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Decisione

38.2005.67

L'assicurato che durante il termine quadro ha beneficiato delle 44 indennità previste dall'art. 28 LADI non può più pretendere niente a questo titolo.

23 gennaio 2006Italiano26 min

Source ti.ch

Fatti

i casi di capacità lavorativa temporaneamente inesistente o ridotta a seguito

di malattia, infortunio o maternità. Il senso e lo scopo di questa eccezione

consiste nell'evitare, nonostante l'inidoneità al collocamento e la conseguente

mancanza dei presupposti per pretendere le prestazioni dell'assicurazione

contro la disoccupazione, i casi di rigore e nel colmare le lacune relative a

quelle situazioni particolari che rischiano di non essere coperte né

dall'assicurazione contro la disoccupazione, né dall'assicurazione malattie o

infortuni.

Al fine

di migliorare la sicurezza sociale dei disoccupati è stata quindi prevista, in

caso di capacità lavorativa temporaneamente inesistente o ridotta a causa di

malattia, infortunio o maternità, il diritto a ottenere delle indennità

giornaliere per un periodo limitato (cfr. DTF 128 V 149 consid. 3b = SVR 2003

KV Nr. 8 pag. 37; DLA 2001 pag. 165 consid. 6b; STFA del 14 aprile 2001 nella

causa H., C 303/02).

In una

decisione pubblicata in DLA 2001 N. 5 pag. 76 il Tribunale federale delle

assicurazioni (TFA) ha innanzitutto stabilito che l'idoneità al collocamento

non è soggetta a graduazioni nel senso che esisterebbero delle situazioni

intermedie tra l'idoneità e l'inidoneità al collocamento (idoneità parziale). E'

invece dal profilo della perdita di lavoro computabile (art. 11 cpv. 1 LADI)

che occorre esaminare in che misura una persona assicurata è disposta o è in

grado di assumere un'occupazione adeguata a tempo pieno.

L’Alta

Corte ha poi ricordato che l'art. 15 cpv. 2 LADI e l'art. 15 cpv. 3 OADI sono

applicabili in caso di impedimento durevole e importante della capacità lavorativa

e di guadagno. L'art. 15 cpv. 3 OADI prevede l'obbligo, per l'assicurazione

contro la disoccupazione, di anticipare prestazioni a titolo preventivo,

qualora un impedito non sia manifestamente inidoneo al collocamento e soddisfi

gli altri presupposti del diritto. Queste prestazioni sono soggette a

restituzione (art. 95 LADI) nel caso in cui l'assicurazione per l'invalidità

conceda successivamente una rendita.

Un

impedimento della capacità lavorativa e di guadagno è durevole se permane

almeno un anno (cfr. Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches

Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, N. 225).

Per

contro l'art. 28 LADI, come già precisato, è applicabile in caso di incapacità

lavorativa temporanea.

La norma

prevista dall'art. 28 cpv. 4 LADI, secondo cui l'assicurato ha diritto

all'intera indennità giornaliera se la capacità lavorativa è di almeno il 75%,

e alla mezza indennità se la capacità lavorativa è di almeno il 50%, non

presuppone che l'assicurato abbia già esaurito il proprio diritto all'indennità

in virtù dell'art. 28 cpv. 1 LADI. Inoltre, questo disposto viene applicato

indipendentemente dal fatto che l'inizio dell'incapacità lavorativa è

precedente o successivo alla disoccupazione.

Con

quest'ultima disposizione si vuole quindi indennizzare ancora la capacità

lavorativa residua o recuperata dell’assicurato che può ancora essere sfruttata

sul mercato del lavoro

(cfr. DLA 1995 N. 29, consid. 3.b)bb), pag. 168; Nussbaumer, op. cit., Nr.

362).

Secondo

la legge, come visto, il diritto alle indennità giornaliere di disoccupazione è

dato "al massimo sino al 30° giorno dopo l’inizio dell’incapacità totale o

parziale al lavoro ed è limitato a 44 indennità giornaliere entro il termine

quadro".

Per ogni

singolo caso di malattia l’indennità giornaliera di disoccupazione è pagata una

sola volta e fino ad un massimo di trenta giorni dopo l’inizio dell’inabilità

(cfr. Nussbaumer, op. cit., Nr. 360; G. Gehrards, Kommentar zum

Arbeitslosen-versicherungsgesetz (AVIG), Ed. P. Haupt, Berna, 1987, vol. I,

pag. 341, n° 24).

In altre

parole per ogni caso di malattia solo i primi 30 giorni sono indennizzabili.

Come

“singolo caso” di malattia si considera di principio non solo l’inizio vero e

proprio della malattia, ma pure ogni "ricaduta" (cfr. G. Gehrards,

op. cit., pag. 341 n° 25).

Chiamata

a pronunciarsi sull’applicabilità dell’art. 28 LADI, nel caso di un’assicurata

ritenuta inidonea al collocamento in quanto non in grado di dimostrare di avere

qualcuno a cui affidare la cura della figlia appena nata, la nostra Massima

Istanza, in una decisione del 15 settembre 2005 nella causa E. (C138/03), ha,

tra l’altro, sviluppato le seguenti considerazioni:

"

(…)

5.3 Aus der Marginalie und aus dem Wortlaut von

Art. 28 Abs. 1 AVIG, der als Anspruchsvoraussetzung die vorübergehend fehlende

oder verminderte Arbeits- und Vermittlungsfähigkeit nennt, geht klar hervor,

dass die Arbeitsunfähigkeit - wie dies das seco in seiner

Verwaltungsgerichtsbeschwerde betont - eine conditio sine qua non darstellt und

der Nennung der Vermittlungsfähigkeit so gesehen keine eigenständige Bedeutung

zukommt. Ist die Vermittlungsfähigkeit nicht wegen mangelnder Arbeitsfähigkeit,

sondern wegen eines der beiden andern Elemente, nämlich wegen mangelnder

Arbeitsberechtigung oder Vermittlungsbereitschaft eingeschränkt, begründet dies

an sich keinen Anspruch gemäss Art. 28 AVIG (vgl. Gerhards, a. a. O., N. 20 zu

Art. 28). Die Mutterschaft muss zu einer gesundheitlichen Beeinträchtigung im

oben erwähnten Sinne führen, sodass die Versicherte nicht in der Lage ist, eine

zumutbare Arbeit anzunehmen. Solange dieser Zustand andauert, steht eine

fehlende Obhutsregelung der Anwendbarkeit von Art. 28 Abs. 1 AVIG nicht

entgegen. Ebenso stellen die Bestimmungen des Arbeitsgesetzes, namentlich Art.

35a Abs. 3 ArG, wonach Wöchnerinnen während einer bestimmten Zeit nach der

Entbindung nicht arbeiten dürfen, ihre Vermittlungsfähigkeit diesbezüglich

nicht in Frage (ALV-Praxis 98/1, Blatt 9; Kreisschreiben des seco über die

Arbeitslosenentschädigung, Januar 2003, Rz C125 und B187a). Die Anrufung des

Moments der Arbeitsberechtigung in dem Sinne nämlich, dass bei Wöchnerinnen -

wie bei Ausländern und Ausländerinnen - mangels Arbeitsberechtigung die Momente

der Arbeitsfähigkeit und Vermittlungsbereitschaft gar nicht geprüft würden,

widerspräche dem Willen des Gesetzgebers, der die mutterschaftsbedingte

fehlende oder verminderte Arbeits- und Vermittlungsfähigkeit der Sonderregelung

von Art. 28 AVIG unterstellen wollte, und liesse den gewollten sozialen Effekt

dieser Regelung fallen (vgl. Gerhards, a. a. O., N. 21 f. zu Art. 28; Amtl. Bull. NR 1981 I S. 824 ff.; Amtl. Bull. SR

Considerandi

1982.

S. 136 f.). Durch die Möglichkeit der Ausrichtung von

Arbeitslosentaggeldern trotz Arbeitsverbot gemäss Art. 35a ArG werden gewisse

Mängel im Versicherungssystem gemildert

(vgl. Béatrice Despland, Familienarbeit und Arbeitslosenversicherung - ein

Widerspruch?, Basel 2001, S. 56 Rz 176 ff.). Eine weitere Verbesserung der

Situation bringt die in Erw. 2 erwähnte, vorliegend nicht anwendbare per 1.

Juli 2005 in Kraft getretene Regelung der Mutterschaftsentschädigung.

6.

Die Vorinstanz hat die fehlende Arbeitsfähigkeit

mit der Schutzfrist gemäss Art. 35a Abs. 3 ArG und die fehlende

Vermittlungsfähigkeit mit der mangelnden Obhutsregelung begründet. Dies

entspricht jedoch nicht dem Sinn und Zweck von Art. 28 AVIG. Die Schutzfrist

von Art. 35a Abs. 3 ArG betrifft nicht die Arbeitsfähigkeit, sondern die

Arbeitsberechtigung und vermag somit die Anspruchsvoraussetzung der fehlenden

oder verminderten Arbeitsfähigkeit nicht zu erfüllen. Sie steht einer Prüfung

der Arbeitsfähigkeit - wie in Erw. 5.3 dargelegt - aber auch nicht entgegen. Ob

die Versicherte jedoch unmittelbar nach der Geburt ab 20. August 2002 effektiv

arbeitsfähig im oben umschriebenen Sinne war, geht aus den Akten nicht hervor.

War sie es nicht, was nach der allgemeinen Lebenserfahrung zu vermuten ist, ist

die Obhutsregelung in dieser Zeitspanne für die Frage der Anspruchsberechtigung

nicht relevant. Aus den Akten ebenfalls nicht ersichtlich ist sodann, ob und

wenn ja, wieviele Taggelder gestützt auf Art. 28 AVIG die Versicherte innerhalb

der Rahmenfrist bereits bezogen hat. Die Sache ist an das AWA zurückzuweisen,

damit dieses die übrigen Voraussetzungen für den Anspruch auf Taggelder bei

vorübergehend fehlender oder verminderter Arbeitsfähigkeit prüft und

anschliessend neu verfügt. Damit ist der Rückforderungs-verfügung der

Arbeitslosenkasse vom 28. Oktober 2002 die Grundlage entzogen.

(…)." (cfr. STFA del 15 settembre 2005 nella

causa E., C 138/03)

2.5

Nell’evenienza

concreta dagli atti di causa risulta che l’assicurato si è iscritto al

collocamento il 2 febbraio 2004 e che da quel mese egli ha rivendicato il

diritto alle indennità di disoccupazione (cfr. doc. 1 punto 2 e 2).

All’assicurato è stato

aperto un termine quadro per la riscossione dal 2 febbraio 2004 al 1° febbraio

2006.

(cfr. doc. 6 e art. 9 LADI).

Con decisione del 28

dicembre 2004 la Sezione del lavoro, tramite il suo Delegato Alp Transit __________,

ha assegnato all’assicurato un POT e meglio il "Programma d’Occupazione Temporanea

__________ " dal 1° gennaio al 1° aprile 2005 (cfr. doc. 20).

Durante il termine quadro

per la riscossone, che come appena visto va dal 2 febbraio 2004 al 1° febbraio

2006, l’assicurato ha attestato, tramite i rispettivi certificati medici, i

seguenti periodi di incapacità totale (100%) al lavoro per malattia:

-

il 1° marzo 2004 (cfr. doc. 9);

-

dal 13 al 28 maggio 2004 (cfr. doc. 12);

-

dal 3 gennaio al 13 febbraio 2005 (cfr. doc. 23);

-

dal 1° al 31 marzo 2005 (cfr. doc. 26).

Durante questi periodi di

incapacità totale al lavoro per malattia la Cassa ha versato, e l’assicurato

non lo contesta, le seguenti indennità ai sensi dell’art. 28 LADI:

-

una indennità il mese di marzo 2004;

-

12.

indennità il mese di maggio 2004;

-

13.

indennità il mese di gennaio 2005;

-

una indennità il mese di febbraio 2005 e

-

17.

indennità il mese di marzo 2005

(cfr. doc. V e i conteggi

del 03.06.05 sub doc. 20, 22 e 24).

L’assicurato ha dunque

beneficiato delle 44 indennità massime previste dall’art. 28 cpv. 1 LADI.

Di conseguenza, durante il

termine quadro che va dal 2 febbraio 2004 al 1° febbraio 2006, egli ha esaurito

il diritto alle indennità ex art. 28 cpv. 1 LADI e non può quindi pretendere

più niente a quel titolo.

Nel proprio ricorso l’assicurato

ha, in particolare, sostenuto che:

"(…)

Le ragioni sono che io chiedo mi venga riconosciuta l'intera

impossibilità di recarmi al lavoro (per tutti i motivi già a lungo elencati

sottolineando che il Sig. __________ non accettava alcun secondo di ritardo in

assoluto).

Quindi

se venisse ragionevolmente accettato questo dato di fatto (l'impossibilità a

raggiungere il luogo di lavoro) tutto il seguito perderebbe la sua importanza,

quindi la malattia. (…)." (cfr. doc. I)

Il TCA osserva che, da una

parte, nonostante reiterati tentativi e le possibilità che ha avuto (cfr.

consid. 1.4), l’assicurato non ha mai specificato su quale base e a quale

titolo egli rivendica il diritto alle indennità di disoccupazione.

D’altra parte, nella

misura in cui il ricorrente sostiene che non poteva frequentare il POT in

quanto impossibilitato ad arrivare puntuale sul posto di lavoro e

l’organizzatore del programma non avrebbe tollerato nessun, anche minimo,

ritardo, il TCA rileva che, così richiesto dall’attuale presidente del

Consiglio di Stato, il Caposezione della Sezione del lavoro nella sua lettera del

17.

maggio 2005 all’assicurato ha, in particolare, osservato che:

" (…)

come richiesto dalla signora __________, ho letto attentamente la

sua lettera del 21 aprile scorso ed ho provveduto ad effettuare i dovuti

accertamenti presso i miei servizi che si sono occupati della situazione che la

riguarda.

Nella sua lettera lei sostiene di non aver ricevuto le indennità

di disoccupazione da gennaio fino ad oggi, in quanto impossibilitato a

partecipare al programma d’occupazione temporanea (POT) presso la __________ di

__________, nel quale è stato inserito per decisione dell’Ufficio di

collocamento per un periodo che va dal 1° gennaio al 1° aprile 2005. Quale

motivazione, lei sostiene di non poter giungere sul posto di lavoro alle ore

7:15, in quanto senza patente e nell’impossibilità di disporre di un mezzo

pubblico per raggiungere il luogo a quell’ora.

Dai miei accertamenti risulta però che la sua vicenda sia stata

parecchio diversa da quanto da lei descritto. Dal voluminoso incarto che la

riguarda, sintetizzo di seguito gli aspetti che ritengo rilevanti per il caso

in questione:

(…)

8.

risulta però

che tra __________ e __________ esistano mezzi pubblici che le consentirebbero

di arrivare sul luogo di lavoro alle ore 7.07. In ogni caso, anche se così non

fosse, nulla le avrebbe impedito di presentarsi in ritardo, alle 7.35, come da

lei sostenuto nella sua lettera. Appare infatti evidente che è meglio arrivare

sul posto di lavoro qualche minuto in ritardo, piuttosto che non arrivare

affatto.

(…)." (cfr.

doc. 34)

Di conseguenza le assenze

dal POT assegnatogli non sono giustificate e non possono pertanto essere

pagate.

La decisione su

opposizione impugnata, che si rileva conforme alla legge e alla giurisprudenza

citate (cfr. consid. 2.3 e 2.4), deve dunque essere confermata.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso

è respinto.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso

dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente

l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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