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Decisione

38.2005.43

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

17 agosto 2005Italiano46 min

Source ti.ch

Fatti

i beneficiari di un sussidio come quello riconosciuto all'assicurato sono

considerati indipendenti.

Dalla documentazione acquisita presso la Cassa __________ non

risulta infine che l'assicurato abbia informato la stessa di una sua attività

indipendente.

In considerazione di quanto precede, lo scrivente Ufficio ritiene

che non vi siano elementi che permettano di giungere alla conclusione che, per

quanto riguarda il periodo in cui il signor RI 1 ha beneficiato del sussidio di

ricerca (1. aprile 2002 - 1. novembre 2004), l'assicurato abbia svolto

un'occupazione dipendente soggetta a contribuzione e che egli abbia dunque

adempiuto il periodo di contribuzione (art. 13 LADI)."

(Doc. A1)

1.3. Contro questa decisione

l'assicurato ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA.

Il suo patrocinatore

chiede di ritenere adempiuto il presupposto dell'art. 8 cpv. 1 lett. e LADI e sottolinea

quanto segue:

"

Egli ha rilevato in primo luogo l'esistenza di

una palese ineguaglianza nell'applicazione delle normative, in quanto nel 2000,

in circostanze del tutto analoghe, la stessa cassa di disoccupazione gli aveva

concesso l'indennità di disoccupazione. Inoltre, dal 2000 ad oggi, il suo

statuto di ricercatore è rimasto invariato, ossia quello di persona con

un'attività dipendente, cui d'altronde il fondo nazionale ha rilasciato regolarmente

dei certificati di salario.

Con decisione 7 aprile 2005, l'Ufficio giuridico

della sezione del lavoro ha respinto la succitata opposizione. In sintesi,

nella decisione impugnata, alquanto scarna, si evidenzia come il ricorrente sia

affiliato nella categoria delle persone senza attività lucrativa dal primo

gennaio 1994 presso la cassa __________. Si continua affermando che il fondo

nazionale svizzero per la ricerca scientifica non può venir considerato come

suo datore di lavoro e che perciò il ricorrente va trattato alla stregua di

un'indipendente. Nel caso concreto, visto quanto sopra, non sono dunque riunite

le condizioni per l'erogazione delle indennità di disoccupazione.

2. Nelle proprie osservazioni del 21 marzo 2005,

la cassa di disoccupazione __________ ribadiva, tra l'altro, che "Il

Signor RI 1, in data 31.07.2000, aveva presentato regolare domanda d'indennità

a partire dal 20.07.2000. Tale sua domanda era stata accettata dalla Cassa. In

effetti, l'assicurato, durante il termine quadro per il periodo di

contribuzione (20.07.1997 - 19.07.2000), aveva potuto dimostrare, al momento

dell'iscrizione, di aver avuto un periodo di soggiorno all'estero (__________).

Per il motivo descritto appena poco sopra la cassa aveva potuto applicare gli

art. 14 e segg. LADI".

Giusta l'art. 14 cpv. 1, lett. a. LADI, "sono

esonerate dall'adempimento del periodo di contribuzioni le persone che,

entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3), durante oltre 12 mesi

complessivamente, non sono state vincolate da un rapporto di lavoro per uno dei

seguenti motivi e non hanno quindi potuto soddisfare i relativi obblighi

Formazione scolastica, riqualificazione o perfezionamento,

a condizione che durante almeno 10 anni siano state domiciliate in

Svizzera."

Non v'è alcun dubbio che tale disposto si attagli

perfettamente al caso in esame. Questa considerazione è suffragata peraltro

dalla stessa cassa di disoccupazione __________, la quale ammette

esplicitamente che la precedente domanda di indennità presentata dal ricorrente

era fondata, visto che l'assicurato, durante il termine quadro, aveva potuto

dimostrare, al momento dell'iscrizione, di aver soggiornato all'estero.

In proposito, va sottolineato che il ricorrente

durante il periodo in oggetto, ossia dal 2001 al 2004, ha dovuto recarsi

all'estero, e più precisamente a __________, per poter continuare a

perfezionare la propria formazione in ambito universitario. Il parallelismo con

il medesimo tipo di richiesta, formulata nel 2000, si rivela pertanto

flagrante.

È quantomeno sorprendente, per non dire

scioccante, che la decisione impugnata ometta di chinarsi su questa delicata e,

a dire il vero, decisiva problematica.

3. Come osservato nell'opposizione del

ricorrente, quest'ultimo, in base all'ultima decisione di tassazione, risulta essere

un dipendente della Confederazione, stipendiato, al quale sono stati rilasciati

regolari certificati di salario : tali certificati precisano testualmente che

l'attività svolta dal ricorrente è un "emploi principal". Su questo

punto va detto che le conclusioni cui giunge l'autorità paiono prive di ogni e

qualsiasi fondamento logico e giuridico. Non si vede in effetti come si possa

negare che il ricorrente durante il periodo aprile 2002 - novembre 2004 abbia

svolto un'occupazione a tempo pieno in qualità di dipendente ; ed è ancor più

inverosimile che egli venga considerato, in base alle informazioni di cui si

dispone, alla stregua di una persona senza alcuna attività lucrativa. Ne

consegue che il ricorrente gode dell'incontestabile diritto di percepire le

indennità di disoccupazione in qualità di dipendente." (Doc. I)

1.4. Il 27 maggio

2005 il rappresentante dell'assicurato ha inviato al TCA uno scritto del

seguente tenore:

"

A sostegno del ricorso presentato viene qui

accluso un nuovo doc. 3, ossia una decisione su reclamo emanata il 21 settembre

1998 dall'ufficio circondariale di tassazione di Locarno.

In essa si rammenta che "le borse a sostegno

di una ricerca sono imponibili in quanto servono a remunerare il beneficiario

per il suo lavoro. Nella misura in cui si tratta di una retribuzione per il

lavoro svolto, detti sussidi rappresentano naturalmente un salario"."

(Doc. IV)

1.5. Nella sua

risposta del 15 giugno 2005 la Sezione del lavoro Ufficio giuridico, propone di

respingere il ricorso e osserva:

" Nella

presente fattispecie, dagli accertamenti esperiti dal servizio cantonale presso

la Cassa __________ di __________ risulta che il signor RI 1, dal 1. gennaio

1994 a tutt'oggi, è affiliato nella categoria delle persone senza attività

lucrativa e, inoltre, ch'egli ha versato i contributi non in qualità di persona

esercitante un'attività lucrativa dipendente, bensì, appunto, come persona

senza attività lucrativa (cfr. doc. 7, 12 e 13).

D'altra parte, dalla documentazione agli atti, segnatamente dallo

scritto 20 gennaio 2005 del signor __________ e dalle allegate istruzioni (cfr.

doc. 16), emerge che il __________ (in seguito: __________) non è mai stato

datore di lavoro del signor RI 1 e che i beneficiari di un sussidio come quello

riconosciuto all'assicurato sono considerati indipendenti.

Dalla documentazione acquisita presso la Cassa __________ non

risulta infine che l'assicurato abbia informato la stessa di una sua attività

indipendente.

In considerazione di quanto precede, lo scrivente Ufficio ritiene

che non vi siano elementi che permettano di giungere alla conclusione che, per

quanto riguarda il periodo in cui il signor RI 1 ha beneficiato del sussidio di

ricerca (1. aprile 2002 - 1. novembre 2004), quest'ultimo abbia svolto

un'occupazione dipendente soggetta a contribuzione e che egli abbia dunque

adempiuto il periodo di contribuzione (art. 13 LADI).

A titolo abbondanziale si osserva che, secondo quanto dichiarato

dalla competente Cassa nel suo scritto 21 marzo 2005 (doc. 5), nel precedente

termine quadro di contribuzione il ricorrente aveva dimostrato di aver

beneficiato di un periodo di soggiorno all'estero, per cui erano stati

applicati i disposti di cui all'articolo 14 LADI. Ora, per quanto riguarda la

presente vertenza, il signor RI 1, da una parte, chiede che siano applicate le

disposizioni relative all'esenzione dall'adempimento del periodo di

contribuzione, dall'altra, ritiene che l'attività da lui svolta come

ricercatore per il __________ nel periodo dal 1. aprile 2002 al 1. novembre 2004

debba essere ritenuta quale attività dipendente soggetta a contribuzione. Ora,

delle due l'una. Infatti, conformemente all'articolo 14 cpv. 1 LADI, Sono

esonerate dall'adempimento del periodo di contribuzione le persone che, entro

il termine quadro (art. 9 cpv. 3), durante oltre 12 mesi complessivamente, non

sono state vincolate da un rapporto di lavoro per uno dei seguenti

motivi e non hanno quindi potuto soddisfare i relativi obblighi: a. formazione

scolastica, riqualificazione o perfezionamento, a condizione che durante almeno

10 anni siano state domiciliate in Svizzera; b. omissis; c. omissis (la sottolineatura

è nostra). Ora, il ricorrente sostiene di aver svolto, nel periodo suindicato,

un'occupazione a tempo pieno in qualità di dipendente. Vi è dunque da parte sua

una evidente contraddizione." (Doc. VI)

in

diritto

In

ordine

2.1. La presente

vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante

importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione

delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico

ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e

penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al

Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I

707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio

2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H

220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT

I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA

del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

2.2. Il 1° luglio

2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI, accettata dal popolo il

24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg.; RU N. 24 del

24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

Poiché

nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento

legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie

giuridicamente rilevante (cfr. STFA del 16 febbraio 2004 nella causa S., C

154/03; DTF 129 V 1, consid. 1.2, pag. 4; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr. 3;

DTF 127 V 466, consid. 1, pag. 467; DTF 126 V 163, consid. 4b, pag. 166; DTF 125 V 42, consid. 2b, pag. 44; DTF 123 V 70,

consid. 2, pag. 71; DTF 122 V 34, consid. 1, pag. 36

con riferimenti; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2; STFA del 20 gennaio

2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01 e STFA del 23 gennaio 2002 nella causa

L., H 114/01), visto che la presente fattispecie si riferisce a un periodo

posteriore l'entrata in vigore delle nuove disposizioni (decisione su

opposizione impugnata del 7 aprile 2004 con effetto dal 1 novembre 2004, data

d’iscrizione al collocamento e dalla quale rivendica il diritto alle indennità

di disoccupazione), si applicano le norme valide dal 1° luglio 2003.

Nel

merito

2.3. L'assicurato

ha diritto all'indennità di disoccupazione, tra l’altro, se ha compiuto o è

liberato dall'obbligo di compiere il periodo di contribuzione (cfr. art. 8 cpv.

1 lett. e LADI).

Secondo

l'art. 13 cpv. 1 LADI, ha adempiuto il periodo di contribuzione colui che,

entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3), ha svolto durante almeno 12 mesi

un'occupazione soggetta a contribuzione.

L'art. 2

cpv. 1 lett. a LADI stabilisce che é tenuto a pagare i contributi

all'assicurazione contro la disoccupazione (assicurazione) il salariato (art.

10 LPGA) che è assicurato obbligatoriamente ed è tenuto a pagare contributi per

il reddito di un'attività dipendente giusta la legge federale del 20 dicembre

1946 sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS).

L'obbligo

di adempiere al periodo di contribuzione é dunque ossequiato quando

l'assicurato, quale dipendente, prova di aver svolto, nel pertinente termine

quadro, un'occupazione soggetta a contribuzione e di aver percepito durante

almeno dodici mesi un salario determinate ai sensi dell'art. 5 cpv. 2 LAVS

(cfr. DTF 122 V 249, consid. 2b, pag. 250-251 e la giurisprudenza ivi citata).

2.4. L'art. 14 LADI,

che regola l'esenzione dall'adempimento del periodo di contribuzione, prevede,

tra l'altro, che sono esonerate dall’adempimento del periodo di contribuzione

le persone che, entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3), durante oltre dodici

mesi complessivamente, non sono state vincolate da un rapporto di lavoro a

seguito di una formazione scolastica, a condizione che durante almeno 10 anni

siano state domiciliate in Svizzera, e non hanno quindi potuto soddisfare i

relativi obblighi (cfr. art. 14 cpv. 1 lett. a LADI).

Chiamato

a pronunciarsi circa l'esonero dall'adempimento del periodo di contribuzione ai

sensi dell'art. 14 cpv. 1 lett. a LADI nel caso di un assicurato che, dopo aver

interrotto alla fine del primo anno scolastico una formazione in "Betriebsökonomie",

si è sottoposto a dei test dai quali è emersa la sua idoneità ad una formazione

quale insegnante, il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) ha, in

particolare, sviluppato le seguenti considerazioni.

"

(…)

2.2 Nach Art. 14 Abs. 1 lit. a AVIG ist von der

Erfüllung der Beitragszeit befreit, wer innerhalb der Rahmenfrist (Art. 9 Abs.

3 AVIG) während insgesamt mehr als zwölf Monaten wegen Schulausbildung,

Umschulung oder Weiterbildung nicht in einem Arbeitsverhältnis stand und

deshalb die Beitragszeit nicht erfüllen konnte. Nach der Rechtsprechung gilt

als Ausbildung im Sinne von Art. 14 Abs. 1 lit. a AVIG jede systematische, auf

der Grundlage eines ordnungsgemässen, rechtlich oder zumindest faktisch

anerkannten (üblichen) Lehrganges beruhende Vorbereitung auf eine künftige

erwerbliche Tätigkeit (SVR 1995 ALV Nr. 46 S. 135 Erw. 2a; ARV 1991 Nr. 8 S. 85

Erw. 3a mit Hinweis). Als Abschluss der Ausbildung gilt jener Zeitpunkt, in

welchem der Student oder die Studentin davon Kenntnis erhält, dass er die

Schlussprüfung mit Erfolg bestanden hat (SVR 1995 ALV Nr. 46 S. 135 Erw. 3b;

ARV 1977 Nr. 5 S. 26). Nachbesserungen von Diplomarbeiten oder Wiederholungen

von Prüfungen zählen grundsätzlich ebenfalls zur Ausbildungsdauer.

Considerandi

Vorausgesetzt ist, dass die entsprechenden Vorbereitungen und Arbeiten zeitlich

intensiv sind und die versicherte Person von der Erfüllung der

Kontrollvorschriften abhalten sowie dass diese zusätzliche Zeit - wie die

Ausbildung selbst - genügend überprüfbar ist (ARV 2000 Nr. 28 S. 147 mit

Hinweisen).

Es ist davon auszugehen, dass der Lehrgang an der

Schule A.________ die erwähnten Anforderungen erfüllt, wobei offen bleiben

kann, ob es sich dabei um eine Aus- oder einer Weiterbildung handelt. Das

Schuljahr, welches vom 22. Oktober 2001 bis Ende September 2002 dauerte,

hinderte jedoch für sich allein genommen den Beschwerdeführer nicht, wie es

Art. 14 Abs. 1 lit. a AVIG verlangt, während mehr als zwölf Monaten daran, ein

Arbeitsverhältnis einzugehen und die Beitragszeit zu erfüllen. Ob die

anschliessende Phase der Information über berufliche Möglichkeiten allenfalls

unter bestimmten Voraussetzungen einer Aus- oder Weiterbildung gleichzusetzen

oder als Bestandteil einer solchen anzusehen wäre, muss vorliegend nicht

geprüft werden. Vorauszusetzen wäre in jedem Fall - entsprechend der zitierten

Praxis zu Nachbesserungen von Arbeiten und Wiederholungen von Prüfungen - eine

hinreichend überprüfbare zeitliche Beanspruchung, deren Ausmass einer Erfüllung

der Kontrollvorschriften (Art. 17 AVIG) entgegen steht. Der mit der

Verwaltungsgerichtsbeschwerde aufgelegten Karte des aufgesuchten Berufs- und

Laufbahnberaters ist aber lediglich zu entnehmen, dass am 29. Oktober 2002 von

14.00

bis ca. 17.30 Uhr Tests durchgeführt wurden und am 5. November 2002 ab

15.30

Uhr deren Auswertung (wohl im Rahmen einer Besprechung) stattfand. Eine

zeitlich intensive Tätigkeit, welche den Beschwerdeführer von der Erfüllung der

Kontrollvorschriften abgehalten hätte, liegt unter diesen Umständen nicht vor.

Verwaltung und Vorinstanz sind daher mit Recht zum Ergebnis gelangt, die

Voraussetzungen einer Befreiung von der Erfüllung der Beitragszeit seien nicht

erfüllt, und haben deshalb einen Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung

verneint. (…)." (cfr. STFA del 2 settembre 2003 nella

causa K., C 157/03)

Per

quanto attiene alla nozione di formazione ai sensi dell'art. 14 cpv. 1 lett. a

LADI, in particolare nell'ambito di uno stage, l'Alta Corte ha osservato che:

"

(…)

Est réputée formation au sens de l'art. 14 al. 1

let. a LACI toute préparation à une activité lucrative future fondée sur un

cycle de formation (usuel) réglementaire, reconnu juridiquement ou, à tout le

moins, de fait (ATF 122 V 44 consid. 3c/aa; DTA 2000 no

28.

p. 146 consid. 1b; SVR 1995 ALV no 46 p. 135 consid. 3b).

Cette définition correspond à celle de la formation en tant que condition de la

prolongation, au-delà de l'accomplissement du 18ème anniversaire, du droit à la

rente d'orphelin de l'AVS, au sens de l'art. 25 al. 5 LAVS, en vigueur depuis

le 1er janvier 1997 et qui reprend en substance la teneur de l'art. 25 al. 2

aLAVS (arrêts non publiés J. du 29 octobre 1996, H 211/96, et F. du 14 avril

1986, C 148/85).

(…)

3.

3.1

La juridiction cantonale a jugé que le stage de

six mois accompli au à l'étranger constituait une période de formation au sens

de l'art. 14 al. 1 let. a LACI. Elle a considéré que ce stage effectué dans le

domaine de l'éducation sanitaire et environnementale, supervisé par une

psychologue, ne constituait pas un premier emploi, dès lors que l'intéressée,

bien que nourrie et logée, n'avait pas perçu de rémunération. Selon les

premiers juges, cette activité avait permis de compléter les connaissances

théoriques acquises à l'université par une expérience pratique en rapport avec

la matière apprise, effectuée dans le cadre d'une institution soutenue par

diverses organisations internationales et de nature à valoriser directement un

titre universitaire. Aussi, cette activité était-elle comparable à un stage

dans un institut de recherche aux Etats-Unis, financé par le Fonds national de

la recherche scientifique, dont le Tribunal administratif du canton de Vaud

avait reconnu le caractère de formation complémentaire, voire de

perfectionnement professionnel au sens de l'art. 14 al.

1.

let. a LACI

3.2

En l'occurrence, il y a lieu de se ranger à

l'avis des premiers juges selon lequel le stage accompli au à l'étranger a

permis à l'intéressée de compléter les connaissances théoriques acquises à

l'université par une expérience pratique en rapport avec la matière apprise.

Dans la mesure où la notion de formation au sens de l'art. 14 al. 1 let. a LACI

correspond à celle de l'art. 25 al. 5 LAVS, il ne paraît pas indiqué de poser

une exigence supplémentaire en ce sens que le stage doit constituer un

complément nécessaire à la formation acquise, comme le soutient le recourant.

Un tel critère est certes déterminant en ce qui concerne le droit à des

prestations au titre des mesures destinées à prévenir et à combattre le chômage

au sens des art. 59 ss LACI (cf. ATF 111 V 276; DTA 1991 n° 13 p. 111 consid.

1b/bb). En ce qui concerne la libération des conditions relatives à la période

de cotisation, en revanche, la loi n'a pas pour but d'en faire bénéficier

seulement les assurés qui accomplissent une formation minimale. Au contraire,

l'assurance-chômage a intérêt à ce que soient libérés temporairement des

conditions relatives à la période de cotisation les assurés désireux d'accéder

au marché de l'emploi qui suivent une formation au-delà du niveau minimum

requis actuellement. (…)" (cfr. STFA dell'8 luglio

2004.

nella causa SECO contro Service de l'emploi du canton de Vaud (C 311/02)).

Nella

medesima sentenza l'Alta Corte ha inoltre sviluppato le seguenti considerazioni

riguardo al momento in cui si era conclusa la precedente formazione

universitaria dell'assicurata:

"

Par sa décision du 2 mars 2001, la caisse a dénié à

l'assurée le droit de se prévaloir d'un motif de libération des conditions

relatives à la période de cotisation, motif pris qu'elle avait suivi une

formation universitaire durant 9 mois et 22 jours seulement pendant le

délai-cadre applicable (du 10 janvier 1999 au 9 janvier 2001). Elle a considéré

que l'intéressée avait terminé sa formation universitaire le 1er novembre 1999.

Toutefois, sur le vu de l'attestation d'obtention de la licence en psychologie

délivrée par l'Université X.________ le 1er novembre 1999, l'assurée ne s'est

pas présentée à l'examen de techniques projectives. C'est seulement le 21

février 2000 qu'elle a réussi l'examen dans cette branche, après avoir suivi

les cours correspondants durant le semestre d'hiver 1999-2000. Du moment que

cet examen fait partie intégrante de la licence, force est de considérer que la

formation universitaire n'a pris fin que le 21 février 2000, conformément à la

jurisprudence selon laquelle la correction de travaux de diplôme ou la

répétition d'examen est assimilée à la période de formation (DTA 2000 n°28 p.

144). Vu ce qui précède, l'assurée a suivi une formation universitaire pendant

plus de 12 mois durant le délai-cadre applicable, de sorte qu'elle était

libérée des conditions relatives à la période de cotisation (cf. art. 14 al. 1

LACI). Le recours se révèle ainsi mal fondé."

Infine

l'Alta Corte ha pure rilevato che:

"

(…)

Selon la jurisprudence constante, il doit exister un

lien de causalité entre les motifs de libération énumérés à l'art. 14 al. 1

LACI et l'absence d'une durée minimale de cotisation (ATF 121 V 342 consid. 5b

et la référence; SVR 1999 ALV no 7 p. 19 consid. 2a; DTA 1998 no 19 p. 96 s.

consid. 3). La preuve stricte de la causalité, dans une acception scientifique,

ne doit pas être exigée; l'existence d'un lien de causalité doit déjà être

admise lorsqu'il apparaît crédible et concevable que l'une des circonstances

énumérées à l'art. 14 al. 1 LACI a empêché l'intéressé d'exercer une activité

soumise à cotisation (cf. ATF 121 V 344 consid. 5c/bb,

119.

V 55 consid. 3b). (…)" (cfr. STFA dell'8 luglio 2004 nella causa SECO

contro Service de l'emploi du canton de Vaud, C 311/02)

Circa la

necessità di un nesso causale tra l'inadempimento del periodo di contribuzione

e il motivo d'esonero, in un'altra decisione del 17 novembre 2003 nelle causa

E. e G., C 234/02 e 235/02, nel caso di due assicurati che, visti gli impegni

di studio ("medizinische-therapeutische Grundausbildung" presso una

ditta e "zusätzlichen Weiterbildungen"), chiedevano di essere

esonerati dal periodo di contribuzione, la nostra Massima Istanza ha, tra

l'altro, sviluppato le seguenti considerazioni:

"

(…)

4.3

Aus den Stundenplänen der Beschwerdeführer

geht hervor, dass sie morgens am Montag und Samstag jeweils um 09.00 Uhr und an

den übrigen Tagen jeweils um 10.00 Uhr zu lernen begannen. Am Nachmittag

lernten sie nach einer zweistündigen Mittagspause (12.00 bis 14.00 Uhr) jeweils

bis 17.00 Uhr (Ausnahmen: Schulbesuch montags von 13.00 bis 22.30 Uhr und

jeweils dienstags von 11.30 bis 13.30 Uhr und 17.00 bis 19.00 Uhr). Der Sonntag

war ihr freier Tag. Aus diesen Stundenplänen ergibt sich, dass sie im ersten

Semester im Durchschnitt je ca. 36,5 Wochenstunden für den Schulbesuch, den

Sprachkurs und das Lernen aufwendeten. Im zweiten Semester (Beginn am 27.

August 2001) kam die Vorlesung mit zwei Wochenstunden hinzu, was einen

Wochenaufwand von 38,5 Stunden ergibt.

Im Vergleich mit der betriebsüblichen

wöchentlichen Arbeitszeit von 41,7 Stunden im Jahre 2001 (Die Volkswirtschaft,

Heft 10/2003, S. 98 Tabelle B9.2) hatten die Beschwerdeführer mithin pro Woche

eine disponible Zeit von fünf Stunden im ersten und von drei Stunden im zweiten

Semester, um einer beitragspflichtigen Arbeit nachzugehen. Zudem hätten sie die

Möglichkeit gehabt, anstatt der Kurse, die sie regelmässig zwei bis drei

Stunden pro Woche offenbar als Selbstständigerwerbende erteilten (ansonsten

wären sie als Beitragszeit anzurechnen), eine beitragspflichtige Beschäftigung

auszuüben. Um nötigenfalls einen zusammenhängenden mehrstündigen Freiraum für

eine solche Arbeit zu schaffen, wäre es den Beschwerdeführern angesichts der

relativ kurzen und überblickbaren Dauer der Ausbildung möglich und zumutbar

gewesen, die Lernzeiten auch auf die Abende und den Sonntag zu verschieben.

Nach dem Gesagten fehlt es an der erforderlichen Kausalität zwischen der

Nichterfüllung der Beitragszeit und der Ausbildung, da eine Arbeit von wenigen

Stunden pro Woche eine genügende Beitragszeit bildet (SVR 1999 ALV Nr. 7 S. 20

Erw. 2c). (…)." (cfr. STFA del 17 novembre 2003

nelle cause E. e C., C 234/02 e C 235/02)

2.5

In merito al

rapporto tra l'art. 13 e l'art. 14 LADI, in una sentenza pubblicata in DLA 2004

N. 26, pag. 269 seg., il TFA ha ribadito la sussidiarietà delle regole circa

l'esenzione dall'adempimento del periodo di contribuzione secondo l'art. 14

LADI rispetto al periodo minimo di contribuzione secondo l'art. 13 LADI.

L'Alta

Corte ha sviluppato le seguenti considerazioni:

"

(…)

3.2

Der Gesetzgeber geht deswegen von einem

überjährigen Befreiungstatbestand nach Art. 14 AVIG - im Extremfall: von 12

Monaten und 1 Tag - aus, weil der Versicherte bei kürzerer (12monatiger oder

unterjähriger) Dauer des Befreiungstatbestandes die Möglichkeit hat, sich durch

bezahlte unselbstständige Erwerbstätigkeit das Mindestbeitragsjahr nach Art. 13

Abs. 1 AVIG zu sichern. Entgegen der Auffassung des kantonalen Gerichts hat

diese Überlegung nach wie vor Gültigkeit, weil bei unterjährigen

Befreiungstatbeständen auch unter der Herrschaft des seit 1. Januar 1998

geltenden zweiten Satzes von Art. 13 Abs. 1 AVIG in der zweijährigen

Rahmenfrist Raum für den geforderten Beitragsnachweis verbleibt. Wie das seco

in seiner Vernehmlassung zutreffend bemerkt, hat der Gesetzgeber anlässlich der

Neufassung von Art. 13 Abs. 1 AVIG auf den 1. Juli 2003 am bisherigen Konzept

(Trennung von Art. 13 und Art. 14 AVIG) festgehalten, und dies obgleich er die

12monatige Mindestbeitragszeit nun zum allgemeinen (nicht erst bei einer

zweiten Rahmenfrist) zu beachtenden Anspruchserfordernis gemacht hat. Wenn aber

der Gesetzgeber im Rahmen einer Revision, in Kenntnis einer zur alten Regelung

ergangenen Rechtsprechung, an einer bestimmten Konzeption festhält - hier der

Subsidiarität der Befreiungstatbestandsregelung nach Art. 14 AVIG im Vergleich

zur Mindestbeitragszeit nach Art. 13 AVIG -, geht es nicht an, unter dem alten

Recht (hier die bis 30. Juni 2003 gültig gewesenen Normen) eine neue Praxis zu begründen,

welche der bestätigten legislatorischen Regelungsabsicht zuwiderliefe (vgl. BGE

126.

V 466 f. Erw. 3a-c zum erneuten Bestehen der Karenzzeit als Voraussetzung

für den Anspruch auf Ergänzungsleistungen). Die Verfügung der Arbeitslosenkasse

vom 3. Dezember 2002 ist nach dem Gesagten rechtens.

(…)." (cfr. DLA 2004 N. 26, consid. 3.2,

pag. 270-271)

Contestualmente

il TFA ha pure confermato che non è possibile cumulare periodi di contribuzione

con periodi di esonero:

"

(…)

Ebenfalls zutreffend ist, dass eine Kumulation

von Beitragszeiten mit Befreiungszeiten nicht zulässig ist (BGE 121 V 342 unten

f.; ARV 1995 Nr. 29 S. 167 Erw. 3b/aa). (…)."

(cfr. cfr. DLA 2004 N. 26, consid. 1, pag. 270)

2.6

In una

sentenza del 26 novembre 2002 nella causa X. (inc. 30.2001.184) il TCA,

chiamato ad esaminare il ricorso di un assicurato che era al beneficio di una

borsa di studio del Fondo Nazionale Svizzero per la ricerca scientifica (in

seguito: FNS) e che era stato affiliato quale indipendente dalla competente

Cassa di compensazione AVS, ha ritenuto che l'assicurato doveva essere invece

considerato persona senza attività lucrativa.

In

quell'occasione il TCA ha sviluppato le seguenti considerazioni:

"

2.5

Nel caso di specie l'insorgente è stato

affiliato dalla Cassa quale

indipendente con

effetto dal 1° marzo 2000, poiché l'amministrazione ha considerato che

l'attività del ricorrente, che beneficia di una borsa del Fondo nazionale

svizzero per la ricerca scientifica, ha come obiettivo la ricerca e non il

perfezionamento professionale.

Da parte sua

l'insorgente rileva di svolgere un'attività volta al perfezionamento

professionale e chiede di conseguenza di poter pagare unicamente il contributo

minimo quale persona senza attività lucrativa (cfr. consid. 1.2).

Il marg. 2012 delle

Direttive edite dall'UFAS sui contributi dei lavoratori indipendenti e delle

persone senza attività lucrativa (DIN), prevede quanto segue:

" I

beneficiari di borse di studio del Fondo nazionale svizzero per la

ricerca scientifica sono considerati come studenti a meno che il

contributo concesso abbia manifestamente quale primo obiettivo la ricerca

anziché il perfezionamento professionale. Per contro, i beneficiari di sussidi

di ricerca concessi dal Fondo sono considerati come indipendenti se i

versamenti costituiscono contributi al loro mantenimento personale."

La prima frase del

citato marginale fa riferimento ad una decisione del TFA del 30 novembre 1993

(pubblicata in Pratique VSI 1994, pag. 85 seg., cfr. anche Pratique VSI 2000

pag. 141 seg.). L'Alta Corte federale ha in particolare stabilito che i

beneficiari di borse di studio del Fondo nazionale svizzero sono considerati

studenti ai sensi dell'art. 10 cpv. 2 LAVS e devono perciò pagare solo il

contributo minimo, se il contributo assegnato è versato prevalentemente per il

perfezionamento professionale, ciò che deve essere verificato in ogni caso

specifico in base alla situazione concreta del beneficiario.

Il TFA ha

affermato:

" 3a. Le litige en l'espèce porte sur

le fait de savoir si le recourant doit payer des cotisations à la caisse de

compensation en tant qu'assuré sans activité lucrative au sens de l'art. 10 al.

1.

LAVS ou en tant qu'assuré appartenant à l'un des cercles de personnes cités

dans l'art. 10 al. 2 LAVS, ces dernières ne devant s'acquitter que de la

cotisation minimum prévue.

3b.

L'administration et l'instance précédente partagent l'avis de l'OFAS selon

lequel l'assuré doit être considéré comme une personne n'ayant pas d'activité

lucrative au sens de l'art. 10 al. 1 LAVS et qu'à ce titre, la bourse que le

FNS lui a octroyée doit être prise en compte dans le calcul de la cotisation en

tant que revenu acquis sous forme d'une rente au sens de l'art. 28 RAVS. Le

recourant estime quant à lui qu'il doit être considéeré comme une personne sans

activité lucrative au sens de l'art. 10 al. 2 LAVS.; il invoque en outre la

lettre de la caisse de compensation du 18 mars 1987 et fait valoir que

l'attitude - contraire au libéllé de cette lettre - adoptée par la suite par

l'administration constitue une atteinte à sa confiance justifiée dans un

renseignement donné par une autorité.

(…)

4.

Le recourant fait aussi valoir - indépendamment de la question de la qualité

d'étudiant - qu'on doit le considérer comme un assuré qui est assisté au moyen

de fonds publics, lesquels sont, en l'espèce, une bourse du FNS. Si l'on s'en

tient à la jurisprudence suivie jusqu'à présent par le TFA à propos de

l'article 10 al. 2 LAVS, cette manière de considérer les choses ne prévaut pas.

Confirmant l'arrêt O. du 10 janvier publié dans l'ATF 99 V 145 = RCC 1973 p.

Dispositivo

400, le tribunal a décidé, dans l'arrêt H. du 18 avril 1983 dont certains

extraits sont parus dans la RCC 1983 p. 518, que les assurés qui, de leur

propre gré et sans contrainte économique, vivent en se faisant entretenir par

des tiers sont tenus de payer des cotisations selon l'art. 10 al. 1 LAVS. Il

n'y a pas lieu de s'écarter de cette jurisprudence. En l'espèce, il ne fait pas

de doute que le recourant s'est déclaré prêt à faire financer, du moins

partiellement, son séjour en Angleterre par le FNS. On ne peut donc pas parler

ici d'une situation de soutien et d'entretien nécessaire, voire forcée au sens

de la jurisprudence.

5.

Il reste à examiner la question de savoir si le recourant répond, s'agissant

des cotisations, au statut d'étudiant au sens de l'art. 10 al. 2 LAVS pendant

la période où il a séjourné en Angleterre.

5a.

Selon la jurisprudence, sont considérés comme étudiants au sens de l'article 10

al. 2 LAVS, les élèves des établissements d'enseignement moyen ou supérieur,

qui se consacrent régulièrement, essentiellemnt à leur formation. Figurent

parmi les établissements d'enseignement par exemple les gymnases (lycées), les

écoles normales d'instituteurs, les écoles d'ingénieurs ou les écoles de

commerce. Quant aux universités (hautes écoles), ce sont elles qui sont surtout

au nombre des établissements d'enseignement supérieur. Sont en outre étudiants

ceux qui fréquentent les écoles spécialisées (écoles des arts et métiers,

conservatoires, écoles sociales pour femmes, etc.) et des cours à caractère

scolaire, tels les cours permettant de se réadapter, de se réorienter pour

excercer les professions d'instituteur ou de pasteur. Selon la jurisprudence,

la formation doit viser un but professionnel. Par conséquent, ne peuvent être

considérées comme étudiants les personnes qui entreprennent des études non pour

se préparer à l'exercice d'une activité professionnelle, mais pour d'autres

motifs, notamment par interêt scientifique, ou dans le but d'organiser

judicieusement leur existence, voire pour se dérober à une charge de cotisation

plus élevée (art. 10 al. 1 LAVS et art. 28 RAVS; ATF 115 V 74 = RCC 1989 p. 532

consid. 7a avec références).

Comme

le TFA le met en évidence dans l'ATF 115 V 65 = RCC 1989 p. 532, la

reconnaisance du statut d'étudiant au sens de l'art. 10 al. 2 LAVS ne dépend

pas de la question de savoir si la personne qui étudie est entretenue ou

assistée au moyen de fonds publics ou par des tiers, mais uniquement de celle

de savoir si cette personne peut attester sa qualité d'étudiant. Une fois ce

statut reconnu, l'étudiant est également considéré comme tel en matière de

réglementation des cotisations et ne paie en conséquence que la cotisations

minimum au sens de l'art. 10

al. 2 LAVS (ATF 115 V 70 s. = RCC 1989 p.532 consid. 5b in fine e consid. 6). Dans le même arrêt, le TFA relève en

particulier que la solution défendue à l'époque par l'OFAS, qui consiste à

assujettir les étudiants à la LAVS, alinéa 1 ou alinéa 2 de l'article 10,

suivant la condition sociale qui est effectivement la leur, celle de chacun

d'eux, signifierait en définitive que les étudiants devraient - pour ce qui

touche les cotisations - être traités de la même manière que les assurés sans

activité lucrative, ce qui enlèverait tout signification à la réglementation

spéciale prévue à l'art. 10 al. 2 LAVS (ATF 115 V 70 s. = RCC 1989 p. 532

consid. 6a).

5.

L'autorité cantonale de recours, pour rendre sa décision, s'est basée sur les

déclarations du recourant selon lesquelles il s'est perfectionné et specialisé,

au cours de son séjour en Angleterre, dans le domaine de l'endocrinologie en

effectuant un travail pratique avec des patients et en réalisant des travaux de

laboratoire; une telle pratique est indispensable pour obtenir le titre

complémentaire de médecin spécialisé "FMH endocrinologie" de la

Société suisse des médecins. Selon ces indications et en particulier

l'attestation, produite par l'assuré, rédigée le 26 juin 1989 de la main du

Prof. S. travaillant au United Medical and Dental School of Guy's and St.

Thomas's Hospital, il s'avère que le recourant a consacré une partie de son

activité en Angleterre à un travail pratique avec des patients, et une autre

partie, la plus importante, à des travaux de recherche et d'études scientifiques;

il n'a donc, en tant qu'étudiant, ni dû assister à des cours, ni se préparer à

passer un examen final; de plus, le recourant avait déjà terminé ses études et

obtenu un doctorat avant de séjourner en Angleterre. Ces considérations ont

amené l'instance précédente à conclure que l'on ne pouvait plus qualifier le

recourant d'étudiant au sens de l'art. 10 al. 2 LAVS pendant la période en

cause.

(….)

6a.

La qualification d'étudiant a fait l'objet de décisions différentes du TFA

selon les cas. Nous examinerons ci-dessous cette jurisprudence plus en détail.

aa)

Dans l'arrêt M. du 20 février 1984 (H 159/82), l'assuré, né en 1948, a terminé

ses études universitaires de linguistique comparée indo-germanique en Suisse

avec obtention d'un doctorat. Il a été assistant à l'Université de Zurich

jusqu'en 1976. Il a ensuite séjourné à l'étranger jusqu'en 1981, plus

précisément à Erlangen, Paris et Cambridge. Le TFA a estimé que pour pouvoir

répondre à la question de savoir si l'assuré pouvait être considéré comme un

étudiant sans activité lucrative au sens de l'art. 10 al. 2 LAVS, il était

nécessaire d'apprécier la situation concrète de celui-ci. Il y a études

universitaires au sens de cette disposition dès lors que l'assuré suit une

filière de formation en tant qu'étudiant immatriculé dans une université. En

l'espèce, le tribunal a cependant considéré que l'assuré n'avait pas terminé

ses études - si cela avait été le cas, l'assuré aurait perdu son statut

d'étudiant - dans la mesure où il était tenu, malgré l'obtention d'un titre

académique, de poursuivre sa formation à des fins utiles professionnellement.

Compte tenu du domaine d'étude choisi (linguistique comparée indogermanique),

l'enseignement académique était la seule possibilité professionnelle envisageable

pour l'assuré. Les séjours à l'étranger concernés visaient un but de

perfectionnement, ce qui est mis en évidence par le fait que la bourse FNS

était expressément accordée à l'assuré pour un stage de perfectionnement et non

pas pour la réalisation d'un projet de recherche se situant hors du

prefectionnement professionnel.

bb)

Dans un autre arrêt du 20 février 1984 (H 234/82), en la cause M., publié dans

la RCC 1984 pag. 562, le TFA a examiné le cas d'un assuré né en 1945 qui a

travaillé comme assistant à l'Université de Genève jusqu'en septembre 1976 et a

reçu une bourse du FNS "pour se perfectionner dans le domaine de la chimie

en suivant des cours à l'Université de Berkley, en Californie". Après

avoir obtenu un doctorat en chimie, l'assuré est rentré en Suisse en 1981. - Le

TFA a confirmé la pratique administrative de l'époque, qui consistait à

reconnaître la qualité d'étudiant aux personnes suivant une filière de

formation institutionnalisée visant un but professionnel. En outre, selon cette

pratique, les personnes qui entreprennent des études non pas pour se préparer à

une activité professionnelle, mais pour d'autres motifs, par pur intérêt

scientifique, voire pour éluder la charge des cotisations plus importantes qui

pourrait résulter de l'application de l'art. 10 al. 1 LAVS ne peuvent être

reconnues comme des étudiants. Par ailleurs, le tribunal a considéré que les

études universitaires pouvaient certainement aller au-delà de la licence qui

les sanctionne oridinairement et se poursuivre jusqu'à l'obtention d'un grade

supérieur, notamment d'un doctorat. Or, dans le cas particulier le tribunal a

estimé que le recourant a fréquenté l'Université de Berkley en vue de

l'obtention d'un doctorat en chimie, ce qui impliquait de fréquenter

régulièrement des cours et de passer des examens, et qu'il était donc fondé de

considérer qu'il y consacrait l'essentiel de son temps. Il y avait lieu

d'admettre, d'autre part, que la rédaction d'une thèse de doctorat visait en

l'occurrence un but professionnel. Le fait que le recourant possédait déjà une

formation universitaire et qu'il a exercé, pendant plusieurs années, une

activité lucrative jusqu'à la reprise de ses études ne constituait pas un motif

pour nier au recourant la qualité d'étudiant.

cc)

Dans l'ATF 115 V 65 = RCC 1989 p. 532, le TFA s'est penché sur le cas d'un

recourant qui n'était pas boursier du FNS, mais qui, après avoir terminé des

études à l'Ecole supérieure de commerce de Saint-Gall et à l'Université de

Berne, a suivi en cours d'emploi une formation d'assistant pour le personnel

dans le cadre d'un enseignement par correspondance proposé par l'Institut de

management et formation de cadres (IMAKA) à Zurich. En l'espèce, le TFA a

constaté que les cours suivis par le recourant ètaient dispensés sous la forme

d'un enseignement par correspondance et qu'un tel mode d'études différait

considérablement de la fréquentation d'établissement d'enseignement auxquels la

notion de l'étudiant s'attache généralement et dont le législateur s'est

inspiré initialement. Néanmoins, rien ne s'oppose à ce que l'on attribue la

qualité, partant le statut d'étudiant - au sens de l'art. 10 al. 2 LAVS - à

ceux qui suivent des cours par correspondance. Mais cela ne se justifie que

dans la mesure où l'on peut assimiler l'enseignement donné par correspondance,

sous l'angle du savoir ainsi dispensé, à la formation acquise auprès de l'un

des établissements, d'enseignement susmentionnés; que son but soit d'ordre

professionnel et que la charge de travail résultant de cours par correspondance

oblige celui qui les suit à consacrer son labeur quotidien à l'étude en

priorité s'il veut - dans un délai raisonnable - terminer sa formation avec

succès. Dans cette affaire, le TFA est parvenu à la conclusion que les cours

suivis par le recourant étaient conçus de telle façon qu'on peut les suivre en

exerçant une profession et en règle générale aussi les achever sous cette

forme; cela signifie que, normalement, on peut se livrer à une activité

lucrative à plein temps à coté de cette étude; ou que l'étude en question

n'impose pas, en tout cas, de réduction appréciable du temps de travail normal.

Celui qui se livre à ce type d'études tout en exerçant une profession

principale ne peut manifestement pas être réputé suivre prioritairement une

formation. C'est la raison pour laquelle le statut d'étudiant au sens de l'art.

10 al. 2 LAVS n'a pas pu être reconnu au recourant.

dd)

Enfin, dans l'arrêt S. non publié du 1er mars 1990 (H 240/88), le TFA a examiné

le cas d'un titulaire d'une licence en droit de l'Université de Neuchatel qui a

reçu une bourse du FNS pour financer "des études en vue de l'obtention du

titre de "Master of LAW" à l'Université British Columbia,

Canada." Le TFA a surtout réexaminé l'argumentaion de l'OFAS selon

laquelle ne peut être considéré comme étudiant au sens de l'art. 10 al. 2 LAVS

que celui qui est entretenu ou assisté au moyen de fonds publis ou par des

tiers, une argumentation qui a été jugée dépassé dans l'ATF 115 V 71 = RCC 1989

p. 532 consid. 6a. Il a reconnu au recourant la qualité d'étudiant pendant le

séjour au Canada en invoquant la nécessité pour le recourant de fréquenter

régulièrement des cours, l'obligation de passer un examen avec succès, le but

professionnel visé par la formation choisie et le temps que le recourant a dû

consacrer à cette dernière.

6b.

A la lumière de cette jurisprudence, on ne peut se rallier au point de vue de

l'OFAS selon lequel les boursiers du FNS ne peuvent pas "en règle générale

être qualifié d'étudiants." Mais d'autres part, il n'est pas non plus

justifié de toujours réclamer aux boursiers du FNS la cotisation minimum prévue

à l'art. 10 LAVS. Dans sa prise de position, l'OFAS ne tient pas compte du fait

que selon le réglement du FNS, les bourses accordées par ce dernier pour

encourager la relève scientifique sont distinctes des subsides pour la

recherche, des subsides de publication et des subsides personnels. Le chapitre

A, chiffe 2a précise que les bourses destinées à encourager la relève

scientifique sont accordées à des chercheurs débutants ou avancés qui n'ont pas

encore 35 ans. Contrairement à ce qu'affirme l'OFAS, les bourses octroyées par

le FNS ne sont pas destinées en premier lieu et dans una large mesure à

l'encouragement scientifique.

Au

vu des affectations diverses des bourses du FNS, il faut examiner dans chaque

cas particulier si la contribution est affectée principalement au

perfectionnement professionnel, comportant aussi évidemment une forme -

indirecte - d'encouragement de la recherche scientifique en Suisse au sens de

l'art. 1 ch. 1 des statuts du FNS, ou si, au contraire la contribution a pour

objectif premier la recherche, soit lorsque le boursier se consacre à un projet

concret de recherche sans aucun rapport avec son perfectionnement

professionnel.

7.

Dans le cas qui nous intéresse ici, l'activité exercée par le recourant - les

allégations de ce dernier n'ont pas été contestées et sont dignes de foi -

constituait une condition essentielle pour obtenir le titre de "FMH

médecine interne, spéc. endocrinolgie"; ce dernier titre a d'ailleurs

effectivement été décerné au recourant à la suite de son séjour à l'étranger.

Dans ces circonstances, il apparaît justifié d'admettre que le séjour à

l'étranger avait principalement un caractère de perfectionnement professionnel

et l'utilité de ce dernier pour le recourant sur le plan de sa formation.

L'argument avancé par l'OFAS et l'instance précédente selon lequel le recourant

n'a pas à proprement parler fréquenté des cours en Angleterre et n'a pas non

plus passé d'examen ne change rien à ce raisonnement.".

In Pratique VSI

1994, pag. 54 e 55 viene inoltre indicato che:

" (…)

Comme

les bourses de relève pour chercheurs débutants et avancés du Fonds national

sont destinées seulement à des personnes, qui ont obtenu un diplôme et qui ont

déjà travaillé dans la recherche pendant une certaine durée minimum, les

bénéficiaires n'étaient jusqu'à présent généralement pas considérés comme des

étudiants, mais comme de simples personnes sans activité lucrative et devaient

payer des cotisations sur leur fortune et revenu sous forme de rente (Bulletin

de l'AVS n° 158, ch. m. 363 du 14 juillet 1988; cf. aussi RCC 1988, p. 440). Le

Tribunal fédéral des assurances ne s'est pas rallié à cette opinion; il

considère que l'on devrait bien plutôt examiner, dans chaque cas d'espèce, si

la contribution est affectée principalement au perfectionnement professionnel

ou si au contraire la contribution a pour objectif premier la recherche. Ainsi,

le boursier ne paie pas dans la première hypothèse que la cotisation minimum,

tandis que dans le second cas, les cotisations sont dues comme simple

non-actif.

Examiner

chaque cas particulier, comme cela est exigé, peut poser des problèmes. Quoi

qu'il en soit, le tribunal a montré la direction à suivre, dans deux arrêts

postérieurs des 21 et 24 décembre 1993, où il a qualifié d'étudiants les

intéressés ci-après. Il s'agissait dans le premier cas d'un docteur en biologie

de 34 ans, qui séjournait pendant deux années au Marine Institute de

l'Université de Géorgie, pour effectuer un travail de recherche dans le domaine

de l'écologie en relation avec les microbes. Pour cela, l'université lui

versait du reste $ 600.-- par mois. Dans le deuxième cas, un père de famille,

qui avait également déjà obtenu son doctorat, terminait une recherche d'une

année a l'Université de Rochester dans un domaine très spécifique (chimie et

applicatione catalytiques de certains complexes). Force est de constater que le

TFA interprète très largement la notion de perfectionnement professionnel.

En

conséquence, nous recommandons aux caisses, sauf exceptions manifestes, de ne

réclamer à l'avenir que la cotisation minimum aux bénéficiaires d'une bourse de

relève pour chercheurs débutants du Fonds national suisse de la recherche

scientifique."

2.6. Va

innanzitutto rilevato che a mente del TCA nel caso concreto l'insorgente non va

in ogni caso affiliato quale indipendente. Dalla sentenza del TFA del 30

novembre 1993 (Pratique VSI 1994, pag. 85 seg.), citata al considerando

precedente, emerge infatti che nel caso allora in esame si trattava di decidere

se l'insorgente, beneficiario di una borsa del FNS, doveva pagare il contributo

minimo come studente, oppure se la borsa di studio andava trattata come una

rendita e capitalizzata in base a quanto previsto per le persone senza attività

lucrativa all'art. 28 OAVS.

Non emergono

invece, dalla citata sentenza, elementi a favore di un'affiliazione quale

indipendente, contrariamente a quanto prevede il marg. 2012 DIN (cfr. consid.

2.5) secondo il quale i beneficiari di sussidi di ricerca concessi dal Fondo

sono considerati come indipendenti se i versamenti costituiscono contributi al

loro mantenimento personale.

Le direttive

amministrative non costituiscono norme giuridiche e non sono vincolanti per il

giudice delle assicurazioni sociali. Egli ne deve tuttavia tener conto per

prendere la sua decisione nella misura in cui queste ultime permettono una

interpretazione delle disposi­zioni legali applicabili.

D'altro canto, il

giudice se ne deve scostare quando esse sono incompatibili con i disposti

legali in esame (DTF 119 V 65 consid. 5a; RCC 1992 pag.

514, RCC 1992 pag. 220 consid. 16, DLAD 1992, p. 91, DTF 117 V 284 consid. 4c,

DTF 116 V 19 consid. 3c, DTF 114 V 16 consid. 1, DTF 112 V 233 consid. 2a, DTF 110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V 4 consid. 3a; Bois,

"Procédures applicables aux requérants d'asile" in RSJ 1988 pag.

77ss; Duc-Greber, "La portée de l'art. 4 de la Constitution fédérale en

droit de la sécurité sociale" in RDS 1992 II pag. 527; Cattaneo, "Les

mesures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage", pag.

296-297).

Secondo la giurisprudenza inoltre tramite le direttive non possono

essere introdotte limitazioni ad una pretesa materiale che vadano al di là di

quanto previsto da leggi e ordinanze (DTF 118 V 32; DTF 109 V 169 consid. 3b).

Nel caso concreto

può rimanere aperta la questione a sapere se la seconda frase del marg. 2012

delle DIN è contraria alla legge poiché nella fattispecie non esistono in ogni

caso le caratteristiche di un'attività indipendente.

Infatti

l'assicurato beneficia dei fondi del FNS per poter far fronte al proprio

fabbisogno calcolati secondo la sua situazione sociale e risulta essere

occupato unicamente in Inghilterra per il suo progetto di ricerca.

In particolare

dalla lettera del 10 febbraio 2000 del Fondo nazionale svizzero per la ricerca

scientifica (FNS) all'insorgente, emerge quanto segue:

" Wir freuen uns, Ihnen die Zusprache

des IHP-Stipendiums offiziell

bestätigen

zu können.

Der Stipendienbetrag wurde gemäss den Ansätzen des Schweizerischen

Nationalfonds festgesetzt. Bei der Berechnung wurden folgende Kriterien

berücksichtigt:

a)

Zivilstand : verheiratet

b) Kinder :

-

c)

Vorsorgeeinrichtung : Fr. 2'000.- p.a.

d)

Arbeitsort : Cambridge / GB

e) IHP-Kategorie :

30

f)

Stipendiendauer : 24 Monate

Beitrag

Lebensunterhalt :

Fr. 106'000.-­-

Reisekostenpauschale :

Fr. 1'100.--

Institutsbeitrag :

Fr. 20'000.-­-

Total :

Fr.127' 100.-­-

Sie verpflichten sich, den Institutsbeitrag dem Gastinstitut zu

überweisen und uns nach einem Jahr den ersten Zwischenbericht und nach Ablauf

des Stipendiums einen Schlussbericht zuzustellen." (cfr. doc. A2)

Per cui l'unica

fonte di entrata per l'insorgente è la borsa versata dal FNS.

Ora, secondo

la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 284 consid. 2b, 122 V 169)

i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio:

investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali

propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag.

226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando,

indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono

sopportate dall’assicurato ( RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120

consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è

l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse

attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza

con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica

di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la

situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).

Nel caso concreto

queste caratteristiche non risultano dagli atti dell'incarto. Un'affiliazione

quale indipendente è pertanto esclusa.

2.7. Va

ora esaminato se nel caso concreto la borsa di studio è stata concessa allo

scopo di permettere all'insorgente un perfezionamento professionale oppure a

puro scopo di ricerca. Nel primo caso egli pagherà il contributo minimo, nel

secondo caso l'ammontare della borsa di studio va considerata quale reddito

percepito sotto forma di rendita conseguito da una persona senza attività

lucrativa.

(…)

Dalle affermazioni

del FNS e del ricorrente, non contestate dalla Cassa e sulla cui veridicità non

vi è motivo di dubitare (cfr. pure Pratique VSI 1994 pag. 85 seg., in

particolare consid. 7), e dagli atti di causa, emerge che la borsa concessa a X.

ha come scopo principale il perfezionamento professionale e la possibilità di

continuare il proprio iter formativo.

Infatti, il FNS ha

affermato espressamente che "Les bourses allouées par le Fonds national

suisse sont destinées à permettre aux bénéficiaires d'aller parfaire leur

formation scientifique à l'étranger. La bourse allouée à X. lui a donc permis

de continuer sa formation de recherche à Cambridge, GB". (Doc. XV). Ciò è stato confermato dall'insorgente nello scritto del

22 ottobre 2002 (doc. XVIII), ove ha indicato che "L'"IHP-Stipendium"

è strettamente legato al perfezionamento professionale essendo una tappa

obbligatoria nell'iter formativo accademico".

Per cui, vista la

giurisprudenza del TFA in merito (Pratique VSI 1994 pag. 85 seg. e Pratique VSI

1994 pag. 54), nonché le direttive applicabili al caso di specie, l'insorgente

deve essere affiliato quale persona senza attività lucrativa e pagare

unicamente il contributo minimo.

Il ricorso va così

accolto, la decisione impugnata annullata e l'incarto rinviato alla Cassa

affinché assoggetti X. al pagamento del contributo minimo."

2.7. Nella

presente fattispecie, emerge dagli atti dell'incarto che RI 1, nato nel 1962,

dal 1. aprile 2002 al 1. novembre 2004 ha beneficiato di un sussidio dal __________

(cfr. Doc. 10 e Doc. 16).

Analogamente

a quanto stabilito dal TCA nella sentenza riprodotta al consid. precedente,

durante il periodo in questione l'assicurato va considerato una persona senza

attività lucrativa.

Con

questo statuto egli è peraltro affiliato e versa i contributi presso la Cassa __________

(cfr. Doc. 7).

A ragione

dunque la Sezione del lavoro Ufficio Giuridico ha ritenuto che l'assicurato non

ha adempiuto il periodo di contribuzione ai sensi dell'art. 13 LADI. Il

sussidio ricevuto dal __________ non può infatti essere considerato un salario

su cui versare i contributi per il reddito di un'attività dipendente (cfr. art.

10 LPGA e art. 2 cpv. 1 lett. a LADI).

L'amministrazione

ha tuttavia completamente omesso di esaminare se le condizioni per un esonero

dell'adempimento del periodo di contribuzione (art. 14 LAI, cfr. consid.

2.3-2.5) sono o no adempiute nel caso concreto.

In simili

condizioni si giustifica l'annullamento della decisione su opposizione

impugnata e il rinvio degli atti all'amministrazione per nuovi accertamenti.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso

é accolto ai sensi dei considerandi e la decisione su opposizione del 7

aprile 2005 è annullata.

2.- Gli atti

sono rinviati all'amministrazione affinché esamini se l'assicurato può essere

esonerato dall'adempimento del periodo di contribuzione.

3.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

La Cassa verserà al ricorrente Fr. 1'000.-- a titolo di ripetibili (IVA

inclusa).

4.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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