Lexipedia

Decisione

38.2005.48

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

22 settembre 2005Italiano53 min

Source ti.ch

Fatti

I

principi giurisprudenziali attinenti alla restituzione di prestazioni elaborati

dal TFA anteriormente alla LPGA conservano tutta la loro validità anche sotto

l’egida della LPGA (cfr. DTF 130 V 318 consid. 5).

In

particolare la giurisprudenza federale ha stabilito che conformemente ad un

principio generale valido per il diritto delle assicurazioni sociali, l’amministrazione

può riconsiderare una decisione cresciuta in giudicato formale, che non è stata

oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è senza dubbio errata e la

correzione ha un’importanza rilevante (cfr. STFA del 23 marzo 2004 nella causa D.,

C 227/03; STFA del 12 febbraio 2004 nella causa B., C 349/00; STFA del 17

dicembre 2003 nella causa B., C 19/03; STFA del 28 novembre 2003 nella causa

S., C 307/01; STFA del 21 luglio 2003 nella causa T., C 81/03; STFA del 28

aprile 2003 nella causa F., C 24/01 e C 137/01; STFA del 7 marzo 2003 nella

causa D., C 354/01; STFA del 28 febbraio 2003 nella causa M., C 353/01; STFA

del 5 novembre 2002 nella causa C., C 165/02; le STFA del 6 luglio 2001 nelle

cause B., C 274/99; I, C 278/99 e O, C 279/99; STFA del 6 giugno 2000 nella

causa B., C 407/99, consid. 2; DTF 129 V 110 = SVR 2003 ALV Nr. 5, pag. 15; DTF

127 V 466, consid, 2c, pag. 469; DTF 126 V 399 = DLA 2001 N. 37, pag. 247; DLA

2000 N. 40, pag. 208; DLA 1998 N. 15, consid. 3b, pag. 79 e 80; SVR 1997 ALV

Nr. 101, pag. 309 consid. 2a e riferimenti,).

Dalla

riconsiderazione va distinta la revisione processuale delle decisioni

amministrative.

In questo

caso l’amministrazione deve procedere a una revisione processuale se si

manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti ad indurre ad una

conclusione giuridica differente (cfr. STFA del 23 marzo 2004 nella causa D., C

227/03; STFA del 12 febbraio 2004 nella causa B., C 349/00; STFA del 17

dicembre 2003 nella causa B., C 19/03; STFA del 21 luglio 2003 nella causa T.,

C 81/03; STFA del 7 marzo 2003 nella causa D., C 354/01; STFA del 6 giugno 2000

nella causa B., C 407/99; DTF 127 V 466, consid. 2c, pag. 469 e la

giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 ALV Nr. 101, pag. 309 consid. 2a e

riferimenti; DLA 1998 N. 15, consid. 3b, pag. 79 e 80). Tali sono quelle

circostanze che già al momento della decisione principale si sono realizzate,

ma che però, nonostante sufficiente attenzione e senza colpa, sono rimaste

sconosciute e non provate (cfr. STFA del 7 marzo 2003 nella causa D., C 354/01;

DLA 1995, pag. 64 consid. 2b e riferimenti; DTF 122 V 134 e seg.).

I

principi validi per la riconsiderazione di una decisione formalmente cresciuta

in giudicato valgono anche nel caso in cui, prestazioni ricevute indebitamente,

sono da restituire a norma dell’art. 95 LADI, e questo anche se le prestazioni

oggetto di restituzione non sono state erogate tramite l’emissione di una

decisione formale (cfr. STFA del 28 aprile 2003 nella causa F., C 24/01 e C

137/01; STFA del 6 giugno 2000 nella causa B., C 407/99; SVR 2003 ALV Nr. 5,

pag. 15 = DTF 129 V 110; SVR 1997 ALV Nr. 101, pag. 309-310 consid. 2a e

riferimenti; DLA 2001 N. 37, pag. 247 = DTF 126 V 399; DLA 1998 N. 15, consid.

3b, pag. 79 e 80).

Per

inciso va osservato che i principi appena enunciati validi per la

riconsiderazione e la revisione di decisioni amministrative sono stati

concretizzati all'art. 53 LPGA (cfr. STFA del 12 marzo 2004 nella causa D., K

147/03, consid. 5.3 in fine; STFA del 22 Marzo 2004 nella causa M., U 149/03,

consid. 1.2.; STFA dell’8 febbraio 2005 nella causa G., I 133/04, consid.

1.2.).

Circa

l'ulteriore presupposto necessario per poter riconsiderare una decisione,

ovvero quello dell'importanza particolare che deve rivestire la rettifica, vedi

pure la STFA del 28 aprile 2003 nella causa C., C 24/01 e C 137/01; STFA del 6

giugno 2002 nella causa K., C 44/02 e DLA 2000 N. 40, pag. 208.

In una

sentenza del 26 ottobre 2004 nella causa B. (C 185/01) l'Alta Corte ha

ricordato che:

"

(...)

2.3 Nach Art. 95 Abs. 1 AVIG muss die Kasse

Leistungen der Versicherung, auf die der Empfänger keinen Anspruch hatte,

zurückfordern. Zu Unrecht bezogene Geldleistungen können jedoch nur dann

zurückgefordert werden, wenn die Voraussetzungen einer prozessualen Revision

oder Wiedererwägung gegeben sind (vgl. BGE 122 V 368 Erw. 3 und ARV 1998 Nr. 15

S. 79 Erw. 3b): Gemäss einem allgemeinen Grundsatz des

Sozialversicherungsrechts kann die Verwaltung eine formell rechtskräftige

Verfügung, welche nicht Gegenstand materieller richterlicher Beurteilung

gebildet hat, in Wiedererwägung ziehen, wenn sie zweifellos unrichtig und ihre

Berichtigung von erheblicher Bedeutung ist (BGE 127 V 469 Erw. 2c mit

Hinweisen). Von der Wiedererwägung ist die so genannte prozessuale Revision

von Verwaltungsverfügungen zu unterscheiden. Danach ist die Verwaltung

verpflichtet, auf eine formell rechtskräftige Verfügung zurückzukommen, wenn

neue Tatsachen oder neue Beweismittel entdeckt werden, die geeignet sind, zu

einer andern rechtlichen Beurteilung zu führen (BGE 127 V 469 Erw. 2c mit

Hinweisen)." (...)"

2.3. In particolare l’Alta Corte

ha ravvisato un errore manifesto nel caso di un ricorrente al

quale non era stato calcolato il guadagno assicurato conformemente a quanto

stabilito dal TFA nella DTF 125 V 480 che ha fissato i criteri per determinare

il guadagno assicurato nel caso di una persona avente in precedenza percepito

delle indennità compensative (cfr. STFA del 28 agosto 2001 nella causa

J. (C15/01).

Nella DTF

125 V 480 il TFA ha stabilito che le indennità compensative sono ritenute, ai

fini del calcolo del guadagno assicurato, in ragione del rapporto fra i giorni

lavorativi effettivi e quelli soggetti a controllo durante un periodo di

controllo, sulla base della seguente formula: (guadagno assicurato - guadagno

intermedio) x tasso d'indennizzazione x rapporto fra giorni lavorativi e giorni

soggetti a controllo (cfr. STFA del 9 dicembre 1999 nella causa P., C 225/99

che rinvia alla DTF pubblicata in DTF 125 V 480).

L’importo

di indennità compensative così ottenute per ogni periodo di controllo viene

sommato e aggiunto agli importi sui quali si sono versati i contributi

esercitando un’attività lavorativa.

Questa

giurisprudenza è stata confermata dall'Alta Corte anche nelle sentenze non

pubblicate del 14 luglio 2000 nella causa E., C 119/00, del 31 luglio 2001

nella causa N., C 96/01 e del 15 aprile 2002 nella causa A., C 4/02.

In una decisione

del 12 ottobre 2004 nella causa F. (C 82/03) la nostra Massima Istanza ha

stabilito che la nota marginale C49 della “Circulaire relative à l’indemnité de

chômage (IC)”, janvier 2003, non è in contraddizione alla DTF 125 V 480 ed è

quindi conforme alla legge.

In quell’occasione l’Alta

Corte ha sviluppato le seguenti considerazioni:

" (…)

2.2

2.2.1 Gemäss Art. 23 Abs. 1 AVIG gilt als

versicherter Verdienst der im Sinne der AHV-Gesetzgebung massgebende Lohn, der

während eines Bemessungszeitraumes aus einem oder mehreren Arbeitsverhältnissen

normalerweise erzielt wurde; eingeschlossen sind die vertraglich vereinbarten

regelmässigen Zulagen, soweit sie nicht Entschädigungen für arbeitsbedingte Inkonvenienzen

darstellen (Satz 1).

Der Bemessungszeitraum für den versicherten

Verdienst richtet sich nach Art. 37 AVIV. Gemäss Abs. 3ter dieser Bestimmung

(in Kraft seit 1. Januar 1996) berechnet sich der versicherte Verdienst dann,

wenn die Beitragszeit (Art. 13 AVIG) für einen erneuten Anspruch auf

Arbeitslosenentschädigung ausschliesslich in einer abgelaufenen Rahmenfrist für

den Leistungsbezug zurückgelegt wurde, grundsätzlich aus den letzten sechs

Beitragsmonaten dieser Rahmenfrist (Art. 9 Abs. 3 AVIG). Nach der

Verwaltungspraxis kann der Bemessungszeitraum - in sinngemässer Anwendung der

Art. 37 Abs. 1 bis 3 AVIV - bei unbilligen Ergebnissen auf zwölf Monate

ausgedehnt werden, wenn der Durchschnittslohn aus zwölf Monaten für die

versicherte Person günstiger ist und mindestens um 10 % vom Durchschnittslohn

der letzten sechs Beitragsmonate abweicht (vgl. Rz C 43 KS-ALE in der ab 1.

Januar 2002 geltenden Fassung).

2.2.2 Beruht die Verdienstberechnung auf einem

Zwischenverdienst, den der Versicherte während der Rahmenfrist für die

Beitragszeit (Art. 9 Abs. 3 AVIG) erzielt hat, so sind gemäss Art. 23 Abs. 4

AVIG (eingefügt mit dringlichem Bundesbeschluss vom 19. März 1993 über

Massnahmen in der Arbeitslosenversicherung [AS 1993 1066], in der seit 1.

Januar 1996 geltenden Fassung gemäss Bundesgesetz vom 23. Juni 1995 [AS 1996

278]) bei der Berechnung des versicherten Verdienstes für eine zweite

Leistungsrahmenfrist (Art. 9 Abs. 4 AVIG) Kompensationszahlungen (Art. 24) mitzuberücksichtigen,

wie wenn darauf Beiträge zu entrichten wären.

Art. 24 AVIG, auf welchen Art. 23 Abs. 4 AVIG

integral verweist, lautet - soweit vorliegend von Bedeutung - wie folgt:

"1 Als Zwischenverdienst gilt jedes

Einkommen aus unselbstständiger oder selbstständiger Erwerbstätigkeit, das der

Arbeitslose innerhalb einer Kontrollperiode erzielt.

2 Der Versicherte hat innerhalb der Rahmenfrist

für den Leistungsbezug Anspruch auf Ersatz des Verdienstausfalls für Tage, an

denen er einen Zwischenverdienst erzielt.

3 Als Verdienstausfall gilt die Differenz

zwischen dem in der Kontrollperiode erzielten Zwischenverdienst, mindestens

aber dem berufs- und ortsüblichen Ansatz für die betreffende Arbeit und dem

versicherten Verdienst. (...)."

In Auslegung von Wortlaut, Sinn und Zweck dieser

Gesetzordnung hat das Eidgenössische Versicherungsgericht im Grundsatzentscheid

BGE 125 V 488 Erw. 4c/aa präzisiert, wie die bei der Ermittlung des versicherten

Verdienstes für eine zweite oder weitere Leistungs-rahmenfrist zu

berücksichtigenden Kompensationszahlungen (Art. 23 Abs. 4 AVIG) bezogen auf

eine bestimmte Kontrollperiode resp. einen bestimmten Beitragsmonat (vgl. Art.

11 Abs. 1 und Art. 27a AVIV) innerhalb des Bemessungszeitraumes (Art. 37 Abs.

3ter AVIV) zu berechnen sind und hierfür folgende Formel angegeben:

(vV - Zv) x Es x At/Kt

vV = versicherter Verdienst in der ersten (resp.

vorangehenden) Leistungsrahmenfrist

Zv = Zwischenverdienst in der Kontrollperiode

At = Anzahl (effektiv geleisteter) Arbeitstage in

der Kontrollperiode

Kt = Anzahl Kontrolltage in der Kontrollperiode

Es = Entschädigungssatz (Art. 22 AVIG)

Diese Berechnungsweise hat nach wie vor

Gültigkeit (unveröffentlichte Erw. 1 des Urteils BGE 127 V 348; Urteile A. vom

15. April 2002 [C 4/02] Erw. 3b/bb in fine, J. vom 28. August 2001 [C 15/01]

Erw. 2, O. vom 7. Juli 1999 [C 403/97] Erw. 2b).

3.

3.1 Vorinstanz und Verwaltung haben unter Hinweis

auf Art. 37 Abs. 3ter AVIV (Erw. 2.2.1 hievor) zutreffend erwogen, dass sich

der versicherte Verdienst der Beschwerdeführerin für die Leistungsrahmenfrist

ab 1. August 2002 grundsätzlich aus den letzten sechs Beitragsmonaten der

abgelaufenen, von 1. August 2000 bis 31. Juli 2002 dauernden Rahmenfrist für

den Leistungsbezug bemisst, in welcher allein die Beitragszeit (Art. 13 und 9

Abs. 3 AVIG) zurückgelegt wurde. Während des sechsmonatigen Bemessungs-zeitraums

von Februar bis Juli 2002 erzielte die Versicherte einen Zwischenverdienst in

der unbestrittenen Höhe von insgesamt Fr. 12'251.80. Ausgehend von diesem

beitragspflichtigen Einkommen ermittelte die Arbeitslosenkasse unter Anrechnung

von Kompensationszahlungen gemäss Art. 23 Abs. 4 AVIG im Betrag von insgesamt

Fr. 7'286.65 (für die Beitragsmonate Februar bis Juli 2002) einen versicherten

Verdienst von Fr. 3'256.- ([12'251.80 + 7'286.65] : 6).

Die - entsprechend der Verwaltungspraxis (Erw.

2.2.1 hievor; vgl. auch BGE 125 V 57 Erw. 5b/bb) - kontrollweise vorgenommene

Ausdehnung des Bemessungszeitraums auf zwölf Monate führte zu keinem für die

Beschwerdeführerin günstigeren Ergebnis.

3.2 Soweit in der Verwaltungsgerichtsbeschwerde

in grundsätzlicher Hinsicht eingewendet wird, die unter Erw. 2.2 dargelegte

gesetzliche Regelung der Verdienstberechnung für eine Folgerahmenfrist sei

insgesamt stossend und wirke sich rechtsungleich aus, insbesondere indem es auf

die Anzahl effektiv geleisteter Arbeitstage (pro Kontrollperiode/Beitragsmonat)

anstelle der insgesamt geleisteten Arbeitsstunden ankomme, ist sie unbegründet.

Wie das Eidgenössische Versicherungsgericht im Urteil A. vom 15. April 2002 [C

4/02] dargelegt hat, finden in die Berechnung des versicherten Verdienstes für

eine zweite oder weitere Leistungsrahmenfrist im Falle erzielter

Zwischenverdienste verschiedene Faktoren Eingang, namentlich die Höhe des

Verdienstes, die Verteilung der Arbeitszeit nach Tagen innerhalb der

Kontrollperiode (grundlegend BGE 125 V 480 zu Art. 23 Abs. 4 und Art. 24 Abs. 2

und 3 AVIG) sowie der Bemessungszeitraum (hier gemäss Art. 37 Abs. 3ter AVIV).

Jedem dieser Elemente hafte ein gewisses Zufallsmoment an, welches sich im

Einzelfall zu Ungunsten, aber auch zu Gunsten der versicherten Person auswirken

könne. In diesem Zusammenhang werde insoweit zu Recht darauf hingewiesen, dass

Arbeitslose grundsätzlich jede Arbeitsgelegenheit wahrzunehmen haben (vgl. Art.

16 Abs. 1 AVIG und BGE 124 V 62), sie somit nicht Beschäftigungsmöglichkeiten

ausser Acht lassen oder Stellenangebote ausschlagen dürfen, nur weil sich dies

allenfalls auf die Berechnung des versicherten Verdienstes für eine weitere

Leistungsrahmenfrist negativ auswirken könnte. Dies bedeute indessen nicht,

dass die geltende Regelung betreffend den Bemessungszeitraum (Art. 23 Abs. 1

letzter Satz AVIG in Verbindung mit Art. 37 Abs. 3ter AVIV) oder die

Berücksichtigung der effektiv geleisteten kontrollierten Arbeitstage bei der

Ermittlung der anrechenbaren Kompensationszahlungen als Bestandteil des

versicherten Verdienstes für die zweite oder eine weitere Leistungsrahmenfrist

(Art. 23 Abs. 4 und Art. 24 AVIG) mit dem Gleichbehandlungsgebot gemäss Art. 4

Abs. 1 aBV und Art. 8 Abs. 1 der neuen Bundesverfassung vom 18. April 1999 (BV)

in einer Art und Weise unvereinbar wäre, die einer Anwendung nach Wortlaut

sowie Sinn und Zweck entgegenstünde (a.a.O., Erw. 3b/bb; vgl. auch BGE 125 V

490 ff. Erw. 4c/dd; Urteil E. vom 14. Juli 2000 [C 119/00] Erw. 2). Von dieser

Rechtsprechung abzurücken, besteht kein Anlass.

4.

4.1Bei der Berechnung des versicherten

Verdienstes, namentlich der Festsetzung der zu berücksichtigenden

Kompensationszahlungen, stützte sich die Arbeitslosenkasse nach eigenen Angaben

auf die Weisungen des seco gemäss KS-ALE in der ab 1. Januar 2002 gültigen

Fassung. Nach dessen Randziffer C 49 - welche unverändert in das ab 1. Januar

2003 gültige KS-ALE übernommen wurde - sind die anrechenbaren

Kompensationszahlungen für einen bestimmten Beitragsmonat folgendermassen

festzusetzen:

([Brutto-] Arbeitslosenentschädigung gemäss ASAL)

x (geleistete bzw. bezahlte Arbeitstage / mögliche anspruchsberechtigte Tage)

Gestützt darauf hat die Arbeitslosenkasse - nach

Massgabe des Kreisschreibens korrekt - folgende Kompensationszahlungen

angerechnet (Berechnungsblatt der ALK):

Februar 2002: Fr. 904.10

März 2002: Fr. 1'154.65

April 2002: Fr. 1'842.20

Mai 2002: Fr. 2'017.40

Juni 2002: Fr. 1'368.30

Juli 2002: Fr. 0.-

Total: Fr. 7'286.65

Folgt man dagegen für die Ermittlung der

anzurechnenden Kompensationszahlungen strikt der unter Erw. 2.2.2 hievor

dargelegten Berechnungsvorschrift "(vV - Zv) x Es x At/Kt", ergeben

sich für die Monate Februar bis Juli 2002 bei einem bisherigen versicherten

Verdienst von Fr. 5'369.- und einem Entschädigungssatz von 0.7 (Art. 22 Abs. 2

AVIG) folgende, abweichende Werte:

Februar 2002: Fr. 992.-

März 2002: Fr. 1'197.50

April 2002: Fr. 1'794.90

Mai 2002: Fr. 1'838.30

Juni 2002: Fr. 1'661.80

Juli 2002: Fr. 0.-

Total: Fr. 7'484.50

Wird der Zeitraum für die Bemessung des

versicherten Verdienstes auf zwölf Monate ausgedehnt (vgl. Erw. 2.2.1 in fine),

ergibt dies gemäss der in BGE 125 V 480 dargelegten Berechnungsmethode

anzurechnende Kompensationszahlungen in der Höhe von Fr. 16'308.10, während die

Arbeitslosenkasse gestützt auf Randziffer C 49 KS-ALE einen Wert von Fr.

16'216.75 ermittelt hat.

4.2 Die bezogen auf den einzelnen Beitragsmonat

zu Gunsten oder zu Lasten der Versicherten ausfallenden Abweichungen in den

anzurechnenden Kompensationszahlungen sind gemäss Stellungnahme des seco vom

13. Mai 2004 - wozu den Parteien das rechtliche Gehör gewährt wurde - darauf

zurückzuführen, dass Basis der Berechnungsformel gemäss C 49 KS-ALE der

Tagesverdienst (vV/21, 7) nach Art. 40a AVIV ist. Mit andern Worten wird der

versicherte Verdienst mit dem Faktor "Kt/21,7" multipliziert. Der

Ausdruck "vV x [Kt/21,7] - Zv) x Es" entspricht dem Term "ALE

gemäss ASAL" in C 49 KS-ALE.

Damit werden die Taggeldberechnung ohne

Zwischenverdienst und die Bemessung des Differenzausgleichs bei einem

Zwischenverdienst auf dieselbe Grundlage gestellt. Diese Modifikation ändert

indessen an der Struktur der Formel zur Berechnung der bei der Ermittlung des

versicherten Verdienstes zu berücksichtigenden Kompensationszahlungen gemäss

Rechtsprechung (Erw. 2.2.2 hievor) nichts. C 49 KS-ALE steht daher nicht in

Widerspruch zu BGE 125 V 484 ff. und kann deshalb nicht als gesetzwidrig

bezeichnet werden.

(…)." (cfr. STFA del 12 ottobre 2004 nella causa F., C 82/03)

Ancora in merito al

calcolo del guadagno assicurato nel caso di una persona avente

in precedenza percepito delle indennità compensative, in una decisione del 7

giugno 2005 nella causa H. (C 64/05), il TFA si è in particolare così espresso:

"

(…)

In die Berechnung des versicherten Verdienstes

für eine zweite oder weitere Leistungsrahmenfrist im Falle erzielter

Zwischenverdienste finden verschiedene Faktoren Eingang. Es ist dies neben der

Höhe des Verdienstes und der Verteilung der Arbeitszeit nach Tagen innerhalb

der Kontrollperiode (grundlegend BGE 125 V 480 zu Art. 23 Abs. 4 und Art. 24

Abs. 2 und 3 AVIG) der Bemessungszeitraum, welcher in Fällen wie dem

vorliegenden gemäss Art. 37 Abs. 3ter AVIV grundsätzlich die letzten sechs

Beitragsmonate der abgelaufenen Leistungsrahmenfrist umfasst. Jedem dieser

Elemente haftet ein gewisses Zufallsmoment an, welches sich im Einzelfall zu

Ungunsten, aber auch zu Gunsten der versicherten Person auswirken kann. In

diesem Zusammenhang weist die Beschwerdeführerin insoweit zu Recht darauf hin,

dass Arbeitslose grundsätzlich jede Arbeitsgelegenheit wahrzunehmen haben (vgl.

Art. 16 Abs. 1 AVIG und BGE 124 V 62), sie somit nicht

Beschäftigungsmöglichkeiten ausser Acht lassen oder Stellenangebote ausschlagen

dürfen, nur weil sich dies allenfalls auf die Berechnung des versicherten

Verdienstes für eine weitere Leistungsrahmenfrist negativ auswirken könnte.

Dies bedeutet indessen nicht, dass die betreffende Regelung (Art. 23 Abs. 4 und

Art. 24 AVIG sowie Art. 37 Abs. 3ter AVIV) mit dem Gleichbehandlungsgebot

gemäss Art. 4 Abs. 1 aBV und Art. 8 Abs. 1 der neuen Bundesverfassung vom 18.

April 1999 (BV) in einer Art und Weise unvereinbar wäre, die einer Anwendung

nach Wortlaut sowie Sinn und Zweck entgegenstünde. Was das Eidgenössische

Considerandi

Versicherungsgericht in BGE 125 V 490 ff. Erw. 4c/dd zur Ermittlung der Kompensationszahlungen

nach Art. 23 Abs. 4 und Art. 24 AVIG als Bestandteil des versicherten

Verdienstes für die zweite oder eine weitere Leistungsrahmenfrist unter

Berücksichtigung der effektiv geleisteten kontrollierten Arbeitstage unter dem

Aspekt der Rechtsgleichheit ausgeführt hat, gilt auch in Bezug auf den

Bemessungszeitraum nach Art. 37 Abs. 3ter AVIV, zu dessen Erlass der Bundesrat

nach Art. 23 Abs. 1 letzter Satz AVIG ausdrücklich befugt war. Dieser die

letzten sechs Beitragsmonate umfassende Zeitraum kann im Übrigen nach der

Verwaltungspraxis - in sinngemässer Anwendung der Art. 37 Abs. 1 bis 3 AVIV -

bei unbilligen Ergebnissen auf längstens zwölf Monate ausgedehnt werden, sofern

dies für die versicherte Person günstiger ist und zu einem mindestens um 10

Prozent höheren versicherten Verdienst führt (vgl. AM/ALV-Praxis 99/2 Blatt

10/2).

Diese Erwägungen gelten sinngemäss auch für die

seit 1. Juli 2003 modifizierte Regelung der Berechnung des versicherten

Verdienstes unter Berücksichtigung von Kompensationszahlungen.

5.

Zu der von der Arbeitslosenkasse abweichenden

Berechnungsweise des kantonalen Gerichts ist Folgendes zu sagen. Nach dem in

Art. 23 Abs. 4 AVIG am Ende neu eingefügten Passus «sofern der

Zwischenverdienst die Mindestgrenze nach Absatz 1 erreicht» sind bei der

Berechnung des versicherten Verdienstes für eine Folgerahmenfrist

beitragspflichtige Einkommen nicht zu berücksichtigen, welche weniger als 500

Franken oder 300 Franken bei Heimarbeitnehmern betragen. Ein bestimmter Grund

für diese Regelung lässt sich den Materialien zur Teilrevision vom 22. März

2002.

nicht entnehmen. Die Annahme ist daher nahe liegend, dass der Gesetzgeber

auch bei einer weiteren Bezugsrahmenfrist eine Art. 23 Abs. 1 dritter Satz AVIG

entsprechende Vorschrift schaffen wollte, wonach der Verdienst nicht als

versichert gilt, wenn er eine Mindestgrenze nicht erreicht. Dabei handelt es

sich wiederum um einen über den Bemessungszeitraum gemittelten Betrag (Erw.

2.2

). Die auf die einzelnen Kontrollperioden bezogene Betrachtungsweise des

kantonalen Gerichts (Erw. 3.1) ist abzulehnen. Sie könnte unter Umständen dazu

führen, dass die Beitragszeit nicht (mehr) erfüllt ist, was dem Zweck von Art.

23.

Abs. 4 AVIG widerspricht, Anreiz für die Annahme einer nach Art. 16 Abs. 2

lit. i AVIG lohnmässig unzumutbaren Arbeit zu geben (vgl. BGE 125 V 490 Erw.

4c/dd).

(…)." (cfr. STFA del 7 giugno 2005 nella causa H., C 64/05)

2.4

In una sentenza pubblicata in

DTF 118 V 182 (chiamata a statuire in un caso concernente la legge sull’assicurazione

contro gli infortuni [LAINF] che già conosceva la procedura di opposizione

introdotta con la LPGA e estesa, tra l’altro, anche alla LADI [cfr. art. 1

LADI]), il TFA ha esaminato la questione a sapere se,

nell'ambito della decisione su opposizione, l'assicuratore LAINF ha il diritto

di modificare la decisione formale contestata a detrimento dell'assicurato

(cosiddetta reformatio in pejus).

La nostra

Corte federale ha ammesso la legittimità di tale procedere, ma ha tuttavia

precisato che l'assicuratore è preliminarmente tenuto ad avvertire l'assicurato

della sua intenzione, dandogli la possibilità di esprimersi e di ritirare

l'opposizione:

"

(…)

b) Le but de la

procédure d'opposition de l'art. 105 LAA est

d'obliger l'assureur-accidents à revoir sa décision de plus près - parfois même

en confiant l'examen du dossier à une autre personne que l'auteur de la

décision contestée (arrêt non publié F. du 27 septembre 1991; à propos de la

nouvelle LAM: message du 27 juin 1990, FF 1990 III 245, commentaire des art. 94

à 98 du projet; texte définitif: FF 1992 III 880) - et il peut apparaître à

cette occasion que la décision primitive était certes erronée mais en faveur de

l'assuré et non à son détriment. Cependant, il serait contraire au principe de

la légalité auquel sont soumis les assureurs-accidents qui appliquent la LAA,

au même titre que toutes les institutions qui participent à la gestion des

assurances sociales (cf. GREBER, Le principe de la légalité considéré en droit

suisse de la sécurité sociale in Le droit des assurances sociales en mutation,

Mélanges pour le 75e anniversaire du TFA, p. 252; v. aussi RAMA 1988 No U 38 p.

106.

consid. 2b), d'interdire à l'assureur de corriger sa décision dans un sens

défavorable à l'assuré qui a fait opposition. Comme le fait observer avec

raison ZIMMERLI, c'est d'abord à l'administration qu'il incombe d'appliquer

correctement le droit et il est donc normal que celle-ci puisse, sous réserve

de disposition légale contraire, modifier une décision illégale même au

détriment de l'administré. Il peut en revanche sembler légitime de limiter le

droit de l'autorité judiciaire de procéder à une reformatio in peius, voire de

le lui interdire totalement (Zur reformatio in peius vel melius im Verwaltungsrechtspflege-verfahren

des Bundes in Mélanges Henri Zwahlen, pp. 512 et 519, § 3.2.1).

L'argumentation principale du premier juge ne peut

ainsi pas être suivie.

c) On ne saurait

davantage se rallier à l'avis de l'OFAS, qui voudrait subordonner la reformatio

in peius d'une décision frappée d'opposition aux mêmes conditions que la

révocation ou la modification de ladite décision dans le cadre d'une procédure

de reconsidération. Bien qu'elles visent en partie le même but, les deux

institutions diffèrent sur plusieurs points. En particulier, le réexamen par

l'administration d'une décision frappée d'opposition est obligatoire, tandis

que la reconsidération dépend de son bon vouloir (voir à ce dernier propos: ATF

117.

V 12 consid. 2a, 116 V 62 consid. 3a et les arrêts cités). Par ailleurs,

les conditions strictes auxquelles la jurisprudence subordonne la

reconsidération de décisions administratives entrées en force et qui n'ont pas

fait l'objet d'un examen judiciaire sur le fond s'expliquent par le souci

d'assurer la sécurité du droit: une fois entrée en force, une décision ne doit

pouvoir être révoquée ou modifiée, par la voie de la révision ou par celle de

la reconsidération, que pour des raisons impérieuses. L'exigence de la sécurité

du droit ne joue pas dans le cas d'une décision non encore entrée en force,

parce que soumise à réexamen dans le cadre d'une procédure d'opposition.

d) Avant de procéder à

une reformatio in peius, l'assureur-accidents, comme tout autre organe

administratif en semblable occurrence, doit cependant avertir l'assuré de son

intention et lui donner l'occasion de s'exprimer. Peu importe que cette

obligation soit ou non expressément prévue par la loi; elle résulte de toute

manière de la garantie constitutionnelle du droit d'être entendu (ATF 117 Ia

268.

consid. 4b, 117 V 158 consid. 3b, 116 Ia 458 et les références).

De même faut-il admettre que faute d'une règle

légale contraire (comme en droit fiscal par exemple), il doit être loisible à

l'assuré placé devant le risque d'une reformatio in peius de la décision à

laquelle il a fait opposition de retirer celle-ci, afin d'obvier à la menace

d'une aggravation de sa situation (ATF 116 V 167 consid. 3, a contrario). Ceci

est une conséquence logique du principe de disposition qui constitue, dans ce

contexte, le pendant du principe de la légalité et permet d'en atténuer la

rigueur pour l'administré (ZIMMERLI, loc.cit., p. 525; par analogie: ATF 107 V 248). En revanche, il n'existe aucune règle de droit fédéral

qui oblige l'assureur-accidents à informer l'assuré qu'il lui est possible de

retirer son opposition pour éviter une reformatio in peius. Une semblable

obligation ne peut, en particulier, être déduite de l'art.

4.

Cst. (MEYER-BLASER, Die Bedeutung von Art. 4 Bundesverfassung für das

Sozialversicherungsrecht, RDS 1992 II 435. (…)"

(cfr. DTF 118 V 182, consid. 2b, 2c e 2d, pag.

186-188).

In una

sentenza pubblicata in DTF 122 V 166 il TFA ha cambiato la propria

giurisprudenza e, nel caso in cui l’autorità giudiziaria cantonale aveva

aumentato la durata della sospensione dal diritto alle indennità di

disoccupazione inflitta a un’assicurata, ha stabilito che la parte ricorrente

invitata ad esprimersi sulla ventilata modifica a suo detrimento della

pronunzia querelata deve esplicitamente essere resa attenta circa la

possibilità di ritirare il gravame.

In quel

caso l’Alta Corte ha, in particolare, rilevato che:

"

(…)

Beabsichtigt eine Behörde, auf ein

Rechtsmittel hin zu einer reformatio in peius zu schreiten, hat sie gemäss

konstanter Praxis die betroffene Partei vorgängig darauf aufmerksam zu machen

und ihr Gelegenheit zu einer Stellungnahme einzuräumen. Dieser Grundsatz

fliesst direkt aus der verfassungsrechtlichen Garantie des rechtlichen Gehörs

gemäss Art. 4 BV. Dies gibt dem von einer Verschlechterung bedrohten

Beschwerdeführer die Möglichkeit, sein Rechtsmittel zurückzuziehen und damit

den in Aussicht stehenden ungünstigen Entscheid abzuwenden (BGE 120 V 94 Erw. 5a und 104 Erw. 5a, 118 V 188 Erw. 2d, je mit

Hinweisen).

(…).“ (cfr. DTF 122 V 166, consid. 2a, pag. 167)

In una

decisione del 16 dicembre 2002 nella causa M. (U 8/02) l'Alta Corte ha, tra

l'altro, ribadito che:

"

(…)

3.3

Beabsichtigt eine Behörde, auf ein

Rechtsmittel hin zu einer reformatio in peius zu schreiten, hat sie gemäss

konstanter Praxis die beschwerdeführende Partei vorgängig auf den in Aussicht

stehenden ungünstigen Entscheid, also die Möglichkeit einer drohenden

Verschlechterung ihrer Stellung aufmerksam zu machen und ihr Gelegenheit zu

einer Stellungnahme einzuräumen. Dies gibt der von einer Verschlechterung

bedrohten Partei die Möglichkeit, ihr Rechtsmittel zurückzuziehen und damit den

in Aussicht stehenden ungünstigen Entscheid abzuwenden (BGE 120 V 94 Erw. 5a

und 104 Erw. 5a, 118 V 188 Erw. 2d, je mit Hinweisen). Dieser Grundsatz fliesst

direkt aus der verfassungsrechtlichen Garantie des rechtlichen Gehörs gemäss

Art. 29 Abs. 2 BV (BGE 122 V 166 Erw. 2a und b mit Hinweisen, vgl. in diesem

Zusammenhang auch Art. 61 lit. d des auf 1. Januar 2003 in Kraft tretenden

Bundesgesetzes über den Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts [ATSG; BBl

2000.

5055]). (…)" (cfr. STFA del 16 dicembre 2002

nella causa M. U 8/02)

Ancora in

un’altra decisione del 22 giugno 2005 nella causa G. (P 26/04) l’Alta Corte ha,

in particolare, rilevato che:

"

(…)

L'administration a toutefois omis d'avertir

préalablement le recourant de son intention de réformer les décisions du 5 juin

2003.

à son détriment et ne lui a pas non plus offert la possibilité de retirer

son opposition dirigée contre ces décisions, comme elle aurait dû le faire. En

conséquence, la décision sur opposition litigieuse du 20 octobre 2003 sera

annulée et la cause renvoyée à l'intimé afin qu'il respecte le droit du

recourant d'être entendu.

(…).” (cfr. STFA del 22 giugno 2005 nella causa

G., P 26/04)

Questa

giurisprudenza federale è stata codificata all'art. 12 dell'Ordinanza sulla

parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (OPGA), secondo il quale

l'assicuratore non è vincolato alle conclusioni dell'opponente. Può modificare

la decisione a favore o a sfavore dell'opponente (cpv. 1).

Il

capoverso 2 recita, da parte sua, che se intende modificare la decisione a

sfavore dell'opponente, concede a quest'ultimo la possibilità di ritirare

l'opposizione.

Su questi

argomenti cfr. la STCA del 24 novembre 2003 nella causa C. (38.2003.49) e la

STCA del 22 settembre 2003 nella causa L. (35.2003.32).

2.5

Nella decisione su opposizione

impugnata si legge, tra l’altro, che:

" (…)

La cassa ha proceduto a ricalcolare il guadagno assicurato e il

guadagno intermedio ottenuto dall’assicurata durante il periodo che corre dal

mese di gennaio 1999 al mese di febbraio 2002, così come i pagamenti seguenti

il mese di febbraio 2002. In particolare, la cassa ha calcolato il guadagno

assicurato a partire dal 17 gennaio 2001 conformemente alla sentenza del TFA

menzionata dal TCA e ha escluso dal calcolo del guadagno assicurato le

indennità versate per i giorni di lavoro festivi e per il lavoro notturno. A

questo proposito, la cassa ha parimenti escluso tali indennità, per

analogia, anche dal calcolo del guadagno intermedio.

(…)." (cfr. doc. A, la sottolineatura è del redattore)

Anche nella risposta di

causa la Cassa ha, tra l’altro, sottolineato che:

" (…)

Secondo la sentenza del TCA del 17 giugno 2003, le indennità

notturne, festive e di vacanza versate all’assicurata durante la sua

occupazione quale vagliatrice notturna presso l’__________ in __________ non

possono essere considerate per il calcolo del guadagno assicurato. Analogamente,

la cassa non considera tali indennità per il calcolo del guadagno intermedio.

Per questa ragione, la cassa non può che calcolare il corretto guadagno

assicurato a partire dal 17 gennaio 2001, senza verificare e eventualmente

correggere anche le registrazioni del guadagno intermedio ottenuto durante il

biennio precedente.

(…)." (cfr. doc. III, la sottolineatura è del redattore)

A tale proposito va

innanzitutto precisato che, in realtà, nella decisione del 17 giugno 2003 (cfr.

doc. 58), subito dopo aver rilevato che in base alla giurisprudenza federale le indennità notturne, le indennità festive e di vacanza non possono

essere considerate nel calcolo del guadagno assicurato, il TCA aveva

puntualizzato che:

" (…)

Tuttavia nel caso concreto, meglio per il termine

quadro per la riscossione dal 17 gennaio 2001 al 16 gennaio 2003, si tratta di

calcolare il guadagno assicurato della ricorrente in un termine quadro

consecutivo sulla base di un guadagno intermedio.

Ora, come sopra visto (cfr. consid. 2.4), in

questa evenienza va applicata la formula stabilita dal Tribunale federale nella

DTF 125 V 480 che considera, tra l'altro, il guadagno intermedio e quindi anche

le indennità notturne e festive riconosciute all'assicurata.

(…)." (cfr. doc. 58, pag. 21)

E’ dunque a torto che, per

calcolare il guadagno assicurato della ricorrente per il termine quadro per la

riscossione che va dal 17 gennaio 2001 al 16 gennaio 2003, la Cassa ha

ricalcolato i guadagni intermedi ottenuti nel precedente termine quadro per il

periodo di contribuzione giungendo così a un guadagno assicurato pari a fr.

3'861.-- (cfr. doc. III, pag. 2).

In particolare la Cassa

non poteva togliere dai guadagni intermedi conseguiti dall’assicurata

l’indennità notturna versatale nei rispettivi periodi di controllo (cfr. doc.

7).

Infatti è considerato

guadagno intermedio il reddito proveniente da un’attività lucrativa dipendente

o indipendente che il disoccupato ottiene entro un periodo di controllo (cfr.

art. 24 cpv. 1 LADI).

Nella decisione del 12

ottobre 2004 nella causa F. (C 82/03) la nostra Massima Istanza ha stabilito

che la nota marginale C49 della “Circulaire relative à l’indemnité de chômage

(IC)”, janvier 2003, non contraddice la DTF 125 V 480 (cfr. il consid. 4.2.

della sentenza citata riprodotta in esteso al consid. 2.3.).

Il SECO nel suo rapporto

di revisione del 17 maggio 2002 ha stabilito che per il termine quadro per il

periodo di riscossione che va dal 17 gennaio 2001 al 16 gennaio 2003 il nuovo

guadagno assicurato della ricorrente ammonta a fr. 4'671.-- (cfr. doc. 50).

Il SECO era giunto a

questa conclusione applicando la Tabella di cui alla direttiva pubblicata in

Prassi ML/AD 2000/3 Foglio 4/3.

Questa direttiva è stata

ripresa poi nella Circulaire IC, gennaio 2002 e gennaio 2003, alla nota

marginale C49.

Pertanto, visto che la

nota marginale C49 della Circulaire IC, janvier 2003 è conforme alla legge e

non contraddice la DTF 125 V 480 (cfr. STFA del 12 ottobre 2004 nella causa F.,

C 82/03) e ritenuta la correttezza dei dati riportati nella Tabella allestita

dal SECO, questo Tribunale deve concludere che, conformemente alla

giurisprudenza federale e alle direttive valide per il calcolo del guadagno

assicurato in un termine quadro consecutivo sulla base di un guadagno

intermedio, effettivamente il guadagno assicurato della ricorrente per il

termine quadro per il periodo di riscossione che va dal 17 gennaio 2001 al 16 gennaio

2003.

ammonta a fr. 4'671.--.

In particolare il TCA

rileva che, per calcolare il “salaire soumis à cotisation” nei dodici mesi

antecedenti l’apertura del termine quadro per il periodo di riscossione

iniziato il 17 gennaio 2001 (cfr. doc. 50 colonna 6), il SECO si è fondato sui

salari dei rispettivi mesi aumentandoli della tredicesima e della indennità

notturna (cfr. doc. 7 e 50).

2.6

Nella sua decisione del 16

ottobre 2002, la Cassa Disoccupazione __________ ha stabilito che “(…)

l’assicurata deve restituire l’importo di Fr. 7'276.55 corrispondente alle

indennità di disoccupazione percepite senza giusta causa da marzo 2000 a

febbraio 2002 (…).” (cfr. doc. 51).

Nella decisione su

opposizione del 4 maggio 2005 la Cassa Disoccupazione CO 1 (nata il 1° gennaio

2005.

dalla fusione delle casse disoccupazione __________, __________ e __________;

cfr. doc. III) ha confermato la decisione del 16 ottobre 2002 e ha stabilito

che “(…) l’indennità versata in troppo all’assicurata durante il periodo 03.00

- 02.02 ammonta a Fr. 9'238.95, anziché a Fr. 7'276.55. (…).” (cfr. doc. A).

Il TCA ha appurato che per

questo periodo l’importo corretto che dovrebbe essere chiesto in restituzione

ammonta a fr. 7'463.65 (cfr. consid. 1.5).

L'amministrazione, nella

sua decisione su opposizione ha dunque aumentato l'importo chiesto in

restituzione all'assicurata.

In

ossequio alla giurisprudenza citata e all’art. 12 cpv. 2 OPGA (cfr. consid. 2.5.),

la Cassa, anziché emanare la decisione su opposizione del 4 maggio 2005, avrebbe

invece dovuto informare l'assicurata circa la possibilità che la censurata

decisione del 16 ottobre 2002 poteva essere modificata a suo sfavore

(concretamente: un importo più alto chiesto in restituzione) e concederle un

adeguato termine di riflessione per eventualmente ritirare la propria

opposizione, in modo tale da evitare la prospettata reformatio in pejus.

Solo qualora

RI 1 avesse deciso di mantenere l'opposizione, la Cassa avrebbe dovuto emanare

una decisione su opposizione.

In esito

alle considerazioni che precedono - ritenuto che, così facendo, la Cassa ha

violato l'art. 29 cpv. 2 Cost. (diritto di essere sentito, diritto di natura

formale la cui violazione comporta, per principio, l'annullamento della

decisione impugnata, cfr., al proposito, STFA del 20 aprile 2005 nella causa

Z., K 24/04; DTF 127 V 431, consid. 3d/aa, pag. 437-438; DTF 126 V 130, consid.

2b, pag. 132 e le sentenze ivi citate) - la decisione su opposizione del 4

maggio 2005 va annullata e la causa retrocessa all'amministrazione affinché conceda

a RI 1 un adeguato termine di riflessione per decidere se mantenere oppure

ritirare l'opposizione a suo tempo interposta avverso la decisione formale del

16.

ottobre 2002.

Se

dovesse ritirare la propria opposizione allora, come stabilito nella decisione

formale del 16 ottobre 2002 (cfr. doc. 51) l’assicurata dovrebbe restituire

l’importo di fr. 7'276.55.

Se

l'assicurata ritirerà l'opposizione la Cassa sottoporrà al più presto, dopo che

la presente sentenza sarà cresciuta in giudicato, la domanda di condono

dell’assicurata, per decisione, al servizio cantonale (cfr. art. 95 cpv. 3

LADI).

Al

riguardo questo Tribunale rileva già sind’ora che la buona fede dell’assicurata

nella percezione delle indennità di disoccupazione va ammessa.

Se l'assicurata

dovesse invece confermare la propria opposizione allora, la Cassa dovrà

emettere una nuova decisione su opposizione con la quale all'assicurata verrà

chiesta la restituzione dell'importo di fr. 7'436.65 per prestazioni ricevute

indebitamente durante il periodo 03.00-02.02 (cfr. consid. 1.5).

2.7

In merito all'osservazione dell’assicurata

riguardo dei termini di prescrizione (cfr. doc. V), il TCA si limita qui ad

osservare che il rapporto di revisione del SECO è del 17 maggio 2002 e che la

decisione della Cassa con la quale le sono state chieste in restituzione le

indennità versatele indebitamente durante il periodo da marzo 2000 a febbraio

2002.

è stata intimata il 23 ottobre 2002 (cfr. doc. 50 e 51).

Dunque il termine di

perenzione relativo di un anno è stato rispettato e quello assoluto di 5 anni

non era ancora trascorso (cfr. art. 25 cpv. 2 LPGA che corrisponde all’art. 95

cpv. 4 della LADI in vigore fino al 31 dicembre 2002).

Inoltre, per quanto

attiene invece al termine di esecuzione (Vollstreckung) esso inizia a decorrere

solo dopo la crescita in giudicato della decisione di restituzione.

Al riguardo in una

decisione del 24 gennaio 2005 nella causa M. (C 29/04) il TFA ha, in

particolare, affermato che:

"

(…) Entgegen dem was der Beschwerdeführer

anzunehmen scheint, wird mit der frisgerechten Geltendmachung der Rückforderung

die Verwirkung jedoch ein für allemal ausgeschlossen. Insofern ist der

Vorinstanz darin beizupflichten, dass sich die Frage der Verwirkung erst wieder

bei der Vollstreckung stellt, nachdem die Rückerstattungsverfügung

rechtskräftig geworden ist (vgl. hiezu SVR 1997 Alv Nr. 84 S. 256). (…)."

(cfr. STFA del 24 gennaio 2005 nella causa M., C 29/04)

La pretesa della Cassa

disoccupazione, malgrado il lungo termine trascorso (cfr. consid. 1.2) non è

dunque perenta.

2.8

L'assicurata

ha protestato spese e ripetibili (cfr. doc. I).

Per

quanto riguarda le spese il TCA ricorda che secondo l'art. 20 cpv. 1 della

legge di procedura per i ricorsi al Tribunale cantonale delle assicurazioni

(LPTCA) la procedura è per principio gratuita.

Per le

ripetibili va invece osservato che l'Alta Corte riconosce eccezionalmente ad

una parte vittoriosa non rappresentata il diritto ad ottenere un'indennità per

ripetibili per l'attività da lei svolta solo se la causa è complessa, gli

interessi in gioco sono importanti, il lavoro svolto ha impedito notevolmente

l'attività professionale o ha comportato una perdita di guadagno e se gli

sforzi profusi sono ragionevolmente proporzionati ai risultati ottenuti (STFA

del 25 aprile 2005 nella causa S., C 3/04; STFA del 25 luglio 2004 nella causa

A., C 152/03; STFA del 3 dicembre 2003 nella causa H., C 148/03; DTF 127 V 205,

consid. 4b, pag. 207; DTF 110 V 71, consid. 7, pag. 81-82; DTF 110 V 132,

consid. 4d, pag. 134-135).

A mente

del TCA, nel presente caso, non sono dati gli estremi per riconoscere alla

ricorrente non patrocinata un’indennità per ripetibili ai sensi della

giurisprudenza federale sopra citata.

Visto tutto quanto precede

il ricorso va accolto ai sensi dei considerandi e la decisione su opposizione

impugnata è annullata e gli atti retrocessi alla Cassa perché proceda come

indicato al consid. 2.6.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso

é accolto ai sensi dei

considerandi.

§ La

decisione su opposizione impugnata va annullata e gli atti rinviati alla Cassa

affinché proceda conformemente a quanto indicato al consid. 2.6.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al

ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster