38.2009.75
Negato condono a assicurato che non ha segnalato alla Cassa di aver iniziato una seconda attività lucrativa mentre percepiva delle indennità compensative unicamente sulla base del reddito del primo im
23 novembre 2009Italiano25 min
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AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
38.2009.75
Data decisione, Autorità:
23.11.2009, TCA
Titolo:
Negato condono a assicurato che non ha segnalato alla Cassa di aver iniziato una seconda attività lucrativa mentre percepiva delle indennità compensative unicamente sulla base del reddito del primo impiego
BUONA FEDE
CASSE PRIVATE
CONDONO
OBBLIGO DELL'ASSICURATO
art. 95 cpv. 1 LADI
art. 25 cpv. 1 LPGA
art. 28 cpv. 1 LPGA
art. 28 cpv. 2 LPGA
art. 28 cpv. 3 LPGA
art. 31 cpv. 1 LPGA
art. 31 cpv. 2 LPGA
art. 53 LPGA
art. 4 cpv. 1 OPGA
art. 4 cpv. 2 OPGA
art. 4 cpv. 4 OPGA
art. 4 cpv. 5 OPGA
art. 5 OPGA
Raccomandata
Incarto n.
38.2009.75
LG/sc
Lugano
23 novembre
2009
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale
delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattore:
Luca Giudici, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 14 settembre 2009
di
RI 1
contro
la decisione su opposizione del 4
settembre 2009 emanata da
Sezione del lavoro, 6501 Bellinzona
in materia di assicurazione contro la
disoccupazione
ritenuto, in
fatto
1.1. Con
decisione su opposizione del 4 settembre 2009 la Sezione del lavoro Ufficio
giuridico ha confermato la decisione del 7 agosto 2009 con la quale ha respinto
la domanda del 15 maggio 2009 di RI 1 volta a ottenere il condono dell’importo
di fr. 1'217.05 chiestogli in restituzione dalla Cassa di disoccupazione __________,
in quanto per il mese di settembre 2008 gli sono state versate indennità di
disoccupazione in eccesso a causa del mancato computo del guadagno intermedio
(doc. 24, 25, 30, 34).
1.2. Contro la
decisione su opposizione del 4 settembre 2009 RI 1 ha inoltrato un tempestivo
ricorso alla Sezione del lavoro di Bellinzona, la quale lo ha trasmesso per
competenza, ai sensi dell’art. 30 LPGA, al TCA, postulando l’annullamento della
decisione impugnata (doc. I).
1.3. Nella sua
risposta del 2 ottobre 2009 la Sezione del lavoro ha chiesto la reiezione
dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei
considerandi di diritto (doc. IV).
1.4. Nello
scritto del 14 ottobre 2009 indirizzato al TCA l’assicurato, dopo aver
contestato le dichiarazioni del suo precedente datore di lavoro, ha brevemente
riassunto la cronologia degli avvenimenti che lo hanno indotto a ricorrere
contro la decisione della Sezione del lavoro (doc. IV).
Il doc.
IV è stato trasmesso alla Sezione del lavoro per osservazioni (doc. VII).
1.5. In data 22
ottobre 2009 la Sezione del lavoro, da parte sua, si è riconfermata nella
risposta di causa del 2 ottobre 2009 (doc. VIII).
Gli
scritti doc. VII e VIII sono stati trasmessi al ricorrente per conoscenza (doc.
IX).
1.6. Con scritto
dell’11 novembre 2009 l’assicurato ha ribadito le proprie censure ricorsuali
(doc. X).
Lo
scritto doc. VII è stato inviato alla Sezione del lavoro per osservazioni (doc.
XI) che in data 19 novembre 2009 si è riconfermata nella risposta di causa 2
ottobre 2009 (doc. XII).
Il doc.
XII è stato trasmesso all’assicurato per conoscenza (doc. XII).
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (cfr. STF
9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007;
STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002;
STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U
347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H
304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel
merito
2.2. Oggetto del
contendere è la questione di sapere se la Sezione del lavoro abbia a ragione o
meno negato all’assicurato il diritto al condono dell’obbligo di restituire la
somma di fr. 1'217.05 percepita indebitamente a titolo di prestazioni
dell’assicurazione contro la disoccupazione nel mese di settembre 2008.
2.3. L'art. 95
LADI regola la restituzione di prestazioni.
Secondo
il cpv. 1 di questo articolo la domanda di restituzione è retta dall'art. 25
LPGA ad eccezione dei casi di cui all'articolo 55.
L'art. 25
cpv. 1 LPGA stabilisce che le prestazioni indebitamente riscosse devono essere
restituite. La restituzione non deve essere chiesta se l'interessato era in
buona fede e verrebbe a trovarsi in gravi difficoltà.
Fatti
I
principi giurisprudenziali attinenti alla restituzione di prestazioni elaborati
dal TFA anteriormente alla LPGA conservano tutta la loro validità anche sotto
l’egida di questa legge (cfr. DTF 130 V 318 consid. 5).
L'obbligo
di restituzione presuppone che siano adempiute le condizioni di una riconsiderazione
o di una revisione della decisione con la quale sono state attribuire le
prestazioni (cfr. sentenza C 128/06 del 10 maggio 2007; DTF 129 V 110 consid.
1.1; DLA 2006 p. 218 et DLA 2006 pag. 158).
La
riconsiderazione e la revisione sono ormai esplicitamente regolate all'art. 53
LPGA, che ha codificato la giurisprudenza anteriore alla sua entrata in vigore
(cfr. STF U 408/06 del 25 giugno 2007; STF C 128/06 del 10 maggio 2007; STFA K
147/03 del 12 marzo 2004; STFA U 149/03 del 22 marzo 2004; STFA I 133/04 dell'8
febbraio 2005).
Analogamente
alla revisione delle sentenze delle autorità giudiziarie, l'amministrazione
deve procedere alla revisione processuale di una decisione cresciuta in
giudicato quando sono scoperti nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti ad
indurre ad una conclusione giuridica differente (cfr. art. 53 cpv. 1 LPGA, STF
U 409/06 del 25 giugno 2007; STF C 128/06 del 10 maggio 2007; SVR 2004 ALV N°
14; DTF 127 V 466 consid. 2 a pag. 469).
Inoltre,
l’amministrazione può riconsiderare una decisione cresciuta in giudicato
formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, se essa è senza
dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante (cfr. art. 53 cpv. 2
LPGA, STF U 408/06 del 25 giugno 2007).
Questi
principi si applicano anche quando delle prestazioni sono state accordate senza
una decisione formale e che il loro versamento ha comunque acquisito forza di
cosa giudicata (cfr. STF C 128/06 del 10 maggio 2007, DTF 129 V 110 consid.
1.1).
2.4. La giurisprudenza
sviluppata dal Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) in merito al
condono regolato dal vecchio art. 95 LADI conserva tutta la sua validità anche
con l’entrata in vigore dell’art. 25 LPGA (cfr. STFA del 27 aprile 2005 nella
causa R., C 174/04; U. Kieser, ATSG Kommentar, Schulthess 2003, ad art 25, n.
45).
L'art. 4
OPGA regola il condono.
Se il
beneficiario era in buona fede e si trova in gravi difficoltà, l’assicuratore
rinuncia completamente o in parte alla restituzione delle prestazioni indebitamente
concesse (cfr. art. 4 cpv. 1 OPGA).
Determinante
per il riconoscimento di una grave difficoltà è il momento in cui la decisione
di restituzione passa in giudicato (cfr. art. 4 cpv. 2 OPGA).
Il
condono è concesso su domanda scritta. La domanda, motivata e corredata dei
necessari giustificativi, deve essere inoltrata entro 30 giorni dal momento in
cui la decisione è passata in giudicato (cfr. art. 4 cpv. 4 OPGA).
Sul
condono è pronunciata una decisione (cfr. art. 4 cpv. 5 OPGA).
L'art. 5
OPGA definisce cosa si intende con "gravi difficoltà" e recita:
" 1 La grave difficoltà ai sensi dell’articolo 25
capoverso 1 LPGA è data quando le spese riconosciute a norma della legge
federale del 19 marzo 1965 sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità (LPC) e le spese supplementari di cui al capoverso 4 superano i
redditi determinanti secondo la LPC.
Considerandi
2.
Per il calcolo delle spese
riconosciute ai sensi del capoverso 1 sono computati:
a. per le persone che vivono a casa:
1.
quale
importo destinato alla copertura del fabbisogno vitale: l’importo massimo
secondo le categorie di cui all’articolo 3b
capoverso 1 lettera a LPC,
2.
quale
pigione di un appartamento: l’importo massimo secondo le categorie di cui
all’articolo 5 capoverso 1 lettera b LPC;
b. per le
persone che vivono in un istituto: quale importo per le spese personali, 4800
franchi l’anno;
c. per tutti,
quale importo forfetario per l’assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie: il premio massimo per la rispettiva categoria secondo la
versione vigente dell’ordinanza del DFI3 sui
premi medi cantonali dell’assicurazione delle cure medico-sanitarie per il
calcolo delle prestazioni complementari.
3.
La franchigia per gli
immobili conformemente all’articolo 3c capoverso 1 lettera c LPC ammonta a 75
000.
franchi. Il computo della sostanza nel caso di beneficiari di una rendita
di vecchiaia che vivono in un istituto o un ospedale (art. 3c cpv. 1 lett. c LPC)
ammonta a un decimo. Nel caso di persone parzialmente invalide è computato solo
il reddito effettivo ottenuto dall’attività lucrativa. Non è tenuto conto di
un’eventuale limitazione cantonale delle spese per il soggiorno in un istituto.
4.
Sono computati come spese
supplementari:
a. per le persone sole, 8000 franchi;
b. per i coniugi, 12 000 franchi;
c. per gli
orfani e per i figli che danno diritto a una rendita per figli dell’AVS o
dell’AI, 4000 franchi per figlio.”
Secondo
la legge, dunque, perché sia concesso il condono dall'obbligo di restituzione,
è necessario che siano adempiuti cumulativamente i seguenti presupposti:
- l'interessato
ha percepito la prestazione indebita in buona fede;
- la
restituzione gli imporrebbe una grave difficoltà.
Quindi,
qualora difetti una delle due condizioni suelencate, il condono non può essere
accordato.
2.5
La buona
fede presuppone che l'assicurato ignori che una prestazione gli è versata indebitamente.
Di detta ignoranza egli non si può prevalere se la stessa è stata determinata
da sua negligenza.
Per quel
che concerne la buona fede, la giurisprudenza ha precisato che la stessa,
intesa come presupposto del condono, deve essere esclusa qualora i fatti che
hanno determinato l'obbligo di restituire (violazione dell'obbligo di
annunciare o di informare) siano imputabili a comportamento doloso o negligenza
grave. Viceversa, l'assicurato può prevalersi della buona fede quando l'atto o
l'omissione colpevole siano costitutivi solo di una violazione lieve
dell'obbligo di annunciare o di informare (cfr. STFA del 16 giugno 2003 nella
causa C., C 130/02, consid. 2.3; DLA 2003 N. 29, consid. 1.2, pag. 260; DLA
2002.
N. 38, consid. 2a, pag. 258; DLA 2001 N. 18, consid. 3a, pag. 161-162; DLA
1998.
N. 14, consid. 4a, pag. 73; DLA 1992 N. 7, consid. 2b, pag. 103; DTF 112 V 97, consid. 2c, pag. 103, DTF 110 V 176,
consid. 3c, pag. 180).
2.6
Con
l'entrata in vigore della LPGA al 1° gennaio 2003 il vecchio art. 96 LADI, che
regolava l'obbligo di informare e di annunciare, è stato abrogato.
L'art. 28
LPGA regola la "Collaborazione nell'esecuzione".
Gli
assicurati e il loro datore di lavoro devono collaborare gratuitamente
all’esecuzione delle varie leggi d’assicurazione sociale (cfr. art. 28 cpv. 1
LPGA).
Colui che rivendica prestazioni assicurative deve fornire
gratuitamente tutte le informazioni necessarie per accertare i suoi diritti e
per stabilire le prestazioni assicurative (cfr. art. 28 cpv. 2 LPGA).
Chi pretende prestazioni assicurative deve autorizzare tutte le persone e i servizi, segnatamente il datore di
lavoro, i medici, le assicurazioni e gli organi ufficiali a fornire nel singolo
caso tutte le informazioni, sempre che siano necessarie per accertare il
diritto a prestazioni. Queste persone e questi servizi sono tenuti a dare le
informazioni (cfr. art. 28 cpv. 3 LPGA).
L'art. 31
LPGA regola la "Notificazione nel caso di cambiamento delle
condizioni".
L’avente
diritto, i suoi congiunti o i terzi ai quali è versata la prestazione sono
tenuti a notificare all’assicuratore o, secondo i casi, al competente organo
esecutivo qualsiasi cambiamento importante sopraggiunto nelle condizioni
determinanti per l’erogazione di una prestazione (cfr. art. 31 cpv. 1 LPGA).
Qualsiasi persona o servizio che partecipa all’esecuzione delle
assicurazioni sociali ha l’obbligo di informare l’assicuratore se apprende che
le condizioni determinanti per l’erogazione di prestazioni hanno subìto
modifiche (cfr. art. 31 cpv. 2 LPGA).
Circa gli
effetti degli art. 28 e 31 LPGA sulla LADI, Kieser rileva che:
"
a) Die Mitwirkung beim Vollzug der
Sozialversicherungsgesetze und
insbesondere
bei der Leistungsfestsetzung hat in den bisherigen Erlassen eine eingehende
Regelung erfahren (vgl. dazu auch LOCHER, Grundriss, 340: Regelung ist "in
den einzelnen Gesetzten verstreut"). Art. 28 ATSG weicht nicht
grundsätzlich von den bisherigen Normierungen ab und steht auch in
Übereinstimmung mit art. 12 lit. c VwVG (Auskünfte von Drittpersonen) bzw. von
Art. 13 Abs. 1 VwVG (Mitwirkung der Partei). Insoweit ergeben sich gegenüber
dem bisherigen Rechtszustand keine wesentlichen Neuerungen.
b) Eine Reihe von Bestimmungen der Einzelgesetze wurde im Zugeder
Anpassung an das ATSG ersatzlos aufgehoben. Dies trifft insbesondere Regelungen
zur Auskunftspflicht der Partei bzw. von Drittpersonen (vgl dazu BBl 1999
4585). (…)."
(cfr. Kieser op.
cit., ad art. 28, n. 30 e 31)
"
a Der Gesetzgeber hat grundsätzlich darauf
verzichtet, von der
allgemeinen
Regelung des Art. 31 ATSG abweichende einzelgesetzliche Normierungen festzulegen.
Vielmehr hob er die bestehenden einzelgesetzlichen Ordnungen ersatzlos auf.
Dies betrifft art 83 altAbs. 3 MVG (dazu BBl 1999 4726) sowie altArt. 96 Abs. 2
AVIG (dazu BBl 1999 4744)."
(cfr. Kieser op. cit., ad art. 31, n. 23)
La
dottrina e la giurisprudenza sviluppate in merito al
vecchio art. 96 LADI conservano dunque la loro validità.
In merito
all’estensione dell’obbligo di informare e annunciare così si esprime Gerhards:
"
Die Auskunftspflicht ist umfassend. - Sie
bezieht sich auf "alle erforderlichen Auskünfte" (96 I, III). Was
dabei im einzelnen "erforderlich" ist, bestimmt dabei die anfragende
Stelle bzw. richtet sich nach der Informationsbedarf dieser Stelle.
Ebenso umfassend ist die Pflicht der Vorlage von
Unterlagen. - Es müssen alle Unterlagen vorgelegt werden, welche die anfragende
Stelle zur Erfüllung ihrer Aufgabe (im ALV-Bereich) benötigt (s. "die
nötigen Unterlagen").
Anderseits dürfen von der berechtigten Stelle
keine Auskünfte und Unterlagen verlangt werden, die nicht "erforderlich"
oder "nötig" sind. Das Auskunftsrecht darf also nicht schikanös
ausgeübt werden. (...).
Die Meldepflicht des Versicherten gegenüber der
Kasse (vgl. oben
N. 28) ist umfassend (vgl. "alles
melden"), soweit die Erfüllung der Meldepflicht wichtig ist für die:
- Anspruchsberechtigung des Versicherten
(s. Anspruchs- Voraussetzungen)
- Leistungsbemessung (s. Höhe und Dauer)."
(cfr. G. Gehrards, Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungsgesetz (AVIG), Vol. II, pag. 792-793, N. 20,
21, 22 e 30).
Il dovere
di informare deve dunque essere sempre rispettato da parte dei beneficiari di
prestazioni.
Devono
essere fornite, di conseguenza, tutte le indicazioni necessarie per valutare
l'adempimento delle condizioni da ossequiare per avere diritto alle indennità (cfr.
STFA del 25 luglio 2001 nella causa D., C 104/01, consid. 2 in fine).
Secondo
la giurisprudenza federale è peraltro irrilevante se le informazioni
inveritiere o incomplete sono causali per l'erogazione delle prestazioni
assicurative o del relativo calcolo (cfr. DTF 123 V 151 consid. 1b; DLA
1993/1994 N. 3 pag. 21).
2.7
Il TFA,
pronunciandosi nel caso di un assicurato che non aveva annunciato di avere
ricevuto un salario durante alcuni giorni e al quale il Tribunale cantonale
aveva riconosciuto la buona fede nella percezione delle indennità in un
determinato periodo di controllo, ha sviluppato le seguenti considerazioni:
"
(…)
3.2
Der Vorinstanz kann insofern beigepflichtet
werden, als dem Beschwerdegegner auf Grund der Tatsache, dass er in dem am 19. März
2002.
ausgefüllten Kontrollausweis für den Monat März 2002 die erst ab 26. März 2002 in der Firma X.________ AG ausgeübte Tätigkeit noch nicht aufgeführt hat, keine
Meldepflichtverletzung vorzuwerfen ist. Wie in der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde zu Recht ausgeführt wird, genügt dies für eine
Bejahung der Gutgläubigkeit beim Leistungsbezug indessen nicht. Eine Verletzung
der Melde- oder Auskunftspficht ist eine zwar häufige, aber nicht die einzige
Form eines fehlerhaften Verhaltens, das die Annahme von Gutgläubigkeit
ausschliesst (ARV 1998 Nr. 41 S. 239 Erw. 4b). Als der Beschwerdegegner die
Taggelder für den Monat März 2002 gemäss Abrechnung der Arbeitslosenkasse vom
16.
April 2002 ausbezahlt erhielt, wusste er von der in diesem Monat in der
Firma X.________ AG geleisteten Arbeit und der ihm deswegen zustehenden
Entlöhnung. Bei zumutbarer Sorgfalt hätte ihm daher nicht entgehen können, dass
ihm die ausbezahlte Arbeitslosenentschädigung nicht oder zumindest nicht
vollumfänglich zustand. Daran würde nichts ändern, wenn, wie im
vorinstanzlichen Verfahren geltend gemacht, tatsächlich eine Mitarbeiterin des
Regionalen Arbeitsvermittlungszentrums vom zusätzlich erzielten Verdienst in
Kenntnis gesetzt worden wäre. Indem der Beschwerdegegner diesen Gegebenheiten
nicht die nötige Beachtung schenkte, hat er nicht das Mindestmass an
Aufmerksamkeit aufgewendet, welches jedem verständigen Menschen in gleicher
Lage und unter den gleichen Umständen als beachtlich hätte einleuchten müssen
(BGE 110 V 181 Erw. 3d mit Hinweisen). Dass er nach Erhalt der
Taggeldabrechnung für den Monat März 2002 nicht unverzüglich bei der
Arbeitslosenkasse intervenierte und sie auf die offensichtlich zu hoch
ausgefallene Zahlung aufmerksam machte, kann, entgegen der vorinstanzlichen
Argumentation, nicht als bloss leichte Nachlässigkeit gewertet werden, sondern
ist vielmehr als grobe Pflichtwidrigkeit zu qualifizieren, welche einer
erfolgreichen Berufung auf den guten Glauben entgegensteht. Die nach Art. 95
Abs. 2 AVIG erforderliche Voraussetzung der Gutgläubigkeit beim Leistungsbezug
ist demnach nicht erfüllt, weshalb die Rückerstattung der für den Monat März
2002.
zu Unrecht ausgerichteten Taggelder im Betrag von Fr. 841.25 nicht
erlassen werden kann. (…)."
(cfr. STFA del 3 novembre 2003 nella causa L., C
172/03)
In un
altro caso il TFA ha negato la buona fede di un'assicurata che è stata chiamata
a restituire delle indennità di disoccupazione, vista la sua disponibilità ad
accettare un lavoro al 20% e non al 40% come erroneamente ritenuto.
L'Alta
Corte ha, tra l'altro, osservato che:
"
(…)
4.1
In dem am 20. März
2000.
ausgefüllten Antrag auf Arbeitslosenentschädigung gab die
Beschwerdeführerin noch an, bereit und in der Lage zu sein, eine Arbeit im
Umfang von 40 % einer Vollzeitbeschäftigung anzunehmen. Wie sich in der Folge
herausstellte, war sie im Hinblick auf die ihr zu Hause obliegende
Kinderbetreuung indessen von Anfang an nur an einem 20 %igen Teilpensum
interessiert. Die Frage, ob sich die Beschwerdeführerin damit eine Melde- resp.
Auskunftspflichtverletzung hat zu Schulden kommen lassen, kann dahingestellt
bleiben. Immerhin ist darauf hinzuweisen, dass sie offenbar bereits am 7. April
2000.
anlässlich eines Beratungsgesprächs auf dem Regionalen
Arbeitsvermittlungszentrum das Ausmass ihrer tatsächlichen Einsatzbereitschaft
korrekt mit 20 % angegeben hat. Dass die Verwaltung die darauf gebotene rasche
Reaktion vermissen liess und deshalb eine sofortige Reduktion der ausbezahlten
Entschädigungen ausblieb, ist nicht mehr von der Leistungsbezügerin zu
vertreten.
4.2
Entscheidend fällt indessen ins Gewicht, dass
die Beschwerdeführerin in den folgenden Monaten die ihr gewährten Taggelder
jeweils entgegennahm, ohne die Verwaltung je auf die Fehlerhaftigkeit der
Abrechnungen aufmerksam zu machen oder sich wenigstens nach einer Begründung
für die offensichtlich zu hoch ausgefallenen Entschädigungen zu erkundigen.
Dass sie die jeweiligen Abrechnungen der Arbeitslosenversicherung nicht genauer
geprüft haben will, vermag sie nicht zu entlasten, muss doch von einer
Bezügerin von Versicherungsleistungen ein gewisses Mindestmass an
Aufmerksamkeit und eine Mitwirkung bei der Abwicklung des Versicherungsfalles
erwartet werden. Nachdem die von der Beschwerdeführerin empfangenen Leistungen
annähernd ein Drittel des vor ihrer Arbeitslosigkeit bei einer
Vollzeitbeschäftigung realisierten Lohnes ausmachten, hätte sie ohne weiteres
erkennen müssen, dass ihr Taggelder ausgerichtet wurden, welche ihr in dieser
Höhe nicht zustehen konnten. Insbesondere musste ihr bewusst sein, dass sie,
würde sie eine Erwerbstätigkeit mit einem bloss 20 %igen Pensum ausüben, kaum
je ein Gehalt in der Höhe der nunmehr bezogenen Arbeitslosenentschädigung
erreichen würde. Einer eingehenden Prüfung der jeweiligen Abrechnungen der
Arbeitslosenversicherung oder gar besonderer Fachkenntnisse bedurfte es dazu
nicht. Da die Beschwerdeführerin das leicht erkennbare Missverhältnis zwischen
dem anrechenbaren Arbeits- und damit verbundenen Verdienstausfall und der
ausgerichteten Entschädigung nicht wahrnahm oder ihm nicht die gebotene
Beachtung schenkte, muss ihr vorgehalten werden, nicht das Mindestmass an
Aufmerksamkeit aufgewendet zu haben, welches jedem verständigen Menschen in
gleicher Lage und unter den gleichen Umständen als beachtlich hätte einleuchten
müssen (BGE 110 V 181 Erw. 3d mit Hinweisen). Von einer bloss leichten
Nachlässigkeit kann angesichts der ins Auge springenden Diskrepanz zwischen dem
zufolge Arbeitslosigkeit mutmasslich entgangenen Verdienst und der deswegen
bezogenen Versicherungsleistungen nicht gesprochen werden. Vielmehr ist mit
Vorinstanz und Verwaltung von einer groben Pflichtwidrigkeit auszugehen, welche
eine erfolgreiche Berufung auf den guten Glauben ausschliesst. (…)"
(cfr. STFA del 2 luglio 2003 nella causa D. C 70/03,
consid. 4)
In una
sentenza pubblicata in DLA 2001 a pag. 160 l'Alta Corte aveva già ricordato che:
"
(…) Nach der Rechtsprechung ist grobe
Fahrlässigkeit gegeben, wenn jemand das ausser Acht lässt, was jedem
verständigen Menschen in gleicher Lage und unter gleichen Umständen als
beachtlich hätte leuchten müssen (BGE 110 V 181 Erw. 3d mit Hinweisen; vgl.
auch Gerhards, Kommentar zum AVIG, Bd. II, N. 41 zu
Art. 95). (…)" (cfr. DLA 2001, N. 18, consid. 4b, pag. 163)
2.8
Questo Tribunale rileva innanzitutto che mentre era iscritto
in disoccupazione, l’assicurato nel mese di settembre 2008 ha lavorato con un
contratto a ore sia per la __________ in qualità di magazziniere (doc. 7), sia
per la __________ quale autista (doc. 14).
Tale
circostanza emerge in modo chiaro dalle tavole processuali.
In
particolare, nello scritto e-mail del 21 aprile 2009 (doc. 19) la fiduciaria __________
ha affermato quanto segue:
"
RI 1 ha iniziato il suo lavoro presso la __________
il 1° settembre 2008. Lo stipendio del mese di settembre è stato pagato
in contanti in quanto il numero di conto comunicatoci non era esatto” (doc. 13,
la sottolineatura è del redattore).
Anche
l’assicurato ha confermato di aver lavorato nel mese di settembre 2008 per la __________,
sebbene ne abbia sempre contestato il numero di ore conteggiate dall’azienda
(egli sostiene di aver lavorato “per circa 4 o al massimo 5 ore al giorno”,
senza tuttavia precisare per quanti giorni, mentre l’azienda indica 176 ore) (doc.18,
inc. 38.2009.79).
In particolare
egli ha affermato:
"
Io sottoscritto RI 1 in qualità di assicurato,
non credo di aver violato nessun obbligo di annunciare e di informare, nel
mese di settembre ho dato la disdetta in __________ e nel mese di
settembre, nel frattempo ho fatto un paio di ore presso la __________…”
(doc. 21, la sottolineatura è del redattore)”.
Nello
scritto del 29 giugno 2009 (doc. 15 inc. 38.2009.75) RI 1 ha confermato di aver
lavorato nel mese di settembre, per poche ore al giorno, presso la __________ e
di aver ricevuto lo stipendio di questo mese in contanti:
"
(…)
La società __________ mi ha versato lo
stipendio di settembre in contanti, ma primo non nel mese di settembre,
secondo io non sono mai entrato in possesso della ricevuta con data e firma
della consegna dei soldi in contanti, l’unico che ce l’ha in possesso è il sig.
__________.
(…)
Per la società __________ in quei giorni ho
lavorato per circa 4 o al massimo 5 ore al giorno, e a fine mese mi sono
sentito dire che quelle ore me le avrebbe pagate e fatte risultare tutte nel
mese di Ottobre…" (doc. 15, la sottolineatura è del redattore).
Anche
nello scritto del 14 ottobre 2009 indirizzato a questa Corte l’insorgente ha
nuovamente indicato di aver lavorato nel mese di settembre “…alcune ore di
prova presso __________”. (doc. VI)
A
prescindere dal numero di ore effettivamente prestate dal ricorrente nel mese
di settembre 2008 (nell’attestato di guadagno intermedio del 2 ottobre 2008 la __________
ha indicato 176 ore (doc.18, inc. 38.2009.79), mentre il ricorrente ha
affermato di aver svolto 4 o 5 ore al giorno senza tuttavia precisare per
quanti giorni) è comunque evidente che RI 1 ha negligentemente omesso di
annunciare alla Cassa di aver lavorato in questo mese oltre che per la __________
anche per la __________.
Nel
formulario di autocertificazione (FAUT) del mese di settembre 2008 alla domanda
“Ha lavorato per uno o più datori di lavoro ?” (doc. 3, pto. 1), il
ricorrente ha risposto affermativamente, ma non ha indicato l’attività iniziata
quel mese presso la __________.
Quando
l’assicurato si è nuovamente iscritto al collocamento il 2 marzo 2009 nella
domanda d’indennità di disoccupazione trasmessa alla Cassa __________ egli ha
indicato di aver lavorato anche presso la __________ (oltre alla __________)
dal mese di ottobre 2008 alla fine del mese di febbraio 2009 (doc. 12).
Circostanza che non era stata comunicata prima alla Cassa disoccupazione __________,
la quale nel mese di ottobre 2008 ha versato l’importo di fr. 1'217.05 a titolo di guadagno intermedio del mese di settembre 2008 fondandosi sull’unico attestato
di guadagno intermedio pervenuto, quello del 2 ottobre 2008 (doc. 11).
La Cassa
disoccupazione __________ nella decisione del 24 aprile 2009, confermata con
decisione su opposizione del 4 settembre 2009 ha quindi sospeso l’assicurato dal diritto all’indennità di disoccupazione per 10 giorni a
partire dal 2 marzo 2009 (doc. 20, inc. 38.2009.79).
Dalle
evenienze appena riportate risulta in modo evidente che l’assicurato ha
disatteso i suoi obblighi di cui agli art. 28 e 31 LPGA (cfr. consid. 2.6) non
segnalando alla Cassa di aver iniziato nel mese di settembre 2008 una seconda
attività lucrativa presso la __________. Egli infatti ha percepito delle
indennità compensative unicamente sulla base del reddito percepito dalla __________,
malgrado il suo reddito conseguito nel mese di settembre 2008 fosse superiore
grazie a quanto percepito dalla __________.
Un tale
comportamento configura una grave negligenza che esclude la buona fede dell’assicurato
intesa quale presupposto necessario per poter ottenere il condono delle
prestazioni chiestegli in restituzione (cfr. consid. 2.3, 2.4, 2.5.).
Contestualmente
è utile evidenziare che il TFA, in una sentenza C 103/06 del 2 ottobre 2006, ha ribadito che per negare la buona fede non è necessario un comportamento doloso, né
fraudolento.
Il
ricorrente da parte sua ha contestato sostanzialmente il comportamento del suo
precedente datore di lavoro che – a suo dire – non avrebbe attestato il vero
nelle proprie dichiarazioni senza tuttavia fornire alcun elemento oggettivo che
permetta a questa Corte di inficiare le conclusioni a cui è giunta la Sezione
del lavoro.
2.9
Nello scritto del 14 ottobre
2009.
il ricorrente ha chiesto di assumere alcuni mezzi di prova, in particolare
l’assunzione del teste signor __________ (doc. VI)
Ulteriori
prove, visti i motivi che hanno portato alla reiezione del ricorso, appaiono
superflue. Per cui questa Corte rinuncia alla loro assunzione.
Al riguardo va ricordato che conformemente alla costante giurisprudenza,
qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il
giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione
che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e
che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser,
Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450,
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a
ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege,
2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA del 16 febbraio 2006 nella causa G., U 416/04
consid. 3.2.; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II
469.
consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344
consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una
violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost.
(e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid.
1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
2.10
Per quel che
riguarda le contestazioni dell'assicurato nei confronti del suo ex datore di
lavoro, esse sono di natura civile ed esulano dalle competenze del TCA (cfr.
l'art. 49 cpv. 1 lett. a della Legge sull’organizzazione giudiziaria, secondo
cui "il Tribunale cantonale delle assicurazioni, composto di 3 membri,
giudica come istanza unica le contestazioni in materia di assicurazioni
sociali, come pure le altre contestazioni che gli sono attribuite dalla
legge;" e l'art. 1 della Legge di procedura per le cause davati al
Tribunale cantonale delle assicurazioni (Lptca) secondo cui “Il Tribunale
cantonale delle assicurazioni giudica come istanza unica i ricorsi in materia
di assicurazioni sociali federali ai sensi dell’art. 57 della legge federale
sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (in seguito LPGA)
e le azioni in materia di previdenza professionale (cpv. 1). Esso giudica
inoltre le altre contestazioni fondate sul diritto federale e sul diritto
cantonale, che gli sono attribuite dalle singole leggi (cpv. 2))”.
La stessa
conclusione vale per la richiesta di risarcimento danni inoltrata
dall'assicurato (cfr. art. 1 LPTCA e STFA del 28 aprile 2003 nella causa F., C
24/01 e C 137/01, consid. 4).
A questo proposito
nella sentenza 8C_784/2007 dell’11 novembre 2008 l’Alta Corte ha dichiarato
irricevibili le pretese pecuniarie fatte valere dall’opponente, in quanto esulavano dall'oggetto del litigio, determinato dalla sospensione
litigiosa dell'indennità di disoccupazione.
2.11
Alla luce di
tutto quanto esposto, occorre concludere che, venendo a mancare il primo
presupposto necessario per poter ottenere il condono delle prestazioni – la
buona fede -, a ragione la Sezione del lavoro ha respinto la relativa istanza
senza verificare se l’ulteriore condizione, quella del grave rigore, fosse o
meno adempiuta (cfr. art. 25 cpv. 1 LPGA; 4 OPGA).
La decisione
su opposizione del 4 settembre 2009 deve, pertanto, essere confermata.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso
è respinto.
2. Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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