Lexipedia

Decisione

38.2004.87

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

11 luglio 2005Italiano48 min

Source ti.ch

Fatti

I prodotti da noi

commercializzati (hardware per soluzioni informatiche) necessitano infatti di

una conoscenza specifica e non è possibile instaurare un rapporto

venditore/cliente se il venditore non ha avuto una istruzione mirata in tale

senso.

2.

Si trattava di uno stage di formazione? Sì, si trattava di uno stage

di formazione in quanto la signorina RI 1, prima di iniziare la sua attività

presso di noi, non aveva mai trattato i prodotti da noi commerciati.

La formazione è stata

impartita prevalentemente dal nostro Signor __________, direttore generale di __________.

La formazione è stata

strutturata approfondendo in diverse fasi tutto ciò che riguarda la nostra

attività, che possiamo così riassumere: conoscenza della nostra società e della

sua organizzazione, conoscenza dei prodotti trattati, istruzioni sul modo di

contatto dei clienti (standard aziendale), calcolazione dei prezzi e dei

margini, tenuta archivi secondo i metodi in essere di __________.

(…)." (cfr. doc. VIII)

1.7. I doc. VI +

A4 e VIII sono stati notificati all’assicurata che ha comunicato al TCA di non

avere osservazioni da presentare (cfr. doc. IX e XI).

I doc. V,

VI + A4, VII e VIII sono stati notificati alla Cassa (cfr. doc. X) che, dopo

avere chiesto una proroga del termine (cfr. doc. XII e XIII), ha comunicato al

TCA di non avere ulteriori osservazioni da formulare (cfr. doc. XIV).

1.8. Il 17 maggio

2005 il presidente del TCA ha scritto all’assicurata una lettera del seguente

tenore:

"

(…)

da un'attenta analisi degli atti dell'incarto e

dalle sue risposte del 18 febbraio 2005 risulta che lo stage presso la __________

rientrava nella sua formazione intrapresa presso l'Università __________ quale

studentessa in scienze della comunicazione - indirizzo aziendale -.

Secondo la giurisprudenza federale (ad esempio:

DLA 1998 pag. 36 seg.) un assicurato non può far valere quale guadagno

intermedio un'attività (nel suo caso lo stage) assunta non per evitare la

disoccupazione ma essenzialmente a scopo di formazione.

Si prospetta dunque il rifiuto delle indennità di

disoccupazione da lei richieste per un'altra ragione rispetto a quella addotta

dalla Cassa nella decisione su opposizione.

Su tale questione, garantendole il diritto di

essere sentita (cfr. RAMI 2000 pag. 335; DTF 125 V 368 seg.; STFA del 28

settembre 2001 nella causa U., C 119/01), le assegno dunque un termine di 10

giorni per formulare osservazioni scritte.

(…)." (cfr. doc. XV)

Con

lettera del 21 maggio 2005 al TCA l’assicurata ha risposto quanto segue:

"

(…)

1. La ricorrente fa presente che già dall’anno 2002 è lavoratrice

dipendente a metà tempo e per l’ulteriore metà tempo studentessa alla __________.

Il guadagno mensile lordo per l’impiego al 50% era di frs.

2'350.--dal quale è stata sempre trattenuta la quota parte di AD.

La ricorrente paga regolarmente le imposte sulle persone fisiche

e la cassa malati. Allego copia della tessera AVS no. __________ – Cassa TI 21.

Considerandi

2.

A seguito di una riorganizzazione interna della ditta __________

ho usufruito dell’indennità di disoccupazione per il periodo 1. gennaio 2004 –

31.05.2004

inerente lo stipendio di cui sopra (50%).

3.

L’Ufficio Regionale di Collocamento di __________ – Signor __________

– ha autorizzato lo stage formativo nel settore della vendita presso la __________

per il periodo dal 01.06.2004 – 30.11.2004.

Allego al riguardo copia della mia lettera del 14 giugno 2004.

4.

In data 28 giugno 2004 la ricorrente comunica alla Cassa

Disoccupazione quanto segue:

3.

essendo in disoccupazione ho accettato l’offerta fattami dalla ditta __________,

anche perché era l’unica, per una durata di sei mesi a partire dal 01.06.04

4.

Non

essendoci prospettive immediate di impiego ho ritenuto interessante arricchire

ulteriormente il mio bagaglio di formazione al posto di usufruire

dell’intera indennità di disoccupazione. Ciò mi è stato anche consigliato

dal signor __________ dello URC di __________ che ha visto positivamente la mia

iniziativa ed il sacrificio di ulteriori sei mesi.

Allego copia della mia lettera del 28 giugno

2004.

5.

Secondo la sentenza del Tribunale Federale pubblicata in DTF 120

V 509, uno stage deve essere considerato guadagno intermedio solo in base ad un

salario conforme agli usi professionali e locali per un personale non

qualificato nell’ambito lavorativo in questione.

Per

quanto riguarda il salario mensile gli Organi Governativi hanno emanato le

direttive indirizzate ai datori di lavoro, fissando un importo minimo mensile

di frs. 750.--. Lo stipendio mensile versato dalla CHC durante lo stage è stato

di frs. 1'200.-- mensili.

In funzione di quanto ulteriormente sopra

esposto, la ricorrente ritiene che l’indennità di disoccupazione è dovuta

poiché tutte le condizioni poste dal cpv. 3 dell’art. 24 LADI e dalla DTF 120 V

509.

sono compiutamente soddisfatte, anche perché trattasi di un periodo

limitato 01.06.2004 al 30.11.2004 limitatamente al 50% di metà tempo, ossia il

25% di uno stipendio mensile intero. La suddetta sentenza del TF dice in

proposito uno stage deve essere considerato guadagno intermedio ….

(…)." (cfr. doc. XVI)

1.9

I doc. XV,

XVI e allegati sono stati notificati alla Cassa che con lettera del 30 maggio

2004.

ha comunicato al TCA di non avere osservazioni in merito (cfr. doc. XVII e

XVIII)

Il doc.

XVIII è stato trasmesso all’assicurata per conoscenza (cfr. doc. XIX).

in

diritto

2.1

Il 1° luglio

2003.

è entrata in vigore la terza revisione della LADI, accettata dal popolo il

24.

novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg.; RU N. 24 del

24.

giugno 2003 pag. 1728 segg.).

Poiché

nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento

legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie

giuridicamente rilevante (cfr. STFA del 16 febbraio 2004 nella causa S., C

154/03; DTF 129 V 1, consid. 1.2, pag. 4; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr. 3;

DTF 127 V 466, consid. 1, pag. 467; DTF 126 V 163, consid. 4b, pag. 166; DTF 125 V 42, consid. 2b, pag. 44; DTF 123 V 70,

consid. 2, pag. 71; DTF 122 V 34, consid. 1, pag. 36

con riferimenti; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2; STFA del 20 gennaio

2003.

nella causa V. e V.-A., K 133/01 e STFA del 23 gennaio 2002 nella causa

L., H 114/01), visto che la presente fattispecie si riferisce a una questione

(il diritto alle indennità di disoccupazione in base alle norme che regolano il

guadagno intermedio) che si è posta successivamente (e cioè il 1° giugno 2004

data in cui ha iniziato lo stage presso la __________; cfr. doc. A4)

all’entrata in vigore delle nuove disposizioni, si applicano le norme valide

dal 1° luglio 2003.

Il nuovo

tenore dell’art. 24 LADI non ha modificato il contenuto di quello vecchio e

quindi la giurisprudenza sviluppata in precedenza mantiene tutta la sua

validità.

Al

riguardo, nel Messaggio concernente la revisione della legge federale

sull’assicurazione contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001, il Consiglio

federale, circa l’art. 24 LADI, ha rilevato che:

" Art.

24.

Computo del guadagno intermedio

Capoverso 1: i capoversi 1 e 2 sono riuniti in un unico capoverso.

Il capoverso 2 è abrogato.

I capoversi 3 e 4 sono ordinati in modo più preciso per motivi di

sistematica e per tener conto della giurisprudenza, ma il loro contenuto, ad

eccezione del capoverso 3, rimane invariato.

Capoverso 3bis (nuovo):

secondo la formulazione attuale dell’articolo 24 capoverso 2 terzo periodo

LADI, non può essere versato alcun pagamento compensativo dopo una

disdetta a seguito di una modifica del contratto di lavoro o in caso di

riassunzione nell’intervallo di un anno da parte dello stesso datore di lavoro

a un tasso di occupazione inferiore, anche se il salario proposto è usuale per

la professione e il luogo.

Il legislatore voleva semplicemente impedire il dumping salariale

a carico dell’assicurazione contro la disoccupazione dopo una disdetta dovuta a

una modifica del contratto di lavoro. Non v’è invece il rischio di abusi se il

datore di lavoro è costretto, per motivi legati all’impresa, a ridurre il tasso

di occupazione con una riduzione proporzionale del salario e se il lavoro

proposto è rimunerato a un’aliquota usuale per la professione e il luogo.

Il nostro Consiglio non rifiuterà di prendere in considerazione un

eventuale guadagno intermedio, e quindi si opporrà alla concessione di

pagamenti compensativi secondo la disposizione dell’attuale articolo 41a capoverso

3.

OADI soltanto se il rapporto di lavoro è mantenuto o ripreso nell’intervallo

di un anno fra le due parti a una delle condizioni seguenti:

a) il tempo di

lavoro è stato ridotto e la rispettiva diminuzione del salario è eccessiva;

b) il tempo di lavoro è mantenuto, ma il salario ridotto.

Con questa clausola contro gli abusi e con il criterio

dell’aliquota usuale per la professione e il luogo, occorre evitare che i costi

salariali siano trasferiti all’assicurazione contro la disoccupazione (dumping

salariale). In particolare, il guadagno intermedio non deve portare a un

degrado generale delle condizioni di lavoro e salariali né a una trasformazione

dei posti di lavoro «normali» in posti di lavoro «con guadagno intermedio». A

tal fine, da un lato l’importo dei pagamenti compensativi deve rispettare i

salari usuali per la professione e il luogo (art. 24 cpv. 3 LADI) e,

dall’altro, i guadagni intermedi presso il datore precedente sono ammessi o

presi in considerazione solo se il salario non è stato ridotto in misura eccessiva.

Con questa disposizione si vuole impedire di finanziare la riassunzione a un

salario eccessivamente basso a spese dell’assicurazione contro la

disoccupazione (guadagno intermedio).

Questo disciplinamento tiene conto delle contingenze economiche,

del principio delle assicurazioni sociali della diminuzione del danno, del

principio dell’assicurazione contro la disoccupazione «lavorare è redditizio» e

impedisce inoltre che gli assicurati

accettino importanti sacrifici salariali a spese dell’assicurazione contro la

disoccupazione.

Capoverso 4: la modifica del rinvio è necessaria in considerazione

della fusione dei capoversi 1 e 2."

(cfr. FF N. 23 del 12 giugno 2001, pag. 2005-2006)

2.2

Secondo

l’art. 24 cpv. 1 LADI é considerato guadagno intermedio il reddito proveniente

da un’attività lucrativa dipendente o indipendente che il disoccupato ottiene

entro un periodo di controllo. L’assicurato ha diritto alla compensazione della

perdita di guadagno. Il tasso d’indennità è determinato secondo l’articolo 22. Il

Consiglio federale determina in che modo deve essere calcolato il reddito

proveniente da un’attività lucrativa indipendente.

In virtù

dell’art. 24 cpv. 3 LADI è considerata perdita di guadagno la differenza tra il

guadagno intermedio ottenuto nel periodo di controllo, ma corrispondente almeno

all’aliquota usuale per la professione ed il luogo, e il guadagno assicurato.

Un guadagno accessorio (art. 23 cpv. 3) non è preso in considerazione.

Il

Consiglio federale, competente a emanare le disposizioni esecutive (cfr. art.

109.

LADI) e sulla base della delega di cui all’art. 24 cpv. 1 LADI, ha emanato

l’art. 41a OADI.

In

particolare il cpv. 1 dell’art. 41a OADI stabilisce che se il reddito è

inferiore all’indennità di disoccupazione, l’assicurato ha diritto, nell’ambito

del termine quadro per la riscossione della prestazione, a indennità

compensative.

2.3

In una

sentenza pubblicata in SVR 1994, ALV Nr. 20, pag. 45 seg. e in DTF 120 V 233

seg. il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) ha avuto modo di stabilire

che tutte le forme di attività dipendente, comprese in passato sotto le diverse

norme relative al lavoro a tempo parziale (art. 18 cpv. 1 in relazione con

l'art. 22 seg. LADI), al guadagno intermedio (vecchio art. 24 LADI), e del

lavoro sostitutivo (vecchio art. 25 LADI), costituiscono l'oggetto del nuovo

art. 24 LADI.

In tale

contesto, dopo avere precisato che decisiva è la perdita di guadagno e non la

perdita di lavoro (cfr. SVR 1994 ALV Nr. 20 pag. 46: "die während einer

oder mehrerer Kontrollperioden erzielten Verdienste sollen nach dem Prinzip des

Verdienstausfalls und nicht nach jenem des Arbeitsaufalls entschädigt werden,

von welchen das Gesetz sonst primär ausgeht") la nostra Massima istanza ha

stabilito che l'assicurato ha diritto all'indennizzo della perdita di guadagno

secondo l'art. 24 cpv. 1 a 3 LADI fino a quando non assume, nel periodo di

controllo in questione, un'occupazione adeguata ai sensi dell'art. 16 LADI, e

segnatamente dell'art. 16 cpv. 1 lett. e LADI.

Pertanto,

secondo il TFA, se durante il periodo di controllo litigioso l'assicurato

accetta - specialmente riguardo al salario - un'occupazione adeguata, cioè

un'attività che gli procuri un guadagno corrispondente almeno all'indennità di

disoccupazione, ogni guadagno intermedio non è più ammissibile (cfr. SVR 1994

ALV Nr. 20, pag. 46-47).

Contestualmente

il TFA ha in particolare rilevato che:

"

(…)

Die Vorinstanzliche Auffassung, dass auch

Tätigkeiten, die dem Versicherten ein Einkommen verschaffen, das zwar über dem

Taggeld, aber unter dem versicherten Verdienst liegt, der

Zwischenverdienstregelung gemäss Art. 24 AVIG zu unterstellen seien, ist zwar

nach dem Wortlaut von Art. 24 AVIG (insbesondere dessen Abs. 3) nicht

ausgeschlossen, lässt sich aber letzlich aus systematischen Gründen nicht

bestätigen. Das Argument, der Gesetzgeber habe auch in solchen Fällen das die

Versicherung entlastende Ausüben von Teilerwerbstätigkeiten fördern wollen,

widerspricht im Ergebnis Art. 15 Abs. 1 i.V.m. Art. 16 und Art. 17 Abs. 1 und 3

AVIG, wonach der Versicherte ohnehin bereit sein muss, eine zumutbare Arbeit

anzunehmen, ansonsten er mit der Einstellung im Taggeldbezug (Art. 30 Abs. 1

lit. c und d AVIG; ARV 1991 Nr. 9 S. 88, 1990 Nr. 5 S. 34, 1984 Nr. 14 S. 167)

oder mit der Aberkennung der Anspruchberechtigung wegen fehlender

Vermittlungsfähigkeit (BGE 112 V 326; ARV 1992 Nr. 10 S. 122, 1990 Nr. 3 S. 25

und Nr. 14 S. 83) zu rechnen hat. Es erscheint daher nicht sachgerecht, bei

Erfüllung einer gesetzlichen Obligenheit Kompensationsleistungen nach Art. 24

AVIG zusprechen, ganz abgesehen von den damit verbundenen

Abgrenzungsschwierigkeiten bezuglich Beendigung der Arbeitslosigkeit. (…)." (cfr. SVR 1994 ALV Nr. 20, pag. 47).

Questi

concetti sono stati ribaditi dal TFA in un'altra sentenza pubblicata in SVR

1994, ALV Nr. 21, pag. 49-50.

In questo

giudizio l'Alta Corte ha negato il diritto all'indennizzazione ad un assicurato

che, in un periodo di controllo, aveva conseguito un salario di franchi

2'986.35, inferiore al guadagno assicurato di fr. 3'000.--, ma superiore

all'indennità di disoccupazione di fr. 2'400.--.

Su questi aspetti, cfr. pure G. Gerhards "ALV: Stempelferien,

Zwischen verdienst und Kurzarbeitsentschädigung - Drei Streitfragen" in

SZS 1994, pag. 321 seg., in particolare pag. 335-337; OFIAMT, "Bulletin AC

94/1" , pag. 3/2).

Nelle successive sentenze pubblicate in DTF 120 V 502 e in SVR 1995,

ALV Nr. 47, il TFA ha poi riconfermato la propria giurisprudenza.

In

un'altra sentenza pubblicata in SVR 1995, ALV Nr. 48, il TFA ha stabilito che

nel caso di assicurati impiegati con salario mensile il guadagno giornaliero

lordo si determina mediante il divisore 21,7. Se il guadagno giornaliero lordo

é inferiore all’indennità giornaliera lorda si tratta di guadagno intermedio; i

presupposti per una compensazione della differenza secondo l’art. 24 cpv. 2 e 3

sono quindi adempiuti.

Nel caso

concreto, per determinare il diritto all’indennità di disoccupazione di un

assicurato che conseguiva un guadagno intermedio, il TFA ha proceduto come

segue:

"

(…)

Ausgehend vom versicherten Monatsverdienst von

Fr. 3141.- ergibt sich im vorliegenden Fall ein versicherter Tagesverdienst von

Fr. 144,70 (Fr. 3141.- : 21,7). Das Bruttotaggeld beträgt demzufolge Fr. 115,75

(80% von Fr. 144,70). Der auf einen Tag umgerechnete Bruttolohn beläuft sich

auf Fr. 111.83 (Fr. 2426.95 : 21,7). Da dieser Betrag tiefer ist als das

Bruttotaggeld, handelt es sich um Zwischenverdienst im Sinne von Art. 24 Abs. 1

AVIG mit der Folge, dass die Beschwerdegegnerin für den Monat Februar 1993

grundsätzlich Anspruch auf Differenzausgleich nach Massgabe von Art. 24 Abs. 2

und 3 AVIG hat. Mit Bezug auf die Berechnung der Differenzzahlung ist zunächst

die Differenz zwischen dem versicherten Monatsverdienst und dem Zwischenverdienst

zu ermitteln. Dieser beträgt im vorliegenden Fall Fr. 714.70 (Fr 3141.67 -

2426.

), woraus sich ein Differenzausgleich von Fr. 571.60 (80% von Fr.

714.

) ergibt. (…)."

(cfr. SVR 1995 ALV Nr. 48, pag. 143, consid. 5).

Questi

concetti circa la determinazione del diritto all’indennità di disoccupazione in

un preciso periodo di controllo, trattandosi di assicurati che conseguono un

guadagno intermedio, sono poi stati ribaditi dal TFA nelle sentenze pubblicata

in SVR 1999, ALV Nr. 8 e in SVR 1996, ALV Nr. 69 = DTF 121 V 353.

In

particolare nell’ultima sentenza citata il TFA ha stabilito che il metodo di

calcolo illustrato nelle DTF 112 V 229 e 237 non é più applicabile (cfr. DTF

121.

V 353, consid. 4a, pag. 358 in fine).

Va

rilevato che questa giurisprudenza permette di tener convenientemente conto del

fatto che in ogni periodo di controllo vi é una variazione del numero di

indennità di disoccupazione spettante all’assicurato.

2.4

Nella già

citata decisione pubblicata in DTF 120 V 502, chiamata a pronunciarsi sulla

nozione del guadagno intermedio nell'ambito di uno stage, la nostra

Massima istanza ha, in particolare, rilevato che:

"

(…)

La jurisprudence admet, par exemple, que lorsqu'il

apparaît clairement qu'un assuré rémunéré proportionellement aux ventes

effectuées ne peut pas, durant des mois, obtenir un salaire atteignant le

minimum vital malgré un engagement total et un travail exigeant, on ne saurait,

dans les limites du travail de remplacement, parler de rémunération conforme

aux usages professionnels et locaux en invoquant des critères d'ordre

économique (DTA 1986 n° 22 p. 89 consid. 2). De mème,

le Tribunal fédéral des assurances a jugé qu'il n'appartient pas à

l'assurance-chômage de compenser la différence de traitement existant entre le

salaire usuel qui est versé à un psychologue diplômé, et la rémunération dont bénéficie

un stagiaire; en l'espèce, le canton employeur n'avait offert à un psychologue

diplômé qu'une place et un salaire de stagiaire, en raison de restrictions budgétaires

(arrêt non publié F. du 29 août 1986). Enfin, la "rémunération habituelle"

dont il est question ci-dessus entre en ligne de compte lorsque l'assuré exerce

une activité pour la quelle il a été formé; en revanche, s'il pratique un métier

pour le quel il ne dispose pas de qualification, seule la rémunération habituelle

dans cette profession est déterminante (arrêt non publié H. du 10 novembre

1989).

Dans ses directives relatives à l'indemnisation

des assurés qui suivent des stages (Bulletin AC 86/2, p. 4), l'OFIAMT a d'ailleurs

opéré une distiction entre les différentes catégories de stagiaires. Ainsi, l'assurance-chômage ne doit pas être mise à contribution lorsque

le stage fait partie intégrante de la formation professionelle de base (à

l'instar d'un avocat ou d'un médecin [ch. 1]). Par ailleurs, des indemnités peuvent

être allouées en cas de perfectionnement professionel ou de recyclage, à titre

de mésures préventives (art. 59 ss LACI; ch. 2). Lorsque, pour dimunuer son chômage,

l'assuré accepte d'occuper une place de stage qui ne correspond ni à une formation

de base ni à un perfectionnement professionel, l'art. 25 LACI peut alors précisément

trouver application, quand la rémunération obtenue est certe inférieure à l'indemnité

de chômage, mais correspond au moins aux usages professionels et locaux (ch. 3,

1re e 2e phrases). En revanche, la dernière phrase du ch.

3, selon la quelle "il ne suffit donc pas que cette rémunération soit usuelle

pour les stagiaires", ne se concilie pas avec les principes jurisprudentiels

exposés aux arrêts DTA 1986 n° 22 p. 88 et F. du 29 août 1986 précités, dans la

mesure ou elle ne s'applique qu'aux personnes disposant déjà d'une formation professionelle.

Mais si l'assuré ne bénéficie pas d'une telle formation, il ne doit pas être indémnisé

selon ces critères (arrêt non publié H. du 10 novembre 1989).

(…)." (cfr. DTF 120 V 502, consid. 6c, pag.

508-509)

In una sentenza pubblicata in DLA 1998 N. 7 pag. 36 seg. il TFA ha

avuto modo di stabilire che i periodi di pratica quale psicologa effettuati

dopo aver ottenuto una licenza universitaria in psicologia non costituiscono un

guadagno intermedio.

Secondo

l'Alta Corte, lo scopo di formazione e l'acquisizione di conoscenze

professionali predominano in tale caso rispetto al conseguimento di un reddito

proveniente da un'attività lucrativa. Il fatto che l'assicurata abbia ottenuto

un impiego quale psicologa ancora durante la sua seconda pratica non cambia

nulla al carattere di formazione di quest'ultima.

La nostra

Massima Istanza ha, in particolare, così motivato l'inapplicabilità dell'art.

24.

LADI, relativo al guadagno intermedio:

"

(…)

Il n'existe cependant pas de droit à une

compensation de la perte de gain au sens de ces dispositions en faveur d'un

assuré qui poursuit une formation. Dans un tel cas, le but de formation et

l'acquisition de connaissances professionnelles prédominent par rapport à

l'obtention du revenu d'une activité lucrative (Gerhards, Arbeitslosenversiche-

rung: “Stempelferien”, Zwischenverdienst und Kurzarbeitsentschä- digung für öffentliche

Betriebe und Verwaltungen - Drei Streitfragen, RSAS, 1994, p. 350 let. h et la

référence à l'arrêt non publié F. du 1er juin 1994 [C83/93)]; cf.

aussi ATF 120 V 509 consid. 6c et 246).

2.

- En l'espèce, les deux stages suivis

successivement par la recourante avaient un caractère de formation nettement

prépondérant. Ainsi le second stage est-il décrit par l'employeur comme “un

stage post-licence consacré à la formation dans le domaine du psycho-diagnostique”

(attestation du DUPA du 23 juin 1995). La recourante a d'ailleurs toujours

insisté sur le fait qu'il s'agissait, en l'occurrence, “d'emplois de

formation”, attendu qu'il n'était pas possible, pour un licencié en

psychologie, de trouver un emploi de psychologue sans avoir effectué des stages

préalables. Désireuse d'obtenir un emploi de psychologue, auquel la destinaient

naturellement ses études universitaires, la recourante a donc cherché à

compléter sa formation théorique par une formation pratique indispensable à

l'exercice de sa profession future. Le fait qu'elle a obtenu un emploi de

psychologue, alors qu'elle n'avait pas terminé son second stage, n'enlève rien

au caractère de formation de celui-ci. On peut supposer, en effet, que la durée

totale et la diversité de sa formation pratique étaient suffisantes, en janvier

1995, pour justifier un engagement professionnel.

C'est dire que la recourante n'a pas entrepris les

stages en question pour abréger son chômage, ni pour satisfaire à son

obligation de réduire le dommage en se procurant un gain intermédiaire. Dans

ces conditions, sa rémunération ne pouvait pas être pris en compte comme gain

intermédiaire. Une indemnisation par la biais de l'art. 24 LACI est donc exclue

dans ce cas. Par ailleurs, l'allocation de prestations en vertu des art. 59 ss

LACI (dans leur version qui était en vigueur à l'époque des faits) n'entre pas

en ligne de compte s'agissant d'une formation de base (voir par exemple ATF 111

V 274 consid. 2b).

(…)." (cfr. DLA 1998 N. 7, pag. 38-39).

In

un'altra sentenza pubblicata in DLA 1998 N. 49 pag. 286 seg. il TFA ha

stabilito che l’assicurato non può far valere quale guadagno intermedio

un'attività assunta non per evitare la disoccupazione, ma essenzialmente a

scopo di formazione (nella fattispecie: pratica come infermiere), vale a dire

al fine di acquisire ulteriori conoscenze.

L’Alta

Corte ha in particolare rilevato:

"

(…)

3.

- In der Verwaltungsgerichtsbeschwerde wird

dagegen eingewendet, dass die Praktikumsstelle in der

Psychiatrischen Klinik M. nicht Bestandteil einer beruflichen Grundausbildung

sei, sondern vielmehr dazu diene, die Eignung des Beschwerdeführers für den

Pflegeberuf abzuklären. Ebensowenig gehe es an, dem Beschwerdeführer im Sinne

des berufs- und ortsüblichen Lohnes den Verdienst eines Hilfspflegers anzurechnen.

a) Diesen Ausführungen kann nicht beigepflichtet

werden. Nach Lage der Akten steht fest und ist unbestritten, dass es sich bei

der fraglichen Tätigkeit des Beschwerdeführers um ein Praktikumhandelt. Dieses

mag zwar nicht bereits integrierenden Bestandteil der Ausbildung zum Beruf des

Pflegers gebildet, sondern in erster Linie der Eignungsabklärung sowie dazu

gedient haben, dem Beschwerdeführer ein genaues Bild dieser Tätigkeit zu

vermitteln.

Indes kann kein Zweifel daran bestehen, dass das

Praktikum - wenn nicht bereits selbst der Grundausbildung dienend - jedenfalls

im Hinblick auf eine solche angetreten wurde. Dies ergibt sich mit aller

Klarheit aus der vorinstanzlichen Beschwerde. Dabei wird durchaus zugleich das

Bestreben mitgespielt haben, die bestehende Arbeitslosigkeit vermeiden. Dass

diese Motivation indes nicht im Vordergrund stand, der Beschwerdeführer

vielmehr nach einer beruflichen Neuausrichtung trachtete, kann insofern als

erstellt gelten, als praktisch sämtliche seiner Arbeitsbemühungen nicht auf

seinen früheren breitgefächerten Tätigkeitsbereich (PTT-Betriebsbeamter,

Kellner, Magaziner, Packer/Lagerist, Speditionsangestellter, Chauffeur),

sondern auf eine Stelle als Pfleger oder Betreuer abzielten. Wäre es ihm in

erster Linie um die Beendigung der Arbeitslosigkeit gegangen, hätte er seine

Bemühungen fraglos anders ausgerichtet. Stand folglich dieses Bestreben nicht

im Vordergrund, vermag der Beschwerdeführer aus der in BGE 120 V 246 und 509

Erw. 6c angesprochenen Verwaltungspraxis nichts abzuleiten.

b) Fällt nach dem Gesagten die Annahme eines

Zwischenverdienstes ausser Betracht, erübrigen sich weitere Ausführungen zur

Frage, ob dem Beschwerdeführer anstelle des real erzielten (im Sinne von Art.

24.

Abs. 3 AVIG) ein fiktives Einkommen anzurechnen wäre."

(cfr. DLA 1998 N. 49, pag. 288-289)

Chiamata a stabilire se,

nel caso di un’assicurata (rimasta disoccupata il 30 novembre 2001 che il 15

maggio 2002 ha iniziato un “Praktikum im Hinblick auf eine allfällige

Ausbildung zur sozio-kulturellen Animatorin”), il salario di praticante andava

trattato alla stregua di un guadagno intermedio, la nostra Massima Istanza, in

una decisione del 4 agosto 2003 nella causa L. (C 21/03), si è confermata nella

propria giurisprudenza e, tra l’altro, ha sviluppato le seguenti

considerazioni:

" (…)

3.1

Nach den Akten steht fest und ist

unbestritten, dass es sich bei der fraglichen Tätigkeit der Beschwerdegegnerin

um ein Praktikum handelt. Dieses mag zwar nicht bereits integrierenden

Bestandteil der Ausbildung zum Beruf der sozio-kulturellen Animatorin gebildet,

sondern in erster Linie der Eignungsabklärung gedient und der

Beschwerdegegnerin ein genaueres Bild dieser Tätigkeit vermittelt haben.

Indessen besteht kein Zweifel daran, dass das Praktikum - wenn nicht bereits

selbst der Grundausbildung dienend - jedenfalls im Hinblick auf eine solche

angetreten wurde. Dies räumt die Versicherte in der kantonalen Beschwerde

selber ein. Dabei mag durchaus auch das Bestreben mitgespielt haben, die

bestehende Arbeitslosigkeit zu vermeiden. Diese Motivation stand indes nicht im

Vordergrund. Vielmehr trachtete die Beschwerdegegnerin nach einer beruflichen

Neuausrichtung. Dies ergibt sich daraus, dass die Arbeit als sozio-kulturelle

Animatorin völlig ausserhalb der bisherigen Tätigkeitsbereiche der Versicherten

(Verkäuferin in der Textilbranche, Gastgewerbe) lag und der Praktikumslohn

deutlich niedriger war als der Verdienst, der sich in einer der bisherigen

Tätigkeiten hätte erzielen lassen. Die Beschwerdegegnerin nahm somit bewusst

eine erhebliche finanzielle Einbusse in Kauf. Sie hätte keine derartige

Ausbildung ins Auge gefasst, wenn sie in erster Linie die Arbeitslosigkeit

hätte beenden wollen.

3.2

Ging es jedoch vorab um den Antritt einer

neuen Grundausbildung, kann die Versicherte nach ARV 1998 Nr. 49 S. 287 f Erw.

1.

und 3a keinen Zwischenverdienst abrechnen. Der Auffassung der Vorinstanz,

wonach selbst bei Ausübung eines Praktikums eine Zwischenverdienstanrechnung zu

erfolgen habe, kann nicht beigepflichtet werden. Vielmehr ist daran

festzuhalten, dass für eine solche Anrechnung dort kein Raum bleibt, wo die

betreffende Tätigkeit in erster Linie zu Ausbildungszwecken ergriffen wurde.

Daran vermag auch der Hinweis des kantonalen Gerichts auf BGE 122 V 265 nichts

zu ändern.

Arbeitslose, die einen nicht bewilligten Kurs

besuchen, befinden sich in einer andern Situation als Personen, welche eine

neue Grundausbildung anfangen. Diese Kurse sind in der Regel zeitlich

beschränkt und stellen keine vollständige, neue Grundausbildung dar. Zudem

dienen sie oft der Vervollständigung bereits vorhandener Kenntnisse.

(…)." (cfr. STFA del 4 agosto 2003 nella causa L., C 21/03)

In un’altra sentenza del

14.

giugno 2004 nella causa S. (C 297/03) il TFA ha confermato la decisione di

una cassa disoccupazione che, dopo aver considerato un salario pari a fr.

3'510.--corrispondente all’aliquota usuale per la professione ed il luogo, ha

rifiutato ad un assicurato (di formazione meccanico per automobile e di

professione impiegato di commercio) il diritto alle indennità di disoccupazione

durante la sua attività di praticante presso un ospedale.

Anche in questo caso

l’Alta Corte si è confermata nella propria giurisprudenza e, in particolare, ha

sviluppato le seguenti considerazioni:

" (…)

Zu ergänzen ist, dass nach der Rechtsprechung für

die Annahme eines Zwischenverdienstes jedoch kein Raum bleibt, wenn die in

Frage stehende Tätigkeit nicht zur Vermeidung von Arbeitslosigkeit, sondern in

erster Linie zu Ausbildungszwecken, mithin zum Erwerb von Kenntnissen,

aufgenommen wurde (ARV 1998 Nr. 49 S. 287 f. mit Hinweisen; Gerhards,

Arbeitslosenversicherung: "Stempelferien", Zwischenverdienst und

Kurzarbeitsentschädigung für öffentliche Betriebe und Verwaltungen - Drei

Streitfragen, SZS 1994 S. 350 lit. h mit Hinweisen; Urteil L. vom 4. August

2003, C 21/03).

3.

3.1

Der Beschwerdegegner gab bei seiner Bewerbung

beim Spital X. vom 16. Dezember 2002 an, dass er auf Grund seiner beruflichen

Neuorientierung und gemäss Abklärungen durch die Berufsberatung sowie den

Laufbahnberater die Ausbildung als Krankenpfleger DN2 im Frühjahr 2003 beginnen

möchte. Von der Leiterin Hilfspflegepersonal des Spitals X.________ wurde

ausgeführt, der Beschwerdegegner benötige auf Grund seiner Bewerbung als

Krankenpfleger ein Vorpraktikum. Dieses betrage meistens drei Monate und diene

der Eignungsabklärung für einen Pflegeberuf.

3.2

Nach den Akten steht damit fest und ist

unbestritten, dass es sich bei der fraglichen Tätigkeit des Beschwerdegegners

um ein Praktikum handelt.

Dieses mag zwar nicht bereits integrierenden

Bestandteil der Ausbildung zu einem Pflegeberuf gebildet, sondern in erster

Linie der Eignungsabklärung gedient und dem Versicherten ein genaueres Bild

dieser Tätigkeit vermittelt haben. Indessen besteht kein Zweifel daran, dass

das Praktikum - wenn nicht bereits selbst der Grundausbildung dienend -

jedenfalls im Hinblick auf eine solche angetreten wurde. Dabei mag durchaus

auch das Bestreben mitgespielt haben, die bestehende Arbeitslosigkeit zu

vermeiden. Diese Motivation stand indes nicht im Vordergrund. Vielmehr

trachtete der Versicherte nach einer beruflichen Neuausrichtung. Dies ergibt

sich auch daraus, dass ein Pflegeberuf völlig ausserhalb der bisherigen

Tätigkeitsbereiche des Beschwerdegegners (Automechaniker, Kaufmann) lag und der

Praktikumslohn deutlich niedriger war als der Verdienst, der sich in einer der

bisherigen Tätigkeiten hätte erzielen lassen. Der Versicherte nahm somit

bewusst eine erhebliche finanzielle Einbusse in Kauf. Er hätte keine derartige

Ausbildung ins Auge gefasst, wenn er in erster Linie die Arbeitslosigkeit hätte

beenden wollen.

Ging es jedoch vorab um den Antritt einer neuen

Grundausbildung, kann der Beschwerdegegner nach ARV 1998 Nr. 49 S. 287 f Erw. 1

und 3a keinen Zwischenverdienst abrechnen. Der Auffassung der Vorinstanz,

wonach selbst bei Ausübung eines Praktikums eine Zwischenverdienstanrechnung zu

erfolgen habe, kann deshalb nicht beigepflichtet werden, abgesehen davon, dass

das kantonale Gericht ohnehin den Praktikumslohn nicht als ortsüblichen Lohn

hätte betrachten dürfen. Vielmehr ist daran festzuhalten, dass für eine solche

Anrechnung dort kein Raum bleibt, wo die betreffende Tätigkeit in erster Linie

zu Ausbildungszwecken ergriffen wurde (vgl. Urteil L. vom 4. August

2003, C 21/03).

(…)." (cfr. STFA del 14 giugno 2004 nella causa S., C 297/03)

2.5

Nella

Circolare relativa alle indennità di disoccupazione (ID) (nella versione in

francese del gennaio 2003: Circulaire IC, Janvier 2003), il Segretariato di

Stato dell'economia (SECO), quale autorità di sorveglianza che deve adoperarsi

per garantire un'applicazione uniforme del diritto ed impartire le istruzioni

generali (cfr. art. 110 LADI; STFA dell'8 aprile 2004 nella causa H., C 340/00,

consid. 4; STFA del 10 marzo 2003 nella causa C. C 176/00, consid. 3; STFA

dell'8 agosto 2001 nella causa K., C 260/99, consid. 6b e DTF 127 V 57, consid.

3a pag. 61), in merito alle tematiche relative alla nozione di guadagno

intermedio e al diritto alle indennità compensatorie ha, tra l'altro, rilevato

che:

" (…)

C95 La caisse

examine si le salaire est conforme aux usages professionnels et locaux en se

fondant sur les prescriptions légales, la statistique des salaires, l'échelle

des salaires usuels de l'entreprise ou de la branche, les contrats types ou les

conventions collectives de travail. Elle peut le cas échéant se procurer les

directives émises par les associations professionnelles.

Un salaire conforme

aux usages professionnels et locaux est pris en compte dès le début du gain intermédiaire,

même si aucun revenu n’a été réalisé pendant les premiers mois.

Lorsque la rétribution

à la commission ne correspond pas aux prestations de travail, on ne peut parler

d'un salaire conforme aux usages professionnels et locaux.

Il arrive parfois qu'un

assuré voulant remplir son obligation de diminuer le dommage accepte une activité

tout à fait normale mais dont la rémunération ne correspond pas aux usages professionnels

et locaux parce que cet emploi est dénommé "stage".

L'autorité compétente versera l'indemnité

compensatoire pendant ce soi-disant "stage" que sur la différence entre

le salaire conforme aux usages professionnels et locaux et le gain assuré.

Si elle doit recalculer le gain assuré

dans un nouveau délai-cadre, elle tiendra compte en revanche du salaire effectivement

versé.

(…)." (cfr. Circulaire IC, Janvier 2003, ch. marg.

C95)

2.6

Nella presente fattispecie,

dagli atti di causa risulta che il 27 novembre 2003 l’assicurata, di formazione

“assistente di marketing” con poca esperienza, si è iscritta al collocamento

alla ricerca di un’attività al 50% quale assistente di marketing (cfr. doc.

2-3).

In precedenza l’assicurata

aveva già lavorato a tempo parziale, sempre quale “Assistente di marketing”,

presso due diversi datori di lavoro.

Più precisamente

l’assicurata ha svolto uno stage durante i mesi da agosto a ottobre 2002 con un

salario pari a fr. 1'000.-- presso la __________ di __________ (cfr. doc. 4

punto 19).

Presso questa ditta

l’assicurata ha poi lavorato dal 4 novembre 2002 al 31 maggio 2003 con un

salario di fr. 1'400.-- oltre la tredicesima per una durata normale del lavoro

di 16 ore settimanali su 42,5 ore previste quale durata normale del lavoro

(cfr. doc. 4 punti 2, 5, 6, 20 e 22).

Quale motivo della

disdetta la __________ ha addotto: “(…) causa importante diminuzione degli

investimenti da parte dei nostri clienti con conseguente diminuzione di lavoro

ci costringe a fare modifiche strutturali ed a una riduzione degli effettivi.

(…).” (cfr. doc. 4 punto 15).

L’ultimo giorno di lavoro

effettuato presso questa ditta è stato il 3 giugno 2003 e fino a quel momento è

stato corrisposto il salario pattuito (cfr. doc. 4 punti 16 e 17).

In seguito l’assicurata ha

lavorato dal 10 giugno al 31 dicembre 2003 presso la __________ con un salario

di fr. 2'418,20 per un lavoro al 50% (cfr. doc. 5 punti 2, 5, 6, e 17).

Con lettera del 22 ottobre

la __________ ha licenziato l’assicurata con effetto al 30 novembre 2003 (cfr.

doc. 6). Visto il periodo di malattia dell’assicurata, dal 13 al 26 novembre, l’effetto

della disdetta è stato posticipato al 31 dicembre 2003 (cfr. doc. 7 e 5 punto

2).

L’ultimo giorno di lavoro

effettuato presso questa ditta è stato il 6 novembre 2003 e il salario è stato

corrisposto fino al 31 dicembre 2003 (cfr. doc. 5 punti 14 e 15).

L’assicurata ha

sottoscritto un “contratto di lavoro STAGE” a termine e con inizio al 1° giugno

2004.

con la __________ (cfr. doc. A4 = doc. 10-11).

Lo stage era a tempo pieno

visto che secondo il contratto “(…) L’orario di lavoro è stabilito in un minimo

di 42 ore settimanali. (…).” (cfr. doc. A4).

Prendendo posizione

sull’affermazione della Cassa secondo la quale “(…) Nel suo

caso il salario adeguato per la professione che svolge presso la ditta __________,

deve essere almeno di franchi 3'000,00 mensili; visto che durante lo stage

percepisce un salario di franchi 1'200,00 non può beneficiare del guadagno

intermedio. (…).” (cfr. doc. A6), l’assicurata ha, in particolare, affermato

che:

" (…)

3.

Non avendo fatto lo stage vendita e non avendo mai

trattato direttamente la vendita nel mio percorso formativo, essendo in

disoccupazione ho accettato l’offerta fattami dalla __________ per una durata

di mesi 6 (sei) a partire dal 1. giugno 2004.

4.

Non essendoci prospettive immediate di impiego ho ritenuto

interessante arricchire ulteriormente il mio bagaglio di formazione anziché

usufruire dell’intera indennità di disoccupazione. Ciò mi è stato consigliato

dal Signor __________ dell’URC di __________ che ha visto positivamente la mia

iniziativa.

(…)." (cfr. doc. A8 = doc. 13)

Nella sua “Opposizione”

del 18 agosto 2004 l’assicurata ha, tra l’altro, puntualizzato che:

" (…)

2.

L’opponente è

una studentessa universitaria alla __________ laureanda in scienze della

comunicazione – indirizzo aziendale; poiché il percorso formativo comprende la

vendita e marketing si rende necessario praticare uno stage formativo di 6 mesi

presso un’azienda – reparto delle vendite.

3.

L’esame

finale di laurea è previsto per fine anno 2004; gli esami previsti sono stati

sostenuti e superati; manca la presentazione della tesi, discussione finale e

lo stage formativo inerente le vendite.

4.

In data

1.06.2004

l’opponente ha iniziato uno stage della durata di mesi 6 presso __________

nel settore della vendita dei prodotti da essa commercializzati.

La

retribuzione mensile pattuita è di frs. 1'200.-- mensili dedotte le trattenute

di legge.

(…)." (cfr.

doc. A3 = doc. 16-18)

Rispondendo al TCA che le

ha chiesto per quali ragioni ha iniziato lo stage e se lo stesso fosse uno

stage di formazione (cfr. doc. V), l’assicurata ha, in particolare, ribadito

che:

" (…)

All’epoca la ricorrente era una studentessa universitaria alla __________

laureanda in scienze della comunicazione - indirizzo aziendale - e poiché il

percorso formativo comprendeva la vendita e marketing, si rendeva necessario

praticare uno stage formativo di 6 mesi presso un’azienda. Fra le varie ditte

contattate la __________ è stata la prima che ha risposto positivamente.

(…)

Lo stage era mirato alla formazione pratica alla vendita dei

prodotti e servizi forniti dalla __________ operante nel settore delle

soluzioni informatiche, nonché la promozione della vendita verso potenziali

clienti.

(…)." (cfr. doc. VII)

Dal canto suo la __________,

rispondendo alle domande postele (cfr. doc. VI), ha confermato che lo stage

svolto dall’assicurata presso di loro era uno stage di formazione (cfr. doc.

VIII e consid. 1.6).

Dalle risultanze appena

esposte questo Tribunale deve concludere che l’assicurata non ha intrapreso lo

stage presso la __________ principalmente per ovviare alla sua situazione di

disoccupata.

Infatti, lo stage, secondo

quanto affermato dalla stessa assicurata, rientrava nella sua formazione

universitaria in scienze della comunicazione - indirizzo aziendale - intrapreso

presso l’Università __________.

Ora, alla luce della

giurisprudenza federale citata (cfr. consid. 2.4) in tale circostanza il

diritto all'indennità di disoccupazione deve essere negato.

Del resto l’assicurata si

è iscritta al collocamento dichiarandosi disposta a lavorare solo a tempo

parziale (cfr. doc. 1 punto 3 e doc. 2-3) e nel suo scritto del 21 maggio 2005

al TCA ha, in particolare, affermato che “(…) La ricorrente fa presente che già

dall’anno 2002 è lavoratrice dipendente a metà tempo e per l’ulteriore metà

tempo studentessa alla __________. (…).” (cfr. doc. XVI).

Inoltre l’assicurata ha

accettato lo stage presso la __________ anche se, pur lavorando a tempo pieno,

il salario mensile lordo di fr. 1'200.-- era inferiore a quanto da lei

percepito con l’esercizio di un’attività a tempo parziale quale assistente di

marketing presso i suoi precedenti datori di lavoro.

Ora, se il principale

scopo dell’assicurata fosse stato quello di evitare la disoccupazione e non

quello formativo, la stessa avrebbe ricercato un lavoro a tempo pieno e in ogni

caso, vista l’effettiva possibilità, non avrebbe accettato un lavoro a tempo

pieno con una retribuzione inferiore rispetto a quella da lei già percepita per

un lavoro a tempo parziale (cfr. al riguardo in particolare la STFA del 4

agosto 2003 nella causa L., C 21/03, riprodotta al consid. 2.4).

In conclusione, secondo

questo Tribunale, all’assicurata non può essere riconosciuto il diritto alle

indennità di disoccupazione in base alle norme che regolano il guadagno

intermedio visto che la stessa ha assunto l’attività di stagiaire presso la __________

non per evitare principalmente la disoccupazione ma essenzialmente allo scopo

di terminare la formazione intrapresa.

Ora, in tale ipotesi, secondo

la giurisprudenza federale, decade già per principio il diritto a beneficiare

di indennità di disoccupazione.

Alla luce di quanto appena

esposto diventa superfluo stabilire se a ragione la Cassa ha ritenuto che il

salario corrispondente almeno all’aliquota usuale per la professione ed il

luogo ammonta a fr. 3'000.-- e che pertanto, visto il suo guadagno assicurato

di fr. 2'350.--, la ricorrente non aveva diritto alle indennità di

disoccupazione in base alle norme che regolano il guadagno intermedio (cfr.

doc. A/1, C; cfr. in questo senso la STFA del 14 giugno 2004 nella causa S., C

297/03 citata in esteso al consid. 2.4 in fine).

Al riguardo va qui

comunque rilevato che allorquando stabilisce quale è il salario ipotetico ai

sensi dell’art. 24 cpv. 3 LADI la Cassa deve in ogni caso motivare e indicare esattamente

su quali basi fonda le sue conclusioni.

In questo senso la

decisione su opposizione impugnata, anche se per altri motivi (il TCA ha

rispettato il diritto di essere sentita dell’assicurata dandole la possibilità

di esprimersi in merito; cfr. consid. 1.8), va confermata.

2.7

Nella sua “Opposizione”

l’assicurata ha, tra l’altro, affermato che:

" (…)

In data 14 giugno 2004, come suggerito dal collocatore – signor __________

– l’opponente comunica alla Cassa Disoccupazione il contratto di stage di 6

mesi, allegando copia dell’accordo sottoscritto. (…)." (cfr. doc. A3)

Nella sua risposta alla

Cassa del 28 giugno 2004 l’assicurata ha, in particolare, osservato che:

" (…)

Non essendoci prospettive immediate di impiego ho ritenuto

interessante arricchire ulteriormente il mio bagaglio di formazione anziché

usufruire dell’intera indennità di disoccupazione. Ciò mi è stato anche

consigliato dal Signor __________ dell’URC di __________ che ha visto positivamente

la mia iniziativa.

(…)." (cfr. doc. A8)

Anche nel suo scritto del

21.

maggio 2005 al TCA l’assicurata riporta stralci della sua lettera alla Cassa

del 28 giugno e, in particolare, sostiene che:

" (…)

3.

L’Ufficio Regionale di Collocamento di __________ – Signor __________

__________ – ha autorizzato lo stage formativo nel settore della vendita presso

la __________ per il periodo dal 01.06.2004 – 30.11.2004.

Allego al riguardo copia della mia lettera del 14 giugno 2004.

(…)." (cfr. doc. XVI)

Il

diritto alla protezione della buona fede di cui all'art. 9 Cost. fed. - che

permette al cittadino di esigere che l'autorità rispetti le proprie promesse e

che essa eviti di contraddirsi - è garantito e impone all'autorità di

discostarsi dal principio della legalità, allorché essa, intervenendo in una

situazione concreta nei confronti di persone determinate, era competente a

rilasciarle, il cittadino non poteva riconoscerne l'inesattezza e, sempre che

l'ordinamento legale non sia mutato nel frattempo, fidente nelle informazione

ricevute egli abbia preso delle disposizioni non reversibili senza pregiudizio

(cfr. STFA del 28 gennaio 2004 nella causa Arbeitslosenkasse der Gewerkschaft

Bau & Industrie GBI c/ A., C 218/03, consid. 2; STFA del 29 agosto 2002 nella

causa Amt für Arbeit St. Gallen c/ S., C 25/02; STFA del 22 agosto 2000 nella

causa B., C 116/00; DTF 121 V 65, consid. 2a pag. 66-67 e la giurisprudenza ivi

citata; RAMI 1993 pag. 120-121, Pratique VSI 1993 pag. 21-22, RCC 1991 pag. 220

consid. 3a, RCC 1983 pag. 195 consid. 3, RCC 1982 pag. 368 consid. 2, RCC 1981

pag. 194 consid. 3, RCC 1979 pag. 155, DLA 1992 p. 106, DTF 118 V 76 consid. 7,

RDAT I-1992 n° 63; Grisel, Traité de droit administratif, vol. I, pag. 390ss; Knapp, Précis de droit administratif, 4a ed., n° 509, pag. 108-109; Haefliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetze

gleich, pag. 217ss).

Nel

caso concreto il TCA rileva innanzitutto che nel proprio ricorso l’assicurata

non invoca e nemmeno sostiene di essere stata lesa nella sua buona fede.

In ogni caso, quand’anche

si volesse ritenere che con le dichiarazioni sopra riportate abbia voluto

implicitamente invocare una lesione della propria buona fede, l’assicurata non

ha provato in alcun modo le proprie affermazioni e soprattutto non ha sostenuto

che il suo consulente le ha erroneamente garantito che durante lo stage avrebbe

avuto diritto alle indennità di disoccupazione sulla base delle norme che

regolano il guadagno intermedio e che per questa ragione essa lo ha iniziato.

Al contrario, nel “Verbale

del colloquio di consulenza” dell’8 giugno 2004, da lei sottoscritto, si legge

che:

" (…)

L’assicurata consegna copia contratto di lavoro che la vede

impiegata al 100% dal 1.6.04 a tempo indeterminato (ndr. recte: determinato;

cfr. doc. A4), presso la __________. Si pone la questione dell’eventuale

guadagno intermedio che l’assicurata crede di potere esigere. Invitata a

presentare formale richiesta alla cassa __________, che statuisca se vi è reale

possibilità di quanto richiede. Ci terrà informati.

(…)." (cfr. doc. 8)

Dunque l’assicurata sapeva

che competente per decidere circa il diritto alle indennità per guadagno

intermedio non era il suo collocatore che l’ha invitata a formulare una domanda

in questo senso presso la cassa di disoccupazione (cfr. STFA del 28 aprile 2005

nella causa L., C 91/05, consid. 2.3.1).

Del resto la decisione di

svolgere lo stage formativo iniziato il 1° giugno 2004 presso la __________ è

stata presa dall’assicurata per forza di cose prima del colloquio dell’8 giugno

con il proprio collocatore e della seguente lettera di “Domanda di guadagno

intermedio” del 14 giugno 2004 alla Cassa (cfr. doc. 8 e A5).

Anche per questo motivo la

decisione su opposizione impugnata va quindi confermata.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso

é respinto.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al

ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster