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38.2004.53

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

3 dicembre 2004Italiano60 min

Source ti.ch

Fatti

N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

Dal profilo

temporale il giudice delle assicurazioni sociali applica di principio le norme

di diritto materiale in vigore al momento in cui si realizza la fattispecie che

esplica degli effetti (cfr. DTF 129 V 1, consid. 1.2., pag. 4; DTF 128 V

315=SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, pag. 467; DTF 126 V 166

consid. 4b, pag. 166; DTF 125 V 42, consid. 2b, pag. 44;

DTF 123 V 70, consid. 2, pag. 71; DTF 122 V 34, consid.

1, pag. 36 con riferimenti; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2; STFA del 16

febbraio 2004 nella causa S., C 154/03; STFA del 20 gennaio 2003 nella causa V.

e V.-A., K 133/01 e STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01).

Inoltre,

il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell'esame della vertenza, si fonda

di regola sui fatti che si sono realizzati fino all'emanazione della decisione

amministrativa contestata (cfr. DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 121 V 366

consid. 1b; qui: il 24 giugno 2004).

Nel caso

in esame, l'amministrazione ha sanzionato l'assicurato per insufficienti ricerche

di lavoro nei tre mesi precedenti l'iscrizione al collocamento, vale a dire in

gennaio, febbraio e marzo 2004. A quel momento la terza revisione della LADI

era già in vigore e deve dunque essere presa in considerazione.

2.5. La terza

revisione della LADI non ha sostanzialmente modificato né l'obbligo per gli

assicurati di cercare un impiego adeguato, né il principio di sanzionare la

violazione di questo dovere vigenti precedentemente al 1° luglio 2003. È stato

invece parzialmente modificato l'art. 26 dell'ordinanza. Pertanto resta valida

la giurisprudenza elaborata fino al 30 giugno 2003.

Come

appena visto, tra gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare

personalmente un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16 LADI), se necessario

anche fuori della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI) ed anche

fuori del proprio luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).

Alla fine di ogni periodo

di controllo egli dovrà dunque presentare al servizio competente le prove

documentali relative alle ricerche di lavoro intraprese (cfr. STFA del 29.1.92

nella causa E.R., non pubblicata).

Secondo l'art. 26 cpv. 1

OADI:

" L'assicurato

deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di regola sotto forma di

domande d'impiego ordinarie."

L'art. 26 cpv. 2 OADI

prevede che:

" Annunciandosi

per riscuotere l'indennità giornaliera, l'assicurato deve provare al servizio

competente gli sforzi che ha intrapreso per trovare lavoro."

L'art. 26 cpv. 2bis OADI

precisa che

" Egli deve fornire tale prova per ogni periodo di

controllo al più tardi entro il quinto giorno del mese seguente o il primo

giorno lavorativo successivo a tale data. In caso contrario, il servizio

competente gli accorda un termine adeguato per rimediarvi. Nel contempo lo

informa per scritto che, se lascia scadere il termine senza una giustificazione

valida, le ricerche di lavoro non potranno essere prese in considerazione."

L’art. 26 cpv. 3 OADI, in

vigore dal 1° gennaio 2000, stabilisce che:

"

Il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro

dell’assicurato."

Conformemente al principio

dell'obbligo della riduzione dei danni ancorato nel diritto delle assicurazioni

sociali (cfr. Maurer, Sozialversicherungsrecht, Band I, 1979 p. 323), la LADI

ha dunque previsto che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue

possibilità per evitare o ridurre lo stato di disoccupazione.

Se non adempie il suo

obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c

LADI, secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il

suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata.

La giurisprudenza federale

ha stabilito che questo motivo di sospensione è dato anche quando l'assicurato

non si attiene all'obbligo della ricerca di un lavoro prima di essere

disoccupato. L'assicurato deve così, ad esempio, adoperarsi già durante il

periodo di disdetta (e cioè a partire dal momento in cui gli viene notificato

il licenziamento) per trovare una nuova occupazione (cfr. DLA 1966 N° 11 e N° 21;

DLA 1977 N° 33; DLA 1987 pag. 41, DTF del 29 gennaio 1992 nella causa E.R., C

77/91; SVR 1998 ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici

regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti

sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16 segg.; vedi pure

art. 45 cpv. 1 lett. a OADI).

In una

sentenza del 23 gennaio 2003 nella causa C. (C 280/01) il TFA ha riconfermato

questo principio, argomentando:

"

Nach der Rechtsprechung muss die versicherte

Person bereits vor der Beendigung der bisherigen Erwerbstätigkeit (ARV 1993/94

Nr. 26 S. 184 Erw. 2b) und vor der Meldung beim Arbeitsamt (ARV 1982 Nr. 4 S.

40 Erw. 2b) eine neue Stelle suchen, um die drohende Arbeitslosigkeit nach

Möglichkeit zu verhindern oder zu verkürzen. Sie kann sich insbesondere nicht

damit exkulpieren, nicht gewusst zu haben, dass sie schon vor Aufnahme der

Stempelkontrolle zur ernsthaften Arbeitsuche verpflichtet war und nicht darauf

aufmerksam gemacht worden sei."

(STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C., C 280/01)

Anche gli

assicurati con un contratto di lavoro di durata determinata devono compiere

sforzi per cercare da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che

precede la fine del rapporto di lavoro (cfr. Comunicazioni e istruzioni UFIAML,

n. 12, 29 dicembre 1981, pag. 6, n. 3; D. Cattaneo, op. cit., pag. 17).

Oltre al

caso appena ricordato in cui può essere sanzionato il lavoratore che non cerca

una nuova occupazione durante il periodo di disdetta o nel periodo

immediatamente precedente la fine di un contratto di lavoro di durata

determinata, può pure essere sospeso dal diritto all'indennità l'assicurato che

non può provare di aver cercato un impiego durante il periodo che precede

l'adempimento dell'obbligo di controllo. Ciò vale in particolare per gli

assicurati che, terminati gli studi o dei corsi di perfezionamento,

preferiscono lasciar trascorrere qualche mese prima di annunciarsi disoccupati

e, nel periodo che va dalla fine degli studi al momento in cui si presentano

per la prima volta all'Ufficio del lavoro, non compiono nessuna ricerca di

impiego (cfr. DLA 1981 p. 126; DLA 1982 p. 37).

Per

contro non possono essere sospesi gli assicurati che stanno ancora svolgendo

gli studi (cfr. STCA del 18 aprile 1986 nella causa S.M., Mendrisio contro CAD

Famiglia OCST) o che frequentano corsi di perfezionamento (cfr. STCA del 25

ottobre 1985 nella causa P.G., Riazzino contro CPCAD, concernente un corso di

tedesco in Germania; STCA del 15 settembre 1988 nella causa L.T., Massagno

contro Cassa disoccupazione OCST, a proposito di un corso di inglese in

Olanda).

Per

ulteriori indicazioni, cfr. D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici

regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti

sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16 segg.

2.6. Per

stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare

un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la

qualità delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76

consid. 2 con riferimenti; STFA del 15 gennaio 2001 nella causa C.P.-B., C

49/00).

Il

disoccupato, per ogni periodo di controllo, deve, infatti, fornire

all'amministrazione la prova d'aver compiuto un certo numero di ricerche di

lavoro qualitativamente valide (cfr. DTF 124 V 231; DTF 120 V 74; DLA 1993/1994

pag. 55; DTF 112 V 217; DLA 1987 n. 2 p. 40; DLA 1986 n. 26 p. 101).

Secondo costante

giurisprudenza cantonale, gli assicurati, durante ogni periodo di controllo,

devono comprovare, di regola, almeno 4 ricerche qualitativamente valide (cfr.

per tutte la STCA del 28 gennaio 1987 nella causa M.Z., AD 247/86). Il TFA, in

una sentenza del 13 luglio 1987, ha approvato questo principio (cfr. STFA nella

causa M.Z., C 33/87).

In una sentenza del 3 luglio 2003 nella causa AWA

contro E. (C 286/02), il TFA ha ritenuto sufficienti quattro ricerche di lavoro

compiute da un assicurato durante uno dei tre mesi di disdetta, osservando:

"

(…)

Mit der Vorinstanz sind die fünf

Arbeitsbemühungen während des Monats November als genügend und die drei,

eventuell vier Bewerbungen im Dezember 2001 als gerade noch ausreichend zu

qualifizieren. Dies insbesondere angesichts des in diesem Monat knappen

Angebots an Arbeitsstellen und der Tatsache, dass sich der Versicherte nicht darauf

beschränkte, sich bloss telefonisch nach offenen Stellen zu erkundigen, sondern

sich in der Regel schriftlich bewarb. Dem geringen Fehlverhalten des

Beschwerdegegners, sich während des letzten Monats in der Kündigungsfrist nur

um eine oder zwei Stellen beworben zu haben, hat das kantonale Gericht mit der

am unteren Rand des leichten Verschuldens liegenden Einstellung von 3 Tagen

angemessen Rechnung getragen. Diese Bemessung der Einstelldauer ist unter

Berücksichtigung des nicht nur der Verwaltung, sondern auch der Vorinstanz

zustehenden Ermessens, in welches das Eidgenössische Versicherungsgericht ohne

triftigen Grund nicht eingreift (BGE 123 V 152 Erw. 2 mit Hinweisen), nicht zu

beanstanden."

(STFA del 3 luglio 2003 nella causa AWA

contro E., C 286/02)

In una

sentenza del 3 agosto 2000 nella causa K. (C 399/99), la nostra Alta Corte ha

inoltre avuto modo di rilevare quanto segue:

"

1.- Das kantonale Gericht hat die vorliegend

massgebenden Bestimmungen über die Pflicht zur Stellensuche (Art. 17 Abs. 1 AVIG),

die Einstellung in der Anspruchsberechtigung bei ungenügenden Arbeitsbemühungen

(Art. 30 Abs. 1 lit. c AVIG), die verschuldensabhängige Dauer der Einstellung

(Art. 30 Abs. 3 AVIG und Art. 45 Abs. 2 AVIV) sowie die Rechtsprechung zu

Qualität und Quantität der Arbeitsbemühungen (vgl., nebst den erwähnten BGE 120

V 76 Erw. 2 und 112 V 217 Erw. 1b, BGE 124 V 231 Erw. 4a) zutreffend dargelegt.

Darauf kann verwiesen werden.

Richtig ist auch, dass gemäss Verwaltungspraxis

in der Regel durchschnittlich 10 bis 12 Bewerbungen pro Monat verlangt werden

(Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, Bd. I, N. 15 zu Art.

17). Eine allgemein gültige Aussage über die erforderliche Mindestanzahl an

Bewerbungen ist indes nicht möglich. Das Quantitativ beurteilt sich vielmehr

nach den konkreten Umständen (Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in:

Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Bd. Soziale Sicherheit, Fn

1330). Zu berücksichtigen sind namentlich Alter,

Schul- und Berufsbildung der versicherten Person

sowie die Verhältnisse im für diese in Betracht kommenden

Arbeitsmarkt. (…)"

Questa giurisprudenza è stata confermata in una

sentenza del 6 agosto 2002 nella causa Z. (C 338/01), nella quale il TFA ha

ritenuto insufficienti sei ricerche di lavoro in un mese ed ha rilevato:

"

(…)

Verwaltung und Vorinstanz sind zu Recht davon

ausgegangen, dass sich die 1963 geborene Versicherte, welche eine Beschäftigung

als Hausangestellte, Textilarbeiterin oder Raumpflegerin suchte, im Monat

Februar 2000 nicht genügend um zumutbare Arbeit bemüht hat, indem sie am 1.

Februar drei, zwischen 2. und 23. Februar 2000 keine einzige und insgesamt im

Monat Februar 2000 lediglich sechs Stellenbewerbungen nachgewiesen hat. Dass

für die in der Stadt Zürich wohnhaft gewesene Beschwerdeführerin zwischen 2.

und 23. Februar 2000 in den nachgefragten Beschäftigungsbereichen - trotz

erfahrungsgemäss breitem Stellenangebot in diesem Arbeitsmarktsegment - kein

einziges zumutbares Stellenangebot vorhanden gewesen sein soll, wie sie im vorinstanzlichen

Verfahren geltend gemacht hat, ist nicht glaubwürdig. Weiter bestreitet sie mit

Blick auf die vom 7. Februar bis 8. April 2000 einstweilen in einem befristeten

Arbeitsverhältnis in der Confiserie Sprüngli ausgeübte teilzeitliche

Zwischenverdiensttätigkeit zu Recht nicht, sich der fortdauernden Verpflichtung

zur unverminderten Stellensuche bewusst gewesen zu sein. Soweit die

Beschwerdeführerin neu behauptet, aus der Klausel "mit Option auf

Weiterbeschäftigung" (auf dem befristeten Arbeitsvertrag vom 7. Februar

2000) habe sie schliessen dürfen, dass sie in dieser Firma werde weiter

arbeiten können, vermag sie sich nicht gegen den Vorwurf der ungenügenden

Arbeitsbemühungen zu rechtfertigen, zumal sie selber in der

Verwaltungsgerichtsbeschwerde auf den hinsichtlich der Weiterbeschäftigung

erforderlichen neuen Arbeitsvertragsabschluss vom 8. Mai 2000 hinweist, wodurch

sie erstmals wieder in ein unbefristetes Vollzeit-Arbeitsverhältnis eintreten

konnte. (…)"

(STFA del 6 agosto 2002 nella causa Z., C 338/01)

In un'altra sentenza del 23 gennaio 2003 nella

causa C.

(C 280/01) il TFA ha ritenuto insufficienti

quattro ricerche di lavoro in un periodo di tre mesi ed ha ancora precisato:

"

(…)

Dieser Pflicht zur Schadenminderung ist der

Beschwerdeführer insofern nicht ausreichend nachgekommen, als er während der

drei Monate vor Beginn der Teilarbeitslosigkeit am 1. März 2000 insgesamt nur

vier Stellenbewerbungen nachweisen kann. Zwar schreiben weder Gesetz noch

Verordnung eine Mindestanzahl von Bewerbungen vor. Viele Arbeitslosenkassen

verlangen durchschnittlich 10 bis 12 Bewerbungen im Monat (Gerhards, Kommentar

zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, N 15 zu Art. 17 AVIG; Chopard, Die

Einstellung in der Anspruchsberechtigung, Diss. Zürich 1998, S. 140).

Selbst wenn dies keine gefestigte Praxis darstellt,

sind bloss vier Bewerbungen in einem Zeitraum von drei Monaten in quantitativer

Hinsicht eindeutig ungenügend. Wenn das KIGA den Beschwerdeführer unter diesen

Umständen für 9 Tage, also im mittleren Bereich des leichten Verschuldens, in

der Anspruchsberechtigung eingestellt hat, lässt sich dies nicht beanstanden. (…)"

(STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C., C 280/01)

In una sentenza del 26 maggio 2003 nella causa M.

(C 98/02), il TFA ha ritenuto non colpevole un assicurato che aveva compiuto,

durante due periodi di controllo, sei ricerche di lavoro lavorando a tempo

pieno in un programma di occupazione temporanea.

Il TFA, in una sentenza del 4 giugno 2003 nella

causa R. (C 319/02), ha ritenuto insufficienti sei ricerche di lavoro in un

mese ed ha rilevato:

"

(…)

En l'occurrence, il y a lieu de constater que les

démarches (six) entreprises par le recourant durant la période de contrôle du mois

de novembre 2000 se situe en deça du nombre requis par la pratique administrative.

En outre, cette insuffisance n'est pas compensée par la qualité des offres d'emploi.

Comme le constatent les premiers juges, cinq recherches

ont été effectuées par téléphone. Enfin, les recherches se concentrent sur trois

jours seulement dans le mois (2, 9 et 30 novembre 2000). S'agissant de démarches

qui pour la plupart d'entre elles - et à la différence d'offres écrites - ne nécessitaient

aucune préparation particulière, on pouvait attendre de l'assuré un effort plus

soutenu sur l'ensemble de la période de contrôle.

Il n'est pas contesté non plus que le recourant s'est

vu assigner des objectifs de recherches d'emploi qui sont compatibles avec son invalidité

et qui lui permettent de mettre en valeur sa longue expérience professionnelle.

En accord avec l'assuré, il a été convenu qu'il devait en priorité offrir ses

services à des entreprises pour l'établissement de métrés, de devis, ou encore

pour la surveillance des travaux. Or, aucune des recherches du mois de novembre

2000 n'entre dans le cadre des objectifs fixés, puisqu'elles visent des emplois

dans les domaines du marketing, de la surveillance (pour une entreprise spécialisée

en matière de sécurité), de l'édition (travail à l'écran), du service après vente,

ainsi que des emplois de jardinier et de chauffeur. Il faut

bien admettre cependant que l'assuré avait fort peu de chances, compte tenu de son

âge et de la limitation importante de sa capacité résiduelle de travail, de trouver

un emploi dans une activité ne faisant pas appel aux connaissances acquises au cours

de sa carrière professionnelle. (…)"

(STFA del 4 giugno 2003 nella causa R., C 319/02)

In un'altra sentenza dell'11 luglio 2003 nella

causa D. (C 63/03) la nostra Alta Corte, dopo avere ricordato che i giudici di

prima istanza avevano ritenuto che l'obiettivo fissato ad un'assicurata

dall'amministrazione di effettuare dieci ricerche di lavoro mensili non era

sproporzionato, ha ritenuto insufficienti tre ricerche di lavoro durante un

periodo di controllo:

"

(…)

En substance, les premiers juges ont relevé que

la législation ne fixe aucun critère quantitatif aux recherches d'emploi que

l'on est en droit d'attendre d'un chômeur. Cela étant, ils ont considéré que l'objectif

assigné à la recourante par l'ORP, à savoir effectuer dix recherches d'emploi mensuelles,

n'était pas disproportionné et pouvait être atteint au moyen d'efforts raisonnables,

s'agissant du domaine du secrétariat. (…)" (STFA dell'11 luglio

2003 nella causa D., C 63/03)

La giurisprudenza cantonale più sopra ricordata

ha dunque fissato semplicemente una linea di riferimento e non ha carattere

assoluto ("di regola") e, secondo quanto stabilito dal TFA nelle

sentenze appena citate, occorre valutare, nel singolo caso concreto, quante

ricerche mensili siano esigibili da ogni assicurato, a seconda delle condizioni

particolari di ogni singola fattispecie (cfr. STCA del 28 gennaio 2003 nella

causa K., inc. 38.2002.186).

A proposito dei compiti dei consulenti del

personale, in una sentenza del 5 ottobre 2000 nella causa B. (inc. 38.2000.74)

il TCA ha ricordato che:

"

Riguardo al desiderio dell'assicurato di seguire

altri tipi di programmi occupazionali, va pure ricordato che spetta ai

consulenti degli URC di decidere di volta in volta quali sono le misure più

idonee per favorire un rapido collocamento dei singoli assicurati (cfr. art. 85

cpv. 1 lett. a e c LADI; art. 85 b LADI, art. 17 cpv. 3 LADI)."

Giusta l'art. 17 cpv. 1 in

fine LADI, l'assicurato deve comprovare il suo impegno per trovare un nuovo

posto di lavoro, fornendo al servizio competente le prove relative agli sforzi

intrapresi a tal fine (cfr. art. 26 cpv. 2 e cpv. 2 bis OADI; cfr. DLA 1988 p.

95; DTF 120 V 74). La prova degli sforzi volti al reperimento di una nuova

occupazione deve essere fornita, giusta l'art. 26 cpv. 2 OADI, al servizio

competente. Nel Cantone Ticino, sulla base dei combinati disposti dell'art. 30

cpv. 2, 85 e 85b LADI, questa competenza è stata delegata agli URC (cfr.

consid.2.3.; D. Cattaneo, op. cit., pag. 92-93).

La legge non prevede

nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire

effettuate sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi

datori di lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla

fine di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio

competente d'avere realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del

29.1.92 nella causa E.R., non pubblicata).

L'obbligo

a comprovare le ricerche di lavoro è stato ribadito dal TFA in una sentenza del

23 gennaio 2003 nella causa C.

(C

280/01), nella quale ha osservato:

"

Selbst wenn sich der Versicherte sodann

tatsächlich bei 10 potentiellen Arbeitgebern oder Arbeitgeberinnen gemeldet

hätte, kann er sich nur auf jene Arbeitsbemühungen berufen, welche er

nachzuweisen vermag (Art. 17 Abs. 1 Satz 3 AVIG in Verbindung mit Art. 26 Abs.

Considerandi

2.

AVIV; Gerhards, a.a.O., N 22 zu Art. 17 AVIG)."

Concretamente

ciò significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare

all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore

di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile

l'avvenuta ricerca.

In caso di ricerca

personale il disoccupato non può limitarsi ad un puro e semplice elenco dei

datori di lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è

necessario che il datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo

"timbro" sul formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra

forma scritta, che la ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del

28.1.1987

nella causa S.P., AD 5/87).

Inoltre

il TFA ha avuto occasione di rilevare che sul modulo utilizzato per comprovare

le ricerche compiute o sulle eventuali dichiarazioni dei potenziali datori di

lavoro deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il

disoccupato si è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre

1999.

nella causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).

L'assicurato potrà

servirsi dell'apposito formulario messo a disposizione dall'UFSEL (Ufficio

federale dello sviluppo economico e del lavoro; dal 1° luglio 1999 Segretariato

di stato dell'economia, SECO).

In caso di rifiuto del

datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà

comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al

servizio competente tale rifiuto.

Infine, in caso di ricerca

telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,

confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto

(cfr. DLA 1988 p. 95).

In una

sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000 pag. 156 segg., il TFA ha

ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno l'assicurato che effettua le

ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.

In merito alle ricerche di lavoro compiute

esclusivamente per telefono e alla continuità delle ricerche durante un periodo

di controllo, il TFA, in una sentenza del 4 giugno 2003 nella causa R. (C

319/02), ha avuto modo di rilevare:

"

(…)

Pour trancher le point de savoir si l'assuré a fait

des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il faut tenir compte

aussi bien de la quantité que de la qualité de ses recherches (ATF 124 V 231

consid. 4a et l'arrêt cité). Sur le plan quantitatif, la pratique administrative

exige dix à douze offres d'emploi par mois en moyenne. On ne peut cependant pas

s'en tenir à une limite purement quantitative et il faut bien plutôt examiner, au

regard des circonstances concrètes, la qualité des démarches (Nussbaumer, op.

cit., note de bas de page 1330). Sur le plan qualitatif, on peut attendre d'un assuré

qu'il ne se contente pas de démarches par téléphone, mais qu'il réponde également

à des offres d'emploi par écrit (Chopard, op. cit., p. 139 sv.). La continuité

des démarches joue également un certain rôle, même si l'on ne saurait exiger d'emblée

que l'assuré répartisse ses démarches sur toute une période de contrôle. S'agissant

d'offres écrites, il peut au contraire être rationnel et judicieux de préparer ses

postulations de manière concentrée sur quelques jours dans le mois, eu égard à

la périodicité des offres d'emplois dans les journaux et compte tenu du fait que

les délais de postulation sont en général relativement longs (arrêt non publié

du 5 juillet 1988 dans la cause R., C 14/88). (…)"

(STFA del 4 giugno 2003 nella causa R., C 319/02)

2.7

L'art. 30

cpv. 1 lett. c LADI sanziona dunque una violazione dell'obbligo di ridurre il

danno fissato all'art. 17 cpv. 1 LADI (cfr. DLA 1981 pag. 126).

In una

sentenza del 17 marzo 1998 nella causa H. il Tribunale federale delle

assicurazioni ha ribadito questo concetto ed ha avuto modo di formulare le

seguenti osservazioni circa la natura, il carattere e lo scopo della

sospensione:

"

Mittels Einstellung in der Anspruchsberechtigung

soll dieser Pflicht zum Durchbruch verholfen werden. Praxisgemäss handelt es

sich dabei nicht um eine strafrechtliche, sondern eine verwaltungsrechtliche

Sanktion (BGE V 151 Erw. 1c; ARV 1990 Nr. 20 S. 133 Erw. 2b; vgl. auch Gerhards,

Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, N 2 zu Art. 30). Mit der

Verknüpfung von Schadenminderungspflicht und Sanktion will das AVIG Arbeitslose

zur Stellensuche anspornen. Die Einstellung in der Anspruchsberechtigung soll

den Versicherten davon abhalten, die Arbeitslosenversicherung missbräuchlich in

Anspruch zu nehmen. Wenn er sich nicht genügend um Arbeit bemüht, nimmt er in

Kauf, länger arbeitslos zu bleiben. Dadurch erwächst der Versicherung insofern

ein Schaden, als sie länger Leistungen erbringen muss. Zweck der Einstellung in

der Anspruchsberechtigung ist eine angemessene Mitbeteiligung des Versicherten

an diesem Schaden, den er durch sein pflichtwidriges Verhalten der

Arbeitslosenversicherung natürlich und adäquat kausal verursacht hat (BGE 122 V

40.

Erw. 4c/aa und 44 Erw. 3c/aa; Gerhards, a.a.O., n 2 und 51 zu Art.

30). Ohne die einstellungsrechtliche Sanktion käme Art. 17 Abs. 1 AVIG im

Taggeldrecht nicht zum Tragen.

Wüsste nämlich eine

arbeitslose Person zum voraus, dass ungenügende Bemühungen bezüglich ihrer

Leistungen keine Folgen zeitigten, fehlte ein wesentlicher Ansporn, dem

gesetzlichen Gebot zur Stellensuche nachzuleben." (DTF 124 V 227-

228)

In questa

sentenza (cfr. DTF 124 V 228- 230 ) il TFA ha pure avuto modo di sancire la

conformità dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI con le disposizioni della

Convenzione OIL Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (al

proposito cfr. D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de

l'assurance chômage" Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte

sul Meno, 1992 pag. 193 seg.).

In una

sentenza del 4 agosto 2003 nella causa S. (C 221/02) l'Alta Corte ha, tra

l'altro, ribadito che:

"

(…)

2.2

Anche nell'ambito dell'assicurazione contro

la disoccupazione, così come negli altri ambiti delle assicurazioni sociali, all'assicurato

incombe l'obbligo di ridurre il danno (DTF 125 V 199 consid. 6b; Stauffer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum

Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die obligatorische

Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung, 2a ed., Zurigo 1998, pag.

48). La violazione di questo obbligo viene sanzionata

per evitare l'ottenimento abusivo di prestazioni da parte dell'assicurazione

contro la disoccupazione (DLA 1998 no. 34 pag. 187 consid. 2b e riferimenti).

Con lo strumento della sospensione, quale sanzione amministrativa e non penale

(DLA 1993/1994 no. 3 pag. 22 consid. 3d con riferimenti), il legislatore ha

così voluto regolamentare la partecipazione dell'assicurato al danno da lui

provocato (DTF 126 V 523; Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz,

vol. I, no. 2 ad art. 30) e scaricare, per motivi di equità, la comunione dei

contribuenti dagli effetti negativi di comportamenti ingiustificati (Jacqueline

Chopard, Die Einstellung in der Anspruchsberechtigung, tesi Zurigo 1998, pag.

24.

seg.). (…)"

(cfr. STFA del 4 agosto 2003 nella causa S., C

221/02)

2.8

Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI

la durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e

ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di

cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

La sospensione del diritto

all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in

caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave (cfr. art.

45.

cpv. 2 OADI).

La sua durata è

determinata secondo la gravità della colpa (cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace

in altre parole al principio della proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).

In virtù dell'art. 45 cpv.

2.

bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità

entro il termine quadro per la riscossione della prestazione, la durata della

sospensione è prolungata in modo adeguato.

L'art. 45 cpv. 3 OADI

stabilisce che la colpa grave è data se l'assicurato ha abbandonato senza

valido motivo un impiego idoneo senza garanzia di uno nuovo o ha rifiutato un

lavoro idoneo.

Per quel

che concerne la sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione fondata

sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi amministrativa prevede una sanzione

da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni

per insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.

Per ogni periodo di controllo successivo i

parametri del SECO e dell'UCL prevedono da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate

ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di

lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali aumenti per i periodi

successivi, visto l'art. 45 cpv. 2 bis OADI (cfr. Circulaire relative à

l'indemnité de chômage (IC) del SECO in vigore dal 1° gennaio 2002, D68 punto

1; Lista delle sospensioni URC/UCL aggiornate dal SECO al 25.01.1999).

Queste direttive sono conformi alla legge (cfr.

D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di collocamento

alla luce della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed.

OCST, Pregassona 2000, pag. 43-44) e le sanzioni inflitte dall'amministrazione

su queste basi vengono regolarmente confermate dal TCA. Anche il TFA ha

approvato il modo di procedere dell'amministrazione (cfr. la sentenza del 23

gennaio 2003 nella causa C., C 280/01, nella quale l'Alta Corte ha confermato

la sanzione di 9 giorni di sospensione dal diritto alle indennità di

disoccupazione inflitta dall'amministrazione ad un assicurato che aveva saputo comprovare

unicamente quattro ricerche di lavoro svolte nei tre mesi di disdetta del

precedente rapporto di lavoro; la sentenza del 6 agosto 2002 nella causa Z., C

338/01, nella quale il TFA ha confermato 4 giorni di sospensione per

insufficienti ricerche in un periodo di controllo; la sentenza del 2 maggio

2003.

nella causa X., C 275/02, nella quale la nostra Massima Istanza ha

confermato una sanzione di 15 giorni di sospensione per mancate ricerche

durante tre mesi di disdetta; la sentenza del 3 luglio 2003 nella causa AWA

contro E., C 286/02, nella quale l'Alta Corte ha confermato 3 giorni di

sanzione per insufficienti ricerche di lavoro durante uno dei tre mesi di

disdetta; la sentenza del 4 giugno 2003 nella causa R., C 319/02, nella quale

l'Alta Corte ha confermato la sanzione di 5 giorni di sospensione dal diritto

alle indennità di disoccupazione inflitta dall'amministrazione ad un

assicurato, nato nel 1939, che aveva saputo comprovare unicamente sei ricerche

di lavoro, di cui cinque svolte per telefono, durante un periodo di controllo

nel corso del quale egli aveva, tra l'altro, lavorato cinque giorni, per un

totale di trentaquattro ore; la sentenza dell'11 luglio 2003 nella causa D., C

63/03, nella quale il TFA ha confermato una sanzione di 4 giorni di sospensione

per insufficienti ricerche di lavoro durante un periodo di controllo e la

sentenza del 2 marzo 2004 nella causa B., C 305/02, nella quale l'Alta Corte ha

confermato 4 giorni di sospensione per insufficienti ricerche durante il

periodo di disdetta).

2.9

Nella già

citata sentenza H. del 17 marzo 1998, il Tribunale federale delle assicurazioni

ha stabilito che è possibile sospendere l'assicurato che commette (soltanto)

una colpa lieve non compiendo sufficienti ricerche di lavoro. L'Alta Corte ha al

proposito rilevato:

"

b) Die Vorinstanz hat erwogen, bloss drei

Stellenbewerbungen im Monat Juni 1994 vermöchten wohl qualitativ, nicht aber

quantitativ zu genügen. Indessen sei der Beschwerdegegnerin aufgrund einer

lange dauernden Krankheit gekündigt worden; zudem finde sie im Alter von 54

Jahren bei der gegenwärtigen Lage auf dem Arbeitsmarkt kaum noch eine Stelle.

Sodann habe das Arbeitsamt ihr bei der Stellensuche nicht geholfen und jeweils

drei Bewerbungen in den vorangegangenen Monaten ungeahndet gelten lassen.

Insgesamt sei das Verhalten der Versicherten deshalb bloss leichtfahrlässig.

Analog zur Invaliden-, Unfall- und Militärversicherung, welche Leistungen nur

bei Vorsatz und Grobfahrlässigkeit kürzten, sei deshalb vorliegend von einer

Einstellung in der Anspruchsberechtigung abzusehen. Das Verwaltungsgericht des

Kantons Bern pflege unangefochtenerweíse dieselbe Praxis.

Demgegenüber macht die

Kasse geltend, eine Einstellung habe bei jedem Verschulden zu erfolgen. Dass

die Verwaltung der Versicherten nicht geholfen habe, entbinde diese nicht von

der Pflicht zur Stellensuche. Da zudem eine Überprüfung der Bewerbungen nur

stichprobenweise möglich sei, könne die Beschwerdegegnerin nichts zu ihren

Gunsten aus dem Umstand ableiten, dass die Kasse die jeweils bloss zwei oder

drei Bewerbungen der vorangehenden Monate nicht beanstandet habe.

c) Die Vorinstanz

beruft sich für ihre Auffassung, wonach eine Einstellung in der

Anspruchsberechtigung nur bei vorsätzlichem oder grobfahrlässigem Verhalten zulässig

sei, auf die Praxis des Verwaltungsgerichts des Kantons Bern. Dieses führte in

einem Entscheid aus dem Jahre 1990 (BVR 1991 S. 82 ff.) aus, im

Sozialversicherungsrecht werde als allgemeiner Grundsatz anerkannt, dass

Leistungen gekürzt oder sogar für gewisse Fälle verweigert werden könnten, wenn

Versicherte die Leistungspflicht vorsätzlich oder grobfahrlässig verursacht

oder verlängert hätten (vgl. Art. 7 IVG, Art. 37 und 39 UVG, Art. 7 aMVG, Art.

35.

BVG und - betreffend die Krankenkassen BGE 107 V 228 Erw. 2a). Dies müsse gleihermassen

für den Bereich der Arbeitslosenversicherung gelten. Auch bezüglich solcher

Leistungen könne daher eine Kürzung (oder befristete Verweigerung) der

Entschädigung nur bei vorsätzlichem oder grobfahrlässigem Verhalten verfügt

werden, nicht aber bei bloss leichter Fahrlässigkeit, da insbesondere nicht

einzusehen sei, weshalb in diesem Zweig die Anforderungen an die

Sorgfaltspflicht des einzelnen derart strenger sein sollten Als in den übrigen

Bereichen der Sozialversicherung (BVR 1991 S. 83 f. Erw. 4b).

d) Die im genannten

Entscheid zitierten Bestimmungen des IVG, UVG, aMVG und BVG statuieren alle den

Grundsatz, dass bei vorsätzlicher oder grobfahrlässiger Herbeiführung des

Versicherungsfalles durch den Versicherten die Leistungen gekürzt oder

verweigert werden können. Sie schliessen von Gesetzes wegen zugleich

Sanktionen für leichtfahrlässiges Verhalten aus. Im

Arbeitslosenversicherungsrecht hingegen fehlt eine derartige Beschränkung des

-sanktionsbedrohten Verhaltens auf Grobfahrlässigkeit und Vorsatz. Die

Einstellung in der Anspruchsberechtigung ist ausdrücklich "nach dem Grad

des Verschuldens" zu bemessen (Art. 30 Abs. 3 AVIG). Eine Absicht, das

Verschulden bei leichter Fahrlässigkeit von jeglicher Sanktion auszunehmen, ist

im Unterschied zum Wortlaut der zitierten Bestimmungen aus den andern

Sozialversicherungszweigen nicht erkennbar. Folgerichtig unterscheidet Art. 45

Abs. 2 AVIV nach leichtem, mittelschwerem und schwerem Verschulden. Es

widerspräche daher dem Arbeitslosenversicherungsgesetz, wenn die leichte

Fahrlässigkeit als eine der Formen des Verschuldens ausgeklammert würde.

Darauf weist auch die Botschaft zum Bundesgesetz über die obligatorische

Arbeitslosenversicherung und die Insolvenzentschädigung vom 2. Juli 1980 in BB1

1980.

IlI S. 588 ff. hin, in der ausdrücklich von Einstellungen gesprochen wird,

die nicht pönalen Charakter hätten (vgl. auch Gerhards, a.a.O., N 2 zu

Art. 30). Beispielsweise stehe es dem Versicherten frei und sei auch nicht

ehrenrührig, sich ungenügend um eine Arbeitsstelle zu bemühen oder eine

zumutbare Arbeit abzulehnen. Der Arbeitslosenversicherung entstehe hieraus

trotzdem ein Schaden, der zu einer angemessenen Leistungsreduktion führen

müsse. Gerade um unterschiedlichen Verhältnissen und Verschuldensgraden mit

der nötigen Differenzierung Rechnung tragen zu können, sei die Spanne der

Einstellungsfristen möglichst weit zu fassen. Daher hat auch leichte

Fahrlässigkeit bei ungenügenden Arbeitsbemühungen nach Art. 30 Abs. 1 lit. c AVIG

zu einer Einstellung in der Anspruchsberechtigung zu führen.

e) Aus diesen Ausführungen

folgt, dass die Praxis des Berner Verwaltungsgerichts zu Art. 30 Abs. i lit. c

AVIG (BVR 1991 S. 83 f.), welcher sich die Vorinstanz anschloss der Regelung

des Arbeitslosenversicherungsgesetzes und der besicht des Gesetzgebers

zuwiderläuft. er kantonale Escheid verletzt daher insoweit Bundesrecht, als er

die leichte Fahrlässigkeit von Sanktionen befreit." (DTF 124 V

231-233)

Nella

sentenza citata il TFA ha poi stabilito che tre ricerche di lavoro

qualitativamente valide in un periodo di controllo sono insufficienti ed ha

sottolineato:

"

Die Beschwerdegegnerin weist im Monat Juni 1994

lediglich drei Bewerbungen auf. Dies ist quantitativ ungenügend, verlangen doch

einige Kassen durchschnittlich 10 bis 12 Bemühungen im Monat (Gerhards,

a.a.O. N 15 zu Art. 17). Das Alter der Versicherten erschwert zwar die

Erfolgsaussichten, hindert sie aber nicht daran, intensiver nach einer Stelle

Ausschau zu halten (ARV 1980 Nr.- 45 S. 112 Erw. 2; Gerhards,

a.a.O.,. N 14 zu Art. 17). Massgebend ist einzig die ausreichende Intensität

der Bemühungen und nicht deren Erfolg. Dass die Verwaltung keine aktive

Hilfeleistung geboten hat, vermag die Beschwerdegegnerin ebenfalls nicht von

der ihr obliegenden Pflicht zur Schademinderung zu befreien. Die von der

Verwaltung verfügte Einstellung im unteren Bereich des leichten Verschuldens

ist Rechtens und trägt den gesamten Umständen des Falles angemessen Rechnung.

Damit ist der Entscheid der Vorinstanz aufzuheben." (DTF 124 V 234)

La Cassa

di disoccupazione aveva sospeso l'assicurata per 3 giorni dal diritto

all'indennità di disoccupazione.

Infine,

nella sentenza citata, il TFA ha stabilito che l'amministrazione prima di

applicare l'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, non deve raccomandare all'assicurato

di intensificare le ricerche di lavoro ed ha rilevato:

"

Eine der Einstellung vorangehende Mahnung ist in

der Arbeitslosenversicherung nicht vorgesehen. Insofern besteht ein

Unterschied zur Invalidenversicherang, welche in Art. 31 IVG ausdrücklich ein

Mahn- und Bedenkzeitverfahren vorsieht (vgl. BGE 122 V 218). Dieses Verfahren

ist unter anderem deswegen sinnvoll, weil der Versicherte sonst unter Umständen

von einem ablehnenden Verwaltungsakt überrascht würde. Anders sind die

Verhältnisse in der Arbeitslosenversicherung; hier wird der Versicherte von

Anfang an auf seine Pflichten, insbesondere auf diejenige zur Stellensuche,

aufmerksam gemacht (Art. 19 Abs. 4 AVIV in der bis Ende 1996 gültig gewesenen

Fassung, nunmehr Art. 20 Abs. 4 AVIV). Ferner pflegt er wegen der Erfüllung

der Kontrollvorschriften Kontakt zum zuständigen Arbeitsamt. Deshalb ist es

nicht notwendig, vor einer Einstellung eine Mahnung auszusprechen, auch dann

nicht, wenn die Verwaltung in den vorangegangenen Kontrollperìoden ungenügende

Arbeitsbemühungen nicht sanktioniert hat. Das Eidgenössische

Versicherungsgericht hat denn auch in ständiger Praxis (nicht veröffentlichte

Urteile M. vom 23. Juni 1989, C 20/890 und N. vom 6. August 1985, C 8/85; vgl.

auch Gerhards, &.&.O., N 61 zu Art. 30) festgehalten, dass eine

Einstellung verfügt werden muss, wenn der entsprechende Tatbestand erfüllt ist;

eine blosse Verwarnung ist unzulässig. Von dieser Rechtsprechung abzuweichen

besteht vorliegend kein Anlass." (DTF 124 V 233)

2.10

In una sentenza del 22 ottobre 2002 nella causa N. (C

305/01), non pubblicata, il TFA ha ancora ribadito la necessità di compiere

delle ricerche di lavoro nel periodo precedente l'annuncio al collocamento. Al

riguardo la nostra Massima Istanza ha osservato:

"

(…)

1.

L'assuré faisant valoir des prestations d'assurance

doit, avec l'assistance de l'office du travail compétent, entreprendre tout ce qu'on

peut raisonnablement exiger de lui pour éviter le chômage ou l'abréger. Il lui

incombe en particulier de chercher du travail, au besoin en dehors de la profession

qu'il exerçait précédemment (art. 17 al. 1 LACI).

Aux termes de l'art. 30 al. 1 let. c LACI, le droit

de l'assuré à l'indemnité est suspendu lorsqu'il est établi que celui-ci ne fait

pas tout ce qu'on peut raisonnablement exiger de lui pour trouver un travail convenable.

Cette disposition trouve notamment application lorsque l'assuré n'effectue pas suffisamment

de recherches d'emploi pendant le délai de résiliation de son contrat de travail

(DTA 1993 no 9 p. 87 consid. 5b, 1993 no 26 p. 184 consid. 2b, 1987 no 2 p. 41

consid. 1).

2.

L'intimé a admis, en procédure cantonale, ne pas

avoir effectué de recherches d'emploi pendant le délai de résiliation de son contrat

de travail, soit du 25 juillet au 30 septembre 2000, ainsi qu'au cours des mois

de novembre et décembre 2000. Les premiers juges ont considéré qu'il n'encourait

qu'une seule mesure de suspension dans l'exercice du droit à l'indemnité de chômage,

dont il convenait de fixer la durée au terme d'une appréciation globale de son comportement

pour l'ensemble des mois d'août à décembre 2000.

3.

3.1

La suspension du droit à l'indemnité de chômage

prévue à l'art. 30 LACI n'a pas un caractère pénal. Elle constitue une sanction

de droit administratif destinée à combattre les abus en matière d'assurance-chômage.

Comme telle, cette mesure peut être prononcée de manière répétée, sans que soit

applicable l'art. 68 CP (ATF 123 V 151 consid. 1c). Plusieurs mesures de suspension

distinctes peuvent ainsi être prononcées, sauf - et exceptionnellement - en présence

de manquements qui procèdent d'une volonté unique et qui, se trouvant dans un rapport

étroit de connexité matérielle et temporelle, apparaissent comme l'expression

d'un seul et même comportement (DTA 1999 no 33 p. 197 sv. consid. 3b, 1993 no 3

p. 22 consid. 3d et p. 25 consid. 5b; arrêt non publié F. du 25 novembre 1997

[C 61/97] consid. 5a).

3.2

En ce qui concerne plus particulièrement les mesures

de suspension en raison de recherches d'emploi insuffisantes, le Tribunal fédéral

des assurances a admis, avant l'abrogation de la loi fédérale du 22 juin 1951

sur l'assurance-chômage (LAC) et l'entrée en vigueur de la LACI, que des décisions

de suspension distinctes pouvaient être prises, même rétroactivement, pour chaque

mois pendant lequel l'assuré avait contrevenu à ses obligations. Selon la pratique

de l'époque, en effet, l'examen des recherches d'emploi effectuées par les personnes

assurées était mensuel, bien qu'il n'existât pas de réglementation légale sur

ce point (arrêt non publié F. du 16 novembre 1981 [C 114/80]). Il n'y a pas lieu

de modifier cette jurisprudence, implicitement confirmée à plusieurs reprises (cf.

parmi d'autres, les arrêts non publiés C. du 2 décembre 1999 [C 282/98], O. du

7.

octobre 1998 [C 82/98] et B. du 4 décembre 1997 [C 128/97]), d'autant que l'obligation

de remettre chaque mois à l'office compétent la preuve des efforts entrepris en

vue de trouver un emploi est aujourd'hui expressément prévue par l'art. 26 al.

2.

OACI (cf. également art. 26 al. 3 et 27a OACI).

4.

Après avoir négligé d'effectuer des recherches

d'emploi pendant le délai de résiliation de son contrat de travail, ce qui justifie

une première mesure de suspension dans l'exercice du droit à l'indemnité de chômage,

l'intimé a entrepris plusieurs démarches en vue de trouver du travail, de

manière à remplir provisoirement ses obligations vis-à-vis de l'assurance-chômage.

Il lui appartenait toutefois de poursuivre ses efforts pendant les mois de

novembre et décembre 2000, sans quoi il encourait de nouvelles mesures de suspension

pour chacune de ces périodes de contrôle, conformément à la jurisprudence exposée

ci-dessus (consid. 3). Les trois décisions administratives litigieuses étaient donc

en principe justifiées, contrairement à l'avis des premiers juges, le SPP et le

Groupe réclamations n'ayant par ailleurs pas fait un usage critiquable de leur pouvoir

d'appréciation en fixant la durée de la suspension à 10 jours pour les mois d'août

et septembre 2000, 5 jours pour le mois de novembre 2000, et 5 jours pour le mois

de décembre 2000 (après rectification, par le Groupe réclamations, de la sanction

prononcée par le SPP)." (STFA del 22 ottobre 2002 nella causa N., C

305/01)

In un'altra

sentenza del 15 dicembre 2003 nella causa P. (C 200/03), il TFA ha confermato

ancora una volta la necessità di compiere delle ricerche di lavoro nel periodo

precedente l'annuncio al collocamento. Al riguardo l'Alta Corte ha osservato:

" (…)

3.

Nach Art. 17 Abs. 1 AVIG muss der Versicherte,

der Versicherungsleistungen beanspruchen will, mit Unterstützung des

zuständigen Arbeitsamtes alles Zumutbare unternehmen, um Arbeitslosigkeit zu

vermeiden oder zu verkürzen.

Insbesondere ist er verpflichtet, Arbeit zu

suchen, nötigenfalls auch

ausserhalb seines bisherigen Berufes. Er muss

seine Bemühungen nachweisen können. Gemäss Art. 30 Abs. 1 lit. c AVIG ist der

Versicherte in der Anspruchsberechtigung einzustellen, wenn er sich persönlich

nicht genügend um zumutbare Arbeit bemüht.

3.1

Gemäss Rechtsprechung ist der

Einstellungsgrund nach Art. 30 Abs. 1 lit. c AVIG schon dann gegeben, wenn die

versicherte Person vor Eintritt der Arbeitslosigkeit ihren Obliegenheiten nicht

nachgekommen ist. Sie hat sich daher bereits während der Kündigungsfrist um

einen neuen Arbeitsplatz zu bewerben (ARV 2003 Nr. 10 S. 119 Erw. 1 mit

Hinweisen).

Dies wird in der Verwaltungsgerichtsbeschwerde

nicht grundsätzlich in Frage gestellt. Geltend gemacht wird vielmehr, die

Einstellung in der Anspruchsberechtigung wegen ungenügenden Arbeitsbemühungen

setze voraus, dass die Verwaltung die versicherte Person auf die Pflicht, sich

um eine neue Anstellung zu bewerben, und die bei Unterlassung drohende Sanktion

aufmerksam gemacht habe. Ohne diesen Hinweis könne die versicherte Person den

besagten Einstellungstatbestand nicht erfüllen.

3.2

Nach konstanter Praxis des Eidgenössischen

Versicherungsgerichts, von der abzuweichen kein Anlass besteht, muss sich die

versicherte Person gemäss ihrer Schadenminderungspflicht auch die vor der

Meldung auf dem Arbeitsamt unterlassenen Stellenbewerbungen entgegenhalten

lassen (ARV 1982 Nr. 4 S. 40 Erw. 2b, 1981 Nr. 29 S. 127 Erw. 2a; zuletzt:

unveröffentlichte Urteile C. vom 23. Januar 2003, C 280/01, und S. vom 22.

Oktober 1998, C 267/98). Die Pflicht der Versicherungsleistungen

beanspruchenden Person zur Arbeitssuche - als Teil der Schadenminderungspflicht

- ergibt sich direkt aus dem Gesetz (Art. 17 Abs. 1 AVIG). Die versicherte

Person kann sich daher insbesondere nicht damit exkulpieren, nicht gewusst zu

haben, dass sie schon vor Aufnahme der Stempelkontrolle zur ernsthaften

Arbeitssuche verpflichtet war und nicht darauf aufmerksam gemacht worden sei

(unveröffentlichte Urteile C. vom 23. Januar 2003, C 280/01, und S. vom 22.

Oktober 1998, C 267/98; vgl. auch ARV 1980 Nr. 44 S. 109). Diese

Rechtsauffassung verstösst entgegen der Verwaltungsgerichtsbeschwerde nicht

gegen die Europäische Menschenrechtskonvention. Sodann ist auch BGE 124 V 233

Erw. 5b nicht so zu verstehen, dass nur ein ab der Anmeldung gezeigtes

Verhalten die Schadenminderungspflicht verletzen und zu einer Einstellung

führen kann. Die weiteren Vorbringen des Beschwerdeführers rechtfertigen

ebenfalls keine andere Betrachtungsweise. Das gilt namentlich auch für den

Hinweis auf die gesetzliche Regelung, wonach die versicherte Person die

Kontrollvorschriften erst ab der Anmeldung zu erfüllen hat (Art. 17 Abs. 2

AVIG). Zweck der Kontrollvorschriften ist es, die versicherte Person dazu zu

bringen, sich den offiziellen Vermittlungseinrichtungen zur Verfügung zu

stellen, und die materiellen Anspruchsvoraussetzungen der Arbeitslosigkeit und

der Vermittlungsfähigkeit überprüfen zu können (Thomas Nussbaumer,

Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR],

Soziale Sicherheit, Rz 259). Dies schliesst eine Einstellung in der

Anspruchsberechtigung wegen vor der Anmeldung unterlassenen Arbeitsbemühungen

nicht aus. Gemäss Art. 20 Abs. 1 lit. d AVIV hat die versicherte Person denn

auch bei der Anmeldung den Nachweis ihrer Bemühungen um Arbeit vorzulegen. Dies

verdeutlicht, dass die Pflicht zur Stellensuche bereits vor der Anmeldung und

den damit gegebenenfalls verbundenen behördlichen Hinweisen besteht. Wollte man

der vom Beschwerdeführer vertretenen Auffassung folgen, stünde es im Belieben

der versicherten Person, nach Erhalt der Kündigung mit der Anmeldung - diese

ist spätestens am ersten Tag, für den Arbeitslosenentschädigung beansprucht

wird, vorzunehmen (Art. 17 Abs. 2 in Verbindung mit Art. 7 Abs. 2 lit. a AVIG)

- zuzuwarten und damit vorläufig auf Arbeitsbemühungen verzichten zu können,

ohne deswegen eine Einstellung gewärtigen zu müssen. Dies widerspricht der

Zielrichtung des Gesetzes.

4.

Das Anstellungsverhältnis des Beschwerdeführers

war bis 31. Dezember 2002 befristet, welcher Beendigungszeitpunkt ihm überdies

durch Mitteilung des Arbeitgebers vom 24. September 2002 bestätigt wurde. Dies

ist ebenso unbestritten wie die Feststellung im Einspracheentscheid und im

kantonalen Gerichtsentscheid, wonach der Versicherte für die drei folgenden Monaten

Oktober bis Dezember 2002 gesamthaft sechs Stellenbewerbungen aufzuweisen hat.

Wie das beco im Einspracheentscheid vom 7. April

2003.

zutreffend dargelegt hat, ist eine allgemein gültige Aussage über die

erforderliche Mindestanzahl an Bewerbungen nicht möglich. Ob die

Arbeitsbemühungen quantitativ genügen, beurteilt sich vielmehr nach den

konkreten Umständen (Nussbaumer, a.a.O., S. 256 Fn 1330; vgl. auch ARV 1990 Nr.

5.

S. 38).

Im vorliegenden Fall führt dies mit Verwaltung

und Vorinstanz zu der Feststellung, dass lediglich sechs Bewerbungen in einem

Zeitraum von drei Monaten selbst dann nicht zu genügen vermögen und dies der

versicherten Person zum Verschulden gereicht, wenn sie in diesem Zeitraum noch

in der bisherigen vollzeitlichen Anstellung tätig war und deshalb die

Stellensuche allenfalls erschwert war. Der Beschwerdeführer ist nach der

Beendigung des bestehenden Arbeitsverhältnisses arbeitslos geworden und hat

Leistungen der Arbeitslosenversicherung in Anspruch genommen, wofür die

unterlassenen Arbeitsbemühungen als mit kausal zu betrachten sind. Es hat daher

eine Einstellung in der Anspruchsberechtigung zu erfolgen.

Soweit der Beschwerdeführer hiegegen vorbringt,

die Verwaltung habe ihn ungenügend und falsch über seine Pflichten informiert,

weshalb keine Sanktion erfolgen dürfe, kann ihm ebenfalls nicht gefolgt werden.

Eine allenfalls unvollständige Information vermöchte ihn im Lichte der

vorstehenden Darlegungen (Erw. 3.2) nicht zu entlasten. Was die angeblich

falsche Auskunft betrifft, hat der Versicherte im kantonalen Verfahren ein

Telefonat mit der Verwaltung erwähnt. Dieses betraf aber nach seiner eigenen

Darstellung den Zeitpunkt der Anmeldung und nicht die hier interessierende Frage

der Arbeitsbemühungen, weshalb sich daraus von vornherein auch nach Treu und

Glauben nichts zu seinen Gunsten ergibt. Dies gilt unbesehen von der

Richtigkeit der Auskunft und ohne dass die weiteren Voraussetzungen für den

Vertrauensschutz infolge falscher behördlicher Auskunft (vgl. BGE 127 I 36 Erw.

3a, 126 II 387 Erw. 3a, 121 V 66 Erw. 2a mit Hinweisen; RKUV 2000 Nr. KV 126 S.

223) geprüft werden müssten.

5.

Die Dauer der Einstellung bemisst sich nach dem

Grad des Verschuldens (Art. 30 Abs. 3 AVIG) und beträgt 1 bis 15 Tage bei

leichtem, 16 bis 30 Tage bei mittelschwerem und 31 bis 60 Tage bei schwerem

Verschulden (Art. 45 Abs. 2 AVIV).

Der Beschwerdeführer hat sich während immerhin

drei Monaten nicht genügend um Arbeit bemüht. Verwaltung und Vorinstanz haben

deswegen mit einer der Praxis entsprechenden pauschalen, aber ausreichenden

Begründung auf ein leichtes Verschulden im mittleren Rahmen geschlossen und die

Dauer der Einstellung auf 10 Tage festgesetzt. Ein triftiger Grund, welcher

eine abweichende Ermessensausübung als näher liegend erscheinen liesse (BGE 126

V 362 Erw. 5d mit Hinweis), wird nicht geltend gemacht und ergibt sich auch

nicht aus den Akten. Dies führt zur Abweisung der

Verwaltungsgerichtsbeschwerde."

(STFA del 15 dicembre 2003 nella causa P., C

200/03)

2.11

Nella presente evenienza risulta dagli atti all'incarto che

l'assicurato ha lavorato in qualità di aiuto-cuoco presso __________ SA di __________

dal 20 dicembre 2003 al 18 gennaio 2004, data quest'ultima nella quale ha

ricevuto dal datore di lavoro la lettera di licenziamento (cfr. doc. X 1h).

In seguito, egli ha lavorato in qualità di cuoco

presso l'__________ di __________, dal 25 gennaio 2004 al 31 marzo 2004, così

come previsto dal contratto di durata determinata sottoscritto dalle parti in

data 15 febbraio 2004 (cfr. doc. X 1l).

Egli si è

poi iscritto in disoccupazione a decorrere dal 2 aprile 2004, dichiarando di

cercare un'occupazione come giardiniere, operaio edile (cfr. doc. X 1g).

Al

momento del suo annuncio per il collocamento l'assicurato non ha consegnato

all'amministrazione nessuna ricerca per il periodo precedente l'iscrizione in

disoccupazione. Egli ha comunque comunicato al proprio consulente del personale

di avere effettuato delle ricerche di lavoro telefoniche e che avrebbe

provveduto ad apportarne le prove in occasione dell'incontro successivo (cfr.

doc. X 1f). Il 7 maggio 2004 l'assicurato ha consegnato all'amministrazione due

ricerche di lavoro svolte nel mese di marzo 2004 precedente l'iscrizione in

disoccupazione (cfr. doc. X 1e).

L'amministrazione,

con decisione formale del 7 maggio 2004, ha sospeso il ricorrente dal diritto

alle indennità di disoccupazione per 11 giorni (cfr. doc. A38).

Tale

provvedimento è stato poi parzialmente modificato con decisione su opposizione

del 24 giugno 2004, con la quale l'amministrazione ha ritenuto valide e

sufficienti le prove addotte dall'assicurato relative alle ricerche di lavoro

da lui compiute telefonicamente durante il mese di febbraio 2004, comprovate

dai tabulati telefonici prodotti dall'assicurato, motivo per il quale la

sanzione di 11 giorni è stata ridotta a 7 giorni di sospensione dal diritto

alle indennità di disoccupazione (cfr. doc. VII 2).

L'art. 42

LPGA (norma di procedura che entra immediatamente in vigore; cfr. consid.

2.2

), prevede che le parti hanno il diritto di essere sentite. Non devono

obbligatoriamente essere sentite prima di decisioni impugnabili mediante

opposizione.

A tale

proposito in una sentenza del 23 giugno 2003 nella causa S. (C 49/03) l'Alta

Corte ha rilevato che:

"

Die Sache geht daher an die Arbeitslosenkasse

zurück, damit sie nach Erfüllung des Gehörsanspruchs erneut über eine

allfällige Einstellung in der Anspruchsberechtigung wegen selbstverschuldeter

Arbeitslosigkeit befinde. In diesem Rahmen kommt nunmehr Art. 42 Satz 2 ATSG

zur Anwendung, wonach die Gewährung des rechtlichen Gehörs ins

Einspracheverfahren verschoben ist (Kieser, a.a.O. Art. 42 Rz. 24)."

In una sentenza del 22 dicembre 2003 nella causa J. (H 272/03) il

TFA, al consid. 3.3., si è così espresso:

"

(…) Selon un principe général de la procédure

administrative, l'autorité n'est pas tenue d'entendre les parties avant de

prendre une décision susceptible d'être frappée d'opposition (art. 30 al. 2

let. b PA). Ce principe est aujourd'hui spécifiquement consacré, en matière

d'assurances sociales, à l'art. 42 2ème phrase LPGA."

Nel caso di specie, il 7

aprile 2004 il consulente del personale dell'assicurato gli ha inviato una

"Richiesta di giustificazione" con la quale gli ha richiesto di

motivare le insufficienti ricerche di lavoro relative ai mesi di gennaio,

febbraio e marzo 2004 entro il 7 maggio 2004, precisando che

oltre questa data l'autorità cantonale avrebbe deciso sulla base degli atti in

suo possesso e menzionando espressamente l'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, il

quale prevede proprio la sospensione di un assicurato nel caso in cui non fa il

suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata (cfr. doc. X 4.1).

Nella

presente fattispecie il TCA constata che l'amministrazione, inviando

all'assicurato la richiesta di giustificazione citata (cfr. doc. X 4.1), ha

dato al ricorrente la possibilità di esprimersi prima di pronunciare la

sanzione.

Dunque il

diritto di essere sentito dell'assicurato è stato rispettato già prima

dell'emanazione della decisione formale, conformemente alla chiara

giurisprudenza federale emessa prima dell'entrata in vigore della LPGA (cfr. STFA

del 6 agosto 2002 nella causa C., C 91/02, consid. 1a; RAMI

2002.

pag. 77, consid. 3d, pag. 83; SVR 2002 ALV Nr. 4 pag. 9; DTF 126 V 130 =

SVR 2001 ALV Nr. 12 pag. 37), che mantiene comunque, in talune circostanze, la

sua validità anche successivamente (cfr. U. Kieser, op. cit., ad art. 42, n.

1-28; Th. Locher, "Grundriss des

Sozialversicherungsrechts", Ed. Staempfli Verlag AG, Berna 2003, pag. 466

n° 53 e 54).

2.12

Dagli

atti di causa risulta che l'assicurato si è iscritto per il collocamento a

partire dal 2 aprile 2004 (cfr. doc. X 1g).

In precedenza, a partire

dal 20 dicembre 2003, egli aveva lavorato in qualità di aiuto-cuoco presso la

società __________ SA di __________, fino al 18 gennaio 2004, data nella quale,

conformemente a quanto indicato nella lettera di disdetta datata 14 gennaio

2004.

(cfr. doc. X 1h), si è interrotto il rapporto di lavoro a causa della non

conformità del profilo dell'assicurato alle aspettative del datore di lavoro.

In seguito, l'assicurato ha lavorato, tramite un contratto di

durata determinata, presso l'__________ di __________, in qualità di cuoco, dal

25.

gennaio 2004 al 31 marzo 2004 (cfr. doc. X 1l).

Il 7 aprile 2004 l'assicurato, in occasione del primo appuntamento

presso l'URC, non ha saputo comprovare nessuna ricerca di lavoro per il periodo

precedente l'annuncio al collocamento (mesi di gennaio, febbraio e marzo 2004),

informando tuttavia il proprio consulente del personale di avere effettuato

alcune ricerche di lavoro per telefono e di poterne apportare la prova al

colloquio seguente (cfr. doc. X 1f). E in effetti, all'appuntamento del 7

maggio 2004 l'assicurato ha consegnato all'amministrazione due lettere di

risposta, entrambe purtroppo negative, ricevute da due potenziali datori di

lavoro contattati durante il mese di marzo 2004: una risposta, datata 11 marzo

2004, ricevuta dal __________ di __________ (cfr. doc. A6) e un'altra, datata

25.

marzo 2004, dell'__________ di __________ (cfr. doc. A7).

In sede di opposizione

l'assicurato ha trasmesso all'amministrazione una lista di datori di lavoro

contattati telefonicamente nei mesi in questione ed i relativi tabulati

telefonici comprovanti le avvenute comunicazioni (cfr. doc. III A35).

L'amministrazione, valutata la documentazione prodotta, ha ritenuto valide le

ricerche di lavoro svolte dall'assicurato durante il mese di febbraio 2004,

giungendo quindi alla conclusione, nella decisione su opposizione del 24 giugno

2004, che egli debba essere sanzionato per mancate ricerche durante il mese di

gennaio 2004 (non è stata infatti comprovata nessuna telefonata ai datori di

lavoro indicati dal ricorrente) e per insufficienti ricerche nel mese di marzo

2004.

(solo due ricerche di lavoro dimostrate tramite le risposte scritte

inviate dai potenziali datori di lavoro contattati dal ricorrente), mentre

invece non debba ricevere nessuna sanzione per quanto concerne le ricerche del

mese di febbraio 2004, per un totale di 7 giorni di sospensione dal diritto

all'indennità di disoccupazione (cfr. doc. A1).

Con il proprio ricorso

(cfr. doc. I), l'assicurato ha inviato al TCA le prove scritte delle ricerche

da lui svolte durante il mese di gennaio 2004 e marzo 2004, osservando di avere

corretto alcune imprecisioni risultanti sul precedente elenco dei datori di

lavoro da lui contattati trasmesso all'amministrazione. In particolare, egli ha

trasmesso copia di otto conferme scritte, sottoscritte dai potenziali datori di

lavoro (tutti alberghi e ristoranti situati a __________) presso i quali

l'assicurato si è recato personalmente nel corso del mese di gennaio 2004 al

fine di reperire una nuova attività, attestanti le avvenute ricerche di lavoro

(cfr. doc. I A10-A17).

L'amministrazione al

riguardo non ha formulato nessuna osservazione, limitandosi a rilevare, in sede

di decisione su opposizione che dai tabulati telefonici non emerge che

l'assicurato abbia contattato, nel mese di gennaio 2004, i potenziali datori di

lavoro da lui indicati (cfr. doc. A1), mentre in sede di risposta di causa non

ha fatto che riconfermare le motivazioni riportate nella decisione su

opposizione (cfr. doc. VII).

A tal

proposito, occorre osservare che, come visto in precedenza (cfr. consid. 2.5.),

la giurisprudenza esige che gli assicurati comprovino le ricerche di lavoro

effettuate di persona tramite l'apposizione del timbro da parte del potenziale

datore di lavoro o tramite qualsiasi altra prova scritta che dimostri che la

ricerca è effettivamente avvenuta; anche in caso di ricerca telefonica, occorre

che l'assicurato possa riuscire a comprovare questa ricerca mediante una

successiva conferma per iscritto (cfr. DLA 1988 p. 95).

Tutto ben considerato, a mente del TCA le ricerche di lavoro

compiute di persona dall'assicurato durante il mese di gennaio 2004 e

comprovate dall'apposizione della firma e del timbro del datore di lavoro

contattati sulle lettere prodotte dall'assicurato (cfr. doc. VII A10-A17) devono

essere ritenute sforzi sufficienti al fine di reperire un nuovo lavoro e non

possono quindi essere oggetto di sanzione.

Lo stesso discorso non può invece valere per il mese di marzo

2004, mese per il quale l'assicurato ha potuto dimostrare di avere compiuto

unicamente due ricerche di lavoro, confermate dalle risposte scritte, con esito

negativo, inviate l'11 marzo 2004 e il 25 marzo 2004 da due potenziali datori

di lavoro contattati dall'assicurato (cfr. doc. A6 e doc. A7).

Ora, pur considerando l'impegno profuso dal ricorrente

nell'intento di trovare un nuovo posto di lavoro durante i tre mesi compresi

fra gennaio e marzo 2004 durante i quali ha lavorato tramite un contratto a

tempo determinato della durata di tre mesi presso l'__________ di __________ e

pur tenendo conto della difficile situazione famigliare dell'assicurato

(problemi di salute della moglie), secondo questo Tribunale, alla luce della

giurisprudenza federale citata (cfr. consid. 2.5.-2.6. e 2.9-2.10.) egli

avrebbe dovuto compiere maggiori sforzi al fine di trovare una nuova

occupazione durante il mese di marzo 2004, quando il rapporto di lavoro a tempo

determinato stava ormai per scadere e il rischio di ritrovarsi senza lavoro

diveniva sempre più reale.

Va comunque sottolineato che per il mese di

gennaio 2004, anche qualora l’assicurato non fosse stato in grado di comprovare

le ricerche di lavoro, una sanzione di 4 giorni sarebbe stata eccessiva.

Infatti l’obbligo di cercare lavoro è iniziato soltanto al momento del

licenziamento ricevuto dalla società __________ SA di __________, vale a dire in data 18 gennaio 2004.

2.13

Il ricorrente ha dunque

violato l'obbligo di ridurre il danno nel periodo precedente l'annuncio al

collocamento (cfr. consid. 2.5.).

Di conseguenza

l'assicurato deve essere sospeso dal diritto all'indennità di disoccupazione.

Nel caso concreto, l'URC

ha inflitto all'assicurato una sospensione di 7 giorni, conformemente alle

direttive in vigore (cfr. consid. 2.8.).

Nel caso di specie, tuttavia, occorre rilevare che l'amministrazione

ha inflitto all'assicurato una sospensione di 7 giorni dal diritto

all'indennità di disoccupazione così composta: 4 giorni per mancate ricerche di

lavoro nel mese di gennaio 2004 e 3 giorni per insufficienti ricerche nel mese

di marzo 2004, mentre invece, come visto in precedenza (cfr. consid. 2.12.),

l'assicurato ha realmente svolto delle ricerche di lavoro durante il mese di

gennaio 2004, come confermato da alcuni potenziali datori di lavoro tramite

degli scritti recanti la loro firma e il loro timbro (cfr. doc. VII A10-A17).

L'amministrazione, pertanto, avrebbe dovuto

infliggere all'assicurato una sanzione unicamente per insufficienti ricerche di

lavoro durante il mese di marzo 2004, infrazione che, in base alle direttive in

vigore, comporta una sanzione minima di 3 giorni.

Di conseguenza, tutto ben considerato, questo

Tribunale ritiene che la sanzione di 7 giorni di sospensione dal diritto alle

indennità di disoccupazione inflitta all'assicurato non rispetta il principio

della proporzionalità (cfr. consid. 2.7.) e va pertanto ridotta a 3 giorni.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso

è parzialmente accolto.

§ La decisione dell'URC di __________

del 24 giugno 2004 è riformata nel senso che RI 1 è sospeso per 3 giorni dal

diritto alle indennità di disoccupazione.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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