38.2007.40
Sospensione di 21 giorni dal diritto all'indennità di disoccupazione. L'assicurato è ritenuto senza lavoro per colpa propria in quanto ha rifiutato un cambiamento di funzione nella ditta.
5 settembre 2007Italiano16 min
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Numero d'incarto:
38.2007.40
Data decisione, Autorità:
05.09.2007, TCA
Titolo:
Sospensione di 21 giorni dal diritto all'indennità di disoccupazione. L'assicurato è ritenuto senza lavoro per colpa propria in quanto ha rifiutato un cambiamento di funzione nella ditta.
DISOCCUPAZIONE
INDENNITÀ
SANZIONE
art. 16 cpv. 2 let. b LADI
art. 30 cpv. 1 let. a LADI
art. 30 cpv. 2 LADI
art. 30 cpv. 3 LADI
art. 44 cpv. 1 let. a OADI
art. 45 OADI
Raccomandata
Incarto n.
38.2007.40
DC/sc
Lugano
5 settembre 2007
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale
delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
statuendo sul ricorso del 30 maggio 2007 di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione su opposizione del 26 aprile
2007 emanata da
Cassa CO 1
in materia di assicurazione contro la
disoccupazione
ritenuto, in
fatto
1.1. RI 1 ha lavorato
dal 15 settembre 2003 al 31 gennaio 2007, quale operaio della centrale di
betonaggio, presso la ditta __________ di __________ (cfr. Doc. 5).
L'assicurato
è stato licenziato il 28 settembre 2006 in quanto non ha accettato un
cambiamento di funzione, dovuto a esigenze aziendali (cfr. Doc. 6).
Il 4
ottobre 2006 l'assicurato ha scritto al datore di lavoro ammettendo di avere
rifiutato il nuovo posto di lavoro propostogli dal direttore ma, dichiarando di
essersi "amaramente pentito di questo primo impulso", ha chiesto di
essere riassunto (cfr. Doc. 7).
Il 6
ottobre 2006 la ditta __________ ha confermato il licenziamento (cfr. Doc. 8).
1.2. Con
decisione del 13 marzo 2007 l'assicurato è stato sospeso per 31 giorni dal
diritto all'indennità di disoccupazione in quanto ritenuto senza lavoro per
colpa propria (cfr. Doc. 16).
Il 26
aprile 2007 la Cassa di disoccupazione ha parzialmente accolto l'opposizione
dell'assicurato e ha ridotto a 21 giorni di sospensione la durata della
sanzione:
"
(...)
Negli atti di opposizione presentati dal
rappresentante legale dell'assicurato, si evidenzia che il Sig. RI 1 prima che
gli fosse recapitata la lettera di licenziamento ha conferito con la direzione
cerando di far ritornare il datore di lavoro sulla propria decisione. Indica
inoltre che in data 27 settembre a seguito di percosse da parte di un collega
di lavoro il Sig. RI 1 ha chiesto di essere trasferito ad altra mansione ma
come unica risposta il dipendente ricevette delle promesse di interessamento
per una occupazione presso le ditte __________ o __________. Si evidenzia che
questo trasferimento era già stato oggetto di discussione nel mese di maggio
dove l'assicurato aveva chiaramente affermato che la sua mansione doveva essere
mantenuta anche in un'altra località. Il rappresentante indica inoltre
testualmente come si sono verificati i 2 colloqui nel mese di maggio ed in
seguito all'aggressione subita da un collega di lavoro precisando che la ditta
non ha offerto nessun posto di lavoro ma vaghe promesse di ricerche in altre
aziende.
La Cassa, dopo aver attentamente esaminato tutta
la documentazione, evidenzia che in effetti vi sono versioni contrastanti circa
l'interruzione del rapporto di lavoro tra la ditta ed il collaboratore.
Risulta agli atti però che l'offerta della ditta
è stata effettivamente formulata in quanto altrimenti non sarebbe avvenuto il
tentativo del collaboratore di rettificare la propria decisione di rifiutare il
nuovo poeto di lavoro.
Tuttavia, nel caso esplicito, in considerazione
delle argomentazioni evidenziate dall'assicurato e dal suo rappresentante
legale nelle opposizioni, si ritiene che una sospensione di 21 giorni sia
maggiormente commisurata al grado di colpa dello stesso in quanto le
motivazioni addotte possono essere maggiormente considerate nella valutazione
del caso.
Si decide pertanto di ridurre il numero dei
giorni di sospensione da 31 a 21 giorni controllati." (Doc. A)
1.3. Contro
questa decisone l'assicurato ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA.
Il suo
patrocinatore chiede di annullare la sanzione e rileva:
"
(...)
Come risulta dagli atti la ditta __________ di __________,
a seguito dell'ordine di sgombero della propria sede produttiva presso la foce
del fiume Ticino, ha soppresso la funzione fino all'ora esercitata dal signor RI
1, vale a dire quella del responsabile della centrale.
Il datore di lavoro, per il tramite del
responsabile della Ditta, aveva assicurato i dipendenti che non vi sarebbero
stati licenziamenti, ed in modo particolare al signor RI 1 gli era stato
garantito una uguale funzione presso il nuovo stabilimento.
Al momento dell'effettiva cessazione
dell'attività presso la foce del Ticino, contrariamente ai fatti, al dipendente
veniva posta quale unica alternativa un lavoro di manovale presso una ditta
consociata.
L'assicurato, che nel frattempo, essendo sicuro
di poter occupare la propria mansione non aveva fatto ricerche di lavoro, si è
sentito tradito e mortificato ed ha avuto un comprensibile e umana reazione di
rifiuto.
Prontamente però, prima ancora che la ditta
notificasse il licenziamento, si ravvedeva e si metteva a disposizione per fare
qualsiasi lavoro.
La Ditta però non accettava nessuna scusante e
confermava il licenziamento.
A nostro modo di vedere la cassa ha tenuto conto
unicamente della versione della Ditta ed in particolare, contrariamente a
quanto richiesto dal lavoratore in sede di opposizione, non ha indetto un
incontro tra le parti alfine di valutare la veridicità delle rispettive
posizioni." (Doc. I)
1.4. Nella sua risposta
del 21 giugno 2007 la Cassa propone di respingere il ricorso (cfr. Doc. III).
Il 18 luglio
2007 il rappresentante dell'assicurato si riconferma nelle conclusioni
ricorsuali (cfr. Doc. VII)
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni
(cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio
2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H
212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10
ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999
nella causa C., I 623/98).
Nel
merito
2.2. Secondo
l'art. 30 cpv. 1 lett. a l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se è
disoccupato per propria colpa.
In questa
evenienza competenti ad emettere una decisione di sospensione sono le casse
(cfr. art. 30 cpv. 2 LADI).
La
disoccupazione è ad esempio imputabile all'assicurato che, con il suo
comportamento, in particolare violando gli obblighi contrattuali di lavoro, ha
fornito al proprio datore di lavoro un motivo di disdetta del rapporto di
lavoro (cfr. art. 44 cpv. 1 lett. a OADI). Queste norme riprendono
sostanzialmente quelle che sono state in vigore fino al 31 gennaio 1983 (cfr.
art. 29 cpv. 2 lett. a LAD e art. 44 cpv. 1 lett. a OAD).
Non
occorre quindi, secondo le norme sopra citate in vigore dal 1° gennaio 1984 e
che non sono state modificate con la terza revisione della LADI (cfr. Messaggio
concernente la revisione della legge sull'assicurazione contro la
disoccupazione del
28 febbraio 2001, FF N. 23 del 12 giugno 2001, pag. 2007), che l'assicurato abbia
fornito al proprio datore di lavoro un motivo grave, atto a giustificare lo
scioglimento del rapporto di lavoro con effetto immediato (cfr. art. 337 e 346
cpv. 2 CO).
Basta una
colpa non necessariamente di natura professionale ma anche soltanto attinente
al comportamento generale o al carattere dell'assicurato, purché abbia
costituito per il datore di lavoro il motivo della disdetta del rapporto di
lavoro (cfr. Holzer, Kommentar zum BG über die Arbeitslosenversicherung, Zurigo
1954 p. 142ss.; Schweingruber, Der Dienstvertrag und seine Beziehungen zum
Arbeitslosenversicherungsrecht, in DLA 1954 pag. 138ss.; Jost, Le droit du
contrat de travail et le droit en matière d'assurance-chômage, in DLA 1975,
pag. 82ss; Stauffer, Die Arbeitslosenversicherung, Zurigo 1984, pag. 91ss.;
Spühler Grundriss des Arbeitslosenversicherungsrecht, Berna 1985, pag. 46ss.;
Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungs-gesetz, (AVIG), Berna 1987,
Vol. 1, p. 363-367; Stauffer, Serie: Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungs-recht,
“Bundesgesetz über die obligatorische Arbeitslosenver-sicherung und
Insolvenzentschädigung”, ed. Schulthess, Zurigo 1998, pag. 77-80; tra le tante
SVR 2006 ALV Nr. 15 pag. 51; STFA del 14 giugno 2005 nella causa S., C 102/05;
STFA del 16 febbraio 2004 nella causa S., C 154/03; STFA del 13 novembre 2003
nella causa M., C 120/03; DLA 1998 N. 9, consid. 2b, pag. 44; DLA 1995 N. 18,
consid. 1, pag. 107 e 108; DTF 112 V 242, consid. 1, pag. 244-245 e la
giurisprudenza ivi citata).
Va,
inoltre, osservato che la sospensione dal diritto alle indennità di un
assicurato disoccupato per colpa propria deve essere esaminata anche alla luce
della Convenzione OIL n° 168 del
21 giugno 1988 in vigore in Svizzera dal 17 ottobre 1991
(cfr. RS 0.822.726.8; DTF 124 V 234; fra le tante: STFA del
17 ottobre 2000 nella causa M, C 53/00; STFA del 19 dicembre 2001 nella causa
E., C 176/01; STFA del 10 maggio 2001 nella causa A, C 76/00; STFA del 13
febbraio 2003 nella causa I,
C 230/01; STFA del 13 novembre 2003 nella causa M.,
C 120/03).
L'art. 20
lett. b della citata Convenzione prevede che:
"
Le indennità alle quali una persona protetta
avrebbe avuto diritto nell'eventualità di disoccupazione totale o parziale o di
perdita di guadagno dovuta a sospensione temporanea del lavoro senza cessazione
del rapporto di lavoro possono essere rifiutate, soppresse, sospese o ridotte
in una misura prescritta:
b) se,
secondo la valutazione dell'autorità competente, l'interessato ha
deliberatamente contribuito al suo licenziamento."
L'art. 44
cpv. 1 lett. a OADI è stato ritenuto compatibile con la Convenzione n° 168
(cfr. STFA del 17 ottobre 2000 nella causa M., C 53/00; STFA del 10 maggio 2001
nella causa A., C 76/00; RDAT II – 2003 pag. 310 seg.).
In una
decisione del 13 novembre 2003 l'Alta Corte si è riconfermata nella propria
giurisprudenza e, in merito alla disoccupazione per “propria colpa”, ha
ribadito che:
"
(…)
2.2 Ein Selbstverschulden im Sinne der
Arbeitslosenversicherung liegt dann vor, wenn und soweit der Eintritt der
Arbeitslosigkeit nicht objektiven Faktoren zuzuschreiben ist, sondern in einem
nach den persönlichen Umständen und Verhältnissen vermeidbaren Verhalten des
Versicherten liegt, für das die Arbeitslosenversicherung die Haftung nicht
übernimmt (ARV 1998 Nr. 9 S. 44 Erw. 2b mit Hinweisen; Gerhards, Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungsgesetz, Bd. I, N 8 zu Art. 30). Die Einstellung in der
Anspruchsberechtigung setzt keine Auflösung des Arbeitsverhältnisses aus wichtigem
Grund gemäss Art. 337 bzw.
Art. 346 Abs. 2 OR voraus. Es genügt, dass das allgemeine Verhalten der
versicherten Person Anlass zur Kündigung bzw. Entlassung gegeben hat;
Beanstandungen in beruflicher Hinsicht müssen nicht vorgelegen haben (BGE 112 V
245 Erw. 1 mit Hinweisen). Eine Einstellung kann jedoch nur verfügt werden,
wenn das dem Versicherten zur Last gelegte Verhalten in beweismässiger Hinsicht
klar feststeht (BGE 112 V 245 Erw. 1; ARV 1999 Nr. 8 S. 39, je mit Hinweisen;
Gerhards, a.a.O., N 11 zu Art. 30). Das vorwerfbare Verhalten muss zudem nach
Art. 20 lit. b des Übereinkommens
Nr. 168 der Internationalen Arbeitsorganisation (IAO) über
Beschäftigungsförderung und den Schutz gegen Arbeitslosigkeit vom 21. Juni 1988
(SR 0.822.726.8; für die Schweiz in Kraft seit dem
17. Oktober 1991) vorsätzlich erfolgt sein (vgl.
BGE 124 V 236
Erw. 3a und b; Urteile B. vom 11. Januar 2001 Erw. 1, C 282/00, und M. vom 17.
Oktober 2000 Erw. 1, C 53/00). (…)"
(cfr. STFA del 13 novembre 2003 nella causa M., C
120/03,
consid. 2.2)
Il comportamento
dell'assicurato che ha causato il suo licenziamento, per essere sanzionabile
alla luce delle disposizioni di diritto internazionale, deve pertanto essere
stato intenzionale (cfr. SVR 2006 ALV Nr. 15 pag. 51; DTF 124 V 236 consid. 3b;
STFA del 17 ottobre 2000 nella causa M., C 53/00; STFA del 4 giugno 2002 nella
causa B., C 371/01; STFA del 7 novembre 2002 nella causa S., C 365/01; STFA del
13 febbraio 2003 nella causa I., C 230/01; STFA del 13 novembre 2003 nella
causa M., C 120/03). E' comunque sufficiente il dolo eventuale (cfr. DLA 2003
Fatti
N. 26 pag. 248; RDAT II – 2003 pag. 310 seg.; STFA del 4 giugno 2002 nella
causa B., C 371/01; STFA del 19 dicembre 2001 nella causa E., C 176/01 e STFA
del 26 aprile 2001 nella causa G.,
C 380/00).
2.3. La costante
giurisprudenza del TFA ha stabilito che, ove occorre esaminare se il lavoratore
ha con il suo comportamento, segnatamente mediante violazione dei suoi obblighi
contrattuali, fornito al datore di lavoro un motivo di licenziamento, la
sospensione del diritto alle indennità potrà essere decisa solo se sarà
nettamente stabilita una colpa del lavoratore.
Tale è il
caso soltanto quando le accuse del datore di lavoro sono chiaramente credibili.
Ciò
significa concretamente che quando una controversia oppone l'assicurato al suo
datore di lavoro, le sole affermazioni di quest'ultimo non bastano per
ammettere una colpa contestata dell'assicurato e non confermata da altre prove
(ad es. deposizioni testimoniali) o indizi in grado di convincere
l'amministrazione o il giudice (cfr. STFA del 13 novembre 2003 nella causa M.,
C 120/03, consid. 2.2; STFA del 24 settembre 2003 nella causa R., C 281/02,
consid. 1.2; DLA 1999 N. 8, consid. 7b, pag. 39; DLA 1995 N. 18, consid. 1,
pag. 108;
DTF 112 V 242, consid. 1, pag. 245 e i rinvii ivi menzionati; sulla
giurisprudenza analoga resa prima dell'entrata in vigore della LADI, cfr. DLA
1980 N. 6, consid. 2b, pag. 15 e 16, DLA 1977
N. 30 e DLA 1972 N. 14).
2.4. Secondo
l'art. 30 cpv. 3 LADI la durata della sospensione è determinata in base alla
gravità della colpa e ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al
massimo o, nel caso di cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.
La
sospensione del diritto a indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve,
da 16 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di
colpa grave (cfr. art. 45 cpv. 2 OADI).
La
sua durata è determinata secondo la gravità della colpa
(cfr. art. 30 cpv. 3 LADI e DLA 2000 N. 9, consid. 1, pag. 47-48), soggiace in
altre parole al principio della proporzionalità
(cfr. DTF 125 V 193, consid. 4b, pag. 197; DTF 123 V 150; STFA del 17 marzo
2003 nella causa J., C 278/01, consid. 1.3;STFA del 28 settembre 2001 nella
causa U., C 119/01, consid. 3; STFA del 21 maggio 2001 nella causa D., C
424/00, consid. 2).
In virtù
dell'art. 45 cpv. 2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal
diritto all'indennità entro il termine quadro per la riscossione della
prestazione, la durata della sospensione è prolungata in modo adeguato.
L'art. 45
cpv. 3 OADI stabilisce che la colpa grave è data se l'assicurato ha abbandonato
senza valido motivo un impiego idoneo senza garanzia di uno nuovo o ha
rifiutato un lavoro idoneo.
2.5. Nella
Considerandi
presente fattispecie, fra gli atti dell'incarto figura una lettera, datata 15
febbraio 2007, del datore di lavoro del seguente tenore:
"
(...)
Ø Corrisponde
al vero che la sottoscritta, per motivi indipendenti dalla propria
volontà, ha dovuto procedere allo smantellamento di tutte le infrastrutture
presso la Foce del Ticino.
Ø NON
corrisponde al vero che la sottoscritta aveva assicurato "uguali
mansioni" al Sig. RI 1, proprio perchè l'impianto di betonaggio sul quale
era attivo quest'ultimo, veniva definitivamente smantellato. Teniamo a
precisare che alla Foce del Ticino vi erano due impianti di betonaggio, mentre
che dopo il trasferimento delle attività, ve ne restava uno solo. Come spiegato
a più riprese al Sig. RI 1, la sottoscritta aveva deciso di affidare all'altro
operatore la funzione quale responsabile del nuovo impianto. Questo perchè la
persona in questione era stata ritenuta più idonea vista l'esperienza specifica
di oltre 30 anni.
Tuttavia,
al Sig. RI 1, nei mesi di agosto/settembre 2006, era stato offerto un'altra
mansione presso una delle ditte del Gruppo __________. Questo evidentemente per
garantirgli il posto di lavoro. Risulta pertanto falsa
l'asserzione del Sig. RI 1 con la quale afferma che "la ditta, contrariamente
a quanto in precedenza prospettatomi, mi ha proposto un'attività
fuori dalle mie mansioni ...".
Ø NON
corrisponde al vero che il Sig. RI 1 aveva chiesto un periodo di
riflessione. La realtà dei fatti consiste invece in un suo netto e chiaro
diniego del posto di lavoro alternativo offerto con la motivazione che
"lui non faceva il manovale". Il Sig. RI 1, alcuni giorni dopo aver
ricevuto la disdetta, cambiò idea, chiedendo di essere riassunto. (vedi Doc. A:
Lettera del 4.10.2006).
Ø E'
falsa e assolutamente diffamatoria l'asserzione con la quale il Sig. RI
1.
afferma che "la ditta ne abbia approfittato per eliminare un
dipendente scomodo".
Dimostrazione
ne è che la sottoscritta aveva offerto un altro impiego al Sig. RI 1. Va
altresì sottolineato che il Gruppo __________, da sempre pone quale priorità la
salvaguardia dei posti di lavoro e questo anche in momenti molto delicati come
quello attuale. (...)" (Doc. 13)
L'assicurato
ha riconosciuto che la ditta, per motivi indipendenti dell'evoluzione
aziendale, ha dovuto cambiare radicalmente alcune attività. Egli ha pure
ammesso che il datore di lavoro gli ha proposto un'altra attività sebbene in
una diversa funzione e in un altro luogo di lavoro (cfr. Doc. 11).
RI 1 ha
pure riconosciuto di avere rifiutato tale proposta e di avere in un secondo
tempo cercato di farsi riassumere (cfr. Doc. 7).
Alla luce
di questi elementi, il TCA ritiene del tutto credibile la versione dei fatti fornita
dal datore di lavoro (cfr. consid. 2.3).
Di
conseguenza l'assicurato non accettando la nuova proposta di lavoro (che
risultava comunque adeguata, cfr. art. 16 cpv. 1 lett. 2 LADI; sentenza del TFA
C 165/03 del 31 gennaio 2005 pubblicata in SVR 2005 ALV Nr. 7; sentenza del TFA
C 22/04 dell'8 ottobre 2004; sentenza del TFA C 151/04 del 30 novembre 2004) si
è intenzionalmente messo nelle condizioni di rimanere disoccupato.
Di
conseguenza la decisione su opposizione impugnata, nella quale
l'amministrazione riducendo la sanzione da 31 a 21 giorni ha tenuto debitamente
conto di tutte le circostanze del caso (cfr. consid. 1.2), deve essere confermata.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso
è respinto.
2. Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Gianluca
Menghetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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