38.2006.28
Assicurato sanzionato dall'URC per non avere informato il collocatore dell'impiego svolto nel mese di 1/2006 e per non essere stato reperibile entro un giorno (numero di telefono fisso indicato errone
29 settembre 2006Italiano31 min
Source ti.ch
AIUTO
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Numero d'incarto:
38.2006.28
Data decisione, Autorità:
29.09.2006, TCA
Titolo:
Assicurato sanzionato dall'URC per non avere informato il collocatore dell'impiego svolto nel mese di 1/2006 e per non essere stato reperibile entro un giorno (numero di telefono fisso indicato erroneamente;cellulare spento o senza risposta alle chiamate anonime). Sospensione di 3 giorni corretta.
COMPETENZA
OBBLIGO DELL'ASSICURATO
SANZIONE
art. 17 cpv. 2 LADI
art. 30 cpv. 1 let. d LADI
art. 30 cpv. 1 let. e LADI
art. 30 cpv. 2 LADI
art. 30 cpv. 3 LADI
art. 85 let. g LADI
art. 28 LPGA
art. 31 LPGA
art. 17 LRILOCC
art. 21 OADI
art. 2a let. e RLRILOCC
Raccomandata
Incarto n.
38.2006.28
rs/sc
Lugano
29 settembre
2006
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale
delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattore:
Raffaella Sartoris, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 17 marzo 2006 di
RI 1
contro
la decisione su opposizione del 21
febbraio 2006 emanata da
Ufficio regionale di collocamento di CO
1
in materia di assicurazione contro la
disoccupazione
ritenuto, in
fatto
1.1. Con
decisione su opposizione del 21 febbraio 2006 l’Ufficio regionale di
collocamento di __________ (di seguito URC) ha confermato la precedente
decisione del 30 gennaio 2006 con cui ha sospeso l’assicurato per tre giorni
dal diritto alle indennità di disoccupazione per non avere riferito al proprio
consulente di avere iniziato a lavorare e per non essere stato reperibile entro
ventiquattro ore (cfr. doc. 2; A).
1.2. Contro la
decisione su opposizione del 21 febbraio 2006 l’assicurato ha inoltrato
tempestivo ricorso al TCA nel quale si è così espresso:
"
(...)
Allora per quale motivo devo scontare tre giorni
quando, non ho mai usufruito della disoccupazione in riferimento al periodo
menzionato.
Io mi sono annunciato alla disoccupazione il 15
di agosto circa dopodiché l'ufficio di fallimenti licenziava tutto il personale
dell'__________ dopo il fallimento della società che lo gestiva la __________
di __________, io continuavo il mio lavoro perchè l'albergo veniva rilevato
dagli stessi proprietari con un'altra società la __________ con sede a __________
continuavo a timbrare perchè così mi era stato consigliato dal mio consulente.
Quando sono andato per il controllo mezza
giornata prima allo sportello il funzionario ha chiesto al mio collocatore che
era mio desiderio se non c'erano problemi timbrare quel giorno altrimenti non
l'avrei fatto, la risposta fu nessun problema, per completare la mia richiesta
dissi anche che lavorando di notte infatti sono gerente al __________ preferivo
dormire la mattina dopo.
Fino lì tutto ok dopo un po' mi si accusa di
tante cose fra l'altro di avermi telefonato ad un numero __________ molto
probabile il funzionario non era attento quando scriveva il mio numero che è il
__________ anche perchè l'informazione gli diceva senz'altro che RI 1 aveva un
altro numero, i fogli di controllo non li consegnavo perchè non avevo diritto
alla disoccupazione per la cassa di pagamento faccio presente che il funzionario
sapeva e poteva evitare che io dovessi andare a cercare i timbri inutilmente,
mi chiamava ad un telefonino che io non sempre rispondo alle chiamate anonime,
poi perchè tre giorni di sospensione se non percepisco nulla." (Doc. I)
1.3. Nella sua
risposta del 30 marzo 2006 (cfr. doc. III) l’URC ha postulato la reiezione del
ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di
diritto.
1.4. In replica
l’assicurato ha presentato alcune precisazioni in merito alla fattispecie (cfr.
doc. V).
1.5. Il 24 aprile
2006 l’URC ha comunicato di non avere nulla da aggiungere e ha ribadito quanto
formulato nella risposta di causa. L’amministrazione ha, inoltre, allegato
della documentazione riguardante l’assicurato (cfr. doc. VII; 5-8).
Il 29
maggio 2006 l’URC ha trasmesso ulteriore documentazione (cfr. doc. IX; 9-12).
1.6. Gli scritti
dell’amministrazione e i relativi annessi sono stati inviati al ricorrente per
conoscenza (cfr. doc. VIII; X).
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni
(cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio
2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H
212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10
ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999
nella causa C., I 623/98).
2.2. Secondo
l’art. 30 cpv. 2 LADI il servizio cantonale pronuncia le sospensioni di cui al
capoverso c, d e g, nonché secondo il capoverso 1 lettera e qualora sia stato
violato l’obbligo di informare o di annunciare rispetto ad esso o all’ufficio
del lavoro. Negli altri casi decidono le casse.
L’art. 85
lett. g LADI, poi, contempla in particolare la competenza dei servizi cantonali
a sospendere gli assicurati dal diritto alle prestazioni nei casi previsti nell’articolo
30 capoversi 2 e 4.
L'art. 17
della Legge sul rilancio dell’ occupazione e sul sostegno ai disoccupati (L-rilocc)
stabilisce che l’Ufficio cantonale del lavoro e gli Uffici regionali di
collocamento svolgono i compiti attribuiti loro dagli articoli 85 e 85b della
LADI.
Giusta
l’art. 2a lett. e Reg.L-rilocc gli URC sono competenti per sospendere gli
assicurati dal diritto alle prestazioni in relazione alle ricerche di lavoro,
al mancato rispetto di istruzioni e delle prescrizioni di controllo sino ad un
massimo di 18 giorni (art. 85 cpv.1 lett. g LADI).
In simili
condizioni, l’URC è l’autorità competente a pronunciare una sospensione dal
diritto alle indennità di disoccupazione nel caso in cui un assicurato non
comunichi delle circostanze rilevanti per l’URC medesimo e/o non rispetti
un’istruzione impartita dallo stesso, come quella di essere raggiungibile entro
un giorno, prevista, peraltro, dalla legislazione sull’assicurazione contro la
disoccupazione, sempre che l’entità della penalità sia limitata a 18 giorni al
massimo.
In casu,
come visto sopra, l’URC di __________ ha sospeso l’assicurato per tre giorni
dal diritto alle indennità di disoccupazione per non avere riferito al proprio
consulente di avere iniziato a lavorare e per non essere stato reperibile entro
ventiquattro ore.
Il TCA
entra, quindi, nel merito del presente ricorso.
Nel
merito
2.3. Oggetto
della lite è la questione di sapere se l’assicurato debba o meno essere sospeso
dal diritto alle indennità di disoccupazione.
L’art. 30
cpv. 1 lett. d LADI prevede che l’assicurato è sospeso dal diritto
all’indennità se non osserva le prescrizioni di controllo o le istruzioni del
servizio competente, segnatamente non accetta un’occupazione adeguata
oppure non si è sottoposto a un provvedimento inerente al mercato del lavoro o
ne ha interrotto l’attuazione oppure con il suo comportamento ne ha compromesso
o reso impossibile l’esecuzione o lo scopo.
L'art. 17
cpv. 2 LADI enuncia in particolare che, dopo essersi annunciato personalmente
per il collocamento al servizio competente, l'assicurato deve osservare le
prescrizioni di controllo emanate dal Consiglio federale.
Giusta
l’art. 21 OADI ("consulenza e controllo"), in vigore dal 1° gennaio
2000:
Dopo essersi annunciato, l'assicurato deve
presentarsi personalmente per colloqui di consulenza e di controllo presso il
servizio competente, conformemente alle prescrizioni cantonali. Deve garantire
di poter di regola essere contattato entro un giorno dal servizio competente.
(cpv. 1)
Il servizio competente fissa le date dei
colloqui di consulenza e di controllo per ogni assicurato. (cpv. 2)
Registra per ogni assicurato le date in cui
si è svolto un colloquio di consulenza e di controllo e stende un verbale sui
risultati di ciascun colloquio. (cpv. 3)
Tra il 24 dicembre e il 2 gennaio non si
svolge alcun colloquio di consulenza e di controllo. (cpv. 4)"
L'art. 22
OADI precisa quanto segue a proposito dei "colloqui di consulenza e di
controllo":
"
Il primo colloquio di consulenza e di controllo
si svolge entro quindici giorni dopo che l'assicurato si è annunciato per
essere collocato. (cpv. 1)
Il servizio competente effettua un
colloquio di consulenza e di controllo con ogni assicurato almeno una volta al
mese. Durante il colloquio esamina l'idoneità e la disponibilità al
collocamento dell'assicurato. (cpv. 2)
Se l'assicurato esercita un'attività a
tempo pieno da cui ottiene un guadagno intermedio o un'attività volontaria
secondo l'articolo 15 capoverso 4 LADI, il servizio competente lo convoca
almeno una volta ogni due mesi a un colloquio di consulenza e di controllo.
(cpv. 3)
Il servizio competente stabilisce d'intesa
con l'assicurato il modo in cui questi può di regola essere contattato entro un
giorno. (cpv. 4)."
Al riguardo
va rilevato che il TFA, in una sentenza del 16 settembre 2005 nella causa X., C
171/05, pubblicata in SVR 2006 ALV Nr. 10 pag. 36 segg., ha stabilito che le
prescrizioni del diritto dell’assicurazione contro la disoccupazione
riguardanti la raggiungibilità sono conformi alla legge.
2.4. L’assicurato,
inoltre, è sospeso dal diritto all’indennità, tra l’altro, se ha fornito
indicazioni inveritiere o incomplete oppure ha violato altrimenti il suo
obbligo di informare o di annunciare (cfr. art. 30 cpv. 1 lett. e LADI).
Con
l'entrata in vigore, il 1° gennaio 2003, della LPGA il vecchio art. 96 LADI,
che regolava l'obbligo di informare e di annunciare, è stato abrogato (cfr. n.
16 dell’Allegato alla legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale
del diritto delle assicurazioni sociali; RS 830.1).
L'art. 28
LPGA regola la "Collaborazione nell'esecuzione".
Gli
assicurati e il loro datore di lavoro devono collaborare gratuitamente
all’esecuzione delle varie leggi d’assicurazione sociale (cfr. art. 28 cpv. 1
LPGA).
Colui che rivendica prestazioni assicurative deve fornire
gratuitamente tutte le informazioni necessarie per accertare i suoi diritti e
per stabilire le prestazioni assicurative (cfr. art. 28 cpv. 2 LPGA).
Chi pretende prestazioni assicurative deve autorizzare tutte le persone e i servizi, segnatamente il datore di
lavoro, i medici, le assicurazioni e gli organi ufficiali a fornire nel singolo
caso tutte le informazioni, sempre che siano necessarie per accertare il
diritto a prestazioni. Queste persone e questi servizi sono tenuti a dare le
informazioni (cfr. art. 28 cpv. 3 LPGA).
L'art. 31
LPGA regola la "Notificazione nel caso di cambiamento delle
condizioni".
L’avente
diritto, i suoi congiunti o i terzi ai quali è versata la prestazione sono
tenuti a notificare all’assicuratore o, secondo i casi, al competente organo
esecutivo qualsiasi cambiamento importante sopraggiunto nelle condizioni
determinanti per l’erogazione di una prestazione (cfr. art. 31 cpv. 1 LPGA).
Qualsiasi persona o servizio che partecipa all’esecuzione delle
assicurazioni sociali ha l’obbligo di informare l’assicuratore se apprende che
le condizioni determinanti per l’erogazione di prestazioni hanno subìto
modifiche (cfr. art. 31 cpv. 2 LPGA).
Circa gli
effetti degli art. 28 e 31 LPGA sulla LADI, Kieser rileva che:
"a) Die Mitwirkung beim Vollzug der
Sozialversicherungsgesetze und insbesondere bei der Leistungsfestsetzung hat in
den bisherigen Erlassen eine eingehende Regelung erfahren (vgl. dazu auch
LOCHER, Grundriss, 340: Regelung ist "in den einzelnen Gesetzten
verstreut"). Art. 28 ATSG weicht nicht grundsätzlich von den bisherigen
Normierungen ab und steht auch in Übereinstimmung mit art. 12 lit. c VwVG
(Auskünfte von Drittpersonen) bzw. von Art. 13 Abs. 1 VwVG (Mitwirkung der
Partei). Insoweit ergeben sich gegenüber dem bisherigen Rechtszustand keine
wesentlichen Neuerungen.
b) Eine
Reihe von Bestimmungen der Einzelgesetze wurde im Zuge der Anpassung an das
ATSG ersatzlos aufgehoben. Dies trifft insbesondere Regelungen zur
Auskunftspflicht der Partei bzw. von Drittpersonen (vgl dazu BBl 1999 4585). (…)."(cfr.
Fatti
U. Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo-Basilea-Ginevra 2003, ad art. 28, n. 30 e 31)
a Der Gesetzgeber hat grunsätzlich darauf
verzichtet, von der allgemeinen Regelung des Art. 31 ATSG abweichende
einzelgesetzliche Normierungen festzulegen. Vielmehr hob er die bestehenden
einzelgesetzlichen Ordnungen ersatzlos auf. Dies
betrifft art 83 altAbs. 3 MVG (dazu BBl 1999 4726)
sowie altArt. 96 Abs. 2 AVIG (dazu BBl 1999 4744)." (cfr. Kieser, op.
cit., ad art. 31, n. 23)
La dottrina e la giurisprudenza sviluppate sotto l’egida del vecchio
art. 96 LADI conservano dunque la loro validità.
In merito
all’estensione dell’obbligo di informare e annunciare così si esprime Gerhards:
"
Die Auskunftspflicht ist umfassend. - Sie bezieht
sich auf “alle erforderlichen Auskünfte” (96 I, III). Was dabei im einzelnen “erforderlich”
ist, bestimmt dabei die anfragende Stelle bzw. richtet sich nach der Informationsbedarf
dieser Stelle.
Ebenso umfassend ist die Pflicht der Vorlage von
Unterlagen. - Es müssen alle Unterlagen vorgelegt werden, welche die anfragende
Stelle zur Erfüllung ihrer Aufgabe (im ALV-Bereich) benötigt (s. “die nötigen
Unterlagen”).
Anderseits dürfen von der berechtigten Stelle
keine Auskünfte und Unterlagen verlangt werden, die nicht “erforderlich” oder
“nötig” sind. Das Auskunftsrecht darf also nicht schikanös ausgeübt werden.
(...).
Die Meldepflicht des Versicherten gegenüber der
Kasse (vgl. oben N. 28) ist umfassend (vgl. “alles melden”), soweit die
Erfüllung der Meldepflicht wichtig ist für die:
- Anspruchsberechtigung des Versicherten
(s. Anspruchs- vorausetzungen)
- Leistungsbemessung (s. Höhe und Dauer)."
(cfr. G. Gehrards, Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungsgesetz (AVIG), Vol. II, p. 792-793, N. 20, 21,
22 e 30)
In una
decisione pubblicata in SVR 1997 ALV Nr. 80, il TFA ha stabilito che la
sospensione del diritto all’indennità, pronunciata in virtù dell’art. 30 LADI,
può aggiungersi alla restituzione di prestazioni. Secondo il vecchio art. 96
cpv. 2 LADI (oggi abrogato), la persona assicurata era tenuta ad annunciare
alla cassa di aver conseguito un guadagno intermedio.
Il TFA ha
in particolare rilevato che:
"
(...)
c) qu’en l’espèce, les premiers juges ont estimé
que l’omission reprochée a l’assuré par la caisse devait toutefois être
considérée comme un oubli et non comme une dissimulation destinée à obtenir
indûment des indemnités de chômage, de sorte que les conditions d’application
de l’art. 30 al. 1 let. e et f LACI ne seraient pas remplies selon eux;
qu’eu égard à la règle de l’art. 96 al. 2 LACI,
l’assuré ne saurait toutefois se contenter d’attendre que son employeur annonce
un éventuel gain intermédiaire à sa place à la caisse de chômage, mais il doit
informer personnellement la caisse de ce fait (arrêts non publiés B.C. du 17
décembre 1991, C 33/91, et F du 19 mai 1988, C 49/87; GEHRARDS, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungs-gesetz,
vol. I, nos 28 et 29 p. 312; STAUFFER, Die Arbeitslosen-versicherung,
n° 2.3.1 p. 87);
qu’en l'occurrence, l’intimé devait en
particulier se douter que l’annonce - émanant de sa part - de la perception
d’un gain intermédiaire de 644 fr. 95 aurait probablement conduit la caisse de
chômage à réduire le montant des indemnités journalières;
que selon la jurisprudence, la notion de faute en
droit de l’assurance-chômage n’est pas la même qu’en droit pénal et civil, en
ce sens qu’elle ne suppose pas un comportement attaquable en soi, à savoir un
acte illégal (DTA 1982 n° 4 pp. 38-39 consid. 1a et les références; GEHRARDS,
op. cit., vol. I, ch. 8 p. 364; voire aussi ATF 122 V 45 consid. 3c/bb);
qu’un assuré qui omet de déclarer a
l’administration l’existence d’une occupation rémunérée durant la période de
chômage commet une faute (arrêt non publié M. du 25 mai 1982, C 29/81),
laquelle justifie donc en l’espèce une suspension du droit à l’indemnité
prononcée en vertu de l’art. 30 al. 1 let. e et f LACI; (...).”(cfr. SVR 1997 ALV Nr. 80, consid. c, p. 243)
Ancora, circa l'obbligo di
annunciare e informare, in un'altra sentenza, la nostra Massima istanza ha
condiviso l'opinione del TCA e, in particolare, ha sottolineato che:
"
(…)
2.- a) Il giudizio cantonale di primo grado deve essere condiviso
pure per quel che attiene all'applicazione fatta in concreto dei suddetti
principi (ndr.: quelli concernenti la restituzione di prestazioni ricevute
indebitamente e la sospensione dal diritto alle indennità sulla base dell'art.
30 cpv. 1 lett. e) e f) LADI allorquando l'assicurato ha fornito indicazioni
inveritiere o incomplete oppure ha violato altrimenti l'obbligo di annunciare o
di informare ex art. 96 LADI). Dagli atti all'inserto emerge in modo pacifico
che il ricorrente non ha - come sarebbe stato suo dovere - dichiarato alla
Cassa di aver conseguito nel mese di giugno 1999 un guadagno intermedio. Egli,
a suo dire, non lo fece per semplice dimenticanza, la quale sarebbe da mettere
in relazione con il suo stato di leggera depressione dovuta alla
disoccupazione. Ritenuto che il lavoro svolto gli era stato proposto
dall'Ufficio regionale di collocamento, la gravità dell'omissione sarebbe
particolarmente lieve e la sanzione pronunciata sproporzionata. Ora, come
correttamente apprezzato nel giudizio impugnato, tali giustificazioni e
argomentazioni non possono essere prese in considerazione, essendo esse
generiche e non comprovate. E' quindi del tutto incontestabile che il
ricorrente ha violato il suo obbligo di annunciare e informare previsto dalla
legge, per cui a ragione la Cassa ha sospeso il suo diritto all'indennità di
disoccupazione. (…)"(cfr. STFA del 20 ottobre 2000 nella causa B., C
89/00, consid. 2a)
L'Alta
Corte, confermando il precedente giudizio cantonale, in un' altra sentenza ha,
in particolare, osservato che:
"
(…)
3.- b) Da quanto precede emerge in modo del tutto
verosimile che nei predetti periodi il ricorrente è stato inabile al lavoro
nella misura del 100% e che egli, non potendo ignorarlo, avrebbe dovuto
produrre i relativi due certificati medici (del 16 dicembre 1996 e del 23
settembre 1997). Non trasmettendoli all'amministrazione, egli ha quindi
intenzionalmente o per negligenza grave violato il suo obbligo di informare e
annunciare giusta l'art. 96 LADI. Alla pronunzia litigiosa deve pertanto essere
prestata adesione laddove i primi giudici, dopo un accurato esame della
documentazione agli atti, hanno pertinentemente ritenuto non sussistere in
concreto il presupposto della buona fede, necessario per condonare all'assicurato
l'obbligo di rimborsare le prestazioni indebitamente percepite nella residua
misura di fr. 9662.75. (…)"
(cfr. STFA del 25 luglio 2001 nella causa D., C
104/01, consid. 3b)
Il dovere
di informare deve dunque essere sempre rispettato da parte dei beneficiari di
prestazioni.
Devono
essere fornite, di conseguenza, tutte le indicazioni necessarie per valutare
l'adempimento delle condizioni da ossequiare per avere diritto alle indennità
(cfr. STFA del 25 luglio 2001 nella causa D., C 104/01, consid. 2 in fine).
Secondo
la giurisprudenza federale è peraltro irrilevante se le informazioni
inveritiere o incomplete sono causali per l'erogazione delle prestazioni
assicurative o del relativo calcolo (cfr. DLA 2004 N. 19, consid. 2.1.1, p.
191; DTF 123 V 150 consid. 1b; DLA 1993/1994 N. 3, consid. 3b, p. 21).
Il TFA,
in una sentenza pubblicata in DTF 125 V 193, ha stabilito che una sospensione
del diritto all'indennità ai sensi dell'art. 30 cpv. 1 lett. f LADI può essere
pronunciata solo qualora l'assicurato abbia agito intenzionalmente, vale a dire
consapevolmente e volontariamente.
Inoltre,
nel caso di violazione unica dell’obbligo di informare, è in contrasto con il
principio della proporzionalità infliggere la sanzione di cui all’art. 30 cpv.
1 lett. e LADI a un assicurato che peraltro decade, per lo stesso motivo, dal
diritto all’indennità giornaliera giusta l’art. 42 cpv. 2 OADI.
In una
sentenza pubblicata in DLA 2000 p. 169, la nostra Massima Istanza ha deciso che
se un assicurato esercita a titolo benevolo o a titolo di favore un'attività
che dovrebbe essere svolta soltanto dietro retribuzione (quindi analoga a un
rapporto di lavoro) senza annunciarlo all'assicurazione contro la
disoccupazione, il suo diritto all'indennità deve essere sospeso in base
all'art. 30 cpv. 1 lett. b LADI e non dell'art. 30 cpv. 1 lett. e) o f) LADI
(cfr. DLA 2000 N. 32, consid. 1d, pag. 173).
Infine, in una pronunzia
del 13 aprile 2006 nella causa P., C 169/05, il TFA ha confermato una
sospensione del diritto all’indennità di disoccupazione di 31 giorni comminata
a un assicurato che, in violazione dell’art. 30 cpv. 1 lett. e LADI, aveva
omesso di notificare alla propria cassa l’esistenza di un rapporto di lavoro
dipendente che in realtà perdurava già da circa due mesi:
"
Aux termes de l'art. 30 al.
1 let. e LACI, le droit de l'assuré à l'indemnité de chômage est suspendu
lorsqu'il est établi que celui-ci a donné des indications fausses ou incomplètes
ou a enfreint, de quelque autre manière, l'obligation de fournir des renseignements
spontanément ou sur demande et d'aviser. L'état de fait visé par cette disposition
est toujours réalisé lorsque l'assuré remplit de manière fausse ou incomplète des
formulas destinées à la caisse, à l'office du travail ou à l'autorité cantonale.
Une violation de l'obligation d'annoncer ou de renseigner est en outre réalisée
si l'assuré contrevient à ses devoirs découlant des art. 28 et 31 LPGA. Selon
l'art. 28 al. 2 LPGA, celui qui fait valoir son droit à des prestations doit fournir
gratuitement tous les renseignements nécessaires pour établir ce droit et fixer
les prestations dues. Quant à l'art. 31 al. 1 LPGA, il impose à l'ayant droit,
à ses proches ou aux tiers auxquels une prestation est versée de communiquer à
l'assureur ou, selon le cas, à l'organe compétent toute modification importante
des circonstances déterminantes pour l'octroi d'une prestation. Le devoir d'informer
l'administration s'étend ainsi à tous les faits qui ont une importance pour le droit
aux prestations. Peu importe que les renseignements faux ou incomplets soient ou
non à l'origine d'un versement indu de prestations ou de leur calcul erroné
(ATF 123 V 151 consid. 1b; DTA 2004 n° 19 p. 191 consid. 2.1.1).
2.1.2 La durée de la suspension est proportionnelle
à la gravité de la faute (art. 30 al. 3 LACI). Elle est de 1 à 15 jours en cas
de faute légère, 16 à 30 jours en cas de faute d'une gravité moyenne, et 31 à
60 jours en cas de faute grave (art. 45 al. 2 OACI).
2.2 Sur la base des pièces versées au dossier, il ressort
que P.________ a travaillé pour le compte de l'entreprise X.________ SA à
raison respectivement de 4, 45,5 et 93 heures durant les mois de janvier,
février et mars 2004. Selon les décomptes de la caisse, le recourant a réalisé
à cette occasion des gains intermédiaires bruts de 91 fr. 40, 943 fr. 20 et
2'284 fr. Sur les cartes de contrôle qu'il a signées les 4 et 26 février, ainsi
que le 18 mars 2004, le recourant a indiqué ne pas avoir exercé d'activité
lucrative dépendante ou indépendante durant la période de contrôle indiquée sur
la carte. De même, dans le questionnaire intitulé «Indications de la persone
assurée» (questionnaire IPA) pour le mois d'avril 2002, qu'il a rempli le 5
avril 2004 dans le but d'obtenir une avance sur l'indemnité de chômage, il a
indiqué ne pas avoir travaillé chez un ou plusieurs employeurs. Ce n'est que
sur le duplicata du questionnaire IPA du mois d'avril 2004, daté du 26 avril
2004, qu'il a signalé pour la première fois avoir travaillé pour le compte de
l'entreprise X.________ SA. A la suite d'un téléphone auprès de cette société,
la caisse a été informée que le recourant y occupait un emploi depuis la fin du
mois de janvier 2004.
2.3 Il ressort de ce qui précède que P.________ a
omis de signaler à la caisse durant près de deux mois l'existence de son
engagement par la société X.________ SA. Malgré la formulation explicite des
questions figurant sur les cartes de contrôle et, à partir du 1er avril 2004,
sur les questionnaires IPA, le recourant a nié, dans les formules qu'il a
remplis les 4 et 26 février, 18 mars et 5 avril 2004, avoir exercé une
quelconque activité lucrative. Il importe peu que certains de ces formulaires
aient été remplis dans le but unique d'obtenir une avance. Il n'y a en effet
pas lieu de poser des exigences différentes en matière d'obligation de
renseigner en fonction du but auquel est destiné le formulaire que l'assuré
remplit. Dans tous les cas, les informations données doivent correspondre à la
réalité.
Cela étant, le recourant a omis de déclarer immédiatement
et spontanément à l'administration l'existence d'une occupation rémunérée et la
réalisation d'un gain intermédiaire durant le délai-cadre d'indemnisation.
C'est donc à juste titre que les instances précédentes ont qualifié la faute
commise par le recourant de grave. Quant à la durée de la suspension (31
jours), elle n'apparaît pas qu'elle se situe à la limite inférieure prévue en
cas de faute grave.” (STFA succitata, consid. 2.1.1ss)
2.5. Il Segretariato
di Stato dell'economia (SECO), quale autorità di sorveglianza che deve
adoperarsi per garantire un'applicazione uniforme del diritto ed impartire le
istruzioni generali (cfr. art. 110 LADI; STFA dell’8 aprile 2004 nella causa
H., C 340/00, consid. 4; STFA del 10 marzo 2003 nella causa C., C 176/00,
consid. 3; STFA dell'8 agosto 2001 nella causa K., C 260/99, consid. 6b e DTF
127 V 57, consid. 3a pag. 61), nella versione francese della Circolare relativa
alle indennità di disoccupazione in vigore dal 1° gennaio 2003 (Circulaire IC, Janvier
2003), in merito alla violazione dell’art. 30 cpv. 1 lett. e LADI, ha stabilito
che:
"D 34 L'assuré enfreint son obbligation d'aviser et de
renseigner lorsqu'il répond de manière fausse ou incomplète aux questions
figurant sur le formulaire à remettre à l'autorité compétente. Il y a aussi
motif de suspension lorsqu'il ne fournit pas spontanément tous les
renseignements importants pour déterminer son droit à l'indemnité ou calculer
ses prestations.
D
35 Le fait que des indications fausses ou incomplètes lui aient
effectivement permis de toucher des prestations auxquelles il n'avait pas droit
ne revêt pas une grande importance.
D.
36 S'il est établi que l'assuré a enfreint sciemment son obligation de
renseigner et d'aviser, l'organe d'éxecution concerné dépose de surcroît une
plainte pénale conformément à l'art. 106 LACI.
D
37 Si la violation de l'obligation de reinsegner et
d'aviser entraîne une perte durable ou passegère du droit à l'indemnité, aucune
suspension ne sera prononcé." (cfr. Circulaire IC, Janvier 2003,
D34-D37)."
2.6. Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI
la durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e
ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di
cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.
La sospensione del diritto
all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in
caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave (cfr. art.
45 cpv. 2 OADI).
La sua durata è
determinata secondo la gravità della colpa (cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace
in altre parole al principio della proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).
In virtù dell'art. 45 cpv.
Considerandi
2.
bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità
entro il termine quadro per la riscossione della prestazione, la durata della
sospensione è prolungata in modo adeguato.
L'art. 45 cpv. 3 OADI
stabilisce che la colpa grave è data se l'assicurato ha abbandonato senza
valido motivo un impiego idoneo senza garanzia di uno nuovo o ha rifiutato un
lavoro idoneo.
2.7
Nella presente evenienza
dalla documentazione agli atti risulta che l’assicurato nel passato ha ricorso
all’assicurazione contro la disoccupazione, ad esempio nel periodo dal gennaio
al luglio 2003 e dal marzo 2004 al febbraio 2005.
Dalle carte processuali
emerge, poi, che l’assicurato nel 2005 era dipendente dell’__________ di __________.
Tale hotel era gestito
dalla __________, la quale è stata dichiarata fallita l’8 agosto 2005 (cfr.
doc. 1).
L’amministrazione del
fallimento ha disdetto il rapporto di impiego del ricorrente per il 10 agosto
2005.
(cfr. doc. 1).
La nuova società che
gestisce l’Hotel, la __________ l’ha, però, riassunto a decorrere dall’11
agosto 2005 (cfr. doc. 1).
L’insorgente è stato licenziato
con effetto dal 15 settembre 2005 (cfr. doc. 1).
Egli si è iscritto
nuovamente in disoccupazione il 24 agosto 2005 con effetto dal 1° settembre
2005.
(cfr. doc. 1).
Visto, però, che il
ricorrente ha avuto la possibilità di continuare a lavorare presso la medesima
struttura fino al 15 settembre 2005, l’iscrizione è stata annullata e
modificata nel senso che la disoccupazione ha avuto inizio il 16 settembre 2005
(cfr. doc. 1).
Dal verbale relativo al
colloquio di consulenza del 12 dicembre 2005, sottoscritto dal ricorrente,
emerge che l’appuntamento seguente presso lo sportello era stato fissato per il
20.
gennaio 2006 (cfr. doc. 1).
Inoltre dal verbale
concernente il colloquio dell'8 febbraio 2006 si evince che l'insorgente nel
mese di gennaio 2006 ha conseguito guadagno intermedio (cfr. doc. 1).
L’assicurato, il 19
gennaio 2006, si è presentato presso l’URC indicando che non avrebbe potuto
presenziare il 20 gennaio 2006 in quanto lavorava (cfr. doc. A; I; 2).
Il suo consulente del personale,
il 20 gennaio 2006, gli ha inviato la seguente Richiesta di giustificazione:
" Nel
verbale di consulenza del 12 dicembre 2005 abbiamo fissato un appuntamento allo
sportello il 20 gennaio 2006 al mattino. Lei si è presentato il giorno 19
gennaio, dicendo che non avrebbe potuto al 20 poiché lavora. Al suo consulente
non ha riferito di aver iniziato a lavorare.
Inoltre il sottoscritto ha tentato inutilmente di contattarla
telefonicamente sia sul telefonino portatile sia sulla rete fissa. Il numero
telefonico __________ non è più attivo. Le ricordo che è nell'obbligo di essere
reperibile nell'arco di 24 ore e che deve comunicare al suo consulente
qualsiasi cambiamento sia per quanto riguarda il suo stato di disoccupato sia
per i dati in nostro possesso dal giorno dell'iscrizione. Non ottemperando
queste piccole regole, potrebbe incorrere in spiacevoli sanzioni.
Giusta l'art. 30 cpv. 1 lett. d LADI tale comportamento può
comportare una sospensione dal diritto alle indennità di disoccupazione.
La invitiamo a formulare le sue giustificazioni per iscritto al
nostro Ufficio (allegando l'eventuale documentazione a sostegno delle sue
dichiarazioni) entro il 30.01.2006, oltre tale data una decisione verrà
presa in base agli atti in nostro possesso." (Doc. 2e)
L’assicurato ha risposto
il 27 gennaio 2006, precisando, in particolare, che quando lavora di notte
cerca di dormire di mattina (cfr. doc. 2).
L’amministrazione, non
ritenendo valida la motivazione addotta dall’insorgente, l’ha sospeso per tre
giorni dal diritto alle indennità di disoccupazione con decisione del 30
gennaio 2006 (cfr. doc. 2).
Tale provvedimento è stato
confermato con decisione su opposizione del 21 febbraio 2006 (cfr. doc. A).
Dal profilo procedurale
l’amministrazione ha, dunque, ossequiato il diritto di essere sentito
dell’assicurato garantito dall’art. 29 cpv. 2 Cost. fed. e dall’art. 42 LPGA.
2.8
Come esposto sopra, la nuova
società che gestisce l’__________ ha licenziato l’assicurato per il 15
settembre 2005 (cfr. doc. 1).
Questa circostanza si
evince pure dal verbale dell’11 ottobre 2005, sottoscritto dal ricorrente (cfr.
doc. 1).
Soltanto durante il
colloquio dell’8 febbraio 2006 l’assicurato ha consegnato una nuova disdetta
del rapporto di impiego datata 31 dicembre 2005 con effetto al 31 gennaio 2006
(cfr. doc. 1).
In simili condizioni,
occorre concludere che l’URC non era a conoscenza dell’attività lavorativa
dell’assicurato durante il mese di gennaio 2006.
L’assicurato, né nella
procedura di opposizione, né in quella ricorsuale, ha sostenuto di avere
espressamente informato il proprio consulente relativamente alla propria
attività lavorativa nel mese di gennaio 2006.
Egli, a propria difesa,
invoca piuttosto il fatto che in ogni caso egli non percepiva indennità di
disoccupazione. Inoltre il ricorrente ha puntualizzato che il numero del
telefono fisso composto dal collocatore era errato e di non rispondere sempre
alle chiamate anonime sul cellulare (cfr. doc. I; V).
In primo luogo, in merito
alla censura secondo cui egli non avrebbe realizzato un profitto economico, è utile ripetere che il dovere di informare deve essere sempre
rispettato da parte di beneficiari di prestazioni. Devono essere fornite, di
conseguenza, tutte le indicazioni necessarie per valutare l'adempimento delle
condizioni da ossequiare per avere diritto alle indennità.
Secondo
la giurisprudenza federale, è irrilevante se le informazioni inveritiere o
incomplete sono causali per l'erogazione delle prestazioni assicurative o del
relativo calcolo (cfr. consid. 2.4.).
In secondo luogo, nel
verbale dell’8 febbraio 2006 è stato indicato che i faut dei mesi precedenti
non sono stati consegnati alla Cassa di disoccupazione (cfr. doc. 1).
Tale circostanza è altresì
stata confermata dall’assicurato nell’atto ricorsuale (cfr. doc. I).
Pertanto è altamente
verosimile che nemmeno la Cassa sapesse dell’impiego svolto dall’insorgente.
L’assicurato, di
conseguenza, ha violato il proprio obbligo di comunicare i cambiamenti
rilevanti intervenuti nella sua situazione.
L’URC, se avesse saputo
tempestivamente dell’attività lavorativa esercitata dal ricorrente, avrebbe
potuto rivedere senza indugio la data dell’appuntamento presso lo sportello.
Inoltre tale informazione
era importante ai fini dell’eventuale decisione circa l’attribuzione di
provvedimenti di formazione, di occupazione e speciali ai sensi della LADI,
nonché dell’esame preliminare dell’idoneità al collocamento (cfr. art. 2a e 2c
lett. a Reg.L-rilocc).
A giusta ragione, quindi,
l’amministrazione ha sospeso l’insorgente dal diritto alle indennità di
disoccupazione.
2.9
La sanzione inflitta
all’assicurato si giustifica comunque anche per un altro motivo.
Il ricorrente, in effetti,
non ha potuto essere raggiunto dal proprio consulente entro un giorno, come
invece previsto dalle disposizioni di controllo previste dalla LADI e dall’OADI
(cfr. art. 17 cpv. 2 LADI; 21 OADI; consid. 2.3.), in quanto il suo numero
telefonico di casa non risultava valido e il cellulare era spento (cfr. doc. A,
III).
L’assicurato era, del
resto, ben consapevole dell’obbligo di essere reperibile entro un giorno,
avendo già fatto capo a più riprese all’assicurazione contro la disoccupazione.
Inoltre egli ha
partecipato perlomeno un paio di volte, e meglio il 6 settembre 2005 e l’8
marzo 2004, all’incontro informativo “Diritti & Doveri”, durante il
quale sono stati illustrati i principali aspetti inerenti alla LADI e le misure
attive per il promovimento del collocamento (cfr. doc. 1).
L’attenzione del
ricorrente è stata, poi, specificatamente attirata su questo punto mediante la
sottoscrizione delle “Conferme di iscrizione per la persona in cerca di
impiego”, segnatamente dell’11 ottobre 2005 e del 10 marzo 2004 (cfr. doc.
1). Tali formulari, prima dello spazio per l’apposizione della firma
dell’assicurato, prevedono:
" Firmando
il presente documento confermo che le informazioni sopra elencate sono esatte.
Confermo, inoltre, d’essere informato che la legge impone di partecipare ai
provvedimenti inerenti al mercato del lavoro (art. 17 LADI) come pure ad essere
raggiungibile entro 24 ore." (Doc. 1)
La raggiungibilità di un
assicurato entro un giorno è essenziale per l’amministrazione al fine di
garantire con quest’ultimo un contatto quanto più celere possibile (cfr. STFA
del 23 luglio2002 nella causa Z., C 2/02, consid. 2), ad esempio allo scopo di
assegnargli un’occupazione adeguata.
Per quanto concerne
l’obiezione dell’assicurato secondo cui il numero telefonico composto dal
collocatore sarebbe stato errato (cfr. doc. I), giova rilevare che è stato lo
stesso ricorrente che il 27 agosto 2005, compilando il Curriculum Vitae
prestampato all’attenzione dell’URC, ha indicato, quale numero del proprio
telefono fisso, lo __________ (cfr. doc. 1), che è risultato errato.
In proposito si sottolinea
all’assicurato che il numero di telefono andava indicato con precisione. Se poi
lo stesso è stato nel frattempo modificato, tale cambiamento andava
immediatamente comunicato all’amministrazione.
La circostanza, infine, di
non rispondere sempre alle chiamate anonime (cfr. doc. I) non è di alcun
ausilio all’insorgente.
Sapendo di dovere essere
raggiungibile entro ventiquattro ore dall’amministrazione, egli era tenuto a
lasciare acceso il cellulare e a rispondere a qualsiasi telefonata.
Nel caso in cui una
chiamata fosse stata effettuata da qualche sconosciuto o ad ogni modo non
rivestisse per lui alcun interesse, avrebbe potuto in ogni tempo e in pochi
secondi terminarla, specificando di non voler essere disturbato in futuro.
L'assicurato, essendo
risultato irraggiungibile senza validi motivi, non ha così rispettato le
istruzioni impartitegli.
2.10
Per quanto riguarda l’entità
della sanzione, va rilevato che l’amministrazione, infliggendo una penalità di
tre giorni, ha ritenuto particolarmente lieve la colpa dell’assicurato (cfr.
consid. 2.6.).
Tutto ben considerato,
soprattutto il fatto che il ricorrente era già stato sanzionato in precedenza -
più precisamente, il 21 settembre 2005 è stato sospeso dal diritto
all’indennità di disoccupazione per due giorni per mancate ricerche nel periodo
di disdetta (cfr. doc. 2) -, occorre concludere che la sanzione di tre giorni
di sospensione inflitta all’insorgente ossequia il principio della
proporzionalità (cfr. consid. 2.6.).
La decisione su
opposizione del 21 febbraio 2006 contestata deve, conseguentemente, essere
confermata.
Infine, in relazione alla
richiesta dell’assicurato di tenere conto della sanzione nel periodo in cui
egli non aveva diritto alle indennità di disoccupazione (cfr. doc. V), va
segnalato che l’art. 30 cpv. 3 LADI enuncia che la sospensione vale soltanto
per i giorni in cui il disoccupato soddisfa i presupposti per il diritto
all’indennità. Il numero dei giorni di sospensione è computato nel numero
massimo di indennità giornaliere giusta l’articolo 27. Inoltre tale disposto
prevede che l’esecuzione della sospensione decade sei mesi dopo l’inizio del
termine di sospensione.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso
è respinto.
2. Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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