato mensile di Fr.

4'413.--. (…)." (cfr. doc. XXI)

Il doc.

XXI è stato trasmesso alla Cassa per conoscenza (cfr. doc. XXII).

in

diritto

2.1. Il 1°

gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto

delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA; RS 830.1).

Per

quanto attiene le norme di diritto materiale di questa legge va qui rilevato

che nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti le disposizioni

legali in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie rilevante

(cfr. DTF 129 V 1, consid. 1.2, pag. 4; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF

127 V 466, consid. 1, pag. 467; DTF 126 V 163, consid. 4b,

pag. 166; DTF 125 V 42, consid. 2b, pag. 44; DTF 123 V 70, consid. 2, pag. 71; DTF 122 V 34, consid. 1, pag. 36 con riferimenti; RAMI

1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2; STFA del 16 febbraio 2004 nella causa S., C

154/03; STFA del 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01 e STFA del 23

gennaio 2002 nella causa L., H 114/01).

Di

conseguenza, in casu, visto che si tratta di stabilire il guadagno assicurato

del ricorrente per il termine quadro per la riscossione che va dal 27 aprile

2003 al 26 aprile 2005 (cfr. doc. III e art. 9 LADI), sono applicabili le

disposizioni di diritto materiale della LPGA, in vigore dal 1° gennaio 2003,

eventualmente pertinenti.

2.2. Il 1° luglio

2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI, accettata dal popolo il

24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg.; RU N. 24 del

24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

Poiché,

come visto sopra (cfr. consid. 2.1), nel diritto delle assicurazioni sociali, è

determinante il disciplinamento legale in vigore al momento in cui si è

realizzata la fattispecie giuridicamente rilevante, considerato che la presente

fattispecie si riferisce a un periodo precedente all'entrata in vigore delle

nuove disposizioni (calcolo del guadagno assicurato del ricorrente avuto

riguardo ad un termine quadro per il periodo di contribuzione che va dal 27

aprile 2001 al 26 aprile 2003), si applicano qui le norme valide fino al 30

giugno 2003.

2.3. E’

considerato guadagno assicurato il salario determinante nel senso della

legislazione sull’AVS, normalmente riscosso durante un periodo di calcolo nel

corso di uno o più rapporti di lavoro, compresi gli assegni contrattuali

periodici che non siano indennità per inconvenienti connessi al lavoro.

L’importo massimo del guadagno assicurato (art. 18 LPGA) corrisponde a quello

dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni. Il guadagno non é

considerato assicurato se non raggiunge un limite minimo. Il Consiglio federale

stabilisce il periodo di calcolo e il limite minimo (cfr. art. 23 cpv. 1 LADI).

L'art. 23

cpv. 3 LADI precisa inoltre che, il guadagno accessorio non è assicurato. E'

considerato tale ogni guadagno che un assicurato trae da un'attività dipendente

esercitata fuori del tempo normale di lavoro o da un'attività indipendente

esercitata fuori del quadro ordinario di un'attività lucrativa indipendente.

In virtù

e nell’ambito della delega legislativa, in particolare per quanto attiene al

periodo di calcolo per il guadagno assicurato, il Consiglio federale ha

stabilito che, è reputato di regola periodo di calcolo per il guadagno

assicurato l'ultimo mese di contribuzione (art. 11) prima dell'inizio del

termine quadro per la riscossione della prestazione. E' fatto salvo il

capoverso 5 (art. 37 cpv. 1 OADI).

Se il

salario dell'ultimo mese di contribuzione varia di almeno il 10 per cento

rispetto al salario medio degli ultimi sei mesi, il guadagno assicurato è

calcolato secondo questo salario medio (art. 37 cpv. 2 OADI; va qui rilevato

che in merito a questo capoverso il TFA ha stabilito che con il termine di

“mesi” si intende “mesi di contribuzione” cfr. DLA 1996/1997 N. 9, pag. 35,

consid. 4b, pag. 42 e DTF 121 V 165, consid. 4b, pag. 172).

Se il

risultato del calcolo eseguito in base ai capoversi 1 e 2 si rivela ingiusto

per l'assicurato, la Cassa può fondarsi su un periodo di calcolo più lungo, ma

al massimo sui 12 ultimi mesi di contribuzione (art. 37 cpv. 3 OADI).

L’art. 11

OADI, al quale il cpv. 1 dell’art. 37 OADI rinvia, stabilisce poi che é

considerato mese di contribuzione ogni mese civile intero, durante il quale

l’assicurato é soggetto a contribuzione (art. 11 cpv. 1 OADI).

I periodi

di contribuzione inferiori ad un mese civile intero sono addizionati. 30 giorni

civili sono reputati un mese di contribuzione (art. 11 cpv. 2 OADI).

I periodi

parificati ai periodi di contribuzione (art. 13 cpv. 2 LADI) e quelli durante i

quali l’assicurato riscuote un’indennità di vacanze sono calcolati allo stesso

modo (art. 11 cpv. 3 OADI).

Secondo

l'art. 37 cpv. 1, 2 e 3 OADI (versione in vigore dal 1° luglio 2003; cfr. RU N.

25 1 luglio 2003, 1828-1851; in concreto non applicabile; cfr. consid. 2.2), il

guadagno assicurato è calcolato in base al salario medio degli ultimi sei mesi

di contribuzione (art. 11) che precedono il termine quadro per la riscossione

della prestazione (art. 37 cpv. 1 OADI).

Il

guadagno assicurato è calcolato in base al salario medio degli ultimi dodici

mesi di contribuzione che precedono il termine quadro per la riscossione della

prestazione se tale salario è più elevato del salario medio di cui al capoverso

1 (cfr. art. 37 cpv. 2 OADI).

Il

periodo di calcolo decorre dal giorno che precede l’inizio della perdita di

guadagno computabile, indipendentemente dalla data dell’annuncio alla

disoccupazione. A quel momento, l’assicurato deve aver versato contributi per

almeno dodici mesi durante il termine quadro per il periodo di contribuzione

(cfr. art. 37 cpv. 3 OADI).

Il

Consiglio federale ha pure stabilito che per i periodi che, secondo l’art. 13

cpv. 2 lett. b-d LADI, sono computati come periodi di contribuzione, è

determinante il salario che l’assicurato avrebbe normalmente ottenuto (cfr.

art. 39 OADI).

L’art. 13

cpv. 2 lett. c LADI stabilisce che sono computati quali periodo di

contribuzione i periodi in cui l’assicurato è vincolato da un rapporto di

lavoro, ma, per malattia (art. 3 LPGA) o infortunio (art. 4 LPGA), non riceve

salario e non paga quindi contributi.

In merito

al calcolo del guadagno assicurato vedi inoltre la direttiva pubblicata in

Prassi ML/AD 99/2, Foglio 10/1 e 10/2 e la Circolare relativa a l'indennità di

disoccupazione (ID), in vigore dal 1° gennaio 2003, alle cifre marginali C14,

C15, C16 e C16a della versione in lingua francese.

2.4. A proposito

dell’art. 23 cpv. 1 LADI, in una sentenza del 27 aprile 1998 nella causa J. (C

37/98), il TFA ha, tra l’altro, affermato che:

" (...)

In effetti, pronunciandosi in una causa strettamente analoga alla presente, il

Tribunale federale delle assicurazioni ha di recente avuto modo di stabilire

che le indennità per lavoro notturno e festivo non rientrano nel guadagno

assicurato, essendo da qualificare come indennità per inconvenienti connessi al

lavoro ai sensi dell'art. 23 cpv. 1 LADI, qualora non siano erogate in modo

fisso e anche durante l'orario normale di lavoro o le vacanze, ma solo quando e

nella misura in cui i servizi notturni e festivi vengano effettivamente

prestati (sentenza inedita 2 marzo 1998 in re P., C 288/97). A tale conclusione

questa Corte é giunta dopo approfondito esame della problematica, ricordando

segnatamente come, per la giurisprudenza, l'assicurazione contro la

disoccupazione sia intesa a garantire copertura assicurativa unicamente al

reddito derivante dalla normale, usuale attività lavorativa dell'assicurato

(DTF 123 V 74 consid. 5c, 116 V 283 consid. 2d e 115 V 328 consid. 3a). A

questo principio si ispira implicitamente l'art. 23 LADI, laddove esclude dal

computo nel guadagno assicurato quelle parti di salario che non siano

normalmente riscosse o costituiscano indennità riconosciute contrattualmente

per inconvenienti connessi al lavoro (cpv. 1), così come il guadagno accessorio

(cpv. 3).

In quest'ottica,

come prestazioni per inconvenienti occorre generalmente qualificare quei

supplementi per difficoltà inerenti all'esecuzione della professione che sono

erogati non in modo prestabilito, ma solo qualora il lavoratore sia

effettivamente confrontato con tali disagi. Ritenuto come questi ultimi non

esistano durante la disoccupazione, la relativa indennità non può essere

inclusa nel guadagno assicurato (DTF 122 V 364 consid. 4b,

115 V 331 consid. 5b; Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosen-versicherungsgesetz,

vol. I, pag. 293 seg., note 13 e 14). (...)."

(cfr. STFA del 27

aprile 1998 J., C 37/98, consid. 2a)

In una

decisione pubblicata in DLA 2000 N. 31 pag. 162, l’Alta Corte ha confermato che

la LADI intende garantire agli assicurati un'adeguata compensazione della

perdita di guadagno causata tra l'altro dalla disoccupazione. Un'indennità per

le ore supplementari perse contraddirebbe lo scopo fondamentale

dell'assicurazione contro la disoccupazione espresso dal legislatore anche in

altri ambiti di detta legge: infatti l'assicurazione copre solo l'attività

normale e usuale del lavoratore e non la perdita di guadagno risultante da ore

supplementari.

In una decisione

pubblicata in DTF 129 V 105, precisando la propria giurisprudenza resa in DTF

116 V 281, il TFA ha ribadito che il compenso per le ore straordinarie, al pari

di quello per lavoro straordinario, non viene preso in considerazione per la

determinazione del guadagno assicurato.

In quell’occasione la

nostra Massima Istanza ha sviluppato le seguenti considerazioni:

" (…)

1. Als versicherter Verdienst, der für die Höhe

des Taggeldes massgebend ist (Art. 22 Abs. 1 AVIG), gilt der im Sinne der

AHV-Gesetzgebung massgebende Lohn, der während eines Bemessungszeitraumes aus

einem oder mehreren Arbeitsverhältnissen normalerweise erzielt wurde;

eingeschlossen sind die vertraglich vereinbarten regelmässigen Zulagen, soweit

sie nicht Entschädigung für arbeitsbedingte

Inkonvenienzen darstellen

(Art. 23 Abs. 1 AVIG).

2. In BGE

116 V 281 hat das Eidgenössische Versicherungsgericht in Auslegung von Art. 23

Abs. 1 AVIG erkannt, dass Überzeitentschädigung - verstanden als Entgelt für

die Arbeit, welche die gesetzlich festgelegte Höchstarbeitszeit nach

Arbeitsgesetz überschreitet und bei Nichtausgleichung durch Freizeit mit einem

Zuschlag von mindestens 25% wettzumachen ist (Art. 13 ArG; BGE 126 III 341 Erw.

6, 116 V 281 Erw. 2; STREIFF/VON KAENEL, Arbeitsvertrag: Leitfaden zum

Arbeitsrecht, 5. Aufl., Zürich 1992, N 4 zu Art. 321c OR) - nicht Bestandteil

des versicherten Verdienstes bildet. Nachdem in Art. 33 Abs. 1 AlVV, der bis

31. Dezember 1983 gültig gewesenen Übergangsordnung, wie bereits im früheren,

bis Ende 1977 geltenden Recht (Art. 4bis Abs. 1 AlVV), Entschädigungen für

Überzeitarbeit vom versicherten Verdienst ausgenommen waren und der Bundesrat

in der Botschaft zum geltenden AVIG (BBl 1980 III 577) wiederum festhielt, dass

Entschädigungen für Überzeitarbeit nicht zum versicherten Verdienst zählten,

war klar, dass der Ausschluss von Überzeitentschädigung vom versicherten

Verdienst ins neue Recht übernommen werden sollte. Neu war, dass diese Regelung

nicht mehr bloss auf Verordnungs-, sondern auf Gesetzesstufe vorgesehen war,

wenn auch nur noch indirekt, mit der Wendung "normalerweise erzielter

Lohn". Zum nämlichen Resultat führte auch die Auslegung nach Sinn und

Zweck von Art. 23 Abs. 1 AVIG: Das AVIG will den versicherten Personen einen

angemessenen Ersatz für Erwerbsausfälle, u.a. wegen Arbeitslosigkeit, garantieren

(Art. 34novies aBV; Art. 1 AVIG). Wie das Gericht weiter dargelegt hat,

widerspräche eine Entschädigung für angefallene Überzeitarbeit dem auch in

anderen Bereichen des Gesetzes zum Ausdruck kommenden Grundgedanken der

Arbeitslosenversicherung: Diese soll nur für eine normale übliche

Arbeitnehmertätigkeit Versicherungsschutz bieten, dagegen keine Entschädigung

für Erwerbseinbussen ausrichten, die aus dem Ausfall einer Überbeschäftigung

stammen (BGE 115 V 328 Erw. 3a mit Hinweisen).

3.

3.1 Anders als in BGE 116 V 281 ist im vorliegenden Fall nicht der Einbezug der

Überzeitentschädigung streitig, sondern die Frage, ob die Entschädigung für die

von der Beschwerdeführerin geleisteten Überstunden Bestandteil des versicherten

Verdienstes bildet. Als Überstundenarbeit gilt Arbeit, die über die im

Einzelarbeits-, Normal- oder Gesamtarbeitsvertrag vereinbarte, im Betrieb

geltende oder in der Branche übliche Stundenzahl hinaus geleistet wird (BGE 116

Considerandi

II 70 Erw. 4a; nicht publizierte Erw. 2a des Urteils BGE 123 III 469;

STREIFF/VON KAENEL, a.a.O., N 4 zu Art. 321c OR; MANFRED REHBINDER, Kommentar

zum schweizerischen Privatrecht [Berner Kommentar], Das Obligationenrecht, Der

Arbeitsvertrag: Art. 319-355 OR; Bern 1992, N 1 zu Art. 321c OR).

3.2

Ausgehend vom Grundsatz, dass die

Arbeitslosenversicherung nur für eine normale übliche Arbeitnehmertätigkeit

Versicherungsschutz bieten und daher keine Entschädigung für Erwerbseinbussen

ausrichten solle, die aus dem Ausfall einer Überbeschäftigung stammen (BGE 116

V 283 Erw. 2d), hat das Eidgenössische Versicherungsgericht über den Bereich

der Überzeit im vorstehend (Erw. 2) umschriebenen Sinn hinaus die

Berücksichtigung von Überstundenentschädigungen bei der Berechnung des

versicherten Verdienstes in mehreren Urteilen generell abgelehnt

(unveröffentlichtes Urteil K. vom 22. Juni 1998, C 85/98; Urteile H. vom 3. Mai

2001, C 220/00, und R. vom 21. August 2001, C 1/01). Daran ist namentlich auch

mit Blick auf Art. 114 Abs. 2 lit. a BV und Art. 1 Abs. 1 AVIG, wonach die Arbeitslosenversicherung

angemessenen Erwerbsersatz gewährt, festzuhalten. Sowohl mit Überzeit wie auch

mit Überstundenarbeit wird nicht "normalerweise" erzielter Lohn

erworben, beschränkt sich doch der Einsatz des Arbeitnehmers regelmässig auf die

vertraglich vereinbarte, betriebs- oder branchenübliche Arbeitszeit. Die

Tatsache, dass je nach wirtschaftlicher und betrieblicher Situation darüber

hinaus in nicht unerheblichem Ausmass Überstundenarbeit geleistet wird, wozu

der Arbeitnehmer im Übrigen laut Art. 321c Abs. 1 OR soweit verpflichtet ist,

als er sie zu leisten vermag und sie ihm nach Treu und Glauben zugemutet werden

kann, ist wohl arbeitsrechtlich von Belang, in

arbeitslosenversicherungsrechtlicher Hinsicht aber nicht entscheidend.

Mit dem vorliegend massgebenden Rechtsbegriff

"normalerweise" im Sinne von Art. 23 Abs. 1 AVIG bleiben nebst

Überzeit- und Überstundenentschädigung auch Einkünfte, die mit über ein

normales Arbeitnehmerpensum hinausgehenden Beschäftigungen erzielt werden, für

den versicherten Verdienst unbeachtlich, was bedeutet, dass bei Verlust eines

von zwei gleichwertigen Hauptverdiensten lediglich die Differenz zu dem mit

einer normalen üblichen Arbeitszeit erzielbaren Lohn den versicherten Verdienst

bildet (THOMAS NUSSBAUMER, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches

Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, Rz 303).

Die gleiche Auffassung liegt schliesslich auch

dem Kreisschreiben des seco über die Arbeitslosenentschädigung (KS-ALE) von

Januar 2000 zu Grunde, indem laut dessen Rz C2 Überstunden, welche die

betriebliche Normalarbeitszeit übersteigen, nicht zum versicherten Verdienst

gehören.

3.3

Nach dem Gesagten ist BGE 116 V 281 dahin zu

präzisieren, dass nicht nur Überzeitentschädigung, sondern auch Entgelt für

über die arbeitsvertragliche oder im Betrieb geltende Normalarbeitszeit hinaus

geleistete Arbeit keinen Bestandteil des versicherten Verdienstes gemäss Art.

23.

Abs. 1 AVIG bildet.

4.

Bei der Festsetzung des versicherten

Verdienstes stellte die Vorinstanz zu Recht auf die Lohnverhältnisse bei der

Firma Y. im Oktober 2000 ab. Sie ging von der vertraglich vereinbarten

Normalarbeitszeit von 40 Stunden in der Woche und dem Stundenlohn von Fr. 34.15

aus, was einen versicherten Verdienst von Fr. 5'929.- ergibt. Die Entschädigung

für geleistete Überstunden fällt ausser Betracht. Der angefochtene Entscheid

ist damit rechtens.

(…)." (cfr. DTF 129 V 105, consid. 1-4, pag. 106-109)

2.5

A proposito del lavoro

straordinario, l'art. 321c CO stabilisce quanto segue:

" 1Quando

le circostanze esigono un tempo di lavoro maggiore di quello convenuto o d'uso

o stabilito mediante contratto normale o contratto collettivo, il lavoratore è

tenuto a prestare ore suppletive nella misura in cui sia in grado di prestarle

e lo si possa ragionevolmente pretendere da lui secondo le norme della buona

fede.

2Con il consenso del lavoratore, il datore di lavoro

può compensare il lavoro straordinario, entro un periodo adeguato, mediante un

congedo di durata almeno corrispondente.

3Se il lavoro straordinario non è compensato mediante

congedo e se mediante accordo scritto, contratto normale o contratto collettivo

non è stato convenuto o disposto altrimenti, il datore di lavoro deve pagare

per il lavoro straordinario il salario normale più un supplemento di almeno un

quarto."

Al riguardo G. Aubert (in

Code des obligations I. Commentaire Romand, Ed. Helbing & Lichtenbahn,

Ginevra-Basilea-Monaco 2003, art. 321a) sottolinea che:

"

Les heures supplémentaires visées par CO 321c sont

celles qui dépassent l'horaire contractuel, dont l'accomplissement se justifie

en raison de circonstances particulières et qui sont exécutées sur l'ordre

(ou aver l'assentiment) de l'employeur, voire spontanément par le

salairé." (n° 7)

e che:

"

les circonstances permettant à l'employeur

d'ordonner l'exécution d'heures supplémentaires se déterminent de cas en

cas (CC 4). Il s'agira, le plus souvent, d'un surcroît temporaire de travail,

du remplacement d'un collègue momentanément absent, d'une perturbation das

l'entreprise, etc. (cf. LTr 12 par analogie). Encore faut-il que ces

circonstances exigent l'accomplissement d'heures supplémentaires. Tel ne sera

pas le cas si d'autres solutions peuvent être raisonnablement appliquées (par

exemple l'engagement de personnel supplémentaire lorque le surcroît de travail

devient durable)." (n° 13)

Dal canto

loro Brunner-Bühler-Waeber-Bruchez (in Commentaire du contrat de travail, Ed.

Réalités sociales, Losanna 2004) rilevano che "dans chaque contrat de

travail il y a obligatoirement une durée normale du travail. Il n'est pas

admissible de prévoir la possibilité pour l'employeur de déterminer

unilatéralement la durée du travail en fonction de ses propres besoins. Si la

durée normale du travail n'est pas expressément déterminée à l'engagement ou

ultérieurement, elle doit être établie sur la base de moyennnes en fonction de

la pratique suivie par les parties." (p. 63) e che "le travailleur

est obligé d'effectuer des heures supplémentaires dans le cadre de son

activité, pour autant qu'un certain nombre de conditions soient remplies:

- des circonstances momentanées doivent imposer l'accomplissement d'heures

supplémentaires qui doivent résulter d'un surcroît de travail inhabituel ou de

la survenance d'un événement étranger à l'organisation normale du travail dans

l'entreprise (par exemple, clôture de l'exercice comptable, absence due à la

maladie). En aucun cas, une mauvaise organisation du travail ou un manque

chronique de personnel ne peuvent justifier le recours à des heures

supplémentaires;

- le travailleur doit pouvoir assumer le dépassement d'horaire sans que cela

porte atteinte à sa santé;

- l'organisation de sa vie privée, notamment ses responsabilités familiales,

doivent permettre au travailleur d'augmenter momentanément son horaire de

travail;

- le cadre de sa vie sociale ne doit pas être trop perturbé (par exemple,

formation en dehors des heures de travail, horaire des transports publics,

participation à des activités associatives, exercice d'un mandat politique)."

(p. 65)

2.6

Nel caso

concreto, la Cassa per calcolare il guadagno assicurato del ricorrente ha, in

particolare, considerato una durata normale del lavoro pari a 42 ore

settimanali (cfr. doc. III).

La Cassa si è infatti

fondata sull’Attestato del datore di lavoro che, quale durata normale del

lavoro nell’azienda e dell’assicurato secondo contratto, indica proprio 42 ore

settimanali (cfr. doc. 4 punti 5 e 6).

Dagli atti di causa

risulta che l’assicurato è stato occupato quale “Bahn-Steward” dal 24 maggio

1998.

al 26 aprile 2003 presso la __________ prima __________

(cfr. doc. 4, 5 e 6).

Dai conteggi salario per i

mesi da gennaio a dicembre 2002 (cfr. doc. 11), considerate anche le “Krank

Stunden”, le “Ferien Stunden” e il “Seminar Ausbildung” riconosciutegli e

riprodotte nel suo “Kumulativjournal Mitarbiter” (cfr. doc. H), risulta che

l’assicurato ha sempre lavorato per un numero di ore superiore alle 42

ore settimanali.

Questa evenienza trova

riscontro nei “Dienstpläne” della __________ e negli “Einsatzplan”

della __________ relativi al medesimo periodo concernenti l’assicurato (cfr.

doc. XI/6 e X/5).

Anche

dagli “Einsatzplan” della __________ relativi agli anni 1998-2001 risulta che

l’assicurato ha regolarmente prestato un numero di ore superiore alle 42

ore settimanali (cfr. doc. X/1-X/4).

Nel “Kumulativjournal

Mitarbeiter” dell’assicurato, allestito da tale __________, “Teamleiter

Lohn” della __________, in particolare, si legge che:

"

(…)

Herr RI 1 leistete im Jahre 2002 durchschnittlich

232,40 Stunden pro Monat.

Der Grundlohn ist auf der Basis von 182 Stunden

berechnet = 182 Stunden x 16,50 = CHF 3'003.--.

Es war üblich, dass die meisten Mitarbeiter über

200.

stunden pro Monat geleistet haben.

(…)." (cfr. doc. H)

Dai contratti di lavoro,

sottoscritti dall’assicurato con la __________ e con la __________,

tra l’altro, risulta ancora che parte integrante del contratto di lavoro è il

“Regolamento per il personale del __________” e che, contrariamente a quanto

previsto dall’art. 42 cpv. 3 del Regolamento, per il lavoro straordinario che

non ha potuto essere compensato non viene riconosciuto alcun aumento di salario

(cfr. doc. 5 e 6).

Da quanto appena esposto

emerge con evidenza che l'assicurato ha effettuato regolarmente più di 42 ore

settimanali. Non si tratta dunque di ore supplementari svolte per circostanze

particolari e momentanee e non possono essere qualificate di lavoro

straordinario (consid. 2.4 e 2.5), bensì si tratta del normale orario di lavoro

dell'assicurato.

Queste ore devono essere

considerate al fine di fissare il guadagno assicurato dal ricorrente.

2.7

Dal “Kumulativjournal Mitarbeiter”

dell’assicurato (cfr. doc. H) risulta che nel 2002 le ore complessive

riconosciutegli durante i singoli mesi si situano all’interno di una forchetta

tra un massimo di 296,70 ore nel mese di febbraio e un minimo di 183,60 ore nel

mese di dicembre.

L’art. 14 del “Regolamento per il personale del __________” regola i salari dei

dipendenti sui vagoni ristoranti (cfr. doc. G). In particolare il cpv. 2 di

questo articolo stabilisce che a dipendenza delle ore lavorative fatte e del numero

degli altri dipendenti impiegati sul vagone ristorante, viene accreditata una

partecipazione sul fatturato. La somma di tutte le partecipazioni sul fatturato

ammonta al minimo al 18%.

In simili circostanze, a

mente del TCA, conformemente alla legge e alla giurisprudenza citata, il

guadagno assicurato del ricorrente va calcolato sui 12 ultimi mesi di

contribuzione conformemente all’art. 37 cpv. 3 OADI nella versione valida fino

al 30 giugno 2003 in concreto applicabile (cfr. consid. 2.2 e 2.3, vedi pure la

STFA del 19 agosto 2004 nella causa T., C 195/03).

2.8

Così invitata dal TCA, la

Cassa (considerati i mesi da gennaio a dicembre 2002 quale periodo di contribuzione

e fondandosi sui “Kumulativjournal Mitarbeiter” di cui ai doc. H e M) ha

comunicato che, se non fossero considerate quali straordinarie le ore

effettuate oltre le 42 ore settimanali, il guadagno assicurato del ricorrente

ammonterebbe a fr. 4'413.-- (cfr. doc. XIX e consid. 1.9).

Come visto sopra questo

Tribunale ha appurato che le ore di lavoro effettuate dall’assicurato sopra le

42.

ore settimanali sono ore normali di lavoro che devono essere considerate al

fine di fissare il guadagno assicurato del ricorrente (cfr. consid. 2.6).

Nel caso concreto il TCA

ha pure ritenuto che per il calcolo del guadagno assicurato del ricorrente sono

rilevanti gli ultimi 12 mesi di contribuzione (cfr. consid. 2.7).

Pertanto, vista la

correttezza dei calcoli effettuati dalla Cassa (calcoli che peraltro non sono

neppure stati contestati dal suo rappresentante; cfr. doc. XXI), il TCA deve

confermare che il guadagno assicurato del ricorrente ammonta a Fr. 4'413.00.

In simili circostanze,

visto tutto quanto precede, la decisione impugnata va dunque annullata e

riformata nel senso che il guadagno assicurato del ricorrente è di fr. 4'413.00.

All'assicurato, rappresentato

da un sindacato, vanno assegnate le ripetibili anche in assenza di esplicita

richiesta (cfr. art. 61 lett. g LPGA e U Kieser ATSG Kommentar, 2002, ad. Art.

61.

lett. g. n. 100 e la giurisprudenza ivi citata.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso

é accolto.

§ La decisione decisione

impugnata é annullata e riformata nel senso che il guadagno assicurato del

ricorrente è di

fr. 4'413.00.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

La Cassa

verserà all’assicurato la somma di fr. 1'000.-- a titolo di ripetibili (IVA

inclusa).

3.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al

ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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