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Decisione

38.2009.62

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

5 ottobre 2009Italiano19 min

Source ti.ch

Fatti

I 812/05). Dieser Unterschied beruht auf

einem bewussten gesetzge-berischen Entscheid (Amtl. Bull. 2000 S. 181;

Kieser, ATSG-Kommentar, Art. 37 Rz 20).

Zum Verwaltungsverfahren im Sinne dieser

Bestimmung gehört auch das Einspracheverfahren (Urteile H. vom

7. September 2004 Erw. 2.1, I 75/04, und H. vom 6. Juli

2004 Erw. 2.1 I 186/04; Kieser, ATSG-Kommentar, Rz 18 zu

Art. 37). Schon in der früheren Rechtsprechung hatten im

Einspracheverfahren die gleichen strengen Anforderungen an die unentgeltliche

Verbeiständung

gegolten wie für das Abklärungsverfahren (BGE 117 V 410;

AHI 2000 S. 164 Erw. 2b; SVR 2000 KV Nr. 2

S. 6 Erw. 4c). Beim Erlass des ATSG wurde an die Rechtsprechung des

Eidgenössischen Versiche-rungsgerichts angeknüpft, wonach der Anspruch auf unentgeltliche

Verbeiständung nicht zeitlich auf das Einspracheverfahren begrenzt ist, und

zugleich betont, dass angesichts dieser Rechtsprechung an die Voraussetzung der

sachlichen Gebotenheit der Verbeiständung ein strenger Massstab angesetzt

werden müsse (BBl 1999 4595; Amtl. Bull. N 1999 1244, Amtl.

Bull. 2000 S. 181). Dementsprechend geht auch die seitherige

Rechtsprechung des Eidgenössischen Versicherungsgerichts davon aus, dass die

bisherigen Voraussetzun-gen weiterhin gelten (BGE 132 V 201

Erw. 4.1; erwähntes Urteil I 75/04 Erw. 2.1). Eine

Rechtsprechung, welche darauf hinausliefe, in praktisch allen oder den meisten

Einspracheverfahren die Notwendig-keit der anwaltlichen Vertretung zu bejahen

oder diese unter den gleichen Voraussetzungen wie im Beschwerdeverfahren zu

gewähren, stünde im Widerspruch zur gesetzlichen Regelung. Der vom

Beschwerdeführer unter Berufung auf Kieser, ATSG-Kommentar, Art. 37

Rz 21, vertretenen Auffassung, im Einspracheverfahren sei die anwaltliche

Vertretung grundsätzlich erforderlich, ist daher nicht zu folgen.

3.2 Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat

die Notwendigkeit einer unentgeltlichen Verbeiständung im Einspracheverfahren

etwa bejaht in Fällen, wo sich die versicherte Person mit mehreren Arztberichten

und Gutachten und einem Abklärungsbericht Haushalt auseinanderzusetzen und zu

dem im Rahmen der gemischten Methode vorgenommenen Einkommensvergleich Stellung

zu nehmen hatte (Urteil O. vom 27. April 2005 Erw. 7.3,

I 507/04), oder wo die Einschätzung der Arbeitsfähigkeit sehr umstritten,

die Einkom-mensberechnung in der Verfügung nicht nachvollziehbar und zudem

weitere Einkommensbestandteile umstritten waren (erwähntes Urteil I 75/04

Considerandi

Erw. 3.3), oder in einem Fall, in welchem sich der Versicherte während

Jahren wiederholt und erfolglos an die Verwaltung gewandt hatte, ohne dass für

die ausserordentlich lange Verzögerung fallbezogene Gründe ersichtlich waren

(Urteil W. vom 12. Oktober 2004 Erw. 4.2, I 386/04). Verlangt

werden somit qualifizierende, besondere Umstände.

3.3

Vorliegend hat die IV-Stelle ihre

Leistungsverweigerung damit begründet, dass die im Arztbericht von Dr. med.

S.________, Arzt für Allg. Medizin FMH, vom 21. Dezember 2004 gestellte

Diagnose keinen invalidisierenden Gesundheitsschaden darstelle. Das Dossier

umfasst neben diesem Arztbericht wenige kurze medizinische Berichte und die

Akten aus dem SUVA-Verfahren. Der Fall weist weder in medizinischer noch in

sonstiger Hinsicht besondere

Schwierigkeiten auf. Würde hier die Notwendigkeit

einer anwaltlichen

Verbeiständung bejaht, wäre kaum mehr ein Fall

denkbar, in welchem diese verweigert werden könnte. Ein solches Ergebnis stünde

im Widerspruch zur dargelegten Rechtslage. Daran ändert nichts, dass eine Rente

- mithin eine finanzielle Leistung von in der Regel erheblicher Bedeutung - zur

Diskussion steht. Wollte man bereits in diesem Umstand einen besonders schweren

Eingriff in die Rechtsstellung des Versicherten erblicken, der regelmässig eine

unentgeltliche Verbeiständung zur Folge hat, würde

dies ebenfalls darauf hinauslaufen, dass eine solche in praktisch allen oder

den meisten IV-Fällen zu gewähren wäre, was der gesetzlichen Regelung

widerspräche."

In

un'altra vertenza I 319/05 del 14 agosto 2006, sempre in materia di

assicurazione per l'invalidità, il TFA ha invece ammesso la necessità

dell'assistenza di un avvocato per la procedura di opposizione, visto che la

situazione di fatto e le questioni di diritto relative al carattere invalidante

della sindrome somatoforme dolorosa rendevano la vertenza particolarmente

complessa.

Con giudizio 9C_105/2007

del 13 novembre 2007, relativamente a una fattispecie, sempre di assicurazione

invalidità, in cui era stato negato il gratuito patrocinio nella procedura di

opposizione, la nostra Massima Istanza ha poi precisato che:

" (…)

3.2

Selon les constatations du premier juge, qui

lient le Tribunal fédéral (art. 105 al. 1 LTF), l'intimée ne dispose ni d'un

niveau de formation, ni de connaissances de la langue française suffisants pour

contester seule la décision de refus de prestations. Ces éléments

permettent certes d'admettre avec la juridiction cantonale que l'intimée

n'était pas à même de défendre seule ses propres intérêts dans la procédure

d'opposition et qu'une assistance était donc justifiée (ce que le recourant ne

conteste du reste pas). Ils ne suffisent toutefois pas pour retenir que

l'assistance d'un avocat était nécessaire, ce point devant être examiné au

regard de la difficulté du cas du point de vue objectif, ce que la juridiction

cantonale a omis de faire. Compte tenu de cette omission, il convient de

Dispositivo

renvoyer la cause au Tribunal vaudois des assurances pour qu'il se prononce sur

la nécessité du recours à un avocat, après avoir constaté les faits pertinents

y relatifs. Cette question reviendra à déterminer si l'on se trouve dans un cas

où des questions de droit ou de fait difficiles rendent l'assistance par un

avocat apparemment nécessaire et qu'une assistance par le représentant d'une

association, par un assistant social ou d'autres professionnels ou personnes de

confiance d'institutions sociales n'entrent pas en considération (supra consid.

1.3).(…)“ (Le sottolineature sono del redattore)

La

necessità o meno dell'assistenza di un avvocato (sul tema cfr. DTF 132 V 200)

durante la procedura di opposizione dipende, perciò, dal tipo di problematiche

che vengono trattate nella decisione impugnata.

In una sentenza I 415/06

del 21 giugno 2007, pubblicata in SVR 2009 IV Nr. 3 pag. 4 segg., il TF ha,

altresì, rilevato che il gratuito patrocinio va accordato nella procedura di

opposizione qualora nel caso di specie si debba rispondere positivamente alla

questione di sapere se una persona che non si trova nel bisogno, nelle stesse

circostanze, si sarebbe ragionevolmente rivolta a un avvocato, poiché lei

stessa troppo poco esperta di diritto e l’interesse all’esito processuale

giustifica la spesa. Nel caso esaminato dall’Alta Corte l’assistenza di un

avvocato è stata considerata giustificata. In effetti soltanto grazie

all’intervento di un avvocato, che ha chiesto la trasmissione del dossier AI dell’assicurata,

quest’ultima è venuta a conoscenza di un rapporto medico rilevante.

2.5. Chiamata a

pronunciarsi in merito alla presente fattispecie questa Corte rileva che, in

concreto, si trattava di valutare se l’assicurato era passibile di una sanzione

ai sensi dell’art. 30 cpv. 1 lett. d LADI per non avere accettato

un’occupazione assegnatagli dall’URC di __________ nel marzo 2008 presso la __________

servizi di sicurezza (cfr. doc. 27, A1).

L’insorgente,

a cui la Sezione del lavoro ha dato la possibilità, prima dell’emissione della

decisione formale del 3 luglio 2008, di esprimersi riguardo a un’eventuale

sospensione (cfr. doc. 40), ha fatto valere le proprie ragioni in modo

pertinente e circostanziato, riferendosi pure puntualmente al contratto

collettivo di lavoro per il settore dei servizi di sicurezza che ha trasmesso

in copia all’amministrazione (cfr. doc. 39, 31/1, 31/2).

A seguito

dell’emanazione del provvedimento di sospensione del 3 luglio 2008 il

ricorrente ha, poi, conferito mandato a un avvocato per assisterlo nell’inoltro

dell’opposizione e nella conseguente procedura (cfr. doc. 21).

Il legale,

tuttavia, ha sostanzialmente ripreso quanto già sostenuto dall’assicurato in

maniera concisa e riassuntiva (cfr. doc. 21).

E’ stato

del resto il ricorrente, e non il suo patrocinatore, a evidenziare le

divergenze tra quanto previsto dalla __________ e il CCL in relazione alle

condizioni afferenti alla formazione (cfr. doc. 31/1, 39) che hanno poi portato

la Sezione del lavoro, con decisione su opposizione del 19 maggio 2009 (cfr.

doc. A1), a ritenere inadeguato l’impiego assegnato all’assicurato e ad

annullare quindi la sospensione inflittagli.

Ne

discende che nel caso in esame non si giustifica l’assistenza di un avvocato

durante la procedura amministrativa.

Non

essendo adempiuta una delle condizioni cumulative per essere posti al beneficio

del gratuito patrocinio nella procedura di opposizione (cfr. consid. 2.3.;

2.4.), in casu non torna applicabile il principio secondo cui, quando nella

procedura di opposizione può essere concesso all'assicurato il gratuito

patrocinio, nel caso di accoglimento dell'opposizione vanno erogate le

ripetibili (cfr. consid. 2.3.).

2.6. La nostra

Massima Istanza, in una sentenza I 164/04 del 23 settembre 2004, pubblicata in

DTF 130 V 570, ha poi lasciato aperta la questione di sapere se il diritto alle

ripetibili possa essere riconosciuto pure in altre situazioni eccezionali,

oltre a quella in cui nella procedura di opposizione può essere concesso il

gratuito patrocinio, come ad esempio in caso di dispendio o di difficoltà

particolari.

Anche

questa Corte può esimersi dallo stabilire se le ripetibili possono essere

accordate in altre situazioni eccezionali, siccome, in concreto, non si è

comunque confrontati con delle circostanze particolari tali da comportare che

il rifiuto delle ripetibili in sede di opposizione configuri una violazione

insostenibile dal profilo costituzionale del senso di giustizia.

2.7. L’assicurato

ha fatto valere che l’ispettore della Sezione del lavoro, __________, gli

avrebbe indicato come “le spese legali fossero gratuite” (cfr. doc. I).

Egli ha,

di conseguenza, implicitamente richiamato l’applicazione dell’art. 9 Cost., ossia

la tutela della sua buona fede.

Il

diritto alla protezione della buona fede di cui all’art. 9 Cost., che consente

al cittadino di esigere che l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa

eviti di contraddirsi, è garantito e impone all'autorità di discostarsi dal

principio della legalità, allorché i seguenti presupposti, precisati da una

lunga e consolidata giurisprudenza, sono cumulativamente adempiuti

1. l'autorità deve essere intervenuta in una situazione concreta nei

riguardi di persone determinate;

2. l'autorità ha agito o creduto di agire nei limiti delle proprie

competenze;

3. l'assicurato non deve essersi reso conto immediatamente

dell'inesattezza dell'informazione ricevuta;

4. l'informazione errata ha indotto l'assicurato ad adottare un

comportamento o un'omissione che gli è pregiudizievole;

5. la legge non è stata modificata dal momento in cui l'informazione è

stata data.

(cfr. STF

9C_918/2007 del 14 gennaio 2009 consid. 3.1.; STFA del 25 ottobre 2005 nella

causa B. e B., K 107/05 consid. 3.1.; STFA del 4 luglio 2005 nella causa M., C

270/04, consid. 3.3.1.; STFA del 28 gennaio 2004 nella causa

Arbeitslosenkasse der Gewerkschaft Bau & Industrie GBI c/ A., C 218/03,

consid. 2; STFA del 29 agosto 2002 nella causa Amt für Arbeit

St. Gallen c/ S., C 25/02; DTF 121 V 65, consid. 2a pag. 66-67 e la

giurisprudenza ivi citata; RAMI 1993 pag. 120-121, Pratique VSI 1993 pag.

21-22, RCC 1991 pag. 220 consid. 3a, RCC 1983 pag. 195 consid. 3, RCC 1982 pag.

368 consid. 2, RCC 1981 pag. 194 consid. 3, RCC 1979 pag. 155, DLA 1992 p. 106,

DTF 118 V 76 consid. 7, RDAT I-1992 n° 63; Grisel, Traité de droit administratif,

vol. I, pag. 390ss; Knapp, Précis de droit administratif,

4a ed., n° 509, pag. 108-109; Haefliger, Alle Schweizer

sind vor dem Gesetze gleich, pag. 217ss).

Nel

caso di specie non risulta dimostrato l’adempimento del primo presupposto per

avere diritto alla protezione della buona fede, ossia che l’autorità deve

essere intervenuta in una situazione concreta nei riguardi di

una persona determinata.

In

effetti, da un lato, l’insorgente non ha in alcun modo sostanziato quanto da

lui asserito.

Dall’altro, la Sezione del

lavoro ha recisamente negato che il proprio ispettore, __________, abbia

riferito all’assicurato che non vi fossero da sostenere costi di rappresentanza

o che essi fossero a carico dello Stato (cfr. doc. III).

Il ricorrente, peraltro,

nemmeno ha replicato alla categorica presa di posizione dell’amministrazione.

La buona fede di RI 1 non

può, perciò, essere tutelata.

Per quanto concerne

l’affermazione dell’insorgente secondo cui anche il suo avvocato gli avrebbe

ribadito che non vi sarebbero state spese legali a cui far fronte (cfr. doc.

I), la stessa non merita di ulteriori approfondimenti.

Per

costante giurisprudenza, infatti, gli assicurati portano le conseguenze delle

azioni, omissioni o negligenze delle persone alle quali hanno affidato il

compito di fare valere i propri diritti (cfr. STF 8C_984/2008 dell’11 maggio

2009 consid. 3; STCA 35.2006.39 consid. 2.7.; STCA 39.2002.67 del 20 febbraio

2003 consid. 2.11.; DLA 2002 pag. 259; SVR 2001 KV Nr. 3; DTF 111 Ib 222).

2.8. Alla luce di

quanto sopra esposto, tutto ben considerato, il TCA deve concludere che a

ragione la Sezione del lavoro ha negato all’assicurato il diritto a ripetibili.

La decisione

su opposizione 19 maggio 2009 impugnata deve, conseguentemente, essere

confermata.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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