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Decisione

38.2010.74

Sosp.per insuff.ricerche nel periodo di disdetta.Ass.sin dalla risposta alla rich.di giustific.allegato lista di agenzie di coll.e di persone interpellate.URC tenuto conto di alcune,per il resto non e

27 gennaio 2011Italiano29 min

Source ti.ch

Fatti

D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation

de l'assurance chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e

Francoforte sul Meno 1992, p. 193s.).

La

giurisprudenza ha stabilito che deve essere sospeso dal diritto all'indennità

l'assicurato che non può provare di aver cercato un impiego durante il periodo

che precede l'adempimento dell'obbligo di controllo (cfr. STF 8C_589/2009 del

28 giugno 2010).

Per

costante giurisprudenza, chiunque si accinge ad iscriversi in disoccupazione

deve attivarsi per cercare un nuovo impiego.

In una

sentenza C 138/05 del 3 luglio 2006, la nostra Alta Corte ha così sottolineato

che l'obbligo di cercare un'occupazione adeguata nel periodo precedente la

disoccupazione vige anche con l'entrata in vigore della LPGA. Tale dovere è

ancorato nella legge stessa (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI), cosicché gli assicurati

non possono discolparsi asserendo di non aver saputo di essere tenuti a

intraprendere dei validi sforzi anche antecedentemente all'iscrizione in

disoccupazione.

L'assicurato deve così, ad

esempio, adoperarsi già durante il periodo di disdetta (e cioè a partire dal

momento in cui gli viene notificato il licenziamento) per trovare una nuova

occupazione (cfr. STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010, consid. 3.1; STF

8C_800/2008 dell'8 aprile 2009, consid. 2.1; STFA C 208/03 del 26 marzo 2004,

consid. 3.1 in DLA 2005 n. 4 p. 56; STFA

C 77/91 del 29 gennaio

1992; SVR 1998 ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici

regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti

sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, p. 16ss.; vedi pure art. 45

cpv. 1 lett. a OADI).

2.3. Per

stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare

un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la

qualità delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76

consid. 2 con riferimenti; STFA C 49/00 del 15 gennaio 2001).

Per quel

che attiene all’aspetto quantitativo, va evidenziato che la LADI non prevede un

numero minimo di ricerche di impiego da svolgere mensilmente.

La

giurisprudenza cantonale ha, tuttavia, stabilito quale linea di riferimento (e

non quale regola con carattere assoluto), che per ogni periodo di controllo

vanno comprovate almeno quattro ricerche qualitativamente valide (cfr., per

tutte, la STCA AD 247/86 del 28 gennaio 1987).

L'Alta Corte, pur

confermando tale principio (cfr. STFA C 33/87; STFA C 286/02 del 3 luglio

2003), ha precisato che occorre valutare nel singolo caso concreto quante

ricerche mensili siano esigibili da ogni assicurato, sottolineando che la

prassi amministrativa esige in media da dieci a dodici ricerche di impiego al

mese (cfr. consid. 2.4.; STFA C 106/04 del 12 luglio 2005 consid. 2.1.; STFA C

199/05 del 29 settembre 2005; STFA C 6/05 del 6 marzo 2006 consid. 3.2.).

In una sentenza

8C_589/2009 del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha confermato la propria

giurisprudenza e ha rilevato:

" (…)

3.2 Pour trancher le point de savoir si l'assuré a

fait des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il faut tenir

compte aussi bien de la quantité que de la qualité des démarches entreprises (ATF 124 V 225 consid. 4a p. 231). Sur le plan quantitatif, la jurisprudence

considère que dix à douze recherches d'emploi par mois sont en principe

suffisantes (cf. ATF 124 V 225 consid. 6 p. 234; arrêt C 258/06 du 6 février 2007 consid. 2.2). On ne

peut cependant pas s'en tenir de manière schématique à une limite purement

quantitative et il faut examiner la qualité des démarches de l'assuré au regard

des circonstances concrètes, des recherches ciblées et bien présentées valant

parfois mieux que des recherches nombreuses (arrêt C 176/05 du 28 août 2006

consid. 2.2; RUBIN, op. cit. p. 392). (…)"

Sulle modalità con le

quali bisogna effettuare le ricerche di lavoro, il TCA ricorda innanzitutto che

secondo l'art. 17 cpv. 1 in fine LADI, l'assicurato deve comprovare il

suo impegno per trovare un nuovo posto di lavoro, fornendo al servizio

competente le prove relative agli sforzi intrapresi a tal fine (cfr. art. 26

cpv. 2 e cpv. 2 bis OADI; cfr. STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; DLA 1988 p.

95; DTF 120 V 74).

La legge non prevede

nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire

effettuate sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi

datori di lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla

fine di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio competente

d'avere realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del 29.1.92

nella causa E.R., non pubblicata).

Concretamente ciò

significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare

all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore

di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile

l'avvenuta ricerca.

In caso di ricerca

personale il disoccupato non può limitarsi a un puro e semplice elenco dei

datori di lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è

necessario che il datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo

"timbro" sul formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra

forma scritta, che la ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del

28.1.1987 nella causa S. P., AD 5/87).

Inoltre

deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il disoccupato si

è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre 1999 nella

causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).

L'assicurato potrà

servirsi dell'apposito formulario messo a disposizione dal SECO (dal 1° luglio

1999 il Segretariato di stato dell'economia ha sostituito l’Ufficio federale

dello sviluppo economico e del lavoro).

In caso di rifiuto del

datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà

comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al

servizio competente tale rifiuto.

Infine, in caso di ricerca

telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,

confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto

(cfr. DLA 1988 p. 95).

In una

sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000

p. 156ss., il TFA ha ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno

l'assicurato che effettua le ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.

2.4. Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI

la durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e

ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di

cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

La sospensione dal diritto

all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave

(cfr. art. 45 cpv. 2 OADI).

La sua durata è determinata

secondo la gravità della colpa

(cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace in altre parole al principio della

proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).

In virtù dell'art. 45 cpv.

2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità

entro il termine quadro per la riscossione della prestazione, la durata della

sospensione è prolungata in modo adeguato.

Nella già

citata sentenza 8C_589/2009 del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha

ricordato che " La gravité de la faute dépend de l'ensemble des

circonstances du cas, en particulier des recherches d'emploi qui peuvent être

mises au crédit de l'assuré malgré le caractère globalement insuffisant de ses

démarches, ou encore d'éventuelles instructions de l'ORP qu'il n'aurait pas

suivies en dépit de leur pertinence.".

Per quel che attiene alla sospensione dal diritto all'indennità di

disoccupazione fondata sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi

amministrativa prevede una sanzione da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni per insufficienti ricerche di lavoro nel

periodo di disdetta.

Per ogni periodo di controllo successivo i

parametri del SECO e della Sezione del lavoro prevedono da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali

aumenti per i periodi successivi, visto l'art. 45

cpv. 2 bis OADI (cfr. Circulaire relative à l'indemnité de chômage (IC) del

SECO in vigore dal 1° gennaio 2007, D72 punto 1; Lista delle sospensioni

URC/UCL - attualmente Sezione del lavoro - aggiornate dal SECO al 25.01.1999).

Queste

direttive sono conformi alla legge (cfr. D. Cattaneo, "Alcuni

compiti …”, p. 43-44) e le sanzioni inflitte dall'amministrazione su queste

basi vengono regolarmente confermate dal TCA.

Anche il TFA ha approvato

il modo di procedere dell'amministrazione (cfr. STFA C 10/05 del 25 aprile

2005; STFA C 210/04 del 10 dicembre 2004; STFA C 275/02 del 2 maggio 2003; STFA

C 286/02 del 3 luglio 2003; STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; STFA C 338/01 del

6 agosto 2002).

2.5. Nella

presente fattispecie dalla documentazione agli atti emerge che l’assicurato,

che ha conseguito nel 2002 la licenza in scienze economiche presso l’Università

__________ e nel giugno 2009 il diploma federale di esperto in Finanza e

Investimenti presso il __________ di __________ (cfr. doc. 1.13., 1.19.), è

stato alle dipendenze della __________ dal 1° maggio 2006 al 31 agosto 2010 in qualità di Officer presso il servizio Risk Management della __________ (cfr. doc. 1.19.).

La __________

ha, infatti, disdetto il rapporto di impiego con il ricorrente il 26 giugno

2010 con effetto a decorrere dal 31 agosto 2010 (cfr. doc. 1.16.).

L’assicurato

si è annunciato al collocamento a far tempo dal 1° settembre 2010 (cfr. doc.

1.3.).

Al

momento dell’iscrizione in disoccupazione il ricorrente non ha presentato

all’amministrazione alcuna ricerca di lavoro (cfr. doc. 1.3.; 4.4.).

Di

conseguenza, il 16 settembre 2010, il consulente del personale URC gli ha

consegnato brevi manu una “Richiesta di giustificazione” con cui l’ha invitato

a motivare, entro il 27 settembre 2010, il fatto di non avere fornito alcuna

prova di ricerca di una nuova occupazione per il periodo dal 26 giugno al 31

agosto 2010 precedente l’annuncio all’URC.

Il

collocatore ha pure precisato che, oltre la data indicata, l’autorità cantonale

avrebbe deciso sulla base degli atti in suo possesso, menzionando espressamente

l’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, il quale prevede proprio la sospensione di un

assicurato nel caso in cui non faccia il suo possibile per ottenere un’occupazione

adeguata (cfr. doc. 3.4.).

Il

ricorrente, il 17 settembre 2010, ha risposto che:

"

come le avevo preannunciato nel colloquio del

16.09.2010, dato il mio profilo, ho pensato che il modo migliore per riuscire a

trovare a breve un nuovo posto di lavoro era quello di affidarsi a delle

agenzie di collocamento e al passaparola tramite conoscenti.

Inoltre, nei mesi di

luglio e agosto il mercato del lavoro era abbastanza statico e le offerte di

lavoro inerenti al mio profilo erano ridotte all’osso.

Sono riuscito comunque a

tirare insieme alcune “prove di sforzi personali intrapresi per trovare lavoro”

(che trova allegate) anche se il mio indirizzo e-mail di __________ non è più

attivo e il materiale raccolto riguarda solo quello trovato nell’indirizzo

e-mail privato.

Ecco di seguito l’elenco

delle società contattate:

·

__________: __________, candidatura quale

consulente/gestore – in sospeso

·

__________: candidatura tramite __________ per

posizione che facesse al caso mio – esito negativo

·

__________: __________, candidatura quale

investment specialist per il meracto dell’est tramite __________ – esito

negativo

·

__________: __________, candidature quale gestore patrimoniale/risk manager – in

sospeso

·

__________: __________, candidature per

posizione che facesse al caso mio – in sospeso

·

__________: candidatura tramite __________ quale Sales/Marketer

per i Fondi (non solo hedge) propri dell’istituto – esito negativo

·

__________: __________ candidatura con successivo colloquio per riaprire e aggiornare il

mio dossier - in sospeso

·

__________:

iscrizione al portale di ricerca del personale – in sospeso

·

__________: __________: possibilità

di carriera extra finanziaria che dopo un incontro informativo ho escluso

categoricamente.

Le fornisco inoltre qui di

seguito alcuni nominativi con relativi dati di contatto di persone facenti

Considerandi

parte di istituti o agenzie di collocamento con i quali ho intrapreso contatti

ma per i quali non ho giustificativi scritti diretti.

·

__________, __________, gestore patrimoniale di __________, __________, __________

candidatura quale gestore patrimoniale – esito negativo

·

__________, __________,

co-proprietario e dipendente di __________, __________ Tel.: __________;

candidatura quale gestore patrimoniale/consulente – esito negativo per il

momento

·

__________,

titolare agenzia __________, __________, __________, Tel.__________;

candidatura aperta per posizioni idonee – nessuna novità.

·

__________,

titolare agenzia di __________, __________, __________, Tel.: __________,

candidatura aperta per posizioni idonee – nessuna novità.

Oltre

a vari contatti diretti con amici e conoscenti di carattere informale.

(…)”

(Doc. 3.3.)

Dal profilo procedurale

l’amministrazione ha, dunque, ossequiato il diritto di essere sentito del

ricorrente garantito dall’art. 29 cpv. 2 Cost.fed. e dall’art. 42 LPGA (al

riguardo cfr. DTF 136V 115-116; DTF 136 V 124).

L’URC, precisando

che le motivazioni presentate dall’assicurato con lettera del 17 settembre

2010, pervenuta all’amministrazione il 21 settembre 2010, sono state

parzialmente accolte, con decisione formale del 26 ottobre 2010, l’ha sospeso

dal diritto alle indennità di disoccupazione per sei giorni (cfr. A3; consid.

1.1

).

Tale

provvedimento è stato confermato con decisione su opposizione del 4 novembre

2010.

(cfr. doc. A1; consid. 1.1.).

2.6

In concreto

l’amministrazione ha esaminato le ricerche di lavoro compiute dall’assicurato

nel periodo 26 giugno – 31 agosto 2010, lasso di tempo corrispondente al

periodo di disdetta antecedente l’iscrizione in disoccupazione del 1° settembre

2010.

(cfr. doc. 2.5.).

L’URC ha

considerato che il ricorrente, dal 26 al 30 giugno 2010 ha compiuto una ricerca di lavoro, nel mese di luglio 2010 tre sforzi volti al reperimento di

un’occupazione e nel mese di agosto 2010 una ricerca di impiego (cfr. doc. A1).

L’amministrazione

non ha però specificatamente indicato di quali ricerche si tratti.

L’insorgente,

sin dal 17 settembre 2010, quando ha risposto alla richiesta di giustificazione

del 16 settembre 2010 (cfr. doc. 3.4.=A4), ha sempre asserito di avere

intrapreso molte più ricerche di quelle tenute in considerazione dall’URC.

A tale proposito

l’assicurato, nella risposta alla richiesta di giustificazione, ha fornito una

lista di nominativi di società e di agenzie di collocamento, rispettivamente di

persone di riferimento delle medesime alle quali si è rivolto, nonché alcuni

numeri di telefono e indirizzi di posta elettronica (cfr. doc. 3.3.).

Egli ha ribadito

quanto affermato nello scritto del 17 settembre 2010 nell’opposizione

interposta contro la decisione di sospensione del 26 ottobre 2010, aggiungendo

che tramite __________ si è proposto per un posto di lavoro anche presso __________

(cfr. doc. A2).

Anche

nell’atto ricorsuale l’insorgente, facendo riferimento alla lettera del 17

settembre 2010, ha indicato di avere compiuto un numero di ricerche maggiore di

quello ritenuto dall’amministrazione. Egli ha, altresì, rilevato di essere

stato, durante il periodo in questione, iscritto ad almeno sette agenzie

private di ricerca e selezione di risorse umane (__________, __________, __________,

__________, __________, __________, __________; doc. I).

2.7

Il TCA,

chiamato a pronunciarsi in merito alla fattispecie, rileva dapprima che la

procedura in materia di assicurazioni sociali è retta dal principio

inquisitorio (Untersuchungsgrundsatz, art. 43 cpv. 1 LPGA e 61 lett. c LPGA;

STFA del 5 settembre 2001 nella causa F.C., U 94/01; STFA del 9 maggio 2001

nella causa W.Z., P 36/00; STFA del 5 giugno 2000 nella causa V.P. contro UAI e

TCA, I76/00; DTF 122 V 157 consid. 1a; SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a;

AHI praxis 1994 pag. 212; DTF 117 V 263; DTF 117 V 282). E’ dunque compito dell’amministrazione,

rispettivamente del giudice chiarire d’ufficio in modo corretto e completo i

fatti giuridicamente rilevanti.

In una

sentenza 8C_239/2009 del 14 agosto 2009 il Tribunale federale, al riguardo, ha osservato

che:

"

(…)

4.1.1

Sowohl das Verwaltungsverfahren wie auch

der kantonale Sozialversicherungsprozess sind vom Untersuchungsgrundsatz

beherrscht (Art. 43 Abs. 1 und Art. 61 lit. c ATSG). Danach haben Verwaltung

und Sozialversicherungsgericht den rechtserheblichen Sachverhalt von Amtes

wegen festzustellen. Diese Untersuchungspflicht dauert so lange, bis über die

für die Beurteilung des streitigen Anspruchs erforderlichen Tatsachen

hinreichende Klarheit besteht. Der Untersuchungsgrundsatz weist enge Bezüge zum

- auf Verwaltungs- und Gerichtsstufe geltenden - Grundsatz der freien

Beweiswürdigung auf. Führen die im Rahmen des Untersuchungsgrundsatzes von

Amtes wegen vorzunehmenden Abklärungen den Versicherungsträger oder das Gericht

bei umfassender, sorgfältiger, objektiver und inhaltsbezogener Beweiswürdigung

(BGE 132 V 393 E. 4.1 S. 400) zur Überzeugung, ein bestimmter Sachverhalt sei als

überwiegend wahrscheinlich (BGE 126 V 353 E. 5b S. 360; 125 V 193 E. 2 S. 195, je mit Hinweisen) zu betrachten und es könnten weitere

Beweismassnahmen an diesem feststehenden Ergebnis nichts mehr ändern, so liegt

im Verzicht auf die Abnahme weiterer Beweise keine Verletzung des Anspruchs auf

rechtliches Gehör (antizipierte Beweiswürdigung; BGE 134 I 140 E. 5.3 S. 148; 124 V 90 E. 4b S. 94). Bleiben jedoch erhebliche Zweifel an Vollständigkeit

und/oder Richtigkeit der bisher getroffenen Tatsachenfeststellung bestehen, ist

weiter zu ermitteln, soweit von zusätzlichen Abklärungsmassnahmen noch neue

wesentliche Erkenntnisse zu erwarten sind (Urteil 9C_167/2009 vom 28. Mai 2009 E. 3.1).”

Proprio

sulla base del principio inquisitorio il TFA in una sentenza del 14 dicembre

1999, pubblicata in DLA 2000 pag. 118 segg., ha stabilito che le attestazioni

concernenti delle ricerche di lavoro prodotte da un assicurato, benché siano

vaghe, non possono essere trascurate. L'amministrazione deve, in effetti,

appurare d'ufficio se effettivamente tali sforzi sono stati svolti.

Nel caso

giudicato dall'Alta Corte l'assicurato aveva cercato di documentare le ricerche

allegate trasmettendo alla Commissione cantonale di ricorso delle dichiarazioni

dei potenziali datori di lavoro, seppure generiche.

L'assicurato

non si era così limitato a sostenere in maniera laconica di aver compiuto degli

sforzi alfine di reperire una nuova occupazione, bensì aveva dato delle

indicazioni alla Commissione.

Giova, in

ogni caso, osservare che il principio inquisitorio non è incondizionato, ma

trova il suo correlato nell’obbligo delle parti di collaborare (cfr. art. 43

cpv. 3 LPGA; 61 lett. c LPGA; DLA 2001 N. 12 pag. 145; RAMI 1994 pag. 211; AHI

praxis pag. 212; DLA 1992 pag. 113; DTF 117 V 261; DTF 116 V 26 consid. 3c; DTF 115 V 142 consid. 8a; DTF 114 V 234 consid. 5a; DTF 110 V 52

consid. 4a; Meyer, “Die Rechtspflege in der Sozialversicherung”

in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989 pag. 12; Spira, “Le contentieux

des assurances sociales fédérales et la procédure cantonale” in Recueil de

jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984 pag. 16; Kurmann, “Verwaltungsverfahren

und Verwaltungsrechtspflege in erster Instanz” in Luzerner Rechtsseminar 1986,

Sozialversicherungsrecht, Referat XII, pag. 5 ss.).

Questo obbligo comprende in particolare quello di motivare le

pretese di cui le parti si avvalgono e quello di apportare, nella misura in cui

può essere ragionevolmente richiesto da loro, le prove dettate dalla natura

della vertenza o dai fatti invocati: in difetto di ciò esse rischiano di dover

sopportare le conseguenze dell’assenza di prove (cfr. STFA U 94/01 del 5

settembre 2001; STFA P 36/00 del 9 maggio 2001; SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164

consid. 5a; RAMI 1993 pag. 158-159 consid. 3a; DTF 117 V 264 consid. 3b; SZS

1989.

pag. 92; DTF 115 V 113; G. Beati, “Relazioni tra diritto civile ... “ in

relazioni tra diritto civile e assicurazioni sociali, Lugano 1993, pag. 1 seg.

(3)).

Su questi

aspetti, cfr. in particolare: J. L. DUC, “Les assurances sociales en Suisse”,

Losanna 1995, pag. 827-828 e TH. Locher, “Grundriss des

Sozialversicherungsrecht” Berna 1997, pag. 339-341 il quale rileva che

“besondere Bedeutung hat die Mitwirkungspflicht dann, wenn der Sachverhalt ohne

Mitwirkung der betroffenen Person gar nicht (weiter) erstellt werden kann”.

Va, inoltre, evidenziato

che è vero che l’Alta Corte, in una sentenza C 234/04 del 21 marzo 2005, ha accolto il ricorso dell’Ufficio del lavoro inoltrato contro una sentenza del Tribunale amministrativo

del Canton Appenzello Esterno con cui gli atti erano stati rinviati

all’amministrazione per effettuare ulteriori accertamenti in relazione a ricerche

di lavoro che l’assicurato aveva asserito di aver compiuto.

E’ altrettanto vero,

tuttavia, che in quella fattispecie l’assicurato, nonostante avesse avuto la

possibilità prima della decisione formale di sospensione, durante la procedura

di opposizione e dinanzi al Tribunale cantonale, di fornire indicazioni precise

in merito al preteso compimento di determinate ricerche, era rimasto vago,

omettendo di fornire indicazioni verificabili.

Contestualmente il TFA ha,

infatti, rilevato:

"

(…)

4.2

Ob trotz vorgängiger behördlicher

Aufforderung erst einsprache- oder beschwerdeweise gemachte Angaben zu

erfolgten Arbeitsbemühungen überhaupt berücksichtigt werden dürften, muss nicht

näher geprüft werden. Denn der Versicherte hat es nach dem Gesagten auch noch

im Einsprache- und im kantonalen Verfahren bei vagen und in dieser Form nicht

überprüfbaren Hinweisen auf stattgefundene Kontakte mit möglichen Arbeitgebern

bewenden lassen. Damit ist er seiner gesetzlichen Obliegenheit, die geltend

gemachten Bemühungen um eine neue Stelle nachzuweisen, nicht nachgekommen und

hat die Folgen zu tragen (vgl. auch Art. 43 Abs. 3 ATSG). Wollte man unter

diesen Umständen von der Verwaltung verlangen, dem Leistungsansprecher nochmals

die Gelegenheit zur Auflistung stattgefundener Bemühungen in nachprüfbarer

Form einzuräumen, wie dies das kantonale Gericht im angefochtenen Entscheid

getan hat, hiesse das auch den von den Behörden zu beachtenden

Untersuchungsgrundsatz überstrapazieren."

(STFA del 21 marzo 2005 C 234/04 consid. 4.2; la sottolineatura è

del redattore)

2.8

In concreto, come visto

sopra, l’assicurato, fin dal momento in cui, il 17 settembre 2010, ha risposto alla richiesta di giustificazione consegnatagli dal proprio collocatore, ha

indicato i nominativi delle agenzie private di ricerca e selezione di risorse

umane alle quali si era iscritto e di altre persone contattate, aggiungendo

indirizzi di posta elettronica e/o numeri telefonici e per talune la

precisazione che il proprio dossier era ancora in sospeso (cfr. doc. 3.4.=A4)

Del resto l’insorgente ha

fornito pure alcune prove degli sforzi volti al reperimento di un’occupazione

intrapresi nel periodo in questione, e meglio egli ha trasmesso

all’amministrazione le copie di messaggi di posta elettronica di risposta di

alcune persone interpellate, ossia di __________ della __________ del 2 agosto

2010, di __________ della __________ del 28 giugno 2010 e di __________ della __________

del 5 luglio 2010, inviati al suo indirizzo di posta elettronica privato (__________; cfr. doc. 4.3.).

Relativamente alla

mancanza di altri documenti atti a comprovare le ricerche effettuate,

l’assicurato ha da subito asserito che il suo indirizzo di posta elettronica

presso __________ non era più attivo (cfr. doc. A4).

Egli ha ribadito quanto

affermato nella risposta alla richiesta di giustificazione del 17 settembre

2010.

anche nell’opposizione e nell’atto ricorsuale (cfr. consid. 2.6.; A2; I), specificando

segnatamente che gli risultava difficile fornire ulteriori prove cartacee degli

sforzi sostenuti per trovare lavoro, siccome il suo indirizzo di posta

elettronica presso __________ è stato eliminato e non sapeva di dover

conservare le prove (cfr. doc. A2).

L’URC, a seguito di quanto

dichiarato dall’assicurato in merito allo svolgimento di ricerche di impiego

nell’arco di tempo dal 26 giugno al 31 agosto 2010 (cfr. doc. 3.3.; A2), ha

riconosciuto come valide alcune ricerche comprovate (cfr. doc. A1; A3).

L’amministrazione,

tuttavia, nonostante l’assicurato non si fosse limitato a delle indicazioni

vaghe e generiche, non ha proceduto a esperire degli accertamenti volti a

verificare se effettivamente il ricorrente avesse compiuto ulteriori ricerche

di lavoro rispetto a quelle riconosciute dalla stessa, ad esempio interpellando

le persone citate dall’insorgente (cfr. DLA 2000 pag. 123 consid. 3b).

Inoltre e soprattutto, l’URC

nemmeno ha invitato l’assicurato a produrre, sulla base di quanto dal medesimo

allegato, delle attestazioni da parte delle persone contattate dal 26 giugno al

31.

agosto 2010 al fine di reperire una nuova occupazione, ma si è limitato ad

emettere, 26 ottobre 2010, una decisione di sospensione di sei giorni (cfr.

doc. A3).

Al riguardo il TF, in una

sentenza 8C_239/2009 del 14 agosto 2009, già menzionata e relativa a un caso in

cui a un assicurato è stato negato il diritto alle indennità per insolvenza per

il mese di febbraio 2007, in quanto fino al 12 febbraio 2007 è stato presidente

del CdA con diritto di firma individuale iscritto a RC della SA in cui lavorava,

ha stabilito che:

"

(…) Der

Beschwerdeführer führte in seiner Eingabe ans kantonale Gericht zu seinen

Funktionen ab 1. Januar 2007 unter anderem aus, dass er zwar mit Wirkung ab 1.

Januar 2007 einen neuen Arbeitsvertrag erhalten habe, in welchem er als Leiter

Finanzen, Administration und Vertrieb bezeichnet werde. Allerdings habe ihm die

Geschäftsführung Ende Januar 2007 keinen Zugang mehr zu Buchhaltungs- und

Bankunterlagen gewährt und die Bank sei am 3. Februar 2007 angewiesen worden,

ihm keine Auskunft über den Kontostand mehr zu erteilen. Seine Tätigkeit habe

sich von diesem Moment an nur noch auf die Anfertigung von Planungsrechnungen

erstreckt und er habe überhaupt keine Chance gehabt, die Verantwortung über den

Bereich Finanzen auszuüben. Entgegen der Annahme der Kasse sei zudem mit Blick

auf die Tatsache, dass andere Mitarbeiter der P.________ AG Zusagen für

Gehaltserhöhungen und Prämien erhalten hätten und er sich im Gegensatz dazu im

Jahr 2007 mit einem gleichbleibenden Gehalt habe begnügen müssen, durchaus von

einer Lohnminderung (zufolge Rückstufung seiner Stellung im Betrieb)

auszugehen. Diese Vorbringen sind rechtserheblich, weil sie Anhaltspunkte für

eine ab Januar 2007, allenfalls auch erst ab Februar 2007, fehlende Möglichkeit

der Einflussnahme auf die Entscheide der ehemaligen Arbeitgeberin liefern.

Unter diesen Umständen wäre das kantonale Gericht kraft des

Untersuchungsgrundsatzes gehalten gewesen, Abklärungen zur Stellung des

Beschwerdeführers im Betrieb während der vorliegend relevanten Zeit (Januar und

Februar 2007) zu treffen und zusätzliche Akten beizuziehen. Dies drängte sich

umso mehr auf, als die Kasse ihre neue Begründung im Einspracheentscheid einzig

auf den Arbeitsvertrag vom 14. Dezember 2006, das (Kurz-)Protokoll der

Verwaltungsratssitzung der P.________ AG vom 14. Dezember 2006, das

(halbseitige) Informationsblatt der Geschäftsleitung der P.________ AG an die

Aktionäre vom 8. Januar 2007, das Lohnblatt Februar 2007 sowie den durch die

ehemalige Arbeitgeberin ausgestellten Lohnausweis für das Jahr 2007 stützte,

obwohl sie bei dieser spärlichen Aktenlage mit Blick auf Art. 43 Abs. 1 ATSG

gehalten gewesen wäre, bereits vor Erlass des Einspracheentscheides die

zusätzlich erforderlichen Auskünfte einzuholen. Es kann der Vorinstanz nicht

beigepflichtet werden, dass der Beschwerdeführer die Folgen der Beweislosigkeit

zu tragen habe, weil er seiner Mitwirkungspflicht im kantonalen

Beschwerdeverfahren nicht nachgekommen sei. Von einer Verletzung seiner

Mitwirkungspflicht könnte allenfalls ausgegangen werden, wenn er der

Aufforderung der Vorinstanz, weitere Unterlagen beizubringen, nicht

nachgekommen wäre. Die Möglichkeit zur Untermauerung seiner Angaben in der

Beschwerdeschrift durch Einreichung zusätzlicher Aktenstücke oder Nennung

weiterer Beweismittel wurde ihm aber gar nicht eingeräumt. Dieses Versäumnis

stellt eine Verletzung der Pflicht des kantonalen Gerichts zur Feststellung des

Sachverhaltes von Amtes wegen nach dem Untersuchungsgrundsatz und damit

einen Verstoss gegen eine wesentliche Verfahrensvorschrift im Sinne von Art.

105.

Abs. 2 BGG dar (E. 4.1.2 hiervor).“ (La sottolineatura è del redattore)

Ne

discende che in casu l’URC ha violato il disposto di cui all’art. 43 cpv. 1

LPGA.

2.9

Alla luce di

quanto appena esposto, si giustifica, dunque, l’annullamento della

decisione su reclamo impugnata e il rinvio degli atti all’URC perché disponga, sulla

base delle indicazioni fornite dall’assicurato, di accertamenti più

approfonditi riguardo al compimento o meno di ulteriori ricerche oltre a quelle

già considerate dall’amministrazione, anche avvalendosi della collaborazione

del ricorrente.

Sulla scorta delle

relative risultanze, l’URC si pronuncerà, poi, nuovamente, in primo luogo, sul

principio di sospendere o meno l’assicurato giusta l’art. 30 cpv. 1 lett. c

LADI e, in secondo luogo, qualora l’assicurato debba effettivamente essere

sanzionato per insufficienti ricerche di impiego nel periodo di disdetta,

sull’entità della sanzione.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è accolto ai sensi dei considerandi.

§ La

decisione su opposizione impugnata è annullata.

§§ Gli

atti sono rinviati all’URC di __________ per complemento istruttorio e nuova

decisione.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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