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Decisione

38.2007.105

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

31 marzo 2008Italiano25 min

Source ti.ch

Fatti

I

principi giurisprudenziali attinenti alla restituzione di prestazioni elaborati

dal TFA anteriormente alla LPGA conservano tutta la loro validità anche sotto

l’egida di questa legge (cfr. DTF 130 V 318 consid. 5).

L'obbligo

di restituzione presuppone che siano adempiute le condizioni di una

riconsiderazione o di una revisione della decisione con la quale sono state

attribuire le prestazioni (cfr. sentenza C 128/06 del 10 maggio 2007; DTF 129 V

110 consid. 1.1; DLA 2006 p. 218 et DLA 2006 pag. 158).

La

riconsiderazione e la revisione sono ormai esplicitamente regolate all'art. 53

LPGA, che ha codificato la giurisprudenza anteriore alla sua entrata in vigore

(cfr. STF U 408/06 del 25 giugno 2007; STF C 128/06 del 10 maggio 2007; STFA K

147/03 del 12 marzo 2004; STFA U 149/03 del 22 marzo 2004; STFA I 133/04 dell'8

febbraio 2005).

Analogamente

alla revisione delle sentenze delle autorità giudiziarie, l'amministrazione

deve procedere alla revisione processuale di una decisione cresciuta in

giudicato quando sono scoperti nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti ad

indurre ad una conclusione giuridica differente (cfr. art. 53 cpv. 1 LPGA, STF

U 409/06 del 25 giugno 2007; STF C 128/06 del 10 maggio 2007; SVR 2004 ALV N°

14; DTF 127 V 466 consid. 2 a pag. 469).

Inoltre,

l’amministrazione può riconsiderare una decisione cresciuta in giudicato

formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, se essa è senza

dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante (cfr. art. 53 cpv. 2

LPGA, STF U 408/06 del 25 giugno 2007).

Questi

principi si applicano anche quando delle prestazioni sono state accordate senza

una decisione formale e che il loro versamento ha comunque acquisito forza di

cosa giudicata (cfr. STF C 128/06 del 10 maggio 2007, DTF 129 V 110 consid.

1.1).

2.4. La

giurisprudenza sviluppata dal Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) in

merito al condono regolato dal vecchio art. 95 LADI conserva tutta la sua

validità anche con l’entrata in vigore dell’art. 25 LPGA (cfr. STFA del 27 aprile

2005 nella causa R., C 174/04; U. Kieser, ATSG Kommentar, Schulthess 2003, ad

art 25, n. 45).

L'art. 4

OPGA regola il condono.

Se il

beneficiario era in buona fede e si trova in gravi difficoltà, l’assicuratore

rinuncia completamente o in parte alla restituzione delle prestazioni

indebitamente concesse (cfr. art. 4 cpv. 1 OPGA).

Determinante

per il riconoscimento di una grave difficoltà è il momento in cui la decisione

di restituzione passa in giudicato (cfr. art. 4 cpv. 2 OPGA).

Il

condono è concesso su domanda scritta. La domanda, motivata e corredata dei

necessari giustificativi, deve essere inoltrata entro 30 giorni dal momento in

cui la decisione è passata in giudicato (cfr. art. 4 cpv. 4 OPGA).

Sul

condono è pronunciata una decisione (cfr. art. 4 cpv. 5 OPGA).

L'art. 5

OPGA definisce cosa si intende con "gravi difficoltà" e recita:

" 1 La grave difficoltà ai sensi dell’articolo 25

capoverso 1 LPGA è data quando le spese riconosciute a norma della legge

federale del 19 marzo 1965 sulle prestazioni

complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità

(LPC) e le spese supplementari di cui al capoverso 4 superano i redditi

determinanti secondo la LPC.

Considerandi

2.

Per il calcolo delle spese

riconosciute ai sensi del capoverso 1 sono computati:

a. per le persone che vivono a casa:

1.

quale

importo destinato alla copertura del fabbisogno vitale: l’importo massimo

secondo le categorie di cui all’articolo 3b

capoverso 1 lettera a LPC,

2.

quale

pigione di un appartamento: l’importo massimo secondo le categorie di cui

all’articolo 5 capoverso 1 lettera b LPC;

b. per le

persone che vivono in un istituto: quale importo per le spese personali, 4800

franchi l’anno;

c. per tutti,

quale importo forfetario per l’assicurazione obbligatoria delle cure

medico-sanitarie: il premio massimo per la rispettiva categoria secondo la

versione vigente dell’ordinanza del DFI3 sui

premi medi cantonali dell’assicurazione delle cure medico-sanitarie per il

calcolo delle prestazioni complementari.

3.

La franchigia per gli

immobili conformemente all’articolo 3c capoverso 1 lettera c LPC ammonta a 75

000.

franchi. Il computo della sostanza nel caso di beneficiari di una rendita

di vecchiaia che vivono in un istituto o un ospedale (art. 3c cpv. 1 lett. c LPC) ammonta

a un decimo. Nel caso di persone parzialmente invalide è computato solo il

reddito effettivo ottenuto dall’attività lucrativa. Non è tenuto conto di

un’eventuale limitazione cantonale delle spese per il soggiorno in un istituto.

4.

Sono computati come spese

supplementari:

a. per le persone sole, 8000 franchi;

b. per i coniugi, 12 000 franchi;

c. per gli

orfani e per i figli che danno diritto a una rendita per figli dell’AVS o

dell’AI, 4000 franchi per figlio.”

Secondo

la legge, dunque, perché sia concesso il condono dall'obbligo di restituzione,

è necessario che siano adempiuti cumulativamente i seguenti presupposti:

- l'interessato

ha percepito la prestazione indebita in buona fede;

- la

restituzione gli imporrebbe una grave difficoltà.

Quindi,

qualora difetti una delle due condizioni suelencate, il condono non può essere

accordato.

2.5

La buona

fede presuppone che l'assicurato ignori che una prestazione gli è versata indebitamente.

Di detta ignoranza egli non si può prevalere se la stessa è stata determinata

da sua negligenza.

Per quel

che concerne la buona fede, la giurisprudenza ha precisato che la stessa,

intesa come presupposto del condono, deve essere esclusa qualora i fatti che

hanno determinato l'obbligo di restituire (violazione dell'obbligo di

annunciare o di informare) siano imputabili a comportamento doloso o negligenza

grave. Viceversa, l'assicurato può prevalersi della buona fede quando l'atto o

l'omissione colpevole siano costitutivi solo di una violazione lieve

dell'obbligo di annunciare o di informare (cfr. STFA del 16 giugno 2003 nella

causa C., C 130/02, consid. 2.3; DLA 2003 N. 29, consid. 1.2, pag. 260; DLA

2002.

N. 38, consid. 2a, pag. 258; DLA 2001 N. 18, consid. 3a, pag. 161-162; DLA

1998.

N. 14, consid. 4a, pag. 73; DLA 1992 N. 7, consid. 2b, pag. 103; DTF 112 V 97, consid. 2c, pag. 103, DTF 110 V 176,

consid. 3c, pag. 180).

2.6

Con

l'entrata in vigore della LPGA al 1° gennaio 2003 il vecchio art. 96 LADI, che

regolava l'obbligo di informare e di annunciare, è stato abrogato.

L'art. 28

LPGA regola la "Collaborazione nell'esecuzione".

Gli

assicurati e il loro datore di lavoro devono collaborare gratuitamente

all’esecuzione delle varie leggi d’assicurazione sociale (cfr. art. 28 cpv. 1

LPGA).

Colui che rivendica prestazioni assicurative deve fornire

gratuitamente tutte le informazioni necessarie per accertare i suoi diritti e

per stabilire le prestazioni assicurative (cfr. art. 28 cpv. 2 LPGA).

Chi pretende prestazioni assicurative deve autorizzare tutte le persone e i servizi, segnatamente il datore di

lavoro, i medici, le assicurazioni e gli organi ufficiali a fornire nel singolo

caso tutte le informazioni, sempre che siano necessarie per accertare il

diritto a prestazioni. Queste persone e questi servizi sono tenuti a dare le

informazioni (cfr. art. 28 cpv. 3 LPGA).

L'art. 31

LPGA regola la "Notificazione nel caso di cambiamento delle

condizioni".

L’avente

diritto, i suoi congiunti o i terzi ai quali è versata la prestazione sono tenuti

a notificare all’assicuratore o, secondo i casi, al competente organo esecutivo

qualsiasi cambiamento importante sopraggiunto nelle condizioni determinanti per

l’erogazione di una prestazione (cfr. art. 31 cpv. 1 LPGA).

Qualsiasi persona o servizio che partecipa all’esecuzione delle

assicurazioni sociali ha l’obbligo di informare l’assicuratore se apprende che

le condizioni determinanti per l’erogazione di prestazioni hanno subìto

modifiche (cfr. art. 31 cpv. 2 LPGA).

Circa gli

effetti degli art. 28 e 31 LPGA sulla LADI, Kieser rileva che:

"

a) Die Mitwirkung beim Vollzug der

Sozialversicherungsgesetze und

insbesondere

bei der Leistungsfestsetzung hat in den bisherigen Erlassen eine eingehende

Regelung erfahren (vgl. dazu auch LOCHER, Grundriss, 340: Regelung ist "in

den einzelnen Gesetzten verstreut"). Art. 28 ATSG weicht nicht

grundsätzlich von den bisherigen Normierungen ab und steht auch in

Übereinstimmung mit art. 12 lit. c VwVG (Auskünfte von Drittpersonen) bzw. von

Art. 13 Abs. 1 VwVG (Mitwirkung der Partei). Insoweit ergeben sich gegenüber

dem bisherigen Rechtszustand keine wesentlichen Neuerungen.

b) Eine Reihe von Bestimmungen der Einzelgesetze

wurde im Zuge

der

Anpassung an das ATSG ersatzlos aufgehoben. Dies trifft insbesondere Regelungen

zur Auskunftspflicht der Partei bzw. von Drittpersonen (vgl dazu BBl 1999

4585). (…)."

(cfr. Kieser op. cit., ad art. 28, n. 30 e 31)

"

a Der Gesetzgeber hat grundsätzlich darauf

verzichtet, von der

allgemeinen

Regelung des Art. 31 ATSG abweichende einzelgesetzliche Normierungen

festzulegen. Vielmehr hob er die bestehenden einzelgesetzlichen Ordnungen

ersatzlos auf. Dies betrifft art 83 altAbs. 3 MVG (dazu BBl 1999 4726) sowie

altArt. 96 Abs. 2 AVIG (dazu BBl 1999 4744)."

(cfr. Kieser op. cit., ad art. 31, n. 23)

La dottrina e la giurisprudenza sviluppate in merito al vecchio art.

96.

LADI conservano dunque la loro validità.

In merito

all’estensione dell’obbligo di informare e annunciare così si esprime Gerhards:

"

Die Auskunftspflicht ist umfassend. - Sie

bezieht sich auf "alle erforderlichen Auskünfte" (96 I, III). Was

dabei im einzelnen "erforderlich" ist, bestimmt dabei die anfragende

Stelle bzw. richtet sich nach der Informationsbedarf dieser Stelle.

Ebenso umfassend ist die Pflicht der Vorlage von

Unterlagen. - Es müssen alle Unterlagen vorgelegt werden, welche die anfragende

Stelle zur Erfüllung ihrer Aufgabe (im ALV-Bereich) benötigt (s. "die

nötigen Unterlagen").

Anderseits dürfen von der berechtigten Stelle

keine Auskünfte und Unterlagen verlangt werden, die nicht

"erforderlich" oder "nötig" sind. Das Auskunftsrecht darf

also nicht schikanös ausgeübt werden. (...).

Die Meldepflicht des Versicherten gegenüber der

Kasse (vgl. oben

N. 28) ist umfassend (vgl. "alles

melden"), soweit die Erfüllung der Meldepflicht wichtig ist für die:

- Anspruchsberechtigung des Versicherten

(s. Anspruchs- Voraussetzungen)

- Leistungsbemessung (s. Höhe und Dauer)."

(cfr. G. Gehrards, Kommentar zum

Arbeitslosenversicherungsgesetz (AVIG), Vol. II, pag. 792-793, N. 20,

21, 22 e 30).

Il dovere

di informare deve dunque essere sempre rispettato da parte dei beneficiari di

prestazioni.

Devono

essere fornite, di conseguenza, tutte le indicazioni necessarie per valutare

l'adempimento delle condizioni da ossequiare per avere diritto alle indennità

(cfr. STFA del 25 luglio 2001 nella causa D., C 104/01, consid. 2 in fine).

Secondo

la giurisprudenza federale è peraltro irrilevante se le informazioni

inveritiere o incomplete sono causali per l'erogazione delle prestazioni assicurative

o del relativo calcolo (cfr. DTF 123 V 151 consid. 1b; DLA 1993/1994 N. 3 pag.

21).

2.7

Il TFA,

pronunciandosi nel caso di un assicurato che non aveva annunciato di avere

ricevuto un salario durante alcuni giorni e al quale il Tribunale cantonale

aveva riconosciuto la buona fede nella percezione delle indennità in un

determinato periodo di controllo, ha sviluppato le seguenti considerazioni:

"

(…)

3.2

Der Vorinstanz kann insofern beigepflichtet

werden, als dem Beschwerdegegner auf Grund der Tatsache, dass er in dem am 19. März

2002.

ausgefüllten Kontrollausweis für den Monat März 2002 die erst ab 26. März

2002.

in der Firma X.________ AG ausgeübte Tätigkeit noch nicht aufgeführt hat,

keine Meldepflichtverletzung vorzuwerfen ist. Wie in der Verwaltungsgerichtsbeschwerde

zu Recht ausgeführt wird, genügt dies für eine Bejahung der Gutgläubigkeit beim

Leistungsbezug indessen nicht. Eine Verletzung der Melde- oder Auskunftspficht

ist eine zwar häufige, aber nicht die einzige Form eines fehlerhaften Verhaltens,

das die Annahme von Gutgläubigkeit ausschliesst (ARV 1998 Nr. 41 S. 239 Erw.

4b). Als der Beschwerdegegner die Taggelder für den Monat März 2002 gemäss

Abrechnung der Arbeitslosenkasse vom 16. April 2002 ausbezahlt erhielt, wusste

er von der in diesem Monat in der Firma X.________ AG geleisteten Arbeit und

der ihm deswegen zustehenden Entlöhnung. Bei zumutbarer Sorgfalt hätte ihm

daher nicht entgehen können, dass ihm die ausbezahlte Arbeitslosenentschädigung

nicht oder zumindest nicht vollumfänglich zustand. Daran würde nichts ändern,

wenn, wie im vorinstanzlichen Verfahren geltend gemacht, tatsächlich eine

Mitarbeiterin des Regionalen Arbeitsvermittlungszentrums vom zusätzlich

erzielten Verdienst in Kenntnis gesetzt worden wäre. Indem der Beschwerdegegner

diesen Gegebenheiten nicht die nötige Beachtung schenkte, hat er nicht das

Mindestmass an Aufmerksamkeit aufgewendet, welches jedem verständigen Menschen

in gleicher Lage und unter den gleichen Umständen als beachtlich hätte

einleuchten müssen (BGE 110 V 181 Erw. 3d mit Hinweisen). Dass er nach Erhalt

der Taggeldabrechnung für den Monat März 2002 nicht unverzüglich bei der

Arbeitslosenkasse intervenierte und sie auf die offensichtlich zu hoch

ausgefallene Zahlung aufmerksam machte, kann, entgegen der vorinstanzlichen

Argumentation, nicht als bloss leichte Nachlässigkeit gewertet werden, sondern

ist vielmehr als grobe Pflichtwidrigkeit zu qualifizieren, welche einer

erfolgreichen Berufung auf den guten Glauben entgegensteht. Die nach Art. 95

Abs. 2 AVIG erforderliche Voraussetzung der Gutgläubigkeit beim Leistungsbezug

ist demnach nicht erfüllt, weshalb die Rückerstattung der für den Monat März

2002.

zu Unrecht ausgerichteten Taggelder im Betrag von Fr. 841.25 nicht

erlassen werden kann. (…)."

(cfr. STFA del 3 novembre 2003 nella causa L., C

172/03)

In un

altro caso il TFA ha negato la buona fede di un'assicurata che è stata chiamata

a restituire delle indennità di disoccupazione, vista la sua disponibilità ad

accettare un lavoro al 20% e non al 40% come erroneamente ritenuto.

L'Alta

Corte ha, tra l'altro, osservato che:

"

(…)

4.1

In dem am 20. März 2000 ausgefüllten Antrag

auf Arbeitslosenentschädigung gab die Beschwerdeführerin noch an, bereit und in

der Lage zu sein, eine Arbeit im Umfang von 40 % einer Vollzeitbeschäftigung

anzunehmen. Wie sich in der Folge herausstellte, war sie im Hinblick auf die

ihr zu Hause obliegende Kinderbetreuung indessen von Anfang an nur an einem 20

%igen Teilpensum interessiert. Die Frage, ob sich die Beschwerdeführerin damit

eine Melde- resp. Auskunftspflichtverletzung hat zu Schulden kommen lassen,

kann dahingestellt bleiben. Immerhin ist darauf hinzuweisen, dass sie offenbar

bereits am 7. April 2000 anlässlich eines Beratungsgesprächs auf dem Regionalen

Arbeitsvermittlungszentrum das Ausmass ihrer tatsächlichen Einsatzbereitschaft

korrekt mit 20 % angegeben hat. Dass die Verwaltung die darauf gebotene rasche

Reaktion vermissen liess und deshalb eine sofortige Reduktion der ausbezahlten

Entschädigungen ausblieb, ist nicht mehr von der Leistungsbezügerin zu

vertreten.

4.2

Entscheidend fällt indessen ins Gewicht, dass

die Beschwerdeführerin in den folgenden Monaten die ihr gewährten Taggelder

jeweils entgegennahm, ohne die Verwaltung je auf die Fehlerhaftigkeit der

Abrechnungen aufmerksam zu machen oder sich wenigstens nach einer Begründung

für die offensichtlich zu hoch ausgefallenen Entschädigungen zu erkundigen.

Dass sie die jeweiligen Abrechnungen der Arbeitslosenversicherung nicht genauer

geprüft haben will, vermag sie nicht zu entlasten, muss doch von einer

Bezügerin von Versicherungsleistungen ein gewisses Mindestmass an

Aufmerksamkeit und eine Mitwirkung bei der Abwicklung des Versicherungsfalles

erwartet werden. Nachdem die von der Beschwerdeführerin empfangenen Leistungen

annähernd ein Drittel des vor ihrer Arbeitslosigkeit bei einer

Vollzeitbeschäftigung realisierten Lohnes ausmachten, hätte sie ohne weiteres

erkennen müssen, dass ihr Taggelder ausgerichtet wurden, welche ihr in dieser

Höhe nicht zustehen konnten. Insbesondere musste ihr bewusst sein, dass sie,

würde sie eine Erwerbstätigkeit mit einem bloss 20 %igen Pensum ausüben, kaum

je ein Gehalt in der Höhe der nunmehr bezogenen Arbeitslosenentschädigung

erreichen würde. Einer eingehenden Prüfung der jeweiligen Abrechnungen der

Arbeitslosenversicherung oder gar besonderer Fachkenntnisse bedurfte es dazu

nicht. Da die Beschwerdeführerin das leicht erkennbare Missverhältnis zwischen

dem anrechenbaren Arbeits- und damit verbundenen Verdienstausfall und der ausgerichteten

Entschädigung nicht wahrnahm oder ihm nicht die gebotene Beachtung schenkte,

muss ihr vorgehalten werden, nicht das Mindestmass an Aufmerksamkeit

aufgewendet zu haben, welches jedem verständigen Menschen in gleicher Lage und

unter den gleichen Umständen als beachtlich hätte einleuchten müssen (BGE 110 V

181.

Erw. 3d mit Hinweisen). Von einer bloss leichten Nachlässigkeit kann

angesichts der ins Auge springenden Diskrepanz zwischen dem zufolge

Arbeitslosigkeit mutmasslich entgangenen Verdienst und der deswegen bezogenen

Versicherungsleistungen nicht gesprochen werden. Vielmehr ist mit Vorinstanz

und Verwaltung von einer groben Pflichtwidrigkeit auszugehen, welche eine

erfolgreiche Berufung auf den guten Glauben ausschliesst. (…)"

(cfr. STFA del 2 luglio 2003 nella causa D. C

70/03, consid. 4)

In una

sentenza pubblicata in DLA 2001 a pag. 160 l'Alta Corte aveva già ricordato

che:

"

(…) Nach der Rechtsprechung ist grobe

Fahrlässigkeit gegeben, wenn jemand das ausser Acht lässt, was jedem

verständigen Menschen in gleicher Lage und unter gleichen Umständen als

beachtlich hätte leuchten müssen (BGE 110 V 181 Erw. 3d mit Hinweisen; vgl.

auch Gerhards, Kommentar zum AVIG, Bd. II, N. 41 zu

Art. 95). (…)" (cfr. DLA 2001, N. 18, consid. 4b, pag. 163)

2.8

Nella

presente evenienza la Sezione del lavoro ha negato all’assicurato il condono

della somma di fr. 8'063.85 percepita a torto a titolo di indennità di

disoccupazione.

L’amministrazione

ritiene che l’insorgente non adempia la condizione della buona fede, poiché sui

FAUT relativi al periodo dal 7 novembre 2006 al 14 gennaio 2007 non ha indicato

di essere inabile al lavoro, benché - sulla base di quanto certificato dal

medico curante Dr. med. __________ - fosse a conoscenza di tale sua incapacità

(cfr. doc. A, III).

RI 1, per

contro, sostiene di ossequiare i requisiti della buona fede e dell’onere

gravoso.

Riguardo

alla buona fede egli ha, segnatamente, indicato di non essere stato al

corrente, prima del febbraio 2007, della sua totale inabilità lavorativa.

Il

ricorrente ha precisato di avere continuato a effettuare, nel periodo in

questione, le ricerche di lavoro (cfr. doc. 3, 8, 11, 12).

Per

completezza è utile osservare che l’assicurato nell’atto ricorsuale non ha

espressamente ribadito tale sua posizione. Tuttavia, avendo postulato anche

davanti al TCA la concessione del condono facendo riferimento in particolare al

requisito della grave difficoltà finanziaria (cfr. doc. I), egli ha, implicitamente,

affermato di nuovo la propria buona fede e quindi rinviato alle argomentazioni

addotte nei precedenti stadi della procedura.

Chiamato

ora a pronunciarsi, il TCA ritiene di non avere sufficienti elementi per

potersi determinare con piena cognizione di causa sulla buona fede

dell’assicurato.

In effetti,

da una parte, la Sezione del lavoro, per negare la buona fede del

ricorrente, si è fondata sul fatto che quest’ultimo, nei FAUT afferenti al

periodo dal 7 novembre 2006 al 14 gennaio 2007, non ha specificato di essere in

malattia, quando, invece, il Dr. med. __________, spec. FMH in reumatologia,

rispondendo a dei quesiti postigli, nel mese di maggio 2007, dalla Cassa al

fine di stabilire se l’assicurato, nel lasso di tempo in questione, aveva

percepito a torto delle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione

oppure no (cfr. doc. 12), ha dichiarato:

"

(…) nel mio certificato del 29.11.2006 avevo

scritto che il paziente sia di nuovo in grado di riprendere un lavoro dopo

circa 2-3 mesi, vuol dire che nel periodo 7.11.06 al 14.1.2007 era effettivamente

inabile per ogni e qualsiasi lavoro. In occasione di un controllo il 27.2.2007,

il paziente mi aveva raccontato di aver ripreso un lavoro nella misura del 100%

(ma con minor reddito) il 15.1.2007. Vuol dire che il paziente ha dimostrato

buona volontà, visto che ha ripreso il lavoro prima della data che mi

aspettavo. Il Signor RI 1 era a conoscenza della sua inabilità al 100% finché

trovava un lavoro idoneo.” (Doc. 12)

D'altra

parte, il ricorrente ha, però, affermato di non avere mai visto l’attestazione

del 29 novembre 2006 menzionata dal Dr. __________ nello scritto alla Cassa

appena riportato e di aver ricevuto da parte del medico curante, con data del

29.

novembre 2006, unicamente una lettera con cui veniva invitato a mettersi in

contatto con il fisioterapista e alla quale erano allegati sia la relativa

prescrizione di fisioterapia, che i referti della RX del suo rachide

dorso-lombare del 13 novembre 2006 e della RMI della colonna lombare sempre del

13.

novembre 2006 (cfr. doc. 8, 11, 12, 3).

L’assicurato

ha pure asserito di avere sempre compiuto delle ricerche di lavoro, di avere

reperito un impiego con inizio il 15 gennaio 2007 e di essersi recato a tutti i

colloqui con il proprio collocatore (cfr. doc. 8, 11, 12).

Questa

Corte non può, così, prescindere dal sottolineare, in primo luogo, che se è

vero che il Dr med. __________, il 21 maggio 2007, ha dapprima indicato che

l’insorgente, nel periodo 7 novembre 2006-14 gennaio 2007, era inabile per ogni

e qualsiasi lavoro, è altrettanto vero che in seguito ha comunque puntualizzato

che il medesimo “… era a conoscenza della sua inabilità al 100% finché

trovava un lavoro idoneo” (cfr. doc. 12).

In secondo

luogo, che è altamente verosimile che l’assicurato, avendo iniziato a lavorare

presso la __________ di __________ il 15 gennaio 2007 (cfr. doc. 18), abbia

postulato presso tale ditta proprio nel periodo rilevante ai fini della lite sub

judice.

In simili

condizioni, non può essere escluso con la necessaria tranquillità che il

ricorrente, nell’arco di tempo dal 7 novembre 2006 al 14 gennaio 2007, si

ritenesse effettivamente abile al lavoro perlomeno per determinate occupazioni confacenti

al suo stato di salute.

In

quest’ultima ipotesi, l’assicurato, rispondendo negativamente alla domanda di

cui al punto n. 4 dei FAUT (“E’ stata/o impossibilitata/o a lavorare? In

seguito a malattia: dal ___ al ___”; cfr. doc. 19) non avrebbe commesso una

negligenza grave, bensì tutt’al più una negligenza lieve.

La buona

fede dell’insorgente, in tale caso, non potrebbe, pertanto, essere negata (cfr.

consid. 2.5.).

2.9

Secondo la

giurisprudenza federale, il giudice cantonale che considera che i fatti non

sono stati sufficientemente chiariti ha, di principio, la scelta fra due

soluzioni: o rinviare la causa all'assicuratore per un complemento istruttorio

o procedere personalmente a tale complemento.

Un rinvio

all'assicuratore non viola né il principio della semplicità e della rapidità

della procedura né il principio inquisitorio.

In una

sentenza pubblicata in RAMI 1993 U 170, p. 136ss., il TFA ha comunque stabilito

che un simile rinvio può costituire un diniego di giustizia, in particolare

quando una semplice perizia giudiziaria o una misura di istruzione puntuale

basterebbe a chiarire un fatto.

In proposito

cfr. pure STF I 327/06 del 17 aprile 2007 consid. 5.

Tale

giurisprudenza è stata criticata dalla dottrina.

In

particolare, da G. Aubert, nella nota pubblicata in SJ 1993,

p. 560.

L'autore

ha centrato la sua critica sull’art. 47 LAINF che pone il principio secondo cui

è compito dell'assicuratore accertare d'ufficio i fatti, se necessario

disponendo delle perizie mediche (Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 176).

Il

risultato della giurisprudenza citata è - secondo l'autore - quello di

ribaltare tale onere sui tribunali e, visto il principio della gratuità della

procedura, di porre a carico dello Stato - a meno che una parte abbia agito

temerariamente o per leggerezza - costi che, invece, incombono agli

assicuratori.

Nemmeno

l'argomento fondato sulla rapidità della procedura convince G. Aubert: da una

parte, non occorre più tempo all'assicuratore che al giudice per ordinare una

perizia e, d'altra parte, la stessa giurisprudenza federale rischia di

diventare fonte di ritardi poiché, grazie ad essa, l'assicuratore può essere

tentato di rifiutare di ordinare delle perizie lasciando tale onere ai

Tribunali (e, quindi, allo Stato).

Lo

scrivente TCA non può che condividere tali critiche.

In una

sentenza del 17 novembre 2000 nella causa C., C 206/00, pubblicata in DLA 2001,

p. 196s., la nostra Corte

federale ha ricordato - facendo riferimento ad una sua pronunzia apparsa in

RAMI 1986 K 665, p. 87 - che il rinvio all'amministrazione appare generalmente

giustificato se essa ha constatato i fatti in maniera sommaria, ritenendo che,

in caso di ricorso, il tribunale li avrebbe comunque puntualmente accertati.

Nell’evenienza

concreta ci si trova confrontati ad un accertamento sommario dei fatti.

La

Sezione del lavoro non ha, infatti, esperito alcun accertamento, ma si è basata

soltanto su quanto effettuato dalla Cassa nella procedura di restituzione

sfociata nella decisione del 25 giugno 2007 (cfr. doc. 9), anteriore alla

domanda di condono del 16 luglio 2007 (cfr. doc. 8).

L’amministrazione,

dopo un’attenta lettura degli atti formanti l’incarto trasmessole dalla Cassa,

doveva peraltro sapere che, senza perlomeno un complemento istruttorio, non

poteva essere affermata una negligenza grave dell’assicurato in relazione alla

mancata comunicazione del suo stato di incapacità lavorativa.

La

Sezione del lavoro ha, quindi, violato il disposto di cui all’art. 43 cpv. 1

LPGA.

Si giustifica, di conseguenza,

l’annullamento della decisione su opposizione impugnata e il rinvio degli atti

all’amministrazione perché disponga accertamenti più approfonditi riguardo alla

fattispecie.

In particolare, l'amministrazione dovrà chiedere al Dr. med. __________,

previo svincolo dal segreto professionale da parte dell’assicurato, se ha

espressamente discusso con quest’ultimo della sua incapacità al lavoro e, se

sì, in quale occasione e in che termini, invitandolo a comprovare le proprie

allegazioni, segnatamente, se del caso, mediante la cartella clinica

dell’insorgente.

Inoltre la Sezione del lavoro Ufficio giuridico dovrà appurare -

esaminando, tra l’altro, l’incarto URC di __________ del ricorrente - se e

quali ricerche di lavoro questi ha intrapreso nel periodo dal 7 novembre 2006

al 14 gennaio 2007, quando si è candidato presso la __________,

se ha sempre presenziato ai colloqui di consulenza presso il proprio

collocatore e il tenore dei rispettivi verbali (per determinare se vi sono

elementi pertinenti per la decidere circa la buona fede dell’assicurato).

Sulla scorta delle relative risultanze, la Sezione del lavoro si

pronuncerà, infine, nuovamente in merito alla domanda di condono formulata

dall’assicurato.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è accolto ai sensi dei considerandi.

§ La

decisione su opposizione del 14 novembre 2007 è annullata.

§§ Gli

atti sono rinviati alla Sezione del lavoro per nuovi accertamenti ai sensi dei

consid. 2.8. e 2.9.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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