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Decisione

38.2005.78

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

19 giugno 2006Italiano52 min

Source ti.ch

Fatti

i necessari accertamenti, segnatamente presso le Aziende Industriali di __________

(__________) __________ (cfr. scritto 31 agosto 2004 delle __________) e presso

la polizia comunale di __________ (cfr. rapporto informativo 24 settembre

2004), e dopo presa di posizione scritta dell’assicurato del 27 settembre 2004,

con decisione 5 novembre 2004 l'UG ha ritenuto che il signor RI 1, nel periodo

dal 1. maggio 2003 al 6 gennaio 2004, non adempisse i presupposti per poter

essere posto a beneficio delle indennità di disoccupazione.

Contro la predetta

decisione l'assicurato, per il tramite dello studio legale __________, __________,

ha interposto in data 30 novembre/1. dicembre 2004 l'opposizione qui in esame.

4. A

seguito di informazioni preliminari raccolte dopo denuncia sporta in data 5

novembre 2004 dalla Sezione del lavoro nei confronti del signor RI 1 -

unitamente ai signori __________, __________ e __________ - in data 1. marzo

2005 il Ministero pubblico ha decretato il non luogo a procedimento penale,

concludendo: "[...] I fatti a carico dei denunciati hanno comportato

accertamenti che comunque non hanno permesso di confortare gli elementi

raccolti con il rigore necessario per confermare il contenuto della denuncia. I

signori RI 1, __________, __________ e __________ devono pertanto essere posti

al beneficio del dubbio e deve essere decretato il non luogo a procedere per

insufficienza di prove".

5. Successivamente

all'opposizione, lo scrivente Ufficio, dopo aver personalmente sentito in data

13 giugno 2005 il signor __________, ha sottoposto all'opponente, per visione

ed eventuali osservazioni, i verbali di audizione (estratti) dei signori __________,

__________ e __________, come pure la documentazione penale acquisita presso il

Ministero pubblico e l’incarto dell’URC.

6. Un assicurato

ha diritto alle indennità di disoccupazione se, tra le altre condizioni,

risiede in Svizzera (art. 8 cpv. 1 lett. c LADI).

Per quanto concerne il requisito della

residenza in Svizzera, il Tribunale federale delle assicurazioni ha stabilito

che determinante non è l'esistenza di un domicilio civile in Svizzera, bensì

della residenza effettiva e, inoltre, l'intenzione di conservarla durante un

certo periodo e di farne, durante questo tempo, il centro delle proprie

relazioni personali (cfr. DTF 125 V 465 e riferimenti ivi citati).

L'articolo 8 cpv. 1 lett. c LADI esige

dunque una presenza qualificata nel nostro Paese. È in effetti solo restando a

diretto contatto con il mondo del lavoro nel quale intende essere reinserito,

che il disoccupato può dar prova di un serio e costante impegno nella ricerca

di un lavoro. Inoltre la presenza effettiva garantisce alle autorità competenti

la possibilità di verificare l'idoneità al collocamento e di controllare la

disoccupazione (cfr. DTF 125 V 465 e relativi riferimenti).

7. Nel caso in

esame, dai documenti agli atti, emerge segnatamente quanto segue:

- nel

periodo in cui il signor RI 1 è stato alle dipendenze della ditta __________ di

__________, la sua residenza era a __________ (cfr. scritto del 27 settembre

2004 all’UG). Al momento poi dell’iscrizione, in Ticino, come persona in cerca

di impiego, l'assicurato ha indicato il seguente indirizzo: __________, __________.

Va tuttavia al riguardo osservato che la predetta ditta, sull’attestato del

datore di lavoro (7 maggio 2003). Ha indicato il seguente indirizzo: Via __________,

__________ __________. Pure sul contratto di lavoro con la ditta __________ di __________

in data 1. settembre 2003 è indicato quale recapito quello in __________;

- per quanto

riguarda l'appartamento a __________ (composto da due locali, oltre a cucina e

servizi), di proprietà del suocero di __________, signor __________, e che

sarebbe stato occupato dall'opponente unitamente ai signori __________, __________

e __________, va detto che non è pagata nessuna pigione, mentre le spese per la

conduzione dell'appartamento (segnatamente elettricità, riscaldamento, consumo

di acqua, canone TV, ascensore, spese generali di portineria) sarebbero poste a

carico del solo signor __________ (l'assicurato, come pure i signori __________

e __________, sarebbero infatti soltanto degli ospiti; cfr. verbale 13 giugno

2005 di __________ presso l'UG). Si osserva al riguardo che, in sede di

interrogatorio davanti alla polizia cantonale, il signor __________ ha invece

dichiarato che i costi dell'appartamento sono assunti dal suocero (cfr. verbale

9 dicembre 2004);

- in __________

(__________) risiede stabilmente la sua famiglia (cfr. scritto 27 settembre

2004 all’UG, come pure il formulario E 302);

- dal

verbale di interrogatorio del signor __________ davanti alla polizia cantonale,

emerge segnatamente quanto segue: "[...] Il verbalizzante mi chiede se

mi sono reso conto che attualmente, nell'appartamento di __________, non vi

sono effetti di abbigliamento che facciano pensare ad una residenza stabile di __________,

RI 1 e __________. Condivido l'osservazione del verbalizzante. Nell’appartamento

non ci sono indumenti ed effetti personali di RI 1 e __________. Questi sono

ormai mesi che non risiedono più nell’appartamento. E’ vero che è magari

capitato che hanno dormito una o due volte al mese. L’ultima forse tre

settimane orsono. Credo che loro la sera rientrino presso le loro rispettive

residenze in __________. Ognuno di noi dispone delle chiavi dell’appartamento e

di riflesso può accedere liberamente, anche per ritirare la corrispondenza

postale. ADR: che effettivamente RI 1, __________ e __________

non hanno mai risieduto stabilmente nell'appartamento di __________. Quando fui

stato d'accordo di mettere a disposizione quell'appartamento per queste

persone, era inteso che non vivessero tutti in quel posto in modo continuato. È

evidente che tutti e quattro nell'appartamento non era una situazione

gestibile. […]" (cfr.

verbale 9 dicembre 2004). Lo stesso assicurato, in sede di

interrogatorio, oltre che a confermare l’assenza di effetti suoi personali al

momento della perquisizione da parte della polizia, ha dichiarato di trascorrere

solo saltuariamente la notte nell’appartamento di __________ (situazione dal

mese di marzo 2004). Al riguardo, appare poco verosimile che l’assicurato, da

quando lavora a tempo pieno a __________ (ossia da gennaio 2004), rientri il

più delle volte in __________ dalla famiglia, mentre che invece, nel periodo in

cui controllava la disoccupazione e non faceva nessun guadagno intermedio,

risiedeva stabilmente a __________;

- secondo

la polizia comunale di __________, l'appartamento di proprietà del signor __________

sarebbe vuoto almeno dal mese di dicembre 2003 (cfr. rapporto informativo 24

settembre 2004);

- nel

periodo dal 23 maggio 2003 al 3 giugno 2004, il consumo di energia elettrica

per l'appartamento in oggetto è stato di soli 418 kwh, cifra che dimostra uno

scarso consumo (cfr. scritto 31 agosto 2004 delle AIL);

- nel

periodo in cui la signora __________ è stata custode del condominio ove è

ubicato l'appartamento del signor __________ (1. dicembre 2003 - 30 novembre

2004), ella non ha mai visto nessuno entrare o uscire da quest'ultimo, né

constatato l'arrivo dei signori __________, RI 1, __________ e __________ con

eventuali autovetture nel garage sotterraneo (cfr. verbale di interrogatorio 14

dicembre 2004 davanti alla polizia cantonale);

- dal

rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria 16 dicembre 2004 emerge

segnatamente quanto segue: «[…] L'impressione emersa dalle indagini è che detto

appartamento era sfruttato come luogo d'emergenza o di comodità, a seconda

delle situazioni, per pernottamenti non regolari. Nessuno ha mai usufruito

della lavanderia ed anche il consumo di energia elettrica è stato molto ridotto

nell'ultimo anno. [...] La perquisizione effettuata il 07.12.2004 ore 0910

(vedasi doc. fotografica allegata) ci ha permesso di capire che l'appartamento

di __________, non è residenza stabile per tutte le persone oggetto del

procedimento penale in corso. All'interno dello stesso abbiamo trovato

indumenti, peraltro pochi, di __________ [...]. Per gli altri nessuna traccia

evidente di un soggiorno duraturo. […] Di RI 1 e __________ nulla è stato

rinvenuto. E’ emerso che sono ormai mesi che non abitano in quell’appartamento.

[…] Per contro egli (n.d.r. RI 1) asserisce di essere stato stabilmente a __________

durante il periodo di disoccupazione. Versione questa che è però smentita da

tutti gli altri e soprattutto da __________, la persona di riferimento che ha

messo a disposizione quell’appartamento. […] I controlli effettuati dagli

agenti, i giorni venerdì 16.09.2004 - lunedì 20.09.2004 e martedì 21.09.2004

tra le 0620 e le 0700, hanno permesso di stabilire che nessuna persona era

uscita dallo stabile. Stesse verifiche, negative, sono state effettuate il

20.09.2004 ore 1800 - 21.09.2004 ore 1930 e ore 2100 - 22.09.2004 ore 2115.

[...]

- __________

ha messo l'appartamento a disposizione di __________ (suo collega di lavoro

presso la __________ di __________), __________ (una sua conoscenza dall'università)

e dell’opponente (collega di __________), dopo che gli stessi sono rimasti

senza lavoro e alla ricerca di un appartamento. Il signor __________ non ha mai

chiesto loro di contribuire alle spese, fissando tuttavia quale condizione

della loro convivenza che tutti e quattro insieme non potevano stare se non

saltuariamente (cfr. verbale 13 giugno 2005 di __________ presso l'UG);

- il lavoro

di consulenza, svolto per conto della ditta __________ di __________ nel

periodo da settembre a dicembre 2003, prevedeva una presenza del signor RI 1

presso i clienti della società. I clienti della stessa, per i quali aveva un

incarico, avevano le loro sedi nelle province di __________, __________ e __________

(cfr. scritto 27 settembre 2004 dell’assicurato).

Ora, visto quanto precede e alla luce della menzionata

giurisprudenza, lo scrivente Ufficio ritiene che, secondo l'abituale criterio

della probabilità preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali,

il signor RI 1, nel periodo dal 1. maggio 2003 al 6 gennaio 2004, non adempia

il requisito della residenza in Svizzera ai sensi dell'articolo 8 cpv. 1 lett.

c LADI. Infatti, il centro di interessi dell'opponente risulta essere in __________,

dove vive stabilmente la famiglia. È dunque in __________, anziché in Svizzera,

che l'assicurato ha la sua residenza effettiva. L'assicurato non ha pertanto

diritto alle indennità di disoccupazione, non essendo adempiuta una delle

condizioni cumulative contemplate dall'articolo 8 LADI.

Le motivazioni sollevate con l'opposizione in esame non permettono

di giungere a una conclusione diversa rispetto a quanto

stabilito con la decisione contestata.

(…)" (cfr. doc. A)

1.3. Contro

questa decisione l’assicurato ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA

nel quale il suo patrocinatore ha addotto che:

"

(...)

6. Preliminarmente,

sulla nozione di residenza in Svizzera

La Sezione del

lavoro richiama la DTF 125 V 465 e osserva che "determinante non è

l'esistenza di un domicilio civile in Svizzera, bensì della residenza effettiva

e, inoltre, l'intenzione di conservarla durante un certo periodo e di farne,

durante questo tempo, il centro delle proprie relazioni personali"

(decisione, p. 3). Passati in rassegna le emergenze istruttorie - sulle quali

si tornerà in appresso - conclude affermando che "il centro di

interessi dell'opponente risulta essere in __________, dove vive stabilmente la

famiglia" (decisione, p. 5).

La giurisprudenza

citata risale a prima dell'entrata in vigore della LPGA. Questa legge, che si

prefigge di coordinare e armonizzare il diritto delle assicurazioni sociali

della Confederazione, prevede all'art. 13 che una persona "ha la

propria dimora abituale nel luogo in cui vive per un periodo prolungato, anche

se la durata del soggiorno è fin dall'inizio limitata". Ci si può

dunque chiedere d'acchito se l'interpretazione della Sezione del lavoro della

nozione di residenza, manifestamente più restrittiva di quanto prevede il testo

della LPGA, sia conforme a questa legge (KIESER, ASTG-Kommentar, Zürich 2003,

ad art. 13 LPGA, n. 18). Lo si contesta.

7. Sul

criterio probatorio adottato dalla Sezione del lavoro

La Sezione del

lavoro considera che "secondo l'abituale criterio della probabilità

preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali, il signor RI 1,

nel periodo dal 1. maggio 2003 al 6 gennaio 2004, non adempi[e] il requisito

della resistenza (ndr. recte: residenza) in Svizzera ai sensi dell'art. 8 cpv.

1 lett. c LADI" (decisione, p. 5). Non si confronta tuttavia

minimamente con quanto emerso dall'approfondita inchiesta penale sfociata nel

decreto di non luogo a procedere 1. marzo 2005. Così facendo, oltre che a

travisare i fatti emersi in sede istruttoria (cfr. infra punto 8), si contenta

di un giudizio di mera possibilità, che la giurisprudenza unanime considera

insufficiente (DTF 115 V 142, consid. 8b, DTF 126 V 360 consid. 5b).

8. Su quanto

emerso in sede istruttoria

La Sezione del

lavoro, al punto 7 della decisione impugnata, passa in rassegna le emergenze

istruttorie che, a mente sua, dimostrerebbero che il ricorrente, nel periodo

dal 1. maggio 2003 al 6 gennaio 2004, non adempia il requisito della residenza

in Svizzera ai sensi dell'art. 8 LADI. A torto.

Per semplicità si

riprendono qui di seguito nell'ordine gli argomenti invocati nella decisione

impugnata.

A. Non è sorprendente né strano che, durante il

periodo d'impiego presso __________ il ricorrente avesse la sua residenza a __________,

dove questa ditta ha i propri stabilimenti. __________ (__________) AG,

nonostante le precise indicazioni fornite dal ricorrente all'ufficio del

personale, ha spedito addirittura un estratto ad un precedente recapito a __________

per cui il fatto che un certificato sia stato spedito ad un indirizzo di __________ non è di nessuna rilevanza.

Quanto risulta dal

contratto con __________ - peraltro perfettamente noto all'ufficio del lavoro -

è dettato unicamente da motivi d'ordine fiscale. RI 1, soggetto all'imposta

alla fonte, non poteva in alcun modo dichiarare i redditi così conseguiti in

Svizzera, che dovevano essere dichiarati in __________ dal non residente. Se il

ricorrente avesse lavorato per __________ indicando una residenza all'estero si

sarebbe reso colpevole di evasione fiscale: solo per questo motivo sul contratto

con __________ figura un indirizzo __________ (doc. A, p. 41 e p. 54).

B. Riguardo all'appartamento di __________ le

testimonianze sono chiare: non c'era nessuna pigione perché l'ente appartiene

al suocero di __________, che faceva un favore a tutti gli occupanti

dell'appartamento, tra i quali il __________ stesso.

C. Il fatto che la famiglia risieda in __________ non

permette di concludere alcunché circa la residenza di RI 1. È perfettamente

comprensibile che dopo aver perso il lavoro il ricorrente non si sia

precipitato a trasferire moglie e figli piccoli in Svizzera. Senza contare poi

che un trasferimento in Svizzera di tutta la famiglia avrebbe comportato spese

aggiuntive importanti (per un appartamento più grande, alimenti, ecc.) alle

quali RI 1 non poteva neppure far fronte. I figli del ricorrente sono ancora

piccoli. La moglie necessita anche dell'aiuto dei propri genitori che risiedono

vicino a __________.

D. Le dichiarazioni di __________ vengono riprodotte

solo parzialmente e travisate dall'Ufficio. Vale invece al riguardo quanto

accertato dal PP, senza nessuna smentita e senza nessuna prova contraria da parte

dell'Ufficio (decreto di non luogo, spec. punto 6).

D'altra parte il

teste, in un passaggio (significativamente!) non ripreso dall'Ufficio, ha

aggiunto una precisazione importante riguardo alla continuità con cui il

ricorrente occupava l'appartamento di __________ e, meglio, riguardo alla sua

dichiarazione secondo cui "era inteso che non vivessero tutti in quel

posto in modo continuato". Ha infatti specificato che questa sua

affermazione era unicamente riferita alla contemporaneità con cui gli occupanti

occupavano l'appartamento (cfr. verbale __________), non invece alla continuità

della residenza.

E. Tutti i controlli e perquisizioni sono avvenute mesi

e mesi dopo che RI 1 aveva già cessato di percepire le indennità di

disoccupazione. Vale ancora una volta quanto accertato, senza smentite di

sorta, dal PP.

F. Il consumo di energia non dice

nulla. Il ricorrente partiva la mattina presto e rientrava tardi la sera. Non

consumava praticamente mai pasti a casa. Per contenere i costi accessori, in

cambio anche della possibilità di occupare senza pagare pigione alcuna un

appartamento del suocero di un amico (signor __________), RI 1 mangiava spesso

fuori.

G. Le dichiarazioni della custode, al pari delle

perquisizioni e di tutti gli altri accertamenti di cui alle tavole processuali,

si riferiscono ad un periodo successivo all'uscita di RI 1 dalla

disoccupazione.

Nel mese di dicembre

2003 RI 1 ha ritrovato un impiego. Durante quel mese, tenuto conto anche delle

festività natalizie e del fatto che la portinaia aveva appena cominciato il suo

lavoro, è perfettamente comprensibile che RI 1 non sia stato notato, ciò che

non legittima in alcun modo la drastica conclusione di cui alla decisione

impugnata.

H. Riguardo al rapporto di polizia vale quanto detto

per le perquisizioni e gli altri rilievi: trattasi di accertamenti sommari e

riferiti a periodi diversi a quello decisivo (maggio 2003 - gennaio 2004) per

giudicare la posizione del ricorrente.

I. Riguardo all'appartamento di __________ si rinvia

a quanto detto sopra, in particolare riguardo alla contemporaneità - comunque

data (p. es. uno degli inquilini, __________, dormiva in soggiorno, verbale 27

agosto 2004, p. 1).

J. Il lavoro temporaneo presso __________ dimostra

l'impegno dimostrato dal ricorrente nel ritrovare un impiego. Il fatto che

alcuni clienti di questa ditta abbiano prevalentemente le loro sedi "nelle

province di __________, __________ e __________ " (decisione, p. 5),

senza nessun ulteriore approfondimento, non è di nessuna rilevanza: RI 1, per l'estrema

saltuarietà di questa attività e la locazione dei clienti, ha sempre mantenuto

residenza stabile a __________.

Mentre lavorava per __________

RI 1 ha trovato un'occupazione in Svizzera presso __________ di __________,

dove lavora ancora attualmente. Ciò dimostra, da un lato, che il legame con la

Svizzera è forte e radicato al punto da giustificare l'abbandono di un posto di

lavoro in Italia per un nuovo lavoro in Svizzera; d'altro lato, che il

ricorrente ha sempre fatto tutto quanto si poteva esigere da lui per rientrare

- come in effetti è stato - nel circuito lavorativo.

9. Sul comportamento del ricorrente

e sulla mancata informazione da parte dell'Ufficio

Il ricorrente - lo

attestano gli atti - si è dato sempre molto da fare per ritrovare un impiego.

Questo dimostra che, in definitiva, RI 1 ha sempre mantenuto intensi legami con

il mondo del lavoro svizzero soddisfacendo appieno a quanto richiesto dall'art.

8 LADI.

Dal canto suo

l'Ufficio del lavoro, oltre che interpretare come si è visto in modo errato e

sfacciatamente severo l'art. 8 LADI e quanto emerge dalle tavole processuali,

viene addirittura meno ai propri obblighi, specialmente nella misura in cui

solo in sede di opposizione azzarda tutta una serie di contestazioni riguardo

all'impiego temporaneo di RI 1 presso __________ di __________.

L'Ufficio è sempre

stato perfettamente informato di quanto l'assicurato ha intrapreso sempre e

solo nell'ottica di ritrovare al più presto un impiego. Sapeva in particolare

dell'attività presso __________, ha ricevuto copia del relativo contratto e

tutte le informazioni del caso (cfr. attestati di guadagno intermedio; cfr.

verbale 7 ottobre 2003 con la consulente URC __________). Pur a conoscenza di

tutto questo l'Ufficio non ha mai sollevato obiezione alcuna né informato

l'assicurato circa le conseguenze che l'avvio di un'attività di consulenza per

conto di __________, __________ avrebbe potuto comportare riguardo ai suoi

diritti verso la disoccupazione. A queste condizioni appare evidente che la

buona fede del ricorrente debba essere tutelata e che, di contro, debba essere

sanzionato l'operato dell'Ufficio, lesivo di quanto previsto agli art. 27 LPGA

e 19a OADI.

Si rileva d'altra

parte che RI 1 ha accettato la collaborazione con __________ anche su richiesta

e pressione dell'URC che (legittimamente!) incita chi cerca lavoro ad accettare

ogni tipo di impiego, anche temporaneo o retribuito meno di quanto esigerebbe

la formazione del disoccupato (in questo caso un dottore in fisica). Ciò ad

ulteriore dimostrazione e riprova della buona fede e dell'impegno di RI 1, che

sempre si è attenuto alle richieste ed indicazioni dell'URC.

(…)." (cfr. doc. I, pag. 2-6)

1.4. Nella sua

risposta del 10 ottobre 2005 la Sezione del lavoro ha chiesto di respingere il

ricorso e si è riconfermata nelle proprie allegazioni (cfr. doc. III).

1.5. Con scritto

27 marzo 2006 il TCA ha comunicato alle parti il deposito dell’incarto del

ministero pubblico concernente i signori RI 1, __________, __________ e __________

(NLP 2005/845; già acquisito agli atti della causa __________ contro Sezione

del lavoro Ufficio giuridico [38.2005.80]) e ha assegnato un termine di 10

giorni per prenderne visione e per presentare osservazioni scritte in merito

(cfr. doc. V).

Il 7

aprile 2006 il rappresentante dell’assicurato ha preso visione dell’incarto

penale depositato (cfr. doc. VI).

Dopo la

chiesta proroga del termine la Sezione del lavoro ha preso visione dell’incarto

penale depositato e, con scritto 11 aprile 2006, ha comunicato al TCA di riconfermarsi

nella propria risposta di causa (cfr. doc. VII, VIII e IX).

in

diritto

2.1. Il 1° giugno

2002 è entrato in vigore l'accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione

Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall'altra,

sulla libera circolazione delle persone (ALC), che regola, in particolare nel

suo Allegato II, il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (art. 8

ALC).

L'ALC si

applica alla presente fattispecie visto che all’assicurato, con decisione del 5

novembre 2004 confermata con decisione su opposizione del 29 luglio 2005 (cfr.

doc. 12 e A), è stato negato il diritto alle indennità di disoccupazione

durante il periodo dal 1° maggio 2003 al 6 gennaio 2004 (cfr. DTF 128 V 315,

consid. 1b/bb, pag. 317 e DTF 130 V 156, consid. 5, pag. 160-162).

I

presupposti materiali per stabilire se l’assicurato ha diritto alle indennità

di disoccupazione a contare dal 1° maggio 2003, si determinano in ogni caso

secondo il diritto svizzero.

Infatti,

anche a seguito dell'entrata in vigore dell'ALC, il Regolamento (CEE) n.

1408/71 del Consiglio, del 14 giugno 1971, relativo all'applicazione dei regimi

di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi ed ai

loro famigliari che si spostano all'interno della Comunità, cui rinvia l'art. 1

cpv. 1 Allegato II ALC, rimanda a tale normativa (cfr. STFA dell’11 gennaio

2005 nella causa D., U 271/03, consid. 1.3). Così, in virtù dell'art. 13

paragrafo 2 lettera a) del Regolamento, con riserva degli articoli da 14 a 17,

la persona che esercita un’attività subordinata nel territorio di uno stato

membro è soggetta alla legislazione di tale Stato anche se risiede nel

territorio di un altro Stato membro o se l’impresa o il datore di lavoro da cui

dipende ha la propria sede o il proprio domicilio nel territorio di un altro

Stato membro.

Orbene,

l’attività subordinata esercitata dall’assicurato prima di iscriversi in

disoccupazione è stata svolta in territorio elvetico. Più precisamente l’ultimo

rapporto di lavoro dell’assicurato è stato quello con la ditta __________ a __________

(cfr. doc. 19/O, 19/Q, 19/R, 19/S e 19/V).

Donde

l'applicabilità dell'ordinamento svizzero.

2.2. Il TCA è

chiamato a stabilire se a ragione oppure no, all’assicurato è stato negato il diritto

alle indennità di disoccupazione dal 1° maggio 2003 al 6 gennaio 2004.

In tale

contesto va ricordato che il 1° luglio 2003 è entrata in vigore la terza

revisione della LADI, accettata dal popolo il 24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14

del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg., RU N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728

segg.).

Dal

profilo temporale il giudice delle assicurazioni sociali applica di principio

le norme di diritto materiale in vigore al momento in cui si è realizzata la

fattispecie rilevante (cfr. DTF 130 V 329; DTF 129 V 1; DTF 128 V 315=SVR 2003

ALV Nr. 3; SVR 2003 IV Nr. 25 consid. 1.2.).

Inoltre,

il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell'esame della vertenza, si fonda

di regola sui fatti che si sono realizzati fino all'emanazione della decisione

amministrativa contestata (cfr. DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 121 V 366

consid. 1b; qui: il 29 luglio 2005).

Nel caso

in esame la Sezione del lavoro ha negato il diritto dell'assicurato alle

indennità di disoccupazione a far tempo dal 1° maggio 2003. A quel momento la

terza revisione della LADI non era ancora entrata in vigore e, per quanto

riguarda le prestazioni versate all’assicurato dal 1° maggio al 30 giugno 2003,

essa non può dunque essere presa in considerazione.

In ogni

caso, per quanto riguarda le norme della legge qui applicabili, che verranno

menzionate successivamente, la terza revisione della LADI non ha apportato

alcuna modifica.

2.3. Perché

un assicurato possa pretendere l'indennità di disoccupazione, egli deve, tra

l’altro, risiedere in Svizzera (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c LADI).

In deroga all’ art. 13

LPGA (Legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali

[LPGA], entrata in vigore il 1° gennaio 2003, qui applicabile e secondo il

quale: “Il domicilio di una persona è determinato secondo le disposizioni degli

articoli 23-26 del Codice civile [cpv. 1]. Una persona ha la propria dimora

abituale nel luogo in cui vive per un periodo prolungato, anche se la durata

del soggiorno è fin dall’inizio limitata [cpv. 2].”), gli stranieri senza

permesso di domicilio sono considerati residenti in Svizzera, fintanto che vi

dimorano in virtù di un permesso di dimora per l'esercizio di un'attività

lucrativa o in virtù di un permesso stagionale (cfr. art. 12 LADI).

2.4. In

una sentenza del 20 settembre 1989, pubblicata parzialmente in DTF 115 V 448 e

riportata integralmente da Cattaneo (cfr. Cattaneo, "Les mesures

préventives et de rédaptation de I'assurance-chômage", Ed. Helbing &

Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul Meno, pag. 422-424), il Tribunale

federale delle assicurazioni (TFA) ha stabilito che determinante, nel contesto

dell'art. 8 cpv. 1 lett. c LADI, non è l'esistenza di un domicilio civile in

Svizzera, bensì quella della residenza effettiva (cfr. DTF 115 V 448-449).

In quell’occasione l’Alta

Corte ha stabilito che, giusta l’art. 8 cpv. 1 lett. c LADI, il diritto

all’indennità di disoccupazione suppone la residenza effettiva in Svizzera

nonché l’intenzione di conservarla per un determinato periodo e di farne il

centro delle relazioni personali.

Così, nel caso che era

chiamata a giudicare, la nostra Massima istanza giudiziaria ha stabilito che un

cittadino svizzero che aveva affittato un appartamento in Francia, ma risiedeva

a Ginevra, adempiva il presupposto dell'art.

8 cpv. 1 lett. c LADI (cfr. D. Cattaneo, op. cit., p. 424, no 685).

Questo

Tribunale, in una sentenza dell'8 giugno 1993 nella causa V. (AD 79/93)

confermata dal TFA con decisione del 16 novembre 1993 (C 130/93), ha invece

negato il diritto alle indennità di disoccupazione ad una lavoratrice

frontaliera che non risiedeva in Svizzera.

In un'ulteriore sentenza del 6 settembre 1999,

pubblicata in DTF 125 V 465, il TFA, oltre a richiamare i criteri e i principi

applicabili all'interpretazione di un accordo internazionale, ha stabilito che

la giurisprudenza sviluppata in relazione all'art. 8 cpv. 1 lett. c LADI non

viola l'art. 20 lett. a della Convenzione n. 168 dell'organizzazione

internazionale del lavoro (OIL) concernente la promozione dell'impiego e la

protezione contro la disoccupazione del 21 giugno 1988 (RS 0.822.726.8; RU 1991

1914; in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991). Contestualmente la nostra

Massima Istanza ha pure ribadito la validità della propria giurisprudenza che

subordina il diritto all'indennità di disoccupazione alla residenza effettiva

in Svizzera, così come all'intenzione di conservarla durante un certo periodo e

di farne, durante questo tempo, il centro delle proprie relazioni.

In

particolare il TFA ha sottolineato che:

" (…)

Orbene non si vede come la suddetta giurisprudenza relativa

all'art. 8 cpv.

1 lett. c LADI esigente una presenza qualificata nel nostro Paese possa essere

contraria alla Convenzione. In effetti, solo restando a diretto contatto con il

mondo del lavoro nel quale intende essere reinserito il disoccupato può dar

prova di un serio e costante impegno nella ricerca di un lavoro. Inoltre la

presenza effettiva garantisce alle autorità competenti la possibilità di

verificare l'idoneità al collocamento e di controllare la disoccupazione.

Ridurre tale presenza a qualche ora al giorno, come richiesto dal ricorrente,

equivarrebbe a non far obbligo agli interessati di mettersi nella situazione di

concretamente poter reperire un impiego. Con un simile sistema verrebbe

garantita solo I'indennizzazione degli assicurati, mentre sarebbe disatteso

l'altro intento contenuto nella Convenzione, quello della promozione del pieno

impiego, intento che può essere concretizzato solo con un disciplinamento che

favorisca la ricerca di un'occupazione. La giurisprudenza di questa Corte che

subordina il diritto all'indennità di disoccupazione, oltre che alla residenza

effettiva in Svizzera, anche all'intenzione di conservarla durante un certo

periodo e di farne - durante questo tempo - il centro delle proprie relazioni

personali non è quindi in contrasto con il diritto convenzionale, questo a

prescindere dal fatto che ciò non esclude necessariamente per l'interessato la

possibilità di avere il domicilio all'estero presso la propria famiglia.

(...)."

(cfr. DTF 125 V 465, consid. 5, pag. 468-469)

Nel caso che era chiamata

a giudicare, l'Alta Corte, accogliendo il gravame e rinviando gli atti

all'amministrazione cantonale, ha poi concluso che:

" (…)

Orbene, per attestare la sua effettiva residenza in Svizzera il

ricorrente rileva in particolare di avere avuto a disposizione una camera

presso il "Personalhaus" dell'ex-datore di lavoro. A comprova di

quanto affermato esibisce una dichiarazione 18

dicembre 1996 di quest'ultimo,

da cui si evince che l'interessato, quale dipendente della ditta L. SA, abitava

durante tutto l'anno nel "Personalhaus". Per contro, nulla si rileva

per quanto concerne il periodo dopo il licenziamento.

In effetti, nell'incarto manca qualsivoglia documento attestante

una costante presenza sul mercato del lavoro svizzero per consentire al giudice

di statuire. Si rende pertanto necessario un complemento d'Istruttoria.

(...)." (cfr. DTF 125 V

465, consid. 6, pag. 469-470)

Chiamata

a pronunciarsi circa la residenza di un assicurato che aveva beneficiato del

diritto alle indennità di disoccupazione durante un primo termine quadro dal 1°

gennaio 1997 al 31 dicembre 1998 e in seguito dal 1° maggio al 21 novembre

1999, il TFA ha confermato la decisione con la quale all’assicurato è stato

negato, con effetto retroattivo a contare dal 1° maggio 1999, il diritto alle

indennità di disoccupazione in quanto non residente in Svizzera.

L’Alta

Corte ha pure confermato la decisione con la quale allo stesso assicurato è

stata chiesta la restituzione delle prestazioni già versate.

In

quell’occasione la nostra Massima Istanza ha sviluppato, in particolare, le

seguenti considerazioni:

"

(…)

3.- Auf Grund der Akten steht fest, dass der

Beschwerdeführer ab 1. September 1997 ein separat vermietetes Zimmer einer

3-Zimmer-Wohnung im Parterre der Liegenschaft Strasse A.________ in Basel

gemietet hatte. Am 28. April 1999 kündigte er dieses Mietverhältnis mit Wirkung

per 31. Juli 1999. Gemäss seinen eigenen Angaben bewohnte er in der Folge ein

anderes Zimmer derselben Wohnung zusammen mit dessen Mieter, C.________, der

sich meistens in Italien aufgehalten und dem er, der Beschwerdeführer, seinen Mietanteil

jeweils in bar, ohne Quittung, bezahlt habe. Die Beschwerdegegnerin geht

demgegenüber davon aus, dass der Beschwerdeführer nicht an der Strasse

A.________ in Basel, sondern in Frankreich gewohnt habe. Sie stützt sich dabei

einerseits auf den Umstand, dass die Ehefrau des Beschwerdeführers (die Heirat

fand am 15. Mai 1999 statt) mit dem 1995 geborenen gemeinsamen Sohn während des

vorliegend relevanten Zeitraums in Frankreich wohnte, und andererseits auf die

Ergebnisse der Abklärungen des KIGA, welche gezeigt hätten, dass sich der

Beschwerdeführer praktisch nie an der Strasse A.________ aufgehalten habe.

4.- a) Die Vorinstanz hat das Erfordernis

des gewöhnlichen Aufenthalts in der Schweiz während des Bezugs der Arbeitslosenentschädigung

ab 1. Mai 1999 zu Recht als nicht erfüllt beurteilt: Zunächst bestehen bereits

in Bezug auf die erste Rahmenfrist für den Leistungsbezug (1. Januar 1997 bis

31. Dezember 1998) Unklarheiten, denn der Beschwerdeführer macht keine Angaben

über die Zeit vor der Miete des Zimmers an der Strasse A.________ per 1.

September 1997, und schon anlässlich des Beratungsgesprächs vom 1. Dezember

1997 wurde die Unzustellbarkeit der Kassenabrechnung (es handelte sich offenbar

um die Abrechnungen für September und Oktober 1997) vermerkt. Für den

vorliegend relevanten Zeitraum ist durch den Rapport vom 17. Dezember 1999 über

die polizeiliche Observation erwiesen, dass der Beschwerdeführer während der

Zeit vom 28. Oktober 1999 bis 17. Dezember 1999 an der Strasse A.________ nie

anbetroffen wurde. Der Beschwerdeführer lässt es an einer plausiblen Erklärung

darüber fehlen, wo er sich während und vor dieser fast zweimonatigen

Observierungsperiode aufgehalten hat. Die Folgerung, er habe bei Ehefrau und

Sohn im nahe gelegenen Frankreich geweilt und dort auch den Mittelpunkt seiner

Lebensbeziehungen gehabt, drängt sich unter diesen Umständen auf.

b) Die in der Verwaltungsgerichtsbeschwerde

erhobenen Einwände gegen die Verwertbarkeit und Aussagekraft der Ergebnisse der

polizeilichen Observierung sind nicht stichhaltig:

aa) Die unterzeichnete Notiz des Gfr

S.________ vom 17. Dezember 1999, aus welcher hervorgeht, dass die Wohnung an

der Strasse A.________ vom 28. Oktober 1999 bis 17. Dezember 1999 durch zwei

Polizeibeamte zu verschiedenen Tages- und Nachtzeiten observiert wurde, wobei

festgestellt wurde, dass sich "in dieser Wohnung überhaupt nichts

tat" und der Beschwerdeführer auch nie betroffen werden konnte, genügt der

Protokollierungspflicht. Eine detailliertere Rapportierung über einen so

einfachen Sachverhalt kann nicht verlangt werden.

bb) Da die Observierung ergab, dass sich in

der fraglichen Wohnung überhaupt nichts tat, bestand keine Notwendigkeit, eine

anwesende Person zu identifizieren. Zudem begegneten die zum Treffen mit dem

KIGA und dem Beschwerdeführer vom 17. Dezember 1999 aufgebotenen Beamten, darunter

DetKpl W.________, der an der Observierung beteiligt war, bei dieser

Gelegenheit dem Beschwerdeführer. DetKpl W.________ konnte daher durchaus

angeben, ob er den Beschwerdeführer während der Observierungszeit gesehen

hatte. Der Einwand, die observierenden Beamten hätten den Beschwerdeführer

nicht gekannt und könnten deshalb nicht beurteilen, ob er sich in der

fraglichen Wohnung aufgehalten habe, ist haltlos.

(…)." (cfr. STFA del 31 luglio 2001 nella causa P., C 303/00)

L’Alta

Corte si è confermata nella propria giurisprudenza in una decisione del 19

luglio 2002 nella causa D. (C 337/01) nella quale, in particolare, ha ribadito

che:

"

(…)

Entgegen den vorinstanzlichen Ausführungen ist

für die Beurteilung des Wohnens in der Schweiz nach Art. 8

Abs. 1 lit. c AVIG nicht der zivilrechtliche Wohnsitz nach Art. 23 ff.

ZGB massgebend. Vielmehr ist diese Anspruchsberechtigung erfüllt, wenn sich der

gewöhnliche Aufenthalt der versicherten Person in der Schweiz befindet, sie die

Absicht hat, diesen Aufenthalt während einer gewissen Zeit aufrecht zu

erhalten, und zudem ihr Lebensmittelpunkt in der Schweiz liegt (BGE 125 V 466 Erw.

2a mit Hinweisen).

Die Voraussetzung des Wohnens in der Schweiz muss

nicht nur bei Eintritt des Versicherungsfalles, sondern während des gesamten

Zeitraums, für welchen Leistungen geltend gemacht werden, erfüllt sein (SVR

1996 ALV Nr. 77 S. 236 Erw. 3a).

(…)." (cfr. la STFA succitata)

In quell’occasione l’Alta

Corte ha concluso che:

" (…)

Das Erfordernis des Wohnens in der Schweiz im

Sinne von Art. 8 Abs. 1 lit. c AVIG ist nicht

erfüllt, da der Beschwerdeführer sich mehrheitlich in Deutschland aufhielt und

sein Lebensmittelpunkt bei seiner Familie in Deutschland lag; daran ändert auch

der Umstand nichts, dass der Versicherte weiterhin in Basel gemeldet war und

dort seine Steuern beglich.

(…)." (cfr. la STFA succitata)

In un’altra decisione del

22 ottobre 2002 nella causa S. (C 34/02) l’Alta Corte si è

riconfermata nella giurisprudenza sviluppata nell’ambito dell’art. 8 cpv. 1

lett. c LADI e, in particolare, ha osservato che:

"

(…) Diese zentrale Anspruchsvoraussetzung ist

Ausfluss des im Leistungsbereich der Arbeitslosenentschädigung geltenden

Verbots des Leistungsexports, welches im Interesse der Missbrauchsverhütung

aufgestellt worden ist. Bei im Ausland wohnenden Personen wäre die Überprüfung

und Kontrolle der Anspruchsvoraussetzungen, namentlich der Arbeitslosigkeit,

verunmöglicht (vgl. zum Ganzen Thomas Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in:

Schweizerisches Bundes-verwaltungsrecht [SBVR], Bd. Soziale Sicherheit,

Rz. 138).

(…)." (cfr. la STFA succitata)

Sempre

riguardo al presupposto del diritto alle indennità di cui all’art. 8 cpv. 1

lett. c LADI vedi inoltre STFA del 9 aprile 2003 nella causa F.

(C121/02); STFA del 26 maggio 2003 nella causa S. (C 226/02) e

STFA del 22 settembre 2003 nella causa I. (C 153/03).

2.5. In una recente decisione del

6 marzo 2006 nella causa B. (C290/03), la nostra Massima Istanza ha stabilito

che le norme che regolano il guadagno intermedio vanno applicate anche quando

il guadagno intermedio è realizzato all’estero e, circa il presupposto del

diritto alle indennità di cui all’art. 8 cpv. 1 lett. c LADI ha confermato la

propria giurisprudenza sviluppando le seguenti considerazioni:

" (…)

6.1 In der Verwaltungsverfügung wurde die

Verneinung der Anspruchsberechtigung insbesondere damit begründet, dass die

Versicherte im fraglichen Zeitraum nicht im Sinne von Art.

8 Abs. 1 lit. c AVIG in der Schweiz gewohnt habe. Diese Auffassung

vertritt auch das seco in seiner Vernehmlassung. Es geht unter Berufung auf das

Urteil M. vom 27. Juni 2000, C 313/99, davon aus, dass entscheidend sei, ob

sich die versicherte Person an denjenigen Tagen, für die sie Leistungen

beanspruche, tatsächlich in der Schweiz aufgehalten habe.

6.2 Das "Wohnen" in der Schweiz im

Sinne von Art. 8 Abs. 1 lit. c AVIG ist nicht im

Sinne des zivilrechtlichen Wohnsitzes zu verstehen, sondern setzt den

gewöhnlichen Aufenthalt in der Schweiz voraus; verlangt werden der tatsächliche

Aufenthalt in der Schweiz und die Absicht, diesen Aufenthalt während einer

gewissen Zeit aufrechtzuerhalten und hier in dieser Zeit auch den Schwerpunkt

der Lebensbeziehungen zu haben (BGE 125 V 466 Erw. 2a, 115 V 448; Urteile S.

vom 26. Mai 2003, C 226/02, Erw. 1.1 und 2.2, F. vom 9. April 2003, C 121/02,

Erw. 2.2, S. vom 13. März 2002, C 149/01, Erw. 2, P. vom 31. Juli 2001, C

303/00, Erw. 2, Erbengemeinschaft A. vom 19. April 2001, C 330/99, Erw. 3c).

Zweck dieses Erfordernisses ist es, die Kontrolle der Anspruchsvoraussetzungen

zu ermöglichen (BGE 125 V 468 Erw. 5, 115 V 449; erwähnte Urteile C 226/02,

Erw. 1.1, C 121/02, Erw. 2.2, sowie C 330/99 Erw. 3c und 3h).

6.3 Zwar verbietet es diese Zwecksetzung, die zu Art. 42 Abs. 1 AHVG ergangene Rechtsprechung, wonach das

Aufenthaltsprinzip bestimmte kurz- oder längerfristige Auslandaufenthalte

zulässt (BGE 111 V 182 f.), unbesehen auf Art. 8 Abs. 1

lit. c AVIG zu übertragen (erwähntes Urteil C 330/99, Erw. 3h; vgl. auch

BGE 115 V 449). Doch ist, wie schon aus dem in der Rechtsprechung verwendeten

Ausdruck "gewöhnlicher Aufenthalt" folgt, auch im Rahmen von Art. 8 Abs. 1 lit. c AVIG nicht ein ununterbrochener

tatsächlicher Aufenthalt im Inland erforderlich (vgl. erwähntes Urteil C

153/03, Erw. 3; Rubin, a. a. O., S. 117; vgl. auch - e contrario - erwähnte

Urteile C 149/01, Erw. 3, und C 330/99, Erw. 3g am Ende). Das Fortdauern des

gewöhnlichen Aufenthalts in der Schweiz setzt aber unter anderem voraus, dass

trotz Unterbrüchen des tatsächlichen Aufenthaltes weiterhin eine enge Verbindung

mit der hiesigen Arbeitswelt besteht (nicht veröffentlichtes Urteil G. vom 30.

November 1999, C 183/99; vgl. auch BGE 125 V 469). Keinesfalls genügt es für

die Bejahung eines gewöhnlichen Aufenthalts, wenn sich der Bezug zur Schweiz

auf die regelmässige Rückkehr zwecks Erfüllung der Kontrollvorschriften

beschränkt (z. B. nicht veröffentlichtes Urteil H. vom 30. Dezember 1997, C

272/96).

6.4 Davon, dass ein Anspruch auf

Arbeitslosenentschädigung nicht von vornherein auf jene Tage beschränkt ist, an

denen sich die betroffene Person tatsächlich in der Schweiz aufhält, ging das

Eidgenössische Versicherungsgericht insbesondere im bereits erwähnten Urteil I.

vom 22. September 2003, C 153/03, aus. Dieses betrifft einen Bühnenbildner, der

ab 1. Juli 2001 aufgrund eines einjährigen Dienstvertrages an einem deutschen Theater

zu einem für die Bestreitung der Lebensunterhaltskosten nicht ausreichenden

Lohn arbeitete und in Deutschland auch über eine Wohnung verfügte bzw. eine

solche mitbenutzte, dabei aber aufgrund seines eher seltenen Berufs und seines

fortgeschrittenen Alters sich weiträumig bewerben und bereit sein musste, im

deutschsprachigen Raum eine zweite Arbeitsstelle anzunehmen, im Oktober 2001

eine medizinische Behandlung in der Schweiz durchführen liess und von Januar

bis März 2002 ein Engagement an einem in der Schweiz gelegenen Theater eingehen

konnte. Streitig war, ob der Betroffene von Juli bis Dezember 2001 im Sinne von

Art. 8 Abs. 1 lit. c AVIG in der Schweiz wohnte. Das

Eidgenössische Versicherungsgericht wies die Sache ans kantonale Gericht

zurück, damit dieses hinsichtlich des gewöhnlichen Aufenthalts bzw.

Lebensmittelpunkts in der fraglichen Zeit weitere Abklärungen treffe und

hernach über die Beschwerde neu entscheide. Wäre ein gewöhnlicher Aufenthalt

und damit das Wohnen in der Schweiz im Sinne von Art. 8

Abs. 1 lit. c AVIG allein wegen des mit dem ausländischen Arbeitsort verbundenen

Auslandaufenthalts zu verneinen gewesen, hätten sich Abklärungen zur Frage des

Lebensmittelpunktes erübrigt.

6.5 Vorliegend von der im Urteil C 153/03

gewählten Auslegung abzuweichen, besteht kein Anlass. Den gewöhnlichen

Aufenthalt in der Schweiz bei einer Person, die, ohne von der Möglichkeit des

Art. 69 Abs. 1 der Verordnung Nr. 1408/71 Gebrauch gemacht zu haben, einen

Zwischenverdienst im Ausland erzielt, bei in der Schweiz verbleibendem

Schwerpunkt der Lebensbeziehungen einzig wegen des durch diese Erwerbstätigkeit

bedingten vorübergehenden Auslandaufenthalts zu verneinen, liefe nämlich darauf

hinaus, eine Person nur deshalb mit einem Rechtsnachteil zu belegen, weil sie

mit einem ausländischen statt inländischen Zwischenverdienst den Erwerbsausfall

mindert und ihre Chancen auf dem Arbeitsmarkt verbessert. Dies liesse sich nach

dem in Erw. 5.4 hievor Gesagten mit dem verfassungsmässigen Gebot der

rechtsgleichen Behandlung nicht vereinbaren. Demnach kann an dem vom seco

zitierten (älteren) Urteil C 313/99, soweit sich diesem eine vom Urteil C

153/03 abweichende Auslegung entnehmen lässt, nicht festgehalten werden.

6.6 Was den vorliegend zu beurteilenden

Sachverhalt betrifft, so arbeitete die Beschwerdeführerin in den Monaten

Oktober bis Dezember 2002 in Deutschland als Schauspielerin für die Firma

X.________. In der Bescheinigung über Zwischenverdienst für den Monat Oktober

2002 wurde angegeben, die Versicherte werde voraussichtlich bis Ende November

2002 weiter beschäftigt. Sowohl in der November- als auch in der

Dezember-Bescheinigung wurde die Frage, ob die Versicherte noch weiter

beschäftigt werde, verneint, die Frage, wer gekündigt habe, durchgestrichen und

als Grund der Vertragsauflösung "Ende des Vertrages" genannt. Aus

diesen drei Zwischenverdienstbescheinigungen ist zu schliessen, dass es sich -

wie bei Filmproduktionen zu erwarten - nicht um eine auf längere Zeit angelegte

Anstellung, sondern um einen (vielleicht nach einer anfänglich noch kürzeren

Laufzeit) zunächst bis Ende November befristeten und anschliessend um wenige

Wochen verlängerten Vertrag handelte. Die Versicherte suchte während ihres

vorübergehenden Auslandaufenthaltes weiterhin auch in der Schweiz nach einer

Stelle. Unter diesen Umständen kann in Ermangelung von Anhaltspunkten dafür,

dass der Aufenthalt in Deutschland anderen Zwecken als der Ausübung des

Zwischenverdienstes gedient hätte, nicht angenommen werden, der Schwerpunkt der

Lebensbeziehungen der Versicherten habe sich während des streitigen Zeitraums

nicht mehr in der Schweiz befunden und die Versicherte habe keine enge

Verbindung mit der schweizerischen Arbeitswelt mehr aufgewiesen. Dies gilt umso

mehr, als die Beschwerdeführerin gemäss ihren glaubhaft erscheinenden und von

keiner Seite angezweifelten Angaben in Deutschland in Hotels übernachtete und

insbesondere an den Wochenenden an ihren schweizerischen Wohnort zurückkehrte,

wo sie ihre Beziehungen zu Familie, Partner und Freundeskreis aufrechterhielt.

Der Ort ihres gewöhnlichen Aufenthalts lag demnach nach wie vor in der Schweiz,

sodass ein Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung für die Zeit vom 1. Oktober 2002

bis zum 22. Dezember 2002 auch nicht mit der Begründung verneint werden kann,

die Beschwerdeführerin habe die in Art. 8 Abs. 1 lit. c

AVIG vorgesehene Voraussetzung des Wohnens in der Schweiz nicht erfüllt.

(…)." (cfr. STFA del 6 marzo 2006 nella causa B., C 290/03)

Su questo tema vedi pure

la STFA del 12 aprile 2006 nella causa T., C 339/05.

2.6. La giurisprudenza appena

riprodotta conserva la propria validità anche dopo l’entrata in vigore della

LPGA.

Al riguardo, evidenziando

la differenza dei termini utilizzati nelle due disposizioni – “domicilio”

all’art. 13 cpv. 1 LPGA e “risiede” all’art. 8 cpv. 1 LADI – e considerato che

l’art. 8 cpv. 1 lett c LADI non rinvia esplicitamente al concetto di domicilio

di cui all’art. 13 cpv. 1 LPGA, Kieser nel suo Commentario

osserva che:

"

(…) Keine ausdrückliche Abweichung von Art. 13

ATSG findet sich allerdings in Art. 8 Abs. 1 lit. c AVIG. Dort wird der Begriff

des „Wohnens“ verwendet, wobei diese Anspruchsvoraussetzung nach dem

bisherigen Praxis nur als erfüllt angenommen wurde, wenn auch der tatsächliche

Aufenthalt besteht. Weil es in Art. 8 Abs. 1 lit. c AVIG an einem asdrücklichen

Verweis auf den Wohnsitzbegriff von Art. 13 Abs. 1 ATSG fehlt und weil diese

Bestimmung nicht von Wohnsitz, sondern vom „Wohnen“ spricht, kann aus

der Wohnsitzdefinition von Art 13 Abs. 1 ATSG nicht abgeleitet werden, es

reiche – ausserhalb des Anwendungsbereiches von Art. 12 AVIG – in der ALV aus,

den zivilrechtlichen Wohnsitzbegriff zu erfüllen (vgl. dazu auch GERHARDS,

Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, Bd. I, 112, v.a. Rz. 9 und 12

f.). Eine solche Änderung einer zentralen Anspruchsvoraussetzung kann ohne

gesetzgeberischen Willen, der sich den Materialien jedoch keineswegs entnehmen

lässt (vgl. BBl 1999 4553, wonach am bisherigen Anspruchssystem nichts geändert

werden soll), nicht angenommen werden. Damit ergibt sich, dass – auch ohne

Kennzeichnung einer Abweichung in Art. 8 Abs. 1 lit. c AVIG – die bisherige

Praxis weiterhin massgebend ist. (…).“

(cfr. U. Kieser, ATSG Kommentar, Schulthess 2003,

ad Art. 13, n. 18, pag. 137)

In

questo senso si esprimono anche E. Imhof e C. Zünd in un contributo titolato

“ATSG und Arbeitsloesenversicherung” pubblicato in SZS 2003, pag. 291 (296 nota

19 a pié pagina che rinvia alla giurisprudenza sopra citata).

Gli

stessi autori rilevano tuttavia che “Anders als hier vertreten wird, hält UELI

KIESER, a.a.O. (Fn. 1), Art. 13 Rz. 18, die Kennzeichnung einer ausdrücklichen

Abweichung im Rahmen von Art. 8 Abs. 1 lit. c für grundsätzlich notwendig,

dagegen nicht im Rahmen von Art. 12 AVIG.“ (cfr. RSZ 2003, pag. 296,

nota 20 a pié pagina).

2.7. Nell’evenienza concreta dagli

atti di causa risulta che l’assicurato si è iscritto al collocamento il 1°

maggio 2003 rivendicando da quella data il diritto a prestazioni (cfr. doc. 19/O

e 19/V).

Precedentemente

l’assicurato, dopo la chiusura degli stabilimenti di __________ della __________

(ditta presso la quale ha lavorato dal 17 settembre 2001 al 30 giugno 2002), si

è trasferito a __________ dove ha lavorato per la __________ dal 1° luglio 2002

al 30 aprile 2003 (cfr. doc. 19/Q, 19/U e 21).

Durante il periodo di

disoccupazione l’assicurato ha conseguito un guadagno intermedio durante i mesi

da settembre a dicembre 2003 lavorando quale consulente presso la __________ di

__________ e dal 7 gennaio 2004 è occupato a tempo pieno presso la ditta __________

con sede a __________ (cfr. doc. 13 e da 19/C a 19/H).

Nella sua lettera del 27

settembre 2004 alla Sezione del lavoro l’assicurato ha, tra l’altro, dichiarato

che: “(…) durante il periodo di disoccupazione ho avuto la mia residenza

stabile a __________ in __________, presso l’appartamento del sig. __________,

condiviso da altri due coinquilini oltre a me ed il proprietario (…).” (cfr.

doc. 13).

In sede di ricorso il

rappresentante dell’assicurato ha contestato puntualmente le argomentazioni

addotte dall’amministrazione e, in particolare, ha sostenuto che la Sezione del

lavoro non si sarebbe confrontata con le emergenze penali (decreto di non luogo

a procedere) accontentandosi di un giudizio di mera possibilità (cfr. consid.

1.3).

Al riguardo il TCA rileva

innanzitutto che per il solo fatto che il magistrato penale abbia concluso che

non è provato che l’assicurato non abbia risieduto a __________ (cfr. inc.

penale doc. XVI acquisito agli atti sub inc. 30.2005.80, Decreto di non luogo a

procedere del 1° marzo 2005 NLP 845/2005), non è possibile concludere il

contrario e meglio che egli vi abbia risieduto.

Infatti nel settore delle

assicurazioni sociali non si esige la prova

piena come il giudice civile o, in modo ancor più rigoroso, il giudice penale,

ritenuto che in quest'ultima evenienza per il principio "in dubio pro

reo" l'incertezza profitta all'accusato (cfr. DTF 126 V 319 consid.

5a; Piquerez, Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, n. 102 pag. 22 e n. 1918

pag. 403).

Il

TFA ha ricordato questi principi in una sentenza del 15 gennaio 2001 nella

causa P.-B., pubblicata in RDAT II-2001 N. 91 pag. 378, e ha sottolineato che

conformemente al criterio della probabilità preponderante il giudice delle

assicurazioni sociali, dopo un'analisi ed una valutazione oggettiva delle

prove, deve seguire quella rappresentazione fattuale che ritiene essere la più

verosimile tra i vari scenari possibili.

Nel verbale d’interrogatorio

7 dicembre 2004 dell’assicurato si legge, in particolare, che:

" (…)

Secondo la Sezione del lavoro, risulta che Lei ha percepito dalla

cassa disoccupazione __________ di __________, per il periodo maggio

2003/gennaio 2004 la somma di CHF 39'690.85. In questo periodo sembra che Lei

non fosse residente in Svizzera.

Rispondo che in quel periodo avevo la mia residenza stabile a __________,

nell’appartamento di __________.

D 5: chi potrebbe confermare questa sua

dichiarazione?

R 5: tutti

i miei co-inquilini, ossia __________, __________, __________ e mia moglie che

era a casa da sola.

(…)

D 7: ci

sono altre persone, non interessate in questa vicenda, che potrebbero

testimoniare la sua presenza permanente nell’appartamento di __________ durante

il periodo di disoccupazione?

R 7: non me ne vengono in mente.

(…).” (cfr. doc. XVI/1 sub. inc 38.2005.80, verbale

d’interrogatorio di RI 1, 7 dicembre 2004)

Nei rispettivi

interrogatori i suoi co-inquilini hanno, in particolare, rilasciato le seguenti

dichiarazioni:

" (…)

L’interrogante mi chiede cosa posso dire circa la residenza di RI

1, __________ e __________ nell’appartamento di __________.

Io ribadisco che risiedo a __________ regolarmente, per gli altri

posso solo dire che loro sono più frequentemente su __________ e quindi non

sono in grado di quantificare le loro presenze a __________.

ADR: che

nel corso di questo ultimo anno ritengo che abbiamo dormito almeno in due,

sommando le singole notti, complessivamente per qualche mese. Come già detto

non so essere più preciso, gli altri risponderanno per quanto li concerne.

(…)." (cfr. doc. XVI/1 sub. inc 38.2005.80, verbale

d’interrogatorio di __________, 7 dicembre 2004)

" (…)

ADR: che

effettivamente RI 1, __________ e __________ non hanno mai risieduto stabilmente

nell’appartamento di __________ Quando fui stato d’accorso di mettere a

disposizione quell’appartamento per queste persone, era inteso che non

vicessero tutti in quel posto in modo continuato. E’ evidente che tutti e

quattro nell’appartamento non era una situazione gestibile.

ADR: che

rarissimamente mi è capitato di dormire a __________ con tutte le persone

poc’anzi menzionate. Forse è capitato al massimo dieci volte, e questo comunque

non in tempi recenti ma all’inizio del 2004.

ADR: che

la persona che maggiormente pernotta a __________, oltre al sottoscritto, è __________.

Anche lui va a periodi. Ad esempio di recente era a __________ per un problema

di salute della moglie. Comunque lui, durante la settimana, pernotta almeno due

o tre notti. Succede anche che lui sia presente a __________ anche il fine

settimana.

(…)." (cfr. doc. XVI/1 sub. inc 38.2005.80, verbale

d’interrogatorio di __________, 9 dicembre 2004)

" (…)

Confermo che negli ultimi mesi mi sono fermato raramente a dormire

a __________. Intendo dire da giugno ad oggi. A luglio ero in ferie. Da quel

periodo in poi mi era stato negato il diritto al sussidio di disoccupazione e

pertanto le mie possibilità di spostamento si erano ridotte.

E’ anche vero che nei mesi precedenti, durante il mio periodo di

disoccupazione (ndr. termine quadro per la riscossione dal 01.05.2003 al

31.04.2004), rimanevo poche sere a settimana a dormire a __________. Primo

perché nel frattempo avevo un lavoro a __________, questo a partire dal giugno

2003. Secondo per il fatto che a volte rientrare da __________ su __________

era poco pratico. Io ho una famiglia a __________ ed era importante essere

assieme a mia moglie ed ai miei figli di 2 e 3 anni.

Il verbalizzante mi dice di quantificare queste mie presenze

nell’appartamento di __________, dopo il maggio 2003 ed io rispondo che a volte

rimanevo due o tre volte a settimana, altre volte meno. La mia presenza si

giustificava quando avevo ad esempio dei colloqui per trovare un posto di

lavoro o per presentarmi alla cassa disoccupazione o all’URC.

ADR: che

è vero che nell’appartamento di __________ non abbiamo mai abitato tutti

assieme, intendo dire io, RI 1, __________ e __________. E’ capitato molto

raramente, credo cinque o sei notti, che abbiamo dormito assieme.

ADR: che

io, quando rimanevo a dormire, usufruivo del divano letto nel soggiorno. __________

e __________, almeno cosi mi sembra, dormivano nella camera da letto mentre RI

1 nel letto pieghevole in soggiorno.

ADR: che

è giusto dire che prevalentemente nell’appartamento di __________ risiedevano __________

e __________.

(…)." (cfr. doc. XVI/1 sub. inc 38.2005.80, verbale

d’interrogatorio di __________, 13 dicembre 2004)

Ora, da quanto appena

esposto non risulta in alcun modo che, durante il periodo da maggio 2003 a

gennaio 2004, l’assicurato ha avuto la sua residenza effettiva e stabile a

Paradiso.

Non solo, il ricorrente

non ha neppure provato, e di questo ne deve portare le conseguenze (circa

l’obbligo di collaborare e le conseguenze dell’assenza di prova cfr. DLA 2001

N. 12, consid. 2b, pag. 145; STFA del 7 dicembre 2001 nella causa M., U 202/01;

STFA del 5 settembre 2001 nella causa C., U 94/01; STFA del 9 maggio 2001 nella

causa Z., P 36/00; STFA del 9 maggio 2001 nella causa L., P 52/00; SVR 1995 AHV

Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; RAMI 1993 pag. 158-159 consid. 3a; DTF 117 V 264

consid. 3b; SZS 1989 pag. 92; DTF 115 V 113; G. Beati

"Relazione tra diritto civile e assicurazioni sociali. Introduzione e

principi generali. La recente giurisprudenza del TFA.", atti della

giornata di studio del 1° giugno 1992, CFPG fascicolo 8, pag. 1 seg.

(3). Su questi aspetti, cfr. inoltre: J. L. DUC, “Les assurances sociales en

Suisse”, Losanna 1995, pag. 827-828 e TH. Locher, “Grundriss des

Sozialversicherungsrecht” Berna 1997, pag. 339-341 il quale rileva che

“besondere Bedeutung hat die Mitwirkungspflicht dann, wenn der Sachverhalt ohne

Mitwirkung der betroffenen Person gar nicht (weiter) erstellt werden kann”.),

che durante l’asserita residenza a Paradiso il centro delle proprie relazioni era

in Svizzera.

Al contrario, sempre

durante il suo interrogatorio 7 dicembre 2004, l’assicurato ha affermato che:

" (…)

In effetti io solo saltuariamente trascorro la notte

nell’appartamento di __________. Preciso che solamente da qualche mese

trascorro la notte saltuariamente a __________ perché rientro in __________

dalla mia famiglia. Io sono sposato con __________ e dalla nostra unione

abbiamo avuto due figli.

Quando dico saltuariamente intendo dire una a tre volte al mese,

quando faccio tardi al lavoro. Per le mie necessità familiari preferisco,

quando possibile, rientrare dalla mia famiglia.

Questa è la situazione attuale, intendo dire dal marzo 2004 ad

oggi. Per contro, in passato, risiedevo stabilmente in quell’appartamento,

soprattutto nel periodo di disoccupazione in quanto dovevo eseguire le ricerche

di lavoro, come di volta in volta concordato con l’ufficio di collocamento di __________.

(…)." (cfr. doc. XVI/1 sub. inc 38.2005.80, verbale

d’interrogatorio di RI 1, 7 dicembre 2004)

Va qui ricordato che per

concludere circa l’esistenza di un’effettiva residenza in Svizzera in ogni caso

non basta che l’assicurato ritorni regolarmente in Svizzera allo scopo di

ossequiare i suoi obblighi di disoccupato.

Infatti, nella STFA del 6 marzo

2006 nella causa B. (C 290/03) (citata in esteso al consid. 2.5),

il TFA si è così espresso: “(…) Das Fortdauern des gewöhnlichen Aufenthalts in der

Schweiz setzt aber unter anderem voraus, dass trotz Unterbrüchen des tatsächlichen

Aufenthaltes weiterhin eine enge Verbindung mit der hiesigen Arbeitswelt

besteht (nicht veröffentlichtes Urteil G. vom 30. November 1999, C 183/99; vgl.

auch BGE 125 V 469). Keinesfalls genügt es für die Bejahung eines

gewöhnlichen Aufenthalts, wenn sich der Bezug zur Schweiz auf die regelmässige

Rückkehr zwecks Erfüllung der Kontrollvorschriften beschränkt (z. B. nicht

veröffentlichtes Urteil H. vom 30. Dezember 1997, C 272/96). (…).“ (cfr.

la STFA succitata, la sottolineatura è del redattore).

In simili circostanze, in applicazione dell'abituale criterio della verosimiglianza

preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 19

ottobre 2004 nella causa G., C 78/04, consid. 3; STFA del 15 marzo 2004 nella

causa P.B., C 292/02; STFA del 24 settembre 2003 nella causa R., C 281/02,

consid. 1.3.2; STFA del 2 settembre 2003 nella causa C., U 319/02, consid. 1.3;

STFA del 14 aprile 2003 nella causa M., U 165/02, consid. 1.2; STFA del 18

settembre 2001 nella causa W., C 264/99; STFA del 28 novembre 2000 nella causa

S., H 407/99, consid. 5b; STFA del 22 agosto 2000 nella causa B., C 116/00,

consid. 2b; STFA del 23 dicembre 1999 nella causa F., C 341/98, consid. 3; RDAT II-2001 N. 91 pag. 378; SVR 2001 KV N. 50 pag. 145; DTF 126 V

322 consid. 5a; DTF 125 V 195 consid. 2; SZS 1993 pag. 106

consid. 3a; RCC 1986 pag. 202 consid. 2c, RCC 1984 pag. 468 consid. 3b, RCC

1983 pag. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a,

DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, "Die Rechtspflege

in der Sozialversicherung", in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989

pag. 31-32; Scartazzini, "Les rapports de causalité dans le droit suisse

de la sécurité sociale", Basilea 1991, pag. 63), viste le risultanze

appena riprodotte e alla luce della giurisprudenza citata (cfr. consid. 2.4 e 2.5), questo Tribunale deve concludere che durante il periodo

in cui è stato disoccupato l’assicurato non risiedeva in Svizzera ai sensi

dell’art. 8 cpv. 1 lett. c LADI.

Di conseguenza, secondo

questo Tribunale, a ragione la Sezione del lavoro Ufficio giuridico ha

stabilito che dal 1° maggio 2003 al 6 gennaio 2004 l’assicurato non adempie i

presupposti per poter essere posto al beneficio delle indennità di

disoccupazione.

Infine, l'assicurato non

può neppure pretendere il diritto alle prestazioni fondandosi sull'art. 27 cpv.

Considerandi

2.

LPGA (cfr. consid. 1.3 punto 9 e DTF 131 V 472). Infatti, da una parte, è

stato l'assicurato stesso, sul formulario "Domanda d'indennità di

disoccupazione" a dichiarare di essere domiciliato a __________ (cfr. doc.

19.

V) e, d'altra parte, il conseguimento di un guadagno intermedio all'estero

non esclude il diritto a beneficiare delle indennità di disoccupazione per

delle persone che hanno la residenza effettiva nel nostro paese (cfr. STFA del

6.

marzo 2006 nella causa B., C 290/03).

La decisione su

opposizione impugnata deve pertanto essere confermata e il ricorso respinto.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso é respinto.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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