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Decisione

38.2010.22

Sezione del lavoro ha a giusta ragione negato all'assicurata il diritto al condono dell'obbligo di restituire una somma di denaro percepita indebitamente a titolo di prestazioni LADI tra aprile e agos

30 giugno 2010Italiano21 min

Source ti.ch

Fatti

I

principi giurisprudenziali attinenti alla restituzione di prestazioni elaborati

dal TFA anteriormente alla LPGA conservano tutta la loro validità anche sotto

l’egida di questa legge (cfr. DTF 130 V 318 consid. 5).

L'obbligo

di restituzione presuppone che siano adempiute le condizioni di una

riconsiderazione o di una revisione della decisione con la quale sono state

attribuire le prestazioni (cfr. sentenza C 128/06 del 10 maggio 2007; DTF 129 V

110 consid. 1.1; DLA 2006 p. 218 et DLA 2006 pag. 158).

La

riconsiderazione e la revisione sono ormai esplicitamente regolate all'art. 53

LPGA, che ha codificato la giurisprudenza anteriore alla sua entrata in vigore

(cfr. STF U 408/06 del 25 giugno 2007; STF C 128/06 del 10 maggio 2007; STFA K

147/03 del 12 marzo 2004; STFA U 149/03 del 22 marzo 2004; STFA I 133/04 dell'8

febbraio 2005).

Analogamente

alla revisione delle sentenze delle autorità giudiziarie, l'amministrazione

deve procedere alla revisione processuale di una decisione cresciuta in

giudicato quando sono scoperti nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti ad

indurre ad una conclusione giuridica differente (cfr. art. 53 cpv. 1 LPGA, STF

U 409/06 del 25 giugno 2007; STF C 128/06 del 10 maggio 2007; SVR 2004 ALV N°

14; DTF 127 V 466 consid. 2 a pag. 469).

Inoltre,

l’amministrazione può riconsiderare una decisione cresciuta in giudicato formale,

che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, se essa è senza dubbio

errata e la correzione ha un’importanza rilevante (cfr. art. 53 cpv. 2 LPGA,

STF U 408/06 del 25 giugno 2007).

Questi

principi si applicano anche quando delle prestazioni sono state accordate senza

una decisione formale e che il loro versamento ha comunque acquisito forza di

cosa giudicata (cfr. STF C 128/06 del 10 maggio 2007, DTF 129 V 110 consid.

1.1).

2.4. La

giurisprudenza sviluppata dal Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) in

merito al condono regolato dal vecchio art. 95 LADI conserva tutta la sua

validità anche con l’entrata in vigore dell’art. 25 LPGA (cfr. STFA del 27

aprile 2005 nella causa R., C 174/04; U. Kieser, ATSG Kommentar, Schulthess

2003, ad art 25, n. 45).

L'art. 4

OPGA regola il condono.

Se il

beneficiario era in buona fede e si trova in gravi difficoltà, l’assicuratore

rinuncia completamente o in parte alla restituzione delle prestazioni

indebitamente concesse (cfr. art. 4 cpv. 1 OPGA).

Determinante

per il riconoscimento di una grave difficoltà è il momento in cui la decisione

di restituzione passa in giudicato (cfr. art. 4 cpv. 2 OPGA).

Il

condono è concesso su domanda scritta. La domanda, motivata e corredata dei

necessari giustificativi, deve essere inoltrata entro 30 giorni dal momento in

cui la decisione è passata in giudicato (cfr. art. 4 cpv. 4 OPGA).

Sul

condono è pronunciata una decisione (cfr. art. 4 cpv. 5 OPGA).

L'art. 5

OPGA definisce cosa si intende con "gravi difficoltà" e recita:

" 1 La grave difficoltà ai sensi dell’articolo 25

capoverso 1 LPGA è data quando le spese riconosciute a norma della legge

federale del 19 marzo 1965 sulle

prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e

l’invalidità (LPC) e le spese supplementari di cui al capoverso 4 superano i

redditi determinanti secondo la LPC.

Considerandi

2.

Per il calcolo delle spese

riconosciute ai sensi del capoverso 1 sono computati:

a. per le persone che vivono a casa:

1.

quale

importo destinato alla copertura del fabbisogno vitale: l’importo massimo

secondo le categorie di cui all’articolo 3b

capoverso 1 lettera a LPC,

2.

quale

pigione di un appartamento: l’importo massimo secondo le categorie di cui

all’articolo 5 capoverso 1 lettera b LPC;

b. per le

persone che vivono in un istituto: quale importo per le spese personali, 4800

franchi l’anno;

c. per tutti,

quale importo forfetario per l’assicurazione obbligatoria delle cure

medico-sanitarie: il premio massimo per la rispettiva categoria secondo la versione

vigente dell’ordinanza del DFI3 sui premi

medi cantonali dell’assicurazione delle cure medico-sanitarie per il calcolo

delle prestazioni complementari.

3.

La franchigia per gli

immobili conformemente all’articolo 3c capoverso 1 lettera c LPC ammonta a 75

000.

franchi. Il computo della sostanza nel caso di beneficiari di una rendita

di vecchiaia che vivono in un istituto o un ospedale (art. 3c cpv. 1 lett. c LPC)

ammonta a un decimo. Nel caso di persone parzialmente invalide è computato solo

il reddito effettivo ottenuto dall’attività lucrativa. Non è tenuto conto di

un’eventuale limitazione cantonale delle spese per il soggiorno in un istituto.

4.

Sono computati come spese

supplementari:

a. per le persone sole, 8000 franchi;

b. per i coniugi, 12 000 franchi;

c. per gli

orfani e per i figli che danno diritto a una rendita per figli dell’AVS o

dell’AI, 4000 franchi per figlio.”

Secondo

la legge, dunque, perché sia concesso il condono dall'obbligo di restituzione,

è necessario che siano adempiuti cumulativamente i seguenti presupposti:

- l'interessato

ha percepito la prestazione indebita in buona fede;

- la

restituzione gli imporrebbe una grave difficoltà.

Quindi,

qualora difetti una delle due condizioni suelencate, il condono non può essere

accordato.

2.5

La buona

fede presuppone che l'assicurato ignori che una prestazione gli è versata indebitamente.

Di detta ignoranza egli non si può prevalere se la stessa è stata determinata

da sua negligenza.

Per quel

che concerne la buona fede, la giurisprudenza ha precisato che la stessa,

intesa come presupposto del condono, deve essere esclusa qualora i fatti che

hanno determinato l'obbligo di restituire (violazione dell'obbligo di

annunciare o di informare) siano imputabili a comportamento doloso o negligenza

grave. Viceversa, l'assicurato può prevalersi della buona fede quando l'atto o

l'omissione colpevole siano costitutivi solo di una violazione lieve

dell'obbligo di annunciare o di informare (cfr. STFA del 16 giugno 2003 nella

causa C., C 130/02, consid. 2.3; DLA 2003 N. 29, consid. 1.2, pag. 260; DLA

2002.

N. 38, consid. 2a, pag. 258; DLA 2001 N. 18, consid. 3a, pag. 161-162; DLA

1998.

N. 14, consid. 4a, pag. 73; DLA 1992 N. 7, consid. 2b, pag. 103; DTF 112 V 97, consid. 2c, pag. 103, DTF 110 V 176,

consid. 3c, pag. 180).

2.6

Con

l'entrata in vigore della LPGA al 1° gennaio 2003 il vecchio art. 96 LADI, che

regolava l'obbligo di informare e di annunciare, è stato abrogato.

L'art. 28

LPGA regola la "Collaborazione nell'esecuzione".

Gli

assicurati e il loro datore di lavoro devono collaborare gratuitamente

all’esecuzione delle varie leggi d’assicurazione sociale (cfr. art. 28 cpv. 1

LPGA).

Colui che rivendica prestazioni assicurative deve fornire

gratuitamente tutte le informazioni necessarie per accertare i suoi diritti e

per stabilire le prestazioni assicurative (cfr. art. 28 cpv. 2 LPGA).

Chi pretende prestazioni assicurative deve autorizzare tutte le persone e i servizi, segnatamente il datore di

lavoro, i medici, le assicurazioni e gli organi ufficiali a fornire nel singolo

caso tutte le informazioni, sempre che siano necessarie per accertare il

diritto a prestazioni. Queste persone e questi servizi sono tenuti a dare le

informazioni (cfr. art. 28 cpv. 3 LPGA).

L'art. 31

LPGA regola la "Notificazione nel caso di cambiamento delle

condizioni".

L’avente

diritto, i suoi congiunti o i terzi ai quali è versata la prestazione sono

tenuti a notificare all’assicuratore o, secondo i casi, al competente organo

esecutivo qualsiasi cambiamento importante sopraggiunto nelle condizioni

determinanti per l’erogazione di una prestazione (cfr. art. 31 cpv. 1 LPGA).

Qualsiasi persona o servizio che partecipa all’esecuzione delle

assicurazioni sociali ha l’obbligo di informare l’assicuratore se apprende che

le condizioni determinanti per l’erogazione di prestazioni hanno subìto

modifiche (cfr. art. 31 cpv. 2 LPGA).

Circa gli

effetti degli art. 28 e 31 LPGA sulla LADI, Kieser rileva che:

"

a) Die Mitwirkung beim Vollzug der Sozialversicherungsgesetze

und

insbesondere

bei der Leistungsfestsetzung hat in den bisherigen Erlassen eine eingehende

Regelung erfahren (vgl. dazu auch LOCHER, Grundriss, 340: Regelung ist "in

den einzelnen Gesetzten verstreut"). Art. 28 ATSG weicht nicht grundsätzlich

von den bisherigen Normierungen ab und steht auch in Übereinstimmung mit art.

12.

lit. c VwVG (Auskünfte von Drittpersonen) bzw. von Art. 13 Abs. 1 VwVG

(Mitwirkung der Partei). Insoweit ergeben sich gegenüber dem bisherigen

Rechtszustand keine wesentlichen Neuerungen.

b) Eine Reihe von Bestimmungen der Einzelgesetze wurde im Zugeder

Anpassung an das ATSG ersatzlos aufgehoben. Dies trifft insbesondere Regelungen

zur Auskunftspflicht der Partei bzw. von Drittpersonen (vgl dazu BBl 1999

4585). (…)."

(cfr. Kieser op.

cit., ad art. 28, n. 30 e 31)

"

a Der Gesetzgeber hat grundsätzlich darauf

verzichtet, von der

allgemeinen

Regelung des Art. 31 ATSG abweichende einzelgesetzliche Normierungen

festzulegen. Vielmehr hob er die bestehenden einzelgesetzlichen Ordnungen

ersatzlos auf. Dies betrifft art 83 altAbs. 3 MVG (dazu BBl 1999 4726) sowie

altArt. 96 Abs. 2 AVIG (dazu BBl 1999 4744)."

(cfr. Kieser op. cit., ad art. 31, n. 23)

La

dottrina e la giurisprudenza sviluppate in merito al vecchio

art. 96 LADI conservano dunque la loro validità.

In merito

all’estensione dell’obbligo di informare e annunciare così si esprime Gerhards:

"

Die Auskunftspflicht ist umfassend. - Sie

bezieht sich auf "alle erforderlichen Auskünfte" (96 I, III). Was

dabei im einzelnen "erforderlich" ist, bestimmt dabei die anfragende

Stelle bzw. richtet sich nach der Informationsbedarf dieser Stelle.

Ebenso umfassend ist die Pflicht der Vorlage von

Unterlagen. - Es müssen alle Unterlagen vorgelegt werden, welche die anfragende

Stelle zur Erfüllung ihrer Aufgabe (im ALV-Bereich) benötigt (s. "die

nötigen Unterlagen").

Anderseits dürfen von der berechtigten Stelle

keine Auskünfte und Unterlagen verlangt werden, die nicht

"erforderlich" oder "nötig" sind. Das Auskunftsrecht darf

also nicht schikanös ausgeübt werden. (...).

Die Meldepflicht des Versicherten gegenüber der

Kasse (vgl. oben

N. 28) ist umfassend (vgl. "alles

melden"), soweit die Erfüllung der Meldepflicht wichtig ist für die:

- Anspruchsberechtigung des Versicherten

(s. Anspruchs- Voraussetzungen)

- Leistungsbemessung (s. Höhe und Dauer)."

(cfr. G. Gehrards, Kommentar zum

Arbeitslosenversicherungsgesetz (AVIG), Vol. II, pag. 792-793, N. 20,

21, 22 e 30).

Il dovere

di informare deve dunque essere sempre rispettato da parte dei beneficiari di

prestazioni.

Devono

essere fornite, di conseguenza, tutte le indicazioni necessarie per valutare

l'adempimento delle condizioni da ossequiare per avere diritto alle indennità

(cfr. STFA del 25 luglio 2001 nella causa D., C 104/01, consid. 2 in fine).

Secondo

la giurisprudenza federale è peraltro irrilevante se le informazioni

inveritiere o incomplete sono causali per l'erogazione delle prestazioni

assicurative o del relativo calcolo (cfr. DTF 123 V 151 consid. 1b; DLA

1993/1994 N. 3 pag. 21).

2.7

Il TFA,

pronunciandosi nel caso di un assicurato che non aveva annunciato di avere

ricevuto un salario durante alcuni giorni e al quale il Tribunale cantonale

aveva riconosciuto la buona fede nella percezione delle indennità in un determinato

periodo di controllo, ha sviluppato le seguenti considerazioni:

"

(…)

3.2

Der Vorinstanz kann insofern beigepflichtet

werden, als dem Beschwerdegegner auf Grund der Tatsache, dass er in dem am 19. März

2002.

ausgefüllten Kontrollausweis für den Monat März 2002 die erst ab 26. März 2002 in der Firma X.________ AG ausgeübte Tätigkeit noch nicht aufgeführt hat, keine

Meldepflichtverletzung vorzuwerfen ist. Wie in der

Verwaltungsgerichtsbeschwerde zu Recht ausgeführt wird, genügt dies für eine

Bejahung der Gutgläubigkeit beim Leistungsbezug indessen nicht. Eine Verletzung

der Melde- oder Auskunftspficht ist eine zwar häufige, aber nicht die einzige

Form eines fehlerhaften Verhaltens, das die Annahme von Gutgläubigkeit

ausschliesst (ARV 1998 Nr. 41 S. 239 Erw. 4b). Als der Beschwerdegegner die

Taggelder für den Monat März 2002 gemäss Abrechnung der Arbeitslosenkasse vom

16.

April 2002 ausbezahlt erhielt, wusste er von der in diesem Monat in der

Firma X.________ AG geleisteten Arbeit und der ihm deswegen zustehenden

Entlöhnung. Bei zumutbarer Sorgfalt hätte ihm daher nicht entgehen können, dass

ihm die ausbezahlte Arbeitslosenentschädigung nicht oder zumindest nicht

vollumfänglich zustand. Daran würde nichts ändern, wenn, wie im

vorinstanzlichen Verfahren geltend gemacht, tatsächlich eine Mitarbeiterin des

Regionalen Arbeitsvermittlungszentrums vom zusätzlich erzielten Verdienst in

Kenntnis gesetzt worden wäre. Indem der Beschwerdegegner diesen Gegebenheiten

nicht die nötige Beachtung schenkte, hat er nicht das Mindestmass an

Aufmerksamkeit aufgewendet, welches jedem verständigen Menschen in gleicher

Lage und unter den gleichen Umständen als beachtlich hätte einleuchten müssen

(BGE 110 V 181 Erw. 3d mit Hinweisen). Dass er nach Erhalt der

Taggeldabrechnung für den Monat März 2002 nicht unverzüglich bei der

Arbeitslosenkasse intervenierte und sie auf die offensichtlich zu hoch

ausgefallene Zahlung aufmerksam machte, kann, entgegen der vorinstanzlichen

Argumentation, nicht als bloss leichte Nachlässigkeit gewertet werden, sondern

ist vielmehr als grobe Pflichtwidrigkeit zu qualifizieren, welche einer

erfolgreichen Berufung auf den guten Glauben entgegensteht. Die nach Art. 95

Abs. 2 AVIG erforderliche Voraussetzung der Gutgläubigkeit beim Leistungsbezug

ist demnach nicht erfüllt, weshalb die Rückerstattung der für den Monat März

2002.

zu Unrecht ausgerichteten Taggelder im Betrag von Fr. 841.25 nicht

erlassen werden kann. (…)."

(cfr. STFA del 3 novembre 2003 nella causa L., C

172/03)

In un

altro caso il TFA ha negato la buona fede di un'assicurata che è stata chiamata

a restituire delle indennità di disoccupazione, vista la sua disponibilità ad

accettare un lavoro al 20% e non al 40% come erroneamente ritenuto.

L'Alta

Corte ha, tra l'altro, osservato che:

"

(…)

4.1

In dem am 20. März

2000.

ausgefüllten Antrag auf Arbeitslosenentschädigung gab die

Beschwerdeführerin noch an, bereit und in der Lage zu sein, eine Arbeit im

Umfang von 40 % einer Vollzeitbeschäftigung anzunehmen. Wie sich in der Folge

herausstellte, war sie im Hinblick auf die ihr zu Hause obliegende

Kinderbetreuung indessen von Anfang an nur an einem 20 %igen Teilpensum

interessiert. Die Frage, ob sich die Beschwerdeführerin damit eine Melde- resp.

Auskunftspflichtverletzung hat zu Schulden kommen lassen, kann dahingestellt

bleiben. Immerhin ist darauf hinzuweisen, dass sie offenbar bereits am 7. April

2000.

anlässlich eines Beratungsgesprächs auf dem Regionalen

Arbeitsvermittlungszentrum das Ausmass ihrer tatsächlichen Einsatzbereitschaft

korrekt mit 20 % angegeben hat. Dass die Verwaltung die darauf gebotene rasche

Reaktion vermissen liess und deshalb eine sofortige Reduktion der ausbezahlten

Entschädigungen ausblieb, ist nicht mehr von der Leistungsbezügerin zu

vertreten.

4.2

Entscheidend fällt indessen ins Gewicht, dass

die Beschwerdeführerin in den folgenden Monaten die ihr gewährten Taggelder

jeweils entgegennahm, ohne die Verwaltung je auf die Fehlerhaftigkeit der

Abrechnungen aufmerksam zu machen oder sich wenigstens nach einer Begründung

für die offensichtlich zu hoch ausgefallenen Entschädigungen zu erkundigen.

Dass sie die jeweiligen Abrechnungen der Arbeitslosenversicherung nicht genauer

geprüft haben will, vermag sie nicht zu entlasten, muss doch von einer

Bezügerin von Versicherungsleistungen ein gewisses Mindestmass an

Aufmerksamkeit und eine Mitwirkung bei der Abwicklung des Versicherungsfalles

erwartet werden. Nachdem die von der Beschwerdeführerin empfangenen Leistungen

annähernd ein Drittel des vor ihrer Arbeitslosigkeit bei einer Vollzeitbeschäftigung

realisierten Lohnes ausmachten, hätte sie ohne weiteres erkennen müssen, dass

ihr Taggelder ausgerichtet wurden, welche ihr in dieser Höhe nicht zustehen

konnten. Insbesondere musste ihr bewusst sein, dass sie, würde sie eine

Erwerbstätigkeit mit einem bloss 20 %igen Pensum ausüben, kaum je ein Gehalt in

der Höhe der nunmehr bezogenen Arbeitslosenentschädigung erreichen würde. Einer

eingehenden Prüfung der jeweiligen Abrechnungen der Arbeitslosenversicherung

oder gar besonderer Fachkenntnisse bedurfte es dazu nicht. Da die

Beschwerdeführerin das leicht erkennbare Missverhältnis zwischen dem

anrechenbaren Arbeits- und damit verbundenen Verdienstausfall und der

ausgerichteten Entschädigung nicht wahrnahm oder ihm nicht die gebotene

Beachtung schenkte, muss ihr vorgehalten werden, nicht das Mindestmass an

Aufmerksamkeit aufgewendet zu haben, welches jedem verständigen Menschen in

gleicher Lage und unter den gleichen Umständen als beachtlich hätte einleuchten

müssen (BGE 110 V 181 Erw. 3d mit Hinweisen). Von einer bloss leichten

Nachlässigkeit kann angesichts der ins Auge springenden Diskrepanz zwischen dem

zufolge Arbeitslosigkeit mutmasslich entgangenen Verdienst und der deswegen

bezogenen Versicherungsleistungen nicht gesprochen werden. Vielmehr ist mit

Vorinstanz und Verwaltung von einer groben Pflichtwidrigkeit auszugehen, welche

eine erfolgreiche Berufung auf den guten Glauben ausschliesst. (…)"

(cfr. STFA del 2 luglio 2003 nella causa D. C

70/03, consid. 4)

In una

sentenza pubblicata in DLA 2001 a pag. 160 l'Alta Corte aveva già ricordato che:

"

(…) Nach der Rechtsprechung ist grobe

Fahrlässigkeit gegeben, wenn jemand das ausser Acht lässt, was jedem

verständigen Menschen in gleicher Lage und unter gleichen Umständen als

beachtlich hätte leuchten müssen (BGE 110 V 181 Erw. 3d mit Hinweisen; vgl.

auch Gerhards, Kommentar zum AVIG, Bd. II, N. 41 zu

Art. 95). (…)" (cfr. DLA 2001, N. 18, consid. 4b, pag. 163)

2.8

Nella presente fattispecie questo Tribunale rileva innanzitutto

che mentre era iscritta in disoccupazione, l’assicurata, nel mese di aprile 2009, ha sottoscritto un contratto di lavoro a tempo indeterminato, in qualità di gerente, al 50% e con

un salario mensile lordo di fr. 2'300, con i signori __________ di __________,

gestori del __________ (doc. 24/21).

L’assicurata,

come risulta dal verbale di audizione del 5 ottobre 2009 redatto dalla Sezione

del lavoro, ha affermato di avere sostanzialmente fatto un piacere ai signori __________,

amici di famiglia, impiegando il suo certificato di capacità per gerente per

permettere l’avvio del __________. Ella ha comunque precisato di non avere mai

percepito il salario indicato nel contratto di lavoro sottoscritto dalle parti.

Ella ha pure aggiunto che nel periodo contestato si recava presso il citato

ristorante 6 giorni su 7, dalle ore 11.00 alle ore 14.00-15.00 (doc. 21).

A

comprova di ciò, l’assicurata ha prodotto una dichiarazione, datata 30

settembre 2009, dei signori __________, del seguente tenore:

"

I sottoscritti __________ (…) dichiarano che pur

avendo redatto regolare contratto con la signora RI 1 in qualità di gerente, quest’ultima non ha mai percepito da noi, per tutto il periodo da aprile a

luglio, alcun tipo di somma di denaro. La sua presenza (a livello di favore

personale) si limitava alle due ore in cui lei veniva a pranzo da noi.

Ed inoltre alla firma del contratto la signora RI

1.

ha chiaramente precisato che nel momento in cui avesse trovato lavoro si

sarebbe licenziata come in effetti è successo.” (Doc. 24/12)

A

prescindere dalla questione relativa al fatto di avere ricevuto o meno lo

stipendio da parte dei datori di lavoro, è comunque evidente che RI 1 ha negligentemente omesso di annunciare alla Cassa di aver lavorato nei mesi in questione per il __________.

Nei

formulari di autocertificazione (FAUT) dei mesi di aprile, maggio, giugno,

luglio e agosto 2009, infatti, alla domanda “Ha lavorato per uno o più

datori di lavoro ?” (doc. 25/4-25/9, pto. 1), la ricorrente ha sempre risposto

negativamente, omettendo di segnalare la sua attività per il __________.

Quando

l’assicurata - dopo essere stata annullata, a partire dal 16 agosto 2009, dalla

lista delle persone alla ricerca di un impiego (cfr. doc. 26/8) - si è

nuovamente iscritta al collocamento il 3 settembre 2009 (cfr. doc. 26/5),

l’amministrazione è venuta a conoscenza del fatto che l’assicurata ha lavorato quale

gerente del __________.

Con

lettera del 24 settembre 2009, infatti, la Sezione del lavoro ha informato la

Cassa disoccupazione __________ di avere ricevuto dall’Ufficio dei permessi,

Servizio esercizi pubblici, copia dell’autorizzazione alla gestione d’esercizio

pubblico del __________ (cfr. doc. 24/18-21), dal quale risulta che i gestori

sono i signori __________, mentre la gerenza è esercitata dalla signora RI 1

(cfr. doc. 23).

Poiché

tale attività non risulta essere stata comunicata né alla Cassa, né all’URC

competente, la Sezione del lavoro ha comunicato l’avvio di una procedura

amministrativa nei confronti dell’assicurata (doc. 23).

Per tali

motivi, in data 30 settembre 2009, la Cassa disoccupazione __________ ha

chiesto ai signori __________ di indicare le ragioni che hanno portato al

termine del rapporto di lavoro, oltre a volere inviare copia dei conteggi paga

da aprile 2009 fino a agosto 2009 (cfr. doc. 24/13).

La Cassa

disoccupazione __________, nella decisione del 13 ottobre 2009 (doc. 19), ha

quindi sospeso l’assicurata dal diritto all’indennità di disoccupazione per 31

giorni a partire dal 9 ottobre 2009 per colpa grave, essendo contravvenuta al

suo obbligo di annunciare o informare. A seguito dell’opposizione

dell’assicurata, con decisione su opposizione dell’8 novembre 2009, la Cassa ha

ridotto a 21 giorni di sospensione dal diritto all’indennità di disoccupazione

a partire dal 26 agosto 2009 la sanzione inflittale, tenendo conto del fatto

che l’assicurata non ha riscosso uno stipendio ed è la prima volta che viene

meno al suo obbligo di informare o di annunciare (doc. 17).

Dalle

evenienze appena riportate risulta in modo evidente che l’assicurata ha

disatteso i suoi obblighi di cui agli art. 28 e 31 LPGA (cfr. consid. 2.6.) non

segnalando alla Cassa di aver iniziato nel mese di aprile 2009 e fino al mese

di agosto 2009 un’attività a tempo parziale presso il __________, dove, per sua

stessa ammissione, si recava 6 giorni su 7, dalle ore 11.00 alle ore

14.

-15.00 (cfr. doc. 21).

Un tale

comportamento configura una grave negligenza che esclude la buona fede

dell’assicurata intesa quale presupposto necessario per poter ottenere il

condono delle prestazioni chiestele in restituzione (cfr. consid. 2.3., 2.4.,

2.5

).

Contestualmente

è utile evidenziare che il TFA, in una sentenza C 103/06 del 2 ottobre 2006, ha ribadito che per negare la buona fede non è necessario un comportamento doloso, né

fraudolento.

Alla luce

di tutto quanto esposto, occorre concludere che, venendo a mancare il primo

presupposto necessario per poter ottenere il condono delle prestazioni - la

buona fede - a ragione la Sezione del lavoro ha respinto la relativa istanza

senza verificare se l’ulteriore condizione, quella del grave rigore, fosse o

meno adempiuta (cfr. art. 25 cpv. 1 LPGA; 4 OPGA).

La

decisione su opposizione del 15 marzo 2010 deve, pertanto, essere confermata.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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