38.2007.99
Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino
18 febbraio 2008Italiano36 min
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AIUTO
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Numero d'incarto:
38.2007.99
Data decisione, Autorità:
18.02.2008, TCA
Titolo:
5 giorni di sanzione per insuffic.ricerche.Il dovere di informazione e consulenza non violato per il fatto che quando è andato all'URC non gli è stato indicato il numero di ricerche.Cercare lavoro è una regola elementare.Opuscoli infor.non prevedono il n.,poiché il n.di 4 è solo indicativo
INFORMAZIONE E CONSULENZA
OBBLIGO DELL'ASSICURATO
SANZIONE
art. 329 cpv. 3 CO
art. 16 cpv. 2 let. b LADI
art. 16 cpv. 2 let. d LADI
art. 17 LADI
art. 30 cpv. 1 let. c LADI
art. 27 LPGA
art. 26 OADI
Raccomandata
Incarto n.
38.2007.99
rs
Lugano
18 febbraio
2008
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale
delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattrice:
Raffaella Sartoris
Vacchini, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 23 novembre 2007
di
RI 1
contro
la decisione su opposizione del 25
ottobre 2007 emanata da
Ufficio regionale di collocamento di __________,
in materia di assicurazione contro la
disoccupazione
ritenuto, in
fatto
1.1. Con
decisione su opposizione del 25 ottobre 2007 l’Ufficio regionale di
collocamento di __________ (di seguito URC) ha confermato la precedente decisione
del 3 ottobre 2007 (cfr. doc. A2) con cui aveva sospeso l’avv. RI 1 per cinque
giorni dal diritto alle indennità di disoccupazione a causa di insufficienti
ricerche di lavoro nel periodo dall’11 maggio al 31 luglio 2007, precedente
l’iscrizione in disoccupazione (cfr. doc. A1).
1.2. Contro la
decisione su opposizione del 25 ottobre 2007 l’assicurato ha inoltrato un
tempestivo ricorso al TCA, postulando la revoca della decisione di sanzione
inflittagli con la conseguente riattribuzione di cinque giorni di indennità spettantigli.
A
sostegno della propria pretesa ricorsuale egli ha, in particolare, addotto la
mancata conoscenza del numero di ricerche di lavoro da realizzare nel periodo
di disdetta. L’insorgente ha precisato di essersi recato, nel mese di giugno
2007, presso l’URC di __________ chiedendo informazioni circa il proprio stato
di disoccupazione e che, alla sua richiesta di delucidazioni in merito agli
adempimenti da svolgere, il funzionario preposto gli avrebbe risposto, senza
null’altro aggiungere, che pochi giorni prima del termine di disdetta avrebbe
dovuto consegnare il formulario d’annuncio alla Cassa di disoccupazione scelta.
L’assicurato
ha, poi, indicato che, quando il 22 luglio 2007 si è rivolto alla Cassa
depositando l’annuncio di disoccupazione, oltre ad altra documentazione, ha
chiesto cosa significassero le parole “sforzi intrapresi per la ricerca di
lavoro nel periodo di disdetta” menzionate nel formulario rilasciatogli dal
Municipio di __________ nel giugno 2007. Egli ha puntualizzato che la
funzionaria gli avrebbe risposto che si trattava delle ricerche di lavoro da
effettuare ma che il suo ufficio non era competente per tali richieste.
L’insorgente
ha, inoltre, rilevato che il 27 luglio 2007 l’URC gli ha consegnato un “Promemoria
ricerche di lavoro” ove sono descritti in modo sommario gli obblighi del
disoccupato senza alcuna menzione della prassi cantonale che prevede, non in
via assoluta, quale linea guida il numero di quattro ricerche di lavoro da compiere
mensilmente.
Egli ha
osservato che il numero di quattro richieste di lavoro, anche se conoscibile,
non avrebbe comunque avuto, nel suo caso, una rilevanza per l’ottenimento di un
posto di lavoro.
L’insorgente
ha, altresì, sottolineato che, come suggeritogli dal capogruppo URC, avrebbe
potuto cambiare lavoro e fare altro, tuttavia, da un lato, tenuto conto del
periodo di disdetta e del periodo di controllo erano trascorsi solo cinque
mesi, dall’altro, andava considerato pure il principio del lavoro adeguato.
Egli, infine,
evidenziando che vige il dovere dell’amministrazione di informare i
neo-disoccupati circa i loro diritti-doveri ancora prima dell’inizio della
disoccupazione, si è chiesto perché non scrivere negli opuscoli informativi il
numero sufficiente delle ricerche di lavoro da compiere previsto dalla prassi
cantonale (cfr. doc. I).
1.3. L’URC, in
risposta, ha chiesto l’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni
(cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio
2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002;
STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001,
pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000;
STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel
merito
2.2. Il TCA è
chiamato a stabilire se l’assicurato deve o meno essere sospeso dal diritto
alle indennità di disoccupazione per insufficienti ricerche di lavoro nel
periodo precedente l’iscrizione in disoccupazione.
2.3. Tra
gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare personalmente
un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16 LADI), se necessario anche fuori
della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI) ed anche fuori del
proprio luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).
Alla fine di ogni periodo
di controllo egli dovrà, dunque, presentare al servizio competente le prove
documentali relative alle ricerche di lavoro intraprese (cfr. STFA del 29.1.92
nella causa E.R., non pubblicata).
Secondo l'art. 26 cpv. 1
OADI:
"
L'assicurato deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di
regola sotto forma di domande d'impiego ordinarie."
L'art. 26 cpv. 2 OADI
prevede che:
"
Annunciandosi per riscuotere l'indennità giornaliera, l'assicurato deve
provare al servizio competente gli sforzi che ha intrapreso per trovare
lavoro."
L'art. 26 cpv. 2bis OADI
precisa che
" Egli deve fornire tale prova per ogni periodo di
controllo al più tardi entro il quinto giorno del mese seguente o il primo
giorno lavorativo successivo a tale data. In caso contrario, il servizio
competente gli accorda un termine adeguato per rimediarvi. Nel contempo lo
informa per scritto che, se lascia scadere il termine senza una giustificazione
valida, le ricerche di lavoro non potranno essere prese in considerazione."
L'art. 26 cpv. 3 OADI stabilisce che:
"
Il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro
dell'assicurato."
Conformemente al principio
dell'obbligo della riduzione del danno ancorato nel diritto delle assicurazioni
sociali (cfr. Maurer, Sozialversicherungsrecht, Band I, 1979 p. 323), la LADI
ha dunque previsto che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue
possibilità per evitare o ridurre lo stato di disoccupazione.
Se non adempie il suo
obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI, secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il
suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata (al riguardo cfr. STFA del 3
agosto 2003 nella causa S., C 221/02).
L’art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI è stato ritenuto dal TFA conforme alle disposizioni della Convenzione OIL
Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (cfr. DTF 124 V 228-230;
D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation
de l'assurance chômage" Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e
Francoforte sul Meno, 1992 pag. 193 seg.).
2.4. La
giurisprudenza federale ha stabilito che questo motivo di sospensione è dato
anche quando l'assicurato non si attiene all'obbligo della ricerca di un lavoro
prima di essere disoccupato (cfr., ad esempio, STFA del 3 luglio 2006 nella
causa S., C 138/05).
L'assicurato deve così, ad
esempio, adoperarsi già durante il periodo di disdetta (e cioè a partire dal
momento in cui gli viene notificato il licenziamento) per trovare una nuova
occupazione (cfr. STFA del 22 ottobre 2002 nella causa N., C 305/01; DLA 1966
N° 11 e N° 21; DLA 1977 N° 33; DLA 1987
pag. 41, DTF del 29 gennaio 1992 nella causa E.R., C 77/91; SVR 1998 ALV N° 22;
D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di collocamento alla
luce della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST,
Pregassona 2000, pag. 16 segg.; vedi pure art. 45 cpv. 1 lett. a OADI).
Inoltre
gli assicurati con un contratto di lavoro di durata determinata devono compiere
sforzi per cercare da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che
precede la fine del rapporto di lavoro (cfr. Comunicazioni e istruzioni UFIAML,
n. 12, 29 dicembre 1981, pag. 6, n. 3; D. Cattaneo,
op. cit., pag. 17).
Questa giurisprudenza viene regolarmente
confermata dal TFA (cfr. ad esempio: STFA del 15 dicembre 2003 nella causa P.
(C 200/03); STFA del 22 ottobre 2002 nella causa N. (C 305/01), non pubblicata;
STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C. (C 280/01); STFA del 10 dicembre 2004
nella causa M. (C 210/04)).
Per
stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare
un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la
qualità delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76
consid. 2 con riferimenti; STFA del 15 gennaio 2001 nella causa C.P.-B., C
49/00).
Per quel
che attiene all’aspetto quantitativo, va evidenziato che la LADI non prevede un
numero minimo di ricerche di impiego da svolgere mensilmente.
La
giurisprudenza cantonale ha, tuttavia, stabilito quale linea di riferimento (e
non quale regola con carattere assoluto), che per ogni periodo di controllo
vanno comprovate almeno quattro ricerche qualitativamente valide (cfr. per
tutte la STCA del 28 gennaio 1987 nella causa M.Z., AD 247/86).
Il TFA, pur confermando
tale principio (cfr. STFA nella causa M.Z., C 33/87; STFA del 3 luglio 2003
nella causa AWA c/ E., C 286/02), ha però precisato che occorre valutare nel
singolo caso concreto quante ricerche mensili siano esigibili da ogni
assicurato, sottolineando che la prassi amministrativa esige in media da dieci
a dodici ricerche di impiego al mese (cfr. consid. 2.4.; STFA del 12 luglio
2005 nella causa S., C 106/04, consid. 2.1.; STFA del 29 settembre 2005 nella
causa H. C 199/05; STFA del 6 marzo 2006 nella causa Service cantonal de l’emploi
du Canton Vaud c/ B., C 6/05, consid. 3.2.).
Sulle modalità con le
quali bisogna effettuare le ricerche di lavoro il TCA ricorda innanzitutto che
secondo l'art. 17 cpv. 1 in fine LADI, l'assicurato deve comprovare il
suo impegno per trovare un nuovo posto di lavoro, fornendo al servizio
competente le prove relative agli sforzi intrapresi a tal fine (cfr. art. 26
cpv. 2 e cpv. 2 bis OADI; cfr. STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C., C
280/01; DLA 1988 p. 95; DTF 120 V 74).
La legge non prevede
nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire
effettuate sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi
datori di lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla
fine di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio
competente d'avere realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del
29.1.92 nella causa E.R., non pubblicata).
Concretamente ciò
significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare
all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore
di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile
l'avvenuta ricerca.
In caso di ricerca
personale il disoccupato non può limitarsi a un puro e semplice elenco dei
datori di lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è
necessario che il datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo
"timbro" sul formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra
forma scritta, che la ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del
28.1.1987 nella causa S. P., AD 5/87).
Inoltre
deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il disoccupato si
è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre 1999 nella
causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).
L'assicurato potrà
servirsi dell'apposito formulario messo a disposizione dal SECO (dal 1° luglio
1999 il Segretariato di stato dell'economia ha sostituito l’Ufficio federale
dello sviluppo economico e del lavoro).
In caso di rifiuto del
datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà
comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al
servizio competente tale rifiuto.
Infine, in caso di ricerca
telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,
confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto
(cfr. DLA 1988 p. 95).
In una
sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000
pag. 156 segg., il TFA ha ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno
l'assicurato che effettua le ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.
2.5. Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI
la durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e
ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di
cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.
La sospensione dal diritto
all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in
caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave
(cfr. art. 45 cpv. 2 OADI).
La sua durata è
determinata secondo la gravità della colpa
(cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace in altre parole al principio della proporzionalità
(cfr. DTF 123 V 151-155).
In virtù dell'art. 45 cpv.
2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità
entro il termine quadro per la riscossione della prestazione, la durata della
sospensione è prolungata in modo adeguato.
Per quel
che attiene alla sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione
fondata sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi amministrativa prevede una
sanzione da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4
giorni per insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.
Per ogni periodo di controllo successivo i
parametri del SECO e della Sezione del lavoro prevedono da 5 a 9 giorni di
sanzione per mancate ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per
insufficienti ricerche di lavoro, in caso di prima sospensione, con
proporzionali aumenti per i periodi successivi, visto l'art. 45
cpv. 2 bis OADI (cfr. Circulaire relative à l'indemnité de chômage (IC) del
SECO in vigore dal 1° gennaio 2007, D72 punto 1; Lista delle sospensioni
URC/UCL - attualmente Sezione del lavoro - aggiornate dal SECO al 25.01.1999).
Queste
direttive sono conformi alla legge (cfr. D. Cattaneo, "Alcuni
compiti degli Uffici regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza".
Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 43-44) e le
sanzioni inflitte dall'amministrazione su queste basi vengono regolarmente
confermate dal TCA.
Anche il TFA ha approvato
il modo di procedere dell'amministrazione (cfr. STFA del 25 aprile 2005 nella
causa E., C 10/05; STFA del 10 dicembre 2004 nella causa M., C 210/04; STFA del
2 maggio 2003 nella causa X., C 275/02; STFA del 3 luglio 2003 nella causa AWA
c/ E., C 286/02; STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C., C 280/01; STFA del 6
agosto 2002 nella causa Z., C 338/01;
2.6. Nell’evenienza
concreta dalla documentazione agli atti risulta che l’assicurato, laureato in
legge a __________ nel 1999 e iscritto nell’Albo degli avvocati di __________
nel 2005, dal 2005 fino al luglio 2007 ha lavorato per la __________ di __________,
con un periodo nel 2006 in cui è stato distaccato presso lo Studio legale __________.
Egli si occupava della redazione di pareri e di contrattualistica sia di
diritto __________ che internazionale (cfr. doc. 1).
L’insorgente,
dopo avere disdetto il contratto di lavoro il 10 maggio 2007 e per
il 31 luglio 2007, alla fine del mese di luglio 2007 si è iscritto al
collocamento con effetto dal 1° agosto 2007. Egli ha dichiarato di ricercare
un’occupazione al 100% nel settore fiduciario legale (cfr. doc. 1)
Al
momento dell’iscrizione in disoccupazione l'assicurato, per il periodo 11
maggio – 31 luglio 2007 esaminato dall’amministrazione, ha presentato una
ricerca di lavoro compiuta nel mese di maggio 2007 presso lo Studio legale __________
di __________, una ricerca per il mese di giugno 2007 presso __________ e
quattro ricerche per il mese di luglio 2007 presso __________, avv. __________,
__________, __________ e __________ (cfr. doc. 4).
L'URC ha
ritenuto insufficienti questi sforzi volti al reperimento di un’occupazione
adeguata.
Di
conseguenza l’amministrazione, con decisione formale del 3 ottobre 2007,
confermata con decisione su opposizione del 25 ottobre 2007, ha inflitto al
ricorrente cinque giorni di sospensione dal diritto alle indennità (cfr. doc.
A2, A1).
Prima di emanare la
decisione formale del 3 ottobre 2007, il consulente del personale ha inviato
all’insorgente, il 19 settembre 2007, una "Richiesta di
giustificazione" con cui ha richiesto di motivare, entro
il 1° ottobre 2007, le insufficienti ricerche.
Il
collocatore ha pure precisato che oltre la data indicata l'autorità cantonale
avrebbe deciso sulla base degli atti in suo possesso, menzionando espressamente
l'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, il quale prevede proprio la sospensione di un
assicurato nel caso in cui non fa il suo possibile per ottenere un'occupazione
adeguata (cfr. doc. 2 = A9).
L'assicurato
ha risposto con scritto trasmesso tramite posta elettronica il 24 settembre
2007 (cfr. doc. 2=A10).
Dal profilo procedurale
l’amministrazione ha, in ogni caso, ossequiato il diritto di essere sentito del
ricorrente garantito dall’art. 29 cpv. 2 Cost.fed. e dall’art. 42 LPGA.
2.7. Dalle carte processuali, in
particolare dai documenti trasmessi a questa Corte unitamente al ricorso, si
evince che l’avv. RI 1 nel periodo di disdetta, oltre alle sei ricerche
considerate dall’URC (cfr. consid. 2.6.), ha effettuato due ulteriori ricerche presso
__________ di __________ e __________ di __________ (cfr. doc. A13, A14).
In relazione
a questi due sforzi, dagli atti emerge, tuttavia, unicamente che si sono svolti
due incontri con le rispettive società nel mese di luglio 2007.
Tali
ricerche devono, pertanto, essere riferite a quest’ultimo mese.
L’assicurato,
nel suo scritto di risposta alla richiesta di giustificazione del 19 settembre
2007, ha del resto affermato di avere compiuto una ricerca di impiego nel mese
di maggio 2007 e una nel mese di giugno 2007 (cfr. doc. 2=A10).
Per il
mese di luglio 2007, relativamente al quale già al momento dell’iscrizione sono
state comprovate quattro ricerche (cfr. doc. 4), l’URC non ha, però, applicato
alcuna sanzione.
In
effetti l’entità della penalità irrogata nei confronti dell’assicurato ammonta
a cinque giorni, ossia tre giorni per il mese di giugno 2007 (come prevedono le
direttive in vigore in caso di insufficienti ricerche in un mese di disdetta,
cfr. consid. 2.5.), oltre a due giorni per insufficienti ricerche dall’11 al 31
maggio 2007.
Ne
discende che ai fini della presente vertenza le due ulteriori ricerche
sostanziate pendente causa si rivelano ininfluenti.
Per
inciso giova evidenziare che la costante giurisprudenza federale prevede che un
assicurato deve comprovare le ricerche di lavoro effettuate per ogni
singolo mese e che non si possono compiere insufficienti ricerche in un mese,
fondandosi sul fatto che sforzi più intensi sono stati intrapresi nei mesi
precedenti (cfr. STFA C 58/05 dell’11 luglio 2005; STFA C 252/00, C 254/00, C
255/00 del 21 febbraio 2001) o che verranno effettuati nei mesi successivi.
Tale
principio non risulta, del resto, eccessivamente formalista (cfr. STFA C 10/05
del 25 aprile 2005 consid. 2.3.2).
2.8. Le due
ricerche di impiego comprovate per i mesi di maggio e giugno 2007 risultano,
d’altro canto, chiaramente insufficienti.
In
proposito occorre rilevare che correttamente l’URC ha esaminato il periodo di
disdetta a fare tempo dall’11 maggio 2007. In effetti l’assicurato ha
rassegnato le proprie dimissioni con effetto dalla fine di luglio 2007 tramite
uno scritto del 10 maggio 2007 (cfr. doc. 1).
Nell’arco
di tempo dall’11 maggio al 30 giugno 2007 l’avv. RI 1 avrebbe dovuto intensificare
Fatti
i propri sforzi volti al ritrovamento di un’occupazione.
Per
quanto concerne l’asserzione formulata dal ricorrente nello scritto di
risposta alla richiesta di giustificazione del settembre 2007, secondo cui nel
mese di giugno 2007 ha effettuato una ricerca di impiego, in quanto vi è stata
attività presso il suo allora posto di lavoro (cfr. doc. 2), è utile rilevare,
da un lato, che nel caso dell’assicurato la modalità più adeguata per postulare
presso i potenziali datori di lavoro desiderati, ossia nel settore della
consulenza legale, è quella scritta. Egli, quindi, avrebbe dovuto e potuto
compiere maggiori ricerche alla sera o nei fine settimana.
Dall’altro, che secondo l'art. 329 cpv. 3 del Codice delle obbligazioni, se il
contratto è disdetto, il datore di lavoro deve concedere al lavoratore "il
tempo necessario per cercare un altro lavoro" (cfr. ad esempio STCA del 2
maggio 2000 nella causa Q., 38.2000.13). Conseguentemente l’insorgente sarebbe
stato autorizzato ad assentarsi per presenziare a eventuali colloqui di lavoro.
Per
quanto attiene al riferimento a quanto suggeritogli dal capogruppo URC, e
meglio di cercare lavoro anche in altri ambiti professionali (cfr. doc. I pag.
5), va, poi, osservato che l'art. 17
cpv. 1 LADI prevede, in particolare, che è compito dell'assicurato cercare
lavoro, se necessario anche fuori della professione precedente.
E' vero,
dunque, che le ricerche devono essere svolte nelle professioni per le quali
l'assicurato si è iscritto per il collocamento. Essa devono, tuttavia, essere
estese pure in altri lavori adeguati (cfr. D. Cattaneo, op. cit., pag. 27).
Il TCA,
per costante giurisprudenza, ha stabilito che il disoccupato, durante alcuni
mesi, ha il diritto di essere reinserito nella propria professione.
Successivamente, però, deve essere disposto anche a lavorare al di fuori della
professione appresa (cfr. D. Cattaneo, op. cit., pag. 27 e riferimenti ivi
menzionati).
L'obbligo
di cercare al di fuori della propria professione si impone comunque già nel
primo periodo di ricerca segnatamente in caso di bisogno, allorché la
situazione sul mercato del lavoro è difficile, ovvero quando mancano offerte di
impiego corrispondenti al proprio profilo professionale (cfr. STFA del 22
ottobre 2003 nella causa B., C 184/03).
E’
d’altronde utile segnalare che nell'ambito dei requisiti che possono fare
concludere per l'inadeguatezza di un'occupazione, l'art. 16 cpv. 2 lett. b LADI
enuncia che a un assicurato non può essere imposta un'occupazione che non tiene
convenientemente conto delle sue capacità o dell'attività precedentemente
svolta.
In
relazione alle capacità di un assicurato, va rilevato che esse non riguardano
le qualità professionali, nel senso di una protezione della professione, bensì
le capacità e abilità fisiche, mentali e tecniche, oltre che le conoscenze. Se
per svolgere l'occupazione assegnata sono necessarie capacità inferiori a
quelle che possiede l'assicurato, l'impiego è comunque adeguato, mentre è
inadeguato se il livello di abilità richieste è al di sopra di quelle di cui
dispone l'assicurato (cfr. STFA del 6 febbraio 2004 nella causa A., C 130/03;
consid. 2.3.; STFA del 3 febbraio 2004 nella causa S., C 275/03, consid. 4.2.3.; G. Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz,
ad art. 16, note 15-16, pag. 231-232; Th. Nussbaumer,
"Arbeitslosenversicherung" in SBVR, pag. 95, N°. 239).
Per
quanto concerne l'attività precedentemente svolta, questa disposizione permette
di attenuare la possibilità di assegnare impieghi al di fuori del proprio
lavoro. Ciò è soprattutto significativo per le persone altamente qualificate,
le quali devono praticare sempre la loro attività per mantenere le proprie
capacità e abilità professionali. La presa in considerazione della precedente
attività si realizza, tuttavia, permettendo al lavoratore qualificato di
trovare un'occupazione nel suo ramo di attività mediante il compimento di
ricerche di lavoro per un tempo determinato, secondo Gerhards, di 1-2 mesi
(cfr. G. Gerhards, op. cit., ad art. 16, nota 18 segg., pag. 232-233).
L'art. 16
cpv. 2 lett. d LADI, per contro, prevede che un'occupazione è inadeguata quando
compromette considerevolmente la rioccupazione dell'assicurato nella sua
professione, sempre che una simile prospettiva sia realizzabile in tempi
ragionevoli. Questa disposizione consacra una protezione relativa della
professione (cfr.G. Gerhards, op. cit., ad art. 16, nota 32 segg., pag. 235
segg.; Th. Nussbaumer, op. cit., pag. 96, N° 242; D. Cattaneo, op. cit., pag.
63). Infatti essa impedisce, per un certo periodo, delle assegnazioni
precipitose di impieghi in ambiti che non corrispondono a quelli
dell'assicurato. Gerhards, anche in questa ipotesi, indica un termine di
tolleranza di 1-2 mesi per reinserirsi nella propria professione (cfr. G. Gerhards,
op. cit., ad art. 16, nota 34, pag. 236).
Tale
disposto riveste comunque rilevanza pratica unicamente riguardo a persone
altamente specializzate, le quali vedendosi obbligate ad accettare
affrettatamente un'attività estranea alla propria professione, rischierebbero
di compromettere una loro rioccupazione nella professione appresa (cfr. STFA
del 12 marzo 2003 nella causa M.-B., C 83/02; G. Gerhards, op. cit., ad art.
16, nota 37 pag. 236).
In concreto,
per quanto riguarda il settore professionale dell’assicurato, ovvero quello
fiduciario e legale, esiste, nel Cantone Ticino e più in generale in Svizzera,
un numero considerevole di posti di lavoro sul mercato del lavoro.
Pertanto la
pochezza delle ricerche compiute dal ricorrente non potrebbe comunque trovare
una valida giustificazione nel diritto di essere reinserito, almeno per qualche
mese, nella propria professione, dato che non vi è, in ogni caso, penuria di
posti di lavoro.
L’avv. RI
1, avendo effettuato nei mesi di maggio e giugno 2007 delle insufficienti
ricerche di lavoro dal profilo quantitativo, ha violato l’obbligo di ridurre il
danno imposto dalla legge (cfr. consid. 2.3.).
Tale
violazione implica, in linea di principio, la sospensione dal diritto
all'indennità di disoccupazione giusta l'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI (cfr.
consid. 2.3.).
2.9. Ora si
tratta di esaminare se l’eventuale non conoscenza dell’obbligo di effettuare un
determinato numero di ricerche di lavoro al mese anche antecedentemente
all’iscrizione in disoccupazione asserita dall’assicurato (cfr. doc. I) possa
costituire, nel caso di specie, un valido motivo per non sanzionare l’insorgente.
L'art. 27 della legge
federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA)
che regola la “Informazione e consulenza” ha il seguente tenore:
" 1
Gli assicuratori e gli organi esecutivi delle singole assicurazioni sociali,
nei limiti delle loro competenze, sono tenuti ad informare le persone
interessate sui loro diritti e obblighi.
2 Ognuno ha diritto, di regola gratuitamente, alla
consulenza in merito ai propri diritti e obblighi. Sono competenti in materia
gli assicuratori nei confronti dei quali gli interessati devono far valere i
loro diritti o adempiere i loro obblighi. Per le consulenze che richiedono
ricerche onerose, il Consiglio federale può prevedere la riscossione di
emolumenti e stabilirne la tariffa.
3 Se un assicuratore constata che un assicurato o i
suoi congiunti possono rivendicare prestazioni di altre assicurazioni sociali,
li informa immediatamente."
L'art. 27 LPGA sancisce,
in particolare, per l'amministrazione un dovere di carattere collettivo,
generale e permanente di fornire informazioni (cpv. 1) e il diritto soggettivo
e individuale dell'assicurato alla consulenza (cioè un parere su ciò che
conviene fare) su un caso preciso, che può essere fatto valere in giustizia
(cpv. 2) (Su questi aspetti cfr. in particolare STFA del 14
settembre 2005 nella causa Regionales Arbeitsvermittlungszentrum Rapperswil c/
F., C 192/04, consid. 4.1., pubblicata in DTF 131 V 472 e in SVR 2006
ALV Nr. 9 pag. 31; STFA del 9 maggio 2006 nella causa V., C 241/04, consid. 6;
STFA del 28 ottobre 2005 nella causa W., C 157/05, consid. 4.2.; E. Imhof - CH Zünd,
"ATSG und Arbeitslosenversicherung" in SZS 2003 pag. 291 seg. (306); E. Imhof, "Anhang zur Vertiefung von art. 27 ATSG über
Aufklärung, Beratung und Kenntnisgabe" in SZS 2002 pag. 315 seg. (315-318); R. Spira, "Du droit d'être renseigné et conseillé par
les assureurs et les organes d'exécution des assurances sociales art. 27
LPGA" in SZS 2001 pag. 524 seg. (527); U. Kieser, "ATSG - Kommentar",
ad art. 27 pag. 317 e pag. 318-321).
In materia di
assicurazione contro la disoccupazione questa disposizione della LPGA ha
apportato notevoli miglioramenti per gli assicurati nel senso che l'obbligo di
informare non è più limitato ad alcuni aspetti puntuali, fissati nelle
disposizioni legali (cfr. DTF 124 V 125, in particolare 221-222; DLA 2000 pag.
95) ma è stato generalizzato (cfr. E. Imhof - Ch. Zünd, art. cit, in STZ 2003
pag. 307).
Il
capoverso 1 dell’art. 27 LPGA prevede un obbligo di informazione generale e
permanente nei confronti di una cerchia indeterminata di persone, che non deve
avvenire unicamente su richiesta degli interessati, bensì regolarmente e
d’ufficio, e a cui viene fatto fronte ad esempio tramite la consegna di
opuscoli informativi, direttive, inserzioni, internet, ecc. (cfr. STFA del
9 maggio 2006 nella causa V., C 241/04, consid. 6; DTF 131 V 476 consid. 4.1.=SVR
2006 ALV Nr. 9 pag. 31; DLA 2002 pag. 194).
Per
quanto attiene al diritto alla consulenza enunciato all'art. 27 cpv. 2 LPGA, va
segnalato che ogni assicurato può esigere che il proprio assicuratore gli
fornisca, gratuitamente, consulenza in merito ai suoi diritti e obblighi (cfr.
DLA 2007 pag. 193 segg.). Quest'obbligo concerne soltanto l'ambito di
competenza dell'assicuratore in questione e le informazioni possono esse
fornite anche da non giuristi, come del resto prima dell'entrata in vigore
della LPGA. Contrariamente alle informazioni di carattere generale, la
consulenza deve riferirsi al caso specifico (cfr. FF 1999 IV 3953).
Inoltre
tale diritto non è limitato alle persone assicurate, tuttavia deve esistere uno
stretto rapporto con l'assicurazione interpellata, nel senso che la consulenza
deve riferirsi a diritti e doveri che già esistono o che possono sorgere tra la
persona che ha richiesto le informazioni e l'assicurazione interessata (cfr. U.
Kieser, op. cit., ad art. 27 n. 18 pag. 321).
Questo
Tribunale, in una sentenza del 20 novembre 2003 nella causa B., inc.
38.2003.55, massimata e parzialmente pubblicata in RtiD I-2004 N. 55 pag. 186,
chinandosi su un caso di mancate ricerche di lavoro prima dell'iscrizione in
disoccupazione, ha stabilito che anche dopo l'entrata in vigore della LPGA e
conformemente alla giurisprudenza del TFA deve essere sanzionato con una
sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione l'assicurato che non ha
intrapreso sforzi al fine di reperire un impiego prima di annunciarsi per il
collocamento anche se egli ignorava questo obbligo, riservata l'ipotesi in cui
Considerandi
egli si è rivolto all'amministrazione per chiedere informazioni sui suoi
diritti e doveri.
A quest’ultimo riguardo va
evidenziato che l’Alta Corte ha confermato che il dovere di informazione e di
consulenza giusta l’art. 27 cpv. 2 LPGA deve essere ossequiato
dall’amministrazione qualora un assicurato entri in contatto con lei per
ottenere delle delucidazioni o comunque quale richiedente di determinate
prestazioni.
In
particolare il Tribunale federale delle assicurazioni in una sentenza del 14
settembre 2005 nella causa Regionales Arbeitsvermittlungszentrum Rapperswil c/
F., C 192/04, pubblicata in DTF 131 V 472, nel caso di un assicurato ritenuto
inidoneo al collocamento, in quanto il lasso di tempo fra la presentazione
della domanda e l’inizio del soggiorno linguistico che avrebbe effettuato
all’estero - di cui aveva peraltro informato i funzionari dell’Ufficio
regionale di collocamento durante il primo colloquio - era troppo breve per
poterlo collocare, ha stabilito che ai sensi dell’art. 27 LPGA, gli assicurati
devono essere resi attenti che il loro comportamento può pregiudicare il
diritto alle prestazioni. Nella fattispecie l’Ufficio regionale di collocamento
avrebbe dovuto avvertire l’assicurato che la prevista partenza a breve scadenza
non permetteva di collocarlo.
Il TFA
ha, tuttavia, accolto il ricorso dell’Ufficio regionale di collocamento e
rinviato gli atti al Tribunale cantonale, al fine di appurare se il soggiorno
avrebbe potuto essere rinviato e se l’assicurato secondo la verosimiglianza
preponderante era disposto a posticiparlo.
In caso
affermativo, l’amministrazione deve rispondere della sua omissione - che
implica la tutela della buona fede dell’assicurato - ed erogare, quindi, a quest’ultimo
le prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione.
In
proposito cfr. pure STFA del 28 ottobre 2005 nella causa W., C 157/05; STFA
dell’8 maggio 2006 nella causa B., C 301/05.
Inoltre,
in una sentenza C 138/05 del 3 luglio 2006, l’Alta Corte ha precisato che
l’obbligo di cercare un’occupazione adeguata nel periodo precedente la
disoccupazione vige anche con l’entrata in vigore della LPGA. Tale dovere è
ancorato nella legge stessa (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI), cosicché gli assicurati
non possono discolparsi asserendo di non aver saputo di essere tenuti a
intraprendere dei validi sforzi anche antecedentemente all’iscrizione in
disoccupazione.
2.10
Nel caso in
esame l’assicurato, sia nel ricorso che nell’opposizione, ha indicato di
essersi recato presso l’URC di __________ il 18 giugno 2007, chiedendo
informazioni circa il proprio stato di disoccupato. Egli ha precisato che
l’amministrazione gli avrebbe esclusivamente detto di consegnare il formulario
annuncio presso la Cassa di disoccupazione scelta pochi giorni prima del termine
di disdetta (cfr. doc. I, A3).
Nello
scritto di risposta alla richiesta di giustificazione del 19 settembre 2007,
tuttavia, l’insorgente ha precisato di essere andato all’URC il 22 giugno 2007
al fine di depositare l’annuncio/iscrizione (cfr. doc. 2=A10).
Al
riguardo va rilevato che dagli atti risulta che il 22 giugno 2007 egli si è
pure annunciato presso il Comune di __________. L’amministrazione comunale gli
ha indicato quale URC fosse competente per il suo caso e quali documenti
presentare al primo colloquio di consulenza con l’URC, fra i quali “le prove
degli sforzi intrapresi nella ricerca di un lavoro dopo la disdetta” (cfr. doc.
A5).
L’URC,
nella risposta di causa, ha specificato che il ricorrente si è presentato ai
loro sportelli il 18 giugno 2007 (cfr. doc. V).
La
questione di sapere quando esattamente l’assicurato si è recato presso l’URC
può restare aperta.
Infatti
nel caso concreto non è comunque ravvisabile una violazione del diritto all’informazione e consulenza ex art. 27 LPGA.
In primo
luogo, per quanto concerne il periodo dall’11 maggio fino a dopo la metà del
mese di giugno 2007, è incontestato che l’assicurato non ha in alcun modo
contattato l’amministrazione.
Siccome in tale lasso di
tempo l’insorgente non si è rivolto direttamente all’URC per ricevere delle
informazioni circa i suoi diritti e doveri, nemmeno entra, dunque, in considerazione
un eventuale diritto all’informazione e consulenza ai sensi dell'art. 27 LPGA a
suo favore (cfr. consid. 2.9.; STCA 38.2007.32 del 9 agosto 2007; STCA
38.2007.53
del 25 ottobre 2007).
In
secondo luogo, per il periodo restante (da dopo metà giugno alla fine di giugno
2007) giova evidenziare che il TFA ha rilevato
che il dovere di effettuare delle ricerche di impiego rappresenta una regola di
comportamento elementare, la quale deve essere seguita anche senza una
precedente informazione o - in caso di insufficienti ricerche - avvertimento da
parte dell’amministrazione. In effetti gli assicurati devono intraprendere
sforzi volti all’ottenimento di un’occupazione già prima della disoccupazione (cfr. STFA del 6 settembre 2006 nella causa C., C 14/06 consid. 2.2;
STFA del 23 maggio 2006 nella causa W., C 50/06, consid. 2.1.; STFA del 1°
dicembre 2005 nella causa S., C 144/05; consid. 5.2.1.).
Nella
sentenza C 14/06 del 6 settembre 2006, appena menzionata, l’Alta Corte ha
stabilito che non era stato violato l’art. 27 cpv. 2 LPGA nel caso di un
assicurato sanzionato per insufficienti ricerche dal profilo quantitativo.
Il TFA ha
segnatamente stabilito che un assicurato nulla può dedurre a suo favore dalla
circostanza che un consulente del personale non indichi già al momento
dell’annuncio in disoccupazione il numero delle ricerche da effettuare, ma
attenda il primo colloquio di consulenza.
La nostra
Massima Istanza, al riguardo, si è così espressa:
"
(…)
2.1
Es steht fest und ist unbestritten, dass sich
der Beschwerdeführer während der von Februar bis Juli 2004 dauernden
Kündigungsfrist durchschnittlich um vier Arbeitsstellen pro Monat und in den
Kontrollmonaten August und September 2004 um je fünf Arbeitsstellen beworben
hat.
2.2
Bereits in der an die Vorinstanz gerichteten
Beschwerdeschrift hat der Versicherte anerkannt, dass die von ihm getätigten
Arbeitsbemühungen in quantitativer Hinsicht nicht genügen. Er macht indessen
geltend, dass ihn das Regionale Arbeitsvermittlungszentrum (RAV) über die
Anzahl der von ihm erwarteten Bewerbungen hätte aufklären müssen und die
Unterlassung dieser Information eine Verletzung der Beratungspflicht nach
Art.27 Abs.2 ATSG darstelle.
Dieser Auffassung kann nicht gefolgt werden. Denn
die Pflicht zur Vornahme persönlicher Arbeitsbemühungen stellt eine elementare
Verhaltensregel dar, die auch ohne vorgängige Aufklärung oder - im Falle
ungenügender Arbeitsbemühungen - Verwarnung seitens der Verwaltung befolgt
werden muss, was sich schon daraus ergibt, dass die versicherte Person bereits
vor Eintritt der Arbeitslosigkeit ihren diesbezüglichen Obliegenheiten
nachkommen und sich schon während der Kündigungsfrist um einen neuen
Arbeitsplatz bewerben muss (Urteil S. vom 1.Dezember 2005, C 144/05, Erw.5.2.1
mit Hinweisen). Nach der Rechtsprechung vermag denn auch ein Versicherter
nichts zu seinen Gunsten abzuleiten, wenn ihm der Berater oder die Beraterin
des RAV nicht bereits bei der Anmeldung zur Arbeitsvermittlung, sondern erst
anlässlich der ersten Besprechung bekannt gibt, wie viele Bewerbungen von ihm
monatlich erwartet werden (nicht veröffentlichtes Urteil W. vom 23.Mai 2006, C 50/06).
Ebenso wenig liegt eine Verletzung der Beratungspflicht (Art.27 Abs.2ATSG) im
Falle des hier am Recht stehenden Versicherten vor, hätte dieser doch bei
Anwendung der gebotenen Sorgfalt ohne weiteres selber erkennen können und
müssen, dass die von ihm getätigten Arbeitsbemühungen in quantitativer Hinsicht
bei weitem ungenügend waren.“ (Le sottolineature sono del redattore)
In
casu, quindi, l’assicurato non può trarre vantaggio alcuno, ai fini della
presente lite, dal fatto che quando, nel mese di giugno 2007, si
è rivolto agli sportelli dell’URC per iscriversi e - come affermato nel ricorso
e nell’opposizione, ma non nello scritto di risposta alla richiesta di
giustificazione del 19 settembre 2007 (cfr. doc. I, A3, A10) - chiedere
informazioni circa il proprio stato di disoccupato, non gli sia stato indicato
il numero minimo di ricerche da intraprendere.
Va, del
resto, sottolineato che l’insorgente, avvocato, prestando la dovuta attenzione,
avrebbe potuto e dovuto rendersi conto che il compimento di una sola ricerca di
impiego per mese sarebbe stato in ogni caso insufficiente quantitativamente.
Da un
lato, in effetti, nell’”Annuncio presso il Comune di domicilio” del 22 giugno
2007.
è indicato che tra i documenti da consegnare al momento del colloquio di
consulenza vi sono “le prove degli sforzi intrapresi nella ricerca di un
lavoro dopo la disdetta” (cfr. doc. A5).
Dall’altro,
l’assicurato, nel mese di luglio 2007, precedentemente all’annuncio per il
collocamento, ha in ogni caso effettuato più di quattro sforzi volti al
reperimento di un’occupazione (cfr. consid. 2.7.).
L’assicurato,
inoltre, se avesse comunque nutrito dei dubbi in merito avrebbe dovuto chiedere
tempestivamente delucidazioni all’URC. L’assicurato, invece, mai ha asserito di
aver posto domande specifiche circa il numero di ricerche da effettuare.
Infine,
riguardo al fatto che gli opuscoli informativi non prevedano il numero di
ricerche da compiere, giova ricordare che la giurisprudenza cantonale ha
indicato, semplicemente quale linea di riferimento e non quale regola con
carattere assoluto, che per ogni periodo di controllo vanno comprovate almeno
quattro ricerche di impiego qualitativamente valide. Il TFA, dal canto suo, ha
confermato tale principio, precisando, tuttavia, da un lato che occorre
esaminare in ogni singolo caso concreto il numero di ricerche mensili esigibili
da ogni assicurato, dall’latro, che la prassi amministrativa esige in media da
dieci a dodici ricerche (cfr. consid. 2.4.).
In simili condizioni il
ricorrente deve essere sospeso dal diritto alle indennità di disoccupazione
giusta l’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, anche se egli non era cognito del numero
minimo di ricerche da effettuare.
2.11
L’assicurato,
con il ricorso, ha chiesto al TCA di sentire alcuni testi in relazione alla sua
non conoscenza del numero di ricerche da effettuare (cfr. doc. I pag. 9-10).
Considerato
quanto rilevato nei considerandi precedenti, segnatamente che nel caso
concreto, indipendentemente dal fatto di aver preso contatto con l’URC, sulla
base della giurisprudenza federale non entra in ogni
caso in considerazione un eventuale diritto alla consulenza e
informazione ai sensi dell'art. 27 LPGA a favore dell'assicurato (cfr. consid.
2.
), questo Tribunale ritiene che le audizioni postulate non
potrebbero mettere in luce nuovi elementi ai fini del giudizio.
Di
conseguenza la richiesta del ricorrente concernente l’audizione dei testi
menzionati deve essere respinta.
A tale
proposito va rammentato che, conformemente alla costante giurisprudenza, qualora
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduca l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato
(valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove
(cfr. SVR 2003 IV Nr. 1; STFA del 16 febbraio 2006 nella causa G., U 416/04,
consid. 3.2.; STFA del 5 marzo 2003 nella causa G., H 411/01; STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa
C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H 299/99; STFA del 26
novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001 nella causa
P., U 82/01; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.;
STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.;
STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F. Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren
in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren
und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò
costituisca una lesione del diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv.
2.
Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).
2.12
Per quanto concerne l’entità
della sanzione, va ribadito che nel caso di specie l’URC ha
inflitto all’assicurato cinque giorni di sospensione.
A mente
del TCA, tutto ben considerato e ritenuto che di regola vengono irrogati tre
giorni di sospensione per insufficienti ricerche durante un mese di disdetta
(cfr. consid. 2.5.), la penalità di cinque giorni (3 giorni per il mese di
giugno 2007 + 2 giorni per il lasso di tempo dall’11 al 31 maggio 2007) a
carico del ricorrente risulta conforme al principio della proporzionalità (cfr.
consid. 2.5.).
La
decisione su opposizione del 25 ottobre 2007 va, quindi, confermata.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso
è respinto.
2. Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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