38.2010.74
Sosp.per insuff.ricerche nel periodo di disdetta.Ass.sin dalla risposta alla rich.di giustific.allegato lista di agenzie di coll.e di persone interpellate.URC tenuto conto di alcune,per il resto non e
27 gennaio 2011Italiano29 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
38.2010.74
Data decisione, Autorità:
27.01.2011, TCA
Titolo:
Sosp.per insuff.ricerche nel periodo di disdetta.Ass.sin dalla risposta alla rich.di giustific.allegato lista di agenzie di coll.e di persone interpellate.URC tenuto conto di alcune,per il resto non esperito ult.accert.,nonost.indicaz.dell'ass.non vaghe e generiche.Rinvio atti per ult.accertamenti
OBBLIGO DELL'ASSICURATO
RINVIO ATTI PER ACCERTAMENTI
SANZIONE
art. 16 agg. 17 LADI
art. 30 cpv. 1 let. c LADI
art. 30 cpv. 3 LADI
art. 43 cpv. 1 LPGA
art. 26 OADI
Raccomandata
Incarto n.
38.2010.74
rs
Lugano
27 gennaio
2011
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale
delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattrice:
Raffaella Sartoris
Vacchini, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 11 novembre 2010
di
RI 1
contro
la decisione su opposizione del 4
novembre 2010 emanata da
Ufficio regionale di collocamento, ____________
in materia di assicurazione contro la
disoccupazione
ritenuto, in
fatto
1.1. Con
decisione su opposizione del 4 novembre 2010 l’Ufficio regionale di
collocamento di __________ (di seguito URC) ha confermato la precedente decisione
del 26 ottobre 2010 (cfr. doc. A3) con cui aveva sospeso l’assicurato per sei
giorni dal diritto all’indennità di disoccupazione a causa di insufficienti
ricerche di lavoro nel periodo di disdetta, e meglio nel lasso di tempo dal 26
giugno al 31 agosto 2010 (cfr. doc. A1).
1.2. Contro la
decisione su opposizione del 4 novembre 2010 l’assicurato ha ricorso
tempestivamente al TCA, chiedendo l’annullamento o perlomeno la riduzione della
sanzione inflittagli.
A
motivazione della propria pretesa ricorsuale egli ha, in particolare, addotto
che, ritenuto il suo profilo, il modo migliore per trovare un posto di lavoro è
quello di affidarsi a delle agenzie di collocamento. Al riguardo egli ha
precisato che durante il periodo in questione era, a memoria, affiliato a sette
uffici di questo genere, e meglio a __________.
L’insorgente
ha rilevato che risulta difficile stimare gli sforzi che queste persone
qualificate hanno fatto per suo conto al fine di trovargli una posizione senza
prendere contatto con le stesse, come ha omesso di fare l’URC.
Egli ha
confermato che le sue ricerche di impiego nel periodo precedente l’annuncio
all’URC, seppur in parte non documentate, sono state effettuate in numero
maggiore di quello preteso dall’amministrazione.
Il ricorrente
ha, infine, evidenziato di avere, nel proprio scritto del 17 settembre 2010,
pure fornito numeri di telefono e indirizzi di persone che se fossero state
contattate avrebbero di certo confermato la sua presa di contatto con loro per
un posto di lavoro o l’esistenza di un dossier aperto, nel caso di agenzie di
collocamento (cfr. doc. I).
1.3. L’URC, in
risposta, ha postulato l’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21
dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio
2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002;
STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel
merito
2.2. Oggetto della
lite è la questione di sapere se l’assicurato deve o meno essere sospeso dal
diritto all’indennità di disoccupazione per insufficienti ricerche di lavoro
nel periodo dal 26 giugno al 31 agosto 2010.
Tra
gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare personalmente
un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16 LADI), se necessario anche fuori
della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI) ed anche fuori del
proprio luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).
Alla fine di ogni periodo
di controllo egli dovrà, dunque, presenta-re al servizio competente le prove
documentali relative alle ricer-che di lavoro intraprese (cfr. STFA C 77/91 del
29 gennaio 1992 nella causa E.R., non pubblicata).
Secondo l'art. 26 cpv. 1
OADI:
"
L'assicurato deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di
regola sotto forma di domande d'impiego ordinarie."
L'art. 26 cpv. 2 OADI
prevede che:
"
Annunciandosi per riscuotere l'indennità giornaliera, l'assicurato deve
provare al servizio competente gli sforzi che ha intrapreso per trovare
lavoro."
L'art. 26 cpv. 2bis OADI
precisa che:
" Egli deve fornire tale prova per ogni periodo di
controllo al più tardi entro il quinto giorno del mese seguente o il primo
giorno lavorativo successivo a tale data. In caso contrario, il servizio
competente gli accorda un termine adeguato per rimediarvi. Nel contempo lo
informa per scritto che, se lascia scadere il termine senza una giustificazione
valida, le ricerche di lavoro non potranno essere prese in considerazione."
L'art. 26 cpv. 3 OADI stabilisce che:
"
Il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro
dell'assicurato."
La LADI ha dunque previsto che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue possibilità per
evitare o ridurre lo stato di disoccupazione.
L'obbligo di ridurre il
danno, valido anche nell'assicurazione contro la disoccupazione (cfr. DTF 125 V
197 consid. 6b; Stauffer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung, 2a ed., Zurigo 1998, p.
48), è violato, fra l'altro, quando l'assicurato compie sforzi insufficienti
per trovare lavoro.
Se non adempie il suo
obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI, secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il
suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata (al riguardo cfr. STF
8C_180/2010 del 4 agosto 2010; STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010; STFA C
221/02 del 3 agosto 2003).
L’art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI è stato ritenuto dal TFA conforme alle disposizioni della Convenzione OIL
Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (cfr. DTF 124 V 228-230;
Fatti
D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation
de l'assurance chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e
Francoforte sul Meno 1992, p. 193s.).
La
giurisprudenza ha stabilito che deve essere sospeso dal diritto all'indennità
l'assicurato che non può provare di aver cercato un impiego durante il periodo
che precede l'adempimento dell'obbligo di controllo (cfr. STF 8C_589/2009 del
28 giugno 2010).
Per
costante giurisprudenza, chiunque si accinge ad iscriversi in disoccupazione
deve attivarsi per cercare un nuovo impiego.
In una
sentenza C 138/05 del 3 luglio 2006, la nostra Alta Corte ha così sottolineato
che l'obbligo di cercare un'occupazione adeguata nel periodo precedente la
disoccupazione vige anche con l'entrata in vigore della LPGA. Tale dovere è
ancorato nella legge stessa (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI), cosicché gli assicurati
non possono discolparsi asserendo di non aver saputo di essere tenuti a
intraprendere dei validi sforzi anche antecedentemente all'iscrizione in
disoccupazione.
L'assicurato deve così, ad
esempio, adoperarsi già durante il periodo di disdetta (e cioè a partire dal
momento in cui gli viene notificato il licenziamento) per trovare una nuova
occupazione (cfr. STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010, consid. 3.1; STF
8C_800/2008 dell'8 aprile 2009, consid. 2.1; STFA C 208/03 del 26 marzo 2004,
consid. 3.1 in DLA 2005 n. 4 p. 56; STFA
C 77/91 del 29 gennaio
1992; SVR 1998 ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici
regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti
sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, p. 16ss.; vedi pure art. 45
cpv. 1 lett. a OADI).
2.3. Per
stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare
un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la
qualità delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76
consid. 2 con riferimenti; STFA C 49/00 del 15 gennaio 2001).
Per quel
che attiene all’aspetto quantitativo, va evidenziato che la LADI non prevede un
numero minimo di ricerche di impiego da svolgere mensilmente.
La
giurisprudenza cantonale ha, tuttavia, stabilito quale linea di riferimento (e
non quale regola con carattere assoluto), che per ogni periodo di controllo
vanno comprovate almeno quattro ricerche qualitativamente valide (cfr., per
tutte, la STCA AD 247/86 del 28 gennaio 1987).
L'Alta Corte, pur
confermando tale principio (cfr. STFA C 33/87; STFA C 286/02 del 3 luglio
2003), ha precisato che occorre valutare nel singolo caso concreto quante
ricerche mensili siano esigibili da ogni assicurato, sottolineando che la
prassi amministrativa esige in media da dieci a dodici ricerche di impiego al
mese (cfr. consid. 2.4.; STFA C 106/04 del 12 luglio 2005 consid. 2.1.; STFA C
199/05 del 29 settembre 2005; STFA C 6/05 del 6 marzo 2006 consid. 3.2.).
In una sentenza
8C_589/2009 del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha confermato la propria
giurisprudenza e ha rilevato:
" (…)
3.2 Pour trancher le point de savoir si l'assuré a
fait des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il faut tenir
compte aussi bien de la quantité que de la qualité des démarches entreprises (ATF 124 V 225 consid. 4a p. 231). Sur le plan quantitatif, la jurisprudence
considère que dix à douze recherches d'emploi par mois sont en principe
suffisantes (cf. ATF 124 V 225 consid. 6 p. 234; arrêt C 258/06 du 6 février 2007 consid. 2.2). On ne
peut cependant pas s'en tenir de manière schématique à une limite purement
quantitative et il faut examiner la qualité des démarches de l'assuré au regard
des circonstances concrètes, des recherches ciblées et bien présentées valant
parfois mieux que des recherches nombreuses (arrêt C 176/05 du 28 août 2006
consid. 2.2; RUBIN, op. cit. p. 392). (…)"
Sulle modalità con le
quali bisogna effettuare le ricerche di lavoro, il TCA ricorda innanzitutto che
secondo l'art. 17 cpv. 1 in fine LADI, l'assicurato deve comprovare il
suo impegno per trovare un nuovo posto di lavoro, fornendo al servizio
competente le prove relative agli sforzi intrapresi a tal fine (cfr. art. 26
cpv. 2 e cpv. 2 bis OADI; cfr. STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; DLA 1988 p.
95; DTF 120 V 74).
La legge non prevede
nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire
effettuate sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi
datori di lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla
fine di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio competente
d'avere realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del 29.1.92
nella causa E.R., non pubblicata).
Concretamente ciò
significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare
all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore
di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile
l'avvenuta ricerca.
In caso di ricerca
personale il disoccupato non può limitarsi a un puro e semplice elenco dei
datori di lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è
necessario che il datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo
"timbro" sul formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra
forma scritta, che la ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del
28.1.1987 nella causa S. P., AD 5/87).
Inoltre
deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il disoccupato si
è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre 1999 nella
causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).
L'assicurato potrà
servirsi dell'apposito formulario messo a disposizione dal SECO (dal 1° luglio
1999 il Segretariato di stato dell'economia ha sostituito l’Ufficio federale
dello sviluppo economico e del lavoro).
In caso di rifiuto del
datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà
comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al
servizio competente tale rifiuto.
Infine, in caso di ricerca
telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,
confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto
(cfr. DLA 1988 p. 95).
In una
sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000
p. 156ss., il TFA ha ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno
l'assicurato che effettua le ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.
2.4. Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI
la durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e
ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di
cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.
La sospensione dal diritto
all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave
(cfr. art. 45 cpv. 2 OADI).
La sua durata è determinata
secondo la gravità della colpa
(cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace in altre parole al principio della
proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).
In virtù dell'art. 45 cpv.
2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità
entro il termine quadro per la riscossione della prestazione, la durata della
sospensione è prolungata in modo adeguato.
Nella già
citata sentenza 8C_589/2009 del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha
ricordato che " La gravité de la faute dépend de l'ensemble des
circonstances du cas, en particulier des recherches d'emploi qui peuvent être
mises au crédit de l'assuré malgré le caractère globalement insuffisant de ses
démarches, ou encore d'éventuelles instructions de l'ORP qu'il n'aurait pas
suivies en dépit de leur pertinence.".
Per quel che attiene alla sospensione dal diritto all'indennità di
disoccupazione fondata sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi
amministrativa prevede una sanzione da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni per insufficienti ricerche di lavoro nel
periodo di disdetta.
Per ogni periodo di controllo successivo i
parametri del SECO e della Sezione del lavoro prevedono da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali
aumenti per i periodi successivi, visto l'art. 45
cpv. 2 bis OADI (cfr. Circulaire relative à l'indemnité de chômage (IC) del
SECO in vigore dal 1° gennaio 2007, D72 punto 1; Lista delle sospensioni
URC/UCL - attualmente Sezione del lavoro - aggiornate dal SECO al 25.01.1999).
Queste
direttive sono conformi alla legge (cfr. D. Cattaneo, "Alcuni
compiti …”, p. 43-44) e le sanzioni inflitte dall'amministrazione su queste
basi vengono regolarmente confermate dal TCA.
Anche il TFA ha approvato
il modo di procedere dell'amministrazione (cfr. STFA C 10/05 del 25 aprile
2005; STFA C 210/04 del 10 dicembre 2004; STFA C 275/02 del 2 maggio 2003; STFA
C 286/02 del 3 luglio 2003; STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; STFA C 338/01 del
6 agosto 2002).
2.5. Nella
presente fattispecie dalla documentazione agli atti emerge che l’assicurato,
che ha conseguito nel 2002 la licenza in scienze economiche presso l’Università
__________ e nel giugno 2009 il diploma federale di esperto in Finanza e
Investimenti presso il __________ di __________ (cfr. doc. 1.13., 1.19.), è
stato alle dipendenze della __________ dal 1° maggio 2006 al 31 agosto 2010 in qualità di Officer presso il servizio Risk Management della __________ (cfr. doc. 1.19.).
La __________
ha, infatti, disdetto il rapporto di impiego con il ricorrente il 26 giugno
2010 con effetto a decorrere dal 31 agosto 2010 (cfr. doc. 1.16.).
L’assicurato
si è annunciato al collocamento a far tempo dal 1° settembre 2010 (cfr. doc.
1.3.).
Al
momento dell’iscrizione in disoccupazione il ricorrente non ha presentato
all’amministrazione alcuna ricerca di lavoro (cfr. doc. 1.3.; 4.4.).
Di
conseguenza, il 16 settembre 2010, il consulente del personale URC gli ha
consegnato brevi manu una “Richiesta di giustificazione” con cui l’ha invitato
a motivare, entro il 27 settembre 2010, il fatto di non avere fornito alcuna
prova di ricerca di una nuova occupazione per il periodo dal 26 giugno al 31
agosto 2010 precedente l’annuncio all’URC.
Il
collocatore ha pure precisato che, oltre la data indicata, l’autorità cantonale
avrebbe deciso sulla base degli atti in suo possesso, menzionando espressamente
l’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, il quale prevede proprio la sospensione di un
assicurato nel caso in cui non faccia il suo possibile per ottenere un’occupazione
adeguata (cfr. doc. 3.4.).
Il
ricorrente, il 17 settembre 2010, ha risposto che:
"
come le avevo preannunciato nel colloquio del
16.09.2010, dato il mio profilo, ho pensato che il modo migliore per riuscire a
trovare a breve un nuovo posto di lavoro era quello di affidarsi a delle
agenzie di collocamento e al passaparola tramite conoscenti.
Inoltre, nei mesi di
luglio e agosto il mercato del lavoro era abbastanza statico e le offerte di
lavoro inerenti al mio profilo erano ridotte all’osso.
Sono riuscito comunque a
tirare insieme alcune “prove di sforzi personali intrapresi per trovare lavoro”
(che trova allegate) anche se il mio indirizzo e-mail di __________ non è più
attivo e il materiale raccolto riguarda solo quello trovato nell’indirizzo
e-mail privato.
Ecco di seguito l’elenco
delle società contattate:
·
__________: __________, candidatura quale
consulente/gestore – in sospeso
·
__________: candidatura tramite __________ per
posizione che facesse al caso mio – esito negativo
·
__________: __________, candidatura quale
investment specialist per il meracto dell’est tramite __________ – esito
negativo
·
__________: __________, candidature quale gestore patrimoniale/risk manager – in
sospeso
·
__________: __________, candidature per
posizione che facesse al caso mio – in sospeso
·
__________: candidatura tramite __________ quale Sales/Marketer
per i Fondi (non solo hedge) propri dell’istituto – esito negativo
·
__________: __________ candidatura con successivo colloquio per riaprire e aggiornare il
mio dossier - in sospeso
·
__________:
iscrizione al portale di ricerca del personale – in sospeso
·
__________: __________: possibilità
di carriera extra finanziaria che dopo un incontro informativo ho escluso
categoricamente.
Le fornisco inoltre qui di
seguito alcuni nominativi con relativi dati di contatto di persone facenti
Considerandi
parte di istituti o agenzie di collocamento con i quali ho intrapreso contatti
ma per i quali non ho giustificativi scritti diretti.
·
__________, __________, gestore patrimoniale di __________, __________, __________
candidatura quale gestore patrimoniale – esito negativo
·
__________, __________,
co-proprietario e dipendente di __________, __________ Tel.: __________;
candidatura quale gestore patrimoniale/consulente – esito negativo per il
momento
·
__________,
titolare agenzia __________, __________, __________, Tel.__________;
candidatura aperta per posizioni idonee – nessuna novità.
·
__________,
titolare agenzia di __________, __________, __________, Tel.: __________,
candidatura aperta per posizioni idonee – nessuna novità.
Oltre
a vari contatti diretti con amici e conoscenti di carattere informale.
(…)”
(Doc. 3.3.)
Dal profilo procedurale
l’amministrazione ha, dunque, ossequiato il diritto di essere sentito del
ricorrente garantito dall’art. 29 cpv. 2 Cost.fed. e dall’art. 42 LPGA (al
riguardo cfr. DTF 136V 115-116; DTF 136 V 124).
L’URC, precisando
che le motivazioni presentate dall’assicurato con lettera del 17 settembre
2010, pervenuta all’amministrazione il 21 settembre 2010, sono state
parzialmente accolte, con decisione formale del 26 ottobre 2010, l’ha sospeso
dal diritto alle indennità di disoccupazione per sei giorni (cfr. A3; consid.
1.1
).
Tale
provvedimento è stato confermato con decisione su opposizione del 4 novembre
2010.
(cfr. doc. A1; consid. 1.1.).
2.6
In concreto
l’amministrazione ha esaminato le ricerche di lavoro compiute dall’assicurato
nel periodo 26 giugno – 31 agosto 2010, lasso di tempo corrispondente al
periodo di disdetta antecedente l’iscrizione in disoccupazione del 1° settembre
2010.
(cfr. doc. 2.5.).
L’URC ha
considerato che il ricorrente, dal 26 al 30 giugno 2010 ha compiuto una ricerca di lavoro, nel mese di luglio 2010 tre sforzi volti al reperimento di
un’occupazione e nel mese di agosto 2010 una ricerca di impiego (cfr. doc. A1).
L’amministrazione
non ha però specificatamente indicato di quali ricerche si tratti.
L’insorgente,
sin dal 17 settembre 2010, quando ha risposto alla richiesta di giustificazione
del 16 settembre 2010 (cfr. doc. 3.4.=A4), ha sempre asserito di avere
intrapreso molte più ricerche di quelle tenute in considerazione dall’URC.
A tale proposito
l’assicurato, nella risposta alla richiesta di giustificazione, ha fornito una
lista di nominativi di società e di agenzie di collocamento, rispettivamente di
persone di riferimento delle medesime alle quali si è rivolto, nonché alcuni
numeri di telefono e indirizzi di posta elettronica (cfr. doc. 3.3.).
Egli ha ribadito
quanto affermato nello scritto del 17 settembre 2010 nell’opposizione
interposta contro la decisione di sospensione del 26 ottobre 2010, aggiungendo
che tramite __________ si è proposto per un posto di lavoro anche presso __________
(cfr. doc. A2).
Anche
nell’atto ricorsuale l’insorgente, facendo riferimento alla lettera del 17
settembre 2010, ha indicato di avere compiuto un numero di ricerche maggiore di
quello ritenuto dall’amministrazione. Egli ha, altresì, rilevato di essere
stato, durante il periodo in questione, iscritto ad almeno sette agenzie
private di ricerca e selezione di risorse umane (__________, __________, __________,
__________, __________, __________, __________; doc. I).
2.7
Il TCA,
chiamato a pronunciarsi in merito alla fattispecie, rileva dapprima che la
procedura in materia di assicurazioni sociali è retta dal principio
inquisitorio (Untersuchungsgrundsatz, art. 43 cpv. 1 LPGA e 61 lett. c LPGA;
STFA del 5 settembre 2001 nella causa F.C., U 94/01; STFA del 9 maggio 2001
nella causa W.Z., P 36/00; STFA del 5 giugno 2000 nella causa V.P. contro UAI e
TCA, I76/00; DTF 122 V 157 consid. 1a; SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a;
AHI praxis 1994 pag. 212; DTF 117 V 263; DTF 117 V 282). E’ dunque compito dell’amministrazione,
rispettivamente del giudice chiarire d’ufficio in modo corretto e completo i
fatti giuridicamente rilevanti.
In una
sentenza 8C_239/2009 del 14 agosto 2009 il Tribunale federale, al riguardo, ha osservato
che:
"
(…)
4.1.1
Sowohl das Verwaltungsverfahren wie auch
der kantonale Sozialversicherungsprozess sind vom Untersuchungsgrundsatz
beherrscht (Art. 43 Abs. 1 und Art. 61 lit. c ATSG). Danach haben Verwaltung
und Sozialversicherungsgericht den rechtserheblichen Sachverhalt von Amtes
wegen festzustellen. Diese Untersuchungspflicht dauert so lange, bis über die
für die Beurteilung des streitigen Anspruchs erforderlichen Tatsachen
hinreichende Klarheit besteht. Der Untersuchungsgrundsatz weist enge Bezüge zum
- auf Verwaltungs- und Gerichtsstufe geltenden - Grundsatz der freien
Beweiswürdigung auf. Führen die im Rahmen des Untersuchungsgrundsatzes von
Amtes wegen vorzunehmenden Abklärungen den Versicherungsträger oder das Gericht
bei umfassender, sorgfältiger, objektiver und inhaltsbezogener Beweiswürdigung
(BGE 132 V 393 E. 4.1 S. 400) zur Überzeugung, ein bestimmter Sachverhalt sei als
überwiegend wahrscheinlich (BGE 126 V 353 E. 5b S. 360; 125 V 193 E. 2 S. 195, je mit Hinweisen) zu betrachten und es könnten weitere
Beweismassnahmen an diesem feststehenden Ergebnis nichts mehr ändern, so liegt
im Verzicht auf die Abnahme weiterer Beweise keine Verletzung des Anspruchs auf
rechtliches Gehör (antizipierte Beweiswürdigung; BGE 134 I 140 E. 5.3 S. 148; 124 V 90 E. 4b S. 94). Bleiben jedoch erhebliche Zweifel an Vollständigkeit
und/oder Richtigkeit der bisher getroffenen Tatsachenfeststellung bestehen, ist
weiter zu ermitteln, soweit von zusätzlichen Abklärungsmassnahmen noch neue
wesentliche Erkenntnisse zu erwarten sind (Urteil 9C_167/2009 vom 28. Mai 2009 E. 3.1).”
Proprio
sulla base del principio inquisitorio il TFA in una sentenza del 14 dicembre
1999, pubblicata in DLA 2000 pag. 118 segg., ha stabilito che le attestazioni
concernenti delle ricerche di lavoro prodotte da un assicurato, benché siano
vaghe, non possono essere trascurate. L'amministrazione deve, in effetti,
appurare d'ufficio se effettivamente tali sforzi sono stati svolti.
Nel caso
giudicato dall'Alta Corte l'assicurato aveva cercato di documentare le ricerche
allegate trasmettendo alla Commissione cantonale di ricorso delle dichiarazioni
dei potenziali datori di lavoro, seppure generiche.
L'assicurato
non si era così limitato a sostenere in maniera laconica di aver compiuto degli
sforzi alfine di reperire una nuova occupazione, bensì aveva dato delle
indicazioni alla Commissione.
Giova, in
ogni caso, osservare che il principio inquisitorio non è incondizionato, ma
trova il suo correlato nell’obbligo delle parti di collaborare (cfr. art. 43
cpv. 3 LPGA; 61 lett. c LPGA; DLA 2001 N. 12 pag. 145; RAMI 1994 pag. 211; AHI
praxis pag. 212; DLA 1992 pag. 113; DTF 117 V 261; DTF 116 V 26 consid. 3c; DTF 115 V 142 consid. 8a; DTF 114 V 234 consid. 5a; DTF 110 V 52
consid. 4a; Meyer, “Die Rechtspflege in der Sozialversicherung”
in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989 pag. 12; Spira, “Le contentieux
des assurances sociales fédérales et la procédure cantonale” in Recueil de
jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984 pag. 16; Kurmann, “Verwaltungsverfahren
und Verwaltungsrechtspflege in erster Instanz” in Luzerner Rechtsseminar 1986,
Sozialversicherungsrecht, Referat XII, pag. 5 ss.).
Questo obbligo comprende in particolare quello di motivare le
pretese di cui le parti si avvalgono e quello di apportare, nella misura in cui
può essere ragionevolmente richiesto da loro, le prove dettate dalla natura
della vertenza o dai fatti invocati: in difetto di ciò esse rischiano di dover
sopportare le conseguenze dell’assenza di prove (cfr. STFA U 94/01 del 5
settembre 2001; STFA P 36/00 del 9 maggio 2001; SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164
consid. 5a; RAMI 1993 pag. 158-159 consid. 3a; DTF 117 V 264 consid. 3b; SZS
1989.
pag. 92; DTF 115 V 113; G. Beati, “Relazioni tra diritto civile ... “ in
relazioni tra diritto civile e assicurazioni sociali, Lugano 1993, pag. 1 seg.
(3)).
Su questi
aspetti, cfr. in particolare: J. L. DUC, “Les assurances sociales en Suisse”,
Losanna 1995, pag. 827-828 e TH. Locher, “Grundriss des
Sozialversicherungsrecht” Berna 1997, pag. 339-341 il quale rileva che
“besondere Bedeutung hat die Mitwirkungspflicht dann, wenn der Sachverhalt ohne
Mitwirkung der betroffenen Person gar nicht (weiter) erstellt werden kann”.
Va, inoltre, evidenziato
che è vero che l’Alta Corte, in una sentenza C 234/04 del 21 marzo 2005, ha accolto il ricorso dell’Ufficio del lavoro inoltrato contro una sentenza del Tribunale amministrativo
del Canton Appenzello Esterno con cui gli atti erano stati rinviati
all’amministrazione per effettuare ulteriori accertamenti in relazione a ricerche
di lavoro che l’assicurato aveva asserito di aver compiuto.
E’ altrettanto vero,
tuttavia, che in quella fattispecie l’assicurato, nonostante avesse avuto la
possibilità prima della decisione formale di sospensione, durante la procedura
di opposizione e dinanzi al Tribunale cantonale, di fornire indicazioni precise
in merito al preteso compimento di determinate ricerche, era rimasto vago,
omettendo di fornire indicazioni verificabili.
Contestualmente il TFA ha,
infatti, rilevato:
"
(…)
4.2
Ob trotz vorgängiger behördlicher
Aufforderung erst einsprache- oder beschwerdeweise gemachte Angaben zu
erfolgten Arbeitsbemühungen überhaupt berücksichtigt werden dürften, muss nicht
näher geprüft werden. Denn der Versicherte hat es nach dem Gesagten auch noch
im Einsprache- und im kantonalen Verfahren bei vagen und in dieser Form nicht
überprüfbaren Hinweisen auf stattgefundene Kontakte mit möglichen Arbeitgebern
bewenden lassen. Damit ist er seiner gesetzlichen Obliegenheit, die geltend
gemachten Bemühungen um eine neue Stelle nachzuweisen, nicht nachgekommen und
hat die Folgen zu tragen (vgl. auch Art. 43 Abs. 3 ATSG). Wollte man unter
diesen Umständen von der Verwaltung verlangen, dem Leistungsansprecher nochmals
die Gelegenheit zur Auflistung stattgefundener Bemühungen in nachprüfbarer
Form einzuräumen, wie dies das kantonale Gericht im angefochtenen Entscheid
getan hat, hiesse das auch den von den Behörden zu beachtenden
Untersuchungsgrundsatz überstrapazieren."
(STFA del 21 marzo 2005 C 234/04 consid. 4.2; la sottolineatura è
del redattore)
2.8
In concreto, come visto
sopra, l’assicurato, fin dal momento in cui, il 17 settembre 2010, ha risposto alla richiesta di giustificazione consegnatagli dal proprio collocatore, ha
indicato i nominativi delle agenzie private di ricerca e selezione di risorse
umane alle quali si era iscritto e di altre persone contattate, aggiungendo
indirizzi di posta elettronica e/o numeri telefonici e per talune la
precisazione che il proprio dossier era ancora in sospeso (cfr. doc. 3.4.=A4)
Del resto l’insorgente ha
fornito pure alcune prove degli sforzi volti al reperimento di un’occupazione
intrapresi nel periodo in questione, e meglio egli ha trasmesso
all’amministrazione le copie di messaggi di posta elettronica di risposta di
alcune persone interpellate, ossia di __________ della __________ del 2 agosto
2010, di __________ della __________ del 28 giugno 2010 e di __________ della __________
del 5 luglio 2010, inviati al suo indirizzo di posta elettronica privato (__________; cfr. doc. 4.3.).
Relativamente alla
mancanza di altri documenti atti a comprovare le ricerche effettuate,
l’assicurato ha da subito asserito che il suo indirizzo di posta elettronica
presso __________ non era più attivo (cfr. doc. A4).
Egli ha ribadito quanto
affermato nella risposta alla richiesta di giustificazione del 17 settembre
2010.
anche nell’opposizione e nell’atto ricorsuale (cfr. consid. 2.6.; A2; I), specificando
segnatamente che gli risultava difficile fornire ulteriori prove cartacee degli
sforzi sostenuti per trovare lavoro, siccome il suo indirizzo di posta
elettronica presso __________ è stato eliminato e non sapeva di dover
conservare le prove (cfr. doc. A2).
L’URC, a seguito di quanto
dichiarato dall’assicurato in merito allo svolgimento di ricerche di impiego
nell’arco di tempo dal 26 giugno al 31 agosto 2010 (cfr. doc. 3.3.; A2), ha
riconosciuto come valide alcune ricerche comprovate (cfr. doc. A1; A3).
L’amministrazione,
tuttavia, nonostante l’assicurato non si fosse limitato a delle indicazioni
vaghe e generiche, non ha proceduto a esperire degli accertamenti volti a
verificare se effettivamente il ricorrente avesse compiuto ulteriori ricerche
di lavoro rispetto a quelle riconosciute dalla stessa, ad esempio interpellando
le persone citate dall’insorgente (cfr. DLA 2000 pag. 123 consid. 3b).
Inoltre e soprattutto, l’URC
nemmeno ha invitato l’assicurato a produrre, sulla base di quanto dal medesimo
allegato, delle attestazioni da parte delle persone contattate dal 26 giugno al
31.
agosto 2010 al fine di reperire una nuova occupazione, ma si è limitato ad
emettere, 26 ottobre 2010, una decisione di sospensione di sei giorni (cfr.
doc. A3).
Al riguardo il TF, in una
sentenza 8C_239/2009 del 14 agosto 2009, già menzionata e relativa a un caso in
cui a un assicurato è stato negato il diritto alle indennità per insolvenza per
il mese di febbraio 2007, in quanto fino al 12 febbraio 2007 è stato presidente
del CdA con diritto di firma individuale iscritto a RC della SA in cui lavorava,
ha stabilito che:
"
(…) Der
Beschwerdeführer führte in seiner Eingabe ans kantonale Gericht zu seinen
Funktionen ab 1. Januar 2007 unter anderem aus, dass er zwar mit Wirkung ab 1.
Januar 2007 einen neuen Arbeitsvertrag erhalten habe, in welchem er als Leiter
Finanzen, Administration und Vertrieb bezeichnet werde. Allerdings habe ihm die
Geschäftsführung Ende Januar 2007 keinen Zugang mehr zu Buchhaltungs- und
Bankunterlagen gewährt und die Bank sei am 3. Februar 2007 angewiesen worden,
ihm keine Auskunft über den Kontostand mehr zu erteilen. Seine Tätigkeit habe
sich von diesem Moment an nur noch auf die Anfertigung von Planungsrechnungen
erstreckt und er habe überhaupt keine Chance gehabt, die Verantwortung über den
Bereich Finanzen auszuüben. Entgegen der Annahme der Kasse sei zudem mit Blick
auf die Tatsache, dass andere Mitarbeiter der P.________ AG Zusagen für
Gehaltserhöhungen und Prämien erhalten hätten und er sich im Gegensatz dazu im
Jahr 2007 mit einem gleichbleibenden Gehalt habe begnügen müssen, durchaus von
einer Lohnminderung (zufolge Rückstufung seiner Stellung im Betrieb)
auszugehen. Diese Vorbringen sind rechtserheblich, weil sie Anhaltspunkte für
eine ab Januar 2007, allenfalls auch erst ab Februar 2007, fehlende Möglichkeit
der Einflussnahme auf die Entscheide der ehemaligen Arbeitgeberin liefern.
Unter diesen Umständen wäre das kantonale Gericht kraft des
Untersuchungsgrundsatzes gehalten gewesen, Abklärungen zur Stellung des
Beschwerdeführers im Betrieb während der vorliegend relevanten Zeit (Januar und
Februar 2007) zu treffen und zusätzliche Akten beizuziehen. Dies drängte sich
umso mehr auf, als die Kasse ihre neue Begründung im Einspracheentscheid einzig
auf den Arbeitsvertrag vom 14. Dezember 2006, das (Kurz-)Protokoll der
Verwaltungsratssitzung der P.________ AG vom 14. Dezember 2006, das
(halbseitige) Informationsblatt der Geschäftsleitung der P.________ AG an die
Aktionäre vom 8. Januar 2007, das Lohnblatt Februar 2007 sowie den durch die
ehemalige Arbeitgeberin ausgestellten Lohnausweis für das Jahr 2007 stützte,
obwohl sie bei dieser spärlichen Aktenlage mit Blick auf Art. 43 Abs. 1 ATSG
gehalten gewesen wäre, bereits vor Erlass des Einspracheentscheides die
zusätzlich erforderlichen Auskünfte einzuholen. Es kann der Vorinstanz nicht
beigepflichtet werden, dass der Beschwerdeführer die Folgen der Beweislosigkeit
zu tragen habe, weil er seiner Mitwirkungspflicht im kantonalen
Beschwerdeverfahren nicht nachgekommen sei. Von einer Verletzung seiner
Mitwirkungspflicht könnte allenfalls ausgegangen werden, wenn er der
Aufforderung der Vorinstanz, weitere Unterlagen beizubringen, nicht
nachgekommen wäre. Die Möglichkeit zur Untermauerung seiner Angaben in der
Beschwerdeschrift durch Einreichung zusätzlicher Aktenstücke oder Nennung
weiterer Beweismittel wurde ihm aber gar nicht eingeräumt. Dieses Versäumnis
stellt eine Verletzung der Pflicht des kantonalen Gerichts zur Feststellung des
Sachverhaltes von Amtes wegen nach dem Untersuchungsgrundsatz und damit
einen Verstoss gegen eine wesentliche Verfahrensvorschrift im Sinne von Art.
105.
Abs. 2 BGG dar (E. 4.1.2 hiervor).“ (La sottolineatura è del redattore)
Ne
discende che in casu l’URC ha violato il disposto di cui all’art. 43 cpv. 1
LPGA.
2.9
Alla luce di
quanto appena esposto, si giustifica, dunque, l’annullamento della
decisione su reclamo impugnata e il rinvio degli atti all’URC perché disponga, sulla
base delle indicazioni fornite dall’assicurato, di accertamenti più
approfonditi riguardo al compimento o meno di ulteriori ricerche oltre a quelle
già considerate dall’amministrazione, anche avvalendosi della collaborazione
del ricorrente.
Sulla scorta delle
relative risultanze, l’URC si pronuncerà, poi, nuovamente, in primo luogo, sul
principio di sospendere o meno l’assicurato giusta l’art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI e, in secondo luogo, qualora l’assicurato debba effettivamente essere
sanzionato per insufficienti ricerche di impiego nel periodo di disdetta,
sull’entità della sanzione.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso
è accolto ai sensi dei considerandi.
§ La
decisione su opposizione impugnata è annullata.
§§ Gli
atti sono rinviati all’URC di __________ per complemento istruttorio e nuova
decisione.
2. Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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