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Decisione

38.2004.90

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

10 agosto 2005Italiano55 min

Source ti.ch

Fatti

I capoversi 3 e 4 sono ordinati in modo più preciso per motivi di

sistematica e per tener conto della giurisprudenza, ma il loro contenuto, ad

eccezione del capoverso 3, rimane invariato.

Capoverso 3bis (nuovo):

secondo la formulazione attuale dell’articolo 24 capoverso 2 terzo periodo

LADI, non può essere versato alcun pagamento compensativo dopo una

disdetta a seguito di una modifica del contratto di lavoro o in caso di

riassunzione nell’intervallo di un anno da parte dello stesso datore di lavoro a

un tasso di occupazione inferiore, anche se il salario proposto è usuale per la

professione e il luogo.

Il legislatore voleva semplicemente impedire il dumping salariale

a carico dell’assicurazione contro la disoccupazione dopo una disdetta dovuta a

una modifica del contratto di lavoro. Non v’è invece il rischio di abusi se il

datore di lavoro è costretto, per motivi legati all’impresa, a ridurre il tasso

di occupazione con una riduzione proporzionale del salario e se il lavoro

proposto è rimunerato a un’aliquota usuale per la professione e il luogo.

Il nostro Consiglio non rifiuterà di prendere in considerazione un

eventuale guadagno intermedio, e quindi si opporrà alla concessione di

pagamenti compensativi secondo la disposizione dell’attuale articolo 41a capoverso

3 OADI soltanto se il rapporto di lavoro è mantenuto o ripreso nell’intervallo

di un anno fra le due parti a una delle condizioni seguenti:

a) il tempo di

lavoro è stato ridotto e la rispettiva diminuzione del salario è eccessiva;

b) il tempo di lavoro è mantenuto, ma il salario ridotto.

Con questa clausola contro gli abusi e con il criterio

dell’aliquota usuale per la professione e il luogo, occorre evitare che i costi

salariali siano trasferiti all’assicurazione contro la disoccupazione (dumping

salariale). In particolare, il guadagno intermedio non deve portare a un

degrado generale delle condizioni di lavoro e salariali né a una trasformazione

dei posti di lavoro «normali» in posti di lavoro «con guadagno intermedio». A

tal fine, da un lato l’importo dei pagamenti compensativi deve rispettare i

salari usuali per la professione e il luogo (art. 24 cpv. 3 LADI) e, dall’altro,

i guadagni intermedi presso il datore precedente sono ammessi o presi in considerazione

solo se il salario non è stato ridotto in misura eccessiva. Con questa disposizione

si vuole impedire di finanziare la riassunzione a un salario eccessivamente basso

a spese dell’assicurazione contro la disoccupazione (guadagno intermedio).

Questo disciplinamento tiene conto delle contingenze economiche,

del principio delle assicurazioni sociali della diminuzione del danno, del

principio dell’assicurazione contro la disoccupazione «lavorare è redditizio» e

impedisce inoltre che gli assicurati

accettino importanti sacrifici salariali a spese dell’assicurazione contro la disoccupazione.

Capoverso 4: la modifica del rinvio è necessaria in considerazione

della fusione dei capoversi 1 e 2."

(cfr. FF N. 23 del 12 giugno 2001, pag. 2005-2006)

2.2. Secondo

l’art. 24 cpv. 1 LADI é considerato guadagno intermedio il reddito proveniente

da un’attività lucrativa dipendente o indipendente che il disoccupato ottiene

entro un periodo di controllo. L’assicurato ha diritto alla compensazione della

perdita di guadagno. Il tasso d’indennità è determinato secondo l’articolo 22.

Il Consiglio federale determina in che modo deve essere calcolato il reddito

proveniente da un’attività lucrativa indipendente.

In virtù

dell’art. 24 cpv. 3 LADI è considerata perdita di guadagno la differenza tra il

guadagno intermedio ottenuto nel periodo di controllo, ma corrispondente almeno

all’aliquota usuale per la professione ed il luogo, e il guadagno assicurato.

Un guadagno accessorio (art. 23 cpv. 3) non è preso in considerazione.

Il

Consiglio federale, competente a emanare le disposizioni esecutive (cfr. art.

109 LADI) e sulla base della delega di cui all’art. 24 cpv. 1 LADI, ha emanato

l’art. 41a OADI.

In

particolare il cpv. 1 dell’art. 41a OADI stabilisce che se il reddito è

inferiore all’indennità di disoccupazione, l’assicurato ha diritto, nell’ambito

del termine quadro per la riscossione della prestazione, a indennità

compensative.

2.3. In una

sentenza pubblicata in SVR 1994, ALV Nr. 20, pag. 45 seg. e in DTF 120 V 233

seg. il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) ha avuto modo di stabilire

che tutte le forme di attività dipendente, comprese in passato sotto le diverse

norme relative al lavoro a tempo parziale (art. 18 cpv. 1 in relazione con

l'art. 22 seg. LADI), al guadagno intermedio (vecchio art. 24 LADI), e del

lavoro sostitutivo (vecchio art. 25 LADI), costituiscono l'oggetto del nuovo

art. 24 LADI.

In tale

contesto, dopo avere precisato che decisiva è la perdita di guadagno e non la

perdita di lavoro (cfr. SVR 1994 ALV Nr. 20 pag. 46: "die während einer

oder mehrerer Kontrollperioden erzielten Verdienste sollen nach dem Prinzip des

Verdienstausfalls und nicht nach jenem des Arbeitsaufalls entschädigt werden,

von welchen das Gesetz sonst primär ausgeht") la nostra Massima istanza ha

stabilito che l'assicurato ha diritto all'indennizzo della perdita di guadagno

secondo l'art. 24 cpv. 1 a 3 LADI fino a quando non assume, nel periodo di

controllo in questione, un'occupazione adeguata ai sensi dell'art. 16 LADI, e

segnatamente dell'art. 16 cpv. 1 lett. e LADI.

Pertanto,

secondo il TFA, se durante il periodo di controllo litigioso l'assicurato

accetta - specialmente riguardo al salario - un'occupazione adeguata, cioè

un'attività che gli procuri un guadagno corrispondente almeno all'indennità di

disoccupazione, ogni guadagno intermedio non è più ammissibile (cfr. SVR 1994

ALV Nr. 20, pag. 46-47).

Contestualmente

il TFA ha in particolare rilevato che:

"

(…) Die Vorinstanzliche Auffassung, dass auch

Tätigkeiten, die dem Versicherten ein Einkommen verschaffen, das zwar über dem

Taggeld, aber unter dem versicherten Verdienst liegt, der

Zwischenverdienstregelung gemäss Art. 24 AVIG zu unterstellen seien, ist zwar

nach dem Wortlaut von Art. 24 AVIG (insbesondere dessen Abs. 3) nicht

ausgeschlossen, lässt sich aber letzlich aus systematischen Gründen nicht

bestätigen. Das Argument, der Gesetzgeber habe auch in solchen Fällen das die

Versicherung entlastende Ausüben von Teilerwerbstätigkeiten fördern wollen,

widerspricht im Ergebnis Art. 15 Abs. 1 i.V.m. Art. 16 und Art. 17 Abs. 1 und 3

AVIG, wonach der Versicherte ohnehin bereit sein muss, eine zumutbare Arbeit

anzunehmen, ansonsten er mit der Einstellung im Taggeldbezug (Art. 30 Abs. 1

lit. c und d AVIG; ARV 1991 Nr. 9 S. 88, 1990 Nr. 5 S. 34, 1984 Nr. 14 S. 167) oder

mit der Aberkennung der Anspruchberechtigung wegen fehlender

Vermittlungsfähigkeit (BGE 112 V 326; ARV 1992 Nr. 10 S. 122, 1990 Nr. 3 S. 25

und Nr. 14 S. 83) zu rechnen hat. Es erscheint daher nicht sachgerecht, bei

Erfüllung einer gesetzlichen Obligenheit Kompensationsleistungen nach Art. 24

AVIG zusprechen, ganz abgesehen von den damit verbundenen

Abgrenzungsschwierigkeiten bezuglich Beendigung der Arbeitslosigkeit.

(…)." (cfr. SVR 1994 ALV Nr. 20, pag. 47).

Questi

concetti sono stati ribaditi dal TFA in un'altra sentenza pubblicata in SVR

1994, ALV Nr. 21, pag. 49-50.

In questo

giudizio l'Alta Corte ha negato il diritto all'indennizzazione ad un assicurato

che, in un periodo di controllo, aveva conseguito un salario di franchi

2'986.35, inferiore al guadagno assicurato di fr. 3'000.--, ma superiore

all'indennità di disoccupazione di fr. 2'400.--.

Su questi aspetti, cfr. pure G. Gerhards "ALV: Stempelferien,

Zwischen verdienst und Kurzarbeitsentschädigung - Drei Streitfragen" in

SZS 1994, pag. 321 seg., in particolare pag. 335-337; OFIAMT, "Bulletin AC

94/1" , pag. 3/2).

Nelle successive sentenze pubblicate in DTF 120 V 502 e in SVR 1995,

ALV Nr. 47, il TFA ha poi riconfermato la propria giurisprudenza.

In

un'altra sentenza pubblicata in SVR 1995, ALV Nr. 48, il TFA ha stabilito che

nel caso di assicurati impiegati con salario mensile il guadagno giornaliero

lordo si determina mediante il divisore 21,7. Se il guadagno giornaliero lordo

é inferiore all’indennità giornaliera lorda si tratta di guadagno intermedio; i

presupposti per una compensazione della differenza secondo l’art. 24 cpv. 2 e 3

sono quindi adempiuti.

Nel caso

concreto, per determinare il diritto all’indennità di disoccupazione di un

assicurato che conseguiva un guadagno intermedio, il TFA ha proceduto come

segue:

"

(…)

Ausgehend vom versicherten Monatsverdienst von

Fr. 3141.- ergibt sich im vorliegenden Fall ein versicherter Tagesverdienst von

Fr. 144,70 (Fr. 3141.- : 21,7). Das Bruttotaggeld beträgt demzufolge Fr. 115,75

(80% von Fr. 144,70). Der auf einen Tag umgerechnete Bruttolohn beläuft sich

auf Fr. 111.83 (Fr. 2426.95 : 21,7). Da dieser Betrag tiefer ist als das

Bruttotaggeld, handelt es sich um Zwischenverdienst im Sinne von Art. 24 Abs. 1

AVIG mit der Folge, dass die Beschwerdegegnerin für den Monat Februar 1993

grundsätzlich Anspruch auf Differenzausgleich nach Massgabe von Art. 24 Abs. 2

und 3 AVIG hat. Mit Bezug auf die Berechnung der Differenzzahlung ist zunächst

die Differenz zwischen dem versicherten Monatsverdienst und dem

Zwischenverdienst zu ermitteln. Dieser beträgt im vorliegenden Fall Fr. 714.70

(Fr 3141.67 - 2426.94), woraus sich ein Differenzausgleich von Fr. 571.60 (80%

von Fr. 714.70) ergibt. (…)."

(cfr. SVR 1995 ALV Nr. 48, pag. 143, consid. 5).

Questi concetti

circa la determinazione del diritto all’indennità di disoccupazione in un

preciso periodo di controllo, trattandosi di assicurati che conseguono un

guadagno intermedio, sono poi stati ribaditi dal TFA nelle sentenze pubblicate

in SVR 1999, ALV Nr. 8 e in SVR 1996, ALV Nr. 69 = DTF 121 V 353.

In

particolare nell’ultima sentenza citata il TFA ha stabilito che il metodo di

calcolo illustrato nelle DTF 112 V 229 e 237 non é più applicabile (cfr. DTF

121 V 353, consid. 4a, pag. 358 in fine).

Va rilevato

che questa giurisprudenza permette di tener convenientemente conto del fatto

che in ogni periodo di controllo vi é una variazione del numero di indennità di

disoccupazione spettante all’assicurato.

2.4. Nella già

citata decisione pubblicata in DTF 120 V 502, chiamata a pronunciarsi sulla

nozione del guadagno intermedio nell'ambito di uno stage, la nostra

Massima istanza ha, in particolare, rilevato che:

"

(…) La jurisprudence admet, par exemple, que lorsqu'il

apparaît clairement qu'un assuré rémunéré proportionellement aux ventes

effectuées ne peut pas, durant des mois, obtenir un salaire atteignant le

minimum vital malgré un engagement total et un travail exigeant, on ne saurait,

dans les limites du travail de remplacement, parler de rémunération conforme

aux usages professionnels et locaux en invoquant des critères d'ordre

économique (DTA 1986 n° 22 p. 89 consid. 2). De mème,

le Tribunal fédéral des assurances a jugé qu'il n'appartient pas à

l'assurance-chômage de compenser la différence de traitement existant entre le

salaire usuel qui est versé à un psychologue diplômé, et la rémunération dont

bénéficie un stagiaire; en l'espèce, le canton employeur n'avait offert à un

psychologue diplômé qu'une place et un salaire de stagiaire, en raison de

restrictions budgétaires (arrêt non publié F. du 29 août 1986). Enfin, la

"rémunération habituelle" dont il est question ci-dessus entre en

ligne de compte lorsque l'assuré exerce une activité pour la quelle il a été

formé; en revanche, s'il pratique un métier pour le quel il ne dispose pas de

qualification, seule la rémunération habituelle dans cette profession est

déterminante (arrêt non publié H. du 10 novembre 1989).

Dans ses directives relatives à l'indemnisation

des assurés qui suivent des stages (Bulletin AC 86/2, p. 4), l'OFIAMT a

d'ailleurs opéré une distiction entre les différentes catégories de stagiaires.

Ainsi, l'assurance-chômage ne doit pas être mise à

contribution lorsque le stage fait partie intégrante de la formation

professionelle de base (à l'instar d'un avocat ou d'un médecin [ch. 1]). Par

ailleurs, des indemnités peuvent être allouées en cas de perfectionnement

professionel ou de recyclage, à titre de mésures préventives (art. 59 ss LACI;

ch. 2). Lorsque, pour diminuer son chômage, l'assuré accepte

d'occuper une place de stage qui ne correspond ni à une formation de base ni à

un perfectionnement professionel, l'art. 25 LACI peut

alors précisément trouver application, quand la rémunération obtenue est certe

inférieure à l'indemnité de chômage, mais correspond au moins aux usages

professionels et locaux (ch. 3, 1re e 2e phrases). En

revanche, la dernière phrase du ch. 3, selon la quelle "il ne suffit donc

pas que cette rémunération soit usuelle pour les stagiaires", ne se

concilie pas avec les principes jurisprudentiels exposés aux arrêts DTA 1986 n°

22 p. 88 et F. du 29 août 1986 précités, dans la mesure ou elle ne s'applique

qu'aux personnes disposant déjà d'une formation professionelle. Mais si

l'assuré ne bénéficie pas d'une telle formation, il ne doit pas être indémnisé

selon ces critères (arrêt non publié H. du 10 novembre 1989).

(…)." (cfr. DTF 120 V 502, consid. 6c, pag. 508-509)

In una

sentenza pubblicata in DLA 1998 N. 7 pag. 36 seg. il TFA ha avuto modo di

stabilire che i periodi di pratica quale psicologa effettuati dopo aver

ottenuto una licenza universitaria in psicologia non costituiscono un guadagno

intermedio.

Secondo

l'Alta Corte, lo scopo di formazione e l'acquisizione di conoscenze

professionali predominano in tale caso rispetto al conseguimento di un reddito

proveniente da un'attività lucrativa. Il fatto che l'assicurata abbia ottenuto

un impiego quale psicologa ancora durante la sua seconda pratica non cambia

nulla al carattere di formazione di quest'ultima.

La nostra

Massima Istanza ha, in particolare, così motivato l'inapplicabilità dell'art.

24 LADI, relativo al guadagno intermedio:

"

(…)

Il n'existe cependant pas de droit à une

compensation de la perte de gain au sens de ces dispositions en faveur d'un

assuré qui poursuit une formation. Dans un tel cas, le but de formation et

l'acquisition de connaissances professionnelles prédominent par rapport à

l'obtention du revenu d'une activité lucrative (Gerhards,

Arbeitslosenversiche- rung: “Stempelferien”, Zwischenverdienst und Kurzarbeitsentschä-

digung für öffentliche Betriebe und Verwaltungen - Drei Streitfragen, RSAS,

1994, p. 350 let. h et la référence à l'arrêt non publié F. du 1er

juin 1994 [C83/93)]; cf. aussi ATF 120 V 509 consid. 6c et 246).

2.- En l'espèce, les deux stages suivis

successivement par la recourante avaient un caractère de formation nettement

prépondérant. Ainsi le second stage est-il décrit par l'employeur comme “un

stage post-licence consacré à la formation dans le domaine du

psycho-diagnostique” (attestation du DUPA du 23 juin 1995). La recourante a

d'ailleurs toujours insisté sur le fait qu'il s'agissait, en l'occurrence,

“d'emplois de formation”, attendu qu'il n'était pas possible, pour un licencié

en psychologie, de trouver un emploi de psychologue sans avoir effectué des

stages préalables. Désireuse d'obtenir un emploi de psychologue, auquel la

destinaient naturellement ses études universitaires, la recourante a donc

cherché à compléter sa formation théorique par une formation pratique

indispensable à l'exercice de sa profession future. Le fait qu'elle a obtenu un

emploi de psychologue, alors qu'elle n'avait pas terminé son second stage,

n'enlève rien au caractère de formation de celui-ci. On peut supposer, en

effet, que la durée totale et la diversité de sa formation pratique étaient

suffisantes, en janvier 1995, pour justifier un engagement professionnel.

C'est dire que la recourante n'a pas entrepris les

stages en question pour abréger son chômage, ni pour satisfaire à son

obligation de réduire le dommage en se procurant un gain intermédiaire. Dans

ces conditions, sa rémunération ne pouvait pas être pris en compte comme gain

intermédiaire. Une indemnisation par la biais de l'art. 24 LACI est donc exclue

dans ce cas. Par ailleurs, l'allocation de prestations en vertu des art. 59 ss

LACI (dans leur version qui était en vigueur à l'époque des faits) n'entre pas

en ligne de compte s'agissant d'une formation de base (voir par exemple ATF 111

V 274 consid. 2b).

(…)." (cfr. DLA 1998 N. 7, pag. 38-39).

In un'altra

sentenza pubblicata in DLA 1998 N. 49 pag. 286 seg. il TFA ha stabilito che

l’assicurato non può far valere quale guadagno intermedio un'attività assunta

non per evitare la disoccupazione, ma essenzialmente a scopo di formazione

(nella fattispecie: pratica come infermiere), vale a dire al fine di acquisire

ulteriori conoscenze.

L’Alta

Corte ha in particolare rilevato:

"

(…)

3.- In der Verwaltungsgerichtsbeschwerde wird

dagegen eingewendet, dass die Praktikumsstelle in der

Psychiatrischen Klinik M. nicht Bestandteil einer beruflichen Grundausbildung

sei, sondern vielmehr dazu diene, die Eignung des Beschwerdeführers für den

Pflegeberuf abzuklären. Ebensowenig gehe es an, dem Beschwerdeführer im Sinne

des berufs- und ortsüblichen Lohnes den Verdienst eines Hilfspflegers

anzurechnen.

a) Diesen Ausführungen kann nicht beigepflichtet

werden. Nach Lage der Akten steht fest und ist unbestritten, dass es sich bei

der fraglichen Tätigkeit des Beschwerdeführers um ein Praktikumhandelt. Dieses

mag zwar nicht bereits integrierenden Bestandteil der Ausbildung zum Beruf des

Pflegers gebildet, sondern in erster Linie der Eignungsabklärung sowie dazu

gedient haben, dem Beschwerdeführer ein genaues Bild dieser Tätigkeit zu

vermitteln.

Indes kann kein Zweifel daran bestehen, dass das

Praktikum - wenn nicht bereits selbst der Grundausbildung dienend - jedenfalls

im Hinblick auf eine solche angetreten wurde. Dies ergibt sich mit aller

Klarheit aus der vorinstanzlichen Beschwerde. Dabei wird durchaus zugleich das

Bestreben mitgespielt haben, die bestehende Arbeitslosigkeit vermeiden. Dass

diese Motivation indes nicht im Vordergrund stand, der Beschwerdeführer

vielmehr nach einer beruflichen Neuausrichtung trachtete, kann insofern als

erstellt gelten, als praktisch sämtliche seiner Arbeitsbemühungen nicht auf

seinen früheren breitgefächerten Tätigkeitsbereich (PTT-Betriebsbeamter,

Kellner, Magaziner, Packer/Lagerist, Speditionsangestellter, Chauffeur),

sondern auf eine Stelle als Pfleger oder Betreuer abzielten. Wäre es ihm in

erster Linie um die Beendigung der Arbeitslosigkeit gegangen, hätte er seine

Bemühungen fraglos anders ausgerichtet. Stand folglich dieses Bestreben nicht

im Vordergrund, vermag der Beschwerdeführer aus der in BGE 120 V 246 und 509

Erw. 6c angesprochenen Verwaltungspraxis nichts abzuleiten.

b) Fällt nach dem Gesagten die Annahme eines

Zwischenverdienstes ausser Betracht, erübrigen sich weitere Ausführungen zur

Frage, ob dem Beschwerdeführer anstelle des real erzielten (im Sinne von Art.

24 Abs. 3 AVIG) ein fiktives Einkommen anzurechnen wäre."

(cfr. DLA 1998 N. 49, pag. 288-289)

Chiamata a pronunciarsi se

nel caso di un’assicurata (rimasta disoccupata il 30 novembre 2001 che il 15

maggio 2002 ha iniziato un “Praktikum im Hinblick auf eine allfällige Ausbildung

zur sozio-kulturellen Animatorin”) il salario di praticante andava trattato

alla stregua di un guadagno intermedio, la nostra Massima Istanza, in una

decisione del 4 agosto 2003 nella causa L. (C 21/03), si è confermata nella

propria giurisprudenza e, tra l’altro, ha sviluppato le seguenti

considerazioni:

" (…)

3.1 Nach den Akten steht fest und ist

unbestritten, dass es sich bei der fraglichen Tätigkeit der Beschwerdegegnerin

um ein Praktikum handelt. Dieses mag zwar nicht bereits integrierenden Bestandteil

der Ausbildung zum Beruf der sozio-kulturellen Animatorin gebildet, sondern in

erster Linie der Eignungsabklärung gedient und der Beschwerdegegnerin ein

genaueres Bild dieser Tätigkeit vermittelt haben. Indessen besteht kein Zweifel

daran, dass das Praktikum - wenn nicht bereits selbst der Grundausbildung

dienend - jedenfalls im Hinblick auf eine solche angetreten wurde. Dies räumt

die Versicherte in der kantonalen Beschwerde selber ein. Dabei mag durchaus

auch das Bestreben mitgespielt haben, die bestehende Arbeitslosigkeit zu

vermeiden. Diese Motivation stand indes nicht im Vordergrund. Vielmehr

trachtete die Beschwerdegegnerin nach einer beruflichen Neuausrichtung. Dies

ergibt sich daraus, dass die Arbeit als sozio-kulturelle Animatorin völlig ausserhalb

der bisherigen Tätigkeitsbereiche der Versicherten (Verkäuferin in der

Textilbranche, Gastgewerbe) lag und der Praktikumslohn deutlich niedriger war

als der Verdienst, der sich in einer der bisherigen Tätigkeiten hätte erzielen

lassen. Die Beschwerdegegnerin nahm somit bewusst eine erhebliche finanzielle

Einbusse in Kauf. Sie hätte keine derartige Ausbildung ins Auge gefasst, wenn

sie in erster Linie die Arbeitslosigkeit hätte beenden wollen.

3.2 Ging es jedoch vorab um den Antritt einer

neuen Grundausbildung, kann die Versicherte nach ARV 1998 Nr. 49 S. 287 f Erw.

1 und 3a keinen Zwischenverdienst abrechnen. Der Auffassung der Vorinstanz,

wonach selbst bei Ausübung eines Praktikums eine Zwischenverdienstanrechnung zu

erfolgen habe, kann nicht beigepflichtet werden. Vielmehr ist daran

festzuhalten, dass für eine solche Anrechnung dort kein Raum bleibt, wo die

betreffende Tätigkeit in erster Linie zu Ausbildungszwecken ergriffen wurde.

Daran vermag auch der Hinweis des kantonalen Gerichts auf BGE 122 V 265 nichts

zu ändern.

Arbeitslose, die einen nicht bewilligten Kurs

besuchen, befinden sich in einer andern Situation als Personen, welche eine

neue Grundausbildung anfangen. Diese Kurse sind in der Regel zeitlich

beschränkt und stellen keine vollständige, neue Grundausbildung dar. Zudem

dienen sie oft der Vervollständigung bereits vorhandener Kenntnisse.

(…)." (cfr. STFA del 4 agosto 2003 nella causa L., C 21/03)

In un’altra sentenza del

14 giugno 2004 nella causa S. (C 297/03) il TFA ha confermato la decisione di

una cassa disoccupazione che, considerato un salario pari a fr.

3'510.--corrispondente all’aliquota usuale per la professione ed il luogo, ha

rifiutato ad un assicurato (di formazione meccanico per automobile e di

professione impiegato di commercio) il diritto alle indennità di disoccupazione

durante la sua attività di praticante presso un ospedale.

Anche in questo caso

l’Alta Corte si è confermata nella propria giurisprudenza e, in particolare, ha

sviluppato le seguenti considerazioni:

" (…)

Zu ergänzen ist, dass nach der Rechtsprechung für

die Annahme eines Zwischenverdienstes jedoch kein Raum bleibt, wenn die in

Frage stehende Tätigkeit nicht zur Vermeidung von Arbeitslosigkeit, sondern in

erster Linie zu Ausbildungszwecken, mithin zum Erwerb von Kenntnissen,

aufgenommen wurde (ARV 1998 Nr. 49 S. 287 f. mit Hinweisen; Gerhards,

Arbeitslosenversicherung: "Stempelferien", Zwischenverdienst und

Kurzarbeitsentschädigung für öffentliche Betriebe und Verwaltungen - Drei

Streitfragen, SZS 1994 S. 350 lit. h mit Hinweisen; Urteil L. vom 4. August

2003, C 21/03).

3.

3.1Der Beschwerdegegner gab bei seiner Bewerbung

beim Spital X.________ vom 16. Dezember 2002 an, dass er auf Grund seiner

beruflichen Neuorientierung und gemäss Abklärungen durch die Berufsberatung

sowie den Laufbahnberater die Ausbildung als Krankenpfleger DN2 im Frühjahr

2003 beginnen möchte. Von der Leiterin Hilfspflegepersonal des Spitals

X.________ wurde ausgeführt, der Beschwerdegegner benötige auf Grund seiner

Considerandi

Bewerbung als Krankenpfleger ein Vorpraktikum. Dieses betrage meistens drei

Monate und diene der Eignungsabklärung für einen Pflegeberuf.

3.2

Nach den Akten steht damit fest und ist

unbestritten, dass es sich bei der fraglichen Tätigkeit des Beschwerdegegners

um ein Praktikum handelt.

Dieses mag zwar nicht bereits integrierenden

Bestandteil der Ausbildung zu einem Pflegeberuf gebildet, sondern in erster

Linie der Eignungsabklärung gedient und dem Versicherten ein genaueres Bild

dieser Tätigkeit vermittelt haben. Indessen besteht kein Zweifel daran, dass

das Praktikum - wenn nicht bereits selbst der Grundausbildung dienend -

jedenfalls im Hinblick auf eine solche angetreten wurde. Dabei mag durchaus

auch das Bestreben mitgespielt haben, die bestehende Arbeitslosigkeit zu vermeiden.

Diese Motivation stand indes nicht im Vordergrund. Vielmehr trachtete der

Versicherte nach einer beruflichen Neuausrichtung. Dies ergibt sich auch

daraus, dass ein Pflegeberuf völlig ausserhalb der bisherigen

Tätigkeitsbereiche des Beschwerdegegners (Automechaniker, Kaufmann) lag und der

Praktikumslohn deutlich niedriger war als der Verdienst, der sich in einer der

bisherigen Tätigkeiten hätte erzielen lassen. Der Versicherte nahm somit

bewusst eine erhebliche finanzielle Einbusse in Kauf. Er hätte keine derartige

Ausbildung ins Auge gefasst, wenn er in erster Linie die Arbeitslosigkeit hätte

beenden wollen.

Ging es jedoch vorab um den Antritt einer neuen

Grundausbildung, kann der Beschwerdegegner nach ARV 1998 Nr. 49 S. 287 f Erw. 1

und 3a keinen Zwischenverdienst abrechnen. Der Auffassung der Vorinstanz,

wonach selbst bei Ausübung eines Praktikums eine Zwischenverdienstanrechnung zu

erfolgen habe, kann deshalb nicht beigepflichtet werden, abgesehen davon, dass

das kantonale Gericht ohnehin den Praktikumslohn nicht als ortsüblichen Lohn

hätte betrachten dürfen. Vielmehr ist daran festzuhalten, dass für eine solche

Anrechnung dort kein Raum bleibt, wo die betreffende Tätigkeit in erster Linie

zu Ausbildungszwecken ergriffen wurde (vgl. Urteil L. vom 4. August

2003, C 21/03).

(…)." (cfr. STFA del 14 giugno 2004 nella causa S., C 297/03)

2.5

Nella

Circolare relativa alle indennità di disoccupazione (ID) (nella versione in

francese del gennaio 2003: Circulaire IC, Janvier 2003), il Segretariato di

Stato dell'economia (SECO), quale autorità di sorveglianza che deve adoperarsi

per garantire un'applicazione uniforme del diritto ed impartire le istruzioni

generali (cfr. art. 110 LADI; STFA dell'8 aprile 2004 nella causa H., C 340/00,

consid. 4; STFA del 10 marzo 2003 nella causa C. C 176/00, consid. 3; STFA

dell'8 agosto 2001 nella causa K., C 260/99, consid. 6b e DTF 127 V 57, consid.

3a pag. 61), in merito alle tematiche relative alla nozione di guadagno

intermedio e al diritto alle indennità compensatorie ha, tra l'altro, rilevato

che:

" (…)

C95 La caisse

examine si le salaire est conforme aux usages professionnels et locaux en se

fondant sur les prescriptions légales, la statistique des salaires, l'échelle

des salaires usuels de l'entreprise ou de la branche, les contrats types ou les

conventions collectives de travail. Elle peut le cas échéant se procurer les

directives émises par les associations professionnelles.

Un salaire conforme

aux usages professionnels et locaux est pris en compte dès le début du gain

intermédiaire, même si aucun revenu n’a été réalisé pendant les premiers mois.

Lorsque la

rétribution à la commission ne correspond pas aux prestations de travail, on ne

peut parler d'un salaire conforme aux usages professionnels et locaux.

Il arrive parfois

qu'un assuré voulant remplir son obligation de diminuer le dommage accepte une

activité tout à fait normale mais dont la rémunération ne correspond pas aux

usages professionnels et locaux parce que cet emploi est dénommé

"stage".

L'autorité compétente versera

l'indemnité compensatoire pendant ce soi-disant "stage" que sur la

différence entre le salaire conforme aux usages professionnels et locaux et le

gain assuré.

Si elle doit recalculer le gain

assuré dans un nouveau délai-cadre, elle tiendra compte en revanche du salaire

effectivement versé.

(…)." (cfr. Circulaire IC, Janvier 2003, ch. marg.

C95)

2.6

Dagli atti di causa risulta

che il 1° gennaio 2003 l’assicurata, di formazione “venditore confezione”

(diploma straniero non riconosciuto; cfr. doc. 7) e di professione “ausiliaria

pulizia”, si è iscritta al collocamento alla ricerca di un’attività quale

ausiliaria di pulizia (cfr. doc. 3).

L’assicurata è infatti

stata licenziata dalla __________, dove ha lavorato quale ausiliaria di pulizie

dall’11 novembre 1998 al 31 dicembre 2002 (cfr. doc. 1, 2 e 3), con lettera

“Raccomandata a mano” del 31 ottobre 2002 (cfr. doc. 1 prima della separazione

gialla).

Il 23 marzo 2004 la Cassa

ha scritto all’assicurata una lettera del seguente tenore:

" (…)

come comunicato verbalmente, confermiamo che in conformità

dell’art. 24 della legge assicurazione contro la disoccupazione (LADI), per il

computo del guadagno intermedio, non possiamo tenere in considerazione il

salario mensile di franchi 1'364,00 che percepisce quale stagiaire presso la __________;

infatti dalle informazioni ricevute dal datore di lavoro, il salario usuale per

la professione di ausiliaria di reparto, in base al contratto collettivo, nel

caso ammonta a franchi 3'981,00, importo superiore al suo guadagno assicurato

di franchi 3'488,00 e alla relativa indennità mensile di disoccupazione di

franchi 2'790,60.

Se ritiene invece di aver diritto alle prestazioni, prima di

emettere una decisione formale se richiesta, ha facoltà di presentare nella

forma scritta le sue osservazioni motivate, allegando tutti i mezzi di prova

relativi al caso, inoltre deve continuare a far valere il diritto.

(…)." (cfr. doc. H)

Riferendosi a questa

lettera, con scritto del 29 marzo 2004, l’assicurata ha preso posizione come

segue:

" (…)

Osservo che dal 1° ottobre 2003 sto frequentando, in qualità di

stagiaire presso la __________ di __________, la scuola di assistente di cura

SCOS a __________.

Da tale data rivendico il diritto alla compensazione della

differenza salario sulla base dello stipendio come da contratto allegato. Lo

stipendio è quello usuale nella professione durante il periodo di stage,

obbligatorio ai fini della formazione.

Osservo quindi che, vista la giurisprudenza del Tribunale

Federale delle Assicurazioni, pubblicata in DTF 120 V 509, devono essere

applicate le disposizioni previste in caso di conseguimento di un guadagno

intermedio ed è sufficiente che la retribuzione sia usuale per assicurati

che effettuano uno stage.

Ho deciso di diminuire la mia disoccupazione e pertanto di

accettare di effettuare uno stage retribuito con un salario che è ritenuto

usuale per un praticante. Sono pure disposta ad interrompere lo stage nel

caso in cui reperissi o mi fosse offerta un’occupazione adeguata. In effetti,

già in data 25 giugno 2003, come richiesto dalla mia consulente URC, signora __________,

ho presentato la mia dichiarazione di disponibilità al collocamento e pertanto

la mia consulente mi ha ritenuto idonea al collocamento.

(…)." (cfr. doc. G)

Con lettera del 10 maggio

2004.

la Sezione del lavoro Ufficio giuridico ha comunicato all’assicurata che

il suo caso le è stato sottoposto per decisione dalla Cassa e, invitandola a

formulare eventuali osservazioni scritte, ha osservato che:

" (…)

Dalla documentazione in nostro possesso (cfr. annessi) risulta che

durante il periodo da ottobre 2003 a giugno 2004 frequenta il corso di

assistente di cura presso la Scuola Cantonale degli Operatori Sociali di __________.

La informiamo che secondo la giurisprudenza del Tribunale federale

delle assicurazioni l’assicurato non può far valere quale guadagno intermedio

un’attività assunta non per evitare la disoccupazione, ma essenzialmente a

scopo di formazione, vale a dire al fine di acquisire ulteriori conoscenze

(cfr. DLA 1998 n. 49 pag. 286).

Visto quanto precede si prospetta una decisione di inidoneità al

collocamento e di conseguenza il rifiuto delle indennità di disoccupazione a far

tempo dal 1° ottobre 2003.

(…)." (cfr. doc. F)

Con scritto del 19 maggio

2004.

l’assicurata ha osservato che:

" (…)

- ribadisco

fermamente, come già scritto e discusso, di aver assunto attività e formazione

quale praticante assistente di cura per evitare e/o diminuire la situazione di

disoccupazione e per ovviare alla mancanza di opportunità di lavoro concrete

nel settore professionale dal quale provengo (vendita) minacciato da forte

disoccupazione;

- ho accettato

di effettuare uno stage retribuito con un salario che è quello usuale per un praticante;

- ho

dichiarato ufficialmente con lettera scritta la mia disponibilità ad accettare

un’occupazione assegnata dall’ufficio di collocamento e conseguentemente di

essere disposta ad interrompere il praticantato qualora trovassi un impiego

stabile, che mi permetta di lasciare la disoccupazione;

- nonostante

le mie ricerche, nessuna possibilità concreta d’assunzione mi è stata offerta;

- sono al

corrente di situazioni analoghe alla mia in cui è stato riconosciuto da subito

il diritto al guadagno intermedio. Io invece attendo una presa di posizione da

ottobre 2003;

- sono pure a

conoscenza del fatto che a tali persone è stato riconosciuto il diritto di cui

sopra sulla base di una decisione pronunciata dallo stesso ufficio.

Mi considero, sulla base di quanto esposto, idonea al

collocamento.

(…)." (cfr. doc. E)

Con decisione dell’8

luglio 2004 la Sezione del lavoro Ufficio giuridico ha ritenuto l’assicurata idonea

al collocamento e ha rinviato alla sua precedente decisione del 5 marzo 2004

nella quale aveva stabilito che competente per pronunciarsi circa la

corrispondenza del salario almeno all’aliquota usuale per la professione ed il

luogo è la Cassa di disoccupazione (cfr. doc. D e I).

Durante l’udienza del 3

giugno 2005 l’assicurata ha, tra l’altro, dichiarato che:

" (…)

Nel mese di aprile 2003 ho superato l'esame di

ammissione per la Scuola Socio Sanitaria di __________ per assistente di cura.

Per poter frequentare questa scuola che iniziava il 1° ottobre 2003 dovevo

trovare un posto di stage entro un mese dal superamento degli esami.

Per questa ragione dal mese di maggio 2003 ho

iniziato a cercare anche un posto di stage presso un istituto di cura a far

tempo dal 1° ottobre 2003.

Fino al mese di aprile 2003 le mie ricerche sono

state esclusivamente quali ausiliaria di pulizie e venditrice.

Prima della fine del mese di maggio 2003 ho avuto

la garanzia di poter svolgere lo stage presso la __________ dal 1° ottobre

2003.

Anche se avevo la garanzia di poter iniziare lo

stage ho continuato a ricercare un lavoro quale ausiliaria di pulizie e

venditrice. Io avevo bisogno di lavorare e se avessi trovato un lavoro non

avrei sicuramente iniziato lo stage. Infatti anche durante lo stage che é

durato un anno ho sempre continuato a cercare come ausiliaria di pulizie e

venditrice. Ho cercato anche quale ausiliaria di cura perché alcuni istituti di

cura non richiedevano la formazione e si accontentavano di alcuni corsi della

CRS più brevi.

(…)." (cfr. doc. VI)

Le dichiarazioni

dell’assicurata trovano riscontro nel verbale del colloquio di consulenza del

28.

gennaio 2003 dove si legge che:

" (…)

Colloquio iscrizione effettuato da T7TAU. (Rif. 1144/TAU) La

signora RI 1 è diplomata quale venditrice in __________. Ha lavorato quale

ausiliaria delle pulizie per la __________ dal 1998 sino al 31.12.2002, con

disdetta per ristrutturazione. Ha effettuato ricerche quale venditrice e quale

ausiliaria in grandi magazzini e in cliniche ed ospedali, senza per il momento

ottenere risposta positiva. Intenzionata a reperire un’occupazione anche quale

assistente di cura farà gli esami di ammissione per la scuola sociosanitaria.

Nel frattempo continua le ricerche per un’occupazione al 100%. Richieste 8 RL

mensili, nel settore dove ha esperienza e allargando anche quale venditrice non

specializzata. FAUT gennaio e nuovo incontro a febbraio.

(…)." (cfr. doc. VI/1)

Da quanto appena esposto

questo Tribunale deve innanzitutto concludere che l’assicurata ha intrapreso lo

stage presso la __________ principalmente per ovviare alla sua situazione di

disoccupata.

Ora, alla luce della

giurisprudenza federale citata (cfr. consid. 2.4), in tale circostanza il

diritto all'indennità di disoccupazione non può essere per principio negato.

Del resto, con decisione

dell’8 luglio 2004, la Sezione del lavoro ha stabilito che l’assicurata è

ritenuta idonea al collocamento rilevando, in particolare, che “(…) Nel caso in

esame l’assicurata ha dichiarato, con lettera del 19 maggio 2004, di aver

iniziato l’attività di praticante assistente di cura per evitare e diminuire la

situazione di disoccupazione e per ovviare alla mancanza di opportunità di

lavoro. Visto che l’assicurata continua regolarmente le proprie ricerche di

lavoro e conferma di essere disposta ad interrompere lo stage qualora trovasse

un impiego stabile che le permetta di lasciare la disoccupazione, deve essere

ritenuta idonea al collocamento. (…).” ( cfr. doc. D).

La questione a sapere se,

come sostenuto dal SECO, ai fini dell'applicazione dell'art. 24 LADI, “(…) in

caso di stage occorre prendere in considerazione il salario usuale per il luogo

e la professione espletata (…).” (cfr. doc. VII/4), può rimanere irrisolta,

alla luce di quanto verrà esposto nel prossimo considerando.

Allo stesso risultato si

arriverebbe peraltro anche se si volesse ritenere che la Scuola di assistente

di cura presso la Scuola Cantonale degli Operatori Sociali (SCOS) di __________,

nel caso dell’assicurata, configura una formazione di base, per cui il diritto

alle indennità di disoccupazione in base alle norme che regolano il guadagno

intermedio andrebbe per principio negato (cfr. consid. 2.4).

2.7

Il diritto

alla protezione della buona fede di cui all'art. 9 Cost. fed. - che permette al

cittadino di esigere che l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa

eviti di contraddirsi - è garantito e impone all'autorità di discostarsi dal

principio della legalità, allorché essa, intervenendo in una situazione

concreta nei confronti di persone determinate, era competente a rilasciarle, il

cittadino non poteva riconoscerne l'inesattezza e, sempre che l'ordinamento legale

non sia mutato nel frattempo, fidente nelle informazione ricevute egli abbia

preso delle disposizioni non reversibili senza pregiudizio (cfr. STFA del 28

gennaio 2004 nella causa Arbeitslosenkasse der Gewerkschaft Bau & Industrie

GBI c/ A., C 218/03, consid. 2; STFA del 29 agosto 2002 nella causa Amt für

Arbeit St. Gallen c/ S., C 25/02; STFA del 22 agosto 2000 nella causa B., C

116/00; DTF 121 V 65, consid. 2a pag. 66-67 e la giurisprudenza ivi citata;

RAMI 1993 pag. 120-121, Pratique VSI 1993 pag. 21-22, RCC 1991 pag. 220 consid.

3a, RCC 1983 pag. 195 consid. 3, RCC 1982 pag. 368 consid. 2, RCC 1981 pag. 194

consid. 3, RCC 1979 pag. 155, DLA 1992 p. 106, DTF 118 V 76 consid. 7, RDAT

I-1992 n° 63; Grisel, Traité de droit administratif, vol. I, pag. 390ss; Knapp, Précis de droit administratif, 4a ed., n° 509, pag. 108-109; Haefliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetze

gleich, pag. 217ss).

Chiamato

a pronunciarsi nel caso in cui un Tribunale cantonale ha rinviato gli atti alla

cassa di disoccupazione per determinare le indennità compensative da versare,

il TFA, in una decisione del 18 marzo 2005 nella causa B. (C 18/05), ha accolto

parzialmente il ricorso e rinviato gli atti alla cassa affinché, dopo i

chiarimenti indicati, decida nuovamente sul diritto alle indennità di

disoccupazione dell’assicurato dopo il 1° ottobre 2003.

In quel caso l’Alta Corte

ha, tra l’altro, sviluppato le seguenti considerazioni:

" (…)

3.3

In der Einsprache gegen die Verfügung vom 7.

November 2003 hatte der Versicherte geltend gemacht, er habe sich vor Abschluss

des Vertrages mit der Stiftung C.________ auf dem RAV I.________ erkundigt, wie

es sich verhalte, wenn er die Stelle als landwirtschaftlicher Mitarbeiter auf

dem Gutsbetrieb S.________ in E.________ annähme. Herr D.________ habe ihm

erklärt, er hätte dann Arbeitslosenentschädigung in der Höhe von 80 % des

fehlenden Lohnes zugute. Der angebotene Anfangs-Bruttolohn gälte als

Zwischenverdienst und würde nach zwei Jahren neu berechnet. Gemäss Beschwerde

an die Vorinstanz hatte ihm der RAV-Mitarbeiter (sogar) die Anweisung erteilt,

die Stelle auf dem Gutsbetrieb S.________ anzunehmen und sich am 1. Oktober

2003.

auf der Arbeitslosenstelle in E.________ zu melden.

3.3.1

Es ist nicht auszuschliessen, dass der

Beschwerdegegner aufgrund von Auskünften auf dem RAV die Stelle auf dem

Gutsbetrieb S.________ in E.________ angenommen und in der Folge keine andere,

insbesondere besser entlöhnte Arbeit mehr suchte. Verhält es sich so und durfte

er in guten Treuen davon ausgehen, weitere persönliche Arbeitsbemühungen seien

nicht mehr notwendig, kann ihm das willentliche Absehen von einer weiteren

Stellensuche nicht zum Nachteil gereichen und die Anspruchsberechtigung nicht

mit der Begründung fehlender Vermittlungsfähigkeit abgesprochen werden.

Es stellt sich somit vorab die Frage, ob dem

Beschwerdegegner auf dem RAV I.________ gesagt worden war, mit Annahme der

Stelle als landwirtschaftlicher Mitarbeiter auf dem Gutsbetrieb S.________ im

Juli 2003 entfalle die Pflicht zu weiteren Arbeitsbemühungen und

verneinendenfalls, ob er aus den erhaltenen Auskünften diesen Schluss ziehen

durfte. Hiezu wird die Arbeitslosenkasse insbesondere den besagten

RAV-Mitarbeiter (Herr D.________) zu befragen haben.

3.3.2

In diesem Verfahren ist einzig zu prüfen,

ob der Beschwerdegegner das RAV I.________ aus zureichenden Gründen für die

Erteilung von Auskünften betreffend seinen Anspruch auf

Arbeitslosenentschädigung bei (späterem) Wohnsitz und Arbeitsort im Kanton

Basel-Landschaft als zuständig erachten durfte (vgl. BGE 127 I 36 Erw. 3a).

Dass solche Fragen nicht in den Zuständigkeitsbereich dieser im Kanton

Q.________ gelegenen Stelle fällt, ist klar. Es fehlt bereits an der örtlichen

Zuständigkeit (vgl. Art 119 Abs. 1 AVIV in Verbindung mit Art. 85 Abs. 1 lit.

b-e AVIG und Art. 85b Abs. 1 AVIG).

3.3.2.1

Ob eine versicherte Person eine Behörde

in guten Treuen als zuständig für die Erteilung bestimmter Auskünfte betreffend

ihre Ansprüche und auch Verpflichtungen erachten darf, beurteilt sich aufgrund

objektiver und subjektiver Elemente. In objektiver Hinsicht sind vor allem die

Natur der erteilten Auskunft und die Rolle der auskunfterteilenden Person, in

subjektiver die Stellung sowie etwaige besondere Befähigungen des

Auskunftsempfängers zu berücksichtigen (vgl. BGE 114 Ia 109 Erw. 2d/aa; Ulrich

Häfelin/Georg Müller, Grundriss des Allgemeinen Verwaltungsrechts, 4. Aufl., S.

140.

Rz 675; Beatrice Weber-Dürler, Vertrauensschutz im öffentlichen Recht,

Basel/Frankfurt a.M. 1983, S. 111).

3.3.2.2

Mit Bezug auf die hier im Vordergrund

stehende (fehlende) örtliche Zuständigkeit des RAV fällt (objektiv) ins

Gewicht, dass es bei der Arbeitslosenentschädigung um einen bundesrechtlichen

Anspruch geht und die einzelnen Anspruchsnormen einheitlich und nicht von

Kanton zu Kanton verschieden auszulegen und anzuwenden sind. Es kommt unter dem

Gesichtspunkt der sachlichen (und funktionellen) Zuständigkeit dazu, dass die

Regionalen Arbeitsvermittlungszentren häufig oder sogar regelmässig erste

Anlaufstelle der Arbeitslosen oder der von Arbeitslosigkeit bedrohten Personen

sind. Sie nehmen nach Massgabe des jeweiligen kantonalen Rechts Aufgaben der

kantonalen Amtstelle wahr (Art. 85b Abs. 1 AVIG). Dazu gehören in der Regel die

Arbeitsvermittlung sowie Beratungs- und Kontrollfunktionen. Diese

Kompetenzdelegation kann sich indessen grundsätzlich auf alle der kantonalen

Amtsstelle übertragenen Aufgaben beziehen (Thomas Nussbaumer,

Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht

[SBVR]/Soziale Sicherheit, S. 281 f.; vgl. BGE 125 V 364 f. Erw. 2b; ferner BGE

128.

V 311). Es kann daher nicht gesagt werden, der Beschwerdegegner hätte

(subjektiv) die sachliche Unzuständigkeit des RAV ohne weiteres erkennen

müssen. Zumindest hätte er erwarten dürfen, dass ihn die auskunfterteilende

Person (Herr D.________) auf die Unzuständigkeit des RAV aufmerksam macht.

Diese aus dem Vertrauensgrundsatz abgeleitete

Verpflichtung ergibt sich auch aus Art. 27 Abs. 2 ATSG. Nach Satz 1 und 2

dieser aufgrund von Art. 1 Abs. 1 AVIG sowie Art. 1 lit. b und Art. 2 ATSG

ebenfalls im Bereich der Arbeitslosenversicherung anwendbaren Bestimmung hat

jede Person Anspruch auf grundsätzlich unentgeltliche Beratung über ihre Rechte

und Pflichten. Dafür zuständig sind die Versicherungsträger, denen gegenüber die

Rechte geltend zu machen oder die Pflichten zu erfüllen sind (Ueli Kieser,

ATSG-Kommentar, S. 318 Rz 12).

Ob der Beschwerdegegner auf die Unzuständigkeit

des RAV für Auskünfte betreffend den Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung

gemäss Art. 24 Abs. 1 AVIG bei Annahme und nach Antritt der Stelle als

landwirtschaftlicher Mitarbeiter auf dem Gutsbetrieb S.________ in E.________

hingewiesen wurde, kann aufgrund der Akten nicht gesagt werden. Dies wird die

am Recht stehende Arbeitslosenkasse ebenfalls abzuklären haben. Danach wird die

Verwaltung, allenfalls unter Beachtung der nachstehenden Ausführungen in Erw.

3.

, über den Anspruch des Beschwerdegegners auf Arbeitslosenentschädigung ab

1.

Oktober 2003 neu verfügen.

(…)." (cfr. STFA del 18 marzo 2005 nella causa B., C 18/05)

Nel caso concreto nel

verbale del colloquio di consulenza del 21 maggio 2003 si legge che:

" (…)

(Rif 1433/TAU) La signora RI 1 mi comunica oggi che ha superato

gli esami di ammissione alla formazione di ausiliaria delle cure. Ha già reperito

due datori di lavoro interessati alla sua assunzione: __________ e __________.

Attende ora le risposte definitive (assunzione per settembre). Comunico alla

signora che, avendo un contratto quale stagiaire, potrà avere il diritto al

pagamento della differenza del salario, facendo guadagno intermedio. Dovrà

quindi farmi avere una lettera di dichiarazione di disponibilità al

collocamento per professioni che le possono comunque garantire un’occupazione

al 100%, retribuita più di quanto percepisce durante lo stage. FAUT maggio e

nuovo incontro a giugno.

(…)." (cfr. doc. VI/5, la sottolineatura è del redattore)

In occasione del colloquio

di consulenza del 24 giugno 2003 l’assicurata ha quindi consegnato alla sua

collocatrice una “Dichiarazione” con la quale si è dichiarata disponibile al

collocamento nonostante la futura professione di allieva assistente di cura

(cfr. doc. VI/6 e 6 = doc. M).

Anche dai verbali dei

colloqui di consulenza del 29 marzo e del 13 luglio 2004 emerge che:

" (…)

La signora RI 1 continua il proprio lavoro e mi comunica di aver

superato molto bene la prima sessione di esami presso la scuola. Da parte

nostra non vi sono novità. Spedirà oggi una lettera raccomandata alla cassa, la

quale ancora non si è ufficialmente espressa circa il diritto alle ID di

guadagno intermedio!

(…)." (cfr. doc. VI/14)

" (…)

(Rif. 1600/TAU) La signora RI 1 ha ricevuto finalmente la

decisione da parte di Bellinzona: è idonea al collocamento e pertanto avrà

diritto al GI. Continua il proprio lavoro e le ricerche, che non danno per il

momento alcun esito positivo. FAUT luglio e nuovo incontro ad agosto.

(…)." (cfr. doc. VI/17)

In sede di udienza del 3

giugno 2005 l’assicurata ha inoltre affermato che:

" (…)

La mia collocatrice mi ha sempre detto che oltre

a mantenere le mie ricerche quale ausiliaria di pulizie e venditrice era buona

cosa che io provassi a trovare un lavoro anche nel settore sanitario perché

meno minacciato dalla disoccupazione e più facile da trovare.

La mia collocatrice, dopo aver parlato con

diverse persone (un giorno ho visto con la capo gruppo signora __________), mi

ha detto che se avessi iniziato lo stage avrei avuto diritto al guadagno

intermedio. Essa mi ha pure confermato che altri casi come il mio erano stati

pagati e questo anche se l'interessato non aveva un diploma di una scuola

superiore.

Solo perché mi é stato detto che avevo diritto

alle indennità per guadagno intermedio ho iniziato lo stage. Infatti ho una

figlia da mantenere che frequenta l'università.

(…)." (cfr. doc. VI)

Dalle risultanze appena

esposte questo Tribunale deve concludere che l’assicurata ha iniziato il 1°

ottobre 2003 lo stage presso la __________ (cfr. doc. 2) solo perché la sua

collocatrice le ha assicurato che durante quel periodo essa adempiva le condizioni

del diritto all’assicurazione contro la disoccupazione.

Infatti, come già sopra evidenziato,

prima dell’inizio dello stage la collocatrice ha comunicato espressamente

all’assicurata che “(…) avendo un contratto quale stagiaire, potrà avere il

diritto al pagamento della differenza del salario, facendo guadagno intermedio.

Dovrà quindi farmi avere una lettera di dichiarazione di disponibilità al

collocamento per professioni che le possono comunque garantire un’occupazione

al 100%, retribuita più di quanto percepisce durante lo stage. (…).” (cfr. doc.

VI/5).

In simili circostanze questo

Tribunale deve ritenere che le condizioni stabilite dalla giurisprudenza

federale per potersi appellare all’art. 9 Cost. fed. sono tutte realizzate.

In

particolare, anche se giusta l’art. 81 cpv. 1 lett. a LADI le casse appurano il

diritto alle prestazioni nella misura in cui questo compito non è espressamente

riservato a un altro ente, visto che l’art. 85 cpv. 1 lett. b LADI prevede che

i servizi cantonali appurano il diritto alle prestazioni nella misura in cui

tale compito è loro demandato dalla presente legge e che secondo l’art. 85b

cpv. 1 LADI i cantoni istituiscono uffici regionali di collocamento, affidano

loro compiti del servizio cantonale e possono affidare loro la procedura di

annuncio prevista nell’art. 17 cpv. 2, l’assicurata aveva sufficienti motivi

per ritenere che la sua collocatrice ha agito nei limiti delle sue competenze.

Infatti, gli

uffici regionali di collocamento, essendo in ogni caso degli organi di

applicazione della LADI, mediante il rispetto delle prescrizioni di controllo

da parte degli assicurati, possono verificare la loro idoneità al collocamento

e se essi adempiono le condizioni del diritto all'assicurazione contro la

disoccupazione.

Del resto

non è contestato che l’assicurata ha sempre fornito alla Cassa tutta la

documentazione richiesta (cfr. doc. VI). Inoltre il rappresentante dell'amministrazione

in sede di udienza ha dichiarato che:

"

(…)

A quel tempo la Cassa applicava una prassi

dell'Ufficio giuridico della Sezione del lavoro secondo la quale poteva essere

considerato come guadagno intermedio il salario da stagiaire a condizione che

l'assicurato disponesse di una formazione riconosciuta in un altro settore

professionale rispetto a quello nel quale svolgeva lo stage.

Questa prassi per diversi anni é stata applicata

dalla nostra Cassa salvo poi interpellare il SECO che ci ha risposto che tale

prassi non era corretta e che nel caso di guadagno intermedio durante uno stage

la Cassa doveva sempre considerare il salario usuale per la professione.

(…)." (cfr. doc. VI)

Pertanto, vista la sua

buona fede, all’assicurata, durante il periodo in cui ha effettuato lo stage

presso la __________, va riconosciuto il diritto alle indennità di disoccupazione

in base alle norme che regolano il guadagno intermedio.

Di conseguenza la

decisione su opposizione impugnata va annullata e gli atti rinviati alla Cassa

perché – appurato se il salario stabilito contrattualmente quale “Stageaire”

(fr. 1'364.--, dal settimo mese fr. 1'493.--, per tredici mensilità; cfr. doc.

2) è conforme allo stipendio versato ad una persona che svolge uno stage come

quello della ricorrente presso un istituto di cura – versi all’assicurata le

indennità di disoccupazione che le spettano conformemente alle disposizioni che

regolano il guadagno intermedio.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.

La decisione su opposizione

impugnata è annullata e gli atti vengono rinviati all’amministrazione perché

proceda come indicato al consid. 2.7 in fine.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso

dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente

l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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