38.2007.80
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9 gennaio 2008Italiano25 min
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Numero d'incarto:
38.2007.80
Data decisione, Autorità:
09.01.2008, TCA
Titolo:
IL al 100% per malattia e poi per infortunio per oltre12 mesi.Progetto di assegnazione di rendita AI,indipendentemente da conclusione,contiene valutazione medica IL 100% per inf.Inoltre è solo una proposta.Assicurata perlomeno legittimata a credere IL 100%.Esonero dunque dal periodo di contribuzione
ESENZIONE
PERIODO DI CONTRIBUZIONE
TRASMISSIONE ATTI
art. 8 cpv. 1 let. e LADI
art. 14 cpv. 1 let. b LADI
Raccomandata
Incarto n.
38.2007.80
rs
Lugano
9 gennaio
2008
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale
delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattrice:
Raffaella Sartoris
Vacchini, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 8 ottobre 2007 di
RI 1
contro
la decisione su opposizione del 10
settembre 2007 emanata da
Cassa CO 1
in materia di assicurazione contro la
disoccupazione
ritenuto, in
fatto
1.1. Con
decisione su opposizione del 10 settembre 2007 la Cassa CO 1 (di seguito la
Cassa) ha confermato la precedente decisione del 6 agosto 2007 (cfr. doc. A2)
con cui aveva negato all’assicurata il diritto alle indennità di disoccupazione
a decorrere dal 1° agosto 2007, in quanto non aveva compiuto il periodo di
contribuzione, né poteva essere esonerata dall’adempimento dello stesso ai
sensi dell’art. 14 LADI.
A
quest’ultimo riguardo l’amministrazione ha indicato che, siccome sulla base del
progetto di assegnazione di una rendita da parte dell’assicurazione invalidità
l’assicurata presentava una capacità lavorativa del 50% a fare tempo dal 1°
maggio 2006, nel termine quadro di contribuzione in questione (1° agosto 2005
al 31 luglio 2007) essa non poteva essere liberata dall’obbligo di compiere il
periodo di contribuzione (cfr. doc. A1).
1.2. Contro la
decisione su opposizione l’assicurata ha inoltrato un tempestivo ricorso al
TCA, nel quale ha addotto che, dopo aver ricevuto il progetto di decisione
relativa a una rendita dell’AI, si è messa subito alla ricerca di un impiego. Essa
ha, inoltre, precisato, da una parte, che a metà luglio 2007, a seguito del suo
interessamento, ha avuto conferma dalla persona che tratta la sua pratica AI
che poteva iscriversi alla Cassa disoccupazione a partire dal 1° agosto 2007.
Dall’altra, che l’art. 14 LADI prevede degli esoneri dall’adempimento del
periodo di contribuzione e che fra questi figurano anche la malattia e
l’infortunio, eventi riguardanti il suo caso (cfr. doc. I).
1.3. La Cassa, in
risposta, ha postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
1.4. Il 26
ottobre 2007 l’assicurata ha trasmesso della documentazione e ha puntualizzato
di aver presentato almeno un anno di incapacità lavorativa al 100% per malattia
e infortunio (cfr. doc. V).
1.5. L’amministrazione
si è pronunciata in merito con scritto del 7 novembre 2007 (cfr. doc. VII).
1.6. Il doc. VII
è stato inviato per conoscenza alla ricorrente (cfr. doc. VIII).
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni
(cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio
2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H
212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre
2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del
22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
C., I 623/98).
Nel
merito
2.2. Oggetto del
contendere è la questione di sapere se RI 1 ha diritto alle indennità di
disoccupazione a decorrere dal 1° agosto 2007 oppure no.
Più
precisamente il TCA è chiamato a stabilire se l’assicurata, al momento della
richiesta delle prestazioni da parte dell’assicurazione contro la
disoccupazione, adempiva o meno il presupposto di cui all’art. 8 cpv. 1 lett. e
LADI, ossia se la stessa aveva compiuto o era liberata dall’obbligo di compiere
il periodo di contribuzione.
2.3. L’art. 9
cpv. 1 LADI prevede che per la riscossione della prestazione e per il periodo
di contribuzione vigono termini quadro biennali, sempre che la presente legge
non disponga altrimenti.
In virtù
del cpv. 2 il termine quadro per la riscossione decorre dal primo giorno nel
quale sono adempiuti tutti i presupposti per il diritto alla prestazione.
Il
termine quadro per il periodo di contribuzione decorre due anni prima di tale
giorno (cfr. art. 9 cpv. 3 LADI).
Secondo
il cpv. 4 se il termine quadro per la riscossione è scaduto e l'assicurato
pretende di nuovo l'indennità di disoccupazione, termini quadro biennali sono
nuovamente applicabili alla riscossione e al periodo di contribuzione sempre
che la legge non disponga altrimenti.
2.4. L'assicurato
ha, in effetti, diritto all'indennità di disoccupazione, tra l’altro, se ha compiuto
o è liberato dall'obbligo di compiere il periodo di contribuzione (cfr. art. 8
cpv. 1 lett. e LADI).
Secondo
l'art. 13 cpv. 1 LADI, ha adempiuto il periodo di contribuzione colui che,
entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3 LADI), ha svolto durante almeno 12 mesi
un'occupazione soggetta a contribuzione.
L'art. 2
cpv. 1 lett. a LADI stabilisce che è tenuto a pagare i contributi
all'assicurazione contro la disoccupazione (assicurazione) il salariato (art.
10 LPGA) che è assicurato obbligatoriamente ed è tenuto a pagare contributi per
il reddito di un'attività dipendente giusta la legge federale del 20 dicembre
1946 sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS).
L'obbligo
di adempiere al periodo di contribuzione è dunque ossequiato quando
l'assicurato, quale dipendente, prova di aver svolto, nel pertinente termine
quadro, un'occupazione soggetta a contribuzione e di aver percepito durante
almeno dodici mesi un salario determinate ai sensi dell'art. 5 cpv. 2 LAVS
(cfr. DTF 122 V 249, consid. 2b, pag. 250-251 e la giurisprudenza ivi citata).
2.5. Sono pure
considerati, tra l'altro, periodo di contribuzione il servizio militare, civile
e di protezione civile (cfr. art. 13 cpv. 2 lett. b LADI) e i periodi in cui
l’assicurato vincolato da contratto non ha lavorato per malattia o infortunio
(cfr. art. 13 cpv. 2 lett. c LADI).
Nei
rispettivi commenti a questa norma Nussbaumer e Gerhards osservano, in
particolare, che:
" aa)
Gesetzessystematisce Einordnung
173 Art.
13 AVIG kennt fünf Tatbestände, die als Beitragszeit angerechnet werden, obwohl
der Leistungsansprecher für diese Zeittspanne keine Beiträge geleistet hat.
Wesentliche Elemente der Beitragszeit sind die Ausübung einer unselbständigen
Erwerbstätigkeit und die damit verbundene Beitragspflicht. Gesetzessystematisch
richtig wäre unter dem Gesichtspunkt der gleichgestellten Tatbestände, dass
hier nur Sachverhalte innerhalb eines Arbeitsverhältnisses privilegiert würden.
Die Tatbestände nach Art. 13 Abs. 2 lit. b und Abs 2bis AVIG setzen jedoch
nicht voraus, dass der Versicherte in einem Arbeitsverhältnis steht. Sie hätten
in Art. 14 AVIG geregelt werden sollen. Anderseits hat die Gleichstellung mit
Beitragszeiten für die betreffenden Versicherten den Vorteil, keine besondere
Wartezeit bestehen zu müssen.
(…)
ccc)
Kranke und verunfallte Arbeitnehmer
177 Zeiten,
in denen der Versicherte zwar in einem Arbeitsverhältnis steht, aber wegen Krankheit
oder Unfall keinen Lohn erhält und daher keine Beiträge bezahlt, sind nach Art.
13 Abs. 2 lit. c AVIG ebenfalls anrechenbar. Auch hier handelt es sich um
beitragslose Zeiten innerhalb eines Arbeitsverhältnisses. Dieses
Anrechnungstatbestand kommt zum Zuge, wenn die Lohnfortzahlungspflicht des
Arbeitsgebers aufgehört hat
(vgl Art. 324a OR) oder durch Taggelder der Kranken- oder Unfallversicherung
ersetzt bzw. abgelöst worden ist (Art. 324b OR). Dieser Bestimmung kommt
gegenüber der Kranken- und Unfallversicherung Koordinationsfunktion zu, weil
Taggeldleistungen dieser beiden Sozialversicherungszwige nicht
AHV-beitragspflichtig sind (Art. 6 Abs. 2 lit. b AHVV)."
(cfr. Th. Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung,
in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, cifra
marginale 173 e 177, pag. 68 e 70)
2. Sonderzeiten ausserhalb eines
Arbeitsverhältnisses
21
Laut gesetzlicher Vorschrift werden auch schweizericher Militär- und
Zivilschutzdienst sowie die obligatorischen Hauswirtschaftskurse der Mädchen,
sofern sie ganztätig und ununterbrochen während mindestens 3 Wochen geführt werden,
als Beitragszeiten angerechnet (Bst. b).
22
Diese Regelung stellt einen einschneidenden Eingriff in die durch den Begriff
der Beitragszeit vorgezeichneten Systematik dar. Dies gilt besonders, soweit
diese Regelung auf die genannten Dienste und Kurse ausserhalb von
Arbeitsverhältnissen anzuwenden ist. Denn hier ist weder das Moment eine
Beschäftigung als Arbeitnehmer noch das einer damit verbundenen
Beitragspflicht, also keines der im Begriff der Beitragszeit und der
beitragspflichtigen Beschäftigung enthaltenen Elemente sichtbar. - Anderseits
wird diese Regelung von beachtlichen gesellschaftspolitischen Überlegungen
getragen. Schliesslich könnte in Zukunft die Systemdurchbrechung dadurch
gemildert werden, als Pläne bestehen, die EO-Entschädigung der
AHV/AlV-Beitragspflichtig zu unterstellen; in diesem Falle wäre zumindest
bezüglich des Militär- und Zivilschutzdienstes die Beitragskomponente gegeben.
(…)
3.
Sonderzeiten innerhalb eines Arbeitsverhältnisses
27
Laut gesetzlicher Vorschrift sind als Beitragszeit anrechenbar Zeiten, in denen
der Versicherte zwar in einem Arbeitsverhältnis steht, aber wegen Krankheit
oder Unfalls keinen Lohn erhält und daher keine Beiträge bezahlt (Bst. c);
desgleichen auch Arbeitsunterbrüche (während des Arbeitsverhältnisses) wegen
Schwangerschaft oder Mutterschaft (= hier Zeit nach der Niederkunft), soweit
sie durch Arbeitsnehmerschutzbestimmungen vorgeschrieben oder
gesamtarbeitsvertraglich vereinbart sind (Bst. d).
28
In beiden Fällen handelt es sich um Zeiten, in denen der oder die Versicherte
zwar in einem Arbeitsverhältnis steht, er oder sie also die im Begriff der
Beitragszeit enthaltene Komponente der Beschäftigung zumindest formal (vgl.
Dauer des Arbeitsverhältnisses; auch oben
Fatti
N. 4) "vorweisen" kann, nicht jedoch die zweite Komponente, nämlich
die der Beitragspflichtiger Lohn (AHVG 5 II) anfällt. - Diese Zeiten können
deshalb vom begriffssystematischen Aspekt her gesehen (vgl. Begriff des
Baitragsmonats) an sich nicht als Beitragszeit betrachtet werden (vgl. AVIV 11
I: "… in dem der Versicherte beitragspflichtig ist"). - Wenn nämlich
weiter oben (N. 4) festgestellt wurde, dass der neurechtliche Begriff der
"Beitragszeit" grundsätzlich auf die formale Dauer des
Arbeitsverhältnisses abstellt, so wurde diese Feststellung in erster Linie
gegenüber der Regelung im früheren Recht getroffen, wo bei der Bestimmung der
Dauer der "beitragspflichtigen Beschäftigung" der "volle
Arbeitstag" eine beherrschende Rolle spielte. - Durch wiederholten Hinweis
(vgl. z. B. N. 9, 19) auf AVIV 11 I ist die Bedeutung der Komponente der
Beitragspflicht für den Begriff der Beitragszeit mehrfach deutlich markiert
worden.
29
In diesem Zusammenhang ist im übrigen festzuhalten, dass
"Beitragspflicht" (vgl. auch "beitragspflichtig") und
Beitragszahlung nicht dasselbe sind. Eine Nichtbezahlung pflichtiger Beiträge
verhindert die Anrechenbarkeit von Zeiten, die grundsätzlich als
"Beitragszeit" in Betracht kommen können, nicht. - Nicht bezahlte
Pflichtbeiträge werden einfach von der Beitragsinkasso zuständigen
AHV-Organisation (AHV-Ausgleichkasse) nachgefordert.
30
Die Regelung nach Buchstabe c hat nur Bedeutung, soweit die beschränkte
Lohnzahlungspflicht des Arbeitgebers bei Krankheit oder Unfall des
Arbeitnehmers (OR 324a I, II; vgl. Basler, Berner und Zürcher Skala)
dahingefallen oder durch Leistungen (Taggelder) der Kranken- oder
Unfallversicherung ersetzt (vgl. OR 324b betreffend obligatorischer UV) ist. -
Ebenso greift diese Regelung ein bei betreffenden Absenzen der Versicherten während
des Arbeitsverhältnisses, die nicht durch AHV/ALV-beitragspflichtige
Lohnzahlungen gedeckt sind.“
(cfr.
G. Gerhads, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz (AVIG), Ed. Paul Haupt Berna e Stoccarda 1987, Ad art. 13, N. 21, 22 e da 27 a
30, Vol. I, pag. 173 e 174)
2.6. L'art. 14
LADI (nella versione valida dal 1° giugno 2002; cfr. RU N. 18 del 7 maggio
2002, Legge federale concernente l'Accordo tra la Confederazione Svizzera, da
una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, sulla
libera circolazione delle persone, pag. 720 e 722), che regola l'esenzione
dall'adempimento del periodo di contribuzione, prevede, tra l'altro, che sono
esonerate dall’adempimento del periodo di contribuzione le persone che, entro
il termine quadro (art. 9 cpv. 3), durante oltre dodici mesi complessivamente,
non sono state vincolate da un rapporto di lavoro a seguito di malattia (art. 3
LPGA), infortunio (art. 4 LPGA) o maternità (art. 5 LPGA), a condizione che
durante questo periodo siano state domiciliate in Svizzera, e non hanno quindi
potuto soddisfare i relativi obblighi (cfr. art. 14 cpv. 1 lett. b LADI).
Chiamato
a decidere circa il rapporto tra il principio della protezione assicurativa e
quello dell'obbligo assicurativo, in una decisione pubblicata in SVR 2004 ALV
Nr. 6 e massimata in RtiD I-2004 N. 69 pag. 208, il TFA ha confermato il
precedente giudizio di questo Tribunale e ha stabilito che il principio della
protezione assicurativa deve avere la precedenza su quello dell'obbligo assicurativo.
Nulla osta pertanto all'apertura di un nuovo termine quadro in virtù
dell'esonero, in seguito a malattia, dall'adempimento del periodo di
contribuzione, dopo che un precedente termine quadro era già stato aperto per
gli stessi motivi.
Contestualmente
l'Alta Corte, in particolare circa l'esigenza di un legame di causalità tra il
mancato adempimento dell'obbligo del periodo di contribuzione e il motivo
dell'impedimento, ha rilevato che:
"
(…)
1.2.3 Secondo la giurisprudenza del Tribunale
federale delle assicurazioni, l'applicazione di questo disposto (ndr.: si
riferisce all'art. 14 cpv. 1 lett. b LADI) presuppone che l'assicurato sia
stato impedito, per almeno dodici mesi, di essere parte contraente di un
rapporto di lavoro per una delle ragioni enumerate dalla legge. In altri
termini, deve esistere un legame di causalità tra l'assenza di un'attività
lucrativa e, quindi, tra l'inadempimento del periodo di contribuzione da un
lato, e i motivi elencati nel predetto disposto, in particolare l'esistenza di
una malattia, dall'altro lato. Siffatta causalità è unicamente data se, per uno
dei motivi indicati, non era possibile né ragionevolmente esigibile per
l'assicurato esercitare un'attività, anche solo a tempo parziale (DTF 126 V 386
seg. consid. 2b, 121 V 342 seg. consid. 5b; DLA 1995 no. 29 pag. 167 seg.
consid. 3b/aa e riferimenti ivi citati). Ne consegue che in presenza di
un'incapacità lavorativa solo parziale, l'esistenza del necessario nesso
causale è condizionata al fatto che si potesse o meno esigere l'esercizio di
un'attività soggetta a contribuzione, svolta a tempo parziale (cfr. pure
sentenza inedita del 12 ottobre 1999 in re R., C 202/99; Nussbaumer, op. cit.,
cifra marg. 197).
(…)." (cfr. SVR 2004 ALV Nr. 6, consid.
1.2.3, pag. 17)
In una
decisione pubblicata in DLA 1998 N. 19 il TFA ha stabilito, tra l'altro, che
un'incapacità lavorativa del 50% non impedisce di soddisfare l'adempimento del
periodo di contribuzione nell'ambito di un'occupazione a tempo parziale.
2.7. In merito al
rapporto tra l'art. 13 e l'art. 14 LADI, in una sentenza pubblicata in DLA 2004
N. 26 pag. 269 segg., il TFA ha ribadito la sussidiarietà delle regole circa
l'esenzione dall'adempimento del periodo di contribuzione secondo l'art. 14
LADI rispetto al periodo minimo di contribuzione secondo l'art. 13 LADI.
L'Alta
Corte ha sviluppato le seguenti considerazioni:
"
(…)
3.2 Der Gesetzgeber geht deswegen von einem
überjährigen Befreiungstatbestand nach Art. 14 AVIG - im Extremfall: von 12
Monaten und 1 Tag - aus, weil der Versicherte bei kürzerer (12monatiger oder
unterjähriger) Dauer des Befreiungstatbestandes die Möglichkeit hat, sich durch
bezahlte unselbstständige Erwerbstätigkeit das Mindestbeitragsjahr nach Art. 13
Abs. 1 AVIG zu sichern. Entgegen der Auffassung des kantonalen Gerichts hat
diese Überlegung nach wie vor Gültigkeit, weil bei unterjährigen
Befreiungstatbeständen auch unter der Herrschaft des seit 1. Januar 1998
geltenden zweiten Satzes von Art. 13 Abs. 1 AVIG in der zweijährigen
Rahmenfrist Raum für den geforderten Beitragsnachweis verbleibt. Wie das seco
in seiner Vernehmlassung zutreffend bemerkt, hat der Gesetzgeber anlässlich der
Neufassung von Art. 13 Abs. 1 AVIG auf den 1. Juli 2003 am bisherigen Konzept
(Trennung von Art. 13 und Art. 14 AVIG) festgehalten, und dies obgleich er die
12monatige Mindestbeitragszeit nun zum allgemeinen (nicht erst bei einer
zweiten Rahmenfrist) zu beachtenden Anspruchserfordernis gemacht hat. Wenn aber
der Gesetzgeber im Rahmen einer Revision, in Kenntnis einer zur alten Regelung
ergangenen Rechtsprechung, an einer bestimmten Konzeption festhält - hier der
Subsidiarität der Befreiungstatbestandsregelung nach Art. 14 AVIG im Vergleich
zur Mindestbeitragszeit nach Art. 13 AVIG -, geht es nicht an, unter dem alten
Recht (hier die bis 30. Juni 2003 gültig gewesenen Normen) eine neue Praxis zu
begründen, welche der bestätigten legislatorischen Regelungsabsicht
zuwiderliefe (vgl. BGE 126 V 466 f. Erw. 3a-c zum erneuten Bestehen der
Karenzzeit als Voraussetzung für den Anspruch auf Ergänzungsleistungen). Die
Verfügung der Arbeitslosenkasse vom 3. Dezember 2002 ist nach dem Gesagten
rechtens.
(…)." (cfr. DLA 2004 N. 26, consid. 3.2.,
pag. 270-271)
Contestualmente
il TFA ha pure confermato che non è possibile cumulare periodi di contribuzione
con periodi di esonero:
"
(…)
Ebenfalls zutreffend ist, dass eine Kumulation
von Beitragszeiten mit Befreiungszeiten nicht zulässig ist (BGE 121 V 342 unten
f.; ARV 1995 Nr. 29 S. 167 Erw. 3b/aa).
(…)." (cfr. DLA 2004 N. 26, consid. 1, pag.
270)
2.8. Nell’evenienza
concreta dalla documentazione agli atti risulta che l’assicurata, a partire dal
1° giugno 2004, ha lavorato presso la ditta __________ di __________.
La
ricorrente, a causa dell’inabilità al lavoro per malattia, ha effettuato il suo
ultimo giorno di lavoro il 23 dicembre 2004 (cfr. doc. 23).
Il
contratto è, poi, stato disdetto dal datore di lavoro per il 31 marzo 2005
(cfr. doc. 23).
All’insorgente,
il 29 maggio 2006, è occorso un infortunio della circolazione stradale, e
meglio ha subito un tamponamento, tamponando a sua volta la vettura che la
precedeva. Essa ha riportato un colpo di frusta, una contusione lombare e
dolori all’altezza del fegato senza segni di contusione all’US (cfr. doc. 6, 7).
Nel mese
di settembre 2006, a seguito di una domanda di prestazioni AI inoltrata
dall’assicurata nel mese di marzo 2006, l’UAI ha incaricato il Servizio di
accertamento medico dell’assicurazione invalidità (SAM) di esperire una perizia
pluridisciplinare (cfr. doc. 15; A3).
Quali
conseguenze sulla capacità lavorativa nel rapporto del 30 marzo 2007 afferente
alla citata perizia è stato indicato, in particolare, che “complessivamente,
dunque, l’A. dev’essere considerata inabile nella misura del 50% a partire da
maggio 2006 in avanti” (cfr.doc. 15 pag. 24).
Fondandosi
sulla conclusione appena esposta, l’UAI, con il progetto di assegnazione di
rendita del 30 maggio 2007, ha enunciato che la sua decisione avrebbe
comportato il riconoscimento del diritto a una rendita d’invalidità intera con
grado del 100% dal 1° gennaio 2006 (dopo un anno di attesa in incapacità al
lavoro) al 31 luglio 2006 (tre mesi dopo il miglioramento dello stato di
salute). Dal 1° agosto sarebbe stata erogata una mezza rendita con grado del
52% (cfr. doc. A5).
Considerandi
L’insorgente
si è iscritta in disoccupazione con effetto dal 1° agosto 2007 (cfr. doc. 30).
La Cassa
ha negato all’assicurata il diritto all’indennità di disoccupazione, in quanto
la stessa, oltre a non avere compiuto il periodo di contribuzione di almeno
dodici mesi, non poteva essere esonerata dall’adempimento del medesimo.
Riferendosi
al progetto di assegnazione di rendita AI del 30 maggio 2007, l’amministrazione
ha indicato che, vista la parziale incapacità lucrativa a decorrere dal mese di
maggio 2006, non esiste un nesso di causalità tra l’incapacità lavorativa
subita e la mancanza di un periodo contributivo sufficiente di 12 mesi (cfr.
doc. A2; A1).
L’assicurata
ha contestato quanto deciso dalla Cassa, asserendo in buona sostanza che il
mancato periodo di contribuzione è giustificato da un periodo di oltre 12 mesi
di incapacità lavorativa al 100% per malattia e infortunio (cfr. doc. I, V).
2.9
Questa Corte
ricorda preliminarmente che la ricorrente per beneficiare del diritto alle prestazioni
a far tempo dal 1° agosto 2007, nel termine quadro per il periodo di
contribuzione rilevante, che in casu va dal 1° agosto 2005 al 31 luglio 2007
(cfr. art. 9 cpv. 1 e 3 LADI), deve, tra l’altro, avere compiuto o essere
esonerata dall’obbligo dell’adempimento del periodo di contribuzione (cfr.
consid. 2.4., 2.5.).
In
concreto non è contestato che l’assicurata non ha compiuto il periodo minimo di
contribuzione di dodici mesi ai sensi dell’art. 13 cpv. 1 LADI.
Infatti
il rapporto di lavoro con la __________ di __________ è durato dal 1° giugno
2004.
al 31 marzo 2005 e l’ultimo giorno di lavoro effettuato è stato il 23 dicembre
2004.
(cfr. doc. 23).
Nel
termine quadro in questione (1° agosto 2005 al 31 luglio 2007) la ricorrente
non ha, pertanto, svolto un’attività dipendente soggetta a contribuzione per
una durata di almeno dodici mesi.
2.10
L’assicurata
ritiene, come visto, che debba essere esonerata dal periodo di contribuzione.
Al
ricorso inoltrato al TCA l’insorgente ha allegato un certificato medico del 16
agosto 2007 del proprio medico, Dr. med. __________, del seguente tenore:
"
Con la presente certifico che la mia paziente ha
un’inabilità lavorativa al 100% (malattia) dal 3.01.2005.
Il 29.05.2006 ha subito un
politrauma in un incidente della circolazione ed era inabile al 100% per
infortunio dal 29.05.2006 al 30.09.2006, al 50% dal 1.10.2006 al 31.01.2007 e
al 25% dal 1.02.2007.
L’inabilità per malattia
va avanti.
La paziente non era quindi
in grado di lavorare, nemmeno parzialmente, a causa della complessità dei
problemi di salute (malattia e infortunio).” (Doc. A4)
Tale attestazione
risulta attendibile, visto che trova completa conferma nel rapporto peritale
del 30 marzo 2007 ordinato dall’UAI.
In
effetti da tale referto, nonostante la relativa conclusione si limiti a indicare
che l’insorgente dev’essere considerata inabile nella misura del 50% a partire
da maggio 2006 in avanti (cfr. consid. 2.8.; doc. 15 pag. 24), emerge
che:
"
(…)
18.7
: rapporto del
dr. __________ al dr. __________.
Chiede una presa a carico
psichiatrica.
27.10
: rapporto
del dr. __________ all’__________.
Situazione invariata. Ha
perso il posto di lavoro e non è reinseribile. Oltre alle problematiche
psichiche è utile un approfondimento internistico e ginecologico. Segue terapia
farmacologia, psicoterapia e terapia di shiatzu. Seguita dal 14.7.2005. Assume
Seropram, Somnium e Condor. L’evoluzione dipende pure dall’evoluzione della
problematica internista e dalla possibilità di un reinserimento lavorativo.
Totalmente inabile al lavoro.
(…)
11.4
: rapporto
medico AI del dr. __________.
Episodio depressivo di
media gravità ICD-10 F32.11. Incapacità lavorativa totale dal luglio 2005. Il
licenziamento, avvenuto dopo crisi di malattia per essere sottoposta ad
intervento ginecologico, ha dato origine ad uno stato depressivo dal quale l’A.
non è riuscita a riprendersi. Non è in grado di pronunciarsi sulla prognosi.
Descrive apatia, insonnia, sintomatologia ansiosa, parestesie, insicurezza,
inappetenza e marcato ritiro sociale.
(…)
21.8
: valutazione medica della __________
di __________, dr. __________, per la __________.
Si riassumono gli atti, si descrive l’esame
clinico, le dichiarazioni dell’A., la terapia, l’esame clinico nei dettagli e
la rx della colonna toracolomboscarale. Diagnosi: cervicotoracolombalgia con
stato dopo tamponamento automobilistico il 29.05.2006 con distorsione della
colonna cervicale e contusione della colonna toracolombare e dell’arco costale
ds. (…) Inabile al 100% per problemi alla schiena a carico della __________ (…)
Fissano una capacità lavorativa del 50% a partire dal 01.10.2006 e consigliano
un nuovo esame ad inizio novembre 2006.
(…)
15.01.2007
valutazione medica da parte del dr.
__________ per la __________.
Il dr. __________ riassume gli atti, descrive i
disturbi attuali dell’A. e descrive l’esame clinico nei dettagli. Pone le
diagnosi di cervico-toracolombalgie cervicocefalee con stato dopo tamponamento
il 29.05.2006, distorsione della colonna cervicale, contusione della colonna
toracolombare e dell’arco costale ds.
(…)
Può essere messa abile al lavoro nella misura del
75% dal 01.02.2007. Lo stato di salute può migliorare con fisioterapia. Per il
momento non vede una menomazione dell’integrità remunerabile. Propone chiusura
del caso a fine marzo 2007.” (Doc. 15)
Da quanto
appena riportato si evince, quindi, che l’assicurata ha presentato
un’incapacità lavorativa totale per malattia perlomeno dal 3 gennaio 2005 all’11
aprile 2006.
Inoltre,
a seguito dell’evento traumatico del 29 maggio 2006, essa è stata inabile al
lavoro al 100% dalla data del sinistro fino al 30 settembre 2006 e al 50% dal
1° ottobre 2006 al 31 gennaio 2007.
In simili
condizioni, questa Corte ritiene che nel termine quadro per il periodo di contribuzione
rilevante – 1° agosto 2005-31 luglio 2007 -, perlomeno dal 1° agosto 2005
all’11 aprile 2006 e dalla fine di maggio 2006 al 30 settembre 2006, vi è un
nesso causale tra il mancato adempimento dell’obbligo del periodo di
contribuzione e il motivo dell’impedimento, ossia la malattia prima e
l’infortunio poi.
L’insorgente,
dunque, raggiunge il periodo di oltre dodici mesi (8 mesi dall’agosto 2005 al
marzo 2006 + 4 mesi dalla fine di maggio alla fine di settembre 2006 + 11
giorni in aprile 2006 + 3 giorni nel mese di maggio 2006) in cui non è stata
vincolata da un rapporto di lavoro a seguito di malattia e di infortunio e va
così esonerata dall’adempimento del periodo di contribuzione ai sensi dell’art.
14.
cpv. 1 lett. b LADI.
La
soluzione a cui è giunto il TCA non può peraltro essere sovvertita da quanto
emerge dal progetto di assegnazione di rendita AI del 30 maggio 2007, secondo
cui dal mese di gennaio 2005 la capacità lavorativa dell’assicurata è limitata
in modo rilevante, causandole una completa inabilità al lavoro in qualsiasi
attività, mentre il suo stato di salute, sulla base della perizia del 30 marzo
2007, è migliorato dal mese di maggio 2006, consentendole una capacità
lavorativa pari al 50% nella sua usuale attività di impiegata d’ufficio come
pure in altre attività leggere e adatte (cfr. doc. A5 pag. 2).
Non va,
infatti, dimenticato che il referto della perizia pluridisciplinare del marzo
2007.
fa espressamente riferimento, da un lato, alle attestazioni del Dr. __________,
secondo cui la ricorrente ha presentato un’incapacità al lavoro totale per
problemi psichici perlomeno dal luglio 2005 all’11 aprile 2006. Dall’altro,
alle certificazioni del Dr. med. __________, fiduciario dell’assicuratore
infortuni, il quale ha riscontrato un’inabilità al lavoro al 100% a causa del
sinistro del 29 maggio 2006 da tale data fino alla fine di settembre 2006.
Del resto
quello del maggio 2007 è solo un progetto di assegnazione di rendita AI. L’UAI,
al momento dell’inoltro del ricorso sub judice nell’ottobre 2007, non
aveva ancora emesso una decisone formale in merito, che, giova ricordarlo, è
impugnabile dinanzi a questa Corte.
Anche lo
scritto del 13 luglio 2006 dell’__________ all’assicurata si rivela ininfluente
ai fini del presente giudizio.
E’ vero
che dallo stesso emerge che il dr. med. __________ nel suo rapporto del 30
giugno 2006 ha indicato che l’assicurata non avrebbe più raggiunto una capacità
al lavoro del 100% nella sua professione originaria di collaboratrice, ma che
per lei era possibile e ragionevolmente esigibile una prestazione di lavoro del
50% nell’ambito di un’attività più leggera (cfr. doc. B2).
E’
altrettanto vero, tuttavia, che, a prescindere dall’attendibilità o meno - alla
luce dei postumi dell’infortunio occorso all’insorgente alla fine di maggio
2006.
- del certificato del Dr. __________, la data della lettera dell’__________
è antecedente alla valutazione di inabilità al 100% fino al 30 settembre 2006 formulata
dal Dr. __________ il 21 agosto 2006 (cfr. doc. 15).
Al
riguardo è utile segnalare che il TFA, in una sentenza del 13 dicembre 2002
nella causa G., C 84/02, ha stabilito che un assicurato, iscrittosi in
disoccupazione con effetto dal 1° ottobre 2001, il quale aveva disdetto il
rapporto di impiego per motivi di salute per la fine di luglio 2000 e che aveva
beneficiato di indennità giornaliere dell’assicurazione malattie collettiva
fino alla fine di settembre 2001, non poteva essere esonerato dall’adempimento
del periodo di contribuzione giusta l’art. 14 cpv. 1 lett. b LADI. Egli,
infatti, dal 1° agosto 2000, era totalmente abile al lavoro in un’attività
adeguata alle sue condizioni di salute.
L’Alta
Corte ha precisato che, anche nel caso in cui l’assicurato non fosse stato
informato dai medici che lo avevano avuto in cura in merito alla sua esistente
capacità lavorativa - come da lui preteso -, al più tardi a metà giugno 2001
era stato messo al corrente della sua abilità al lavoro da parte
dell’assicuratore che gli versava le indennità giornaliere per perdita di
guadagno, in occasione della comunicazione della soppressione delle
prestazioni.
Pertanto
in quel caso l’assicurato, il cui termine quadro di contribuzione si estendeva
dal 1° ottobre 1999 al 30 settembre 2001, essendo a conoscenza della sua
completa abilità lavorativa in attività confacenti a far tempo da metà giugno
2001, non raggiungeva i dodici mesi senza impiego a causa di malattia.
In
concreto, applicando a contrario la giurisprudenza del TFA appena citata,
occorre concludere che, visto che l’attestazione di incapacità al lavoro totale
del Dr. __________ dell’agosto 2006 è successiva a quella del Dr. __________
l’insorgente era, in ogni caso, legittimata a credere di essere incapace al
lavoro al 100% dal 29 maggio alla fine del mese di settembre 2006 (per un caso
analogo cfr. STCA 38.2006.56 del 22 marzo 2007).
2.11
Alla luce di
tutto quanto esposto, la decisione su opposizione impugnata va annullata e gli
atti retrocessi all’amministrazione perché verifichi se l’assicurata adempie
gli ulteriori presupposti necessari per poter beneficiare del diritto alle
indennità di disoccupazione.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso
è accolto.
§ La decisione su
opposizione del 10 settembre 2007 è annullata.
§§ Gli atti sono retrocessi
alla Cassa CO 1 perché verifichi se l'assicurata adempie agli ulteriori
presupposti necessari per poter beneficiare del diritto alle indennità di
disoccupazione.
2. Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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