38.2004.67
L'assicurato che prova di aver lavorato e che un salario gli é stato versato ha adempiuto al periodo di contribuzione. Domanda di assistenza giudiziaria priva di oggetto visto il diritto a ripetibili.
9 novembre 2005Italiano83 min
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AIUTO
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Numero d'incarto:
38.2004.67
Data decisione, Autorità:
09.11.2005, TCA
Titolo:
L'assicurato che prova di aver lavorato e che un salario gli é stato versato ha adempiuto al periodo di contribuzione. Domanda di assistenza giudiziaria priva di oggetto visto il diritto a ripetibili.
GRATUITO PATROCINIO
INDENNITÀ
PERIODO DI CONTRIBUZIONE
RIPETIBILI
art. 8 cpv. 1 let. e LADI
art. 13 cpv. 1 LADI
art. 61 let. g LPGA
art. 82 cpv. 2 LPGA
art. 22 LPTCA
Raccomandata
Incarto n.
38.2004.67
FS/DC/sc
Lugano
9 novembre
2005
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
composto dei
giudici:
Daniele Cattaneo,
presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Francesco Storni, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 10 settembre 2004
di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione su opposizione del 10 agosto
2004 emanata da
Cassa CO 1
in materia di assicurazione contro la
disoccupazione
ritenuto, in
fatto
1.1. Con
decisione del 13 luglio 2004 la Cassa CO 1 (oggi CO 1 e di seguito la Cassa) ha
negato a RI 1 il diritto alle indennità di disoccupazione, argomentando:
"
(…)
Secondo istruzioni del Segretariato di Stato
dell’Economia (seco), un assicurato, che lavora per la propria SA o Sagl oppure
per quella del coniuge, non ha diritto all’indennità giornaliera di
disoccupazione, se non può provare di aver effettivamente esercitato
un’attività soggetta a contribuzione. La mancanza di prove del versamento di un
salario regolare sul conto privato bancario o postale del dipendente,
rispettivamente il fatto che la società non disponga di organi sociali,
indicano che l’assicurato non era vincolato alla società da un contratto di
lavoro, ma utilizzava la relativa infrastruttura per condurre determinate
attività per proprio conto.
Il signor RI 1 non può comprovare di aver
effettivamente riscosso il salario attestato, in quanto non in grado di
produrre estratti conto bancari o postali o altra documentazione contabile
attestante il versamento del salario.
Il conteggio stipendio o l’estratto conto della
cassa di compensazione AVS non costituiscono in questi casi dei mezzi di prova
sufficienti.
(…).” (cfr. doc. 17)
In merito
alle modalità del versamento del salario, con lettera alla Cassa del 21 giugno
2004 firmata dalla moglie dell’assicurato, la __________ (sua ex datrice di
lavoro) ha dichiarato che:
"
(…) con la presente dichiariamo che all’interno
della nostra Sagl gli stipendi ai dipendenti, così come le forniture di merci
venivano pagate contanti, alla consegna per le forniture ed entro il cinque del
mese entrante per gli stipendi del personale.
Questa decisione era stata presa di comune
accordo tra le parti per i seguenti motivi:
1. inutili stoccaggi di merce
2. possibilità di approfittare di eventuali
azioni o promozioni
3. maggiore controllo delle uscite
4. risparmio sui costi bancari
5. lavoro contabile interno alleggerito omettendo le verifiche a
fine mese dei bollettini di consegna (controllo fatture)
6. meno materiale da verificare e di conseguenza risparmio non
indifferente sui costi della fiduciaria
7. pagamenti mensili tramite posta divisi nell’arco del mese
(…).” (cfr. doc. 14)
Dal canto
suo l’assicurato, invitato dalla Cassa a fornire le prove del versamento del
suo salario (cfr. doc. 15), con lettera del 12 luglio 2004, ha risposto quanto
segue:
"
(…)
Con riferimento alla vostra lettera del 8 luglio
2004, dichiaro di avervi già fornito tutta la documentazione in mio possesso,
pertanto ritengo valide le buste paga a voi trasmesse, così come sono ritenute
legalmente valide dall’ufficio contabile e da tutti gli altri uffici
amministrativi, inoltre le motivazioni sul fatto che la società non eseguiva
pagamenti con ordini di bonifico bancari è ampiamente giustificata nella mia
dichiarazione a voi fornita del 21 giugno scorso.
Tengo inoltre a precisare che come cassa
disoccupazione non siete legalmente autorizzati a richiedere eventuali bilanci
finanziari o libri contabili riguardanti la società, documentazione questa a
disposizione per eventuali verifiche agli enti amministrativi federali.
(…).” (cfr. doc. 16)
1.2. A seguito
dell’opposizione interposta dall’assicurato (cfr. doc. 18), il 10 agosto 2004,
la Cassa ha emanato una decisione su opposizione con la quale ha confermato la
sua decisione del 13 luglio 2004 e, in particolare, ha rilevato che “(…) Con
l’atto d’opposizione l’assicurato non produce alcun elemento a comprova del
versamento dello stipendio su un conto privato bancario o postale oppure altra
documentazione contabile. (…).” (cfr. doc. A).
1.3. Contro
questa decisione l’assicurato ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA
nel quale il suo rappresentante così si è espresso:
"
(…)
Con la presente solleviamo ricorso contro le
decisioni della Cassa CO 1 del 10 agosto 2004.
Dalle motivazioni risulta che non riceviamo
alcuna indennità, perché mancherebbero le prove del versamento di salario
regolare.
Contestiamo questa conclusione, in quanto da
tutti gli atti contabili prodotti, risulta che il salario è sempre stato
regolarmente versato, dapprima su conti bancari e successivamente tramite buste
paga.
Abbiamo inoltre sempre pagato i contributi a tale
scopo, per cui dobbiamo contestare che ora non riceviamo alcuna indennità.
Chiediamo pertanto che le decisioni su
opposizione dell’assicurazione contro la disoccupazione, siano annullate e che
ci siano riconosciute le indennità di disoccupazione.
(…).” (cfr. doc. I)
1.4. Nella sua
risposta del 16 settembre 2004 la Cassa ha chiesto di respingere il ricorso e
ha osservato che:
"
(…)
L’assicurato rivendica l’indennità giornaliera di
disoccupazione dal 14 giugno 2004 (allegati 1 e 2). Entro il termine quadro per
il periodo di contribuzione l’assicurato attesta un’occupazione a carattere
dipendente superiore a 12 mesi presso la società __________ (allegato 3), di
cui è socio e gerente, con il coniuge, con diritto di firma individuale (allegato
8). La società si occupa della gestione del __________ in __________. Il
rapporto di lavoro termina il 7 giugno 2004, per la vendita della Sagl
(allegato 3). Il 22 giugno 2004 la cassa di compensazione AVS__________ avvisa
dello stralcio dai contributi paritetici con effetto 30 giugno 2004 (allegato
7).__________ L’8 luglio 2004 la cassa sottopone il caso per decisione alla
Sezione del lavoro (SdL) in Bellinzona, segnatamente a sapere se l’assicurato è
idoneo al collocamento (allegato 11). Con decisione del 23 luglio 2004, la SdL
decide che l’assicurato è inidoneo al collocamento (allegato 13).
Il 21 giugno 2004 l’assicurato dichiara alla
cassa che lo stipendio veniva versato brevi manu (allegato 14) e a comprova del
versamento dello stipendio produce alla cassa copia dei conteggi di stipendio
da gennaio 2002 a maggio 2004 (allegato 5). L’8 luglio 2004 la cassa informa
l’assicurato che, nel caso di persone che occupavano una posizione equivalente
a quella di un datore di lavoro, i conteggi non sono sufficienti per comprovare
il versamento del salario e chiede di attestare questo versamento per mezzo di
altra documentazione contabile della società (allegato 15). Il 12 luglio 2004
l’assicurato si riconferma nella sua dichiarazione del 21 giugno 2004 e rammenta
alla cassa che non è legalmente autorizzata a richiedere eventuali bilanci
finanziari o libri contabili (allegato 16). Nel frattempo, la cassa entra in
possesso di estratti bancari attestanti il versamento dello stipendio
all’assicurato e al coniuge, risalenti tuttavia agli anni 1999-2001,
palesemente al di fuori del termine quadro per il periodo di contribuzione
(allegato 6).
Con decisione del 13 luglio 2004, la cassa nega
il diritto all’indennità giornaliera di disoccupazione dal 14 giugno 2004,
poiché l’assicurato non è in grado di comprovare il versamento dello stipendio
(allegato 17).
L’assicurato interpone opposizione contro la
decisione di cassa il 2 agosto 2004 (allegato 18).
Con decisione su opposizione del 10 agosto 2004,
la cassa respinge l’opposizione e riconferma la decisione del 2 agosto 2004 (ndr.
recte: del 13 luglio 2004) (allegato 19).
Secondo l’articolo 8 capoverso 1 lettera e della
legge federale sull’assicurazione contro la disoccupazione (LADI), l’assicurato
ha diritto alle indennità di disoccupazione, fra le altre condizioni, se ha
compiuto il periodo di contribuzione. Giusta l’articolo 13 capoverso 1 LADI, ha
adempiuto il periodo di contribuzione colui che, entro il biennio precedente il
primo di disoccupazione annunciata, ha svolto durante almeno 12 mesi
un’occupazione soggetta a contribuzione.
Secondo istruzioni del Segretariato di Stato
dell’Economia (seco) - quale autorità di sorveglianza, che deve adoperarsi per
garantire un’applicazione uniforme del diritto ed impartire le istruzioni
generali - l’attività soggetta a contribuzione deve essere attestata
validamente dal datore di lavoro. In particolare, un assicurato che lavora per
la propria SA o Sagl, non ha diritto all’indennità giornaliera di
disoccupazione, se non può provare di aver effettivamente esercitato
un’attività soggetta a contribuzione. Indizi, quali la riscossione di
anticipazioni invece di un salario, la mancanza di prove del versamento di un
salario regolare sul proprio conto privato bancario o postale, il fatto che la
società non disponga di organi sociali, ecc., indicano che l’assicurato non era
vincolato alla società da un contratto di lavoro, bensì utilizzava la relativa
infrastruttura per condurre determinate attività per proprio conto.
L’assicurato non è in grado di comprovare,
nemmeno attraverso documentazione contabile, il versamento dello stipendio.
(…).” (cfr. doc. III)
1.5. Il 23
settembre 2004 il rappresentante dell’assicurato ha scritto al TCA una lettera
nella quale ha osservato ancora che:
"
(…)
In relazione alla vostra lettera del 20 settembre
2004, dobbiamo confermare di aver sempre “effettivamente esercitato un’attività
soggetta a contribuzione”, anche se negli ultimi due anni, i versamenti dei
salari venivano effettuati con buste paga.
Questo modo di procedere si è reso necessario
perché non abbiamo più potuto permetterci il contabile sig. __________, __________,
che citiamo come teste se ciò fosse necessario.
Tale modo di procedere è stato messo in atto
anche per i dipendenti, ed è stato accettato dalla Cassa disoccupazione, che ha
regolarmente elargito le prestazioni di disoccupazione. Chiediamo quindi di
essere trattati allo stesso modo.
Per la conferma dei pagamenti dei salari tramite
buste paga, chiediamo l’audizione delle nostre ex dipendenti, signora __________
__________, da citare presso il nostro indirizzo visto che attualmente la
stessa è rientrata in __________, __________, __________ e __________, __________.
(…).” (cfr. doc. V)
1.6. Il 14
gennaio 2005 le parti, previa convocazione scritta (cfr. doc. VI), sono state
sentite dal vicecancelliere Francesco Storni. In quell’occasione è stato steso
e firmato un verbale del seguente tenore:
"
(…)
compaiono:
- RI 1, ricorrente
- __________ per la cassa
e si procede agli incombenti di causa:
Il vicecancelliere sottopone all’assicurato il
doc. 13, trattasi della decisione con la quale lo stesso è stato ritenuto
inidoneo al collocamento.
L’assicurato afferma di non ricordarsi se ha
ricevuto questa decisione e se ha sollevato opposizione contro la stessa.
Il vicecancelliere ricorda all’assicurato che i
presupposti del diritto all’indennità di disoccupazione regolati all’art. 8
LADI devono essere adempiuti cumulativamente.
Rispondendo alle domande postegli l’assicurato
afferma che:
Mi sono iscritto al collocamento il 14 giugno
2004. Il mio ultimo datore di lavoro è stato il __________ (di seguito: la
ditta) presso il quale ho lavorato quasi 5 anni.
Il mio salario lordo ammontava a fr. 4000.--.
All’inizio la ditta disponeva di un conto bancario presso il __________ dal
quale venivano addebitati gli ordini di bonifico permanenti concernenti il mio
salario (così pure l’affitto e i salari degli altri dipendenti).
La relazione bancaria con il __________ è stata
chiusa circa alla fine del 2001 e in quel momento sono stati revocati gli
ordini permanenti di versamento dei salari.
La cifra d’affari della ditta non giustificava
che la stessa avesse più nessun conto (bancario e/o postale) rispettivamente
che un contabile si occupasse dell’amministrazione della stessa.
Dopo la chiusura delle relazioni bancarie lo
stipendio mi è sempre stato versato regolarmente entro il 5 del mese successivo
tramite una busta paga.
Concretamente mia moglie prelevava dalla Cassa il
mio salario me lo consegnava e io controfirmavo la relativa busta paga.
Il salario mi veniva versato in ditta e alcune
volte a casa mia in quanto la moglie aveva ritenuto di portare al domicilio
privato gli incassi della ditta.
All’assicurato viene sottoposto il doc. 5
(trattasi delle buste paga per i mesi da gennaio 2001 a maggio 2004).
L’assicurato afferma che tutte le buste paga le
ha controfirmate alla presenza solo di mia moglie.
Tutte le buste paga portano la firma di mia
moglie per la __________.
Il vicecancelliere chiede all’assicurato su cosa
dovrebbero riferire i testi indicati nella lettera del 23 settembre 2004 al TCA
(cfr. doc. V).
L’assicurato afferma che, a parte l’ultimo anno e
mezzo (2003 e metà 2004), il contabile dovrebbe confermare l’avvenuto pagamento
dei salari che io e mia moglie gli abbiamo comunicato.
Le ex dipendenti potrebbero a loro volta
confermare che anch’esse hanno ricevuto il salario tramite versamento in busta
paga.
(…).” (cfr. doc. VII)
1.7. Il 17
gennaio 2005 il TCA ha trasmesso all’assicurato i doc. I e V (trattasi del
ricorso e dello scritto del 23 settembre 2004 riprodotti ai consid. 1.3 e 1.5)
e gli ha chiesto se è sua la firma apposta sugli stessi (cfr. doc. VIII).
Con
lettera del 24 gennaio 2005 l’assicurato ha risposto al TCA quanto segue:
"
(…)
con la presente dichiaro che le firme apposte sui
documenti a me forniti, non mi appartengono. Pertanto vi comunico che le
suddette sono del nostro legale avvocato RA 1 di __________.
(…).” (cfr. doc. IX)
1.8. Il 28
gennaio 2005 il TCA ha scritto all’avv. RA 1 una lettera del seguente tenore:
"
Egregio Avvocato,
il nostro Tribunale è chiamato a decidere nelle
cause di cui a margine.
Ai fini del giudizio, visti i documenti I, V e
VII/1 (qui allegati in copia), voglia, per cortesia e entro il termine di 5
giorni, rispondere alle seguenti domande:
1. Conferma che la firma apposta sui Doc. I e V, vicino ai nomi di __________
e RI 1, è la sua?
2. Lei è il rappresentante legale della signora __________ e del
signor RI 1?
Se sì, voglia trasmetterci le rispettive
procure debitamente firmate.
(…).” (cfr. doc. X)
Il doc
VII/1 sottoposto all’avv. RA 1 é una sua lettera del 17 gennaio 2005
indirizzata alla moglie dell’assicurato nella quale egli così si è espresso:
"
(…)
in merito alla sua richiesta, le confermo di aver
redatto il suo ricorso sulla base delle sue indicazioni, e di averlo
sottoscritto come da incarico, data la scadenza dei termini.
Le confermo pure che il ricorso non era stato
redatto su mia carta intestata, in quanto non avevo avuto il tempo materiale
per esaminare la fattispecie.
(…).” (cfr. doc. X allegato doc. VII/1)
Con
lettera dell’8 febbraio 2005 l’avv. RA 1 ha così risposto al TCA:
"
(…)
in relazione alla sua richiesta 28 gennaio 2005,
le confermo che la firma apposta sui doc. I, V e VII/1 è la mia e che sono il
rappresentante legale dei coniugi RI 1, come risulta dalla procura che le
accludo.
(…).” (cfr. doc. XI)
1.9. I doc. VIII,
IX, X e XI con i rispettivi allegati sono stati notificati alla Cassa che ha
comunicato al TCA di non avere osservazioni da formulare (cfr. doc. XII e XIV).
Fatti
I doc. X
e XI con i rispettivi allegati sono stati trasmessi all’assicurato per
conoscenza (cfr. doc. XIII).
1.10. Con lettera
del 5 aprile 2005 il Presidente del TCA ha citato le parti ad un’udienza prevista
per il giorno 28 aprile 2005 onde procedere all’esame dei testi richiesti e
citati dal TCA (cfr. doc. XIII e XIV-XVII dell’inc. 38.2004.68).
Con
lettera dell’8 aprile 2005 il rappresentante dell’assicurata ha confermato la
sua presenza all’udienza prevista per il 28 aprile 2005 e ha chiesto per il suo
assistito il beneficio dell’assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio
indicando che provvederà al più presto ad introdurre il certificato municipale
con i rispettivi documenti (cfr. doc. XV).
1.11. Con lettera
del 13 aprile 2005, trasmessa in copia al legale dell’assicurata, il teste __________
ha comunicato al TCA quanto segue:
"
(…)
in merito alla citazione quale testimone per il
28 aprile 2005, devo comunicarle quanto segue:
● Il responsabile dell’incarto non
Considerandi
ero io, ma il mio collega __________;
● Il mio collega ha seguito la
pratica fino al 25 aprile 2003, gli ultimi atti ufficiali si riferiscono
al rendiconto IVA del I semestre 2002;
● Da quel momento non abbiamo più
contatti con i clienti e non sappiamo chi ha gestito le pratiche amministrative
dopo di noi.
Per quanto risulta dalla contabilità 2001 gli
stipendi versati a contanti ai signori RI 1 sono stati i seguenti:
● RI 1 – Lordo
48'000 netto 44'022.00
● __________ – Lordo
20'000 netto 17’427.50
Ritenuto conto di quanto sopra, le chiedo
cortesemente di esonerarmi dalla comparsa, visto che oltretutto, ho un impegno
inderogabile per detto giorno.
(…).” (cfr. doc. XIX dell’inc. 30.2004.68)
Con
lettera del 15 aprile 2005 il rappresentante dell’assicurato ha scritto al TCA
quanto segue:
"
(…)
in relazione alla comunicazione ricevuta dal
teste __________ del 13 aprile 2005, prendo atto che la fiduciaria non ha più
curato gli interessi dei signori RI 1, nell’ultima fase della loro attività
lavorativa.
Dispositivo
Per questi motivi, ritengo opportuno rinunciare
al teste __________, rispettivamente anche alla sostituzione con il collega __________.
(…).” (cfr. doc. XVI)
Con
lettera del 19 aprile 2005 il TCA ha comunicato alle parti che l’udienza
prevista per il 28 aprile 2005 avrà inizio alle ore 14.30 e ha notificato loro
i doc. XIX e XX (cfr. doc. XVII).
1.12. Il 28 aprile
2005 il Presidente del TCA ha proceduto all’audizione dei testi e alla
discussione di causa con le parti.
In quell’occasione
è stato steso un verbale del seguente tenore:
"
(…)
compaiono:
- __________ e RI 1, assistiti da avv. RA 1
- __________ per la Cassa
e si procede, all'esame della teste:
-__________,
nata il __________, divorziata, domiciliata a __________, attinente di __________,
di professione __________.
la quale, invitata a rispondere secondo verità ed
ammonita delle conseguenze di una falsa testimonianza, interrogata risponde: lo
giuro.
Ho lavorato presso la Società __________ come
cameriera dal 1° settembre 2003 al 31 ottobre 2003. Ero l'unica cameriera oltre
ai signori RI 1.
Ho ricevuto regolarmente il salario. Sono stata
licenziata verbalmente il 22 ottobre 2003 e poi il 24 ottobre 2003 per
iscritto. Non andavo bene per il lavoro per il quale ero stata assunta.
Ho ricevuto il salario in una busta. Conservo a
casa le buste paga. Le farò pervenire al TCA entro il termine di 5 giorni.
Il salario mi veniva consegnato a mano. Non mi
veniva consegnato in una busta.
Mi veniva consegnato il foglio paga, con un
conteggio dettagliato dell'importo del salario e delle relative deduzioni
sociali. Poi controllavo se era giusto. In caso di esame positivo firmavo, pure
la sig.ra __________ firmava.
Oltre a questo firmavo una ricevuta, attestante
che avevo ricevuto i soldi con la relativa data. Non ho una copia di questa
ricevuta, ho solo il foglio paga.
Sul conteggio figurava indicato il mese.
Il Presidente del TCA chiede alla teste se alla
fine del conteggio oltre alle firme figurava pure la data, la teste risponde
che non ricorda.
Rispondendo al Presidente del TCA la teste
risponde che i titolari della ditta non le hanno mai parlato delle modalità con
le quali a loro stessi veniva versato il salario.
Il TCA acquisisce copia del contratto e della
lettera di disdetta che viene consegnato immediatamente alle parti.
La Cassa di disoccupazione non ha nessuna
domanda.
Pure le parti non hanno nessuna domanda da
rivolgere alla testimone.
Il Presidente del TCA ringrazia la teste per la
sua collaborazione e la congeda alle ore 14:50.
(…)
e si procede, ora, all'esame della teste:
- __________,
nata il __________, domiciliata a __________, __________, di professione __________.
la quale, invitata a rispondere secondo verità ed
ammonita delle conseguenze di una falsa testimonianza, interrogata risponde: lo
giuro
Ho lavorato presso la __________ come cameriera
dal novembre 2003 a maggio 2004.
Ero l'unica cameriera oltre ai sig.ri RI 1.
È stato stipulato un contratto di lavoro scritto.
Non l'ho portato con me.
Il rapporto di lavoro si è concluso nel maggio
del 2004, in quanto mi sono licenziata avendo trovato un nuovo posto di lavoro.
Nel periodo in cui ho lavorato ho ricevuto
regolarmente il salario.
Il salario mi veniva versato a mano. Il salario
mi veniva versato in contanti. Mi veniva pure consegnato un conteggio nel quale
figurava il salario e i contributi sociali. Non l'ho con me. Mi impegno a
trasmetterli al TCA entro il termine di 5 giorni.
Credo che in alto al conteggio figurasse il mese
per il quale mi veniva versato il salario. Il foglio veniva firmato da me e dal
sig. RI 1. Non ricordo se vi era indicata la data precisa.
Non ricordo se accanto al conteggio firmavo anche
una ricevuta.
Rispondendo al Presidente del TCA la teste
risponde che i titolari della ditta non le hanno mai parlato delle modalità con
le quali a loro stessi veniva versato il salario.
Al riguardo preciso che i sig.ri RI 1 non mi
hanno mai detto dove loro ricevevano il salario (ad esempio se su un conto
corrente postale o bancario).
Rispondendo ad una domanda del sig. RI 1 volta a
sapere se è capitato che hanno ricevuto assieme il salario la teste risponde di
sì.
Ho visto alcune volte il sig. RI 1 ricevere il
salario.
Rispondendo al Presidente del TCA riconfermo che
il salario mi veniva versato tutti i mesi dal sig. RI 1. Il salario mi veniva
consegnato nel retro del Ristorante. Quando il sig. RI 1 mi chiamava per
ricevere i soldi, erano già lì pronti sia i soldi che il conteggio. Vedevo pure
il sig. RI 1 con i suoi soldi. Non ricordo se c'era la signora __________.
Rispondendo alla domanda della sig.ra __________
la teste precisa che almeno nell'ultima occasione il salario le è stato versato
dalla sig.ra __________.
La Cassa di disoccupazione non ha nessuna
domanda.
Il Presidente del TCA ringrazia la teste per la
sua collaborazione e la congeda alle ore 15:40.
(…)
Il Presidente del TCA invita l'avv. RA 1 a
trasmettere al più presto i documenti per l'assistenza giudiziaria (cfr. doc.
XVIII, inc. 38.2004.68).
L'avv. RA 1 comunica che gli è stato impossibile
a raggiungere la sig.ra __________ per cui si procede direttamente alla
discussione di causa.
Il Presidente del TCA mostra alla sig.ra __________
il doc. 4 dell'incarto 38.2004.68. L'assicurata precisa al riguardo che la
firma in esteso è la sua e pure sua è la sigla apposta sopra il nome della
Società.
Il Presidente del TCA mostra al sig. RI 1 il doc.
5 dell'incarto 38.2004.67. L'assicurato precisa che la firma in esteso è la sua
e la moglie firma con la propria sigla sopra il nome della Società.
Il Presidente del TCA chiede ai sig.ri RI 1 se è
vero che ai dipendenti veniva consegnata ogni mese una ricevuta. Essi
rispondono positivamente.
Il Presidente del TCA chiede ai sig.ri RI 1 se
questa ricevuta mensile esiste anche per loro. La risposta è positiva.
Il Presidente del TCA assegna ai ricorrenti un
termine di 10 giorni per produrre le fatture mensili che li riguardano
personalmente.
Il Presidente del TCA segnala ai ricorrenti che
nei conteggi salariali prodotti figura in alto l'indicazione dei rispettivi
mesi ma non figura minimamente la data dell'incasso del salario, per questo
motivo essi non possono essere ritenuti sufficientemente validi come prova.
Riguardo a quanto dichiarato il 14 gennaio 2005
il sig. RI 1 precisa che le buste paga venivano effettivamente controfirmate
alla presenza solo di sua moglie ma che il versamento dello stipendio stesso è
avvenuto a volte anche in presenza di una dipendente.
Il Presidente del TCA chiede al sig. __________
se era al corrente che accanto alle buste paga vi erano pure delle ricevute.
Egli risponde di averlo scoperto oggi.
La sig.ra __________ rispondendo al Presidente
del TCA precisa che dal 1999 e nei primi anni di attività i salari venivano
versati tramite ordine di bonifico permanente (per noi e per la cameriera, che
è sempre stata una sola persona). Per ragioni di risparmio dovevamo pagare in
contanti.
Il sig. __________ chiede ai sig.ri RI 1 come mai
sui conteggi allegati figuravano delle deduzioni per contributi sociali che se
erano valide per gli anni precedenti, non erano più attuali negli anni
2003-2004. La sig.ra __________ risponde che sono stati semplicemente ripresi i
dati degli anni precedenti.
Con riferimento al doc. XIX il sig. __________
chiede se, vista la riduzione di salario, la sig.ra __________ è stata assente
dal lavoro. L'assicurata risponde di sì. Riguardo al fatto che successivamente
il salario sia stato di nuovo più elevato gli assicurati precisano che la
cameriera dal quel momento ha lavorato soltanto a metà tempo e non più a tempo
pieno.
In conclusione il Presidente del TCA assegna ai
ricorrenti un termine di 10 giorni per produrre le ricevute e un estratto del
libro cassa per il periodo determinante (14 giugno 2002 al 13 giugno 2004).
Alle ore 16:25 il Presidente del TCA dichiara
chiusa l'udienza.
(…).” (cfr. doc. XIX)
1.13. Il 3 maggio
2005 la teste __________ ha trasmesso al TCA la documentazione richiestale in
sede di udienza (cfr. doc XX e allegati XX/1-XX/8).
Dopo la
chiesta proroga del termine e a diverse riprese il legale dell’assicurato ha
trasmesso al TCA la documentazione chiesta in sede di udienza (cfr. doc. XXI,
XXII, XXIII e allegati B1-57, XXIV e allegati C1-21 e XXVIII e allegati D1-6).
1.14. Il doc. XXIII
e allegati XXIII/1-XXIII/8 dell’inc. 38.2004.68 (che corrispondono ai doc. XX e
allegati XX/1-XX/8 di questo incarto) sono stati notificati al legale
dell’assicurata per osservazioni (cfr. doc. XXV).
La nota
concernente la documentazione prodotta dalla teste, le lettere concernenti la
proroga del termine e quelle che hanno accompagnato tutta la documentazione
prodotta dal legale dell’assicurata sono state notificate alla Cassa e alla
stessa è stato assegnato un termine per la visione degli originali presso la
cancelleria del TCA e per presentare osservazioni scritte (cfr. doc. XXVI).
1.15. Con lettera
del 3 giugno 2005 la Cassa ha osservato quanto segue:
"
(…)
Ci riferiamo alla vostra comunicazione del 2
giugno 2005 e vi informiamo che, dopo aver esaminato gli allegati XX/1-8; B
1-57 e C 1-21, la cassa non può che constatare che durante il periodo che corre
dal mese di maggio 2002 al mese di novembre 2003, gli importi che figurano
sulle ricevute dello stipendio trovano un corrispondente nel registro del libro
cassa, alla voce uscite.
Alla luce di questa documentazione, la cassa
ritiene di poter considerare tale periodo di attività quale periodo di
contribuzione ai sensi della LADI.
Restano senza risposte, per la cassa, le ragioni
per le quali l’assicurato non ha prodotto per tempo, quando richiesto dalla
cassa, questa documentazione, che avrebbe consentito certamente di disporre fin
dall’inizio di tutti gli elementi necessari per stabilire il diritto alle
prestazioni assicurative.
Lo stesso vale per l’incarto del coniuge dell’assicurato,
la signora __________.
(…).” (cfr. doc. XXVII)
1.16. Con lettera
del 6 giugno 2005 il legale dell’assicurata ha trasmesso al TCA ulteriore
documentazione (cfr. doc. XXVIII e allegati doc. D/1-D/6).
Questo
documento unitamente agli allegati è stato notificato alla Cassa che con
lettera del 10 giugno 2005 ha comunicato al TCA di non avere altre osservazioni
da formulare (cfr. doc. XXIX e XXXII).
1.17. I doc. XXVI,
XXVII, XXIX e XXXII sono stati trasmessi al legale dell’assicurata per conoscenza
(cfr. doc. XXXIII).
Con
lettera del 15 giugno 2005 il rappresentante dell’assicurata ha comunicato al
TCA quanto segue:
"
(…)
in relazione alle osservazioni presentate dalla CO
1 Cassa Disoccupazione, ed in particolare in merito alla lettera del 3 giugno
2005, laddove la cassa si chiede perché l’assicurato non ha prodotto
precedentemente la documentazione, devo precisare che la vertenza si era
immediatamente irrigidita, ciò che in combinazione con la critica situazione
personale e professionale dei coniugi RI 1, ha conseguentemente condotto ad un
blocco delle comunicazioni tra le parti.
(…).” (cfr. doc. XXXIV)
1.18. In data 16
giugno 2005 è pervenuto al TCA il “Certificato per l’ammissione all’assistenza
giudiziaria” concernente i coniugi RI 1 (cfr. doc. XXXV).
1.19. Previa
citazione scritta (cfr. doc. XXXVI) le parti sono state sentite ancora il 22
settembre 2005 dal Presidente del TCA. In quell’occasione è stato setso un
“verbale di udienza” del seguente tenore:
"
(…)
compaiono:
- RI 1, ricorrente;
- avv. RA 1, rappr. dei ricorrenti;
- __________ della Cassa disoccupazione CO 1;
e si procede alla discussione di causa:
Il presidente del TCA chiede all'avv. RA 1 come
mai è stata chiesta una proroga per produrre la documentazione. Egli risponde che
in prima battuta pensava che figurasse fra gli atti del fallimento e si è così
attivato per procurarsela in quella sede.
Lì però non c'era. Era in possesso dei sig.ri RI
1.
Il presidente del TCA chiede al sig. RI 1 di
precisare perché questa documentazione non è stata prodotta subito. Egli
risponde che era sua moglie che si occupava di queste cose e ha avuto anche
problemi di salute, per cui ho dovuto insistere molto per procurare tale
documentazione.
Per un certo periodo c'era un fiduciario che operava
la contabilità e verificava le registrazioni, poi era lei a fare tutto.
Il presidente del TCA mostra a RI 1 le ricevute
dei salari e l'assicurato conferma di averle firmate lui stesso.
La Cassa ribadisce quanto già scritto, che visto
che gli importi combaciano ritiene sufficientemente provato il periodo di
contribuzione.
Il sig. RI 1, rispondendo al presidente del TCA,
precisa che la maggior parte delle ricevute che lui firmava venivano allestite
dalla moglie. Era ancora sua moglie che si occupava di preparare il "conto
cassa".
Il Presidente del TCA stigmatizza il fatto che la
sig.ra __________, pur essendo stata convocata con largo anticipo, non si sia
presentata (per motivi familiari: bambino da accudire) senza darne
comunicazione in anticipo al Tribunale.
In simili condizioni questo Tribunale assegna
all'assicurato per il tramite del suo avvocato un termine di 5 giorni
per:
indicare quando si
procedeva alla registrazione nel conto cassa, e cioè se prima o dopo il
versamento del salario, in particolare per quali motivi il versamento del
salario veniva registrato a volte alcuni giorni dopo rispetto alla ricevuta.
A tale proposito il sig. RI 1 e l'avv. RA 1 (che
riferisce quanto gli ha detto la sig.ra __________) precisano che le ricevute
venivano firmate da tutti i dipendenti lo stesso giorno. In realtà il salario
veniva da loro ricevuto solo quando vi erano soldi a sufficienza dopo avere
pagato ad esempio i fornitori.
Il presidente del TCA ricorda che il termine
quadro va dal 14.6.2002 al 13.6.2004.
Il presidente del TCA assegna un termine di 5
giorni per produrre le dichiarazioni fiscali 2003A, 2003B con la
relativa notifica e 2004 con la relativa notifica (se già ricevuta).
Alle ore 15:00 il presidente del TCA dichiara
chiusa l'udienza.
(…).” (cfr. doc. XXXVII)
1.20. Il 27
settembre 2005 il legale dell’assicurato ha prodotto i doc. da E/1 a E/5 e ha
scritto al TCA quanto segue:
"
(…)
in relazione al verbale del 22 settembre 2005, vi
accludo la dichiarazione d’imposta 2003A (senza notifica), nonché la notifica
2003B.
A proposito di quest’ultima, devo osservare che
si tratta di una tassazione d’ufficio.
Interpellata a proposito della mancata
dichiarazione, la moglie ha nuovamente giustificato il fatto, con i motivi già
indicati nella mia lettera del 15 giugno 2005 al TCA, ossia la crisi di rigetto
amministrativo, nel periodo pre e post fallimento aprile – ottobre 2004.
(…).” (cfr. doc. XXXVIII)
1.21. Il doc.
XXXVIII con i rispettivi allegati sono stati notificati alla Cassa (cfr. doc.
XXXIX) che, con lettera del 30 settembre 2005 al TCA, ha osservato che:
"
(…)
▪ sulla dichiarazione fiscale 2003A
i contribuenti annunciano per l’anno 2002 un reddito annuo per la signora __________
di Fr. 6'900.--, a fronte di un salario mensile lordo per il medesimo anno,
riportato sulla busta paga sottoscritte dalla signora, di Fr. 4'500.--. Al
contrario il reddito annuo annunciato per il signor RI 1 corrisponde al salario
lordo riportato sulle buste paga;
▪ in base alla notifica 2003B
(tassazione d’ufficio) ritroviamo la medesima discrepanza tra il salario
mensile lordo riportato sulle buste paga della signora __________ e il reddito
considerato ai fini fiscali;
▪ se per il signor RI 1 si trovano riscontri della
riscossione dello stipendio nella documentazione fiscale, certamente lo stesso
non si può dire per la signora __________, e ci si chiede in quale misura
riconducibili ad una confusione amministrativa.
(…).” (cfr. doc. XL)
1.22. Il doc. XL è
stato notificato al rappresentante dell’assicurato (cfr. doc. XLI) che, con
lettera dell’11 ottobre 2005 al TCA ha ribadito che:
"
(…)
in merito alle osservazioni della Cassa
disoccupazione CO 1, devo ribadire che per l’anno 2002, non vi è stata alcuna
dichiarazione fiscale da parte della signora __________, per i motivi già
esposti nella mia lettera del 27 settembre 2005.
La tassazione 2003B, è una tassazione d’ufficio.
(…).” (cfr. doc. XLII)
Il doc.
XLII è stato trasmesso alla Cassa per conoscenza (cfr. doc. XLIII).
in
diritto
2.1. Il 1° luglio
2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI, accettata dal popolo il
24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg.; RU N. 24 del
24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).
Poiché
nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento
legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie
giuridicamente rilevante (cfr. STFA del 16 febbraio 2004 nella causa S., C
154/03; DTF 129 V 1, consid. 1.2, pag. 4; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr. 3;
DTF 127 V 466, consid. 1, pag. 467; DTF 126 V 163, consid. 4b, pag. 166; DTF 125 V 42, consid. 2b, pag. 44; DTF 123 V 70, consid.
2, pag. 71; DTF 122 V 34, consid. 1, pag. 36 con
riferimenti; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2; STFA del 20 gennaio 2003
nella causa V. e V.-A., K 133/01 e STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H
114/01), visto che la presente fattispecie si riferisce a una questione
(l’adempimento del periodo di contribuzione) che si è posta successivamente (e
cioè l’11 giugno 2004, data a partire dalla quale l’assicurato rivendica il
diritto alle indennità di disoccupazione; cfr. doc. 1) all’entrata in vigore
delle nuove disposizioni, si applicano le norme valide dal 1° luglio 2003.
2.2. L'assicurato
ha diritto all'indennità di disoccupazione, tra l’altro, se ha compiuto o è
liberato dall'obbligo di compiere il periodo di contribuzione (cfr. art. 8 cpv.
1 lett. e LADI).
Secondo
l'art. 13 cpv. 1 LADI, ha adempiuto il periodo di contribuzione colui che,
entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3), ha svolto durante almeno 12 mesi
un'occupazione soggetta a contribuzione.
2.3. Secondo
l'art. 2 cpv. 1 lett. a LADI é tenuto a pagare i contributi all'assicurazione
contro la disoccupazione (assicurazione) il salariato (art. 10 LPGA) che è
assicurato obbligatoriamente ed è tenuto a pagare contributi per il reddito di
un'attività dipendente giusta la legge federale del 20 dicembre 1946
sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS).
L'obbligo
di adempiere al periodo di contribuzione é dunque ossequiato quando l'assicurato,
quale dipendente, prova di aver svolto, nel pertinente termine quadro,
un'occupazione soggetta a contribuzione e di aver percepito durante almeno
dodici mesi un salario determinate ai sensi dell'art. 5 cpv. 2 LAVS (cfr. DTF
122 V 249, consid. 2b, pag. 250-251 e la giurisprudenza ivi citata).
Secondo
la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA), per quanto
concerne l’adempimento del periodo di contribuzione, l’art. 13 cpv. 1 LADI
presuppone che l’assicurato abbia effettivamente esercitato un’attività
soggetta a contribuzione. Non è necessario, ai fini dell’applicazione di tale
articolo, che il datore di lavoro, quale organo nella procedura di percezione,
abbia effettivamente trasferito alla cassa di compensazione i contributi del
salariato (cfr. DTF 113 V 352; DLA 1988 N. 88, consid. 3a,
pag. 88-89; vedi inoltre Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in:
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, cifra
marginale 67, pag. 27-28 e 161, pag. 64-65 e Gerhards, Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungsgesetz, (AVIG), Berna 1987, Vol. 1, Ad. art. 13, N.
29, pag. 174).
In una sentenza pubblicata in DLA 2001 N. 27, pag. 225 = SVR 2001
ALV Nr. 14, pag. 41 l'Alta Corte ha tuttavia sottolineato che non adempie la
condizione dell'esistenza di un'occupazione soggetta a contribuzione secondo
l'art. 13 cpv. 1 LADI l'assicurato che non ha realmente percepito il salario
dalla propria società, ma i cui importi sono stati semplicemente contabilizzati
come crediti nei confronti della società. Il fatto che i contributi alle
assicurazioni sociali siano stati conteggiati correttamente e versati alla
cassa di compensazione non cambia nulla. La giurisprudenza pubblicata nella DLA
1988 N. 1, pag. 19 segg. = DTF 113 V 352, che esige l'esercizio effettivo di
un'attività salariata per soddisfare le condizioni relative al periodo di
contribuzione, implica dunque inoltre che un salario sia stato realmente
versato al lavoratore. Di conseguenza non vi è occupazione soggetta a contribuzione
in assenza di una retribuzione versata all'assicurato.
L'esigenza
di un salario effettivo - per ammettere che le condizioni relative al periodo
di contribuzione sono tutte soddisfatte - permette di prevenire gli abusi che
potrebbero risultare da accordi fittizi tra datore di lavoro e lavoratore in
merito al salario che il primo si impegna contrattualmente a versare al secondo
(soprattutto quando il datore di lavoro e il lavoratore sono in realtà un'unica
persona).
L’Alta
Corte si è confermata nella propria giurisprudenza in una sentenza del 19
ottobre 2004 nella causa G. (C 78/04) e in una sentenza del 7 marzo 2005 nella
causa K. (C 273/03), nelle quali ha, tra l’altro, ribadito che:
"
(…)
Par activité soumise à cotisation, il faut entendre
toute activité de l'assuré, destinée à l'obtention d'un revenu soumis à
cotisations pendant la durée d'un rapport de travail (Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz
[AVIG], tome I, note 8 ad art. 13 LACI, p.170). Ainsi que l'a précisé la Cour
de céans dans un arrêt Z. du 9 mai 2001 (DTA 2001 n° 27 p. 225), l'exercice
effectif d'une activité salariée suffisamment contrôlable, comme exigence qui
doit être satisfaite pour admettre que les conditions relatives à la période de
cotisation sont remplies (ATF 113 V 352; DTA 1999 n° 18 p. 101 consid. 2a et
la référence; Nussbaumer, in : Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Arbeitslosenversicherung,
p. 64, ch. m. 161 et les notes n° 325 et 326), implique également qu'un salaire
soit réellement versé au travailleur (DTA 1988 n° 1 p. 19 sv. consid. 3b/c non
publié aux ATF 113 V 352).
Outre qu'elle découle de l'interprétation de la loi,
l'exigence d'un salaire effectif - pour admettre que les conditions relatives à
la période de cotisation sont réunies (art. 8 al. 1 let. e et 13 LACI) -
présente également l'avantage de prévenir les abus qui pourraient résulter en
cas d'accord fictif entre un employeur et un travailleur au sujet du salaire
que le premier s'engage contractuellement à verser au second (surtout lorsque
l'employeur et le travailleur ne font en réalité qu'une seule et même
personne). A cet égard, les principes jurisprudentiels développés à propos de
l'art. 23 al. 1 LACI peuvent être transposés mutatis mutandis: un salaire
contractuellement prévu ne sera dès lors pris en considération, sous l'angle de
l'art. 13 al. 1 LACI, que s'il a réellement été perçu par le travailleur durant
une période prolongée et qu'il n'a jamais fait l'objet d'une contestation (DTA
1995 n° 15 p. 79 ss; voir aussi DTA 1999 n° 7 p. 28 consid. 1; arrêt A. du 31 août 2001, C 354/00, consid. 2c).
(…).” (cfr. STFA del 19 ottobre 2004 nella causa G., C 78/04)
2.4. In una
decisione pubblicata in DLA 1996/1997 N. 17, pag. 79 il TFA ha stabilito che
l'esistenza di un'occupazione effettivamente esercitata soggetta a
contribuzione non è provata né verosimile in misura preponderante come
richiesto dalla giurisprudenza, se il titolare unico di un ufficio fiduciario
gestito a titolo individuale, di cui è amministratore unico, presenta
esclusivamente documenti firmati personalmente o da altre persone non
identificate (certificati di salario, contratto di lavoro, verbali
dell'assemblea generale, lettera di conferma della disdetta, ecc.). Questi
documenti, presentati dall'assicurato, sono semplici allegazioni di parte, il
cui contenuto può essere verificato unicamente mediante le spiegazioni
dell'assicurato stesso.
L'Alta
Corte si è successivamente confermata nella propria giurisprudenza. In una
decisione pubblicata in DLA 2001 N. 12, pag. 143, ha stabilito che se il
coniuge afferma di aver effettuato per la moglie, che svolge un'attività
indipendente, lavori nell'ambito dell'amministrazione e della fornitura per un
salario complessivo di fr. 1'000.--, compresi vitto e alloggio, egli ne deve
addurre la prova. In virtù dell'obbligo di collaborare che prevale nelle
procedure in materia di assicurazioni sociali, egli deve provare almeno la data
e l'importo dei pagamenti in questione. L'attestato del datore di lavoro
stilato dalla moglie non costituisce una prova sufficiente.
La nostra
Massima Istanza, in una decisione pubblicata in DLA 2002 N 16 pag. 116, ha
inoltre rilevato che se l'assicurato e il suo coniuge sono impiegati di una Sagl
in qualità di associati e vi occupano una posizione dirigente, occorre
considerare con tutta la prudenza necessaria le dichiarazioni dell'assicurato
in merito al versamento del salario.
L’Alta
Corte ha in particolare sottolineato che:
"
(…)
(…) das kantonale Gericht im angefochtenen
Entscheid in einlässlicher Weise zutreffend dargelegt hat, dass die von der
Beschwerdeführerin eingereichten Unterlagen (namentlich die Lohnabrechnungen
für die Monate Mai bis Oktober 1997 mit den zugehörigen Quittungen über
erfolgten Barbezug) den Nachweis entsprechender Lohnzahlungen nicht zu erbringen
vermögen, zumal die Beschwerdeführerin und ihr Ehemann (dieser war laut
Handelsregisterauszug im fraglichen Zeitraum ebenfalls Gesellschafter und
Geschäftsführer) in der Firma X.________ GmbH eine massgebliche Stellung
innehatten, weshalb deren Angaben mit besonderer Vorsicht zu würdigen sind,
(…).“ (cfr. DLA 2002 N. 16 pag. 117)
In una decisione
pubblicata in DLA 2004 N. 10 pag. 115 l'Alta Corte ha ribadito che l'articolo
13 LADI implica che l'assicurato abbia svolto un'occupazione
soggetta a contribuzione e che il datore di lavoro gli abbia effettivamente
versato un salario. La dichiarazione d'imposta e il modulo per il salario
firmato dall'assicurato destinato all'AVS non costituiscono una prova
sufficiente del versamento del salario. In mancanza di giustificativi del
versamento del salario (estratti del conto corrente postale o bancario o
ricevute del pagamento del salario), il versamento del salario non può essere
provato con un grado di verosimiglianza sufficiente.
In quell'occasione,
chiamato a statuire nel caso di un assicurato che, prima di essere licenziato,
aveva lavorato quale dipendente della moglie, titolare di una ditta
individuale, il TFA ha sviluppato le seguenti considerazioni:
"
(…)
2.
2.1 Wie das kantonale Gericht zutreffend
festgehalten hat, sind die AHV-Lohnblätter, die vom Beschwerdegegner selbst
unterzeichnet wurden, nicht geeignet, einen auf die Rahmenfrist für die
Beitragszeit (28. Mai 1997 bis 27. Mai 1999) entfallenden, tatsächlichen
Lohnbezug nachzuweisen. Einen Beweis für die erfolgte Lohnzahlung erblickt die
Vorinstanz hingegen in der Steuererklärung 1999/2000, in welcher der
Beschwerdegegner für das Jahr 1997 ein Einkommen aus unselbstständiger
Erwerbstätigkeit von Fr. 37'037.- und 1998 ein solches von Fr. 48'407.-
deklariert hatte.
2.2 Der Beschwerdegegner hat die Steuererklärung
1999/2000, in welcher die erwähnten Einkommen aus den Jahren 1997/1998
deklariert sind, erst am 30. November 2001 unterschrieben und von der Treuhand
Y.________ dem Steueramt Z.________ einreichen lassen. Gemäss
Veranlagungsprotokoll wurden die deklarierten Einkommen von der Steuerbehörde
übernommen, und am 17. Januar 2002 erging die definitive Veranlagungsverfügung
der kantonalen Steuerverwaltung. In die Steuererklärung wurden die vom
Beschwerdegegner auf den AHV-Lohnblättern zuhanden der Ausgleichskasse
bestätigten Lohnsummen übernommen. Da diesen Lohnblättern nach den richtigen
Ausführungen der Vorinstanz hinsichtlich eines tatsächlich erfolgten
Lohnbezuges in der vorliegend interessierenden Periode kein Beweiswert zukommt,
ist nicht ersichtlich, inwiefern die Steuererklärung, in welche die nämlichen
Lohnsummen übertragen wurden, beweistauglich sein soll. Da sowohl die
Buchhaltung der Treuhand Y.________ als auch die Steuererklärung auf den nicht
beweiskräftigen, vom Beschwerdegegner selbst unterzeichneten AHV-Lohnblättern
beruhen, und Belege für eine Lohnüberweisung, wie z.B. Post- oder
Bankkontoauszüge oder Quittungen für Lohnzahlungen in bar, fehlen, ist eine
tatsächlich erfolgte Lohnentrichtung im Sinne der Rechtsprechung (Erw. 1
hievor) nicht mit der erforderlichen Wahrscheinlichkeit erstellt. Eine Urkunde,
welcher die Beweiskraft abgeht, wird nicht dadurch zum tauglichen Beweismittel,
dass in anderen Aktenstücken wiederum von deren Inhalt ausgegangen wird.
Wie die Arbeitslosenkasse sodann richtig bemerkt,
wurde die Steuererklärung 1999/2000 erst am 30. November 2001 und somit zu
einem Zeitpunkt eingereicht, als dem Beschwerdeführer aufgrund des
Einspracheentscheides der Kasse vom 12. Dezember 2000 die Anforderungen an den
Nachweis der behaupteten Lohnzahlungen bekannt waren. Dass darin die Lohnsummen
gemäss AHV-Lohnblättern und Buchhaltung übernommen wurden, ist folgerichtig und
kann unter den gegebenen Umständen nicht als Hinweis auf eine tatsächlich
erfolgte Lohnzahlung aufgefasst werden. Ferner ist auch der vom
Beschwerdegegner selbst unterzeichnete Lohnausweis für die Jahre 1997 und 1998,
der das Datum vom 31. Dezember 1998 trägt, indessen erst mit der Steuererklärung
1999/2000 am 30. November 2001 eingereicht wurde, nicht geeignet, die geltend
gemachten Lohnzahlungen zu belegen. Soweit das kantonale Gericht des Weiteren
aus dem Umstand, dass der Beschwerdegegner auch für die Jahre 1995 und 1996 ein
Einkommen aus unselbstständiger Erwerbstätigkeit versteuert habe, auf die
Richtigkeit des behaupteten Sachverhalts in den Jahren 1997 und 1998 schliessen
will, kann ihm nicht gefolgt werden. Das steuerbare Einkommen des
Beschwerdegegners und seiner Ehefrau in den Bemessungsjahren 1995/1996 wurde
von der Steuerbehörde am 3. Februar 2000 zunächst ermessensweise auf Fr.
82'800.- festgelegt. Auf Einsprache gegen diese Ermessenstaxation hin setzte
die Staatssteuerkommission für Gewerbebetriebe und freie Berufe, Kreis II, des
Kantons Luzern, das steuerbare Einkommen in der Steuerperiode 1997/1998
rechtskräftig auf Fr. 25'400.- fest (Einspracheentscheid vom 12. April 2001). Abgesehen
davon, dass dieses Einkommen aus den Jahren 1995 und 1996 wesentlich tiefer ist
als das steuerbare Einkommen in den hier interessierenden Jahren 1997/1998 (Fr.
34'300.-), ist den Steuerakten nicht zu entnehmen, welcher Anteil dieser
Einkommen auf den Beschwerdegegner selbst und welcher auf seine Ehefrau als
Geschäftsinhaberin entfallen ist. Immerhin ist festzustellen, dass in der
später korrigierten Ermessenseinschätzung der weit überwiegende Teil der
Einkünfte nicht dem Beschwerdegegner, sondern seiner Ehefrau zugeschrieben
wurde. Aufgrund der Steuerakten kann somit entgegen den Erwägungen im angefochtenen
Entscheid nicht von einem gleichen fortgesetzten Sachverhalt während eines
Zeitraumes von vier Jahren gesprochen werden. Schliesslich kann der
Beschwerdegegner auch aus dem Umstand, dass er nach der Kündigung des
Anstellungsverhältnisses teilzeitlich weiter für das Planungsbüro seiner
Ehegattin tätig war und der Arbeitslosenkasse entsprechende Bescheinigungen
über Zwischenverdienst einreichte, nichts zu seinen Gunsten ableiten. Denn in
den Formularen wird nicht die effektive Lohnzahlung bescheinigt (…)."
(cfr. DLA 2004 N. 10, consid. 1 e 2, pag. 117-118)
Chiamata
a decidere se a un assicurato (al quale, vista la sua posizione analoga a
quella di un datore di lavoro - in quanto socio gerente della Sagl sua datrice
di lavoro - è stato riconosciuto l’eventuale diritto alle indennità dal 2
febbraio 2003, data della domanda di fallimento della Sagl) era stato
effettivamente versato un salario, nella già citata sentenza del 19 ottobre
2004 nella causa G. (C 78/04), l’Alta Corte ha rilevato che:
"
(…)
Cela étant, c'est à juste titre que les premiers
juges ont estimé que les éléments recueillis en cours de procédure ne
permettaient pas d'établir le versement effectif des salaires déclarés. Les
divers documents produits par le recourant en cours de procédure (décomptes de
salaire, quittances de salaire, contrat de travail, lettre de résiliation,
attestation de l'employeur, compte d'exploitation) ont tous été établis et
signés par le recourant lui-même. Ce ne sont toutefois que de simples allégués
de partie dans la mesure où ils ne peuvent être vérifiés que par les
explications du recourant. A eux seuls, ces documents ne sont pas suffisants
pour prouver, ni même pour établir avec un degré de vraisemblance prépondérante
exigé par la jurisprudence susmentionnée que le recourant a réellement perçu un
salaire (voir DTA 1996/1997 n° 17 p. 79 ss). En effet, afin d'éviter les abus
mentionnés au considérant 2.2, la jurisprudence exige un élément probatoire
supplémentaire et qui ne puisse être influencé par le demandeur. Or en
l'espèce, le recourant n'a pas été en mesure de produire cet élément, qu'il
s'agisse d'un extrait bancaire ou postal (personnel ou commercial), ou d'un
document signé par une tierce personne (une fiduciaire, comme l'a par exemple
suggéré le DEP). Quant aux déclarations du recourant relatives à l'inexistence
d'un compte personnel, elles sont pour le moins sujettes à caution. Le compte
bancaire indiqué dans la demande d'indemnités de chômage et dont le recourant a
fourni une copie de la carte, porte la mention suivante: « compte salaire-privé
______ ». On peut en déduire que le recourant disposait au moment des faits
d'un compte bancaire, privé de surcroît. Dans ce contexte, ses explications
sont peu convaincantes. Elles ne sont en tout cas pas susceptibles d'apporter
la preuve du versement effectif des salaires.
(…).”(cfr. STFA del 19 ottobre 2004 nella causa G., C 78/04)
Nell’altra
sentenza già citata del 7 marzo 2005 nella causa K. (C 273/03) il TFA si è così
espresso:
"
(…)
Comme preuve de l'exercice d'une activité salariée,
le recourant a produit une attestation de l'employeur remplie le 22 décembre
1998 par la société C.________ SA, ainsi que des fiches de salaire allant des
mois de juillet à décembre 1998 et une lettre de résiliation du 30 novembre 1998
rédigées sur papier à en-tête de ladite société. Or, il ressort du rapport
d'enquêtes de l'Office de la main d'oeuvre étrangère, qu'à partir du 18 mai
1998, K.________ était en fait l'administrateur unique de C.________ SA avec
signature individuelle et que cette société a changé de raison sociale le 1er
septembre 1998 pour devenir M.________ SA - société à son tour dissoute à la
suite d'un prononcé de faillite le 26 janvier 1999 (voir aussi l'extrait du
registre du commerce). L'attestation du 22 décembre 1998 a donc été établie par
un employeur qui n'avait plus d'existence juridique à l'époque déterminante, la
signature apposée sur ledit document étant de surcroît le fait d'une personne
non autorisée. Cela ôte toute crédibilité aux indications qui y figurent. La
même conclusion s'impose en ce qui concerne les fiches de paie et la lettre de
résiliation. Par conséquent, ces pièces ne constituent pas des preuves idoines
pour établir l'exercice effectif par le recourant d'une activité salariée
soumise à cotisation durant la période à considérer. L'inscription, au compte
individuel auprès de la Caisse cantonale genevoise de compensation, d'un revenu
de 18'195 fr. versé par M.________ SA pour l'année 1998 ne lui est d'aucun
secours. Ce revenu ne correspond en tout cas pas au versement d'un salaire de
7'480 fr. par mois durant une année entière. Les conditions du droit aux
indemnités de chômage n'étaient dès lors pas réunies.
4.
Il reste à examiner le droit du recourant à
l'ouverture d'un nouveau délai-cadre dès le 2 janvier 2001.
4.1 Toujours selon le rapport d'enquêtes de l'Office
de la main d'oeuvre étrangère, durant la période s'étendant du 1er janvier 1999
au 2 janvier 2002, K.________ a exercé l'activité d'administrateur (dans la
plupart des cas avec signature individuelle) ou d'associé-gérant dans diverses
sociétés - on notera en passant que le prénommé est actif dans ce domaine
depuis au moins 1993. Pour ces activités, il aurait perçu des honoraires. Or,
les honoraires des administrateurs font partie du salaire déterminant du point
de vue de l'AVS, en d'autres termes, du revenu d'une activité dépendante (art.
7 h RAVS). En principe, les montants que le recourant prétend avoir touché à ce
titre pourraient donc être pris en considération pour la période de cotisation
ici en cause. Il n'est toutefois pas possible de se faire une idée précise de
la situation: les indications fournies par K.________ sur les montants perçus
dans l'exercice de ses fonctions, de même que sur les périodes d'activité
auxquels ces montants sont censés se rapporter sont par trop vagues et
imprécises pour être retenues. Selon toute probabilité, celui-ci ne serait pas
en mesure de prouver l'existence et l'importance de ces honoraires si ce n'est
au moyen de documents établis et signés par lui-même (dans son recourant de
droit administratif, le recourant se définit d'ailleurs comme «homme de paille»
de sociétés «coquilles vides»). Or, il n'est pas possible de tenir compte de
simples allégués qui ne peuvent être vérifiés que par les explications du
recourant. En effet, afin d'éviter les abus, la jurisprudence (voir consid. 3.2
supra) exige un élément probatoire supplémentaire et qui ne puisse être
influencé par le demandeur. Aussi bien, ne peut-on admettre que le recourant
satisfait aux conditions relatives à la période de cotisation au sens de l'art.
13 al. 1 LACI. (…).”
(cfr. STFA del 7 marzo 2005 nella causa K.; C
273/03)
In un
altro caso nel quale, per il calcolo dell’indennità giornaliera
l’amministrazione si è fondata sulla dichiarazione d’imposta dell’assicurata e
non sul salario mensile attestato dal datore di lavoro, l’Alta Corte ha, in
particolare, sviluppato le seguenti considerazioni:
"
(…)
3.2 Selon la recourante, la différence entre le
salaire convenu et celui figurant dans sa déclaration fiscale correspond à sa
contribution à l'entretien de la famille, directement prélevée dans la caisse
de l'exploitation. S'il est vrai que la part du salaire que l'assuré apporte à
l'entretien de sa famille (art 163 CC) ne saurait être déduite du revenu
déterminant le gain assuré de l'art. 23 LACI, encore faut-il que cette part de
salaire ait été effectivement perçue par l'assuré ou soit suffisamment établie.
En l'espèce, compte tenu de l'exploitation commune
de l'établissement par la recourante et son époux, l'absence de versement de
tout salaire sur un compte bancaire ou postal, ainsi que la rémunération
déclarée au fisc et retenue par celui-ci au titre du revenu de la recourante,
la part de salaire invoquée par celle-ci au titre de sa contribution à
l'entretien de la famille n'est pas suffisamment établie. La possibilité d'abus
résultant d'un accord fictif ne pouvant pratiquement pas être écartée, il y a
lieu d'en rester à la solution retenue par l'administration et les premiers
juges, malgré le versement de contributions aux assurances sociales sur un
montant plus élevé.
(…).” (cfr. STFA del 2 febbraio 2005 nella causa
C., C 182/04)
Chiamata a pronunciarsi
circa la prova del versamento del salario nel caso di un assicurato occupato
quale direttore generale e amministratore unico della SA sua ex datrice di
lavoro l’Alta Corte ha, tra l’altro, sviluppato le seguenti considerazioni:
" (…)
3.
3.1Le recourant a expliqué en cours de procédure
qu'il a régulièrement perçu son salaire pour sa fonction de directeur de
X.________ SA jusqu'en 2000, période à partir de laquelle la société n'a plus
eu les ressources suffisantes pour assurer le paiement régulier des salaires du
personnel. Pour cette raison, le recourant a choisi de renoncer en partie à sa propre
rémunération. Lorsque les liquidités de la société s'avéraient suffisantes, il
prélevait son salaire par tranches, principalement par le biais du compte
postal de la société. Cette situation a perduré jusqu'au jour de la faillite de
la société. De septembre 2001 à septembre 2003, il a ainsi déclaré à la caisse
de compensation AVS et à la caisse de pension avoir perçu l'équivalent de dix
salaires mensuels. Il a également produit dans le cadre de la faillite une
créance correspondant à six mois de salaire, lesquels ont également été
déclarés.
3.2 Or, comme l'ont à juste titre exposé les
premiers juges, les nombreuses pièces versées au dossier par le recourant ne
permettent pas de prouver, ni même d'établir avec le degré de vraisemblance
prépondérante exigée par la jurisprudence (ATF 126 V 360 consid. 5b, 125 V 195 consid.
2 et les références), que le recourant a réellement et régulièrement perçu un
salaire durant le délai-cadre courant du 29 septembre 2001 au 28 septembre
2003. Hormis un unique extrait bancaire (relevé de la Banque Z.________ du 30
août 2002), le recourant n'a produit aucun autre document bancaire ou postal
personnel attestant que la société lui a régulièrement versé un salaire. Les
extraits du compte postal de la société qui font état d'opérations au guichet
postal ou de retraits d'espèces ne précisent pas le nom du destinataire et
l'affectation de ces montants. Certes, le livre de poste tenu pour la
comptabilité fait état d'un certain nombre de versements destinés au recourant,
sans que l'on sache toutefois si les sommes mentionnées ont été effectivement
versées. Il n'est à cet égard pas possible de mettre en parallèle les extraits
du compte postal et du livre de poste produits par le recourant, ces documents
se rapportant à des périodes différentes. Les montants qui ont été déclarés au
fisc (déclaration d'impôt 2001-2002bis) ainsi que les décomptes de salaire ou
de cotisations aux assurances sociales ne sont pas des preuves suffisantes du
versement d'un salaire (consid. 2.2). Il en va de même de la créance
correspondant à six mois de salaire produite dans la faillite de la société.
(…).” (cfr. STFA del 15 aprile 2005 nella causa
U., C 199/04)
In un’altra decisione del
15 aprile 2005 nella causa O. (C 140/04) l’Alta Corte ha invece confermato il
giudizio cantonale che, viste le informazioni rese dal contabile e la
documentazione prodotta (bilancio, conto perdita e profitti, conti salario e
conti correnti), ha stabilito che l’assicurato ha adempiuto il periodo di
contribuzione avendo provato il versamento del suo salario per un periodo di
almeno sei mesi.
Il TFA ha infatti
osservato che:
" (…)
2.1 Das kantonale Gericht hat gestützt auf die
Angaben des Buchhalters B.________ vom 4. August 2002 und die von ihm
aufgelegten Buchhaltungsakten sowie auf Grund der Steuerunterlagen und der von
der Ausgleichskasse bestätigten Lohnangaben des Beschwerdeführers in
einlässlicher Weise zutreffend dargelegt, dass der tatsächliche Lohnbezug des
Versicherten für mindestens sechs Monate rechtsgenüglich erstellt ist. Das
Eidgenössische Versicherungsgericht hat den vorinstanzlichen Erwägungen, auf
die verwiesen wird, nichts beizufügen.
(…).“ (cfr. STFA del 15 aprile 2005 nella causa O.,C 140/04)
Dal canto
suo questo Tribunale ha confermato le decisioni con le quali a un assicurato,
socio gerente della ditta sua datrice di lavoro, è stato negato il diritto alle
indennità di disoccupazione perché non dato il presupposto dell'adempimento del
periodo di contribuzione vista la mancata prova del versamento effettivo di un
salario (cfr. STCA del 19 gennaio 2005 nella causa C., 38.2004.40; STCA del 7
maggio 2004 nella causa G. 38.2003.102 e STCA del 15 dicembre 2003 nella causa
G., 38.2003.36).
Per un’esposizione e una critica della prassi dell’amministrazione e
dei tribunali vedi il contributo di Barbara Kupfer Bucher dal titolo: “Der
Nachweis del Lohnflusses als Voraussetzung für del Anspruch auf
Arbeitslosenentschädigung: eine zusammen-fassende Darstellung del Grundlagen
und der Praxis mit einer kritischen Würdigung.” pubblicato in SZS 2005, pag.
125-140.
2.5. In
una sentenza del 9 giugno 2005 nella causa C. (C 107/04), il TFA ha confermato
il precedente giudizio con il quale questo Tribunale ha negato a un assicurato, socio gerente della ditta sua datrice di lavoro, il diritto alle
indennità di disoccupazione perché non dato il presupposto dell'adempimento del
periodo di contribuzione vista la mancata prova del versamento effettivo di un
salario.
In quell’occasione l’Alta
Corte ha avuto occasione di riassumere la sua giurisprudenza ed ha rilevato:
" (...)
2.2 Nella sentenza pubblicata in DTF 113 V 352,
il Tribunale federale delle assicurazioni ha stabilito che l'art. 13 cpv. 1
LADI presuppone l'effettivo esercizio, da parte dell'assicurato, di un'attività
soggetta a contributo, ma non l'effettivo trasferimento, da parte del datore di
lavoro, quale organo nella procedura di percezione, dei contributi del
salariato alla cassa di compensazione.
Questa giurisprudenza è in seguito stata
precisata nel senso che per l'applicazione dell'art. 13 cpv. 1 LADI non basta
l'esercizio effettivo di un'occupazione soggetta a contribuzione, il datore di
lavoro dovendo, oltre a ciò, per questa attività effettivamente avere versato
un salario alla persona assicurata (DTF 128 V 190 consid. 3a/aa in fine con
riferimenti; DLA 2002 no. 16 pag. 116, 2001 no. 27 pag. 228, consid. 4c). Allo
stesso modo, è stato rilevato, non adempie la condizione dell'esistenza di
un'occupazione soggetta a contribuzione secondo l'articolo 13 cpv. 1 LADI l'assicurato
che non ha realmente percepito il salario dalla propria società, ma i cui
importi sono stati semplicemente contabilizzati come crediti nei confronti
della stessa (DLA 2001 no. 27 pag. 225). II fatto di esigere il versamento di
un salario effettivo - per ammettere che le condizioni relative al periodo di
contribuzione siano tutte soddisfatte - si spiega con la volontà di prevenire
gli abusi che potrebbero risultare da accordi fittizi tra datore di lavoro e
lavoratore in merito al salario che il primo si impegna contrattualmente a
versare al secondo (soprattutto quando il datore di lavoro e il lavoratore sono
in realtà un'unica persona [DLA 2001 no. 27 pag. 225]).
Secondo questa Corte,
l'esistenza di un'occupazione effettivamente esercitata soggetta a
contribuzione non è provata né resa verosimile in misura preponderante, come
richiesto dalla giurisprudenza (DTF 124 V 402 consid. 2b), se il titolare unico
di un ufficio fiduciario gestito a titolo individuale, di cui è amministratore
unico, presenta esclusivamente documenti firmati personalmente o da altre
persone non identificate (certificati di salario, contratto di lavoro, verbali dell'assemblea
generale, lettera di conferma della disdetta, ecc.). Questi documenti,
presentati dall'interessato, sono semplici allegazioni di parte, il cui
contenuto può essere verificato unicamente mediante le spiegazioni
dell'assicurato stesso (DLA 1997 no. 17 pag. 79).
Per il resto, le dichiarazioni d'imposta come
pure i certificati di salario firmati dall'assicurato (oppure dal coniuge: DLA
2001 no. 12 pag. 145) e destinati all'AVS o all'autorità fiscale non
costituiscono una prova sufficiente del versamento del salario. In mancanza di
giustificativi (estratti del conto corrente postale o bancario o ricevute
dell'avvenuto pagamento), il versamento del salario non può essere provato con
un grado di verosimiglianza sufficiente (DLA 2004 no. 10 pag. 115). Sempre a
proposito di questa prova, in DLA 2002 no. 16 pag. 117 questa Corte ha avuto
modo di relativizzare il valore probatorio attribuibile alla documentazione
prodotta da una ricorrente (segnatamente: un conteggio salari con le relative
ricevute attestanti l'avvenuto versamento in contanti) per il fatto che
l'interessata e suo marito (entrambi soci e gerenti di una SagI) occupavano una
posizione dirigenziale. In quell'occasione, il Tribunale federale delle
assicurazioni ha sottolineato che in simili circostanze le dichiarazioni
dell'assicurato in merito al versamento e all'ammontare del salario devono
essere valutate con particolare prudenza (sentenza citata, ibidem). Tale
concetto è stato infine recentemente confermato dalla già citata (v. consid. 1)
sentenza del 20 settembre 2004
in re L., nel cui ambito si è chiaramente detto che il solo fatto di disporre,
in questi casi, di un attestato del datore di lavoro e dei conteggi di salario,
ancorché accompagnati dalla conferma scritta dell'assicurato dell'effettiva
ricezione dell'importo, non permette ancora, alla luce della prassi sviluppata
in materia, di concludere che gli importi convenuti siano stati effettivamente
versati alla persona interessata, il giudice dovendo tenere conto per la
valutazione di questi mezzi di prova della circostanza che la stessa persona
agiva, nel periodo determinante, in qualità di socia con diritto di firma
individuale (sentenza citata, consid. 4.2).
2.3 In questo ordine di idee si inserisce anche
la Circolare del seco del gennaio 2003 concernente l'indennità di
disoccupazione (ID), la quale, pur non vincolando ovviamente questo Tribunale (DTF
130 V 172 consid. 4.3.1, 232 consid. 2.1, 129 V 204 consid. 3.2, 127 V 61 consid.
3a, 126 V 68 consid. 4b, 427 consid. 5a e sentenze ivi citate), si orienta
nella stessa direzione e precisa che indizi quali la mancanza di prove del
versamento di un salario regolare sul proprio conto privato o postale, il fatto
che la società non disponga di organi sociali, ecc. indicano che l'assicurato che, prima di cadere in
disoccupazione, occupava una posizione paragonabile a quella di un datore di
lavoro, non era in realtà vincolato alla SA (le stesse considerazioni essendo
ovviamente valide, mutatis mutandis, anche nel caso di una Sagl) da un
contratto di lavoro, ma utilizzava la relativa infrastruttura per condurre
determinate attività per proprio conto (cifre marg. B79 e C2a).
(…).” (cfr. STFA del 9 giugno 2005 nella causa
C., C 107/04)
Nel caso
concreto il TFA ha confermato il giudizio cantonale sulla base delle seguenti
argomentazioni:
"
(…)
3.1 Stante quanto precede, a ragione il primo
giudice ha ritenuto che i documenti prodotti da C._____ - che nella sua posizione di gerente con diritto di firma
individuale poteva determinare da solo sia la sua assunzione sia il suo
licenziamento e che effettivamente ha personalmente firmato tutti gli attestati
della X._____ Sagl all'inserto,
compresi la lettera di licenziamento come pure, "Per accettazione", i
conteggi salariali settembre 2002/agosto 2003 - non erano atti, da soli, a
dimostrare, con il necessario grado di verosimiglianza (un giudizio di mera
possibilità non essendo per contro sufficiente [DTF 115 V 142 consid. 8b; cfr.
pure DTF 126 V 360 consid. 5b con riferimenti]), l'effettivo pagamento degli
importi indicati.
Per il resto,
all'inserto non sono ravvisabili elementi che potrebbero giustificare - nell'ambito
dell'obbligo, per l'amministrazione o, in caso di ricorso, per l'autorità
giudiziaria, di accertare d'ufficio i fatti rilevanti e nei limiti dettati dal
dovere delle parti di collaborare (DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti) -,
un eventuale complemento istruttorio, ritenuto che non vi è (sufficiente)
traccia - né il ricorrente vi ha mai fatto allusione - di testimoni o di
documentazione (bancaria o postale) appartenente alla X._____
Sagl in grado di suffragare (ad es. mediante la
presenza di periodici movimenti di cassa o di conti di entità pari a quella
degli importi salariali fatti valere) le allegazioni di parte (a tal proposito cfr. la sentenza del 28 luglio 2004 in re
L., C 250/03, consid. 2.5). Tanto meno è suscettibile di modificare l'esito della
presente valutazione l'accenno ricorsuale ai rapporti contrattuali intercorsi
tra X._____ Sagl e Y._____ Sagl, l'insorgente non potendo, da
questa sola circostanza, dedurre nulla in favore della sua posizione che possa
dirsi di rilievo ai fini del giudizio in esame. Medesimo discorso deve infine
valere anche per la nuova documentazione prodotta relativa al verbale di
audizione 25 novembre 2004 sottoscritto - peraltro solo parzialmente - dinanzi all'autorità fiscale,
trattandosi anche in questo caso di una mera dichiarazione dell'interessato
che, in quanto tale, non configura una prova sufficiente dell'avvenuto versamento
del salario (v. consid. 2.2).
3.2 In tali condizioni, dev'essere giustamente
negato il diritto all'indennità di disoccupazione del ricorrente, il quale, in
questo modo, sopporta le conseguenze dell'insufficienza di prove per quanto
concerne l'effettivo pagamento dei salari e, più in generale, l'adempimento del
periodo di contribuzione (DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti).
(…)." (cfr. STFA del
giugno 2005 nella causa C., C 107/04)
In una
sentenza del 20 settembre 2004 nella causa L., C 34/04, il TFA ha in
particolare rilevato:
"
(...)
3.
3.1 Gemäss der Ansicht der Vorinstanz ist mit der
von B.________ unterzeichneten Arbeitgeberbescheinigung vom 15. Januar 2003
und den Lohnabrechnungen für die Monate August 2002 bis Januar 2003, worin der
Beschwerdegegner unterschriftlich bestätigt hat, den jeweils angegebenen
Geldbetrag bar erhalten zu haben, rechtsgenüglich dargetan, dass der
vertraglich vereinbarte Lohn von Fr. 8250.- zuzüglich 13. Monatslohn effektiv
bezahlt worden ist.
3.2 Die Arbeitslosenkasse bringt dagegen vor, es
sei auffallend, dass das Arbeitsverhältnis des Beschwerdegegners als
einzelzeichnungsberechtigter Geschäftsführer mit der M.________ GmbH für genau
sechs Monate und mit einem auf die Höhe des maximal versicherten Verdienstes
festgelegten Lohn begründet worden sei. Den vom Versicherten ins Recht
gelegten Schriftstücken (Lohnbescheinigungen, nicht unterzeichnete
Steuererklärung für das Jahr 2002, rudimentäre Buchhaltungsunterlagen der
Gesellschaft, Jahresrechnung der Ausgleichskasse für das Jahr 2002) komme kein
Beweiswert zu. Post- oder Bankkontoauszüge, welche geeignet wären, einen
regelmässigen Lohnfluss nachzuweisen, würden gänzlich fehlen, Lohnzahlungen in
der entsprechenden Höhe seien nirgends beweistauglich verbucht und würden in
keiner Relation zur finanziellen Realität der M.________ GmbH stehen. Unter
diesen Umständen könne von einem nachgewiesenen Lohnfluss nicht gesprochen
werden.
3.3 Der Beschwerdegegner wendet ein, bereits
nach drei Monaten - mit einer Umsatzeinbusse von minus 35 % - habe sich
abgezeichnet, dass sich die Prognose auf Grund der schlechten Wirtschaftslage
nicht erfüllen würde. Dank der sozialen Einstellung der Arbeitgeberin sei er
noch für weitere drei Monate beschäftigt worden. Die Gesellschafterin
B.________ habe zu diesem Zweck ein privates Darlehen von Fr. 6200.-
eingeschossen. Sein für einen allein verantwortlichen Geschäftsführer
marktübliches Jahresgehalt von Fr. 107'250.- liege ferner über dem maximal
versicherten Verdienst von Fr. 106'800.-. Die Barauszahlung des Lohnes sei auf
seinen ausdrücklichen Wunsch hin erfolgt, weil er über kein Bank- oder
Postscheckkonto verfüge und seine Rechnungen bar bezahle. Seine Unterschrift
auf den Lohnabrechnungen würden den Erhalt des jeweiligen Geldbetrages in bar
bestätigen. Die Lohnzahlungen
seien im Kontenplan der Gesellschaft korrekt
verbucht und seine auf den 27. Oktober 2003 datierte Steuererklärung 2002 sei
"rechtsgültig" unterzeichnet.
Im Geschäftsmonat August 2002 habe die M.________
GmbH einen Gewinn vor Steuern von Fr. 1115.- erwirtschaftet. Bei einem
prognostizierten Umsatzzuwachs von 10 % pro Jahr wären seine Lohnkosten somit
"durchaus intakt geblieben".
4.
4.1 Der Sozialversicherungsprozess ist vom
Untersuchungsgrundsatz beherrscht.
Danach hat das Gericht von Amtes wegen für die
richtige und vollständige Abklärung des rechtserheblichen Sachverhaltes zu
sorgen. Dieser Grundsatz gilt indessen nicht uneingeschränkt; er findet sein
Korrelat in den Mitwirkungspflichten der Parteien (BGE 125 V 195 Erw. 2, 122 V
158 Erw. 1a, je mit Hinweisen).
Der Untersuchungsgrundsatz schliesst die
Beweislast im Sinne einer Beweisführungslast begriffsnotwendig aus. Im
Sozialversicherungsprozess tragen mithin die Parteien in der Regel eine
Beweislast nur insofern, als im Falle der Beweislosigkeit der Entscheid zu
Ungunsten jener Partei ausfällt, die aus dem unbewiesen gebliebenen Sachverhalt
Rechte ableiten wollte. Diese Beweisregel greift allerdings erst Platz, wenn
es sich als unmöglich erweist, im Rahmen des Untersuchungsgrundsatzes auf Grund
einer Beweiswürdigung einen Sachverhalt zu ermitteln, der zumindest die
Wahrscheinlichkeit für sich hat, der Wirklichkeit zu entsprechen (BGE 117 V 264
Erw. 3b mit Hinweisen).
4.2 Allein gestützt auf die von B.________
unterzeichnete Arbeitgeberbescheinigung vom 15. Januar 2003 und die
Lohnabrechnungen der Monate August 2002 bis Januar 2003, jeweils mit
unterschriftlicher Bestätigung des Versicherten, dass er den Betrag erhalten
habe, lässt sich mit Blick auf die Rechtsprechung (ARV 2004 S. 115, 2002 S.
116) entgegen der Auffassung des kantonalen Gerichtes nicht darauf schliessen,
dass die vereinbarten Lohnsummen dem Beschwerdegegner tatsächlich ausbezahlt wurden.
Bei der Würdigung dieser Beweismittel ist der
Tatsache Rechnung zu tragen, dass der Versicherte vom 1. August 2002 bis 31. Januar
2003 für die Gesellschaft die Funktion eines Geschäftsführers mit Einzelzeichnungsberechtigung
innehatte. Demgegenüber hatten die zwei Gesellschafterinnen anfänglich keine
Zeichnungsberechtigung. Erst im Laufe der Zeit wurde B.________ die Kollektivzeichnungsberechtigung
eingeräumt, während G.________ als Gesellschafterin gelöscht wurde
(Handelsregister, Tagebucheintrag vom ... Januar 2003). Bis zum 31. Januar
2003 hatte der Versicherte somit eine beherrschende Stellung in der Firma,
weshalb seine Bestätigungen auf den Lohnabrechnungen und die Angaben von
B.________ in der Arbeitgeberbescheinigung vom 15. Januar 2003 mit besonderer
Vorsicht zu würdigen sind. Es ist der Arbeitslosenkasse zuzustimmen, dass die Steuererklärung
2002 des Versicherten, das an die "M.________ GmbH c/o L.________" adressierte
AHV-Jahresabrechnungsformular für das Jahr 2002 und die für die Beantwortung
der vorliegenden Streitfrage zu rudimentären Buchhaltungsunterlagen der
M.________ GmbH nicht als Beweis für den Lohnfluss geeignet sind (Erw. 1.3
hiervor). Mit den vereinzelten ins Recht gelegten privaten Quittungsabschnitten
für Posteinzahlungen, welche der Beschwerdegegner mit dem Barlohn beglichen
haben will, verhält es sich nicht anders.
4.3 Gemäss Geschäftsabschluss 2002 der
M.________ GmbH betrugen die "Erlöse Gastro" gesamthaft Fr. 44'067.-
(August 2002: Fr. 12'500.-; September 2002: Fr. 9500.-; Oktober 2002: Fr.
9500.-; November 2002: Fr. 9000.-; Dezember 2002: Fr. 3567.-) und die
"Erlöse Dienstleistungen" total Fr. 30'000.- (August 2002: Fr.
5000.-; September 2002: Fr. 5500.-; Oktober 2002: Fr. 6500. -; November 2002:
Fr. 5500.-; Dezember 2002: Fr. 7500.-).
Die Vorinstanz wird von der Gesellschaft die
Edition aller Akten zu verlangen haben, welche diese Einnahmen im Einzelnen
sowie den jeweiligen Abfluss der Lohnbeträge aus der Kasse oder vom allfälligen
Geschäftskonto an den Beschwerdegegner belegen. Sollte die M.________ GmbH die
Mitwirkung verweigern oder sollten sich aus den edierten Unterlagen keine
klaren Rückschlüsse auf in der fraglichen Zeit effektiv ausbezahlte Löhne ergeben,
liegt Beweislosigkeit vor und ein Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung
entfällt (Erw. 4.1 hiervor).
Gelangt das kantonale Gericht nach Durchführung
der ergänzenden Abklärung zur Auffassung, das Erfordernis des effektiven
Lohnflusses für die sechsmonatige Beschäftigung bei der M.________ GmbH sei
erfüllt, so wird die Verwaltung die weiteren gesetzlichen
Anspruchsvoraussetzungen zu prüfen und dabei zu berücksichtigen haben, dass die
arbeitgeberähnliche Stellung des Beschwerdegegners für die Zeit ab 1. Februar 2003 bereits rechtskräftig verneint worden ist."
In
un’altra decisione del 23 giugno 2005 il TFA ha annullato la decisione con la
quale il Tribunale cantonale aveva concluso per la mancata prova del versamento
di uno stipendio e ha rinviato gli atti all’amministrazione per ulteriori
accertamenti sulla base delle seguenti considerazioni:
"
(…)
4.
4.1
4.1.1 Allein gestützt auf die vom
Beschwerdeführer ausgefüllte Arbeitgeberbescheinigung vom 16. Oktober 2003 und
die von ihm selbst unterzeichneten Lohnquittungen für die Monate Juni 2002 bis
Mai 2003 lässt sich mit Blick auf die Rechtsprechung (ARV 2004 S. 115, 2002 S.
116) nach den zutreffenden Erwägungen des kantonalen Gerichtes nicht darauf
schliessen, dass die vereinbarten Lohnsummen tatsächlich ausbezahlt wurden.
Dies gilt umso mehr, als bei der Würdigung dieser Beweismittel der Tatsache
Rechnung zu tragen ist, dass der Beschwerdeführer für die Gesellschaft die
Funktion eines Geschäftsführers mit Einzelzeichnungsberechtigung und damit eine
beherrschende Stellung innehatte, weshalb seine Bestätigungen auf den
Lohnabrechnungen und die Angaben in der Arbeitgeberbescheinigung mit besonderer
Vorsicht zu würdigen sind (vgl. Urteil L. vom 20. September 2004, C 34/04).
Nichts abgeleitet werden kann sodann aus der am 25. November 2002 erfolgten
Einzahlung von Sozialversicherungsbeiträgen (BGE 113 V 352). Auch die sich bei
den Akten befindlichen Buchhaltungsunterlagen der Firma "X.________"
vermögen - worauf bereits das kantonale Gericht zutreffend hingewiesen hatte -
die behaupteten Lohnzahlungen nicht zu belegen.
4.1.2 Nach Darstellung des Beschwerdeführers
verfügte die Firma "X.________" über kein Post- oder Bankkonto,
weshalb keine (als Beweismittel besonders geeigneten) Kontoauszüge zur
Verfügung stehen. Wie das kantonale Gericht zutreffend erwägt, sind
Bestätigungen über den Lohnfluss, welche Personen mit arbeitgeberähnlicher
Stellung selbst unterzeichnet haben, als Beweismittel ebenso wenig geeignet,
wie darauf basierende weitere Unterlagen (beispielsweise Steuererklärungen oder
die Buchhaltung; Urteil L. vom 20. September 2004, C 34/04, Erw. 4.2; Erw.
4.1.1 hievor). Indessen kann aus dem in ARV 2004 S. 115 publizierten Urteil
nicht abgeleitet werden, dass der Beweis erfolgter Lohnzahlungen ausschliesslich
durch Kontoauszüge zu erbringen ist, worauf im Übrigen auch die Vorinstanz
zutreffend hinweist. Nach der Rechtsprechung sind beispielsweise Aktenstücke,
welche den Abfluss von Lohnbeträgen aus der Kasse dokumentieren, grundsätzlich
als Beweismittel geeignet. Ebenso können Zeugenaussagen ehemaliger Mitarbeiter
allenfalls Rückschlüsse über Art und Höhe der betriebsüblichen Lohnauszahlung
und damit auf die in der fraglichen Zeit effektiv ausbezahlten Löhne
ermöglichen (vgl. das bereits zitierte Urteil L. vom 20. September 2004, C
34/04, Erw. 4.3). Solche Abklärungen wurden bisher nicht getätigt. Die Sache
ist daher an die Verwaltung zurückzuweisen, damit sie weitere Abklärungen
vornimmt, indem sie allfällige weitere Geschäftsakten sowie die Konkursakten beizieht
oder eine Befragung der ehemaligen Mitarbeiter F.________ und S.________
durchführt.
4.2 Sollte der Beschwerdeführer die Mitwirkung
verweigern oder sollten sich aus den Konkursakten und den Zeugenaussagen keine
klaren Rückschlüsse auf die in der fraglichen Zeit effektiv ausbezahlten Löhne
ergeben, liegt Beweislosigkeit vor und ein Anspruch auf
Arbeitslosenentschädigung entfällt (Erw. 1.2 hievor).
Gelangt die Verwaltung nach Durchführung der
ergänzenden Beweisabnahmen zur Auffassung, das Erfordernis der ausreichenden
Ausübung einer beitragspflichtigen Beschäftigung sei erfüllt, wird sie
gegebenenfalls vor der Ausrichtung von Arbeitslosenversicherungs-leistungen
noch die weiteren gesetzlichen Anspruchs-voraussetzungen zu prüfen haben.
(…)." (cfr. STFA del 23 giugno 2005 nella causa B., C 55/05)
Infine in un’altra
decisione del 10 agosto 2005 nella causa D. (C 62/05) la nostra Massima Istanza
ha concluso che sulla base dei soli atti di causa non era possibile escludere
che il guadagno assicurato del ricorrente ammontasse a fr. 7'500.-- e non ai fr.
4'000.-- come stabilito dalla precedente istanza.
Il TFA ha quindi annullato
la decisione impugnata e rinviato gli atti all’amministrazione per ulteriori
accertamenti sulla base delle seguenti considerazioni:
" (…)
4.
4.1Die Arbeitgeberbescheinigung vom 11. Februar
2003 weist für den Zeitraum vom 1. August 2002 bis 31. Januar 2003 einen
monatlichen Bruttoverdienst des Beschwerdeführers von Fr. 7500.- aus. Diese
Angabe entspricht sowohl den eingereichten Lohnblättern für das Jahr 2002 wie
auch den einzelnen Lohnabrechnungen der Monate Dezember 2002 und Januar 2003.
Ferner ist dem IK-Auszug vom 6. Februar 2004 ebenfalls ein AHV-pflichtiges
Einkommen für das Jahr 2002 von Fr. 90'000.- (= 12 x Fr. 7500.-) sowie für den
Monat Januar 2003 von Fr. 7500.- zu entnehmen und auch das BVG-Altersguthaben
wurde auf einem entsprechenden Bruttolohn abgerechnet (vgl. Kontoauszug der BAV
Gastrosuisse Aarau vom 16. Februar 2004). Sodann deklarierte der
Beschwerdeführer in der (freilich erst am 28. November 2003 eingereichten)
Steuererklärung 2002 ein steuerpflichtiges Einkommen aus unselbstständiger
Tätigkeit in Höhe von Fr. 78'603.-, was wiederum übereinstimmt mit den
Nettolohnbezügen gemäss Lohnblatt 2002, und gab als Lohnforderung im Konkurs
seiner Ehefrau einen monatlichen Bruttoverdienst von Fr. 7500.- an.
4.2 Entgegen der vorinstanzlichen
Betrachtungsweise kann vor diesem Hintergrund ein tatsächlich erfolgter
Lohnfluss im vorliegend massgeblichen Bemessungszeitraum (vgl. Erw. 1.2 in fine
hievor) von Fr. 7500.- nicht ohne weiteres verneint werden. Auch wenn die vom
Beschwerdeführer angerufenen Unterlagen je für sich im Lichte der
Rechtsprechung (vgl. Erw. 2.2 in fine hievor), wonach sich namentlich selbstunterzeichnete
AHV-Lohnblätter sowie die Steuererklärung in der Regel nicht als Beweis für den
Lohnfluss eignen, nicht als uneingeschränkt beweistauglich zu betrachten sind -
so wurden das Lohnblatt für das Jahr 2002 sowie die Lohnabrechnungen der Monate
Dezember 2002 und Januar 2003 von der damaligen Ehefrau des Versicherten selber
ohne Datumsangabe ausgefüllt bzw. unterzeichnet (Lohnblatt) und vom
Beschwerdeführer, ebenfalls undatiert, jeweils gegengezeichnet (einzelne
Lohnbezüge auf Lohnblatt) und konnten die Lohnsummen des Jahres 2002 infolge
fehlender Buchhaltung durch den Revisor der AHV-Ausgleichskasse nicht
kontrolliert werden (vgl. Mitteilung der AHV-Ausgleichskasse der Gastrosuisse
Aarau vom 19. Mai 2003) -, ist die Kongruenz der entsprechenden Angaben doch
auffällig. Zu beachten ist in diesem Zusammenhang im Übrigen, dass die
Ausgleichskasse zwar eine abschliessende Kontrolle der in den Jahren 2002 und
2003 ausbezahlten Löhne nicht hatte vornehmen können, als beitragspflichtig
gemäss IK-Auszug vom 6. Februar 2004 letztlich offenbar aber dennoch ein
Einkommen im Betrag von Fr. 90'000.- (2002) bzw. Fr. 7500.- (Januar 2003)
anerkannte. Ferner belegen die vom Beschwerdeführer vorinstanzlich replikweise
vorgelegten Lohnblätter anderer Arbeitnehmer des konkursiten Unternehmens zum
einen, dass die Löhne der Angestellten offenbar, wie geltend gemacht,
tatsächlich bar ausbezahlt worden sind. Zum anderen geht daraus hervor, dass
der monatliche Bruttoverdienst eines Officeburschen im Jahr 2002 Fr. 4008.35
und derjenige des Küchenchefs Fr. 5416.67 betrug, gegenüber welchen sich das
von Vorinstanz und Verwaltung angenommene Entgelt von brutto Fr. 4000.- für den
als Geschäftsführer bzw. Chef de Service fungierenden Beschwerdeführer doch
sehr gering ausnimmt, zumal auch der Verdienst eines Kellners ohne erkennbare
weitere Spezialaufgaben bereits auf der Basis eines Festlohns (ohne Trinkgelder
etc.) von Fr. 5000.- erfolgte. In Anbetracht dieser Situation sind zwar - mit
dem kantonalen Gericht und der Beschwerdegegnerin - gewisse Zweifel an der
Beweiskraft der aufgelegten Unterlagen angebracht. Anderseits lässt sich, wie
bereits ausgeführt, aus der Widerspruchsfreiheit der Aktenstücke sowie dem
Umstand, dass auf dem vom Beschwerdeführer behaupteten Einkommen auch sämtliche
sozialversicherungsrechtlichen Beiträge erhoben worden sind, deren Tauglichkeit
als Beweismittel für die Auffassung des Versicherten auch nicht einfach
ausschliessen. Da sich gewisse Angaben wie beispielsweise die im Rahmen der
Steuererklärung für das Jahr 2002 deklarierte Lohnsumme durch zusätzliche
Erhebungen, so etwa die Einholung der definitiven Steuerveranlagung für den
betreffenden Zeitraum, ohne weiteres erhärten lassen, ist die Sache zur
weiteren Abklärung an die Arbeitslosenkasse zurückzuweisen. Eine Steuererklärung
ist nur dann - im Sinne der Rechtsprechung (vgl. u.a. ARV 2004 Nr. 10 S. 115) -
als Beweismittel für den tatsächlich erfolgten Lohnfluss ungeeignet, wenn die
darin enthaltenen Einkommensangaben nicht die effektiven Lohnverhältnisse
widerspiegeln, was sich, da sich kaum jemand widerspruchslos ein höheres
steuerpflichtiges Einkommen anrechnen lassen wird, als er tatsächlich bezogen
hat, erst im anschliessenden steuerbehördlichen Veranlagungsverfahren
herausstellt. Die Beschwerdegegnerin wird ferner nochmals Auskünfte bei der
AHV-Ausgleichskasse Gastrosuisse bezüglich einer möglicherweise doch noch
erfolgten Arbeitgeberkontrolle sowie einen aktuellen IK-Auszug einzuholen
haben, auf welchem allfällige - nachträgliche - Änderungen hinsichtlich der
gemäss Auszug vom 6. Februar 2004 ausgewiesenen beitragspflichtigen Einkommen
für das Jahr 2002 sowie den Monat Januar 2003 nunmehr enthalten sein sollten.
Im Anschluss daran wird die Verwaltung erneut über die Höhe des versicherten Verdienstes
zu befinden haben.
(…)." (cfr. STFA del 10 agosto 2005 nella causa D., C 62/05)
In una sentenza del 12
settembre 2005 nella causa A. (C 247/04) la Prima Camera del Tribunale federale
delle assicurazioni ha riesaminato la sua giurisprudenza e si è così espressa:
" (...)
Zusammenfassend ist festzustellen, dass
Voraussetzung für den Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung unter dem
Gesichtspunkt der erfüllten Beitragszeit nach Art. 8 Abs. 1 lit. e in
Verbindung mit Art. 13 Abs. 1 AVIG grundsätzlich einzig die Ausübung einer
beitragspflichtigen Beschäftigung während der geforderten Dauer von mindestens
sechs, ab 1. Juli 2003 zwölf Beitragsmonaten ist (BGE 113 V 352). Diese
Tätigkeit muss genügend überprüfbar sein. Dem Nachweis tatsächlicher
Lohnzahlung kann nach dem Gesagten nicht der Sinn einer selbstständigen
Anspruchsvoraussetzung zukommen, wohl aber jener eines bedeutsamen und in
kritischen Fällen unter Umständen ausschlaggebenden Indizes für die Ausübung
einer beitragspflichtigen Beschäftigung. In diesem Sinne ist die Gerichtspraxis
gemäss ARV 2001 Nr. 27 S. 225 und seitherige Urteile (Erw. 1.2) zu
präzisieren.
3.4 Im vorliegenden Fall wurden offenbar keine
Abklärungen getroffen, ob die Beschwerdeführerin tatsächlich in den Monaten
Januar bis Juni 2002 eine beitragspflichtige Beschäftigung ausgeübt hatte. In
den Arbeitgeberbescheinigungen vom 15. März 2003 wurden als Tätigkeiten
«Hilfspersonal/Bürohilfe/Telefonistin» und «Hilfspersonal + Reinigung»
angegeben. Unter Beachtung des Vorstehenden wird die Arbeitslosenkasse ergänzende
Abklärungen vorzunehmen haben, insbesondere ob die Versicherte im Zeitraum
November 2001 und Januar bis Juni 2002 effektiv eine beitragspflichtige
Beschäftigung ausgeübt hatte und bejahendenfalls, ob ein Art. 164 ZGB
vergleichbarer Sachverhalt gegeben ist. Danach wird die Verwaltung über den
Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung neu verfügen. (...)"
2.6. Nella
Circolare relativa alle indennità di disoccupazione (ID) (nella versione in
francese del gennaio 2003: Circulaire IC, Janvier 2003), il Segretariato di
Stato dell'economia (SECO), quale autorità di sorveglianza che deve adoperarsi
per garantire un'applicazione uniforme del diritto ed impartire le istruzioni
generali (cfr. art. 110 LADI; STFA dell’8 aprile 2004 nella causa H., C 340/00,
consid. 4; STFA del 10 marzo 2003 nella causa C. C 176/00, consid. 3; STFA
dell'8 agosto 2001 nella causa K., C 260/99, consid. 6b e DTF 127 V 57, consid.
3a pag. 61), in merito alle tematiche relative al periodo di contribuzione e al
guadagno assicurato ha, tra l'altro, rilevato che:
"
(…)
B79 Le délai-cadre de cotisation est de 2
ans. Les activités exercées dans ce laps de temps doivent être soumises à
cotisation et l'assuré doit avoir touché un salaire au sens de l'art. 5 al. 2
LAVS. Il n'est pas déterminant en l'occurrence que l'employeur ait
effectivement versé les cotisations à la caisse de compensation AVS. L'activité
soumise à cotisation doit être valablement attestée par l'employeur.
ð Un assuré travaillant pour sa propre SA n'a pas
droit à l'IC s'il ne peut pas prouver qu'il a effectivement exercé une activité
soumise à cotisation. Des indices tels que la perception d'avances au lieu d'un
salaire, l'absence de preuves du versement d'un salaire régulier sur son compte
privé bancaire ou postal, le fait que la société ne comporte pas d'organes,
etc., indiquent que l'assuré n'était pas lié à la SA par un contrat de travail
mais utilisait son infrastructure pour mener certaines activités pour son
propre compte.
Une bourse ne peut
être considérée comme le revenu d'une activité dépendante puisque l'activité
qu'elle couvre n'est pas une activité soumise à cotisation. Or, en vertu de
l'art. 2 al. 1 let. a LACI, seules doivent payer des cotisations à l'AC les
personnes qui touchent un revenu d'une activité dépendante et qui sont soumises
à l'AVS
comme salariés.
(…)
C2a Lorsque l’assuré occupait une position
semblable à celle d’un employeur avant de tomber au chômage, la caisse
examinera avec une attention toute particulière s’il a effectivement touché le
salaire attesté (voir ch. marg. B79). En d’autres termes, l’assuré devra
prouver qu’il a effectivement touché son salaire en produisant un relevé
bancaire ou postal. Le décompte de salaire ou des cotisations aux assurances
sociales ne constitue pas un moyen de preuve suffisant. (…)"
(cfr. Circulaire IC, Janvier
2003, ch. marg. B79 e C2a)
In
un’altra Direttiva concernente la “Verifica del rapporto di lavoro attestato
dal datore di lavoro”, pubblicata in 013-Prassi LADI 2005/28, il SECO ha
stabilito che:
"
Se la cassa ha dubbi in merito all’esattezza
dell’attestazione del datore di lavoro concernente il rapporto di lavoro, essa
deve verificare, come per le persone che prima di essere disoccupate occupavano
una posizione analoga a quella di un datore di lavoro, se il salario indicato è
stato effettivamente percepito.
In tali casi l’assicurato deve essere in grado di
provare che ha ricevuto il salario esibendo le ricevute del versamento
effettuato sul suo conto bancario o postale. I conteggi dello stipendio o i
conteggi dei contributi alle assicurazioni sociali non costituiscono mezzi di
prova sufficienti. Se il salario gli è stato versato in contanti, l’assicurato
deve almeno poter presentare una decisione di tassazione dell’autorità fiscale
e il certificato di salario che attesta l’avvenuta riscossione dello stipendio.
Se l’assicurato non è in grado di addurre la
prova che ha effettivamente percepito un salario, la cassa non può
riconoscergli alcun periodo di contribuzione per il rapporto di lavoro in
questione (cfr. Circolare ID, edizione gennaio 2003, n. marg. B79)."
(cfr. 013-Prassi LADI 2005/28)
2.7. Nell’evenienza
concreta dagli atti di causa risulta che l’assicurato (tuttora iscritto quale
socio gerente con una quota di fr. 10'000.-- su un capitale sociale di fr. 20'000.--
e diritto di firma individuale della __________ dal __________; cfr. estratto
RC della __________ facilmente reperibile su internet all’indirizzo www.zefix.ch) si è iscritto al collocamento
il 14 giugno 2004 rivendicando il diritto alle indennità di disoccupazione (cfr.
doc. 1 e 2).
Per
questa società anche la moglie dell’assicurato figura iscritta a Registro di
commercio (RC) quale socia gerente con una quota di fr. 10'000.-- e diritto di
firma individuale.
Nella
“Domanda d’indennità di disoccupazione” l’assicurato ha indicato quale ultimo
datore di lavoro la __________, esercizio pubblico presso il quale ha iniziato
a lavorare il 1° luglio 1999 (cfr. doc. 1 punto 16).
Egli ha
pure dichiarato che il suo ultimo giorno di lavoro è stato il 7 giugno 2004 e
che in quel giorno egli ha ricevuto la disdetta con effetto immediato a motivo
della “(…) vendita dell’attività e chiusura dell’azienda (…)” (cfr. doc. 1
punti 19, 20 e 21).
Dall’”Attestato
del datore di lavoro” si evince che l’assicurato è stato occupato presso la __________,
__________, __________ dal 1° luglio 1999 al 7 giugno 2004, che il salario è
stato corrisposto fino a quella data e che il rapporto di lavoro è stato
disdetto a quel momento con effetto immediato (cfr. doc. 3).
Dagli
atti di causa risulta che l’assicurato, il 7 giugno 1999, ha sottoscritto un
contratto di lavoro quale cameriere con inizio al 1° luglio 1999 e un salario
lordo di fr. 4'000.-- con la __________ (cfr. doc. 4).
Dalla
documentazione bancaria prodotta si evince che dal mese di luglio 1999 al mese
di giugno 2001 all’assicurato è stato versato il salario direttamente sul suo
conto in banca in virtù di un ordine permanente del 25 giugno 1999 (cfr. doc.
6).
In sede
di istruttoria è stato appurato che la fiduciaria che si è occupata della
contabilità dell’esercizio pubblico ha seguito la pratica fino al 25 aprile
2003, che gli ultimi atti ufficiali si riferiscono al rendiconto IVA del I
semestre 2002 e che per quanto riguarda agli stipendi all’assicurato, per il
2001, è stato versato in contanti l’importo di fr. 48'000.-- lordi (cfr. doc.
XVIII).
Da quanto
appena esposto risulta dunque che dal mese di luglio 1999 fino al mese di
dicembre 2001 all’assicurato è sempre stato versato il suo salario.
È vero
che nel caso presente il termine quadro per il periodo di contribuzione va dal
14 giugno 2002 al 13 giugno 2004 (cfr. art. 9 LADI e doc. XIX).
La
circostanza appena illustrata dimostra comunque che, dalla sua assunzione, all’assicurato
è stato regolarmente corrisposto un salario.
Per
quando riguarda il periodo dal mese di giugno 2002 al mese di giugno 2004, da
quanto emerso in sede di istruttoria, il TCA rileva quanto segue.
Agli atti
figurano innanzitutto le “Busta paga” per i mesi da gennaio 2002 a maggio 2004
(cfr. doc. 5).
Al
riguardo, durante le udienze del 14 gennaio e del 28 aprile 2005, l’assicurato
ha, in particolare, affermato che:
"
(…)
Dopo la chiusura delle relazioni bancarie lo
stipendio mi è sempre stato versato regolarmente entro il 5 del mese successivo
tramite una busta paga.
Concretamente mia moglie prelevava dalla Cassa il
mio salario me lo consegnava e io controfirmavo la relativa busta paga.
Il salario mi veniva versato in ditta e alcune volte
a casa mia in quanto la moglie aveva ritenuto di portare al domicilio privato
gli incassi della ditta.
All’assicurato viene sottoposto il doc. 5
(trattasi delle buste paga per i mesi da gennaio 2002 a maggio 2004).
L’assicurato afferma che tutte le buste paga le
ha controfirmate alla presenza solo di mia moglie.
Tutte le buste paga portano la firma di mia
moglie per la __________.
(…).” (cfr. doc. VII)
"
(…)
Il Presidente del TCA mostra al sig. RI 1 il doc.
5 dell'incarto 38.2004.67. L'assicurato precisa che la firma in esteso è la sua
e la moglie firma con la propria sigla sopra il nome della Società.
Il Presidente del TCA chiede ai sig.ri RI 1 se è
vero che ai dipendenti veniva consegnata ogni mese una ricevuta. Essi
rispondono positivamente.
Il Presidente del TCA chiede ai sig.ri RI 1 se
questa ricevuta mensile esiste anche per loro. La risposta è positiva. (…).” (cfr.
doc. XIX)
Le buste
paga (in realtà si tratta di conteggi di stipendio) trovano poi riscontro nelle
rispettive ricevute sottoscritte dall’assicurato per i mesi da gennaio 2002 a
maggio 2004 (cfr. doc. 5 e doc. XXIII e allegati B29-B57).
Anche dal
“Foglio Cassa” della __________ risulta che (limitatamente al periodo di
contribuzione rilevante) dal mese di giugno 2002 al mese di novembre 2003 e dal
mese di gennaio al mese di maggio 2004 (cfr. doc. XXIV e allegati C3-C21 e doc.
XXVIII e allegati D1-D5), dalla cassa è sempre uscito il salario
dell’assicurato per il relativo periodo.
Dall’istruttoria
è pure emerso che anche per due altre dipendenti, sentite dal TCA quali testi,
il salario veniva consegnato a mano (cfr. doc. XIX).
In
particolare, la teste __________, per il periodo durante il quale ha lavorato
presso la __________ (meglio dal mese di novembre 2003 al mese di maggio 2004)
ha prodotto delle ricevute del tutto e per tutto simili a quelle sottoscritte
dall’assicurato (cfr. doc. XX e allegati XX/2-XX/8).
Infine,
ma non da ultimo, nella “Dichiarazione di imposta transitoria” l’assicurato ha
dichiarato, per l’anno 2002, un reddito da attività dipendente pari a fr.
48'000.-- (che corrisponde al suo reddito mensile moltiplicato per 12
mensilità: fr. 4'000.-- x 12 = fr. 48'000.--) e per l’anno 2003 egli è stato
tassato d’ufficio in base a un reddito da attività dipendente di fr. 50'000.--
(cfr. doc. XXXIII e allegati doc. E1-E5).
In
simili circostanze, in applicazione dell'abituale criterio
della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni
sociali (cfr. STFA del 19 ottobre 2004 nella causa G., C 78/04, consid. 3; STFA
del 15 marzo 2004 nella causa P.B., C 292/02; STFA del 24 settembre 2003 nella
causa R., C 281/02, consid. 1.3.2; STFA del 2 settembre 2003 nella causa C., U
319/02, consid. 1.3; STFA del 14 aprile 2003 nella causa M., U 165/02, consid.
1.2; STFA del 18 settembre 2001 nella causa W., C 264/99; STFA del 28 novembre
2000 nella causa S., H 407/99, consid. 5b; STFA del 22 agosto 2000 nella causa
B., C 116/00, consid. 2b; STFA del 23 dicembre 1999 nella causa F., C 341/98, consid.
3; RDAT II-2001 N. 91 pag. 378; SVR 2001 KV N. 50 pag.
145; DTF 126 V 322 consid. 5a; DTF 125 V 195 consid. 2;
SZS 1993 pag. 106 consid. 3a; RCC 1986 pag. 202 consid. 2c, RCC 1984 pag. 468 consid.
3b, RCC 1983 pag. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid.
2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, "Die Rechtspflege
in der Sozialversicherung", in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989
pag. 31-32; Scartazzini, "Les rapports de causalité dans le droit suisse
de la sécurité sociale", Basilea 1991, pag. 63), viste le risultanze
appena riprodotte e alla luce della giurisprudenza citata (cfr. consid. 2.3, 2.4 e 2.5) questo Tribunale deve concludere che durante il periodo
dal 14 giugno 2002 al 13 giugno 2004, all’assicurato è
stato effettivamente versato un salario per un periodo superiore ai 12 mesi.
Di
conseguenza, a torto, la Cassa ha respinto la richiesta d’indennità di
disoccupazione dell’assicurato in quanto egli non avrebbe adempiuto il
presupposto dell’adempimento del periodo di contribuzione.
Va qui peraltro rilevato
che la stessa Cassa, vista l’ulteriore documentazione prodotta dall’assicurato
e sottopostale dal TCA (cfr. doc. XXVI), ha osservato, in particolare, che:
“(…) Alla luce di questa documentazione, la cassa ritiene di poter considerare
tale periodo di attività quale periodo di contribuzione ai sensi della LADI.
(…).” (cfr. doc. XXVII).
Riguardo poi alla
documentazione fiscale la Cassa ha rilevato che il reddito annuo dichiarato
corrisponde al salario riportato sulle buste paga e che per l’assicurato vi
sono dei riscontri della riscossione dello stipendio nella documentazione
fiscale prodotta (cfr. doc. XL).
In simili
circostanze, a mente del TCA la decisione su opposizione impugnata deve dunque
essere annullata. L'assicurato adempie dunque il presupposto dell'art. 8 cpv. 1
lett. e LADI.
Per il
resto il TCA si limita a constatare che con decisione del
23 luglio
2004, egli è stato ritenuto inidoneo al collocamento dalla Sezione del Lavoro (cfr.
doc. 13 e consid. 1.6).
2.8. Secondo
l'art. 61 lett. g LPGA il ricorrente che vince la causa ha diritto al rimborso
delle ripetibili secondo quanto stabilito dal tribunale delle assicurazioni.
L'importo è determinato senza tener conto del valore litigioso, ma secondo
l'importanza della lite e la complessità del procedimento.
La
disposizione transitoria dell'art. 82 cpv. 2 LPGA stabilisce poi che i Cantoni
devono adeguare la loro legislazione alla presente legge entro cinque anni a
partire dalla sua entrata in vigore. Fino a quel momento sono valide le
prescrizioni cantonali in vigore precedentemente (cfr. DTF 129 V 115).
Al
riguardo l'Alta Corte, in una decisione del 20 agosto 2003 nella causa B., C
56/03, ha, in particolare, sviluppato le seguenti considerazioni:
"
(…)
1.2 Neu verankert Art. 61 lit. g Satz 1 ATSG für
sämtliche von diesem Gesetz erfassten Regelungsgebiete, einschliesslich die
Arbeitslosenversicherung (Art. 2 ATSG in Verbindung mit Art. 1 AVIG in der seit
1. Januar 2003 geltenden Fassung), einen Anspruch der obsiegenden Beschwerde
führenden Person auf Ersatz der Parteikosten. Nach der Rechtsprechung ist diese
geänderte prozessrechtliche Norm des Bundesrechts - im Unterschied zu den mit
dem ATSG geänderten materiellrechtlichen Vorschriften - ab dem Tag dessen
Inkrafttretens am 1. Januar 2003 sofort anwendbar geworden; vorbehalten bleiben
anders lautende Übergangsbestimmungen (BGE 129 V 115 Erw. 2.2, 117 V 93 Erw.
6b, 112 V 360 Erw. 4a; RKUV 1998 Nr. KV 37 S. 316 Erw. 3b; Urteil E. vom 20.
März 2003 [I 238/02] Erw. 1.2). Von den im ATSG enthaltenen Übergangsregelungen
ist allein Art. 82 Abs. 2 ATSG verfahrensrechtlicher Natur. Danach haben die
Kantone ihre Bestimmungen über die Rechtspflege diesem Gesetz innerhalb von
fünf Jahren nach seinem Inkrafttreten anzupassen; bis dahin gelten die
bisherigen kantonalen Vorschriften.
§ 28 Abs. 2 des Zuger Gesetzes über den
Rechtsschutz in Verwaltungssachen vom 1. April 1976
(Verwaltungsrechtspflegegesetz; Bereinigte Gesetzessammlung 162.1) sieht vor,
dass im Rechtsmittelverfahren der ganz oder teilweise obsiegenden Partei eine
Parteientschädigung nach Massgabe ihres Obsiegens zuzusprechen ist, ohne
einzelne Gebiete des Verwaltungs-, insbesondere des Sozialversicherungsrechts
hievon auszunehmen. Materiellrechtlich genügt die kantonale Regelung damit den
bundesrechtlichen Vorgaben des Art. 61 lit. g Satz 1 ATSG. Hinsichtlich des
grundsätzlichen Anspruchs der obsiegenden Partei auf Parteientschädigung (auch)
im Arbeitslosenversicherungsprozess ist der zugerische Gesetzgeber mithin zu
keiner Anpassung des Verwaltungsrechtspflegegesetzes innert fünf Jahren
gehalten, womit der übergangsrechtliche Art. 82 Abs. 2 ATSG hier - wovon im
vorliegenden Fall auch die Vorinstanz ausgegangen ist - keine eigenständige
Rechtswirkung entfaltet, die
der sofortigen Anwendbarkeit des Art. 61 lit. g
Satz 1 ATSG entgegenstünde. (…)"
(cfr. STFA del 20 agosto 2003 nella causa B., C 56/03, consid. 1)
Secondo
l'art. 22 della legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale
delle assicurazioni (LPTCA), il ricorrente che vince la causa ha diritto nella
misura stabilita dal giudice al rimborso delle spese processuali, dei disborsi
e delle spese di patrocinio (cpv. 1). L'importo delle ripetibili è determinato
in relazione alla fattispecie ed alla difficoltà del processo, senza tener
conto del valore litigioso (cpv. 2).
Ora,
visto il tenore dell'art. 22 LPTCA suenunciato e alla luce della giurisprudenza
federale appena illustrata, anche nel nostro Cantone, la regolamentazione
cantonale non deve essere adeguata all'art. 61 lett. g LPGA, in quanto conforme
a quest'ultimo (cfr. DTF 130 V 320 consid. 2.1; STFA del 26 agosto 2005 nella
causa S. I 723/04).
RI 1,
vincente in causa, è rappresentato da un legale.
Egli ha
così diritto alle ripetibili, che vengono fissate in franchi 1’500.-- ritenuto
che questo importo tiene calcolo del fatto che il dispendio profuso dal
patrocinatore va diviso equamente tra due incarti e meglio, oltre a quello qui
in oggetto, anche a quello di sua moglie (cfr. inc. 38.2004.68 i cui atti
rispecchiano quelli di questo incarto).
La
richiesta di ammissione al gratuito patrocinio è pertanto divenuta priva di
oggetto (cfr. STFA del 19 agosto 2005 nella causa D., I 606/03; STFA del 1°
luglio 2003 nella causa T., U 176/02; STFA del 9 aprile 2003 nella causa C., U
164/02; STFA dell'8 novembre 2001 nella causa F., U 134/99; STFA del 18 agosto
1999 nella causa T., U 59/99; STFA del 2 agosto 1999 nella causa D., I 360/97;
STFA del 19 novembre 1998 nella causa S., P 7/97 e STFA del 27 aprile 1998
nella causa C., U 18/97; U. Kieser, "ATSG-Kommentar, pag. 628: "Soweit
die unentgeltlich vertretene Partei obsiegt, steht der Partei der Anspruch auf eine
Parteientschädigung zu; die unentgeltliche Vertretung wirkt sich insoweit nicht
mehr aus (vgl dazu BGE 117 V 404 f.)").
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso è
accolto e la decisione su opposizione impugnata è annullata.
§ Di
conseguenza l'assicurato adempie il presupposto dell'art. 8 cpv. 1 lett. e
LADI.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
La Cassa
verserà all’assicurato la somma di fr. 1'500.-- a titolo di ripetibili (IVA
inclusa).
3.- L’istanza
tendente alla concessione del gratuito patrocinio è divenuta priva di
oggetto.
4.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante.
Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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