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Decisione

38.2005.32

Assicurato sospeso per abbandono di impiego adeguato in quanto egli aveva solo la speranza di trovare un lavoro in altro Cantone(la stipula del contratto era infatti vincolata al reperimento duraturo

6 giugno 2005Italiano24 min

Source ti.ch

Fatti

i. procura

all'assicurato un salario inferiore al 70 per cento del guadagno assicurato,

salvo che l'assicurato riceva prestazioni compensative giusta l'articolo 24

(guadagno intermedio); con il consenso della commissione tripartita, l'ufficio

regionale di collocamento può eccezionalmente dichiarare adeguata

un'occupazione la cui rimunerazione è inferiore al 70 per cento del guadagno

assicurato."

(Per un

commento cfr.: Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches

Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, cifra marginale 234-250,

pag. 93-98; G. Gerhards, “Grundriss des neuen Arbeitslosenversicherungsrechts”,

Ed. Paul Haupt, Berna-Stoccarda-Vienna 1996, pag. 113-114, n° 92f; KIGA des

Kantons Aargau, "Arbeitslosenversicherung", Aarau, 1996, pag. 25-27,

vedi pure: DLA 2000 pag. 48; DTF 124 V 62 consid. 3b pag. 63 e DTF 122 V

41).

2.4. Nella

presente fattispecie è giustamente incontestato che l’occupazione

dell’assicurato , nella sua professione di aiuto cucina e aiuto cassa, alle

dipendenze del __________ a __________ era adeguata (cfr. Doc. 2 e Doc. 3)

L'amministrazione

ha sospeso RI 1 dal diritto all’indennità di disoccupazione sulla base degli

art. 30 cpv. 1 lett. a LADI e 44 lett. b OADI in quanto egli avrebbe disdetto

il contratto di lavoro senza previamente assicurarsi un altro impiego.

Il

ricorrente in sede ricorsuale afferma invece di avere inoltrato la disdetta il

30 dicembre 2004 per il 31 gennaio 2005 dopo avere trovato un impiego presso il

__________ di __________ (cfr. Doc. 5).

Per costante

giurisprudenza federale si può parlare di lavoro garantito

soltanto allorché un contratto di lavoro è stato concluso espressamente o

tacitamente attraverso la volontà concordata delle parti. Non basta invece che

le trattative facciano sorgere la speranza o l'aspettativa di concludere il

contratto (cfr. DLA 1992 pag. 153; SVR 1999 ALV N° 22; STCA del 23 maggio 1995

nella causa M.V.; C. Cattaneo, op. cit., pag. 32).

In

particolare, nella sentenza pubblicata in DLA 1992 pag. 151 seg., l'Alta Corte

ha fornito al riguardo le seguenti precisazioni:

"

Die Zusicherung einer anderen Stelle nach Art.

44 lit. b AVIV setzt für den Arbeitnehmer nicht bloss Hoffnungen und

Erwartungen erweckende Vertragsverhandlungen voraus. Vielmehr gilt eine Stelle

erst dann als zugesichert, wenn durch ausdrückliche oder stillschweigende

übereinstimmende gegenseitige Willensäusserung von Arbeitgeber und

Arbeitnehmer (Art. 1 OR) ein Arbeitsvertrag im Sinne von Art. 319 ff. OR

tatsächlich zustande gekommen ist (unveröffentlichtes Urteil S. vom 12. März

1987, C 110/86). (...)"

Decisivo

è dunque il fatto che venga stipulato un contratto di lavoro, non

necessariamente nella forma scritta (cfr. al riguardo anche la STFA dell11

ottobre 2004 nella causa H., C 197/03):

"

Wie das kantonale Gericht insbesondere richtig

erwogen hat, begründete der Umstand, dass am ersten Arbeitstag noch kein

schriftlicher Arbeitsvertrag vorlag, keine Umzumutbarkeit, am Arbeitsplatz, am

Arbeitsplatz zu verbleiben".

Nella

presente fattispecie, dagli atti dell'incarto risulta che al momento in cui ha

sciolto il rapporto di lavoro con il __________ di __________, l'assicurato

aveva già raggiunto un accordo verbale di principio con la __________ di __________.

La

stipulazione del contratto era tuttavia vincolata al reperimento duraturo di un

appartamento a __________.

Ora

l'assicurato, non potendo pagare contemporaneamente, per un certo periodo, due

appartamenti /uno in Ticino a uno a __________) non è stato in grado di

adempiere questa condizione per cui il nuovo rapporto di lavoro non si è

concluso (cfr. Doc. 8, Doc. 9, Doc. 10 - "non è stato stipulato nessun

contratto, eravamo d'accordo verbalmente. Il motivo di non aver stipulato un

contratto è stato a causa di non aver avuto ancora un domicilio a __________ "

- e Doc. 12-14).

Pertanto,

secondo questo Tribunale, al momento in cui ha sciolto il contratto di lavoro

l'assicurato aveva solo la speranza e l'aspettativa di reperire un nuovo

impiego e non una garanzia di assunzione.

Inoltre,

come sottolinea giustamente l'amministrazione nella decisione su opposizione

(cfr. consid. 1.1) e nella risposta di causa (cfr. consid. 1.3) doveva apparire

chiara all'assicurato l'impossibilità di pagare due affitti per due mesi,

indipendentemente dallo stipendio effettivamente percepito nel mese di gennaio

2005.

In simili

condizioni, alla luce della giurisprudenza federale citata, RI 1 deve essere ritenuto

disoccupato per colpa propria e sospeso dal diritto all'indennità di

disoccupazione sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. a LADI in relazione con

l'art. 44 lett. b OADI.

2.5. Secondo

l'art. 30 cpv. 3 LADI la durata della sospensione è determinata in base alla

gravità della colpa e ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al

massimo o, nel caso di cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

La

sospensione del diritto a indennità va da 1a 15 giorni in caso di colpa lieve,

da 16 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di

colpa grave (cfr. art. 45 cpv. 2 OADI).

La sua

durata é determinata secondo la gravità della colpa (cfr. art. 30 cpv. 3 LADI),

soggiace in altre parole al principio della proporzionalità (cfr. DTF 123 V

150).

In virtù

dell'art. 45 cpv. 2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal

diritto all'indennità entro il termine quadro per la riscossione della

prestazione, la durata della sospensione è prolungata in modo adeguato.

L'art. 45

cpv. 3 OADI stabilisce che la colpa grave è data se l'assicurato ha abbandonato

senza valido motivo un impiego idoneo senza garanzia di uno nuovo o ha

rifiutato un lavoro idoneo.

In una

sentenza del 15 febbraio 1999 nella causa B., pubblicata in DLA 2000 N. 8, pag.

38, l'Alta Corte ha così riassunto la propria giurisprudenza sulla durata delle

sospensioni inflitte agli assicurati sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. a

LADI ,in relazione con l'art. 44 lett. b OADI:

"

c) Nach Art. 45 Abs. 3 AVIV (eingefügt mit der

auf den 1. Januar 1996 in Kraft getretenen Verordnungsänderung vom 11. Dezember

1995, AS 1996 295) liegt ein schweres Verschulden vor, wenn der Versicherte

Considerandi

ohne entschuldbaren Grund eine zumutbare Arbeitsstelle ohne Zusicherung einer

neuen aufgegeben oder eine zumutbare Arbeit abgelehnt hat. Bei schwerem

Verschulden dauert die Einstellung in der Anspruchsberechtigung 31 bis 60 Tage

(Art. 45 Abs. 2 lit. c AVIV in der ab 1. Januar 1997 gültigen Fassung, AS 1996

3071).

In einem nicht veröffentlichten Urteil U.

vom 9. November 1998, C 386/97, in dem es um die Ablehnung zumutbarer Arbeit

ging, hat des Eidgenössische Versicherungsgericht die Bestimmung von Art. 45

Abs. 3 AVIV als gesetzmässig qualifiziert und einen kantonalen Entscheid

aufgehoben, mit welchem die von der Verwaltung verfügte Einstellungsgrundes von

31.

auf 28 Tage herabsetztet worden war. Der Begründung des Urteils ist

zu entnehmen, dass eine Einstellungsdauer von weniger als 31 Tagen im Rahmen

dieses Einstellungsgrundes generell unzulässig ist und sich das Ermessen von

Verwaltung und Sozialversicherungsrichter auf die Festsetzung einer

Einstellungsdauer zwischen 31 und 60 Tagen beschränkt. Demgegenüber hat das

Gericht im nicht veröffentlichten Urteil W. vom 16. September 1998, C 199/98,

in einem Anwendungsfall von Art. 44 Abs. 1 lit. b AVIV (Kündigung ohne

Zusicherung einer neuen Stelle) eine vom kantonalen Richter verfügte Herabsetzung

der Einstellungsdauer von 39 auf 25 Tage geschützt mit der Feststellung, dass

entschuldbare Gründe im Sinne von Art. 45 Abs. 3 AVIV vorlägen. Dabei wurde

berücksichtigt, dass die Kündigung des Arbeitsverhältnisses während der

Probezeit erfolgte. In gleichem Sinn war bereits in dem in RJJ 1998 S. 213 publizierten

Urteil B. vom 28. November 1997, C 282/97, entschieden worden. Das Urteil U.

vom 9. November 1998 hat an dieser Rechtsprechung nichts geändert. Beim

Einstellungsgrund der Auflösung des Arbeitsverhältnisses ohne Zusicherung einer

neuen Stelle kommt dem konkreten Sachverhalt für die Verschuldensbeurteilung im

Allgemeinen eine grössere Bedeutung zu als bei der Ablehnung einer zugewiesenen

zumutbaren Arbeit (Art. 30 Abs. 1 lit. d AVIG) wo Tatsache und Schwere des

Verschuldens meist klar feststehen. Bei Einstellungen nach Art. 44 Abs.

1.

lit. b AVIV kann Art. 45 Abs. 3 AVIV lediglich die Regel bilden, von welcher

beim Vorliegen besonderer Umstände im Einzelfall abgewichen werden darf.

Insoweit ist das Ermessen von Verwaltung und Sozialversicherungsrichter nicht

auf eine Einstellungsdauer im Rahmen eines schweren Verschuldens beschrankt,

sondern lässt auch eine mildere Sanktion zu. Im übrigen fragt sich, ob ‑

unter dem Titel der entschuldbaren Gründe ‑ nicht auch bei der Ablehnung

zumutbarer Arbeit Ausnahmen vorzubehalten sind, so wenn die Zumutbarkeit nach

den gesamten Umständen (Art der Tätigkeit, Entlohnung, Arbeitszeit etc.) nur

als Grenzfall zu bejahen ist. Dies kann im vorliegenden Fall indessen offen

bleiben."

(cfr. DLA 2000 N. 8, consid. 2c,

pag. 41-42)

Nel caso che era chiamato

a giudicare il TFA ha poi stabilito quanto segue:

"

d) Hier geht es nicht um den klassischen, nach

der bisherigen Rechtsprechung in der Regel als schwer zu qualifizierenden Fall,

wo der Versicherte zunächst das Arbeitsverhältnis auflöst und sich erst

anschliessend um eine neue Stelle bemüht. Nach den glaubhaften und von der

Verwaltung nicht bestrittenen Angaben des Beschwerdeführers hat er die

bisherige Stelle auf den 11. Oktober 1997 gekündigt, nachdem ihm auf den 1.

November 1997 eine andere Stelle mündlich zugesichert worden war. Nach den

ebenfalls unbestritten gebliebenen Angaben des Beschwerdeführers ist das

Arbeitsverhältnis in der Folge nur deshalb nicht zustande gekommen, weil er

sich mit einer vom Arbeitgeber erst nachträglich verlangten Konkurrenzverbotsklausel nicht einverstanden erklären wollte. Indem der

Beschwerdeführer das Arbeitsverhältnis auf eine bloss mündliche Zusicherung hin

aufgelöst hat, verschuldete er die Arbeitslosigkeit nach dem Gesagten zwar

selbst. Es liegt jedoch kein schweres Verschulden im Sinne von Art. 45 Abs. 2

lit. c AVIV vor. In vergleichbaren Fällen wurde bisher auf ein mittelschweres

Verschulden erkannt (nicht veröffentlichtes Urteil B. vom 23. März 1983, C

16/82), was auch vorliegend als richtig erscheint. Es rechtfertigt sich daher,

die verfügte Einstellungsdauer ermessensweise von 33 Tagen auf 20 Tage

herabzusetzen."

(cfr. DLA 2000, N. 8, consid. 2d, pag. 42-42)

In una

sentenza del 2 marzo 1999 pubblicata in RJJ 1999 pag. 54 seg. il TFA ha inoltre

confermato una sospensione di 16 giorni inflitta ad un'assicurata che aveva

lasciato il suo impiego a seguito di problemi di salute provocati dalla

malattia di sua madre.

In una

sentenza dell'8 aprile 1999, pubblicata in DLA 2000 N. 9, pag. 45, la nostra

Massima istanza ha ribadito che:

"

(…) Zwar hat das Eidgenössischen

Versicherungsgericht im nicht veröffentlichten Urteil U. vom 9. November 1998

(C 386/97), in welchem es um die Ablehnung einer amtlich zugewiesenen

zumutbaren Arbeit von unbefristeter Dauer ging, ausgeführt, dass eine

Einstellung von weniger als 31 Tagen im Rahmen von Art. 45 Abs. 3 AVIV generell

unzulässig ist und sich das Ermessen von Verwaltung und Sozialversicherungsrichter

auf die Festsetzung einer Einstellungsdauer zwischen 31 und 60 Tagen

beschränkt. Dagegen hat das Eidgenössische Versicherungsgericht im nicht

veröffentlichten Urteil B. vom 15. febbraio 1999 (C 226/98) unter Hinweis auf

die bisherige Rechtsprechung (nicht veröffentlichtes Urteil W. vom 16. September

1998.

[C199/98] sowie in RJJ 1998 S. 213 publiziertes Urteil B. vom 28.November

1997.

[C 282/97]), an welcher das erwähnte Urteil U. nichts geändert hat,

entschieden, dass beim Einstellungsgrund der Auflösung des Arbeitsverhältnisses

ohne Zusicherung einer neuen Stelle dem konkreten Sachverhalt für die

Verschuldensbeurteilung im Allgemeinen eine grössere Bedeutung zukommt als bei

Ablehnung einer zugewiesenen zumutbaren Arbeit (Art. 30 Abs. 1 lit. d AVIG)), wo

Tatsache und Schwere des Verschuldens meist klar feststehen. Art. 45 Abs. 3

AVIV kann daher bei Einstellungen nach Art. 44 Abs. 1 AVIV lediglich die Regel

bilden, von welcher beim Vorliegen besonderer Umstände im Einzellfall

abgewichen werden kann. Insoweit ist das Ermessen von Verwaltung und

Sozialversicherungsrichter nicht auf eine Einstellungsdauer im Rahmen eines

schweren Verschuldens beschränkt, sondern lässt auch eine mildere Sanktion zu.

Diese Überlegungen haben - unter dem Gesichtspunkt entschulbaren Gründe - auch

ihre Gültigkeit, wenn es - wie Hier - um die Ablehnung einer (nicht amtlich

zugewiesenen) zumutbaren Arbeit von bloss befristeter Dauer geht. (…)." (cfr. DLA 2000, N. 9, consid. 4 b)aa), pag. 50)

In una

sentenza del 17 marzo 2003 nella causa J. (C 278/01), citata in RtiD I-2004

pag. 213 il Tribunale federale delle assicurazioni ha confermato una

sospensione di 25 giorni inflitta ad un'altra assicurata che, senza essersi

previamente garantita una nuova occupazione, aveva lasciato il proprio posto di

lavoro oltre Gottardo per seguire il fidanzato - con il quale aveva convissuto

per tre anni -, trasferitosi in Ticino per intraprendere un'attività

professionale.

In un'altra sentenza

dell'11 novembre 2003 (C 288/02) pubblicata in RtiD I-2004 pag. 212 l'Alta

Corte ha stabilito che deve essere fissata in 25 giorni la sospensione

concernente un'assicurata che, pendente la procedura di divorzio, ha

abbandonato senza aver previamente reperito un nuovo impiego, il suo posto di

lavoro in Svizzera interna, ritenuto ancora adeguato, per venire a vivere in

Ticino dove risiedono i suoi genitori - apparentemente non bisognosi

d'assistenza -, non documentando con attestati medici la necessità di lasciare

impellentemente il tessuto socio-lavorativo nel quale ha vissuto per molti

anni, né di prevenire un possibile esaurimento nervoso.

Nonostante il

principio generale enunciato all'art. 45 cpv. 3 OADI, la giurisprudenza

federale appena citata ha dunque stabilito che, trattandosi di un assicurato

che si licenzia senza essersi preventivamente procurato un nuovo posto di

lavoro, l'esame delle circostanze del caso concreto riveste un'importanza

fondamentale. Il potere di apprezzamento dell'amministrazione e dei tribunali

delle assicurazioni sociali nel decidere la durata di una sanzione non è dunque

limitato a quanto previsto in caso di colpa grave all'art. 45 cpv. 2 lett. c

OADI, bensì permette in taluni casi di infliggere anche penalità più miti (cfr.

RTiD I- 2004 pag. 212 seg.; DLA 2000 pag. 41 seg.; DLA 2000 pag. 50; STFA

dell'11 novembre 2003 nella causa SECO c/ B.-D., C 288/02; STFA del 4 agosto

2003.

nella causa SECO c/ S., C 221/02; STCA del 17 marzo 2003 nella causa SECO

c/ J., C 278/01).

Ciò vale

peraltro anche per le sanzioni fondate sull’art. 30 cpv. 1 lett. d LADI (cfr.

DTF 130 V 125 seg. e D. Cattaneo, "Assicurazioni sociali : alcuni temi

d’attualità" in RtiD I-2004 pag. 215 seg.,in particolare pag. 237-239)

2.6

Nella

presente fattispecie a mente del TCA non esistono motivi che giustificano una

sanzione inferiore ai 31 giorni, per cui la decisione su opposizione deve

essere confermata (cfr. SVR 2005 ALV Nr. 3; STFA del 5 aprile 2004 nella causa

L., C 8/04; STFA del 5 maggio 2004 nella causa S., C 51/04; STFA del 30

settembre 2004 nella causa O., C 169/03; STFA del 12 ottobre 2004 nella causa

L., C 228/02; STFA del 16 febbraio 2005 nella causa B., C 212/04; STFA del 9

marzo 2005 nella causa S., C 255/04; STFA del 31 gennaio 2005 nella causa S., C

165/03; STFA del 12 aprile 2005 nella causa F., C 185/04).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso

é respinto.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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