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Decisione

38.2006.83

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

14 febbraio 2007Italiano24 min

Source ti.ch

Fatti

I. [C 278/99] e O. [C 279/99], a contrario),

nel caso di specie, gli

accertamenti esperiti dai primi giudici hanno permesso di evidenziare non solo

che l'insorgente - il cui nome e la cui attività coincidono con la ditta (art.

944, 950 CO) e con la ragione sociale della datrice di lavoro -, è (già) stato

azionista maggioritario della società nonché, eccezione fatta per gli

apprendisti, unico dipendente della stessa, ma anche che l'incarico di

amministratore unico è stato trasferito dal ricorrente al sessantaseienne padre,

S.________, autore dell'atto di licenziamento e contestuale riassunzione a

tempo parziale del figlio come pure della risposta alla Cassa CO 1 con la quale

egli indicò di non essere a conoscenza degli azionisti della società, malgrado

all'assemblea straordinaria del 31 ottobre 1997 fossero presenti tutte le

azioni,

stante quanto precede, si

giustifica senz'altro di ritenere, insieme ai primi giudici, che il ricorrente

abbia rivestito una posizione assimilabile a quella di un datore di lavoro

anche in seguito alle sue dimissioni da amministratore unico ed alla disdetta -

con contestuale riassunzione al 50% - del rapporto di lavoro, ed abbia così

inteso, in elusione delle norme in materia di indennità per lavoro ridotto,

alle quali l'interessato non avrebbe altrimenti potuto avere diritto (art. 31

cpv. 3 lett. c LADI; DTF 122 V 273 consid. 4), costruire una situazione

giuridica suscettibile, a mente sua, di giustificare il riconoscimento di

prestazioni assicurative (cfr. DLA 2000 no. 14 pag. 70 consid. 2), in tali

condizioni, è a ragione che la Cassa e la Corte cantonale hanno ritenuto essere

dati i presupposti per riconsiderare le decisioni informali con le quali

all'assicurato sono state versate le indennità di disoccupazione e per

domandarne la restituzione,

(…)." (cfr. STFA del 15

luglio 2003 nella causa O., C 217/02)

Secondo

il TFA, dunque, il lavoratore che gode di una posizione professionale

paragonabile a quella di un datore di lavoro non ha diritto alle indennità di

disoccupazione quando, benché formalmente licenziato da una società, continua a

determinare le decisioni del datore di lavoro o a influenzarle in maniera

decisiva, poiché la perdita di lavoro non può essere verificata (al riguardo

cfr. SVR 2005 ALV Nr. 13 pag. 43).

A tale

proposito in una sentenza del 10 novembre 2005 nella causa SECO c/ A., C

275/04, relativa a un caso ticinese, la nostra Massima ha osservato:

"

(…)

3.3 Al riguardo

non si devono dimenticare i motivi che giustificano questa condizione, segnatamente il controllo della perdita di lavoro del disoccupato,

che è uno dei presupposti necessari per percepire le indennità di

disoccupazione (art. 8 cpv. 1 lett. b LADI). Se infatti un tale controllo può

essere facilmente eseguito nel caso di un dipendente che perde il lavoro,

perlomeno parzialmente, ciò non è il caso per quanto concerne le persone che occupano

una posizione dirigenziale e che, malgrado siano state formalmente licenziate,

continuano a svolgere un'attività per conto della società nella quale

lavoravano. Grazie alla posizione di cui beneficiano all'interno della ditta

possono in effetti influenzare la perdita di lavoro che subiscono, ciò che

rende la loro disoccupazione difficilmente controllabile (DLA 2003 no. 22 pag.

242 consid. 4 [sentenza del 14 aprile 2003 in re F., C 92/02])." (STFA del

10 novembre 2005 nella causa SECO c/ A., C 275/04, consid. 3.3)

2.3. Circa la

questione di sapere se un assicurato può determinare o influenzare

risolutivamente le decisioni del datore di lavoro ai sensi dell'art. 31 cpv. 3

lett. c LADI, in una sentenza del 2 giugno 2004 nella causa N., (C 219/03), il

TFA ha, tra l'altro, osservato che:

"

(…)

2.4 Nach der Rechtsprechung muss bei

Arbeitnehmern, bei denen sich aufgrund ihrer Mitwirkung im Betrieb die Frage

stellt, ob sie einem obersten betrieblichen Entscheidungsgremium angehören und

ob sie in dieser Eigenschaft massgeblich Einfluss auf die

Unternehmensentscheidungen nehmen können, jeweils geprüft werden, welche

Entscheidungsbefugnisse ihnen aufgrund der internen betrieblichen Struktur zukommen.

Amtet ein Arbeitnehmer als Verwaltungsrat, so ist eine massgebliche

Entscheidungsbefugnis im Sinne von Art. 31 Abs. 3 lit. c AVIG bereits ex lege

(vgl. Art. 716-716b OR) gegeben. Handelt es sich um einen mitarbeitenden

Verwaltungsrat, so greift der persönliche Ausschlussgrund des Art. 31 Abs. 3

lit. c AVIG ohne weiteres Platz, und es bedarf diesfalls keiner weiteren

Abklärungen im Sinne von BGE 120 V 525 f. Erw. 3b (BGE 122 V 272 Erw. 3 mit

Hinweisen). Gemäss ARV 1996/1997 Nr. 10 S. 52 Erw. 3a und b spielen die

Aufgabenbereiche und die interne Aufgabenteilung ebenso wenig eine Rolle wie

der Umfang der Beteiligung. In jenem Fall wurde eine Anspruchsberechtigung

verneint, obwohl das Leistungen beanspruchende Verwaltungsratsmitglied nur

Kollektivunterschrift besass und lediglich mit 2 % am Aktienkapital beteiligt

war. (…)."

(cfr. STFA del 2 giugno 2004 nella causa N., C

219/03)

In questo

contesto va pure rilevato che, sempre secondo la giurisprudenza federale, la

posizione di socio gerente di una __________ è equiparabile a quella di un

membro del consiglio di amministrazione di una SA (cfr. STFA del 22

novembre 2002 nella causa R., C 37/02 e STFA del 30 agosto 2001 nella causa B.,

C 71/01).

In una

decisione, pubblicata in DLA 2004 N. 21, pag. 196, l'Alta Corte ha confermato

che secondo la giurisprudenza relativa agli art. 31 cpv. 3 lett. c e 51 cpv. 2

LADI, i membri del consiglio d’amministrazione di una società esercitano, in

virtù della legge, un potere determinante, pertanto non hanno diritto né

all’indennità per lavoro ridotto, né all’indennità per insolvenza.

Contestualmente

il TFA ha, tra l’altro, sviluppato le seguenti considerazioni:

"

(…)

3.2 Selon la jurisprudence relative à l'art. 31 al.

3 let. c LACI - lequel, dans une teneur équivalente, exclut du droit à

l'indemnité en cas de réduction de l'horaire de travail le même cercle de

personnes que celui visé par l'art. 51 al. 2 LACI et auquel on peut se référer

par analogie (DTA 1996/1997 no 41 p. 227 consid. 1b) - , il n'est pas admissible

de refuser, de façon générale, le droit aux prestations aux employés au seul

motif qu'ils peuvent engager l'entreprise par leur signature et qu'ils sont

inscrits au registre du commerce. Il y a lieu de ne pas se fonder de façon

stricte sur la position formelle de l'organe à considérer; il faut bien plutôt

établir l'étendue du pouvoir de décision en fonction des circonstances

concrètes. C'est donc la notion matérielle de l'organe dirigeant qui est

déterminante, car c'est la seule façon de garantir que l'art. 31 al. 3 let. c

LACI, qui vise à combattre les abus, remplisse son objectif (SVR 1997 ALV no

101 p. 311 consid. 5d). En particulier, lorsqu'il s'agit de déterminer quelle

est la possibilité effective d'un dirigeant d'influencer le processus de

décision de l'entreprise, il convient de prendre en compte les rapports

internes existant dans l'entreprise. On établira l'étendue du pouvoir de

Considerandi

décision en fonction des circonstances concrètes (DTA 1996/1997 no 41 p. 227

sv. consid. 1b et 2; SVR 1997 ALV no 101 p. 311 consid. 5c). La seule exception

à ce principe que reconnaît le Tribunal fédéral des assurances concerne les

membres des conseils d'administration car ils disposent ex lege (art. 716 à

716b CO), d'un pouvoir déterminant au sens de l'art. 31 al. 3 let. c LACI (DTA

1996/1997 no 41 p. 226 consid. 1b et les références). Pour les membres du

conseil d'administration, le droit aux prestations peut être exclu sans qu'il

soit nécessaire de déterminer plus concrètement les responsabilités qu'ils

exercent au sein de la société (ATF 122 V 273 consid. 3). (…)"

(cfr. DLA 2004 N. 21, consid. 3.2, pag. 198)

Il principio secondo cui

il diritto alle prestazioni di un membro di un consiglio di amministrazione è

escluso senza che sia necessario determinare più concretamente le sue funzioni

all’interno della società è stato ribadito nella STFA del 27 gennaio 2005 nella

causa I., C 45/04, consid. 3.1. In tale sentenza l’Alta Corte ha esaminato se

il diritto alle indennità di disoccupazione doveva o meno essere negato, in applicazione

dell’art. 31 cpv. 3 lett. c LADI e della giurisprudenza di cui alla DTF 123 V

234, a un assicurato, in quanto egli occupava una posizione dirigenziale nella

società.

In una sentenza del 4

ottobre 2006 nella causa P., C 353/05 il TFA ha dovuto occuparsi del caso di un

assicurato, socio-gerente di una __________, che è stata licenziato per il 30

giugno 2004 per motivi economici ed ha rivendicato il diritto all'indennità di

disoccupazione dal 9 luglio 2004. Il fallimento della società è stato pronunciato

il 2 dicembre 2004 e la radiazione della società al Registro di commercio è

avvenuta il 10 agosto 2005.

Al riguardo l'Alta Corte

si è così espressa:

" (...)

On rappellera que l'arrêt précité réserve en

principe le droit à l'indemnité d'un assuré qui, s'étant trouvé dans une

position assimilable à celle d'un employeur, a quitté définitivement

l'entreprise en raison de la fermeture de celle-ci, ou a rompu définitivement

tout lien, à la suite de la résiliation du contrat de travail, avec une

entreprise qui continue d'exister (cf. consid. 7b/bb; voir aussi DTA 2003 n° 22

p. 241 consid. 2 et les références [C 92/02]). Lorsqu'il s'agit d'un membre du

conseil d'administration ou d'un associé d'une Sàrl, l'inscription au registre

du commerce constitue en règle générale le critère de délimitation décisif (ATF 122 V 273

consid. 3; DTA 2004 n° 21 p. 198 consid. 3.2 [C 113/03]; DTA 2005

n° 23 p. 270 consid. 3 [C 102/04]). La radiation de l'inscription

permet d'admettre sans équivoque que l'assuré a quitté la société (arrêt C. du

29.

novembre 2005, C 175/04).

Autrement, en effet, la possibilité demeure que

celui-ci réactive

l'entreprise et se fasse réengager. Si, malgré le

maintien de l'inscription au registre du commerce, l'assuré prouve que concrètement

il ne possèdait plus ce pouvoir de décision, la Cour de céans a déjà jugé qu'il

n'y avait pas détournement de la loi (par exemple arrêt E. du 14 avril 2005,

C 194/03).

3.

En l'espèce, la juridiction cantonale a considéré

que le licenciement de P.________ intervenait dans le cadre de la fermeture

définitive de la société. Se fondant sur divers documents que le prénommé a

produits (résiliations des contrats de travail des employés, cession du parc de

machines à sous, commandements de payer, exercice du droit de rétention du propriétaire

des locaux occupés par X.________ Sàrl), ainsi que sur les déclarations de la

soeur de celui-ci, Elisabeth, qui a comparu en son absence (cf. compte-rendu

d'audience du 3 novembre 2005), elle a retenu que la société n'avait plus de

substance économi-que depuis le mois d'avril 2004 et qu'elle se trouvait dans

une situation de « faillite virtuelle» irréversible. P.________ n'avait

dès lors plus aucune possibilité de la réactiver, si bien qu'il n'y avait pas

non plus de risque de détournement de

la réglementation en matière d'indemnité en cas de

réduction de l'horaire de travail. Un délai-cadre courant du 9 juillet 2002 au

8.

juillet 2004 devait par conséquent lui être ouvert.

(...)

4.

4.

Pour le seco, si l'on pouvait admettre que

P.________ n'avait plus exercé de fonction comparable à celle d'un employeur à

compter du prononcé de la faillite de X.________ Sàrl, il n'était en revanche

pas possible, avant cette date, de contrôler sa perte de travail. Les graves

difficultés de la société n'y changeaient rien. Aussi bien, le délai-cadre à

prendre en considération couvrait-il la période du 5 décembre 2002 au 4

décembre 2004.

4.2

L'intimé soutient qu'après la résiliation de son

contrat de travail, son activité avait uniquement consisté dans la mise en

oeuvre des opérations nécessaires à la dissolution de la société. Il se réfère

aux diverses phases qui ont précédé la déclaration d'insolvabilité de

X.________ Sàrl (du 26 octobre 2004) et estime avoir démontré que la fermeture

définitive de l'entreprise avait toujours été la seule et unique action

envisagée. Dans ce contexte, le maintien de son inscription comme associé au

registre de commerce ne pouvait pas lui être reproché. Le registre du commerce

du canton de Vaud excluait en effet catégoriquement de donner suite à une

réquisition

de radiation d'un associé d'une Sàrl lorsqu'il n'en

existait qu'un seul -

comme dans le cas de X.________ Sàrl - et que la

conséquence de la radiation était l'absence complète d'inscription d'un associé

pour la Sàrl. Enfin, il est d'avis qu'au vu des pièces fournies et des moyens

de preuve offerts le versement effectif d'un salaire en sa faveur était plus

vraisemblable que l'existence d'un accord fictif à ce sujet.

5.

5.

Si l'on ne peut certes nier, au vu des pièces

produites, que X.________ Sàrl rencontrait des difficultés financières depuis

le printemps 2004 déjà, on ne peut pas pour autant retenir que P.________ a

définitivement quitté l'entreprise en raison de la fermeture de celle-ci ou

qu'il a rompu tout lien avec la société avec la résiliation de son contrat de

travail. L'assuré a en effet conservé son pouvoir de disposition sur la

société. On notera que ce n'est que le 8 septembre 2004 qu'une réunion entre

gérants et réviseur a eu

lieu afin de déterminer de la marche à suivre. A ce

moment-là, la décision a été prise d'établir des comptes annuels et

intermédiaires pour avoir une vue exacte de la situation de la société (voir

procès-verbal de la réunion extraordinaire des associés de X.________ Sàrl daté

du même jour). Dans l'intervalle, le but social initial de la Sàrl a perduré et

la recherche de nouveaux fonds ou d'un repreneur n'était pas exclue, bien que

les perspectives d'avenir de la société semblaient fortement réduites. En revanche,

on peut admettre qu'au moment où la société X.________ Sàrl a présenté un avis

de surendettement au juge, l'intimé n'avait plus la volonté de maintenir la

société en vie et de se réserver la possibilité d'en poursuivre ou d'en

reprendre dès que possible l'exploitation dans le cadre du large but social

fixé dans les statuts. Il s'ensuit que le délai-cadre d'indemnisation de

l'intimé ne peut lui être ouvert qu'à partir du 26 octobre 2004 et que le

délai-cadre de cotisation déterminant s'étend du 26 octobre 2002 au 25 octobre

2004.

(...)"

2.4

Nell'evenienza concreta RI 1

si è iscritta per il collocamento dal 1° agosto 2006, dopo essere stata

licenziata dalla __________, per cessazione dell'attività (cfr. Doc. 62 e 67).

Nella ditta in questione,

dove ha lavorato quale gerente di succursale dal novembre del 2003,

l'assicurata era socia gerente con una quota maggioritaria di 19'000 franchi su

20'000.

Sebbene la ricorrente

nella sua opposizione del 21 settembre 2006 abbia sostenuto che "le

attività operative della __________ sono attualmente cessate e la liquidazione

della società tramite atto notarile è in fase di avviamento, in parallelo alle

attività amministrative di chiusura (contratti di locazione, debitori, ...)"

(Doc. 7a) dall'estratto del Registro di commercio del Canton __________,

rilevato il 22 novembre 2006, risulta che, a quel momento, la società risultava

sempre attiva e l'assicurata aveva le medesime funzioni di socia gerente (cfr.

Doc. 2).

In simili condizioni, alla

luce della giurisprudenza federale citata (cfr. consid. 2.3), questo Tribunale

deve concludere che al momento determinante in cui è stata emessa la decisione

su opposizione (cfr. SVR 2006 ALV Nr. 17, e cioè il 5 ottobre 2006),

l'assicurata poteva ancora influenzare risolutivamente la volontà del datore di

lavoro. Di conseguenza, a ragione, la Cassa CO 1 le ha negato il diritto a

beneficiare dal diritto alle indennità di disoccupazione.

La Cassa CO 1 ha comunque già

annunciato che avrebbe riesaminato la situazione dell'assicurata dal 1° dicembre

2006.

vista la cessione dell'attività (cfr. consid. 1.5 e Doc. VIIbis).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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