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Decisione

38.2005.103

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

5 aprile 2006Italiano20 min

Source ti.ch

Fatti

N. 28) ist umfassend (vgl. "alles

melden"), soweit die Erfüllung der Meldepflicht wichtig ist für die:

- Anspruchsberechtigung des Versicherten

(s. Anspruchs- Voraussetzungen)

- Leistungsbemessung (s. Höhe und Dauer)."

(cfr. G. Gehrards, Kommentar zum

Arbeitslosenversicherungsgesetz (AVIG), Vol. II, pag. 792-793, N. 20,

21, 22 e 30).

Il dovere

di informare deve dunque essere sempre rispettato da parte dei beneficiari di

prestazioni.

Devono

essere fornite, di conseguenza, tutte le indicazioni necessarie per valutare

l'adempimento delle condizioni da ossequiare per avere diritto alle indennità

(cfr. STFA del 25 luglio 2001 nella causa D., C 104/01, consid. 2 in fine).

Secondo

la giurisprudenza federale è peraltro irrilevante se le informazioni

inveritiere o incomplete sono causali per l'erogazione delle prestazioni

assicurative o del relativo calcolo (cfr. DTF 123 V 151 consid. 1b; DLA

1993/1994 N. 3 pag. 21).

2.5. Il TFA, in

una sentenza del 2 luglio 2003 nella causa D, C 70/03, pubblicata in DLA 2005

N. 7 pag. 70, relativa ad un assicurato al quale la cassa di disoccupazione

aveva versato inavvertitamente un numero eccessivo di indennità di

disoccupazione, ha stabilito che egli non poteva invocare la sua buona fede, a

causa dell’assenza di qualsiasi collaborazione da parte sua e di un minimo di

attenzione per lo sviluppo del caso assicurativo. Infatti l’assicurato aveva

incassato le prestazioni senza segnalare l’errore all’amministrazione e senza

informarsi sui motivi del conteggio manifestamente troppo elevato.

L’Alta

Corte, visto l’evidente divario fra il probabile guadagno perso dall’assicurato

a seguito della disoccupazione e le prestazioni dell’assicurazione

disoccupazione invece percepite, ha pure escluso che in concreto si trattava di

un caso di negligenza lieve.

Il TFA ha

in particolare sottolineato che:

"

(...)

4.2 Entscheidend fällt indessen ins Gewicht, dass

die Beschwerdeführerin in den folgenden Monaten die ihr gewährten Taggelder

jeweils entgegennahm, ohne die Verwaltung je auf die Fehlerhaftigkeit der

Abrechnungen aufmerksam zu machen oder sich wenigstens nach einer Begründung

für die offen­sichtlich zu hoch ausgefallenen Entschädigungen zu erkundigen.

Dass sie die jeweiligen Abrechnungen der Arbeitslosenversicherung nicht genauer

geprüft haben will, vermag sie nicht zu entlasten, muss doch von einer

Bezügerin von Versicherungsleistungen ein gewisses Mindestmass an

Aufmerksamkeit und eine Mitwirkung bei der Abwicklung des Versicherungsfal­les

erwartet werden. Nachdem die von der Beschwer­deführerin empfangenen Leistungen

annähernd ein Drittel des vor ihrer Arbeitslosigkeit bei einer

Considerandi

Vollzeitbeschäftigung realisierten Lohnes ausmachten, hätte sie ohne weiteres

erkennen müssen, dass ihr Taggelder ausgerichtet wurden, welche ihr in dieser

Höhe nicht zustehen konnten. Insbesondere musste ihr bewusst sein, dass sie,

würde sie eine Erwerbstä­tigkeit mit einem bloss 20%igen Pensum ausüben, kaum

je ein Gehalt in der Höhe der nunmehr bezoge­nen Arbeitslosenentschädigung

erreichen würde.

Einer eingehenden Prüfung der jeweiligen Abrech­nungen

der Arbeitslosenversicherung oder gar be­sonderer Fachkenntnisse bedurfte es

dazu nicht.

Da die Beschwerdeführerin das leicht erkennbare

Missverhältnis zwischen dem anrechenbaren Arbeits­und damit verbundenen

Verdienstausfall Und der ausgerichteten Entschädigung nicht wahrnahm oder ihm

nicht die gebotene Beachtung schenkte, muss ihr vorgehalten werden, nicht das

Mindestmass an Aufmerksamkeit aufgewendet zu haben, welches jedem verständigen

Menschen in gleicher Lage und unter den gleichen Umständen als beachtlich hätte

einleuchten müssen (BGE 110 V 181 Erw. 3d mit Hinweisen). Von einer bloss

leichten Nachlässigkeit kann angesichts der ins Auge springenden Diskre­panz

zwischen dem zufolge Arbeitslosigkeit mut­masslich entgangenen Verdienst und

der deswegen bezogenen Versicherungsleistungen nicht gespro­chen werden.

Vielmehr ist mit Vorinstanz und Ver­waltung von einer groben Pflichtwidrigkeit

auszuge­hen, welche eine erfolgreiche Berufung auf den guten Glauben

ausschliesst."

In un'altra sentenza del 25 gennaio 2006 nella causa B., C 264/05 il

TFA ha stabilito che un assicurato non poteva invocare il principio della buona

fede per non dovere restituire delle indennità di disoccupazione indebitamente

ricevute, argomentando:

"

(...)

Ungeachtet dessen weist die Vorinstanz zu Recht

darauf hin, dass die Berufung auf den öffentlich-rechtlichen Vertrauensschutz

auch daran scheitert, dass die Beschwerdeführerin bei einem versicherten

Verdienst von Fr. 1992.- und Gesamteinkommen (einschliesslich der bezogenen

Taggelder) in den betreffenden Monaten, welche diesen um 50 % übersteigen, die

Unrichtigkeit der Abrechnungen ohne weiteres erkennen konnte oder hätte erkennen

können. (...)"

2.6

Nella

presente fattispecie il TCA ha accertato nella precedente sentenza del 19

maggio 2005 concernente l'assicurata (cfr. inc. 38.2005.23) che RI 1 ha

ricevuto due volte l'importo di fr. 5'589.95 (indennità di disoccupazione per i

mesi di ottobre, novembre e dicembre 2003) a seguito di un errore della Cassa

di disoccupazione la quale in un primo tempo ha versato le indennità di

disoccupazione, le ha poi chieste in restituzione (a seguito di una decisione

con la quale la ricorrente era stata dichiarata inidonea al collocamento dalla

Sezione del lavoro) senza mai incassarle e le ha poi versate una seconda volta

dopo che la Sezione del lavoro aveva accolto l'opposizione dell'assicurata

contro la sua decisione.

Chiamato ora a pronunciarsi

sulla domanda di condono, il TCA richiamata la giurisprudenza esposta al

consid. 2.5, ritiene che l'assicurata, non comunicando immediatamente alla

Cassa di disoccupazione che non aveva ancora restituito le indennità di

disoccupazione e che quindi, a torto, riceveva un nuovo versamento, ha commesso

una negligenza grave.

In particolare l'entità

dell'importo in questione era tale da permetterle di riconoscere che si

trattava di un errore.

Di conseguenza, non

essendo realizzato il primo presupposto cumulativo per concedere il condono, la

decisione su opposizione deve essere confermata.

A titolo abbondanziale il

TCA segnala che la Cassa di disoccupazione si è già dichiarata disposta a

concordare una restituzione rateale delle indennità di disoccupazione

indebitamente percepite (cfr. consid. 1.5).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso

é respinto.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono

poste a carico dello Stato.

3.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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