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Decisione

38.2005.35

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

21 settembre 2005Italiano67 min

Source ti.ch

Fatti

I capoversi 3 e 4 sono ordinati in modo più preciso per motivi di

sistematica e per tener conto della giurisprudenza, ma il loro contenuto, ad

eccezione del capoverso 3, rimane invariato.

Capoverso 3bis (nuovo):

secondo la formulazione attuale dell’articolo 24 capoverso 2 terzo periodo

LADI, non può essere versato alcun pagamento compensativo dopo una

disdetta a seguito di una modifica del contratto di lavoro o in caso di

riassunzione nell’intervallo di un anno da parte dello stesso datore di lavoro

a un tasso di occupazione inferiore, anche se il salario proposto è usuale per

la professione e il luogo.

Il legislatore voleva semplicemente impedire il dumping salariale

a carico dell’assicurazione contro la disoccupazione dopo una disdetta dovuta a

una modifica del contratto di lavoro. Non v’è invece il rischio di abusi se il

datore di lavoro è costretto, per motivi legati all’impresa, a ridurre il tasso

di occupazione con una riduzione proporzionale del salario e se il lavoro

proposto è rimunerato a un’aliquota usuale per la professione e il luogo.

Il nostro Consiglio non rifiuterà di prendere in considerazione un

eventuale guadagno intermedio, e quindi si opporrà alla concessione di

pagamenti compensativi secondo la disposizione dell’attuale articolo 41a capoverso

3 OADI soltanto se il rapporto di lavoro è mantenuto o ripreso nell’intervallo

di un anno fra le due parti a una delle condizioni seguenti:

a) il tempo di

lavoro è stato ridotto e la rispettiva diminuzione del salario è eccessiva;

b) il tempo di lavoro è mantenuto, ma il salario ridotto.

Con questa clausola contro gli abusi e con il criterio

dell’aliquota usuale per la professione e il luogo, occorre evitare che i costi

salariali siano trasferiti all’assicurazione contro la disoccupazione (dumping

salariale). In particolare, il guadagno intermedio non deve portare a un

degrado generale delle condizioni di lavoro e salariali né a una trasformazione

dei posti di lavoro «normali» in posti di lavoro «con guadagno intermedio». A

tal fine, da un lato l’importo dei pagamenti compensativi deve rispettare i

salari usuali per la professione e il luogo (art. 24 cpv. 3 LADI) e,

dall’altro, i guadagni intermedi presso il datore precedente sono ammessi o

presi in considerazione solo se il salario non è stato ridotto in misura

eccessiva. Con questa disposizione si vuole impedire di finanziare la

riassunzione a un salario eccessivamente basso a spese dell’assicurazione

contro la disoccupazione (guadagno intermedio).

Questo disciplinamento tiene conto delle contingenze economiche,

del principio delle assicurazioni sociali della diminuzione del danno, del

principio dell’assicurazione contro la disoccupazione «lavorare è redditizio» e

impedisce inoltre che gli assicurati

accettino importanti sacrifici salariali a spese dell’assicurazione contro la

disoccupazione.

Capoverso 4: la modifica del rinvio è necessaria in considerazione

della fusione dei capoversi 1 e 2."

(cfr. FF N. 23 del 12 giugno 2001, pag. 2005-2006)

2.2. Secondo

l’art. 24 cpv. 1 LADI é considerato guadagno intermedio il reddito proveniente

da un’attività lucrativa dipendente o indipendente che il disoccupato ottiene

entro un periodo di controllo. L’assicurato ha diritto alla compensazione della

perdita di guadagno. Il tasso d’indennità è determinato secondo l’articolo 22.

Il Consiglio federale determina in che modo deve essere calcolato il reddito

proveniente da un’attività lucrativa indipendente.

In virtù

dell’art. 24 cpv. 3 LADI è considerata perdita di guadagno la differenza tra il

guadagno intermedio ottenuto nel periodo di controllo, ma corrispondente almeno

all’aliquota usuale per la professione ed il luogo, e il guadagno assicurato.

Un guadagno accessorio (art. 23 cpv. 3) non è preso in considerazione.

Il Consiglio

federale, competente a emanare le disposizioni esecutive (cfr. art. 109 LADI) e

sulla base della delega di cui all’art. 24 cpv. 1 LADI, ha emanato l’art. 41a

OADI.

In

particolare il cpv. 1 dell’art. 41a OADI stabilisce che se il reddito è

inferiore all’indennità di disoccupazione, l’assicurato ha diritto, nell’ambito

del termine quadro per la riscossione della prestazione, a indennità

compensative.

2.3. In una

sentenza pubblicata in SVR 1994, ALV Nr. 20, pag. 45 seg. e in DTF 120 V 233

seg. il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) ha avuto modo di stabilire

che tutte le forme di attività dipendente, comprese in passato sotto le diverse

norme relative al lavoro a tempo parziale (art. 18 cpv. 1 in relazione con

l'art. 22 seg. LADI), al guadagno intermedio (vecchio art. 24 LADI), e del

lavoro sostitutivo (vecchio art. 25 LADI), costituiscono l'oggetto del nuovo

art. 24 LADI.

In tale

contesto, dopo avere precisato che decisiva è la perdita di guadagno e non la

perdita di lavoro (cfr. SVR 1994 ALV Nr. 20 pag. 46: "die während einer

oder mehrerer Kontrollperioden erzielten Verdienste sollen nach dem Prinzip des

Verdienstausfalls und nicht nach jenem des Arbeitsaufalls entschädigt werden,

von welchen das Gesetz sonst primär ausgeht") la nostra Massima istanza ha

stabilito che l'assicurato ha diritto all'indennizzo della perdita di guadagno

secondo l'art. 24 cpv. 1 a 3 LADI fino a quando non assume, nel periodo di

controllo in questione, un'occupazione adeguata ai sensi dell'art. 16 LADI, e

segnatamente dell'art. 16 cpv. 1 lett. e LADI.

Pertanto,

secondo il TFA, se durante il periodo di controllo litigioso l'assicurato

accetta - specialmente riguardo al salario - un'occupazione adeguata, cioè

un'attività che gli procuri un guadagno corrispondente almeno all'indennità di

disoccupazione, ogni guadagno intermedio non è più ammissibile (cfr. SVR 1994

ALV Nr. 20, pag. 46-47).

Contestualmente

il TFA ha in particolare rilevato che:

"

(…) Die Vorinstanzliche Auffassung, dass auch

Tätigkeiten, die dem Versicherten ein Einkommen verschaffen, das zwar über dem

Taggeld, aber unter dem versicherten Verdienst liegt, der

Zwischenverdienstregelung gemäss Art. 24 AVIG zu unterstellen seien, ist zwar

nach dem Wortlaut von Art. 24 AVIG (insbesondere dessen Abs. 3) nicht

ausgeschlossen, lässt sich aber letzlich aus systematischen Gründen nicht

bestätigen. Das Argument, der Gesetzgeber habe auch in solchen Fällen das die

Versicherung entlastende Ausüben von Teilerwerbstätigkeiten fördern wollen,

widerspricht im Ergebnis Art. 15 Abs. 1 i.V.m. Art. 16 und Art. 17 Abs. 1 und 3

AVIG, wonach der Versicherte ohnehin bereit sein muss, eine zumutbare Arbeit

anzunehmen, ansonsten er mit der Einstellung im Taggeldbezug (Art. 30 Abs. 1

lit. c und d AVIG; ARV 1991 Nr. 9 S. 88, 1990 Nr. 5 S. 34, 1984 Nr. 14 S. 167)

oder mit der Aberkennung der Anspruchberechtigung wegen fehlender

Vermittlungsfähigkeit (BGE 112 V 326; ARV 1992 Nr. 10 S. 122, 1990 Nr. 3 S. 25

und Nr. 14 S. 83) zu rechnen hat. Es erscheint daher nicht sachgerecht, bei Erfüllung

einer gesetzlichen Obligenheit Kompensationsleistungen nach Art. 24 AVIG

zusprechen, ganz abgesehen von den damit verbundenen Abgrenzungsschwierigkeiten

bezuglich Beendigung der Arbeitslosigkeit. (…)"

(cfr. SVR 1994 ALV Nr. 20, pag. 47).

Questi concetti

sono stati ribaditi dal TFA in un'altra sentenza pubblicata in SVR 1994, ALV

Nr. 21, pag. 49-50.

In questo

giudizio l'Alta Corte ha negato il diritto all'indennizzazione ad un assicurato

che, in un periodo di controllo, aveva conseguito un salario di franchi

2'986.35, inferiore al guadagno assicurato di fr. 3'000.--, ma superiore

all'indennità di disoccupazione di fr. 2'400.--.

Su questi aspetti, cfr. pure G. Gerhards "ALV: Stempelferien,

Zwischen verdienst und Kurzarbeitsentschädigung - Drei Streitfragen" in

SZS 1994, pag. 321 seg., in particolare pag. 335-337; OFIAMT, "Bulletin AC

94/1" , pag. 3/2).

Nelle successive sentenze pubblicate in DTF 120 V 502 e in SVR 1995,

ALV Nr. 47, il TFA ha poi riconfermato la propria giurisprudenza.

In un'altra

sentenza pubblicata in SVR 1995, ALV Nr. 48, il TFA ha stabilito che nel caso

di assicurati impiegati con salario mensile il guadagno giornaliero lordo si

determina mediante il divisore 21,7. Se il guadagno giornaliero lordo é

inferiore all’indennità giornaliera lorda si tratta di guadagno intermedio; i

presupposti per una compensazione della differenza secondo l’art. 24 cpv. 2 e 3

sono quindi adempiuti.

Nel caso

concreto, per determinare il diritto all’indennità di disoccupazione di un

assicurato che conseguiva un guadagno intermedio, il TFA ha proceduto come

segue:

"

(…)

Ausgehend vom versicherten Monatsverdienst von

Fr. 3141.- ergibt sich im vorliegenden Fall ein versicherter Tagesverdienst von

Fr. 144,70 (Fr. 3141.- : 21,7). Das Bruttotaggeld beträgt demzufolge Fr. 115,75

(80% von Fr. 144,70). Der auf einen Tag umgerechnete Bruttolohn beläuft sich

auf Fr. 111.83 (Fr. 2426.95 : 21,7). Da dieser Betrag tiefer ist als das Bruttotaggeld,

handelt es sich um Zwischenverdienst im Sinne von Art. 24 Abs. 1 AVIG mit der

Folge, dass die Beschwerdegegnerin für den Monat Februar 1993 grundsätzlich

Anspruch auf Differenzausgleich nach Massgabe von Art. 24 Abs. 2 und 3 AVIG

hat. Mit Bezug auf die Berechnung der Differenzzahlung ist zunächst die

Differenz zwischen dem versicherten Monatsverdienst und dem Zwischenverdienst

zu ermitteln. Dieser beträgt im vorliegenden Fall Fr. 714.70 (Fr 3141.67 -

2426.94), woraus sich ein Differenzausgleich von Fr. 571.60 (80% von Fr.

714.70) ergibt. (…)"

(cfr. SVR 1995 ALV Nr. 48, pag. 143, consid. 5).

Questi

concetti circa la determinazione del diritto all’indennità di disoccupazione in

un preciso periodo di controllo, trattandosi di assicurati che conseguono un

guadagno intermedio, sono poi stati ribaditi dal TFA nelle sentenze pubblicate

in SVR 1999, ALV Nr. 8 e in SVR 1996, ALV Nr. 69 = DTF 121 V 353.

In

particolare nell’ultima sentenza citata il TFA ha stabilito che il metodo di

calcolo illustrato nelle DTF 112 V 229 e 237 non é più applicabile (cfr. DTF

121 V 353, consid. 4a, pag. 358 in fine).

Va

rilevato che questa giurisprudenza permette di tener convenientemente conto del

fatto che in ogni periodo di controllo vi é una variazione del numero di

indennità di disoccupazione spettante all’assicurato.

2.4. Nella già

citata decisione pubblicata in DTF 120 V 502, chiamata a pronunciarsi sulla

nozione del guadagno intermedio nell'ambito di uno stage, la nostra

Massima istanza ha, in particolare, rilevato che:

"

(…) La jurisprudence admet, par exemple, que

lorsqu'il apparaît clairement qu'un assuré rémunéré proportionellement aux

ventes effectuées ne peut pas, durant des mois, obtenir un salaire atteignant

le minimum vital malgré un engagement total et un travail exigeant, on ne

saurait, dans les limites du travail de remplacement, parler de rémunération

conforme aux usages professionnels et locaux en invoquant des critères d'ordre

économique (DTA 1986 n° 22 p. 89 consid. 2). De mème, le Tribunal fédéral des

assurances a jugé qu'il n'appartient pas à l'assurance-chômage de compenser la

différence de traitement existant entre le salaire usuel qui est versé à un

psychologue diplômé, et la rémunération dont bénéficie un stagiaire; en

l'espèce, le canton employeur n'avait offert à un psychologue diplômé qu'une

place et un salaire de stagiaire, en raison de restrictions budgétaires (arrêt

non publié F. du 29 août 1986). Enfin, la "rémunération

habituelle" dont il est question ci-dessus entre en ligne de compte lorsque

l'assuré exerce une activité pour la quelle il a été formé; en revanche, s'il pratique

un métier pour le quel il ne dispose pas de qualification, seule la rémunération

habituelle dans cette profession est déterminante (arrêt non publié H. du 10

novembre 1989).

Dans ses directives relatives à l'indemnisation

des assurés qui suivent des stages (Bulletin AC 86/2, p. 4), l'OFIAMT a d'ailleurs

opéré une distiction entre les différentes catégories de stagiaires. Ainsi, l'assurance-chômage ne doit pas être mise à contribution lorsque

le stage fait partie intégrante de la formation professionelle de base (à

l'instar d'un avocat ou d'un médecin [ch. 1]). Par ailleurs, des indemnités peuvent

être allouées en cas de perfectionnement professionel ou de recyclage, à titre

de mésures préventives (art. 59 ss LACI; ch. 2). Lorsque,

pour diminuer son chômage, l'assuré accepte d'occuper une place de stage qui ne

correspond ni à une formation de base ni à un perfectionnement professionel,

l'art. 25 LACI peut alors précisément trouver application, quand la

rémunération obtenue est certe inférieure à l'indemnité de chômage, mais

correspond au moins aux usages professionels et locaux (ch. 3, 1re e

2e phrases). En revanche, la dernière phrase du ch. 3, selon la

quelle "il ne suffit donc pas que cette rémunération soit usuelle pour les

stagiaires", ne se concilie pas avec les principes jurisprudentiels

exposés aux arrêts DTA 1986 n° 22 p. 88 et F. du 29 août 1986 précités, dans la

mesure ou elle ne s'applique qu'aux personnes disposant déjà d'une formation professionelle.

Mais si l'assuré ne bénéficie pas d'une telle formation,

il ne doit pas être indémnisé selon ces critères (arrêt non publié H. du 10

novembre 1989).

(…)" (cfr. DTF 120 V 502, consid. 6c, pag.

508-509)

In una sentenza pubblicata in DLA 1998 N. 7 pag. 36 seg. il TFA ha

avuto modo di stabilire che i periodi di pratica quale psicologa effettuati

dopo aver ottenuto una licenza universitaria in psicologia non costituiscono un

guadagno intermedio.

Secondo

l'Alta Corte, lo scopo di formazione e l'acquisizione di conoscenze

professionali predominano in tale caso rispetto al conseguimento di un reddito

proveniente da un'attività lucrativa. Il fatto che l'assicurata abbia ottenuto

un impiego quale psicologa ancora durante la sua seconda pratica non cambia

nulla al carattere di formazione di quest'ultima.

La nostra

Massima Istanza ha, in particolare, così motivato l'inapplicabilità dell'art.

24 LADI, relativo al guadagno intermedio:

"

(…)

Il n'existe cependant pas de droit à une

compensation de la perte de gain au sens de ces dispositions en faveur d'un

assuré qui poursuit une formation. Dans un tel cas, le but de formation et

l'acquisition de connaissances professionnelles prédominent par rapport à

l'obtention du revenu d'une activité lucrative (Gerhards, Arbeitslosenversiche-

rung: “Stempelferien”, Zwischenverdienst und Kurzarbeitsentschä- digung für öffentliche

Betriebe und Verwaltungen - Drei Streitfragen, RSAS, 1994, p. 350 let. h et la

référence à l'arrêt non publié F. du 1er juin 1994 [C83/93)]; cf.

aussi ATF 120 V 509 consid. 6c et 246).

2.- En l'espèce, les deux stages suivis

successivement par la recourante avaient un caractère de formation nettement

prépondérant. Ainsi le second stage est-il décrit par l'employeur comme “un

stage post-licence consacré à la formation dans le domaine du psycho-diagnostique”

(attestation du DUPA du 23 juin 1995). La recourante a d'ailleurs toujours

insisté sur le fait qu'il s'agissait, en l'occurrence, “d'emplois de

formation”, attendu qu'il n'était pas possible, pour un licencié en

psychologie, de trouver un emploi de psychologue sans avoir effectué des stages

préalables. Désireuse d'obtenir un emploi de psychologue, auquel la destinaient

naturellement ses études universitaires, la recourante a donc cherché à

compléter sa formation théorique par une formation pratique indispensable à

l'exercice de sa profession future. Le fait qu'elle a obtenu un emploi de

psychologue, alors qu'elle n'avait pas terminé son second stage, n'enlève rien

au caractère de formation de celui-ci. On peut supposer, en effet, que la durée

totale et la diversité de sa formation pratique étaient suffisantes, en janvier

1995, pour justifier un engagement professionnel.

C'est dire que la recourante n'a pas entrepris les

stages en question pour abréger son chômage, ni pour satisfaire à son

obligation de réduire le dommage en se procurant un gain intermédiaire. Dans

ces conditions, sa rémunération ne pouvait pas être pris en compte comme gain

intermédiaire. Une indemnisation par la biais de l'art. 24 LACI est donc exclue

dans ce cas. Par ailleurs, l'allocation de prestations en vertu des art. 59 ss

LACI (dans leur version qui était en vigueur à l'époque des faits) n'entre pas

en ligne de compte s'agissant d'une formation de base (voir par exemple ATF 111

V 274 consid. 2b). (…)"

(cfr. DLA 1998 N. 7, pag. 38-39).

In

un'altra sentenza pubblicata in DLA 1998 N. 49 pag. 286 seg. il TFA ha

stabilito che l’assicurato non può far valere quale guadagno intermedio

un'attività assunta non per evitare la disoccupazione, ma essenzialmente a

scopo di formazione (nella fattispecie: pratica come infermiere), vale a dire

al fine di acquisire ulteriori conoscenze.

L’Alta

Corte ha in particolare rilevato:

"

(…)

3.- In der Verwaltungsgerichtsbeschwerde wird

dagegen eingewendet, dass die Praktikumsstelle in der

Psychiatrischen Klinik M. nicht Bestandteil einer beruflichen Grundausbildung

sei, sondern vielmehr dazu diene, die Eignung des Beschwerdeführers für den

Pflegeberuf abzuklären. Ebensowenig gehe es an, dem Beschwerdeführer im Sinne

des berufs- und ortsüblichen Lohnes den Verdienst eines Hilfspflegers

anzurechnen.

a) Diesen Ausführungen kann nicht beigepflichtet

werden. Nach Lage der Akten steht fest und ist unbestritten, dass es sich bei

der fraglichen Tätigkeit des Beschwerdeführers um ein Praktikumhandelt. Dieses

mag zwar nicht bereits integrierenden Bestandteil der Ausbildung zum Beruf des

Pflegers gebildet, sondern in erster Linie der Eignungsabklärung sowie dazu

gedient haben, dem Beschwerdeführer ein genaues Bild dieser Tätigkeit zu

vermitteln.

Indes kann kein Zweifel daran bestehen, dass das

Praktikum - wenn nicht bereits selbst der Grundausbildung dienend - jedenfalls

im Hinblick auf eine solche angetreten wurde. Dies ergibt sich mit aller

Klarheit aus der vorinstanzlichen Beschwerde. Dabei wird durchaus zugleich das

Bestreben mitgespielt haben, die bestehende Arbeitslosigkeit vermeiden. Dass

diese Motivation indes nicht im Vordergrund stand, der Beschwerdeführer

vielmehr nach einer beruflichen Neuausrichtung trachtete, kann insofern als

erstellt gelten, als praktisch sämtliche seiner Arbeitsbemühungen nicht auf

seinen früheren breitgefächerten Tätigkeitsbereich (PTT-Betriebsbeamter,

Kellner, Magaziner, Packer/Lagerist, Speditionsangestellter, Chauffeur),

sondern auf eine Stelle als Pfleger oder Betreuer abzielten. Wäre es ihm in

erster Linie um die Beendigung der Arbeitslosigkeit gegangen, hätte er seine

Bemühungen fraglos anders ausgerichtet. Stand folglich dieses Bestreben nicht

im Vordergrund, vermag der Beschwerdeführer aus der in BGE 120 V 246 und 509

Erw. 6c angesprochenen Verwaltungspraxis nichts abzuleiten.

b) Fällt nach dem Gesagten die Annahme eines

Zwischenverdienstes ausser Betracht, erübrigen sich weitere Ausführungen zur

Frage, ob dem Beschwerdeführer anstelle des real erzielten (im Sinne von Art.

24 Abs. 3 AVIG) ein fiktives Einkommen anzurechnen wäre."

(cfr. DLA 1998 N. 49, pag. 288-289)

Chiamata a pronunciarsi se

nel caso di un’assicurata (rimasta disoccupata il 30 novembre 2001 che il 15

maggio 2002 ha iniziato un “Praktikum im Hinblick auf eine allfällige

Ausbildung zur sozio-kulturellen Animatorin”) il salario di praticante andava

trattato alla stregua di un guadagno intermedio, la nostra Massima Istanza, in

una decisione del 4 agosto 2003 nella causa L. (C 21/03), si è confermata nella

propria giurisprudenza e, tra l’altro, ha sviluppato le seguenti

considerazioni:

" (…)

3.1 Nach den Akten steht fest und ist

unbestritten, dass es sich bei der fraglichen Tätigkeit der Beschwerdegegnerin

um ein Praktikum handelt. Dieses mag zwar nicht bereits integrierenden

Bestandteil der Ausbildung zum Beruf der sozio-kulturellen Animatorin gebildet,

sondern in erster Linie der Eignungsabklärung gedient und der

Beschwerdegegnerin ein genaueres Bild dieser Tätigkeit vermittelt haben.

Indessen besteht kein Zweifel daran, dass das Praktikum - wenn nicht bereits

selbst der Grundausbildung dienend - jedenfalls im Hinblick auf eine solche

angetreten wurde. Dies räumt die Versicherte in der kantonalen Beschwerde

selber ein. Dabei mag durchaus auch das Bestreben mitgespielt haben, die

bestehende Arbeitslosigkeit zu vermeiden. Diese Motivation stand indes nicht im

Vordergrund. Vielmehr trachtete die Beschwerdegegnerin nach einer beruflichen

Neuausrichtung. Dies ergibt sich daraus, dass die Arbeit als sozio-kulturelle

Animatorin völlig ausserhalb der bisherigen Tätigkeitsbereiche der Versicherten

(Verkäuferin in der Textilbranche, Gastgewerbe) lag und der Praktikumslohn

deutlich niedriger war als der Verdienst, der sich in einer der bisherigen

Tätigkeiten hätte erzielen lassen. Die Beschwerdegegnerin nahm somit bewusst

eine erhebliche finanzielle Einbusse in Kauf. Sie hätte keine derartige

Ausbildung ins Auge gefasst, wenn sie in erster Linie die Arbeitslosigkeit

hätte beenden wollen.

3.2 Ging es jedoch vorab um den Antritt einer

neuen Grundausbildung, kann die Versicherte nach ARV 1998 Nr. 49 S. 287 f Erw.

1 und 3a keinen Zwischenverdienst abrechnen. Der Auffassung der Vorinstanz,

wonach selbst bei Ausübung eines Praktikums eine Zwischenverdienstanrechnung zu

erfolgen habe, kann nicht beigepflichtet werden. Vielmehr ist daran

festzuhalten, dass für eine solche Anrechnung dort kein Raum bleibt, wo die

betreffende Tätigkeit in erster Linie zu Ausbildungszwecken ergriffen wurde.

Daran vermag auch der Hinweis des kantonalen Gerichts auf BGE 122 V 265 nichts

zu ändern.

Arbeitslose, die einen nicht bewilligten Kurs

besuchen, befinden sich in einer andern Situation als Personen, welche eine

neue Grundausbildung anfangen. Diese Kurse sind in der Regel zeitlich beschränkt

und stellen keine vollständige, neue Grundausbildung dar. Zudem dienen sie oft

der Vervollständigung bereits vorhandener Kenntnisse.

(…)" (cfr. STFA del 4 agosto 2003 nella causa L., C 21/03)

In un’altra sentenza del

14 giugno 2004 nella causa S. (C 297/03) il TFA ha confermato la decisione di

una cassa disoccupazione che, considerato un salario pari a fr.

3'510.--corrispondente all’aliquota usuale per la professione ed il luogo, ha

rifiutato ad un assicurato (di formazione meccanico per automobile e di

professione impiegato di commercio) il diritto alle indennità di disoccupazione

durante la sua attività di praticante presso un ospedale.

Anche in questo caso

l’Alta Corte si è confermata nella propria giurisprudenza e, in particolare, ha

sviluppato le seguenti considerazioni:

" (…)

Zu ergänzen ist, dass nach der Rechtsprechung für

die Annahme eines Zwischenverdienstes jedoch kein Raum bleibt, wenn die in

Frage stehende Tätigkeit nicht zur Vermeidung von Arbeitslosigkeit, sondern in

erster Linie zu Ausbildungszwecken, mithin zum Erwerb von Kenntnissen,

aufgenommen wurde (ARV 1998 Nr. 49 S. 287 f. mit Hinweisen; Gerhards,

Arbeitslosenversicherung: "Stempelferien", Zwischenverdienst und

Kurzarbeitsentschädigung für öffentliche Betriebe und Verwaltungen - Drei

Streitfragen, SZS 1994 S. 350 lit. h mit Hinweisen; Urteil L. vom 4. August

2003, C 21/03).

3.

3.1Der Beschwerdegegner gab bei seiner Bewerbung

beim Spital X.________ vom 16. Dezember 2002 an, dass er auf Grund seiner

beruflichen Neuorientierung und gemäss Abklärungen durch die Berufsberatung

sowie den Laufbahnberater die Ausbildung als Krankenpfleger DN2 im Frühjahr

2003 beginnen möchte. Von der Leiterin Hilfspflegepersonal des Spitals

X.________ wurde ausgeführt, der Beschwerdegegner benötige auf Grund seiner

Bewerbung als Krankenpfleger ein Vorpraktikum. Dieses betrage meistens drei

Monate und diene der Eignungsabklärung für einen Pflegeberuf.

3.2 Nach den Akten steht damit fest und ist

unbestritten, dass es sich bei der fraglichen Tätigkeit des Beschwerdegegners

um ein Praktikum handelt.

Dieses mag zwar nicht bereits integrierenden

Bestandteil der Ausbildung zu einem Pflegeberuf gebildet, sondern in erster

Linie der Eignungsabklärung gedient und dem Versicherten ein genaueres Bild

dieser Tätigkeit vermittelt haben. Indessen besteht kein Zweifel daran, dass

das Praktikum - wenn nicht bereits selbst der Grundausbildung dienend -

jedenfalls im Hinblick auf eine solche angetreten wurde. Dabei mag durchaus

auch das Bestreben mitgespielt haben, die bestehende Arbeitslosigkeit zu

vermeiden. Diese Motivation stand indes nicht im Vordergrund. Vielmehr

trachtete der Versicherte nach einer beruflichen Neuausrichtung. Dies ergibt

sich auch daraus, dass ein Pflegeberuf völlig ausserhalb der bisherigen

Tätigkeitsbereiche des Beschwerdegegners (Automechaniker, Kaufmann) lag und der

Praktikumslohn deutlich niedriger war als der Verdienst, der sich in einer der

bisherigen Tätigkeiten hätte erzielen lassen. Der Versicherte nahm somit

bewusst eine erhebliche finanzielle Einbusse in Kauf. Er hätte keine derartige

Ausbildung ins Auge gefasst, wenn er in erster Linie die Arbeitslosigkeit hätte

beenden wollen.

Ging es jedoch vorab um den Antritt einer neuen

Grundausbildung, kann der Beschwerdegegner nach ARV 1998 Nr. 49 S. 287 f Erw. 1

und 3a keinen Zwischenverdienst abrechnen. Der Auffassung der Vorinstanz,

wonach selbst bei Ausübung eines Praktikums eine Zwischenverdienstanrechnung zu

erfolgen habe, kann deshalb nicht beigepflichtet werden, abgesehen davon, dass

das kantonale Gericht ohnehin den Praktikumslohn nicht als ortsüblichen Lohn

hätte betrachten dürfen. Vielmehr ist daran festzuhalten, dass für eine solche

Anrechnung dort kein Raum bleibt, wo die betreffende Tätigkeit in erster Linie

zu Ausbildungszwecken ergriffen wurde (vgl. Urteil L. vom 4. August

2003, C 21/03).

(…)" (cfr. STFA del 14 giugno 2004 nella causa S., C 297/03)

In un’ulteriore, recente,

sentenza del 27 luglio 2005 nella causa F., C 308/02, riguardante un assicurato

che, dopo aver perso il proprio impiego presso una ditta di costruzione di

macchinari, ha intrapreso uno stage lavorativo nel reparto di ergoterapia di

una clinica, l’Alta Corte ha lasciato aperta la questione a sapere se quest’ultima

attività aveva quale obiettivo primario quello di ovviare alla situazione di

disoccupato oppure se si era trattato di un perfezionamento professionale:

" (…)

Nach ständiger Rechtsprechung bleibt für die

Annahme eines Zwischenverdienstes im Sinne von Art. 24 AVIG kein Raum, wenn die

zur Diskussion stehende Tätigkeit nicht zur Vermeidung von Arbeitslosigkeit,

sondern in erster Linie zu Ausbildungszwecken, mithin zum Erwerb beruflicher

Kenntnisse und Fertigkeiten aufgenommen wird. Letztes liegt in der Regel vor,

wenn die versicherte Person nach Abschluss einer Grundausbildung ein Praktikum

absolviert. In diesen Fällen betrachtet das Eidgenössische Versicherungsgericht

die aufgenommene Tätigkeit als zur Grundausbildung gehörig, wofür der enge

sachliche und zeitliche Zusammenhang mit dem abgeschlossenen Studium sowie die

geringe Entlöhnung sprechen (ARV 1998 Nr. 7 S. 36, 1997 Nr. 35 S. 195; Urteile

Z. vom 16. Januar 2004 [C 193/03] und Z. vom 25. Januar 2000 [C 203/99]; nicht

veröffentlichte Urteile S. vom 26. Mai 1998 [C 320/96], S. vom 5. September

1996 [C 158/96] und F. vom 1. Juni 1994 [C 83/93]). Auch in Fällen, wo die

versicherte Person einschlägige Berufserfahrung mitbringt, jedoch ein gering

entlöhntes Praktikum in einem völlig andersgearteten Berufsbereich beginnt, sei

es mit dem Ziel, später eine entsprechende Grundausbildung zu absolvieren, sei

es zur Abklärung der Eignung einer entsprechenden Arbeit, steht in der Regel

der Erwerb von Kenntnissen und Fertigkeiten im Vordergrund (ARV 1998 Nr. 49 S.

286; Urteile S. vom 14. Juni 2004 [C 297/03], L. vom 4. August 2003 [C 21/03]

und B. vom 9. Juni 2000 [C 385/99]; nicht veröffentlichte Urteile S. vom 11. März 1999 [C 412/98] und S. vom 4. April 1995 [C 191/94]).

3.1 Es steht fest und ist im Übrigen

unbestritten, dass der Beschwerdeführer sich während der Kündigungsfrist bis am

31. Mai 2002 u.a. als Leiter und Betreuer in einer geschützten Werkstätte

beworben hat. Seinen eigenen Angaben zufolge befürchtete er, im gelernten Beruf

als Maschinenkonstrukteur und als Projektleiter im Maschinenbaugewerbe

angesichts seines Alters keine Neuanstellung mehr zu finden, weshalb er sein

Tätigkeitsfeld zu erweitern suchte. Am 24. Mai 2002 schloss er einen Vertrag

mit der Klinik B.________ ab, gemäss welchem er ein Arbeitspraktikum in der

Abteilung Ergotherapie zu absolvieren beabsichtigte, das vom 10. Juni 2002 bis

30. November 2002 dauern sollte, bei einer wöchentlichen Arbeitszeit von 42

Stunden und einem monatlichen Verdienst von Fr. 1000.-. Der Beschwerdeführer

trat die Stelle am 10. Juni 2002 an und löste den Vertrag am 6. August 2002 mit

sofortiger Wirkung auf.

3.2 Aus diesen Umständen zog das kantonale

Gericht den Schluss, dass die Beschäftigung bei der Klinik B.________ nicht als

Zwischenverdiensttätigkeit, sondern als Weiterbildung zu werten sei. Das

Vorbringen des Beschwerdeführers, er habe die Arbeitslosenkasse finanziell

entlasten wollen, sei nicht glaubhaft, zumal er eine mögliche Anstellung mit

einem Einkommen von Fr. 4000.- monatlich mit der Begründung abgelehnt habe,

dieser Verdienst sei zu tief. Wäre es ihm tatsächlich um die Beendigung der

Arbeitslosigkeit gegangen, hätte er diese Stelle angenommen und bei der

Arbeitslosenkasse Kompensationszahlungen beantragt. Es fehle mithin an der

Anspruchsvoraussetzung der Arbeitslosigkeit im Sinne von Art. 8 Abs. 1 lit. a

AVIG im Zeitraum vom 10. Juni bis 6. August 2002. Vom 1. bis 9. Juni 2002 sei

die Vermittlungsfähigkeit zu verneinen, da für eine derart kurze Zeitspanne auf

dem allgemeinen Arbeitsmarkt keine Anstellung gefunden werden könne. Ein

Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung sei daher ab 1. Juni bis 6. August 2002

zu verneinen.

3.3 Der Beschwerdeführer bringt im Wesentlichen

vor, er habe das Arbeitsverhältnis mit der Klinik B.________ jederzeit auflösen

können. Während der Arbeitszeit habe er Bewerbungen geschrieben, Gespräche mit

potentiellen Arbeitgebern geführt und sich persönlich vorgestellt.

3.4 Dem vorinstanzlichen Ergebnis ist insoweit

beizupflichten, als es sich bei der Tätigkeit in der Klinik B.________ um einen

völlig andersgearteten Berufsbereich handelt, auch wenn berücksichtigt wird,

Considerandi

dass der Beschwerdeführer seine technischen Fertigkeiten und die als

Projektleiter erworbene Sozialkompetenz einbringen konnte, wie er in der

Stellungnahme an das AWA vom 22. August 2002 geltend machte. Zudem sprechen die

tiefe Entlöhnung und der Umstand, dass der Versicherte nach Abschluss des

Praktikums nicht mit einem Verdienst in der Höhe des bisher erzielten

Erwerbseinkommens rechnen konnte, eher gegen die Absicht, Arbeitslosigkeit zu

vermeiden. Auf der anderen Seite liegen Anhaltspunkte vor, die den Willen zur

Schadenminderung belegen. So war eine an das Praktikum anschliessende

Ausbildung unstreitig weder beabsichtigt noch notwendig. Weiter hat der

Beschwerdeführer mündlich vereinbart, dass er, sollte er eine andere Anstellung

finden, das Arbeitsverhältnis ohne Einhaltung einer Frist werde auflösen können

(vgl. Schreiben der Klinik B.________ vom 16. August 2002).

Nachdem er vom Schreiben des AWA vom 5. August

2002, in welchem die Ablehnung des geltend gemachten Anspruchs auf

Arbeitslosenentschädigung in Aussicht gestellt wurde, Kenntnis erhalten hatte,

kündigte er das Praktikum am 6. August 2002. Es ist anzunehmen, dass der

Beschwerdeführer von einer Kündigung abgesehen hätte, wenn er vor allem ein

Ausbildungsziel verfolgen

wollte. In Anbetracht dieser Umstände ist

fraglich, ob nicht eher dem Erwerbscharakter des Praktikumsbesuchs der Vorrang

gegenüber dem Ausbildungsziel einzuräumen ist. Von einer abschliessenden

Beurteilung kann indessen abgesehen werden, wie sich aus dem Folgenden ergibt."

(STFA

succitata, consid. 2 e 3).

2.5

Nella

Circolare relativa alle indennità di disoccupazione (ID) (nella versione in

francese del gennaio 2003: Circulaire IC, Janvier 2003), il Segretariato di

Stato dell'economia (SECO), quale autorità di sorveglianza che deve adoperarsi

per garantire un'applicazione uniforme del diritto ed impartire le istruzioni

generali (cfr. art. 110 LADI; STFA dell'8 aprile 2004 nella causa H., C 340/00,

consid. 4; STFA del 10 marzo 2003 nella causa C. C 176/00, consid. 3; STFA

dell'8 agosto 2001 nella causa K., C 260/99, consid. 6b e DTF 127 V 57, consid.

3a pag. 61), in merito alle tematiche relative alla nozione di guadagno

intermedio e al diritto alle indennità compensatorie ha, tra l'altro, rilevato che:

" (…)

C95 La caisse

examine si le salaire est conforme aux usages professionnels et locaux en se

fondant sur les prescriptions légales, la statistique des salaires, l'échelle

des salaires usuels de l'entreprise ou de la branche, les contrats types ou les

conventions collectives de travail. Elle peut le cas échéant se procurer les

directives émises par les associations professionnelles.

Un salaire conforme

aux usages professionnels et locaux est pris en compte dès le début du gain intermédiaire,

même si aucun revenu n’a été réalisé pendant les premiers mois.

Lorsque la rétribution

à la commission ne correspond pas aux prestations de travail, on ne peut parler

d'un salaire conforme aux usages professionnels et locaux.

Il arrive parfois qu'un

assuré voulant remplir son obligation de diminuer le dommage accepte une activité

tout à fait normale mais dont la rémunération ne correspond pas aux usages professionnels

et locaux parce que cet emploi est dénommé "stage".

L'autorité compétente versera l'indemnité

compensatoire pendant ce soi-disant "stage" que sur la différence entre

le salaire conforme aux usages professionnels et locaux et le gain assuré.

Si elle doit recalculer le gain assuré

dans un nouveau délai-cadre, elle tiendra compte en revanche du salaire effectivement

versé.

(…)" (cfr. Circulaire IC, Janvier 2003, ch. marg.

C95)

2.6

Dagli

atti di causa risulta che il 28 gennaio 2004 l’assicurata, di formazione

“infermiera professionale” (diploma straniero non riconosciuto; cfr. doc. 13),

si è iscritta al collocamento alla ricerca di un’attività quale infermiera

diplomata in cure generali, infermiera-assistente in geriatria e assistente di

cura, rivendicando da quella data il diritto alle indennità di disoccupazione

(cfr. doc. 1 e 2).

L’ultimo contratto di

lavoro a tempo determinato sottoscritto con la __________ si è infatti concluso

il 31 dicembre 2003 (cfr. doc. 3, 13/E e 13/F).

Nel proprio ricorso

l’assicurata ha, in particolare, sostenuto che:

" (…)

Sono infermiera professionale con diplomi conseguiti in __________:

da circa 20 anni ho potuto lavorare in Ticino come infermiera. Ultimamente è

sempre richiesta la parificazione Croce Rossa Svizzera (CRS) dei diplomi

esteri.

Con l’apertura delle frontiere, ultimamente trovo molte difficoltà

per trovare lavoro.

Oltre al diploma d’infermiera ho altri due diplomi, nell’ordine di

Caposala e specializzazione in anestesia e rianimazione.

Nonostante quanto sopra non mi prendono più a lavorare. Viene

sempre cercata questa parifica CRS.

Allora, con molta difficoltà alla mia età, ho preso la decisione

di effettuare il periodo di stage richiesto dalla CRS, con il permesso

dell’Ufficio di Collocamento. Questo avviene nel periodo di agosto-settembre

2004.

(…)”

(cfr. doc. I)

Le dichiarazioni

dell’assicurata trovano riscontro nell’incarto dell’URC, sia nella

corrispondenza concernente il riconoscimento dei propri diplomi conseguiti

all’estero che nella documentazione riguardo alla “Richiesta di corsi

individuali di riqualificazione e di perfezionamento” (cfr. doc. XII/Bis i

fascicoli da 1 a 7).

In particolare, nella

decisione su opposizione del 4 febbraio 2005 (decisione su opposizione con la

quale l’amministrazione ha accolto l’opposizione interposta dall’assicurata e

annullato la decisione del 7 dicembre 2004 con la quale ha respinto la domanda

concernente la frequenza del Corso di adattamento per infermieri con diploma

estero), l’URC ha, tra l’altro, osservato che:

" (…)

In data 23 dicembre 2004 l’assicurata ha sottoscritto un contratto

di stage con la __________ di __________ per il periodo dal 1 gennaio al 30

giugno 2005. La frequentazione dello stage completa i requisiti posti dalla

scuola cantonale in cure infermieristiche per poter ottenere la parificazione

del diploma di infermiera CRS.

Visto quanto precede si ritiene che il corso possa contribuire a

migliorare l’idoneità al collocamento dell’assicurata. (…)”

(cfr. doc. XII/Bis, fascicolo 6)

Inoltre, con decisione del

7.

febbraio 2005, che annulla e sostituisce quella negativa del 7 dicembre 2004,

l’URC ha accolto la domanda con la quale l’assicurata ha chiesto di seguire il

“Corso di adattamento per infermieri con diploma estero” (cfr. doc. XII/Bis,

fascicolo 7).

Al riguardo, la

collocatrice dell’assicurata ha, tra l’altro, affermato che:

" (…)

L’URC di __________ ha approvato la frequentazione del corso di

adattamento per infermieri con diploma estero onde consentire all’assicurata di

avere una chance di inserimento come infermiera qualificata, considerato che

nella professione esistono concrete possibilità occupazionali e per il

reclutamento del personale le strutture si rivolgono spesso a personale

straniero. (…)”

(cfr. doc. XII)

Da quanto appena esposto

questo Tribunale deve innanzitutto concludere che l’assicurata ha intrapreso lo

stage presso la __________ (indispensabile per poter ottenere il riconoscimento

del suo titolo professionale che richiede una formazione pratica e teorica;

cfr. doc. XII/Bis. Fascicolo 2) principalmente per ovviare alla sua situazione

di disoccupata.

Ora, alla luce della giurisprudenza

federale citata (cfr. consid. 2.4), in tale circostanza il diritto

all'indennità di disoccupazione non può essere per principio negato.

La questione a sapere se,

come sostenuto dal SECO, ai fini dell'applicazione dell'art. 24 LADI, “(…) in

caso di stage occorre prendere in considerazione il salario usuale per il luogo

e la professione espletata (…).” (cfr. doc. 33), può rimanere irrisolta, alla

luce di quanto verrà esposto nel prossimo considerando.

2.7

Il diritto

alla protezione della buona fede di cui all'art. 9 Cost. fed. - che permette al

cittadino di esigere che l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa

eviti di contraddirsi - è garantito e impone all'autorità di discostarsi dal

principio della legalità, allorché essa, intervenendo in una situazione

concreta nei confronti di persone determinate, era competente a rilasciarle, il

cittadino non poteva riconoscerne l'inesattezza e, sempre che l'ordinamento

legale non sia mutato nel frattempo, fidente nelle informazione ricevute egli

abbia preso delle disposizioni non reversibili senza pregiudizio (cfr. STFA del

28.

gennaio 2004 nella causa Arbeitslosenkasse der Gewerkschaft Bau &

Industrie GBI c/ A., C 218/03, consid. 2; STFA del 29 agosto 2002 nella causa

Amt für Arbeit St. Gallen c/ S., C 25/02; STFA del 22 agosto 2000 nella causa

B., C 116/00; DTF 121 V 65, consid. 2a pag. 66-67 e la giurisprudenza ivi

citata; RAMI 1993 pag. 120-121, Pratique VSI 1993 pag. 21-22, RCC 1991 pag. 220

consid. 3a, RCC 1983 pag. 195 consid. 3, RCC 1982 pag. 368 consid. 2, RCC 1981

pag. 194 consid. 3, RCC 1979 pag. 155, DLA 1992 p. 106, DTF 118 V 76 consid. 7,

RDAT I-1992 n° 63; Grisel, Traité de droit administratif, vol. I, pag. 390ss; Knapp, Précis de droit administratif, 4a ed., n° 509, pag. 108-109; Haefliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetze

gleich, pag. 217ss).

Chiamato a pronunciarsi

nel caso in cui un Tribunale cantonale ha rinviato gli atti alla cassa di disoccupazione

per determinare le indennità compensative da versare, il TFA, in una decisione

del 18 marzo 2005 nella causa B. (C 18/05), ha accolto parzialmente il ricorso

e rinviato gli atti alla cassa affinché, dopo i chiarimenti indicati, decida

nuovamente sul diritto alle indennità di disoccupazione dell’assicurato dopo il

1° ottobre 2003.

In quel caso l’Alta Corte

ha, tra l’altro, sviluppato le seguenti considerazioni:

" (…)

3.3

In der Einsprache gegen die Verfügung vom 7.

November 2003 hatte der Versicherte geltend gemacht, er habe sich vor Abschluss

des Vertrages mit der Stiftung C.________ auf dem RAV I.________ erkundigt, wie

es sich verhalte, wenn er die Stelle als landwirtschaftlicher Mitarbeiter auf

dem Gutsbetrieb S.________ in E.________ annähme. Herr D.________ habe ihm

erklärt, er hätte dann Arbeitslosenentschädigung in der Höhe von 80 % des

fehlenden Lohnes zugute. Der angebotene Anfangs-Bruttolohn gälte als

Zwischenverdienst und würde nach zwei Jahren neu berechnet. Gemäss Beschwerde

an die Vorinstanz hatte ihm der RAV-Mitarbeiter (sogar) die Anweisung erteilt,

die Stelle auf dem Gutsbetrieb S.________ anzunehmen und sich am 1. Oktober

2003.

auf der Arbeitslosenstelle in E.________ zu melden.

3.3.1

Es ist nicht auszuschliessen, dass der

Beschwerdegegner aufgrund von Auskünften auf dem RAV die Stelle auf dem Gutsbetrieb

S.________ in E.________ angenommen und in der Folge keine andere, insbesondere

besser entlöhnte Arbeit mehr suchte. Verhält es sich so und durfte er in guten

Treuen davon ausgehen, weitere persönliche Arbeitsbemühungen seien nicht mehr

notwendig, kann ihm das willentliche Absehen von einer weiteren Stellensuche

nicht zum Nachteil gereichen und die Anspruchsberechtigung nicht mit der

Begründung fehlender Vermittlungsfähigkeit abgesprochen werden.

Es stellt sich somit vorab die Frage, ob dem

Beschwerdegegner auf dem RAV I.________ gesagt worden war, mit Annahme der

Stelle als landwirtschaftlicher Mitarbeiter auf dem Gutsbetrieb S.________ im

Juli 2003 entfalle die Pflicht zu weiteren Arbeitsbemühungen und verneinendenfalls,

ob er aus den erhaltenen Auskünften diesen Schluss ziehen durfte. Hiezu wird

die Arbeitslosenkasse insbesondere den besagten RAV-Mitarbeiter (Herr

D.________) zu befragen haben.

3.3.2

In diesem Verfahren ist einzig zu prüfen,

ob der Beschwerdegegner das RAV I.________ aus zureichenden Gründen für die

Erteilung von Auskünften betreffend seinen Anspruch auf

Arbeitslosenentschädigung bei (späterem) Wohnsitz und Arbeitsort im Kanton

Basel-Landschaft als zuständig erachten durfte (vgl. BGE 127 I 36 Erw. 3a).

Dass solche Fragen nicht in den Zuständigkeitsbereich dieser im Kanton

Q.________ gelegenen Stelle fällt, ist klar. Es fehlt bereits an der örtlichen

Zuständigkeit (vgl. Art 119 Abs. 1 AVIV in Verbindung mit Art. 85 Abs. 1 lit.

b-e AVIG und Art. 85b Abs. 1 AVIG).

3.3.2.1

Ob eine versicherte Person eine Behörde

in guten Treuen als zuständig für die Erteilung bestimmter Auskünfte betreffend

ihre Ansprüche und auch Verpflichtungen erachten darf, beurteilt sich aufgrund

objektiver und subjektiver Elemente. In objektiver Hinsicht sind vor allem die

Natur der erteilten Auskunft und die Rolle der auskunfterteilenden Person, in

subjektiver die Stellung sowie etwaige besondere Befähigungen des

Auskunftsempfängers zu berücksichtigen (vgl. BGE 114 Ia 109 Erw. 2d/aa; Ulrich Häfelin/Georg

Müller, Grundriss des Allgemeinen Verwaltungsrechts, 4. Aufl., S. 140 Rz 675;

Beatrice Weber-Dürler, Vertrauensschutz im öffentlichen Recht, Basel/Frankfurt a.M.

1983, S. 111).

3.3.2.2

Mit Bezug auf die hier im Vordergrund

stehende (fehlende) örtliche Zuständigkeit des RAV fällt (objektiv) ins

Gewicht, dass es bei der Arbeitslosenentschädigung um einen bundesrechtlichen

Anspruch geht und die einzelnen Anspruchsnormen einheitlich und nicht von

Kanton zu Kanton verschieden auszulegen und anzuwenden sind. Es kommt unter dem

Gesichtspunkt der sachlichen (und funktionellen) Zuständigkeit dazu, dass die

Regionalen Arbeitsvermittlungszentren häufig oder sogar regelmässig erste

Anlaufstelle der Arbeitslosen oder der von Arbeitslosigkeit bedrohten Personen

sind. Sie nehmen nach Massgabe des jeweiligen kantonalen Rechts Aufgaben der

kantonalen Amtstelle wahr (Art. 85b Abs. 1 AVIG). Dazu gehören in der Regel die

Arbeitsvermittlung sowie Beratungs- und Kontrollfunktionen. Diese

Kompetenzdelegation kann sich indessen grundsätzlich auf alle der kantonalen

Amtsstelle übertragenen Aufgaben beziehen (Thomas Nussbaumer,

Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht

[SBVR]/Soziale Sicherheit, S. 281 f.; vgl. BGE 125 V 364 f. Erw. 2b; ferner BGE

128.

V 311). Es kann daher nicht gesagt werden, der Beschwerdegegner hätte

(subjektiv) die sachliche Unzuständigkeit des RAV ohne weiteres erkennen

müssen. Zumindest hätte er erwarten dürfen, dass ihn die auskunfterteilende

Person (Herr D.________) auf die Unzuständigkeit des RAV aufmerksam macht.

Diese aus dem Vertrauensgrundsatz abgeleitete

Verpflichtung ergibt sich auch aus Art. 27 Abs. 2 ATSG. Nach Satz 1 und 2

dieser aufgrund von Art. 1 Abs. 1 AVIG sowie Art. 1 lit. b und Art. 2 ATSG

ebenfalls im Bereich der Arbeitslosenversicherung anwendbaren Bestimmung hat

jede Person Anspruch auf grundsätzlich unentgeltliche Beratung über ihre Rechte

und Pflichten. Dafür zuständig sind die Versicherungsträger, denen gegenüber

die Rechte geltend zu machen oder die Pflichten zu erfüllen sind (Ueli Kieser, ATSG-Kommentar,

S. 318 Rz 12).

Ob der Beschwerdegegner auf die Unzuständigkeit

des RAV für Auskünfte betreffend den Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung

gemäss Art. 24 Abs. 1 AVIG bei Annahme und nach Antritt der Stelle als

landwirtschaftlicher Mitarbeiter auf dem Gutsbetrieb S.________ in E.________

hingewiesen wurde, kann aufgrund der Akten nicht gesagt werden. Dies wird die

am Recht stehende Arbeitslosenkasse ebenfalls abzuklären haben. Danach wird die

Verwaltung, allenfalls unter Beachtung der nachstehenden Ausführungen in Erw.

3.

, über den Anspruch des Beschwerdegegners auf Arbeitslosenentschädigung ab

1.

Oktober 2003 neu verfügen.

(…)" (cfr. STFA del 18 marzo 2005 nella causa B., C 18/05)

In un’altra decisione del

28.

aprile 2005 nella causa L. (C91/05) il TFA ha confermato il rifiuto ad un

assicurato del diritto alle indennità di disoccupazione dal 20 al 24 settembre

2004.

in quanto egli non aveva ancora maturato il diritto a giorni senza

controllo.

In quell’occasione la

nostra Massima Istanza ha, tra l’altro, sviluppato le seguenti considerazioni:

" (…)

2.3

2.3.1

Es ist denkbar, dass im Zuge der

Kommunikation zwischen Versichertem und Amtsstelle ein Missverständnis

eingetreten ist und in diesem Sinne beide Sachverhaltsdarstellungen aus je subjektiver

Sicht der Beteiligten zutreffen.

Zur Begründung eines rechtserheblichen

Vertrauenstatbestands ist aber erforderlich, dass auch objektiv - oder

zumindest aus Sicht einer aufmerksamen und sorgfältig handelnden Person - eine

unzutreffende Auskunft gegeben wurde. Dem Beschwerdeführer mag geglaubt werden,

dass er sich gegenüber der Betreuerin über seine Urlaubsabsichten geäussert hat

und im Folgenden davon ausgegangen ist, seinem Vorhaben stehe amtlicherseits

nun nichts mehr im Wege. Dass eine solche Auskunft der Mitarbeiterin des RAV

bei hinreichender Aufmerksamkeit und Sorgfalt des Adressaten aber geeignet war,

als verbindliche Aussage zu einem konkret bestehenden Anspruch auf

Stempelferien aufgefasst zu werden, ist unwahrscheinlich. Vielmehr ist mit Blick

auf die spezifischen Aufgaben des RAV anzunehmen, dass sich die Beraterin -

wenn überhaupt - nur in allgemeiner Weise über die geltende Regelung zum

Bestand von kontrollfreien Tagen geäussert hat. Ohne sich konkret daran

erinnern zu können, gab die betreffende Amtsperson gegenüber der Vorinstanz an,

bei solchen Anfragen pflege sie auf die in den Abrechnungen der

Arbeitslosenkasse enthaltenen Angaben zu verweisen (Schreiben vom 24. Januar

2005). Wie das kantonale Gericht zutreffend festgehalten hat, konnte sich

dieser Hinweis einmal nur auf eine Abrechnung beziehen, welche die im August

2004.

ablaufende alte Rahmenfrist betraf.

Unabhängig davon erscheint als ausschlaggebend,

dass darin keine definitive Zusicherung über die Zulässigkeit des Bezugs

kontrollfreier Tage erblickt werden konnte.

Art. 27 Abs. 1 und 2 ATSG und Art. 19a AVIV

führen zu keinem anderen Schluss.

Danach klären die Träger und Durchführungsorgane

der Sozialversicherung die interessierten Personen im Rahmen des jeweiligen

Zuständigkeitsbereichs über ihre Rechte und Pflichten auf. Die Beratungspflicht

trifft die Versicherungsträger, denen gegenüber die Rechte geltend zu machen

oder die Pflichten zu erfüllen sind. Entsprechendes gilt im Verhältnis zwischen

den verschiedenen Organen eines Trägers. Die Zuständigkeit der Beraterin beim

RAV, das heisst im Wesentlichen die Stellenvermittlung, umfasst nicht auch die

Prüfung der Anspruchsvoraussetzungen, welche der Arbeitslosenkasse obliegt. Der

Beschwerdeführer kennt die grundsätzliche Aufgabenteilung zwischen dem RAV

einerseits und der Kasse anderseits aus der bisherigen kontrollierten

Arbeitslosigkeit. Unter Anwendung der gebührenden Aufmerksamkeit und Sorgfalt

durfte er sich daher bei seinem Verhalten im hier interessierenden Zeitraum,

soweit dieses für die Erfüllung der Kontrollvorschriften und für die

Vermittlungsfähigkeit von Belang ist, nicht ausschliesslich nach einem - zudem

unverbindlichen - Hinweis der Stellenvermittlerin des RAV richten.

2.3.2

Offen bleiben kann, ob dies auch dann

gälte, wenn eine objektiv als verbindlich zu verstehende Äusserung erstellt

wäre. Angesichts der Aktenlage und der gegensätzlichen Aussagen der direkt

Beteiligten ist nicht ersichtlich, inwiefern weitere Beweiserhebungen

zuverlässig Aufschluss über die tatsächlichen Verhältnisse erteilen könnten. Es

liegen auch keine besonderen Umstände vor, die eine Umkehr der Beweislast

rechtfertigten (vgl. Erw. 2.2 in fine). Damit ist hinsichtlich der behaupteten

falschen Auskunft ein Zustand der Beweislosigkeit gegeben, der sich zu Lasten

des (aus dem unbewiesenen Sachverhalt für sich Rechte ableitenden)

Beschwerdeführers auswirken muss. Der angefochtene Entscheid besteht demnach zu

Recht."

(cfr. STFA del 28 aprile 2005 nella causa L., C 91/05)

Chiamata a pronunciarsi

nel caso di un assicurato che è stato impiegato, dal mese di giugno 1987 al

mese di maggio 2002, come “Mascinenkonstrukteur” presso una ditta quale

“gelernter Maschinenkonstrukteur” e che, il 10 giugno 2002, ha iniziato una

pratica professionale nel reparto “Berufsorientierte Ergoterapie” di una

clinica, l’Alta Corte, nella già citata sentenza del 27 luglio 2005, ha, tra

l’altro, sviluppato le seguenti considerazioni:

" (…)

4.

Der Beschwerdeführer macht wie schon im vorinstanzlichen

Verfahren weiter geltend, das Regionale Arbeitsvermittlungszentrum (RAV) habe

es unterlassen, ihn aufzuklären, dass bei einer Praktikumstätigkeit

möglicherweise keine Kompensationszahlungen ausgerichtet würden und ein

Praktikum im Voraus von der Arbeitslosenversicherung genehmigt werden müsse.

4.1

Das kantonale Gericht hat die

Voraussetzungen, unter welchen falsche Auskünfte von Verwaltungsbehörden eine

vom materiellen Recht abweichende Behandlung des Rechtssuchenden gestützt auf

den Grundsatz von Treu und Glauben gebieten, zutreffend dargelegt (vgl. auch

BGE 127 I 36 Erw. 3a, 126 II 387 Erw. 3a; RKUV 2000 Nr. KV 126 S. 223; zu Art.

Abs. 1 aBV ergangene, weiterhin geltend Rechtsprechung: BGE 121 V 66 Erw. 2a

mit Hinweisen). Darauf wird verwiesen.

4.2

Der Beschwerdeführer meldete sich am 30.

April 2002 ab 1. Juni 2002 zur Arbeitsvermittlung bei seiner Wohngemeinde an. Gemäss

Stellungnahme an das AWA vom 22. August 2002 hat er sich im Mai 2002 im

Zusammenhang mit einer allfälligen Praktikumstätigkeit mit einer Mitarbeiterin

des RAV in Verbindung gesetzt und die Auskunft erhalten, ein Praktikum könne

als Zwischenverdienst gelten. Am 18. Mai 2002 besprach er sich mit dem

Berufsberater des RAV. Laut dessen Stellungnahme vom 5. September 2002 wurde

vereinbart, dass der Beschwerdeführer sich bei der Klinik B.________ für ein

Praktikum bewerben werde. Sollte dies nicht gelingen, werde er sich wieder mit

dem Berufsberater in Verbindung setzen, damit weitere Möglichkeiten

ausgearbeitet werden könnten. Mit dem Formular "Angaben der versicherten

Person für den Monat Juni 2002" vom 10. Juni 2002 stellte der

Beschwerdeführer der Arbeitslosenkasse den Arbeitsvertrag vom 24. Mai 2002 zu.

4.3

Auf Grund dieser Umstände steht fest, dass

der Beschwerdeführer sich beim RAV nach Kompensationszahlungen bei einem

Praktikum erkundigt hat. Die erhaltene Auskunft allein vermag jedoch keinen

Vertrauensschutz auf behördliches Verhalten zu begründen, weil sie in jenem

Zeitpunkt nicht in Kenntnis eines konkret in Aussicht stehenden Praktikums

erfolgte. Sie bestärkte jedoch den Beschwerdeführer in seinem Bestreben, eine

entsprechende Beschäftigung zu suchen. Der Berufsberater unterstützte die

Absichten des Versicherten, woraus zu schliessen ist, dass er weder auf die

Problematik der Anrechenbarkeit von Ausbildungstätigkeiten als

Zwischenverdienst, noch auf die Möglichkeit, arbeitsmarktliche Massnahmen zu

beantragen, aufmerksam gemacht worden ist. Hierüber hätte der Berufsberater

jedoch den Beschwerdeführer in Anbetracht der Rechtslage aufklären müssen. Nach

dem Gesagten ist festzustellen, dass der Praktikumsbesuch auf eine unterlassene

Information seitens der Verwaltung zurückzuführen ist, womit die erste

Voraussetzung für die Annahme berechtigten Vertrauens auf behördliches

Verhalten erfüllt ist. Ob der Berufsberater des RAV zuständigkeitshalber

aufklärungspflichtig gewesen war, ist nicht weiter zu prüfen, da diese Frage

dem Beschwerdeführer, wie die Vorinstanz zutreffend begründet hat, aus

zureichenden Gründen nicht erkennbar war. Auch die weiteren drei

Voraussetzungen liegen vor, weshalb dem Beschwerdeführer gestützt auf den

Grundsatz von Treu und Glauben während der Absolvierung des Praktikums in der

Klinik B.________ ein Anspruch auf Differenzzahlungen im Sinne von Art. 24 AVIG

zusteht (vgl. nicht veröffentlichtes Urteil I. vom 7. Oktober 1998, C

383/97).

(…)“ (cfr. STFA del 27 luglio 2005 nella causa F., C 308/02)

2.8

Nel caso concreto nel

protocollo del colloquio d’orientamento del 5 aprile 2004 si legge che:

" (…)

inizia tris giugno 04 – comunica di aver ripreso il discorso parifica del suo

diploma in ch. volevo interpellare m. __________ per evtl. stage a __________

ma la signora __________ sembra conoscere l’ass. e non la vuole in stage. allestito

accordo obiettivi – avvisato ass. che dopo un certo no. di mesi dovrà cercare

lavori fuori dal suo settore.” (…)”

(cfr. doc. XII/Bis, fascicolo 8)

Nel “Verbale del colloquio

di consulenza” del 12 luglio 2004, sottoscritto dall’assicurata, si legge che:

" (…)

avvisato la signora a svolgere le ricerche nel modo appreso al corso tris. deve

allargare il raggio delle ricerche visto che non trova nel settore sanitario.

chiede nuovamente riconoscimento tirocinio 6 mesi e formazione per ottenere

riconoscimento diploma in ch. risposto negativamente e spiegato alla signora

che durante i sei mesi di tirocinio non sarebbe comunque collocabile. deve perciò

riflettere se iniziare lo stesso i sei mesi chiudendo comunque la diso. (…)”

(cfr. doc. XII/Bis, fascicolo 8)

Nel protocollo del

colloquio d’orientamento del 22 settembre 2004 si legge che:

" (…)

l’ass insiste nuovamente sottoponendomi il suo desiderio di svolgere un mese di

scuola a __________ e 6 mesi di pratica onde finalmente ottenere il diploma ch

di infermiera. rivendica le id diso per tale periodo. le spiego che mi metterò

in contatto con __________ per far valutare la sua richiesta ma che non sono

molto fiduciosa in merito in quanto nessun ospedale o clinica sembre disposto a

prenderla per stage (risposta __________ – ignoro i motivi). inserita pot al

più presto possibile. (…)”

(cfr. doc. XII/Bis, fascicolo 8)

Con lettera del 23

settembre 2004, riferendosi al colloquio del giorno prima, l’assicurata ha

chiesto alla sua collocatrice ancora un mese di tempo per cercare uno stage

(cfr. doc. XII/Bis, fascicolo 8).

Il 30 settembre 2004

l’assicurata ha scritto all’URC di __________ una lettera del seguente tenore:

" (…)

nel corso degli ultimi periodi, in particolare a motivo dei miei

titoli di studio non parificati secondo le direttive Croce Rossa Svizzera (CRS),

non riesco assolutamente a trovare impiego. Per tale motivo e allo scopo di

evitare i conseguenti e continui periodi di disoccupazione ho ritenuto

importante e necessario iscrivermi ai corsi (teorici e pratici) per

l’ottenimento della suddetta parificazione.

In tal senso mi permetto richiedere il vostro sostegno includendo

nel periodo della disoccupazione i due mesi di scuola ed i sei mesi di pratica,

nonché il costo dei corsi ammontanti rispettivamente a Fr. 1'300.-- e Fr.

600.

-- (vedi giustificativo allegato).

Intendo impegnarmi a fondo per affrontare questa nuova sfida,

sicuramente ardua considerata l’oggettiva difficoltà, certamente a voi

conosciuta, nel riprendere ad età matura un periodo formativo e di

perfezionamento professionale. Come detto, è mia intenzione ottenere il duplice

scopo di raggiungere le attuali esigenze in fatto di titoli di studio ed

allontanarmi definitivamente dalla disoccupazione.

(…)” (cfr. doc.XII/Bis, fascicolo 8)

Nel protocollo del

colloquio d’orientamento del 28 ottobre 2004 si legge che:

" (…)

ass. ha avuto tutto il mese di ottobre per trovare posto stage, onde poter

effettuare la pratica del suo diploma. a tutt’oggi non è riuscita (ndr.: a

trovare) una struttura che le garantisse il periodo di pratica. cercherò di

contattare nuovamente il sig. __________ per ulteriori info – ho chiesto alla

signora cosa decide nel caso in cui non trovasse lo stage. mi conferma che

rinuncerebbe alla formazione in quanto non è in grado economicamente di

affrontarla senza diso. in caso negativo inserimento pot. (…)”

(cfr. doc.XII/Bis, fascicolo 8)

L’11 novembre 2004

l’assicurata ha scritto all’URC di __________ una lettera del seguente tenore:

" (…)

Comunico che a tutt’oggi, nonostante tutto il mio impegno profuso,

non ho trovato alcuna possibilità per effettuare il periodo di stage.

I signori __________ e __________ della Scuola Infermieristica

propongono di iniziare comunque i corsi e di attendere, non appena vi sarà

disponibilità, per procedere con il periodo di pratica lavorativa. A questo

punto e considerata tale opzione ritengo opportuno effettuare il corso, sapendo

che si tratta dell’ultima occasione per realizzare il mio obiettivo.

Contemporaneamente, qualora fosse obbligatorio, effettuerò il POT

da voi proposto nei giorni non impegnati con la scuola.

Nella consapevolezza che la vostra Istituzione sostiene il

miglioramento professionale e considerato che a giorni affronterò un duplice

impegno, mi permetto dunque richiedervi il completo mantenimento dell’indennità

di disoccupazione e di sostenere le spese di formazione e di trasferta (treno

fino a Bellinzona). (…)”

(cfr. doc. XII/Bis, fascicolo 8)

Nel protocollo del

colloquio d’orientamento del 18 novembre 2004 si legge che:

" (…) cons.

form. rich. corso ind. all’assicurata – consegna I formulari compilati entro

lunedì prox. – comunicato e tradotto dal tedesco il contenuto del e-mail

signora __________ crs. berna. ho inoltre avvisato l’ass. che probabilmente

dovrò allestire una decisione negativa e che la cassa non potrà riconoscere le

id per i giorni di corso. informato altrettanto che la situazione cambierà del

tutto nel caso in cui lei dovesse trovare il posto stage – allora

effettivamente si potrebbe riconoscere il corso. invitato nuovamente la signora

a riflettere se in passato ci sono stati avvenimenti particolari o conflittuali

in una qualche struttura, visto l’enorme difficoltà nel reperire lo stage. (…)”

(cfr. doc. XII/Bis, fascicolo 8)

Nei protocolli dei

colloqui d’orientamento del 6 dicembre 2004, del 17 gennaio 2005 e del 22

febbraio 2005, si legge ancora che:

" (…)

ass. continua att. presso __________ pot e frequenta scuola. avv.

che le perverrà decisione corso negativa. continua comunque a cercare un posto

stage – avvisato la signora di informarci immediatamente nel caso in cui

trovasse tale opportunità. (…)”

(cfr. doc. XII/Bis, fascicolo 8)

" (…)

siamo ora in possesso contratto stage __________. invitato ass a

voler indirizzare due righe come opposizione per poter rivedere evtl.

riconoscimento corso. (…)”

(cfr. doc. XII/Bis, fascicolo 8)

" (…)

arrivato cm per inabilità fino a fine febbraio 05. avevo convocato

ass. urgentemente per comunicare che deve continuare le ricerche e che da

inizio 2005 non esiste più il diritto a rivendicare gi in caso di stage.

comunicato il tutto telefonicamente all’ass. riconvocata per marzo.

(…).” (cfr. doc. XII/Bis, fascicolo 8)

Dalle risultanze appena

esposte questo Tribunale osserva che:

- l’assicurata

ha chiaramente illustrato all’URC la sua intenzione oltre che i motivi che

l’hanno spinta a cercare di ottenere la parificazione dei suoi titoli di studio

conseguiti all’estero;

- l’assicurata

ha sempre rivendicato in ogni caso anche le indennità di disoccupazione

specificando di non essere in grado economicamente di affrontare una formazione

senza le stesse;

- l’URC

ha fornito all’assicurata delle informazioni riferendosi sia alle prestazioni

riguardanti la “Richiesta di corsi individuali di riqualificazione e di

perfezionamento” che alle indennità normali di disoccupazione;

- sempre

senza distinguere chiaramente tra le prestazioni richieste dall’assicurata

l’URC le ha comunicato di avere dei dubbi sulle stesse visto che non trovava

uno stage e che la situazione sarebbe cambiata nel caso in cui lei ne avesse

trovato uno;

- l’URC

ha dovuto specificare che con l’inizio dello stage il 1° gennaio 2005

l’assicurata non aveva diritto alle indennità di disoccupazione in base alle

norme che regolano il guadagno intermedio.

Di conseguenza, questo

Tribunale deve concludere che l’assicurata ha iniziato il 1° gennaio 2005 lo

stage presso la __________ (cfr. doc. B) solo perché dalle informazioni

ottenute dalla sua collocatrice poteva ritenere che, avendo infine trovato il

posto di stage, ella aveva diritto anche alle indennità normali di

disoccupazione.

Infatti, come già sopra

evidenziato, nei protocolli dei colloqui d’orientamento del 22 settembre e del 18

novembre 2004, in particolare, si legge che: “(…) rivendica le id diso per tale

periodo. le spiego che mi metterò in contatto con __________ per far valutare

la sua richiesta ma che non sono molto fiduciosa in merito in quanto nessun

ospedale o clinica sembra disposto a prenderla per stage (…).” e che “(…) ho

inoltre avvisato l’ass. che probabilmente dovrò allestire una decisione

negativa e che la cassa non potrà riconoscere le id per i giorni di corso.

informato altrettanto che la situazione cambierà del tutto nel caso in cui lei

dovesse trovare il posto stage – allora effettivamente si potrebbe riconoscere

il corso. (…).” (cfr. doc. XII/Bis, fascicolo 8).

In ogni caso mai l’URC ha

detto all’assicurata che competente a appurate il diritto alle prestazioni è la

cassa di disoccupazione e nemmeno l’ha invitata a rivolgersi a lei.

Non solo, lo si ripete,

nel protocollo del colloquio d’orientamento del 22 febbraio 2005, tra l’altro,

si legge che: “(…) convocato ass. urgentemente per comunicare che deve

continuare le ricerche e che da inizio 2005 non esiste più il diritto a

rivendicare gi in caso di stage. (…).” (cfr. doc. XII/Bis, fascicolo 8).

Ora, se effettivamente la

collocatrice non avesse detto alcunché circa il diritto alle indennità di

disoccupazione durante lo stage e avesse tempestivamente invitato l’assicurata

a rivolgersi in merito alla sua cassa di disoccupazione una tale comunicazione

non sarebbe stata necessaria.

In simili circostanze,

conformemente alla giurisprudenza federale citata (cfr. consid. 2.7), questo

Tribunale deve ritenere che le condizioni poste per potersi appellare all’art.

9.

Cost. fed. sono tutte realizzate.

In

particolare, anche se giusta l’art. 81 cpv. 1 lett. a LADI le casse appurano il

diritto alle prestazioni nella misura in cui questo compito non è espressamente

riservato a un altro ente, visto che l’art. 85 cpv. 1 lett. b LADI prevede che

i servizi cantonali appurano il diritto alle prestazioni nella misura in cui

tale compito è loro demandato dalla presente legge e che secondo l’art. 85b

cpv. 1 LADI i cantoni istituiscono uffici regionali di collocamento, affidano

loro compiti del servizio cantonale e possono affidare loro la procedura di

annuncio prevista nell’art. 17 cpv. 2, l’assicurata aveva sufficienti motivi

per ritenere che la sua collocatrice ha agito nei limiti delle sue competenze.

Infatti, gli

uffici regionali di collocamento, essendo in ogni caso degli organi di

applicazione della LADI, mediante il rispetto delle prescrizioni di controllo

da parte degli assicurati, possono verificare la loro idoneità al collocamento

e se essi adempiono le condizioni del diritto all'assicurazione contro la

disoccupazione.

Del resto

l’assicurata ha ricevuto delle informazioni dalla sua collocatrice dopo averle

a più riprese comunicato la sua intenzione e i motivi che l’hanno spinta ad

indirizzarsi verso una parificazione dei suoi titoli di studio esteri e

precisato che, senza le indennità di disoccupazione, non sarebbe stata in grado

economicamente di intraprendere detta strada.

Pertanto, vista la sua

buona fede, all’assicurata, durante il periodo in cui ha effettuato lo stage

presso la __________, va riconosciuto il diritto alle indennità di

disoccupazione in base alle norme che regolano il guadagno intermedio.

Di conseguenza la

decisione su opposizione impugnata va annullata e gli atti rinviati alla Cassa

perché – appurato se il salario stabilito contrattualmente quale “Stageaire”

(fr. 1'295.--lordi al mese; cfr. doc. B) è conforme allo stipendio versato ad

una persona che svolge uno stage come quello della ricorrente presso un

istituto di cura e verificato se anche gli ulteriori presupposti necessari sono

adempiuti – versi all’assicurata le indennità di disoccupazione che le spettano

conformemente alle disposizioni che regolano il guadagno intermedio.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso

é accolto ai sensi dei considerandi.

La decisione su

opposizione impugnata è annullata e gli atti vengono rinviati

all’amministrazione perché proceda come indicato al consid. 2.8 in fine.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso

dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente

l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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