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Decisione

38.2007.37

Negata indennità per insolvenza: l'assicurato ha atteso 5 mesi prima di far valere le sue pretese nei confronti dell'ex datore di lavoro, violando così il proprio obbligo di ridurre il danno.

29 agosto 2007Italiano16 min

Source ti.ch

Fatti

I suoi patrocinatori sostengono che l'assicurato ha fatto tutto il possibile

per ottenere il salario che gli aspettava ed allegano della documentazione

comprovante i passi compiuti nei confronti dell'ex datore di lavoro (cfr. Doc.

I e Doc. D-H).

1.3. Nella sua

risposta del 15 giugno 2007 la Cassa propone di respingere il ricorso

sottolineando che l'assicurato "a fronte di un rapporto di lavoro disdetto

per la fine di dicembre 2005" ha atteso "fino al marzo 2006 per

rivendicare quanto gli era dovuto secondo il contratto di lavoro" (cfr.

Doc. III).

in

diritto

In

ordine

2.1. La presente

vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante

importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione

delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico

ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1

della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni

(cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002

nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00;

STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre

2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del

22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa

C., I 623/98).

Nel

merito

2.2. Secondo

l'art. 51 cpv. 1 LADI:

"

I lavoratori soggetti all'obbligo di

contribuzione, al servizio di datori di lavoro che sottostanno in Svizzera ad

una procedura d'esecuzione forzata o che occupano in Svizzera lavoratori, hanno

diritto all'indennità per insolvenza, se:

a. il

loro datore di lavoro è stato dichiarato in fallimento e se a quel momento

vantano crediti salariali oppure

b, il

fallimento non viene dichiarato soltanto perchè in seguito a manifesto

indebitamento del datore di lavoro nessun creditore è disposto ad anticipare le

spese o

c. hanno

presentato, contro il loro datore di lavoro, una domanda di pignoramento per

crediti salariali."

L'art.

55 cpv. 2 LADI stabilisce invece che:

"

Il lavoratore deve restituire l'indennità per

insolvenza, se il credito salariale è respinto nella procedura di fallimento o

di pignoramento, non è coperto per sua colpa intenzionale o sua grave

negligenza oppure è successivamente soddisfatto dal datore di lavoro."

2.3. In una

sentenza pubblicata in DLA 2002 pag. 190 seg. il TFA ha sottolineato che l'obbligo

di ridurre il danno a carico del lavoratore, menzionato all'articolo 55

capoverso 1 LADI, esiste già prima dello scioglimento del rapporto di lavoro

quando il datore di lavoro non versa - o non versa inte­ramente - il salario e

il lavoratore deve aspettarsi di subire una perdita. L'obbligo di riduzione del

danno non è tuttavia lo stesso prima o dopo lo scioglimento del rapporto di

lavoro: ciò dipende di volta in volta dal singolo caso. Non si esige

necessariamente che l'assicurato avvii senza indugio un'esecuzione contro il

suo datore di lavoro o che presenti un'azione contro quest'ultimo. Occorre

invece che il lavoratore mostri in modo non equivoco e riconoscibile per il

datore di lavoro il carattere serio del suo credito salariale.

Contravviene al proprio

obbligo di ridurre il danno, e non ha pertanto diritto all'indennità per insol­venza, l'assicurato che

rinuncia a qualsiasi pratica utile per riscuotere il suo salario, poiché accetta di differire per un lungo

periodo l'incasso del proprio credito in attesa di giorni migliori, senza una

vera e propria garanzia che il datore di lavoro sia in grado di adempiere, in

futuro, i suoi obblighi finanziari.

Il TFA in

una sentenza C 323/02 del 17 aprile 2003 ha considerato violato l'obbligo di

ridurre il danno nel caso di un assicurato che ha rivendicato per la prima

volta le sue pretese salariali sei mesi dopo la conclusione del rapporto di

lavoro.

In una sentenza C 133/02 del

17 aprile 2003 l'Alta Corte si è occupata del caso di un assicurato che aveva

sciolto il contratto di lavoro con effetto immediato dopo avere messo in mora

il datore di lavoro di versargli il salario. Il fallimento del datore di lavoro

è poi stato dichiarato a seguito dell'iniziativa di un collega di lavoro.

In quel caso l'Alta Corte

ha ritenuto che l'assicurato aveva rispettato l'obbligo di ridurre il danno ed

ha rilevato:

"

3.3 Bei dieser Sachlage ist davon auszugehen,

dass der Beschwerdeführer seiner Schadenminderungspflicht während des

Arbeitsverhältnisses nachgekommen ist (vgl. ARV 2002 Nr. 30 S. 190), indem er

seinen Lohn samt Spesen sowie gestützt auf Art. 337a OR deren Bezahlung und

Sicherstellung verlangt hatte.

Nach der fristlosen Auflösung des

Arbeitsverhältnisses per 8. Januar 2001 machte sein Rechtsvertreter am 23.

Januar 2001 schriftlich die Forderungen aus dem Arbeitsverhältnis geltend.

Ferner hatte dieser am 22. Februar und am 19. März 2001 telefonisch mit der

Arbeitgeberin Kontakt. Schliesslich stellte er am 31. August 2001 für den

Beschwerdeführer das Betreibungsbegehren. Diese Vorgehensweise kann entgegen

der Auffassung der Arbeitslosenkasse und der Vorinstanz nicht als zu langes

Zuwarten und damit als Verletzung der Pflicht zur Geltendmachung der

Lohnansprüche innert nützlicher Frist betrachtet werden. Zwar wurde in ARV 2002

Nr. 8 S. 62, auf welchen die Beschwerdegegnerin in der Vernehmlassung hinweist,

eine Pflichtverletzung bejaht bei einem Versicherten, der drei Monate nach

Beendigung des Arbeitsverhältnisses seine Lohnforderungen immer noch nicht

gestellt hatte und auf die Konkurseröffnung warten wollte. Im vorliegenden Fall

verhält sich die Situation indessen anders. Der Beschwerdeführer liess zum

Einen durch seinen Rechtsvertreter unmittelbar nach Auflösung des

Arbeitsverhältnisses seine Forderung schriftlich sowie telefonisch geltend

machen und mit einer gewissen Verzögerung die Betreibung einleiten. Zum Andern

versuchte sein Rechtsvertreter für einen seiner Arbeitskollegen bei derselben

Arbeitgeberin Lohnansprüche gerichtlich sowie betreibungsrechtlich

durchzusetzen und stellte für diese am 27. März und am 15. Juni 2001 jeweils

das Konkursbegehren. Ferner wusste sein Rechtsvertreter im Anschluss an das zweite

Konkursbegehren, dass der Arbeitgeberin die Betreibungshandlungen nicht mehr

zugestellt werden konnten. Unter diesen Umständen bedeutet es keine Verletzung

der Schadenminderungspflicht, wenn ein Rechtsvertreter, der zwei Arbeitnehmer

der gleichen Firma vertritt, die gerichtlichen und betreibungsrechtlichen

Handlungen nur für einen Arbeitnehmer bis zur Stellung des Konkursbegehrens

durchführt. Die Sache geht daher an die Arbeitslosenkasse zurück, damit diese

nach Prüfung der übrigen Anspruchsvoraussetzungen in betraglicher Hinsicht über

die Insolvenzentschädigung neu verfüge. (...)"

In una sentenza del 16

agosto 2005 nella causa H., C 111/05 il TFA ha deciso che un assicurato non

aveva violato il suo obbligo di ridurre il danno ed ha in particolare

sottolineato:

"

3.2 Mit der Verwaltungsgerichtsbeschwerde reicht

der - nunmehr anwaltlich vertretene - Versicherte Unterlagen ein, welche den

nachfolgend geschilderten Ablauf belegen. Am 8. Mai 2002 kündigte er das

Arbeitsverhältnis mit der X.________ AG per 11. Mai 2002. Bereits am 15. Mai

2002 leitete er für den ausstehenden Lohn Betreibung ein. Nachdem gegen den

Zahlungsbefehl vom 31. Mai 2002 am 6. Juni 2002 Rechtsvorschlag erhoben, und

die Lohnklage des Versicherten gegen die ehemalige Arbeitgeberin (vom 5.

September 2002) vom Arbeitsgericht mit Entscheid vom 22. Oktober 2002

vollumfänglich gutgeheissen worden war, stellte er am 19. November 2002 das

Rechtsöffnungsbegehren.

Dieses wurde jedoch mit Verfügung des

Bezirksgerichtes vom 22. Januar 2003 abgewiesen, weil der Beschwerdeführer

versäumt hatte, die Rechtskraftbescheinigung des arbeitsgerichtlichen

Entscheides vom 22. Oktober 2002 zu den Akten zu reichen. Eine dagegen vom

Versicherten am 17. Februar 2003 erhobene Nichtigkeitsbeschwerde wurde vom

Obergericht abgewiesen, soweit darauf eingetreten wurde (Zirkularbeschluss vom

24. Februar 2003). Auf das zweite Rechtsöffnungsbegehren vom 7. März 2003 hin

Considerandi

wurde ihm mit Verfügung des Bezirksgerichtes vom 8. Mai 2003 definitive Rechtsöffnung

in der Höhe des ausstehenden Nettolohnes von Fr. 13'083.- (brutto Fr. 14'000.-)

nebst Zins zu 5 % seit 31. Mai 2002 erteilt. Daraufhin stellte er am 1. Juli

2003.

das Fortsetzungsbegehren und am 25. August 2003 das Begehren um

Konkurseröffnung.

3.3

Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat

die erstmals im

letztinstanzlichen Prozess von der

Rechtsvertreterin des Beschwerdeführers vorgelegten Akten, aus welchen die im

Zeitraum vom 22. Oktober 2002 bis 1. Juli 2003 unternommenen Schritte zur

Durchsetzung der Lohnforderung zu ersehen sind, zu berücksichtigen, weil es

nicht an die Feststellung des rechtserheblichen Sachverhalts durch das

kantonale Gericht gebunden ist (Erw. 1 hiervor).

3.4

In Kenntnis des vollständigen Sachverhalts

kann keine Rede mehr davon sein, dass sich der Beschwerdeführer zu irgendeiner

Zeit seit Entstehung des Lohnausstandes passiv verhalten hätte. Er hat seinen

Lohnanspruch vielmehr konsequent und mit grosser Ausdauer geltend gemacht. Eine

Verletzung der Schadenminderungspflicht ist demzufolge zu verneinen."

In una sentenza C 231/06

del 5 dicembre 2006 pubblicata in DLA 2007 pag. 49 seg. l'Alta Corte ha

stabilito che l'obbligo di diminuire il danno per la persona assicurata,

contemplata all'articolo 55 capoverso 1 LADI, vale anche se il rapporto di

lavoro viene sciolto già prima della dichiarazione di fallimento. Il rifiuto di

versare le prestazioni a causa del fatto che l'assicurato ha violato l'obbligo

di diminuire il danno presuppone che gli si possa rimproverare una colpa grave:

occorre quindi verificare, a seconda dei casi e in base alle circostanze, se

l'assicurato ha preso tempestivamente e in misura sufficiente i provvedimenti

necessari alla tutela dei suoi diritti rispetto al datore di lavoro. In ogni

caso non è opportuno negare già il diritto alle prestazioni se, alla scadenza

del termine di pagamento di trenta giorni, l'assicurato non procede contro il

suo precedente datore di lavoro avviando una procedura di esecuzione o

intentando un'azione legale contro li lui.

In quell'occasione il TFA

ha in particolare rilevato:

"

3.1

Auf Grund der Akten ist davon auszugehen,

dass der Lohn des Beschwerdegegners bis Ende Mai 2005 regelmässig und

rechtzeitig beglichen wurde. Offen ist derjenige für den Monat Juni, als das

Arbeitsverhältnis zwar schon - fristlos - aufgelöst war, der Versicherte aber

noch auf Bitte der Arbeitgeberin hin gearbeitet hatte. Darüber hinaus wurden

ausgewiesene Spesen, Ferienansprüche, ein Anteil 13. Monatslohn und

geleistete Überzeit nicht bezahlt. Gemäss glaubhafter Darstellung des

Beschwerdegegners wurde ihm im Juni versichert, durch die Bezahlung der im Juni

noch fertiggestellten Arbeiten wäre die Gesellschaft in der Lage, seine offenen

Forderungen zu begleichen. Unter Beachtung der für die Rechnungsstellung

benötigten Zeit und der für deren Begleichung üblichen Frist von 30 Tagen

durfte er bis Anfangs August objektiv mit einer baldigen Zahlung rechnen. Bis

dahin musste er keinesfalls rechtliche Schritte gegen die Arbeitgeberin in

Erwägung ziehen. Folgerichtig gelangte der Versicherte am 10. August 2005

wieder an die Arbeitgeberin und forderte schriftlich die Überweisung des

offenen Betrages von Fr. 29'565.20. Ende September wandte er sich

telefonisch und schriftlich an die Arbeitslosenkasse und das Betreibungsamt.

Offenbar suchte der Beschwerdegegner bei diesen Institutionen Rat hinsichtlich

des weiteren Vorgehens. Auch dies ist als Bemühung um Zahlungseingang und zur

Vermeidung von Schaden zu werten (vgl. beispielsweise Urteil G. vom 14. Oktober

2004, C 114/04 Erwägung 3.2.2).

3.2

Wie die Vorinstanz richtig festgehalten hat,

ist für eine Leistungsverweigerung wegen Verletzung der

Schadenminderungspflicht ein schweres Verschulden vorausgesetzt, wobei im

Einzelfall aufgrund der Umstände zu entscheiden ist, ob der Arbeitnehmer

genügend und rechtzeitig reagiert hat (Urteil F. vom 6. Februar 2006, Erw. 3.1, C 270/05). Es

kann dabei nicht verlangt werden, dass er sich juristisch fehlerlos verhält

(Urteil F. vom 21.

Dezember 2005, Erw. 3.2, C 63/05). Geht die Beschwerde

führende

Arbeitslosenkasse bereits von einer Verletzung

der Schadenminderungspflicht aus, wenn ein Versicherter nach Ablauf einer

dreissigtägigen Zahlungsfrist nicht mittels Betreibung oder Klage gegen seinen

ehemaligen Arbeitgeber vorgeht, verkennt sie die Realitäten im Arbeitsleben und

geht über das hinaus, was in der Rechtsprechung in der Regel verlangt wird. So

erfüllte ein Versicherter die Schadenminderungspflicht, als er nach einer

ersten

schriftlichen Mahnung drei Monate zuwartete, bis

er unzuständigenorts eine Lohnklage einreichte und nach dem

Unzuständigkeitsentscheid nach weiteren ca. 50 Tagen beim zuständigen Gericht

klagte (Urteil F. vom 21. Dezember 2005,

C 63/05). Im Urteil G. vom 19. Oktober 2006 (C 163/06) hat ein Versicherter nach Beendigung

des Arbeitsverhältnisses während rund 4 1/2 Monaten nichts Aktenkundiges

unternommen, hingegen glaubhaft gemacht, dass er verschiedentlich telefonisch

intervenierte. Im konkreten Einzelfall hat das Eidgenössische

Versicherungsgericht die Schadenminderungspflicht als nicht verletzt erachtet.

Würde jede Forderung, die nicht innert dreissig Tagen beglichen wird,

eingeklagt, stünde das Justizsystem am Anschlag. Solches entspräche nicht einem

Vorgehen, das jedem vernünftigen Menschen als selbstverständlich erscheint, was

aber erforderlich ist, um bei Nichtbefolgen einer entsprechenden

Verhaltensregel von einem groben Verschulden auszugehen.

3.3

Schliesslich wendet die Beschwerdeführerin

ein, man habe dem Versicherten auf seine telefonische Anfrage am 30. September

2005.

dringend empfohlen, seine Forderung mittels Betreibung geltend zu machen.

Anstatt dies zu befolgen, habe er angegeben, vorerst die genauen Beträge der

offenen Benzin- und Telefonrechnungen sowie die Lohnbeträge zusammenstellen zu

müssen. Das schwere Verschulden des Beschwerdegegners sei anzunehmen, weil er

der klaren Anweisung der Arbeitslosenkasse keine Folge geleistet habe.

Diesbezüglich ist mit dem kantonalen Gericht indessen festzuhalten, dass eine

Anfangs Oktober 2005 eingeleitete Betreibung auf den entstandenen Schaden

keinen Einfluss mehr haben konnte, nachdem bereits mit Entscheid vom 18.

Oktober 2005 über die Gesellschaft der Konkurs eröffnet wurde. Ob nach der

telefonischen Erkundigung und Beratung am 30. September

2005.

noch weitere Schritte hätten

unternommen werden müssen, ist damit für die

Frage der Verletzung der Schadenminderungspflicht irrelevant.

Zusammenfassend steht fest, dass, soweit eine

Verletzung der

Schadenminderungspflicht überhaupt anzunehmen

wäre, eine solche nach den gesamten Umständen jedenfalls nicht derart schwer

wiegt, dass sie mit einer Leistungsverweigerung zu sanktionieren ist."

2.4

Nella presente fattispecie

emerge dagli atti dell'incarto che il rapporto di lavoro tra RI 1 e la __________

è iniziato il 1° ottobre 2005 e si è concluso il 7 dicembre 2005 (cfr. Doc. 6 e

Doc. 7).

Il 24 gennaio 2006 il

legale del datore di lavoro ha chiesto all'assicurato di mettere a disposizione

"tutta la documentazione medica attestante il suo attuale stato di

salute" visto che RI 1 ha annunciato un infortunio il 5 dicembre 2005,

dopo già essere stato licenziato per il 31 dicembre 2005 (cfr. Doc. D).

Nella sua opposizione il

patrocinatore dell'assicurato ha affermato, senza essere smentito dalla Cassa

(cfr. STFA C 163/06 del 19 ottobre 2006 consid. 4.2) di "avere tenuto dei

contatti telefonici con l'avvocato __________ " dopo che l'assicurato ha

ricevuto lo scritto citato.

Il 10 marzo 2006 il sindacato

RA 1 ha inviato alla ditta uno scritto del seguente tenore:

" In

nome e per conto del nostro Associato RI 1 Vi invito al pagamento delle

seguenti somme non corrisposte (periodo di lavoro 01.12.2005 - 07.12.2005):

salario lordo mensile Fr. 4228.00

salario medio giornaliero (Fr.

4228.00

: 30 gg) Fr. 140.93

- salario 01.12.2005/05.12.2005

(Fr. 140.93 x 5 gg.) Fr. 704.65

- salario 06.12.2005/07.12.2005

(Fr. 140.93 x 88% x 2 gg.) Fr. 248.02

- vacanze (gg. 2.92 x mesi 4 x Fr.

140.

) Fr. 1646.06

- festività (gg. 0.50 x mesi 4 x

Fr. 140.93) Fr. 281.85

- assegni familiari (Fr. 36.00 : 30

gg. x 7 gg.) Fr. 85.40

Totale Fr. 2965.98

Non ricevendo quanto richiesto il sig. RI 1 ci ha conferito

mandato per il recupero giudiziale del credito." (Doc. E)

Il 15 marzo 2006 la

titolare della __________ ha telefonato al Sindacato garantendo

"successiva presa di contatto per il pagamento del dovuto al sig. RI 1 "

(cfr. Doc. I, pag. 2)

Il 10 agosto 2006,

l'assicurato, rappresentato dal sindacato RA 1, ha fatto spiccare un precetto

esecutivo contro la ditta __________ per pretese salariali di RI 1 ammontanti

complessivamente a fr. 2'966.-- (cfr. Doc. F).

L'11 agosto 2006 RI 1 ha

poi chiesto il fallimento della ditta senza preventiva esecuzione.

Chiamato ora a

pronunciarsi il TCA ritiene che l'assicurato ha violato il suo obbligo di

ridurre il danno ai sensi dell'art. 55 cpv. 1 LADI. La giurisprudenza esige

infatti che il dipendente metta in atto tutte le misure possibili per

rivendicare il salario (cfr. consid. 2.3 in particolare STFA del 2 aprile 2003

nella causa M., C 297/02; STFA del 23 dicembre 2005 nella causa H.,

C 235/04 e STFA del 30 marzo 2006 nella causa M., C 271/05; "Schriftliche

Mahnung, Zahlungsbefehl, Betreibung, Lohnklage") il più presto possibile

(cfr. STFA del 17 aprile 2003 nella causa S., C 323/02; STFA del 13 dicembre

2005.

nella causa E. N., C 25/05).

Ora, nella presente

fattispecie, dopo lo scritto del legale della ditta del 24 gennaio 2006, nella

quale peraltro si accennava alla questione dell'infortunio e a pretese

salariali per il periodo antecedente, ma soprattutto dopo che il patrocinatore

del datore di lavoro ha reagito alla lettera del 10 marzo 2006 garantendo

semplicemente "una presa di contatto per il pagamento del dovuto" ma

non effettuando nulla di concreto, l'assicurato avrebbe dovuto fare immediatamente

emettere un precetto esecutivo e non attendere sino al 10 agosto 2006 e cioè

ulteriori 5 mesi (cfr. STFA C 49/06 del 27 novembre 2006; STFA C 295/05 del

17.

ottobre 2006; STFA C 163/06 del 19 ottobre 2006; DLA 2002 pag. 62).

In simili condizioni la

decisione su opposizione impugnata deve essere confermata.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso

é respinto.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente

l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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