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38.2005.17

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

24 novembre 2005Italiano33 min

Source ti.ch

Fatti

N. 30 e DLA 1972 N. 14).

2.4. Secondo

l'art. 30 cpv. 3 LADI la durata della sospensione è determinata in base alla

gravità della colpa e ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al

massimo o, nel caso di cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

La

sospensione del diritto a indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve,

da 16 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di

colpa grave (cfr. art. 45 cpv. 2 OADI).

La

sua durata è determinata secondo la gravità della colpa

(cfr. art. 30 cpv. 3 LADI e DLA 2000 N. 9, consid. 1, pag. 47-48), soggiace in

altre parole al principio della proporzionalità

(cfr. DTF 125 V 193, consid. 4b, pag. 197; DTF 123 V 150; STFA del 17 marzo

2003 nella causa J., C 278/01, consid. 1.3;STFA del 28 settembre 2001 nella

causa U., C 119/01, consid. 3; STFA del 21 maggio 2001 nella causa D., C

424/00, consid. 2).

In virtù

dell'art. 45 cpv. 2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal

diritto all'indennità entro il termine quadro per la riscossione della

prestazione, la durata della sospensione è prolungata in modo adeguato.

L'art. 45

cpv. 3 OADI stabilisce che la colpa grave è data se l'assicurato ha abbandonato

senza valido motivo un impiego idoneo senza garanzia di uno nuovo o ha

rifiutato un lavoro idoneo.

2.5. Secondo

l'art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera

(Cost. fed.), le parti hanno diritto di essere sentite. Per costante

giurisprudenza, da questo principio va in particolare dedotto il diritto per

l'interessato di esprimersi prima della pronuncia di una decisione sfavorevole

nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di

influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto,

quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di

determinarsi al riguardo (cfr. STFA dell'11 febbraio 2004 nella causa M., C

24/02, consid. 5.4; DTF 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V 130

consid. 2a; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui

giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid. 2a/aa,

124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate).

Il

diritto di essere sentito comprende pure la pretesa di ottenere una decisione

motivata, che impone all'autorità di pronunciarsi nei considerandi sulle

allegazioni delle parti, riferendosi agli argomenti da esse addotti. Tale

obbligo intende evitare che l'autorità, nell'esercizio dei suoi poteri

decisionali, si lasci guidare da ragioni non pertinenti e, d'altro canto,

consentire al cittadino di farsi una chiara idea della portata della decisione

che lo riguarda per poterla, se del caso, impugnare.

A tale

fine, ogni atto decisionale deve menzionare, anche se brevemente, le

considerazioni che hanno determinato il convincimento, ritenuto comunque che

l'autorità non è tenuta a prendere esplicitamente posizione su ogni allegazione

di fatto o di diritto, ma può limitarsi ai punti essenziali e all'esame delle

argomentazioni di parte atte ad influire sul giudizio (cfr. DTF 121 III 331 consid.

3b, 118 V 58; STF del 5 marzo 2002 nella causa A.,

2A.418/2001, parz. pubblicata in PRA 8/2002, pag. 679ss.; Kölz/Häner,

Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo 1993, p.

100; Albertini, Der verfassungsmässige Anspruch auf rechtliches Gehör im

Verwaltungsverfahren des modernen Staates, Berna 2000,

pag. 368ss.).

In caso di carenza nella motivazione, la decisione viene di regola

annullata, indipendentemente dall’interesse materiale delle parti, in quanto il

diritto in questione è di natura formale (DTF 116 V 184, 115 V 305). In via

eccezionale ciò non accade se il difetto - non particolarmente grave (DTF 116 V

185) - può essere sanato, in quanto l’istanza di ricorso dispone di piena

cognizione, alla parte vengono resi noti tutti i fatti rilevanti ed egli viene

sentito su questi fatti, di regola sulla base di un secondo scambio di allegati

(DTF 116 V 39, 110 V 113; Kölz/Häner, op. cit., pag. 102).

Il TFA ha

tuttavia statuito che il diritto di essere sentito viene sanato solo

eccezionalmente (DTF 118 V 315 consid. 3c, 116

V 186).

L'art. 42

LPGA prevede che le parti hanno il diritto di essere sentite. Non devono

obbligatoriamente essere sentite prima di decisioni impugnabili mediante

opposizione.

A tale

proposito, in una sentenza del 23 giugno 2003 nella causa S. (C 49/03) (cfr. in

questo stesso senso, STFA del 1° settembre 2003 nella causa P., P 32/03) -

riguardante una fattispecie in cui l'art. 42 LPGA non poteva ancora essere

applicato - accertato che il diritto di essere sentito dell'assicurato era

stato violato prima dell'emanazione di una decisione di sospensione, l'Alta

Corte ha rilevato che:

"

Die Sache geht daher an die Arbeitslosenkasse

zurück, damit sie nach Erfüllung des Gehörsanspruchs erneut über eine

allfällige Einstellung in der Anspruchsberechtigung wegen selbstverschuldeter

Arbeitslosigkeit befinde. In diesem Rahmen kommt nunmehr Art. 42 Satz 2 ATSG

zur Anwendung, wonach die Gewährung des rechtlichen Gehörs ins

Einspracheverfahren verschoben ist (Kieser, a.a.O. Art. 42 Rz. 24)." (cfr. STFA succitata, consid. 3.2 - la sottolineatura è del

redattore)

In una

sentenza del 22 dicembre 2003 nella causa J. (H 272/03) il TFA, al consid.

3.3., si è invece così espresso:

" (…)

Selon un principe général de la procédure administrative, l'autorité n'est pas

tenue d'entendre les parties avant de prendre une décision susceptible d'être

frappée d'opposition (art. 30 al. 2 let. b PA). Ce principe est aujourd'hui

spécifiquement consacré, en matière d'assurances sociales, à l'art. 42 2ème

phrase LPGA."

Questo

Tribunale ritiene comunque che la chiara giurisprudenza federale emessa prima

dell'entrata in vigore della LPGA, secondo cui l'assicurato deve essere sentito

prima che venga presa una decisione nei suoi confronti, (cfr. STFA del 22

aprile 2003 nella causa J., C 87/01, consid. 3; STFA del 6 agosto 2002

nella causa C., C 91/02, consid. 1a; RAMI 2002 p. 77,

consid. 3d, p. 83; SVR 2002 ALV Nr. 4 pag. 9; DTF 126 V 130 = SVR 2001 ALV Nr.

12 p. 37), mantiene, in talune circostanze, la sua validità anche

successivamente (cfr. U. Kieser, ATSG Kommentar, Schulthess 2003, ad art. 42, n.

7 e n. 19-23;

Th. Locher, "Grundriss des Sozialversicherungsrechts",

Ed. Staempfli Verlag AG, Berna 2003, pag. 447-448 n° 18-23).

Il Tribunale federale

delle assicurazioni, chiamato a pronunciarsi nel caso di un assicurato, sospeso

dal diritto alle indennità di disoccupazione per non aver seguito le istruzioni

del servizio competente (interruzione del programma di occupazione temporanea),

che ha sostenuto di essere stato leso nel suo diritto di essere sentito, in una

decisione del 30 settembre 2005 nella causa B. (C 279/03), si è così espressa:

" (…)

2.

2.1Nach Art. 29 Abs. 2 der Bundesverfassung (BV)

Considerandi

haben die Parteien Anspruch auf rechtliches Gehör. Die Garantie umfasst das

Recht auf Teilnahme am Verfahren und auf Einflussnahme auf den Prozess der

Entscheidfindung. Bevor die Behörde einen Entscheid trifft, der in die

Rechtsstellung des Einzelnen eingreift, hat sie ihn davon in Kenntnis zu setzen

und ihm Gelegenheit zu geben, sich vorgängig zu äussern (BGE 129 II 504 Erw.

2.

, 127 I 56 Erw. 2b, 126 V 131 Erw. 2b).

Der verfassungsrechtliche Anspruch auf

rechtliches Gehör hat seinen positivrechtlichen Niederschlag im

Verwaltungsverfahrensgesetz des Bundes (VwVG) gefunden (vgl. BGE 121 V 153 Erw.

4c, 119 V 211 Erw. 3c mit Hinweisen auf Lehre und Rechtsprechung zu Art. 4

aBV). Es gilt, soweit vorliegend von Bedeutung, folgende Regelung: Die Parteien

haben Anspruch auf rechtliches Gehör (Art. 29 VwVG). Die Behörde hört die

Parteien an, bevor sie verfügt (Art. 30 Abs. 1 VwVG). Sie braucht die Parteien

nicht anzuhören u.a. vor Verfügungen, die durch Einsprache anfechtbar sind

(Art. 30 Abs. 2

lit. b VwVG; vgl. zur Verfassungsmässigkeit dieser Bestimmung BGE 122 II 286

Erw. 6b).

2.2

2.2

Gemäss Art. 42 des am 1. Januar 2003 in

Kraft getretenen Bundesgesetzes vom 6. Oktober 2000 über den Allgemeinen Teil

des Sozialversicherungsrechts (ATSG) haben die Parteien Anspruch auf

rechtliches Gehör (Satz 1). Sie müssen nicht angehört werden vor Verfügungen,

die durch Einsprache anfechtbar sind (Satz 2). Diese Regelung entspricht im

Wesentlichen der Ordnung gemäss Art. 29 und Art. 30 Abs. 1 und Abs. 2 lit. b

VwVG (Bericht «Parlamentarische Initiative Sozialversicherungsrecht» der

Kommission des Nationalrates für soziale Sicherheit und Gesundheit vom 26. März

1999.

[BBl 1999 4523 ff.] S. 4599 sowie Amtl. Bull. 2000 S 181 [Votum

Schiesser]; Ueli Kieser, ATSG-Kommentar, S. 419 ff. Rz 1, 7 und 18 zu Art. 42).

Art. 42 ist auch im Bereich der obligatorischen

Arbeitslosen-versicherung anwendbar (Art. 1 lit. b und Art. 2 ATSG sowie Art. 1

Abs. 1 AVIG in der seit 1. Januar 2003 gültigen Fassung).

(…)

3.

3.

Nach dem bis 31. Dezember 2002 in Kraft

gestandenen Art. 16 Abs. 2 erster Satz AVIV ist im Rahmen der Abklärung, ob ein

Einstellungsgrund im Zusammenhang mit einem der in Absatz 1 lit. a-d

aufgezählten Tatbestände gegeben ist (u.a. Nichtbefolgen der Weisungen des

Arbeitsamtes im Sinne von Art. 17 Abs. 3 AVIG in der bis 31. Dezember 2002

gültig gewesenen Fassung), dem Versicherten Gelegenheit zur Stellungnahme zu

geben. In BGE 126 V 130 hat das Eidgenössische Versicherungsgericht in

Bestätigung seiner nicht veröffentlichten Praxis sowie in Übereinstimmung mit

dem Schrifttum entschieden, dass allgemein vor Erlass einer Verfügung über die

Einstellung in der Anspruchsberechtigung auf Arbeitslosenentschädigung der

versicherten Person das rechtliche Gehör zur beabsichtigten Sanktion zu

gewähren ist. Das Gericht hat erwogen, dass die Einstellung in der

Anspruchsberechtigung nach Art. 30 Abs. 1 AVIG eine verwaltungsrechtliche

Sanktion darstellt, die erheblich in die Rechtsstellung der versicherten Person

eingreift. Arbeitslosenversicherungsgesetz und -verordnung regeln mit Ausnahme

der in Art. 16 Abs. 1 AVIV normierten Einstellungstatbestände im Zusammenhang

mit der zumutbaren Arbeit nicht, ob vor einer solchen Massnahme das rechtliche

Gehör zu gewähren ist. Die Arbeitslosenversicherung kennt im Unterschied zu

anderen Sozialversicherungszweigen weder ein Vorbescheid- noch ein

Einspracheverfahren. Das Verwaltungsverfahren findet direkt mit dem Erlass

einer (förmlichen) Verfügung seinen Abschluss. Aufgrund dieser prozessualen

Ordnung gebietet der verfassungsrechtliche Anspruch auf rechtliches Gehör, dass

einer betroffenen Person vor Erlass der Verfügung Gelegenheit gegeben wird,

sich zur beabsichtigten Einstellung in der Anspruchsberechtigung zu äussern

(BGE 126 V 132 f. Erw. 3b;

vgl. auch SVR 2003 EL Nr. 3 S. 10 Erw. 3.2).

3.2

Es fragt sich, ob BGE 126 V 130 auch unter

der Herrschaft des Allgemeinen Teils des Sozialversicherungsrechts nach

Einführung des Einspracheverfahrens im Bereich der Arbeitslosenversicherung

weiterhin Gültigkeit hat.

Bejahendenfalls stellt die Nichtanhörung der

betroffenen Person vor Erlass der Einstellungsverfügung eine schwerwiegende, im

Einspracheverfahren grundsätzlich nicht heilbare Verletzung des rechtlichen

Gehörs dar (vgl. BGE 126 V 133 unten und SVR 2003 EL Nr. 9 S. 10 Erw. 3.2 in

fine). Art. 30 Abs. 2 lit. b VwVG und Art. 42 zweiter Satz ATSG besagen

ausdrücklich, dass die Parteien vor Verfügungen, die durch Einsprache

anfechtbar sind, nicht angehört werden müssen. Dies spricht gegen die

Weitergeltung von BGE 126 V 130. Der Wortlaut schliesst die Anhörung der versicherten

Person vor Erlass der Verfügung im Sinne der Bekanntgabe der wesentlichen

Elemente ihres voraussichtlichen Inhalts (Verschuldensgrad und

Einstellungsdauer) aber auch nicht aus. Ob BGE 126 V 130 auch unter der

Herrschaft des ATSG gültig ist, braucht jedoch aus den nachstehenden Gründen

nicht abschliessend beurteilt zu werden.

4.

Auch im Verfügungsverfahren gilt der

Untersuchungsgrundsatz

(vgl. BGE 125 V 195 Erw. 2 sowie Art. 43 Abs. 1 ATSG). Die Verwaltung darf die

für die Feststellung des rechtserheblichen Sachverhalts notwendigen Abklärungen

nicht in das Einspracheverfahren verschieben (vgl. ZAK 1987 S. 298). Dieses

verlöre sonst weitgehend seinen Sinn und Zweck, letztlich die Gerichte zu

entlasten (BGE 125 V 191 Erw. 1c und SVR 2005 AHV Nr. 9 S. 31 Erw. 1.3.1;

Andreas Freivogel, Zu den Verfahrensbestimmungen des ATSG, in: Bundesgesetz

über den Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts (ATSG) [Band 15 der

Schriftenreihe des IRP-HSG, St. Gallen 2003 (René Schaffhauser/Ueli Kieser

[Hrsg.])] S. 108 unten). Bei den Abklärungen hat die Verwaltung auch die

verfassungsmässigen und spezialgesetzlichen Mitwirkungsrechte der Parteien zu

beachten. Bei der Einstellung in der Anspruchsberechtigung auf

Arbeitslosentaggelder im Besonderen kommt der Befragung der versicherten Person

erhebliche Bedeutung zu. Im Mittelpunkt steht die Verschuldensfrage. Nach dem

Grad des Verschuldens (leicht, mittelschwer oder schwer) bestimmt sich die

Einstellungsdauer

(Art. 30 Abs. 3 dritter Satz AVIG und Art. 45 Abs. 2 AVIV; BGE 122

V 40 Erw. 4c/aa und ARV 2000 Nr. 9 S. 49 Erw. 4a). Tatsache und Schwere des

Verschuldens lassen sich in aller Regel nicht zuverlässig beurteilen, ohne dass

die von der Sanktion bedrohte Person die Gründe für das ihr vorgeworfene

Verhalten dartun und entlastende Umstände geltend machen konnte. Diese können

sowohl die subjektive Situation des oder der Versicherten, als auch objektive

Gegebenheiten beschlagen (BGE 130 V 125). Es kommt dazu, dass häufig auf Grund

der Akten allein nicht ohne weiteres klar ist, wie das der versicherten Person

vorgeworfene Verhalten rechtlich zu qualifizieren ist resp. welcher

Einstellungsgrund in Betracht kommt (vgl. BGE 122 V 37 Erw. 2c). Von der

Befragung der versicherten Person vor Erlass einer Einstellungsverfügung kann deshalb

in der Regel nicht abgesehen werden. Dies gilt auch im hier zu beurteilenden

Fall. Das RAV hat denn auch versucht, dem Versicherten die entsprechenden

Fragen zu stellen. (…)." (cfr. STFA del 30 settembre 2005 nella

causa B., C 279/03)

In un’altra sentenza del

20.

settembre 2005 nella causa B.

(C 128/04), in particolare riguardo alla forma in cui il diritto di essere

sentito deve essere tutelato, l'Alta Corte ha precisato che:

" (…)

1.2

Art. 29 Abs. 2 BV räumt kein Recht auf

mündliche Anhörung ein, sondern beschränkt den Gehörsanspruch auf schriftliche

Stellungnahmen (Pra 2003 Nr. 97 S. 520 Erw. 2.6; Urteil W. des Bundesgerichts

vom 13. November 2002,4P.195/2002; vgl. BGE 125 I 219 Erw. 9b sowie AHI 1993

S. 41 Erw. 3b betreffend Art. 4 aBV), es sei denn, ein Erlass gäbe ausdrücklich

das Recht auf eine mündliche Anhörung (vgl. Pra 2003 Nr. 97 S. 520 Erw. 2.6).

Art. 42 ATSG sieht mündliche Anhörungen im Rahmen des Verwaltungsverfahrens

nicht ausdrücklich vor und auch aufgrund des VwVG oder des AVIG ergibt sich

kein explizit erwähntes Recht auf eine mündliche Anhörung.

Anhand der Akten ist ersichtlich, dass die

Versicherte ausreichend Gelegenheit hatte, zum Sachverhalt Stellung zu nehmen

(vgl. Erw. 1.1 hievor). Es sind hier auch keine Umstände gegeben, die zu einer

Ausnahme vom Regelfall der Möglichkeit, schriftlich Stellung zu nehmen, führen

würden, sodass das rechtliche Gehör der Beschwerdeführerin nicht verletzt

wurde, indem sie nicht mündlich angehört wurde. (…)." (cfr. STFA del 20

settembre 2005 nella causa B., C 128/04)

Riguardo poi all’assunzione quali prove di appunti che concernono punti

essenziali della fattispecie, in una decisione del 17 agosto 2005 nella causa

J. (C 123/05), l’Alta Corte si è così espressa:

"

(…)

Diesbezüglich ist zu beachten, dass eine formlos

eingeholte und in einer Aktennotiz festgehaltene mündliche oder telefonische

Auskunft nur insoweit zulässig ist, als damit blosse Nebenpunkte, namentlich

Indizien oder Hilfstatsachen, festgestellt werden. Dagegen kommt grundsätzlich

nur die Form einer schriftlichen Anfrage und Auskunft in Betracht, wenn

Auskünfte zu wesentlichen Punkten des rechtserheblichen Sachverhaltes

einzuholen sind (BGE 117 V 285 Erw. 4c mit Hinweis). Hält ein Mitarbeiter eines

Versicherers den Inhalt eines Telefongesprächs schriftlich fest und bestätigt

die befragte Person mit ihrer Unterschrift ausdrücklich, dass die Wiedergabe

des Gesprächs korrekt ist, ist diesem Schriftstück unter Umständen Beweiswert

zuzuerkennen (RKUV 2003 Nr. U 473 S. 49 Erw. 3.2 mit Hinweisen). Ein solcher

ist auch mit Blick auf Art. 43 Abs. 1 ATSG gegeben (Urteil W. vom 7. Juni 2005,

Dispositivo

H 163/04, Erw. 5 mit Hinweis). Daher hat die Vorinstanz zu Recht erkannt, dass

auf die in den Aktennotizen vom 17. August und 12. November 2004 festgehaltenen

telefonischen Auskünfte der Arbeitgeberin über die voraussichtliche

Anstellungsdauer des Versicherten nicht abgestellt werden kann. Der Anspruch

auf rechtliches Gehör wurde überdies insoweit verletzt, als der Versicherte zur

Aktennotiz vom 12. November 2004 auch im Rahmen des Einspracheverfahrens nicht

hat Stellung nehmen können.

Somit hat die Arbeitslosenkasse gemäss Dispositiv-Ziffer

1 des vorinstanzlichen Entscheids zu verfahren und die Abklärungen des

rechtserheblichen Sachverhalts in beweistauglicher Form vorzunehmen.

(…)." (cfr. STFA del 17 agosto 2005 nella causa J., C 123/05)

2.6. Nell’evenienza concreta risulta

dagli atti di causa che l’assicurato si è iscritto al collocamento il 27

settembre 2004 (cfr. doc. 63).

Con lettera del 20 agosto

2004 la __________, nella sua veste di liquidatore della ditta __________, ha

significato all’assicurato una lettera di disdetta con effetto immediato

(cfr. doc. 53).

Quale motivo della

disdetta, l’assicurato nella sua “Domanda d’indennità di disoccupazione” e il

liquidatore della __________ nell’”Attestato del datore di lavoro”, hanno

indicato la messa in liquidazione della società su disposizione della __________

(cfr. doc. 11 punto 21 e doc. 39 punto 13).

Nella decisione del 15

dicembre 2004 la Cassa ha sostenuto che: “(…) Nella sua funzione di contabile

della SA, di partecipante ai Consigli d’Amministrazione non ha ottemperato ai

suoi compiti correttamente, provocando il fallimento della società (…).” (cfr.

doc. A/3).

Nella decisione su

opposizione del 3 febbraio 2005 (oggetto della presente vertenza) la Cassa ha rilevato

che:

" (…)

RI 1 era dipendente della __________, era iscritto a registro di

commercio quale direttore sostituto con diritto di firma collettiva a due.

Dal verbale del 10 agosto 2004 presso il Ministero Pubblico

risultano le seguenti dichiarazioni:

" Dal

1998 sono entrato formalmente a far parte del CdA in qualità di direttore

sostituto/aggiunto” ed inoltre che “nell’ambito della sua funzione di

responsabile della parte amministrativa della società rientra nelle mie

incombenze la contabilità, la gestione del personale ed il servizio giuridico

che di fatto viene già gestito autonomamente dalla signora __________."

Alla Cassa risulta che in data 11 agosto 2004 il signor RI 1 è

stato arrestato con la promozione dell’accusa di amministrazione infedele,

falsità in documenti, soppressione di documenti, truffa e appropriazione

indebita. Egli è rimasto in carcere fino al 24 settembre 2004.

Tutti questi elementi hanno convinto la Cassa che il signor RI 1

sia disoccupato per colpa propria. Siamo coscienti che non si è ancora in

possesso di un decreto d’accusa essendo la pratica penale tuttora nella fase

istruttoria. Tuttavia la Cassa con gli elementi di cui dispone ritiene

giustificata la sanzione adottata. (…)." (cfr. doc. A/1)

Il TCA constata che,

seppur motivata in maniera piuttosto succinta, la decisione su opposizione

emanata dalla Cassa contiene tutti gli elementi necessari all’assicurato per

comprendere gli estremi della vertenza, ovvero la conclusione della Cassa

secondo la quale, vista la posizione in seno alla SA sua ex datrice di lavoro e

considerati gli elementi dell’inchiesta penale tuttora pendente, egli sarebbe

disoccupato per propria colpa.

Del resto, nella decisione

del 15 dicembre 2004 (cfr. doc. A/3), la Cassa ha affermato che, a suo dire,

l’assicurato avrebbe provocato il fallimento della società.

Inoltre, nell’opposizione

del 14 gennaio 2005 (cfr. doc. A/2), l’assicurato ha contestato di:

"(…) - essere

disoccupato per propria colpa;

- non avere

correttamente adempiuto ai suoi compiti;

- essere stato

un “partecipante” dei consigli di amministrazione di __________ (senza tuttavia

comprendere significato e portata di tale “funzione”, estranea al vigente

ordinamento giuridico);

- essere il responsabile di

__________. (…).”

Da quanto appena esposto

risulta tuttavia che la Cassa non ha mai sentito l’assicurato né in sede di

decisione né prima di emettere la decisione su opposizione.

Pertanto, vista la

giurisprudenza qui sopra riprodotta

(cfr. consid. 2.5), questo Tribunale deve concludere che la Cassa ha violato il

diritto di essere sentito dell’assicurato.

La decisione impugnata

deve dunque essere annullata e gli atti rinviati all’amministrazione affinché

dia l’opportunità al ricorrente di prendere posizione in merito alla ventilata

sospensione dal diritto alle indennità di disoccupazione.

Questa

soluzione si giustifica a maggiore ragione se si considera che anche nell’altra

vertenza concernente l’assicurato e il suo diritto alle indennità per

insolvenza, questo Tribunale ha rinviato gli atti all’amministrazione perché,

sentito personalmente l’assicurato, si pronunci nuovamente sulla sua posizione

in seno alla __________ (cfr. STCA del 16 novembre 2005 nella causa M.,

38.2005.5).

Inoltre anche le note

manoscritte concernenti i colloqui telefonici con la segretaria, sig.ra __________,

della PP __________ del 3 dicembre 2004 e con l’avv. __________ del 10 dicembre

2004 (cfr. doc. 18-20) non sono state fatte sottoscrivere dai diretti

interessati e neppure risulta siano mai state sottoposte per osservazioni al

ricorrente.

L'amministrazione potrà, se lo

riterrà necessario, chiedere al Ministero pubblico di visionare ulteriore

documentazione oltre a quella già in suo possesso (cfr. al riguardo art. 32

LPGA e art. 27 CPP).

In simili circostanze la

decisione su opposizione impugnata va annullata e gli atti rinviati alla Cassa

perché proceda come sopra indicato.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso è

accolto ai sensi dei

considerandi.

§ La decisione su

opposizione impugnata va annullata e gli atti rinviati

all’amministrazione perché proceda secondo quanto indicato al consid. 2.6.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

La Cassa

verserà all’assicurato la somma di fr. 500.-- a titolo di ripetibili (IVA

inclusa).

3.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso

dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente

l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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