38.2009.95
Assegni per periodo di introduzione. Disdetta del rapporto di lavoro invocando motivi di carattere economico che non configurano una causa grave giusta l'art. 337 CO. Obbligo di restituzione
14 gennaio 2010Italiano33 min
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Numero d'incarto:
38.2009.95
Data decisione, Autorità:
14.01.2010, TCA
Titolo:
Assegni per periodo di introduzione. Disdetta del rapporto di lavoro invocando motivi di carattere economico che non configurano una causa grave giusta l'art. 337 CO. Obbligo di restituzione
ASSEGNO PER IL PERIODO DI INTRODUZIONE
DISDETTA PER MOTIVI GRAVI
RESTITUZIONE DI PRESTAZIONI
art. 59 LADI
art. 65 LADI
art. 66 LADI
art. 49 cpv. 2 LOG
art. 90 OADI
Raccomandata
Incarto n.
38.2009.95
DC/sc
Lugano
14 gennaio
2010
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale
delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
statuendo sul ricorso del 3 novembre 2009
di
RI 1
contro
la decisione su opposizione del 5 ottobre
2009 emanata da
Sezione del lavoro Ufficio delle
misure attive, 6501 Bellinzona
in materia di assicurazione contro la
disoccupazione
ritenuto, in
fatto
1.1. In data 19
febbraio 2009 l'Ufficio delle misure attive (in seguito: UMA) ha posto __________
al beneficio degli assegni per il periodo di introduzione per la durata di 6
mesi con la seguente motivazione:
"
Visti gli art.. 59, 59b cpv. 3, 59c, 65 e 66 LADI, art. 90 OADI, tenuto conto della
situazione del mercato del lavoro e delle difficoltà particolarmente gravi di
collocamento dell'assicurato poiché ha precedenti professionali sfavorevoli
(art. 90 cpv. 1 lett. c OADI), decide quanto segue:
la domanda per gli assegni d'introduzione del 29.01.2009,
con riserva del rispetto del piano di introduzione del 29.01.2009, è ACCOLTA.
Se i rimanenti presupposti sono adempiuti,
l'assicurato ha diritto dal 16.02.2009 al 15.08.2009 a quanto segue:
■ Gli assegni d'introduzione saranno
versati all'assicurato per la durata di 6 mesi dal datore di lavoro
RI 1
__________ - __________
assieme alla parte del
salario a suo carico. Il datore di lavoro recupera il sussidio dalla cassa
disoccupazione inviando mensilmente l'attestato PML qui allegato e il conteggio
del salario.
■ II rispetto del contratto di lavoro
del 26.01.2009 è la condizione da cui dipende il versamento degli
assegni d'introduzione. In caso di disdetta del contratto senza motivi gravi (CO
art. 337, cpv. 2), data durante il periodo di introduzione (dopo il periodo di
prova), e non concordata con l'autorità cantonale, questa potrà richiedere al
datore di lavoro il rimborso degli assegni versati.
■ Durante questo periodo, il salario
mensile lordo soggetto all'AVS ammonta a fr. 9000.00 ed è composto come segue:
mese assegno periodo
d'introduzione resto del salario
1° mese fr. 2'505.60 fr.
1'670.40
2° mese fr. 5'400.00 fr.
3'600.00
3° mese fr. 4'564.80 fr.
4'435.20
4° mese fr. 3'600.00 fr.
5'400.00
5° mese fr. 2'764.80 fr.
6'235.20
6° mese fr. 1'800.00 fr.
7'200.00
7° mese fr. 964.80 fr.
8'035.20
■ La cassa disoccupazione verserà gli
assegni per il periodo d'introduzione al datore di lavoro sul conto: CCP, N°
__________.
L'assegno relativo
all'ultimo mese verrà versato all'azienda unicamente dopo che l'Ufficio delle
misure attive avrà ricevuto dalla stessa il rapporto finale sulle attività
svolte (vedi formulario allegato).
Osservazioni:
Fattispecie e motivi:
L'assicurato necessita di un adeguato periodo
d'introduzione.
Þ Per tutte le questioni inerenti il provvedimento, durante il periodo
di introduzione, l'interlocutore per l'assicurato e per l'azienda è l'Ufficio
delle misure attive, sig.ra __________, tel. 091 814 __________." (Doc. 6a-6b)
1.2. Il 17 luglio
2009 la ditta RI 1 ha inviato all'UMA, all'attenzione di __________, uno
scritto del seguente tenore:
"
Je dois malheureusement vous informer que nous
avons dû mettre un terme à nos
relations contractuelles avec Monsieur __________ (Nr. pers. __________) avec
effet au 31.07.2009. M. __________ était au bénéfice d'une aide d'initiation au
travail du 16.02.2009 au 15.08.2009.
Notre société a été dans l'obligation de prendre
cette douloureuse décision suite à la mauvaise conjoncture économique qui ne
nous permettait plus d'assurer la charge financière que représentait M. __________.
Nous regrettons sincèrement cette situation mais
n'avions malheureusement pas d'autre alternative.
Pour information, vous trouverez ci joint la
lettre de licenciement que nous lui avons adressée."
(Doc. 4)
La
lettera di disdetta è così formulata:
"
Cher Monsieur,
C'est avec regret que nous vous informons de la
résiliation de votre contrat de travail pour la prochaine échéance légale, soit
le 31 juillet 2009.
En effet, la conjoncture économique actuelle et les
incertitudes qui en découlent nous obligent à prendre cette douloureuse
décision.
Nous vous remercions de la qualité de votre travail
durant ces quelques mois de collaboration, vous êtes libéré de vos obligations
envers notre société, hormis celle liées au secret professionnel et à la
confidentialité de nos affaires." (Doc. 5)
1.3. Con
decisione su opposizione del 5 ottobre 2009, confermando quanto figura nella
decisione del 21 luglio 2009 (cfr. Doc. 2a e 2b) l'UMA ha stabilito che i
presupposti per la concessione degli assegni per il periodo di introduzione non
sono adempiuti, che gli assegni versati devono essere chiesti in restituzione e
che la Cassa di disoccupazione dovrà valutare se sono adempiuti i presupposti
dell'art. 95 LADI.
L'amministrazione
si è al riguardo così espressa:
"
(...)
2.
Con decisione 19 febbraio 2009 l'Ufficio delle misure attive ha accolto la
richiesta in oggetto concedendo un periodo di API di 6
mesi, precisamente dal 16 febbraio 2009 al 15 agosto 2009. La ditta è stata nel
contempo resa attenta che nel caso in cui il rapporto di lavoro fosse stato
interrotto senza motivi gravi (CO art. 337, cpv. 2) durante il periodo dì
introduzione (dopo il periodo di prova), l'autorità cantonale avrebbe potuto
richiedere il rimborso di tutti gli assegni versati.
3.
In data 29 giugno 2009, con effetto 31 luglio 2009, il datore di lavoro ha
interrotto il rapporto d'impiego con il signor __________ a causa di motivi
economici.
4.
Considerato come le condizioni poste al momento della concessione degli API
non siano state rispettate - il rapporto di lavoro è stato interrotto per
motivi economici durante il periodo di introduzione - con decisione 21 luglio
2009 l'Ufficio misure attive ha decretato la restituzione degli assegni
versati, incaricando la cassa disoccupazione di valutare l'adempimento dei
presupposti contemplati dall'articolo 95 LADI.
5.
In data 11 settembre 2009 la ditta RI 1 ha interposto opposizione contro la
decisione di restituzione del 21 luglio scorso.
6.
In una sentenza del 27 marzo 2000 nella causa D. SA (DTF 126 V 42 e segg.),
il Tribunale federale delle assicurazioni, in un caso in cui il riconoscimento
del diritto agli assegni per il periodo di introduzione era stato sottoposto
alla condizione risolutiva secondo cui il rapporto di lavoro non doveva venire
disdetto (al di fuori del tempo di prova e in assenza di causa grave), durante
il periodo di introduzione o nei tre mesi successivi, ha stabilito che se
questo presupposto non è realizzato, l'amministrazione può chiedere al datore
di lavoro la restituzione degli assegni percepiti, a prescindere
dall'adempimento dei requisiti a cui è subordinata la revoca di una decisione.
Nel caso concreto, si
osserva che il contratto di lavoro con il signor __________ è stato interrotto
per motivi economici durante il periodo d'introduzione. Dalle osservazioni
contenute nell'opposizione alla decisione di restituzione non ci sono elementi
per una diversa valutazione del caso." (Doc. A)
1.4. Contro la decisione su
opposizione la ditta RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale
chiede che venga annullata la richiesta di rimborso delle prestazioni versante
dall'assicurazione contro la disoccupazione e rileva in particolare:
"
(...)
- Siamo una giovane società (3 anni) per la quale gli aiuti delle
Casse disoccupazione sono un elemento importante nella creazione di nuovi posti
di lavoro. Abbiamo inoltre già beneficiato di altri 3 API che si sono svolti
molto bene, 2 dipendenti essendo sempre impiegati presso la nostra impresa. Non
abbiamo dunque, in nessun modo, tentato di abusare degli aiuti della Cassa
disoccupazione.
- L'assunzione del Sig. __________ rappresentava un investimento
importante per la nostra impresa. L'aiuto della Cassa disoccupazione è stato un
elemento molto importante nel permetterci di rendere possibile questa
assunzione e così reinserire il Sig. __________ nella vita professionale. Siamo
sinceramente dispiaciuti di avere dovuto mettere un termine alla nostra
collaborazione con lui, tanto più che abbiamo fatto degli sforzi considerabili
(umani e finanzieri) durante i 5.5 mesi che ha trascorso nella nostra impresa.
- Non abbiamo chiesto nessun versamento d'indennità per il suo
ultimo mese lavorativo nella nostra impresa (mentre il suo stipendio le è stato
evidentemente versato al 100 %).
- Il fatto che abbiamo messo un termine alla nostra relazione 2
settimane prima della fine dell'aiuto della Cassa disoccupazione dimostra anchè
la trasparenza e la fiducia con la quale collaboriamo con la Cassa
disoccupazione. Difatti, avremmo potuto aspettare queste 2 settimane per
evitare questa sanzione, ma abbiamo stimato che questo modo di fare non sarebbe
stato corretto.
Questo è perché comprendendo che in certi casi il
rimborso delle prestazioni sia esatto, stimiamo che nel nostro caso questo non
si giustifica. Del resto, è stipulato molto bene (nella decisione relativa a
l'assegnazione dell'aiuto al lavoro) che l'autorità cantonale può chiedere il
rimborso delle prestazioni. Non ha dunque nessun carattere obbligatorio.
La Cassa disoccupazione ci appare come un partner
sociale ed economico importante. La sanzione che sarebbe il rimborso delle
indennità versate, nocerebbe in modo rilevante alla nostra impresa e metterebbe
seriamente in discussione la continuazione della nostra collaborazione con le
Casse disoccupazione. (...)" (Doc. I)
1.5. Nella sua risposta del 19
novembre 2009 l'UMA chiede di respingere il ricorso (cfr. Doc. III).
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza
(ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle
prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai
sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (cfr. STF
9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007;
STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002;
STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U
347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H
304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel
merito
2.2. Il 1° luglio
2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI del 22 marzo 2002,
accettata dal popolo il 24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag.
2502 segg.; RU N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).
Questa
revisione della LADI non ha sostanzialmente modificato i provvedimenti inerenti
al mercato del lavoro, che peraltro erano già stati estesi con la seconda
revisione della legge del 1995.
Questi
provvedimenti si sono rivelati un valido strumento di prevenzione e di lotta
contro la disoccupazione e pertanto sono stati mantenuti (cfr. Consiglio
federale, Messaggio concernente la revisione della legge sull'assicurazione
contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001, p.to 1.1.2., in FF 2001 N. 23
del 12 giugno 2001, pag. 1972):
"
(…)
In linea di massima, la presente revisione non
concerne gli URC recentemente istituiti né il rafforzamento dei PML conseguito
sino ad oggi con la revisione del 1995.
Entrambi gli strumenti si sono dimostrati validi
e vanno pertanto mantenuti nella forma attuale, anche se leggermente migliorata
(…)."
Pertanto,
la giurisprudenza concernente il vecchio Capitolo 6 della LADI, che agli art.
59-75 LADI regolava le "Prestazioni per provvedimenti destinati a
prevenire e a combattere la disoccupazione" (provvedimenti inerenti al
mercato del lavoro), mantiene pienamente la sua validità anche dopo l'entrata
in vigore della terza revisione della LADI (cfr. la STFA C 209/04 del 10
dicembre 2004, in particolare per quanto riguarda il nuovo tenore dell’art. 59
cpv. 2 LADI, che ha ripreso i concetti che figuravano al vecchio art. 59 cpv. 1
e cpv. 3 LADI, la STFA
C 56/04
del 10 gennaio 2005 e la STFA C 77/04 del 24 dicembre 2004.
2.3. Fra gli
scopi principali dell'assicurazione contro la disoccupazione vi è quello di
"prevenire la disoccupazione incombente, di combattere quella esistente e
di favorire la reintegrazione rapida e duratura sul mercato del lavoro"
(cfr. art. 1a cpv. 2 LADI).
Per
realizzare questo obiettivo il legislatore, agli articoli 59 - 71d LADI
(Capitolo 6), ha previsto una serie di provvedimenti inerenti al mercato del
lavoro.
Si tratta
di provvedimenti di formazione (art. 60-62: corsi individuali o collettivi di
riqualificazione, di perfezionamento o di reintegrazione; aziende di
esercitazione; pratiche di formazione), di provvedimenti di occupazione (art.
64a - 64b: programmi di occupazione temporanea, pratiche professionali, semestri
di motivazione) e di provvedimenti speciali (art. 65 – 71d: assegni per il
periodo di introduzione, assegni di formazione, sussidi per gli assicurati
pendolari o soggiornanti settimanali, sostegno ai fini del promovimento
dell'attività lucrativa indipendente).
Il nuovo
art. 59 LADI fissa i principi alla base di tutti i provvedimenti inerenti al
mercato del lavoro e prevede che:
"
1
L’assicurazione fornisce prestazioni finanziarie per provvedimenti inerenti al
mercato del lavoro a favore di assicurati e di persone minacciate dalla
disoccupazione.
2 I
provvedimenti inerenti al mercato del lavoro sono volti a promuovere la
reintegrazione di assicurati il cui collocamento è reso difficile da motivi
inerenti al mercato del lavoro. Tali provvedimenti devono in particolare:
a. migliorare
l’idoneità al collocamento degli assicurati in modo da permettere loro una
rapida e durevole reintegrazione;
b. promuovere
le qualifiche professionali secondo i bisogni del mercato del lavoro;
c. diminuire il rischio di una
disoccupazione di lunga durata; o
d. offrire la possibilità di acquisire
esperienze professionali.
3 Possono
partecipare ai provvedimenti inerenti al mercato del lavoro secondo gli
articoli 60–71d gli assicurati che adempiono:
a. i
presupposti del diritto secondo l’articolo 8 per quanto la legge non disponga
altrimenti; e
b. le condizioni specifiche per il
provvedimento in questione.
4 I servizi
competenti collaborano con gli organi dell’assicurazione invalidità nella
reintegrazione dei disoccupati invalidi."
All'art.
59 cpv. 2 viene dunque ribadito il principio fondamentale secondo cui il
diritto a prestazioni finanziarie per provvedimenti inerenti
al mercato del lavoro è connesso alla situazione del mercato del lavoro:
provvedimenti possono essere messi in atto solo se sono direttamente imposti
dallo stato del mercato. Si tratta di un presupposto che permette di evitare
l'erogazione di prestazioni che non siano in rapporto con l'assicurazione
disoccupazione (cfr. STFA del 10 dicembre 2004 nella causa F., C 209/04,
consid. 2; le STFA del 5 agosto 2003 nelle cause A., C 200/02 e A., C 201/02,
consid. 1, la giurisprudenza ivi citata e il Messaggio del Consiglio federale
concernente una nuova legge federale sull'assicurazione obbligatoria contro la
disoccupazione e l'indennità per insolvenza del 2 luglio 1980; FF 1980 III 469
segg.).
2.4. In particolare, quale
provvedimento speciale, agli art. 65 e 66 LADI sono
regolamentati gli assegni per il periodo d’introduzione, l’ammontare e la
durata degli stessi.
Questa
misura, che tende a favorire la reintegrazione professionale dei disoccupati,
consiste nell'attribuzione di assegni per il periodo di introduzione in un
nuovo lavoro.
Fatti
I
presupposti del diritto a ricevere queste prestazioni sono così enumerati
all'art. 65 LADI:
" Agli
assicurati difficilmente collocabili, che assolvono un periodo d’introduzione
in un’azienda e ricevono un salario ridotto, possono essere concessi assegni
per il periodo d’introduzione se:
a. ...
b. il salario
ridotto corrisponde almeno alla prestazione lavorativa fornita durante questo
periodo e
c. l’assicurato,
dopo l’introduzione, può contare su un impiego alle condizioni usuali nel ramo
e nella regione, tenuto, se del caso, conto di una capacità lavorativa
durevolmente ridotta."
Nel
tenore in vigore fino al 30 giugno 2003 l’art. 65 lett. a LADI prevedeva, quale
ulteriore condizione, che: “essi adempiono il presupposto giusta l’articolo 60
capoverso 1 lettera b;”.
Al
riguardo, nel Messaggio del Consiglio federale concernente la revisione della
legge sull'assicurazione contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001, p.to
2.1, in FF 2001 N. 23 del 12 giugno 2001, pag. 2013 si legge che:
"
(…)
Art. 65 Assegni per il periodo d’introduzione
La lettera a è contemplata nella clausola
generale prevista dall’art. 59 capoverso 3, motivo per cui non deve più essere
menzionata.
(…)." (cfr. FF 2001 N. 23 del 12 giugno
2001, pag. 2013)
L'OADI,
al cpv. 1 dell'art. 90, definisce così la nozione di "assicurato
difficilmente collocabile":
" 1
Un assicurato è considerato difficilmente collocabile se, tenuto conto della
situazione del mercato del lavoro, ha difficoltà particolarmente gravi per
trovarsi un impiego poiché:
a. è in età avanzata;
b. è impedito fisicamente, psichicamente o mentalmente;
c. ha cattivi precedenti professionali;
d. ha già riscosso 150 indennità giornaliere."
Gli
assegni di introduzione coprono la differenza tra il salario effettivo e il
salario normale che l'assicurato può pretendere al termine del periodo di
introduzione, tenuto conto della sua capacità lavorativa, ma al massimo il 60 %
del salario normale (art. 66 cpv. 1 LADI).
La legge
pone dunque una serie di condizioni affinché possano essere concessi gli
assegni dell'art. 65 LADI (cfr. D. Cattaneo, "Les
mesures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage", Basilea e
Francoforte sul Meno 1992, p. 467 e seg.).
Innanzitutto deve trattarsi di assicurati difficilmente collocabili
(prima condizione).
Poi, deve
trattarsi di persone che necessitano di un periodo di introduzione in
un'azienda e che ricevono perciò un salario ridotto (seconda condizione).
Inoltre
tali assicurati devono adempiere i presupposti secondo l’art. 8 per quanto la
legge non disponga altrimenti (terza condizione). Il salario ridotto deve
corrispondere almeno alla prestazione lavorativa da loro fornita durante questo
periodo (quarta condizione). Infine, gli assicurati, dopo l'introduzione,
devono poter contare su un impiego alle condizioni usuali, tenuto, se del caso,
conto di una capacità lavorativa durevolmente ridotta (quinta condizione).
Secondo
l'art. 66 cpv. 2 LADI, durante il termine quadro, gli assegni di introduzione
sono pagati per sei mesi al massimo; in casi eccezionali, soprattutto per disoccupati
in una certa età, per dodici mesi al massimo.
Il
Consiglio federale disciplina i particolari.
Secondo
l'art. 90 cpv. 1 bis OADI gli assegni per il periodo di introduzione possono
essere versati per un periodo di dodici mesi al massimo se, in base alla
situazione personale dell'assicurato, si deve dedurre che lo scopo
dell'introduzione al lavoro non possa essere raggiunto in sei mesi.
Su queste
disposizioni, cfr. D. Cattaneo, op. cit., pag. 131 no. 167 e pag. 478 no. 804; G.
Gerhards, "Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz", Volume
III, Berna-Stoccarda-Vienna 1993, pag. 1306-1307, nos. 8-9 e Th.
Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in:
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit.
Ed.
Helbing & Lichtenhahn, Basilea-Ginevra-Monaco 2007, il quale rileva in
particolare che:
"
Definitive Zusage: Die Versicherte Person muss schliesslich nach der Einarbeitung mit
einer Anstellung zu orts- und brachenüblichen Bedingungen, allenfalls unter
Berücksichtigung einer dauernd verminderten Leistungsfähigkeit, rechnen können.
Entgegen dem Gesetzeswortlaut und um die dauerhafte Eingliederung nicht
illusorisch werden zu lassen, ist hier definitive Zusage für die Einstellung
nach Abschluss der Einarbeitungsphase zu fordern, und zwar in Form eines
unbefristeten Arbeitsverhältnisses. Zu Recht räumt Art. 90 Abs. 3 AVIV daher
der kantonalen Amtsstelle die Befugnis ein, eine schriftliche Anstellungszusage
zu verlangen. Diese ändert aber nichts daran, dass der Arbeitgeber das
Arbeitsverhältnis während der Einarbeitungszeit auflösen kann. Sofern en hiefür
keine plausiblen Gründe vorbringen kann oder damit gegen Bedingungen der
schriftlichen Vereinbarung (art. 90 Abs. 3 AVIV) verstösst, ist er als
Leistungsempfänger rückerstattungspflichtig."
(N° 737 pag. 2400-2401)
2.5. In una
sentenza pubblicata in DTF 124 V 246 il Tribunale federale delle assicurazioni
(TFA) (dal 1° gennaio 2007: Tribunale Federale, TF) ha, in particolare,
sottolineato:
"
(…)
b) Bien que les assurés soient eux-mêmes titulaires
du droit aux allocations d'initiation au travail (voir consid. 1 ci-dessus),
celles-ci sont versées par la caisse à l'employeur; ce dernier les verse à son
tour à l'assuré avec le salaire convenu (art. 90 al. 4 OACI). Si l'employeur
résilie les rapports de travail, le droit à l'indemnité prend fin
immédiatement. La pratique administrative envisage la restitution des
prestations par l'employeur lorsque celui-ci résilie le contrat pendant la
durée de l'initiation au travail sans pouvoir se prévaloir de «motifs graves»,
c'est-à-dire, en principe, de justes motifs au sens de l'art. 337 CO
(circulaire de l'Office fédéral du développement économique et de l'emploi,
anciennement Office fédéral de l'industrie, des arts et métiers et du travail,
relative aux mesures de marché du travail [MMT], valable depuis le 1er
juin 1997, partie J n° 27; voir aussi DIETER FREIBURGHAUS, Präventivmassnahmen
gegen die Arbeitslosigkeit in der Schweiz, Berne 1987, p. 51).
Le problème si pose de
manière différente en cas de résiliation pendant le temps d'essai. Dans cette
éventualité, la suppression des prestations n'aura en principe pas d'effet
rétroactif. Le temps d'essai doit en effet fournir aux parties l'occasion de
préparer l'établissement de rapports de travail destinés à durer, en leur
permettant d'éprouver leurs relations de confiance, de déterminer si elles se
conviennent mutuellement et de réfléchir avant de s'engager pour une plus
longue période (BRUNNER/BÜHLER/WAEBER, Commentaire du contrat de travail, 2ème
édition, note 1 ad art. 335b CO; BRÜHWILER, Kommentar Einzelarbeitsvertrag 2ème
édition, note 1 ad art. 335b CO). Quant au but des allocations d'initiation au
travail, il est de favoriser l'engagement durable de personnes au chômage dont
le placement est fortement entravé (ATF 112 V 251 sv. consid. 3b; CATTANEO, Les
mesures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage, thèse Genève
1992, n° 780 ss, p. 467). Le droit est subordonné, on l'a vu, à la condition
qu'au terme de la période d'initiation, l'assuré puisse escompter un engagement
aux conditions usuelles dans la branche et la région, compte tenu, le cas
échéant, d'une capacité de travail durablement restreinte (art. 65 let. c
LACI). L'autorité cantonale peut exiger que cette condition fasse l'objet d'un contrat
écrit (art. 90 al. 3 OACI).
Au regard des
engagements que l'employeur est ainsi amené à prendre, celui-ci doit pouvoir,
sans encourir le remboursement de prestations d'assurance, s'en libérer pendant
le temps d'essai, si les rapport contractuels noués entre les parties ne
répondent pas à son attente (dans ce sens: FREIBURGHAUS, ibidem). Dans le même
ordre d'idées, on peut relever que la jurisprudence tient aussi compte du but
du temps d'essai, dans le sens d'une atténuation de la faute, quand il s'agit
de décider si le droit d'un assuré â l'indemnité de chômage doit être suspendu,
lorsque ce dernier a lui-même résilié le contrat de travail pendant le temps
d'essai, sans avoir été préalablement assuré d'obtenir un autre emploi (arrêt
non publié C. du 5 décembre 1995). Tout au plus faut-il réserver, en l'espèce,
le cas où l'employeur a agi avec légèreté ou de manière abusive, notamment en
concluant le contrat avec l'intention dissimulée de mettre fin rapidement aux
rapports de travail (cf. GERHARDS, Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungsgesetz [AVIG], vol. II, note 30 ad art. 65-67
LACI).
(…)." (cfr. DTF 124 V 246, consid. 3b, pag. 248-249)
In
un’altra sentenza del 27 marzo 2000 nella causa D. SA, pubblicata in DTF 126 V
42 in SVR ALV Nr. 26, il TFA, in un caso in cui il riconoscimento del diritto
agli assegni per il periodo di introduzione era stato sottoposto alla
condizione risolutiva secondo cui il rapporto di lavoro non doveva venire
disdetto (al di fuori del tempo di prova e in assenza di causa grave), durante
il periodo di introduzione o nei tre mesi successivi, ha stabilito che se
questo presupposto non è realizzato, l'amministrazione può chiedere al datore
di lavoro la restituzione degli assegni percepiti, a prescindere
dall'adempimento dei requisiti cui è subordinata la revoca di una decisione.
Al
riguardo l'Alta Corte si è così espressa:
" (…)
2.- a) Dans ses décisions des 30 décembre 1997 et 13
mars 1998, l'office régional de placement a réservé l'éventualité d'une
restitution des prestations si le contrat de travail était résilié, en dehors
du temps d'essai et sans justes motifs, pendant la période d'initiation ou dans
les trois mois suivant celle-ci. Une telle réserve doit être comprise en ce
sens que le versement des allocations a lieu sous condition résolutoire,
appelée aussi réserve de révocation (cf. ATF 111 V 223 consid. 1; GRISEL,
Traité de droit administratif, vol. I, p. 408). Elle est tout à fait admissible
au regard du but de la mesure, qui est de favoriser l'engagement durable de personnes
au chômage dont le placement est fortement entravé; il s'agit également
d'éviter une sous-enchère sur les salaires, ainsi qu'un subventionnement des
employeurs par l'assurance-chômage (ATF 112 V 251 sv. consid. 3b; THOMAS NUSSBAUMER, Arbeitslosenversicherung, in :
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, ch. 583;
DANIELE CATTANEO, Les mesures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage, thèse Genève 1992, no 780 ss, p. 467 ss). L'autorité
cantonale peut même exiger que la condition légale d'un engagement aux
conditions usuelles dans la branche et la région, après la période d'initiation
(art. 65 let. c LACI), fasse l'objet d'un contrat écrit (art. 90 al. 3 OACI).
L'employeur peut ainsi être tenu à restituer les allocations perçues si les
rapports de travail sont résiliés sans justes motifs avant l'échéance du délai
indiqué par l'administration dans sa décision; cette restitution s'opère
conformément à l'art. 95 al. 1 LACI (GERHARDS, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, vol. II,
n. 30 ad art. 65-67). Quant à la notion de justes motifs,
elle est, dans le présent contexte, la même que celle définie à l'art. 337 CO (DIETER FREIBURGHAUS,
Präventivmassnahmen gegen die Arbeitslosigkeit in der Schweiz, Berne 1987, p.
Considerandi
51).
La restitution ne peut
toutefois pas être exigée quand le contrat de travail est résilié pendant le
temps d'essai, attendu que celui-ci a notamment pour but de permettre aux
parties de réfléchir avant de s'engager pour une plus longue période (ATF 124 V 246). (…)."
(cfr. DTF 126 V 42, consid. 2a, pag. 45)
Nel caso
che era chiamato a giudicare ha, in particolare, sottolineato quanto segue:
"
(…)
3.
‑ a) En l'espèce, les deux contrats de
travail en cause ont été résiliés par l'employeur (en dehors du temps d'essai)
avant l'expiration du délai de trois mois suivant la fin de la période
d'initiation, fixé par l'office régional de placement dans ses décisions. Il
s'agit donc de savoir si l'employeur peut se prévaloir de justes motifs.
Sont notamment considérées comme de justes motifs
toutes les circonstances qui, selon les règles de la bonne foi, ne permettent
pas d'exiger de celui qui a donné le congé la continuation des rapports de
travail (art. 337 al. 2 CO). D'après la jurisprudence, seul un manquement
particulièrement grave du travailleur justifie son licenciement immédiat. Un
tel manquement suppose que le travailleur ait violé soit l'une de ses
obligations au travail, soit son devoir de fidelité. Si le manquement est moins
grave, il ne peut entraîner une résiliation immédiate que s'il a été répété
malgré un avertissement (ATF 121 III 472 consid. 4d et les arrêts cités).
b) Dans le cas de J., l'employeur a invoqué des
griefs d'ordre général ‑ au demeurant contestés par l'intéressée ‑
liés à la qualité du travail fourni. A l'évídence il ne s'agit pas de
manquements pouvant justifier une résiliation immédiate. Quant au motif tiré
des absences répétées de la travaiIleuse, il ne peut pas être retenu comme un
juste motif de résiliation. A l'exception, semble-t-il, d'une brève absence
motivée par le décès du frère de l'intéressée, les absences reprochées étaient
dues à la maladie, soit un empêchement non fautif de travailler au sens de
l'art. 324a al. 1 CO, qui ne saurait iustifier le licenciement immédiat du
travailleur (art. 337 al. 3 CO).
En ce qui concerne K., l'employeur n'a formulé aucun
reproche susceptible d'entrer dans les prévisions de l'art. 337 CO. Le fait
qu'il n'était pas en mesure de procurer suffisamment de travail à l'assurée, en
raison du manque de développement d'un secteur d'activité de la société, ne
saurait le dispenser de son obligation de restituer.
S'il apparaît que l'employeur n'est plus à même, peu
de temps après le début de la période d'initiation, de garantir un emploi
durable au salarié, en raison d'un manque de travail, cela démontre que le but
du versement des allocations ne sera pas atteint et que les allocations déjà
versées l'ont été indûment. On ne voit pas de raison qui justifierait une
renonciation à restitution dans un tel cas.
c) En conséquence, l'office régional de placement
était en droit, comme l'ont retenu avec raison les premiers juges, de réclamer
à la recourante la restitution des allocations versées.
(…)." (cfr. DTF 126 V 42, consid. 3a, pag. 46-47)
In una sentenza
38.2004.65
del 9 marzo 2005 il TCA ha confermato la decisione su opposizione
con la quale l'amministrazione ha stabilito che gli assegni per il periodo di
introduzione versati a una ditta dovevano essere restituiti, argomentando:
"
Anche nella propria “Opposizione”, il cui
contenuto è stato sostanzialmente ripreso nell’atto di ricorso, la ditta ha
sostenuto che lo scioglimento del rapporto di lavoro è dovuto alla mancanza del
lavoro nel settore immobiliare (revoca di mandati) (cfr. doc. 7 e I).
Ora, i motivi addotti alla disdetta del rapporto
di lavoro con X (motivi d’ordine economico e in nessun modo riconducibili a
manchevolezze particolarmente gravi da parte del lavoratore, quali la
violazioni dei propri obblighi e il suo dovere di fedeltà), non configurano una
causa grave ai sensi dell’art. 337 CO (cfr. consid. 2.7. Vedi pure: DTF 127 III
310, consid. 3, pag. 313-314; DTF 127 III 153; STF del 28 marzo 2001 nella
causa X SA contro L.,4C.349/2000, consid. 3a; STF del 13 agosto 2001 nella
causa X contro A.,4C.116/2001, consid. 3b e DLA 2002 pag. 25).
Nella già citata DTF 126 V 42, la nostra Massima
Istanza ha del resto rilevato che:
" (…)
En
ce qui concerne K., l'employeur n'a formulé aucun reproche susceptible d'entrer
dans les prévisions de l'art. 337 CO. Le fait qu'il n'était pas en mesure de
procurer suffisamment de travail à l'assurée, en raison du manque de
développement d'un secteur d'activité de la société, ne saurait le dispenser de
son obligation de restituer.
(…)." (cfr. DTF 126 V 42, consid. 3a, pag. 47)
Di conseguenza la ditta non poteva sciogliere il
contratto di lavoro, come invece ha fatto (cfr. doc. 11/H), durante il periodo
d’introduzione.
Nella più volte citata DTF 126 V 42, il TFA, in
un caso in cui il riconoscimento del diritto agli assegni per il periodo di
introduzione era stato sottoposto alla condizione risolutiva secondo cui il
rapporto di lavoro non doveva venire disdetto (al di fuori del tempo di prova e
in assenza di causa grave), durante il periodo di introduzione o nei tre mesi
successivi, ha stabilito che se questo presupposto non è realizzato,
l'amministrazione può chiedere al datore di lavoro la restituzione degli
assegni percepiti, a prescindere dall'adempimento dei requisiti cui è
subordinata la revoca di una decisione.
In simili condizioni la decisione impugnata deve
dunque essere confermata (per un caso analogo cfr. STCA del 27 gennaio 2005
nella causa M. SA, inc. 38.2004.56).
Il diritto alla protezione della buona fede di
cui all'art. 9 Cost. fed. - che permette al cittadino di esigere che l'autorità
rispetti le proprie promesse e che essa eviti di contraddirsi - è garantito e
impone all'autorità di discostarsi dal principio della legalità, allorché essa,
intervenendo in una situazione concreta nei confronti di persone determinate,
era competente a rilasciarle, il cittadino non poteva riconoscerne
l'inesattezza e, sempre che l'ordinamento legale non sia mutato nel frattempo,
fidente nelle informazione ricevute egli abbia preso delle disposizioni non
reversibili senza pregiudizio (cfr. STFA del 28 gennaio 2004 nella causa
Arbeitslosenkasse der Gewerkschaft Bau & Industrie GBI c/ A., C 218/03,
consid. 2; STFA del 29 agosto 2002 nella causa Amt für Arbeit St. Gallen c/ S.,
C 25/02; STFA del 22 agosto 2000 nella causa B., C 116/00; DTF 121 V 65,
consid. 2a pag. 66-67 e la giurisprudenza ivi citata; RAMI 1993 pag. 120-121,
Pratique VSI 1993 pag. 21-22, RCC 1991 pag. 220 consid. 3a, RCC 1983 pag. 195
consid. 3, RCC 1982 pag. 368 consid. 2, RCC 1981 pag. 194 consid. 3, RCC 1979
pag. 155, DLA 1992 p. 106, DTF 118 V 76 consid. 7, RDAT I-1992 n° 63; Grisel,
Traité de droit administratif, vol. I, pag. 390ss;
Knapp, Précis de droit administratif, 4a ed., n° 509, pag.
108-109; Haefliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetze gleich, pag. 217ss).
Nel caso concreto, dalla “Decisione relativa agli assegni per il
periodo d’introduzione” e dagli accertamenti effettuati dalla Sezione del
lavoro Ufficio giuridico (cfr. doc. 11/F e consid. 1.5), è emerso che
l’amministrazione ha informato correttamente la ditta ricorrente riguardo alle
possibili conseguenze che il licenziamento della signora X durante il periodo
d’introduzione avrebbe potuto avere.
In particolare alla ditta ricorrente non è mai stato garantito
che, in una tale evenienza, non le sarebbe stata chiesta la restituzione degli
API così come espressamente previsto nella decisione relativa agli
stessi."
Infine,
in una sentenza C 332/99 del 17 aprile 2000, il TFA ha, tra l’altro, ricordato
che:
" (…)
Va inoltre rilevato che gli assegni per il periodo d'introduzione
devono essere vincolati a condizioni severe e rimanere limitati, per evitare
una compressione dei salari, nonché un sussidiamento dei datori di lavoro (cfr.
FF 1980 III pag. 543; Nussbaumer, Arbeitslosen-versicherung, in:
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, cifra marg.
583; Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, vol. Il, pag.
660, nota 20).
Tali prestazioni possono essere concesse solo se la collocazione
(recte: il collocamento) dell'assicurato è fortemente ostacolata e in quanto
esista una indicazione in rapporto con il mercato del lavoro. Questa doppia
condizione permette di evitare che prestazioni delle assicurazioni sociali
siano fornite a fini che non hanno alcun rapporto con l'assicurazione
disoccupazione, il cui scopo non può per certo essere quello di assumere, in
modo generale, le spese determinate dall'inserimento nelle specialità aziendali
del datore di lavoro, cui incombe in linea di principio siffatto onere nei processi
lavorativi usuali richiesti ai propri dipendenti (DTF 112 V 252 consid. 3b).
(…)."
La nostra
Massima Istanza ha così rifiutato il riconoscimento dal diritto agli assegni
per il periodo di introduzione ad un architetto, argomentando:
" (…)
Tutta la documentazione agli atti testimonia per contro con
chiarezza che la ricorrente fonda la sua richiesta di prestazioni non tanto su
motivi riferiti ad incapacità o a carenze pratiche professionali del
lavoratore, ma unicamente a temporanei problemi finanziari della ditta. Va in
particolare rilevato che il 26 marzo 1999 - a poco più di un mese
dall'assunzione di X. e in evidente contraddizione con le asserite presunte
carenze di capacità professionali di quest'ultimo - Z e il nuovo dipendente
dell'omonima SA vengono iscritti quali soci gerenti della I. S.a.g.l., ciascuno
con firma individuale e con una quota di fr. 5'000.--.
Orbene, se è vero che gli assegni per il periodo di introduzione
possono essere concessi più volte entro il termine quadro, in particolare
quando dopo la perdita del posto di lavoro è necessario un ulteriore periodo di
introduzione presso il nuovo datore di lavoro (Nussbaumer, op. cit., cifra
marg. 594 in fine), in concreto è di tutta evidenza che X. non necessitava di
questo ulteriore periodo di introduzione, che peraltro non deve essere confuso
con l'abituale periodo di inserimento nel nuovo ambiente lavorativo a carico
del datore di lavoro e non della legge contro la disoccupazione. Infatti,
l'averlo voluto quale socio gerente dimostra, per atti concludenti, che la Z.
SA l'ha considerato, praticamente da subito, sufficientemente qualificato,
responsabile inserito nell'ambiente lavorativo. Non va neppure dimenticato che
la riduzione dell'orario di lavoro dal 100% al 20%, effettuata per il solo mese
di giugno 1999, è stata - per ammissione stessa della ricorrente - una mossa
strategica finalizzata all'ottenimento delle prestazioni sociali. Questo modo
di operare è per certo contrario ai principi stabiliti dalla legge sulla
disoccupazione, che tende a favorire l'inserimento nel mondo lavorativo del
disoccupato e non a concedere finanziamenti gratuiti o facilitazioni
equivalenti a ditte in difficoltà d'ordine finanziario. Si noti infine che la
X. SA già beneficia dei sussidi previsti dalla legge cantonale ticinese sul
rilancio dell'occupazione e sul sostegno ai disoccupati nella misura del 50%
dall'11 gennaio 1999.
c) Ne consegue che non sono dati i presupposti per la concessione
di assegni di introduzione a favore di X. (…)."
(cfr. STFA C 322/99 del 17 aprile 2000)
2.6
Nella
presente fattispecie risulta dagli atti che l'assicurato è stato posto al
beneficio di assegni per il periodo di introduzione dal 16 febbraio al 15
agosto 2009 presso la ditta RI 1, attiva nel settore dell'informatica (cfr.
Doc. 6a).
Scopo
della misura era di introdurre l'assicurato quale "Oracle e Business Suite
products & Services" (cfr. Doc. 8b),
Sul formulario
"Domanda per ottenimento degli Assegni per il periodo di introduzione
(API), sottoscritto dall'assicurato e dal datore di lavoro, figurano
esplicitamente le seguenti indicazioni:
"
(...)
2.
L'azienda deve:
● stipulare con l'assicurato un contratto di lavoro a
tempo indeterminato;
● inserire l'assicurato al lavoro nella propria
azienda, preparando e seguendo un piano di introduzione adeguato;
● anticipare al lavoratore mensilmente, o
conformemente ad accordo scritto ed entro i termini, gli assegni unitamente al
salario. Conteggiare anche sugli assegni per il periodo d'introduzione i
contributi per le assicurazioni sociali (AVS, Al, IPG, AD, SUVA, e LPP);
● trasmettere mensilmente i conteggi e l'attestato PML
alla cassa disoccupazione dell'assicurato;
● informare immediatamente l'Ufficio delle misure
attive in caso di difficoltà che potrebbero portare ad una disdetta del
contratto durante il periodo di introduzione (informazione da svolgere prima
della comunicazione della disdetta) allo scopo di permettere a quest'ultima di
mediare una soluzione del problema;
● le parti si impegnano a comunicare per iscritto
all'Ufficio delle misure attive (Residenza governativa, 6501 Bellinzona)
l'esercizio del diritto di disdetta e i motivi dello stesso. In caso di
mancata informazione preventiva dell'autorità prima della pronuncia della
disdetta, rispettivamente in caso di disdetta durante il periodo d'introduzione
in assenza di gravi motivi (art. 337 CO), l'autorità si riserva il diritto di
esigere il rimborso degli assegni versati;
● inviare all'Ufficio delle misure attive (Residenza
governativa, 6501 Bellinzona), al termine del periodo di introduzione, un
rapporto sull'andamento di quest'ultimo. La cassa disoccupazione rimborsa
l'anticipo dell'ultimo assegno solo quando l'Ufficio delle misure attive avrà
ricevuto dal datore di lavoro il rapporto finale. (...)" (Doc. 8c)
L'azienda ha disdetto il
rapporto di lavoro, prima della conclusione del periodo di introduzione,
invocando una motivazione di carattere economico (cfr. Doc. 4: "suite à la
mauvaise conjoncture économique" e doc. 5 "la
conjoncture actuelle économique et les incertitudes qui en découlent
...").
Ora, come visto (cfr.
consid. 2.4), secondo la costante giurisprudenza federale, questi motivi non
configurano una causa grave ai sensi dell'art. 337 CO.
La ditta non poteva dunque
sciogliere il contratto di lavoro per quel motivo durante il periodo di
introduzione.
Di conseguenza, non avendo
la ditta RI 1 rispettato la condizione risolutiva posta al momento della concessione
degli API, a ragione l'UMA ne ha chiesto la restituzione.
La decisione su
opposizione impugnata deve pertanto essere confermata.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso
è respinto.
2. Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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