Lexipedia

Decisione

38.2006.1

Calcolo dell'assegno di formazione computando quanto un assicurato potrebbe guadagnare sul mercato del lavoro(importo max:fr.3'500).Condizioni economiche e i costi di viaggio-vitto esclusi.Sussidi di

21 agosto 2006Italiano33 min

Source ti.ch

Fatti

2.1. La presente

vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante

importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione

delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico

ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1

della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni

(cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio

2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H

212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10

ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;

STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999

nella causa C., I 623/98).

2.2. La decisione

su opposizione impugnata del 6 dicembre 2005 è stata emanata dall’UMA.

L’UMA, in

virtù dell’art. 85 cpv. 1 lett. b LADI e sulla base degli art. 1 e 2b lett. c

del Regolamento della legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai

disoccupati (R-rilocc), è, tra l’altro, competente per decidere in merito

all’attribuzione di provvedimenti speciali.

Gli

“Assegni di formazione”, regolati agli artt. 66a - 66c LADI e 90a OADI,

configurano uno dei provvedimenti speciali trattati nel Capitolo 6 Sezione 4

della LADI.

Poiché la

decisione su opposizione impugnata è stata presa dall’autorità competente (cfr.

STCA del 1 marzo 2005 nella causa P., 38.2004.34, consid. 2.1.), il TCA entra

nel merito del ricorso.

Nel

merito

2.3. Il TCA è

chiamato a stabilire se l’importo dell’assegno di formazione riconosciuto a RI

1 dall’Ufficio delle misure attive per il periodo dal 1° settembre 2005 al 31

agosto 2006 è corretto oppure no.

2.4. Il 1° luglio

2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI del 22 marzo 2002,

accettata dal popolo il 24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag.

2502 segg.; RU N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

Questa

revisione della LADI non ha sostanzialmente modificato i provvedimenti inerenti

al mercato del lavoro, che peraltro erano già stati estesi con la seconda

revisione della legge del 1995.

Questi

provvedimenti si sono rivelati un valido strumento di prevenzione e di lotta

contro la disoccupazione e pertanto sono stati mantenuti (cfr. Consiglio

federale, Messaggio concernente la revisione della legge sull'assicurazione

contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001, p.to 1.1.2., in FF 2001 N. 23 del

12 giugno 2001, pag. 1972):

"

(…)

In linea di massima, la presente revisione non

concerne gli URC recentemente istituiti né il rafforzamento dei PML conseguito

sino ad oggi con la revisione del 1995.

Entrambi gli strumenti si sono dimostrati validi

e vanno pertanto mantenuti nella forma attuale, anche se leggermente

migliorata. (…)"

Pertanto,

a mente del TCA, la giurisprudenza concernente il vecchio Capitolo 6 della

LADI, che agli art. 59-75 LADI regolava le "Prestazioni per provvedimenti

destinati a prevenire e a combattere la disoccupazione" (provvedimenti

inerenti al mercato del lavoro), mantiene pienamente la sua validità anche dopo

l'entrata in vigore della terza revisione della LADI.

In questo

senso si è pronunciato anche il TFA, nella decisione del 10 dicembre 2004 nella

causa F. (C 209/04), (cfr. pure la STFA del 10 gennaio 2005 nella causa F., C

56/04 e la STFA del 24 dicembre 2004 nella causa B., C 77/04).

2.5. Fra gli

scopi principali dell'assicurazione contro la disoccupazione vi è quello di

"prevenire la disoccupazione incombente, di combattere quella esistente e

di favorire la reintegrazione rapida e duratura sul mercato del lavoro"

(cfr. art. 1a cpv. 2 LADI).

Per

realizzare questo obiettivo il legislatore, agli articoli 59 - 71d LADI (Capitolo

6), ha previsto una serie di provvedimenti inerenti al mercato del lavoro.

Si tratta

di provvedimenti di formazione (art. 60-62: corsi individuali o collettivi di

riqualificazione, di perfezionamento o di reintegrazione; aziende di

esercitazione; pratiche di formazione), di provvedimenti di occupazione (art.

64a - 64b: programmi di occupazione temporanea, pratiche professionali,

semestri di motivazione) e di provvedimenti speciali (art. 65 – 71d: assegni

per il periodo di introduzione, assegni di formazione, sussidi per gli

assicurati pendolari o soggiornanti settimanali, sostegno ai fini del

promovimento dell'attività lucrativa indipendente).

Il nuovo

art. 59 LADI fissa i principi alla base di tutti i provvedimenti inerenti al

mercato del lavoro e prevede che:

"

1

L’assicurazione fornisce prestazioni finanziarie per provvedimenti inerenti al

mercato del lavoro a favore di assicurati e di persone minacciate dalla

disoccupazione.

Considerandi

2.

I

provvedimenti inerenti al mercato del lavoro sono volti a promuovere la

reintegrazione di assicurati il cui collocamento è reso difficile da motivi

inerenti al mercato del lavoro. Tali provvedimenti devono in particolare:

a. migliorare

l’idoneità al collocamento degli assicurati in modo da permettere loro una rapida

e durevole reintegrazione;

b. promuovere

le qualifiche professionali secondo i bisogni del mercato del lavoro;

c. diminuire il rischio di una

disoccupazione di lunga durata; o

d. offrire la possibilità di acquisire

esperienze professionali.

3.

Possono

partecipare ai provvedimenti inerenti al mercato del lavoro secondo gli

articoli 60–71d gli assicurati che adempiono:

a. i

presupposti del diritto secondo l’articolo 8 per quanto la legge non disponga

altrimenti; e

b. le condizioni specifiche per il provvedimento

in questione.

4.

I servizi

competenti collaborano con gli organi dell’assicurazione invalidità nella

reintegrazione dei disoccupati invalidi."

All'art.

59.

cpv. 2 viene dunque ribadito il principio fondamentale secondo cui il

diritto a prestazioni finanziarie per provvedimenti inerenti

al mercato del lavoro è connesso alla situazione del mercato del lavoro:

provvedimenti possono essere messi in atto solo se sono direttamente imposti

dallo stato del mercato. Si tratta di un presupposto che permette di evitare

l'erogazione di prestazioni che non siano in rapporto con l'assicurazione

disoccupazione (cfr. STFA del 10 gennaio 2005 nella causa F.,

C 56/04, consid. 2; STFA del 10 dicembre 2004 nella causa F., C 209/04,

consid. 2; le STFA del 5 agosto 2003 nelle cause A., C 200/02 e A., C 201/02,

consid. 1, la giurisprudenza ivi citata e il Messaggio del Consiglio federale

concernente una nuova legge federale sull'assicurazione obbligatoria contro la

disoccupazione e l'indennità per insolvenza del 2 luglio 1980; FF 1980 III 469

segg.).

2.6

In particolare, quale

provvedimento speciale, agli art. 66a e 66c LADI sono

regolamentati gli assegni di formazione, l’ammontare e la durata degli stessi.

Questa

misura, che tende a favorire la reintegrazione professionale dei disoccupati

che hanno almeno 30 anni e che non dispongono di una formazione professionale

completa o hanno notevoli difficoltà nel trovare un impiego nell’ambito della

loro professione, consiste nel concedere assegni per una formazione di una

durata massima di tre anni.

L’art.

66a LADI ha il seguente tenore:

" 1L’assicurazione

può concedere assegni per una formazione di una durata massima di tre anni ai

disoccupati che:

a. …

b. hanno almeno 30 anni e

c. non

dispongono di una formazione professionale completa o hanno notevoli difficoltà

nel trovare un impiego nell’ambito della loro professione.

2L’ufficio di compensazione può, in casi giustificati,

autorizzare una deroga alla durata della formazione e al limite di età di cui

al capoverso 1.

3Gli assicurati che hanno conseguito un diploma

universitario o di una scuola professionale superiore o che, pur senza ottenere

un diploma hanno seguito una formazione di almeno tre anni in uno di questi

centri di formazione non ricevono assegni di formazione.

4Gli assegni di formazione sono accordati unicamente

qualora vi sia un contratto di formazione che prevede un programma di

formazione e un corrispondente attestato al termine della formazione."

Nel

tenore in vigore fino al 30 giugno 2003 l’art. 66a lett. a LADI prevedeva,

quale ulteriore presupposto, che: “adempiono una delle condizioni di cui

all’articolo 60 capoverso 1 lettera b;”.

L’art.

66b LADI, abrogato con effetto dal 1° luglio 2003, poneva invece quali

condizioni materiali che: “Gli assegni sono concessi unicamente qualora

vi sia un contratto di formazione che prevede un programma di formazione e un

corrispondente attestato al termine della formazione.” (cpv. 1) e che: “La

formazione deve corrispondere alle capacità dell’assicurato e migliorarne

l’idoneità al collocamento.” (cpv. 2).

A

proposito di queste modifiche, nel Messaggio concernente la revisione della

legge sull'assicurazione contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001, il

Consiglio federale ha precisato che:

" Art.

66a Assegni di formazione

La lettera a è contemplata nella clausola generale prevista

dall’articolo 59 capoverso 3, motivo per cui non deve più essere menzionata nel

capoverso 1.

Al fine di garantire una prassi uniforme a livello svizzero, il

capoverso 2 statuisce che le domande concernenti gli assicurati di età

inferiore a 30 anni e le domande per una durata di formazione più lunga in casi

fondati possono essere autorizzate dall’ufficio di compensazione e non più dai

Cantoni.

Il capoverso 4 è stato ripreso dall’articolo 66b al fine di

riunire in un unico articolo tutti i presupposti del diritto.

Art. 66b Condizioni materiali (abrogato)

Il capoverso 1 diventa l’articolo 66a capoverso 4. Il

capoverso 2 è già contemplato negli obiettivi dei provvedimenti inerenti al

mercato del lavoro dell’articolo 59 capoverso 2 e può quindi essere

stralciato."

(cfr. FF 2001 N. 23 del 12 giugno 2001, pag.

2013, pto 2.1)

L’art.

66c LADI stabilisce che:

"

1Il datore di

lavoro paga al lavoratore un salario pari almeno al corrispondente salario

d’apprendista e che tenga adeguatamente conto della sua esperienza

professionale. Versa gli usuali contributi dell’assicurazione sociale sul

salario e deduce al lavoratore la quota a suo carico.

2Gli assegni

di formazione corrispondono alla differenza fra il salario effettivo ed un

importo massimo stabilito dal Consiglio federale.

3La cassa paga

gli assegni di formazione direttamente al lavoratore, versa gli usuali

contributi dell’assicurazione sociale e deduce al lavoratore la quota a suo

carico.

4Il termine

quadro è prolungato sino alla conclusione della formazione autorizzata."

Secondo

l’art. 90a OADI:

"

1Sono scuole

professionali superiori le scuole tecniche superiori (STS), le scuole superiori

per i quadri dell’economia e dell’amministrazione (SSQEA), le scuole superiori

delle arti applicate, le scuole superiori di economia domestica, altri centri

di formazione riconosciuti come scuole professionali superiori svizzere o

estere nonché le scuole aventi una durata di formazione equivalente e

subordinate alla sovranità cantonale.

2Se per la

formazione auspicata è rilasciato un attestato federale di capacità (AFC), il

contratto di formazione è concluso, conformemente alla legge federale del 19

aprile 1978 sulla formazione professionale,

in forma di contratto di tirocinio. In caso di rilascio di un attestato

cantonale, il contratto di formazione è concluso nella forma prevista dal

diritto cantonale applicabile in materia.

3Il salario

d’apprendista corrispondente è calcolato in base al salario dell’ultimo anno di

tirocinio secondo l’uso locale nel ramo economico di cui si tratta.

4L’importo

massimo conformemente all’articolo 66c capoverso 2 LADI ammonta a 3500

franchi mensili. Le borse di studio assegnate sono computate nell’importo degli

assegni per la formazione, per quanto non servano a coprire le spese familiari

di mantenimento.

5Per gli assicurati vale il termine quadro conformemente all’articolo

9.

capoversi 1 e 2 LADI. Con l’inizio della formazione, detto termine è prolungato

fino alla conclusione della formazione per la quale è stato accordato

l’assegno. Se la formazione è interrotta o conclusa, il termine quadro

prolungato è soppresso alla fine del periodo di controllo seguente.

6.

..

7Le domande di

assegni per la formazione devono essere presentate al servizio cantonale otto

settimane prima dell’inizio della misura.

8Il servizio cantonale comunica la sua decisione all’assicurato di

regola quattro settimane dopo la consegna della domanda."

2.7

Il Tribunale

federale delle assicurazioni in una sentenza del 19 gennaio 2001 nella causa

T., pubblicata in DTF 127 V 57, ha stabilito che il metodo di calcolo degli

assegni di formazione predisposto dalla cifra F 34 (a decorrere dal 1° gennaio

2000.

dalla cifra F 33; cfr. consid. 2.8.) della Circolare sui provvedimenti

inerenti al mercato del lavoro (PML) - la quale fa dipendere l'importo delle

prestazioni dalla situazione economica rispettivamente dell'assicurato e del

suo coniuge - è in contrasto con gli art. 66c cpv. 2 LADI e 90a cpv. 4

OADI, in quanto introduce nuovi criteri estranei al testo di legge.

In

particolare l’Alta Corte ha rilevato:

" (…)

2.

- a) Le montant et la durée des allocations de formation

sont définis à l'art. 66c LACI. Selon l'al. 2 de cette disposition, les allocations

correspondent à la différence entre le salaire effectif et un montant maximum fixé

par le Conseil fédéral. L'al. 1 précise que le salaire effectif est celui que verse

l'employeur au travailleur; il doit équivaloir au moins au salaire d'apprenti correspondant

et tenir compte de façon appropriée de l'expérience professionnelle de ce dernier.

Faisant usage de la délégation de compétence

qui lui a été accordée par le législateur, le Conseil fédéral a édicté l'al. 4

de l'art. 90a OACI, aux termes duquel le montant maximum visé à l'art. 66c, 2e al.

LACI, s'élève à 3'500 francs par mois.

b) Le 1er juin 1997, l'OFIAMT (aujourd'hui seco) a édité une Circulaire

relative aux mesures de marché du travail (MMT) dont font notamment partie les allocations

de formation (chap. 6 de la LACI). La partie F de cette circulaire (chiffres

F01 à F98) codifie la pratique administrative en la matière; elle est complétée

par une annexe où figure un modèle de calcul sous forme de tableau ("Modèle

pour le calcul des allocations de formation [AFO]").

aa) Le chiffre F34 (depuis le 1er janvier 2000, le chiffre F33),

qui traite plus particulièrement de la manière de procéder au calcul des allocations,

disposait - dans sa teneur en vigueur jusqu'au 31 décembre 1999- ce qui suit:

"Dans sa décision d'octroi des AFO, l'autorité compétente

prend comme somme de départ le montant nécessaire à l'assuré, resp. à sa famille,

pour subvenir à ses besoins essentiels mais au maximum 3'500 francs. Pour déterminer

plus exactement la somme de départ l'autorité compétente examine la situation personnelle

et familiale de l'assuré et peut requérir de ce dernier toute information et justificatif

nécessaire. La situation financière de l'assuré, resp. de sa famille, avant d'être

au chômage ainsi que sa situation financière au moment où il présente sa demande

d'AFO, sont examinées afin de déterminer les besoins essentiels à prendre en considération.

Au besoin l'autorité compétente se base sur les normes relatives au minimum vital

valables en matière de poursuites pour dettes et faillites." (F34)

bb) D'après le modèle pour le calcul des allocations,

l'administration établit d'abord, en pour-cent, la contribution respective

de l'assuré et de son conjoint à l'entretien de la famille, en se fondant sur les

derniers salaires réalisés par chacun d'entre eux avant le chômage. Elle évalue

ensuite les charges mensuelles du ménage (minimum vital, loyer etc.) au moment

de la demande d'allocation et impute à l'assuré le montant de chaque charge

dans une mesure proportionnelle à sa contribution à l'entretien de la famille.

La somme des dépenses ainsi imputées à l'assuré représente le montant qui lui

est nécessaire pour subvenir aux besoins essentiels de sa famille, c'est-à-dire

le "montant maximum" visé par l'art. 66c al. 2 LACI.

Selon les circonstances du cas, ce montant peut être inférieur ou supérieur

à 3'500 francs; s'il dépasse cette limite, il est ramené à 3'500 francs. Le chiffre

obtenu moins le salaire d'apprenti versé par l'employeur donnera le montant effectif

de l'allocation de formation revenant à l'assuré.

cc) Selon ces directives, le montant de l'allocation

de formation varie essentiellement en fonction de deux facteurs, à savoir,

d'une part, l'importance de la contribution de l'assuré (réciproquement de son conjoint)

aux ressources de la famille et, d'autre part, l'ampleur des charges du ménage.

Ainsi, l'allocation sera généralement d'autant plus élevée que le conjoint de

l'assuré participe modestement à l'entretien de la famille et que les charges familiales

sont importantes. A titre d'exemple, un assuré sans enfants recevra

une allocation plus faible qu'un assuré ayant deux enfants à sa charge, toutes choses

égales par ailleurs.

3.

- a) La circulaire MMT a été édictée en vertu

de l'art. 110 LACI qui autorise le seco, en tant qu'autorité de surveillance chargée

d'assurer l'application uniforme du droit, à donner des instructions aux organes

d'exécution. Destinée à servir de guide aux caisses de chômage dans la manière dont

elles vont mettre en oeuvre les mesures relatives au marché du travail, cette circulaire

fait partie des ordonnances administratives dites interprétatives.

Bien que de telles ordonnances exercent, de par

leur fonction, une influence indirecte sur les droits et les obligations des administrés,

elles n'en ont pas pour autant force de loi. En particulier, elles ne lient

ni les administrés, ni le juge, ni même l'administration dans la mesure où elles

ne dispensent pas cette dernière de l'examen de chaque situation individuelle.

Par ailleurs, elles ne peuvent créer de nouvelles

règles de droit, ni contraindre les administrés à adopter un certain comportement,

actif ou passif. En substance, elles ne peuvent sortir du cadre de l'application

de la loi et prévoir autre chose que ce qui découle de la législation ou de la jurisprudence

(ATF 125 V 379 consid. 1c et les références; PIERRE MOOR, Droit

administratif, vol. I: Les fondements généraux, 2e édition, Berne 1994, p. 266

ss; BLAISE KNAPP, Précis de droit administratif, 4e édition, Bâle/Francfort-sur-le-Main

1991, n. 365 ss; ANDRÉ GRISEL, Traité de droit administratif, vol. I, Neuchâtel

1984, p. 90; RAYMOND SPIRA, Le contrôle juridictionnel des ordonnances administratives

en droit fédéral des assurances sociales, in: Mélanges André Grisel, Neuchâtel

1983, p. 803 ss).

b) Dans ses observations, le seco soutient que

le montant prévu par l'art. 90a al. 4 OACI en relation avec l'art. 66c al.

2.

LACI est un "montant général maximum (qui) ne constitue qu'une limite fixée

vers le haut". En ce sens, le législateur aurait réservé une certaine latitude

à l'administration quant aux critères à fixer pour déterminer concrètement le montant

des allocations de formation. A cet égard, la prise en compte,

dans le calcul des prestations, de la situation familiare et personnelle des assurés,

constituerait - toujours selon le seco – la seule manière de garantir l'égalité

de traitement entre ceux-ci.

Pour sa part, la recourante considère qu'il est arbitraire de faire

dépendre le montant de l'allocation des revenus et des charges de son ménage. En

particulier, il n'appartiendrait pas à l'administration de fixer les besoins essentiels

de sa famille.

4.

- L'art. 66c al. 2 LACI reprend de manière inchangée

le texte figurant à l'art. 66b al. 2 du projet de loi du Conseil fédéral relatif

à la deuxième révision partielle de la LACI. Ce texte n'a donné lieu à aucune discussion

lors des débats parlementaires, ni fait l'objet de commentaires particuliers en

doctrine (cf. notamment THOMAS NUSSBAUMER, Arbeitslosenversicherung, in:

Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, ch. 617 sv.;

DANIELE CATTANEO, I provvedimenti inerenti al mercato del

lavoro nella legge sull'assicurazione contro la disoccupazione

[LADI], in: Il Ticino e il diritto, Lugano 1997, p. 243).

D'après le message du Conseil fédéral du 29 novembre 1993 à l'appui

de la révision, les allocations de formation ont pour but d'inciter les chômeurs

de plus de trente ans sans qualification professionnelle d'entreprendre une formation,

en compensant le sacrifice économique que ces derniers doivent consentir durant

cette période - équivalant à la différence entre le salaire d'un apprenti et celui

d'un travailleur non qualifié - par un soutien financier correspondant de l'assurance-chômage

(FF 1994 I 363). La ratio legis de l'art. 66c al. 2 LACI est donc de procurer

aux chômeurs qui souhaitent acquérir une formation un revenu comparable à celui

qu'ils réaliseraient sans qualifications sur le marché du travail. C'est ce revenu

que vise l'expression "montant maximum" au sens de la disposition précitée

et que le Conseil fédéral a été chargé de déterminer. Ce dernier l'a fixé à

3'500 francs, soit une somme correspondant à la rémunération moyenne versée à un

assuré dans le cadre des programmes d'occupation [cf. Commentaires de l'OFIAMT

ad art. 90a concernant les modifications de l'OACI, révision pour le 1er janvier

1996].

Bien que suivi du terme "maximum", on ne voit pas que

ce montant puisse varier - comme le voudrait le seco - en fonction de la situation

personnelle des assurés avant et après leur chômage. En effet, si l'on devait appliquer

un tel critère, certains assurés seraient amenés, selon les circonstances, à réaliser

durant leur formation un revenu inférieur à celui qu'ils obtiendraient

s'ils se contentaient d'accepter des emplois non qualifiés. Cela les découragerait

d'entreprendre un apprentissage au lieu de les inciter à combler leurs lacunes

en matière de formation professionnelle.

En réalité, le modèle de calcul proposé par le seco introduit

de nouveaux critères qui non seulement ont un effet direct sur l'étendue du

droit aux prestations des assurés mais sont étrangers au texte légal. Cela revient,

de la part de l'administration, à subordonner l'octroi de prestations d'assurance

à d'autres conditions que celles figurant dans la loi et l'ordonnance d'exécution,

ce qu'elle n'est pas en droit de faire (ATF 126 V 282 consid. 4b, 124 V 261 consid. 6b, 109 V 169 consid. 3b).

5.

- Il s'ensuit que le système de calcul des allocations

de formation contenu dans la circulaire MMT, lequel fait dépendre le montant

des prestations de la situation économique respectivement de l'assuré et de son

conjoint, est contraire à l'art. 66c al. 2 LACI. La recourante a dès lors droit

durant toute sa période de formation à un montant de 2'400 francs (3'500 francs

- 1'100 francs), de sorte qu'il convient de renvoyer la cause au service pour qu'il

rende une nouvelle décision dans ce sens. Le recours est bien fondé.” (DTF 127

V 57 consid. 2-5; le sottolineature sono del redattore)

2.8

La circolare

del SECO relativa ai provvedimenti inerenti al mercato del lavoro (PML), in

vigore dal 1° gennaio 2000, prevedeva, in effetti, che il servizio competente

nella sua decisione d'assegnazione degli assegni di formazione come somma di

partenza, che non poteva superare i fr. 3'500.-- e dalla quale venivano poi

dedotto il salario lordo effettivo versato dal datore di lavoro, considerava

l'importo necessario al fabbisogno vitale dell'assicurato. Per determinare più

esattamente la somma di partenza, il servizio esaminava la situazione personale

e familiare dell'assicurato e poteva chiedere a quest'ultimo tutte le

informazioni e i giustificativi necessari. La situazione finanziaria

dell'assicurato (o della sua famiglia) era esaminata al fine di determinare il

fabbisogno vitale da prendere in considerazione. In questo contesto si teneva

conto anche del salario del coniuge o del convivente. Se il coniuge o il

convivente esercitava un'attività indipendente, si faceva riferimento al rapporto

di gestione dell'ultimo anno o all'ultimo estratto dal registro delle imposte.

Se necessario, l'autorità si basava sulle norme relative al minimo vitale

applicabili in materia di esecuzioni e fallimenti (cfr. Circolare PML pag.

94-95, n° F32-F33).

La

Circolare del gennaio 2000, a seguito della DTF 127 V 57 con cui è stata

ritenuta contraria alla LADI e all’OADI (cfr. consid. 2.7.), è stata modificata

con effetto dal 1° gennaio 2002.

Il tenore

dei p.ti F32 e F33 è il seguente:

"

F32

Les allocations de formation couvrent la différence entre un montant

mensuel à déterminer d'au maximum 3’500 francs et le salaire brut effectif fixé dans le contrat d'apprentissage. D’éventuelles bourses

de formation payées par le canton ou un organisme privé sont déduites du montant

des AFO pour autant qu’elles ne servent pas à couvrir les frais d’entretien

de la famille. En cas d’activité à temps partiel, le montant à déterminer susmentionné

est réduit proportionnellement au taux d’activité.

F33

Pour calculer le montant mensuel à déterminer d'au maximum 3'500 francs,

l'autorité compétente se base sur le salaire auquel peut s'attendre l'assuré immédiatement

après sa formation. Si ce montant est supérieur à la limite susmentionnée, on

ne prendra en compte le montant que jusqu'à concurrence de cette limite. Ni

le gain assuré de la persone concernée ni le minimum vital ne sont à cet égard pertinents.

Au moment de rendre une nouvelle décision AFO au début de chaque nouvelle année

de formation, l'autorité compétente tiendra compte de l'éventuelle évolution du

niveau du salaire auquel peut s'attendre l'assuré immédiatement après sa formation;

on ne tiendra en revanche pas compte des éventuelles baisses de celui-ci.

Exemple 1:

Gain assuré: Fr.

5'500.--

Salaire objectif directement après la formation: Fr.

3'250.-- bruts par mois

Salaire d'apprenti de dernière année: Fr.

1'200.-- bruts par mois

Le montant retenu comme base de calcul de l'AFO sera donc de Fr. 3'250.--

et le montant de l'AFO s'élèvera par conséquent à Fr. 2'050.-- par mois (Fr.

3'250.-- - Fr. 1'200.--), ceci indépendamment de la situation personnelle et familiale

de l'assuré.

Exemple 2:

Gain assuré: Fr.

1'700.--

Salaire objectif directement après la formation: Fr.

4'500.-- bruts par mois

Salaire d'apprenti de dernière année: Fr.

1'100.-- bruts par mois

Le montant retenu comme base de calcul de l'AFO sera

donc de Fr. 3'500.-- et le montant de l'AFO s'élèvera par conséquent à Fr.

2'400.-- par mois (Fr. 3'500.-- - Fr. 1'100.--), ceci indépendamment de la situation

personnelle et familiale de l'assuré." (La sottolineatura è del

redattore)

Il

contenuto dei p.ti F32 e F33 della Circolare dell’ottobre 2004 è identico a

quello appena citato.

Per

inciso è utile rilevare che la Circolare concernente i provvedimenti inerenti

al mercato del lavoro emanata dal SECO e valida a decorrere dal 1° gennaio 2006,

in relazione all’ammontare dell’assegno di formazione, prevede peraltro che:

"

Pour calculer le montant mensuel à déterminer,

l'autorité compétente se base uniquement sur le salaire auquel peut

s'attendre l'assuré immédiatement après sa formation." (La sottolineatura

è del redattore)

Gli

esempi proposti sono i medesimi di quelli menzionati nelle Circolari del 2002 e

del 2004.

In proposito giova

ribadire che, benché le direttive amministrative non

costituiscano norme giuridiche e non siano vincolanti per il giudice delle

assicurazioni sociali, quest’ultimo deve tenerne conto per prendere la sua

decisione nella misura in cui queste ultime permettono un’interpretazione delle

disposizioni legali applicabili giustificata nel caso di specie (cfr. DTF 131 V

286.

consid. 5.1.; DTF 130 V 229 consid. 2.1.; DTF 127 V 57 consid. 3a; STFA del

22.

agosto 2000 nella causa C.-G., I 102/00, DTF 125 V 377, consid. 1c, pag. 379

e riferimenti; SVR 1997 ALV Nr. 83 consid. 3d, pag. 252, ALV Nr. 86 consid. 2c,

pag. 262, ALV Nr. 88 consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c,

pag. 127 e ALV Nr. 98 consid. 4a, pag. 300).

Il giudice deve, però,

scostarsene quando esse sono incompatibili con i disposti legali in esame (cfr.

DTF 130 V 229 consid. 2.1.; STFA dell'8 maggio 2001 nella causa Z., H 183/00;

DTF 126 V 68 consid. 4b; DTF 125 V 379 consid. 1c e sentenze ivi citate; SVR

1997.

ALV Nr. 86, consid. 2c, pag. 262, SVR 1997 ALV Nr. 88, consid. 3c, pag.

267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127, SVR 1997 ALV Nr. 98, consid.

4a, pag. 300; DTF 120 V 163 consid. 4b, DTF 119 V 65 consid. 5a;

RCC 1992 pag. 514, RCC 1992 pag. 220 consid. 16; DLA 1992 N. 5, consid. 3b,

pag. 91; DTF 117 V 284 consid. 4c, DTF 116 V 19 consid. 3c, DTF 114 V 16

consid. 1, DTF 112 V 233 consid. 2a, DTF 110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V

4.

consid. 3a; vedi inoltre Bois, "Procédures applicables aux

requérants d'asile" in RSJ 1988 pag. 77ss; Duc-Greber: "La portée de

l'art. 4 de la Constitution fédérale en droit de la sécurité sociale" in

RDS 1992 II pag. 527; Cattaneo, "Les mesures préventives et de

réadaptation de l'assurance-chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn,

Basilea e Francoforte sul Meno 1992, pag. 296-297).

Secondo la giurisprudenza,

infatti, tramite le direttive non possono essere introdotte limitazioni ad una

pretesa materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze

(DTF 118 V 32, DTF 109 V 169 consid. 3b).

2.9

Nell’evenienza

concreta l’assicurato, nato nel 1957, ha iniziato il 1° settembre 2005 un

apprendistato in qualità di impiegato di commercio presso il __________ di __________.

L’UMA,

ritenendo adempiute le condizioni contemplate dalla LADI per poter usufruire di

assegni di formazione, ha riconosciuto al ricorrente il diritto a un assegno di

fr. 2'450.--.

L’ammontare

dell’assegno è stato determinato considerando che egli, come indicato dalla __________

di __________, tenuto conto della sua età e della precedente esperienza

professionale quale impiegato postale, alla conclusione della formazione

potrebbe percepire un salario di fr. 4'500.--. Quale importo di base è stata,

pertanto, ritenuta la somma massima di fr. 3'500.-- ai sensi dell’art. 90a cpv.

4.

OADI, dalla quale è stato decurtato lo stipendio effettivamente percepito di

fr. 1'050.-- mensili (cfr. doc. A).

L’assicurato

contesta l’entità dell’assegno di formazione accordatogli, sostenendo di avere

diritto a un importo di fr. 4'500.--, sia in considerazione delle spese di

viaggio e per i pasti, nonché dei costi per il mantenimento della propria

famiglia che vive in Italia a cui deve far fronte, che del guadagno che

potrebbe conseguire a formazione ultimata (cfr. doc. 9; I).

2.10

Questa Corte,

chiamata ora a pronunciarsi, ritiene che l’operato dell’UMA sia conforme alla

legge e alla giurisprudenza.

In

effetti l’importo di partenza per calcolare l’assegno di formazione, alla luce

della giurisprudenza del TFA menzionata al consid. 2.7. e delle seguenti

direttive del SECO, autorità di sorveglianza che deve adoperarsi per garantire

un’applicazione uniforme del diritto e impartire le istruzioni generali (cfr.

art. 110 LADI; DTF 127 V 57 consid. 3), deve essere determinato facendo

riferimento soltanto al reddito mensile che un assicurato potrebbe conseguire

una volta conclusa la formazione, senza però superare la somma massima di fr.

3'500.-- contemplata all’art. 90a cpv. 4 OADI.

Altri

elementi, come ad esempio la situazione economica dell’assicurato,

rispettivamente del coniuge, il guadagno assicurato o i costi per i viaggi e

per i pasti fuori casa sono irrilevanti (cfr. consid. 2.7.; 2.8.).

In caso

contrario, infatti, alcuni assicurati, come sottolineato dall’Alta Corte (cfr.

DTF 127 V 57 consid. 4), rischierebbero di ottenere un reddito inferiore -

nell’ipotesi in cui la loro situazione finanziaria sia buona, segnatamente non

abbiano oneri familiari importanti da sostenere - rispetto a quello che essi

potrebbero realizzare se si accontentassero di accettare degli impieghi non

qualificati invece di seguire una formazione.

In

concreto, pertanto, a giusta ragione l’UMA ha contattato la __________ di __________,

la quale ha indicato che RI 1 potrebbe conseguire attualmente quale impiegato

di commercio non qualificato, vista l’età e l’esperienza professionale, uno

stipendio di fr. 3'800.-- e dopo avere concluso il relativo apprendistato un

salario di fr. 4'500.-- (cfr. doc. 14). Siccome i due redditi appena citati

sono più elevati dell’importo massimo di fr. 3'500.-- previsto all’art. 90a

cpv. 4 OADI, l’Ufficio resistente, quale importo di partenza, ha rettamente

tenuto conto dell’ammontare di fr. 3'500.--.

L’UMA ha

così accordato all’assicurato, dopo aver dedotto, come previsto dall’art. 66c

cpv. 2 LADI, lo stipendio effettivo percepito dal medesimo di fr. 1'050.-- al

mese (cfr. doc. 4), un assegno di formazione, per l’anno scolastico 2005/2006,

di fr. 2'450.-- (fr. 3'500.-- - fr. 1'050.--).

L’importo

massimo di fr. 3'500.-- dal quale va dedotto il salario effettivo per calcolare

l’assegno di formazione di spettanza di un assicurato ai sensi dell’art 66c

cpv. 2 LADI, come già ampiamente evidenziato, è fissato dall’OADI ed è stato

riconosciuto corretto dal TFA (cfr. consid. 2.7.).

Di

conseguenza, anche volendo prescindere dal fatto che nel calcolo dell’assegno

di formazione non vanno considerate le condizioni economiche di un assicurato,

né il suo guadagno assicurato, né le spese a cui lo stesso deve in particolare

fare fronte, come i costi di viaggio o per i pasti fuori casa, quale importo di

partenza non è comunque in nessun caso possibile tenere conto di un ammontare

più elevato rispetto alla somma di fr. 3'500.--.

In

ossequio al principio della legalità, secondo cui in virtù di un principio

fondamentale del diritto, ogni attività amministrativa deve essere

riconducibile a una norma legale che ne delinei ampiezza e limiti delle

funzioni (principio della legalità: cfr. Häfelin/Müller, Allgemeines Verwaltungsrecht,

4a ed., cifra marg. 368 segg.; STFA del 20 agosto 2003 nella

causa X., H 231/02, consid. 5), nel caso in cui l’entità di un assegno di

formazione risulti da un conteggio effettuato secondo i parametri indicati

dalla legge e dall’ordinanza, l’UMA non può del resto aumentarne l’importo a

seconda delle richieste di un assicurato.

2.11

A titolo

abbondanziale, per quanto concerne le spese a cui l’assicurato deve far fronte

per recarsi dal proprio domicilio al luogo dell’apprendistato, va osservato che

la questione dei sussidi di pendolare esula dalla presente vertenza, per cui

tale tema non può essere affrontato dal TCA.

In

effetti non è stata emessa alcuna decisione in merito (cfr. DTF 130 V 388; STFA

del 25 novembre 2004 nella causa M., G., E. H 53/04, pubblicata in SVR 2005 AHV

Nr. 9), in quanto l’assicurato non ha presentato una domanda specifica

attinente a questo provvedimento inerente al mercato del lavoro (cfr. art. 59c

cpv. 1 LADI). In proposito è utile ricordare che ogni prestazione deve essere postulata

con una richiesta autonoma e distinta.

Al

riguardo questa Corte rileva soltanto che se è vero che le direttive del SECO

escludono il cumulo tra i contributi per le spese di pendolare e per le spese

di soggiornante settimanale e gli assegni di formazione (cfr. Circolare

relativa ai provvedimenti inerenti al mercato del lavoro, ottobre 2004, p.to

L40; Circolare relativa ai provvedimenti inerenti al mercato del lavoro,

gennaio 2006, p.to L 31), che, come indicato dall’UMA nella decisione su

opposizione, quelle contemplate agli art. 66a segg. LADI sono delle prestazioni

che implicano da parte degli assicurati lo svolgimento di una formazione di

lunga durata e che il TCA in una sentenza del 29 gennaio 2001 nella causa P.

(38.2000.225) ha rilevato abbondanzialmente che non era possibile il cumulo tra

le spese di pendolare e gli assegni di formazione (in quella fattispecie l’importo

dell’assegno di formazione era stato in ogni caso calcolato tenendo conto del

fabbisogno dell’assicurata e dunque in parte delle spese effettive, come

appunto i costi di viaggio), è altrettanto vero che, a differenza degli altri

casi in cui le direttive del SECO negano il cumulo, durante la formazione che

dà diritto agli assegni di cui agli art. 66a LADI l’assicurato non percepisce

indennità giornaliere, bensì un salario (cfr. art. 66c LADI).

A tale

proposito giova rilevare che in dottrina Agnes Leu (cfr. A. Leu, Die arbeitsmarktlichen

Massnahmen, 2006, pag. 154, p.to 7.5.6.2.) sottolinea:

"

Eine Kumulation der Beschäftigungsmassnahmen (PvB,

Berufspraktika und Motivationssemester) mit PuWB ist nicht möglich, weil

in diesen Massnahmen Taggelder ausgerichtet werden. Damit ist die Ermittlung

einer finanziellen Einbusse mangels eines Lohnes nicht möglich. Aus demselben

Grund entfällt auch die Möglichkeit einer Kumulation von PuWB mit

Eignungsabklärungen.“

In

questo senso si potrebbe, quindi, ipotizzare di paragonare la situazione degli

assicurati aventi diritto ad assegni di formazione con quella afferente ad

assicurati beneficiari di assegni per il periodo di introduzione ai sensi degli

art. 65 segg. LADI dove il SECO ammette il cumulo con i sussidi di pendolare

(cfr. Circolare relativa ai provvedimenti inerenti al mercato

del lavoro, ottobre 2004, p.to L38; Circolare relativa ai provvedimenti

inerenti al mercato del lavoro, gennaio 2006, p.to L29).

Nel caso di specie, per le

ragioni illustrate qui sopra, la questione può comunque restare indecisa.

2.12

In

conclusione alla luce di tutto quanto esposto, questa Corte non può che

confermare la decisione su opposizione del 6 dicembre 2005 emessa dall’Ufficio

misure attive.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster