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Decisione

38.2007.91

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

16 gennaio 2008Italiano25 min

Source ti.ch

Fatti

I

surriferiti requisiti devono essere adempiuti nella loro totalità.

Le

condizioni negative sono stabilite all'art. 31 cpv. 3 LADI, secondo cui non

hanno diritto all'indennità per lavoro ridotto:

" a. i lavoratori, la cui perdita di lavoro non è determinabile o il

cui tempo di lavoro non è sufficientemente controllabile;

b. il coniuge del

datore di lavoro occupato nell'azienda di quest'ultimo;

c. le persone che,

come soci, compartecipi finanziari o membri di un organo decisionale supremo

dell'azienda, determinano o possono influenzare risolutamente le

decisioni del datore di lavoro, come

anche i loro coniugi occupati nell'azienda."

2.3. Secondo

l'art. 32 cpv. 1 LADI:

" Una perdita di lavoro è computabile se:

a. è dovuta a motivi

economici ed è inevitabile e

b. per ogni periodo

di conteggio è di almeno il 10 per cento delle

ore di lavoro

normalmente fornite in complesso dai lavoratori dell'azienda."

Per

l'art. 33 cpv. 1 LADI non è invece computabile una perdita di lavoro:

" a. se è dovuta a misure d'organizzazione aziendale, come lavori di pulizia,

di riparazione o di manutenzione, nonché ad altre

interruzioni dell'esercizio, usuali e

ricorrenti, oppure a circostanze

rientranti nella sfera normale del

rischio aziendale del datore di

lavoro;

b. se è usuale nel

ramo, nella professione o nell'azienda oppure se è causata da

oscillazioni stagionali del grado d'occupazione;

c. in quanto cada in

giorni festivi, sia cagionata da vacanze aziendali o sia fatta valere

soltanto per singoli giorni immediatamente prima o dopo giorni festivi o

vacanze aziendali;

d. se il lavoratore

non accetta il lavoro ridotto e dev'essere pertanto rimunerato secondo il

contratto di lavoro;

e. in quanto

concerne persone vincolate da un rapporto di lavoro di durata determinata o da

un rapporto di tirocinio o al servizio di un'organizzazione per

lavoro temporaneo oppure;

f. se è la

conseguenza di un conflitto collettivo di lavoro nell'azienda in cui

lavora l'assicurato."

Scopo

delle citate norme é di evitare la traslazione delle spese inerenti i rischi

aziendali all’assicurazione contro la disoccupazione (cfr. Messaggio del

Consiglio federale del 2 luglio 1980, in FF 1980 III pag. 531; cfr. pure il

Rapporto della Commissione della gestione del Consiglio nazionale, “Efficacia

delle indennità per lavoro ridotto”, in FF N. 10, 16 marzo 1999, pag.

1628-1643).

2.4. Secondo

l'art. 33 cpv. 1 LADI non è computabile la perdita di lavoro dovuta a circostanze

rientranti nella sfera normale del rischio aziendale. Per "normale rischio

aziendale" si intende il pericolo di subire delle perdite per motivi

legati alla sfera interna dell'azienda (ad esempio: difetti nei macchinari,

problemi con il personale, errori di organizzazione) o per motivi esterni (ad

esempio la situazione del mercato), che ogni impresa ha e che è di conseguenza

in grado di calcolare o di prevenire o combattere con opportune contromisure

(cfr. STF C 246/06 del 16 luglio 2007; STFA C 264/03 del 2 dicembre 2004; STFA C

189/02 del 15 marzo 2004; SVR 2003 ALV Nr. 9; DLA 2002 pag. 59, DLA 2000 pag.

53, consid. 4b, pag. 57 e 58; DLA 1999 pag. 48 e 204; DLA 1998 pag. 290; DLA

1996/1997 pag. 54, consid. 2b, pag. 58; DLA 1995 pag.

117, consid. 1b, pag. 119 e 120; G. Gerhards: "Kommentar zum

Arbeitslosenversicherung (AVIG)", Ed. Paul Haupt

Berna e Stoccarda, 1987, Vol. I, pag. 426-428).

Infatti,

la giurisprudenza federale, ha stabilito che le perdite di lavoro che possono

colpire ogni datore di lavoro rientrano nei rischi normali dell’azienda e

devono di regola essere assunti da quest’ultima. Soltanto se esse presentano un

carattere eccezionale o straordinario conferiscono un diritto all’indennità per

lavoro ridotto (cfr. STFA dell’11 agosto 2005 nella causa T., C 121/05; STFA

del 15 marzo 2004 nella causa F. SA, C 189/02; SVR 2003 ALV Nr. 9; DLA 2000

pag. 53, consid. 4b, pag. 57 e 58; DLA 1999 pag. 204, consid. 2a, pag. 206; DLA

1996/1997 pag. 54, consid. 2b aa), pag. 58; DLA 1995 pag. 117, consid. 1b, pag.

119 e 120).

Nella

citata sentenza C 189/02 del 15 marzo 2004, l'Alta Corte ha confermato il

precedente giudizio di questo Tribunale e, definendo le perdite di lavoro

rientranti nel normale rischio aziendale, ha, tra l'altro, ribadito che:

"

(…)

Trattasi segnatamente di perdite di lavoro

abituali che, secondo l'esperienza, sopravvengono periodicamente e possono

colpire ogni datore di lavoro. Ogni azienda deve quindi affrontare tali

evenienze ed essere in grado di prevederle, prevenirle o combatterle con

opportuni provvedimenti. Soltanto se le perdite denotano un carattere

eccezionale o straordinario possono dar diritto al versamento di un'indennità

per lavoro ridotto (DLA 1998 no. 50 pag. 291 consid. 1,

1996/1997 no. 11 pag. 58 consid. 2b/aa e riferimenti; cfr. anche Gerhards,

Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, vol. I,

pag. 426 segg., note 64-70).

(…)

Alla pronuncia cantonale deve essere prestata

adesione anche nella misura in cui ha concluso che i motivi addotti dalla

società a sostegno della domanda di indennità per lavoro ridotto - fluttuazione

dei prezzi, differimento delle commesse - rientravano, conformemente alla

giurisprudenza, nel normale rischio aziendale e non erano quindi risarcibili

dall'assicurazione contro la disoccupazione."

In

un’altra sentenza C 264/03 del 2 dicembre 2004, il Tribunale federale delle

assicurazioni (TFA) ha confermato il precedente giudizio di questo Tribunale e,

in particolare, ha puntualizzato che:

"

(…)

Il concetto di normalità deve essere definito con

riferimento all'attività specifica espletata dall'azienda e meglio deve tener

conto delle sue peculiarità. In tale contesto il criterio della prevedibilità

assume un significato determinante (DTF 119 V 500 consid. 1; DLA 1999 no. 10

pag. 48, 1998 no. 50 pag. 290, 1995 no. 20 pag. 117). (…)"

Per

quanto riguarda il settore sanitario, il TFA, in una decisione del 23 febbraio

1999, pubblicata in DLA 1999 N. 35, pag. 204 seg., ha stabilito che la

diminuzione dei pernottamenti nel settore ospedaliero, constatata da parecchio

tempo, costituisce una tendenza generale nel settore della sanità e fa quindi

parte delle circostanze relative ai rischi aziendali normali che una clinica

privata deve assumersi.

In questa

sentenza l'Alta Corte ha in particolare rilevato:

"

b) Les premiers juges ont examiné la question du

risque normal

d'exploitation à la lumière des statistiques

publiées par le service de la santé publique. Ils ont ainsi retenu que le

nombre des «journées malades» dans les hôpitaux de soins aigus a tendance à

diminuer depuis plusieurs années, celles-ci étant passées de 374 700 à 296 000

unités entre les années 1988 et 1996. Par ailleurs, cette tendance à la baisse

touche également la durée moyenne des séjours dans cette catégorie

d'établissements, laquelle a diminué de 11,2 à 8,29 jours durant la même

période.

La commission de recours a considéré qu'il s'agit là

d'une tendance générale dans le secteur hospitalier qui résulte de plusieurs

facteurs. Elle a ainsi retenti que l'évolution des techniques chirurgicales

engendre un développement de la chirurgie ambulatoire et de l'hospitalisation

de jour. Par ailleurs, la commission a mis en évidence d'une part

l'amélioration de l'état de santé général de la population, étroitement liée

aux progrès accomplis en matière de prévention des maladies, et d'autre part la

politique de maîtrise des coûts de la santé

voulue par l'Etat. Enfin, en ce qui concerne plus

particulièrement les hospitalisations en division privée ou semi-privée, les

premiers juges ont considéré que l'augmentation des primes d'assurance-maladie

a certainement joué un rôle non négligeable en incitant les assurés à

privilégier l'hospitalisation en division commune.

Cela exposé, la juridiction cantonale de recours en

a conclu que l'employeur aurait pu anticiper la dégradation de la situation en

pre­nant en temps voulu les mesures de restructuration adéquates, si bien que

le recours de l'autorité fédérale de surveillance devait être admis pour ce

motif déjà (art. 33 al. 1 let. a LACI).

3. -La recourante reconnaît que le nombre de nuitées

à la clinique a diminué au cours de l'année 1997, aussi bien en chambres

privées qu'en division commune. Elle admet ainsi expressément que sa déci­sion

de fermer un étage complet de soins, entraînant une réduction de 25 lits en

1997, était directement liée à la baisse de fréquentation de l'établissement et

que cette mesure de restructuration allait con­duire au licenciement de neuf

collaborateurs.

Quant au caractère prévisible de la diminution des

nuitées, la recou­rante rappelle qu'elle est un institut privé. En conséquence,

sou­tient-elle, on ne saurait, d'un point de vue strictement économique,

comparer sa situation à celle d'un hôpital cantonal subventionné, si bien que

les conclusions auxquelles les premiers juges sont parvenus à la lecture du

concept hospitalier sont erronées.

Il incombait pourtant à la recourante d'exposer en

détail les motifs pour lesquels les statistiques retenues par les premiers

juges ne s'appliquent pas à son cas. Or, elle se borne à alléguer que sa

situation est différente de celle des établissements hospitaliers publics,

alors qu'on aurait pu attendre d'elle-en vertu de son devoir de collaborer à

Considerandi

l'instruction de sa cause (ATF 122 V 158 consid. la et les réfé­rences) - qu'elle produise (ou offre de produire) toutes

les données (statistiques, en particulier) susceptibles d'appuyer ses

conclusions.

En l'espèce, on voit mal en quoi les pertes de

travail qui ont touché la recourante présenteraient un caractère exceptionnel

ou extraordi­naire, au sens où la jurisprudence l'entend, de nature à ouvrir

droit à une indemnité en cas de réduction de l'horaire de travail. En effet,

comme les premiers juges l'ont considéré à juste

titre, la diminution des nuitées dans le secteur hospitalier a été observée de

longue date et constitue une tendance générale dans le secteur de la santé (cf.

consid. 2b ci-dessus), ce que la recourante ne conteste du reste pas. Il s'agit

donc ici manifestement de circonstances inhérentes aux risques normaux

d'exploitation assumés par une entreprise telle que celle de la recourante (

ans le même sens, voir DTA 1996/1997 n° 11 p. 58 consid. 2b)." (DLA 1999

pag. 206-207)

Nel caso

di una ditta operante nel ramo dell'informatica, l'Alta Corte ha

stabilito che motivi quali il calo delle vendite, la diminuzione della percentuale

di sconto da parte del fornitore, le difficoltà di recupero crediti e l'aumento

dei costi, rientrano nel normale rischio aziendale ed ha sottolineato che:

"

(…)

Alla luce della crescente situazione

concorrenziale che notoriamente interessa il ramo dell'informatica,

dell'elettronica e della produzione e commercializzazione di prodotti correlati

è infatti indiscutibile che una perdita di lavoro per ragioni come quelle

avanzate dall'insorgente può di principio toccare nello stesso modo ogni datore

di lavoro di questo ramo e non può pertanto dirsi imprevedibile. La medesima,

non assumendo un carattere eccezionale o straordinario nella congiuntura

attuale, non è pertanto computabile, ma va di principio assunta dalla ditta

interessata, ove peraltro si rilevi che occorre evitare che l'intervento

dell'assicurazione contro la disoccupazione ostacoli la concorrenza mediante

una ridistribuzione dei costi e dei redditi a carico delle aziende

strutturalmente forti (cfr. DLA 1995 no. 20 pag. 120 consid. 2b). (…)"

(cfr. STFA del 30 agosto 1999 in re B. SA, C

115/99, consid. 2)

Nel

campo dell'editoria, il TFA ha stabilito che se un giornale fondato di

recente passa da un'edizione quotidiana a un'edizione settimanale, dopo un anno

e mezzo di esistenza, a causa di una cattiva situazione reddituale, la perdita

di lavoro che ne consegue non può essere esclusa dall'indennità per lavoro

ridotto per il solo motivo che è di natura strutturale e che non può pertanto

essere imputata a motivi economici ai sensi dell'art. 32 cpv. 1 lett. a LADI.

Tuttavia,

siccome la mancanza di redditività della nuova impresa era stata prevista e

presa in considerazione quale rischio aziendale normale, una valutazione errata

degli introiti pubblicitari non può che essere ritenuta parte integrante del

rischio aziendale normale di una nuova impresa (cfr. DLA 2000 pag. 53).

2.5

Per costante

giurisprudenza il TCA ha stabilito che, dopo avere considerato tutte le

circostanze del caso concreto (in particolare la situazione del ramo e quella

concorrenziale nonché un'eventuale evoluzione strutturale), é solo a seconda

della consistenza della flessione della cifra d’affari che si può concludere se

questa rientra o meno nel normale rischio aziendale. Non a caso, per quanto

attiene alla perdita di lavoro, il legislatore federale ha stabilito che una

perdita di lavoro é computabile se é dovuta a motivi economici ed é inevitabile

e per ogni periodo di conteggio é di almeno il 10% delle ore di lavoro

normalmente fornite dai lavoratori dell’azienda (cfr. art. 32 cpv. 1 LADI, vedi

inoltre, tra le tante, STCA del 21 marzo 2005 nella causa R.A. SA, 38.2004.63;

STCA dell’8 marzo 2005 nella causa C. SA, 38.2004.95; STCA dell’11 maggio 2004

nella causa H. Sagl, 38.2004.19; STCA del 26 gennaio 2004 nella causa L. SA, 38.2003.50;

STCA del 24 marzo 2003 nella causa A.P. SA, 38 2002.183; STCA del 20 febbraio

2002.

nella causa E. D.-L., 38.2001.160; STCA del 27 settembre 2001 nella causa

C.C.L. SA, 38.2001.125; STCA del 31 luglio 2001 nella causa F.SA, 38.2000.310;

STCA del 17 gennaio 2001 nella causa C.N.C. 2000 SA, 38.2000.169; STCA del 21

novembre 2000 nella B., 38.2000.26; STCA del 2 febbraio 2000 nella causa G.M.

& Co. SA, 38.1999.177 e STCA del 7 gennaio 1999 nella causa V.-V. & A.,

38.1998

).

Secondo

la giurisprudenza del TCA, non tutte le oscillazioni della cifra d'affari

giustificano la concessione dell'indennità per lavoro ridotto. Nondimeno nella

misura in cui la diminuzione della cifra d'affari raggiunge o supera il 25%

rispetto alla media del quadriennio precedente non può più essere considerata

una fluttuazione normale dell'attività imprenditoriale, per cui non rientra più

nel normale rischio aziendale (cfr. STCA del 21 marzo 2005 nella causa R.A. SA,

38.2004

; STCA dell’8 marzo 2005 nella causa C. SA, 38.2004.95; STCA dell’11

maggio 2004 nella causa H. Sagl, 38.2004.19; STCA del 26 gennaio 2004 nella

causa L. SA, 38.2003.50; STCA del 24 marzo 2003 nella causa A.P. SA, 38

2002.

; STCA del 18 ottobre 2002 nella causa C.S.P. SA, 38.2002.95; STCA del

17.

giugno 2002 nella causa F. SA, 38.2001.231; STCA del 27 settembre 2001 nella

causa C.C.L. SA, 38.2001.125; STCA del 31 luglio 2001 nella causa F.SA,

38.2000

; STCA del 24 luglio 2000 nella causa R.G. SA, 38.2000.22; STCA del

4.

gennaio 2000 nella causa I. P. Sagl, 38.1999.178; STCA 17 marzo 1999 nella

causa T.N. SA, 38.1998.319; STCA del 23 novembre 1998 nella causa A. C. SA,

38.1998

; STCA del 10 novembre 1998 nella causa M., 38.1998.172; STCA del 17

agosto 1998 nella causa M. SA, 38.1997.327; STCA 9 marzo 1998 nella causa T.

SA, 38.1997.139; STCA 2 settembre 1997 nella causa S., 38.1997.48; STCA 11

agosto 1997 nella causa R., 38.1997.24; STCA 4 giugno 1997 nella causa P.,

38.1996

; STCA 10 settembre 1996 nella causa M.F. SA, 38.1996.53).

In una

sentenza C 302/05 del 25 luglio 2007 il Tribunale federale ha sviluppato le

seguenti considerazioni riguardo alla prassi del TCA:

"

6.1

Per quel che

attiene al merito della vertenza, può essere data adesione alla pronuncia

impugnata, resa in ossequio ad una consolidata prassi giudiziaria cantonale,

secondo la quale una flessione della cifra d'affari inferiore al 25%

costituisce circostanza rientrante nella sfera normale del rischio aziendale di

cui all'art. 33 cpv. 1 lett. a LADI.

È vero che il primo criterio entrante in linea di

conto è quello delle ore di lavoro fornite. L'art. 32 cpv. 1 LADI dispone

infatti che una perdita di lavoro è computabile, ai fini del diritto a

indennità per lavoro ridotto, se è dovuta a motivi economici ed è inevitabile

(lett. a) e se per ogni periodo di conteggio è di almeno il 10% delle ore di

lavoro normalmente fornite in complesso dai lavoratori dell'azienda (lett. b).

È però anche vero che talora, in casi particolari come quello in oggetto, può

essere opportuno confrontarsi con il criterio della cifra d'affari. Simile

riferimento - perlomeno nelle circostanze della fattispecie - non costituisce

soluzione insostenibile, contraria al diritto. D'altronde, il criterio della

cifra d'affari non è nozione estranea in materia di indennità per lavoro

ridotto. Così, giusta l'art. 51a cpv. 3 OADI, che disciplina le perdite

di lavoro in seguito a perdite di clientela dovute a condizioni

meteorologiche, l'attività dell'azienda è considerata notevolmente limitata se

la cifra d'affari conseguita nel corrispondente periodo di conteggio non supera

il 25% della media delle cifre d'affari realizzate nel corso degli ultimi

cinque anni durante il medesimo periodo (cfr. pure, sul tema della cifra

d'affari, Boris

Rubin, Assurance-chômage, 2a ed., Zurigo/Basilea/Ginevra

2006, pag. 504 n. 6.1.8.1). Per quel che concerne poi gli eventuali rischi di

una manipolazione arbitraria dei dati riferiti alla cifra d'affari, a

prescindere da ipotesi di natura penale, occorre rilevare che è comunque

possibile accertare agevolmente se vi siano stati spostamenti sospetti,

esaminando la contabilità riferita ai periodi immediatamente precedenti e/o

seguenti a quelli considerati. Ne consegue, in sostanza, che la soluzione

adottata dalla Corte

cantonale, fondata sul criterio della cifra

d'affari anziché su quello delle ore di lavoro fornite, può nella concreta

fattispecie essere condivisa.

(...)

Da queste tavole sinottiche risulta

un'oscillazione della cifra d'affari del 17,22% nei cinque mesi da gennaio a

maggio 2004/2005 e del 16,3% nel corrispondente periodo 2003/2004. La

variazione è invece del 17,61% nei tre mesi da marzo a maggio 2004/2005 e del

23,73% nel corrispondente trimestre 2003/2004.

Ora, in considerazione del fatto - come peraltro

rilevato dai primi giudici e dalla Sezione cantonale del lavoro - che la cifra

d'affari della X.________ Sagl, per il periodo entrante in linea di conto negli

anni 2003-2005, ha avuto una variazione tra il 16,3% e il 23,73%, valori,

questi, inferiori al limite determinante del 25%, le chieste prestazioni non

possono essere assegnate.

A nulla giova alla ricorrente sostenere che i

primi giudici hanno omesso di considerare in modo sufficiente la giovane età

dell'azienda, fondata nel 1989 - ossia ben 16 anni prima della richiesta di indennità

per lavoro ridotto -, quando la stessa ditta motiva l'introduzione del lavoro

ridotto per mancanza di lavoro e per evitare eventuali licenziamenti. Premesso

che la ditta in questione non può sicuramente essere considerata come

"giovane", occorre

ricordare che, pur riconoscendo la difficile

situazione del mercato in cui opera X.________ Sagl, riconducibile in parte

anche all'apertura delle frontiere alle ditte estere, sicuramente

concorrenziali, non è scopo dell'assicurazione contro la disoccupazione permettere

al datore di lavoro di conservare personale in esubero quando già per sua

stessa ammissione afferma esservi "crisi di lavoro", e in particolare

quando asserisce che la perdita di lavoro temporanea è riconducibile ad una

"politica sbagliata", verosimilmente intendendo la normativa entrata

in vigore favorevole all'espansione nel Cantone Ticino di ditte italiane

situate in prossimità del confine. Compete infatti al datore di lavoro, e non

alle assicurazioni sociali, prevedere l'evoluzione e prendere provvedimenti

adeguati e tempestivi per rendere efficiente e autonoma la ditta, a prescindere

dall'evoluzione generale del mercato per effetto di mutamenti legislativi a

livello europeo."

2.6

Nella

presente fattispecie, la RI 1 ha motivato l'introduzione del lavoro ridotto con

il fatto che lo studio di fisioterapia ha subito un calo di clientela. Infatti

un certo numero di pazienti si farebbe curare in Italia, zona di confine, dopo

l'entrata in vigore degli Accordi bilaterali.

Tale

fenomeno avrebbe toccato anche altri studi di fisioterapia (cfr. consid. 1.1).

Secondo

il TCA questo motivazione non è tale da permettere il riconoscimento dal

diritto ad indennità per lavoro ridotto. Infatti si tratta di una circostanza

che manifestamente rientra nel rischio normale del datore di lavoro (cfr.

consid. 2.4).

D'altra

parte, secondo quanto affermato dallo stesso ricorrente, la perdita di

clientela ha interessato anche le altre ditte attive nel settore della

fisioterapia.

In tale

contesto va ricordato che, secondo la giurisprudenza federale, una concorrenza

accresciuta nel settore specifico è una circostanza che fa parte del normale

rischio aziendale (cfr. DLA 1999 pag. 204, DLA 2003 pag. 195).

Alla luce

di quanto appena esposto il TCA ritiene che la perdita di lavoro subita dalla

ditta è dunque da ascrivere a circostanze rientranti nel normale rischio

aziendale (cfr. pure la STF C 302/05 del 25 luglio 2007 in fine, riprodotta al

consid. 2.4).

Essa non

è dunque computabile alla luce dell'art. 33 cpv. 1 lett. b LADI.

Di

conseguenza la decisione su opposizione impugnata deve essere confermata, senza

che sia necessario ancora esaminare se l'oscillazione della cifra d'affari

rientra o no ancora nel normale rischio aziendale del datore di lavoro. In

particolare, secondo la giurisprudenza federale, una cifra d'affari che

aumenta o che resta invariata non indica certo una diminuzione del lavoro ed

esclude l'assegnazione di indennità per lavoro ridotto (cfr. STFA C 264/03 del

2.

dicembre 2004; STFA C 189/02 del 15 marzo 2004).

Ora, nel

suo scritto del 21 novembre 2007 il ricorrente ha precisato di avere avuto a

quel momento "un aumento superiore al previsto di pazienti" (cfr.

Doc. Doc. VI)

Va infine

rilevato che il diritto all'indennità per lavoro ridotto non può essere

riconosciuto neppure sulla base delle normative relative alle oscillazioni

stagionali del grado di occupazione (cfr. art. 33 cpv. 1 lett. b LADI e 54 a

OADI).

Infatti,

come giustamente sottolineato dall'amministrazione (cfr. consid. 1.2) negli

ultimi mesi dell'anno lo studio di fisioterapia non subisce infatti

abitualmente una perdita di lavoro bensì un incremento della sua attività.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Non si percepisce

tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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