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Decisione

38.2004.67

L'assicurato che prova di aver lavorato e che un salario gli é stato versato ha adempiuto al periodo di contribuzione. Domanda di assistenza giudiziaria priva di oggetto visto il diritto a ripetibili.

9 novembre 2005Italiano83 min

Source ti.ch

Fatti

I doc. X

e XI con i rispettivi allegati sono stati trasmessi all’assicurato per

conoscenza (cfr. doc. XIII).

1.10. Con lettera

del 5 aprile 2005 il Presidente del TCA ha citato le parti ad un’udienza prevista

per il giorno 28 aprile 2005 onde procedere all’esame dei testi richiesti e

citati dal TCA (cfr. doc. XIII e XIV-XVII dell’inc. 38.2004.68).

Con

lettera dell’8 aprile 2005 il rappresentante dell’assicurata ha confermato la

sua presenza all’udienza prevista per il 28 aprile 2005 e ha chiesto per il suo

assistito il beneficio dell’assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio

indicando che provvederà al più presto ad introdurre il certificato municipale

con i rispettivi documenti (cfr. doc. XV).

1.11. Con lettera

del 13 aprile 2005, trasmessa in copia al legale dell’assicurata, il teste __________

ha comunicato al TCA quanto segue:

"

(…)

in merito alla citazione quale testimone per il

28 aprile 2005, devo comunicarle quanto segue:

● Il responsabile dell’incarto non

Considerandi

ero io, ma il mio collega __________;

● Il mio collega ha seguito la

pratica fino al 25 aprile 2003, gli ultimi atti ufficiali si riferiscono

al rendiconto IVA del I semestre 2002;

● Da quel momento non abbiamo più

contatti con i clienti e non sappiamo chi ha gestito le pratiche amministrative

dopo di noi.

Per quanto risulta dalla contabilità 2001 gli

stipendi versati a contanti ai signori RI 1 sono stati i seguenti:

● RI 1 – Lordo

48'000 netto 44'022.00

● __________ – Lordo

20'000 netto 17’427.50

Ritenuto conto di quanto sopra, le chiedo

cortesemente di esonerarmi dalla comparsa, visto che oltretutto, ho un impegno

inderogabile per detto giorno.

(…).” (cfr. doc. XIX dell’inc. 30.2004.68)

Con

lettera del 15 aprile 2005 il rappresentante dell’assicurato ha scritto al TCA

quanto segue:

"

(…)

in relazione alla comunicazione ricevuta dal

teste __________ del 13 aprile 2005, prendo atto che la fiduciaria non ha più

curato gli interessi dei signori RI 1, nell’ultima fase della loro attività

lavorativa.

Dispositivo

Per questi motivi, ritengo opportuno rinunciare

al teste __________, rispettivamente anche alla sostituzione con il collega __________.

(…).” (cfr. doc. XVI)

Con

lettera del 19 aprile 2005 il TCA ha comunicato alle parti che l’udienza

prevista per il 28 aprile 2005 avrà inizio alle ore 14.30 e ha notificato loro

i doc. XIX e XX (cfr. doc. XVII).

1.12. Il 28 aprile

2005 il Presidente del TCA ha proceduto all’audizione dei testi e alla

discussione di causa con le parti.

In quell’occasione

è stato steso un verbale del seguente tenore:

"

(…)

compaiono:

- __________ e RI 1, assistiti da avv. RA 1

- __________ per la Cassa

e si procede, all'esame della teste:

-__________,

nata il __________, divorziata, domiciliata a __________, attinente di __________,

di professione __________.

la quale, invitata a rispondere secondo verità ed

ammonita delle conseguenze di una falsa testimonianza, interrogata risponde: lo

giuro.

Ho lavorato presso la Società __________ come

cameriera dal 1° settembre 2003 al 31 ottobre 2003. Ero l'unica cameriera oltre

ai signori RI 1.

Ho ricevuto regolarmente il salario. Sono stata

licenziata verbalmente il 22 ottobre 2003 e poi il 24 ottobre 2003 per

iscritto. Non andavo bene per il lavoro per il quale ero stata assunta.

Ho ricevuto il salario in una busta. Conservo a

casa le buste paga. Le farò pervenire al TCA entro il termine di 5 giorni.

Il salario mi veniva consegnato a mano. Non mi

veniva consegnato in una busta.

Mi veniva consegnato il foglio paga, con un

conteggio dettagliato dell'importo del salario e delle relative deduzioni

sociali. Poi controllavo se era giusto. In caso di esame positivo firmavo, pure

la sig.ra __________ firmava.

Oltre a questo firmavo una ricevuta, attestante

che avevo ricevuto i soldi con la relativa data. Non ho una copia di questa

ricevuta, ho solo il foglio paga.

Sul conteggio figurava indicato il mese.

Il Presidente del TCA chiede alla teste se alla

fine del conteggio oltre alle firme figurava pure la data, la teste risponde

che non ricorda.

Rispondendo al Presidente del TCA la teste

risponde che i titolari della ditta non le hanno mai parlato delle modalità con

le quali a loro stessi veniva versato il salario.

Il TCA acquisisce copia del contratto e della

lettera di disdetta che viene consegnato immediatamente alle parti.

La Cassa di disoccupazione non ha nessuna

domanda.

Pure le parti non hanno nessuna domanda da

rivolgere alla testimone.

Il Presidente del TCA ringrazia la teste per la

sua collaborazione e la congeda alle ore 14:50.

(…)

e si procede, ora, all'esame della teste:

- __________,

nata il __________, domiciliata a __________, __________, di professione __________.

la quale, invitata a rispondere secondo verità ed

ammonita delle conseguenze di una falsa testimonianza, interrogata risponde: lo

giuro

Ho lavorato presso la __________ come cameriera

dal novembre 2003 a maggio 2004.

Ero l'unica cameriera oltre ai sig.ri RI 1.

È stato stipulato un contratto di lavoro scritto.

Non l'ho portato con me.

Il rapporto di lavoro si è concluso nel maggio

del 2004, in quanto mi sono licenziata avendo trovato un nuovo posto di lavoro.

Nel periodo in cui ho lavorato ho ricevuto

regolarmente il salario.

Il salario mi veniva versato a mano. Il salario

mi veniva versato in contanti. Mi veniva pure consegnato un conteggio nel quale

figurava il salario e i contributi sociali. Non l'ho con me. Mi impegno a

trasmetterli al TCA entro il termine di 5 giorni.

Credo che in alto al conteggio figurasse il mese

per il quale mi veniva versato il salario. Il foglio veniva firmato da me e dal

sig. RI 1. Non ricordo se vi era indicata la data precisa.

Non ricordo se accanto al conteggio firmavo anche

una ricevuta.

Rispondendo al Presidente del TCA la teste

risponde che i titolari della ditta non le hanno mai parlato delle modalità con

le quali a loro stessi veniva versato il salario.

Al riguardo preciso che i sig.ri RI 1 non mi

hanno mai detto dove loro ricevevano il salario (ad esempio se su un conto

corrente postale o bancario).

Rispondendo ad una domanda del sig. RI 1 volta a

sapere se è capitato che hanno ricevuto assieme il salario la teste risponde di

sì.

Ho visto alcune volte il sig. RI 1 ricevere il

salario.

Rispondendo al Presidente del TCA riconfermo che

il salario mi veniva versato tutti i mesi dal sig. RI 1. Il salario mi veniva

consegnato nel retro del Ristorante. Quando il sig. RI 1 mi chiamava per

ricevere i soldi, erano già lì pronti sia i soldi che il conteggio. Vedevo pure

il sig. RI 1 con i suoi soldi. Non ricordo se c'era la signora __________.

Rispondendo alla domanda della sig.ra __________

la teste precisa che almeno nell'ultima occasione il salario le è stato versato

dalla sig.ra __________.

La Cassa di disoccupazione non ha nessuna

domanda.

Il Presidente del TCA ringrazia la teste per la

sua collaborazione e la congeda alle ore 15:40.

(…)

Il Presidente del TCA invita l'avv. RA 1 a

trasmettere al più presto i documenti per l'assistenza giudiziaria (cfr. doc.

XVIII, inc. 38.2004.68).

L'avv. RA 1 comunica che gli è stato impossibile

a raggiungere la sig.ra __________ per cui si procede direttamente alla

discussione di causa.

Il Presidente del TCA mostra alla sig.ra __________

il doc. 4 dell'incarto 38.2004.68. L'assicurata precisa al riguardo che la

firma in esteso è la sua e pure sua è la sigla apposta sopra il nome della

Società.

Il Presidente del TCA mostra al sig. RI 1 il doc.

5 dell'incarto 38.2004.67. L'assicurato precisa che la firma in esteso è la sua

e la moglie firma con la propria sigla sopra il nome della Società.

Il Presidente del TCA chiede ai sig.ri RI 1 se è

vero che ai dipendenti veniva consegnata ogni mese una ricevuta. Essi

rispondono positivamente.

Il Presidente del TCA chiede ai sig.ri RI 1 se

questa ricevuta mensile esiste anche per loro. La risposta è positiva.

Il Presidente del TCA assegna ai ricorrenti un

termine di 10 giorni per produrre le fatture mensili che li riguardano

personalmente.

Il Presidente del TCA segnala ai ricorrenti che

nei conteggi salariali prodotti figura in alto l'indicazione dei rispettivi

mesi ma non figura minimamente la data dell'incasso del salario, per questo

motivo essi non possono essere ritenuti sufficientemente validi come prova.

Riguardo a quanto dichiarato il 14 gennaio 2005

il sig. RI 1 precisa che le buste paga venivano effettivamente controfirmate

alla presenza solo di sua moglie ma che il versamento dello stipendio stesso è

avvenuto a volte anche in presenza di una dipendente.

Il Presidente del TCA chiede al sig. __________

se era al corrente che accanto alle buste paga vi erano pure delle ricevute.

Egli risponde di averlo scoperto oggi.

La sig.ra __________ rispondendo al Presidente

del TCA precisa che dal 1999 e nei primi anni di attività i salari venivano

versati tramite ordine di bonifico permanente (per noi e per la cameriera, che

è sempre stata una sola persona). Per ragioni di risparmio dovevamo pagare in

contanti.

Il sig. __________ chiede ai sig.ri RI 1 come mai

sui conteggi allegati figuravano delle deduzioni per contributi sociali che se

erano valide per gli anni precedenti, non erano più attuali negli anni

2003-2004. La sig.ra __________ risponde che sono stati semplicemente ripresi i

dati degli anni precedenti.

Con riferimento al doc. XIX il sig. __________

chiede se, vista la riduzione di salario, la sig.ra __________ è stata assente

dal lavoro. L'assicurata risponde di sì. Riguardo al fatto che successivamente

il salario sia stato di nuovo più elevato gli assicurati precisano che la

cameriera dal quel momento ha lavorato soltanto a metà tempo e non più a tempo

pieno.

In conclusione il Presidente del TCA assegna ai

ricorrenti un termine di 10 giorni per produrre le ricevute e un estratto del

libro cassa per il periodo determinante (14 giugno 2002 al 13 giugno 2004).

Alle ore 16:25 il Presidente del TCA dichiara

chiusa l'udienza.

(…).” (cfr. doc. XIX)

1.13. Il 3 maggio

2005 la teste __________ ha trasmesso al TCA la documentazione richiestale in

sede di udienza (cfr. doc XX e allegati XX/1-XX/8).

Dopo la

chiesta proroga del termine e a diverse riprese il legale dell’assicurato ha

trasmesso al TCA la documentazione chiesta in sede di udienza (cfr. doc. XXI,

XXII, XXIII e allegati B1-57, XXIV e allegati C1-21 e XXVIII e allegati D1-6).

1.14. Il doc. XXIII

e allegati XXIII/1-XXIII/8 dell’inc. 38.2004.68 (che corrispondono ai doc. XX e

allegati XX/1-XX/8 di questo incarto) sono stati notificati al legale

dell’assicurata per osservazioni (cfr. doc. XXV).

La nota

concernente la documentazione prodotta dalla teste, le lettere concernenti la

proroga del termine e quelle che hanno accompagnato tutta la documentazione

prodotta dal legale dell’assicurata sono state notificate alla Cassa e alla

stessa è stato assegnato un termine per la visione degli originali presso la

cancelleria del TCA e per presentare osservazioni scritte (cfr. doc. XXVI).

1.15. Con lettera

del 3 giugno 2005 la Cassa ha osservato quanto segue:

"

(…)

Ci riferiamo alla vostra comunicazione del 2

giugno 2005 e vi informiamo che, dopo aver esaminato gli allegati XX/1-8; B

1-57 e C 1-21, la cassa non può che constatare che durante il periodo che corre

dal mese di maggio 2002 al mese di novembre 2003, gli importi che figurano

sulle ricevute dello stipendio trovano un corrispondente nel registro del libro

cassa, alla voce uscite.

Alla luce di questa documentazione, la cassa

ritiene di poter considerare tale periodo di attività quale periodo di

contribuzione ai sensi della LADI.

Restano senza risposte, per la cassa, le ragioni

per le quali l’assicurato non ha prodotto per tempo, quando richiesto dalla

cassa, questa documentazione, che avrebbe consentito certamente di disporre fin

dall’inizio di tutti gli elementi necessari per stabilire il diritto alle

prestazioni assicurative.

Lo stesso vale per l’incarto del coniuge dell’assicurato,

la signora __________.

(…).” (cfr. doc. XXVII)

1.16. Con lettera

del 6 giugno 2005 il legale dell’assicurata ha trasmesso al TCA ulteriore

documentazione (cfr. doc. XXVIII e allegati doc. D/1-D/6).

Questo

documento unitamente agli allegati è stato notificato alla Cassa che con

lettera del 10 giugno 2005 ha comunicato al TCA di non avere altre osservazioni

da formulare (cfr. doc. XXIX e XXXII).

1.17. I doc. XXVI,

XXVII, XXIX e XXXII sono stati trasmessi al legale dell’assicurata per conoscenza

(cfr. doc. XXXIII).

Con

lettera del 15 giugno 2005 il rappresentante dell’assicurata ha comunicato al

TCA quanto segue:

"

(…)

in relazione alle osservazioni presentate dalla CO

1 Cassa Disoccupazione, ed in particolare in merito alla lettera del 3 giugno

2005, laddove la cassa si chiede perché l’assicurato non ha prodotto

precedentemente la documentazione, devo precisare che la vertenza si era

immediatamente irrigidita, ciò che in combinazione con la critica situazione

personale e professionale dei coniugi RI 1, ha conseguentemente condotto ad un

blocco delle comunicazioni tra le parti.

(…).” (cfr. doc. XXXIV)

1.18. In data 16

giugno 2005 è pervenuto al TCA il “Certificato per l’ammissione all’assistenza

giudiziaria” concernente i coniugi RI 1 (cfr. doc. XXXV).

1.19. Previa

citazione scritta (cfr. doc. XXXVI) le parti sono state sentite ancora il 22

settembre 2005 dal Presidente del TCA. In quell’occasione è stato setso un

“verbale di udienza” del seguente tenore:

"

(…)

compaiono:

- RI 1, ricorrente;

- avv. RA 1, rappr. dei ricorrenti;

- __________ della Cassa disoccupazione CO 1;

e si procede alla discussione di causa:

Il presidente del TCA chiede all'avv. RA 1 come

mai è stata chiesta una proroga per produrre la documentazione. Egli risponde che

in prima battuta pensava che figurasse fra gli atti del fallimento e si è così

attivato per procurarsela in quella sede.

Lì però non c'era. Era in possesso dei sig.ri RI

1.

Il presidente del TCA chiede al sig. RI 1 di

precisare perché questa documentazione non è stata prodotta subito. Egli

risponde che era sua moglie che si occupava di queste cose e ha avuto anche

problemi di salute, per cui ho dovuto insistere molto per procurare tale

documentazione.

Per un certo periodo c'era un fiduciario che operava

la contabilità e verificava le registrazioni, poi era lei a fare tutto.

Il presidente del TCA mostra a RI 1 le ricevute

dei salari e l'assicurato conferma di averle firmate lui stesso.

La Cassa ribadisce quanto già scritto, che visto

che gli importi combaciano ritiene sufficientemente provato il periodo di

contribuzione.

Il sig. RI 1, rispondendo al presidente del TCA,

precisa che la maggior parte delle ricevute che lui firmava venivano allestite

dalla moglie. Era ancora sua moglie che si occupava di preparare il "conto

cassa".

Il Presidente del TCA stigmatizza il fatto che la

sig.ra __________, pur essendo stata convocata con largo anticipo, non si sia

presentata (per motivi familiari: bambino da accudire) senza darne

comunicazione in anticipo al Tribunale.

In simili condizioni questo Tribunale assegna

all'assicurato per il tramite del suo avvocato un termine di 5 giorni

per:

indicare quando si

procedeva alla registrazione nel conto cassa, e cioè se prima o dopo il

versamento del salario, in particolare per quali motivi il versamento del

salario veniva registrato a volte alcuni giorni dopo rispetto alla ricevuta.

A tale proposito il sig. RI 1 e l'avv. RA 1 (che

riferisce quanto gli ha detto la sig.ra __________) precisano che le ricevute

venivano firmate da tutti i dipendenti lo stesso giorno. In realtà il salario

veniva da loro ricevuto solo quando vi erano soldi a sufficienza dopo avere

pagato ad esempio i fornitori.

Il presidente del TCA ricorda che il termine

quadro va dal 14.6.2002 al 13.6.2004.

Il presidente del TCA assegna un termine di 5

giorni per produrre le dichiarazioni fiscali 2003A, 2003B con la

relativa notifica e 2004 con la relativa notifica (se già ricevuta).

Alle ore 15:00 il presidente del TCA dichiara

chiusa l'udienza.

(…).” (cfr. doc. XXXVII)

1.20. Il 27

settembre 2005 il legale dell’assicurato ha prodotto i doc. da E/1 a E/5 e ha

scritto al TCA quanto segue:

"

(…)

in relazione al verbale del 22 settembre 2005, vi

accludo la dichiarazione d’imposta 2003A (senza notifica), nonché la notifica

2003B.

A proposito di quest’ultima, devo osservare che

si tratta di una tassazione d’ufficio.

Interpellata a proposito della mancata

dichiarazione, la moglie ha nuovamente giustificato il fatto, con i motivi già

indicati nella mia lettera del 15 giugno 2005 al TCA, ossia la crisi di rigetto

amministrativo, nel periodo pre e post fallimento aprile – ottobre 2004.

(…).” (cfr. doc. XXXVIII)

1.21. Il doc.

XXXVIII con i rispettivi allegati sono stati notificati alla Cassa (cfr. doc.

XXXIX) che, con lettera del 30 settembre 2005 al TCA, ha osservato che:

"

(…)

▪ sulla dichiarazione fiscale 2003A

i contribuenti annunciano per l’anno 2002 un reddito annuo per la signora __________

di Fr. 6'900.--, a fronte di un salario mensile lordo per il medesimo anno,

riportato sulla busta paga sottoscritte dalla signora, di Fr. 4'500.--. Al

contrario il reddito annuo annunciato per il signor RI 1 corrisponde al salario

lordo riportato sulle buste paga;

▪ in base alla notifica 2003B

(tassazione d’ufficio) ritroviamo la medesima discrepanza tra il salario

mensile lordo riportato sulle buste paga della signora __________ e il reddito

considerato ai fini fiscali;

▪ se per il signor RI 1 si trovano riscontri della

riscossione dello stipendio nella documentazione fiscale, certamente lo stesso

non si può dire per la signora __________, e ci si chiede in quale misura

riconducibili ad una confusione amministrativa.

(…).” (cfr. doc. XL)

1.22. Il doc. XL è

stato notificato al rappresentante dell’assicurato (cfr. doc. XLI) che, con

lettera dell’11 ottobre 2005 al TCA ha ribadito che:

"

(…)

in merito alle osservazioni della Cassa

disoccupazione CO 1, devo ribadire che per l’anno 2002, non vi è stata alcuna

dichiarazione fiscale da parte della signora __________, per i motivi già

esposti nella mia lettera del 27 settembre 2005.

La tassazione 2003B, è una tassazione d’ufficio.

(…).” (cfr. doc. XLII)

Il doc.

XLII è stato trasmesso alla Cassa per conoscenza (cfr. doc. XLIII).

in

diritto

2.1. Il 1° luglio

2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI, accettata dal popolo il

24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg.; RU N. 24 del

24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

Poiché

nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento

legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie

giuridicamente rilevante (cfr. STFA del 16 febbraio 2004 nella causa S., C

154/03; DTF 129 V 1, consid. 1.2, pag. 4; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr. 3;

DTF 127 V 466, consid. 1, pag. 467; DTF 126 V 163, consid. 4b, pag. 166; DTF 125 V 42, consid. 2b, pag. 44; DTF 123 V 70, consid.

2, pag. 71; DTF 122 V 34, consid. 1, pag. 36 con

riferimenti; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2; STFA del 20 gennaio 2003

nella causa V. e V.-A., K 133/01 e STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H

114/01), visto che la presente fattispecie si riferisce a una questione

(l’adempimento del periodo di contribuzione) che si è posta successivamente (e

cioè l’11 giugno 2004, data a partire dalla quale l’assicurato rivendica il

diritto alle indennità di disoccupazione; cfr. doc. 1) all’entrata in vigore

delle nuove disposizioni, si applicano le norme valide dal 1° luglio 2003.

2.2. L'assicurato

ha diritto all'indennità di disoccupazione, tra l’altro, se ha compiuto o è

liberato dall'obbligo di compiere il periodo di contribuzione (cfr. art. 8 cpv.

1 lett. e LADI).

Secondo

l'art. 13 cpv. 1 LADI, ha adempiuto il periodo di contribuzione colui che,

entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3), ha svolto durante almeno 12 mesi

un'occupazione soggetta a contribuzione.

2.3. Secondo

l'art. 2 cpv. 1 lett. a LADI é tenuto a pagare i contributi all'assicurazione

contro la disoccupazione (assicurazione) il salariato (art. 10 LPGA) che è

assicurato obbligatoriamente ed è tenuto a pagare contributi per il reddito di

un'attività dipendente giusta la legge federale del 20 dicembre 1946

sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS).

L'obbligo

di adempiere al periodo di contribuzione é dunque ossequiato quando l'assicurato,

quale dipendente, prova di aver svolto, nel pertinente termine quadro,

un'occupazione soggetta a contribuzione e di aver percepito durante almeno

dodici mesi un salario determinate ai sensi dell'art. 5 cpv. 2 LAVS (cfr. DTF

122 V 249, consid. 2b, pag. 250-251 e la giurisprudenza ivi citata).

Secondo

la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA), per quanto

concerne l’adempimento del periodo di contribuzione, l’art. 13 cpv. 1 LADI

presuppone che l’assicurato abbia effettivamente esercitato un’attività

soggetta a contribuzione. Non è necessario, ai fini dell’applicazione di tale

articolo, che il datore di lavoro, quale organo nella procedura di percezione,

abbia effettivamente trasferito alla cassa di compensazione i contributi del

salariato (cfr. DTF 113 V 352; DLA 1988 N. 88, consid. 3a,

pag. 88-89; vedi inoltre Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in:

Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, cifra

marginale 67, pag. 27-28 e 161, pag. 64-65 e Gerhards, Kommentar zum

Arbeitslosenversicherungsgesetz, (AVIG), Berna 1987, Vol. 1, Ad. art. 13, N.

29, pag. 174).

In una sentenza pubblicata in DLA 2001 N. 27, pag. 225 = SVR 2001

ALV Nr. 14, pag. 41 l'Alta Corte ha tuttavia sottolineato che non adempie la

condizione dell'esistenza di un'occupazione soggetta a contribuzione secondo

l'art. 13 cpv. 1 LADI l'assicurato che non ha realmente percepito il salario

dalla propria società, ma i cui importi sono stati semplicemente contabilizzati

come crediti nei confronti della società. Il fatto che i contributi alle

assicurazioni sociali siano stati conteggiati correttamente e versati alla

cassa di compensazione non cambia nulla. La giurisprudenza pubblicata nella DLA

1988 N. 1, pag. 19 segg. = DTF 113 V 352, che esige l'esercizio effettivo di

un'attività salariata per soddisfare le condizioni relative al periodo di

contribuzione, implica dunque inoltre che un salario sia stato realmente

versato al lavoratore. Di conseguenza non vi è occupazione soggetta a contribuzione

in assenza di una retribuzione versata all'assicurato.

L'esigenza

di un salario effettivo - per ammettere che le condizioni relative al periodo

di contribuzione sono tutte soddisfatte - permette di prevenire gli abusi che

potrebbero risultare da accordi fittizi tra datore di lavoro e lavoratore in

merito al salario che il primo si impegna contrattualmente a versare al secondo

(soprattutto quando il datore di lavoro e il lavoratore sono in realtà un'unica

persona).

L’Alta

Corte si è confermata nella propria giurisprudenza in una sentenza del 19

ottobre 2004 nella causa G. (C 78/04) e in una sentenza del 7 marzo 2005 nella

causa K. (C 273/03), nelle quali ha, tra l’altro, ribadito che:

"

(…)

Par activité soumise à cotisation, il faut entendre

toute activité de l'assuré, destinée à l'obtention d'un revenu soumis à

cotisations pendant la durée d'un rapport de travail (Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz

[AVIG], tome I, note 8 ad art. 13 LACI, p.170). Ainsi que l'a précisé la Cour

de céans dans un arrêt Z. du 9 mai 2001 (DTA 2001 n° 27 p. 225), l'exercice

effectif d'une activité salariée suffisamment contrôlable, comme exigence qui

doit être satisfaite pour admettre que les conditions relatives à la période de

cotisation sont remplies (ATF 113 V 352; DTA 1999 n° 18 p. 101 consid. 2a et

la référence; Nussbaumer, in : Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Arbeitslosenversicherung,

p. 64, ch. m. 161 et les notes n° 325 et 326), implique également qu'un salaire

soit réellement versé au travailleur (DTA 1988 n° 1 p. 19 sv. consid. 3b/c non

publié aux ATF 113 V 352).

Outre qu'elle découle de l'interprétation de la loi,

l'exigence d'un salaire effectif - pour admettre que les conditions relatives à

la période de cotisation sont réunies (art. 8 al. 1 let. e et 13 LACI) -

présente également l'avantage de prévenir les abus qui pourraient résulter en

cas d'accord fictif entre un employeur et un travailleur au sujet du salaire

que le premier s'engage contractuellement à verser au second (surtout lorsque

l'employeur et le travailleur ne font en réalité qu'une seule et même

personne). A cet égard, les principes jurisprudentiels développés à propos de

l'art. 23 al. 1 LACI peuvent être transposés mutatis mutandis: un salaire

contractuellement prévu ne sera dès lors pris en considération, sous l'angle de

l'art. 13 al. 1 LACI, que s'il a réellement été perçu par le travailleur durant

une période prolongée et qu'il n'a jamais fait l'objet d'une contestation (DTA

1995 n° 15 p. 79 ss; voir aussi DTA 1999 n° 7 p. 28 consid. 1; arrêt A. du 31 août 2001, C 354/00, consid. 2c).

(…).” (cfr. STFA del 19 ottobre 2004 nella causa G., C 78/04)

2.4. In una

decisione pubblicata in DLA 1996/1997 N. 17, pag. 79 il TFA ha stabilito che

l'esistenza di un'occupazione effettivamente esercitata soggetta a

contribuzione non è provata né verosimile in misura preponderante come

richiesto dalla giurisprudenza, se il titolare unico di un ufficio fiduciario

gestito a titolo individuale, di cui è amministratore unico, presenta

esclusivamente documenti firmati personalmente o da altre persone non

identificate (certificati di salario, contratto di lavoro, verbali

dell'assemblea generale, lettera di conferma della disdetta, ecc.). Questi

documenti, presentati dall'assicurato, sono semplici allegazioni di parte, il

cui contenuto può essere verificato unicamente mediante le spiegazioni

dell'assicurato stesso.

L'Alta

Corte si è successivamente confermata nella propria giurisprudenza. In una

decisione pubblicata in DLA 2001 N. 12, pag. 143, ha stabilito che se il

coniuge afferma di aver effettuato per la moglie, che svolge un'attività

indipendente, lavori nell'ambito dell'amministrazione e della fornitura per un

salario complessivo di fr. 1'000.--, compresi vitto e alloggio, egli ne deve

addurre la prova. In virtù dell'obbligo di collaborare che prevale nelle

procedure in materia di assicurazioni sociali, egli deve provare almeno la data

e l'importo dei pagamenti in questione. L'attestato del datore di lavoro

stilato dalla moglie non costituisce una prova sufficiente.

La nostra

Massima Istanza, in una decisione pubblicata in DLA 2002 N 16 pag. 116, ha

inoltre rilevato che se l'assicurato e il suo coniuge sono impiegati di una Sagl

in qualità di associati e vi occupano una posizione dirigente, occorre

considerare con tutta la prudenza necessaria le dichiarazioni dell'assicurato

in merito al versamento del salario.

L’Alta

Corte ha in particolare sottolineato che:

"

(…)

(…) das kantonale Gericht im angefochtenen

Entscheid in einlässlicher Weise zutreffend dargelegt hat, dass die von der

Beschwerdeführerin eingereichten Unterlagen (namentlich die Lohnabrechnungen

für die Monate Mai bis Oktober 1997 mit den zugehörigen Quittungen über

erfolgten Barbezug) den Nachweis entsprechender Lohnzahlungen nicht zu erbringen

vermögen, zumal die Beschwerdeführerin und ihr Ehemann (dieser war laut

Handelsregisterauszug im fraglichen Zeitraum ebenfalls Gesellschafter und

Geschäftsführer) in der Firma X.________ GmbH eine massgebliche Stellung

innehatten, weshalb deren Angaben mit besonderer Vorsicht zu würdigen sind,

(…).“ (cfr. DLA 2002 N. 16 pag. 117)

In una decisione

pubblicata in DLA 2004 N. 10 pag. 115 l'Alta Corte ha ribadito che l'articolo

13 LADI implica che l'assicurato abbia svolto un'occupazione

soggetta a contribuzione e che il datore di lavoro gli abbia effettivamente

versato un salario. La dichiarazione d'imposta e il modulo per il salario

firmato dall'assicurato destinato all'AVS non costituiscono una prova

sufficiente del versamento del salario. In mancanza di giustificativi del

versamento del salario (estratti del conto corrente postale o bancario o

ricevute del pagamento del salario), il versamento del salario non può essere

provato con un grado di verosimiglianza sufficiente.

In quell'occasione,

chiamato a statuire nel caso di un assicurato che, prima di essere licenziato,

aveva lavorato quale dipendente della moglie, titolare di una ditta

individuale, il TFA ha sviluppato le seguenti considerazioni:

"

(…)

2.

2.1 Wie das kantonale Gericht zutreffend

festgehalten hat, sind die AHV-Lohnblätter, die vom Beschwerdegegner selbst

unterzeichnet wurden, nicht geeignet, einen auf die Rahmenfrist für die

Beitragszeit (28. Mai 1997 bis 27. Mai 1999) entfallenden, tatsächlichen

Lohnbezug nachzuweisen. Einen Beweis für die erfolgte Lohnzahlung erblickt die

Vorinstanz hingegen in der Steuererklärung 1999/2000, in welcher der

Beschwerdegegner für das Jahr 1997 ein Einkommen aus unselbstständiger

Erwerbstätigkeit von Fr. 37'037.- und 1998 ein solches von Fr. 48'407.-

deklariert hatte.

2.2 Der Beschwerdegegner hat die Steuererklärung

1999/2000, in welcher die erwähnten Einkommen aus den Jahren 1997/1998

deklariert sind, erst am 30. November 2001 unterschrieben und von der Treuhand

Y.________ dem Steueramt Z.________ einreichen lassen. Gemäss

Veranlagungsprotokoll wurden die deklarierten Einkommen von der Steuerbehörde

übernommen, und am 17. Januar 2002 erging die definitive Veranlagungsverfügung

der kantonalen Steuerverwaltung. In die Steuererklärung wurden die vom

Beschwerdegegner auf den AHV-Lohnblättern zuhanden der Ausgleichskasse

bestätigten Lohnsummen übernommen. Da diesen Lohnblättern nach den richtigen

Ausführungen der Vorinstanz hinsichtlich eines tatsächlich erfolgten

Lohnbezuges in der vorliegend interessierenden Periode kein Beweiswert zukommt,

ist nicht ersichtlich, inwiefern die Steuererklärung, in welche die nämlichen

Lohnsummen übertragen wurden, beweistauglich sein soll. Da sowohl die

Buchhaltung der Treuhand Y.________ als auch die Steuererklärung auf den nicht

beweiskräftigen, vom Beschwerdegegner selbst unterzeichneten AHV-Lohnblättern

beruhen, und Belege für eine Lohnüberweisung, wie z.B. Post- oder

Bankkontoauszüge oder Quittungen für Lohnzahlungen in bar, fehlen, ist eine

tatsächlich erfolgte Lohnentrichtung im Sinne der Rechtsprechung (Erw. 1

hievor) nicht mit der erforderlichen Wahrscheinlichkeit erstellt. Eine Urkunde,

welcher die Beweiskraft abgeht, wird nicht dadurch zum tauglichen Beweismittel,

dass in anderen Aktenstücken wiederum von deren Inhalt ausgegangen wird.

Wie die Arbeitslosenkasse sodann richtig bemerkt,

wurde die Steuererklärung 1999/2000 erst am 30. November 2001 und somit zu

einem Zeitpunkt eingereicht, als dem Beschwerdeführer aufgrund des

Einspracheentscheides der Kasse vom 12. Dezember 2000 die Anforderungen an den

Nachweis der behaupteten Lohnzahlungen bekannt waren. Dass darin die Lohnsummen

gemäss AHV-Lohnblättern und Buchhaltung übernommen wurden, ist folgerichtig und

kann unter den gegebenen Umständen nicht als Hinweis auf eine tatsächlich

erfolgte Lohnzahlung aufgefasst werden. Ferner ist auch der vom

Beschwerdegegner selbst unterzeichnete Lohnausweis für die Jahre 1997 und 1998,

der das Datum vom 31. Dezember 1998 trägt, indessen erst mit der Steuererklärung

1999/2000 am 30. November 2001 eingereicht wurde, nicht geeignet, die geltend

gemachten Lohnzahlungen zu belegen. Soweit das kantonale Gericht des Weiteren

aus dem Umstand, dass der Beschwerdegegner auch für die Jahre 1995 und 1996 ein

Einkommen aus unselbstständiger Erwerbstätigkeit versteuert habe, auf die

Richtigkeit des behaupteten Sachverhalts in den Jahren 1997 und 1998 schliessen

will, kann ihm nicht gefolgt werden. Das steuerbare Einkommen des

Beschwerdegegners und seiner Ehefrau in den Bemessungsjahren 1995/1996 wurde

von der Steuerbehörde am 3. Februar 2000 zunächst ermessensweise auf Fr.

82'800.- festgelegt. Auf Einsprache gegen diese Ermessenstaxation hin setzte

die Staatssteuerkommission für Gewerbebetriebe und freie Berufe, Kreis II, des

Kantons Luzern, das steuerbare Einkommen in der Steuerperiode 1997/1998

rechtskräftig auf Fr. 25'400.- fest (Einspracheentscheid vom 12. April 2001). Abgesehen

davon, dass dieses Einkommen aus den Jahren 1995 und 1996 wesentlich tiefer ist

als das steuerbare Einkommen in den hier interessierenden Jahren 1997/1998 (Fr.

34'300.-), ist den Steuerakten nicht zu entnehmen, welcher Anteil dieser

Einkommen auf den Beschwerdegegner selbst und welcher auf seine Ehefrau als

Geschäftsinhaberin entfallen ist. Immerhin ist festzustellen, dass in der

später korrigierten Ermessenseinschätzung der weit überwiegende Teil der

Einkünfte nicht dem Beschwerdegegner, sondern seiner Ehefrau zugeschrieben

wurde. Aufgrund der Steuerakten kann somit entgegen den Erwägungen im angefochtenen

Entscheid nicht von einem gleichen fortgesetzten Sachverhalt während eines

Zeitraumes von vier Jahren gesprochen werden. Schliesslich kann der

Beschwerdegegner auch aus dem Umstand, dass er nach der Kündigung des

Anstellungsverhältnisses teilzeitlich weiter für das Planungsbüro seiner

Ehegattin tätig war und der Arbeitslosenkasse entsprechende Bescheinigungen

über Zwischenverdienst einreichte, nichts zu seinen Gunsten ableiten. Denn in

den Formularen wird nicht die effektive Lohnzahlung bescheinigt (…)."

(cfr. DLA 2004 N. 10, consid. 1 e 2, pag. 117-118)

Chiamata

a decidere se a un assicurato (al quale, vista la sua posizione analoga a

quella di un datore di lavoro - in quanto socio gerente della Sagl sua datrice

di lavoro - è stato riconosciuto l’eventuale diritto alle indennità dal 2

febbraio 2003, data della domanda di fallimento della Sagl) era stato

effettivamente versato un salario, nella già citata sentenza del 19 ottobre

2004 nella causa G. (C 78/04), l’Alta Corte ha rilevato che:

"

(…)

Cela étant, c'est à juste titre que les premiers

juges ont estimé que les éléments recueillis en cours de procédure ne

permettaient pas d'établir le versement effectif des salaires déclarés. Les

divers documents produits par le recourant en cours de procédure (décomptes de

salaire, quittances de salaire, contrat de travail, lettre de résiliation,

attestation de l'employeur, compte d'exploitation) ont tous été établis et

signés par le recourant lui-même. Ce ne sont toutefois que de simples allégués

de partie dans la mesure où ils ne peuvent être vérifiés que par les

explications du recourant. A eux seuls, ces documents ne sont pas suffisants

pour prouver, ni même pour établir avec un degré de vraisemblance prépondérante

exigé par la jurisprudence susmentionnée que le recourant a réellement perçu un

salaire (voir DTA 1996/1997 n° 17 p. 79 ss). En effet, afin d'éviter les abus

mentionnés au considérant 2.2, la jurisprudence exige un élément probatoire

supplémentaire et qui ne puisse être influencé par le demandeur. Or en

l'espèce, le recourant n'a pas été en mesure de produire cet élément, qu'il

s'agisse d'un extrait bancaire ou postal (personnel ou commercial), ou d'un

document signé par une tierce personne (une fiduciaire, comme l'a par exemple

suggéré le DEP). Quant aux déclarations du recourant relatives à l'inexistence

d'un compte personnel, elles sont pour le moins sujettes à caution. Le compte

bancaire indiqué dans la demande d'indemnités de chômage et dont le recourant a

fourni une copie de la carte, porte la mention suivante: « compte salaire-privé

______ ». On peut en déduire que le recourant disposait au moment des faits

d'un compte bancaire, privé de surcroît. Dans ce contexte, ses explications

sont peu convaincantes. Elles ne sont en tout cas pas susceptibles d'apporter

la preuve du versement effectif des salaires.

(…).”(cfr. STFA del 19 ottobre 2004 nella causa G., C 78/04)

Nell’altra

sentenza già citata del 7 marzo 2005 nella causa K. (C 273/03) il TFA si è così

espresso:

"

(…)

Comme preuve de l'exercice d'une activité salariée,

le recourant a produit une attestation de l'employeur remplie le 22 décembre

1998 par la société C.________ SA, ainsi que des fiches de salaire allant des

mois de juillet à décembre 1998 et une lettre de résiliation du 30 novembre 1998

rédigées sur papier à en-tête de ladite société. Or, il ressort du rapport

d'enquêtes de l'Office de la main d'oeuvre étrangère, qu'à partir du 18 mai

1998, K.________ était en fait l'administrateur unique de C.________ SA avec

signature individuelle et que cette société a changé de raison sociale le 1er

septembre 1998 pour devenir M.________ SA - société à son tour dissoute à la

suite d'un prononcé de faillite le 26 janvier 1999 (voir aussi l'extrait du

registre du commerce). L'attestation du 22 décembre 1998 a donc été établie par

un employeur qui n'avait plus d'existence juridique à l'époque déterminante, la

signature apposée sur ledit document étant de surcroît le fait d'une personne

non autorisée. Cela ôte toute crédibilité aux indications qui y figurent. La

même conclusion s'impose en ce qui concerne les fiches de paie et la lettre de

résiliation. Par conséquent, ces pièces ne constituent pas des preuves idoines

pour établir l'exercice effectif par le recourant d'une activité salariée

soumise à cotisation durant la période à considérer. L'inscription, au compte

individuel auprès de la Caisse cantonale genevoise de compensation, d'un revenu

de 18'195 fr. versé par M.________ SA pour l'année 1998 ne lui est d'aucun

secours. Ce revenu ne correspond en tout cas pas au versement d'un salaire de

7'480 fr. par mois durant une année entière. Les conditions du droit aux

indemnités de chômage n'étaient dès lors pas réunies.

4.

Il reste à examiner le droit du recourant à

l'ouverture d'un nouveau délai-cadre dès le 2 janvier 2001.

4.1 Toujours selon le rapport d'enquêtes de l'Office

de la main d'oeuvre étrangère, durant la période s'étendant du 1er janvier 1999

au 2 janvier 2002, K.________ a exercé l'activité d'administrateur (dans la

plupart des cas avec signature individuelle) ou d'associé-gérant dans diverses

sociétés - on notera en passant que le prénommé est actif dans ce domaine

depuis au moins 1993. Pour ces activités, il aurait perçu des honoraires. Or,

les honoraires des administrateurs font partie du salaire déterminant du point

de vue de l'AVS, en d'autres termes, du revenu d'une activité dépendante (art.

7 h RAVS). En principe, les montants que le recourant prétend avoir touché à ce

titre pourraient donc être pris en considération pour la période de cotisation

ici en cause. Il n'est toutefois pas possible de se faire une idée précise de

la situation: les indications fournies par K.________ sur les montants perçus

dans l'exercice de ses fonctions, de même que sur les périodes d'activité

auxquels ces montants sont censés se rapporter sont par trop vagues et

imprécises pour être retenues. Selon toute probabilité, celui-ci ne serait pas

en mesure de prouver l'existence et l'importance de ces honoraires si ce n'est

au moyen de documents établis et signés par lui-même (dans son recourant de

droit administratif, le recourant se définit d'ailleurs comme «homme de paille»

de sociétés «coquilles vides»). Or, il n'est pas possible de tenir compte de

simples allégués qui ne peuvent être vérifiés que par les explications du

recourant. En effet, afin d'éviter les abus, la jurisprudence (voir consid. 3.2

supra) exige un élément probatoire supplémentaire et qui ne puisse être

influencé par le demandeur. Aussi bien, ne peut-on admettre que le recourant

satisfait aux conditions relatives à la période de cotisation au sens de l'art.

13 al. 1 LACI. (…).”

(cfr. STFA del 7 marzo 2005 nella causa K.; C

273/03)

In un

altro caso nel quale, per il calcolo dell’indennità giornaliera

l’amministrazione si è fondata sulla dichiarazione d’imposta dell’assicurata e

non sul salario mensile attestato dal datore di lavoro, l’Alta Corte ha, in

particolare, sviluppato le seguenti considerazioni:

"

(…)

3.2 Selon la recourante, la différence entre le

salaire convenu et celui figurant dans sa déclaration fiscale correspond à sa

contribution à l'entretien de la famille, directement prélevée dans la caisse

de l'exploitation. S'il est vrai que la part du salaire que l'assuré apporte à

l'entretien de sa famille (art 163 CC) ne saurait être déduite du revenu

déterminant le gain assuré de l'art. 23 LACI, encore faut-il que cette part de

salaire ait été effectivement perçue par l'assuré ou soit suffisamment établie.

En l'espèce, compte tenu de l'exploitation commune

de l'établissement par la recourante et son époux, l'absence de versement de

tout salaire sur un compte bancaire ou postal, ainsi que la rémunération

déclarée au fisc et retenue par celui-ci au titre du revenu de la recourante,

la part de salaire invoquée par celle-ci au titre de sa contribution à

l'entretien de la famille n'est pas suffisamment établie. La possibilité d'abus

résultant d'un accord fictif ne pouvant pratiquement pas être écartée, il y a

lieu d'en rester à la solution retenue par l'administration et les premiers

juges, malgré le versement de contributions aux assurances sociales sur un

montant plus élevé.

(…).” (cfr. STFA del 2 febbraio 2005 nella causa

C., C 182/04)

Chiamata a pronunciarsi

circa la prova del versamento del salario nel caso di un assicurato occupato

quale direttore generale e amministratore unico della SA sua ex datrice di

lavoro l’Alta Corte ha, tra l’altro, sviluppato le seguenti considerazioni:

" (…)

3.

3.1Le recourant a expliqué en cours de procédure

qu'il a régulièrement perçu son salaire pour sa fonction de directeur de

X.________ SA jusqu'en 2000, période à partir de laquelle la société n'a plus

eu les ressources suffisantes pour assurer le paiement régulier des salaires du

personnel. Pour cette raison, le recourant a choisi de renoncer en partie à sa propre

rémunération. Lorsque les liquidités de la société s'avéraient suffisantes, il

prélevait son salaire par tranches, principalement par le biais du compte

postal de la société. Cette situation a perduré jusqu'au jour de la faillite de

la société. De septembre 2001 à septembre 2003, il a ainsi déclaré à la caisse

de compensation AVS et à la caisse de pension avoir perçu l'équivalent de dix

salaires mensuels. Il a également produit dans le cadre de la faillite une

créance correspondant à six mois de salaire, lesquels ont également été

déclarés.

3.2 Or, comme l'ont à juste titre exposé les

premiers juges, les nombreuses pièces versées au dossier par le recourant ne

permettent pas de prouver, ni même d'établir avec le degré de vraisemblance

prépondérante exigée par la jurisprudence (ATF 126 V 360 consid. 5b, 125 V 195 consid.

2 et les références), que le recourant a réellement et régulièrement perçu un

salaire durant le délai-cadre courant du 29 septembre 2001 au 28 septembre

2003. Hormis un unique extrait bancaire (relevé de la Banque Z.________ du 30

août 2002), le recourant n'a produit aucun autre document bancaire ou postal

personnel attestant que la société lui a régulièrement versé un salaire. Les

extraits du compte postal de la société qui font état d'opérations au guichet

postal ou de retraits d'espèces ne précisent pas le nom du destinataire et

l'affectation de ces montants. Certes, le livre de poste tenu pour la

comptabilité fait état d'un certain nombre de versements destinés au recourant,

sans que l'on sache toutefois si les sommes mentionnées ont été effectivement

versées. Il n'est à cet égard pas possible de mettre en parallèle les extraits

du compte postal et du livre de poste produits par le recourant, ces documents

se rapportant à des périodes différentes. Les montants qui ont été déclarés au

fisc (déclaration d'impôt 2001-2002bis) ainsi que les décomptes de salaire ou

de cotisations aux assurances sociales ne sont pas des preuves suffisantes du

versement d'un salaire (consid. 2.2). Il en va de même de la créance

correspondant à six mois de salaire produite dans la faillite de la société.

(…).” (cfr. STFA del 15 aprile 2005 nella causa

U., C 199/04)

In un’altra decisione del

15 aprile 2005 nella causa O. (C 140/04) l’Alta Corte ha invece confermato il

giudizio cantonale che, viste le informazioni rese dal contabile e la

documentazione prodotta (bilancio, conto perdita e profitti, conti salario e

conti correnti), ha stabilito che l’assicurato ha adempiuto il periodo di

contribuzione avendo provato il versamento del suo salario per un periodo di

almeno sei mesi.

Il TFA ha infatti

osservato che:

" (…)

2.1 Das kantonale Gericht hat gestützt auf die

Angaben des Buchhalters B.________ vom 4. August 2002 und die von ihm

aufgelegten Buchhaltungsakten sowie auf Grund der Steuerunterlagen und der von

der Ausgleichskasse bestätigten Lohnangaben des Beschwerdeführers in

einlässlicher Weise zutreffend dargelegt, dass der tatsächliche Lohnbezug des

Versicherten für mindestens sechs Monate rechtsgenüglich erstellt ist. Das

Eidgenössische Versicherungsgericht hat den vorinstanzlichen Erwägungen, auf

die verwiesen wird, nichts beizufügen.

(…).“ (cfr. STFA del 15 aprile 2005 nella causa O.,C 140/04)

Dal canto

suo questo Tribunale ha confermato le decisioni con le quali a un assicurato,

socio gerente della ditta sua datrice di lavoro, è stato negato il diritto alle

indennità di disoccupazione perché non dato il presupposto dell'adempimento del

periodo di contribuzione vista la mancata prova del versamento effettivo di un

salario (cfr. STCA del 19 gennaio 2005 nella causa C., 38.2004.40; STCA del 7

maggio 2004 nella causa G. 38.2003.102 e STCA del 15 dicembre 2003 nella causa

G., 38.2003.36).

Per un’esposizione e una critica della prassi dell’amministrazione e

dei tribunali vedi il contributo di Barbara Kupfer Bucher dal titolo: “Der

Nachweis del Lohnflusses als Voraussetzung für del Anspruch auf

Arbeitslosenentschädigung: eine zusammen-fassende Darstellung del Grundlagen

und der Praxis mit einer kritischen Würdigung.” pubblicato in SZS 2005, pag.

125-140.

2.5. In

una sentenza del 9 giugno 2005 nella causa C. (C 107/04), il TFA ha confermato

il precedente giudizio con il quale questo Tribunale ha negato a un assicurato, socio gerente della ditta sua datrice di lavoro, il diritto alle

indennità di disoccupazione perché non dato il presupposto dell'adempimento del

periodo di contribuzione vista la mancata prova del versamento effettivo di un

salario.

In quell’occasione l’Alta

Corte ha avuto occasione di riassumere la sua giurisprudenza ed ha rilevato:

" (...)

2.2 Nella sentenza pubblicata in DTF 113 V 352,

il Tribunale federale delle assicurazioni ha stabilito che l'art. 13 cpv. 1

LADI presuppone l'effettivo esercizio, da parte dell'assicurato, di un'attività

soggetta a contributo, ma non l'effettivo trasferimento, da parte del datore di

lavoro, quale organo nella procedura di percezione, dei contributi del

salariato alla cassa di compensazione.

Questa giurisprudenza è in seguito stata

precisata nel senso che per l'applicazione dell'art. 13 cpv. 1 LADI non basta

l'esercizio effettivo di un'occupazione soggetta a contribuzione, il datore di

lavoro dovendo, oltre a ciò, per questa attività effettivamente avere versato

un salario alla persona assicurata (DTF 128 V 190 consid. 3a/aa in fine con

riferimenti; DLA 2002 no. 16 pag. 116, 2001 no. 27 pag. 228, consid. 4c). Allo

stesso modo, è stato rilevato, non adempie la condizione dell'esistenza di

un'occupazione soggetta a contribuzione secondo l'articolo 13 cpv. 1 LADI l'assicurato

che non ha realmente percepito il salario dalla propria società, ma i cui

importi sono stati semplicemente contabilizzati come crediti nei confronti

della stessa (DLA 2001 no. 27 pag. 225). II fatto di esigere il versamento di

un salario effettivo - per ammettere che le condizioni relative al periodo di

contribuzione siano tutte soddisfatte - si spiega con la volontà di prevenire

gli abusi che potrebbero risultare da accordi fittizi tra datore di lavoro e

lavoratore in merito al salario che il primo si impegna contrattualmente a

versare al secondo (soprattutto quando il datore di lavoro e il lavoratore sono

in realtà un'unica persona [DLA 2001 no. 27 pag. 225]).

Secondo questa Corte,

l'esistenza di un'occupazione effettivamente esercitata soggetta a

contribuzione non è provata né resa verosimile in misura preponderante, come

richiesto dalla giurisprudenza (DTF 124 V 402 consid. 2b), se il titolare unico

di un ufficio fiduciario gestito a titolo individuale, di cui è amministratore

unico, presenta esclusivamente documenti firmati personalmente o da altre

persone non identificate (certificati di salario, contratto di lavoro, verbali dell'assemblea

generale, lettera di conferma della disdetta, ecc.). Questi documenti,

presentati dall'interessato, sono semplici allegazioni di parte, il cui

contenuto può essere verificato unicamente mediante le spiegazioni

dell'assicurato stesso (DLA 1997 no. 17 pag. 79).

Per il resto, le dichiarazioni d'imposta come

pure i certificati di salario firmati dall'assicurato (oppure dal coniuge: DLA

2001 no. 12 pag. 145) e destinati all'AVS o all'autorità fiscale non

costituiscono una prova sufficiente del versamento del salario. In mancanza di

giustificativi (estratti del conto corrente postale o bancario o ricevute

dell'avvenuto pagamento), il versamento del salario non può essere provato con

un grado di verosimiglianza sufficiente (DLA 2004 no. 10 pag. 115). Sempre a

proposito di questa prova, in DLA 2002 no. 16 pag. 117 questa Corte ha avuto

modo di relativizzare il valore probatorio attribuibile alla documentazione

prodotta da una ricorrente (segnatamente: un conteggio salari con le relative

ricevute attestanti l'avvenuto versamento in contanti) per il fatto che

l'interessata e suo marito (entrambi soci e gerenti di una SagI) occupavano una

posizione dirigenziale. In quell'occasione, il Tribunale federale delle

assicurazioni ha sottolineato che in simili circostanze le dichiarazioni

dell'assicurato in merito al versamento e all'ammontare del salario devono

essere valutate con particolare prudenza (sentenza citata, ibidem). Tale

concetto è stato infine recentemente confermato dalla già citata (v. consid. 1)

sentenza del 20 settembre 2004

in re L., nel cui ambito si è chiaramente detto che il solo fatto di disporre,

in questi casi, di un attestato del datore di lavoro e dei conteggi di salario,

ancorché accompagnati dalla conferma scritta dell'assicurato dell'effettiva

ricezione dell'importo, non permette ancora, alla luce della prassi sviluppata

in materia, di concludere che gli importi convenuti siano stati effettivamente

versati alla persona interessata, il giudice dovendo tenere conto per la

valutazione di questi mezzi di prova della circostanza che la stessa persona

agiva, nel periodo determinante, in qualità di socia con diritto di firma

individuale (sentenza citata, consid. 4.2).

2.3 In questo ordine di idee si inserisce anche

la Circolare del seco del gennaio 2003 concernente l'indennità di

disoccupazione (ID), la quale, pur non vincolando ovviamente questo Tribunale (DTF

130 V 172 consid. 4.3.1, 232 consid. 2.1, 129 V 204 consid. 3.2, 127 V 61 consid.

3a, 126 V 68 consid. 4b, 427 consid. 5a e sentenze ivi citate), si orienta

nella stessa direzione e precisa che indizi quali la mancanza di prove del

versamento di un salario regolare sul proprio conto privato o postale, il fatto

che la società non disponga di organi sociali, ecc. indicano che l'assicurato che, prima di cadere in

disoccupazione, occupava una posizione paragonabile a quella di un datore di

lavoro, non era in realtà vincolato alla SA (le stesse considerazioni essendo

ovviamente valide, mutatis mutandis, anche nel caso di una Sagl) da un

contratto di lavoro, ma utilizzava la relativa infrastruttura per condurre

determinate attività per proprio conto (cifre marg. B79 e C2a).

(…).” (cfr. STFA del 9 giugno 2005 nella causa

C., C 107/04)

Nel caso

concreto il TFA ha confermato il giudizio cantonale sulla base delle seguenti

argomentazioni:

"

(…)

3.1 Stante quanto precede, a ragione il primo

giudice ha ritenuto che i documenti prodotti da C._____ - che nella sua posizione di gerente con diritto di firma

individuale poteva determinare da solo sia la sua assunzione sia il suo

licenziamento e che effettivamente ha personalmente firmato tutti gli attestati

della X._____ Sagl all'inserto,

compresi la lettera di licenziamento come pure, "Per accettazione", i

conteggi salariali settembre 2002/agosto 2003 - non erano atti, da soli, a

dimostrare, con il necessario grado di verosimiglianza (un giudizio di mera

possibilità non essendo per contro sufficiente [DTF 115 V 142 consid. 8b; cfr.

pure DTF 126 V 360 consid. 5b con riferimenti]), l'effettivo pagamento degli

importi indicati.

Per il resto,

all'inserto non sono ravvisabili elementi che potrebbero giustificare - nell'ambito

dell'obbligo, per l'amministrazione o, in caso di ricorso, per l'autorità

giudiziaria, di accertare d'ufficio i fatti rilevanti e nei limiti dettati dal

dovere delle parti di collaborare (DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti) -,

un eventuale complemento istruttorio, ritenuto che non vi è (sufficiente)

traccia - né il ricorrente vi ha mai fatto allusione - di testimoni o di

documentazione (bancaria o postale) appartenente alla X._____

Sagl in grado di suffragare (ad es. mediante la

presenza di periodici movimenti di cassa o di conti di entità pari a quella

degli importi salariali fatti valere) le allegazioni di parte (a tal proposito cfr. la sentenza del 28 luglio 2004 in re

L., C 250/03, consid. 2.5). Tanto meno è suscettibile di modificare l'esito della

presente valutazione l'accenno ricorsuale ai rapporti contrattuali intercorsi

tra X._____ Sagl e Y._____ Sagl, l'insorgente non potendo, da

questa sola circostanza, dedurre nulla in favore della sua posizione che possa

dirsi di rilievo ai fini del giudizio in esame. Medesimo discorso deve infine

valere anche per la nuova documentazione prodotta relativa al verbale di

audizione 25 novembre 2004 sottoscritto - peraltro solo parzialmente - dinanzi all'autorità fiscale,

trattandosi anche in questo caso di una mera dichiarazione dell'interessato

che, in quanto tale, non configura una prova sufficiente dell'avvenuto versamento

del salario (v. consid. 2.2).

3.2 In tali condizioni, dev'essere giustamente

negato il diritto all'indennità di disoccupazione del ricorrente, il quale, in

questo modo, sopporta le conseguenze dell'insufficienza di prove per quanto

concerne l'effettivo pagamento dei salari e, più in generale, l'adempimento del

periodo di contribuzione (DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti).

(…)." (cfr. STFA del

giugno 2005 nella causa C., C 107/04)

In una

sentenza del 20 settembre 2004 nella causa L., C 34/04, il TFA ha in

particolare rilevato:

"

(...)

3.

3.1 Gemäss der Ansicht der Vorinstanz ist mit der

von B.________ unterzeichneten Arbeitgeberbescheinigung vom 15. Januar 2003

und den Lohnabrechnungen für die Monate August 2002 bis Januar 2003, worin der

Beschwerdegegner unterschriftlich bestätigt hat, den jeweils angegebenen

Geldbetrag bar erhalten zu haben, rechtsgenüglich dargetan, dass der

vertraglich vereinbarte Lohn von Fr. 8250.- zuzüglich 13. Monatslohn effektiv

bezahlt worden ist.

3.2 Die Arbeitslosenkasse bringt dagegen vor, es

sei auffallend, dass das Arbeitsverhältnis des Beschwerdegegners als

einzelzeichnungsberechtigter Geschäftsführer mit der M.________ GmbH für genau

sechs Monate und mit einem auf die Höhe des maximal versicherten Verdienstes

festgelegten Lohn begründet worden sei. Den vom Versicherten ins Recht

gelegten Schriftstücken (Lohnbescheinigungen, nicht unterzeichnete

Steuererklärung für das Jahr 2002, rudimentäre Buchhaltungsunterlagen der

Gesellschaft, Jahresrechnung der Ausgleichskasse für das Jahr 2002) komme kein

Beweiswert zu. Post- oder Bankkontoauszüge, welche geeignet wären, einen

regelmässigen Lohnfluss nachzuweisen, würden gänzlich fehlen, Lohnzahlungen in

der entsprechenden Höhe seien nirgends beweistauglich verbucht und würden in

keiner Relation zur finanziellen Realität der M.________ GmbH stehen. Unter

diesen Umständen könne von einem nachgewiesenen Lohnfluss nicht gesprochen

werden.

3.3 Der Beschwerdegegner wendet ein, bereits

nach drei Monaten - mit einer Umsatzeinbusse von minus 35 % - habe sich

abgezeichnet, dass sich die Prognose auf Grund der schlechten Wirtschaftslage

nicht erfüllen würde. Dank der sozialen Einstellung der Arbeitgeberin sei er

noch für weitere drei Monate beschäftigt worden. Die Gesellschafterin

B.________ habe zu diesem Zweck ein privates Darlehen von Fr. 6200.-

eingeschossen. Sein für einen allein verantwortlichen Geschäftsführer

marktübliches Jahresgehalt von Fr. 107'250.- liege ferner über dem maximal

versicherten Verdienst von Fr. 106'800.-. Die Barauszahlung des Lohnes sei auf

seinen ausdrücklichen Wunsch hin erfolgt, weil er über kein Bank- oder

Postscheckkonto verfüge und seine Rechnungen bar bezahle. Seine Unterschrift

auf den Lohnabrechnungen würden den Erhalt des jeweiligen Geldbetrages in bar

bestätigen. Die Lohnzahlungen

seien im Kontenplan der Gesellschaft korrekt

verbucht und seine auf den 27. Oktober 2003 datierte Steuererklärung 2002 sei

"rechtsgültig" unterzeichnet.

Im Geschäftsmonat August 2002 habe die M.________

GmbH einen Gewinn vor Steuern von Fr. 1115.- erwirtschaftet. Bei einem

prognostizierten Umsatzzuwachs von 10 % pro Jahr wären seine Lohnkosten somit

"durchaus intakt geblieben".

4.

4.1 Der Sozialversicherungsprozess ist vom

Untersuchungsgrundsatz beherrscht.

Danach hat das Gericht von Amtes wegen für die

richtige und vollständige Abklärung des rechtserheblichen Sachverhaltes zu

sorgen. Dieser Grundsatz gilt indessen nicht uneingeschränkt; er findet sein

Korrelat in den Mitwirkungspflichten der Parteien (BGE 125 V 195 Erw. 2, 122 V

158 Erw. 1a, je mit Hinweisen).

Der Untersuchungsgrundsatz schliesst die

Beweislast im Sinne einer Beweisführungslast begriffsnotwendig aus. Im

Sozialversicherungsprozess tragen mithin die Parteien in der Regel eine

Beweislast nur insofern, als im Falle der Beweislosigkeit der Entscheid zu

Ungunsten jener Partei ausfällt, die aus dem unbewiesen gebliebenen Sachverhalt

Rechte ableiten wollte. Diese Beweisregel greift allerdings erst Platz, wenn

es sich als unmöglich erweist, im Rahmen des Untersuchungsgrundsatzes auf Grund

einer Beweiswürdigung einen Sachverhalt zu ermitteln, der zumindest die

Wahrscheinlichkeit für sich hat, der Wirklichkeit zu entsprechen (BGE 117 V 264

Erw. 3b mit Hinweisen).

4.2 Allein gestützt auf die von B.________

unterzeichnete Arbeitgeberbescheinigung vom 15. Januar 2003 und die

Lohnabrechnungen der Monate August 2002 bis Januar 2003, jeweils mit

unterschriftlicher Bestätigung des Versicherten, dass er den Betrag erhalten

habe, lässt sich mit Blick auf die Rechtsprechung (ARV 2004 S. 115, 2002 S.

116) entgegen der Auffassung des kantonalen Gerichtes nicht darauf schliessen,

dass die vereinbarten Lohnsummen dem Beschwerdegegner tatsächlich ausbezahlt wurden.

Bei der Würdigung dieser Beweismittel ist der

Tatsache Rechnung zu tragen, dass der Versicherte vom 1. August 2002 bis 31. Januar

2003 für die Gesellschaft die Funktion eines Geschäftsführers mit Einzelzeichnungsberechtigung

innehatte. Demgegenüber hatten die zwei Gesellschafterinnen anfänglich keine

Zeichnungsberechtigung. Erst im Laufe der Zeit wurde B.________ die Kollektivzeichnungsberechtigung

eingeräumt, während G.________ als Gesellschafterin gelöscht wurde

(Handelsregister, Tagebucheintrag vom ... Januar 2003). Bis zum 31. Januar

2003 hatte der Versicherte somit eine beherrschende Stellung in der Firma,

weshalb seine Bestätigungen auf den Lohnabrechnungen und die Angaben von

B.________ in der Arbeitgeberbescheinigung vom 15. Januar 2003 mit besonderer

Vorsicht zu würdigen sind. Es ist der Arbeitslosenkasse zuzustimmen, dass die Steuererklärung

2002 des Versicherten, das an die "M.________ GmbH c/o L.________" adressierte

AHV-Jahresabrechnungsformular für das Jahr 2002 und die für die Beantwortung

der vorliegenden Streitfrage zu rudimentären Buchhaltungsunterlagen der

M.________ GmbH nicht als Beweis für den Lohnfluss geeignet sind (Erw. 1.3

hiervor). Mit den vereinzelten ins Recht gelegten privaten Quittungsabschnitten

für Posteinzahlungen, welche der Beschwerdegegner mit dem Barlohn beglichen

haben will, verhält es sich nicht anders.

4.3 Gemäss Geschäftsabschluss 2002 der

M.________ GmbH betrugen die "Erlöse Gastro" gesamthaft Fr. 44'067.-

(August 2002: Fr. 12'500.-; September 2002: Fr. 9500.-; Oktober 2002: Fr.

9500.-; November 2002: Fr. 9000.-; Dezember 2002: Fr. 3567.-) und die

"Erlöse Dienstleistungen" total Fr. 30'000.- (August 2002: Fr.

5000.-; September 2002: Fr. 5500.-; Oktober 2002: Fr. 6500. -; November 2002:

Fr. 5500.-; Dezember 2002: Fr. 7500.-).

Die Vorinstanz wird von der Gesellschaft die

Edition aller Akten zu verlangen haben, welche diese Einnahmen im Einzelnen

sowie den jeweiligen Abfluss der Lohnbeträge aus der Kasse oder vom allfälligen

Geschäftskonto an den Beschwerdegegner belegen. Sollte die M.________ GmbH die

Mitwirkung verweigern oder sollten sich aus den edierten Unterlagen keine

klaren Rückschlüsse auf in der fraglichen Zeit effektiv ausbezahlte Löhne ergeben,

liegt Beweislosigkeit vor und ein Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung

entfällt (Erw. 4.1 hiervor).

Gelangt das kantonale Gericht nach Durchführung

der ergänzenden Abklärung zur Auffassung, das Erfordernis des effektiven

Lohnflusses für die sechsmonatige Beschäftigung bei der M.________ GmbH sei

erfüllt, so wird die Verwaltung die weiteren gesetzlichen

Anspruchsvoraussetzungen zu prüfen und dabei zu berücksichtigen haben, dass die

arbeitgeberähnliche Stellung des Beschwerdegegners für die Zeit ab 1. Februar 2003 bereits rechtskräftig verneint worden ist."

In

un’altra decisione del 23 giugno 2005 il TFA ha annullato la decisione con la

quale il Tribunale cantonale aveva concluso per la mancata prova del versamento

di uno stipendio e ha rinviato gli atti all’amministrazione per ulteriori

accertamenti sulla base delle seguenti considerazioni:

"

(…)

4.

4.1

4.1.1 Allein gestützt auf die vom

Beschwerdeführer ausgefüllte Arbeitgeberbescheinigung vom 16. Oktober 2003 und

die von ihm selbst unterzeichneten Lohnquittungen für die Monate Juni 2002 bis

Mai 2003 lässt sich mit Blick auf die Rechtsprechung (ARV 2004 S. 115, 2002 S.

116) nach den zutreffenden Erwägungen des kantonalen Gerichtes nicht darauf

schliessen, dass die vereinbarten Lohnsummen tatsächlich ausbezahlt wurden.

Dies gilt umso mehr, als bei der Würdigung dieser Beweismittel der Tatsache

Rechnung zu tragen ist, dass der Beschwerdeführer für die Gesellschaft die

Funktion eines Geschäftsführers mit Einzelzeichnungsberechtigung und damit eine

beherrschende Stellung innehatte, weshalb seine Bestätigungen auf den

Lohnabrechnungen und die Angaben in der Arbeitgeberbescheinigung mit besonderer

Vorsicht zu würdigen sind (vgl. Urteil L. vom 20. September 2004, C 34/04).

Nichts abgeleitet werden kann sodann aus der am 25. November 2002 erfolgten

Einzahlung von Sozialversicherungsbeiträgen (BGE 113 V 352). Auch die sich bei

den Akten befindlichen Buchhaltungsunterlagen der Firma "X.________"

vermögen - worauf bereits das kantonale Gericht zutreffend hingewiesen hatte -

die behaupteten Lohnzahlungen nicht zu belegen.

4.1.2 Nach Darstellung des Beschwerdeführers

verfügte die Firma "X.________" über kein Post- oder Bankkonto,

weshalb keine (als Beweismittel besonders geeigneten) Kontoauszüge zur

Verfügung stehen. Wie das kantonale Gericht zutreffend erwägt, sind

Bestätigungen über den Lohnfluss, welche Personen mit arbeitgeberähnlicher

Stellung selbst unterzeichnet haben, als Beweismittel ebenso wenig geeignet,

wie darauf basierende weitere Unterlagen (beispielsweise Steuererklärungen oder

die Buchhaltung; Urteil L. vom 20. September 2004, C 34/04, Erw. 4.2; Erw.

4.1.1 hievor). Indessen kann aus dem in ARV 2004 S. 115 publizierten Urteil

nicht abgeleitet werden, dass der Beweis erfolgter Lohnzahlungen ausschliesslich

durch Kontoauszüge zu erbringen ist, worauf im Übrigen auch die Vorinstanz

zutreffend hinweist. Nach der Rechtsprechung sind beispielsweise Aktenstücke,

welche den Abfluss von Lohnbeträgen aus der Kasse dokumentieren, grundsätzlich

als Beweismittel geeignet. Ebenso können Zeugenaussagen ehemaliger Mitarbeiter

allenfalls Rückschlüsse über Art und Höhe der betriebsüblichen Lohnauszahlung

und damit auf die in der fraglichen Zeit effektiv ausbezahlten Löhne

ermöglichen (vgl. das bereits zitierte Urteil L. vom 20. September 2004, C

34/04, Erw. 4.3). Solche Abklärungen wurden bisher nicht getätigt. Die Sache

ist daher an die Verwaltung zurückzuweisen, damit sie weitere Abklärungen

vornimmt, indem sie allfällige weitere Geschäftsakten sowie die Konkursakten beizieht

oder eine Befragung der ehemaligen Mitarbeiter F.________ und S.________

durchführt.

4.2 Sollte der Beschwerdeführer die Mitwirkung

verweigern oder sollten sich aus den Konkursakten und den Zeugenaussagen keine

klaren Rückschlüsse auf die in der fraglichen Zeit effektiv ausbezahlten Löhne

ergeben, liegt Beweislosigkeit vor und ein Anspruch auf

Arbeitslosenentschädigung entfällt (Erw. 1.2 hievor).

Gelangt die Verwaltung nach Durchführung der

ergänzenden Beweisabnahmen zur Auffassung, das Erfordernis der ausreichenden

Ausübung einer beitragspflichtigen Beschäftigung sei erfüllt, wird sie

gegebenenfalls vor der Ausrichtung von Arbeitslosenversicherungs-leistungen

noch die weiteren gesetzlichen Anspruchs-voraussetzungen zu prüfen haben.

(…)." (cfr. STFA del 23 giugno 2005 nella causa B., C 55/05)

Infine in un’altra

decisione del 10 agosto 2005 nella causa D. (C 62/05) la nostra Massima Istanza

ha concluso che sulla base dei soli atti di causa non era possibile escludere

che il guadagno assicurato del ricorrente ammontasse a fr. 7'500.-- e non ai fr.

4'000.-- come stabilito dalla precedente istanza.

Il TFA ha quindi annullato

la decisione impugnata e rinviato gli atti all’amministrazione per ulteriori

accertamenti sulla base delle seguenti considerazioni:

" (…)

4.

4.1Die Arbeitgeberbescheinigung vom 11. Februar

2003 weist für den Zeitraum vom 1. August 2002 bis 31. Januar 2003 einen

monatlichen Bruttoverdienst des Beschwerdeführers von Fr. 7500.- aus. Diese

Angabe entspricht sowohl den eingereichten Lohnblättern für das Jahr 2002 wie

auch den einzelnen Lohnabrechnungen der Monate Dezember 2002 und Januar 2003.

Ferner ist dem IK-Auszug vom 6. Februar 2004 ebenfalls ein AHV-pflichtiges

Einkommen für das Jahr 2002 von Fr. 90'000.- (= 12 x Fr. 7500.-) sowie für den

Monat Januar 2003 von Fr. 7500.- zu entnehmen und auch das BVG-Altersguthaben

wurde auf einem entsprechenden Bruttolohn abgerechnet (vgl. Kontoauszug der BAV

Gastrosuisse Aarau vom 16. Februar 2004). Sodann deklarierte der

Beschwerdeführer in der (freilich erst am 28. November 2003 eingereichten)

Steuererklärung 2002 ein steuerpflichtiges Einkommen aus unselbstständiger

Tätigkeit in Höhe von Fr. 78'603.-, was wiederum übereinstimmt mit den

Nettolohnbezügen gemäss Lohnblatt 2002, und gab als Lohnforderung im Konkurs

seiner Ehefrau einen monatlichen Bruttoverdienst von Fr. 7500.- an.

4.2 Entgegen der vorinstanzlichen

Betrachtungsweise kann vor diesem Hintergrund ein tatsächlich erfolgter

Lohnfluss im vorliegend massgeblichen Bemessungszeitraum (vgl. Erw. 1.2 in fine

hievor) von Fr. 7500.- nicht ohne weiteres verneint werden. Auch wenn die vom

Beschwerdeführer angerufenen Unterlagen je für sich im Lichte der

Rechtsprechung (vgl. Erw. 2.2 in fine hievor), wonach sich namentlich selbstunterzeichnete

AHV-Lohnblätter sowie die Steuererklärung in der Regel nicht als Beweis für den

Lohnfluss eignen, nicht als uneingeschränkt beweistauglich zu betrachten sind -

so wurden das Lohnblatt für das Jahr 2002 sowie die Lohnabrechnungen der Monate

Dezember 2002 und Januar 2003 von der damaligen Ehefrau des Versicherten selber

ohne Datumsangabe ausgefüllt bzw. unterzeichnet (Lohnblatt) und vom

Beschwerdeführer, ebenfalls undatiert, jeweils gegengezeichnet (einzelne

Lohnbezüge auf Lohnblatt) und konnten die Lohnsummen des Jahres 2002 infolge

fehlender Buchhaltung durch den Revisor der AHV-Ausgleichskasse nicht

kontrolliert werden (vgl. Mitteilung der AHV-Ausgleichskasse der Gastrosuisse

Aarau vom 19. Mai 2003) -, ist die Kongruenz der entsprechenden Angaben doch

auffällig. Zu beachten ist in diesem Zusammenhang im Übrigen, dass die

Ausgleichskasse zwar eine abschliessende Kontrolle der in den Jahren 2002 und

2003 ausbezahlten Löhne nicht hatte vornehmen können, als beitragspflichtig

gemäss IK-Auszug vom 6. Februar 2004 letztlich offenbar aber dennoch ein

Einkommen im Betrag von Fr. 90'000.- (2002) bzw. Fr. 7500.- (Januar 2003)

anerkannte. Ferner belegen die vom Beschwerdeführer vorinstanzlich replikweise

vorgelegten Lohnblätter anderer Arbeitnehmer des konkursiten Unternehmens zum

einen, dass die Löhne der Angestellten offenbar, wie geltend gemacht,

tatsächlich bar ausbezahlt worden sind. Zum anderen geht daraus hervor, dass

der monatliche Bruttoverdienst eines Officeburschen im Jahr 2002 Fr. 4008.35

und derjenige des Küchenchefs Fr. 5416.67 betrug, gegenüber welchen sich das

von Vorinstanz und Verwaltung angenommene Entgelt von brutto Fr. 4000.- für den

als Geschäftsführer bzw. Chef de Service fungierenden Beschwerdeführer doch

sehr gering ausnimmt, zumal auch der Verdienst eines Kellners ohne erkennbare

weitere Spezialaufgaben bereits auf der Basis eines Festlohns (ohne Trinkgelder

etc.) von Fr. 5000.- erfolgte. In Anbetracht dieser Situation sind zwar - mit

dem kantonalen Gericht und der Beschwerdegegnerin - gewisse Zweifel an der

Beweiskraft der aufgelegten Unterlagen angebracht. Anderseits lässt sich, wie

bereits ausgeführt, aus der Widerspruchsfreiheit der Aktenstücke sowie dem

Umstand, dass auf dem vom Beschwerdeführer behaupteten Einkommen auch sämtliche

sozialversicherungsrechtlichen Beiträge erhoben worden sind, deren Tauglichkeit

als Beweismittel für die Auffassung des Versicherten auch nicht einfach

ausschliessen. Da sich gewisse Angaben wie beispielsweise die im Rahmen der

Steuererklärung für das Jahr 2002 deklarierte Lohnsumme durch zusätzliche

Erhebungen, so etwa die Einholung der definitiven Steuerveranlagung für den

betreffenden Zeitraum, ohne weiteres erhärten lassen, ist die Sache zur

weiteren Abklärung an die Arbeitslosenkasse zurückzuweisen. Eine Steuererklärung

ist nur dann - im Sinne der Rechtsprechung (vgl. u.a. ARV 2004 Nr. 10 S. 115) -

als Beweismittel für den tatsächlich erfolgten Lohnfluss ungeeignet, wenn die

darin enthaltenen Einkommensangaben nicht die effektiven Lohnverhältnisse

widerspiegeln, was sich, da sich kaum jemand widerspruchslos ein höheres

steuerpflichtiges Einkommen anrechnen lassen wird, als er tatsächlich bezogen

hat, erst im anschliessenden steuerbehördlichen Veranlagungsverfahren

herausstellt. Die Beschwerdegegnerin wird ferner nochmals Auskünfte bei der

AHV-Ausgleichskasse Gastrosuisse bezüglich einer möglicherweise doch noch

erfolgten Arbeitgeberkontrolle sowie einen aktuellen IK-Auszug einzuholen

haben, auf welchem allfällige - nachträgliche - Änderungen hinsichtlich der

gemäss Auszug vom 6. Februar 2004 ausgewiesenen beitragspflichtigen Einkommen

für das Jahr 2002 sowie den Monat Januar 2003 nunmehr enthalten sein sollten.

Im Anschluss daran wird die Verwaltung erneut über die Höhe des versicherten Verdienstes

zu befinden haben.

(…)." (cfr. STFA del 10 agosto 2005 nella causa D., C 62/05)

In una sentenza del 12

settembre 2005 nella causa A. (C 247/04) la Prima Camera del Tribunale federale

delle assicurazioni ha riesaminato la sua giurisprudenza e si è così espressa:

" (...)

Zusammenfassend ist festzustellen, dass

Voraussetzung für den Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung unter dem

Gesichtspunkt der erfüllten Beitragszeit nach Art. 8 Abs. 1 lit. e in

Verbindung mit Art. 13 Abs. 1 AVIG grundsätzlich einzig die Ausübung einer

beitragspflichtigen Beschäftigung während der geforderten Dauer von mindestens

sechs, ab 1. Juli 2003 zwölf Beitragsmonaten ist (BGE 113 V 352). Diese

Tätigkeit muss genügend überprüfbar sein. Dem Nachweis tatsächlicher

Lohnzahlung kann nach dem Gesagten nicht der Sinn einer selbstständigen

Anspruchsvoraussetzung zukommen, wohl aber jener eines bedeutsamen und in

kritischen Fällen unter Umständen ausschlaggebenden Indizes für die Ausübung

einer beitragspflichtigen Beschäftigung. In diesem Sinne ist die Gerichtspraxis

gemäss ARV 2001 Nr. 27 S. 225 und seitherige Urteile (Erw. 1.2) zu

präzisieren.

3.4 Im vorliegenden Fall wurden offenbar keine

Abklärungen getroffen, ob die Beschwerdeführerin tatsächlich in den Monaten

Januar bis Juni 2002 eine beitragspflichtige Beschäftigung ausgeübt hatte. In

den Arbeitgeberbescheinigungen vom 15. März 2003 wurden als Tätigkeiten

«Hilfspersonal/Bürohilfe/Telefonistin» und «Hilfspersonal + Reinigung»

angegeben. Unter Beachtung des Vorstehenden wird die Arbeitslosenkasse ergänzende

Abklärungen vorzunehmen haben, insbesondere ob die Versicherte im Zeitraum

November 2001 und Januar bis Juni 2002 effektiv eine beitragspflichtige

Beschäftigung ausgeübt hatte und bejahendenfalls, ob ein Art. 164 ZGB

vergleichbarer Sachverhalt gegeben ist. Danach wird die Verwaltung über den

Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung neu verfügen. (...)"

2.6. Nella

Circolare relativa alle indennità di disoccupazione (ID) (nella versione in

francese del gennaio 2003: Circulaire IC, Janvier 2003), il Segretariato di

Stato dell'economia (SECO), quale autorità di sorveglianza che deve adoperarsi

per garantire un'applicazione uniforme del diritto ed impartire le istruzioni

generali (cfr. art. 110 LADI; STFA dell’8 aprile 2004 nella causa H., C 340/00,

consid. 4; STFA del 10 marzo 2003 nella causa C. C 176/00, consid. 3; STFA

dell'8 agosto 2001 nella causa K., C 260/99, consid. 6b e DTF 127 V 57, consid.

3a pag. 61), in merito alle tematiche relative al periodo di contribuzione e al

guadagno assicurato ha, tra l'altro, rilevato che:

"

(…)

B79 Le délai-cadre de cotisation est de 2

ans. Les activités exercées dans ce laps de temps doivent être soumises à

cotisation et l'assuré doit avoir touché un salaire au sens de l'art. 5 al. 2

LAVS. Il n'est pas déterminant en l'occurrence que l'employeur ait

effectivement versé les cotisations à la caisse de compensation AVS. L'activité

soumise à cotisation doit être valablement attestée par l'employeur.

ð Un assuré travaillant pour sa propre SA n'a pas

droit à l'IC s'il ne peut pas prouver qu'il a effectivement exercé une activité

soumise à cotisation. Des indices tels que la perception d'avances au lieu d'un

salaire, l'absence de preuves du versement d'un salaire régulier sur son compte

privé bancaire ou postal, le fait que la société ne comporte pas d'organes,

etc., indiquent que l'assuré n'était pas lié à la SA par un contrat de travail

mais utilisait son infrastructure pour mener certaines activités pour son

propre compte.

Une bourse ne peut

être considérée comme le revenu d'une activité dépendante puisque l'activité

qu'elle couvre n'est pas une activité soumise à cotisation. Or, en vertu de

l'art. 2 al. 1 let. a LACI, seules doivent payer des cotisations à l'AC les

personnes qui touchent un revenu d'une activité dépendante et qui sont soumises

à l'AVS

comme salariés.

(…)

C2a Lorsque l’assuré occupait une position

semblable à celle d’un employeur avant de tomber au chômage, la caisse

examinera avec une attention toute particulière s’il a effectivement touché le

salaire attesté (voir ch. marg. B79). En d’autres termes, l’assuré devra

prouver qu’il a effectivement touché son salaire en produisant un relevé

bancaire ou postal. Le décompte de salaire ou des cotisations aux assurances

sociales ne constitue pas un moyen de preuve suffisant. (…)"

(cfr. Circulaire IC, Janvier

2003, ch. marg. B79 e C2a)

In

un’altra Direttiva concernente la “Verifica del rapporto di lavoro attestato

dal datore di lavoro”, pubblicata in 013-Prassi LADI 2005/28, il SECO ha

stabilito che:

"

Se la cassa ha dubbi in merito all’esattezza

dell’attestazione del datore di lavoro concernente il rapporto di lavoro, essa

deve verificare, come per le persone che prima di essere disoccupate occupavano

una posizione analoga a quella di un datore di lavoro, se il salario indicato è

stato effettivamente percepito.

In tali casi l’assicurato deve essere in grado di

provare che ha ricevuto il salario esibendo le ricevute del versamento

effettuato sul suo conto bancario o postale. I conteggi dello stipendio o i

conteggi dei contributi alle assicurazioni sociali non costituiscono mezzi di

prova sufficienti. Se il salario gli è stato versato in contanti, l’assicurato

deve almeno poter presentare una decisione di tassazione dell’autorità fiscale

e il certificato di salario che attesta l’avvenuta riscossione dello stipendio.

Se l’assicurato non è in grado di addurre la

prova che ha effettivamente percepito un salario, la cassa non può

riconoscergli alcun periodo di contribuzione per il rapporto di lavoro in

questione (cfr. Circolare ID, edizione gennaio 2003, n. marg. B79)."

(cfr. 013-Prassi LADI 2005/28)

2.7. Nell’evenienza

concreta dagli atti di causa risulta che l’assicurato (tuttora iscritto quale

socio gerente con una quota di fr. 10'000.-- su un capitale sociale di fr. 20'000.--

e diritto di firma individuale della __________ dal __________; cfr. estratto

RC della __________ facilmente reperibile su internet all’indirizzo www.zefix.ch) si è iscritto al collocamento

il 14 giugno 2004 rivendicando il diritto alle indennità di disoccupazione (cfr.

doc. 1 e 2).

Per

questa società anche la moglie dell’assicurato figura iscritta a Registro di

commercio (RC) quale socia gerente con una quota di fr. 10'000.-- e diritto di

firma individuale.

Nella

“Domanda d’indennità di disoccupazione” l’assicurato ha indicato quale ultimo

datore di lavoro la __________, esercizio pubblico presso il quale ha iniziato

a lavorare il 1° luglio 1999 (cfr. doc. 1 punto 16).

Egli ha

pure dichiarato che il suo ultimo giorno di lavoro è stato il 7 giugno 2004 e

che in quel giorno egli ha ricevuto la disdetta con effetto immediato a motivo

della “(…) vendita dell’attività e chiusura dell’azienda (…)” (cfr. doc. 1

punti 19, 20 e 21).

Dall’”Attestato

del datore di lavoro” si evince che l’assicurato è stato occupato presso la __________,

__________, __________ dal 1° luglio 1999 al 7 giugno 2004, che il salario è

stato corrisposto fino a quella data e che il rapporto di lavoro è stato

disdetto a quel momento con effetto immediato (cfr. doc. 3).

Dagli

atti di causa risulta che l’assicurato, il 7 giugno 1999, ha sottoscritto un

contratto di lavoro quale cameriere con inizio al 1° luglio 1999 e un salario

lordo di fr. 4'000.-- con la __________ (cfr. doc. 4).

Dalla

documentazione bancaria prodotta si evince che dal mese di luglio 1999 al mese

di giugno 2001 all’assicurato è stato versato il salario direttamente sul suo

conto in banca in virtù di un ordine permanente del 25 giugno 1999 (cfr. doc.

6).

In sede

di istruttoria è stato appurato che la fiduciaria che si è occupata della

contabilità dell’esercizio pubblico ha seguito la pratica fino al 25 aprile

2003, che gli ultimi atti ufficiali si riferiscono al rendiconto IVA del I

semestre 2002 e che per quanto riguarda agli stipendi all’assicurato, per il

2001, è stato versato in contanti l’importo di fr. 48'000.-- lordi (cfr. doc.

XVIII).

Da quanto

appena esposto risulta dunque che dal mese di luglio 1999 fino al mese di

dicembre 2001 all’assicurato è sempre stato versato il suo salario.

È vero

che nel caso presente il termine quadro per il periodo di contribuzione va dal

14 giugno 2002 al 13 giugno 2004 (cfr. art. 9 LADI e doc. XIX).

La

circostanza appena illustrata dimostra comunque che, dalla sua assunzione, all’assicurato

è stato regolarmente corrisposto un salario.

Per

quando riguarda il periodo dal mese di giugno 2002 al mese di giugno 2004, da

quanto emerso in sede di istruttoria, il TCA rileva quanto segue.

Agli atti

figurano innanzitutto le “Busta paga” per i mesi da gennaio 2002 a maggio 2004

(cfr. doc. 5).

Al

riguardo, durante le udienze del 14 gennaio e del 28 aprile 2005, l’assicurato

ha, in particolare, affermato che:

"

(…)

Dopo la chiusura delle relazioni bancarie lo

stipendio mi è sempre stato versato regolarmente entro il 5 del mese successivo

tramite una busta paga.

Concretamente mia moglie prelevava dalla Cassa il

mio salario me lo consegnava e io controfirmavo la relativa busta paga.

Il salario mi veniva versato in ditta e alcune volte

a casa mia in quanto la moglie aveva ritenuto di portare al domicilio privato

gli incassi della ditta.

All’assicurato viene sottoposto il doc. 5

(trattasi delle buste paga per i mesi da gennaio 2002 a maggio 2004).

L’assicurato afferma che tutte le buste paga le

ha controfirmate alla presenza solo di mia moglie.

Tutte le buste paga portano la firma di mia

moglie per la __________.

(…).” (cfr. doc. VII)

"

(…)

Il Presidente del TCA mostra al sig. RI 1 il doc.

5 dell'incarto 38.2004.67. L'assicurato precisa che la firma in esteso è la sua

e la moglie firma con la propria sigla sopra il nome della Società.

Il Presidente del TCA chiede ai sig.ri RI 1 se è

vero che ai dipendenti veniva consegnata ogni mese una ricevuta. Essi

rispondono positivamente.

Il Presidente del TCA chiede ai sig.ri RI 1 se

questa ricevuta mensile esiste anche per loro. La risposta è positiva. (…).” (cfr.

doc. XIX)

Le buste

paga (in realtà si tratta di conteggi di stipendio) trovano poi riscontro nelle

rispettive ricevute sottoscritte dall’assicurato per i mesi da gennaio 2002 a

maggio 2004 (cfr. doc. 5 e doc. XXIII e allegati B29-B57).

Anche dal

“Foglio Cassa” della __________ risulta che (limitatamente al periodo di

contribuzione rilevante) dal mese di giugno 2002 al mese di novembre 2003 e dal

mese di gennaio al mese di maggio 2004 (cfr. doc. XXIV e allegati C3-C21 e doc.

XXVIII e allegati D1-D5), dalla cassa è sempre uscito il salario

dell’assicurato per il relativo periodo.

Dall’istruttoria

è pure emerso che anche per due altre dipendenti, sentite dal TCA quali testi,

il salario veniva consegnato a mano (cfr. doc. XIX).

In

particolare, la teste __________, per il periodo durante il quale ha lavorato

presso la __________ (meglio dal mese di novembre 2003 al mese di maggio 2004)

ha prodotto delle ricevute del tutto e per tutto simili a quelle sottoscritte

dall’assicurato (cfr. doc. XX e allegati XX/2-XX/8).

Infine,

ma non da ultimo, nella “Dichiarazione di imposta transitoria” l’assicurato ha

dichiarato, per l’anno 2002, un reddito da attività dipendente pari a fr.

48'000.-- (che corrisponde al suo reddito mensile moltiplicato per 12

mensilità: fr. 4'000.-- x 12 = fr. 48'000.--) e per l’anno 2003 egli è stato

tassato d’ufficio in base a un reddito da attività dipendente di fr. 50'000.--

(cfr. doc. XXXIII e allegati doc. E1-E5).

In

simili circostanze, in applicazione dell'abituale criterio

della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni

sociali (cfr. STFA del 19 ottobre 2004 nella causa G., C 78/04, consid. 3; STFA

del 15 marzo 2004 nella causa P.B., C 292/02; STFA del 24 settembre 2003 nella

causa R., C 281/02, consid. 1.3.2; STFA del 2 settembre 2003 nella causa C., U

319/02, consid. 1.3; STFA del 14 aprile 2003 nella causa M., U 165/02, consid.

1.2; STFA del 18 settembre 2001 nella causa W., C 264/99; STFA del 28 novembre

2000 nella causa S., H 407/99, consid. 5b; STFA del 22 agosto 2000 nella causa

B., C 116/00, consid. 2b; STFA del 23 dicembre 1999 nella causa F., C 341/98, consid.

3; RDAT II-2001 N. 91 pag. 378; SVR 2001 KV N. 50 pag.

145; DTF 126 V 322 consid. 5a; DTF 125 V 195 consid. 2;

SZS 1993 pag. 106 consid. 3a; RCC 1986 pag. 202 consid. 2c, RCC 1984 pag. 468 consid.

3b, RCC 1983 pag. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid.

2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, "Die Rechtspflege

in der Sozialversicherung", in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989

pag. 31-32; Scartazzini, "Les rapports de causalité dans le droit suisse

de la sécurité sociale", Basilea 1991, pag. 63), viste le risultanze

appena riprodotte e alla luce della giurisprudenza citata (cfr. consid. 2.3, 2.4 e 2.5) questo Tribunale deve concludere che durante il periodo

dal 14 giugno 2002 al 13 giugno 2004, all’assicurato è

stato effettivamente versato un salario per un periodo superiore ai 12 mesi.

Di

conseguenza, a torto, la Cassa ha respinto la richiesta d’indennità di

disoccupazione dell’assicurato in quanto egli non avrebbe adempiuto il

presupposto dell’adempimento del periodo di contribuzione.

Va qui peraltro rilevato

che la stessa Cassa, vista l’ulteriore documentazione prodotta dall’assicurato

e sottopostale dal TCA (cfr. doc. XXVI), ha osservato, in particolare, che:

“(…) Alla luce di questa documentazione, la cassa ritiene di poter considerare

tale periodo di attività quale periodo di contribuzione ai sensi della LADI.

(…).” (cfr. doc. XXVII).

Riguardo poi alla

documentazione fiscale la Cassa ha rilevato che il reddito annuo dichiarato

corrisponde al salario riportato sulle buste paga e che per l’assicurato vi

sono dei riscontri della riscossione dello stipendio nella documentazione

fiscale prodotta (cfr. doc. XL).

In simili

circostanze, a mente del TCA la decisione su opposizione impugnata deve dunque

essere annullata. L'assicurato adempie dunque il presupposto dell'art. 8 cpv. 1

lett. e LADI.

Per il

resto il TCA si limita a constatare che con decisione del

23 luglio

2004, egli è stato ritenuto inidoneo al collocamento dalla Sezione del Lavoro (cfr.

doc. 13 e consid. 1.6).

2.8. Secondo

l'art. 61 lett. g LPGA il ricorrente che vince la causa ha diritto al rimborso

delle ripetibili secondo quanto stabilito dal tribunale delle assicurazioni.

L'importo è determinato senza tener conto del valore litigioso, ma secondo

l'importanza della lite e la complessità del procedimento.

La

disposizione transitoria dell'art. 82 cpv. 2 LPGA stabilisce poi che i Cantoni

devono adeguare la loro legislazione alla presente legge entro cinque anni a

partire dalla sua entrata in vigore. Fino a quel momento sono valide le

prescrizioni cantonali in vigore precedentemente (cfr. DTF 129 V 115).

Al

riguardo l'Alta Corte, in una decisione del 20 agosto 2003 nella causa B., C

56/03, ha, in particolare, sviluppato le seguenti considerazioni:

"

(…)

1.2 Neu verankert Art. 61 lit. g Satz 1 ATSG für

sämtliche von diesem Gesetz erfassten Regelungsgebiete, einschliesslich die

Arbeitslosenversicherung (Art. 2 ATSG in Verbindung mit Art. 1 AVIG in der seit

1. Januar 2003 geltenden Fassung), einen Anspruch der obsiegenden Beschwerde

führenden Person auf Ersatz der Parteikosten. Nach der Rechtsprechung ist diese

geänderte prozessrechtliche Norm des Bundesrechts - im Unterschied zu den mit

dem ATSG geänderten materiellrechtlichen Vorschriften - ab dem Tag dessen

Inkrafttretens am 1. Januar 2003 sofort anwendbar geworden; vorbehalten bleiben

anders lautende Übergangsbestimmungen (BGE 129 V 115 Erw. 2.2, 117 V 93 Erw.

6b, 112 V 360 Erw. 4a; RKUV 1998 Nr. KV 37 S. 316 Erw. 3b; Urteil E. vom 20.

März 2003 [I 238/02] Erw. 1.2). Von den im ATSG enthaltenen Übergangsregelungen

ist allein Art. 82 Abs. 2 ATSG verfahrensrechtlicher Natur. Danach haben die

Kantone ihre Bestimmungen über die Rechtspflege diesem Gesetz innerhalb von

fünf Jahren nach seinem Inkrafttreten anzupassen; bis dahin gelten die

bisherigen kantonalen Vorschriften.

§ 28 Abs. 2 des Zuger Gesetzes über den

Rechtsschutz in Verwaltungssachen vom 1. April 1976

(Verwaltungsrechtspflegegesetz; Bereinigte Gesetzessammlung 162.1) sieht vor,

dass im Rechtsmittelverfahren der ganz oder teilweise obsiegenden Partei eine

Parteientschädigung nach Massgabe ihres Obsiegens zuzusprechen ist, ohne

einzelne Gebiete des Verwaltungs-, insbesondere des Sozialversicherungsrechts

hievon auszunehmen. Materiellrechtlich genügt die kantonale Regelung damit den

bundesrechtlichen Vorgaben des Art. 61 lit. g Satz 1 ATSG. Hinsichtlich des

grundsätzlichen Anspruchs der obsiegenden Partei auf Parteientschädigung (auch)

im Arbeitslosenversicherungsprozess ist der zugerische Gesetzgeber mithin zu

keiner Anpassung des Verwaltungsrechtspflegegesetzes innert fünf Jahren

gehalten, womit der übergangsrechtliche Art. 82 Abs. 2 ATSG hier - wovon im

vorliegenden Fall auch die Vorinstanz ausgegangen ist - keine eigenständige

Rechtswirkung entfaltet, die

der sofortigen Anwendbarkeit des Art. 61 lit. g

Satz 1 ATSG entgegenstünde. (…)"

(cfr. STFA del 20 agosto 2003 nella causa B., C 56/03, consid. 1)

Secondo

l'art. 22 della legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale

delle assicurazioni (LPTCA), il ricorrente che vince la causa ha diritto nella

misura stabilita dal giudice al rimborso delle spese processuali, dei disborsi

e delle spese di patrocinio (cpv. 1). L'importo delle ripetibili è determinato

in relazione alla fattispecie ed alla difficoltà del processo, senza tener

conto del valore litigioso (cpv. 2).

Ora,

visto il tenore dell'art. 22 LPTCA suenunciato e alla luce della giurisprudenza

federale appena illustrata, anche nel nostro Cantone, la regolamentazione

cantonale non deve essere adeguata all'art. 61 lett. g LPGA, in quanto conforme

a quest'ultimo (cfr. DTF 130 V 320 consid. 2.1; STFA del 26 agosto 2005 nella

causa S. I 723/04).

RI 1,

vincente in causa, è rappresentato da un legale.

Egli ha

così diritto alle ripetibili, che vengono fissate in franchi 1’500.-- ritenuto

che questo importo tiene calcolo del fatto che il dispendio profuso dal

patrocinatore va diviso equamente tra due incarti e meglio, oltre a quello qui

in oggetto, anche a quello di sua moglie (cfr. inc. 38.2004.68 i cui atti

rispecchiano quelli di questo incarto).

La

richiesta di ammissione al gratuito patrocinio è pertanto divenuta priva di

oggetto (cfr. STFA del 19 agosto 2005 nella causa D., I 606/03; STFA del 1°

luglio 2003 nella causa T., U 176/02; STFA del 9 aprile 2003 nella causa C., U

164/02; STFA dell'8 novembre 2001 nella causa F., U 134/99; STFA del 18 agosto

1999 nella causa T., U 59/99; STFA del 2 agosto 1999 nella causa D., I 360/97;

STFA del 19 novembre 1998 nella causa S., P 7/97 e STFA del 27 aprile 1998

nella causa C., U 18/97; U. Kieser, "ATSG-Kommentar, pag. 628: "Soweit

die unentgeltlich vertretene Partei obsiegt, steht der Partei der Anspruch auf eine

Parteientschädigung zu; die unentgeltliche Vertretung wirkt sich insoweit nicht

mehr aus (vgl dazu BGE 117 V 404 f.)").

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso è

accolto e la decisione su opposizione impugnata è annullata.

§ Di

conseguenza l'assicurato adempie il presupposto dell'art. 8 cpv. 1 lett. e

LADI.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

La Cassa

verserà all’assicurato la somma di fr. 1'500.-- a titolo di ripetibili (IVA

inclusa).

3.- L’istanza

tendente alla concessione del gratuito patrocinio è divenuta priva di

oggetto.

4.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente

o del suo rappresentante.

Al

ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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