Lexipedia

Decisione

38.2005.72

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

19 giugno 2006Italiano52 min

Source ti.ch

Fatti

i generi alimentari e le altre bollette (quali ad esempio quelle

dell'elettricità) sono divise (cfr. verbale 27 agosto 2004 presso l'UG);

- in __________

(__________) vive stabilmente la sua famiglia (la moglie, insegnante,

originaria di __________, e le due figliolette; cfr. verbale UG e

Dichiarazione per imposte alla fonte 22 agosto 2003). A __________ vivono

invece i genitori (cfr. verbale UG);

- dal

verbale di interrogatorio del signor __________ davanti alla polizia cantonale,

emerge segnatamente quanto segue: "(...) Il verbalizzante mi chiede se

mi sono reso conto che attualmente, nell'appartamento di __________, non vi

sono effetti di abbigliamento che facciano pensare ad una residenza stabile di __________,

__________ e RI 1. Condivido l'osservazione del verbalizzante. [...] ADR:

che effettivamente __________, RI 1 e __________ non hanno mai risieduto

stabilmente nell'appartamento di __________. Quando fui stato d'accordo di

mettere a disposizione quell'appartamento per queste persone, era inteso che non

vivessero tutti in quel posto in modo continuato. È evidente che tutti e

quattro nell'appartamento non era una situazione gestibile. [...] ADR:

che la persona che maggiormente pernotta a __________, oltre al sottoscritto, è

RI 1. Anche lui va a periodi. Ad esempio di recente era a __________ per un

problema di salute della moglie. Comunque lui, durante

la settimana, pernotta due o tre notti. Succede anche che lui sia presente a __________

anche il fine settimana. […]" (cfr. verbale 9 dicembre 2004). Lo stesso

assicurato, in sede di interrogatorio, ha segnatamente dichiarato quanto segue:

"[...] Non sono in grado di quantificare le mie presenze nell'appartamento

di __________, mi ritengo comunque lì residente. Capita che a volte io dorma

fuori, ad esempio presso la signora __________. Capita pure che quando rendo

visita a mia moglie io mi fermi qualche giorno in più a __________, soprattutto

dopo la scorsa estate, quando mia moglie è caduta in depressione e necessita

per quanto possibile della mia presenza. [...] Settimana scorsa ad esempio ho

trascorso solo una notte a __________, il resto della settimana sono stato a __________.

[. ..] Rispondo che mediamente ho dormito a __________ notti a settimana.

Questo tenuto conto delle eccezioni da me in precedenza evidenziate e del fatto

che certi fine settimana sono pure rimasto in Ticino. [...]" (cfr. verbale di interrogatorio 7 dicembre 2004 davanti alla

polizia cantonale);

- secondo

la polizia comunale di __________, l'appartamento di proprietà del signor __________

sarebbe vuoto almeno dal mese di dicembre 2003 (cfr. rapporto informativo 24

settembre 2004);

- nel

periodo dal 23 maggio 2003 al 3 giugno 2004, il consumo di energia elettrica

per l'appartamento in oggetto è stato di soli 418 kwh, cifra che dimostra uno

scarso consumo (cfr. scritto 31 agosto 2004 delle AIL). Nel periodo dal 4

giugno 2004 al 19 maggio 2005 il consumo è stato di poco superiore (705 kwh);

- nel

periodo in cui la signora __________ è stata custode del condominio ove è

ubicato l'appartamento del signor __________ (1. dicembre 2003 - 30 novembre

2004), ella non ha mai visto nessuno entrare o uscire da quest'ultimo, né

constatato l'arrivo dei signori __________, __________, __________ e RI 1 con

eventuali autovetture nel garage sotterraneo (cfr. verbale di interrogatorio 14

dicembre 2004 davanti alla polizia cantonale);

- dal

rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria 16 dicembre 2004 emerge

segnatamente quanto segue: «[…] L'impressione emersa dalle indagini è che detto

appartamento era sfruttato come luogo d'emergenza o di comodità, a seconda

delle situazioni, per pernottamenti non regolari. Nessuno ha mai usufruito

della lavanderia ed anche il consumo di energia elettrica è stato molto ridotto

nell'ultimo anno. [...] La perquisizione effettuata il 07.12.2004 ore 0910

(vedasi doc fotografica allegata) ci ha permesso di capire che l'appartamento

di __________, non è residenza stabile per tutte le persone oggetto del

procedimento penale in corso. All'interno dello stesso abbiamo trovato

indumenti, peraltro pochi, di __________ [...]. Per gli altri nessuna traccia

evidente di un soggiorno duraturo. […] RI 1 era giunto due giorni prima

nell'appartamento, con sua moglie, proveniente dall'Italia. C'era la sua

valigia. [...] Anch'egli (n.d.r. RI 1) è concorde nel dire che mai,

stabilmente, il quartetto ha dormito nel medesimo appartamento. [...] Per il

periodo critico a lui contestato, egli asserisce di aver trascorso in media

quattro notti per settimana a __________. [...] I controlli effettuati dagli

agenti, i giorni venerdì 16.09.2004 - lunedì 20.09.2004 e martedì 21.09.2004

tra le 0620 e le 0700, hanno permesso di stabilire che nessuna persona era

uscita dallo stabile. Stesse verifiche, negative, sono state effettuate il

20.09.2004 ore 1800 - 21.09.2004 ore 1930 e ore 2100 - 22.09.2004 ore 2115.

[...]

- __________

ha messo l'appartamento a disposizione dell'opponente (suo collega di lavoro

presso la __________), di __________ (una sua conoscenza dall'università) e di __________

(collega di __________), dopo che gli stessi sono rimasti senza lavoro e alla

ricerca di un appartamento. Il signor __________ non ha mai chiesto loro di

contribuire alle spese, fissando tuttavia quale condizione della loro

convivenza che tutti e quattro insieme non potevano stare se non saltuariamente

(cfr. verbale 13 giugno 2005 di __________ presso l'UG);

- per quanto

attiene alla ditta individuale __________ di RI 1 in __________, il cui scopo è

essenzialmente la consulenza di direzione, va osservato come la sua

costituzione (22 marzo 2005) sia avvenuta posteriormente la data di

annullamento dell'assicurato dalla disoccupazione. Riguardo invece alla società

__________ in __________ - __________, il cui scopo è la gestione e la

conduzione di un centro di benessere

e nella

quale l'opponente riveste la carica di membro con firma collettiva a due dal 20

settembre 2004 (data della sua costituzione), si rileva come il coinvolgimento

personale dell'assicurato non sia di per sé sufficiente per concludere che

l'assicurato è effettivamente residente in Svizzera ai sensi dell'articolo 8

cpv. 1 lett. c LADI.

Ora, visto quanto precede e alla luce della menzionata

giurisprudenza, lo scrivente Ufficio ritiene che, secondo l'abituale criterio

della probabilità preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali,

il signor RI 1 non adempia il requisito della residenza in Svizzera ai sensi

dell'articolo 8 cpv. 1 lett. c LADI. Infatti, il centro dì interessi

dell'opponente risulta essere in __________, dove vive stabilmente la famiglia.

È dunque in __________, anziché in Svizzera, che l'assicurato ha la sua

residenza effettiva. L'assicurato non ha pertanto diritto alle indennità di

disoccupazione, non essendo adempiuta una delle condizioni cumulative

contemplate dall'articolo 8 LADI).

Le motivazioni sollevate con l'opposizione in esame non permettono

di giungere a una conclusione diversa rispetto a quanto

stabilito con la decisione contestata.

(…)" (cfr. doc. I)

1.3. Contro

questa decisione l’assicurato ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA

nel quale il suo patrocinatore ha addotto che:

"

(…)

Ad. 7-recisamente contestato

Le conclusioni a cui giunge la Sezione del lavoro sono del tutto

soggettive ed infondate. La verità sta semplicemente nel fatto che il contratto

di locazione del signor RI 1 relativo all'appartamento di via __________ veniva

a scadere in data 31 luglio 2003 (doc. B). Di conseguenza appare logico

che tutte le comunicazioni trasmesse precedentemente al 31 luglio 2003 recavano

l'indirizzo di via __________, mentre quelle successive indicavano l'indirizzo

di __________.

Stupisce peraltro che una circostanza di fatto così semplice da

verificare non sia stata chiarita in precedenza.

Per ritornare all'appartamento di __________ occorre comunque

menzionare la situazione personale e famigliare del signor RI 1 che nel caso in

esame ha avuto un peso determinante in tutte le sue scelte.

È in effetti vero che il signor RI 1, così come confermato dal

signor __________, ha ottenuto di condividere l'appartamento di proprietà del

suocero del signor __________.

Si ribadisce in questa sede che, come emerge dagli atti, al signor

RI 1 non è stato richiesto di contribuire in forma diretta alle spese

dell'appartamento. Egli non era a conoscenza dell'esatto contenuto delle stesse,

così come non sapeva se le spese le pagasse il signor __________ oppure il di

lui suocero.

Quindi, come da verbale 27 agosto 2004 il signor RI

1 conferma di aver diviso unicamente le spese per generi alimentari e che la

divisione avveniva in forma indiretta ed informale (cene offerte dal ricorrente

al signor __________). Va da sè che una soluzione del genere, di sicuro

favorevole, era giustificata dal fatto che l'appartamento era di proprietà del

suocero del signor __________ e che si poteva anche presumere che, visti i

rapporti di parentela, lo stesso poteva essere locato a titolo gratuito o a

condizioni di estremo favore.

Va inoltre precisato che questo tipo di soluzione era stato

proprio ricercato e voluto dal signor RI 1 a seguito dei suoi problemi

famigliari: non è poi così fuori luogo tentare di risparmiare qualche cosa

nella propria condizione di disoccupato. In effetti la moglie e le figlie si

trasferirono a __________ a fine giugno 2003.

Tale situazione venne purtroppo a creare un problema famigliare di

non poca entità, visto che la moglie del ricorrente aveva subito in quel

periodo una grave crisi depressiva (doc. E) che lo aveva costretto a

starle il più vicino possibile compatibilmente con la propria condizione di

disoccupato. La situazione è purtroppo ulteriormente degenerata tanto più che

dal mese di aprile 2005 i coniugi RI 1 vivono separati ed il ricorrente si reca

a __________ unicamente per l'esercizio del diritto di visita (doc. C).

Per tale motivo egli ha locato per sè un piccolo punto di appoggio separato

dalla moglie.

Si ribadisce pertanto che la permanenza del ricorrente

nell'appartamento di __________, malgrado tutti i problemi sopra indicati, è

stata di natura costante ed assidua.

Gli unici motivi per cui egli si allontanava erano dovuti alle

visite alla famiglia a __________, visite che avvenivano preponderatamente

durante i fine settimana. Si rileva inoltre che il signor RI 1 ha partecipato a

degli incontri in vista di colloqui di lavoro, principalmente tenutisi a __________,

di cui il consulente U.R.C. era ovviamente a conoscenza.

La situazione sopra descritta non viene sicuramente modificata dal

fatto che il signor RI 1 si possa essere fermato qualche sera a cena o a

dormire dai genitori a __________ o abbia allungato di un giorno il fine

settimana a __________. Non da ultimo va sottolineato che, vista l'entità del

progetto __________, nonchè l'impegno straordinario ivi connesso, è capitato

più volte, così come confermato dalla signora __________, che il signor RI 1 si

sia fermato a dormire presso quest'ultima (doc. G).

Le rilevazioni della polizia comunale di __________ non hanno

alcun supporto oggettivo e non possono quindi costituire una prova ai sensi del

diritto processuale.

La verifica relativa al consumo di energia elettrica, peraltro, è

sicuramente imputabile al fatto che il signor RI 1 cenava spesso fuori casa e

ciò sia per i vari colloqui di lavoro che per gli impegni derivanti dal

progetto __________. A tale proposito il signor RI 1 produce una lista di

persone, conosciute, frequentate o incontrate nell'ambito del progetto __________,

così come nell'ambito di ricerche di lavoro, incontri URC, visite mediche e

contatti personali di vario genere (doc. H).

Anche la testimonianza della custode del condominio riveste un

valore relativo tenendo conto del tipo di vita svolta dal signor RI 1, fra

l'altro persona molto discreta e riservata.

L'impressione emersa dalle indagini, altro elemento puramente di

natura soggettiva, è fondamentalmente errata: prima di tutto il lasso di tempo

di verifica era estremamente limitato (dal 16.09 allo 22.09.2004).

Come si può inoltre pretendere che una persona in disoccupazione

esca di casa fra le ore 6.20 e le ore 07.00?

Alle ore 21.15, come fra l'altro indicato in precedenza, il signor

RI 1 era probabilmente fuori a cena. Ad ogni modo, contrariamente alla Sezione

del lavoro, il ricorrente dispone di prove documentarie (vedi estratto carta di

credito) che attestano che in data 21.09.2004 vi sono state transazioni a __________

(doc. D1 - D2).

Il giorno precedente è stata inoltre costituita la spett. __________,

società in cui il signor RI 1 è socio con poteri di firma.

Egli non poteva quindi non essere presente alla sottoscrizione

dell'atto pubblico costitutivo (20.09.2004)-(doc. F).

In effetti in data 15.09.2004 il signor RI 1 si trovava con la sua

socia, signora __________, presso lo studio dell'avv. __________, in via __________

a __________ per ultimare le pratiche societarie, mentre lo stesso giorno alle

ore 10.00 il signor RI 1 era presso gli uffici __________ in __________ con la

signora __________. In data 14.09.2004 egli ha incontrato la signora __________

per un colloquio di selezione, alle ore 14.00, mentre alle ore 17.00 ha

incontrato il signor __________ della spett. __________.

In data 13.09.2004 alle ore 14.30 il signor RI 1 si trovava presso

gli uffici della __________, per incontrare il signor __________. Lo stesso

giorno egli ha incontrato, alle ore 16.30, il signor __________ dell'Ufficio Promovimento

Economico di __________.

Tutte le persone sopra menzionate potranno essere udite quali

testimoni a comprova di quanto asserito dal signor RI 1.

Non si capisce inoltre il motivo per cui la decisione taccia sul

fatto che in data 07.12.2004, in occasione della perquisizione effettuata dalla

Polizia Cantonale (unico controllo reale ed oggettivo), egli era regolarmente

presente nell'appartamento.

La decisione si limita unicamente a menzionare che gli effetti

personali erano in una valigia, fatto spiegabile visto che il signor RI 1 era

andato a __________ a prendere la moglie che lo avrebbe raggiunto per qualche

giorno per il ponte dell'8.12.2004.

Si contesta inoltre il tentativo di assimilare la posizione del

signor RI 1 con quella degli altri usufruttuari dell'appartamento.

Il signor __________ stesso ha verbalizzato quanto segue:

"il signor RI 1, invece, è stato presente in maniera più

assidua" e "il signor RI 1 è solitamente stato presente in maniera

regolare " e ancora "la convivenza avviene solo con il signor RI 1"

(cfr. verbale di audizione testimoniale del 13.06.2005).

Non dimentichiamo che la situazione relativa alle persone

inquisite era ben differente da quella del signor RI 1, situazione che va

quindi considerata ed analizzata con parametri differenti.

Il rapporto d'inchiesta della polizia giudiziaria si limita a

citare "l'impressione emersa .... che l'appartamento di __________ non è

residenza stabile per tutte le persone oggetto di procedimento" ciò sta

chiaramente ad indicare che vi sono situazioni diverse che vanno considerate in

modo diverso, tant'è vero che il signor RI 1 è stata l'unica persona trovata

nell'appartamento all'atto del controllo.

Tale citazione che si riferisce alla residenza non stabile è

quindi sicuramente ascrivibile alle altre persone oggetto dell'inchiesta, ma non

sicuramente al signor RI 1. Addirittura pretestuosa appare la citazione

relativa all'utilizzo della lavanderia.

Va in tal senso precisato che, essendo il turno del signor RI 1

fissato di sabato e non volendo condividere la lavanderia con sconosciuti egli

faceva fare il bucato a __________ o presso i genitori a __________ quando

restava in Svizzera.

Va inoltre rilevato che, stante la situazione di disoccupazione e

vista la delicata situazione famigliare, il signor RI 1 abbia cercato con la

"soluzione __________ " di minimizzare le spese e risparmiare il più

possibile. In tal senso la soluzione di __________ costituisce per il

ricorrente una soluzione ottimale. In quanto alla società individuale della

società __________ di RI 1, per quanto costituita successivamente ai fatti,

costituisce sicuramente un chiaro dato di fatto che gli interessi economici del

signor RI 1 erano/sono e saranno in Svizzera.

Ciò è per altro confermato dal pagamento di tutte le imposte e gli

oneri sociali sanciti dalla legge.

Oltre tutto il signor RI 1 è sempre ampiamente coinvolto nel

progetto __________, progetto che è partito addirittura nell'estate 2003 e che

ha visto coinvolto il ricorrente, a supporto della signora __________, in tutti

i contatti menzionati in precedenza.

E' sicuramente inimmaginabile progettare e concretizzare una

simile attività senza una residenza stabile e costante in Svizzera.

Concludendo il signor RI 1 ritiene che egli ossequi tutti i

criteri della presenza qualificata sancita dall'art. 8 cpv. lett. c) LADI,

fermo restando che egli non ha soltanto proceduto a ricercare costantemente un

posto di lavoro, ma anche cercato di attivarsi diversamente sino a costituire

una propria ditta individuale e a partecipare al progetto __________.

Ciò comprova il proprio impegno nella ricerca di un posto di

lavoro, nonchè la sua presenza effettiva e costante in Svizzera.

Egli è sempre inoltre stato a disposizione delle autorità

competenti per le verifiche del caso. Addirittura gli è capitato di più volte

sollecitare i vari uffici competenti in merito alla propria posizione.

In effetti egli è stato unicamente oggetto di una sospensione

dell'indennità di disoccupazione a partire da luglio 2004 senza alcuna

comunicazione specifica e senza nessuna giustificazione da parte degli uffici

preposti.

In effetti l'ufficio giuridico competente si è espresso solo in

data 5 novembre 2004, ovvero tre giorni prima della perquisizione della

polizia.

Inoltre, malgrado del decreto di non luogo a procedere, sono

passati praticamente cinque mesi prima che, la Sezione del lavoro dopo il

sollecito del ricorrente l'8 maggio 2005 si sia espressa in merito.

Si tratta in questo caso di modalità procedurali che lasciano

trasparire delle perplessità e che confermano che nel caso del signor RI 1

l'assicurato ha subito una forte penalizzazione.

Alla luce di tutto quanto precede il signor RI 1 chiede che gli

venga riconosciuto il diritto d'indennità di disoccupazione dall'inizio del

periodo quadro sino al giorno in cui egli si è disiscritto.

Prove: doc.,

richiamo doc., testi, interrogatorio, ispezione a Ufficio Registri di

commercio, si richiama dall'ufficio di tassazione nonchè dall'ufficio AVS

l'incarto relativo al signor RI 1.

(…)." (cfr. doc. I)

1.4. Nella sua

risposta del 29 settembre 2005 la Sezione del lavoro ha chiesto di respingere

il ricorso e si è riconfermata nelle proprie allegazioni (cfr. doc. III).

1.5. Con scritto

del 4 ottobre 2005 il rappresentante dell’assicurato ha comunicato al TCA che

non intende presentare ulteriori mezzi di prova (cfr. doc. V).

Il doc. V

è stato trasmesso alla Sezione del lavoro per conoscenza (cfr. doc. VI).

in

diritto

2.1. Il 1° giugno

2002 è entrato in vigore l'accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione

Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri,

dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC), che regola, in

particolare nel suo Allegato II, il coordinamento dei sistemi di sicurezza

sociale (art. 8 ALC).

L'ALC si

applica alla presente fattispecie visto che all’assicurato, con decisione del 5

novembre 2004 confermata con decisione su opposizione del 29 luglio 2005 (cfr.

doc. 13 e I), è stato negato il diritto alle indennità di disoccupazione a

contare dal 1° agosto 2003 (cfr. DTF 128 V 315, consid. 1b/bb, pag. 317 e DTF

130 V 156, consid. 5, pag. 160-162).

I

presupposti materiali per stabilire se l’assicurato ha diritto alle indennità

di disoccupazione a contare dal 1° agosto 2003, si determinano in ogni caso

secondo il diritto svizzero.

Infatti,

anche a seguito dell'entrata in vigore dell'ALC, il Regolamento (CEE) n.

1408/71 del Consiglio, del 14 giugno 1971, relativo all'applicazione dei regimi

di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi ed ai

loro famigliari che si spostano all'interno della Comunità, cui rinvia l'art. 1

cpv. 1 Allegato II ALC, rimanda a tale normativa (cfr. STFA dell’11 gennaio

2005 nella causa D., U 271/03, consid. 1.3). Così, in virtù dell'art. 13

paragrafo 2 lettera a) del Regolamento, con riserva degli articoli da 14 a 17,

la persona che esercita un’attività subordinata nel territorio di uno stato

membro è soggetta alla legislazione di tale Stato anche se risiede nel

territorio di un altro Stato membro o se l’impresa o il datore di lavoro da cui

dipende ha la propria sede o il proprio domicilio nel territorio di un altro

Stato membro.

Orbene,

l’attività subordinata esercitata dall’assicurato prima di iscriversi in

disoccupazione è stata svolta in territorio elvetico. Più precisamente l’ultimo

rapporto di lavoro dell’assicurato è stato quello con la __________ a __________

(cfr. doc. 24/HH e 24/NN).

Donde

l'applicabilità dell'ordinamento svizzero.

2.2. Il TCA è

chiamato a stabilire se a ragione oppure no, all’assicurato è stato negato il

diritto alle indennità di disoccupazione a contare dal 1° agosto 2003.

In tale

contesto va ricordato che il 1° luglio 2003 è entrata in vigore la terza

revisione della LADI, accettata dal popolo il 24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14

del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg., RU N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728

segg.).

Dal

profilo temporale il giudice delle assicurazioni sociali applica di principio

le norme di diritto materiale in vigore al momento in cui si è realizzata la

fattispecie rilevante (cfr. DTF 130 V 329; DTF 129 V 1; DTF 128 V 315=SVR 2003

ALV Nr. 3; SVR 2003 IV Nr. 25 consid. 1.2.).

Inoltre,

il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell'esame della vertenza, si fonda

di regola sui fatti che si sono realizzati fino all'emanazione della decisione

amministrativa contestata (cfr. DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 121 V 366

consid. 1b; qui: il 29 luglio 2005).

Nel caso

in esame la Sezione del lavoro ha negato il diritto dell'assicurato alle

indennità di disoccupazione a far tempo dal 1° agosto 2003. A quel momento la terza

revisione della LADI era già in vigore e deve dunque essere presa in

considerazione.

Occorre,

peraltro, rilevare che, per quanto riguarda le norme della legge qui applicabili,

che verranno menzionate successivamente, la terza revisione della LADI non ha

fondamentalmente apportato alcuna modifica.

2.3. Perché

un assicurato possa pretendere l'indennità di disoccupazione, egli deve, tra

l’altro, risiedere in Svizzera (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c LADI).

In deroga all’ art. 13

LPGA (Legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali

[LPGA], entrata in vigore il 1° gennaio 2003, qui applicabile e secondo il

quale: “Il domicilio di una persona è determinato secondo le disposizioni degli

articoli 23-26 del Codice civile [cpv. 1]. Una persona ha la propria dimora

abituale nel luogo in cui vive per un periodo prolungato, anche se la durata

del soggiorno è fin dall’inizio limitata [cpv. 2].”), gli stranieri senza

permesso di domicilio sono considerati residenti in Svizzera, fintanto che vi dimorano

in virtù di un permesso di dimora per l'esercizio di un'attività lucrativa o in

virtù di un permesso stagionale (cfr. art. 12 LADI).

2.4. In una sentenza del 20

settembre 1989, pubblicata parzialmente in DTF 115 V 448 e riportata

integralmente da Cattaneo (cfr. D. Cattaneo, "Les mesures préventives et

de rédaptation de I'assurance-chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn,

Basilea e Francoforte sul Meno, pag. 422-424), il Tribunale federale delle

assicurazioni (TFA) ha stabilito che determinante, nel contesto dell'art. 8

cpv. 1 lett. c LADI, non è l'esistenza di un domicilio civile in Svizzera,

bensì quella della residenza effettiva (cfr. DTF 115 V 448-449).

In quell’occasione l’Alta

Corte ha stabilito che, giusta l’art. 8 cpv. 1 lett. c LADI, il diritto

all’indennità di disoccupazione suppone la residenza effettiva in Svizzera

nonché l’intenzione di conservarla per un determinato periodo e di farne il

centro delle relazioni personali.

Così, nel caso che era

chiamata a giudicare, la nostra Massima istanza giudiziaria ha stabilito che un

cittadino svizzero che aveva affittato un appartamento in Francia, ma risiedeva

a Ginevra, adempiva il presupposto dell'art.

8 cpv. 1 lett. c LADI (cfr. D. Cattaneo, op. cit., p. 424, no 685).

Questo

Tribunale, in una sentenza dell'8 giugno 1993 nella causa V. (AD 79/93)

confermata dal TFA con decisione del 16 novembre 1993 (C 130/93), ha invece

negato il diritto alle indennità di disoccupazione ad una lavoratrice frontaliera

che non risiedeva in Svizzera.

In un'ulteriore sentenza del 6 settembre 1999,

pubblicata in DTF 125 V 465, il TFA, oltre a richiamare i criteri e i principi

applicabili all'interpretazione di un accordo internazionale, ha stabilito che

la giurisprudenza sviluppata in relazione all'art. 8 cpv. 1 lett. c LADI non

viola l'art. 20 lett. a della Convenzione n. 168 dell'organizzazione

internazionale del lavoro (OIL) concernente la promozione dell'impiego e la

protezione contro la disoccupazione del 21 giugno 1988 (RS 0.822.726.8; RU 1991

1914; in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991). Contestualmente la nostra

Massima Istanza ha pure ribadito la validità della propria giurisprudenza che

subordina il diritto all'indennità di disoccupazione alla residenza effettiva

in Svizzera, così come all'intenzione di conservarla durante un certo periodo e

di farne, durante questo tempo, il centro delle proprie relazioni.

In

particolare il TFA ha sottolineato che:

" (…)

Orbene non si vede come la suddetta giurisprudenza relativa

all'art. 8 cpv.

1 lett. c LADI esigente una presenza qualificata nel nostro Paese possa essere

contraria alla Convenzione. In effetti, solo restando a diretto contatto con il

mondo del lavoro nel quale intende essere reinserito il disoccupato può dar

prova di un serio e costante impegno nella ricerca di un lavoro. Inoltre la

Considerandi

presenza effettiva garantisce alle autorità competenti la possibilità di

verificare l'idoneità al collocamento e di controllare la disoccupazione.

Ridurre tale presenza a qualche ora al giorno, come richiesto dal ricorrente,

equivarrebbe a non far obbligo agli interessati di mettersi nella situazione di

concretamente poter reperire un impiego. Con un simile sistema verrebbe

garantita solo I'indennizzazione degli assicurati, mentre sarebbe disatteso

l'altro intento contenuto nella Convenzione, quello della promozione del pieno

impiego, intento che può essere concretizzato solo con un disciplinamento che

favorisca la ricerca di un'occupazione. La giurisprudenza di questa Corte che

subordina il diritto all'indennità di disoccupazione, oltre che alla residenza

effettiva in Svizzera, anche all'intenzione di conservarla durante un certo

periodo e di farne - durante questo tempo - il centro delle proprie relazioni

personali non è quindi in contrasto con il diritto convenzionale, questo a

prescindere dal fatto che ciò non esclude necessariamente per l'interessato la

possibilità di avere il domicilio all'estero presso la propria famiglia.

(...)."

(cfr. DTF 125 V 465, consid. 5, pag. 468-469)

Nel caso che era chiamata

a giudicare, l'Alta Corte, accogliendo il gravame e rinviando gli atti

all'amministrazione cantonale, ha poi concluso che:

" (…)

Orbene, per attestare la sua effettiva residenza in Svizzera il

ricorrente rileva in particolare di avere avuto a disposizione una camera presso

il "Personalhaus" dell'ex-datore di lavoro. A comprova di quanto

affermato esibisce una dichiarazione 18 dicembre

1996.

di quest'ultimo, da cui si evince

che l'interessato, quale dipendente della ditta L. SA, abitava durante tutto

l'anno nel "Personalhaus". Per contro, nulla si rileva per quanto

concerne il periodo dopo il licenziamento.

In effetti, nell'incarto manca qualsivoglia documento attestante

una costante presenza sul mercato del lavoro svizzero per consentire al giudice

di statuire. Si rende pertanto necessario un complemento d'Istruttoria.

(...)." (cfr. DTF 125 V

465, consid. 6, pag. 469-470)

Chiamata

a pronunciarsi circa la residenza di un assicurato che aveva beneficiato del

diritto alle indennità di disoccupazione durante un primo termine quadro dal 1°

gennaio 1997 al 31 dicembre 1998 e in seguito dal 1° maggio al 21 novembre

1999, il TFA ha confermato la decisione con la quale all’assicurato è stato

negato, con effetto retroattivo a contare dal 1° maggio 1999, il diritto alle

indennità di disoccupazione in quanto non residente in Svizzera.

L’Alta

Corte ha pure confermato la decisione con la quale allo stesso assicurato è

stata chiesta la restituzione delle prestazioni già versate.

In quell’occasione

la nostra Massima Istanza ha sviluppato, in particolare, le seguenti

considerazioni:

"

(…)

3.

- Auf Grund der Akten steht fest, dass der

Beschwerdeführer ab 1. September 1997 ein separat vermietetes Zimmer einer

3-Zimmer-Wohnung im Parterre der Liegenschaft Strasse A.________ in Basel gemietet

hatte. Am 28. April 1999 kündigte er dieses Mietverhältnis mit Wirkung per 31.

Juli 1999. Gemäss seinen eigenen Angaben bewohnte er in der Folge ein anderes

Zimmer derselben Wohnung zusammen mit dessen Mieter, C.________, der sich

meistens in Italien aufgehalten und dem er, der Beschwerdeführer, seinen Mietanteil

jeweils in bar, ohne Quittung, bezahlt habe. Die Beschwerdegegnerin geht

demgegenüber davon aus, dass der Beschwerdeführer nicht an der Strasse

A.________ in Basel, sondern in Frankreich gewohnt habe. Sie stützt sich dabei

einerseits auf den Umstand, dass die Ehefrau des Beschwerdeführers (die Heirat

fand am 15. Mai 1999 statt) mit dem 1995 geborenen gemeinsamen Sohn während des

vorliegend relevanten Zeitraums in Frankreich wohnte, und andererseits auf die

Ergebnisse der Abklärungen des KIGA, welche gezeigt hätten, dass sich der

Beschwerdeführer praktisch nie an der Strasse A.________ aufgehalten habe.

4.

- a) Die Vorinstanz hat das Erfordernis

des gewöhnlichen Aufenthalts in der Schweiz während des Bezugs der Arbeitslosenentschädigung

ab 1. Mai 1999 zu Recht als nicht erfüllt beurteilt: Zunächst bestehen bereits

in Bezug auf die erste Rahmenfrist für den Leistungsbezug (1. Januar 1997 bis

31.

Dezember 1998) Unklarheiten, denn der Beschwerdeführer macht keine Angaben

über die Zeit vor der Miete des Zimmers an der Strasse A.________ per 1.

September 1997, und schon anlässlich des Beratungsgesprächs vom 1. Dezember

1997.

wurde die Unzustellbarkeit der Kassenabrechnung (es handelte sich offenbar

um die Abrechnungen für September und Oktober 1997) vermerkt. Für den

vorliegend relevanten Zeitraum ist durch den Rapport vom 17. Dezember 1999 über

die polizeiliche Observation erwiesen, dass der Beschwerdeführer während der

Zeit vom 28. Oktober 1999 bis 17. Dezember 1999 an der Strasse A.________ nie

anbetroffen wurde. Der Beschwerdeführer lässt es an einer plausiblen Erklärung

darüber fehlen, wo er sich während und vor dieser fast zweimonatigen

Observierungsperiode aufgehalten hat. Die Folgerung, er habe bei Ehefrau und

Sohn im nahe gelegenen Frankreich geweilt und dort auch den Mittelpunkt seiner

Lebensbeziehungen gehabt, drängt sich unter diesen Umständen auf.

b) Die in der Verwaltungsgerichtsbeschwerde

erhobenen Einwände gegen die Verwertbarkeit und Aussagekraft der Ergebnisse der

polizeilichen Observierung sind nicht stichhaltig:

aa) Die unterzeichnete Notiz des Gfr

S.________ vom 17. Dezember 1999, aus welcher hervorgeht, dass die Wohnung an

der Strasse A.________ vom 28. Oktober 1999 bis 17. Dezember 1999 durch zwei

Polizeibeamte zu verschiedenen Tages- und Nachtzeiten observiert wurde, wobei

festgestellt wurde, dass sich "in dieser Wohnung überhaupt nichts

tat" und der Beschwerdeführer auch nie betroffen werden konnte, genügt der

Protokollierungspflicht. Eine detailliertere Rapportierung über einen so

einfachen Sachverhalt kann nicht verlangt werden.

bb) Da die Observierung ergab, dass sich in

der fraglichen Wohnung überhaupt nichts tat, bestand keine Notwendigkeit, eine

anwesende Person zu identifizieren. Zudem begegneten die zum Treffen mit dem

KIGA und dem Beschwerdeführer vom 17. Dezember 1999 aufgebotenen Beamten,

darunter DetKpl W.________, der an der Observierung beteiligt war, bei dieser

Gelegenheit dem Beschwerdeführer. DetKpl W.________ konnte daher durchaus

angeben, ob er den Beschwerdeführer während der Observierungszeit gesehen

hatte. Der Einwand, die observierenden Beamten hätten den Beschwerdeführer

nicht gekannt und könnten deshalb nicht beurteilen, ob er sich in der

fraglichen Wohnung aufgehalten habe, ist haltlos.

(…)." (cfr. STFA del 31 luglio 2001 nella causa P., C 303/00)

L’Alta

Corte si è confermata nella propria giurisprudenza in una decisione del 19

luglio 2002 nella causa D. (C 337/01) nella quale, in particolare, ha ribadito

che:

"

(…)

Entgegen den vorinstanzlichen Ausführungen ist

für die Beurteilung des Wohnens in der Schweiz nach Art. 8

Abs. 1 lit. c AVIG nicht der zivilrechtliche Wohnsitz nach Art. 23 ff.

ZGB massgebend. Vielmehr ist diese Anspruchsberechtigung erfüllt, wenn sich der

gewöhnliche Aufenthalt der versicherten Person in der Schweiz befindet, sie die

Absicht hat, diesen Aufenthalt während einer gewissen Zeit aufrecht zu

erhalten, und zudem ihr Lebensmittelpunkt in der Schweiz liegt (BGE 125 V 466 Erw.

2a mit Hinweisen).

Die Voraussetzung des Wohnens in der Schweiz muss

nicht nur bei Eintritt des Versicherungsfalles, sondern während des gesamten

Zeitraums, für welchen Leistungen geltend gemacht werden, erfüllt sein (SVR

1996.

ALV Nr. 77 S. 236 Erw. 3a).

(…)." (cfr. la STFA succitata)

In quell’occasione l’Alta

Corte ha concluso che:

" (…)

Das Erfordernis des Wohnens in der Schweiz im

Sinne von Art. 8 Abs. 1 lit. c AVIG ist nicht

erfüllt, da der Beschwerdeführer sich mehrheitlich in Deutschland aufhielt und

sein Lebensmittelpunkt bei seiner Familie in Deutschland lag; daran ändert auch

der Umstand nichts, dass der Versicherte weiterhin in Basel gemeldet war und

dort seine Steuern beglich.

(…)." (cfr. la STFA succitata)

In un’altra decisione del

22.

ottobre 2002 nella causa S. (C 34/02) l’Alta Corte si è

riconfermata nella giurisprudenza sviluppata nell’ambito dell’art. 8 cpv. 1

lett. c LADI e, in particolare, ha osservato che:

"

(…) Diese zentrale Anspruchsvoraussetzung ist

Ausfluss des im Leistungsbereich der Arbeitslosenentschädigung geltenden

Verbots des Leistungsexports, welches im Interesse der Missbrauchsverhütung

aufgestellt worden ist. Bei im Ausland wohnenden Personen wäre die Überprüfung

und Kontrolle der Anspruchsvoraussetzungen, namentlich der Arbeitslosigkeit,

verunmöglicht (vgl. zum Ganzen Thomas Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in:

Schweizerisches Bundes-verwaltungsrecht [SBVR], Bd. Soziale Sicherheit, Rz.

138).

(…)." (cfr. la STFA succitata)

Sempre

riguardo al presupposto del diritto alle indennità di cui all’art. 8 cpv. 1

lett. c LADI vedi inoltre STFA del 9 aprile 2003 nella causa F.

(C121/02); STFA del 26 maggio 2003 nella causa S. (C 226/02) e

STFA del 22 settembre 2003 nella causa I. (C 153/03).

2.5

In una recente decisione del

6.

marzo 2006 nella causa B. (C290/03), la nostra Massima Istanza ha stabilito

che le norme che regolano il guadagno intermedio vanno applicate anche quando

il guadagno intermedio è realizzato all’estero e, circa il presupposto del

diritto alle indennità di cui all’art. 8 cpv. 1 lett. c LADI ha confermato la

propria giurisprudenza sviluppando le seguenti considerazioni:

" (…)

6.1

In der Verwaltungsverfügung wurde die

Verneinung der Anspruchsberechtigung insbesondere damit begründet, dass die

Versicherte im fraglichen Zeitraum nicht im Sinne von Art.

8.

Abs. 1 lit. c AVIG in der Schweiz gewohnt habe. Diese Auffassung

vertritt auch das seco in seiner Vernehmlassung. Es geht unter Berufung auf das

Urteil M. vom 27. Juni 2000, C 313/99, davon aus, dass entscheidend sei, ob

sich die versicherte Person an denjenigen Tagen, für die sie Leistungen

beanspruche, tatsächlich in der Schweiz aufgehalten habe.

6.2

Das "Wohnen" in der Schweiz im

Sinne von Art. 8 Abs. 1 lit. c AVIG ist nicht im

Sinne des zivilrechtlichen Wohnsitzes zu verstehen, sondern setzt den

gewöhnlichen Aufenthalt in der Schweiz voraus; verlangt werden der tatsächliche

Aufenthalt in der Schweiz und die Absicht, diesen Aufenthalt während einer

gewissen Zeit aufrechtzuerhalten und hier in dieser Zeit auch den Schwerpunkt

der Lebensbeziehungen zu haben (BGE 125 V 466 Erw. 2a, 115 V 448; Urteile S.

vom 26. Mai 2003, C 226/02, Erw. 1.1 und 2.2, F. vom 9. April 2003, C 121/02,

Erw. 2.2, S. vom 13. März 2002, C 149/01, Erw. 2, P. vom 31. Juli 2001, C 303/00,

Erw. 2, Erbengemeinschaft A. vom 19. April 2001, C 330/99, Erw. 3c). Zweck

dieses Erfordernisses ist es, die Kontrolle der Anspruchsvoraussetzungen zu

ermöglichen (BGE 125 V 468 Erw. 5, 115 V 449; erwähnte Urteile C 226/02, Erw.

1.

, C 121/02, Erw. 2.2, sowie C 330/99 Erw. 3c und 3h).

6.3

Zwar verbietet es diese Zwecksetzung, die zu Art. 42 Abs. 1 AHVG ergangene Rechtsprechung, wonach das

Aufenthaltsprinzip bestimmte kurz- oder längerfristige Auslandaufenthalte

zulässt (BGE 111 V 182 f.), unbesehen auf Art. 8 Abs. 1

lit. c AVIG zu übertragen (erwähntes Urteil C 330/99, Erw. 3h; vgl. auch

BGE 115 V 449). Doch ist, wie schon aus dem in der Rechtsprechung verwendeten

Ausdruck "gewöhnlicher Aufenthalt" folgt, auch im Rahmen von Art. 8 Abs. 1 lit. c AVIG nicht ein ununterbrochener

tatsächlicher Aufenthalt im Inland erforderlich (vgl. erwähntes Urteil C

153/03, Erw. 3; Rubin, a. a. O., S. 117; vgl. auch - e contrario - erwähnte

Urteile C 149/01, Erw. 3, und C 330/99, Erw. 3g am Ende). Das Fortdauern des

gewöhnlichen Aufenthalts in der Schweiz setzt aber unter anderem voraus, dass

trotz Unterbrüchen des tatsächlichen Aufenthaltes weiterhin eine enge

Verbindung mit der hiesigen Arbeitswelt besteht (nicht veröffentlichtes Urteil

G. vom 30. November 1999, C 183/99; vgl. auch BGE 125 V 469). Keinesfalls

genügt es für die Bejahung eines gewöhnlichen Aufenthalts, wenn sich der Bezug

zur Schweiz auf die regelmässige Rückkehr zwecks Erfüllung der

Kontrollvorschriften beschränkt (z. B. nicht veröffentlichtes Urteil H. vom 30.

Dezember 1997, C 272/96).

6.4

Davon, dass ein Anspruch auf

Arbeitslosenentschädigung nicht von vornherein auf jene Tage beschränkt ist, an

denen sich die betroffene Person tatsächlich in der Schweiz aufhält, ging das

Eidgenössische Versicherungsgericht insbesondere im bereits erwähnten Urteil I.

vom 22. September 2003, C 153/03, aus. Dieses betrifft einen Bühnenbildner, der

ab 1. Juli 2001 aufgrund eines einjährigen Dienstvertrages an einem deutschen Theater

zu einem für die Bestreitung der Lebensunterhaltskosten nicht ausreichenden

Lohn arbeitete und in Deutschland auch über eine Wohnung verfügte bzw. eine

solche mitbenutzte, dabei aber aufgrund seines eher seltenen Berufs und seines

fortgeschrittenen Alters sich weiträumig bewerben und bereit sein musste, im

deutschsprachigen Raum eine zweite Arbeitsstelle anzunehmen, im Oktober 2001

eine medizinische Behandlung in der Schweiz durchführen liess und von Januar

bis März 2002 ein Engagement an einem in der Schweiz gelegenen Theater eingehen

konnte. Streitig war, ob der Betroffene von Juli bis Dezember 2001 im Sinne von

Art. 8 Abs. 1 lit. c AVIG in der Schweiz wohnte. Das

Eidgenössische Versicherungsgericht wies die Sache ans kantonale Gericht

zurück, damit dieses hinsichtlich des gewöhnlichen Aufenthalts bzw.

Lebensmittelpunkts in der fraglichen Zeit weitere Abklärungen treffe und

hernach über die Beschwerde neu entscheide. Wäre ein gewöhnlicher Aufenthalt

und damit das Wohnen in der Schweiz im Sinne von Art. 8

Abs. 1 lit. c AVIG allein wegen des mit dem ausländischen Arbeitsort verbundenen

Auslandaufenthalts zu verneinen gewesen, hätten sich Abklärungen zur Frage des

Lebensmittelpunktes erübrigt.

6.5

Vorliegend von der im Urteil C 153/03

gewählten Auslegung abzuweichen, besteht kein Anlass. Den gewöhnlichen

Aufenthalt in der Schweiz bei einer Person, die, ohne von der Möglichkeit des

Art. 69 Abs. 1 der Verordnung Nr. 1408/71 Gebrauch gemacht zu haben, einen

Zwischenverdienst im Ausland erzielt, bei in der Schweiz verbleibendem

Schwerpunkt der Lebensbeziehungen einzig wegen des durch diese Erwerbstätigkeit

bedingten vorübergehenden Auslandaufenthalts zu verneinen, liefe nämlich darauf

hinaus, eine Person nur deshalb mit einem Rechtsnachteil zu belegen, weil sie

mit einem ausländischen statt inländischen Zwischenverdienst den Erwerbsausfall

mindert und ihre Chancen auf dem Arbeitsmarkt verbessert. Dies liesse sich nach

dem in Erw. 5.4 hievor Gesagten mit dem verfassungsmässigen Gebot der

rechtsgleichen Behandlung nicht vereinbaren. Demnach kann an dem vom seco

zitierten (älteren) Urteil C 313/99, soweit sich diesem eine vom Urteil C

153/03 abweichende Auslegung entnehmen lässt, nicht festgehalten werden.

(…).“ (cfr. STFA del 6 marzo 2006 nella causa B., C 290/03)

Su questo tema vedipure la

STCA del 12 aprile 2006 nella causa T., C 339/05.

2.6

Nel caso

concreto l’amministrazione ha ritenuto che l’assicurato non risiede in Svizzera

fondandosi, sostanzialmente, sulle seguenti emergenze:

- nel

periodo in cui ha lavorato presso la __________ (dal 9.8.1999 al 31.07.2003; cfr.

doc. 24/HH e 24/NN) l’assicurato risiedeva in __________ a __________. Alla

fine di giugno la sua famiglia si è trasferita a __________ per motivi

professionali e personali. Nel formulario “Annuncio presso il comune di

domicilio” l’assicurato ha indicato quale indirizzo la via __________ (cfr.

doc. 24/V). Invece sull’attestato del datore di lavoro e nella domanda

d’indennità di disoccupazione è stato indicato il seguente recapito: __________,

__________ (cfr. doc. 24/HH e 24/NN);

- l’appartamento

a __________ (composto da due locali oltre a cucina e servizi) è di proprietà

del suocero del signor __________ che ospita l’assicurato oltre ad altri due

coinquilini. L’assicurato non paga nessuna pigione e per quanto riguarda le

spese non è chiaro se sono sopportate dal proprietario dell’appartamento o se

sono divise tra i coinquilini;

- la

moglie (insegnante) e le due figlie dell’assicurato vivono a __________. A __________

vivono invece i suoi genitori;

- in

sede di interrogatorio il signor __________ ha affermato che l’assicurato e gli

altri due coinquilini non hanno mai risieduto stabilmente nell’appartamento a __________

e che l’assicurato è la persona che maggiormente pernotta a __________ (almeno due

o tre notti alla settimana) (cfr. Verbale d’interrogatorio di __________ del 9

dicembre 2004; doc. 29/D);

- durante

il suo interrogatorio l’assicurato ha affermato di non essere in grado di

quantificare le sue presenze nell’appartamento di __________, che ritiene di

risiedere lì, che a volte ha dormito fuori presso una signora, che, soprattutto

dopo che la scorsa estate sua moglie è caduta in depressione, a volte si è

fermato qualche giorno in più a __________ e che, nel periodo durante il quale

gli è contestato il diritto alle indennità di disoccupazione (agosto

2003-giugno 2004), mediamente ha dormito quattro notti a settimana a __________

(cfr. Verbale d’interrogatorio di RI 1 del 7 dicembre 2004; doc. 29/C);

- dal

“Rapporto informativo” della Polizia comunale di __________ risulta che

l’appartamento di __________ sarebbe vuoto almeno dal mese di dicembre 2003 (cfr.

doc. 17);

- il

consumo di energia elettrica dell’appartamento è scarso: nel periodo dal 23

maggio 2003 al 3 giugno 2004 418 kwh e dal 4 giugno 2004 al 19 maggio 2005 705 kwh

(cfr. doc. 21 e 6/A);

- la

signora che, durante il periodo dal 1° dicembre 2003 al 30 novembre 2004, è

stata custode del condominio non ha mai visto l’assicurato né i suoi ospiti (cfr.

doc. 29/F, verbale di interrogatorio del 14 dicembre 2004 davanti alla polizia

cantonale);

- dal

rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria del 16 dicembre 2004 risulta che

l’impressione è che l’appartamento era sfruttato come luogo di emergenza o di

comodità per pernottamenti non regolari, che nessuno ha mai usufruito della

lavanderia, che il consumo di energia elettrica è stato molto ridotto, che la

perquisizione del 7 dicembre 2004 ha permesso di capire che l’appartamento non

è residenza stabile per tutte le persone oggetto del procedimento penale; che

all’interno dello stesso sono stati trovati pochi indumenti di __________ e una

valigia dell’assicurato che era giunto due giorni prima con sua moglie e che

durante i controlli effettuati dagli agenti i giorni di venerdì 16 (ndr.: recte

giovedì), lunedì 20, martedì 21 e mercoledì 22 settembre 2004, a diversi orari,

nessuno è uscito dallo stabile;

- __________

ha messo a disposizione l’appartamento all’assicurato e ad altri due conoscenti

dopo che gli stessi, rimasti senza lavoro, erano alla ricerca di un appartamento,

non ha chiesto loro alcuna partecipazione ai costi e solo ha posto la

condizione che tutti e quattro insieme non potevano stare se non che

saltuariamente (cfr. doc. 8/B, verbale 13 giugno 2005 dell’assicurato presso

l’UG);

- il

coinvolgimento dell’assicurato nella società __________ non basterebbe per

concludere che egli risiede in Svizzera ai sensi della LADI e la sua ditta

individuale, __________, è stata costituita il 22 marzo 2005 dopo

l’annullamento della sua iscrizione in disoccupazione (cfr. doc. 28 e

l’estratto RC facilmente reperibile all’indirizzo www.zefix.ch).

(cfr.

doc. 2 e III)

Chiamato

ora a pronunciarsi, questo Tribunale, sulla sola base degli atti di causa non

può condividere le conclusioni a cui è giunta l’amministrazione per le seguenti

ragioni.

Sentito

dal funzionario incaricato dell’Ufficio giuridico della Sezione del lavoro il

27.

agosto 2004, l’assicurato ha dichiarato che:

" Mi

può indicare i suoi numeri telefonici (privato, cellulare)?

adr: ho solo il cellulare: __________

Ha un'auto propria? quale è il numero di targa?

adr: si, __________

Da quale data è al beneficio delle indennità di disoccupazione?

adr: dal 1° agosto 2003

Svolge attualmente attività in Svizzera o all'estero? da

quando? dove? con quali orari di lavoro?

adr: non ho nessun attività né in Svizzera né all'estero.

Come è stato occupato prima della sua iscrizione per il

collocamento? durante quale periodo ha esercitato tale attività? quale era il

suo grado di occupazione?

adr: ho lavorato presso la __________ dal 9 agosto 1999 al 31

luglio 2003. L'occupazione era a tempo pieno.

Quale è il motivo della cessazione della sua attività?

adr: calo di entusiasmo nello svolgimento di un'attività che non

era la mia.

Durante la sua attività presso il precedente datore di lavoro

dove risiedeva?

adr: risiedevo in via __________ con la mia famiglia. Da fine

giugno 2003 la mia famiglia si è trasferita a __________ per motivi

professionali e personali. Mia moglie è originaria di __________.

Dove è domiciliato attualmente? da quale data?

adr: ho un permesso di dimora B a __________ dal 7 agosto 1999.

Dove risiede normalmente dal 1° agosto 2003?

adr: risiedo regolarmente in __________ a __________.

Di quanti locali è composto l'appartamento di __________? qual

è l'affitto mensile? vi è un contratto di locazione? chi ha stipulato il

contratto di locazione?

adr: vi è una grande camera matrimoniale, un ampio soggiorno, una

cucina e un bagno. Affitto mensile. Non pago nessun affitto, non ho un

contratto di locazione in quanto l'appartamento è di proprietà del suocero di

un mio coinquilino, signor __________. Dividiamo unicamente le spese per generi

alimentari e le altre bollette (elettricità, ecc.). Dormiamo due in una camera

e due nel soggiorno.

Vive da solo nell'appartamento di __________?

adr: vivo unitamente ai signori __________, __________ e __________.

Come le viene recapitata la corrispondenza?

adr: arriva in una bucalettere direttamente a casa. Non ho una

casella postale.

La corrispondenza viene ritirata giornalmente?

adr: quotidianamente.

Dove risiede la sua famiglia?

adr: a __________, in Via __________

Qual è l'attività di sua moglie? i figli vanno a scuola? dove?

adr: mia moglie è insegnante all'asilo. I figli non vanno ancora

all'asilo.

Quale è la sua giornata tipo durante la disoccupazione?

adr: cerco sui giornali e su internet eventuali posti vacanti e

inoltro le mie richieste di lavoro. Telefono anche a potenziali datori di

lavoro. Sto pure aiutando un'amica la quale è interessata ad aprire un centro

benessere in acqua calda a __________. L'aiuto per quanto concerne le tematiche

finanziare, organizzative e societarie. L'attività è comunque sua, io potrei

diventare salariato al momento dell'apertura del centro, prevista per gennaio

2005.

Si reca spesso in __________? Durante quali giorni?

adr: mi reco mediamente un week end al mese a __________ dalla mia

famiglia. Loro mi raggiungono un week end ogni due mesi. A __________ vivono i

miei genitori, ma non vado quasi mai a __________, mi raggiungono loro di tanto

in tanto.

Qual è la durata settimanale del suo soggiorno in Ticino?

adr: risiedo regolarmente in Ticino.

Come effettua le sue ricerche di lavoro? da dove vengono

spedite?

adr: rispondo agli annunci apparsi sul giornale e inoltro pure

richieste di lavoro spontanee.

Qual è lo scopo delle sue ricerche di lavoro? è in contatto con

potenziali datori di lavoro?

adr: al fine di trovare al più presto un'occupazione, sia in

Svizzera che in Italia. Sono in contatto con due società di __________,

rispettivamente __________ per due impieghi. Dovrebbero darmi una risposta nel

corso del mese di settembre 2004.

Dove sono rivolte le sue ricerche di

lavoro?

adr: cerco lavoro presso banche, società di consulenza, cacciatori

di teste, privat equity e merchant bank.

L'URC di __________ le ha già proposto un'occupazione? Come

reagirebbe qualora le fosse offerta?

adr: finora i miei consulenti non mi hanno proposto alcun impiego

in quanto non vi era nulla corrispondente al mio profilo. Valuterei senza

dubbio la proposta, la quale dovrebbe tener conto della mia esperienza professionale.

Ha già ricevuto delle risposte per sue candidature? con quale

esito? Dove cerca lavoro? mi può mostrare le sue ricerche di lavoro?

adr: le ricerche di lavoro effettuate finora hanno avuto tutte

esito negativo. Sono ancora in sospeso alcuni possibili impieghi. Confermo di

essere alla ricerca di un impiego sia in Svizzera che in Italia, tuttavia nella

mia professione.

Prendo atto che l'Ufficio giuridico prospetta una decisione

relativa all'idoneità al collocamento. Visto che l'idoneità al collocamento è

una delle condizioni da cui dipende il diritto alle indennità di

disoccupazione, questa decisione - se fossi ritenuto inidoneo comporterebbe il

diniego di tali indennità.

(…)." (cfr. doc. 19)

Nel suo

ricorso l’assicurato ha, in particolare, sostenuto che il suo coinvolgimento

nel progetto __________ (partito nell’estate 2003) e la costituzione della sua

ditta individuale __________ proverebbero la sua residenza in Svizzera.

Inoltre, il

signor __________, durante la sua audizione il 13 giugno 2005 davanti al

funzionario incaricato dell’Ufficio giuridico della Sezione del lavoro (cfr.

doc. 8/B), ha affermato di convivere con l’assicurato la cui presenza a __________

è stata assidua e regolare.

Egli ha

poi pagato le imposte e gli oneri sociali sanciti dalla legge.

Al

riguardo il TCA rileva innanzitutto che molte affermazioni dell’assicurato sono

rimaste semplici dichiarazioni di parte senza alcun riscontro probatorio

oggettivo.

In

particolare, fatta salva la dichiarazione della signora __________, presidente

del consiglio di amministrazione della __________, che è tuttavia generica e si

limita ad attestare che dall’estate del 2003 l’assicurato ha iniziato a

contribuire attivamente al progetto e ad indicare alcuni episodi sporadici (cfr.

doc. G), le affermazioni dell’assicurato circa l’entità dei suoi impegni che hanno

portato alla costituzione della SA non sono supportate da nessuna

documentazione.

Inoltre,

il signor __________, coinquilino dell’assicurato, ha affermato che: “(…) __________,

RI 1 e __________ non hanno mai risieduto stabilmente nell’appartamento di __________.

(…)” ed ha pure puntualizzato che: “(…) la persona che maggiormente pernotta a __________,

oltre al sottoscritto, è RI 1. Anche lui va a periodi. Ad esempio di recente

era a __________ per un problema di salute della moglie. Comunque lui, durante

la settimana, pernotta almeno due o tre notti. Succede anche che lui sia

presente a __________ anche il fine settimana. (…).” (cfr. verbale

d’interrogatorio di __________ del 9 dicembre 2004, sub doc. 29/D).

Infine il

pagamento delle imposte costituisce un semplice indizio e da solo non basta per

concludere circa l’esistenza di una residenza in Svizzera ai sensi della LADI.

Comunque,

secondo questa Corte, alla luce degli atti di causa e delle risultanze degli

accertamenti effettuati non è tuttavia neppure possibile concludere, come fatto

dall’amministrazione, che l’assicurato non risiedeva in Svizzera nel periodo

determinante.

Infatti,

da una parte, così richiesta dall’Ispettore dell’Ufficio Giuridico della

Sezione del lavoro (che voleva verificare l’effettiva presenza dell’assicurato

sul nostro territorio; cfr. doc. 18), la Polizia comunale di __________ ha

proceduto a dei controlli regolari solo sull’arco di quattro giorni e meglio il

16.

e dal 20 al 22 settembre 2004 a diversi orari (cfr. doc. 17; “Rapporto

informativo” del 24 settembre 2004).

Al

riguardo va qui rilevato che in un caso analogo, nella sentenza del 31 luglio

2001.

nella causa C. (C 303/00, citata in esteso al consid. 2.4), la

sorveglianza di un appartamento da parte della polizia (due poliziotti) si era

protratta per una durata di quasi due mesi (dal 28 ottobre al 17 dicembre 1997)

con controlli in momenti diversi della giornata e della notte.

D’altra parte, le “fonti”

che avrebbero affermato che a partire almeno dal mese di dicembre 2003

l’appartamento sarebbe stato vuoto non hanno voluto essere interrogate (cfr.

doc. 17).

Inoltre per i mesi

precedenti non vi sono informazioni (cfr. doc. 17).

Anche la

Polizia giudiziaria ha effettuato dei sopralluoghi solo i giorni 24 e 26

novembre 2004 alle ore 16.00 rispettivamente alle ore 10.30 e il 2 dicembre

2004.

alle ore 08.30 (cfr. Rapporto d’inchiesta di Polizia Giudiziaria del 16

dicembre 2004, sub doc. 29/A).

Non è possibile concludere

che l’assicurato non abbia la propria residenza in Svizzera neanche avuto

riguardo al basso consumo di elettricità.

Infatti, da una parte,

l’assicurato ha affermato che cenava spesso fuori (cfr. doc. I).

D’altra parte, anche il

signor __________, suo coinquilino, ha affermato che “(…) Per

quanto riguarda il consumo esiguo di energia elettrica (418 kWk – periodo dal

23.

maggio 2003 al 3 giugno 2004), si tratta di un consumo basso e comunque io

non c’ero praticamente mai a cena. Faccio notare che il consumo di energia

elettrica per quanto riguarda il periodo successivo (conguaglio pervenutomi in

questi giorni) è aumentato, anche perché sono maggiormente in casa. (…).” (cfr.

doc. 8/B).

Infine non si può neppure

concludere che, vista la residenza della sua famiglia in __________, non è

possibile che l’assicurato risieda in Svizzera ai sensi della LADI e della

giurisprudenza citata (cfr. consid. 2.4).

In

simili circostanze, sebbene vi siano diversi elementi che farebbero piuttosto

concludere per l’assenza di residenza in Svizzera, si giustifica l’annullamento

della decisione su opposizione impugnata e il rinvio degli atti all’amministrazione

per nuovi accertamenti (per un caso simile cfr. la STCA del 7 febbraio 2003

nella causa F-S. 38.2002.86).

In particolare la Sezione

del lavoro dovrà sentire ancora l’assicurato ed invitarlo a indicare altre

prove (oltre a quelle già indicate e che concernono in particolare il progetto __________;

cfr. doc. H) – che andranno verificate - (ad esempio colloqui avuti con il

collocatore, con i potenziali datori di lavoro, incontri con colleghi e altre

persone che lo hanno visto durante i suoi acquisti e/o i pasti fuori casa) e a

produrre la documentazione utile (ad esempio estratti bancari dai quali si

possano evincere eventuali pagamenti e/o acquisti effettuati dall’assicurato in

Ticino), atti a confermare la sua presenza stabile sul territorio svizzero.

Al proposito va qui

ricordato che l’assicurato deve avere la propria residenza in Svizzera al

momento in cui entra in disoccupazione e durante tutto il periodo durante il

quale egli pretende delle prestazioni assicurative (cfr. la STFA del 19 luglio 2002 nella causa D. [C 337/01] in parte riprodotta al

consid. 2.4).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso

é accolto ai sensi dei considerandi.

§ Di

conseguenza la decisione su opposizione impugnata va annullata e gli atti

rinviati all’amministrazione per nuovi accertamenti.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

La

Sezione del lavoro Ufficio giuridico verserà all’assicurato la somma di fr. 500.--

a titolo di ripetibili (IVA inclusa).

3.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al

ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster