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38.2005.62

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

28 novembre 2005Italiano36 min

Source ti.ch

Fatti

I rapporti nei miei confronti 3 agosto 2001

(allegato 6) e 17 dicembre 2002 (allegato 7) dell'avv. __________ erano

positivi e con __________. 8 gennaio 2003 venivo "trasferita

definitivamente" all'__________.

Perchè allora, solo dopo neanche otto mesi, in

data 17 settembre 2003 (allegato 8), si decideva di trasferirmi nuovamente,

senza che nessun apprezzamento negativo nei miei confronti fosse stato

espresso?

La decisione su opposizione della CO 1 porta la

data del 20 giugno 2005, mentre la documentazione richiestami con verbale 17

giugno 2005 è stata da me consegnata al signor __________ in data 21 giugno

2005: ciò significa palesemente che la decisione è stata presa senza tener

conto della documentazione da me prodotta." (Doc. VII)

Al

riguardo il 21 settembre 2005 la Cassa si è così espressa:

"

Abbiamo letto i documenti trasmessici per una

presa di posizione.

Nel merito precisiamo quanto segue:

a) ci riconfermiamo nella nostra risposta di

causa del 3 agosto 2005;

b) questi

ulteriori documenti ci confermano l'esigenza di attendere la sentenza del

Tribunale cantonale amministrativo;

c) l'onere

della prova del "mobbing" compete alla signora RI 1: a parer nostro

tale prova non esiste.

Ricordiamo inoltre che il datore di lavoro ha

effettuato diversi tentativi per trovare un'occupazione alla signora RI 1,

tutti questi tentativi sono falliti. Ci sembra poco serio non intravedere

precisa responsabilità della signora RI 1 per essere stata licenziata."

(Doc. IX)

1.5. Il 23

novembre 2005 il segretario del TCA ha appurato che il Tribunale cantonale

amministrativo non si è ancora pronunciato sul ricorso

inoltrato dall'assicurata (cfr. Doc. XI).

in

diritto

2.1. Secondo

l'art. 30 cpv. 1 lett. a l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se è

disoccupato per propria colpa.

In questa

evenienza competenti ad emettere una decisione di sospensione sono le casse di

disoccupazione (cfr. art. 30 cpv. 2 LADI).

La disoccupazione

è ad esempio imputabile all'assicurato che, con il suo comportamento, in

particolare violando gli obblighi contrattuali di lavoro, ha fornito al proprio

datore di lavoro un motivo di disdetta del rapporto di lavoro (cfr. art. 44

cpv. 1 lett. a OADI). Queste norme riprendono sostanzialmente quelle che sono

state in vigore fino al 31 gennaio 1983 (cfr. art. 29 cpv. 2 lett. a LAD e art.

44 cpv. 1 lett. a OAD).

Non

occorre quindi, secondo le norme sopra citate in vigore dal 1° gennaio 1984,

che l'assicurato abbia fornito al proprio datore di lavoro un motivo grave,

atto a giustificare lo scioglimento del rapporto di lavoro con effetto

immediato (cfr. art. 337 e 346 cpv. 2 CO); cfr. STFA del 14 aprile 2005 nella

causa M., C 48/04; STFA del 13 novembre 2003 nella causa M., C 120/03, consid.

2.2.

Basta una

colpa non necessariamente di natura professionale ma anche soltanto attinente

al comportamento generale o al carattere dell'assicurato, purché abbia

costituito per il datore di lavoro il motivo della disdetta del rapporto di

lavoro (cfr. Holzer, Kommentar zum BG über die Arbeitslosenversicherung, Zurigo

1954 p. 142ss.; Schweingruber, Der Dienstvertrag und seine Beziehungen zum

Arbeitslosenversicherungsrecht, in DLA 1954 pag. 138ss.; Jost, Le droit du

contrat de travail et le droit en matière d'assurance-chômage, in DLA 1975,

pag. 82ss; Stauffer, Die Arbeitslosenversicherung, Zurigo 1984, pag. 91ss.; Spühler

Grundriss des Arbeitslosenversicherungsrecht, Berna 1985, pag. 46ss.; Gerhards,

Kommentar zum Arbeitslosenversicherungs-gesetz, (AVIG), Berna 1987, Vol. 1, p.

363-367; Stauffer, Serie: Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungs-recht,

“Bundesgesetz über die obligatorische Arbeitslosenver-sicherung und Insolvenzentschädigung”,

ed. Schulthess, Zurigo 1998, pag. 77-80; tra le tante STFA del 16 febbraio 2004

nella causa S., C 154/03; STFA del 13 novembre 2003 nella causa M., C 120/03;

DLA 1998 N. 9, consid. 2b, pag. 44; DLA 1995 N. 18, consid. 1, pag. 107 e 108;

DTF 112 V 242, consid. 1, pag. 244-245 e la giurisprudenza ivi citata).

Va

inoltre osservato che la sospensione dal diritto alle indennità di un

assicurato disoccupato per colpa propria deve essere esaminata anche alla luce

della Convenzione OIL n° 168 del 21 giugno 1988 in vigore in Svizzera dal 17

ottobre 1991 (cfr. RS 0.822.726.8; DTF 124 V 234; fra le tante: STFA del 17

ottobre 2000 nella causa M, C 53/00; STFA del 19 dicembre 2001 nella causa E.,

C 176/01; STFA del 10 maggio 2001 nella causa A, C 76/00; STFA del 13 febbraio

2003 nella causa I, C 230/01; STFA del 13 novembre 2003 nella causa M., C

120/03).

L'art. 20

lett. b della citata Convenzione prevede che:

"

Le indennità alle quali una persona protetta

avrebbe avuto diritto nell'eventualità di disoccupazione totale o parziale o di

perdita di guadagno dovuta a sospensione temporanea del lavoro senza cessazione

del rapporto di lavoro possono essere rifiutate, soppresse, sospese o ridotte

in una misura prescritta:

….

b) se,

secondo la valutazione dell'autorità competente, l'interessato ha

deliberatamente contribuito al suo licenziamento."

L'art. 44

cpv. 1 lett. a OADI è stato ritenuto compatibile con la Convenzione n° 168

(cfr. STFA del 17 ottobre 2000 nella causa M., C 53/00; STFA del 10 maggio 2001

nella causa A., C 76/00; RDAT II – 2003 pag. 310 seg.).

In una

decisione del 20 ottobre 2005 l'Alta Corte si è riconfermata nella propria

giurisprudenza e, in merito alla disoccupazione per “propria colpa”, ed ha

ribadito che:

"

(…)

1.2 Ein Selbstverschulden im Sinne von Art. 30

Abs. 1 lit. a AVIG ist gegeben, wenn und soweit der Eintritt der

Arbeitslosigkeit nicht objektiven Faktoren zuzuschreiben ist, sondern in einem

nach den persönlichen Umständen und Verhältnissen vermeidbaren Verhalten des

Versicherten liegt, für das die Arbeitslosenversicherung die Haftung nicht

übernimmt (ARV 1998 Nr. 9 S. 44 Erw. 2b, 1982 Nr. 4 S. 39 Erw. 1a; Gerhards,

Kommentar zum AVIG, Bd. I, Rz. 8 zu Art. 30). Es genügt, dass das allgemeine

Verhalten der versicherten Person Anlass zur Kündigung oder Entlassung gegeben

hat; Beanstandungen in beruflicher Hinsicht müssen nicht vorgelegen haben. Eine

Einstellung in der Anspruchsberechtigung nach Art. 30 Abs. 1 lit. a AVIG kann

jedoch nur verfügt werden, wenn das dem Versicherten zur Last gelegte Verhalten

in beweismässiger Hinsicht klar feststeht (BGE 112 V 245 Erw. 1; ARV 1999 Nr. 8

S. 39 Erw. 7b; SVR 1996 AlV Nr. 72 S. 220 Erw. 3b/bb; Gerhards, a.a.O., Rz. 11

zu Art. 30). Das vorwerfbare Verhalten muss zudem nach Art. 20 lit. b des Übereinkommens

Nr. 168 der Internationalen Arbeitsorganisation (IAO) über Beschäftigungsförderung

und den Schutz gegen Arbeitslosigkeit vom 21. Juni 1988 (SR 0.822.726.8; für

die Schweiz in Kraft seit dem 17. Oktober 1991, AS 1991 1914) vorsätzlich

erfolgt sein (vgl. BGE 124 V 236 Erw. 3b, welche Rechtsprechung gemäss

unveröffentlichtem Urteil M. vom 17. Oktober 2000 [C 53/00], Erw. 3b, auch im

Bereich von Art. 44 Abs. 1 lit. a AVIV anwendbar ist). (...)"

(cfr. STFA del 20 ottobre 2005 nella causa H., C 185/05, consid. 1.2)

Il

comportamento dell'assicurato che ha causato il suo licenziamento, per essere

sanzionabile alla luce delle disposizioni di diritto internazionale, deve

pertanto essere stato intenzionale (cfr. DTF 124 V 236 consid. 3b; STFA del 17

ottobre 2000 nella causa M., C 53/00; STFA del 4 giugno 2002 nella causa B., C

371/01; STFA del 7 novembre 2002 nella causa S., C 365/01; STFA del 13 febbraio

2003 nella causa I., C 230/01; STFA del 13 novembre 2003 nella causa M., C

120/03). E' comunque sufficiente il dolo eventuale (cfr. DLA 2003 N. 26 pag.

248; RDAT II – 2003 pag. 310 seg.; STFA del 4 giugno 2002 nella causa B., C

371/01; STFA del 19 dicembre 2001 nella causa E., C 176/01 e STFA del 26 aprile

2001 nella causa G., C 380/00).

La terza

revisione della LADI, accettata dal popolo il 24 novembre 2002 ed entrata in

vigore il 1° luglio 2003, non ha modificato il principio secondo cui devono

essere sanzionati gli assicurati che sono disoccupati per loro colpa, avendo

dato al datore di lavoro motivo di disdire il rapporto di impiego di cui agli

art. 30 cpv. 1 lett. a LADI e art. 44 cpv. 1 lett. a OADI (cfr. Messaggio

concernente la revisione della legge sull'assicurazione contro la

disoccupazione del 28 febbraio 2001, FF N. 23 del 12 giugno 2001, pag. 2007).

2.2. La costante

giurisprudenza del TFA ha stabilito che, ove occorre esaminare se il lavoratore

ha con il suo comportamento, segnatamente mediante violazione dei suoi obblighi

contrattuali, fornito al datore di lavoro un motivo di licenziamento, la sospensione

del diritto alle indennità potrà essere decisa solo se sarà nettamente

stabilita una colpa del lavoratore.

Tale è il

caso soltanto quando le accuse del datore di lavoro sono chiaramente credibili.

Ciò

significa concretamente che quando una controversia oppone l'assicurato al suo

datore di lavoro, le sole affermazioni di quest'ultimo non bastano per

ammettere una colpa contestata dell'assicurato e non confermata da altre prove

(ad es. deposizioni testimoniali) o indizi in grado di convincere l'amministrazione

o il giudice (cfr. STFA del 13 novembre 2003 nella causa M., C 120/03, consid.

2.2; STFA del 24 settembre 2003 nella causa R., C 281/02, consid. 1.2; DLA 1999

N. 8, consid. 7b, pag. 39; DLA 1995 N. 18, consid. 1, pag. 108; DTF 112 V 242,

consid. 1, pag. 245 e i rinvii ivi menzionati; sulla giurisprudenza analoga

resa prima dell'entrata in vigore della LADI, cfr. DLA 1980 N. 6, consid. 2b,

pag. 15 e 16, DLA 1977 N. 30 e DLA 1972 N. 14).

2.3. Secondo

l'art. 30 cpv. 3 LADI la durata della sospensione è determinata in base alla

gravità della colpa e ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al

massimo o, nel caso di cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

La

sospensione del diritto a indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve,

da 16 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di

colpa grave (cfr. art. 45 cpv. 2 OADI).

La

sua durata é determinata secondo la gravità della colpa (cfr. art. 30 cpv. 3

LADI e DLA 2000 N. 9, consid. 1, pag. 47-48), soggiace in altre parole al

principio della proporzionalità (cfr. DTF 125 V 193, consid. 4b, pag. 197; DTF

123 V 150; STFA del 17 marzo 2003 nella causa J., C 278/01, consid. 1.3;STFA

del 28 settembre 2001 nella causa U., C 119/01, consid. 3; STFA del 21 maggio 2001

nella causa D., C 424/00, consid. 2).

In virtù

dell'art. 45 cpv. 2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal

diritto all'indennità entro il termine quadro per la riscossione della

prestazione, la durata della sospensione è prolungata in modo adeguato.

L'art. 45

cpv. 3 OADI stabilisce che la colpa grave è data se l'assicurato ha abbandonato

senza valido motivo un impiego idoneo senza garanzia di uno nuovo o ha

rifiutato un lavoro idoneo.

2.4. In una

sentenza del 14 giugno 2005 nella causa S., C 102/05 il Tribunale federale

delle assicurazioni ha ridotto da 36 a 16 giorni la durata della sospensione

inflitta ad un assicurato che era stato licenziato dopo un conflitto sul posto

di lavoro, in quanto egli non è stato ritenuto l'unico responsabile

dell'insorgere dalle tensioni.

Al

riguardo l'Alta Corte ha rilevato:

"

(...)

1.

Das kantonale Gericht hat die gestützt auf Art.

30 Abs. 1 lit. a AVIG sowie Art. 44 lit. a AVIV und Art. 45 Abs. 2 AVIV

verfügten 36 Einstellungstage ab 1. September 2004 mit folgender Begründung

bestätigt: Der Versicherte räume selber ein und verschiedene Vorfälle zeigten,

dass zwischen ihm als Hauswart und der Primarschulgemeinde H.________ als

Arbeitgeberin erhebliche Differenzen bestanden hätten, an welchen er zumindest

mitschuldig gewesen sei. Die Situation habe schliesslich darin gegipfelt, dass

er den Präsidenten des Schulrates beim Übergeben des Kündigungsschreibens am

25. August 2003 zweimal einen Lügner genannt habe, worauf ihm am 29. August

2003 für einen ähnlichen Vorfall die fristlose Kündigung angedroht worden sei.

Selbst wenn der Versicherte das Gefühl gehabt habe, nicht ernst genommen zu

werden und nichts recht machen zu können, habe er sich doch bewusst sein

müssen, dass er sich seinem Vorgesetzten gegenüber nicht derart provokativ und

respektlos verhalten durfte und ein anhaltend schlechtes Benehmen zur Kündigung

führen könnte. Indem er sein Auftreten und seine Haltung insbesondere dem Schulratspräsidenten

gegenüber nicht geändert habe, habe er die Kündigung durch den Schulrat

mindestens in Kauf genommen, weshalb die Einstellung in der

Anspruchsberechtigung zu Recht erfolgt sei. In Bezug auf die Dauer der Sanktion

könne zwar nicht unbeachtet bleiben, dass der Präsident der Primarschulgemeinde

und allenfalls weitere Mitglieder des Schulrates Anteil an der unbefriedigenden

Situation am Arbeitsplatz gehabt hätten. Gleichwohl hätte er diesen Personen

als seinen Vorgesetzten auch bei Schwierigkeiten und Meinungsverschiedenheiten

den angemessenen Respekt entgegen bringen müssen.

Dies habe auch in einem nicht ganz einfachen

Umfeld von ihm erwartet werden dürfen. Verschuldensmindernde Gründe für sein

Verhalten seien daher nicht ersichtlich und die Einstellungsdauer von 36 Tagen

nicht zu bean-standen.

Considerandi

2.

2.

Entgegen der Vorinstanz kann nicht gesagt

werden, der Beschwerdeführer habe die Kündigung durch den Schulrat mindestens

in Kauf genommen, indem er sein Auftreten und seine Haltung insbesondere dem

Schulratspräsidenten gegenüber nicht geändert und diesen bei der Übergabe des

Kündigungsschreibens am 25. August 2003 zweimal einen Lügner

genannt habe. In diesem Zeitpunkt hatte der Schulrat

die Auflösung des Arbeitsverhältnisses auf Ende November 2003 bereits drei Tage

vorher beschlossen. Einstellungsrechtlich kann somit grundsätzlich einzig das

Verhalten vor dem 22. August 2003 von Bedeutung sein, zumal offenbar keine

fristlose Entlassung erfolgte, wie im Schreiben vom 29. August 2003 angedroht worden war.

2.2

Aufgrund der Akten kann nicht zweifelhaft

sein, dass der Beschwerdeführer an der vorzeitigen Kündigung durch die

Primarschulgemeinde ein Mitverschulden trägt. In diesem Zusammenhang ist zu

beachten, dass die Einstellung in der Anspruchsberechtigung keine Auflösung

des Arbeitsverhältnisses aus wichtigem Grund gemäss Art. 337 OR voraussetzt. Es

genügt, dass das allgemeine Verhalten der versicherten Person Anlass zur

Kündigung oder Entlassung gegeben hat; insbesondere müssen nicht Beanstandungen

in beruflicher Hinsicht vorgelegen haben (BGE 112 V 245 Erw. 1 mit Hinweisen;

Urteil B. vom 11. Januar 2001 [C 282/00] Erw. 1).

Anderseits kann aber auch nicht von einer

alleinigen Schuld des Beschwerdeführers an der vorzeitigen Kündigung durch den

Schulrat gesprochen werden. Dies hat denn auch das kantonale Gericht ausdrücklich

festgestellt.

Ein wesentlicher Umstand für das Fehlverhalten

des Versicherten war offensichtlich das schwer gestörte Verhältnis zum

Schulratspräsidenten. Ob die übrigen Mitglieder des Schulrates im Rahmen der

dienstvertraglichen Fürsorgepflicht das Zumutbare unternommen hatten, um den

Konflikt zu entschärfen und nicht eskalieren zu lassen (vgl. zu Art. 328 Abs. 1

OR BGE 125 III 74 Erw. 2c sowie Urteile des Bundesgerichts vom 23. September

2003.

in Sachen G. SA gegen S. [4C.189/2003] Erw. 5.1 und vom 18. Dezember 2001

in Sachen Fondation H. gegen D. [4C.253/2001] Erw. 2c), lässt sich aufgrund der

Akten nicht abschliessend sagen.

Zu beachten ist schliesslich, dass die Mehrzahl

der in der Verfügung über die Kündigung vom 22. August 2003 genannten Gründe

die vorzeitige Auflösung des Arbeitsverhältnisses auf Ende November 2003 das

Jahr 2001 betreffen. Die fraglichen Vorfälle, auf welche hier im Einzelnen

nicht näher einzugehen braucht, lagen somit bereits beinahe zwei Jahre zurück.

Es kommt dazu, dass die erste Kündigung des Anstellungsverhältnisses vom 28. November

2002.

auf Rekurs hin vom kantonalen Erziehungsdepartement mit Entscheid vom 5.

Mai 2003 aufgehoben worden war. Bei der Verschuldensbemessung ist daher das

Verhalten bis November 2002 weniger stark zu gewichten.

In Würdigung der gesamten Umstände ist von einem

mittelschweren Verschulden im untersten Bereich auszugehen. Eine Einstellungsdauer von 16 Tagen erscheint insgesamt als angemessen.

(...)"

In una

decisione del 29 settembre 2005 nella causa H. (C 214/05) il TFA ha ridotto da

32.

a 20 giorni la sanzione inflitta ad un assicurato, licenziato dopo avere

attaccato verbalmente il titotale della ditta presso la quale lavorava,

argomentando:

"

(...)

2.

Unter sämtlichen Verfahrensbeteiligten kann

letztinstanzlich als an sich unbestritten gelten, dass der im Hoch- und Tiefbau

tätige Arbeitgeber L.________, am 30. August 2004 das Arbeitsverhältnis mit dem

als Baupolier angestellten Beschwerdeführer auf Ende November 2004 hin

kündigte, weil dieser den Inhaber der Baufirma am 24. August 2004 in Gegenwart

von weiteren Mitarbeitern und anderen auf der Baustelle beschäftigten Personen unbeherrscht

und lautstark verbal angegriffen und dabei u.a. Vorwürfe betreffend die

Personalpolitik des Arbeitgebers und dessen Fristeinhaltung beim Bauprojekt

D.________ erhoben hatte. Wie die Arbeitslosenkasse zutreffend feststellte,

hat der Versicherte mit diesem Verhalten dem Arbeitgeber hinreichend Anlass

zur Kündigung gegeben und ist deshalb wegen selbstverschuldeter

Arbeitslosigkeit im Sinne von Art. 44 Abs. 1 lit. a AVIV in Verbindung mit Art.

30.

Abs. 1 lit. a AVIG in der Anspruchsberechtigung auf Taggelder einzustellen.

Entgegen der vorinstanzlichen Auffassung liegt keine auf eine Selbstkündigung

im Sinne von Art. 44 Abs. 1 lit. b AVIV hinauslaufende Auflösung des

Arbeitsverhältnisses in gegenseitigem Einvernehmen vor. Wohl hat der

Beschwerdeführer im Verlaufe seiner verbalen Attacke gegen den Arbeitgeber vom

24.

August 2004 die Bemerkung fallen lassen, "döit mer doch künde, Dir

weit jo glich kei Lüt astoue, wo mer cha bruche! Offebar

wöit Dr, das i dervoloufe!" (bei der

Arbeitslosenkasse am 17. Dezember 2004 eingegangene Stellungnahme des

Versicherten). Zudem schloss der Arbeitgeber sein Begleitschreiben zur Kündigung

vom 30. August 2004 mit der Anmerkung "wir wollen Ihnen sicher nicht vor

der Türe stehen und kommen Ihrem erneuten Wunsche, ihnen zu kündigen,

nach". Dennoch ist aufgrund der gesamten Aktenlage nicht von einem

gegenseitig abgeschlossenen Auflösungsvertrag auszugehen. Vielmehr wurde die

Kündigung (wegen des geschilderten Verhaltens des Beschwerdeführers vom 24.

August 2004) klarerweise von Seiten des Arbeitgebers ausgesprochen, was sich

bereits daraus ergibt, dass der Versicherte - wie von keiner Seite bestritten -

ohne den fraglichen Vorfall seine frühere Arbeitsstelle als Baupolier über Ende

November 2004 hinaus weiterhin innegehabt hätte.

3.

Was die Einstellungsdauer anbelangt, haben

Verwaltung und Vorinstanz dem Umstand zu wenig Rechnung getragen, dass sich die

Auseinandersetzung, welche schliesslich zur Auflösung des (abgesehen von einem

einjährigen Unterbruch) seit 1984 bestehenden Arbeitsverhältnisses führte,

zumindest teilweise an der Frage entzündete, ob das vom Arbeitgeber

angeordnete Vorgehen bei einem Aushub auf der Baustelle D.________ mit den

geltenden Arbeitssicherheitsvorschriften vereinbar sei. Unter Berücksichtigung

sämtlicher objektiver und subjektiver Aspekte ist anstelle eines schweren ein (bloss)

mittleres Verschulden anzunehmen und innerhalb des diesbezüglichen, von 16—30

Einstellungstagen reichenden Rahmens (Art. 45 Abs. 2 lit. b AVIV in Verbindung

mit Art. 30 Abs. 3 AVIG) eine Einstellung in der Anspruchsberechtigung von 20

Tagen angemessen (Art. 132 OG; BGE 123 V 152 Erw. 2 mit Hinweisen)."

In una sentenza del 20

ottobre 2005 l'Alta Corte ha ridotto da 44 a 31 giorni la durata della sanzione

inflitta ad un'assicurata che è stata licenziata dopo avere avuto delle

divergenze con un collega di lavoro, rilevando:

" (...)

Die Vorinstanz hat die von der Kasse verhängte

Einstellung von 44 Tagen geschützt, also übereinstimmend ein schweres

Verschulden im mittleren Bereich angenommen. Die Ansiedelung im Rahmen des

schweren Verschuldens ist nicht zu beanstanden. Nicht gerechtfertigt ist jedoch

im hier zu beurteilenden Fall eine Einstellung im mittleren Bereich des

schweren Verschuldens. Zwar vermögen die von der Beschwerdeführerin in der

Einsprache vom 12. September 2004 ins Feld geführten Gründe für die Entstehung

des Konfliktes zwischen ihr und einer Mitarbeiterin in der Wäscherei sowie die

Bestätigung von Meinungsverschiedenheiten gegenüber ihrer Vorgesetzten in

Bezug auf die Mitarbeiterbeurteilungen in den Jahren 2002 und 2003 nichts an

der Qualifizierung ihres Verhaltens als Einstellungstatbestand zu ändern (Erw.

2.

hievor). Sie lassen das Verschulden aber doch in einem milderen Licht

erscheinen. Denn immerhin kommt aus dem Kurzkommentar der Betriebsleiterin vom

9.

Januar 2004 sowie aus den Mitarbeiterbeurteilungen 2002 und 2003 zum

Ausdruck, dass die Versicherte mitunter für ihre Arbeit auch gelobt wurde, dass

sie sich anerkanntermassen bemühte, die Arbeit richtig zu machen, dass sie zu

den Pensionären freundlich war und Fachkenntnisse im Reinigen von Polstermöbeln

und Teppichen besass. Obwohl die Beschwerdeführerin grundsätzlich eine

zufrieden stellende Arbeitsleistung zeigte, ist die Kündigung durch die

Arbeitgeberin ihrem klar selbstverschuldeten Verhalten (Erw. 2 hievor)

zuzuschreiben. Unter diesen Umständen ist das Verschulden zwar als schwer

einzustufen, jedoch nicht im mittleren Bereich, sondern an der Grenze zum

mittelschweren Verschulden zu qualifizieren, wobei eine Reduktion der

angeordneten Einstellung auf 31 Tage angemessen erscheint. (...)"

In una decisione del 24 marzo

2005.

nella causa S., C 289/03 il TFA ha ridotto da 28 a 16 giorni la durata

della sospensione in quanto dovevano essere prese debitamente prese in

considerazione le ragioni addotte dall'assicurata per giustificare

l'insoddisfacente qualità del suo lavoro ed ha in particolare sottolineando

che:

" (...)

Verwaltung und Vorinstanz haben eine Einstellung

von 28 Tagen verhängt, also ein mittleres Verschulden an der Grenze zum

schweren angenommen. Die Ansiedelung im Rahmen des mittleren Verschuldens ist

nicht zu beanstanden.

Nicht gerechtfertigt ist jedoch im hier zu

beurteilenden Fall eine Einstellung im Grenzbereich zum schweren Verschulden.

Zwar vermögen die von der Beschwerdeführerin ins Feld geführten Gründe für die

teilweise mangelhafte Arbeitsqualität beziehungsweise für die Kündigung der

Stelle durch die Arbeitgeberin - Krankheit, Überforderung - nichts an der Qualifizierung

ihres Verhaltens als Einstellungstatbestand zu ändern (Erwägung 2). Sie lassen

das Verschulden aber doch in einem milderen Licht erscheinen. Schon in ihrer

Einsprache vom 24. Juni 2003 hat die Beschwerdeführerin geltend gemacht, die

Arbeit als Lageristin sei sehr anspruchsvoll gewesen, sie habe Überstunden

machen müssen und unter gesundheitlichen Problemen - Nervenzusammenbruch, Depressionen

- gelitten.

Dass sie mehrmals wegen Krankheit arbeitsunfähig

war, wurde vom behandelnden Arzt bestätigt, und ihre krankheitsbedingten

Absenzen, aber auch Auszahlungen für geleistete Überstunden sind in den

Lohnjournalen und -konti dokumentiert.

Es ist deshalb davon auszugehen, dass die

Beschwerdeführerin an ihrer Stelle stets an der Grenze zur Überforderung

arbeitete, was auch die beträchtlichen Ausfälle wegen Krankheit erklärt. Unter

diesen Umständen ist eine Ansiedelung des Verschuldens im mittleren Bereich

nicht an der oberen, sondern an der unteren Grenze zum leichten Verschulden

angezeigt, wobei eine Reduktion der angeordneten Einstellung auf 16 Tage

angemessen erscheint. (...)"

Infine, in una sentenza

del 14 luglio 2000 nella causa T., C 46/00 l'Alta Corte ha ridotto da 45 a 20

giorni la durata della sanzione inflitta ad un'assicurata che era stata

licenziata dopo più di 20 anni di attività per avere rifiutato di svolgere

nuovi compiti presso il medesimo datore di lavoro. Al riguardo il TFA ha

rilevato:

" (...)

c) Arbeitslosenkasse und kantonales Gericht

stufen das Verschulden der Beschwerdeführerin als schwer ein.

Dieser Auffassung kann nicht beigepflichtet werden. Die

Beschwer deführerin hat mehr als 20 Jahre bei den

Versicherungen X.________ gearbeitet. Im Frühjahr 1998 erhielt sie

zunächst das Angebot einer Kaderstelle als Direktionsassistentin, worauf ihr

die Arbeitgeberin im Juli 1998 mitteilte, diese Stelle im Personaldienst werde

abgebaut. Anschliessend bot man ihr eine Stelle als Direktionsassistentin oder

eine solche als Sachbearbeiterin im Bereich Personenversicherung an. Nachdem

sie das Angebot als Direktionsassistentin angenommen und

entsprechende halbtägige Ausbildungen absolviert hatte und die entsprechende Mutation

intern am Anschlagbrett kundgetan worden war, änderte die Arbeitgeberin ihre

Meinung erneut, kam auf die zugesagte Stelle zurück und offerierte eine andere

minderwertige Position. Unter diesen Umständen ist das Beharren der

Beschwerdeführerin auf der ihr zugesagten Stelle bis zu einem gewissen Grad

verständlich, weshalb das Verschulden als mittelschwer zu taxieren ist (vgl.

ARV 1986 Nr. 23 S. 92). In Würdigung aller relevanten Gesichtspunkte erscheint

eine Einstellungsdauer von 20 Tagen als angemessen. (...)"

2.5

Nella presente fattispecie RI 1 ha chiesto di essere posta al

beneficio di indennità di disoccupazione dal 1° marzo 2005 dopo avere lavorato

per l'amministrazione cantonale dal 1982 al 28 febbraio 2005 (cfr. Doc. 10).

Con

risoluzione numero __________ del 17 agosto 2004 il __________ ha infatti

disdetto il rapporto di lavoro con effetto al 28 febbraio 2005, riconoscendo

all'assicurata un'indennità d'uscita di fr. 65'708.30 (poi portata a fr.

66'221.10, cfr. Doc. B1).

Il __________

ha indicato i seguenti motivi per il licenziamento:

"

(...)

- le numerose assenze per malattia di lunga durata (582 giorni

consecutivi dall'8 maggio 1999 al 31 gennaio 2001) e le ulteriori assenze

dall'aprile 2002 ad aprile 2004 a cui si aggiungono 81 episodi di assenza per

malattia inferiori a 3 giorni che non richiedono certificazione medica;

- il rapporto 10 maggio 2004 del __________ mediante il quale

chiede l'avvio della procedura di disdetta nei confronti della signora RI 1,

considerato, fra l'altro, come la stessa si sia dimostrata assolutamente

inidonea ad inserirsi in uno spirito di gruppo e inaffidabile nell'esecuzione

dei compiti presso il __________; tali atteggiamenti nei confronti del lavoro e

dei colleghi costituiscono un innegabile fatto destabilizzante e mostrano come

l'ennesimo tentativo di trasferimento interno sia fallito; (...)" (Doc.

27)

Contro la

decisione del __________ l'assicurata ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso

al Tribunale cantonale amministrativo nel quale il suo patrocinatore chiede che

il licenziamento venga annullato e RI 1 possa continuare l'attività presso lo __________

in un'altra funzione. In via subordinata il patrocinatore dell'assicurata ha chiesto

che la disdetta venga considerata abusiva e che all'assicurata venga concessa

un'indennità di fr. 50'000.-- per torto morale e quale indennità (cfr. Doc.

33).

Il

Tribunale cantonale delle amministrativo non ha ancora evaso il ricorso

dell'assicurata (cfr. consid. 1.5).

Il 20

aprile 2005 la Cassa ha "cautelativamente" sospeso RI 1 per 45 giorni

dal diritto ritenendola disoccupata per colpa, visto che è stata licenziata

"a causa delle sue continue assenze dal lavoro e della sua mancanza di

collaborazione con i colleghi" (cfr. Doc. 55).

Nella

decisione su opposizione, qui impugnata, la Cassa ha implicitamente richiamato

le argomentazioni alla base della prima decisione (cfr. consid. 1.1).

Chiamato

ora a pronunciarsi, il TCA ricorda innanzitutto che, se è vero, che secondo la

giurisprudenza federale per concludere ad una disoccupazione per colpa propria

ai sensi dell'art. 30 cpv. 1 lett. a LADI in relazione con l'art. 44 lett. a

OADI non è necessario essere in presenza di un licenziamento con effetto

immediato o di un licenziamento per violazione degli obblighi contrattuali, ma

basta che la rescissione del rapporto di lavoro sia stata provocata dal

comportamento o dal carattere dell'assicurata (cfr. consid. 2.1 e 2.4) è

altrettanto vero che la colpa dell'assicurata per la perdita del posto di

lavoro deve essere nettamente provata (cfr. consid. 2.2).

Ora, nel

caso concreto, senza ulteriori accertamenti, non è possibile concludere che

l'assicurata sia disoccupata per colpa propria.

Infatti,

per quel che concerne la prima motivazione alla base del licenziamento (le

assenze), è evidente che le assenze per malattia di lunga o breve durata

giustificate mediante un certificato medico credibile e completo (cfr. al

proposito: STFA dell'11 ottobre 2005 nella causa W., C 184/04) non costituiscono

un comportamento colpevole da parte dell'assicurata (cfr. STFA del 18 aprile

2002.

nella causa P., I 550/00; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01;

STFA del 10 settembre 1996 nella causa F., C 12/96; DLA 2000 pag. 38, consid.

2a, pag. 40; DTF 125 V 351, consid. 3a pag. 352; DTF 124 V 234, consid. 4b/bb/

e riferimenti pag. 238; STCA del 6 novembre 2001 nella causa C., 38.01.126;

STCA del 19 febbraio 2001 nella causa B., 38.01.90; STCA del 17 aprile 2000

nella causa S., 38.99.227; STCA del 6 maggio 1999 nella causa S., 38.99.92;

STCA del 15 maggio 1997 nella causa C.-R., 38.96.304; STCA del 13 febbraio 1997

nella causa S., 38.96.216).

Per quel

che riguarda gli 81 giorni di assenza per malattia inferiori a 3 giorni che non

richiedono un certificato medico non è dato a sapere se il datore di lavoro

aveva motivi per ritenere che tali assenze non fossero in realtà dovute a

malattia e quindi fossero ingiustificate (cfr. Doc. A10).

La Cassa dovrà

dunque approfondire questa questione (cfr. STFA del 12 aprile 2005 nella causa

G., C 179/03; STFA dell'11 ottobre 2005 nella causa W., C 184/05).

Per quel

che riguarda la seconda ragione alla base dello scioglimento del rapporto di

lavoro (e cioè l'inidoneità dell'assicurata ad inserirsi in uno spirito di gruppo

e inaffidabilità nell'esecuzione dei compiti presso il __________), il TCA

constata, da una parte, che l'assicurata contesta di aver dovuto lavorare in

gruppo e di essere piuttosto stata isolata dal suo diretto superiore (avv. __________,

cfr. consid. 1.2 e Doc. A10) e, dall'altra, che la Cassa non ha verificato in

cosa consistono concretamente i rimproveri mossi all'assicurata durante la sua

attività presso il __________ (cfr. al riguardo Doc. 41: "il Capocentro

sottolinea l'incompatibilità anzi l'invivibilità, di caratteri con gli altri

collaboratori" e Doc. 41) e neppure se eventuali comportamenti criticati

dal suo diretto superiore fossero dovuti a ragioni di salute (cfr. Doc. B2,

A9).

Anche su

questo aspetto l'amministrazione è tenuta a compiere accertamenti

supplementari.

Questa

soluzione si giustifica tanto più se si considera che dagli atti dell'incarto

emerge che nel periodo in cui ha prestato la sua attività, presso __________ (__________)

e precisamente dal febbraio 2001 al settembre 2003 RI 1 ha lavorato in modo

soddisfacente per il suo superiore avv. __________ (cfr. Doc. A2: "La

signora RI 1 ha collaborato direttamente con il sottoscritto per

l'organizzazione di riunioni, la verbalizzazione e altre attività di

segretariato. I lavori svolti sono sempre stati di mia soddisfazione",

Vedi pure Doc. B6, Doc. B7 e che è stata trasferita in quanto "pur

essendosi inserita nel nucleo che opera in quel contesto, debba trovare una

collocazione professionale più consona alla sua formazione ed esperienza",

Doc. B8)

Il TCA,

vista l'importanza che il legislatore ha voluto attribuire alla procedura di

opposizione (cfr. STFA del 17 giugno 2005 nella causa D., I 3/05; STFA del 30

settembre 2005 nella causa B., C 279/03; STFA del 15 settembre 2005 nella causa

A, C 119/05) deve infine stigmatizzare l'operato dell'amministrazione la quale dopo

avere sentito l'assicurata il 17 giugno 2005 ed avere concordato con lei la trasmissione

di alcuni documenti (cfr. Doc. 30), ha emesso la decisione su opposizione il 20

giugno 2005 (cfr. Doc. 28), prima ancora di ricevere la documentazione

richiesta, che è stata consegnata il 21 giugno 2005 (cfr. Doc. 32).

In

conclusione e per i motivi appena esposti la decisione su opposizione deve

essere annullata e gli atti rinviati all'amministrazione per nuovi

accertamenti.

Qualora

dagli stessi e/o della sentenza del Tribunale cantonale amministrativo

dovessero emergere elementi tali di giustificare una sospensione dal diritto

all'indennità di disoccupazione, la Cassa è invitata ad esaminare l'insieme

delle circostanze al momento di fissare l'entità della sanzione (cfr. in

particolare il consid. 2.5).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso

é accolto ai sensi dei considerandi e la decisione su opposizione del 20

giugno 2005 è annullata.

2.- Gli atti

sono rinviati all'amministrazione per nuovi accertamenti.

3.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

4.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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