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Decisione

38.2005.63

Mancate e insufficienti ricerche di lavoro nei 3 mesi prima del collocamento. Quando l'assicurato ha usufruito di vacanze pagate per recuperare ore straordinarie non era tenuto a compiere ricerche.San

24 ottobre 2005Italiano68 min

Source ti.ch

Fatti

N. 24 del 24 giugno 2003

pag. 1728 segg.).

Dal

profilo temporale il giudice delle assicurazioni sociali applica di principio

le norme di diritto materiale in vigore al momento in cui si realizza la

fattispecie che esplica degli effetti (cfr. DTF 130 V 329; DTF 129 V 1, consid.

1.2., pag. 4; DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, pag.

467; DTF 126

V 166 consid. 4b, pag. 166; DTF 125 V 42, consid. 2b,

pag. 44; DTF 123 V 70, consid. 2, pag. 71; DTF 122 V

34, consid. 1,

pag. 36 con riferimenti; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2; STFA del 16

febbraio 2004 nella causa S., C 154/03; STFA del 20 gennaio 2003 nella causa V.

e V.-A., K 133/01 e STFA del

23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01).

Inoltre,

il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell'esame della vertenza, si fonda

di regola sui fatti che si sono realizzati fino all'emanazione della decisione

su opposizione contestata

(cfr. STFA del 22 aprile 2005 nella causa S., U 417/04, consid. 1.1.; DTF 128 V

315=SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 121 V 366 consid. 1b; qui: il 6 luglio 2005).

Nel caso

in esame, l'amministrazione ha sanzionato l'assicurato per mancate ricerche di

lavoro nei mesi di dicembre 2004 e di gennaio e febbraio 2005 precedenti il

riannuncio per il collocamento dell’11 febbraio 2005. Nel lasso di tempo in

questione la terza revisione della LADI era in vigore e deve, dunque, essere

presa in considerazione.

2.3. Dapprima va

rilevato che la terza revisione della LADI non ha sostanzialmente modificato né

l'obbligo per gli assicurati di cercare un impiego adeguato, né il principio di

sanzionare la violazione di questo dovere vigenti precedentemente al 1° luglio

2003. È stato, invece, parzialmente modificato l'art. 26 dell'ordinanza.

Pertanto resta valida la giurisprudenza elaborata fino al 30 giugno 2003.

Come

appena visto, tra gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare

personalmente un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16 LADI), se necessario

anche fuori della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI) ed anche

fuori del proprio luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).

Alla fine di ogni periodo

di controllo egli dovrà, dunque, presentare al servizio competente le prove

documentali relative alle ricerche di lavoro intraprese (cfr. STFA del 29.1.92

nella causa E.R., non pubblicata).

Secondo l'art. 26 cpv. 1

OADI:

"

L'assicurato deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di

regola sotto forma di domande d'impiego ordinarie."

L'art. 26 cpv. 2 OADI

prevede che:

"

Annunciandosi per riscuotere l'indennità giornaliera, l'assicurato deve

provare al servizio competente gli sforzi che ha intrapreso per trovare

lavoro."

L'art. 26 cpv. 2bis OADI precisa

che

" Egli deve fornire tale prova per ogni periodo di

controllo al più tardi entro il quinto giorno del mese seguente o il primo

giorno lavorativo successivo a tale data. In caso contrario, il servizio

competente gli accorda un termine adeguato per rimediarvi. Nel contempo lo

informa per scritto che, se lascia scadere il termine senza una giustificazione

valida, le ricerche di lavoro non potranno essere prese in considerazione."

L'art. 26 cpv. 3 OADI stabilisce che:

"

Il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro

dell'assicurato."

Conformemente al principio

dell'obbligo della riduzione dei danni ancorato nel diritto delle assicurazioni

sociali (cfr. Maurer, Sozialversicherungsrecht, Band I, 1979 p. 323), la LADI

ha dunque previsto che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue

possibilità per evitare o ridurre lo stato di disoccupazione.

Se non adempie il suo

obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c

LADI, secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il

suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata.

2.4. La giurisprudenza federale ha

stabilito che questo motivo di sospensione è dato anche quando l'assicurato non

si attiene all'obbligo della ricerca di un lavoro prima di essere disoccupato.

L'assicurato deve così, ad esempio, adoperarsi già durante il periodo di

disdetta (e cioè a partire dal momento in cui gli viene notificato il

licenziamento) per trovare una nuova occupazione (cfr. DLA 1966 N° 11 e N° 21;

DLA 1977 N° 33; DLA 1987

pag. 41, DTF del 29 gennaio 1992 nella causa E.R., C 77/91; SVR 1998 ALV N° 22;

D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di collocamento alla

luce della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST,

Pregassona 2000, pag. 16 segg.; vedi pure art. 45 cpv. 1 lett. a OADI).

Anche gli

assicurati con un contratto di lavoro di durata determinata devono compiere

sforzi per cercare da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che

precede la fine del rapporto di lavoro (cfr. Comunicazioni e istruzioni UFIAML,

n. 12, 29 dicembre 1981, pag. 6, n. 3; D. Cattaneo,

op. cit., pag. 17).

Questa giurisprudenza viene regolarmente

confermata dal TFA (cfr. ad esempio: STFA del 22 ottobre 2002 nella causa N.

(C 305/01), non pubblicata; STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C. (C 280/01);

STFA del 15 dicembre 2003 nella causa P. (C 200/03); STFA del 10 dicembre 2004

nella causa M.

(C 210/04)).

Oltre al

caso appena ricordato in cui può essere sanzionato il lavoratore che non cerca

una nuova occupazione durante il periodo di disdetta o nel periodo

immediatamente precedente la fine di un contratto di lavoro di durata

determinata, può pure essere sospeso dal diritto all'indennità l'assicurato che

non può provare di aver cercato un impiego durante il periodo che precede

l'adempimento dell'obbligo di controllo. Ciò vale, in particolare, per gli

assicurati che, terminati gli studi o dei corsi di perfezionamento,

preferiscono lasciar trascorrere qualche mese prima di annunciarsi disoccupati

e, nel periodo che va dalla fine degli studi al momento in cui si presentano

per la prima volta all'Ufficio del lavoro, non compiono nessuna ricerca di

impiego (cfr. DLA 1981 p. 126; DLA 1982 p. 37).

2.5. Per

stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare

un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la

qualità delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76

consid. 2 con riferimenti; STFA del 15 gennaio 2001 nella causa C.P.-B., C

49/00).

Il

disoccupato, per ogni periodo di controllo, deve, infatti, fornire

all'amministrazione la prova d'aver compiuto un certo numero di ricerche di

lavoro qualitativamente valide (cfr. DTF 124 V 231; DTF 120 V 74; DLA 1993/1994

pag. 55; DTF 112 V 217; DLA 1987 n. 2 p. 40; DLA 1986 n. 26 p. 101).

Secondo costante

giurisprudenza cantonale, gli assicurati, durante ogni periodo di controllo,

devono comprovare, di regola, almeno 4 ricerche qualitativamente valide (cfr.

per tutte la STCA del 28 gennaio 1987 nella causa M.Z., AD 247/86). Il TFA, in

una sentenza del 13 luglio 1987, ha approvato questo principio

(cfr. STFA nella causa M.Z., C 33/87).

In una sentenza del 3 luglio 2003 nella causa AWA

contro E.

(C 286/02), il TFA ha ritenuto sufficienti quattro ricerche di lavoro compiute

da un assicurato durante uno dei tre mesi di disdetta, osservando:

"

(…)

Mit der Vorinstanz sind die fünf Arbeitsbemühungen

während des Monats November als genügend und die drei, eventuell vier

Bewerbungen im Dezember 2001 als gerade noch ausreichend zu qualifizieren. Dies

insbesondere angesichts des in diesem Monat knappen Angebots an Arbeitsstellen

und der Tatsache, dass sich der Versicherte nicht darauf beschränkte, sich

bloss telefonisch nach offenen Stellen zu erkundigen, sondern sich in der Regel

schriftlich bewarb. Dem geringen Fehlverhalten des Beschwerdegegners, sich

während des letzten Monats in der Kündigungsfrist nur um eine oder zwei Stellen

beworben zu haben, hat das kantonale Gericht mit der am unteren Rand des

leichten Verschuldens liegenden Einstellung von 3 Tagen angemessen Rechnung

getragen. Diese Bemessung der Einstelldauer ist unter Berücksichtigung des

nicht nur der Verwaltung, sondern auch der Vorinstanz zustehenden Ermessens, in

welches das Eidgenössische Versicherungsgericht ohne triftigen Grund nicht

eingreift (BGE 123 V 152 Erw. 2 mit Hinweisen), nicht zu beanstanden." (STFA del 3 luglio 2003 nella causa AWA contro E.,

C 286/02)

In una

sentenza del 3 agosto 2000 nella causa K. (C 399/99), la nostra Alta Corte ha

inoltre avuto modo di rilevare quanto segue:

"

1.- Das kantonale Gericht hat die vorliegend

massgebenden Bestimmungen über die Pflicht zur Stellensuche (Art. 17 Abs. 1

AVIG), die Einstellung in der Anspruchsberechtigung bei ungenügenden Arbeitsbemühungen

(Art. 30 Abs. 1 lit. c AVIG), die verschuldensabhängige Dauer der Einstellung

(Art. 30 Abs. 3 AVIG und Art. 45 Abs. 2 AVIV) sowie die Rechtsprechung zu

Qualität und Quantität der Arbeitsbemühungen (vgl., nebst den erwähnten BGE 120

V 76 Erw. 2 und 112 V 217 Erw. 1b, BGE 124 V 231 Erw. 4a) zutreffend dargelegt.

Darauf kann verwiesen werden.

Richtig ist auch, dass gemäss Verwaltungspraxis

in der Regel durchschnittlich 10 bis 12 Bewerbungen pro Monat verlangt werden

(Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, Bd. I, N. 15 zu Art.

17). Eine allgemein gültige Aussage über die erforderliche Mindestanzahl an

Bewerbungen ist indes nicht möglich. Das Quantitativ beurteilt sich vielmehr

nach den konkreten Umständen (Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in:

Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Bd. Soziale Sicherheit, Fn

1330). Zu berücksichtigen sind namentlich Alter,

Schul- und Berufsbildung der versicherten Person

sowie die Verhältnisse im für diese in Betracht kommenden

Arbeitsmarkt. (…)"

Questa giurisprudenza è stata confermata in una

sentenza del

6 agosto 2002 nella causa Z. (C 338/01), nella quale il TFA ha ritenuto

insufficienti sei ricerche di lavoro in un mese (al riguardo cfr. anche STFA

del 25 aprile 2005 nella causa E., C 10/05, consid. 2.3.1.).

In un'altra sentenza del 23 gennaio 2003 nella

causa C.

(C 280/01) il TFA ha ritenuto insufficienti

quattro ricerche di lavoro in un periodo di tre mesi.

In una sentenza del 26 maggio 2003 nella causa M.

(C 98/02), il TFA ha ritenuto non colpevole un assicurato che aveva compiuto,

durante due periodi di controllo, sei ricerche di impiego lavorando a tempo

pieno in un programma di occupazione temporanea.

Il TFA, in una sentenza del 4 giugno 2003 nella

causa R.

(C 319/02), ha ritenuto insufficienti sei ricerche di lavoro in un mese.

In un'altra sentenza dell'11 luglio 2003 nella

causa D. (C 63/03) la nostra Alta Corte, dopo avere ricordato che i giudici di

prima istanza avevano ritenuto che l'obiettivo fissato ad un'assicurata

dall'amministrazione di effettuare dieci ricerche di lavoro mensili non era

sproporzionato, ha ritenuto insufficienti tre ricerche di lavoro durante un

periodo di controllo.

In una sentenza del 10 dicembre 2004 nella causa

M.

(C 210/04), il TFA ha confermato la sanzione inflitta dall’amministrazione ad

un assicurato che aveva svolto due ricerche di lavoro nel mese antecedente

l’annuncio al collocamento, ritenute insufficienti e che aveva omesso di

compiere ricerche di lavoro durante il primo periodo di controllo; l’Alta Corte

ha pure considerato insufficienti cinque ricerche di lavoro, di cui tre erano

già state compiute nel mese precedente, effettuate dall’assicurato durante un

periodo di controllo. La nostra Massima Istanza ha in particolare sottolineato:

"

(...)

Bei der Beurteilung der Frage, ob sich eine

versicherte Person genügend um zumutbare Arbeit bemüht hat, ist nicht nur die

Quantität, sondern auch die Qualität ihrer Bewerbungen von Bedeutung (BGE 124 V

231 Erw. 4a mit Hinweis).

Wenn jedoch dem Versicherten grössere

Anstrengungen in quantitativer Hinsicht hätten zugemutet werden können, ist er

wegen ungenügender persönlicher Bemühungen um Arbeit in der

Anspruchsberechtigung einzustellen. Dabei kommt es immer auf die konkreten

Umstände an. Im Sinne einer Grössenordnung ist jedoch zu beachten, dass einige

Kassen durchschnittlich zehn bis zwölf geeignete Arbeitsbemühungen im Monat

verlangen (BGE 124 V 234 Erw. 6 mit Hinweis)."

In

una sentenza del 12 luglio 2005 nella causa S. (C 106/04) il TFA ha rilevato:

" (...)

2.1 Pour trancher le point de savoir si l'assuré a

fait des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il faut tenir

compte aussi bien de la quantité que de la qualité des démarches entreprises

(ATF 124 V 231 consid. 4). Sur le plan quantitatif, la pratique administrative

exige 10 à 12 offres d'emploi par mois en moyenne. On ne peut cependant pas

s'en tenir à une limite purement quantitative et il faut bien plutôt examiner,

au regard des circonstances concrètes, la qualité des démarches (Thomas Nussbaumer,

Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale

Sicherheit, ch. 701 et note de bas de page 1330). Sur le plan qualitatif, on

peut attendre d'un assuré qu'il ne se contente pas de démarches par téléphone,

mais qu'il réponde également à des offres d'emploi par écrit (Jacqueline Chopard,

Die Einstellung in der Anspruchsberechtigung, thèse Zurich, 1998, p. 139 sv.). (...)"

Infine, in una sentenza

del 29 settembre 2005 nella causa H.

(C 199/05) l'Alta Corte si

è così espressa:

" (...)

Richtig wiedergegeben hat die Vorinstanz ferner

die Rechtsprechung zur Qualität und Quantität der Arbeitsbemühungen (BGE 124 V

231 Erw. 4a; SVR 2004 ALV Nr. 18 S. 59 [in BGE 130 V 385 nicht publizierte] Erw.

4.1) sowie die Verwaltungspraxis, wonach in der Regel durchschnittlich 10 bis

12 Bewerbungen pro Monat verlangt werden, wobei indes die Umstände des

Einzelfalls zu berücksichtigen sind (Urteil E. vom 25. April

2005 Erw. 2.3.1, C 10/05). Darauf wird verwiesen.

2.2 Zu ergänzen ist, dass die versicherte Person

auf Grund der Schadenminderungspflicht selbst alles Zumutbare zu unternehmen

hat, um Arbeitslosigkeit zu vermeiden oder zu verkürzen. Wie in den übrigen

Zweigen der Sozialversicherung hat die versicherte Person auch bei der

Arbeitslosenversicherung ihr Möglichstes zur Schadenminderung von sich aus,

d.h. ohne besondere Aufforderung durch eine Amtsstelle oder Abgabe eines Merkblattes,

vorzukehren (ARV 1980 Nr. 44 S. 109).

Für eine Einstellung in der Anspruchsberechtigung

wegen ungenügender persönlicher Arbeitsbemühungen darf durchaus auf eine

einzelne Kontrollperiode, d.h. einen einzelnen Kalendermonat abgestellt werden,

und es geht rechtsprechungsgemäss nicht an, mit dem Hinweis auf intensivere

Anstrengungen in anderen Monaten sich in einer andern Kontrollperiode

ungenügend um Arbeit zu bemühen (erwähntes Urteil E. Erw. 2.3.2 mit Hinweis).

Vor der Einstellung ist keine Verwarnung

auszusprechen (BGE 124 V 233 Erw. 5b; Urteil W. vom 13. April 2005 Erw. 4, C 4/05).

Das seit 1. Januar 2003 geltende Bundesgesetz

über den Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts (ATSG) mit der

zugehörigen Verordnung (ATSV) und die auf den 1. Juli 2003 erfolgte

Teilrevision von AVIG und AVIV modifizieren die Rechtslage nicht, weshalb die

zu den bis 31. Dezember 2002 gültig gewesenen Bestimmungen ergangene

Rechtsprechung weiterhin zu berücksichtigen ist (erwähntes Urteil E. Erw. 1.2).

(...)"

La giurisprudenza cantonale più sopra ricordata

ha dunque fissato semplicemente una linea di riferimento e non ha carattere

assoluto ("di regola") e, secondo quanto stabilito dal TFA nelle

sentenze appena citate, occorre valutare, nel singolo caso concreto, quante

ricerche mensili siano esigibili da ogni assicurato, a seconda delle condizioni

particolari di ogni singola fattispecie (cfr. STCA del 28 gennaio 2003 nella

causa K.,

inc. 38.2002.186).

A proposito dei compiti dei consulenti del

personale, in una sentenza del 5 ottobre 2000 nella causa B. (inc. 38.2000.74),

il TCA ha ricordato che:

"

Riguardo al desiderio dell'assicurato di seguire

altri tipi di programmi occupazionali, va pure ricordato che spetta ai

consulenti degli URC di decidere di volta in volta quali sono le misure più

idonee per favorire un rapido collocamento dei singoli assicurati (cfr. art. 85

cpv. 1 lett. a e c LADI; art. 85 b LADI, art. 17 cpv. 3 LADI)."

2.6. Giusta l'art. 17 cpv. 1 in

fine LADI, l'assicurato deve comprovare il suo impegno per trovare un nuovo

posto di lavoro, fornendo al servizio competente le prove relative agli sforzi

intrapresi a tal fine (cfr. art. 26 cpv. 2 e cpv. 2 bis OADI; cfr. DLA 1988 p.

95; DTF 120 V 74). La prova degli sforzi volti al reperimento di una nuova

occupazione deve essere fornita, giusta l'art. 26 cpv. 2 OADI, al servizio

competente. Nel Cantone Ticino, sulla base dei combinati disposti dell'art. 30

cpv. 2, 85 e 85b LADI, questa competenza è stata delegata agli URC (cfr. l'art. 2a lett. e del Regolamento della legge sul rilancio

dell'occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 15 ottobre 2003; D.

Cattaneo,

op. cit., pag. 92-93).

La legge non prevede

nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire

effettuate sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi

datori di lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla

fine di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio

competente d'avere realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del

29.1.92 nella causa E.R., non pubblicata).

L'obbligo

di comprovare le ricerche di lavoro è stato ribadito dal TFA in una sentenza

del 23 gennaio 2003 nella causa C.

(C

280/01), nella quale ha osservato:

"

Selbst wenn sich der Versicherte sodann

tatsächlich bei 10 potentiellen Arbeitgebern oder Arbeitgeberinnen gemeldet

hätte, kann er sich nur auf jene Arbeitsbemühungen berufen, welche er

nachzuweisen vermag (Art. 17 Abs. 1 Satz 3 AVIG in Verbindung mit Art. 26 Abs.

Considerandi

2.

AVIV; Gerhards, a.a.O., N 22 zu Art. 17 AVIG)."

Concretamente

ciò significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare

all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore

di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile

l'avvenuta ricerca.

In caso di ricerca

personale il disoccupato non può limitarsi a un puro e semplice elenco dei

datori di lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è

necessario che il datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo

"timbro" sul formulario

(cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra forma scritta, che la ricerca di

lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del 28.1.1987 nella causa S. P., AD

5/87).

Inoltre

il TFA ha avuto occasione di rilevare che sul modulo utilizzato per comprovare

le ricerche compiute o sulle eventuali dichiarazioni dei potenziali datori di

lavoro deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il

disoccupato si è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre

1999.

nella causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).

L'assicurato potrà

servirsi dell'apposito formulario messo a disposizione dall'UFSEL (Ufficio

federale dello sviluppo economico e del lavoro; dal 1° luglio 1999 Segretariato

di stato dell'economia, SECO).

In caso di rifiuto del

datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà

comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al

servizio competente tale rifiuto.

Infine, in caso di ricerca

telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,

confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto

(cfr. DLA 1988 p. 95).

In una

sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000

pag. 156 segg., il TFA ha ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno

l'assicurato che effettua le ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.

In merito alle ricerche di lavoro compiute

esclusivamente per telefono e alla continuità delle ricerche durante un periodo

di controllo, il TFA, in una sentenza del 4 giugno 2003 nella causa R. (C

319/02), ha avuto modo di rilevare:

"

(…)

Pour trancher le point de savoir si l'assuré a fait

des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il faut tenir compte

aussi bien de la quantité que de la qualité de ses recherches (ATF 124 V 231

consid. 4a et l'arrêt cité). Sur le plan quantitatif, la pratique

administrative exige dix à douze offres d'emploi par mois en moyenne. On ne

peut cependant pas s'en tenir à une limite purement quantitative et il faut

bien plutôt examiner, au regard des circonstances concrètes, la qualité des

démarches (Nussbaumer,

op. cit., note de bas de page 1330). Sur le plan qualitatif, on peut attendre

d'un assuré qu'il ne se contente pas de démarches par téléphone, mais qu'il

réponde également à des offres d'emploi par écrit (Chopard, op. cit., p. 139

sv.). La continuité des démarches joue également un certain rôle, même si l'on

ne saurait exiger d'emblée que l'assuré répartisse ses démarches sur toute une

période de contrôle. S'agissant d'offres écrites, il peut au contraire être rationnel

et judicieux de préparer ses postulations de manière concentrée sur quelques

jours dans le mois, eu égard à la périodicité des offres d'emplois dans les

journaux et compte tenu du fait que les délais de postulation sont en général

relativement longs (arrêt non publié du 5 juillet 1988 dans la cause R., C

14/88). (…)" (STFA del 4 giugno 2003 nella causa R., C 319/02)

In una

sentenza del 14 settembre 2005 nella causa T. (C 78/05) il TFA ha confermato

una sospensione di 6 giorni dal diritto all'indennità di disoccupazione per

insufficienti ricerche di lavoro in un periodo di controllo, rilevando:

"

(...)

qu'il a reconnu n'avoir effectué qu'une démarche au

mois de décembre 2003, en raison d'un profil de cadre assez spécifique;

qu'il ne peut être tenu compte des autres documents

déposés dans le même temps, ceux-ci étant le résultat de trois démarches

entreprises antérieurement à la période de contrôle en question;

que dans la mesure où le profil du recourant est

spécifique, ce dernier ne peut se contenter de répondre aux rares annonces

paraissant dans la presse, mais doit avoir recours à d'autres méthodes

ordinaires au sens de l'art. 26 al. 1 OACI (offre spontanée, par exemple) ou

rechercher du travail en dehors de la profession qu'il exerçait précédemment si

besoin est;

que le comportement du recourant qui n'a effectué

qu'une recherche d'emploi pour le mois de décembre 2003 constitue ainsi une

violation claire de l'obligation de diminuer le dommage causé à

l'assurance-chômage, même si son conseiller ORP ne lui a pas encore fixé

d'objectif précis; (...)"

In un'altra sentenza del

29.

settembre 2005 nella causa H.

(C 199/05) l'Alta Corte si

è così espressa:

" (...)

4.2.3

Aber auch für die Zeit ab 17. bis 30. Juni 2004 kann die Versicherte aus den behaupteten Anweisungen der

Frau S.________ nichts zu ihren Gunsten ableiten. Sie räumt selber ein, Frau

S.________ habe sie aufgefordert, in erster Linie sämtliche möglichen

Bewerbungen für Dauerstellen zu tätigen; telefonische Anfragen für Aushilfsjobs

bzw. Blindbewerbungen (ohne entsprechende Stellenausschreibung) seien erst in

zweiter Linie vorzunehmen.

Diese Anweisung ist nicht zu beanstanden, da von

einer arbeitslosen Person verlangt wird, dass sie sich vor allem schriftlich

auf konkrete Stellenangebote bewirbt (Urteile M. vom 24. Mai 2000 Erw. 2c, C 185/99, S. vom 11. Juni 1999 Erw. 2d, C 401/98,

und S. vom 26. August 1996 Erw. 5b, C 134/96). Die

Versicherte vermag lediglich das Vorstellungsgespräch vom 17. Juni 2004 im

Pflegezentrum Y.________ auf Grund der einen Bewerbung vom 25. Mai 2004 (Erw. 3

hievor) zu belegen. Bewerbungen für Dauerstellen auf neue Inserate hin weist

sie keine nach. Unbehelflich ist ihr Vorbringen, in den Sommermonaten würden im

Pflegebereich erfahrungsgemäss kaum Dauerarbeitsverträge abgeschlossen. Denn

allfällige Schwierigkeiten auf dem Arbeitsmarkt erfordern um so intensivere

Bemühungen der versicherten Person; es kommt nicht auf die Erfolgsaussichten,

sondern auf die Intensität der Stellensuche an (BGE 124 V 234 Erw. 6). Wenn nötig,

ist auch ausserhalb des bisherigen Berufs Arbeit zu suchen (BGE 120 V 76 Erw.

2; Urteil S. vom 16. Februar 2005 Erw. 2, C 6/04). Unter diesen Umständen

könnten die Bemühungen der Versicherten in der Zeit vom 17. bis 30. Juni 2004

selbst dann nicht als rechtsgenüglich qualifiziert werden, wenn sie

Blindbewerbungen unternommen hätte. (...)"

2.7

Riguardo ai

lavoratori anziani il Tribunale federale delle assicurazioni ha più volte

ribadito che essi non sono esentati dal compiere ricerche di lavoro.

Infatti

secondo l'art. 17 cpv. 4 LADI il Consiglio federale può esonerare parzialmente

dai loro obblighi gli assicurati di una certa età. Per principio dunque

l'obbligo di cercare lavoro esiste anche per loro (cfr. STFA del 19 ottobre

1993.

nella causa F.B., C 151/93; RDAT 1986 pag. 174; STFA del 24 novembre 1993

nella causa W.E., C 167/93).

L'art. 17

cpv. 1 LADI stabilisce che l'assicurato deve intraprendere tutto ciò che si può

ragionevolmente pretendere da lui per evitare o abbreviare la disoccupazione tenuto

conto della sua situazione personale - età, formazione scolastica e

professionale, conoscenze linguistiche - e di quella del mercato del lavoro

(cfr. DTF 120 V 78/79; D. Cattaneo, op. cit.,

pag.

28-29).

Il TCA

constata che il TFA in una sentenza pubblicata in DTF 120 V 74 segg. ha

ribadito, trattandosi nel caso di specie di un lavoratore di 63 anni, la

necessità di considerare l'età, la formazione e la situazione del mercato del

lavoro.

La stessa

Alta Corte nella decisione pubblicata in DTF 124 V 225 segg., concernente

un'assicurata di 54 anni, ha inoltre rilevato che:

"

Die Beschwerdegegnerin weist im Monat Juni 1994

lediglich drei Bewerbungen auf. Dies ist quantitativ ungenügend, verlangen doch

einige Kassen durchschnittlich 10 bis 12 Bemühungen im Monat (Gerhards,

a.a.O. N 15 zu Art. 17). Das Alter der Versicherten erschwert zwar die

Erfolgsaussichten, hindert sie aber nicht daran, intensiver nach einer Stelle

Ausschau zu halten (ARV 1980 Nr.- 45 S. 112 Erw. 2; Gerhards,

a.a.O.,. N 14 zu Art. 17). Massgebend ist einzig die ausreichende Intensität

der Bemühungen und nicht deren Erfolg." (DTF 124 V 234)

Anche relativamente

ad assicurati ticinesi il TFA ha implicitamente sancito che nella

commisurazione della sanzione occorre tenere conto dell'età. Infatti nel caso

di due assicurati di 62, rispettivamente 61 anni, i quali erano stati sospesi

dal diritto alle indennità di disoccupazione per mancate ricerche durante un

periodo di controllo, la nostra Massima Istanza ha confermato la penalità minima

di 2 giorni inflitta loro dall'amministrazione e confermata dal TCA (cfr. STFA

del 19 ottobre 1993 nella causa F.B., C 151/93; STFA del 24 novembre 1993 nella

causa W.E., C 167/93).

2.8

L'art. 30

cpv. 1 lett. c LADI sanziona dunque una violazione dell'obbligo di ridurre il

danno fissato all'art. 17 cpv. 1 LADI

(cfr. DLA 1981 pag. 126).

In una

sentenza del 17 marzo 1998 nella causa H. il Tribunale federale delle

assicurazioni ha ribadito questo concetto ed ha avuto modo di formulare le

seguenti osservazioni circa la natura, il carattere e lo scopo della

sospensione:

"

Mittels Einstellung in der Anspruchsberechtigung

soll dieser Pflicht zum Durchbruch verholfen werden. Praxisgemäss handelt es

sich dabei nicht um eine strafrechtliche, sondern eine verwaltungsrechtliche

Sanktion (BGE V 151 Erw. 1c; ARV 1990

Nr. 20 S. 133 Erw. 2b; vgl. auch Gerhards, Kommentar zum

Arbeitslosenversicherungsgesetz, N 2 zu Art. 30). Mit der Verknüpfung von

Schadenminderungspflicht und Sanktion will das AVIG Arbeitslose zur Stellensuche

anspornen. Die Einstellung in der Anspruchsberechtigung soll den Versicherten

davon abhalten, die Arbeitslosenversicherung missbräuchlich in Anspruch zu

nehmen. Wenn er sich nicht genügend um Arbeit bemüht, nimmt er in Kauf, länger

arbeitslos zu bleiben. Dadurch erwächst der Versicherung insofern ein Schaden,

als sie länger Leistungen erbringen muss. Zweck der Einstellung in der

Anspruchsberechtigung ist eine angemessene Mitbeteiligung des Versicherten an

diesem Schaden, den er durch sein pflichtwidriges Verhalten der

Arbeitslosenversicherung natürlich und adäquat kausal verursacht hat (BGE 122 V

40.

Erw. 4c/aa und 44 Erw. 3c/aa; Gerhards, a.a.O., n 2 und 51 zu Art.

30). Ohne die einstellungsrechtliche Sanktion käme Art. 17 Abs. 1 AVIG im

Taggeldrecht nicht zum Tragen.

Wüsste nämlich eine

arbeitslose Person zum voraus, dass ungenügende Bemühungen bezüglich ihrer

Leistungen keine Folgen zeitigten, fehlte ein wesentlicher Ansporn, dem

gesetzlichen Gebot zur Stellensuche nachzuleben." (DTF 124 V 227-

228)

In questa

sentenza (cfr. DTF 124 V 228- 230 ) il TFA ha pure avuto modo di sancire la

conformità dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI con le disposizioni della

Convenzione OIL Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (al

proposito cfr. D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de

l'assurance chômage" Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte

sul Meno, 1992 pag. 193 seg.).

In una

sentenza del 4 agosto 2003 nella causa S. (C 221/02) l'Alta Corte ha, tra

l'altro, ribadito che:

"

(…)

2.2

Anche nell'ambito dell'assicurazione contro

la disoccupazione, così come negli altri ambiti delle assicurazioni sociali,

all'assicurato incombe l'obbligo di ridurre il danno (DTF 125 V 199 consid. 6b; Stauffer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum

Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die obligatorische

Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung, 2a ed., Zurigo 1998, pag.

48). La violazione di questo obbligo viene sanzionata

per evitare l'ottenimento abusivo di prestazioni da parte dell'assicurazione

contro la disoccupazione (DLA 1998 no. 34 pag. 187 consid. 2b e riferimenti).

Con lo strumento della sospensione, quale sanzione amministrativa e non penale

(DLA 1993/1994 no. 3 pag. 22

consid. 3d con riferimenti), il legislatore ha così voluto regolamentare la

partecipazione dell'assicurato al danno da lui provocato (DTF 126 V 523;

Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, vol. I, no. 2 ad art.

30) e scaricare, per motivi di equità, la comunione dei contribuenti dagli

effetti negativi di comportamenti ingiustificati (Jacqueline Chopard, Die

Einstellung in der Anspruchsberechtigung, tesi Zurigo 1998, pag. 24 seg.).

(…)"

(cfr. STFA del 4 agosto 2003 nella causa S., C

221/02)

2.9

Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI

la durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e

ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di

cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

La sospensione del diritto

all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in

caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave

(cfr. art. 45 cpv. 2 OADI).

La sua durata è

determinata secondo la gravità della colpa

(cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace in altre parole al principio della

proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).

In virtù dell'art. 45 cpv.

2.

bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità

entro il termine quadro per la riscossione della prestazione, la durata della

sospensione è prolungata in modo adeguato.

L'art. 45 cpv. 3 OADI

stabilisce che la colpa grave è data se l'assicurato ha abbandonato senza

valido motivo un impiego idoneo senza garanzia di uno nuovo o ha rifiutato un

lavoro idoneo.

Per quel

che concerne la sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione fondata

sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi amministrativa prevede una sanzione

da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni

per insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.

Per ogni periodo di controllo successivo i

parametri del SECO e dell'UCL prevedono da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate

ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di

lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali aumenti per i periodi

successivi, visto l'art. 45

cpv. 2 bis OADI (cfr. Circulaire relative à l'indemnité de chômage (IC) del

SECO in vigore dal 1° gennaio 2002, D68 punto 1;

Lista delle sospensioni URC/UCL aggiornate dal SECO al 25.01.1999).

Queste direttive sono conformi alla legge (cfr.

D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di collocamento

alla luce della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed.

OCST, Pregassona 2000, pag. 43-44) e le sanzioni inflitte dall'amministrazione

su queste basi vengono regolarmente confermate dal TCA. Anche il TFA ha

approvato il modo di procedere dell'amministrazione (cfr. la sentenza del 23

gennaio 2003 nella causa C., C 280/01, nella quale l'Alta Corte ha confermato

la sanzione di 9 giorni di sospensione dal diritto alle indennità di

disoccupazione inflitta dall'amministrazione ad un assicurato che aveva saputo

comprovare unicamente quattro ricerche di lavoro svolte nei tre mesi di

disdetta del precedente rapporto di lavoro; la sentenza del 6 agosto 2002 nella

causa Z., C 338/01, nella quale il TFA ha confermato 4 giorni di sospensione

per insufficienti ricerche in un periodo di controllo; la sentenza del 2 maggio

2003.

nella causa X., C 275/02, nella quale la nostra Massima Istanza ha

confermato una sanzione di 15 giorni di sospensione per mancate ricerche

durante tre mesi di disdetta; la sentenza del 3 luglio 2003 nella causa AWA

contro E., C 286/02, nella quale l'Alta Corte ha confermato 3 giorni di

sanzione per insufficienti ricerche di lavoro durante uno dei tre mesi di

disdetta; la sentenza del 4 giugno 2003 nella causa R.,

C 319/02, nella quale l'Alta Corte ha confermato la sanzione di 5 giorni di

sospensione dal diritto alle indennità di disoccupazione inflitta dall'amministrazione

ad un assicurato, nato nel 1939, che aveva saputo comprovare unicamente sei

ricerche di lavoro, di cui cinque svolte per telefono, durante un periodo di

controllo nel corso del quale egli aveva, tra l'altro, lavorato cinque giorni,

per un totale di trentaquattro ore; la sentenza dell'11 luglio 2003 nella causa

D., C 63/03, nella quale il TFA ha confermato una sanzione di 4 giorni di

sospensione per insufficienti ricerche di lavoro durante un periodo di

controllo; la sentenza del 2 marzo 2004 nella causa B., C 305/02, nella quale

l'Alta Corte ha confermato 4 giorni di sospensione per insufficienti ricerche

durante il periodo di disdetta e la sentenza del 10 dicembre 2004 nella causa

M., C 210/04, nella quale la nostra Massima Istanza ha confermato sia una

sanzione di 9 giorni di sospensione per insufficienti ricerche durante il mese

precedente l’annuncio al collocamento e mancate ricerche durante il primo

periodo di controllo, sia una sanzione di 4 giorni di sospensione per

insufficienti ricerche di lavoro durante un periodo di controllo.

E’ inoltre utile segnalare la sentenza del 25 aprile 2005

nella causa E., C 10/05, nella quale il TFA ha confermato 8 giorni di

sospensione per mancate ricerche nel periodo di controllo di un mese.).

2.10

Nella già

menzionata sentenza H. del 17 marzo 1998 (DTF 124 V 225), il Tribunale federale

delle assicurazioni ha stabilito che è possibile sospendere l'assicurato che

commette (soltanto) una colpa lieve non compiendo sufficienti ricerche di

lavoro. L'Alta Corte ha al proposito rilevato:

" b) Die

Vorinstanz hat erwogen, bloss drei Stellenbewerbungen im Monat Juni 1994

vermöchten wohl qualitativ, nicht aber quantitativ zu genügen. Indessen sei der

Beschwerdegegnerin aufgrund einer lange dauernden Krankheit gekündigt worden;

zudem finde sie im Alter von 54 Jahren bei der gegenwärtigen Lage auf dem

Arbeitsmarkt kaum noch eine Stelle. Sodann habe das Arbeitsamt ihr bei der

Stellensuche nicht geholfen und jeweils drei Bewerbungen in den vorangegangenen

Monaten ungeahndet gelten lassen. Insgesamt sei das Verhalten der Versicherten

deshalb bloss leichtfahrlässig. Analog zur Invaliden-, Unfall- und

Militärversicherung, welche Leistungen nur bei Vorsatz und Grobfahrlässigkeit

kürzten, sei deshalb vorliegend von einer Einstellung in der

Anspruchsberechtigung abzusehen. Das Verwaltungsgericht des Kantons Bern pflege

unangefochtenerweise dieselbe Praxis.

Demgegenüber macht die

Kasse geltend, eine Einstellung habe bei jedem Verschulden zu erfolgen. Dass

die Verwaltung der Versicherten nicht geholfen habe, entbinde diese nicht von

der Pflicht zur Stellensuche. Da zudem eine Überprüfung der Bewerbungen nur

stichprobenweise möglich sei, könne die Beschwerdegegnerin nichts zu ihren

Gunsten aus dem Umstand ableiten, dass die Kasse die jeweils bloss zwei oder

drei Bewerbungen der vorangehenden Monate nicht beanstandet habe.

c) Die Vorinstanz

beruft sich für ihre Auffassung, wonach eine Einstellung in der

Anspruchsberechtigung nur bei vorsätzlichem oder grobfahrlässigem Verhalten

zulässig sei, auf die Praxis des Verwaltungsgerichts des Kantons Bern. Dieses

führte in einem Entscheid aus dem Jahre 1990 (BVR 1991 S. 82 ff.) aus, im

Sozialversicherungsrecht werde als allgemeiner Grundsatz anerkannt, dass

Leistungen gekürzt oder sogar für gewisse Fälle verweigert werden könnten, wenn

Versicherte die Leistungspflicht vorsätzlich oder grobfahrlässig verursacht

oder verlängert hätten

(vgl. Art. 7 IVG, Art. 37 und 39 UVG, Art. 7 aMVG, Art. 35 BVG und - betreffend

die Krankenkassen BGE 107 V 228 Erw. 2a). Dies müsse gleichermassen für den

Bereich der Arbeitslosenversicherung gelten. Auch bezüglich solcher Leistungen

könne daher eine Kürzung (oder befristete Verweigerung) der Entschädigung nur

bei vorsätzlichem oder grobfahrlässigem Verhalten verfügt werden, nicht aber

bei bloss leichter Fahrlässigkeit, da insbesondere nicht einzusehen sei,

weshalb in diesem Zweig die Anforderungen an die Sorgfaltspflicht des einzelnen

derart strenger sein sollten Als in den übrigen Bereichen der

Sozialversicherung (BVR 1991 S. 83 f. Erw. 4b).

d) Die im genannten

Entscheid zitierten Bestimmungen des IVG, UVG, aMVG und BVG statuieren alle den

Grundsatz, dass bei vorsätzlicher oder grobfahrlässiger Herbeiführung des

Versicherungsfalles durch den Versicherten die Leistungen gekürzt oder

verweigert werden können. Sie schliessen von Gesetzes wegen zugleich Sanktionen

für leichtfahrlässiges Verhalten aus. Im Arbeitslosenversicherungsrecht

hingegen fehlt eine derartige Beschränkung des -sanktionsbedrohten Verhaltens

auf Grobfahrlässigkeit und Vorsatz. Die Einstellung in der

Anspruchsberechtigung ist ausdrücklich "nach dem Grad des

Verschuldens" zu bemessen (Art. 30 Abs. 3 AVIG). Eine Absicht, das

Verschulden bei leichter Fahrlässigkeit von jeglicher Sanktion auszunehmen, ist

im Unterschied zum Wortlaut der zitierten Bestimmungen aus den andern

Sozialversicherungszweigen nicht erkennbar. Folgerichtig unterscheidet Art. 45

Abs. 2 AVIV nach leichtem, mittelschwerem und schwerem Verschulden. Es

widerspräche daher dem Arbeitslosenversicherungsgesetz, wenn die leichte

Fahrlässigkeit als eine der Formen des Verschuldens ausgeklammert würde. Darauf

weist auch die Botschaft zum Bundesgesetz über die obligatorische

Arbeitslosenversicherung und die Insolvenzentschädigung vom 2. Juli 1980 in BB1

1980.

IlI S. 588 ff. hin, in der ausdrücklich von Einstellungen gesprochen wird,

die nicht pönalen Charakter hätten (vgl. auch Gerhards, a.a.O., N 2 zu

Art. 30). Beispielsweise stehe es dem Versicherten frei und sei auch nicht

ehrenrührig, sich ungenügend um eine Arbeitsstelle zu bemühen oder eine

zumutbare Arbeit abzulehnen. Der Arbeitslosenversicherung entstehe hieraus

trotzdem ein Schaden, der zu einer angemessenen Leistungsreduktion führen

müsse. Gerade um unterschiedlichen Verhältnissen und Verschuldensgraden mit der

nötigen Differenzierung Rechnung tragen zu können, sei die Spanne der

Einstellungsfristen möglichst weit zu fassen. Daher hat auch leichte

Fahrlässigkeit bei ungenügenden Arbeitsbemühungen nach Art. 30 Abs. 1 lit. c

AVIG zu einer Einstellung in der Anspruchsberechtigung zu führen.

e) Aus diesen Ausführungen

folgt, dass die Praxis des Berner Verwaltungsgerichts zu Art. 30 Abs. i lit. c

AVIG (BVR 1991 S. 83 f.), welcher sich die Vorinstanz anschloss, der Regelung

des Arbeitslosenversicherungsgesetzes und der Absicht des Gesetzgebers zuwiderläuft. Der kantonale Entscheid verletzt daher

insoweit Bundesrecht, als er die leichte Fahrlässigkeit von Sanktionen

befreit." (DTF 124 V 231-233)

Nella

sentenza citata il TFA ha poi stabilito che tre ricerche di lavoro

qualitativamente valide in un periodo di controllo sono insufficienti ed ha

sottolineato:

" Die

Beschwerdegegnerin weist im Monat Juni 1994 lediglich drei Bewerbungen auf.

Dies ist quantitativ ungenügend, verlangen doch einige Kassen durchschnittlich

10.

bis 12 Bemühungen im Monat (Gerhards, a.a.O. N 15 zu Art. 17). Das Alter der Versicherten erschwert zwar die

Erfolgsaussichten, hindert sie aber nicht daran, intensiver nach einer Stelle

Ausschau zu halten (ARV 1980 Nr.- 45

S. 112 Erw. 2; Gerhards, a.a.O., N 14 zu Art. 17). Massgebend ist einzig

die ausreichende Intensität der Bemühungen und nicht deren Erfolg. Dass die

Verwaltung keine aktive Hilfeleistung geboten hat, vermag die

Beschwerdegegnerin ebenfalls nicht von der ihr obliegenden Pflicht zur Schademinderung

zu befreien. Die von der Verwaltung verfügte Einstellung im unteren Bereich des

leichten Verschuldens ist Rechtens und trägt den gesamten Umständen des Falles

angemessen Rechnung. Damit ist der Entscheid der Vorinstanz aufzuheben."

(DTF 124 V 234)

La Cassa

di disoccupazione aveva sospeso l'assicurata per 3 giorni dal diritto

all'indennità di disoccupazione.

Infine,

sempre in questa sentenza citata, il TFA ha deciso che l'amministrazione prima

di applicare l'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, non deve raccomandare

all'assicurato di intensificare le ricerche di lavoro ed ha rilevato:

" Eine

der Einstellung vorangehende Mahnung ist in der Arbeitslosenversicherung nicht

vorgesehen. Insofern besteht ein Unterschied zur Invalidenversicherung, welche

in Art. 31 IVG ausdrücklich ein Mahn- und Bedenkzeitverfahren vorsieht (vgl.

BGE 122 V 218). Dieses Verfahren ist unter anderem deswegen sinnvoll, weil der

Versicherte sonst unter Umständen von einem ablehnenden Verwaltungsakt

überrascht würde. Anders sind die Verhältnisse in der Arbeitslosenversicherung;

hier wird der Versicherte von Anfang an auf seine Pflichten, insbesondere auf

diejenige zur Stellensuche, aufmerksam gemacht (Art. 19 Abs. 4 AVIV in der bis

Ende 1996 gültig gewesenen Fassung, nunmehr Art. 20 Abs. 4 AVIV). Ferner pflegt

er wegen der Erfüllung der Kontrollvorschriften Kontakt zum zuständigen

Arbeitsamt. Deshalb ist es nicht notwendig, vor einer Einstellung eine Mahnung

auszusprechen, auch dann nicht, wenn die Verwaltung in den vorangegangenen

Kontrollperioden ungenügende Arbeitsbemühungen nicht sanktioniert hat. Das

Eidgenössische Versicherungsgericht hat denn auch in ständiger Praxis (nicht

veröffentlichte Urteile M. vom 23. Juni 1989, C 20/890 und N. vom 6. August

1985, C 8/85; vgl. auch Gerhards, &.&.O., N 61 zu Art. 30)

festgehalten, dass eine Einstellung verfügt werden muss, wenn der entsprechende

Tatbestand erfüllt ist; eine blosse Verwarnung ist unzulässig. Von dieser

Rechtsprechung abzuweichen besteht vorliegend kein Anlass." (DTF 124 V

233)

2.11

Nella presente evenienza risulta dagli atti all’incarto che

l’assicurato, nato nel 1948, dal mese di dicembre 2003 al mese di novembre 2004

ha lavorato presso la ditta __________ di __________ quale montatore

elettricista al beneficio di un contratto di durata determinata. Tale attività

è stata svolta interamente a Londra (cfr. doc. 10).

L’11

febbraio 2005 il ricorrente si è reiscritto in disoccupazione alla ricerca di

un’attività a tempo pieno come montatore elettricista (cfr. doc. 7).

Al

momento del suo annuncio per il collocamento egli non ha consegnato alcuno

sforzo intrapreso al fine di reperire una nuova occupazione nei mesi di

dicembre 2004 e di gennaio e febbraio 2005 (cfr. doc. 1; VIIbis).

Il

consulente del personale dell’assicurato, conseguentemente, il 20 aprile 2005,

gli ha inviato una “Richiesta di giustificazione” con cui ha richiesto di

motivare, entro il 2 maggio 2005, il fatto di non aver comprovato alcuna

ricerca di lavoro relativa al periodo precedente la reiscrizione in

disoccupazione. Il collocatore ha altresì precisato che oltre la data indicata

l’autorità cantonale avrebbe deciso sulla base degli atti in suo possesso,

menzionando espressamente l’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, il quale prevede

proprio la sospensione di un assicurato nel caso in cui non faccia il suo

possibile per ottenere un’occupazione adeguata (cfr. doc. 2).

L’insorgente

non ha dato seguito a tale richiesta.

Tuttavia

l’URC, il 17 maggio 2005, ha ricevuto un messaggio di posta elettronica da

parte di __________ della __________ - agenzia privata di collocamento - in cui

è stato indicato che nel mese di gennaio 2005 l’assicurato si è presentato

presso i loro uffici con l’intento di mettersi a disposizione per un

collocamento (cfr. doc. 3).

L’amministrazione,

non ritenendo comunque sufficienti gli sforzi effettuati dal ricorrente, con

decisione formale del 17 maggio 2005, l’ha sospeso dal diritto alle indennità

di disoccupazione per tre giorni (cfr. doc. A3; consid. 1.1.).

Tale provvedimento

è stato confermato con decisione su opposizione del 6 luglio 2005 (cfr. doc.

A1; consid. 1.2.).

L'art. 42

LPGA prevede che le parti hanno il diritto di essere sentite. Non devono

obbligatoriamente essere sentite prima di decisioni impugnabili mediante

opposizione.

A tale

proposito in una sentenza del 23 giugno 2003 nella causa S. (C 49/03) l'Alta

Corte ha rilevato che:

"

Die Sache geht daher an die Arbeitslosenkasse

zurück, damit sie nach Erfüllung des Gehörsanspruchs erneut über eine allfällige

Einstellung in der Anspruchsberechtigung wegen selbstverschuldeter

Arbeitslosigkeit befinde. In diesem Rahmen kommt nunmehr Art. 42 Satz 2 ATSG

zur Anwendung, wonach die Gewährung des rechtlichen Gehörs ins

Einspracheverfahren verschoben ist (Kieser, a.a.O. Art. 42 Rz. 24)."

In una sentenza del 22 dicembre 2003 nella causa J. (H 272/03) il

TFA, al consid. 3.3., si è così espresso:

"

(…) Selon un principe général de la procédure

administrative, l'autorité n'est pas tenue d'entendre les parties avant de

prendre une décision susceptible d'être frappée d'opposition (art. 30 al. 2

let. b PA). Ce principe est aujourd'hui spécifiquement consacré, en matière

d'assurances sociales, à l'art. 42 2ème phrase LPGA."

Nella presente fattispecie

il TCA constata che l’amministrazione, trasmettendo all’assicurato la citata

“Richiesta di giustificazione” del 20 aprile 2005, gli ha dato l’opportunità di

giustificare il suo comportamento e di esprimersi in merito al ventilato

provvedimento nei suoi confronti.

Dunque il diritto di

essere sentito dell’assicurato è stato rispettato già prima dell’emanazione della decisione formale, conformemente alla chiara giurisprudenza

federale emessa prima dell'entrata in vigore della LPGA (cfr. STFA del 6

agosto 2002 nella causa C., C 91/02, consid. 1a; RAMI 2002

pag. 77, consid. 3d, pag. 83; SVR 2002 ALV Nr. 4 pag. 9; DTF 126 V 130 = SVR

2001.

ALV Nr. 12 pag. 37), che mantiene comunque, in talune circostanze, la sua

validità anche successivamente (cfr. U. Kieser, op. cit., ad art. 42, n. 1-28;

Th. Locher, "Grundriss des

Sozialversicherungsrechts", Ed. Staempfli Verlag AG, Berna 2003, pag. 466

n° 53 e 54).

2.12

Come

esposto precedentemente (cfr. consid. 2.4.), gli assicurati devono compiere

delle ricerche di lavoro prima di iscriversi in disoccupazione.

L’assicurato

durante il colloquio del 16 marzo 2005 ha indicato che dal mese di ottobre al

mese di dicembre 2004 ha usufruito di vacanze pagate quale recupero delle ore

supplementari effettuate presso l’ex datore di lavoro (cfr. doc. 1).

In

effetti nel verbale del 20 aprile 2005 relativo a un ulteriore incontro con

l’URC è stato precisato che la Cassa competente ha consegnato un documento

attestante che dal 22 ottobre 2004 al 25 dicembre 2004 l’insorgente ha

beneficiato di vacanze retribuite dalla ditta (cfr. doc. 7).

L’assicurato

ha, in ogni caso, pure affermato che nel mese di dicembre 2004, nonostante il

proprio contratto fosse terminato alla fine di novembre 2004, si è recato in __________

due volte per effettuare gli ultimi lavori indispensabili alla ditta (cfr. doc.

I, consid. 1.2.).

In tale

contesto è utile segnalare che il Tribunale federale in una sentenza pubblicata

in DTF 130 III 19, ha deciso che la giurisprudenza secondo la quale il diritto

alle vacanze è perento qualora le vacanze non vengano prese, al più tardi,

durante l'anno successivo a quello in corso è superata.

In

particolare il TF ha rilevato:

"

(…)

3.2

Der

Beklagte hält sodann dafür, dass die Klägerin ihre Ferien jeweils spätestens im

Folgejahr hätte beziehen müssen. Da sie dies nicht getan habe, sei ihr Anspruch

teilweise verwirkt. Damit verkennt der Beklagte die Rechtslage. Das Gesetz

kennt keine entsprechende Verwirkungs- oder Verjährungsfrist. Die Verjährung

richtet sich vielmehr nach den allgemeinen Verjährungsregeln und beträgt somit

nicht bloss ein Jahr, sondern fünf oder zehn Jahre (Art. 127 und 128 Ziff. 3

OR; in der Lehre werden beide Meinungen vertreten [vgl. Rehbinder/ Portmann, a.a.O.,

N. 4 zu Art. 329c OR]; vgl. auch Botschaft des Bundesrates vom 27. September

1982.

zur Volksinitiative "für eine Verlängerung der bezahlten Ferien"

und zur Revision der Ferienregelung im Obligationenrecht, BBl 1982 III S. 201,

237]). Die gegenteilige, auf den Wortlaut von Art. 329c aOR gestützte

Rechtsprechung (zuletzt publiziert in BGE 107 II 430 E. 3b; vgl. auch darauf bezugnehmend

Staehelin, Zürcher Kommentar, N. 7 zu Art. 329c OR) ist durch die Revision des

Art. 329c OR gemäss Bundesgesetz vom 16. Dezember 1983 (in Kraft seit 1. Juli

1984; AS 1984 S. 580 f.) überholt. Abgesehen vom gesetzestechnischen Argument,

dass es an jeder Norm fehlt, die eine Befristung auf ein Jahr vorsähe, besteht

auch materiell kein Bedürfnis für eine solche. Es ist der Arbeitgeber und damit

der Schuldner, der den Zeitpunkt der Ferien festlegt und dafür sorgen kann und

muss, dass der Arbeitnehmer seine Ferien im Sinne von Art. 329c Abs. 1 OR

"in der Regel im Laufe des betreffenden Dienstjahres" bezieht (Art.

329c Abs. 2 OR). Grundsätzlich ist er damit auch dafür verantwortlich, wenn der

Anspruch erst viel später geltend gemacht wird (vgl. Botschaft, a.a.O., S.

237).

Es erweist

sich somit, dass das Obergericht der Klägerin die Entschädigung für nicht

bezogene Ferien- und Feiertage zu Recht zugesprochen hat. Deren Berechnung

durch die Vorinstanz wird vom Beklagten nicht in Frage gestellt." (DTF 130 III 25 consid. 3.2.)

A

proposito delle ricerche di lavoro durante le vacanze, il TCA in una sentenza

di principio del 19 giugno 2002 nella causa S., inc. 38.2002.17, pubblicata in

RDAT I-2003 N. 83, ha sviluppato le seguenti considerazioni:

"

Il diritto alle vacanze è disciplinato all'art.

329a segg. CO.

L'art. 329c cpv. 2 CO prevede che il datore di

lavoro stabilisce la data delle vacanze considerando i desideri del lavoratore,

per quanto compatibili con gli interessi dell'azienda e dell'economia

domestica.

Scopo delle vacanze è quello di permettere al

lavoratore di riposarsi, così da potere riconquistare il proprio benessere

psico-fisico, continuando a percepire, nello stesso tempo, il salario abituale

(cfr. Brunner-Bühler-Waeber, Commentaire du contrat de travail, Ed. Réalités sociales,

Losanna, 1996, pag. 114 segg.).

Proprio in considerazione della finalità delle

vacanze, l'art. 329d cpv. 2 CO prevede che le vacanze debbano essere effettuate

in natura e non possano essere sostituite con il pagamento di una somma di

denaro. Tale divieto vige per tutta la durata del rapporto di lavoro, e trova

applicazione anche durante il periodo di disdetta (cfr.Brunner-Bühler-Waeber,

op. cit., pag. 125); la sostituzione delle vacanze con il pagamento di una

somma di denaro è autorizzata solo se il datore di lavoro non è più in grado di

eseguire la sua obbligazione in natura (cfr. DTF 106 II 152; DTF 101 II 283; SJ

1993.

pag. 354).

In una sentenza del 5 aprile 2000 (4 P 307/1999)

il Tribunale federale ha avuto occasione di pronunciarsi in merito al diritto

alle vacanze nel caso di una lavoratrice che durante la propria assenza per

vacanze all'estero, concordate con il datore di lavoro, si era vista recapitare

la disdetta del rapporto di lavoro.

L'Alta Corte ha in particolare rilevato:

" La

notification sous forme de lettre ne produit ses effets que lorsqu'elle

parvient à son destinataire, c'est-à-dire dès qu'elle entre dans sa sphère

d'influence d'une manière telle que l'on peut escompter, d'après les usages

commerciaux et les dispositions prises par l'intéressé, qu'il en prendra

connaissance.

Dans les rapports de

travail, sauf circonstances particulières, l'employeur de bonne foi doit

escompter que le travailleur s'absentera de son domicile pendant ses vacances.

En outre, vu le but de ces dernières, le travailleur n'a nullement à faire en

sorte qu'une lettre de résiliation de son contrat puisse lui être notifiée. Dès

lors, s'il reçoit à son adresse une lettre de congé alors qu'il est parti en

vacances au su de son employeur, le travailleur n'est censé en avoir pris

connaissance qu'à son retour. Toute autre solution violerait gravement le

principe de la confiance et priverait d'effet le délai de congé, qui est

d'octroyer au travailleur le temps nécessaire pour trouver un nouvel emploi (Rehbinder,

Commentaire bernois, n. 8 ad art. 335 CO, p. 56; Streiff/von Kaenel, Arbeitsvertrag,

5ème éd., n. 5 ad art. 335 CO, p. 316-317; Aubert, Note, SJ

1989.

p. 671-672; Peter Münch, Von der Kündigung und ihren Wirkungen, in:

Thomas Geiser/ Peter Münch, Stellenwechsel und Entlassung, p, 9-10; Brühwiler,

Kommentar zum Einzelarbeitsvertrag, 2ème éd., p. 300-301; Brunner/Bühler/Waeber,

Commentaire du contrat de travail, 2ème éd., n. 10 p. 174).

Ainsi, la Chambre

d'appel de la juridiction genevoise des prud'hommes est tombée dans

l'arbitraire en admettant que le congé expédié le 18 décembre 1998 a commencé à

déployer ses effets pendant les vacances de la salariée, alors que cette

dernière ne disposait, en réalité que de quatorze jours pour chercher un

nouveau poste. La cause lui a été renvoyée pour nouveau jugement." (DLA

2001.

pag. 31)

Il Prof. Gabriel Aubert ha espresso le seguenti

considerazioni riguardo alla sentenza appena riprodotta:

" C'est

l'employeur qui fixe la date des vacances (art. 329c al. 2 CO). Le salarié doit pouvoir prendre effectivement le repos ainsi aménagé;

l'employeur ne saurait l'abréger ou le différer unilatéralement, même s'il

entend résilier le contrat. En d'autres termes, l'employeur ne peut pas, en

notifiant son congé au salarié, revenir sur sa décision d'octroyer des vacances

ou raccourcir ces dernières. Comme les vacances sont destinées au repos, le

travailleur ne saurait être tenu de les consacrer à la recherche d'un emploi.

Le délai de congé, destiné à une telle recherche, ne peut commence de courir

qu'à la fin des vacances."

(DLA

2001.

pag. 31-32)

Secondo l'art. 329 cpv. 2 CO è il datore di

lavoro che fissa la data delle vacanze, tenendo conto, per quanto possibile,

dei desideri del lavoratore.

È vero che in materia di assicurazione contro la

disoccupazione, secondo la giurisprudenza del TFA, l'assicurato è tenuto ad

impegnarsi nella ricerca di un lavoro anche se svolge delle vacanze all'estero

(cfr. DLA 1988, p. 95 - 96; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli uffici

regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti

sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16 segg.).

Tra l'altro per valutare il rispetto dell'obbligo

di ridurre il danno possono essere prese in considerazione anche le ricerche di

lavoro effettuate dall'assicurato all'estero, soprattutto se contemporaneamente

sono state effettuate anche ricerche in Svizzera (cfr. DLA 1999 pag. 22 seg.;

DTF 125 V 469; STCA del 14 marzo 2000 nella causa G.P., 38.99.280; D. Cattaneo,

op. cit., pag. 30).

Comunque questa giurisprudenza si applica agli

assicurati che effettuano le vacanze durante il periodo di controllo della

disoccupazione (cfr. DLA 1988, p. 95 - 96) e non prima di iniziare tale

controllo.

A mente del TCA, visto lo scopo delle vacanze

appena illustrato, l'assicurato non è invece tenuto a compiere ricerche di

lavoro quando è ancora legato da un contratto di lavoro." (cfr. inc.

38.2002

=RDAT I-2003 N. 83)

Visto lo

scopo delle vacanze appena illustrato, questa Corte ritiene che al fine di

rispettare il principio dell'uguaglianza di trattamento (cfr. DTF 130 V 18

consid. 5.2.; DTF 129 V 327 consid. 4.1. e 4.5.; DTF 129 I 265 consid. 3.2.;

DTF 127 V 8; DTF 126 V 40; DTF 126 V 53, DTF 126 V 62; DTF 126 V 73; DTF 126 V

106.

e 110; DTF 126 V 225; DTF 126 V 359-360; DTF 126 V 438 e 441; DTF 126 V

504-505; DTF 119 V 130 consid. 5b; SVR 2001 AHV Nr. 3; SVR 2000 EL Nr. 3;

Pratique VSI 2000 pag. 180) tra gli assicurati che svolgono le vacanze allorché

sono ancora legati da un contratto di lavoro e coloro che, non avendone fruito

in precedenza, le effettuano immediatamente dopo la fine del contratto di

lavoro, prima di iscriversi in disoccupazione, anche questi ultimi non sono

tenuti a compiere ricerche di impiego nel periodo delle ferie.

Ciò significa, nel caso in esame, che

l'assicurato, il cui contratto di durata determinata con la __________ è giunto

a termine alla fine del mese di novembre 2004 e che ha usufruito di vacanze

pagate dal 22 ottobre al 25 dicembre 2004, nelle settimane del mese di dicembre

2004.

in cui ha beneficiato di vacanze retribuite non era tenuto a intraprendere

delle ricerche di lavoro.

Del resto

l’amministrazione stessa, nella decisione formale di sospensione del 17 maggio

2005, ha specificato che quale periodo controllato è stato considerato il lasso

di tempo dal 27 dicembre 2004 al 10 febbraio 2005 (cfr. doc. A3; consid. 1.1).

2.13

Secondo

questo Tribunale a decorrere da lunedì 27 dicembre 2004 doveva effettuare degli

sforzi al fine di reperire un'occupazione adeguata.

Quanto

sostenuto dall’assicurato, in occasione del colloquio del 16 marzo 2005, a

giustificazione della mancata consegna di ricerche al momento dell’annuncio in

disoccupazione, e meglio che attendeva la conferma di un nuovo mandato da parte

dell’ex datore di lavoro (cfr. doc. 1= VIIbis), non configura poi un valido

motivo di esenzione dall’obbligo di cercare lavoro.

Al

riguardo è utile rilevare che il TFA ha stabilito che non deve essere sospeso

dal diritto all'indennità di disoccupazione l'assicurato che pur non compiendo

un numero di ricerche di lavoro sufficientemente valide dal profilo qualitativo

e quantitativo in un determinato periodo di controllo, riesce comunque, grazie

alle stesse, a porre termine - o a non ricorrere - alla disoccupazione (cfr.

DLA 1990 pag. 132; STCA del 13 febbraio 1997 nella causa M. C.; D. Cattaneo,

op. cit., pag. 32).

Secondo

la giurisprudenza federale si può parlare di lavoro garantito soltanto allorché

un contratto di lavoro è stato concluso espressamente o tacitamente attraverso

la volontà concordata delle parti, non bastando invece che le trattative

facciano sorgere la speranza o l'aspettativa di concludere il contratto (cfr. STFA

del 29 settembre 2005 nella causa H., C 199/05; DLA 1992 pag. 153; SVR 1999 ALV

N° 22; STFA del 3 febbraio 2004 nella causa S., C 275/03, consid. 4.2.4.; STCA

del 23 maggio 1995 nella causa M.V.; C. Cattaneo, op. cit., pag. 32).

In

particolare, nella sentenza pubblicata in DLA 1992 pag. 151 seg. l'Alta Corte

ha fornito al riguardo le seguenti precisazioni:

"

Die Zusicherung einer anderen Stelle nach Art.

44.

lit. b AVIV setzt für den Arbeitnehmer nicht bloss Hoffnungen und

Erwartungen erweckende Vertragsverhandlungen voraus. Vielmehr gilt eine Stelle

erst dann als zugesichert, wenn durch ausdrückliche oder stillschweigende

übereinstimmende gegenseitige Willensäusserung von Arbeitgeber und

Arbeitnehmer (Art. 1 OR) ein Arbeitsvertrag im Sinne von Art. 319 ff. OR

tatsächlich zustande gekommen ist (unveröffentlichtes Urteil S. vom 12. März

1987, C 110/86). (...)"

Decisivo

è dunque il fatto che venga stipulato un contratto di lavoro, non

necessariamente nella forma scritta (cfr. al riguardo anche la STFA dell11

ottobre 2004 nella causa H., C 197/03):

"

Wie das kantonale Gericht insbesondere richtig

erwogen hat, begründete der Umstand, dass am ersten Arbeitstag noch kein

schriftlicher Arbeitsvertrag vorlag, keine Unzumutbarkeit, am Arbeitsplatz, am

Arbeitsplatz zu verbleiben."

In

concreto all’assicurato non era stato garantito alcun nuovo impiego da parte

della __________, per cui egli poteva unicamente nutrire la speranza di

concludere un ulteriore contratto di lavoro con la medesima ditta.

Il ricorrente d’altronde

non ha mai asserito di avere la certezza di venire riassunto dalla __________.

Di conseguenza, nel

periodo antecedente l’annuncio per il collocamento, più precisamente dal 27

dicembre 2004 al 10 febbraio 2005, l'assicurato era tenuto a compiere delle

ricerche di impiego quantitativamente e qualitativamente sufficienti.

2.14

Per quanto riguarda il mese di

dicembre 2004, alla luce di quanto esposto sopra, l’assicurato, doveva

cercare una nuova occupazione a partire dal 27 dicembre 2004.

Il ricorrente, per contro,

non ha compiuto alcuno sforzo nella settimana da lunedì 27 a venerdì 31

dicembre 2004.

E’ vero che, trattandosi

del periodo delle festività natalizie, verosimilmente molte

ditte erano chiuse (cfr. doc. V).

Egli, tuttavia, in questo lasso di tempo avrebbe comunque

potuto e dovuto proporsi perlomeno a qualche potenziale datore di lavoro per

iscritto.

Relativamente

alle cure a cui si sarebbe sottoposto nel mese di dicembre 2004 a seguito

dell’infortunio al ginocchio occorsogli nel mese di agosto 2004 sul luogo di

lavoro (cfr. doc. I; consid. 1.2.), va osservato che agli atti non risulta

alcun attestato medico che comprovi tale problematica e che certifichino l’eventuale

inabilità lavorativa ad essa legata.

Per

costante giurisprudenza, eventuali problemi di salute devono, in effetti,

essere comprovati da adeguati attestati medici (cfr. STFA del 18 aprile 2002

nella causa P., I 550/00; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; STFA

del 10 settembre 1996 nella causa F., C 12/96; DLA 2000 pag. 38, consid. 2a,

pag. 40; DTF 125 V 351, consid. 3a pag. 352; DTF 124 V 234, consid. 4b/bb/ e

riferimenti pag. 238; STCA del 6 novembre 2001 nella causa C., 38.01.126; STCA

del 19 febbraio 2001 nella causa B., 38.01.90; STCA del 17 aprile 2000 nella

causa S., 38.99.227; STCA del 6 maggio 1999 nella causa S., 38.99.92; STCA del

15.

maggio 1997 nella causa C.-R., 38.96.304; STCA del 13 febbraio 1997 nella

causa S., 38.96.216).

E’ stata

unicamente prodotta la fotocopia di due biglietti concernenti degli

appuntamenti con il fisioterapista __________ di __________ (cfr. doc. A5).

Dagli stessi non emerge in modo esplicito che si trattava di sedute relative

alla terapia del ginocchio dell’assicurato.

In ogni

caso, anche volendo ammettere che effettivamente il ricorrente nel mese di

dicembre 2004 era in cura per l’affezione al ginocchio, i trattamenti

fisioterapici hanno avuto luogo il 9, il 14 e il 17 dicembre 2004, ossia

antecedentemente al periodo - a far tempo dal 27 dicembre 2004 - in cui

l’assicurato era tenuto a cercare lavoro.

Pertanto

ai fini della presente vertenza l’argomentazione attinente alla cura del

ginocchio è comunque irrilevante.

2.15

Nel mese di gennaio

2005.

l’insorgente ha compiuto una sola ricerca di lavoro, presso la __________

di __________ - agenzia di collocamento privata -, come attestato dalla società

stessa (cfr. doc. 3).

Per

quanto concerne l’asserzione del ricorrente secondo cui nel mese di gennaio

2005.

egli avrebbe effettuato ricerche di lavoro soprattutto tramite conoscenze,

incontrando la sera amici ed ex colleghi attualmente indipendenti e chiedendo

loro se vi era qualche possibilità di impiego, va sottolineato che essa è stata

formulata per la prima volta in sede ricorsuale. Mai in precedenza egli ha menzionato

tali sforzi.

Inoltre

l’assicurato non ha minimamente documentato le ricerche citate, come invece richiesto dalla giurisprudenza federale (cfr.

consid. 2.6.), e nemmeno ha indicato - né con il ricorso, né

con lo scritto del 10 agosto 2005 inviato a questa Corte a seguito

dell’ordinanza del TCA con cui gli è stata data la facoltà di presentare

eventuali altri mezzi di prova (cfr. doc. IV) - i nominativi delle persone

interpellate (cfr. doc. I, V; consid. 1.2.; 1.5.).

Considerato che il ricorrente

ha avuto a più riprese la possibilità di elencare dettagliatamente le ricerche

che avrebbe effettuato e di comprovarle, tale omissione configura una

violazione del dovere delle parti di collaborare all’istruzione della causa che

limita la portata del principio inquisitorio reggente la procedura nell’ambito

delle assicurazioni sociali e che comprende in particolare

l'obbligo delle parti di apportare - ove ciò fosse ragionevolmente esigibile -

le prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai fatti

invocati (cfr. art. 61 lett. c LPGA; SVR 2001 KV N. 50 pag. 145; DLA

2001.

N. 12 pag. 145, STFA del 9 maggio 2003 nella causa A., C 271/02; STFA del

9.

maggio 2001 nella causa W.Z., P 36/00; DTF 125 V 195 consid. 2; STFA del 9

giugno 2005 nella causa C., C 107/04, consid., 3; STFA del 21 gennaio 2005

nella causa X., H 223/03, consid. 4.3.1.).

In proposito va osservato

che l’Alta Corte in una sentenza del 21 marzo 2005 nella causa Arbeitsamt des

Kantons Appenzell Ausserrhoden c/ G., C 234/04, ha accolto il ricorso

dell’Ufficio del lavoro inoltrato contro una sentenza del Tribunale cantonale

con cui gli atti erano stati rinviati all’amministrazione per effettuare

ulteriori accertamenti in relazione a ricerche di lavoro che l’assicurato aveva

asserito di aver compiuto, ma in merito alle quali, nonostante avesse avuto la

possibilità prima della decisione formale di sospensione, durante la procedura

di opposizione e dinanzi al Tribunale cantonale, di fornire indicazioni

precise, era rimasto vago.

Contestualmente il TFA ha

rilevato:

"

(…)

4.2

Ob trotz vorgängiger behördlicher

Aufforderung erst einsprache- oder beschwerdeweise gemachte Angaben zu

erfolgten Arbeitsbemühungen überhaupt berücksichtigt werden dürften, muss nicht

näher geprüft werden. Denn der Versicherte hat es nach dem Gesagten auch noch

im Einsprache- und im kantonalen Verfahren bei vagen und in dieser Form nicht

überprüfbaren Hinweisen auf stattgefundene Kontakte mit möglichen Arbeitgebern

bewenden lassen. Damit ist er seiner gesetzlichen Obliegenheit, die geltend

gemachten Bemühungen um eine neue Stelle nachzuweisen, nicht nachgekommen und

hat die Folgen zu tragen (vgl. auch Art. 43 Abs. 3 ATSG). Wollte man unter

diesen Umständen von der Verwaltung verlangen, dem Leistungsansprecher nochmals

die Gelegenheit zur Auflistung stattgefundener Bemühungen in nachprüfbarer Form

einzuräumen, wie dies das kantonale Gericht im angefochtenen Entscheid

getan hat, hiesse das auch den von den Behörden zu beachtenden

Untersuchungsgrundsatz überstrapazieren."

(STFA del 21 marzo 2005 nella causa Arbeitsamt des Kantons Appenzell

Ausserrhoden c/ G., C 234/04, consid. 4.2.; le sottolineature sono del

redattore)

L’assicurato deve, perciò,

sopportare le conseguenze della carenza di prove riguardo alle

asserite ricerche che avrebbe effettuato tra le sue conoscenze (cfr. DTF 125 V

195.

consid. 2; STFA del 9 giugno 2005 nella causa C., C 107/04, consid.,

3; STFA del 21 gennaio 2005 nella causa X., H 223/03, consid. 4.3.1.).

In simili condizioni,

l’unica ricerca effettuata nel mese di gennaio 2005 presso la __________, benché

possa essere considerata sufficiente qualitativamente, risulta nettamente

insufficiente dal profilo quantitativo (cfr. consid. 2.5.).

2.16

Per quanto

attiene al mese di febbraio 2005, nel periodo dal 1° fino all’iscrizione

in disoccupazione dell’11 di tale mese, l’assicurato, contrariamente a quanto

stabilito dalla giurisprudenza federale (cfr. consid. 2.4.), non ha intrapreso

alcuna ricerca di impiego.

Nello

scritto del 10 agosto 2005 al TCA egli ha indicato di avere effettuato, durante

questo mese, delle ricerche che ha consegnato alla fine di febbraio al suo

consulente del personale (cfr. doc. V; consid. 1.5.).

Dal

formulario “Prova degli sforzi personali intrapresi per trovare lavoro”

relativo al mese di febbraio 2005 risulta che effettivamente l’insorgente ha

compiuto quattro ricerche di lavoro. Tuttavia esse sono state eseguite

posteriormente all’annuncio per il collocamento, e meglio il 16, il 18, il 21 e

il 24 febbraio 2005. Esse risultano, dunque, ininfluenti nell’ambito della

presente causa.

2.17

Alla luce di tutto quanto

esposto, questa Corte deve concludere che l'assicurato, non

avendo effettuato alcuna ricerca di lavoro dal 27 al 31 dicembre 2004,

rispettivamente dal 1° al 10 febbraio 2005 e avendone compiute di insufficienti

nel mese di gennaio 2005 (cfr. consid. 2.14., 2.15., 2.16.), ha violato

l'obbligo di ridurre il danno imposto dalla legge.

Ciò

implica una sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione giusta

l'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI (cfr. consid. 2.3., 2.8.).

2.18

Per quanto

concerne l'entità della sanzione, l’URC ha inflitto all’assicurato tre giorni

di sospensione dal diritto alle indennità di disoccupazione (11 giorni per

insufficienti e mancate ricerche nei mesi precedenti l’iscrizione in

disoccupazione decurtati a 7 giorni a causa dell’età avanzata e ulteriormente

ridotti a 3 giorni ritenuta l’attitudine volenterosa dell’assicurato, cfr. doc.

A1; III).

Normalmente,

in base alle direttive in vigore, la sanzione inflitta dall'amministrazione in

caso di insufficienti ricerche di lavoro nel periodo antecedente l'iscrizione

in disoccupazione ammonta a un minimo di 3 giorni al mese, mentre è di 4 giorni

la sospensione minima irrogata agli assicurati che non compiono ricerche in

tale lasso di tempo (cfr. consid. 2.9.).

Dapprima

va rilevato che nel caso di specie, ai fini della sanzione per mancate ricerche

di lavoro precedentemente all’iscrizione in disoccupazione, i mesi di dicembre

2004.

e di febbraio 2005 non vanno considerati interamente, visto che nel mese

dicembre 2004, avendo beneficiato di vacanze pagate, l’assicurato era tenuto a

compiere ricerche unicamente dal 27 al 31 e che l’11 febbraio 2005 egli si è

iscritto in disoccupazione.

A torto

perciò l’amministrazione, come sospensione di base, ha inflitto 4 giorni di

sospensione sia per il mese di dicembre 2004, che per quello di febbraio 2005.

Al

ricorrente che non ha effettuato ricerche di lavoro dal 27 al 31 dicembre 2004

e dal 1° febbraio al momento dell’annuncio per il collocamento - l’11 febbraio

2005.

- e ne ha compiute di insufficienti nel mese di gennaio 2005 (cfr. consid.

2.14

, 2.15., 2.16.) andrebbe piuttosto inflitta una sanzione di 6 giorni (3

giorni per le insufficienti ricerche del mese di gennaio 2005 + 1 giorno per le

mancate ricerche nell’ultima settimana del mese di dicembre 2004 + 2 giorni per

le mancate ricerche del mese di febbraio 2005 fino all’iscrizione in

disoccupazione).

Va, però,

tenuto presente che nell'evenienza concreta trattasi di un lavoratore anziano,

nato nel 1948 (cfr. consid. 2.7.), circostanza del resto ritenuta anche dall'URC

nella commisurazione della penalità (cfr. doc. A1; III).

Di

conseguenza la sospensione di 6 giorni che andrebbe irrogata all'assicurato va

ridotta a 3 giorni (cfr. STCA del 27 maggio 2004 nella causa D., 38.2004.1).

In casu si

giustifica un’ulteriore decurtazione della sanzione, in quanto l’assicurato, in

primo luogo, si è dimostrato particolarmente volenteroso nell’espletamento di

attività lavorative. Egli, infatti, non solo è stato impiegato da una ditta __________,

la __________ di __________, ma è anche stato disposto a svolgere le sue

mansioni per il datore di lavoro per un anno a __________ (cfr. doc. 10).

In secondo

luogo, grazie alla ricerca di lavoro svolta nel mese di gennaio 2005 egli ha

reperito, a partire dal mese di aprile 2005, un’occupazione che gli ha permesso

di conseguire un guadagno intermedio (cfr. doc. 3, 7).

Infine,

l’assicurato non si è iscritto subito in disoccupazione al termine del

contratto con la __________ alla fine di novembre 2004, bensì ha atteso l’11

febbraio 2005 (consid. 2.11.).

A quest’ultimo

riguardo il TFA giova segnalare che in una sentenza del 21 novembre 2001 nella

causa I. (C 48/01), commentata criticamente dal Seco in Prassi ML/AD 2002/2

foglio 3, ha stabilito che deve essere ridotta l'entità di una sanzione da

infliggere ad un assicurato che non si annuncia immediatamente in

disoccupazione, in quanto non iscrivendosi immediatamente per il collocamento

assume egli stesso una parte del danno (cfr. pure STFA del 20 settembre 2005

nella causa B., C 128/04, consid. 2.3, STCA del 14 luglio 2005 nella causa C.,

38.2005

).

Di

conseguenza, tutto ben considerato, risulta conforme al principio della proporzionalità

(cfr. consid. 2.9.) sospendere l'insorgente dal diritto alle indennità di

disoccupazione per 1 giorno.

La

sanzione inflitta all'assicurato dall'URC di __________ di 3 giorni di

sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione va dunque ridotta a 1

giorno.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso

è parzialmente accolto.

§ La

decisione su opposizione del 6 luglio 2005 dell'URC di __________ è riformata

nel senso che l’assicurato è sospeso dal diritto alle indennità di

disoccupazione per 1 giorno.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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