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38.2007.18

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

26 luglio 2007Italiano40 min

Source ti.ch

Fatti

i presupposti necessari per poter considerare un assicurato idoneo al

collocamento e quindi la giurisprudenza sviluppata in precedenza mantiene tutta

la sua validità.

Infatti,

secondo l'art. 15 cpv. 1 LADI, nel tenore in vigore fino al 30 giugno 2003,

"Il disoccupato è idoneo al collocamento se è disposto, capace e

autorizzato ad accettare un'occupazione adeguata". A questa formulazione

il nuovo testo, in vigore dal 1° luglio 2003, aggiunge solo "(…) e a

partecipare a provvedimenti di reintegrazione".

Inoltre, nel Messaggio

concernente la revisione della legge federale sull'assicurazione contro la

disoccupazione del 28 febbraio 2001, il Consiglio federale, circa l'art. 15

LADI, ha rilevato che:

"

Art. 15 Idoneità

al collocamento

Secondo la giurisprudenza del

Tribunale federale, l’idoneità al collocamento comporta in particolare anche la

disponibilità dell’assicurato a essere collocato, vale a dire la sua volontà di

accettare un lavoro adeguato e di seguire le istruzioni degli organi dell’AD in

materia di ricerca di un posto di lavoro, assegnazione a un posto di lavoro o a

un programma di lavoro temporaneo (PLT) ecc. E' pertanto decisivo il

comportamento dell’assicurato. L’idoneità al collocamento che è stata negata

può quindi essere nuovamente ottenuta se l’assicurato modifica radicalmente il

suo comportamento e non solo se accetta di partecipare a un provvedimento

isolato. E' quanto intende esprimere la nuova nozione di «provvedimenti di

reintegrazione» che comprende tutti i provvedimenti (compresi i colloqui di

consulenza e di controllo)."

(cfr. FF N 23 del 12 giugno

2001, pag. 2002)

L'idoneità

al collocamento deve essere quindi valutata da un duplice punto di vista.

Oggettivamente

l'assicurato deve essere idoneo al collocamento per le sue condizioni fisiche e

mentali (cfr. STFA del 3 gennaio 2005 nella causa T., C 119/04; DLA 2001

consid. 1 pag. 146; DLA 1998 consid. 3a pag. 101-102, DLA 1998 consid. 1a pag.

265, DLA 1995 pag. 173, DLA 1995 pag. 63; DTF 125 V 51, consid. 6a, pag. 58 e

DTF 123 V 214, consid. 3 pag. 216, entrambe con riferimenti; U. Stauffer

"Die Arbeitslosen-versicherung", Schultess Polygraphischer Verlag,

Zurigo 1984, pag. 34 - 41 e, per il vecchio diritto: DTF 110 V 208 consid. 1).

Soggettivamente

la sua situazione personale deve essere tale da non impedirgli praticamente di

essere collocato. Ciò implica dunque, oltre che la volontà, anche la

disponibilità dell'assicurato a cercare ed accettare un'occupazione adeguata ai

sensi dell'art. 16 LADI, senza restringere oltremodo le possibilità di

collocamento, ponendo ad esempio condizioni di orario, di durata ed altre

ancora più strettamente legate alla sua persona (cfr. STFA del 3 gennaio 2005

nella causa T., C 119/04; DLA 2001 consid. 1 pag. 146; DLA 1998 consid. 3a pag.

101-102, DLA 1998 consid. 1b pag. 265, DLA 1995 pag. 54; DLA 1993/1994 pag.

222; DTF 125 V 51, consid. 6a pag. 58 e DTF 123 V 214, consid. 3 pag. 216,

entrambe con riferimenti; DTF 120 V 388; DTF 115 V 436; DLA 1993/94, pag. 54;

DLA 1992 pag. 123; DLA 1992 pag. 127; DLA 1992 pag. 131-132; DLA 1992 pag.

135-136; DTF 112 V 137 consid. 3; DTF 112 V 217 consid. la; DLA 1986 n. 21; DLA

1986 n. 26; per il vecchio diritto cfr. DTF 109 V 275 consid. 2.a, 108 V 101;

DLA 1977 n. 15, 1979 n. 7, 1980 n. 24, 38, 40, 1982 n. 2).

L'assicurato dimostra una sufficiente

disponibilità al collocamento quando può dedicare un ragionevole tempo

all'esercizio di un'attività lucrativa e quando il numero di datori di lavoro

in grado di assumerlo non è eccessivamente esiguo (cfr. DTF 113 V 137 consid. 3

= DLA 1986 n. 20).

Vi è

invece inidoneità al collocamento, ad esempio, quando un assicurato per motivi

personali o familiari non può o non vuole impegnare la sua capacità lavorativa

come normalmente lo pretende un datore di lavoro.

Assicurati

che, a causa di ulteriori impegni o di particolari circostanze personali,

vogliono lavorare soltanto durante certi giorni o durante un certo numero di

ore settimanali, possono essere riconosciuti idonei al collocamento soltanto

molto condizionatamente.

Quando

l'assicurato è talmente limitato nella scelta di un’occupazione da rendere

molto incerto il ritrovamento di un posto di lavoro occorre pronunciare

l'inidoneità al collocamento. Il motivo della limitazione nelle possibilità di

lavoro non ha nessuna importanza (STFA del 10 febbraio 2005 nella causa M., C

245/04; STFA del 3 gennaio 2005 nella causa T., C 119/04; DLA 1998 consid. 3a

pag. 101-102, DLA 1998 consid. 1b pag. 265, DLA 1995 pag. 59; DTF 120 V 388,

DLA 1992 pag. 123, DTF 112 V 137 consid. 3, DTF 112 V 217, DLA 1986 n. 21 e n.

26; per il vecchio diritto cfr.: DTF 110 V 208, 109 V 275 consid. 2; DLA 1982

n. 10, 1980 n. 38, 1979 n. 7, 1977 n. 16 e n. 27).

L'idoneità

al collocamento dell'assicurato non deve inoltre essere ostacolata dal mancato

rispetto di norme di diritto pubblico (cfr. Stauffer, op.cit., pag. 37 e pag.

53-56).

Riguardo

a quest'ultimo aspetto va sottolineato che se e fintanto che l'assicurato non

beneficia di un'autorizzazione di lavoro l'idoneità al collocamento, e, di

conseguenza, il diritto all'indennità di disoccupazione, deve essere negato

(cfr. SVR 2001 ALV Nr. 3, pag. 5, DTF 125 V 465; DTF 120 V 379 - 380; DTF 120 V

395; DLA 1993/1994, pag. 12; vedi inoltre Nussbaumer, op. cit., cifra marginale

217, pag. 87 e Gerhards, "Kommentar zum

Arbeitslosenversicherungsgesetz", Vol. I, note 10 e 55 all'art. 15).

Il TFA ha

pure stabilito che l'idoneità al collocamento non è soggetta a graduazioni nel

senso che esisterebbero situazioni intermedie tra l'idoneità al collocamento e

l'inidoneità al collocamento (idoneità parziale).

O la

persona assicurata è collocabile, in particolare disposta ad accettare un

lavoro esigibile in ragione di almeno il 20% di n pensum normale, oppure

non lo è (cfr. DTF 125 V 58 consid. 6a e riferimenti ivi menzionati).

E' dal

profilo della perdita di lavoro computabile (art. 11 cpv. 1 LADI) che occorre

esaminare in che misura una persona assicurata è disposta o in grado di

assumere un'occupazione adeguata a tempo pieno (cfr. DLA 2001 N. 5, consid. 2,

pag. 78; DTF 126 V 124, consid. 2, pag. 126, DTF 125 V 51, consid. 6a, pag. 58

e riferimenti; STFA del 12 maggio 2004 nella causa G., C 287/03).

2.4. Secondo

l’art. 15 cpv. 2 LADI:

" Gli

impediti fisici o psichici sono considerati idonei al collocamento se, in

condizioni equilibrate del mercato del lavoro e tenuto conto della loro

infermità, potrebbe essere loro assegnata un'occupazione adeguata. Il Consiglio

federale disciplina il coordinamento con l'assicurazione per

l'invalidità."

Anche le

persone handicappate fisicamente o psichicamente in misura durevole e

rilevante, a determinate condizioni, possono essere dunque considerate idonee

al collocamento. Al proposito va rilevato che l'handicap non deve forzatamente

essere invalidante ai sensi dell’assicurazione invalidità (DLA 1991 pag. 95).

Inoltre,

anche l’assegnazione di una rendita intera dell’AI non esclude l’idoneità al

collocamento (T. Locher, Grundriss des Sozialversicherugsrechts, Berna 1997,

pag. 96, DLA 1995 Nr. 30 pag. 173 consid. 3).

Va pure

precisato che la fattispecie di cui all’art. 15 cpv. 2 LADI non dev’essere

confusa con quella di cui all’art. 28 LADI, che si riferisce ad una capacità

lavorativa ridotta o inesistente da un punto di vista soltanto passeggero (cfr.

STFA del 24 gennaio 2006 nella causa Oeffentliche Arbeitslosenkasse Baselland

c/ B., C 286/05; DTF 128 V 149 consid. 3b=SVR 2003 KV Nr. 8 pag. 37; DLA 2001

pag. 165 consid. 6b; STFA del 14 aprile 2001 nella causa H., C 303/02; DLA 1995

Nr. 30 p. 171).

In tale

ipotesi il diritto all’indennità giornaliera decade completamente se il

disoccupato ha esaurito il suo diritto all’indennità in virtù dell’art. 28 LADI

e se la sua incapacità al lavoro supera il 50%.

Per

contro una persona impedita fisicamente e psichicamente, la cui capacità al

lavoro è ridotta, rimane idonea al collocamento nell’ambito dell’articolo 15

capoverso 2 LADI ed è indennizzabile, se adempie gli altri presupposti del

diritto all’indennità (DLA 1995 pag. 172).

L’art. 15

OADI precisa inoltre che:

" Per

stabilire l'idoneità al collocamento degli impediti fisici o psichici, i

servizi cantonali e le casse cooperano con gli organi competenti

dell'assicurazione-invalidità. Il Dipartimento federale dell’economia (DFE)

disciplina i particolari d’intesa con il Dipartimento federale dell’interno

(cpv. 1).

Il capoverso 1 è

parimenti applicabile, qualora all'esame del diritto all'indennità o al

collocamento degli impediti fisici o psichici partecipino organi

dell'assicurazione infortuni obbligatoria, dell'assicurazione-malattie,

dell'assicurazione militare o della previdenza professionale (cpv. 2).

Un impedito fisico o

psichico, che, in caso di condizioni equilibrate del mercato del lavoro, non

sia manifestamente inidoneo al collocamento e si sia annunciato all'assicurazione

invalidità o un'altra assicurazione secondo il capoverso 2, è considerato

idoneo al collocamento sino alla decisione dell'altra assicurazione. Tale

considerazione non incide affatto sulla valutazione, da parte delle altre

assicurazioni, della sua capacità al lavoro o al guadagno (cpv. 3)."

Il

capoverso 3 della citata norma configura una disposizione di coordinamento.

In

proposito va rilevato che l’assicurazione invalidità e l’assicurazione

disoccupazione non sono istituti complementari nel senso che un assicurato

escluso dalla vita produttiva può in ogni caso pretendere l’invalidità o la

disoccupazione.

Chi, ad

esempio, a causa di un grave danno alla salute, non percepisce una rendita, in

quanto è invalido in misura insufficiente, può essere contemporaneamente

incollocabile.

D’altra

parte l’assegnazione di una rendita di invalidità non esclude di principio

l'idoneità al collocamento (DLA 1998 pag. 31 consid. 3bb; DTF 109 V 29; STFA

del 3 marzo 2006 nella causa G., C 282/05, consid. 2.3.).

Infatti

per valutare l'idoneità al collocamento gli organi dell'assicurazione

disoccupazione non sono vincolati alla valutazione delle assicurazioni che

erogano le rendite come l'assicurazione invalidità e l'assicurazione contro gli

infortuni (cfr. SVR 2000 ALV N° 21 pag. 62).

Per la

categoria di assicurati di cui al capoverso 3 dell'art. 15 OADI, il concetto di

idoneità al collocamento è stato ulteriormente relativizzato ed è stato

introdotto l’obbligo di pagamento anticipato da parte dell’assicurazione

disoccupazione. Tale norma impedisce che l’assicurazione disoccupazione e gli

altri rami delle assicurazioni sociali rifiutino di versare determinate

prestazioni con motivazioni contraddittorie (Locher, op. cit., p. 96).

In

proposito, tuttavia, il TFA, in una sentenza C 160/06 del 19 marzo 2007, ha

deciso che:

"

(…)

3.2.1Entgegen der noch im vorinstanzlichen Verfahren

vertretenen Rechtsauffassung des Beschwerdeführers bedeutet die

Vorleistungspflicht der Arbeitslosenversicherung gemäss der Vermutungsregel des

Art.15 Abs.3 AVIV nicht die vorbehaltlose Zusprechung von Arbeitslosentaggeld

bis zum rechtskräftigen Entscheid der Invaliden- oder Unfallversicherung.

Vermittlungsfähigkeit verlangt objektiv Arbeitsberechtigung und

Arbeitsfähigkeit und subjektiv die Bereitschaft, die Arbeitskraft entsprechend

den persönlichen Verhältnissen während der üblichen Arbeitszeit einzusetzen. Bei

körperlich oder geistig Behinderten werden gemäss Art.15 Abs.3 AVIV einzig an

die Arbeitsfähigkeit (als eines der beiden objektiven Elemente der

Vermittlungsfähigkeit) geringere Anforderungen gestellt, um dieser

Personengruppe die Anspruchsberechtigung im System der Arbeitslosenversicherung

zu sichern. Das subjektive Element der Vermittlungsbereitschaft ist

demgegenüber auch bei der Überprüfung der Vermittlungsfähigkeit behinderter

Personen zu beachten. Wesentliches Merkmal der Vermittlungsbereitschaft ist

dabei die Bereitschaft zur Annahme einer Dauerstelle als Arbeitnehmer

(Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, Rz270 in: Ulrich Meyer [Hrsg.],

Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, BandXIV: Soziale Sicherheit, 2.,

aktualisierte und ergänzte Auflage, Basel 2007).

Eineversicherte Person, die sich bis zum Entscheid

der Organe der Unfall- oder Invalidenversicherung als nicht arbeitsfähig

erachtet und weder Arbeit sucht noch eine zumutbare Arbeit annimmt, ist deshalb

nicht vermittlungsfähig (ARV 2004 S.124, C272/02).“ (Le sottolineature sono del

redattore)

2.5. In una sentenza del 18 marzo 1996 nella causa M. pubblicata

in DLA 1996/1997 pag. 191 seg., il Tribunale federale delle assicurazioni ha

stabilito che l'assicurato che non ritiene di essere in grado di lavorare fino

al momento in cui l'assicurazione per l'invalidità si pronuncia sulla sua

domanda e che non cerca un lavoro né accetta un'occupazione adeguata non ha

diritto alle indennità di disoccupazione per questo lasso di tempo.

Sempre il

TFA, in un successivo giudizio dell'8 giugno 1998, pubblicato in DLA 1999 N.

19, pag. 104, ha ribadito che un assicurato non è considerato idoneo al

collocamento se la sua inidoneità al collocamento risulta chiaramente dalle sue

dichiarazioni nonché da quelle dei medici e dei consulenti del personale.

L'assicurazione

per l'invalidità e l'assicurazione contro la disoccupazione non hanno un

carattere complementare reciproco. Di conseguenza, un assicurato può essere

inidoneo al collocamento dal punto di vista della legislazione in materia di

assicurazione contro la disoccupazione - e dunque non ha diritto all'indennità

- anche se la sua incapacità lavorativa non è sufficiente per generare il

diritto a una rendita di invalidità.

2.6. L’Alta Corte

si è pronunciata in merito all’aspetto soggettivo dell’idoneità al collocamento

in una sentenza del 23 giugno 2005 nella causa I., C 75/05, relativa al caso di

un assicurato, beneficiario di una mezza rendita di invalidità, al quale è

stata negata l’idoneità al collocamento, in quanto non era disposto, né in

grado di accettare un’occupazione.

In

particolare il TFA ha rilevato:

" 2.

Streitig ist letztinstanzlich allein die Frage

der subjektiven Vermittlungsfähigkeit ab Februar 2004.

(…)

2.2 In der Anmeldung zum Bezug von

Arbeitslosenentschädigung hat der Versicherte Anfang Februar 2004 angegeben,

bereit und in der Lage zu sein, im Ausmass einer Vollzeitstelle zu arbeiten. In

den monatlich auszufüllenden Formularen "Angaben der versicherten Person

für den Monat ..." hat der Beschwerdeführer jedoch immer die Rubrik

"arbeitsunfähig" angekreuzt . Er hat weder direkt auf dem Formular

noch indirekt durch Mitteilung an den Berater des RAV ausgeführt, diese Angabe

beziehe sich nur auf den Umfang der jeweils ärztlich bescheinigten

Arbeitsunfähigkeit. Damit ist davon auszugehen, dass sich der Versicherte

während der Zeit ab Februar 2004 als vollständig arbeitsunfähig erachtet hat.

Diese Haltung wird durch die Protokolleinträge des Beraters des RAV bestätigt:

Zum Gespräch vom 8. Juli 2004 wird festgehalten, der Beschwerdeführer frage

"einfach nach sehr leichter Arbeit" und erhalte die Antwort, "dass

niemand für solche Arbeit und dies zu 30% benötigt wird"; weiter wird

ausgeführt, er wisse nicht, was er arbeiten könnte, er frage "nun einfach

jeden Monat Firmen" an, "ob sie etwas für ihn hätten". Über die

Besprechung vom 24. August 2004 findet sich der Protokolleintrag, der

Versicherte kenne keine Arbeit, die er machen könne; ein "Wille wäre wohl

vorhanden aber keine Möglichkeit in Sicht. So kann er auch nur entsprechend

Bewerbungen machen."

Auch unter Berücksichtigung der schwierigen

Ausgangslage für die Stellensuche sind die - erstmals im Juni 2004 auf den

entsprechenden Formularen der Arbeitslosenversicherung nachgewiesenen -

Arbeitsbemühungen kaum als ernsthaft zu bezeichnen. Im hier massgebenden

Zeitraum bis zum Einspracheentscheid vom 15. September 2004 (RKUV 2001 Nr. U

419 S. 101) erfolgten die Bewerbungen in den Monaten Juli und September 2004

jeweils an einem einzigen Tag, während im August 2004 jede Bewerbung ausblieb,

was auch unter Berücksichtigung von Ferien völlig ungenügend ist. Im Juni 2004

wurden immerhin neun Bewerbungen unternommen, wobei auch in diesem Monat an

einem Tag fünf und an einem anderen Tag zwei Bewerbungen auf einmal erfolgt

sind. Es fällt weiter auf, dass der Versicherte alle Bewerbungen telephonisch

durchgeführt hat (ohne dass er allerdings die Telephonnummer oder den Namen der

Ansprechperson auf den entsprechenden Formularen aufgeführt hätte); bei den

Blindbewerbungen wäre es angebracht gewesen, sich schriftlich (allenfalls mit

einem Standardschreiben) anzubieten.

Ob der Beschwerdeführer durch das RAV in seinen

Arbeitsbemühungen ungenügend unterstützt worden ist, kann offen bleiben. Es

ist primär seine eigene Aufgabe, um Arbeit bemüht zu sein (Art. 17 Abs. 1 Satz

2 AVIG). Es wäre an ihm gelegen, zuhause mit Hilfe seiner Deutsch sprechenden

Kinder ein Standardschreiben und einen Lebenslauf zu verfassen und diesen mit

seinem Berater beim RAV zu besprechen und zu verbessern. Schliesslich fällt

auf, dass der Beschwerdeführer sich nicht bereits während der Kündigungsfrist

(bis Ende Februar 2004) um eine neue Arbeit bemüht hat, was angesichts seines

Gesundheitszustandes sowie der Tatsache, dass er zu dieser Zeit nicht mehr

arbeitete, ohne weiteres möglich gewesen wäre. Auch wenn wegen ungenügender

Arbeitsbemühungen in der Regel nicht auf mangelnde Vermittlungsbereitschaft

geschlossen werden darf (ARV 1996/97 Nr. 19 S. 101 Erw. 3b), ist dies in

Anbetracht der konkreten Umstände und gestützt auf die Selbstdeklarationen des

Versicherten der Fall." (STFA succitata)

Inoltre la nostra Massima Istanza

in una sentenza del 3 marzo 2006 nella causa G., C 282/05, in cui ha stabilito

che un assicurato era idoneo al collocamento dal profilo oggettivo, ha accolto

il ricorso del medesimo e rinviato gli atti all’amministrazione per esaminare

l’aspetto soggettivo dell’idoneità ed emettere una nuova decisione, precisando:

" (…)

2.5 Zu prüfen bleibt die subjektive

Vermittlungsfähigkeit: Im Bericht über die Abklärung in der Werkstatt

X.________ vom 12. März 2004 wird ausgeführt, dass sich der Beschwerdeführer "verweigert"

habe, aus den während des Programmes angebotenen Kursen "'etwas'

mitzunehmen", dass "Eigenverantwortung... für ihn fremd" sei und

er zuerst "mit seiner Gesundheit ins Klare kommen" müsse. Diese

Ausführungen sprechen allenfalls für einen fehlenden Willen, eine Arbeit zu

suchen und anzunehmen. Die Sache geht deshalb zurück an das Amt, damit es die

subjektive Seite der Vermittlungsfähigkeit abkläre (z.B. anhand der getätigten

Arbeitsbemühungen und des sonstigen Verhaltens des Versicherten) und anschliessend

neu verfüge." (STFA del 3 marzo 2006 nella causa G., C 282/05,

consid. 2.5.)

Questo Tribunale, con

giudizio dell’8 febbraio 2000, pubblicato in RDAT II-2000 N. 89 pag. 339, ha

rilevato che deve essere considerato

inidoneo soggettivamente al collocamento colui che sino alla decisione dell'AI,

oltre che essere ritenuto inabile dai medici e dai consulenti del personale,

dichiara chiaramente di essere inabile totalmente al lavoro e non cerca alcuna

occupazione.

In quel caso l’assicurato,

al quale l’assicurazione invalidità aveva negato una rendita, è stato ritenuto

non collocabile soggettivamente, poiché nella Domanda di indennità di

disoccupazione egli aveva dichiarato di essere inabile al lavoro al 100% -

incapacità del resto attestata da un medico. Inoltre, interpellato dall’Ufficio

del lavoro egli aveva affermato di non poter svolgere nessun lavoro, e di non

avere effettuato ricerche di impiego. Infine, contattato nuovamente

dall’amministrazione, l'assicurato aveva ribadito di ritenersi totalmente

inabile al lavoro.

2.7. Il capitolo

5 della LPGA stabilisce le "Regole di coordinamento". La Sezione 1

tratta del "Coordinamento delle prestazioni".

In

particolare gli art. 70 e 71 LPGA hanno il seguente tenore:

"

Art. 70 Prestazione anticipata

1 L’avente

diritto può chiedere di riscuotere una prestazione anticipata se un evento

assicurato fonda il diritto a prestazioni delle assicurazioni sociali ma

sussiste un dubbio quanto al debitore delle suddette prestazioni.

Considerandi

2.

Sono tenute

a versare prestazioni anticipate:

a. per le prestazioni in natura e le indennità

giornaliere la cui assunzione da parte dell’assicurazione contro le malattie,

dell’assicurazione contro gli infortuni, dell’assicurazione militare o

dell’assicurazione per l’invalidità è contestata: l’assicurazione contro le

malattie;

b. per le prestazioni la cui assunzione da parte

dell’assicurazione contro la disoccupazione, dell’assicurazione contro le

malattie, dell’assicurazione contro gli infortuni o dell’assicurazione per

l’invalidità è contestata: l’assicurazione contro la disoccupazione;

c. per le prestazioni la cui assunzione da parte

dell’assicurazione contro gli infortuni o dell’assicurazione militare o da

parte della previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e

l’invalidità è contestata: l’assicurazione contro gli infortuni;

d. per le rendite la cui assunzione da parte

dell’assicurazione contro gli infortuni o dell’assicurazione militare o da

parte della previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e

l’invalidità secondo la LPP è contestata: la previdenza professionale per la

vecchiaia, i superstiti e l’invalidità secondo la LPP.

3.

L’avente

diritto deve annunciarsi presso le assicurazioni sociali che entrano in

considerazione."

"

Art. 71 Rimborso degli anticipi

L’assicuratore tenuto a versare prestazioni

anticipate eroga le prestazioni secondo le disposizioni che disciplinano la sua

attività. Se il caso è assunto da un altro assicuratore, questi deve rimborsare

gli anticipi entro i limiti del suo obbligo di versare prestazioni."

Al

riguardo in una sentenza K 166/03 del 27 gennaio 2005, pubblicata in DTF 131 V

78.

e SVR 2005 KV Nr. 27 pag. 95, il TFA ha indicato:

"

(…)

Nach Art. 71 ATSG erbringt der

vorleistungspflichtige Versicherungsträger die Leistungen nach den für ihn

geltenden Bestimmungen. Wird der Fall von einem anderen Träger übernommen, so

hat dieser die Vorleistungen im Rahmen seiner Leistungspflicht

zurückzuerstatten. Art. 71 Satz 1 ATSG stellt ebenfalls keine Neuerung dar,

sondern entspricht alt Art. 112 Abs. 1 KVV.

Ist somit gestützt auf Art. 70 ATSG die

Vorleistungspflicht bestimmt worden, richtet sich in der Folge die

Leistungspflicht nach den Bestimmungen der für den betreffenden

Sozialversicherungszweig massgebenden Regelung, was bedeutet, dass sämtliche

für die Leistungsausrichtung erheblichen Fragen nach diesen Bestimmungen zu

beantworten sind (KIESER, a.a.O., N 3 und 4 zu

Art. 73).“

Circa gli

effetti dell'art. 70 LPGA sulla LADI, Kieser rileva, inoltre, che:

"

(…)

15.

a) Dass in Art. 70

Abs. 2 lit. b ATSG eine Vorleistungspflicht der Arbeitslosenversicherung

geordnet wird, wirft deshalb Schwierigkeiten auf, weil das ATSG auf die Koordination von Taggeldern verzichtet

(vgl. ATSG-Kommentar, Vorbemerkungen Rz. 23) und zugleich die

Arbeitslosenentschädigung, welche als Taggeld ausgerichtet wird (vgl. Art. 21

AVIG), die hauptsächliche Leistungsart der ALV darstellt (vgl. Art. 8 ff.

AVIG). Mithin regelt die Bestimmung eine Vorleistungspflicht, ohne zugleich

sicherzustellen, dass die Einzelgesetze die entsprechenden Bestimmungen

enthalten.

16.

b) Eine weitere

Schwierigkeit besteht darin, dass die ALV die Ausrichtung der

Arbeitslosenentschädigung an das Vorliegen einer Vermittlungsfähigkeit knüpft (vgl. Art. 15 Abs. 1 AVIG),

mithin eine Leistungsvoraussetzung aufstellt, welche die anderen in Art. 70

Abs. 2 lit. b AVIG genannten Zweige deshalb nicht kennen, weil sie

grundsätzlich an eine Arbeitsunfähigkeit anknüpfen. Weil jedoch - was in Art.

71.

ATSG bestimmt wird - der vorleistungspflichtige Zweig nach den für ihn

geltenden Bestimmungen vorzuleisten hat, bleibt das Kriterium der

Vermittlungsfähigkeit grundsätzlich auch für die Bestimmung einer

Vorleistungspflicht massgebend, dies würde jedoch dazu führen, dass in weiten

Bereichen bei Zweifeln über die Leistungspflicht der KV, der UV oder der IV

zugleich wegen des Fehlens einer Vermittlungsfähigkeit eine Vorleistungspflicht

dahinfallen würde. Deshalb kann die in Art. 70 Abs. 2 lit. b ATSG festgelegte

Vorleistungspflicht nur greifen, weil das Einzelgesetz bei körperlich oder

geistig Behinderten einen weiten Begriff der Vermittlungsfähigkeit festlegt

(vgl. Art. 15 Abs. 2 AVIG). Mithin hängt die effektive Wirkung einer

ATSG-Bestimmung von einer einzelgesetzlichen Festlegung ab.

Diese

Schwierigkeit gründet darin, dass im Verhältnis der ALV zu anderen

Sozialversicherungszweigen regelmässig nicht der Anspruch auf gleichartige

Leistungen für das gleichartige Risiko, sondern eine Risikoabfolge (Arbeitsunfähigkeit

- Arbeitslosigkeit oder umgekehrt) zu beurteilen ist, wo sich aber regelmässig

keine Vorleistungsprobleme, sondern direkte Zuständigkeitsprobleme ergeben

(vgl. dazu SCHLAURI, Koordinationsrecht,

108.

ff.; KIESER, Taggeldkoordination,

255.

ff.). Insofern ist der Anwendungsbereich der Bestimmung klein.

17.

c) Die Zweige KV, UV und

IV die in Art. 70 Abs. 2 lit. b ATSG neben der ALV genannt werden, richten

Taggelder grundsätzlich bei einer Arbeitsunfähigkeit (vgl. Art. 72 Abs. 2 KVG

bzw. Art. 16 Abs. 1 UVG) bzw. im Zusammenhang mit einer medizinischen oder

beruflichen Eingliederung (vgl. Art. 22 Abs. 1 IVG) aus. Die

Vorleistungspflicht der ALV greift somit, wenn Zweifel darüber bestehen, ob

eine (anspruchsbegründende) Arbeitsunfähigkeit bzw. ein Anspruch auf eine

Eingliederungsmassnahme besteht. Einzelgesetzlich wird allerdings die

Vorleistungspflicht eingeschränkt; denn Art. 15 Abs. 2 AVIG ermöglicht es der

kantonalen Amtsstelle, in Zweifelsfällen eine (zweigeigene) Abklä-rung der

Arbeitsfähigkeit vorzunehmen, welche dazu führen kann, eine Vermittlungsfähigkeit

zu verneinen (vgl. NUSSBAUMER, Arbeitslosenversicherung,

Rz. 228) und insoweit eine Vorleistungspflicht durch einen zweigeigenen

Entscheid zu verneinen. Im übrigen war jedoch gegenüber der IV bereits nach

dem früheren Recht eine Vorleistungspflicht der ALV vorgesehen (vgl. Art. 15

Abs. 3 AVIV und dazu KIESER, Taggeldkoordination,

255.

f.).

18.

d) Zu beachten bleibt,

dass nach den einzelgesetzlichen Bestimmungen eine definitive

Leistungspflicht der ALV festgelegt wird für eine erste Zeitspanne der

Arbeitsunfähigkeit (vgl. Art. 28 Abs. 1 AVIG) bzw. bei einer bloss teilweisen

Arbeitsunfähigkeit (vgl. Art. 28 Abs. 4 AVIG), weshalb in diesem Rahmen die ALV

nicht eine Vorleistung erbringt und bei einer späteren Übernahme des Falles von

einem anderen Versicherungsträger eine Rückerstattung nicht zu erfolgen hat,

ein Anwendungsfall von Art. 71 ATSG also nicht vorliegt.

19.

e) Weil Art. 70 Abs. 2

lit. b ATSG nur die Vorleistungspflicht der Arbeitslosenversicherung ordnet,

bezieht sich die Bestimmung nur auf diejenigen Leistungen, die von diesem

Sozialversicherungszweig vorgesehen sind (mithin im wesentlichen die

Arbeitslosenentschädigung in der Form des Taggeldes). Für das weite Spektrum

sonstiger Leistungen, welche die anderen in der Bestimmung genannten Zweige

vorsehen (Renten, Heilbehandlungen etc.), lässt sich ihr nichts entnehmen.

20.

f) In

der Bestimmung wird die MV nicht genannt. Den Materialien lässt sich dazu

nichts entnehmen, und es ist von einem offenbaren gesetzgeberischen Versehen

auszugehen; es ist nämlich nicht nachzuvollziehen, weshalb eine

Vorleistungspflicht der ALV gegenüber der (durchgängig nachrangig behandelten;

vgl. etwa Art. 70 Abs. 2 lit. c ATSG) MV nicht bestehen soll (vgl. eingehender

zur Koordination dieser beiden Zweige SCHLAURI,

Koordinationsrecht, 107 ff.; KIESER, Taggeldkoordination,

258) (…)." (cfr. U. Kieser, ATSG Kommentar, Schulthess 2003, ad

art. 70, n. 15-20, pag. 726-727; la sottolineatura è del redattore)

Lo stesso autore, nel commento all'art. 71 LPGA, in particolare,

osserva ancora che:

"

(…)

2.

a) Art.

71.

ATSG trägt den Titel «Rückerstattung von Vorleistungen». Offensichtlich

ordnet Satz 1 der Bestimmung einen anderen Bereich, nämlich denjenigen, nach

welchen Bestimmungen die Vorleistung zu erbringen ist. In systematischer

Hinsicht hätte dieser Satz somit in Art. 70 ATSG aufgenommen werden müssen,

was bei den Gesetzesberatungen übersehen wurde (vgl. BBl 1994 V 957 mit der

Feststellung, dass Art. 71 ATSG das «Verhältnis der Sozialversicherer

untereinander nach der Vorleistung» regle).

3.

b) Dass der

vorleistungspflichtige Träger die im Rahmen der Vorleistungspflicht zu

übernehmenden Leistungen nach den für ihn geltenden Bestimmungen zu erbringen

hat, wurde vom bisherigen Recht nicht anders geordnet (vgl. z.B. altArt. 112

Abs. 1 KVV Erbringung der beim Krankenversicherer «versicherten Leistungen»). Ist

somit gestützt auf Art. 70 ATSG die Vorleistungspflicht bestimmt worden,

richtet sich in der Folge die Leistungspflicht nach den Bestimmungen der für

den betreffenden Sozialversicherungszweig massgebenden Regelung.

4.

c) Dass die Erbringung

der Vorleistungen nach Massgabe der Bestimmungen des vorleistungspflichtigen

Sozialversicherungszweiges zu erfolgen hat, bringt mit sich, dass sämtliche für

eine Leistungsausrichtung erheblichen Fragen nach diesen Bestimmungen zu

beantworten sind.

Es

darf nicht übersehen werden, dass Art. 70 ATSG lediglich den

vorleistungspflichtigen Sozialversicherungszweig bestimmt, nicht jedoch

festlegt, welcher Träger leistungspflichtig ist. Dies bringt etwa mit

sich, dass im Rahmen der Vorleistungspflicht der beruflichen Vorsorge nach Art.

70.

Abs. 2 lit. d ATSG zunächst zu bestimmen ist, welche Vorsorgeeinrichtung die

Leistungsausrichtung zu übernehmen hat; dies beantwortet sich nach Art. 23 BVG

(vgl. dazu BGE 123 V 264) und somit nach den zweigeigenen Bestimmungen.

Weil

die Vorleistungen durch die zweigeigenen Bestimmungen geordnet werden, haben

sich die Leistungserbringer nach den für den betreffenden Zweig geltenden Tarifen

zu richten. Dies hat gerade für die in Art: 70 Abs. 2 lit. a ATSG

festgelegte Leistungspflicht der Krankenversicherung eine erhebliche Bedeutung

(vgl. dazu EUGSTER, Krankenversicherung,

Rz. 390).

Nach

der Regelung des Einzelzweiges richtet sich auch die Frage, ob die leistungsbeanspruchende

Person diesem Zweig überhaupt unterstellt ist. Selbstständigerwerbende

werden insoweit eine Vorleistungspflicht der ALV, wie sie in Art. 70 Abs.

2.

lit. b ATSG festgelegt ist, nicht beanspruchen können (vgl. Art. 2 Abs. 1

AVIG) (…)." (cfr. Kieser, op. cit., ad art. 71, n. 2-4; le

sottolineature sono del redattore)

In una sentenza

5C.246/2006 del 20 dicembre 2006 il TF ha poi stabilito che l’art. 70 LPGA

concerne unicamente il coordinamento delle assicurazioni sociali. Tale disposto

entra in linea di conto allorché l’obbligo di erogare delle prestazioni è

oggetto di contestazioni tra assicuratori sociali. L’art. 70 LPGA non torna

applicabile quando le pretese di un assicurato si fondano su di un contratto di

assicurazione privata.

2.8

Per costante

giurisprudenza il giudice delle assicurazioni sociali esamina la legalità delle

decisioni in base alla situazione di fatto esistente al momento in cui la

decisione impugnata è stata resa. I fatti accaduti posteriormente e che hanno

modificato questa situazione devono di regola formare oggetto di un nuovo atto

amministrativo (cfr. DTF 130 V 138 consid. 2; STFA del 23 giugno 2005 nella

causa I., C 75/05 consid. 2.3.; STFA del 30 settembre 2002 nella causa N., C

43/00; STFA del 3 dicembre 2001 nella causa R., I 490/00; DLA 2000 pag. 74;

STFA del 18 settembre 2000 nella causa R.S., I 278/00; STFA del 5 giugno 2000

nella causa V.P., I 76/00; DTF 121 V 366 consid. 1b e sentenze ivi citate).

Ciò vale

anche per l'idoneità al collocamento che quale presupposto materiale per il

diritto alle prestazioni deve essere valutata in termini prospettivi, e cioè al

momento e alla luce di tutte le circostanze che esistevano allorché è stata

emessa la decisione negativa (cfr. STFA del 3 gennaio 2005 nella causa T., C

1190/04 consid. 1; DTF 120 V 387 consid. 2; DTF 112 V 398 consid. 1a; DTF 110 V

102; DLA 1991 pag. 25; STFA del 21 aprile 1993, non pubblicata, C 120/92).

Eccezionalmente,

il giudice può anche tener conto, per motivi d'economia procedurale, dei fatti

intervenuti posteriormente, a condizione che questi ultimi siano stabiliti in

modo sufficientemente preciso (RCC 1980 pag. 263), siano suscettibili di

influenzare il giudizio e i diritti procedurali delle parti, in particolare il

diritto di essere sentito, siano ossequiati (cfr. DTF 130 V 138 consid. 2.1.;

STFA del 23 giugno 2005 nella causa I., C 75/05 consid. 2.3.; RCC 1989 pag. 123

consid. 3b, RCC 1974 pag. 192 consid. 4, RCC 1970 pag. 582 consid. 3; STCA 10

gennaio 1996 nella causa G.R. consid. 2.6.).

In casu,

pertanto, questa Corte limita il proprio esame al lasso di tempo dal 14

settembre 2006, corrispondente al giorno a partire dal quale egli è stato

ritenuto inidoneo al collocamento, al 14 febbraio 2007, quando è stata emanata

la decisione su opposizione contestata.

Eventuali

fatti successivi sono, dunque, irrilevanti ai fini della presente vertenza e devono,

se del caso, formare oggetto di un nuovo provvedimento amministrativo.

2.9

Nell’evenienza

concreta l’assicurato si è iscritto nuovamente in disoccupazione il 16 giugno

2006, dichiarando di cercare un impiego a tempo pieno quale commesso di

vendita, impiegato di magazzino, ausiliare di pulizia (cfr. doc. 26, 23).

Il 4

agosto 2006, durante un colloquio di consulenza presso l’URC di __________, l’insorgente

ha sostenuto di non essere in grado di lavorare, perché se in piedi dopo 10

minuti doveva sedersi e se seduto dopo 30 minuti doveva alzarsi a causa di

problemi alle ginocchia, schiena e spalla (cfr. doc. 16).

Dal

verbale del 13 settembre 2006, redatto in occasione di un ulteriore colloquio

con il proprio consulente del personale, emerge poi che:

"

L’assicurato si è presentato al colloquio di

consulenza, mi porta il certificato di inabilità da parte del Dr. Medico __________,

il quale lo ritiene inabile al 100% a partire dal 07.10.05. Ho spiegato che le

visite specialistiche sia dal Dr. __________ che quelle dal dottor __________

dopo aver interpellato il Dr. __________, nostro medico di fiducia, lo

ritengono abile al 100% a partire dal 26.06.06.

Viste le decisioni dei

medici è da ritenersi abile al lavoro al 100%. Considerata l’abilità

dell’assicurato ho proposto un PO per ricreare una struttura giornaliera. Il

signor RI 1 rifiuta il PO perché non si ritiene abile a svolgere delle attività

lavorative, l’assicurato si ritiene inabile a partire dal 07.10.05 e conferma

la carta di malattia della __________ compilata dal Dr. med. __________ di __________”

(Doc. 16)

Il 20

settembre 2006 l’URC di __________ ha, quindi, inviato alla Sezione del lavoro

la seguente “Richiesta di verifica dell’idoneità al collocamento”:

"

L'assicurato si è iscritto dopo un'inabilità

prolungata il 12 luglio 06.

Causa intervento a ginocchio, ha portato un

certificato medico d'inabilità dal Dr. __________ (DOC. 1). Lo stesso medico ha

rilasciato una dichiarazione d'abilità al 100% per la cassa (DOC. 2). Abilità

valutata completa a detta del Dr. __________ (medico di fiducia dell'IPG __________

(DOC. 3)). Visti i due documenti con affermazioni diametralmente opposte,

abbiamo chiesto all'assicurato lo svincolo per il medico di fiducia (DOC. 4) e

sottoposto il caso per una valutazione del Dr. __________ (DOC. 5).

Lo stesso attesta che il Dr. __________ ha

visitato il signor RI 1 a luglio e lo ritiene abile al 100% (DOC. 6). In

allegato il Dr. __________ ci ha fatto pervenire copia della corrispondenza

intercorsa tra __________ e __________ (DOC. 7). Il Dr. __________ continua a

ritenere inabile il nostro assicurato (DOC. 8).

L'assicurato durante il colloquio del 04 agosto

06.

(DOC. 9) sostiene le dichiarazioni del Dr. __________ affermando che non può

lavorare e non è in grado di svolgere attività lavorative. L'assicurato

continua a mantenere la sua posizione anche in occasione del colloquio del 13

settembre 06 (DOC. 10) rifiutando addirittura una misura attiva del mercato del

lavoro." (Doc. 16)

La

Sezione del lavoro ha conseguentemente sentito l’insorgente in merito il 5

ottobre 2006.

Dal

relativo verbale si evince, in particolare, che l’assicurato ha asserito che

dal mese di luglio 2006 fino a quella data era alla ricerca di un posto di

lavoro a tempo pieno quale ausiliario nella vendita o di pulizia in differenti

negozi e commerci di __________.

Egli ha,

però, precisato che qualora avesse reperito un posto di lavoro o che questo fosse

stato offerto durante le ricerche di lavoro, a quel momento, non era disposto

ad accettarlo, poiché si riteneva incapace a lavorare in misura del 100%.

Inoltre

il ricorrente ha asserito che in occasione del colloquio di consulenza del 13

settembre 2006 presso l’URC di __________ gli è stato prospettato l’inserimento

in un programma occupazionale temporaneo (POT) per ricreare una struttura

giornaliera. In questa circostanza ha rifiutato di essere impiegato in un’occupazione

temporanea, poiché non si riteneva abile al lavoro ma sempre incapace al 100%.

L’insorgente,

a seguito di una precisa domanda dell’amministrazione, ha poi dichiarato che,

nonostante la decisione della __________ (la quale, con scritto del 21 giugno

2006, ha posto termine al versamento di indennità giornaliere

dell’assicurazione malattia collettiva a decorrere dal 26 giugno 2006, in

quanto, fondandosi sul rapporto del Dr. med. __________, ha ritenuto

l’assicurato abile al lavoro in un’attività medio-leggera al 100%; doc. 16) e

le valutazioni dei Dr. med. __________, __________ e __________, personalmente

non era in grado di svolgere un’attività lavorativa anche di carattere leggero

seppur tenenente conto delle limitazioni fisiche e motorie. Egli ha confermato la

sua incapacità lavorativa del 100%.

Infine

l’assicurato ha ribadito che dal luglio 2006 si è proposto per dei lavori come

ausiliario di vendita o ausiliario di pulizia, ma che in tutti i casi a quel

momento non era in grado, qualora si fosse presentata la possibilità, di

accettare un posto di lavoro, in quanto il suo stato fisico (ginocchio destro)

glielo impediva (cfr. doc. 14).

In tale

occasione la Sezione del lavoro ha prospettato al ricorrente una decisione

relativa all’idoneità al collocamento, precisando che se fosse stato ritenuto

inidoneo, non avrebbe avuto diritto alle indennità di disoccupazione (cfr. doc.

14.

pag. 4).

Dal profilo procedurale la

Sezione del lavoro ha, dunque, ossequiato il diritto di essere sentito

dell'assicurato garantito dall’art. 29 cpv. 2 Cost.fed. e dall’art. 42 LPGA.

L’amministrazione,

il 9 ottobre 2006, sulla base delle dichiarazione rese dall’insorgente all’URC

di __________ e alla Sezione del lavoro stessa, ha emanato una decisione

formale di inidoneità al collocamento a partire dal 14 settembre 2006 (cfr.

doc. 12).

Tale

provvedimento è stato confermato con decisione su opposizione del 14 febbraio

2007.

(cfr. doc. B)

Il 24

ottobre 2006 l’assicurato ha poi inoltrato domanda di prestazioni AI, in

particolare volta all’ottenimento di una rendita, allegando di presentare

un’incapacità lavorativa totale dovuta a malattia (cfr. doc. 5/1).

Dalle

carte processuali non risulta che l’assicurazione invalidità abbia ancora

emesso una decisione al riguardo.

2.10

Chiamato a

pronunciarsi in merito alla fattispecie, il TCA rileva che, come esposto al

considerando precedente, già dal mese di agosto 2006 l’assicurato si è

dichiarato non in grado di lavorare.

Inoltre,

nel mese di settembre 2006, egli ha rifiutato la prospettiva di svolgere un

programma occupazionale, in quanto non si ritiene abile a svolgere delle

attività lavorative.

L’assicurato

ha confermato il 5 ottobre 2006, in sede di audizione dinanzi alla Sezione del

lavoro, di non essere in grado di accettare un’occupazione temporanea, non

considerandosi abile al lavoro ma sempre incapace al 100% (cfr. doc. 14).

In

proposito nell’opposizione interposta contro la decisione formale di inidoneità

al collocamento del 9 ottobre 2006 l’insorgente ha obiettato, da un lato, che

si trattava unicamente di una proposta di misura attiva da parte del

collocatore e che non era stata seguita da alcuna comunicazione ufficiale. Dall’altro,

che se vi fosse stata una comunicazione ufficiale e la stessa non fosse stata

portata a termine, l’URC avrebbe valutato la possibilità di sanzionarlo con una

sospensione dal diritto alle indennità (cfr. doc. A).

Questa

censura non è di alcun ausilio per il ricorrente. Infatti, dal profilo dell’idoneità

al collocamento, risulta grave già il fatto di avere rigettato soltanto l’idea

di effettuare un programma occupazionale, a prescindere dall’attività specifica

chiamato a svolgere e dal luogo dove si sarebbe svolto il medesimo.

Questo

rifiuto denota una totale assenza di volontà di compiere il benché minimo

sforzo per cercare poi di reperire un lavoro duraturo.

Il 5

ottobre 2005, dinanzi alla Sezione del lavoro, l’assicurato ha per di più specificato

di non essere disposto, nonostante avesse effettuato delle ricerche di lavoro, a

esercitare un impiego nemmeno a carattere leggero (cfr. doc. 14).

Anche

durante i colloqui di consulenza successivi all’audizione del 5 ottobre 2006

l’assicurato ha ribadito di ritenersi totalmente inabile al lavoro. Il 10

novembre 2006, interrogato in proposito, egli ha dichiarato di non sentirsela

di lavorare e il 13 dicembre 2006 ha affermato di non essere in grado di

svolgere un’attività lavorativa neppure leggera (cfr. doc. 20).

Al

riguardo è utile rammentare che anche gli assicurati di cui all’art. 15 cpv. 3

OADI - ossia gli impediti fisici o psichici non manifestamente inidonei al

collocamento e che si sono annunciati all’AI -, in relazione ai quali il

concetto di idoneità al collocamento è stato relativizzato ed è stato

introdotto l’obbligo di pagamento anticipato da parte dell’assicurazione contro

la disoccupazione, devono adempiere il presupposto dell’idoneità al

collocamento soggettiva. Essi devono, quindi, essere disposti ad accettare

un’occupazione duratura. In effetti l’art. 15 cpv. 3 OADI contempla unicamente

delle esigenze meno severe per quanto attiene alla idoneità oggettiva, e meglio

alla capacità lavorativa (cfr. consid. 2.4.; STFA C 160/06 del 19 marzo 2007

consid. 3.2.1).

Alla luce

della giurisprudenza menzionata (cfr. consid. 2.3.-2.6.) e degli elementi

fattuali del caso concreto appena ricordati, segnatamente delle dichiarazioni

dell’assicurato stesso dinanzi all’URC e alla Sezione del lavoro, il TCA

ritiene che egli, a prescindere dalla questione di sapere quale sia da un punto

di vista oggettivo la sua capacità lavorativa, è inidoneo soggettivamente

al collocamento a decorrere dal 14 settembre 2006.

Pertanto

il ricorrente non ha diritto a indennità di disoccupazione dal 14 settembre

2006.

fino perlomeno alla fine del periodo esaminato da questa Corte, ossia al 14

febbraio 2007 (cfr. consid. 2.8.).

Per

quanto concerne la richiesta ricorsuale di applicare l’art. 70 cpv. 2 lett. b

LPGA (cfr. doc. I), va evidenziato, in primo luogo, che il coordinamento tra

l’assicurazione contro la disoccupazione e l’assicurazione contro l’invalidità

era già previsto precedentemente alla LPGA mediante il disposto dell’art. 15

cpv. 3 OADI, citato a più riprese (cfr. U. Kieser, ATSG Kommentar, ad art. 70

n. 17).

In

secondo luogo, che comunque l’obbligo di versare una prestazione

anticipatamente da parte dell’assicurazione contro la disoccupazione esiste

sempre che i presupposti fissati dalla LADI per ottenere delle prestazioni

siano adempiuti (cfr. art. 71 LPGA; DTF 131 V 78=SVR 2005 KV Nr. 27; U. Kieser,

op. cit., ad art. 71 n. 3, 4; ad art. 70 n. 16).

Ne

discende che in concreto, ritenuta l’inidoneità al collocamento soggettiva

dell’insorgente, l’art. 70 LPGA non torna applicabile.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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